Transcription
Giacomo Leopardi nasce nel 1798 a Recanati in una famiglia della nobiltà locale. Suo padre, il conte Monaldo, è un uomo di idee arretrate e reazionarie, ma realizza per il figlio una vastissima biblioteca, nella quale il poeta trascorre gli anni dell'infanzia.
Leopardi, in isola e ore rigidamente religiosa, già da adolescente possiede una vastissima cultura che spazia dalle antiche lettere alle scienze naturali e compone le sue prime opere. Intorno ai 20 anni, l'autore si appassiona alla poetica di Omero, Dante, Virgilio, inizia a comporre qualche idillio e a raccogliere i suoi pensieri nello Zibaldone.
Per fuggire l'opprimente atmosfera domestica, il poeta tenta la fuga dalla casa paterna, ma senza successo. Si allontana allora sempre di più dal padre, che vorrebbe per lui un futuro da ecclesiastico, e abbandona la fede. Tra il 1819 e il 1821 scrive alcune delle sue poesie più famose, come "L'infinito" e "Alla luna".
Quando finalmente ha la possibilità di recarsi a Roma, ne resta deluso e torna alla città natale, dove inizia a comporre i dialoghi e le novelle che costituiranno le "Operette morali". In seguito, grazie a un editore milanese, Leopardi otterrà l'indipendenza economica, che gli permette di soggiornare a Milano, Bologna, Firenze e Pisa.
Dopo un ultimo periodo trascorso a Recanati, nel 1830 fa ritorno a Firenze, dove conduce un'intensa vita sociale e stringe amicizia con lo scrittore napoletano Antonio Ranieri, col quale si trasferisce a Napoli. Pochi anni dopo, qui compone le sue ultime opere: "La Ginestra" e "Il tramonto della luna".
Intanto, le condizioni del suo fisico, da sempre minato da tubercolosi ossea, si aggravano. La morte lo coglierà a Napoli il 14 giugno 1837, all'età di 39 anni.