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Recentissimamente è stato pubblicato il decreto legislativo 31 marzo 2023, numero 36, recante il nuovo Codice dei Contratti Pubblici che sostituisce il precedente decreto legislativo 18 aprile 2016, numero 50. In questo video, come fatto in altri simili, vedremo una rapida panoramica della struttura del codice con i contenuti principali e cercherò di evidenziare le principali differenze con il vecchio codice.
In primo luogo, quindi, partiamo dall'ultimo articolo, il 229. Tale articolo chiarisce subito che il nuovo codice è entrato in vigore il primo aprile 2023. Tuttavia, al secondo comma dello stesso articolo, viene detto che le disposizioni del codice e degli allegati sono efficaci solo dal primo luglio 2023. Quindi, fino a tutto giugno 2023, si potrà ancora fare riferimento al vecchio codice applicandolo.
Tuttavia, risalendo poi all'articolo 226 del nuovo Codice, si legge che dal primo luglio 2023 il vecchio codice, ovvero il decreto legislativo 50/2016, sarà abrogato, anche se viene detto nello stesso articolo che le disposizioni del vecchio codice continuano ad applicarsi per i contratti in essere. Un ulteriore data importante poi è quella del 31 dicembre 2023, indicata all'articolo 225. Infatti, dal primo luglio 2023, giorno, come detto, di abrogazione del vecchio codice ed entrata in inefficacia delle disposizioni del nuovo Codice, inizierà un periodo ibrido in cui continueranno, in realtà, ad applicarsi in parte sia il vecchio codice che il nuovo; ovvero si avranno una serie di disposizioni che disciplineranno un periodo transitorio, ovvero in cui dovranno coesistere sia il vecchio che il nuovo codice.
Il nuovo codice degli appalti quindi risulta costituito da 229 articoli, contro i 220 del vecchio codice. Il testo risulta organizzato in libri, un po' come i Testi Sacri. Il primo libro, in particolare, contiene i principi generali nonché alcune disposizioni riguardanti la digitalizzazione dei Contratti Pubblici, la loro programmazione e progettazione. Il secondo libro riguarda gli appalti di lavori, servizi e forniture e contiene delle indicazioni sui soggetti interessati; in particolare le stazioni appaltanti da un lato, gli operatori economici nonché sulle procedure di scelta del contraente, sullo svolgimento delle procedure. Il terzo libro riguarda invece gli appalti dei settori speciali. Il quarto libro è dedicato al partenariato pubblico privato e alle concessioni. Ed infine abbiamo il quinto libro che, quanto riguarda la gestione del contenzioso, l'ANAC e contiene delle disposizioni finali e transitorie. Sono poi presenti numerosi allegati.
Veniamo al primo libro del codice, che comprende gli articoli dal 1 al 47 ed è suddiviso in quattro parti. La prima parte contiene, come detto, dei Principi ed è a sua volta suddivisa in due titoli: il primo con i principi veri e propri e il secondo titolo che invece è dedicato agli ambiti di applicazione, ovvero i casi in cui si applica il codice, nonché poi descrive la figura del responsabile del progetto e le fasi degli affidamenti. Tra i principi si citano in particolare il principio del risultato all'articolo 1. Ovvero le stazioni appaltanti devono garantire l'affidamento e l'esecuzione del contratto con tempestività e con il migliore rapporto qualità-prezzo; questo sempre nel rispetto dei principi di legalità, trasparenza e concorrenza. In altre parole, in ogni situazione deve essere individuato un obiettivo nel pubblico interesse che dovrà essere raggiunto e l'operato della pubblica amministrazione non è più solo legato al mero rispetto delle leggi esistenti, ma anche al raggiungimento degli obiettivi in tempi ottimali, nonché nel miglior impiego, con il minor impiego possibile di risorse. E quindi la possibile responsabilità di coloro che si occupano delle gare e dei contratti non è quindi più legata solo al rispetto delle leggi, ma anche appunto a questo, al modo in cui si raggiungono questi risultati.
Abbiamo poi il principio della fiducia all'articolo 2, ovvero vi deve essere fiducia tra stazione appaltanti e operatori economici. Il principio dell'accesso al mercato, ovvero le stazioni appaltanti devono favorire l'accesso al mercato degli operatori economici, ed in particolare quelli medio-piccoli, ad esempio mediante la suddivisione in lotti degli appalti. Un altro principio poi è quello di buona fede, ovvero le stazioni appaltanti e gli operatori economici devono agire entrambi in buona fede. Poi abbiamo i principi di solidarietà e sussidiarietà orizzontale, il principio di auto-organizzazione amministrativa, ovvero le pubbliche amministrazioni dovranno organizzare in maniera autonoma l'esecuzione di lavori e la prestazione di beni o servizi, anche mediante l'affidamento a società in-house. E poi abbiamo il principio di autonomia contrattuale, il principio di conservazione dell'equilibrio contrattuale, i principi di tassatività delle cause di esclusione e la massima partecipazione e il principio di applicazione dei contratti collettivi nazionali del settore.
Abbiamo poi il titolo secondo della parte prima del primo libro del Codice dei Contratti. Tale titolo secondo riguarda l'ambito di applicazione, le soglie di rilevanza Europea, il responsabile unico del progetto, cosiddetto RUP, che come novità cambia nome rispetto al vecchio codice che invece lo indicava come responsabile unico del procedimento, e infine vengono descritte le fasi dell'affidamento. Per quanto riguarda l'ambito di applicazione, si dice che il codice sui contratti si dovrà applicare in generale ad appalti e a concessioni. Si ricorda che, in particolare per appalti, si intendono quei contratti a titolo oneroso, stipulati per iscritto tra uno o più operatori economici e una o più stazioni appaltanti e che ha come oggetto l'esecuzione di lavori, la fornitura di beni o la prestazione di servizi; quindi può avere ad oggetto lavori, servizi o forniture. Per concessioni invece si intendono sempre quei contratti a titolo oneroso, stipulati per iscritto, a pena di nullità, con i quali una o più stazioni, cioè amministrazioni aggiudicatrici o enti aggiudicatori, affidano l'esecuzione di lavori, la fornitura, la gestione di servizi a uno o più operatori economici, nonché anche la gestione dei servizi stessi. Quindi la differenza principale rispetto agli appalti è nella presenza della gestione del servizio che viene affidata, in generale, un'assunzione anche del rischio da parte degli operatori o dell'operatore. In definitiva, quindi, sia gli appalti che le concessioni possono riguardare lavori, servizi, forniture. Per lavori si intende in generale qualunque attività, ad esempio mirata alla realizzazione di un'opera; per servizi invece si intendono tutte le altre attività diverse dai lavori; e infine per forniture abbiamo l'acquisizione di beni di consumo.
Una serie di contratti invece risultano esclusi dal codice. In particolare, ad esempio, abbiamo quelli che sono esclusi per delle disposizioni di legge vigenti, nonché i contratti attivi, ovvero quelli che comportano delle entrate per la pubblica amministrazione, non delle spese, e i contratti a titolo gratuito. Per quanto riguarda le soglie di rilevanza, queste sono contenute all'articolo 14 e sono distinte tra appalti e concessioni nei settori ordinari, in particolare è anche nei settori speciali. Sono poi presenti quindi diverse soglie con riferimento al tipo di appalto di lavori, servizi, forniture o di concessione, nonché anche al tipo di amministrazione che può essere un'amministrazione centrale, come ad esempio i ministeri, o sub-centrale. Il comma 4 dell'articolo 14 poi chiarisce in che modo va calcolato l'importo stimato dell'appalto. Questo, ad esempio, anche per capire se si supera la soglia. Questo importo dovrà comprendere l'importo totale pagabile al netto dell'IVA, compresi eventuali possibili rinnovi.
L'articolo 15 del nuovo Codice poi disciplina la figura del RUP, specificando i requisiti, in particolare ad un allegato II, e una novità, come accennato già rispetto al vecchio codice, nel cambio di nome che diventa responsabile unico del progetto e non più responsabile unico del procedimento. Tale figura, in generale, dovrà occuparsi delle varie fasi dell'appalto che sono: la programmazione, la progettazione, l'affidamento e l'esecuzione. Tra i requisiti del RUP si cita in particolare il fatto che, nel caso di appalti di lavori e servizi di ingegneria ed architettura, il RUP deve essere un tecnico abilitato all'esercizio della professione. Inoltre, in base all'importo del servizio della fornitura, il RUP dovrà avere maturato un certo numero di anni di esperienza. Per quanto riguarda poi i compiti del RUP, sempre dall'allegato si sancisce che questo dovrà coordinare i vari processi che consentono di realizzare quello che è l'intervento pubblico nei termini previsti e nei costi stanziati, anche assicurando ovviamente quelli che sono ovviamente i livelli qualitativi. Sono poi specificate le attività del RUP nelle fasi di affidamento, come ad esempio la verifica dei documenti amministrativi e delle offerte, nonché nella fase di esecuzione, come l'attività di collaborazione ai lavori, nonché la vigilanza con il direttore dei lavori.
Il titolo secondo del nuovo Codice si conclude poi con la definizione delle fasi dell'affidamento. In particolare, gli articoli 17 e 18 disciplinano appunto queste fasi e viene detto che il primo atto da compiere è quello che sancisce la decisione di contrarre un contratto, ovvero ad esempio si va a realizzare quella che è la determina a contrarre. In quest'atto si dovranno decidere gli elementi essenziali del contratto, i criteri di selezione degli operatori economici, nonché una serie di altre cose. Nel caso poi di affidamenti diretti, si dovranno specificare l'oggetto dell'appalto, l'importo, il contraente, le ragioni della scelta del contraente mediante affidamento diretto, i requisiti di carattere generale e, se necessari, anche quelli inerenti le capacità economiche, finanziarie e tecniche o professionali. Successivamente sarà possibile iniziare appunto quelle che sono le procedure di selezione che dovranno rispettare determinati termini di legge. Ogni concorrente presenterà un'unica offerta vincolante. Tali offerte saranno valutate, scartando eventuali offerte ritenute anomale, e si procederà quindi all'aggiudicazione all'offerta migliore secondo i criteri stabiliti nel bando o nell'avviso; ad esempio il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, determinata in base a punteggi attribuiti all'offerta economica su ribasso e all'offerta tecnica, oppure unicamente tramite criterio del massimo ribasso, quindi scegliendo in questo secondo caso l'offerta con il massimo ribasso. Successivamente all'aggiudicazione si può procedere con la stipula del contratto. Il contratto tuttavia può essere eseguito anche prima della stipula qualora vi siano situazioni di urgenza e di emergenza. Il contratto andrà quindi stipulato in forma scritta ed elettronica, mediante atto notarile o con scrittura privata nel caso di affidamenti diretti, ed è ammessa anche la stipula mediante delle mail PEC. La stipula del contratto va effettuata nel termine di 60 giorni dalla aggiudicazione. Tuttavia è inoltre previsto un termine cosiddetto dilatorio, o stand-still period, di 35 giorni, prima dei quali il contratto non può essere stipulato a partire dall'ultima delle comunicazioni di aggiudicazione. Tale termine dilatorio tuttavia non si applica in una serie di casi di legge, tra i quali ad esempio i contratti di importo inferiore alle soglie europee.
La parte seconda del libro primo è invece dedicata alla digitalizzazione dei contratti pubblici che deve essere assicurata dalle stazioni appaltanti, rispetto delle disposizioni del Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD) di cui al Decreto Legislativo 82/2005. La digitalizzazione, rispetto al vecchio Codice dei Contratti, viene qui ad essere rimarcata prevedendo che le stazioni appaltanti utilizzino gli strumenti digitali per gestire tutte le fasi di gara, compreso anche le tipologie BIM, ad esempio, per la modellazione integrata dei diversi aspetti dei progetti delle opere, soprattutto rispetto al fine di ridurre tempi e costi dovuti a imprevisti. In particolare, sempre tramite la digitalizzazione vengono previsti una banca dati nazionale dei Contratti Pubblici, il fascicolo virtuale degli operatori economici, le piattaforme di approvvigionamento digitali e le procedure automatizzate generali. Ma inoltre è assicurata la trasparenza delle informazioni riguardanti i Contratti Pubblici, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 33/2013 sulla trasparenza e l'accesso civico. L'ANAC poi viene individuata quale gestore della banca dati nazionale dei Contratti Pubblici, presso la quale deve essere istituito anche il fascicolo digitale per ciascuno operatore economico. Inoltre viene previsto l'utilizzo, per le stazioni appaltanti, di piattaforme digitali e sistemi dinamici di acquisizione per l'approvvigionamento di lavori, servizi e forniture, ovvero il MEPA, che è obbligatorio al di sopra di alcune soglie.
La parte terza del libro primo poi riguarda la programmazione dei lavori, dei servizi e delle forniture. Per quanto riguarda i lavori, è prevista l'elaborazione del programma triennale dei lavori pubblici che comprende l'elenco annuale delle opere da avviare nella normalità, specificandone anche la fonte di finanziamento. Una novità rispetto al vecchio codice è poi il programma triennale di beni e servizi che prima invece era di tipo B e male nel vecchio codice. La parte quarta del libro primo attiene invece alla progettazione dei lavori, servizi e forniture. Per quanto riguarda i lavori è prevista la novità di soli due livelli di progettazione, ovvero il progetto di fattibilità tecnica ed economica ed il progetto esecutivo. Viene quindi eliminato, rispetto al vecchio codice, il progetto definitivo. Per quanto riguarda invece il progetto di servizi e forniture viene sempre previsto un unico livello, il progetto di lavori. Inoltre dovrà essere validato prima di procedere all'affidamento di lavori e alla sua esecuzione. La validazione, in generale, viene effettuata dal RUP se questo non ha partecipato alla progettazione stessa. Una novità ulteriore rispetto al precedente Codice dei Contratti è poi rappresentata dalla possibilità dell'appalto integrato, ovvero un appalto che comprende sia la progettazione che l'esecuzione dell'opera.
Ulteriori novità introdotte con il nuovo codice riguardano gli incentivi tecnici per le attività di progettazione per i dipendenti che appunto si occupano di queste attività. Viene previsto, in uno specifico allegato, un elenco delle attività incentivabili, incentivi tecnici a beneficio quindi del personale della stazione. Molto importante che svolge tale attività, sono previste per legge in misura pari al 2% dell'importo a base di gara. Di questo importo, l'80% è a favore del personale e il restante 20% è necessario per l'acquisto di beni per il personale. L'importo complessivo degli incentivi non può superare nell'anno il trattamento economico complessivo annuo lordo percepito dal dipendente. Tale limite, precedentemente invece nel vecchio codice, era pari alla metà, al 50% della retribuzione. Il nuovo codice inoltre prevede l'incremento del tetto massimo, quindi della retribuzione, nel caso di incremento pari a 15 per cento nel caso vengano utilizzate nella stazione appaltante strumenti digitali per la gestione dei contratti. La parte di incentivo tecnico eventualmente eccedente il limite non è conferita al dipendente, ma confluisce nelle risorse destinate per l'acquisto di beni per il personale. Infine, sempre per gli incentivi tecnici, dovrebbero essere semplificate le procedure per il conferimento di questi benefit mediante l'eliminazione della necessità di confluire tale risorse in un fondo dedicato.
Il libro secondo del codice degli appalti invece entra nel merito della disciplina dei Contratti Pubblici ed è suddiviso in sette parti. Dopo una prima parte del libro secondo dedicata ai contratti sotto le soglie europee, vi è una parte seconda che contiene delle disposizioni comuni a tutti gli appalti. Segue la parte terza del libro secondo che attiene ai soggetti interessati, ovvero alle stazioni appaltanti da un lato e agli operatori economici dall'altro. La successiva parte quarta riguarda poi le procedure per la scelta del contraente. Poi la parte quinta del libro secondo disciplina il modo in cui devono svolgersi le procedure, come ad esempio gli atti iniziali, i bandi, gli avvisi e gli inviti. Le offerte vengono anche trattate, i requisiti degli operatori economici e l'esame delle offerte. Infine vi sono poi la parte sesta del libro secondo che disciplina l'esecuzione dei contratti e la parte settima che invece riguarda dei contratti particolari.
Vediamo brevemente più nel dettaglio le varie parti. La parte prima del libro secondo, come detto, riguarda nello specifico tutti i contratti di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie europee. Nello specifico, all'articolo 49 si dice che occorre applicare il principio di rotazione ed in particolare che è vietato l'affidamento, l'aggiudicazione di un appalto al contraente uscente. Tale principio di rotazione inoltre può essere convenientemente applicato anche quando la stazione appaltante vada a definire delle fasce di importo dei contratti, applicando quindi tale principio nell'ambito di ciascuna fascia. In altre parole, l'affidatario uscente non potrà vedersi affidato un nuovo contratto se non in una fascia diversa. Una deroga al principio di rotazione è anche possibile, se adeguatamente motivata, nel caso in cui il mercato si sia strutturato in un modo particolare e non vi siano delle alternative al vecchio affidatario e inoltre quando quest'ultimo abbia accuratamente eseguito il vecchio contratto. Infine, il criterio di rotazione può essere anche derogato quando si tratta di contratti affidati per procedure negoziate, esclusi quindi gli affidamenti diretti e non si va a limitare il numero massimo di partecipanti, oppure quando vi siano degli affidamenti diretti di importo inferiore a 5.000 euro.
Nel caso sempre di contratti di importo inferiore alle soglie sono previste le seguenti modalità di affidamento: per lavori fino a 150.000 euro si può procedere con l'affidamento diretto; per servizi e forniture, anche di ingegneria e architettura, inferiore a 140.000 si può ancora procedere per affidamento diretto; per lavori da 150.000 euro e inferiore a un milione di euro si deve ricorrere alla procedura negoziata senza bando con consultazione di almeno cinque operatori economici; per lavori da un milione di euro fino alla soglia si deve ricorrere alla procedura negoziata senza bando con consultazione di almeno 10 operatori economici; per servizi e forniture, anche di ingegneria e architettura, da 140.000 euro e fino alle soglie si può ricorrere, si deve ricorrere alla procedura negoziata senza bando con consultazione di almeno 5 operatori economici. Nel caso di procedura negoziata l'affidamento sarà fatto in generale con il criterio delle offerte economicamente più vantaggiosa oppure con il criterio del minor prezzo. L'esecuzione del contratto può iniziare prima della stipula del contratto e dopo la verifica dei requisiti dell'aggiudicatario da parte della stazione appaltante. Per caso sempre di contratti inferiore alle soglie la stazione appaltante può sostituire il certificato di collaudo con il certificato di regolare esecuzione, cosiddetto CRE, a firma del direttore dei lavori nel caso di lavori o del RUP o del direttore dell'esecuzione nel caso di servizi e forniture. Il CRE dovrà essere messo entro tre mesi dalla data di ultimazione del contratto.
La parte seconda del libro secondo contiene, all'articolo 56, una serie di tipologie di contratti esclusi dal codice, quale ad esempio i contratti di lavoro, l'acquisto e la locazione, nonché l'acquisto della locazione di beni immobili. Vi è poi l'articolo 58 che riguarda la suddivisione in lotti degli appalti, come già accennato. Viene detto che l'artificioso accorpamento di lotti in un unico appalto è vietato e occorre invece tendere a suddividere l'appalto in più lotti funzionali riguardanti categorie diverse di lavori, servizi, forniture. Tale suddivisione infatti si rende necessaria a fine di favorire la partecipazione delle micro, piccole e medie imprese. Ulteriori temi affrontati nella parte seconda del libro secondo sono gli accordi quadro che dovranno avere durata massima di 4 anni, salvo casi eccezionali, e sono stipulati con uno o più operatori economici. Viene poi disciplinata nella stessa parte anche il meccanismo di revisione dei prezzi. All'articolo 60 viene detto in merito che occorre obbligatoriamente inserire negli atti iniziali delle gare delle opportune clausole che contemplano la revisione dei prezzi. Tali clausole si attivano quando si dovessero, vi dovessero essere delle variazioni oggettive, in aumento o diminuzione, dei prezzi superiori al 5% dell'importo complessivo. Si possono utilizzare degli indici sintetici pubblicati dall'ISTAT. I maggiori oneri dovuti alla revisione dei prezzi andranno coperti con le somme previste per importi per imprevisti nel quadro economico, nonché le somme derivanti da ribassi d'asta o disponibili perché residui dai lavori ultimati. Si possono infine anche avere anche dei contratti detti riservati, ovvero si intendono quei contratti ai quali possono partecipare alla gara solo alcuni operatori economici che hanno come scopo l'integrazione sociale, ad esempio di disabili o altre persone svantaggiate o favorire la parità di genere.
La parte terza del libro secondo riguarda poi i soggetti che sono chiamati ad applicare il codice degli appalti. In particolare si hanno le stazioni appaltanti da un lato, come detto, e gli operatori economici dall'altro. Le prime, le stazioni appaltanti, sono coloro che in generale pagano gli operatori economici al fine di ottenere lavori, servizi, forniture. Le stazioni appaltanti in particolare possono aggregarsi ad altre al fine di gestire le procedure in forma unica o centralizzata, ottenendo così delle centrali di committenza. In base al tipo di importo di appalto infatti è prevista una specifica qualificazione della stazione appaltante al fine di poter o meno gestire la procedura. Una opportuna qualificazione in particolare è richiesta nel caso in cui si superino le soglie per le quali è possibile ricorrere agli affidamenti diretti o nel caso di lavori si superino i 500.000 euro. La qualificazione dovrà avvenire utilizzando un opportuno sistema predisposto dall'ANAC, anche al fine di poter ottenere i CIG, ovvero i codici identificativi di gara, da indicare obbligatoriamente negli atti. Qualora la stazione appaltante non sia dotata della necessaria qualificazione infatti dovrà rivolgersi necessariamente ad un'altra stazione appaltante che ne sia dotata e con la quale dovrà sottoscrivere una qualche forma di accordo. Gli operatori economici invece, dal canto loro, possono aggregarsi al fine di partecipare agli appalti formando dei consorzi o dei raggruppamenti temporanei. In quest'ultimo caso gli operatori economici, detti mandanti, devono scegliere uno di essi, chiamato mandatario, al fine di rappresentarli con la stazione appaltante.
La parte quarta del libro secondo riguarda invece la procedura di scelta del contraente, ovvero dell'operatore economico, in base alle offerte che sono state presentate. Ciascun operatore economico infatti può presentare una sola offerta. La procedura può essere gestita nei seguenti modi: mediante procedura aperta, procedura ristretta, procedura competitiva con negoziazione, dialogo competitivo, partenariato per l'innovazione, procedura negoziata senza bando. Nel caso di procedura aperta qualsiasi operatore economico interessato può presentare un'offerta in risposta a un avviso o un'indizione di gara. Nel caso invece di procedura ristretta qualsiasi operatore economico può presentare una domanda di partecipazione in risposta a un avviso di indizione di gara, ma soltanto gli operatori economici invitati, dopo valutazione delle domande, possono presentare un'offerta. Nella procedura competitiva con negoziazione invece soltanto gli operatori economici invitati possono presentare un'offerta e solo gli operatori economici invitati dalla stazione appaltante, in seguito alla valutazione delle informazioni fornite, possono presentare un'offerta iniziale. L'offerta iniziale e quelle successive, esclusa l'offerta finale, possono poi essere negoziate per migliorare il contenuto del contratto. Nel dialogo competitivo invece qualsiasi operatore economico può chiedere di partecipare in risposta a un bando di gara, un avviso di indizione di gara. Il dialogo competitivo poi riguarda tutti gli aspetti dell'appalto ed è finalizzato ad individuare i mezzi più idonei per soddisfare le necessità della stazione appaltante. Abbiamo poi il partenariato per l'innovazione che invece riguarda l'esigenza di prodotti, servizi e lavori innovativi che non può essere soddisfatta con lavori, servizi o forniture.
Disponibili in generale sul mercato, abbiamo poi la procedura negoziata senza bando, nella quale viene prevista, in alcuni casi specificamente individuati dalla legge e deve essere adeguatamente motivata. In questo caso, le stazioni appaltanti individuano gli operatori economici da consultare sulla base delle caratteristiche di qualificazione economica, finanziaria, tecniche e professionali desunte dal mercato, nel rispetto dei principi di trasparenza e concorrenza, e selezionando almeno tre operatori economici, se ve ne sono. La stazione appaltante, quindi, dovrà scegliere l'operatore economico che ha offerto le condizioni più vantaggiose.
La parte quinta del libro secondo, poi, disciplina lo svolgimento della gara. In primo luogo, vi potranno essere degli atti preparatori alla gara vera e propria, come le consultazioni di mercato, gli avvisi di pre-informazione, la preparazione e poi la preparazione vera e propria dei documenti di gara. Successivamente, verranno predisposti bandi di gara, gli avvisi e gli inviti. Il codice specifica in questa parte tutte le caratteristiche di questi documenti, nonché i termini vigenti anche per la presentazione delle offerte da parte degli operatori. Successivamente, la stazione appaltante dovrà nominare una commissione giudicatrice con un numero dispari di componenti e massimo 5. Il codice specifica i requisiti dei commissari e, successivamente, l'aggiudicazione. Quindi, dovrà avvenire sulla base di due possibili criteri: il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa oppure quello del minor prezzo/minor costo.
Nel primo caso, si sceglierà l'offerta che garantisce il maggior rapporto qualità-prezzo, scegliendo l'offerta che tipicamente si comporrà di un'offerta tecnica più una economica a ribasso. L'offerta migliore è quella che otterrà il punteggio più alto in genere, come somma del punteggio attribuito all'offerta tecnica e all'offerta economica. Nel secondo criterio, invece, viene scelta l'offerta che garantisce il massimo ribasso sulle somme messe a gara per i servizi, lavori o le forniture. Il criterio di selezione da preferire in generale è quello dell'offerta economicamente più vantaggiosa, che diventa poi obbligatorio in una serie di situazioni previste dalla legge.
Veniamo poi alla parte sesta del libro secondo, che si occupa di regolare le fasi di esecuzione dell'appalto. Ovvero quella fase in cui l'operatore economico che si è aggiudicato la gara inizia le attività al fine di consentire alla stazione appaltante di ottenere lavori, servizi, forniture oggetto dell'appalto. Una novità rispetto al vecchio codice è rappresentata dalla possibilità del subappalto a cascata, prevista in particolare all'articolo 119, comma 17. In particolare, la stazione appaltante dovrà specificare le lavorazioni che non potranno essere oggetto di ulteriore subappalto e quindi del subappalto a cascata. La stazione appaltante, in questa fase, dovrà nominare una figura detta direttore dei lavori nel caso di lavori o direttore dell'esecuzione nel caso di servizi e forniture. In questo secondo caso, molte volte il direttore dell'esecuzione coincide con la figura del RUP. In generale, tali direttori avranno il compito principale di controllare che l'oggetto dell'appalto sia conforme a quanto concordato.
Al termine della fase di esecuzione, nel caso di lavori andrà effettuato il collaudo; nel caso invece di servizi e forniture andrà effettuata la verifica di conformità. Il collaudo finale o la verifica di conformità vanno effettuati entro 6 mesi dall'ultimazione dell'esecuzione. In particolare, dovrà essere messo il certificato di collaudo che avrà carattere provvisorio e diventerà definitivo dopo due anni. Per tali attività di collaudo, potranno essere nominati da uno a tre collaudatori tra i dipendenti della pubblica amministrazione, della stazione appaltante o di altre amministrazioni. Il collaudatore, inoltre, non potrà essere colui che si è occupato della gara, della progettazione o della direzione lavori o esecuzione. In alcuni casi è possibile, poi, sostituire il certificato di collaudo dei lavori o il certificato di verifica di conformità con il certificato di regolare esecuzione, come già anticipato precedentemente.
Durante la fase di esecuzione, poi, possono avvenire diversi fatti disciplinati sempre dal codice in questa parte, come ad esempio il subappalto che abbiamo già accennato, il contratto con il quale l'affidatario fa eseguire alcune attività a terzi. Abbiamo poi la sospensione, se ricorrono delle condizioni temporanee eccezionali; il direttore dei lavori può disporre questa sospensione, comunicando al RUP entro 5 giorni. Abbiamo poi la modifica del contratto nei limiti previsti dalla legge e dallo stesso; la risoluzione che può avvenire in alcune condizioni di legge, come ad esempio la modifica sostanziale del contratto o gravi violazioni/inadempimenti; e in questo caso l'appaltatore ha diritto soltanto al pagamento delle prestazioni relative a lavori, servizi, forniture regolarmente eseguiti. Poi si può avere il recesso, ovvero la stazione appaltante può recedere dal contratto in qualunque momento, purché venga indennizzato l'appaltatore mediante il pagamento dei lavori già eseguiti o delle prestazioni di servizi e forniture già eseguite, nonché del valore di eventuali materiali utili esistenti in cantiere.
Veniamo poi alla parte settima del libro secondo, che invece è dedicata alla disciplina per alcune tipologie di contratti facenti parte del settore ordinario. In particolare, gli appalti di servizi sociali, ovvero servizi alla persona, ristorazione, mensa, compresi gli appalti riservati a beni culturali. In particolare, quelli che disciplinano i requisiti di partecipazione, del partenariato, ricerche, sviluppo, sicurezza e contratti segregati, procedura di somma urgenza e della Protezione Civile. Più nel dettaglio, nel caso di appalti nel settore dei beni culturali, ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio, ovvero il decreto legislativo 42/2004, in particolare non è possibile applicare l'avvenimento che consentirebbe ad un operatore economico di soddisfare i requisiti per partecipare ad una gara utilizzando i requisiti di un altro operatore economico, al fine poi della tutela e della valorizzazione dei beni culturali. Le amministrazioni pubbliche non possono stipulare contratti gratuiti; oppure, per assicurare anche la fruizione dei beni culturali, è possibile ricorrere a forme di partenariato, anche mirato al loro recupero, restauro e manutenzione, e anche possibile ricorrere a forme di sponsorizzazione, per le quali è prevista, nel caso si superino i 40.000 euro, la pubblicazione per almeno 30 giorni dell'offerta di sponsorizzazione e dell'avviso o dell'avviso di ricerca di sponsor.
Vi è poi l'articolo 140 che disciplina i casi di lavori di somma urgenza. In questi casi, in particolare, è possibile ricorrere, per il RUP o altro tecnico dell'amministrazione, è possibile ordinare lavori fino a 500.000 euro ad un affidatario in via diretta. Questo al fine, e nel limite, a rimuovere uno stato di pubblica pericolosità. Il RUP o il tecnico che ordinano i lavori deve poi compilare, entro 10 giorni dall'ordine di esecuzione, una perizia da trasmettere all'amministrazione al fine della copertura della spesa. Quest'ultima è determinata previa accordo con l'affidatario o, in mancanza, mediante l'uso di prezziari ufficiali ridotti del 20%.
Il libro terzo del codice degli appalti è invece dedicato ai contratti dei settori speciali, come quelli del gas, l'elettricità, l'acqua, il trasporto, e si presenta suddiviso in tre parti. La prima parte contiene delle disposizioni generali; la seconda, la disciplina delle procedure per la scelta del contraente, ad esempio procedure ristrette o negoziate con o senza bando; e la terza parte contiene le modalità per la selezione delle offerte.
Veniamo poi al libro IV del decreto 36/2023, che invece è dedicato al partenariato pubblico privato e alle concessioni. In particolare, si ricorda che per partenariato pubblico privato si intende un'operazione economica con la quale si instaura un rapporto contrattuale tra un ente concedente e uno o più operatori economici privati al fine di raggiungere un interesse pubblico. In particolare, il pubblico si occuperà del controllo del raggiungimento degli obiettivi di interesse pubblico, mentre i privati finanzieranno gran parte del progetto e della relativa realizzazione e si occuperanno della gestione delle opere con assunzione del rischio operativo. Per concessione di lavori o servizi, invece, si intende la realizzazione di un'opera mediante lavori o la predisposizione di un servizio, compresa la gestione dell'opera o del servizio stesso da parte dell'operatore economico che si assume così il rischio operativo connesso con la gestione dello stesso.
Infine, abbiamo il libro quinto del codice degli appalti che si presenta suddiviso in tre parti. La prima parte contiene la disciplina del contenzioso che può nascere in tema di appalti, prevedendo delle disposizioni sui possibili ricorsi in sede sia giudiziaria sia tramite una serie di rimedi alternativi, come ad esempio gli accordi bonari, la transazione e l'arbitrato. In particolare, per accordo bonario si intende un accordo a seguito dell'iscrizione delle cosiddette riserve sui documenti contabili, con riferimento in particolare agli importi economici. L'accordo bonario può essere concluso quando l'importo dell'opera varia tra il 5 e il 15% dell'importo contrattuale a seguito appunto di queste riserve. Per avviare l'accordo bonario, il direttore dei lavori dovrà comunicare al RUP l'iscrizione di tali riserve e quest'ultimo, quindi, il RUP, valuta la loro ammissibilità sulla base di una relazione del direttore dei lavori, dell'organo di collaudo o, se nominato, di una camera arbitrale, sempre se nominata e composta da 5 esperti. Vi è poi la transazione che invece è una forma di risoluzione delle controversie riguardanti in particolare i diritti soggettivi che è alternativa ai rimedi giudiziali; e in questo caso la proposta di transazione dovrà avvenire in forma scritta e può essere formulata dal soggetto aggiudicatario o dal dirigente, anche sentito il RUP. Altra forma di risoluzione delle controversie è poi l'arbitrato, che invece è uno strumento sempre per soddisfare dei diritti soggettivi, in particolare grazie all'uso di un collegio arbitrale composto da tre membri di comprovate esperienze.
Vi è poi una seconda parte di questo libro quinto che riguarda il sistema di gestione e controllo degli appalti pubblici per il tramite dell'ANAC. In particolare, per i controlli sui fenomeni di corruzione, viene poi prevista, sempre per la gestione degli appalti a livello nazionale, una cabina di regia, nonché la tale gestione degli appalti è affidata in parte anche al Ministero delle Infrastrutture. Infine, la terza ed ultima parte del libro quinto contiene delle disposizioni transitorie che abbiamo già accennato all'inizio, nonché delle disposizioni finali che concludono il codice. Oltre 30 allegati, suddivisi per ciascuno dei 5 libri in cui il codice è organizzato, tra i temi affrontati negli allegati si citano, in particolare, le attività del RUP, la programmazione di lavori e servizi con degli schemi tipo, la verifica della progettazione, i criteri per la formazione dei prezzari regionali, la qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza, le attività di direzione lavori ed esecuzione, il collaudo e la verifica di conformità.