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Patente Nautica: Lezione 1 - Teoria della Nave | Corso Completo

App Quiz Patente31:37

Transcription

Benvenuti in questa prima videolezione per la patente nautica. Oggi ci immergeremo nell'affascinante mondo del gergo nautico, esplorando le terminologie fondamentali e gli elementi strutturali della tipica unità in legno. Vi parlerò delle carene e di due elementi fondamentali per migliorare la stabilità e l'assetto della vostra imbarcazione. Vi sto parlando del trim e dei flap.

Prima di partire consiglio vivamente a tutti di munirsi di un quaderno degli appunti. Non sottovalutate il potere di mettere su carta ciò che state imparando. Trascrivendo e disegnando, non solo avrete un riferimento da consultare in futuro, ma faciliterete notevolmente il processo di apprendimento. Quindi, quaderno alla mano e si salva.

E partiamo analizzando questo gozzo che abbiamo in aula. Gozzo, ovvero unità tipicamente in legno, costruito come un'opera d'arte dal maestro Dascia. Come su tutte le unità, distingueremo la parte anteriore chiamata prua, dalla parte posteriore che è la poppa. Poi vedete questa fascia bianca che percorre tutto lo scafo. Questa va a dividere la parte immersa nell'acqua che è chiamata l'opera viva o anche carena, dalla parte emersa che è chiamata murata o anche opera morta. Opera viva e opera morta sono due termini che ritroveremo spesso durante il nostro percorso. Iniziate con memorizzare due concetti fondamentali. Sull'opera viva, sulla carena della vostra unità, subiremo l'azione delle correnti e l'azione delle correnti sull'opera viva è definita la deriva, mentre sull'opera morta o murata della vostra unità subiremo l'azione del vento. E l'azione del vento sulla murata è definito lo scarroccio. Deriva e scarroccio. Deriva azione delle correnti sull'opera viva. Scarroccio azione del vento sull'opera morta.

Torniamo sul nostro gozzo e andiamo ad analizzare le due zone arrotondate e rinforzate della prua. Queste si definiscono masconi. Abbiamo il mascone di dritta e il mascone di sinistra. Queste zone sono molto importanti perché con i due masconi andremo ad affrontare il mare mosso proveniente di prua. A poppa le due zone arrotondate e rinforzate si chiamano giardinetti. Anche in questo caso avremo il giardinetto di dritta e il giardinetto di sinistra e con i due giardinetti andremo ad affrontare il moto ondoso proveniente da poppa.

Vedete questa ringhiera che percorre tutta la prua dell'imbarcazione? Questa è la battagliola ed è caratterizzata da due elementi. I candelieri, ovvero gli elementi verticali, e le draghe, gli elementi longitudinali. Candelieri e drag costituiscono la battagliola che svolge un ruolo fondamentale per consentire un passaggio sicuro da prua a poppa o viceversa.

Ma passiamo ora all'analisi degli elementi strutturali perimetrali più importanti di questo gozzo e partiamo da lei, dalla chiglia, l'asse portante dello scafo. Quando si costruisce un'imbarcazione in legno, per prima cosa si impianta la chiglia e poi si va a sviluppare tutto il resto dello scafo. A prua la chiglia proseguirà con la ruota di prua e la diritta di prua. A poppa avremo il diritto di poppa e lo specchio di poppa. A congiungere le due estremità dello specchio di poppa al diritto di prua avremo i due dormienti, il dormiente di sinistra e il dormiente diritta.

Questa è solo un'introduzione alla nostra lezione, ma non vi spaventate. Tutte le terminologie nuove le ripeteremo più volte e proveremo anche a disegnarle. Una curiosità, sapete come si chiama questo? Questo è un piccolissimo mezzo marinaio, strumento indispensabile per ogni buon comandante. Vi aiuterà a recuperare una cima, ad allontanarvi o ad avvicinarvi dalla banchina o da un'altra imbarcazione.

Ma posiamo il mezzo marinaio e passiamo alla lavagna. In precedenza vi ho parlato di prua e di poppa. La prua abbiamo detto che è la zona anteriore della vostra unità, la parte davanti, la poppa o zona poppiera è la parte posteriore della vostra unità. Però bisogna fare chiarezza su due termini che spesso vi mandano in confusione. Questi due termini sono proravia e poppavia. Questi due termini sono di confronto tra due persone o due elementi presenti a bordo. Osserviamo questa immagine. In questa immagine abbiamo un triangolo rosso e un cerchio blu. Entrambe si trovano sulla zona poppiera della vostra unità, ma il triangolo rosso, trovandosi più verso prua rispetto al cerchio blu, è definito a proravia, mentre il cerchio blu rispetto al triangolo rosso è definito a poppavia perché è più prossimo alla poppa. Quindi proravia e poppavia non indicano due posizioni assolute, ma sono due termini di confronto tra due oggetti o due persone. Ad esempio, potremmo avere due persone a prora di questa nave, ma quella più vicina alla prua si definirà a proravia. Quella più prossima alla poppa si definirà a poppavia.

Ma torniamo al video. Rispetto all'asse longitudinale della nostra unità, la chiglia, distingueremo il lato di dritta e il lato di sinistra della nostra nave. Uno degli assurdi della nautica moderna è che si utilizza ancora il termine dritta per definire la destra, mentre non si utilizza più il termine manca per definire la sinistra, quindi parleremo sempre e solo di dritta e di sinistra. Invece per traverso si intende la perpendicolare alla chiglia della nostra nave, ovvero l'asse che rispetto alla chiglia forma un angolo di 90°. A poppa si trova il pozzetto, zona aperta dove possiamo trovare la timoneria, a volte un tavolo e un comodo divanetto.

Passiamo ora al T-Top. Questo è il T-Top. Questa struttura nasce per le imbarcazioni da pesca sportiva, per proteggere il timoniere da una pioggia improvvisa o dal sole cocente. In passato era realizzato principalmente da tela o materiali compositi. Oggi i T-Top delle nostre barche possono essere realizzati in materiali di pregio: fibra di carbonio, alluminio, acciaio inossidabile, titanio. E questi materiali sono scelti in base alle esigenze specifiche dell'armatore, al tipo di barca e all'uso previsto del T-Top.

Si chiamano mascone, ciascuna delle due zone arrotondate e rinforzate prodiere con cui si affronterà il moto ondoso proveniente di prua. Avremo il mascone di dritta e il mascone di sinistra. Invece si chiama giardinetto ciascuno dei due spigoli rinforzati di poppa, con cui affronteremo le onde provenienti dalla zona poppiera. Distingueremo il giardinetto di dritta e il giardinetto di sinistra.

Nel mondo della nautica esistono altri due termini di confronto estremamente importanti. Vi sto parlando di sopravvento e sottovento. Scopriamolo insieme. In questa immagine vi sto mostrando due unità, una nave e una barca a vela, immaginando un forte vento di Tramontana, il vento che spira da nord. Avremo che la nave si trova sopravvento rispetto alla barca a vela perché l'unità che viene colpita, che viene investita prima dal vento, si trova sopravvento. L'unità che viene investita dopo, in questo caso la barca a vela, si trova sottovento. Sopravvento e sottovento sono due termini che incontreremo spesso durante il nostro viaggio, soprattutto quando affronteremo gli incendi a bordo. Ricordate, le fiamme vanno posizionate sempre sottovento rispetto allo scafo. In questo modo le fiamme verranno spinte al di fuori della vostra imbarcazione.

Oggi più volte ho utilizzato il termine imbarcazione, il termine nave e a breve vi parlerò dei natanti. Che cos'è un natante? Che cos'è un'imbarcazione? Che cos'è una nave da diporto? I natanti sono quelle unità da diporto di lunghezza fuori tutto fino ai 10 m. Le imbarcazioni sono quelle unità da diporto di lunghezza compresa tra i 10 e i 24 m. Superiore a 24 m avremo le navi da diporto.

Torniamo ad arricchire il vostro gergo nautico. Ora affronteremo una serie di termini che non solo risulteranno indispensabili per conseguire la patente nautica, ma risulteranno estremamente utili a bordo per essere più padroni e risolvere molti problemi. Partiamo dall'occhio di cubia. Che cos'è l'occhio di cubia? La cubia, più comunemente chiamata l'occhio di cubia, è l'apertura presente sui due masconi atta a consentire il passaggio della catena dell'ancora. Sin dai tempi antichi alcune popolazioni dipingevano intorno alle cubie due grandi occhi, quale espressione di fede. Era come se si dotasse l'imbarcazione della vista di una divinità che in tal modo si credeva potesse guidare la barca e la navigazione lungo le giuste rotte, schivando insidie e pericoli. Così per il popolo egiziano era usanza dipingere l'occhio di Horus, la divinità protettrice dei marinai. Per il popolo cretese l'occhio dipinto era quello della dea Rea. Per i cinesi l'occhio di cubia rappresentava l'occhio del drago o quello della fenice.

Il pagliolo o pagliolato è il piano calpestabile e amovibile che copre il fondo dell'imbarcazione. Al di sopra del pagliolo troviamo gli ombrinali, ovvero i fori di scolo necessari per far defluire l'acqua presente in coperta o nel pozzetto. Sulle murate e sulle sovrastrutture di una nave troviamo gli oblò, piccole aperture circolari praticate sui fianchi per dare luce e aria ai locali interni. Attenzione a non confondere l'oblò con il boccaporto o passo d'uomo. I boccaporti sono le aperture nel ponte di coperta, molto più grandi degli oblò, tali da consentire il passaggio di persone o cose. Tutti i vani ripostiglio presenti sulla nave sono denominati gavoni.

La battagliola è la ringhiera di protezione, estremamente importante in navigazione. Consente un passaggio sicuro da prua a poppa e viceversa. È composta dai candelieri, gli elementi verticali e dalle draghe, i cavi orizzontali. Il pulpito è la protezione dalle cadute posta all'estrema prua e all'estrema poppa, solitamente in tubo di acciaio cui è ancorata la battagliola. All'estremità della prua, sulle unità prive dell'occhio di cubia, troviamo il musone, ovvero la ferramenta, generalmente composta da un unico blocco che comprende il passa catena dell'ancora e che risulta estremamente utile in abbinamento ad un verricello.

Al di sopra del ponte principale troviamo la tuga e il cassero. Entrambe sono sovrastrutture, costruzioni chiuse, idonee per essere adibite ad alloggio o destinate al carico. Ma tra le due c'è una significativa differenza. Il cassero è una sovrastruttura che si estende totalmente per la larghezza della nave, mentre la tuga non si estende per tutta la larghezza dell'unità.

Con il termine bitta si indica una bassa e robusta colonna che si trova sulle banchine dei porti e sui ponti delle imbarcazioni e dalla quale vengono legati o avvolti i cavi d'ormeggio. Con il termine galloccia si indica uno dei vari dispositivi fissi utilizzati per fermare una cima o una corda o un cavo. È un appiglio per rinviare o dare volta al cavo di ormeggio. Si fa sempre troppa confusione tra una bitta e una galloccia. Questa è una bitta dove andremo ad effettuare il tipico nodo di ormeggio. Questa è una galloccia e serve a tendere o a consentire il passaggio di una cima o di una sagola. La sagola è una cima di piccolo diametro.

In precedenza già vi ho dato una definizione di carena. Vi ho detto che la carena è la parte immersa del nostro scafo, anche chiamata opera viva. L'opera viva è la parte immersa della nave posta al di sotto della linea di galleggiamento, comunemente denominata carena. Distinguiamo tre forme fondamentali che caratterizzano in modo significativo la navigazione: carena tonda, carena piatta e carena a V. La carena tonda è una carena dislocante con ottime caratteristiche marinaresche di stabilità e manovrabilità. Anche in acque agitate è una carena stabile ma lenta. La carena piatta è una carena planante. Le barche a fondo piatto sono ideali per l'uso in acque poco profonde e sono estremamente popolari tra i pescatori che pescano in acque dolci e interne. Questa forma dello scafo offre una guida stabile in acque calme e poiché sale rapidamente in planata si comporta bene a velocità elevate. Gli scafi a fondo piatto sono poco adatti alle acque agitate perché poco stabili. La carena a V è una carena molto usata per le imbarcazioni a motore con buone doti di velocità e di stabilità. Garantisce una guida fluida anche a velocità più elevate. Particolarmente indicata ad affrontare al meglio il moto ondoso è la carena a V profonda.

Il pescaggio o anche detta immersione è la distanza verticale compresa tra la linea di galleggiamento e il punto inferiore della chiglia. In navigazione sulla carena agisce l'azione della deriva, ovvero delle correnti.

Che cos'è il beccheggio? Il beccheggio è il movimento prua-poppa dell'imbarcazione dovuto al moto ondoso. Quando le onde vengono affrontate di prua o di poppa, l'unità beccheggia. Quando invece le onde vengono affrontate sui due fianchi, l'unità inizierà ad eseguire questo movimento che è chiamato rollio. Dritta-sinistra, dritta-sinistra. Questo è il rollio, quindi avremo il beccheggio e il rollio. Facile, vero?

Ma il tutto si complica maledettamente quando dovrete affrontare i quiz. Scopriamo insieme il perché. Domanda ministeriale: Il beccheggio è l'oscillazione dell'unità intorno al suo asse trasversale, longitudinale o verticale? Fate attenzione, quasi sempre vi fate trarre in inganno e date come risposta intorno all'asse longitudinale. È vero, il beccheggio è un movimento prua-poppa dell'unità, ma che produce una rotazione intorno all'asse trasversale dello scafo. Altra domanda: Il rollio è l'oscillazione dell'unità intorno al suo asse longitudinale, verticale o trasversale? Il rollio è il movimento dritta-sinistra dello scafo che produce una rotazione dell'unità intorno al suo asse longitudinale. Quindi la rotazione dello scafo intorno al suo asse trasversale si chiama beccheggio. Ripeto nuovamente: il beccheggio è la rotazione dello scafo intorno al suo asse trasversale. La rotazione invece intorno all'asse longitudinale dello scafo si chiama rollio. Quando l'unità ruota intorno al suo asse longitudinale sta effettuando il rollio. Rollio, rotazione intorno all'asse longitudinale. Beccheggio, rotazione intorno all'asse trasversale.

È arrivato il momento di disegnare. Non vi preoccupate, non c'è bisogno di essere degli artisti. Io non lo sono e lo scoprirete subito. L'asse portante che corre da poppa lungo la nostra imbarcazione è la chiglia. A prua la chiglia proseguirà con la ruota e la diritta di prua. A poppa avremo il diritto di poppa e il cosiddetto specchio di poppa. Diritto e specchio di poppa. Per chiarirvi questi concetti, voglio mostrarvi un'immagine. Questa è la poppa di un gozzo. Avremo il diritto di poppa dove fuoriesce l'elica, se il motore è in linea d'asse, e poi lo specchio di poppa dove si aggancerà un motore fuoribordo o un timone con anima passante all'esterno. A congiungere le due estremità dello specchio di poppa al diritto di prua, avremo i due dormienti, il dormiente di dritta e il dormiente di sinistra.

Parallelamente alla chiglia, ma interna alla struttura dello scafo, abbiamo un altro asse fondamentale chiamato paramezzale. Parallelamente alla chiglia c'è il paramezzale. E a raccordare trasversalmente chiglia e paramezzale ai due dormienti, avremo le costole, anche chiamate le ordinate. Avremo l'ordinata di sinistra, o meglio, le ordinate di sinistra e le ordinate di dritta. A congiungere le due ordinate e i due dormienti avremo i bagli, che sono delle travi leggermente arquate, si dice anche a schiena d'asino, per consentire il defluire delle acque, che formeranno la struttura portante del ponte parallelamente ai dormienti, al di sotto dei dormienti e parallelamente a chiglia e paramezzale. Al di sopra di chiglia e paramezzale avremo le serrette che serrano tutta la struttura longitudinale della nostra unità in legno.

Ed ora riepiloghiamo il tutto. Partiamo dall'asse portante che è la chiglia, la colonna vertebrale della nostra imbarcazione, che proseguirà a prua con ruota e diritta di prua. A poppa avremo il diritto di poppa e il cosiddetto specchio di poppa. A congiungere le due estremità dello specchio di poppa al diritto di prua avremo i due dormienti, il dormiente di dritta e il dormiente di sinistra. Parallelamente alla chiglia, internamente c'è il paramezzale. Trasversalmente a congiungere dormienti, chiglia e paramezzale avremo le costole o anche chiamate ordinate. Vi ricordo che l'ordinata maestra si ottiene nel punto dove l'unità raggiunge la massima larghezza. Le travi arquate a schiena d'asino che fungeranno da supporto fondamentale per il ponte si chiamano bagli e anche in questo caso il baglio massimo, il baglio maestro si ottiene nel punto di massima larghezza dello scafo.

Ma a questo punto voglio soffermarmi su di un aspetto fondamentale. Vi ho detto che le costole, che le ho ordinate, si incastrano tra chiglia e paramezzale. Questa è una soluzione. C'è un'altra opzione possibile che si verifica quando le costole si vanno a incardinare sui madieri e da breve scopriremo che cosa sono i madieri. Ed infine, parallelamente ai dormienti, chiglia e paramezzale, avremo le serrette che servono a serrare la struttura longitudinale.

I madieri sono queste V profonde che raggiungono la chiglia e il paramezzale. Non sono presenti su tutte le unità, ma quando ci sono svolgono un ruolo fondamentale perché rendono più elastica tutta la struttura e all'interno dei madieri potete trovare i fori di biscia o le bisce. Sapete cosa sono? Non preoccupatevi, non ci sono serpenti a bordo. Le bisce non sono altro che dei piccoli forellini praticati all'interno dei madieri. Questi forellini, le bisce, faranno defluire l'acqua di mare e l'acqua piovana imbarcata a bordo da prua verso poppa lungo tutta la sentina. Una volta a poppa queste acque verranno espulse all'esterno grazie alla pompa o alle pompe di sentina.

Che cos'è la sentina? La sentina è quell'intercapedine posta tra la chiglia e il pagliolo o paiolato della vostra imbarcazione, ovvero l'ultimo piano calpestabile che di norma è anche di tipo amovibile. Da bambino una volta un vecchio pescatore mi ha insegnato un detto che per anni è stato un mio mantra, ma senza sapere il perché: "Se c'è puzzo in sentina, maltempo si avvicina". Studiando ho scoperto che l'avvicinamento di una bassa pressione fa aumentare le esalazioni all'interno della sentina, producendo così quello sgradevole odore. E come scoprirete anche voi nelle prossime lezioni, quando si avvicina una bassa pressione sta per arrivare il cattivo tempo, quindi se c'è puzzo in sentina maltempo si avvicina.

Se avete mai osservato attentamente la poppa di un'imbarcazione, potreste aver notato queste pinne particolari. Questi sono i flap. I flap possono variare la loro inclinazione attraverso dei meccanismi elettrici o idraulici. Sono montati sullo specchio di poppa e sono sempre due, uno sull'estremità di dritta e l'altro sull'estremità di sinistra, così da poter variare non solo la regolazione della prua, ma anche l'equilibrio trasversale. Come verificare il loro stato è semplice. Infatti sulla plancia di comando, di solito vicino alle manette, sono presenti gli indicatori analogici o digitali che vi indicano la loro altezza. Se il display evidenzia uno zero, significa che i flap sono neutri, ovvero che sono orizzontali, mentre se i numeri sono negativi sono inclinati verso il basso, altrimenti verso l'alto. Ricorda: flap negativi, flap giù, prua giù. Associa la posizione della prua alla posizione dei flap. Solitamente i flap si abbassano notevolmente quando si dà gas per accelerare l'ingresso in planata, perché si obbliga la prua ad abbassarsi. Aumentando la velocità potrete iniziare a sollevarli fino a riportarli allo zero per ottenere un assetto ottimale. In caso di cattivo tempo diventano fondamentali per navigare in sicurezza, soprattutto quando le onde raggiungono una certa altezza. Con moto ondoso contrario è opportuno tenerli più o meno abbassati. Con mare formato di poppa è bene tenere i flap alzati per schiacciare la poppa verso il basso, in modo da contrastare l'onda che tende a sollevare la poppa e far immergere la prua.

Il trim è un pistone idraulico che va a modificare la posizione del motore andando a cambiare l'angolo tra lo specchio di poppa e il gambo di un motore fuoribordo o entrobordo. Il trim. La regolazione del trim è necessaria per favorire la planata dello scafo e per ottenere un assetto ottimale di navigazione, a seconda che il carico trasportato o i passeggeri creino degli sbilanciamenti a prua o a poppa. Il trim positivo, elica più distante dalla poppa dell'unità, produce l'inclinazione della prua verso l'alto favorendo la planata. Il trim negativo, elica più vicina alla poppa dell'unità, produce l'inclinazione della prua verso il basso per attutire gli impatti sulle onde. Il trim negativo permette di abbassare la prua della barca e aiuta la partenza consentendo all'elica di fornire una spinta ottimale. Il trim neutro è adatto per la velocità di crociera e consente di controllare il consumo di carburante. Con forte vento di prua si tiene il trim basso. Con mare grosso di poppa si tiene il trim positivo per alzare la prua e limitare i colpi sull'onda.

Bene, per oggi siamo giunti al termine. Abbiamo affrontato insieme i termini nautici più importanti, o meglio, quelli indispensabili per affrontare correttamente i quiz. In realtà il mondo del gergo nautico è molto più vasto e per premiare la vostra resistenza voglio farvi un regalo. Studiate e ci vediamo al prossimo.