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Come NASCE la COMUNITA’ ECONOMICA EUROPEA?

La Storia sul Tubo6:45

Transcription

Il mondo del 1945 è cambiato. L'Europa non è più padrona del globo. In pochi anni, gli stati europei sono passati dall'essere le loro egemonie sul mondo a essere potenze di secondo piano, dipendenti da forze esterne per la loro sicurezza e il loro benessere.

Ma non è ancora detta l'ultima parola. Negli anni '50, alcuni stati europei del blocco occidentale si accorgono di avere molti punti in comune: regime parlamentare, governo democratico e di far parte della stessa Alleanza. Inizia a farsi strada l'idea che sia possibile una collaborazione internazionale per garantire pace, democrazia e sviluppo economico.

L'intenzione è quella di dar vita a un progetto politico istituzionale che possa ridare sicurezza e prosperità alle nazioni europee. Fin dall'800, c'erano stati intellettuali, pensatori che avevano ragionato sul tema, come per esempio de Saint Simon o Thierry. Nel periodo tra le due guerre mondiali, questo tipo di riflessione si è intensificato ancora di più.

A questo proposito, si può citare il manifesto di Ventotene, scritto da Ernesto Rossi e Altiero Spinelli, proprio su quell'isola da cui prende il nome e dove erano stati confinati dal regime fascista italiano. Ma questo documento ha anche un altro nome, tecnicamente quello ufficiale: manifesto per l'Europa libera e unita. Prima edizione 1944.

Il manifesto è diviso in tre parti: la prima dedicata alla crisi della società moderna, la seconda all'unità europea dopo la guerra in corso e la terza alla riforma generale della società. Con la fine della guerra, si sono più o meno realizzate le condizioni per poter arrivare a un'Europa unita, dove per Europa si intende ovviamente la parte occidentale.

Come sempre, i primi passi vengono fatti nel 1948, quando nasce l'organizzazione europea di cooperazione economica, di cui fanno parte i paesi del vecchio continente beneficiari del piano Marshall. Le prime spinte all'unificazione hanno chiara matrice economica. Poco dopo, nel 1951, nasce la Ceca, la Comunità Europea del carbone e dell'acciaio, di cui fanno parte la Francia, la Germania federale, il Belgio, l'Italia, il Lussemburgo e i Paesi Bassi. Grande assente, la Gran Bretagna. Come al solito, nebbia sulla Manica, il continente isolato.

Lo scopo della Ceca è quello di coordinare la produzione e il prezzo dei prodotti della grande industria europea. Il progetto è un successo e segnala agli stati europei quale sia la formula giusta: integrazione. Considerata la riuscita della Ceca, si tenta di dar vita anche a un'altra organizzazione, la CED, ovvero la comunità europea di difesa.

Il progetto viene però affossato, tra le altre cose, anche dal voto contrario del parlamento francese nel 1954. L'obiettivo di difesa comune è infatti ancora troppo ambizioso, non così i progetti di unità economica o politica. Questi sono più raggiungibili.

Nel 1957, con il Trattato di Roma, nasce la comunità economica europea, fondata dai sei membri della Ceca. Lo scopo degli stati riuniti nella capitale italiana è quello di dar vita al mercato unico europeo, abbassando gradualmente le tariffe doganali e permettendo la libera circolazione di forza lavoro e di capitali.

Oltre a questo, i membri, aderendo al MUE, si impegnano anche a coordinare le politiche industriali e agricole. Per far questo, la CE si dota anche di alcuni organi importanti, come la Commissione, organo tecnico con il compito di predisporre e attuare piani di intervento.

Importante è anche il Consiglio dei ministri inviati da vari stati membri, che prende poi tutte le decisioni finali. Degno di nota è anche il Parlamento Europeo, con funzioni consultive, che inizialmente si compone di rappresentanti delle assemblee nazionali. Solo in un secondo momento, negli anni '70, sarebbe diventato elettivo.

E così, l'Europa occidentale inizia a crescere sempre di più, anche se con il passare degli anni sarebbe diminuita l'originale spinta di integrazione. Nonostante la portata ideale del progetto e la sua applicazione, tutti gli stati aderenti e non mantengono inalterata la loro sovranità, con sensibilità politiche e interessi strategici spesso differenti.

Come se la passano quindi le nazioni europee nel secondo dopoguerra? Il Regno Unito, dal 1951 al 1964, dopo la parentesi laburista, è guidato dai conservatori. I Tories si trovano a gestire un periodo di stagnazione economica, in cui riescono comunque a mantenere il Welfare State.

Ma i problemi dei sudditi della regina, di cui parleremo più avanti, vanno ben oltre l'economia e hanno a che vedere con la perdita della dimensione imperiale. Spostiamoci in Germania occidentale, dove il governo guidato dai cristiani democratici risolleva la situazione del paese, portando avanti un modello di economia sociale di mercato.

Negli anni '50, il PIL tedesco inizia a crescere del 6% annuo, la disoccupazione diminuisce, il Marco si rafforza, l'inflazione si mantiene bassa. È il miracolo tedesco. Insomma, sti tedeschi cascano sempre in piedi. È incredibile la grande crescita economica tedesca.

Tra le altre cose, è dovuta anche alla presenza di manodopera a basso costo, data dall'elevato numero di profughi, dalla moderazione dei sindacati e dall'elevata stabilità politica, stabilità ottenuta anche grazie alla nuova Costituzione tedesca, concepita per evitare la frammentazione politica e le crisi parlamentari.

Insomma, qualcosa dall'esperienza di Weimar l'avevano imparata. Per esempio, viene introdotto il meccanismo della sfiducia costruttiva per evitare crisi di governo. Si stabilisce che il parlamento può sfiduciare un esecutivo solo e solamente se capace di esprimere a maggioranza il nome di un nuovo.

Fra gli anni '50 e '60, il partito socialdemocratico si limita a fare un'opposizione costituzionale e non mette in discussione i fondamenti del sistema economico. Questo anche perché, con il congresso di Bad Godesberg del 1959, abbandona l'antica base marxista a favore invece di una visione democratico-riformista.

Grande stabilità è anche assicurata dal bando dei partiti nostalgici del nazismo e del Partito Comunista. Per questo, l'unione cristiano-democratica di Konrad Adenauer riesce a governare in coalizione con il partito liberale dal 1949 fino al 1963.

Mentre da un lato della Cortina di ferro l'occidente comincia a rialzarsi, le cose si muovono anche in Europa orientale. Stalin è morto. Dal consiglio direttivo sta emergendo un nuovo leader che si farà carico dell'Unione Sovietica. Quale sarà il futuro del comunismo?