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Chi era Frescobaldi? 🐝

Francesco Di Fortunato14:35

Transcription

Siamo nel 1608 a Roma, nella basilica di San Pietro. Un ferrarese è appena diventato organista della cappella Giulia, la cappella musicale di san Pietro. Tutto il capitolo era presente per osservare questo nuovo musicista del nord che a Roma avrebbe costruito la sua luminosa carriera. Il suo debutto è descritto dall'abate Libanori nell'opera Ferrara d'oro: "la prima volta che suonò c'erano più di 30.000 persone. gli altri organisti di san Pietro restarono attoniti, e alcuni persino ingelositi." Si chiamava Girolamo Frescobaldi e il suo modo di suonare era innovativo, sconcertante, e avrebbe lasciato un solco profondo nella storia della musica.

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Per capire il potenziale innovativo dell'opera di Girolamo Frescobaldi, e sopratutto delle sue famose toccate, occorre aprire una piccola parentesi sulla musica strumentale del Rinascimento. Una delle principali novità del '500 musicale è la formazione di una tradizione di musica strumentale autonoma e di rilievo. Durante il '600 la musica strumentale si sarebbe diffusa velocemente. I ricercari di Trabaci del 1615, ricercari e canzoni di Cifra del 1619, l'intavolatura di balli di Picchi, intavolatura di liuto di Piccinini. Molte persone si avvicinavano alla musica strumentale e si diffondevano anche opere destinate a dilettanti e amatori. Nel 1645 Gasparo Zanetti avrebbe pubblicato: "lo scolaro. per imparare a suonare il violino e gli altri strumenti." E Zanetti specifica che: "chiunque, per conto suo, potrà imparare la musica con facilità."

Alla fine del Rinascimento però la musica strumentale era ancora molto legata alla tradizione polifonica vocale e alle sue modalità compositive fondate su criteri imitativi: facciamo subito un esempio per capirci meglio. Ascoltiamo questa canzona del grande compositore veneziano Andrea Gabrieli, tratta dal terzo libro dei ricercari del 1596. Noterete che la musica procede per imitazione. In questo caso Gabrieli riprende lo spunto tematico da un brano vocale, una chanson del compositore francese Janequin intitolata l'allodola. La canzona di Gabrieli è composta seguendo un criterio imitativo, le voci ripetono la melodia a diverse altezze intrecciandosi tra loro. il criterio è quello della tradizione polifonica vocale: temi orizzontali che definiscono strutture verticali. L'elemento tematico poteva essere anche essere molto semplice, Frescobaldi addirittura basa una sua composizione contenuta nell'opera i capricci sul verso di un cuculo. Si tratta del capriccio terzo sopra il cuculo. Questa terza minore, il verso del cuculo, ricorre lungo tutto il brano traslata nelle varie voci. il gioco imitativo più spesso era molto complesso, come dimostra Frescobaldi stesso in questa fantasia seconda, tratta dalla prima opera strumentale stampata da Frescobaldi: il libro delle fantasie. Questo modo di comporre manteneva quella organicità, quell'unità estetica, quell'equilibrio interno tipico dell'estetica rinascimentale.

Ma alle soglie del Seicento una nuova sensibilità si sarebbe diffusa in Europa, lo stile barocco. Una scrittura idiomatica, e cioè prettamente strumentale, che abbandonava le rigide strutture contrappuntistiche per andare verso nuovi orizzonti di espressività. E come vedremo il compositore più rappresentativo di questo passaggio fu proprio Frescobaldi.

Nel 1623 venne eletto un nuovo papa: Maffeo Barberini che prese il nome di Urbano VIII, il suo fu il regno più lungo del secolo e segnò l'ascesa della potente famiglia Barberini. Il simbolo dei Barberini erano le tre api, che cappeggiano su centinaia di monumenti romani. Le potete intravedere sul baldacchino di San Pietro, commissionato da Urbano a Bernini e Borromini. È alto come un palazzo di dieci piani e mostra tutto il potere dei Barberini. È anche il simbolo di una nuova estetica, il barocco, che avrebbe cambiato il volto di Roma e del mondo. Per trovare tutto quel bronzo Urbano dovette prenderlo dal Pantheon. E i Barberini spogliarono anche il Colosseo dei suoi marmi per usarli nella costruzione del proprio palazzo: Palazzo Barberini. A Roma si cominciò a vociferare: quod non fecèrunt barbari fecèrunt barberini. Quello che non fecero i barbari fecero i Barberini. Con Urbano Roma diventa barocca ma il suo regno fu anche all'insegna del nepotismo. Le api dei Barberini ronzavano ovunque, e cappeggiano anche sul frontespizio della ristampa del 1637 del primo volume delle toccate di Frescobaldi. È proprio con queste sue toccate che il compositore inaugurerà quello stile barocco che lui stesso definirà poi “la nuova maniera.”

Come abbiamo visto alla fine del '500 molti generi strumentali erano ancora profondamente legati alle architetture contrappuntistiche derivate dal repertorio vocale: generi come il ricercare tematico, la fantasia e la canzone. Ma alle soglie del Seicento si andava affermando un altro genere, molto diverso: la Toccata. È una forma musicale eminentemente strumentale che nasce dall'improvvisazione e ha un carattere libero e virtuosistico. Ascoltiamo uno dei primi esempi di toccata, sempre del veneziano Andrea Gabrieli. Come vedete l'andamento è libero e accordale. A guidare l'e sviluppo del brano non è l'imitazione, ma semplicemente l'armonia, accordi variati attraverso l'utilizzo di scale, successioni armoniche ornate di fioriture. Passaggi prettamente strumentali che si distanziano molto dal repertorio vocale. A portare avanti il genere della toccata sarà un altro veneziano Claudio Merulo. Autore di due meravigliose raccolte del 1598 e del 1604. Le toccate di Gabrieli sono essenzialmente virtuosistiche. Ma in quelle di Merulo comincia a emergere un'espressività nuova, che Frescobaldi avrebbe poi portato ai massimi esiti espressivi. La prima toccata del secondo libro di Merulo si apre con una bellissima melodia, estremamente cantabile. poi la musica si slancia in alto con queste lunghe scale vivaci e brillanti, tipiche del genere. ma Merulo improvvisamente crea dei contrasti alternando queste sezioni virtuosistiche con sezioni imitative, contrappuntistiche. È una scrittura varia e espressiva in cui passaggi brillanti e concitati culminano in sezioni placide, riflessive, sognanti.

Nel 1615 Frescobaldi pubblica le sue toccate, il primo libro delle toccate, in cui emerge la nuova sensibilità del barocco. Le sue toccate sono caratterizzate da unità contrastanti, contrasti che vengono ulteriormente messi in risalto dall'esecutore. Lo osserviamo nella seconda toccata di questa raccolta. Notate come le veloci scale improvvisamente sfumino in una sezione in cui il ritmo puntato descrive un andamento festoso, gioioso, come di danza. ma subito la musica si fa di nuovo furiosa e cupa, scende verso il basso mentre la mano destra articola delle dolorose dissonanze. ed ecco un nuovo sentimento, la musica si rasserena improvvisamente. Notate la differenza tra questa toccata e il contrappunto severo della fantasia che abbiamo ascoltato prima? La musica strumentale prima di Frescobaldi non era mai stata così espressiva. Pensate al David di Michelangelo, rappresenta l'estetica rinascimentale, è una figura serena, trasmette un grande senso di stabilità, ma è emotivamente fredda. Guardate il David di Bernini, scolpito proprio mentre Frescobaldi dava alla luce il suo secondo libro delle toccate, è emotivamente coinvolgente, la fronte corrucciata, le labbra serrate, il grande senso di instabilità e di dinamismo. La musica si fa affannosa, emerge questo ritmo lombardo, breve lunga, che nella retorica barocca era spesso associato al lamento e alla sofferenza, la musica sembra procedere con fatica, fino a una dolorosa dissonanza. e poi di nuovo la musica si rasserena, le parti si ridistribuiscono e la voce più acuta svetta in alto, luminosa, estatica. Con Frescobaldi per la prima volta la musica strumentale "parla" e "canta" al pari della musica vocale. Per la prima volta non è la bellezza diffusa del Rinascimento, con i suoi rimandi interni, con il suo equilibrio, ma l'estetica emotivamente coinvolgente del barocco, con i suoi contrasti struggenti.

Con Frescobaldi si compie il passaggio tra Rinascimento e barocco in ambito strumentale, e il suo stile avrà largo seguito. Infatti a Roma Frescobaldi aveva un'allievo tedesco Froberger. Il quale poi viaggiò in tutta Europa diffondendo l'estetica Frescobaldiana in Francia e Germania e influenzando tutta la scuola organistica tedesca fino a Bach. e fu così che Girolamo Frescobaldi, l'organista del Vaticano, un musicista italiano, cambiò per sempre la storia della musica.