📱

Get Our Mobile App

Take your business learning on the go!

Download on the App StoreGet it on Google Play

Mettiti al primo posto, diamine!!

Dr. Massimo Giusti8:12

Transcription

La maggior parte delle persone che mette i bisogni altrui prima dei propri ritiene che questo sia giusto e da persone buone, che sia altruista e che se tutti facessero così vivremmo in un mondo migliore. Io, in questo video, ti dico che se non ti metti al primo posto, non sei buono, ma semplicemente sei una persona priva di libertà, che non ha scelta. Ascoltami e vediamo se ti convinco.

Mettere i bisogni altrui prima dei nostri vuol dire essere molto condiscendente. Vuol dire entrare facilmente in empatia con l'altro, capire le sue esigenze, le sue necessità e provvedere a soddisfarle. Questo è sicuramente di grande aiuto per le persone che ha intorno. Ma cosa succede a te? Quando faccio questa obiezione, persone mi dicono: "Ma se io creo un clima migliore, stiamo tutti meglio, sto meglio anche io".

Questo tipo di ragionamento è tipico delle persone che hanno uno sbilanciamento verso la personalità sociale della nostra personalità. Due binari: quello sociale e quello individuale. Chi ha lo sbilanciamento verso il binario sociale tende a dare più importanza alla qualità delle relazioni, al clima relazionale e per creare un buon clima è disposta a sacrificare se stessa, perché se c'è un buon clima sta bene. Ma noi abbiamo due binari e quindi, anche se ovviamente alle volte si allontanano, alle volte si avvicinano di più, comunque abbiamo due binari. E sul piano individuale che succede a queste persone? Danno molto, quindi perdono molta energia, immettono indietro i propri obiettivi, propri bisogni, le proprie aspirazioni e quindi si creano una piccola dose di frustrazione.

Classico esempio della brocca dell'acqua. Una piccola dose di frustrazione. Come tenere questa brocca d'acqua due minuti in braccio, ma se io dovessi tenere sospesa per cinque ore e poi, poi probabilmente mi farebbe male la spalla. Prima o poi quella brocca cadrà e si romperà e perderò l'acqua che contiene. Questo per dire cosa? Che se tu non provvedi a te stesso, se tu non ricarichi le tue batterie, ad un certo punto esaurisci la tua energia e non sei in grado di provvedere ai bisogni altrui come credi.

Non è un caso che chi fa in questo modo che ho descritto tende poi a dire: "Ma io do tanto agli altri, ma quando io ho bisogno non c'è nessuno". Ma perché? Perché tu dai l'immagine di una persona che è sempre disponibile, ma che non ha mai bisogno di aiuto e che quindi, magari è normale che trovi qualcuno che viene vicino a te ti dice: "Ma tu sei forte". È normale che le persone non si chiedano se tu hai bisogno, perché sei solitamente la persona che dà, aiutano quello che lo riceve.

È chiaro adesso? Essere molto troppo condiscendente educa gli altri a mancarti di rispetto, perché alle volte vieni trascurato, trascurata, i tuoi bisogni non vengono considerati di default. Ma sei tu che hai educato le persone a fare in questo modo, hai dato l'impressione che i loro bisogni vengano prima dei tuoi e quello che tu hai fatto li ha educati così. E se sei stato un bravo o una brava insegnante, loro hanno imparato.

A questo punto molte persone che hanno fatto in questo modo dicono: "Ah, ma allora il mondo insomma fa schifo, le persone non si danno una mano". Incredibile che uno aiuta perché le persone non si pongono questi problemi. Ma anche qui, a chi, qui c'è una tua responsabilità, uno zampino ce l'hai messo. Chi sono le persone che ricercano qualcuno come te, che dà molto in cambio di poco, che mette gli altri prima di loro stessi, che sacrifica i propri bisogni, delle proprie aspirazioni per aiutare gli altri a realizzare le proprie o dare supporto agli altri, che sacrifica se stesso per creare un clima migliore? Chi sono? Sono persone che sentono il bisogno di mettersi poco in discussione, che danno meno di quello che di quello che ricevono, quindi per loro piace prendere di più e quindi cercano persone come te. Cioè, è normale che ci sia questo incasso, non è strano, ma è il mondo fatto così. Non sono tutte le persone fatte così, è il mondo che è costruito. Tu, a causa di questo tuo modo di concepire la vita, se lo sbilancia troppo in quella direzione, se vai troppo in quella direzione, crea dei problemi.

Alcune persone mi dicono, quando hanno capito tutto questo: "Allora, come si fa?". Ecco, come si fa. Tu ti sei chiesto, chiesta di cosa hai bisogno per stare bene? Tu ti sei chiesto, chiesta per avere una relazione che funziona, per avere un contesto sociale, delle amicizie che funzionano, come si devono comportare le persone che stanno lì con me? Come si devono comportare i miei amici? Come si deve comportare il mio partner? Ti sei chiesto, chiesta quali sono le tue necessità e cosa gli altri devono dare a te?

Innanzitutto, chiariamo questo: cambiare se stessi non è una cosa semplice. Cambiare se stessi non è una cosa che viene così, come uno scopo di vita. Cambiare se stessi richiede impegno, richiede costanza, richiede coscienza, cioè tu devi sapere quello che fai. La prima domanda è: cosa ho bisogno? Cosa mi serve? Intanto chiarisci i tuoi bisogni, che sci le tue necessità e inizia a frequentare persone che vi soddisfano. Comincia a dire di no.

"Ma per me è difficile dire di no". Perché è difficile dire di no? E probabilmente tu ritieni che sia giusto anche dire di sì, ma non lo fai perché sei buono o buona, e perché non hai scelta, perché tutti sente in difficoltà a dire di no, perché dentro di te ha immagazzinato questa informazione. Comincia a dire di no, dei piccoli no quotidiani, sforzati, mettiti a disagio, vivi quella difficoltà di dire di no a qualcuno, vivi la difficoltà di accettare un confine che nessuno, anche ammesso qualcun altro, comincerai a dividere le persone in due grandi categorie: quelli che dicono: "Ah, finalmente ti sei svegliato" e quelli che invece dicono: "Ah, ma così non mi piace".

Quelli a cui non piace, ahimè, sono persone da arginare. Molto spesso sono persone molto vicine, con cui abbiamo dei legami, vanno arginate. E questo richiede un grande sforzo, qualcuno potrebbe dire anche difficoltà. È difficile soltanto perché a te non piace mettere confini. In realtà, mettere confini è una cosa che un'enorme fetta dell'umanità fa normalmente. Se tu che hai difficoltà a mettere confini, perché mettere qualsiasi confine, anche lo steccato nel giardino, sarebbe difficile, vivresti un disagio. Quindi non è che è difficile perché quella persona è vicina, è difficile perché tu non lo sai fare e devi imparare. Sarebbe difficile con chiunque, è inutile che dice: "No, ma con altre persone mi viene meglio". No, perché tu hai difficoltà a metterle anche con altre persone. Tutto lì, ti mancano le occasioni, ti manca la situazione, ma hai difficoltà anche con gli altri. Basta scuse. Accetta che non sai fare una cosa, devi imparare a farla.

Quando sei in primo piano, quando pensi ai tuoi bisogni, quando soddisfi le tue ambizioni, quando lotti per te stesso, le tue batterie sono sempre cariche. E se all'interno dei tuoi valori ci aiutare il prossimo, dare una mano, pensare ai figli, è ovvio che tutto farà il meglio. Qualcuno dice: "Ah, ma se io metto me stesso, me stessa al primo posto, allora sono solo". Non sei solo, a meno che tu non ti sia circondato da una manica di opportunisti che stanno con te soltanto perché ti sacrifichi. In quel caso, non è una questione di... cioè, tu sei allora una persona che aiuta degli opportunisti, che quindi contribuisce a peggiorare il mondo. Non sei una persona buona, sei una persona malvagia, perché stai dando energia anche in questo mondo, lo rende peggiore.

Quando una persona realizza se stessa, emerge il suo vero io. Cioè, se io sono una persona che davvero ci tiene agli altri, ok, ecco allora quando io mi realizzo, riesco a occuparmene meglio, a dare di più. Una persona realizzata è più generosa, è più empatica, perché non ha più bisogno di difendersi. Quindi realizzati, stesso, realizzate stessa e per farlo devi metterti al primo posto. Sarai da esempio per chi ha intorno, un esempio di persona che si realizza e sarai sicuramente una persona con più energia per aiutare gli altri.