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Ciao, sono Patri Ceri e ogni martedì e venerdì alle 14 pubblico video sui Promessi Sposi. Oggi vediamo, in quattro punti, il capitolo 15.
La prima cosa da dire riguarda la figura dell'oste della Luna Piena. Si tratta di un individuo scaltro, è molto abile negli affari, come dimostra, ad esempio, il fatto che si faccia pagare da Renzo prima che quest'ultimo vada a dormire. In quanto sa benissimo che il ragazzo, la mattina successiva, avrà ben altri pensieri che quello di saldare il conto. Inoltre, va subito a chiarire la propria posizione con la giustizia, in quanto non vuole avere problemi. Ma prima di dirigersi al palazzo di giustizia, lascia la locanda in mano alla moglie, a cui dà tutta una serie di raccomandazioni per gestire al meglio la locanda senza avere ulteriori problemi. Tratti principali dell'oste della Luna Piena sono l'astuzia e la diplomazia, quest'ultima chiamata da lui con il termine "politica". L'oste è un maestro nell'arte della dissimulazione e della simulazione, come abbiamo già visto nel capitolo 14, nel momento in cui si rapportava con il poliziotto in incognito. Ma è soprattutto nel suo colloquio con il notaio criminale che emerge la sua straordinaria abilità nel simulare e dissimulare. Infatti, nei confronti del notaio manifesta una cerimoniosa cortesia, che è in contrasto con quel disprezzo che abbiamo visto nel suo soliloquio mentre si dirigeva al palazzo di giustizia. E quando il notaio criminale dice che i rivoltosi saranno severamente puniti, l'oste si mostra indifferente e dice semplicemente che lui si limita a fare il suo lavoro d'oste. Infine, un chiaro esempio di dissimulazione si può notare quando l'oste è irritato dalla richiesta del notaio di tener sotto controllo Renzo e assicurarsi che non scappi. Infatti, l'oste non lascia trapelare nulla della sua irritazione per questa richiesta. Le conclusioni del dialogo col notaio criminale sono significative, in quanto l'oste ritiene che il notaio faccia sapere al capitano di giustizia che lui è venuto a rendere testimonianza e che dunque ha fatto il suo dovere. Infine, nell'atto di congedarsi, dice "Bacio le mani, av. Signoria", in un congedo che appare comico, in quanto in contrasto con quel disprezzo verso le autorità manifestato dall'oste nel suo soliloquio mentre si dirigeva al palazzo di giustizia.
La seconda cosa da dire riguarda la visione del mondo dell'oste della Luna Piena, una visione che si manifesta chiaramente nel soliloquio che l'oste fa mentre si dirige al palazzo di giustizia. L'oste giudica Renzo un asino, in quanto quest'ultimo ha creduto che i moti di piazza potessero cambiare la situazione. In realtà, l'oste sa che nulla cambierà e che l'indomani alcuni capi popolo saranno arrestati per dare un esempio alla folla. Per l'oste, i tumulti sono inutili, anzi danneggiano gli umili. Ripensando poi al momento in cui aveva chiesto le generalità a Renzo, l'oste pensa che il ragazzo, nel dirgli il nome, non avrebbe corso nessun pericolo, in quanto le grida restano inapplicate e risultano inutili. L'unica eccezione vale per gli osti, per i quali invece le grida sono attentamente applicate e la loro trasgressione comporta per gli osti pene severissime. Infine, dichiara il suo disprezzo per le autorità, le quali non sono altro che un intralcio ai suoi affari. La filosofia di vita dell'oste della Luna Piena è quella di non rischiare mai di esporsi in prima persona, come si evince anche dalle raccomandazioni che fa alla moglie nel lasciarle in custodia la locanda. La moglie, infatti, non dovrà né contraddire né confermare ciò che dicono gli avventori sulla politica, perché, se li contraddicesse immediatamente, sorgerebbero dei problemi nella locanda; qualora gli desse ragione, invece, i problemi potrebbero sorgere in un secondo momento, quando la giustizia viene a conoscere queste notizie. La moglie, semplicemente, secondo l'oste, ogni volta che sentirà parlare di politica dovrà girare la testa, che partita di essere chiamata al tavolo da qualche altro avventore. Il sistema di vita dell'oste consiste nel collaborare occasionalmente con la giustizia, senza chiedersi se ciò sia giusto o sbagliato. Infatti, l'autore stesso ci dice che l'oste nel palazzo di giustizia era di casa, facendoci così capire che non è la prima volta che va a denunciare un suo avventore. L'oste è dunque inerte di fronte alle storture del sistema giudiziario e si mostra condiscendente con i meccanismi perversi della giustizia. L'intero comportamento dell'oste è guidato dalla tensione per i propri interessi materiali; manca lui quella carità che abbiamo incontrato nel barcaiolo e nel barrocciaio, disposti invece ad aiutare disinteressatamente il prossimo. La visione del mondo dell'oste emerge chiaramente da alcune frasi che rivolge al notaio criminale, quali ad esempio: "Il re sarà sempre il re" e "che avrà riscosso avrà riscosso", o ancora "A lor signori tocca", in riferimento al fatto che sia compito del notaio criminale e del capitano di giustizia arrestare i rivoltosi, mentre lui deve semplicemente limitarsi a fare il suo lavoro d'oste.
La terza cosa da dire riguarda il paragone tra l'oste e Psiche. Dopo aver fatto dormire Renzo, l'oste alza il lume ed osserva Renzo, e l'autore lo paragona a Psiche che osserva il dio Amore. Il paragone presenta quella degradazione dei miti classici avvenuta in Manzoni dopo la sua conversione religiosa.
L'ultima cosa da dire riguarda il notaio criminale, che appare in due modi completamente diversi nella prima e nella seconda parte del capitolo. Nella prima parte, infatti, quando parla con l'oste dentro il palazzo di giustizia, circondato dai propri uomini e si sente al sicuro, il notaio criminale ha un atteggiamento sfrontato e arrogante; minaccia severi castighi per i rivoltosi e fa apparire la giustizia padrona della città di Milano. Nella seconda parte, invece, quando si trova con Renzo all'osteria e sa che c'è il rischio dei disordini di piazza, è docile e sottomesso; inoltre, si rapporta in maniera gentile, ossequiosa, corretta e cerca di convincere il ragazzo a collaborare. Infine, quando si trova per strada, la folla libera Renzo e il notaio, per non essere linciato, è costretto a scappare, facendo una figura ridicola.
Con questo concluso, vi si domande che aspetto sul gruppo Facebook? Fammi sapere se questa analisi vi è stata utile. Iscriviti al canale e noi ci vediamo al capitolo 16. In bocca al lupo!