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[Musica] [Musica] [Musica] C [Musica] [Musica] [Musica] Benvenuti a volte degli oggetti diventano dei simboli molto forti che possono rappresentare idee, fedi o anche ideali nei quali ci si identifica e che per difenderli si è pronti a lottare e persino a morire. Due esempi fra i tanti: una bandiera oppure la croce. L'oggetto di cui parleremo in questa puntata è una costruzione molto famosa che non ha mai avuto la capacità di suscitare delle passioni forti, delle dizioni e tantomeno dei fanatismi. Ma che, in un certo senso, simboleggia la nascita del mondo moderno, il passaggio dal potere assoluto a quello democratico, la nascita anche della filosofia, oltre che del pensiero scientifico. Si trova ad Atene ed è l'Acropoli. Molte volte l'abbiamo vista rappresentata in film o fotografie sulla splendida Rocca che domina la città. Molti l'hanno definita il luogo che ha più avuto influenza nella storia della civiltà occidentale, ma è anche uno dei siti architettonici più ammirati dell'antichità per le sue opere d'arte, le statue in basto, rilievi e per le dimensioni e l'eleganza del Partenone.
Il Partenone era l'elemento centrale dell'Acropoli. Comprendeva una serie di edifici pubblici che rappresentavano il cuore della città più potente e ricca dell'epoca. Una città dove convergevano, in un clima di creatività e di libertà intellettuale, artisti, artigiani che in quel momento erano i più bravi del mondo. Vedremo tra poco la storia dell'Acropoli, ma anche della Grecia dell'epoca nel suo momento di massimo splendore. Le nostre radici culturali si trovano proprio là. Una luce nuova si era accesa sul mondo, una luce che, malgrado le nubi, le tempeste dei secoli, non si sarebbe più spenta. Il filmato si soffermerà non solo sulle straordinarie opere d'arte come quelle di Fidia, ma molto anche sulle tecniche di costruzione del Partenone. Per la prima volta, infatti, un documentario racconta nei dettagli tutte le astuzie, gli effetti speciali che hanno caratterizzato la costruzione di questo celebre monumento, diventato un classico in tutti i libri di storia dell'architettura. Vediamo per cominciare come nasce fisicamente [Musica] l'Acropoli.
L'audace e ambizioso progetto dell'Acropoli viene finanziato dai bottini di guerra. Una guerra che segna il destino della Grecia. Nel 480 avanti Cristo, Atene giace in rovina, conquistata dai persiani che sembrano inarrestabili. In mare, l'armata persiana di 800 navi ottiene numerose vittorie sulla flotta greca in netta [Musica] inferiorità. La notte che precede l'inevitabile scontro, un gufo, simbolo della dea protettrice della città, Atena, si libra volando. Ispirata da questo buon presagio, la flotta greca sferra l'attacco e sconfigge quella persiana nella battaglia di [Musica] Salamina. In una delle più grandi vittorie navali della storia, i greci affondano 200 navi nemiche, perdendone solo 40 delle [Musica] loro. La minaccia persiana è stata sventata. La vittoria in attesa preannuncia un nuovo periodo di stabilità per Atene e i suoi alleati, per la Grecia. Inizia l'età [Musica] dell'oro. Nasce un'alleanza permanente tra le città stato dell'Egeo, la lega di Delo, il cui scopo è difendere la ritrovata indipendenza greca. Un uomo, Pericle di Atene, si afferma come suo capo indiscusso. Ha una semplice ambizione: fare di Atene la capitale politica e culturale della lega, dando vita di fatto all'Impero ateniese. L'Acropoli sarà il colpo da maestro del progetto di Pericle, una dichiarazione monumentale del dominio di Atene sul nuovo ordine mondiale. Nel 447 a.C. dedica il nuovo impero e la sua ricchezza alla costruzione dell'Acropoli. Raduna tre talenti artistici di singolare bravura: lo scultore e gli architetti Ictino e Callicrate. [Musica]
Insieme immaginano un complesso di templi e luoghi pubblici da costruire secondo gli ideali artistici classici. L'ingresso all'Acropoli, barriera simbolica tra il mondo secolare e quello sacro, avverrà tramite un'originale scalinata e dei porticati, i Propilei. A nord, avrebbero ricostruito l'Eretteo, un tempio che avrebbe portato il nome del mitico re di Atene che, secondo il poeta Omero, è stato allevato da Atena stessa. Per meato di mitologia e leggenda, l'Eretteo sarà il luogo più religioso del sito, dove tutti gli dei che dominano la vita ateniese possono essere venerati in un unico luogo. Davanti all'Eretteo, sul versante sud, ci sarà il Partenone, così chiamato poiché dedicato ad Atena Parthenos, la Vergine Atena. In questo luogo inespugnabile saranno custodite le ricchezze di Atene, protette dalla dea [Musica] stessa. A completare il complesso ci sarà il tempio di Atena Nike. [Musica] [Applauso] Un tempio che celebra le vittorie militari e sovrasta la baia di Salamina, luogo in cui i greci si sono liberati dei persiani. Nike in greco significa [Musica] vittoria.
L'Acropoli di Pericle sarà il centro intorno a cui ruoterà la vita ateniese. Le processioni religiose entreranno dai Propilei e culmineranno nell'Eretteo. Sui suoi altari, centinaia di capi di bestiame verranno sacrificati ad Atena, Poseidone e Zeus. Le festività saranno arricchite da eventi sportivi. Grandi feste e banchetti si terranno sulle pendici dell'Acropoli, durante le quali le ragazze in età da marito verranno introdotte nel mondo [Musica] maschile. Nelle ampie piazze tra i templi, militari celebreranno il potere della Grecia. Nel tempio di Atena Nike saranno onorati i caduti e si invocherà protezione per i soldati ancora in guerra. Accessibile solo attraverso una propria scalinata, gli ateniesi potranno visitare questo tempio ogni volta che vorranno, senza dover passare dai Propilei. [Musica] [Applauso] [Musica] Dettaglio dell'Acropoli. I lavori in muratura, le statue e le decorazioni dovranno essere i migliori mai [Musica] [Applauso] eseguiti. Ma Pericle non è un dittatore. Non spetta solo a lui dare l'assenso per la costruzione [Musica] dell'Acropoli. Tutto il programma edilizio proposto da Pericle e ogni singolo progetto dovevano essere approvati dalla assemblea democratica e con un'ampia maggioranza. I monumenti dell'Acropoli, sebbene siano stati un'idea di un uomo solo, Pericle, sono tuttavia il frutto di una decisione [Musica] democratica. Per la prima volta, non è un singolo sovrano, un despota, un imperatore a decidere tutto quello che si deve fare o non fare ad Atene. 2500 anni fa nasce la democrazia. Tutti gli uomini liberi, nati da genitori ateniesi, godono della cittadinanza e del diritto di voto nell'assemblea, anche se ciò riguarda solo una minoranza, 40.000 uomini su una popolazione di mezzo milione. Si tratta di una prima vera forma di democrazia. Il sistema di voto è semplice: pietra nera per il no, pietra bianca per il sì. [Musica] [Musica]
Da prima l'assemblea è contraria ai progetti di Pericle per l'Acropoli. I cittadini sono riluttanti a pagare gli ingenti costi. In risposta, Pericle minaccia di finanziare il progetto con i suoi soldi e di dargli il suo nome. Davanti a questo atteggiamento spavaldo, l'opposizione si arrende. Da allora, nessun costo sarà troppo alto, né impegno troppo pesante. L'Acropoli diviene simbolo dell'orgoglio civico di Atene e il Partenone il suo capolavoro. Appena 10 anni prima, a Olimpia, era stato eretto un tempio dedicato a Zeus. L'orgoglio ateniese e l'ambizione di Pericle vogliono che il Partenone sia più grande. [Musica] Le sue fondamenta verranno costruite sopra le rovine di un Partenone precedente, che era stato raso al suolo dai persiani. Il Partenone di Pericle laverà via quell'onda e sarà il simbolo della vittoria, diventando il monumento più importante mai costruito, un palazzo adatto a una dea, un capolavoro di geometria e proporzione senza eguali. Guidata da Pericle, l'assemblea ateniese, con il proprio voto, esprime il desiderio che ogni aspetto dell'Acropoli rappresenti gli ideali della loro società rivoluzionaria. L'intero complesso sarà in marmo bianco, non solo perché mostra la ricchezza, ma anche per il suo significato simbolico. Il marmo usato per realizzare l'Acropoli era una pietra locale, una pietra bianco puro, rappresenta una società pura, e quella era una società democratica pura. Il marmo viene estratto dal Monte Pentelico, a 22 km dal sito di costruzione. Come un gigantesco diamante, viene estratto sfruttando la debolezza delle quasi impercettibili imperfezioni della roccia. Ci vogliono 10 uomini e 10 giorni per estrarre un blocco di 40 tonnellate dalla roccia madre. Solo il 50% della roccia estratta sarà poi utilizzabile. In tutto, vengono estratte 180.000 tonnellate di marmo dalla cava del Monte Pentelico per costruire l'Acropoli. Ridotte alla giusta dimensione alla cava, il tocco finale verrà dato all'Acropoli sul sito stesso. Gli eccellenti intagliatori di pietra greci danno vita a questi miracoli in pietra senza l'uso di malta o cemento. La forza e la resistenza degli edifici è data dalla precisione con cui ogni pietra viene tagliata. Le linee di giunzione tra alcuni blocchi sono spesse meno di un ventesimo di millimetro. Le sottili righe nere che vedete non sono crepe, ma le macchie lasciate dai batteri nel corso di anni. Per vedere la fessura della linea di giunzione, bisognerebbe ingrandire l'immagine di 60 volte. Ogni blocco viene spinto in posizione e assicurato con una staffa di ferro, come un enorme puzzle tridimensionale. Gli edifici dell'Acropoli raggiungono una precisione edilizia mai realizzata prima e mai superata poi. [Musica]
Scegliendo il marmo come unico materiale per l'Acropoli, si impegnano a costruire un complesso di edifici senza eguali, un'ambizione che spingerà la scienza e la tecnologia greca ai suoi limiti. Sorprendentemente, lavorano senza progetti architettonici né schizzi. Sono invece guidati da una serie di codici e principi dettati dall'arte della geometria. Per gli architetti dell'età dell'oro di Atene, la padronanza della geometria è una scoperta magica che rivela le bellezze della natura. L'Acropoli di Callicrate e Ictino è una sorprendente celebrazione del loro nuovo potere [Musica] intellettuale. L'Acropoli mostra quanto fosse avanzata la matematica greca e anche quanto i greci apprezzassero i principi della geometria. Questa è un'opera di enorme importanza, poiché raccoglie le basi della logica e della matematica e ci permette di usarla come strumento per esplorare l'ignoto, facendo dell'Acropoli un esercizio vivente di geometria. I suoi costruttori esprimono la loro fede religiosa. Il legame tra le tradizioni religiose e la matematica trova la sua massima espressione nella festa più importante del calendario religioso ateniese, le Panatenee, per celebrare la nascita di [Musica] Atena. La festa si conclude con una processione di massa dai campi fuori Atene fino all'Acropoli. Giovani donne portano in dono un peplo, un abito da cerimonia, con cui adornare la statua di Atena. I capi di bestiame sacrificali accompagnano la processione di fedeli, che sono scortati anche dalla cavalleria. Per 5 giorni, la processione cresce di numero fino a raccogliere tutte le classi sociali di Atene. Al termine, risale per la scalinata che porta ai Propilei, entrando nel luogo sacro dell'Acropoli attraverso i porticati. I fedeli giungono a un punto magico del complesso. È da qui che è stata definita la disposizione degli [Applauso] edifici. Il punto si trova sulla traiettoria dei raggi del sole che attraversano il sito da est a ovest. Callicrate e Ictino posizionano gli edifici importanti lungo le linee prospettiche che si diramano da questo punto. Le linee non sono scelte a caso, obbediscono ai codici del sistema a 12 parti, che i greci usano per esprimere la divinità dell'universo. Il sistema divide una vista di 360° in 12 sezioni uguali di 30°. Luna gli edifici chiave dell'Acropoli sono posti entro questi confini per creare un effetto scenografico. Un visitatore posizionato nel punto di osservazione privilegiato, in questo caso i Propilei, vedrebbe tre quarti di ogni edificio. Effetti da questo punto, si vede la maggior superficie possibile del Partenone. Il sistema a 12 parti implica anche un simbolismo religioso dell'Acropoli. Nell'angolo di 60°, quello attribuito ad Atena dai seguaci di Pitagora, si trovano sia il Partenone che l'Eretteo. Anche il triangolo equilatero, il simbolo geometrico di Atena, ha un suo spazio nella disposizione dell'Acropoli. Attraverso questa singolare combinazione di geometria e simbolismi religiosi, viene stabilita la posizione ottimale per la facciata del [Musica] Partenone.
Le proporzioni del Partenone sono date dalla radice quadrata di 5. In altre parole, il rapporto tra il lato più lungo e quello più corto è la radice quadrata di 5. La radice quadrata di 5 affascina i greci perché è un numero irrazionale. Nessun numero, per quanto lungo sia, può definirne con precisione il valore o anche individuare una regolarità nei numeri dopo la virgola. Questo divario tra i limiti della conoscenza umana e i misteri della natura affascina i greci. È qui che mettono a confronto i limiti della loro immaginazione con il genio che ha creato l'universo. Il rapporto tra la radice quadrata di 5 e 1 è proporzione divina per un edificio divino. Il rettangolo ACDE ha adesso le proporzioni del Partenone. Questa ricerca di un'architettura divina si riflette anche sulla facciata del Partenone. I greci sono convinti che ogni forma abbia un'area naturale di maggiore bellezza ed escogitano una formula per calcolarla. La sezione aurea permette di ricavare dalla larghezza della facciata la posizione perfetta per le colonne. Una linea pari a metà della larghezza viene ruotata verso l'alto per creare un triangolo rettangolo. Lo stesso segmento interseca il lato più lungo del triangolo, creando un nuovo segmento che, quando viene ruotato di nuovo in basso verso la linea orizzontale, definisce la sezione aurea della facciata. Sembrerà incredibile, ma c'è una colonna posizionata esattamente in questo e alla sua destra c'è un'altra colonna ad essa simmetrica. Posizionate le colonne centrali, si prosegue poi con il resto della facciata, guidati dalla sezione aurea. Callicrate e Ictino rompono la tradizione e realizzano una facciata con otto colonne, non sei. In teoria, con questo metodo, qualunque artigiano poteva utilizzare una corda di una data lunghezza e determinate proporzioni e stabilire le lunghezze necessarie per costruire il [Musica] Partenone. Chi guardi il Partenone oggi, non si immagina che dietro alla sua progettazione esista uno studio così raffinato, una ricerca degli effetti e degli equilibri così alta, che dimostra le grandi conoscenze degli antichi greci in geometria e in matematica. Ma la bellezza del Partenone non dipende solo dalla cosiddetta sezione aurea. È il risultato anche di particolari distorsioni ottiche impercettibili, che sono state studiate per ingannare l'occhio e accrescere l'impressione di bellezza. Infatti, all'occhio dell'osservatore, le colonne del Partenone sembrano perfette, ma la loro perfezione è dovuta, paradossalmente, alla loro imperfezione. È un sofisticato accorgimento destinato a creare l'impressione di una simmetria che, in realtà, è un'illusione ottica. Vediamo come è stato detto che, sebbene il Partenone si basi su assi orizzontali, non c'è in effetti una sola linea dritta in tutto l'edificio. Non è propriamente così, ma in effetti ogni linea verticale o orizzontale presenta una sottile curvatura, un sottile rigonfiamento o leggera inclinazione. Queste deviazioni dalle linee rette orizzontali e verticali sono note come correzioni ottiche. Visto dai Propilei, il Partenone è l'immagine di una struttura perfetta, ma nessuna delle linee visibili dell'edificio è dritta. Ictino sfrutta le illusioni ottiche per evitare che l'edificio sembri storto quando visto dal livello del [Musica] suolo. Per impedire ai lati lunghi dell'edificio di dar l'impressione di incurvarsi, Ictino li rialza nel centro. Il centro è 11 cm più alto delle estremità. Alla base è ben visibile il fatto che la linea non è perfettamente [Musica] orizzontale. Sappiamo che gli architetti del Partenone hanno cercato in modo piuttosto drastico di usare le illusioni ottiche e la sezione aurea per perfezionare ciò che percepiamo nel nostro campo. Possiamo immaginare il campo visivo quasi come un rettangolo, in cui riusciamo a mettere meglio a fuoco ciò che c'è nel centro rispetto ai lati. Osservando frontalmente la facciata del Partenone, si percepisce una leggera distorsione. Gli architetti hanno cercato di intervenire sia sulle colonne esterne che sulla loro leggera inclinazione per correggere questa distorsione ottica, dovuta al fatto che abbiamo un po' peggio ciò che sta ai lati del nostro campo visivo rispetto a ciò che sta al centro. I lati delle imponenti colonne presentano anche un rigonfiamento verso l'esterno, a un terzo dell'altezza, detto entasi. Questa distorsione volontaria controbilancia l'impressione che le colonne si assottigliano per via dell'enorme altezza. Senza questa correzione, le colonne sembrerebbero più strette al centro. Il grado di precisione necessario per produrre questa lieve imperfezione fatta a mano è quasi impossibile da cogliere. Le colonne non sono neanche perfettamente perpendicolari, si inclinano tutte impercettibilmente verso l'interno. Se la facciata proseguisse verso l'alto per altri 4800 metri, le colonne alla fine si toccherebbero. Le colonne laterali sono invece ancora più inclinate e si toccherebbero a 2400 metri. Le colonne sugli angoli presentano un'ulteriore correzione ottica: sono impercettibilmente più larghe. Questa maggiore larghezza compensa l'effetto di assottigliamento dovuto al fatto che si stagliano contro il cielo. Le correzioni ottiche migliorano l'edificio, creano una tensione tra ciò che ci aspettiamo di vedere (linee perfettamente dritte, perfettamente orizzontali) e ciò che vediamo in realtà (entasi, cioè rigonfiamenti e curve). Questo contrasto, questa tensione tra le nostre aspettative e ciò che vediamo, aggiunge interesse, incuriosisce, rende il tempio più vivo e più interessante da osservare. Il Partenone è un testamento eterno del genio di Ictino e dell'originale visione di Callicrate: la perfezione ottenuta mediante la volontaria [Applauso] imperfezione.
Eppure, è l'Eretteo e non il Partenone il culmine della processione panatenaica. Il tempio rende omaggio all'ala Cà e ai diversi dei fondamentali nella religione greca. È la sede spirituale per il culto di Eretteo, il dio-re che Atena alleva come figlio secoli prima dell'età [Applauso] dell'oro. Costruito sopra le antiche fondamenta di templi precedenti, l'Eretteo è il luogo di incontro tra la storia terrena e le origini divine della città. [Applauso] [Musica] [Applauso] [Musica] Quando guardo l'Eretteo, mi sembra di osservare tre edifici. Lo adoro per questo. Oggi noi architetti siamo molto criticati per il nostro modo di vedere le cose. A volte i nostri clienti, le città o i governi per cui lavoriamo, quando vedono un oggetto moderno, pensano che sia perfetto così com'è, che non vada cambiato mai. Ma l'architettura non è così. L'architettura è elastica, è plastica, cresce e cambia nel corso del tempo, ed è questo ciò che si intuisce quando si guarda l'Eretteo. È meraviglioso e non lo si può vedere come un puro [Musica] oggetto. La pianta non convenzionale prevede zone distinte di culto per adorare le diverse divinità. [Musica] La parte superiore è dedicata ad Atena, mentre i livelli inferiori hanno altari dedicati a Zeus, il re degli dei, e a Poseidone, il re del [Musica] mare. L'imponente ingresso principale protegge una pietra che si dice sia stata colpita dal tridente di Poseidone durante i giorni di festività religiosa. Il tempio è il luogo dove migliaia di persone fanno offerte agli dei che dominano le loro vite, e il sangue delle vittime sacrificali scorre dagli altari sui pavimenti di marmo. La cella più sacra ospita la statua di Atena Polias, la protettrice della città. Il peplo cerimoniale viene posto sulla statua come atto finale delle Panatenee, e la statua di Atena, realizzata in legno d'ulivo, era così antica che neanche gli ateniesi ne conoscevano l'origine, e dicevano che fosse caduta dal [Musica] [Applauso] [Musica] cielo.
La parte più nota dell'edificio è costituita dal gruppo di Cariatidi che il porticato [Musica] meridionale. Secondo lo storico dell'arte romano Vitruvio, rappresentano delle sacerdotesse ridotte in schiavitù provenienti dalla regione della Caria, che hanno preso le parti dei persiani durante la guerra con la Grecia. Intrappolate nella pietra e rivolte in sottomissione verso il Partenone, le Cariatidi sono un perenne monito rivolto alle generazioni future, che raccomanda la fedeltà ad Atena e alla città. Le statue sono attribuite ad Alcamene, ma negli splendidi dettagli e nella potenza narrativa c'è la mano di Fidia, suo maestro e indiscusso genio della scultura greca. Ed è proprio con le opere di Fidia che l'Acropoli acquista valore anche dal punto di vista [Musica] scultoreo. Dietro le imponenti porte bronze del sancta sanctorum del Partenone c'è il suo capolavoro: il tesoro inestimabile di Atene, la più costosa statua mai realizzata, la statua di Atena. Doveva essere veramente una delle meraviglie dell'epoca e si trovava nascosta e protetta proprio nel luogo più sacro del Partenone, la stanza del tesoro. Una stanza chiusa da due grandi portoni in bronzo, e si capisce bene perché questo sancta sanctorum era così protetto. La statua d'Atena, infatti, scolpita da Fidia, era alta ben 11 metri. Il rivestimento era d'avorio e l'armatura in oro massiccio. Secondo le fonti pervenute, pare di capire che per realizzare questa statua siano stati utilizzati 40 o 44 talenti d'oro. Un talento era un'antica unità di misura ateniese pari più o meno a 2425 kg d'oro, cioè complessivamente, pensate, oltre una tonnellata d'oro ricopriva la statua. Al prezzo odierno dell'oro, l'armatura di Atena varrebbe circa 10 milioni di [Musica] [Musica] euro.
Protetta da Atena e da una guarnigione permanente di truppe, il resto del tesoro di Atene è custodito qui, donato alla città sotto forma di offerte votive alla [Musica] dea. L'imponente statua è ora andata perduta, insieme alla ricchezza alla base delle grandi ambizioni di [Musica] Pericle. Ma le famose ricchezze del Partenone, la manifattura e le bellezze delle sue statue sono sopravvissute ai secoli. Il Partenone è stato definito un tempio di scultori, e credo che questa sia la sua vera caratterizzazione. Sotto molti aspetti, era l'edificio più sontuoso costruito in Grecia prima di allora. Fidia, il maestro scultore di quell'epoca, supervisiona ogni dettaglio dell'eccezionale collezione di opere scultoree del Partenone. Oltre alla statua di Atena, per decorare l'intero [Musica] [Applauso] edificio, le statue non sono solo una decorazione. Ricordano agli ateniesi la loro storia e testimoniano il posto privilegiato che occupano nell'universo. Le statue che si sono conservate meglio sono quelle che si trovano al British Museum. Comprendono parti del fregio del Partenone, considerato da molti la miglior scultura in basso rilievo mai realizzata. I dettagli realizzati su una profondità massima di 5 cm sono incredibili. Il fregio del Partenone è la miglior opera scultorea sopravvissuta del periodo più rigoglioso dell'arte greca, e se è eccezionale oggi, lo era certamente alla sua epoca, quantomeno per le dimensioni. Alto circa 1 metro, correva per 160 metri lungo tutti e quattro i lati del. Sul fregio non c'è nulla di più pregevole del gruppo di cavalieri che ricopre gran parte dei lati nord e sud. Quando Pericle assunse il governo dello Stato ateniese, ereditò una cavalleria composta da non più di 300 uomini, ma alla sua morte erano arrivati a 1000. L'intenzione di Fidia, a cui attribuiamo il fregio, era di ricreare il senso di eccitazione che si provava a stare lungo i lati della processione ateniese, mentre si guardava sfilare la cavalleria dei mille uomini di Pericle, e di catturare un po' della grazia naturale e del ritmo dei cavalieri. Uno dei trucchi usati fu di collocare delle figure che fungessero per indicare la divisione in decine delle schiere tribali. Eccone una, ad esempio. Vediamo che questo cavaliere è posto vicino a chi osserva, e non gli si sovrappone nessun altro cavaliere del suo gruppo, ma lui si sovrappone alla figura alla sua destra, che si sovrappone alla figura alla sua destra, che si sovrappone alla figura alla sua destra, che si sovrappone alla figura alla sua destra, finché non raggiungiamo questa figura che guarda indietro. È la settima dalla figura punto di riferimento e segna il punto più lontano [Musica] dall'osservatore.
Dominando l'esterno, il frontone orientale raffigura la nascita di Atena. Gran parte è andato distrutto, ma i frammenti rimasti ci permettono di dare un'occhiata all'originaria potenza narrativa. Quasi certamente dipinto con colori vivaci, rappresenta ogni istante della nascita di Atena. Cavalli che trainano il dio Sole Elio, che annuncia l'inizio di un nuovo giorno. Posti nell'angolo più acuto del frontone, sono come riflessi dai cavalli dell'angolo opposto. Per bilanciare il carro del dio Sole Elio, che sorgeva da un angolo del frontone, fu realizzato il carro della dea Luna Selene, che tramonta sotto l'orizzonte nell'angolo opposto. Ecco uno dei quattro cavalli. Possiamo vedere come lo scultore ha raffigurato i diversi elementi della testa: le due parti della criniera, il possente muscolo sul collo, l'osso dello zigomo e il muso. Ma, a differenza dei cavalli di Elio, questo è spossato e alla fine del suo viaggio. Ha passato la notte a trainare la dea luna e il suo carro attraverso la volta del cielo notturno. Ha le narici allargate, la bocca è aperta, si vedono le vene, ha gli occhi strabuzzati, le orecchie sono tirate indietro, mentre compie un ultimo sforzo alla fine della faticosa giornata per tornare a casa e alla tranquillità della stalla. Lungo i quattro lati del Partenone, dei pannelli scolpiti rappresentano i momenti chiave della leggenda greca. Trovo accanto a una metopa, cioè una formella scolpita in alto rilievo, che è una delle 92 che corrono lungo l'esterno del tempio sopra le colonne. Tutte le metope del Partenone raffigurano scene di battaglie mitologiche. Sul versante meridionale, da cui proviene questa, i centauri, figure mitologiche metà uomo e metà cavallo, combattono contro i Lapiti, una razza che viveva nella Grecia settentrionale, nella zona verso Salonicco. Qui c'è un uomo caduto a terra, che giace supino, mentre il Lapita lo sta abbandonando. Il centauro lo sovrasta in un'esplosione di arroganza e trionfo, che reclama per sé il resto della scena, alzando i pugni al cielo. E potete vedere la pelle di una pantera che ha ucciso e che diventa un simbolo della sua forza. Il messaggio delle statue ha un duplice significato: il frontone e il fregio con la cavalleria esprimono devozione ad Atena e la forza militare che lei ha concesso loro, mentre le leggende della battaglia servono a ricordare agli ateniesi il passato barbarico da cui sono stati liberati. Con il Partenone, la visione di Pericle di creare un monumento che celebri la vittoria e rivincita è stato finalmente realizzata. Nella sua biografia di Pericle, Plutarco, lo storico greco, immagina l'impatto immediato che l'intera Acropoli avrebbe avuto sui cittadini. La cosa più incredibile è la velocità con cui hanno lavorato. Si pensava che ci sarebbero volute molte generazioni per portare a termine ciascuna di queste opere. Invece, tutte sono state realizzate durante un solo governo. Per questa ragione, le opere di essere ammirate con meraviglia, realizzate in poco tempo e per sempre, mostrano una bellezza antica, eppure sembrano fresche e appena finite, ancora [Musica] [Applauso] oggi.
A questo punto, dopo essere arrivata sulla vetta più alta, la civiltà ateniese e con lei le straordinarie opere realizzate in ogni campo, cominciano a entrare altrettanto rapidamente in una spirale di distruzione. Gli stessi lavori per completare l'Acropoli non possono essere terminati. La guerra civile con gli Spartani si intensifica e tutto l'impegno di Atene mobilitato per far fronte alla minaccia che incombe. Le pietre ancora grezze e non scolpite alla base dei Propilei mostrano la drammatica interruzione dei lavori. 5 anni dopo, Pericle muore per un'epidemia di peste che decima la popolazione della città. Sembra essere quasi l'inizio, il primo segnale di una serie di eventi disastrosi che stanno per abbattersi su Atene, colpendo mortalmente quel fragile magico momento di democrazia che era sbocciato in un mondo da sempre dominato dall'autoritarismo. Non solo, ma danneggiando in modo irreparabile quel patrimonio d'arte che l'ingegno dei suoi artisti aveva saputo creare. Sentite a quale serie di disgrazie vanno incontro la città e l'Acropoli. È una sequenza di traumi che non finisce mai e che arriva fino ai giorni nostri. [Musica]
Nel 404 a.C., Atene viene annientata dall'esercito degli Spartani. L'epoca aurea è terminata e con essa la breve fioritura della democrazia. Gli ateniesi non raggiungeranno mai più la stessa potenza. Quando l'Impero Romano annesse a sé la Grecia, l'Acropoli viene risparmiata in quanto monumento alla grandezza umana. E con l'avvento del Cristianesimo, il Partenone viene trasformato in una chiesa. Molte delle statue vengono profanate per cancellare il ricordo del suo passato pagano. Poi la città finisce sotto l'Impero Ottomano. La chiesa cristiana viene convertita in una moschea, vengono aggiunti dei minareti e le statue vengono ulteriormente danneggiate. I volti delle Cariatidi dell'Eretteo vengono deturpati, anche se il sultano usa l'edificio come suo harem. Eppure, anche dopo 1000 anni di vandalismo culturale, l'Acropoli resta in gran parte intatta. Ma nel 1687 d.C., gli Ottomani sono in guerra contro i Veneziani che assediano Atene. Il comandante Ottomano custodisce la polvere da sparo al sicuro nella moschea, ovvero nel Partenone. Il 24 settembre, il generale veneziano Francesco Morosini punta i cannoni contro il Partenone in uno scambio continuato di artiglieria che dura da mezzogiorno-mezzogiorno. [Musica] [Musica]
Oltre 300 anni dopo, una delle più recenti innovazioni nel campo dell'archeologia e del restauro potrebbe capire i segreti dei progetti e dei lavori in muratura distrutti. Oggi, per la prima volta, il lavoro dei restauratori può svelare quei segreti. I danni arrecati dai cannoni veneziani sono aggravati da due secoli di negligenza e saccheggi. Parte del marmo viene persino frantumato e trasformato in [Musica] cemento. Ma all'inizio del XIX secolo, un rinnovato interesse verso l'architettura e gli ideali classici danno ancora una volta all'Acropoli un'importanza [Musica] culturale. Sempre più turisti aristocratici dall'Europa del Nord visitano il sito e portano via centinaia di sculture e frammenti di marmo come souvenir. Nel 1801, i Turchi concedono a Lord Elgin, l'ambasciatore britannico, il permesso di salvare le opere del sito. Elgin agisce di conseguenza e organizza il trasporto in massa dell'Acropoli in Gran Bretagna. Le sculture del frontone, i fregi dei cavalieri e la battaglia dei centauri sono i pezzi forti della collezione. Solo il trasporto costa a Lord Elgin 75.000 sterline dell'epoca, pari a 4 milioni di euro. L'ambasciatore assume un disegnatore topografico italiano, Giovanni Battista Lusieri, perché rimuova le sculture per lui. Le lettere di Lusieri rivelano la brutalità nascosta sotto la presunta missione di salvataggio di Lord Elgin. Sarebbero state necessarie tre o quattro seghe lunghe 6 metri per tagliare un grosso bassorilievo che non avremmo potuto trasportare, a meno che non ne avessimo ridotto il peso. Per fortuna, si è spezzato in un punto in cui non c'era raffigurato nulla. Qui per terra abbiamo trovato i resti del retro delle sculture provenienti dalla zona da cui Lord Elgin ha portato via le opere, e qui potete vedere come ha tagliato una spessa lastra, poiché non riusciva a trasportarla visti i mezzi disponibili. Temp usarono una sega come questa, versando della sabbia nella fessura man mano che procedevano. Tagliarono entrambe le estremità e poi, alla fine, la ruppero. I danni causati da Lusieri sono stati peggiorati più di recente dall'intervento di archeologi ben disposti ma inesperti. Nel 1902, i restauratori decidono di sostituire le staffe metalliche che erano sopravvissute per secoli. Le sostituzioni del XX secolo vogliono essere una misura precauzionale protettiva, ma si corrodono nel corso dei decenni, lesionando il marmo che dovrebbero proteggere. Questo atto di follia rivela qualità della metallurgia antica. Le antiche staffe sono la combinazione di due tipi di ferro di tempra diversa, battuti insieme e poi rivestiti di piombo per evitare la corrosione, un livello di maestria che i restauratori del 1902 non riescono a eguagliare. Oggi, Nicolas Tognes e i suoi collaboratori stanno sostituendo le staffe corrose del V secolo in titanio. Queste nuove staffe non arrugginiranno e non danneggeranno il marmo. In un altro progetto di restauro imperfetto, un archeologo smonta questa colonna per ripararne la superficie crepata. Fisone le colonne in ordine sbagliato, deturpando la bellezza originaria. Queste opere di restauro sconsiderate hanno costretto gli archeologi di oggi a fare un inventario di ogni pietra presente sul sito dell'Acropoli. Più di 70.000 pezzi di marmo sono stati catalogati e i restauratori ora credono di sapere quale fosse la collocazione originaria di ciascun pezzo. Più imparano a conoscere l'Acropoli, più viene svelato il genio dei suoi primi costruttori, un migliaio di artigiani sconosciuti che realizzarono questo monumento eccezionale a mano e senza impiegare né malta né cemento. Per conservare gli edifici, i restauratori devono riprodurre quella precisione, un'impresa che spinge la tecnologia moderna al limite. Si stanno facendo dei calchi in gesso delle sezioni rotte, da questi calchi, alcune macchine riproducono l'esatta copia dei pezzi mancanti per poi realizzare un'immagine identica in 3D nel marmo. Laddove le macchine non arrivano, il lavoro viene eseguito a mano. Viene laboriosamente creata una copia perfetta e un altro pezzo del puzzle dell'Acropoli viene incastrato al suo posto. Ma ora queste opere di restauro stanno combattendo una battaglia persa in partenza contro la più grande minaccia che l'Acropoli abbia mai fronteggiato. Lord Elgin, i colpi di cannone, la suscettibilità degli ecclesiastici cristiani e musulmani, sbiadiscono in confronto al potere distruttivo delle piogge acide, e l'impatto di questo disastro creato dall'uomo si vede chiaramente nella distruzione del tempio di Atena Nike. Coperto da ponteggi, il tempio si sta disintegrando poiché le piogge acide sciolgono il marmo. Il tempio della Vittoria è ora un sinistro tempio di sconfitta, per colpa degli inquinanti di origine umana. I restauratori non sanno come contenere i danni. Alcuni propongono di ricoprire l'intero sito con un sottile strato di silicone, ma gli effetti a lungo termine di questa misura drastica sono sconosciuti. Per ora, le pietre dell'Acropoli restano indifese. Ogni anno viene cancellato uno strato di storia. Se non si risolve presto il problema delle piogge acide, l'Acropoli potrebbe andare perduta per sempre.
Credo che siano le straordinarie qualità dell'Acropoli a farci riflettere e ad ossessionarci. È il pensiero che ci troviamo all'interno di un'opera unica al mondo, dalle proporzioni incredibili ed impeccabili, realizzata alla perfezione dall'uomo con grande [Musica] maestria. Nessuno era più consapevole di questa occasione per avere un posto nella storia di Pericle stesso. Rivolgendosi a coloro che piangevano i morti in guerra per Atene, giustificò il loro sacrificio con queste parole: "Questi uomini, i vostri figli e mariti, sono morti. Ma guardate per cosa sono morti. Sono morti per Atene, una città che chiede alla sua gente di essere cittadini, non sudditi, che celebra la filosofia, la scienza e la ragione, e che permette alla sua gente di vivere degnamente, esercitando il proprio dovere e il proprio diritto di essere uomini. Le generazioni future celebreranno l'esempio ateniese, già osannato nel mondo del nostro tempo." [Musica]
Sono parole straordinarie. Sembra quasi impossibile che siano state pronunciate da un uomo che viveva in un tempo in cui, in ogni parte del mondo, regnava l'assolutismo, la repressione, la natura divina del sovrano. La Grecia di Pericle, non dimentichiamolo, era temporanea all'Egitto dei Faraoni e alle barbarie del Nord Europa. L'Acropoli, nel corso dei tempi, ha subito tante distruzioni, quelle che abbiamo visto, ma in un certo senso è ancora intatta, perché quello che ha dato all'umanità vive ancora oggi. È una luce, come dicevamo, che ha attraversato i secoli e che difficilmente potrà spegnersi negli uomini, malgrado tutto quello che vediamo in giro. Ci vediamo alla prossima puntata. Arrivederci. [Musica] 2 [Musica]