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Ciao, sono Patrick Sharif e ogni martedì e venerdì alle 14 pubblico un video sui Promessi Sposi. Oggi vediamo il riassunto del capitolo 13, con Renzo che arriva a Milano. La storia si complica. Pertanto, ti informo che un libro sui Promessi Sposi ti permette di conoscere in maniera veloce e approfondita tutto il romanzo. Per ogni capitolo, ho scritto un riassunto breve e un riassunto dettagliato, suddiviso in sequenze. Inoltre, ho indicato le tecniche narrative che riportano i pensieri, le emozioni e i dialoghi di tutti i personaggi. Il libro è disponibile su Amazon, in libreria, e i link in descrizione e nel primo commento.
Mentre la folla si dirige verso la casa del Vicario di Provvisione per linciarlo, alcuni cittadini hanno anticipato la folla per avvertire il funzionario del pericolo imminente. Ma ormai è troppo tardi e il Vicario non può più scappare. Il Vicario di Provvisione si rifugia in soffitta, dove, in preda al terrore, da un pertugio osserva l'immensità della folla che urla a gran voce di volerlo ammazzare. La casa viene presa d'assedio e i servitori del Vicario sprangano porte e finestre dall'interno.
Renzo si trova in mezzo alla folla e pensa che il Vicario sia colpevole, ma assolutamente non crede che sia cosa buona e giusta ammazzare quest'uomo. Nel frattempo, i magistrati hanno avvertito della situazione il comandante della guarnigione del Castello Sforzesco. Quest'ultimo invia alcuni soldati alla casa del Vicario, ma i soldati non solo arrivano in ritardo, ma non possono neppure avvicinarsi alla casa e così sono costretti ad aspettare ai margini della folla.
Tra la folla c'è un vecchio malvissuto che, stringendo tra le mani un martello, una corda e quattro chiodi, urla di voler appendere ad un battente della porta il Vicario di Provvisione, una volta che è stato ammazzato. Renzo è indignato da queste parole, evita il vecchio e lo esorta a vergognarsi. Ma quest'ultimo lo accusa di essere un traditore della patria e un servitore del Vicario. Renzo viene così accusato di tradimento dalla folla, la quale vuole linciarlo. Riesce a salvarsi solo perché alcuni suoi vicini gli fanno scudo, lo nascondono e gli permettono di allontanarsi. Inoltre, l'arrivo di una grande scala a mano, con cui si vorrebbe entrare nella casa del Vicario da una finestra, crea confusione e distrae i nemici di Renzo, il quale può così scappare.
A questo punto, tra la folla si sparge la voce dell'arrivo del Gran Cancelliere Antonio Ferrer. Manzoni comincia una riflessione sulla psicologia della folla. L'autore dice che in una folla in tumulto ci sono sempre due fazioni: la prima vuole che la rivolta si concluda in maniera sanguinosa e violenta, la seconda invece propende per una conclusione pacifica del tumulto. Nel mezzo si trova il grosso della folla, che, a seconda della situazione, propende per l'una o per l'altra fazione. I rivoltosi sono dunque come delle banderuole prive di volontà e vengono strumentalizzati dagli abili oratori che li spingono con i loro discorsi a compiere certe azioni.
Antonio Ferrer è molto amato dalla folla e viene acclamato come un benefattore e un difensore della giustizia. Si sparge infatti la voce che Antonio Ferrer si è aggiunto per condurre in prigione il Vicario. Così, tra la folla inizia a prevalere il partito dei rivoltosi meno violenti. L'assalto alla casa si blocca e viene permesso alla carrozza di Ferrer di passare.
A sentire il nome di Ferrer, Renzo si ricorda di aver letto questo nome nelle gride che gli aveva mostrato l'Azzeccagarbugli e così chiede ingenuamente a un suo vicino se si tratti dello stesso Ferrer che scrive anche le gride. Avuta conferma che si tratta proprio di lui, Renzo è convinto che sia un galantuomo e si lancia verso la carrozza per aiutarla a raggiungere la casa del Vicario, in quanto anche Renzo crede che il Cancelliere sia giunto per arrestare il Vicario di Provvisione.
La carrozza avanza con grande difficoltà tra la folla e Ferrer si mostra umile e cordiale. È lo stesso fa il cocchiere Pedro, che distribuisce tra la folla sorrisi e baci e soprattutto ripete continuamente le parole "pane e giustizia", in modo tale da blandire la folla. Molti rivoltosi, tra cui anche Renzo, per permettere il passaggio della carrozza, si impegnano a tener lontana la folla. Riescono anche a creare uno spazio davanti alla porta della casa del Vicario, dove la carrozza si ferma e Ferrer scende.
Mentre Ferrer entra nella casa del Vicario, pone grande attenzione alla sua toga perché ha paura che questa si possa rovinare incastrandosi tra i battenti della porta. Manzoni paragona lo strascico della toga alla coda di una serpe che si infila in un buco per sfuggire ai suoi inseguitori. All'interno dell'abitazione, il Vicario è tranquillizzato da Ferrer, che viene appunto salutato come un salvatore. Usciti dalla casa, i due salgono velocemente sulla carrozza, dove il Vicario si rannicchia in modo tale da sottrarsi allo sguardo della folla. Ferrer, dal canto suo, ringrazia la folla ripetendo le parole "pane e giustizia" e promettendo alla folla di dare una punizione esemplare al Vicario.
Allontanatosi dalla folla, la carrozza raggiunge i soldati spagnoli che erano rimasti ai margini del tumulto. Saluta con ironia l'ufficiale, in quanto i soldati avevano fornito il "soccorso di Pisa", ossia un aiuto tardivo e inutile. Alla vista dei soldati spagnoli, più precisamente i micheletti, il cocchiere Pedro si rianima e sprona con forza i cavalli, dirigendosi verso il Castello Sforzesco.
Durante il tragitto, Antonio Ferrer è preoccupato di come reagiranno i suoi superiori alla notizia del tumulto. Il Vicario di Provvisione, invece, sconvolto da quanto accaduto, esprime il desiderio di dimettersi dalla sua carica e ritirarsi a vivere in un luogo isolato, come una grotta o la cima di una montagna. A queste parole, Antonio Ferrer risponde: "Il Vicario dovrà invece fare quanto sarà conveniente per il Re."
Arrivate al Castello Sforzesco, Manzoni ci dice che non possiamo conoscere quale sarà il destino del Vicario, poiché l'autore dell'anonimo manoscritto non ne fa più menzione. Prima di salutarci, se vuoi che questa serie continui, fammelo sapere, altrimenti dedicherò il mio tempo e le mie energie a trattare altre opere della letteratura italiana. Iscriviti al canale e noi ci vediamo al capitolo 14. In bocca al lupo!