Transcription
[Musica] [Applauso] [Musica] La sfiori la lingua qui. Bisogna spogliarsi n ventre, strisciare, specchi dietro. Se ancora li guardo, non torno più dietro. [Musica] [Applauso] [Musica] Buonasera, benvenuti. Questo è Florence International Radio. Siamo in diretta sia sul canale YouTube La notte il mistero e sia via radio su Florenceinternationalradio.it. E niente, questa sera parleremo del Mostro di Firenze, ma in particolare di questa nuova teoria, praticamente o ipotesi di lavoro, potrebbe diventare anche chissà. Insieme abbiamo, cioè abbiamo, io no, però c'è il buon Simon e il suo collega Luca, che hanno studiato ed elaborato questa ipotesi. In collegamento abbiamo Gloria Marras, eh Luca Busoni, Simon, la mitica Vlad. E do direttamente la linea a loro. Prego.
Allora, cari, buonasera a tutti e ovviamente grazie per esserci, per seguirci sempre numerosi. E Daniele ha detto bene, questa sera andremo a inserire nel, forse già fin troppo ricco, libro delle teorie del Mostro di Firenze, un nuovo studio che in realtà in parte lo è e in parte non lo è. Nuovo perché lo è e perché non lo è? Non lo è perché questa sera vi parleremo del perché io e Luca, e e poi anche Gloria, insomma, poi spiegheremo con calma tutti i nostri passaggi, perché siamo arrivati a dare un grandissimo adito alla possibilità che il Mostro di Firenze fosse un serial killer missionario, spinto da una motivazione religiosa. Per chi di voi conosce il caso e lo conosce un po' più approfonditamente, saprà che questa è una teoria che in parte il professor Laborino, ma che salutiamo e ringraziamo, e io personalmente ringrazio, ma l'ho fatto nella diretta dell'altra sera con lui, che il nostro compianto professor Bruno, una persona dalla mente eccelsa. Poi, diciamo, anche la sua presenza al processo Pacciani, alcuni suoi collegamenti con Siste, hanno sempre un po' messo in dubbio la verità, la veridicità delle delle sue teorie, o più che altro della possibilità che si potessero concretizzare eh nella realtà storica. Ecco, però già molti indizi c'erano. Ehm, e dunque, che cosa è successo? È successo che, eh, innanzitutto vi presento i miei compagni di viaggio per stasera e non solo. Abbiamo Gloria Marras, che avrà tra poco, tra pochissimo, la possibilità di presentarsi da sola, e il mio caro collega di ricerche Luca Busoni. E insomma, Luca, ragazzi miei, è straordinario perché se io penso di aver fatto tanto, lui ha fatto altrettanto, ma un pizzico di più. Perché voglio subito dire che, e questo verrà affrontato ovviamente nella parte finale della nostra live, eh, ha scoperto un collega, partendo da gente che aveva ritrovato la mitica Valeria Vecchione, che salutiamo e ovviamente ringraziamo anche lei per il suo lavoro svolto, eh, perché probabilmente è l'unica persona negli ultimi forse 10-20 anni che veramente ha aggiunto un elemento concreto a tutti quelli che già conoscevamo sul caso. E lui, partendo da quel gente, vi dico in anticipo che ne ha trovato un altro. Signori miei, quando Luca me l'ha fatto vedere, io sono rimasta a bocca aperta perché, e qui partiamo un po' su chi siamo e perché facciamo questo. Io sarò un po' più rapido perché, eh, insomma, credo che già mi conosciate, almeno quello che è il mio background. Comunque, sintetizzandolo molto, sono sempre stato un appassionato di crime. Il caso del Mostro di Firenze lo conosco e lo seguo da quando ero bambino, da quando ero ragazzo. E soltanto che la mia informazione, non nascondo, che era principalmente televisiva. E prima dell'avvento dell'internet di massa, eh, ho visto, insomma, qualche documentario, poi principalmente erano servizi del telegiornale, la famosa, famosa puntata di Porta a Porta con con Vespa, Giuttari, La Carrizzi, che che dà il brivido solo a nominarla, però storicamente lo devo fare. E poi da quello sono passato alle ricerche più concrete. Pensavo di aver intuito qualcosa. Poi lo studio di tutta la documentazione che è disponibile ad oggi ancora su internet, che è molto vasta, mi ha portato a determinate convinzioni. Ed è qui che si inserisce, si inseriscono i due personaggi che vedete, le due persone che vedete adesso sullo schermo, e ai quali passerò la parola. Ehm, trovando interessante questo contesto storico, di cui fra pochissimo vi parleremo, eh, entro in contatto con Gloria, eh, che è una fotografa che ha anche organizzato una mostra sull'argomento che tratteremo stasera, e ha conosciuto di persona queste persone, e quindi ci può confermare quanto, eh, quanto dolore ci sia stato nelle loro vite e quanto ancora oggi se ne vede nei loro occhi e nei loro racconti, ma possiamo dire tranquillamente nella loro anima. Beh, che cosa va a succedere? Che Gloria, Gloria mi dà delle indicazioni molto importanti e dopo qualche giorno mi dice: "Ma Simon, ma ti posso mettere in collegamento con una persona che si chiama Luca Busoni? Perché guarda tu la coincidenza, pochi giorni dopo che mi hai contattato tu, mi ha contattato anche lui. Mi avete parlato tutti e due del Mostro di Firenze." Allora ho detto: "Beh, conoscetevi." E da lì è nata questa bellissima collaborazione. Quindi, Luca, facciamo i gentleman, facciamo parlare prima Gloria. Allora, beh, prego Gloria, presentati, raccontaci chi sei, cosa fai nella vita, e poi Luca ovviamente ci farà altrettanto. Solo che Gloria ve lo spiegherà subito. Ehm, lei, diciamo, come abitante del territorio fiorentino, è ovviamente una storia quella del Mostro di Firenze che conosce assolutamente. E però, giustamente, non si è fatta la cultura che per le ricerche che abbiamo fatto io e Luca, ci siamo fatti, e lui, io e lui. Infatti Luca anche vi racconterà perché e come si è approcciato al caso e come siamo arrivati a questa ricerca comune, di cui sono veramente, veramente felice. Ultima cosa, prima di passare il testimone a Gloria, ci tengo a dire, come ho spesso detto anche tra di noi in privato, che per me Luca è una possibilità di indagine. Noi, col carattere che abbiamo, io e lui, non saremmo mai prepotenti. Non saremmo mai, come molti dei cosiddetti mostrologi che vengono là e vi dicono: "No, quello ha sbagliato, c'abbiamo ragione noi, lasciate perdere tutti gli altri, ascoltate solo voi." No, ascoltate tutte le campane. Però in questa sinfonia che, purtroppo, negli ultimi tempi è diventata un po' una cacofonia, questa volta ci inseriamo anche noi. Prego, Gloria.
Allora, buonasera a tutti. E come diceva Simon, io sono una fotografa, non di professione, ma per passione. E mi sono avvicinata a questo caso, che svelo in anticipo, è quello dei Celestini di Prato, eh, perché appunto c'ho la passione per la fotografia, ma anche per quello che riguarda gli aspetti sociali. E quindi sono molto, molto interessata alle persone, in particolar modo alle ingiustizie che riguardano le persone e i fragili della società. Ecco, e questo è stato un caso molto importante per me, un caso che ha segnato le persone, come diceva Simon prima, ma ha segnato anche me. Mi ha fatto capire tante cose anche della mia città. Io vivo a Prato, appunto, che all'epoca era, eh, sotto la provincia di Firenze, adesso no, siamo indipendenti, però insomma, è stato un caso molto importante allora e tutt'ora. Quindi, niente, appunto, faccio fotografia e e per questo ho conosciuto Luca, che è venuto alla mia prima mostra. E come diceva Simon, appunto, ci siamo un po' collegati tra di noi, nonostante i chilometri che ci separano. Ecco, io non mi starei a dilungare adesso, continuerei poi più tardi con il caso.
Assolutamente. Prego, Luca. Invece, come dicevamo, illustraci da cosa sono partite le tue ricerche, come siamo arrivati a conoscerci. La buona Gloria ha fatto bene, insomma, già dare questo, lanciare quest'esca dei Celestini di Prato, e questa sera parleremo di questo caso qui. Però, ovviamente, raccontaci prima tutto il tuo background, perché è giusto anche che il pubblico ti conosca, brevemente. Io sono un maestro d'arte che in realtà poi fa l'allenatore di pallavolo. E gioco a pallavolo e faccio pugilato, quindi non mi occupo di crime, non leggo gialli, cioè, per me era un mondo completamente estraneo. E vivo a Firenze, quindi c'ho, c'ho praticamente 60 anni, per cui il periodo l'ho vissuto in pieno. E ho iniziato a seguire questo, appassionarmi, diciamo, approfondire un po' più questa questione solamente due anni, due anni e mezzo fa, andando a vedere su internet quello che era disponibile, andando a leggere. E mi sono appassionato, mi sono appassionato e e mi sono fatto una domanda. E mi sono fatto una domanda perché fin dall'inizio, fondamentalmente, ci hanno dato soltanto una tesi per inquadrare la la tipologia del killer del del famigerato Mostro di Firenze. Cioè, ci hanno sempre detto: "Era un soggetto psicopatico parafiliaco con turbe di natura sessuale, probabilmente derivate dall'impotenza o dall'incapacità di compiere atti sessuali, e tale inadeguatezza lo ha portato a odiare le donne e quindi a punirle prima si compisse l'atto sessuale che a lui era ovviamente precluso. E la sottrazione dei feticci diventava quindi un surrogato dell'atto stesso del sesso, nel quale poi, appunto, appunto, questa questa persona poteva poi successivamente continuare a provare a pagamento." Cioè, fondamentalmente ci hanno dato questa versione. E mi sono domandato: "Ma c'è solo questa versione? C'è questa ipotesi o ce ne sono altre?" E ho iniziato a leggere un po' di roba in giro. Lo ridico la seconda volta. Io sono maestro d'arte, quindi non sono né laureato in criminologia, se mai esiste una laurea in criminologia, quindi non mi sono, però c'è roba su internet, se uno vuole, a tempo, legge, si informa, trova delle fonti certe, va a leggere dei libri e un po' l'idea se la fa. E in realtà, andando a studiare un po' la casistica del serial killer, eh, si si scoprono cose che sono diverse. E qui poi te sarai sicuramente più, più preciso e più, come dire, tratterai il tema in modo più approfondito. Diciamo che se si va a leggere esattamente quale può essere uno storico dei serial killer che sono conosciuti, si nota che molti assassini seriali rientrano in una delle seguenti categorie. Ne vengono enunciate cinque fondamentalmente. Io sto leggendo perché non me le ricordo tutte a memoria. La prima è che il serial killer possa essere un figlio illegittimo. La seconda è che possa essere figlio di un genitore abusivo, che di solito il padre, mentre l'altro è sottomesso, spesso la madre, anche se è possibile poi chiaramente il quadro opposto. Tre, che possa essere orfano di uno o entrambi i genitori. Quattro, che abbia avuto un'infanzia caratterizzata da violenze fisiche, psicologiche e o sessuali che sono state messe in atto da uno o da entrambi i genitori. Cinque, ed è l'ultima, che possa essere figlio di una prostituta, diciamo, nella casistica generale. Queste sono delle ipotesi che sono contemplate. E qui si apre un mondo anche nei confronti della, come dire, del cercare di capire quale potesse essere la reale motivazione che ha portato poi questa persona a compiere questi efferati omicidi. Anche perché l'infanzia è un momento fondamentale per per i ragazzi, quindi l'importante ci sia una formazione che si chiama legame di attaccamento fra il bambino e i genitori e chi si prende cura di lui. Nel momento stesso in cui questo legame di attaccamento decade, iniziano a essere, come dire, a potersi creare a livello psicologico nella testa del bambino tutta una serie di problemi. Alla base del mancato processo di attaccamento, molte volte c'è un problema di abbandono genitoriale. E qui ce l'ho sottolineato. Diversi assassini seriali hanno sofferto questa situazione, pur nascendo all'interno di un matrimonio regolare che però presentava caratteristiche di instabilità. Spesso il futuro mostro è un bambino che ha maturato fantasie perverse perché è trascurato, maltrattato o persino violentato. E questo è, sono tutta una serie di cose che generano nel bambino una un progressivo isolamento non soltanto nell'ambiente circostante, ma proprio nel fronte della società, che poi diventa un'entità ostile, perché poi il bambino non si sente, cioè si sente isolato da tutto questo e quindi si sente estraneo a a tutta, a tutta anche alle convenzioni che sono, insomma, quelle della nostra società. Questa situazione determina così una rottura del tabù e una serie di pulsioni violente dirottate su vittime che interpretano un bisogno vertiginoso di rivalsa. Gianfranco Pallanca, che è un sessuologo di nota fama, afferma, questa è importante, leggo testuale, che il processo attraverso il quale si diventa assassini seriali passa attraverso tre fasi. La prima è l'autoprotezione. Il bambino rifiuta di vivere la propria angoscia, nasconde i suoi sentimenti e si isola. La seconda è la rimozione. Le angosce vengono trasferite nell'inconscio, dove giacciono dimenticate ma attivissime. La terza, purtroppo, è la proiezione. Si addossa, cioè, ad altri la colpa della propria angoscia. Il serial killer strazia e uccide perché vede nella vittima l'origine dei propri mali. A sollievo momentaneo procurato dalle sevizie o dalla morte segue un una nuova crisi, dopo un periodo di letargo, una nuova crisi e dove si riaccende il desiderio di punire. Questo è, diciamo, già una parte del di che può connotare una una genesi diversa rispetto a quella che abbiamo che ci hanno propinato, che ci hanno descritto fino fino adesso. Anche perché fa parte poi dopo della, eh, cioè, di connotare la famiglia, la famiglia del serial killer, e che viene descritta da dallo studio come famiglia multiproblematica. È sufficiente la mancanza di affetto, l'ostilità reciproca dei genitori a provocare uno stato di frustrazione nel figlio. Il clima che caratterizza la vita del gruppo familiare assume toni drammatici quando si aggiunge anche la violenza. La stragrande maggioranza di serial killer era stata a sua volta vittima di sevizie durante l'infanzia o comunque proviene da famiglia multiproblematica o da un ambiente traumatizzante nel quale i fantasmi del bambino cominciano a svilupparsi quando al sesso si unisce la violenza o comportamenti psicologici coercitivi e moralizzatori, ad esempio di tipo religioso. Quando questi concetti si legano, è praticamente impossibile separarli di nuovo. Poi c'è un riferimento a quali possono essere le famiglie multiproblematiche. È facilmente intuibile anche rispetto a quello che ho detto prima, quali possono essere in questo caso le casistiche. Le casistiche. Se volevi intervenire, Simone, e dire qualcosa in merito, questo potrebbe essere il momento giusto.
Ma guarda, guarda Luca, eh, mi dispiace spezzare anche la tensione, ma ogni tanto ci vuole. Intanto vi faccio i complimenti, sia tu che Gloria, insomma, vi vi state rivelando da subito bravissimi nell'esporre i vostri pensieri e insomma e quant'altro. Perdonatemi, soltanto un piccolo passo indietro che era importante, ma capite anche un po' l'emozione, insomma, come diceva a loro prima, per me è quasi un primo giorno di scuola, oppure quando si affronta uno degli esami universitari più importanti della propria vita, un colloquio di lavoro. Quindi soltanto eh alcune piccole, eh, alcune piccole aggiunte al mio discorso precedente. Ovviamente, ehm, la puntata di stasera è dedicata in particolare a quattro persone. È, come vi accennavo, il professor Bruno, che io personalmente devo ringraziare veramente per l'impostazione che mi ha dato all'interno di questa ricerca. E gli altri, ovviamente, a cui è dedicata oggi, insomma, giorno più, giorno meno, ma sicuramente stasera non staremo a parlare di qual è il giorno esatto della tragedia di Scopeti, però insomma, per convenzione, stasera, oggi cade il quarantennale da questa tragica morte. Quindi è ovvio che assolutamente questa puntata, così come le ricerche che abbiamo fatto, così come la nostra ricerca, così come è dedicata a tutte le vittime, è dedicata in particolar modo stasera a, perdonate, a Nadine e Jean-Michel. Questo va, andava assolutamente detto. E poi, ehm, un importante pensiero va anche alla signorina Padedda, che purtroppo oggi non c'è più. Da ambienti, diciamoli, cosiddetti mostrologici, ho scoperto che lei prima di noi si interessò a questa vicenda dei Celestini, però purtroppo la sua tragica fine non le ha permesso, ecco, di continuare questa strada che anche lei aveva intuito. Come promesso, devo assolutamente salutare il mio amico Luca Barcellini, che è l'artista che vi ha nominato qualche tempo fa il nostro buon Daniele Bronzi, e che gli ha regalato il quadro di Spezzi. Invece a me è stato carinissimo e mi ha regalato il quadro di Pierluigi Vigna, che è un personaggio molto, molto importante non soltanto nella storia del caso del Mostro di Firenze, ma è molto importante anche nella nostra. E adesso, adesso capirete il perché. Qualche piccola aggiunta a quello che già ha detto Luca. Eh, vi ha raccontato lui come ci è arrivato. Io ve lo dirò molto sinteticamente, con processi mentali molto simili ai suoi. Ecco, purtroppo, un'altra cosa che mi sono dimenticato di dirvi, io ho fatto un larghissimo studio sulla componente psicologica e del perché da questa tragedia e del perché il come sia arrivato dalla tragedia dei Celestini si sia poi arrivati alla tragedia, perché così è, del Mostro di Firenze. E ho dovuto studiare Bobby, Frank Z, Colin Wilson, la Klein, insomma, tutti i grandissimi psicologi eh che hanno trattato dei traumi infantili e di ritrovare nelle loro parole, quindi non le mie, nei loro studi, collegamenti effettivi e oserei dire anche pratici con, insomma, questa teoria che questa sera vi presenteremo. Per lasciare spazio a tutti, non vi preoccupate, faremo un'altra diretta in cui approfondirò questo lato psicologico. Io e Luca eh abbiamo creato due testi distinti che abbiamo mandato a febbraio in procura, perché e noi ne abbiamo voluto parlare perché per il semplice fatto che per noi era un dovere civico. Lo è tutt'oggi. Le ricerche che noi abbiamo fatto e le conclusioni a cui crediamo di essere arrivati, non è importante che vi piacciano a voi o che eh a me a Luca non interessa creare uno stuolo di seguaci, ecco, di redentisti della teoria Busoni-Clantini, assolutamente non è quello. E vi ripeto, per dovere civico è stato presentato alla procura, abbiamo dato il tempo di trovare, di attendere un'effettiva risposta che non c'è stata, ma in fondo li capiamo pure, e loro già sono comunque stati molto disponibili nell'accettarla.
>> Che devono rispondere a noi. Questo è chiaro. Questo.
>> Eh, assolutamente. Il nostro sogno è per l'appunto, come vi dicevamo, che essendo una possibilità di indagine, che magari questa indagine effettivamente venga fatta. Perché, per quanto il buon Simone, il buon Luca, coadiuvati dalla nostra amica Gloria, possano ricercare, ricercare, ricercare, esiste sempre una porta che soltanto chi chi di dovere può aprire. E purtroppo, e anche giustamente, questi non siamo noi. Dicevo, in maniera molto sintetica, in un con un ragionamento quasi parallelo a quello di Luca. Eh, come avete visto nel tempo, io ho fatto molte anche molte live sui serial killer proprio su questo canale, proprio perché sono degli, è un argomento che mi è sempre molto interessato, soprattutto per cercare di comprendere la natura umana e capire per cosa può accadere nella vita di una persona per arrivare a tanto dolore provocato negli altri. Anche perché, insomma, non vogliamo, voglio essere qualunquista o dire una cosa banale, ma tante, molte volte si parla delle vittime, delle teorie, e spesso ci si dimentica di quale strazio abbia provocato nelle famiglie. Penso che il caso più eclatante, purtroppo, è stato quello del padre di Pia, del signor Rontini, che ha sacrificato veramente una vita per cercare di dare giustizia alla figlia. E la cosa che mi dà molto fastidio è che ho l'impressione che a lui sia stato fatto credere che una giustizia gli sia stata data. Però vi ripeto, anche stasera, di Pacciani, compagni di merende, come sono andati i processi, questo non è un qualcosa che che ci dane o che è collegato direttamente alla nostra teoria. Rispettiamo ovviamente.
Prego, Luca.
>> Ecco. No, no, no, era andata via un attimo la voce. Rispettiamo, rispettiamo ovviamente le sentenze e il lavoro di chi ha fatto sì che queste, insomma, che queste sentenze fossero, ehm, dessero questi risultati. Però permetteteci anche di dissentire, perché, come si dice spesso, se viene fatto il nome del popolo italiano, quindi viene fatto anche nel nome di Simon, di Luca, di Tiziana, che a proposito stasera saluto, e anche se oscurata in silenzio, però giustamente lei Vlad è una creatura oscura e quindi si è oscurata e ci aiuterà con per presentarvi delle immagini in modo che anche. Dimmi, Luca.
>> No, no, scusa, non ti volevo interrompere. Volevo soltanto concludere la cosa, concludere l'ultima, eh, l'ultima cosa per portare poi dopo alla correlazione che che stiamo iniziando a fare con con i Celestini. Eh, praticamente, diciamo, in sempre gli studi che e i libri che sono riusciti a leggere, e questo è è importantissimo, e quello è un po' poi dopo m'ha, m'ha, m'ha mosso, cioè m'ha, m'ha creato più dubbi, perché in alcuni casi, appunto, il serial killer è un orfano, oppure la madre dell'assassino seriale è una prostituta, e l'odio provato da bambino viene spostato e proiettato su tutte le donne che l'assassino vuole punire al posto della madre. L'ossessione per il sesso del futuro serial killer si può sviluppare anche a causa di una educazione troppo repressiva, nella quale i genitori o gli educatori descrivono tutto ciò che ha a che fare con la sfera sessuale come qualcosa di peccaminoso da condannare. In questo caso si annoverano serial killer missionari, ovvero sia soggetti che tendono a compiere omicidi perché mossi da motivazioni purificatrici, legati alla morale religiosa. Una sorta di lavaggio del cervello in ottica moralista può determinare, può determinare nella mente di un bambino deviazioni di tipo mistico. Possiamo concludere, dice la ricerca, che in tutti gli assassini seriali si nota la presenza di problemi sessuali e di esperienze di violenza o abbandono nell'infanzia e nell'adolescenza, e la presenza massiccia di numerose fantasie sessuali. Chiudo con il feticcio del pube è da assimilarsi a volte al grembo materno. Allora, tutto questo a me ha portato poi dopo a a pensare, no? La cosa più semplice, ho iniziato a pensare: "Ma se fosse realmente un il figlio di, insomma, fosse un orfano, un figlio di una prostituta che è andato in uno sprofanotrofio?" E ho iniziato a a a cercare su internet, e poi dove potevo, in biblioteca, qualcosa che facesse riferimento agli orfanotrofi della mia zona. Io ripeto, io sono di Firenze, per cui proprio zona. E in realtà non ho trovato tanto. A Firenze ce ne sono alcuni famosi, ma insomma, eh, oltre oltre a quello, non sono riuscito a trovare inizialmente niente. Poi mi sono imbattuto su un estratto interessante su internet di Francesco Santanera, che descriveva la situazione agli anni dopoguerra degli orfanotrofi. Cerco notizie su di lui, purtroppo è deceduto, però poi vedo che il nome viene associato a un libro di Bianca Guidetti Serra, che che è stata una partigiana torinese, poi è diventata avvocato e scopro, è stata appunto anche deputata in Parlamento. Questo libro si intitola "Il paese dei celestini, istituti di assistenza sotto processo". È un libro di Einaudi del 1973. Non si, non riesco a trovarlo da nessuna parte. Riesco a trovarne, però, una copia in PDF su internet e lo leggo e mi vengono i brividi. Io lascerei la parola a Gloria ora.
Ok, grazie. Gloria, perm, ti chiedo scusa, permettimi soltanto, e perché avendo fatto l'introduzione comunque molto sinteticamente, io ho avuto un percorso simile a quello di, per l'appunto, Luca, pur non essendoci conosciuti finché non siamo entrati in contatto tramite te. E anche io, eh, in particolare, sono andato a notare nelle mie ricerche perché, eh, nel caso del Mostro di Firenze, qualsiasi teoria che è stata fino ad oggi proposta, ho sentito sempre la mancanza di quella spiegazione che è relativa alla componente psicologica. E anzi, forse per assurdo, una delle teorie che valuto, che reputo insomma meno veritiere, meno possibili, ossia quella di Lotti, serial killer unico, però va detto che almeno in quella c'è un tentativo di analisi psicologica del personaggio e del perché determinate situazioni possano aver fatto sì che lui fosse diventasse il mostro di evidenza, anche se poi, vi ripeto, è probabilmente, se non insieme a Zodiac, sono le due teorie che considero assolutamente meno probabili. Comunque, sentendo questa necessità e facendo varie ricerche, vado a scoprire che tra America e Italia, tra Stati Uniti, l'America e Italia, più o meno la percentuale di serial killer che venivano da contesti di orfanotrofio è circa il 20%, 17-18 in Italia, se non ricordo male, è il 14%. Però comunque, considerando insomma la statistica generale, tutti gli altri in realtà vengono da famiglie disfunzionali. Allora, qual è stato il mio ragionamento? Io mi sono detto: "Ok, Simon, è vero che, eh, facciamo conto che su cinque, la famiglia disfunzionale, i problemi familiari praticamente occupano i quattro quinti della statistica, e quello che andiamo ad analizzare noi è un quinto della statistica. Però, in pratica, le possibilità sono due: o orfanotrofio o famiglia disfunzionale. E addirittura negli orfanotrofi, la, com'è stato quello dei Celestini di Prato, e ora vi racconteremo la storia di questo istituto anche tramite le parole di Gloria. Eh, anche io mi vado a dire, vado a pensare e dico: "Vabbè, allora fammi vedere, eh, nel territorio fiorentino quali erano, se ci sono stati degli orfanotrofi lager." Poi, eh, molto nota è la storia del Forteto, ma, eh, non sarebbero già avvenuti due delitti nel momento del, eh, insomma, anche proprio della della messa in moto, ecco, dell'istituto. Se non mi ricordo male, esiste anche la storia dell'orfanotrofio delle Querce, se non ricordo male, che anche aveva degli elementi tragici. Però, improvvisamente, tramite articoli di giornali e varie ricerche, mi ritrovo anche io di fronte a questa storia dei Celestini di Prato. Come già vi ha accennato Luca, c'è questo splendido testo "Il paese dei celestini". Ehm, Gloria, prima di lasciarti la parola, ne faccio veramente una breve introduzione che prendiamo proprio direttamente dal libro, che specifica: i Celestini non erano solo di Prato, eh, ci sono stati anche altri istituti, ehm, in cui c'era questa, nei quali i bambini avevano questo, venivano chiamati così. E questo è derivante dal fatto che i loro grembiuli, come vedremo, sporchi, logori, tante volte, anzi praticamente sempre, eh, erano di colore celeste, come il, come il velo della Madonna. Allora, come vi dicevo, ehm, insomma, con Luca ci imbattiamo in questo Istituto Maria Vergine Assunta in Cielo, noto come Istituto dei Celestini. È un istituto privato che fu fondato nel 1934. Le sue finalità, e leggiamo proprio dal libro, ricevere soltanto chi, non essendo fornito di mezzi economici neppure modesti e non potendo trovare ricetto altrove, sia a se stesso abbandonato. Il fondatore e direttore è stato Pelegatti Giovacchino, detto Padre Leonardo. Come vi ho anticipato, il il nome dei Celestini deriva dal dal grembiule che indossavano. E leggiamo sempre dal libro: "Essi nascevano nelle classi povere o poverissime, dove l'insufficienza di cibo si manifesta spesso in termini di fame, dove i più elementari interventi igienico-sanitari sono insufficienti se non assenti, dove l'istruzione, anche quella dell'obbligo, è ancora privilegio." E come vi ha anticipato Luca, i bambini che finivano nell'Istituto Maria Vergine Assunta in Cielo di Prato erano soli per la morte precoce dei genitori, perché non li avevano mai conosciuti, oppure per la socialità degli stessi, discendente a sua volta da una eredità di manifestazioni psicopatologiche non pervenute e non curate." Sempre dal libro e letta questa frase, Gloria, ti lascio la parola. "Ma vi è un secondo aspetto del fenomeno: il modo con cui si soddisfa o si finge di soddisfare i bisogni." Prego, Gloria, raccontaci la storia dell'istituto e ovviamente i tuoi pensieri, le tue sensazioni e quant'altro.
Ok, questo ultima frase me l'hai rubata perché me l'ero sottolineata anch'io da dire. Ti perdono. Allora, appunto, come come si leggeva prima, è un istituto nato e fondato da Padre Leonardo, al secolo, appunto, Giovacchino Pelagatti, nel periodo antecedente alla Seconda Guerra Mondiale, quindi nel 1934. Ed è un istituto che va avanti fino al gennaio '66, verrà chiuso dal ministro Mariotti nel 1966 e poi successivamente ci sarà appunto il processo. Eh, cosa fa Padre Leonardo con questi bambini? Padre Leonardo pare che facesse dei viaggi quasi di deportazione nel meridione. Non solo nel meridione, in realtà inizialmente anche in Garfagnana, le zone di Carrara, Massa, eccetera. Mugello.
>> Com'è?
>> Sì, è Mugello. Sì, sì, giusto.
>> Mugello. Sì, sì.
>> Eh, e poi, appunto, si parla di veri e propri viaggi di deportazione nel meridione. Mh, lui era fanatico di Padre Pio, oltre che della Madonna, quindi, insomma, eh, andava di frequente in Puglia, soprattutto in Puglia. E tanti di questi bambini, appunto, tra virgolette detenuti in questo istituto, sono di origine meridionale, pugliese, campana, calabrese, eccetera. Eh, questi bambini, e questo istituto, scusate, si autosostentava. Era un istituto di natura privata, quindi non riceveva le sovvenzioni comunali come potevano ricevere altri istituti femminili che c'erano qui a Prato, ma i soldi che venivano, insomma, che c'erano per la gestione di questo istituto, venivano da grandi industriali pratesi, così, persone famose all'epoca, e poi dai piccoli aiuti che chiunque in città poteva poteva dare con qualsiasi cosa. Ecco, c'era chi magari donava, che so, la frutta, chi il pollo, e cose di di vario tipo, eh. E questa è una cosa molto importante perché era una cosa che dava forza alla figura di Padre Leonardo, soprattutto agli occhi dei pratesi, che comunque lo stimavano e lo consideravano quasi un guru, un santone, anche perché pareva che lui, ehm, riuscisse a curare anche, faceva degli intrugli con le varie erbe raccolte e curava le persone. Quindi era una figura quasi mistica agli occhi dei pratesi e non solo dei pratesi. Se si riesce a far passare il retro delle cartoline, come vedete, eh, ci sono anche indirizzi di fuori Prato. Queste cartoline venivano mandate, eh, come ringraziamento ai cittadini che donavano qualcosa. E poi, che dire? Era un istituto, essendo lui un fanatico ed essendo, cosa molto importante, l'unica figura religiosa della struttura, la vita che si svolgeva dentro l'istituto era una vita prettamente religiosa, incentrata solo sulla preghiera. Veniva osteggiato qualsiasi, osteggiata qualsiasi tipo di attività che non fosse quella religiosa, per cui non si guardava la televisione, non si leggeva Topolino, comunque giornalini da bambini, si giocava molto poco. Dei pochi giochi che c'erano erano tipo, che so, qualcuno mi ha raccontato, facevamo dei nodi su uno spago per ogni preghiera che recitavamo e giocavamo a fare il gomitolo più grosso con questo spago. Quindi, insomma, giochi, giochi un po' così, ecco, non, non la partita di pallone, per intenderci. Quindi le distrazioni erano tutte osteggiate e questi bambini non uscivano mai dall'istituto se non per seguire i funerali, ad esempio, o per andare a a pregare alle tombe dei defunti, perché si credeva che le preghiere di questi bambini favorissero, eh, come dire, il trapasso del defunto. Quindi una vita totalmente di di clausura. Era una comunità claustrale improntata alla vita monastica. Oltre questo, si incentivava il silenzio e chi parlava, soprattutto durante le funzioni, ecco le cartoline che vi dicevo prima. Come vedete, questa viene da, viene spedita ad Ancona, e poi ce n'è un'altra. Vabbè, insomma. Ehm, stavo dicendo, mi sono persa. Aiutatemi.
>> No? Che com'era incentrata la vita all'interno dell'istituto? Quindi stavi parlando della matrice ortodossa religiosa.
>> Esatto.
>> Questi bambini erano.
>> Appunto, dicevo, veniva incentivato il silenzio, quindi, eh, si tendeva a lasciare i bambini, eh, che i bambini non crescessero come una comunità, ma come nemici l'uno dell'altro. Ehm, la comunicazione era osteggiata anche tra i bambini stessi, perché se parlavi durante le funzioni venivi punito, se parlavi durante la refezione venivi punito. Quindi l'unico momento per parlare era quello durante l'autoaccusa serale, che era una pratica, eh, che veniva messa in atto la sera, eh, in chiesa, dove, eh, i bambini erano seduti sulle panche e venivano incoraggiati a a confessare le loro marachelle e in base alla marachella che avevano hanno fatto, venivano puniti in una maniera piuttosto che in un'altra. Quindi facendo un breve sunto: punizioni, punizioni, punizioni. Era questa la vita dei bambini e preghiere. E e quindi quando io, appunto, son venuta a conoscenza delle della teoria che avevano, della proposta, insomma, che avevano elaborato Luca e Simon, ho detto: "Mi può tornare perché comunque, eh, come dicevo, viene incoraggiato lo stare da solo." Per esempio, un'altra cosa di cui sono venuta a conoscenza era che c'erano dei bambini che avevano come compito quello di spiare i compagni ed andare a riferire alla sorella o al fratello quello che veniva fatto. Notare bene: sorella e fratello, ma erano laici, non erano religiosi, e si vestivano da religiosi perché Padre Leonardo, nella sua intenzione, aveva l'idea di fondare un nuovo ordine religioso devoto alla Madonna, che si chiamava Gli Oblati della Vergine o qualcosa di simile, cosa che poi non è mai avvenuta perché la curia non ha mai riconosciuto questo ordine, però comunque era tutto un suo, diciamo, grande progetto iniziale quello di anche di avviare bambini alla vita monastica. Tant'è che dentro l'istituto c'era un seminario, anche quello non riconosciuto dalla curia, e lui sceglieva quelli che secondo lui erano i bambini più meritevoli e li avviava a una vita ancora più disciplinata dal punto di vista religioso. Uno dei degli ex celestini che ho intervistato mi ha detto che lui aveva scelto di appunto avviarsi al seminario, però mi ha anche detto: "Io ho mollato dopo due settimane perché comunque è vero che si mangiava meglio in seminario, perché l'incentivo a entrare era anche questo, mangiare meglio, perché normalmente mangiavano male, mangiavano poco, e molti infatti erano malnutriti che soffrivano di disturbi, di patologie collegate a questo. Però sì, mangiavo meglio, però non vivevo, cioè vivevo ancora meno rispetto a come vivevo fuori dal seminario." Quindi pensate voi che tipo di vita potesse essere lì dentro. Ecco, questo era più o meno l'ambiente dei Celestini di Prato. E per quanto riguarda, appunto, i segni che queste persone si portano dentro, eh, vi posso assicurare che si vedono ancora oggi. Io ho intervistato persone che dopo 5 minuti che parlavamo si sono messe a piangere al ricordo di quello che avevano vissuto, e i ricordi sono ancora molto lucidi dentro la mente e dentro il cuore, soprattutto, di queste persone. Poi ci sono alcuni che magari stanno più sul piano materiale, parlano di punizioni, di quello che hanno subito, eccetera. Ce ne sono altri, tipo l'ultima persona che ho intervistato, che portano dentro talmente tante sofferenze a livello emotivo. Per esempio, questo questo signore mi ha detto: "Io non mi è mai riuscito ad abbracciare i miei figli perché io non ho mai avuto un insegnamento di questo tipo." Io non, dice, non mi hanno mai insegnato come provare affetto, come voler bene ad un'altra persona, e quindi mi sento come deficitario da questo punto di vista. Un'altra persona invece mi ha detto: "Io nelle situazioni di vita normali mi sento come se fossi handicappato." Scusate la parola, non più in uso, diciamo, però è il suo linguaggio, è questo, e lo cito testualmente: "Mi sento handicappato. È come se io non avessi vissuto tutta una parte della mia vita in maniera normale." Quindi questi sono i segni che mi hanno colpito maggiormente. Ecco, devo dire che anche a livello personale è stata un'esperienza, è un'esperienza piuttosto difficile da vivere perché, insomma, son persone di una certa età, più o meno 75 agli 80, e non è facile. È come vedere mio nonno, facendo un paragone con la mia situazione familiare, è come vedere mio nonno che mi piange davanti e mi racconta cose indicibili, quindi insomma, è stata dura anche a livello personale. Ecco, questo poi non so se se.
>> Intervengo un attimo io per confermare quello che Gloria ha detto, perché anch'io ho avuto la possibilità di parlare con qualcuno degli ex celestini e son persone veramente 75-80 anni che quando io ho cercato di parlare con la massima cautela possibile, cioè non facendo il giornalista, ma cercando di metterli a loro agio con me, però qualcuno quando mi ha raccontato e mi mi veniva in mente, scusatemi il paragone, quelli che mi raccontavano, quelli che vedevo in televisione che raccontavano dei campi di concentramento, cioè con le lacrime agli occhi, con le vessazioni, con le punizioni, perché queste me le hanno raccontate, me le hanno raccontate, cioè venivano percossi, venivano rinchiusi, legati, getti d'acqua fredda, dovevamo bere propria urina, leccare la lingua in terra, cioè bambini denutriti, pieni di pulci, di pidocchi, cioè noi non si riesce probabilmente nemmeno a immaginarla, però è stata di grosso, veramente grosso impatto emotivo anche per me. Questo volevo dire a conferma di tutto quello che ha detto.
>> Gloria. Cosa che mi è venuta in mente, scusate, ho interrotto, eh. Una delle persone che ho intervistato, eh, era rimasto talmente traumatizzato all'uscita dell'istituto che praticamente per un anno, dopo uscita dall'istituto, non ha parlato, cioè, è stato con l'assenza della parola, quindi insomma.
Assolutamente. Gloria, poi voi avete avete avuto la possibilità di conoscerli direttamente e ciò che dite si rispecchia anche in tra i vari studi psicologici che ho fatto. E indubbiamente sono convinto che proprio provenendo da questa situazione, anche il colpevole, che ovviamente per noi è ignoto, per me e Luca che che ricerchiamo, soffrisse di una anche di una grave forma di alessitimia, che è proprio l'incapacità di riuscire a esprimere a parole i propri sentimenti. Tante volte, eh, nei casi meno gravi, questo si può, gli effetti che possiamo trovare sul corpo sono alcuni anche noti a tutti voi, come ad esempio il mangiarsi le unghie, quello anche è un sintomo di una lievissima alessitimia, anche il bruxismo, sia il digrignare i denti e insomma, arrivando addirittura quasi a spaccarseli. E e dunque, fino adesso, Gloria ci ha raccontato, ecco, un po' la storia di questo istituto e della sua esperienza personale. Luca ci ha confermato un po' delle di queste esperienze. Ora io invece personalmente vi porterò a conoscenza un po' più nello specifico di determinati fatti che avvenivano all'interno di questo istituto. E sappiate che tutto, tutto questo clima porterà alla morte di un bambino e da qui nascerà un processo. E questo processo è proprio del 1968. Vi dico subito che la cosa in relazione al Mostro di Firenze che mi colpì di più è che in l'avvocato Nino Filastò, insieme a Bianca Guidetti Serra, era parte civile nel processo. Poi troviamo un giovanissimo Vigna, che per questo anche vi ho detto l'importanza, e da qui state attenti, mi raccomando, stasera, a parte poi quando faremo le altre puntate, un piccolo riassunto di quello che si è detto stasera lo faremo, l'importanza anche che può aver avuto nel cervello del del colpevole, per l'appunto, la figura di Vigna, che addirittura durante il processo si si dice che fu riconosciuto da un, cioè nel senso, un bambino lo riconobbe come uno dei sorveglianti, però ovviamente non possiamo assolutamente sapere se fosse soltanto una somiglianza. Ecco, però, eh, per molti che conoscono il caso di Firenze, ecco, del Mostro di Firenze, il la connessione coi Celestini si era fermata qui. Ultimo, addirittura tra i fratelli e le sorelle troviamo un giovanissimo avvocato Bevacqua. E quindi, improvvisamente, ecco, nelle ricerche insieme a Luca, ci ritroviamo Filastò, ci ritroviamo Vigna, ci ritroviamo, ehm, l'ho nominato adesso, Bevacqua. E ancora non abbiamo cominciato a parlare del grosso. Infatti, come vi dicevo, eh, andiamo un po' nello specifico. Poi, Luca, ti anticipo prima che, ehm, per adesso io non parlerò di di Santino Boccia, di cosa gli è accaduto. Appena avrò fornito questo quadro, mi piacerebbe che lo facessi tu, perché so che per te è un discorso molto interessante. E soprattutto, delineato questo quadro, potremo cominciare finalmente un po' a parlare dei dei delitti. Ovviamente, cominceremo dal '68, che vi diciamo subito, io e Luca consideriamo assolutamente facente parte della della linea del mostro, e per noi quello fu il suo primo delitto. Insomma, da come abbiamo capito dalle narrazioni di Gloria, coadiuvate da quelle di Luca, parliamo comunque di una collettività, quindi, chiusa e sovraffollata, gestita da un regime autoritario, e nel quale c'erano molti di questi bambini che erano addirittura portatori di handicap fisico, psichico, sociale, intendendo con quest'ultimo un disadattamento sociale dovuto alla mancanza, all'incapacità e alla vera e propria assenza dei genitori. Quindi, come abbiamo capito, venivano privati delle loro esperienze più naturali, estraniati dai problemi reali, e inseriti in realtà in una comunità artificiosa, in cui che era dominata da denigrazioni, abusi e possiamo dire tranquillamente dal sadismo. Quindi, e come vi ha raccontato Gloria, tutto ciò finì per portare un indelebile ferita nella loro psiche a causa di questa terribile esperienza. Ehm, leggiamo sempre dal libro: "Nel corso del '55-'56 un'ispettrice scolastica apprende che all'Istituto Maria Vergine Assunta in Cielo, sia i Celestini, eh, i ragazzi erano".
Malnutriti ed erano assoggettati a punizioni intollerabili, come mangiare anche per 15 giorni la pappa di pane senza sale e con l'olio di merluzzo a condire tutto. Essere. Mi raccomando, tenete, cari spettatori, tenete a mente questo particolare, essere legati alle zampe del letto sotto di questo a crocefisso, ricevere e percosse, nonostante venga definita la punizione della croce.
In realtà, ehm, se voi dovete immaginare che essendo legati alle quattro zampe del letto e in pratica il loro corpo formava una X. Se avete un po' di intuito, potrete già immaginare che è esattamente la posizione in cui ritroviamo la Pettini, perché se si parla spesso di un posing, ricordiamoci per posing si intende lasciare la vittima in una determinata posizione per lanciare un messaggio a chi troverà il corpo, assolutamente la posizione della croce è la stessa identica in cui viene ritrovata la Bettini.
Comunque continuiamo. Ehm, ovviamente ci furono da parte delle autorità scolastiche, perché comunque alcuni di loro poi venivano anche mandati a scuola, perché Gloria, se non ricordo male, ehm, padre Leonardo tentò di istituire una sorta di scuola privata all'interno, ma almeno questo, grazie a Dio, la comunità di Prato non gliel'ha permesso. Non non voleva la scuola e dopo molti tentativi della direttrice del circolo didattico la scuola fu istituita, >> però poi comunque la osteggiava perché >> eh e comunque c'erano c'è stato un lungo periodo in cui i bambini l'unico momento che avevano di libertà da questo inferno era per l'appunto quando andavano a scuola, ma eh come vi dicevo proprio le denunce partiranno proprio da dai maestri, insomma Ehm poi vedremo alcuni aspetti durante il processo.
Comunque già da alcuni articoli di giornale nel 63 si apprende del moltiplicarsi delle fughe dei giovani da questo inverno e queste fughe in realtà sono note già praticamente dall dall'apertura dell'istituto negli anni 30. Ehm, molto mi ha fatto molta impressione la relazione di un medico che era il medico scolastico che aveva spesso a che fare con questi bambini e leggiamo proprio che cosa dice in una denuncia che tentò di fare ufficialmente. Nell'aprile del 1963 si ripetono ferite insepsi, foruncolosi, impetigine e il medico scolastico chiede all'istituto tramite le insegnanti, l'autorizzazione a provvedere. Ovviamente tutto ciò verrà ignorato da padre Leonardo e i suoi sottoposti, come vi ha già precisato Gloria, nonostante fossero chiamati fratelli e sorelle, in realtà nessuno di loro aveva mai preso i voti.
Eh, sentiamo addirittura come vengono definiti nella sentenza del processo di cui vi parlerà tra poco Luca. Essio, e qui si sta la sentenza si sta riferendo a questi fratelli e sorelle. Essi non sono a conoscenza delle più elementari norme di pedagogia. Si tratta soprattutto di gente robusta che viene dalla campagna e vedremo come tale robustezza venisse abitualmente utilizzata sulle membra dei piccoli. E ovviamente in questo è il periodo in cui, come vi dicevo, si moltiplicano queste denunce.
Eh, interessante anche una lettera inviata alla stampa da parte di una direttrice scolastica sempre nel 1963. Si accenna a punizioni esorbitanti e prive di sufficienti giustificazioni, a casi di vero e proprio sadismo, a un'atmosfera di depressione psicologica, a un clima paralizzante le spontanee e naturali attività dei giovani ospiti. Un sistema di pressione che indubbiamente influisce su personalità ancora non sviluppate, causando nel suo insieme il grave ritardo rilevato nello sviluppo intellettuale della maggior parte dei bambini. Aggiunge inoltre la commissione che i bambini rivelano una sintomatica incapacità a giocare. Questo era ciò che ci accennava Gloria prima. Essi non sanno dare ordine ai loro giochi. Tenete a mente anche questa di frase: "Danno un valore sproporzionato ad oggetti che rappresentano, se posseduti, il risultato di una vittoria o di un primato." Signori miei, i fedelici che purtroppo sappiamo ha sportato il mostro di Firenze, se voi è una definizione perfettamente cangiante per l'appunto con i feticci del mostro di Firenze che cos'erano se non il risultato di una vittoria o di un primato? Cominciamo a vedere come i collegamenti, insomma, con la psicologia che poi ha portato alla creazione di questo mostro. Gaspita, non sono per niente buttati così a casaccio.
Continuiamo. Ad esempio, si badi bene, un gomitolo di spago segnato con un noto per ogni giaculatoria recitata, si torna ad alludere a una concentrazione di tutte le manifestazioni della vita interna all'interno dell'istituto verso la preghiera e la religione spinta fino all'esasperazione e nell'ambiente di tale regime di vita si colloca l'ostilità dei dirigenti verso la scuola pubblica, il doposcuola, la refezione scolastica Perché tutto ciò che sottrae i bambini alla pregriera in particolare si menziona una singolare disciplina posta in rilievo nel rapporto dei vigili sanitari e da questi è accertata, si noti, sulla base di dichiarazioni dello stesso padre Leonardo che quindi neanche si nascondeva nel dichiarare ciò che faceva. Si tratta dell'autoaccusa. Ogni sera i bambini sono costretti ad accusarsi pubblicamente delle loro mancanze. Padre Leonardo e l'intera comunità ascoltano e commentano tali pubbliche confessioni dalle quali vengono tratti spunti per punizioni ed abolimenti.
Dunque, abbiamo vi ho presentato un quadro un po' più, insomma, un po' più dettagliato di ciò che accadeva lì dentro, quindi abbiamo molte situazioni che portano possono veramente portare alla nascita di eh di alla rottura di quel meccanismo interno che poi secondo noi ha portato uno di questi poveri bambini. Ovviamente, se non lo se lo ripeto, scusatemi. Eh, ovviamente questa puntata e questa nostra ricerca in primis è dedicata anche a loro e alla loro tragedia. Ovviamente, scusate se l'ho ripetuto, perdonatemi, però veramente è importante dire anche questo. Comunque ehm eh quali sono questi elementi? Ad esempio le nururesi, ossia quando il fatto di farsi la pipì addosso anche in età più adulta, perché solitamente è un problema che hanno i bambini fino agli 8-10 anni, però è un fenomeno che si può protrarre fino ai 14 anni d'età. Punite con scherno pubblico, elemento traumatico comune a molti serial killer. Dobbiamo fare un esempio molto banale. Eh, innanzitutto questa eh questo lo dovete immaginare ovviamente nella parte eh in cui vi abbiamo parlato dell'autoaccusa. Quindi voi dovete immaginare che chi di questi poveri bambini soffriva di questo problema doveva raccontarlo ed esporlo davanti ai insomma ai fratelli, le sorelle e tutti gli altri celestini. E come vi dicevo, tra i casi italiani noti c'è Donato Bilancia. Donato Bilancia, eh dichiarò di come questa sua enuresi per lui fu uno dei motivi per i quali cominciò a odiare le donne perché veniva preso in giro dalla madre che addirittura esibiva il lenzuolo sporco fuori dalla finestra e lo faceva vedere a tutti i passanti, insomma tutto avvicinato e e poi era anche oggetto di derisione da parte delle cucine e di altri familiari.
Quindi abbiamo detto anche bambini talmente poveri che ogni oggetto è praticamente diventa un feticcio personale da difendere dagli altri. Eh situazioni di una tale sporcizia in cui i bambini contraevano malattie alle parti intime. Quindi anche questo deve suonare come un campanello di allarme quando nel mostro di Firenze si parla di una possibile iposessualità derivante, per l'appunto da malattia agli organi genitali. Ecco, è qui un un chiarissimo esempio. Ehm, poi da non sottovalutare, come abbiamo detto, la regola del silenzio e l'intordinamento forzato per indirizzarli a una vita ecclesiastica. Eh, e soprattutto spesso venivano presi dei appositamente dei casi difficili, cosiddetti casi difficili. I bambini, quando ero andavo io alle elementari si il bambino si definiva agitato, eh, colui che aveva dei comportamenti, insomma. Che era più solido nelle Maragelle, ecco. E quindi loro andavano a cercare proprio questo tipo di figure qui perché poi se dovevano attuare delle punizioni su di loro, in un qualche modo agli occhi della società ahimè erano più giustificati.
Ehm, quindi eh come vi accennavo, tutto questo tutto questo clima, in tutto questo clima si giunge alla morte di Santino Boccia e ora il buon Luca vi spiegherà chi era, cosa è accaduto e poi Luca aggiungi assolutamente se vuoi altre due riflessioni sull'istituto e poi andiamo a parlare del 68. Grazie Luca, grazie Gloria. Sì, poi tanto, allora una cosa ci tenevo a evidenziare, ne abbiamo già parlato prima, ma è il fatto che in questo lager, perché nelle cronache già del tempo nel giornale parlano di lager, quindi non sono son parole che mi invento io. Quindi un posto dove il fanatismo religioso era estremo, quasi medievale, il culto era incentrato sulla sull'adorazione della Madonna. La Madonna era considerata è considerata la madre universale e agli occhi dei bambini. Quindi la proiezione della madre perfetta. Pensate nel nella mente di bambini magari abbandonati, orfani o con appunto madre che poteva essere prostituta, perché si parla anche di quello, con aguzzini che li vessavano quotidianamente, che eh [Musica] come dire li umiliavano anche facendo riferimento, no, al fatto che fossero stati abbandonati. Di questo c'è in cronaca qualcosa si può trovare. Quindi culto incentrato sulla perfezione del della Madonna. Consideriamo Sì, sì, prego, prego. Collia, non so se si vede bene. Questa è la grotta che c'è nel retro dell'istituto. Qua c'è appunto la la Madonna che è una riproduzione della grotta di Lourd e quindi la mania di grandezza di padre Leonardo quando si parlava del culto alla Madonna, questa ne è una dimostrazione. >> Assolutamente. E io mi mi posso immaginare e diciamo l'associazione l'associazione su un bambino abbandonato che ha vissuto un'esperienza traumatizzante come quella dei Celestini che viene rafforzata quotidianamente da da degli aguzzini perché erano degli aguzzini, erano dei finti frati e delle finte suore, degli aguzzini che non passava giorno nel quale non umiliassero appunto i bambini non soltanto fisicamente, ma anche ma ma anche denigrando la la probabilmente la madre, quindi facendoli sentire inadeguati anche da questo punto di vista. Questa è una cosa che che tendo a sottolineare perché la la l'aspetto a questo punto religioso, la proiezione di questa figura pura e perfetta nella mente di un bambino che che subisce tutto quello che hanno subito loro, può avere avuto un effetto che poi andremo a analizzare. >> Certo, Luca. Bene, e parlaci, come ti dicevo, parlaci, ecco, di questo evento che è quello che porta al processo, ossia la morte di Santino Boccia. E perché secondo te è importante, guarda, se proprio così non lo faccio più tardi, se proprio vogliamo aggiungere, ecco, un paio di cose importante che reputo importanti, insomma, proprio gli anche quando poi si scatena questo processo e per un periodo di tempo è, diciamo, è stato sulle pagine di tutti i giornali dell'epoca, quindi noi ne abbiamo ritrovati alcuni di questi giornali come la stampa del del 27 del 27 novembre del 68, la stampa del primo dicembre, eh del 12 marzo del 1969. E in tutti questi articoli di gennale, per l'appunto, viene confermato questo clima medievale. addirittura tra le cose più assurde che abbiamo letto è il fatto che padre Leonardo addirittura eh curasse alcune malattie con semplicemente applicando dei santini sopra le parti malate e quando poi queste malattie subivano il loro naturale decorso, si gridava al miracolo, al eh da parte per l'appunto di di padre Leonardo. Ecco, penso che veramente questi siano un altro paio di aspetti che erano importanti da sottolineare. E prego, Luca, raccontaci la triste storia di Santi. Tiisco un secondo. Eh, un'altra cosa importante era che non c'era neanche il medico dentro. C'era una novizia che era stava studiando infermieristica, però non veniva fatta avvicinare ai bambini proprio per quel discorso di promiscuità femmina maschio che non era ben visto per quanto riguarda la la visione religiosa della vita. >> Certo. Certo. >> Allora, eh la storia la storia di Santino Boccia. Santino Boccia è un ragazzo, un ragazzo eh che all'interno dell'istituto, se non mi ricordo male, nel 65 lui c'ha ben 21 anni indicativamente, quindi insomma non è più un ragazzino, ha dei fratelli all'interno dell'istituto. E anche qui devo ringraziare Gloria che poi in realtà è riuscita a dirimere un po' la questione perché in atti processuali prima si parlava di di un fratello di questo Santino Boccia, poi in realtà poi se ne parla si parlò di due e l'abbiamo cercato abbiamo cercato di capire anche con gli ex celestini quale fosse quale fosse la verità se ci fosse stato la presenza non di un fratello solo, ma di due. E poi Gloria in realtà ha trovato ha trovato un riferimento dell'epoca e abbiamo capito che i fratelli Boccia erano tre. Questa è una cosa importante. Poi dopo ci ci ritorno sopra. Allora, questo questo giovane, questo ragazzo di 21 anni si si sente male, inizia a avere eh dolori addominali. Siamo nel 1965, eh, tenete a mente le date. Inizia a sentirsi male, male alla pancia e praticamente eh non viene curato. Non viene curato. C'è una dottoressa che si chiama dottoressa Oliva che minimizza minimizza assolutamente la cosa, mentre questo ragazzo in realtà più passano i giorni e più si sente male. E morale della storia, morale brutta della storia. Questo ragazzo poi muore di peritonite, non viene curato, non viene capito che cosa c'aveva. Nel momento in cui poi si si interviene, questo ragazzo praticamente è già condannato, sta è morente e muore e muore nel marzo del 1965 perché non viene curato. Quello diceva Gloria prima è assolutamente vero. addirittura eh si dico si fa si si crea si un muro tra tra i bambini e la e la possibilità che qualcuno possa possa in realtà valutare effettivamente qual erano le condizioni di questo ragazzo. Eh, comunque alla fine della storia questo ragazzo muore. Siamo nel nel febbraio del 1965. Quando poi l'istituto viene chiuso nel gennaio 1966, come aveva detto Gloria prima, poi successivamente viene eh vengono accusati, viene accusato padre Leonardo, questo Giovacchino Pellagatti e altri finti frati e finte suore che erano all'interno e la dottoressa, e vengono portati a processo, un processo che se non mi ricordo male inizia nel 1968, la fine del 67 non me lo ricordo e che vede anche qui corse e ricorsi storici un giovane Pierluigi Vigna come pubblico ministero eh dalle cronache che siamo riusciti poi a a a leggere, quindi anche dagli articoli di giornale che poi sia Simon che che Gloria in modo in modo molto paziente sono riusciti poi a reperire e si leggono cose che fanno che fanno rabbrividire. Comunque la morale della storia è che vengono vengono portati in in giudizio. Ehm Vigna addirittura chiede la soluzione di padre Leonardo dall'accusa di concorso in omicidio. Concorso in omicidio, in ogni caso abbandono di di vorrei esattamente il termine non me lo ricordo, però chiede la soluzione. Verranno condannati a in realtà poco alcuni dei degli aguzzini, la dottoressa Oliva, tra l'altro poi tutti condannati a pene molto lievi e e godranno anche dei benefici di legge. Non mi ricordo se era un indulto o una sospensione, insomma, di 2 anni della Penas che praticamente non si faranno non si faranno quasi niente. Questa è un po' la storia del processo. Cosa importante, non vengono indagati i reali respons gli ulteriori reali responsabili, che sono le autorità che dovevano vigilare e non hanno vigilato e la la guidetti Serra insiste molto su questo. Certo, ragazzi, anche per rispondere a una domanda che ci hanno fatto in chat eh sul perché in realtà le istituzioni o quanto non non siano intervenute, per l'appunto ci ci vengono in aiuto, come stava dicendo Luca, anche per l'appunto eh dai giornali dell'epoca. Per esempio la stampa del 12 marzo del 69 ci dice: "A Prado tutti sapevano che l'Istituto dei Celestini erano era diventata una specie di lagger tedesco, che i sorveglianti si comportavano come aguzzini, che i ragazzi costretti a vivere in uno stato di terrore solidario venivano percossi e tormentati. Si continuò ad attuare il programma ideato da padre Leonardo, fondatore e direttore dell'Istituto, per costringere, attraverso una serie di vessazioni, come hanno notato i giudici nella sentenza, i bambini ad intraprendere la carriera ecclesiastica e comunque a darsi ad una vita religiosa, sopprimendo con modi oltremodo persuasivi la loro libertà e autonomia autonomia personale. La stampa del 15 gennaio del 1966, ad esempio, ci dice un tempo la gente passando diceva che quella era la casa di padre Leonardo, un santo, e nessuno desiderava sapere di più. E così, insomma, abbiamo risposto anche un po' al poi, come abbiamo detto eh in realtà ehm è un più una nostra teoria che condividiamo con Luca e perché fonti certissime su questo non ce ne sono, però diciamo che intorno a questo istituto, proprio grazie alle donazioni di famiglie facoltose tra le più note e si dice, quindi sottolliamo si dice che ci fosse anche la famiglia Viglia, ehm [Musica] Questo prente questo istituto viveva di queste donazioni così cospigue che pensate che addirittura padre Leonardo si era potuto permettere di ampliare l'edificio per creare un refettorio molto più ampio e durante le operazioni di scavo delle fondamenta fu addirittura ritrovato un ordigno e padre Leonardo aveva a disposizione delle quantità di denaro talmente grandi che si si è potuto permettere di chiamare, di pagare lui stesso, gli artificieri, per far sì che questo ordigno fosse disinnescato o comunque portato via in sicurezza. Quindi, eh non voglio dire che forse probabilmente si pulivano anche molti soldi sporchi attraverso eh attraverso le donazioni all'istituto, però diciamo che è assolutamente un evento probabile e penso che sugli articoli di giornale poi qualcosa che non vi abbiamo detto o che vogliamo approfondire, come vi ho detto prima, lo approfondiremo tra poco quando parleremo. di come tutto ciò abbia avuto effetto sul sulla mente del mostro di Firenze e come sulle varie scene del crimine possiamo per l'appunto trovare eh sicuramente dei riferimenti che se diamo credito a questa situazione che noi abbiamo trovato improvvisamente diventano un po' più chiari. Tantoè vero che ehm per esempio parlando con alcune persone anche su internet è uscito fuori il discorso. Eh certo che mi hanno detto certo Simone che comunque il serial killer missionario è stato trattato. non riusciamo a capire che cosa potresti aggiungere tu con Luca a questo a questo discorso, ma la realtà è che al serial killer missionario se n'è sempre accennato, come vi ho detto prima, il professor Bruno è stato l'unico a tentare di compiere uno studio più approfondito e ma in realtà, come vi ripeto, un serial killer mosso da una matrice religiosa Eh, qui eh trova veramente una sorta di brodo primordiale dove possiamo trovare tutti i traumi e tutte le situazioni che poi portano alla nascita di Sever Killer. insomma, vogliate perdonarmi, ma insomma immaginare un serial killer o ipotizzare, ecco, un serial killer italiano con delle motivazioni religiose, beh, se non lo se non lo facciamo in Italia, non so in quale altro paese possiamo farlo. Certo, è recentemente sono venuto a conoscenza anche della storia, c'è una storia simile, però dove non ci sono state scissioni e tali, insomma, tale brutalità sui corpi soprattutto delle vittime femminili che, ad esempio, è quella di Said Ananei che è stato il più importante serial killer iraniano e sulla sua vita ci hanno tratto anche un bellissimo film che consigliamo. E Luca, tu ti ricordi come si chiama parlando? Me l'avevi detto, >> no? Ho visto casualmente lo spezzone del film, >> eh comunque >> rientrando da una partita di pallavolo e rimasto >> Comunque se lo cercate su internet è Said Ananei e lui era un serio killer per l'appunto da spinto da una motivazione religiosa perché secondo lui uccideva le prostitute strangolandole perché secondo lui andavano contro a tutti i dettami dell'Islam. E bene, fatte queste premesse, Luca, penso che possiamo lanciarci aggiunta. Posso aggiung? >> Vai, vai, aggiungi quello che vuoi. Prego, prego. Anche Gloria se ha qualcos'altro. Prego Giorso importante della Madonna l'ho già detto, lo ripeterò perché è un light motif di questa di questa serata, quindi questo è è sicuramente rimasto impresso. Però tornando al giornale, il giornale 68 c'abbiamo un giovane Enzo Biagi, giornalista che scrive riferito ai Celestini, diciamo, fa un articolo di fondo sui celestini e riporta una frase di padre Leonardo al secolo Giovacchino Pelagatti, una frase che il il frate rivolgeva spesso ai bambini, apro virgolette e leggo testualmente: "Voi venite dal fango e per Questo dovete soffrire. Redimerete così i vostri genitori dai loro peccati. Questo era l'inciso che volevo sottolineare adesso perché rimanga rimanga un po' nella mente. Prego, Simone. E dicevamo, Luca, prego, se Gloria non ha nient'altro da aggiungere, eh i nostri prossimi passi saranno, per l'appunto, il primo delitto, il 1968. E ovviamente vi prego veramente con questa base che noi vi abbiamo presentato, ecco, una delle cose che proprio ci tengo subito a dire sin dall'inizio è che spesso mi sento dire, purtroppo anche da persone esperte, eh, certo, nel 68 la pistola è quella, però effettivamente elementi di maniacalità non ci sono. Elementi di maniacalità non ci sono. Adesso li affrontiamo, non vi preoccupate. E Luca, prego. Siccome ultima cosa, veramente prima di passare la parola a Luca, ci tengo a dire che è caratteristica delle persone intelligenti saper tornare indietro anche sui propri passi e fino a poco tempo, anzi oserei dire proprio fino a pochi giorni fa, avevo io e Luca avevamo una visione un po' diversa sul per quanto gli elementi fossero gli stessi. avevamo una visione un po' diversa dell'evento, ma ragionando insieme, poi mostrandomi anche lui un articolo di giornale che mi ha veramente mi ha impressionato perché è un collegamento che non è assolutamente né forzato né campato in aria e ora ve lo presenteremo quando Luca ne parlerà. la nostra mitica Vlad ci farà vedere proprio addirittura l'immagine di di questo articolo di giornale che tra l'altro è uno degli ultimi passati e e niente Luca, quindi finalmente ci addentriamo più nello specifico del caso e quindi ti chiedo di parlarci della tua visione del 1968, com'è andata, cosa può essere accaduto. Solo una piccola premessa che faccio è che, come potete bene immaginare, l'istituto fu in realtà chiuso subito dopo che partì il procedimento penale e quindi tutti i bambini furono ci furono delle fughe e quindi molti di loro non sappiamo in realtà che che fine hanno fatto e gli altri sono stati ridivisi in altri orfanotrofi, però principalmente ehm alla sono confluiti nella madonnina del Grappa di Don Facibeni e ricordatevi questo nome perché quando vi analizzerò gli elementi proprio mistico-religiosi collegati al mostro di Firenze a questa storia comincerete a intuirne l'importanza. Quindi prego, se Gloria non ha niente d'altro da dire da aggiungere, prego a te la parola. No, ma io molto molto semplicemente eh per quanto riguarda seguendo il ragionamento che che diciamo m'ha fatto m'ha fatto poi arrivare a a quello di cui abbiamo parlato fino adesso, mi sono poi domandato, allora consideriamo che l'istituto chiude nel 66 e il processo avviene nel 68 e per esempio tornando a Santino Boccia Il riferimento che noi che noi poi troviamo, lo troviamo in alcuni giornali, è su due fratelli Luigi e Paolo. Apro una parentesi enorme, eh perché voglio sottolineare che noi ora facciamo questi nomi a titolo meramente esemplificativo, perché la storia che hanno vissuto questi bambini, i fratelli Boccia, è probabilmente la storia di tanti altri bambini all'interno dell'istituto, ok? dei quali però non sappiamo i nomi, non li sappiamo di loro, lo sappiamo perché comunque sia siamo riusciti in cronaca e anche purtroppo a causa de dei funesti, eventi che sono successi a a saperlo. Però il riferimento, quindi l'istituto chiude nel 66 e si fa riferimento, ma hai detto te, alcuni bambini scappano, alcuni ragazzi scappano, alcuni vengono mandati in altri istituti e si fa riferimento a ragazzi che nel 66 c'è qualcuno aveva 15 anni, 16 anni, 17 anni, 18 anni, addirittura di Paolo Boccia che era il fratello più piccolo dei tre. nel giornale del 68, nel giornale del 68 leggiamo che fa l'aiuto Garzone Fornaio a Firenze e che ha 16 anni e che durante il processo praticamente non è riuscito nemmeno a parlare, non riusciva a parlare per il trauma subito e viene scritto che c'ha passato 10 anni all'interno dell'istituto, quindi si è chiuso nel 65, probabilmente dal 55 che lui c'è facendo i conti dell'età, probabilmente c'entrato a 3 anni, perché se è del 52, quindi nel 68, ora non voglio fare troppi numeri, nel 68 lui ha 16 anni, suo fratello più grande ne ha 18 e ci sono tanti ragazzi che sono usciti in quegli anni lì che nel 68 sono tutti indicativamente o adolescenti o maggiorenni. Eh, questa è anche una cosa che possa rimanere impressa. Quindi ragazzi che sono nati negli anni 50, delitto del 68. La la prima cosa che io ho pensato è se fosse un bambino, un ragazzo uscito da un orfanotrofio con una situazione di abbandono, quindi o orfano o mamma prostituta, comunque una famiglia multiproblematica, abbandonato e avesse vissuto le terribili esperienze che ha vissuto, eh col lavaggio del cervello costante che gli viene fatto per motivi religiosi e il culto incentrato sull'immagine della madre universale, la Madonna, che è l'esempio della purezza e la madre perfetta. Che che che cosa che cosa avrebbe potuto scatenare nella mente di di qualche di qualche eh eh ragazzo, in qualche mente debole? Sicuramente odio odio odio nei confronti o delle donne o nel del della figura materna perché è a lei che magari imputava inconsciamente il fatto di essere stato abbandonato e di essere stato rinchiuso in un istituto come quello. Quindi nel 68 io mi sono domandato, ma qual è stata l'anomalia più grande delitto del 68? È semplice. C'era un bambino, c'è c'era la presenza di un bambino, cosa non si ripeterà mai più. C'è Natalino Mele che dorme in macchina mentre Barbara Laoccia e Antonello Bianco sono appartate. Questa è un'anomalia, ce l'hanno spiegata in tanti modi. Vendetta, il babbo che spara per punire la madre, il clan dei sardi, il clan dei siciliani. Ma non c'era un altro modo più semplice per ammazzare la la loc se la motivazione fosse stata davvero quella? Sto andando a ruota libera? Secondo me sì. Sparare da un finestrino aperto 30 cm col bambino che dorme rischiando di farlo fuori. Quale padre avrebbe fatto questo? Può darsi la lettura sia diversa. Può darsi che ci sia stato un ragazzo di 17, di 18, di 19 anni che casualmente sia venuta in contatto con il mondo dei sardi, con il clan dei sardi. In piazza Mercatale c'era i Barde Meridionali che era frequentato, no, dai sardi e dove si scommetteva su chi si accoppiava con l'AP Regina. può essere venuto in contatto con questo mondo, con questo ambiente e qualcosa possa aver iniziato a smuoversi nella testa. Secondo me sì. Secondo me sì. E il fatto E il fatto della presenza del bambino in macchina potrebbe avere una lettura diversa. Lui punisce la locamente ha vissuto, l'abbandono o la mamma prostituta. Lui nel bambino rivede se stesso, lo vuole salvare, non lo uccide. Quindi c'è un motivo per cui questo bambino non viene ucciso. È questa l'anomalia. E quindi questo potrebbe essere stato un omicidio quasi d'impeto. Lui vede che casualmente la segue, vede che esce con il bambino, li segue fino al cinema. Poi affrontiamo anche il discorso della pistola. Qui la teoria è molto è è molto così, però potrebbe averli seguiti. Il bambino in macchina è la proiezione di se stesso. Uccidendo la locisce la madre che lo ha abbandonato. La madre prostituta, salva il bambino, non gli fa niente, lo fa incamminare scalzo verso la casa de De Felice. Eh, dovrà camminare Natalino per arrivare alla casa de Felice. >> Perdonami Luca Vlad, se puoi mandaci ora l'articolo di giornale e leggete mentre Luca vi parla, poi lo leggeremo anche insieme. È impressionante. Scusa se ti ho interrotto Lu >> No, no, intanto siamo siamo siamo puramente a una costruzione teorica ipotetica, eh, quindi assolutamente, però degli elementi che possan pensare questo ci sono. detto dalla genesi della della psicosa, che poi ha ha causato tutto nella testa di di un ragazzo, no, che potrebbe essere stato ospite ospite, una parola impropria, dei Celestini. Ehm, ora dicevo, bambino viene fatto comunque incamminare a piedi. Eh, sto aspettando Vlad faccia vedere eventualmente la foto. >> Vai, intanto parlane. Ntanto parla. Allora, all'interno del dell'Istituto di Prato, una delle punizioni che veniva adottate su ordine di padre Leonardo nei confronti dei bambini che avevan fatto qualcosa, che addirittura avevano parlato, come dice la Gloria, c'era diceva la regola del silenzio, era la via crucis, cioè i bambini dovevano fare a piedi questo vialetto di 250-300 m giaioso, sassoso, lo dovevano fare scalzi. Se abbassi un po' Vlad si vede la parte di sotto. Sì, penso sì. Eccola là. >> Era la mia luce. >> Ragazzi, ragazzi, impressionante questo, eh. Cioè questa, cioè questo è un collegamento veramente veramente impressionante. Vi ripeto, qui non si parla di aria fritta, cioè questo è un elemento concreto che può ovviamente come oddio, che può che può collegare, insomma, già un evento che è accaduto su una scena che può essere accaduto su una scena del crimine con la situazione che vi abbiamo proposto fino adesso. Vai Luca Car. No, fondamentalmente è questo. Se poi io mi riallaccio, come vi ho detto prima, ora voi venite dal fango e per questo dovete soffrire, redimerete così i vostri genitori dai loro peccati, la proiezione del bambino che il serille può fare rivedendo in lui se stesso, la sofferenza gli fa esplodere dentro la testa questa cosa irrazionale, perché poi sono cose irrazionali, no? e di impeto e e potrebbe essere che la genesi sia stata questa. È chiaro che questo primo duplice omicidio diventa la matrice di tutto. Diventa la matrice di tutto e il cosiddetto mostro di Firenze poi negli anni successivi tenderà a ripetere questa scena madre matrice, quella del 68. È chiaro che lui è combattuto. >> Perdonami Luca, una giunta secondo Freud si chiama proprio coazione. A ripetere. Prego. >> Sì. Quindi, e ho detto, io continuo a dire, questa è puramente teorica questa cosa, eh, mettendo insieme, diciamo, un po' di elementi, però, ecco, e questa, appunto, secondo me, diventa la scena matrice. Consideriamo potrebbe essere stato un ragazzo di 17-1 anni, di 16 anni, cioè uno giovane, uno giovane. Probabilmente se se non ci fosse stata la Locci, se non avesse saputo diciamo della sua fama di ape regina e non avesse visto il il bambino in auto, per cui non li avesse seguiti fin dall'inizio, probabilmente questa cosa non sarebbe deflagrata o non sarebbe deflagrata in quel modo. Poi ci sono altri due aspetti, anche qui sono dibattuti e Simone riuscirà sicuramente a a chiarirli, a spiegarli in modo più esaustivo per di quanto potrei fare io. moralizzatrice c'è anche qua, cioè il mostro di Firenze nel corso dei duplici omicidi ha utilizzato un modus operandi che si è andato purtroppo affinando o progredendo, ma ci sono delle cose che sono che fanno parte di di un filo rosso che non si spezza mai. La l'orci viene ricomposta, viene tirata su, viene riappoggiata sul sedile e rimane il dubbio che venga ricomposta anche per il fatto che che li vengano ritirati sugli slip, quindi ricomposta in una in una posa cercata. Mi viene strappata la collanina che ha un'immagine sacra. Questi sono tre elementi che fanno pensare. A me m'hanno fatto pensare. m'hanno fatto pensare e m'hanno fatto poi andare avanti nella ricerca e che porteranno mi hanno portato a trovare delle altre coincidenze di cui poi vi parlerò dopo che sono sempre legati a a questa a questa perversione di tipo religioso. Questo odio probabilmente nei confronti della figura materna al quale seral Killer imputa tutto il suo dolore, l'abbandono è colpa della mamma, quindi lui non ce l'ha con le donne in quanto donne è più facile uccidere una donna da sola che una donna in macchina con con un uomo. Quindi non ce l'ha con le donne, ce l'ha con una tipologia. Lui dentro di sé, dentro la sua mente ha una immagine e l'immagine del primo omicidio è vede la presenza del bambino. Punendo la locasse se stesso. Salva il bambino, lo fa incamminare a piedi nudi fino alla casa ed è felice, ricompone la logge e gli strappa la catenina con l'immagine Sara. Vai Simon. Allora, Luca, tu veramente sei sei stato bravissimo. Guarda, prima di dire qualcos'altro sul 68, sono curioso di sentire qualche impressione di Gloria a riguardo, >> no? Allora, come come dicevo nella mia introduzione, parte riguardante il profilo, diciamo così, il background familiare m'ha convinto molto proprio perché sono riuscita a sentire con le mie orecchie, a vedere con i miei occhi quelli che sono stati gli effetti su queste persone del trattamento che hanno ricevuto in istituto. Quindi il discorso di riconoscere se stesso nel bambino presente nell'auto mi mi torna veramente tanto il discorso della via Crucis, la ghiaia. Ora io avevo anche due foto in merito, ce l'ho qui, insomma, magari provo a fare come prima. Questo è un tratto iniziale, credo, della via Crucis, è dentro al bosco, perché poi di viecis in realtà ce n'erano due, >> due, >> una sintetica e una estesa, diciamo. E nel mese Mariano a maggio, veniva fatta questa estesa tutti i giorni, veniva anche recitato il rosario e eh si estendeva per tutto il bosco. Questa è una stazione che c'è nei pressi eh dell'uscita posteriore dell'istituto e e quindi niente, mi torna e mi fa anche molto ribzo, anche se è una parola veramente brutta, tutta questa tutta questa vicenda. Ecco, pensare a quanto possa segnare la vita di una persona. Io sono molto anche sensibile alla sofferenza proprio di di di questo ipotetico personaggio che non si sa chi è, ma insomma ehm son sensibile, ecco, alla sua sofferenza. posso non posso neanche lontanamente immaginare quanto possa aver sofferto. >> Certo. E questa sofferenza poi insomma è arrivata è arrivata purtroppo a questi limiti estremi. Ma noi inquadriamo questa situazione, ma tra i serial killer eh non è stato il primo e ahimè probabilmente non sarà neanche l'ultimo. Ora abbiamo principalmente, ecco, il fenomeno dei serial killer negli ultimi anni si è un po' attenuato principalmente per la presenza di due fattori tecnologici fondamentali che sono il telefono e e le telecamere, quindi anche la famosa storia che si sente spesso del serial killer che doveva commettere almeno tre omicidi o comunque tre delitti lontani nel tempo con persone diverse. Beh, insomma, anche questo è un elemento che è stato ammodernato. Si è passati a due o addirittura anche uno solo perché comunque molti molti personaggi, molti killer che sono stati arrestati. Possiamo tranquillamente fare anche l'esempio di Luca Chiatti che poi tra l'altro è un'altra persona che nasce da Luigi Chiatti, perdonatemi, >> che nasce da una, per l'appunto anche lui da una situazione di orfanro. Molto interessante eh notare come ci sono tre serie, cioè scusate quattro serial killer italiani e parliamo di Giudice Stefanin, Chiatti e Matteucci che tutti hanno in comune questa questione del dell'essere stati abbandonati nel fanotrofio. Come sottolineava bene Luca, e qui mi ricollego al discorso della Locci, è molto importante notare come tutti, scusate, mi sono un po' accavallato, ad esempio Luigi Tiatti ha compiuto solo due delitti, ma egli stesso ha ammesso che se non fosse stato fermato ne avrebbe compiuti sicuramente altri. Comunque, dicevamo, ehm non è solamente la questione del degli abusi fisici fisici o psicologici, perché addirittura Stefanna dichiara che l'orfanotrofio è uno dei periodi più eh forse belli che ha vissuto nella sua vita, ha conosciuto tante, insomma, tanti bambini che poi sono rimasti anche in contatto con lui, avevano un bel rapporto, poi per carità sono sempre le sue dichiarazioni, non possiamo mai sapere quanto poi siano attinenti alla realtà, però effettivamente amente le ha fatte, ma soprattutto lui, come questi altri che vi ho detto e vi ripeto Giudice, Stefanna, Chiatti e Matteucci, identificano proprio nel problema dell'abbandono della madre e addirittura era, vediamo un po' era Matteucci che potrebbe aver avuto una storia simile a quella che vi stiamo presentando del mostro di Firenze, perché lui dichiara che, ad esempio, lui aveva proprio visto la madre prostituirsi dentro casa e quindi ha vissuto questa doppia situazione di considerare l'abbandono e soprattutto la donna come peccatrice. Quindi ovviamente anche questo di cui parliamo sono suggestioni, ma alla luce di tutto ciò che vi stiamo presentando queste suggestioni cominciano a prendere sempre più concretezza. Quindi, come ad esempio è accaduto in molte situazioni più note come può essere il Forteto, ma anche in America, soprattutto tra gli anni 60 e 70 nel periodo delle comunità ippi, per questo era famoso Charles Manson, che in realtà non ha ucciso eh materialmente, non si è macchiato dei delitti della sua setta, però lui come altri santoni, perché poi padre Leonardo stesso è stato definito un santone, Ehm, il loro primo intento era proprio anche dire delle bugie ai bambini, eh, per far sì che loro cominciassero a maturare questo odio nei confronti dei genitori, quindi creare quella distanza che poi li avrebbe portati a rimanere incatenati in un sistema dal quale non sarebbero più riusciti a uscire. E questo è un altro aspetto psicologico molto interessante della storia dei celestini, cioè che, come vi ho detto non tutti finirono poi in determinati istituti, molti di loro sono fuggiti e qui mi collego al 68 e vi parlo anche per per esempio della pistola. Secondo me è assolutamente possibile che voi immaginate una situazione del genere in cui eh tu sei appena fuggito, però sei un'età in un'età che puoi già lavorare, anche se poi comunque è noto che in decenni passati si cominciasse addirittura 7 8 9 anni a lavorare tranquillamente. Però comunque altro elemento poi importante sull'età del colpevole è che come avrete notato dal racconto di Luca Busoni il comunque Santino Boccia muore a 21 anni, quindi non dovete immaginare all'interno dell'istituto soltanto bambini o al limite adolescenti, c'erano anche persone che già avevano 17, 18, insomma, siamo arrivati addirittura fino ai 21 anni. Quindi se noi prendiamo questo target di età, a questo punto diventa molto probabile che uno di questi ex celestini, ovviamente credo non non credo che lo debba dire, però ovviamente eh questa lui è un celestino come eccezione. Beh, ovviamente tutti gli altri non sono diventati serie killer, assolutamente sono persone che hanno vissuto profondi traumi e come abbiamo tutti e tre detto tutti e tre per le quali portiamo un immenso rispetto e anche io mi accodo al vostro dolore. Prima mentre parlavate mi sono venuti anche un po' gli occhi lucidi, quindi cioè ci tengo molto a sottolinearlo questo aspetto. Comunque vi dicevo, voi dovete immaginare una persona che uscita da questa situazione e ragazzi non va all'università, non va a fare l'ingegnere, non va a fare l'architetto, ehm probabilmente è andato a fare i lavori più umili e che potevano esserci all'epoca e e guarda caso, >> importante, scusami, sentite. Prego, prego. Gloria, >> mi viene in mente che qui a Prato, in quegli anni c'era il cantiere che era il cantiere di costruzione della ferrovia e lì era ritrovo, diciamo, della, tra virgolette delinquenza dell'epoca. Certo. >> Eh, gente che non aveva documenti, gente che rubava, ricettava merce, insomma. Quindi è probabile magari che >> Perfetto. Grazie Gloria, è molto importante quello che ci hai detto. Grazie mille per questa tu. Cosa importante, c'erano gli incendi nelle nelle fabbriche e qualcuno di questi ragazzi magari può essere capitato anche in quel giro lì. >> Certo, assolutamente. E quindi in questa situazione troveremo dopo le nuresi addirittura la seconda della famosa triade di cui si parla n che si riscontra nelle infanzia di molti serial killer che ripetiamo è enuresi, piromania e maltrattamento degli animali. Grazie mille Gloria per queste due tutte molto preziose. >> Ehm dice, vi dicevo, quindi eh indovinate un po' chi ha sempre gravidato nel mondo della criminalità e degli dei lavori più umidi e i nostri famosi sardi. Tantoè vero che o i siciliani, anche comunque tutti quei personaggi che poi abbiamo scoperto approfondendo il delitto del 68 e che prepotentemente torneranno nell'82 con la famosa pista sarda. E però dunque secondo me Luca è molto probabile che lui possa essere entrato in contatto con qualcuno di loro. Per me personalmente vi ipotizzo che una bella chance ce l'ha Francesco Vinci. Non dimentichiamoci l'intervista che rilasciò a Spezzi dopo che uscì dal dal carcere, quando fu definitivamente non definitivamente, però quando fu prosciolto dall'accusa di essere il mostro di Firenze. Eh lui gli racconta questo episodio dicendo che secondo lui il mostro di Firenze era una persona che aveva assolutamente sofferto molto nella sua gioventù. Ho sempre fin di eh venire a conoscenza della storia dei Celestini ero già sicuro, cioè secondo me non parlava del fratello, parlava di un'altra figura e non è detto che lui era convinto che fosse il mostro di Firenze, però magari ripensandoci forse Francesco Vince aveva avuto una determinata
Intuizione su un determinato personaggio e se noi pensiamo a tutta la storia dei celestini. Questa frase, come può non far scattare un piccolo, grande campanello d'allarme? Chi più di loro ha sofferto? Ehm, e quindi, collegandosi a questo discorso, vi dico che addirittura, secondo me, se ha fatto parte della piccola criminalità, signori miei, ma che cosa ci impedisce di pensare che il vero, il vero, la vera questione della pistola è che in realtà lui sapesse dove Francesco Vinci la nascondeva? E non sto parlando ovviamente del motorino, perché sicuramente quella pistola è stata nascosta da qualche altra parte e possa aver preso, ovviamente, anche le munizioni. Abbia magari era in un sacco tutto insieme, oppure comunque erano in scatole, le due famose scatole, di cui però non si è, non si è avuto mai la totale certezza.
Quindi, onestamente, ipotizzo che lui abbia tolto la pistola, sottratto la pistola a Francesco Vinci. Ovviamente, in quel momento, gli ha messo le manette, perché da quel momento in poi, dopo l'omicidio della Locci, il Vinci non può più dire: "Sì, sì, la pistola era la mia, ma non ho sparato io". Ovviamente, se avesse fatto un qualcosa del genere, oggi parleremo, parleremo di Francesco Vinci, mostro di Firenze.
Tornando a quello, a ciò che ci ha illustrato Luca sul '68, come vi dicevo, io in tante live mi avete sentito ragionare sul fatto che ci potesse essere il Mele. E l'unico dubbio che ancora ho su Stefano Mele è il famoso grasso di bicicletta e il, la freccia che rimane accesa. Perché tutti gli altri elementi, come viene fuori proprio anche dalla sentenza Rotella, probabilmente sono elementi che lui ha preso dagli stessi inquirenti, ossia che sia stato imboccato dagli inquirenti. Su, su questo ritorno, come vi dico spesso, perché ragazzi, andatele a rivedere ogni tanto le live, alla luce di queste rivelazioni, le mie live vecchie, capirete molte cose di più.
Nella puntata che vi ho fatto su Harry Lucas e su Lucas e Tool, vi ho fatto un lungo discorso su come Lucas si attribuì molti più delitti rispetto a quelli che effettivamente aveva fatto, e dicendo addirittura particolari che, secondo gli inquirenti, poteva conoscere soltanto il colpevole. Ma alla fine che ti si va a scoprire che lui tutti questi elementi ti riconosceva perché era stato addirittura a lui, alcune volte lasciavano, per vedere se quello era stato un omicidio che lui aveva commesso e lui magari non si ricordava qualcosa, gli facevano leggere i propri verbali e quindi lui prendeva le informazioni esattamente dai verbali. Quindi, per la debolezza che è il Mele, può essere successa assolutamente una cosa del genere.
Certo, ovviamente, l'elemento che ha portato Luca alla mia, alla nostra e alla vostra attenzione del, di questa punizione della, di questa Via Crucis, è un bel, è veramente un bel, permettetemi questa parola, un po', è un bel jolly a favore della teoria che sia stato il mostro ad accompagnare Natalino fino, fino a un certo punto. Poi gli altri elementi che abbiamo visto anche sono, insomma, li reputo abbastanza importanti. L'unica cosa su cui ti contraddico, Luca, è solamente il fatto che non abbiamo mai avuto propriamente certezza che ci fosse un'immagine sacra sulla collanina della Locci. Però, in realtà, tutto ce lo fa pensare, perché un dettaglio molto importante è che, innanzitutto, la catenina viene trovata spezzata e a terra, quindi non è un furto. E ma soprattutto, il gesto del strappargliela è stato talmente violento che il quadratino che è rimasto, addirittura, è rimasto attaccato nei primi strati di pelle. E quindi questo già ci fa capire l'enorme violenza del gesto e che quindi può essere assolutamente dettato nella matrice psicologica che abbiamo presentato fino adesso, dell'aver visto indosso a lei quell'immagine che lui considerava abominevole, addosso a una tale peccatrice.
Perché, esatto, come abbiamo già specificato, comunque, insomma, chiamarla ape regina non è da poco. È vero che, per carità, non c'erano i social oggi, quindi uno magari erroneamente pensa che questa storia fosse diffusa dalle Alpi alle Ande, ma così non è assolutamente. Però, nel loro contesto e nei loro dintorni, era assolutamente conosciuta per questo. Poi, insomma, non poche sono le teorie secondo le quali addirittura lei si prostituisse. Anche questo non lo possiamo dire per certo. Però, concludo questa parte, ehm, e aggiungendo un altro tassello all'importanza di ciò che vi ha presentato Luca prima, è ciò che mi avete sentito dire un milione di volte quando abbiamo parlato del 1968, ossia la questione delle scarpe di Natalino. Quante volte vi ho detto: "Ragazzi, ma soffermiamo prima che Luca mi mi mettesse a conoscenza di questo articolo di Giorn". Ma quante volte vi ho detto: "Ragazzi, ma le scarpe di Natalino, se l'ha portato via il padre, perché non le prende?". Eh, qualcuno anche logicamente ha detto: "Perché magari erano sotto il sedile del bianco che in quel momento era tirato giù". Poi, per carità, anche a livello proprio fisico, questo potrebbe essere. Però, l'unica spiegazione che riuscivo a darmi era che, se l'avesse accompagnato il padre nella coincitazione del fuggire di portarlo via, poteva essersela dimenticate. Ma, eh, comunque, era sempre un ragionamento basato sull'ignorare questo fatto.
Ed ecco qui che, con questa storia della Via Crucis, caspiterina se diventa molto importante l'aspetto di una sorta di redenzione, perché comunque, per quanto il bambino innocente, ha pur sempre assistito ad un peccato, e il peccato è stato commesso di fronte a lui. Quindi, secondo le severissime regole di padre Leonardo, che a lui sono hanno traviato completamente la sua visione della vita e hanno instillato in lui quella che il professor Bruno definirà una sorta di paranoia, che è, per l'appunto, un costrutto psicologico in cui le persone in realtà sono abbastanza normali e riescono anche a nascondere questo loro stato mentale, in cui, principalmente, la premessa è errata, la premessa di ciò che è la base del proprio pensiero. Però, di questo ne parleremo più approfonditamente in un'altra puntata che, insomma, come vi ho promesso, sarà dedicata unicamente al, a tutto l'aspetto psicologico che ho analizzato.
Allora, Gari, ehm, Luca, se >> scusami, >> eh, vai, ti volevo dire, aggiungi, aggiungi qualcosa, anche perché poi >> l'ultimo elemento che secondo me ha una logica nel '68 è il fatto che comunque sia, da prima che arrivino i carabinieri, passano delle ore, per cui lui, se avesse voluto fare un vilipendio del cadavere, avrebbe avuto tutto il tempo a disposizione. La zona isolata, buia, non lo fa. Non lo fa perché? Perché non ha il coltello. Non ha il coltello e ancora non ha maturato questo delirio nella testa. E a maggior ragione, mi si rafforza nella mente l'idea che possa essere stato un omicidio, non ti dico che è casuale, ma di impeto. Cioè, lui non se l'era studiata, gli è maturata, gli è maturata, non ti dico lì per lì, ma in tre ore di tempo avrebbe potuto fare qualsiasi cosa, perché nessuno avrebbe potuto impedire niente. Col coltello inizia nel '74. E l'ultima cosa, tornando alla catenina, non ci dimentichiamo, purtroppo, anche la povera Pia subirà lo strappo della catenina con l'immagine sacra nell'84. Certo, una >> volta che si ripete. >> Certo, ma su anche proprio sull'elemento della croce, per esempio, su Piarontini, non solo non solo le fu asportata la croce, il crocifisso, ma addirittura fu vandalizzata la sua croce poco dopo che fu messa, insomma, nella >> però anche lei ebbe lo strappo e la catenina perché aveva l'immagine sacra, per cui questo fa riflettere. >> Certo. Nell'84 lo stesso. >> Allora, Gari, se il tempo corre, quindi cercherò di essere il più rapido possibile, quindi preparatevi perché adesso andiamo a farci una bella cavalcata all'interno dei delitti. Vlad, pian piano che io parlo, vai a tua discrezione quando li senti nominare i vari tabernacoli e adesso andiamo a vedere di che cosa parliamo. Cercherò di essere il più rapido possibile, un po' leggo, un po' vado a braccio, ma adesso andiamo sugli.
Quindi, quali sono questi elementi mistico-religiosi che vengono ritrovati? Innanzitutto, che noi riscontriamo sulle scene del crimine? Allora, innanzitutto, eh, come avete sentito dal nostro discorso, ecco che improvvisamente il '68 non è vero che non abbia delle motivazioni o degli elementi di maniacalità. Certo, come ha specificato bene Luca, non c'è il coltello, non c'è l'asportazione di nessuna parte anatomica, però caspita, vi ripeto, se andiamo a vedere gli elementi religiosi, abbiamo la catenina, probabilmente strappata, il percorso a piedi del bambino che è una, che era una punizione attuata all'interno dell'istituto, la coppia fedifraga, eh, il fatto che lei fosse la regina, quindi che per lei lei non fosse soltanto una peccatrice, ma proprio l'incarnazione del peccato. Come vi dicevo, cercherò, insomma, di essere il più rapido possibile, ma adesso preparatevi perché andiamo su questa parte lunga e molto importante. Luca, Gloria, come sempre, se avete qualche aggiunta o considerazione che considerate importante fare sul momento, interrompetemi pure, senò ritorniamo per un secondo all'istituto. Questo è un passaggio che ho lasciato a parte appositamente perché secondo me si incenava, era ottimo come incipit per questo nostro studio. Proprio leggiamo dalla sentenza. Nell'Istituto c'era una incomprensibile disciplina ascetica, una pratica coatta di preghiere, un invito perentorio e costante alla mortificazione perenne, a crudeli umiliazioni e la privazione di ogni contatto con il mondo. Si ostacolava la loro formazione culturale e civile. Si approfittava, in definitiva, del fatto che essi erano privi di qualsiasi protezione per spadroneggiare su di loro al fine unico di ricavarne dei fanatici e degli asceti, ragazzi, dei fanatici e degli asceti. E ditemi voi, in questo quadro, se il mostro di Firenze non è un fanatico. Un asceta, non lo posso dire, ma un fanatico è sicuramente ciò che esce fuori dalla nostra, dalla nostra analisi.
Comunque, come abbiamo già accennato prima, in molti casi i bambini venivano curati con l'applicazione di queste immagini sacre sulle parti dolenti. Però padre Leonardo non credeva soltanto agli interventi miracolosi, ma proprio a castighi che, macerando la carne, facendola dolorare, renderebbero gli uomini migliori. Ovviamente, questa abominevole situazione ha oltremondo prodotto nei fanciulli profondi traumi infantili legati indissolubilmente all'assenza di un corretto e sano sviluppo delle relazioni interpersonali, lasciando coloro che non sono stati accolti in altri istituti, come vi accennavo prima, e quindi in questo caso il nostro soggetto ignoto, in balia di una realtà esterna così differente nella morale rispetto a quella ovviamente distorta e violentemente inculcata alle tenere età. Dunque, eh, non ci si può sottrarre al ragionamento che proprio per il disagio di un inefficace confronto con il mondo esterno, possa aver prodotto, nel nostro colpevole, quel problema di autostima che Colin Wilson identifica come terreno fertile per la maggior parte degli omicidi moderni, in particolar modo quelli degli assassini seriali.
Leggiamo Colin Wilson. "Quel che avevo notato nel '59 era dunque una fase di transizione verso un nuovo livello gerarchico, quello del crimine d'autostima. Da lì in avanti crebbe il numero di delitti ad opera di persone convinte che la società fosse da biasimare per non aver saputo garantire loro dignità." Se, se non ci rispecchiamo nella situazione dei celestini, con questa frase veramente non so cosa vogliamo rispecchiarci. "Da lì in avanti crebbe il numero di delitti ad opera di persone convinte che la società fosse da biasimare per non aver saputo garantire loro dignità, giustizia e riconoscimento delle individualità, inducendole così a considerare il proprio crimine come una sorta di legittima protesta." E qui addirittura abbiamo una protesta divina. Insomma, questo suo ragionamento da dove nasce? Deriva da una, da una, da un'analogia che lui riscontra tra lo sviluppo dei delitti negli ultimi tre secoli e la scala dei bisogni di Maslow, nella quale l'autostima, per l'appunto, è quasi al vertice di questo schema piramidale da lui concepito, alla cui base, invece, ci sono quelli elementari come, ad esempio, il cibo e la sicurezza di un rifugio. Tra l'altro, già solo questi elementi basici erano praticamente assenti nella quotidianità dell'Istituto dei poveri celestini.
Dunque, Wilson sostiene che l'omicidio seriale è la risposta di questo bisogno insoddisfatto. Il serial killer non ha un sufficiente livello di autostima, sente di essere un perdente, sfida la società compiendo quegli omicidi proprio in quel modo per sentirsi qualcuno. Ovviamente, eh, nelle, come abbiamo, come sappiamo, nelle infanzie di molti serial killer, soprattutto missionari e anche quelli a stampo religioso, per quanto ovviamente questa tutta questa situazione, secondo noi, ha pesantemente influito, eh, è ovvio che, eh, c'è proprio una questione, ecco, di insicurezza e di mancanza di identità precisa, a prescindere poi dal contesto religioso. Però, proprio questa situazione crea in lui questa mancanza di identità che lo opprime costantemente, costringendolo quindi poi a ritirare il comportamento criminale, evidentemente nella speranza di affermare il proprio sé.
Dunque, ipotizzando concretamente che questo insieme di fattori psicologici, psicopatologici, sia sfociato in un delirio fin qui delineato in chiave mistico-religiosa, va puntualizzato che i deliri si compongono di pensieri fissi che non sono in alcun modo sensibili ad una loro modificazione, nemmeno di fronte ad un'evidenza conflittuale con essi. Quindi, il contenuto di un delirio può includere una varietà di temi, ma nel caso dell'assassino di Firenze, trovo attinenza col delirio di grandiosità. Ovviamente, di questo, vi ripeto, parlerò proprio più approfonditamente nella puntata sulla psicologia.
Quindi, tornando sempre ad inserirlo nel contesto di una morale religiosa distorta, inculcatagli con metodi che, come abbiamo sentito, sono stati definiti medievali e volti soprattutto alla creazione di fanatici ed asceti, non è assolutamente da escludere che egli si senta in missione per conto di Dio, comunque che ritenga le sue azioni giustificate da un senso di impunibilità dovuto alla convinzione che la società sia da biasimare per non aver saputo garantirgli la dignità che sente di meritare, inducendolo così a considerare, queste sono parole di Colin Wilson, a considerare il proprio crimine come una sorta di legittima protesta.
Quindi, ehm, prendendo spunto dagli studi del professor Lavorino, insieme al professor Bruno, vi posso dire che comunque il mostro di Firenze sembra proprio mostrare una personalità puntellata da fissazioni e turbe religiose, tanto che colpisce spesso nei pressi di tabernacoli relativi al culto mariano. Qui Vlad, puoi andare con le immagini. Puoi andare sia con quelle in bianco e nero che sono tratte proprio dallo studio di Lavorino, che è comparso su Detective and Crime, la rivista che lui, insomma, che seguiva, non mi ricordo se era proprio direttore o comunque, ehm, insomma, vi dicevo, tanto che colpisce spesso nei pressi di tabernacoli relativi al culto mariano, in particolare a Calenzano, Scandicci, Giocoli, Vicchio e Scopeti. Quindi, caspita, ragazzi, so cinque delitti su otto, considerando che vai a togliere il '68 per ovvi motivi e vai a togliere l'82 per ovvi motivi, e improvvisamente ti ritrovi che ha colpito in tutti i luoghi dove c'erano questi benedetti tabernacoli della Madonna, che poi quando li andiamo a vedere, sono molto simili all'immagine che è, diciamo, sono una versione semplificata del piccolo santuario che c'aveva, ha fatto vedere Gloria precedentemente in una delle foto che gentilmente ci ha messo a disposizione e che ci ha concesso.
>> Ma è veramente, scusami, un'altra analogia, l'8 settembre, che è una delle date dell'ultimo delitto >> in realtà è anche la festa della città di Prato, cioè domani sarebbe la è la natività di Maria, ma anche la festa di >> Certo, assolutamente. Gloria, hai fatto bene a dirlo, ma anche questo è stato inserito nel nostro, nel nostro studio e tra poco vi insomma vi parleremo anche di di alcune date molto importanti. Comunque, hai fatto benissimo ad anticiparlo e ti ringrazio. Ehm, eccoli qui. Eh, qui ad esempio, questo è tratto proprio da Lavorino. Vediamo Calenzano, Scandicci e il Galluzzo, che sarebbe Giogoli, eh, il delitto Giogoli. E in pratica, da, come vi dicevo, da questa lista sono esclusi soltanto Signa e Baccaiano per evidenti motivi che, insomma, Signa l'abbiamo già trattato, secondo me, e anche secondo Luca, per Baccaiano ne parleremo meglio in altre occasioni, ma perché vi ho fatto vedere la foto di Vigna? Perché, insomma, è un delitto improvvisato e quella lo stato era lì presente, come in moltissimi killer, se non quasi tutti, nasce questa voglia di sfida alle autorità. Quindi, secondo noi, questo delitto è più legato a questo tipo di ottica.
Ehm, dunque, che cosa succede? Che lui va a punire le coppie che profanavano con il sesso peccaminoso i luoghi che presentavano le immagini sacre. Ma non solo presentavano le immagini sacre, presentavano gli i tabernacoli della Madonna, quella figura che a lui è stata così prepotentemente inculcata nel cervello. Ehm, anche nel 1974, la piazzola di Rabatta è prossima a Barbiana, luogo sacro per antonomasia nel Mugello. In questo delitto diventano evidenti tutti quei simbolismi come il tralcio di vita in vagina e le 96 cesellature sul corpo della Bettini, che rappresentano la preparazione di un progetto liturgico di morte. Questo sono, furono, progetto liturgico di morte, furono proprio delle parole del professor Lavorino.
Quindi, riguardo a questi due punti del '74 che vi ho appena menzionato, sia il tralcio di vite, le 96 cesellature, e spesso il tralcio di vite viene, viene data come unica, unicamente l'interpretazione di carattere sessuale, però effettivamente, alla luce di tutto ciò che vi stiamo presentando, eh, molti dubbi e insomma, vengono anche dal fatto che comunque veramente lo strumento ligneo è stato solamente appoggiato e tanto è vero che le uniche contusioni, lacerazioni, come volete chiamarle, nel sesso della povera Bettini, sono state causate unicamente da questo primo sfregamento. Poi, mi dispiace se chi è sensibile a questi argomenti, ma purtroppo è l'unico modo con cui ve lo posso spiegare. E quindi, anche secondo il professor Bruno, deve questo deve assumere un valore simbolico che il professor Bruno identificò in un versetto della Bibbia inerente i tralci di vite secchi che vengono eliminati dalla vigna del Signore. Se volete sentirlo dalla sua viva voce, lo trovate, se non mi ricordo male, al minuto 30 della, oddio, non mi ricordo se al processo dei compagni di merende o a quello di, eh, di Pacciano. Comunque, lui però ve ne indica, ve ne trova solo una piccola parte. E ora, dopo che ve l'avrò letta con, in particolare con Luca, ma ovviamente anche se potrà con Gloria, vi commenteremo questa parte. E una volta estesa, ragazzi miei, è molto impressionante perché non è, non sono solo quelle due frasi che lui dice al processo. Io sono la vera vite. Ah, questo qui è tratto dal Vangelo di Giovanni. Ehm, io sono, eh, la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già mondi per la parola che vi ho annunziato. Rimanete in me e io in voi, come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite. Così anche voi, se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me, viene gettato via come il tralcio e si secca. E poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. In questo è glorificato il Padre mio, che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.
Luca, sono curioso della tua interessante, delle tue interessanti considerazioni che mi hai fatto in privato una volta che siamo riusciti a reperire questo passo. Sono andato poi a leggere, addirittura c'è la spiegazione del monsignore che ce lo, ce lo, questi versetti poi ce li mette in prosa e praticamente, molto semplificando molto, sono un'icona e un simbolo di purezza e purificazione, quindi è collegato il tralcio di vite alla, alla purezza e alla purificazione. In questo caso qua, e addirittura poi nella fine della parabola ci spiega che viene anche associato alla salvezza e quindi il riferimento, cioè, c'è un riferimento anche per quanto riguarda questo, ci potrebbe essere comunque una lettura, un riferimento anche di questo singolo episodio. >> Certo, assolutamente. Ma guarda, poi come dicevamo insieme, è impressionante perché vedi, anche questo è un elemento che spesso è stato magari analizzato in maniera errata, cioè il fatto che Bruno, avendo, non avendo giustamente, penso anche per livello temporale, insomma, per il tempo che aveva a disposizione o quel che sia al processo, comunque non ci racconta una parte molto importante, cioè che la potatura non avviene, come hai detto anche tu, soltanto per il tralcio di vite che è secco e quindi che si allontana dal Signore, ma addirittura viene potato per fare più frutti. E questo, secondo me, si inserisce nel discorso del sacrificio che, insomma, vi farò fra poco. Gloria, tu avevi qualche commento a riguardo? >> No, appunto, mi ha anticipato il discorso del fare più frutti. Ecco, anch'io mi ero concentrata anche su quello, quindi ho pensato che sì, magari questo tralcio di vita è stato inserito, ehm, per identificare questa vittima come tralcio infruttuoso, però anche l'ho letta anche dall'altro lato, ovvero questa vite per far sì che magari altri più, come dire, altri cristiani più valorosi così emergano. Io lo >> Certo. Poi è interessante, ma qui avrebbe anche poi siccome vediamo come in pratica viene collegato al processo di nascita, alla parola nascita, da dove nascono i bambini, da dove lui ha infilato il tralcio di vite, anche questo può essere un collegamento molto interessante. Bene, procediamo, andiamo avanti. Abbiamo parlato del tralcio di vita. Ora parliamo invece delle coltellate. Per quanto concerne il questo dato qui è molto interessante, sempre una spiegazione che in realtà il professor Bruno nuovamente dà a metà, ma il vostro buon Simone, il vostro buon Luca sono andati ad approfondire, ossia nel suo famoso documento, lui tra gli elementi del serial killer missionario mosso da matrice religiosa inserisce questo numero, però dicendo semplicemente che per chi conosce la numerologia è molto evidente. Io ho detto: "Caspita, io non la conosco, non la conosco, fatemelo un po' andare a vedere quale sarebbe questa simbologia evidente." Ehm, [Musica] allora, eh, innanzitutto, eh, è un numero angelico e rappresenta addirittura l'unità familiare, quella unità che il colpevole non ha avuto. Questa è fin troppo evidente dai nostri studi fino adesso. E quella unità che il colpevole non ha avuto e non vede in chi, ovviamente, sceglie di accoppiarsi peccaminosamente in macchina, ma anzi, lo prefigura come un elemento disgregante di una famiglia tradizionale legata ad una sana morale cattolico-cristiana. Ehm, per alcuni versi anche interessanti sono le teorie che ci dicono che comunque queste cesellature, eh, vanno comunque a interessare quelle parti del corpo che per lui compiono le persone possono compiere peccato se addirittura solo le guardano o se le toccano. Se aggiungiamo questo ragionamento a ciò che vi dicevo, ossia la posizione della croce, uno dei più tremendi dei delle punizioni dei celestini, ecco qui che improvvisamente anche con la Pettini, gli elementi religiosi cominciano a non essere pochi.
Poi, eh, per quanto concerne la possibile conoscenza unilaterale con la Pettini da parte del nostro ignoto colpevole, altri due aspetti sembrano deporre a favore dei nostri ragionamenti. Il primo riguarda il fatto che ella proveniva da una famiglia notoriamente comunista e praticamente atea, mentre il secondo è è legato alle abitudini della ragazza che, secondo varie testimonianze, tra la fine del '73 e l'inizio del 1974 si era appartata alle fontanine di Rabatta anche con altri partner che non erano soltanto 15 core. Quindi, secondo me, è possibile che lui abbia rivisto in lei addirittura una seconda ape regina, ovviamente non dell'intensità, ecco, della della Locci, ma sostanzialmente se, come è stato detto, può avere questa conoscenza unilaterale, può averla seguita e avendo notato questo fatto, dice: "Ok, vado a colpire questa ragazza che è il simbolo del peccato perché si accoppia con più giovani." Ehm, dunque, in generale, poi lui colpisce un vario, una gran varietà di coppie, nonostante sia sempre coppia, ossia abbiamo i fedifraghi nel 1968, gli omosessuali nel 1983, e poi generalmente coppie che appartandosi si espongono pubblicamente a sguardi bramosi, andando così totalmente contro alla morale cattolico-cristiana. Il mostro vuole dunque colpire ed impedire il peccato dell'accoppiamento prematrimoniale, oltre che extraconiale. A questo punto, la domanda sorge spontanea: perché non le prostitute? Il professor Lavorino ci dà un buon indizio. "Forse è un soggetto con educazione clericale e sessualmente represso che frequenta prostitute e non vuole distruggerle, che agisce in base alla giustizia dell'angelo della morte." Queste sono, eh, sue parole.
Allora, come abbiamo già accennato con la posizione della croce, sulle scene del crimine attua il posing sui corpi delle vittime femminili, eh, ammirandoli probabilmente prima e dopo le scissioni, chissà, magari fotografandoli pure. Tutto ciò viene praticato in una metafora, e guardate bene, che è l'opposto della forza creatrice di vita. In pratica, sulle scene del crimine, lui che cosa fa? Rappresenta simbolicamente un quadro di morte di cui lui è l'autore. In queste composizioni, egli inserisce ciò che probabilmente ha visto e che ha lasciato un segno profondo nella sua psiche. Come abbiamo detto, la punizione. Oh, >> sì, ecco anche il di Sant'Agata con i seni scissi nei delitti dell'84 e dell'85 e la tortura della ruota nei 2 del 1981, che erano tutte torture alle quali anche sante molto famose furono sottoposte. Tra l'altro, proprio nel maggio del 1981, e questo ringrazio il mio amico Nicola per questo suggerimento, i cittadini italiani andarono alle urne per un referendum con cinque quesiti. Uno di questi, promosso dal Movimento per la vita, proponeva di abrogare quasi completamente la legge numero 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza. La proposta non ebbe successo. Il 68% dei votanti bocciò la proposta, salvando il diritto all'aborto conquistato soltanto 3 anni prima. Quindi, anche quando si parla del 1981, del perché potrebbe esserci stato, perché la denuncia, ecco, e Foggi possano essere state le vittime dopo il famoso cooling-off di cui si è reso protagonista, ossia il periodo di stasi, e non parlo di Carlasco, scusate la battuta, e per il periodo, per l'appunto, di stasi, che è molto solito all'interno delle vite di serie. Comunque, come già accennato, nel 1983 invece colpisce due omosessuali colpevoli di aver praticato, ovviamente, i loro atti pedinosi in luoghi presso un altro importante crocevia di luoghi di culto, nonché di un convento di suore. Qui non vi è stato l'usuale posing nei corpi, ma questo aspetto viene sostituito dalla composizione di quella sorta di altarino con gli stralci, probabilmente, perché non possiamo esserne certi, ma insomma, tutto ci fa pensare di sì, gli stralci tagliati dalla nota rivista Golden Gay.
Sempre secondo il professor Lavorino, nel corso degli anni si evidenzia la presenza di sottili ed acute provocazioni agli inquirenti, ed in particolare a Vigna. Ciò accade a Baccaiano e a Vicchio. Nei pressi della piazzola poi ci sono ben due tabernacoli, ma anche una strada privata con il cartello "Proprietà di Vigna", proprietà Vigna, perdonatemi, almeno di 600 metri all'incirca in linea d'aria. Poi, non, come ci accennava prima Luca, non dimentichiamoci anche il noto episodio della vandalizzazione della croce commemorativa della Rudini, nonché del fatto che proprio sulla scena del crimine le abbia strappato e portato via la catenina con il crocifisso. Certo, va detto che un episodio similare potrebbe essere accaduto anche con la foto della Pettini rimossa dalla tomba della stessa, però in realtà è stato un episodio che non è mai stato confermato e nonostante il nostro buon Valerio Scrivo, che salutiamo, abbia fatto delle ricerche contattando anche familiari e chi la conosceva. Quindi, purtroppo, questo elemento non è mai stato confermato, ma se lo fosse, addirittura, forse potremmo dire che non li lascia in pace neanche dopo la morte, cosa che, tra l'altro, già fa con attuando le scissioni.
Allora, poi parlando invece di Scopeti, che è oggi, come abbiamo detto, ricorre il quarantennale, una cosa molto importante è che molti dimenticano il nome originale della piana, ossia Salve Regina, e che addirittura il professor Lavorino definisce che come essere diventata la garzoniera di Firenze, comunque dove in molti si andavano, insomma, andavano per fare le loro cose di coppia a riparo delle, a riparo delle loro automobili. Ehm, e tra l'altro, questo Salve Regina è una delle preghiere mariane più importanti che ci sono e addirittura viene molto spesso usata dalle congreghe, definiamole, le più ortodosse legate al culto mariano. Ehm, interessante anche notare che se anche la lettera con il fedelicio, di cui parleremo fra poco, in pratica parte da un santo e ad arrivare un altro. Inoltre, una delle buche delle lettere a San Pietro Sieve, che si sospetta possa essere quella dove fu imbucata la busta, inviata alla Modica era, e torniamo a un personaggio che vi ho citato prima, una di queste cassette era posta proprio davanti alla statua di don Facibeni, che, come abbiamo detto, è stato noto per la fondazione di opere caritatevoli, soprattutto la Madonnina del Grappa, dove già vi ho detto che sono confluite molti dei celestini, quindi il posto di Firenze, se è veramente un ex celestino, potrebbe trovare una naturale connessione con questo tipo di istituto. Ehm, e Tom Facibeni si ispira, ovviamente, all'opera di Tom Milani. Ehm, la vita e la missione di Milani, inoltre, ha ruotato intorno a quattro dei luoghi dei delitti: Montespertoli, Scandicci, Borgo San Lorenzo e Vicchio. Si può dunque ipotizzare che questi luoghi possano aver avuto un'importanza fondamentale nella vita religiosa e scolastica del mostro. Forse, forse le idee di Don Milani erano una speranza per lui. Si legga la lettera ai magistrati scritta per difendere il primo obiettore di coscienza messo sotto processo e si sostituisca "mostro maestro" con "mostro". Quindi, ora io ve la leggerò inserendo la parola "mostro". Ovviamente, è la parola originale "maestro". "Anche il mostro, quindi maestro, anche il mostro è dunque in qualche modo fuori dal vostro ordinamento, eppure al suo servizio. Se lo condannerete, attenterete al processo legislativo, esponendovi anche alle conseguenze penali del suo gesto. Non è uno che disprezza le leggi, al contrario, è uno che ama la legge più degli altri." Ovviamente, qui parliamo di legge divina, almeno nel caso del mostro di Firenze.
Dunque, arrivati a questo punto, però, ci si potrebbe anche chiedere perché le sue azioni contemplino allora l'omicidio, peccato capitale. Ma ad un'attenta analisi, esistono molti passi della Bibbia e del Vangelo che non sono assolutamente inclusivi, tutt'altro. Le sue azioni possono richiamare vari episodi, ma quello che vi ha trovato il vostro Simon e che mi ha colpito maggiormente, lo potete addirittura trovare, vi do l'indicazione, in Numeri 25, i versetti dall'uno all'otto. Per placare l'ira di un Yahweh imbestialito, lo zelante Fineas, sommo sacerdote, intraprende un'azione punitiva. Sorprende un un fedigrafo israelita, mentre sta avendo un rapporto sessuale con una donna madianita, e li uccide entrambi trafiggendoli con un colpo di lancia sferrato nei genitali. Quindi, insomma, eh, potete ben capire che in questo versetto che vi ho citato, l'omicidio, anzi il duplice omicidio, addirittura profanazione delle parti intime, è assolutamente presente all'interno della Bibbia. Comunque, un discorso caro anche alla nostra Marianna, che salutiamo e la ringraziamo anche, come al solito, per tutte le mani che ci dà nelle ricerche tra immagini, ma anche testuali. Non dimentichiamoci che l'arte cristiana è permeata dalla violenza, dal castigo, dalla mortificazione delle carni e dall'ammirazione. Uff!
Dunque, ci siamo quasi, ragazzi. Dunque, secondo il professor Bruno, questa serie di omicidi possono inserirsi in un rituale di purificazione del soggetto che, attraverso il martirio della carne, come abbiamo visto tanto caro a padre Leonardo, ha un effetto salvifico anche per la vittima sacrificata. Ossessivo e delirante, ideale, superiore, instauratosi nella sua mente. Per Luigi Corvaglia, presidente del Centro Studi ed Abusi Psicologici, l'omicidio rituale è un sacrificio che prevede l'uccisione di una vittima sacrificale al fine di ottenere vantaggi spirituali o profitti terreni. Nasce come pratica religiosa in varie parti del mondo, però col tempo ha assunto aspetti differenti. Il vocabolo sacrificio, noi sappiamo che deriva dal latino sacrum facere. Ciò significa che un soggetto, un oggetto, un animale è volontariamente sottratto dall'uomo al mondo profano per essere offerto alla divinità. Il sacrificio, e quindi da redimersi, alla base di molti omicidi rituali, collocandosi in una serialità che vuole manifestare un interscambio produttivo fra il mondo terreno e quello ultraterreno. Uno, secondo me, secondo Luca, assolutamente uno degli intenti del del mostro di Vivenzo. Infatti, in questa tipologia di delitti, non di rado, è connessa a psicopatologie legate a deliri a matrice mistico-religiosa che trovano origine già in età puerile in contesti familiari particolarmente chiusi e permeati da un fanatismo religioso oltre il limite, oltre il limite, che arriva quasi a un delirio collettivo, come in contesti di abbandono e degrado, come quelli presenti nell'istituto che ha ospitato i celestini di Prato.
Per quanto riguarda poi le possibili allucinazioni, bisogna ammettere che qui veramente ci si addentra nel campo delle pure ipotesi. Nella visione di un serial killer mosso da un delirio di grandiosità, di matrice religiosa, non si può escludere che prima dei delitti o nel suo quotidiano senta delle voci che lo spingono a fare ciò. Esse potrebbero essere nate anche a causa di una botta in testa subita in età puerile o preadolescenziale, a seguito dei maltrattamenti simili già documentati nella sua probabile, per l'appunto, permanenza nell'istituto che ospitava i celestini. Infine, dopo avervi delineato tutti questi particolari, va aggiunto ciò che ci aveva anticipato la buona Gloria, ossia la particolarità delle date in cui si sono svolti alcuni delitti. Il 14 settembre, quindi parliamo del 1974, c'è l'esaltazione della Santa Croce. Come già detto, la Bettini viene ritrovata, secondo me e secondo Luca, esattamente nella posizione della croce. Il 22 ottobre, quindi parliamo dell'81, è Santa Maria Salomè. Il 29 luglio, quindi parliamo dell'84, è Santa Maria Vergine. E l'8 settembre del 1985, come ci aveva accennato Gloria, è la natività di Maria Vergine. E quindi, ragazzi, ci siamo fatti, penso veramente una bella carrellata, in cui veramente ho cercato di spiegarvi nella maniera più approfondita possibile dove riscontriamo questi elementi religiosi. Ovviamente, ricordiamoci sempre che per lui tutte le coppie erano peccatrici. Ricordiamoci sempre, ehm, il fatto che mi ha colpito molto questa cosa, la questione dei tabernacoli, sono venuto a scoprirla veramente negli ultimi, forse nell'ultima settimana, per quello che ringraziavo il professor Lavarino, proprio proprio tramite il suo studio. Certo, rimane veramente impressionante notare come, vi ripeto, in tranne a Baccaiano e a Signa, come vi dicevo, come vi ho già ripetuto, per evidenti motivi, tutti gli altri luoghi del delitto sono evidentemente legati al culto mariano.
Eh, Luca, ci sei che non ti vedo più? >> No, ci sono. >> Allora, Luca, caro, dopo che abbiamo, se vuoi aggiungere qualcosa a questa lunga carrellata, vai. Poi mi raccomando, parlaci della lettera e soprattutto sono veramente ardo, sono bramoso di mostrare al pubblico la tua bellissima scoperta su gente. La parola a te, caro mio. Prima, prima devo dire una cosa, e Samson, con la sincerità che è una mia caratteristica di tutte le cose che te hai detto ora, io le, diciamo, alcune di queste le reputo un po' delle forzature, ehm, nel senso che ci sono, secondo me, e te sai che le nostre ricerche che abbiamo fatto in modo indipendente, in realtà divergono su alcuni punti. Io su alcuni di questi punti posso avere una connotazione, ma io non li condivido perché penso che possano essere, ho detto, un po' una forzatura nel cercare di trovare una, una spiegazione dal punto di vista, eh, mistico-religioso. Eh, io la faccio più semplice, nel senso, io mi sono studiato, sono andato a vedere, per esempio, il numero sette nella Bibbia, se avete tempo, andate un po' a vedere. Viene identificato come qualcosa è finito, completo, eh, la purificazione, la completezza, la perfezione divina. Eh, sto rivedendo se c'è qualcosa, perfezione mistica. Comunque sia, il sette c'ha un valore e una valenza. Eh, ora mi mi fermo qui, non do una spiegazione lunga. Eh, su altre cose, te hai citato con proprietà e con le spiegate molto, molto bene, non mi trovano, eh, come dire, allineato, però questa è una mia, una mia idea personale. Eh, detto questo, ora mi sei sparito te, Simone. Simon, sei rimasti e Gloria. >> Eh, probabilmente è andato su. E allora >> no, eccomi cari, ci sono, ci sono. E avevo necessità di spostarmi un secondo, ma ti stavo ascoltando. >> Vai, vai, Luca, vai. Ma va bene, insomma, in ogni caso, ha detto su alcuni punti non non comprendi. >> Ma certo, Luca, però lo sai che c'è, detto benissimo, è il bello della tua e della nostra onestà intellettuale. Poi ovviamente, insomma, le particolarità sono e possono essere così tante che io le vedo magari un po' più in questo modo e tu in quell'altro, ma è assolutamente il bello di fare ricerca insieme. >> Assolutamente. Per esempio, io continuo a pensare, continuo ad avere la sensazione che i tedeschi vennero uccisi per sbaglio, non perché erano una coppia omosessuale e si voleva punirli. Secondo me sono stati puniti per sbaglio, e questo poi nella spiegazione darò successivamente. Io, io i duplici omicidi saranno otto, quindi 16 le vittime, ma le donne da colpire per completare il proprio disegno delirante, mistico, religioso, sono sette. E ritorno al sette, la Bibbia, la purificazione, la completezza, la perfezione divina. E la settima donna, purtroppo, sarà Anna Nadim Mori, di cui ti ricordavi, che oggi purtroppo, la notte del 7-8 settembre, ricorrono i 40 anni. Eh >> sì, ecco Luca, ti interrompo un attimo. A proposito di di danni fatti ai posti, ai luoghi dove sono state uccise le vittime, ehm, a Scopeti era stata messa una lapide in francese, va bene, che è stata prima abbattuta, poi viene rimessa a posto, poi è stata spaccata, dopodiché è totalmente scomparsa. Tra l'altro, ma questa è una piccola cosa, ehm, caso vuole che oggi 7 settembre 2025 ci sia stata anche l'eclissi totale di Luna, ma questa è una cosa che non c'entra nulla, però è è particolare. Ecco, io credo che i danneggiamenti del, insomma, delle delle croci o comunque sia dei cippi che ricordavano le vittime, sia un'opera di fondamentalmente di imbecilli e che vanno in mondo piano di imbecilli. >> Perfettamente d'accordo. >> Che non sia opera della persona che ha commesso questi delitti, che è tornata per togliere, per togliere la croce. Credo ci sia un'importante matrice religiosa, ma che poi la croce del della povera Pia sia stata spaccata da un imbecille o da degli imbecilli. Questo è il pensiero più semplice. Ehm, allora Luca, perdonami, perdonami un secondo, >> sì, >> che è una cosa importante. che mi vedete sparire per un per qualche attimo quando ci parlerai del gente e abbiamo la nostra mitica Vlad, che ringraziamo, che ovviamente per tutto il lavoro che ha fatto stasera, ehm, ha un piccolo problema di condivisione, quindi, eh, cercherò di far sì di mostrarla io l'immagine, oppure se, se ci riesci tu, vediamo chi dei due ci riesce, perché insomma, è a >> Io ho il giornale qui davanti. >> È vero, è vero. Questa me la scordo sempre, vero? C'hai ragione, perdonami. Vai, vai con la lettera e il resto delle tue brevemente l'idea che mi son fatto io. >> Eh, web è pieno di di serie su lettere anonime, lettere che sono state scritte da mostri e la notte non finisce mai, i proiettili mandati agli inquirenti. L'unica certezza noi abbiamo è la lettera che è stata mandata dalla dottoressa Monica con il resto con un pezzetto del seno della povera Nadin Moriot. Il resto sono tutte supposizioni. L'unica, l'unica cosa certa è quella lettera. L'unica cosa certa è che viene mandata quella lettera e dopo i delitti cessano. Questo è un dato di fatto incontrovertibile. Viene mandata questa lettera e dopo il mostro di Firenze non uccide più. Siccome ho fatto riferimento prima che secondo me, nella sua delirante pensiero di purificazione propria della madre, ci sia quella di uccidere sette donne e la settima donna è la Mori, come hai detto giustamente te, uccisa nella piazzola Salve Regina, di fronte a un tabernacolo del quale io ti ho mandato la foto tempo fa, perché ci sono, ci sono stato. Quindi questa non è una lettera di sfida agli inquirenti, secondo me, che lui
Ha mandato prima che scoprissi i corpi. È una lettera in cui lui dice molto di più, o voleva dire molto di più, o ha detto molto di più rispetto alla sfida. Non li voleva sfidare gli inquirenti. Lui ha sempre fatto in modo di non lasciare tracce, di non niente. Infatti, non l'hanno mai preso, quindi, insomma, fondamentalmente è stato bravo e fortunato. Purtroppo, la lettera non è una lettera da Dio, è un testamento. All'interno della lettera c'è qualcosa e lui ci può far sapere. E son passati 35, 36, 37 anni, quanti prima che la Valeria Vecchione trovasse la genesi della rivista a cui sono state ritagliate le lettere. Correggimi Simone. Roba di 3 anni fa, più o meno.
Sì, la data non me la ricordo precisamente, però parliamo veramente di anni molto recenti. >> Di pochi, insomma, sono passati più di 35 anni, però il fatto che la buona Valeria Vecchione abbia finalmente dato un volto a quella rivista ci ha permesso poi di fare delle ulteriori scoperte. E le ulteriori scoperte sono quelle che sono legate a alle parole che sono state utilizzate dal Mostro di Firenze per ritagliare le lettere che sono state poi apposte sulla busta. Cioè, lui non ritaglia lettere casuali, cioè parole casuali. Non c'è "pianta", "termosifone", "sedia", "cuscino", non lo so, "lampadina". Ci sono. Ci sono delle parole che fanno rabbrividire. Leggiamo: "donna", "uccide", "morire", "picchiava", "preoccupatevi", "figlio", "casa", "infanzia", "trionfato", "finisce mai", "quando dirò ultime", "vorrei essere", "scoprire", e altre ancora.
E allora ho iniziato a pensare: perché ha usato quel quella rivista? Ma la risposta più plausibile è che ce l'avesse a casa. Cioè, ha ritagliato le lettere, si si poteva pensare con il giornale che aveva a casa, che aveva a disposizione. Ora, facendo un piccolo excursus, ricordiamoci "Gente" era fondamentalmente un giornale, non dico per donne, ma insomma di gossip, si parlava un po' in generale, un po' di cronaca, no? Un po' di spettacolo, attori, eccetera, eccetera. Ed era un giornale, si trovava o o nella sala d'aspetto del parrucchiere o della o del dentista, ma fondamentalmente aveva un target, era abbastanza femminile. Quindi la risposta più plausibile perché abbia usato quello è perché ce l'avesse avuto in casa e avesse preso il primo giornale che ha trovato. Però c'è da pensare un attimo e sono andato a vedere l'interno del del numero 51 di "Gente" 1984. E sono andato un po' a vedere per quale motivo mi sono detto: "Secondo me, lui ha utilizzato un giornale di dicembre dell'84 per mandare poi una lettera, la prima e ultima che noi si, per quanto noi si può sapere, alla alla Monica eh a settembre dell' dell'85". Perché l'ha tenuta? E sono andato un po' a vedere, l'ho letta per bene, ho letto tutto il giornale. E secondo me, c'è un articolo, cioè c'è un articolo di Renzo Allegri, che è un signore anziano, tutt'ora in vita, scrittore, giornalista, fondamentalmente è uno scrittore, giornalista che si occupa di temi religiosi, ha scritto sui papi, ha scritto sui santi. E l'articolo Vlad dovrebbe avere una parte è incentrato sul, oddio, non trovo la parola eh, sugli esorcismi. Cioè, è un è un articolo di matrice religiosa all'interno di quel giornale che parla di esorcismi e il titolo è "Il mio nome è Lucifero". Vado in fondo a vedere e vedo che è la puntata numero 11. Eccola là. È la puntata numero 11, per cui presuppongo, presuppongo che ci sia stato 10 puntate antecedenti.
E allora mi domando, siccome a quei tempi i giornali si potevano comprare esclusivamente nell'edicola, cioè non erano appannaggio dei supermercati, no? Se te volevi comprare un giornale, volevi comprare "La Nazione", "La Città", "Il Resto del Carlino", andavi in edicola e lì c'era, oltre ai quotidiani, potevi comprare anche tutti i giornali. E mi sono domandato: come mai ha questo reportage su sul sugli esorcismi? Proviamo a andare a vedere a ritroso se riesco a trovare "Gente" numero 40, dove è iniziato il reportage sugli esorcismi, per vedere se nella copertina, magari andando all'edicola a comprare il giornale, per vedere se si parlava di lui o comunque per comprare il giornale in generale, ci fosse stato qualcosa nella copertina che potesse averli eccolo, è quello che potesse aver attirato la sua attenzione. >> Grande la nostra plate che è riuscita. >> Sì, sì, è quello lì. Eh, trovo il numero 40 in in rete e però c'è foto di attori, cantanti, gente dello spettacolo. Non c'è niente fa riferimento alla al reportage sugli esorcismi. Cioè, non c'è nella copertina nulla che possa essere inerente alla, diciamo, alla questione della religione. Ok? Ma io sono un testone e dico "Vabbè, allora proviamo a vedere magari nel 40, nel numero 40 è iniziato questo reportage, magari nei numeri antecedenti ci poteva essere un altro reportage, poteva avere anche questa una valenza che toccasse i temi della religione". Che vado a vedere. Trovo il numero 39. Dalla copertina non c'è niente. Trovo il numero 38 e nella copertina non c'è niente. C'è sempre gli attori, registi, cantanti, gente dello spettacolo. Mi intestardisco un po' di più e vado. E trovo male che ti sente stardito Lu. >> E trovo il numero 37. Ce l'ho qua, Vlad. Fammelo mostrare a me. Ecco qua. No, levalo, levalo, levalo. Via, via, via, via, via, via, via, via, via, via, via. E trovo questo. Non so, è l'incontrario, lo vedete? È diritto. >> No, no, è diritto. Si vede? >> Ok. E poi l'ho comprato. Chi legge? Leggi te, Simon. "La Madonna compie 2000 anni". >> Sopra. >> "L'appassionante storia della mamma più amata". >> E lì mi è mancato il respiro. >> Ecco. >> Lì mi è mancato il respiro davvero. Allora, considerate che queste riviste qua, quando le mettevano i giornalai nelle edicole, le mettevano così, distese, quindi una una accanto all'altra, un altro giornale, no? Quindi la parte che si vedeva era metà rivista e la parte sinistra. Esatto. >> Allora, nel numero 37 inizia un reportage su "La Madonna, l'appassionante storia della mamma più amata. La Madonna compie 2000 anni". E mi son detto: "Ecco perché il Celestino aveva "Gente" numero 51, perché lui ha comprato "Gente" numero 37". Perché quando ha visto questa immagine qua, se è entrato in un mondo in un mondo diverso. 37, numero 38, numero 39. Ci sono tre numeri di "Gente" dove c'è un reportage sulla Madonna che compie 2000 anni. E questa è l'immagine della Madonna con il bambino. Finita qua. No, Simon. Vediamo se si legge. Si legge la data. >> Questa. Chiediamo, ma chiediamo l'aiuto di Vlad in questo caso. Se può rimanere. >> Vlad. Ve la dico io mentre Vlad la trova. Sapete quando esce questo giornale? Esce 14 settembre 1984. E lì mi sono ghiacciato un'altra volta. >> Ovviamente potete immaginare da soli che cos'è il 14 settembre del 1984. Indovinate un po' che cos'è? >> Sono esattamente 10 anni. Esattamente 10 anni dall'omicidio di Rabatt. E allora io mi son detto, ragionando un attimo: "Io sono il Mostro di Firenze. Oggi è 14 settembre '84. Son passati esattamente 10 anni. Qualcosa hanno scritto, qualcosa sui giornali troverò. Vado in edicola, compro "La Nazione", compro "La Città". Che tra l'altro sono andato in biblioteca, alla Biblioteca Nazionale, a vedere i quotidiani e nessuno parlò, scrisse niente. Eh, mi sono andato a cascata quelli, però c'è questo. Trovo questo settimanale di "Gente" con questa immagine iconografica della Madonna, il decimo anniversario esatto dell'omicidio di Rabat. Per tre, per tre numeri ci sarà un reportage sulla Madonna. Dal numero 40 inizierà quello di Renzo Allegri sugli esorcismi e dal numero 51 ritaglierò le lettere perché nell'articolo di Renzo Allegri c'è scritto "Il mio nome è Lucifero". Io voglio... >> Posso interromperti un secondo a questo proposito? Eh, quasi tutte le persone che ho intervistato sono state celestine, mi hanno detto che il diavolo era tanto importante quanto la Madonna, perché c'era sì il culto spropositato e fanatico della Madonna, però gli veniva inculcata la paura del demonio. Tant'è che uno di questi mi ha detto che una volta, talmente tanto era suggestionato dai racconti di padre Leonardo, ha pensato di aver visto il diavolo in persona nel boschetto retrostante l'edificio. >> Scusa l'interruzione. >> No, no, certo, certo, assolutamente. Però torna facendo un passo indietro, ultimo duplice omicidio è la settima donna Piazzola Salve Regina davanti al tabernacolo della Madonna la notte della tra il 7 e l'8 settembre che, come ha detto Gloria, come ha ripetuto Gloria, è la festa della Madonna, oltre che essere una festa anche a Prato. Scrivo questa lettera, i delitti cessano. Uno potrebbe dire: "Va bene, ma il mostro potrebbe essere morto, essere stato rinchiuso". Tutte ipotesi sono plausibili. Questa è una lettera da Dio. Se noi riprendiamo le Io, se noi prendiamo, costruiamo, uno le può costruire come vuole, però io c'ho messo un attimo, io e Simone ci siamo un attimino interfacciati anche su questo. Continuo a dire: le parole da cui sono state ritagliate le lettere non sono casuali. Io le ho rimesse insieme, uno le può costruire un attimo. "Ultime". Ci dice che queste sono le ultime due vittime, cioè ritaglia una lettera dalla parola "ultime". "Preoccupatevi". Tanto quando dirò "forse", ci dice dopo la sua morte troveremo la spiegazione perché sarà in qualche modo lui a fornircela o a farcela sapere e magari sarà una verità scomoda. "Coprire la mia infanzia". Il riferimento potrebbe essere al suo abbandono da parte della madre, al trauma che ne derivò e alle conseguenze devastanti che lui dovette subire. "Morire quando picchiava". Il riferimento potrebbe essere alle sevizie subite nell'orfanotrofio o magari già prima in famiglia, violenze fisiche e psicologiche che potrebbero averlo segnato per sempre. "Morire quando picchiava". Lo ripeto un'altra volta. "Una donna uccide mio figlio a casa" o "una donna uccide figlio a casa". Qui si potrebbe ipotizzare la proiezione di sé stesso nella figura del figlio abbandonato, agnientato, allontanato dalla famiglia e quindi morto emotivamente in quanto ucciso dal distacco della propria madre biologica, di cui lui parla in terza persona, quasi a sottolineare il disprezzo. L'aggiunta eventuale di "mio" alla frase potrebbe essere interpretata come una perversa ubiquità di ruolo. "Salerno". "Salerno". >> Sì, sì, la rileggo anch'io. "Salerno Salerno". Potrebbe essere una casualità, ma molti bambini nell'istituto di Prato, ma ha detto Gloria prima, dopo quelli e l'interland fiorentino e del Mugello e e della zona del mare erano stati prelevati in Puglia e Campania, per cui il riferimento potrebbe essere davvero l'area geografica in cui il Mostro di Firenze è effettivamente nato. "Là vorrei morire". Inconsciamente vorrebbe tornare nei luoghi che magari per i primi anni dell'infanzia l'hanno visto felice. "Più acque Salerno è affacciata sul mare". Potrebbe essere un riferimento alla posizione della sua prima casa, dove potrebbe aver vissuto con la famiglia biologica o con parte di essa. "Dirò quando morire". "Trionfato". "Trionfato". Il riferimento potrebbe essere alla sua salvezza e alla sua purificazione avvenuta dopo aver compiuto gli omicidi di sette donne e quindi alla realizzazione del suo disegno mistico. "Essere più alto". "Finisce mai". Potrebbe essere un riferimento a Dio oppure alla Madonna. "Esseri superiori", la cui vita eterna è acclarata nella dottrina religiosa cattolica. "Trionfato, trionfato". Il riferimento potrebbe essere nuovamente alla sua salvezza, alla sua purificazione avvenuta, secondo me, dopo aver compiuto gli omicidi di sette donne e quindi alla realizzazione del suo disegno mistico. >> Poi da "trionfato", ricordiamoci, addirittura tre lettere ne prende. >> Sì, sì. Senti, se mi assento un attimo, devo andare a prendere il cavo per ricaricare il telefono e torno. Eh, >> vi lascio, non dite cose importantissime. Arrivo. >> Prego, Luca, prego. Comunque, insomma, potete soltanto immaginare il mio di shock quando Luca mi ha mi ha presentato questo genere. Eh, ragazzi, come si dice tante volte, bisogna stare attenti a far sì che non siamo noi a modellare la realtà in base alla teoria, ma eh è la realtà che deve modellare la teoria. E posso dirvi che alla luce di tutto quello che vi abbiamo presentato stasera, fino adesso, io vi posso dire che sono sempre più convinto che questo questa questa maledetta persona, ecco, e non uso un termine a caso perché eh probabilmente la sua situazione di infanzia l'ha veramente maledetto, ha corrotto il suo corpo e la sua anima, arrivando poi a compiere gli orribili gesti di cui si è reso protagonista. Probabilmente nella sua mente neanche li vedeva così o comunque eh poteva tranquillamente utilizzare l'autoaccusa, altro elemento che gli è stato insegnato. Quindi non è assolutamente da escludere che questo tipo di visione lui addirittura magari espiava i suoi le sue colpe. Ecco, parlavamo prima della possibilità di omicidio. Nulla ci impedisce, per esempio, di pensare che magari dopo i delitti per espiare magari fosse dedito anche all'autoflagellazione, che comunque è un altro elemento molto tipico della cultura cattolico-cristiana. Prego Luca, vai, se ti sei sistemato, vai avanti pure. >> Sì. No, questo è cioè era, diciamo, l'analisi che ho fatto io su su sulla lettera e chiaramente è tutto teorico, però diciamo che la scoperta del giornale, quindi fatto alla Vecchione, e questa ulteriore ricerca che ho fatto io, se si compone poi con le parole dalle quali sono state ritagliate le lettere, qualcosa fa pensare, cioè "ultime", "ultime", "ultime". Lo scrive "ultime" e nel giornale scritto "Il mio nome è Lucifero" e lì secondo me c'è qualcosa, vuol dire qualcosa, ma io questo non lo posso sapere. Cioè, "Il mio nome è Lu". Anch'io mi chiamo Lu, ma non >> non sei tu, mi raccomando, ma soprattutto perché non sei stato un celestino, quindi ti escludiamo dalla lista de. Sono un azzurrino, vedi, con la maglia di di Firenze, però ecco questo, insomma, a parte a parte la divagazione, è una cosa che obiettivamente mi mi può far pensare, può far pensare tanto. Poi uno può avere l'idea che abbia smesso perché è morto, perché è affogato nel Trasimeno, perché perché ha smesso. È difficile, i serial killer smettono se non vengono fermati. Nel mio caso, nel caso che ho che ho pensato io, nella teoria che ho elaborato io, che è tutta mia, è che comunque avesse lo scopo di purificazione di uccidere sette donne. Sette l'ha uccise e poi ha smesso. Ho detto: "La Bibbia è sul numero sette". Sì, fa venire i brividi. Quindi su una mente disturbata, fragile, con un con un vissuto come potrebbe essere stato quello di uno dei celestini, potrebbe aver scatenato tutto questo. Posso fare una parentesi ora perché ho aspettato per sempre esplicativa? Noi avevamo parlato di Santino Boccia prima. Eh, >> Certo. >> E ripeto, sottolineo, è esemplificativo per far capire la situazione che vivevano questi ragazzi qua. Eh, quindi non è assolutamente il nome di nessuno che abbiamo in mente noi, però questi ragazzi sono chiusi, sono rinchiusi da almeno dal almeno dal '55 fino al '65, comunque dal '56 ci stanno 10 anni nell'istituto, poi Santino muore, rimangono Luigi e Paolo Boccia. Andando a scartabellare e anche Gloria, chiaramente, è stata preziosa in questo, abbiamo visto, abbiamo letto e stiamo cercando di approfondire e e spero che magari qualcuno sentendo la trasmissione ci possa aiutare a capire anche meglio qual è qual è qual è com'è andata veramente la storia. Loro erano orfani di madre, non solo erano orfani di madre, questo viene riportato nel nel libro. Si fa accenno a un padre chiuso in ospedale psichiatrico, cioè e ha il fratello più grande poi muore dentro l'istituto, cioè una bomba su una bomba su una bomba. E come loro, probabilmente sicuramente c'erano altri bambini, altri fratellini o altre o altri figli singoli che questa che questa tragedia l'hanno vissuta. Questo è quanto. >> Io invece, mentre scusami Simon, >> Prego. Vai, volevo far parlare te, quindi vai. Ah, allora a posto. Mentre parlava Luca, stavo cercando la pagina iniziale dell'opuscolo che ti ho mandato prima e leggendo ora mi tornava in mente quello che dicevate sulla Madonna e dice, recita questo opuscolo: "Siamo a dicembre, questo mese si presenta a noi con la bandiera dell'Immacolata Concezione della Santissima Vergine Maria. È lei, Maria, l'arma splendente della battaglia di Dio. È lei il trofeo glorioso della sua vittoria immortale. Per Maria l'Altissimo contrappose ad Eva disobbediente la sua figliuola obbedientissima". Questo m'ha colpito ora mentre si parlava di tutte queste cose e ve l'ho voluto condividere. Grazie. C'è c'è c'è un'altra cosa che io continuo a pensare, anche qui un breve inciso, modus operandi eh purtroppo si è evoluto nel corso degli omicidi e poi nell'84 e nell'85 c'è stata l'escissione del seno sinistro. Se in alcuni studi psicologici sui serial killer, il pube viene associato a grembo materno perché viene associato a grembo materno, quindi non c'è come dire una correlazione di natura sessuale, ma in questo caso di natura affettiva. M >> A maggior ragione poi l'evoluzione con l'asportazione del seno è mh è come mutilare una madre indegna e e togliergli il simbolo stesso del grembo naturale, quello del seno dell'allattamento. Cioè, è pieno, è pieno di immagini la Madonna che allatta al seno sinistro, quindi anche questa potrebbe avere una valenza riferita alla mamma, alla madre. Eh, questo era per inciso. >> Certo, assolutamente. Ragazzi, insomma, si è fatta anche una certa ora. Andiamo in conclusione. Ehm, Gloria, ehm, una, insomma, tu che sei in questa storia con me Luca, sia un po' interna per la questione dei celestini e un po' esterna, come abbiamo detto, per giustamente la la conoscenza che hai del caso, però ehm, son veramente comunque curiosa di chiederti una tua opinione finale, insomma, su tutto ciò che è stato detto fino adesso, insomma, cosa ne pensi, insomma, cosa ti ha fatto riflettere? Cosa consideri un po' più, cosa ti ha colpito maggiormente? E insomma, poi Luca, salutiamo il pubblico e il nostro buon Daniele, ci siamo. Vabbè. >> Ok. Allora, eh questa cosa della mamma, dell'affettività, quella mi ha mi ha colpito particolarmente. La visione distorta che una persona si può fare, appunto, di un culto, è, secondo me, è il punto importante su cui si dovrebbe scavare. Ecco perché le religioni sono belle, ma sono anche pericolose. Quindi, ripeto, l'ho detto anche prima, lo ripeto ancora, per me, conoscendo la vicenda dei celestini, per me sì, è un punto, è un punto su cui scavare perché ci può stare, ecco, vista la la tipologia di vita che conducevano in quell'istituto, può benissimo venir fuori una persona fanatica eh ad immagine e somiglianza di quello che era il reggente dell'istituto. Secondo me, sì, è una cosa, è un aspetto della vostra ricerca che mi ha affascinato, incuriosito e cioè, secondo me, convince anche. Poi, come hai detto te, non conosco benissimo le vicende del mostro, conosco quello che è stato detto nei vari telegiornali e quello che è uscito nei vari articoli. Non ho mai approfondito più di tanto. Lo sto facendo in questi giorni proprio perché mi avete incuriosito voi. Però però ci sta, ecco, ci sta anche perché questi questi bambini erano dei dei relitti, come venivano definiti proprio anche nell'istituto, e quasi dei rifiuti umani da buttare lì e poi boh, quello che che ce ne facciamo, chi lo sa. Ma tanto chi è che li va a ricercare, chi è che se ne importa di loro? Quindi sì, eh, secondo me ci sono tutti i presupposti per la nascita e la crescita di una mentalità deviata. Ecco, questa è la mia opinione. E poi chiudo leggendo un estratto che secondo me, anche questo è esemplificativo del fatto eh di quanto venisse inculcata la figura della della Vergine Maria a questi bambini. Chiaramente io leggerò una letterina che veniva pubblicata in questi opuscoli che periodicamente venivano mandati ai benefattori dell'istituto. Chiaramente la maggior parte dei contenuti è dettata da che di dovere, però secondo me eh insomma, è da conoscere. Leggo ad esempio eh una letterina di due alunni del nostro seminario mariano e poi basta. "Mia carissima mamma celeste, Maria Immacolata, ti scrivo questa letterina per dimostrarti il mio amore e per chiederti una grazia tanto grande. Fai che nel Santo Concilio si pensi a te e il tuo culto sia preso a cuore. Fai che ti si faccia onorare in questo mondo come ti onorano la Santissima Trinità e tutti gli angeli e tutti i santi del cielo. Fa che io diventi un sacerdote santo. Fa che di qui escano tanti sacerdoti santi che convertano tutta l'Italia e tutto il mondo. Vorrei proprio che qui tutti vogliano tanto bene a te e al tuo dilettissimo figlio Gesù". E chiudo. Questa è secondo me, insomma, son parole che colpiscono. >> Gloria, veramente grazie mille. Sei stata eh veramente una preziosa compagna di viaggio. Poi eh io e te ci risentiamo anche privatamente perché per Florence International abbiamo anche qualche progettino interessante perché Gloria, insomma, si occupa anche un altro paio di cosette. Non vi, insomma, non vi anticipo nulla, poi a tempo debito, insomma, la nostra Gloria, se se e quando potrà, la rivedrete più che volentieri. Luca, a te qualche altra parola finale prima di salutare il pubblico. >> Eh, mi mi vedi? Vedi? Ah, vedo bene Maniac, ma quello che c'è scritto talmente piccolo. >> Sì, era era [Musica] un un estratto del della Nazione con l'indicazione cima nazionale con gli orari di proiezione di Maniac. Ah, >> non ne abbiamo parlato, ma io Simon, diciamo, in altre occasioni ne abbiamo parlato, ci sarà modo ci sarà modo di approfondire anche questo strano aspetto. Assolutamente, ma come vi dicevo eh forse non direttamente settimana prossima, anche perché poi dovremo riproporre anche la live per i non abbonati, quindi subito dopo che sarà stato fatto, vi ripeto, vi presenteremo comunque un profilo psicologico, vi ripeto, un po' più approfondito nel quale ovviamente quasi sicuramente avremo il nostro amico Enrico Fogli, se non è stato rapito dagli alieni, o comunque persone molto intelligenti con le quali è sempre bello dialogare e sentire la loro opinione anche da professionisti. E e niente, detto questo, io posso concludere semplicemente dicendo: ragazzi, ve lo ripeterò un'infinità di volte e continuerò a ripeterlo. Qui non abbiamo la verità in tasca, non è una verità dogmatica, non soprattutto non pretendiamo di convincere nessuno. Per noi era molto importante esporre questo studio perché ci teniamo veramente tanto. In particolare, ehm, io non mi vergogno di ripetere che secondo me la scoperta del "Gente" di Luca ha veramente una valenza importantissima. Poi è ovvio che il mio pensiero è in parte traviato dall'affezione che provo verso eh la teoria che abbiamo sviluppato. Ma stiamo sviluppando. Luca, lo dico io, dai, lo dico io. E nel tornando al processo dei celestini, addirittura abbiamo trovato un articolo di giornale secondo il quale buon Filastò tentò di chiamare altri celestini a deporre, ma in realtà non volle venire nessuno. E addirittura lui li aveva ritrovati perché aveva trovato, per l'appunto, questa lista con oltre 2000 nomi dei celestini che in quegli anni erano stati lì. Eh, è un documento che non fa parte dell'archivio gestito da Cappelletti perché ovviamente lui gestisce solo quello che per Filastò erano i documenti riguardanti il caso del Mostro di Firenze, ma eh siamo riusciti a entrare in contatto con una persona a lui molto vicina e insomma presto vi daremo qualche novità. Questa persona sembra essere rimasta colpita da dal nostro studio e sembra intenzionata a darci una mano. Non lascio un po' di suspense, non vi dico niente di più, anche perché finché non avremo mai in mano qualcosa di concreto, poi è inutile divagare o dilungarsi, però vi posso dire che da quel che ho capito questa persona è rimasta colpita dal nostro studio e sembra intenzionata ad aiutarci. Detto questo, avete visto come e avete sentito come eh alcuni aspetti, alcuni particolari nello sviluppo poi della nostra teoria. Eh, io ho più un determinato di pensieri, tipo di pensieri, Luca ne ha più più altri, però eh la cosa che ci è sembrata veramente impressionante e e in realtà poi è certa, oserei dire, perché tutto ciò che vi è stato presentato stasera, alcune ovviamente sono per forza nostre supposizioni, però in realtà tutte le nostre supposizioni partono da dati molto concreti e molto reali. La situazione dei celestini non è un'invenzione. Eh, i traumi che si che queste persone hanno vissuto e abbiamo avuto anche la testimonianza di Gloria che li ha conosciuti direttamente. Eh, non sono un romanzo gotico o horror, purtroppo è una verità che è accaduta, è accaduta sul territorio fiorentino. Molte delle date coincidono con un possibile sviluppo del e soprattutto della nascita della serie omicidiaria del Mostro di Firenze. Poi, vi ripeto, ci sono questi elementi che comunque partendo da questa base diventano molto impressionanti e vi ripeto, in particolare eh proprio sui luoghi dei delitti, uno più degli altri è la presenza di questi tabernacoli legati al culto mariano, come già vi abbiamo detto le date, come già vi abbiamo detto la località Salve Regina, insomma, cominciano. >> Poi, scusami Simone, se interrompo un attimo, eh, per fare un riferimento, diciamo, geografico a chi non abita qua. Io abito vicino e Gloria lo stesso, in linea d'aria dal dal rifugio Santa Maria sotto in cielo alla piazzola di Travalle sono 4 km. Mh, son vicini. >> Son 4 km. E ma ne parliamo più magari in un'altra occasione, considerando che "Maniac" è stato eh proiettato una settimana e basta, dal 15 al 22 d'ottobre, era un giovedì e lui va a colpire insolitamente per la seconda volta in un anno, in un mese non estivo, di giovedì, proprio il 22 ottobre e lo fa accanendosi in modo inumano, disumano sulla povera Susanna Cambi. E ci dà ci dà un riferimento anche secondo me geografico su dove su dove poteva stare. Eh, perché secondo me, con anticipando il film, è andato a vederlo, ha visto in celluloide un serial killer che uccideva praticamente col suo stesso modus operandi, coppie, portando via dei feticci. È uscito è uscito dal cinema con gli occhi iniettati di sangue, con raptus, è andato alla tana, si è armato e si è messo alla ricerca di una coppia. Tra l'altro, quella piazzola lì da da via dei Prati, passandoci, si vede bene perché è vicino alla strada o andando a piedi da via delle Bartoline, c'è il ponticino e si vede perfettamente. Quindi anche quello è stato un omicidio, una coppia trovata casualmente, ma lui si era innescato questo raptus perché secondo me ha visto ha visto "Maniac" lo stesso la stessa sera, il 22 d'ottobre. Non si spiega, non sta in piedi la storia e ci fosse lo sciopero generale il giorno dopo, li seguisse le telefonate. No, la logica vuole tutt'altro, secondo me. E io lì, detto, abito lì vicino, ci sono stato, eh. E e ti confermo quello che t'ho detto ora, quello che t'ho detto. >> Certo, assolutamente. Hai fatto bene a ribadirlo, ma poi ci sono anche tanti altri aspetti. Non abbiamo parlato eh del fatto che l'assassino del bisturi, la famosa rivista da cui si dice, possa aver preso ispirazione o anche il contrario, cioè nel senso essendosi ispirata a lui, lui ci teneva a farla ritrovare. Ora, il buon Bronzi mi ha aiutato un po' nella ricerca geografica, non è propriamente molto molto vicino, però comunque venne ritrovato a Piazza Dalmazia e a pochi a poca distanza da dal luogo del rinvenimento del fumetto, guarda caso, abbiamo proprio l'opera della Madonnina del Grappa di di Ton Facibbe, quindi anche quello può essere un ulteriore elemento interessante. Poi, come vi ho detto, abbiamo l'episodio molto particolare di Baccaiano, però secondo me, visto che è legata a Vigna, preferirei affrontarlo nella quando faremo la sezione psicologica approfondita, anche perché lì in quel caso il delitto è proprio diverso, perché secondo me si parla di eh insomma voler colpire accanto allo Stato e soprattutto accanto alla figura che è stata protagonista del processo dei celestini, perché che comunque ricordiamoci che eh Vigna in realtà solo per padre Leonardo chiese la soluzione, invece per tutti gli altri no. Quindi qui >> ha detto poco >> e qui l' qui bisogna essere sinceri, ci troviamo davanti a due strade, a un bivio che va uno in di due strade che vanno in direzioni completamente opposte, quindi Vigna per lui potrebbe essere stato il distruttore del suo mondo e e quindi insomma potete bene immaginare le conseguenze che avrebbe avuto sulla sua mente il ritrovarselo a gestire le indagini proprio che riguardano nel suo caso o forse dall'altro lato m lo vedeva nella maniera completamente opposta, ossia come colui che ha portato rispetto a padre Leonardo. Quindi magari questo delitto di Baccaiano poteva essere anche una sorta di dono fatto a una persona che secondo lui ha portato rispetto a padre Leonardo non dandogli la condanna, però onestamente punto più per la distruzione del proprio mondo. In Vigna come o come colui che ha distrutto tutto ciò che in cui lui credeva. Ed è per colpa di Vigna. Se lui poi si ritrova per strada, è colpa di Vigna. Se poi è costretto a uccidere, è colpa di Vigna. Insomma, per lui, indovinate un po' che cos'è? È colpa di Vigna. Ragazzi, ci siamo dilungati tanto, abbiamo cercato veramente di spiegarvi il nostro pensiero nella maniera più ampia possibile. Ripeto, gli elementi secondo noi storici abbiamo un'enorme partenza perché, insomma, come vi ha confermato anche Gloria, a prescindere dalla sua conoscenza del caso, comunque veramente in questa drammaticissima situazione dei celestini troviamo, come vi ho detto anch'io nella mia esposizione, praticamente tutti gli elementi che uno psicologo criminale vi direbbe che possono essere alla base della creazione della mente e della distorsione della mente di un serial killer. Come vi abbiamo detto, ripeto, tantissime volte stasera, prendete tutto con le molle, avete il nostro studio, vi è stato esposto, potete tranquillamente perché tutto tutto ciò che diciamo che abbiamo detto stasera, nulla è oscuro, nulla è nascosto e nulla è per for non è forzato dalle nostre idee sul caso. Tutto ciò che noi vi abbiamo detto, lo potete ritrovare. Poi, ragazzi miei, se sono soltanto delle coincidenze, certo, vi ripeto, il giornale, insomma, di "Gente", la data, come cioè la cosa che sono veramente più contento è che questa teoria di Luca che faccio anche mia, spiega, cioè dà una spiegazione concreta come si può essere arrivati a quel genere, ma una spiegazione logica e soprattutto attinente alla storia. Daniele, spero che tu sia contento. Io ovviamente, lo sai, ti amo in senso platonico, ti >> ti ringrazio tantissimo dell'opportunità che ci hai dato. Poi soprattutto penso che finalmente abbiamo rifatto un po' di cosiddetta "mostrologia" seria. >> Eh sì, era da tanto che mancava una puntata del genere. Eh, speriamo che poi possa colpire anche, insomma, il cuore della gente, nel senso che li faccia riflettere. Vi ripeto, non assolutamente per arrivare dalla nostra parte. Ultima, veramente ultimissima cosa, vi ripeto, come potrà notare chi è stato stasera in chat con noi e vi ringrazio veramente tutti, tutti, tutti quanti. Eh, guarda caso, abbiamo fatto la puntata in abbonamento e tutti quei brutti attacchi di profili fake oggi non ci sono stati. Ma guarda un po', siamo riusciti a fare una bellissima chat, hanno seguito tutti. Ogni tanto quando mi vedevate voltare lo sguardo era per quello. e vi ringrazio soprattutto dell'attenzione che avete portato verso la nostra esposizione, facendo così ci avete dato tanto rispetto e e noi insomma questo rispetto lo rigiriamo a voi, sperando veramente di avervi fatto realizzare una delle puntate, dai, più interessanti, permettetemi di dirlo, forse degli ultimi anni. Ragazzi, grazie Gloria, grazie Luca. Vlad, Vlad, sei stata una grande, ti ringraziamo tanto per averci aiutato sulla condivisione degli schermi. Nostro Daniele Super Radio. Ragazzi, ufficialmente buonanotte a tutti e ci rivediamo presto. >> Buonanotte a tutti. >> Grazie a tutti. Buonanotte. >> Buonanotte a tutti. >> Buonanotte. >> Ciao. >> Grazie. Ciao ragazzi. A presto. [Musica] [Applauso] [Musica] [Applauso] [Musica] La lingua. Bisogna spostarsi ventre stretto, occhi specchi di tro. Se ancora li guardo non torno più dietro. Mer no Melen [Musica]