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PERCHÉ NO, la guida pratica al referendum di Marco Travaglio

Marco Travaglio20:14

Transcription

Allora, il 22 e 23 marzo al referendum costituzionale su giustizia e politica ci ritroveremo una scheda con un quesito che, come al solito, è molto tecnico. Con ogni probabilità, salvo sorprese della Corte di Cassazione, il quesito sarà questo: approvate il testo della legge costituzionale concernente, tra virgolette, norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare, chiuse le virgolette? Fine del quesito, e sotto la casella del sì e la casella del no.

Che cosa vuol dire questa roba ostrogota? Questo norma in materia di ordinamento giurisdizionale di istituzione della Corte disciplinare è il titolo del disegno di legge costituzionale firmato dalla presidente del consiglio Giorgia Meloni e dal ministro della giustizia Carlo Nordio, che è stato presentato dal Consiglio dei Ministri al Parlamento nel 2024 e che durante il 2025, da gennaio a ottobre, in 9 mesi, tempo record, non c'è mai stata una tempistica così rapida, è stato approvato due volte da entrambi i rami del Parlamento con le classiche quattro letture richieste dalle norme che modificano la Costituzione.

Quindi questo testo, che è stato scritto dal governo e che il Parlamento si è bevuto senza nemmeno poter correggere una virgola, emendare nulla di quel testo, quindi è un testo imposto dal governo, cioè dal potere esecutivo al legislativo, non ha ottenuto la maggioranza dei 2/3 del Parlamento e quindi, quando una riforma costituzionale non ottiene i 2/3 del Parlamento, può essere sottoposta a referendum. Oppositivo per chi vuole votare no, confermativo per chi vuole votare sì. Costituzionale, che non è il referendum abrogativo che siamo abituati, perché è più ricorrente, è più frequente quando dobbiamo abolire tutta o in parte una legge.

Che differenza c'è? La differenza più importante è il quorum. Per il referendum abrogativo bisogna che vada a votare almeno metà più uno degli aventi diritto al voto. Per il referendum costituzionale possiamo votare anche in due, tre, ed è valido lo stesso. Non c'è quorum. Quindi, che voi stiate a casa o che voi andiate a votare, il referendum è valido. Quindi, se avete ottime ragioni o valide ragioni per esprimervi, andate a esprimervi, perché il referendum comunque produrrà una conseguenza. Se vince il sì, la riforma entra dentro la nostra Costituzione. Se vince il no, la riforma è come se non fosse mai stata approvata dal Parlamento.

Il quesito, ve l'ho detto. Questo, nella nostra storia, è il quinto referendum costituzionale, cioè la quinta volta che si va a votare sì o no a una riforma costituzionale. La prima volta fu nel 2001 su una riforma fatta dal centrosinistra sul titolo quinto della seconda parte della Costituzione, quello che regola, diciamo, le regioni e gli enti locali. L'affluenza fu del 34%, anche se, come vi ho detto, l'affluenza non conta, vinse il sì.

Il secondo referendum costituzionale fu nel 2006. Quella era una riforma della destra, la cosiddetta devolution, vi ricordate, del secondo governo Berlusconi? L'affluenza fu del 52% circa, vinse il no con il 61% circa.

Terzo referendum fu nel 2016, quello di Renzi, la riforma Renzi-Boschi-Verdini. Lì c'era già il fatto quotidiano, ci battemmo per il no e vinse il no. L'affluenza fu il 65% circa e vinse il no con quasi il 60%, 59,1%.

La quarta volta fu nel 2020, fu per una riforma più ridotta che era quella che era stata chiesta dai 5 Stelle sulla riduzione del numero dei parlamentari da 945 a 600. L'affluenza fu del 51% circa, vinse il sì con un plebiscito, praticamente il 69,96% dei sì.

E adesso siamo al quinto referendum costituzionale. La riforma Meloni-Nordio, no? Che cosa fa? Modifica ben sette articoli della Costituzione. In parte li sostituisce integralmente, in parte li modifica. Sono l'87, il 102, il 104, il 105, il 106, il 107 e il 110, è la parte magistratura.

Vediamo le principali modifiche, poi in separata sede vedremo le ragioni per cui, secondo me, a noi cittadini conviene votare no. Ma al momento manteniamoci esattamente su quello che dice la riforma, senza fare valutazioni e commenti.

Allora, prima cosa, cambia l'articolo 104 che dice: "La magistratura costituisce un ordine autonomo indipendente da ogni altro potere". E lì c'è un'aggiunta con questa riforma. Essa, cioè la magistratura, è composta da magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente. E a questo sdoppiamento viene adeguato anche un altro articolo, il 102.

Seconda novità, articolo 107. A un certo punto dice: "I magistrati si distinguono tra loro soltanto per la diversità di funzioni". Perché adesso fanno tutti parte della stessa carriera e poi si distinguono fra quelli che fanno i giudici e quelli che fanno i PM. Ecco, lì si ribadisce il principio delle distinte carriere dei magistrati giudicanti e requirenti. Queste due carriere che vengono separate e biforcate verranno poi disciplinate da leggi ordinarie, le cosiddette norme attuative, che noi non conosciamo al momento e che il governo si impegna a varare.

Il governo Meloni, con la sua maggioranza semplice, si impegna a varare entro un anno dalla eventuale, in caso di vittoria del sì, entrata in vigore della riforma per regolare che cosa? Il concorso. Adesso il concorso per entrare in magistratura è unico, perché uno non sceglie prima del concorso, dopo essersi laureato in giurisprudenza, se farà il giudice o farà il PM, lo sceglie dopo. Adesso invece lo dovrà scegliere prima e quindi, se vuole fare il PM, sceglie il concorso per diventare PM. Se vuole fare il giudice, sceglie il concorso per fare il giudice. Ma il concorso sdoppiato verrà regolato da una legge ordinaria che farà questo governo.

Idem la scuola. Dopo che hai vinto il concorso per entrare in magistratura, inizi un tirocinio che dura un anno e mezzo e che cosa fai? Fai la scuola per la magistratura e vai a fare pratica un po' in procura e un po' in tribunale, in entrambi le funzioni, in modo da studiare bene come funziona l'una, come funziona l'altra, dentro il palazzo di giustizia, affiancando dei giudici veri nel loro lavoro quotidiano e alla fine del tirocinio decidi se vuoi partire da PM o vuoi partire da giudice. Quando fai quella scelta, poi il CSM ti destina alla tua prima sede di lavoro. Naturalmente anche la scuola della magistratura dovrà essere sdoppiata. Adesso ce n'è una sola e in futuro ci sarà una scuola per i pubblici ministeri e una scuola per i giudici, ma anche le regole sulla scuola verranno fissate da una legge ordinaria che farà questo governo entro un anno dal referendum. Se vincesse il sì, se vince il no, non cambia niente.

Ovviamente, altro altro cambiamento, le competenze del CSM vengono suddivise dai nuovi articoli 104, 107, 110 in tre organismi. Cioè, il lavoro che oggi fa un CSM lo faranno tre organismi. Perché intanto il CSM si sdoppia. Ci sarà un CSM per i magistrati giudicanti e un CSM per i magistrati requirenti, cioè per i giudici e per i PM. Ma non basta.

Oggi il CSM, nella sua sezione disciplinare, giudica le infrazioni disciplinari dei magistrati, che non sono i reati, sono le violazioni deontologiche, quelle che vengono punite da tutti gli ordini professionali, che non necessariamente sono reati e quindi finiscono pure in tribunale. Se hai fatto qualcosa di scorretto, vieni punito per infrazioni disciplinari. Ecco, questo oggi lo giudica il Consiglio Superiore della Magistratura. In futuro, questo potere viene tolto al CSM e quindi ai due CSM che nascono e viene trasferito a un'alta corte disciplinare, che costituisce il terzo organismo che sostituisce l'unico CSM di oggi.

Oggi vediamo la composizione dei CSM. Attualmente ne abbiamo uno, l'abbiamo detto, ed è formato da 33 membri. Tre sono di diritto: il presidente della Repubblica, che è il presidente del CSM, il primo presidente della Cassazione, che è un giudice giudicante, e il procuratore generale della Cassazione, che è un pubblico ministero requirente. Poi ci sono 30 membri elettivi: 20 togati eletti dai magistrati, da tutti i 9400 i magistrati italiani, 10 laici. Chi sono i laici? Sono, tra virgolette, politici, cioè sono professori universitari di diritto e avvocati con almeno 15 anni di servizio, che il Parlamento in seduta comune elegge con una maggioranza qualificata. Tant'è che poi non è una maggioranza semplice, quindi non basta la maggioranza che governa e allora i partiti si lottizzano i 10 laici per farne passare una parte di quei 10 governativa, diciamo, in questo momento di centro-destra, e una parte che comunque rappresenti anche l'opposizione. 30 + 10 elettivi, tre di diritto, abbiamo detto.

Adesso gli organismi diventano tre. Due consigli superiori della magistratura, quello giudicante e quello requirente, avranno ciascuno 32 membri. Adesso vi spiego perché non più 33. Due per ciascuno sono di diritto. Per quello giudicante c'è sempre il presidente della Repubblica, che presiede il CSM giudicante, e poi c'è il primo presidente della Cassazione, che è anche lui un giudice. Non c'è il procuratore generale perché sta nell'altro consiglio superiore, cioè il consiglio superiore dei PM, che ha anch'esso come presidente, quindi membro di diritto, il capo dello Stato, che presiede anche il CSM requirente. E poi secondo membro di diritto è il procuratore generale della Cassazione.

Ciascuno dei due CSM, requirente e giudicante, ha 30 membri che in passato erano elettivi, adesso non saranno più elettivi, saranno sorteggiati. Saranno sorteggiati con un sorteggio diverso a seconda della componente laica, politica o togata magistrati. Come funziona il rapporto? Sempre 20 a 10, 20 magistrati, 10 politici. Solo che i magistrati vengono sorteggiati in maniera pura, secca, diretta. Prendi i 9400 magistrati che ci sono oggi in servizio in Italia e ne estrai a sorte 20 per il CSM dei giudici, fra i giudici che in Italia sono 72.200 circa, e 10 tra i PM, tra tutti i PM che in Italia sono circa 2200. Estrai a sorte e li mandi a fare i consiglieri del CSM. Si spera che quelli che non lo vogliono fare possano essere esentati, perché è ovvio che non è che si può deportare in manette uno che non vuol fare il membro del CSM, ma anche il funzionamento, diciamo, di questo sorteggio verrà disciplinato da una legge ordinaria che il governo, la maggioranza attuale di governo, approverà entro un anno nel caso di entrata in vigore della legge.

Come funziona invece il, tra virgolette, sorteggio per i 10 laici, cioè i 10 politici del CSM giudicante e i 10 politici del CSM requirente? E lì non è più un sorteggio, è un sorteggio finto. Come funziona? Il Parlamento vota una lista di sorteggiabili tra i professori universitari di diritto e gli avvocati con almeno 15 anni di diritto che piacciono ai partiti. Ovviamente no. Spesso sono avvocati o professori che fanno politica, eh, oppure che sono stati trombati alle elezioni, oppure che hanno fatto parte in passato dei partiti, che hanno svolto, insomma, scelgono quegli amici loro, ovviamente. Come li scelgono? Credo, anche se lì la maggioranza poi verrà decisa dalla legge ordinaria che farà questa maggioranza entro un anno, verranno scelti con una maggioranza semplice, quindi praticamente l'attuale maggioranza si sceglierebbe la lista di quelli che poi vengono sorteggiati per fare i membri laici dei due CSM.

Quanto sarà lunga questa lista? A saperlo. Nessuno lo sa, perché lo scriverà l'attuale maggioranza nella legge attuativa. Probabilmente sarà una lista molto corta che lascia molto poco al caso, quindi non si può parlare di un sorteggio, perché se tu devi eleggere 10 membri laici del CSM giudicante e 10 membri laici del CSM requirente, quindi 20 persone, eh, cosa fai? Una lista, mettiamo di 30, mettiamo di 40 persone e all'interno di quella estrai a sorte i 10 + 10. Se poi fai una lista di 20 persone, sei matematicamente sicuro che l'estrazione farà uscire i nomi di tutti quelli che hai scelto tu nella lista dei sorteggiabili. Ecco perché non è più un sorteggio secco e puro come quello dei magistrati, che su 9400 ne produrranno 20 + 20. E qui i 10 + 10 saranno o integralmente o perlopiù quelli che il Parlamento ha scelto. Quindi è più una nomina che un sorteggio.

Poi c'è il terzo organismo, l'alta corte disciplinare. I membri dell'alta corte non sono 30 come nei due CSM, ma sono 15. Il rapporto 2-1, 20-1 dei CSM viene alterato. Nell'alta corte c'è un politico in più e un magistrato in meno. Sono nove togati e sei laici scelti dal Parlamento. Il rapporto corretto dovrebbe essere 10 a 5 e invece no, da 2 a 1 diventa un rapporto di 3-2, quindi cresce la presenza della politica.

Come vengono scelti quei 15? Allora, intanto abbiamo detto nove togati. I nove togati vengono sorteggiati direttamente, esattamente come i togati dei due CSM, tra tutti i 9400 i magistrati. Anzi no, non tra tutti, solo tra quelli che hanno almeno 20 anni di servizio attivo e svolgono o hanno svolto funzioni di legittimità, cioè praticamente li prendono tutti dalla Cassazione, cioè dai più anziani, nella speranza che siano più scafati e più vicini alle aree di potere, no?

Invece i laici, come li scelgono? Sono tre. Sono sei, ve l'ho detto. Tre li nomina il presidente della Repubblica, sempre tra professori ordinari di diritto e avvocati con una certa anzianità, e tre vengono estratti a sorte per finta con lo stesso sistema con cui i laici vengono scelti per i due CSM, cioè la solita lista del Parlamento all'interno della quale vengono presi, fingendo il sorteggio. Se nella lista avevano messo 20 nomi, basta metterne 23 e così quelli scartati nei due CSM li si può recuperare e riciclare nell'alta corte. Quindi sorteggio secco da una parte, sorteggio finto dall'altra parte.

Il presidente, chi è il presidente? Se lo votano i 15 membri dell'alta corte, ma deve essere per forza un laico, cioè un politico, uno o scelto dal capo dello Stato o scelto dal Parlamento. Le sentenze dell'alta corte disciplinare, che sono quelle che possono radiare un magistrato dalla magistratura o fargli altre sanzioni intermedie, tipo l'ammonimento, la censura, la perdita di anzianità, eccetera eccetera. Beh, quelle sono ovviamente sentenze di primo grado, no? Quindi può essere pure che ci siano errori giudiziari lì. Quindi il magistrato sanzionato disciplinarmente dall'alta corte avrà diritto a un ricorso anche lui, no? Tutti i cittadini italiani hanno diritto a tre gradi di giudizio, almeno i magistrati oggi ne hanno due. La sezione disciplinare del CSM li sanziona, loro ricorrono in Cassazione, alle sezioni unite civili della Cassazione.

Invece, quando verranno sanzionati dal nuovo organismo disciplinare, cioè l'alta corte disciplinare, che cosa potranno fare i magistrati? Non potranno più impugnare le sanzioni che hanno subito dall'alta corte davanti alla Corte Costituzionale. Saranno gli unici cittadini in Italia che non hanno diritto a ricorrere contro una sentenza in Cassazione. E dove ricorrono contro le sentenze di condanna dell'alta corte? Davanti all'alta corte. Cioè, si rivolgono allo stesso organismo che li ha condannati per chiedergli di assolverli. Pensate, no, che livello di terzietà e di garantismo, se tu devi ricorrere contro una sentenza davanti allo stesso sinedrio che ha emesso quella sentenza.

Queste sono le principali modifiche sulle quali andremo a votare e adesso, nelle successive puntate di questa guida, vedremo perché a noi cittadini, non ai magistrati dei quali ci importa fino a un certo punto, conviene votare no. M.