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PASSEGGIATE NELLA STORIA - Il Battistero di San Giovanni

Firenze TV31:21

Transcription

Cari amici di passeggiate nella storia, da Claudio Vitali, benvenuti ad una nuova puntata.

Ci troviamo in Piazza del Duomo. Avrete già riconosciuto il monumento alle mie spalle, il Duomo con il campanile, Santa Maria del Fiore con il Campanile di Giotto. Ma in Piazza del Duomo esiste un altro, un'altra struttura, un altro edificio importantissimo per la città, la nostra città, per la città di Firenze. Importantissimo anche perché dedicato al santo patrono di Firenze, che è San Giovanni. Il Battistero, così si chiama questo edificio. Non è sempre stato un luogo battesimale, è stato luogo che ha svolto diverse altre funzioni nel corso dei secoli, ma questo lo esamineremo successivamente con la persona che ci accompagnerà durante la visita di oggi al Battistero di Firenze, il San Giovanni in Piazza del Duomo.

Andiamo quindi ad iniziare questa trasmissione di oggi con il Battistero di Firenze. Andiamo.

Eccoci quindi con la nostra accompagnatrice, con Laura Bati. E saluto la mia compagna di viaggio e alla mia destra è solo, ma insieme appunto alla dottoressa, architetto Beatrice Agostini. Buongiorno. Di cosa si occupa lei, architetto? Sono appunto l'architetto responsabile del restauro e della manutenzione dei monumenti dell'Opera di Santa Maria del Fiore, quindi del Duomo, campanile, Battistero.

Le vorrei chiedere questo, intanto darci alcuni cenni storici, tanto per introdurre il nostro argomento.

In realtà, sul Battistero non abbiamo dei documenti certi sulla sua fondazione. Per secoli è stato ritenuto, come credenza anche popolare, che fosse una trasformazione cristiana di un tempio dedicato al dio Marte, anche se appunto, risoluta, per se scritta anche dal Villani, probabilmente è stata sfatata perché alla fine dell'Ottocento vennero eseguite degli scavi in piazza che hanno fatto anche riemergere il sepolcreto, quindi tutta la parte dei sepolcri tra il Battistero e la Cattedrale, nella quale è stato visto che il Battistero poggia su edifici del tra il primo e il terzo secolo dopo Cristo. Pertanto, in realtà, c'è ancora una grande confusione sul Battistero. Se anche dice appunto che successivo, anche perché la sua consacrazione avviene con il Papa Niccolò II, che nel 1058 era vescovo di Firenze, poi nel 1059 appunto diventa Papa e consacra il Battistero. Questo edificio, come ho detto precedentemente, è stato dedicato nel corso dei secoli alla figura di San Giovanni Battista, che è il patrono di Firenze.

Qualche riferimento storico al fatto che questo edificio, appunto, è stato dedicato a San Giovanni, dove lo ritroviamo?

Ora, ritroviamo e che già nel 1300 venivano fatti questi grandi festeggiamenti per il patrono della città che duravano tre giorni, durante i quali tutta la città si fermava. E soprattutto, però, lo ritroviamo a livello illustrativo, quindi a livello anche decorativo nel Battistero iconografico e nel Battistero stesso, perché sia la Porta del Pisano, quindi la prima porta, la porta del Battistero, che il primo ordine, il primo, l'ordine più basso dei mosaici della cupola, raccontano proprio la vita di San Giovanni.

Lei si è occupata del grande restauro che il Battistero ha ha subito nell'ultimo, negli ultimi periodi, diciamo che perché è stata direttrice, appunto, dei lavori di restauro. Credo sia opportuno a questo punto dedicare alcuni minuti della nostra trasmissione a parlare di quello che è stato il restauro del Battistero.

Volentieri. Questo è stato un restauro importante, anche perché era il primo restauro da 70 anni che coinvolgeva tutte le facciate esterne del Battistero, la copertura e la lanterna. Quindi, il restauro precedente era stato eseguito a metà tra il 1938 e il 1942, e fu un restauro molto, oggi diremmo anche invasivo, perché vennero sostituiti molte parti di, di, e alcune parti, alcuni blocchi anche del bianco. In realtà, quello che avevamo era che il Battistero era completamente sporco di depositi superficiali di alta e media compattezza, aveva moltissime croste nere e quindi aveva perso e stava perdendo gli elementi decorativi nelle modanature, nelle forniti, nei capitelli e nella parte della copertura. E rappresenta alterazione biologica, quindi avevamo una presenza di muschi, licheni, alghe, che pertanto dovevano essere rimossi per. Male era decisamente messo un. Pertanto, l'intervento è stato necessario proprio per fermare questo suo ampio degrado.

Quanto, quanto è durata questa opera di restauro?

È un intervento è durato 15 mesi, ha coinvolto un consorzio che era costituito da tre ditte importanti fiorentine consorziate insieme con circa 15 operatori al giorno che lavoravano sulle nostre facciate, tra restauratori ed altri operatori.

E dopo aver parlato del restauro del Battistero con l'architetto Agostini, direi che non possiamo venir via da questo esterno senza parlare delle porte del Battistero.

Sì. Allora, queste porte, in realtà, la prima porta, quella del Pisano, che attualmente è stata smontata e trasferita all'Opificio delle Pietre Dure affinché possa essere eseguito un restauro e poi successivamente verrà collocato il museo insieme alle altre due porte. In realtà, è la porta, appunto, trecentesca, che alla fine del, alla fine, quando appunto era compiuta, era stata posizionata in questa posizione, quindi di fronte alla Cattedrale, mette dalla parte proprio del Paradiso, si chiamava, rocca, si era l'accesso principale, ovunque il collegamento principale con l'apporto principale, quindi comunque rispetto alle altre porte lignee, la porta del Pisano, che invece era una imponente porta bronzea dorata, magnifica, che dà anche dalle cronache sappiamo che tutta Firenze l'acclama fronte grandiosa festa, porta, aveva bisogno di essere un ruolo centrale, pertanto era stata posizionata a fronte alla Cattedrale.

Il tavolo successivo viene indetto il concorso, il famoso concorso al quale partecipa sia Ghiberti, ma anche Brunelleschi, dall'Arte di Calimala, che era l'arte, la corporazione, l'arte che si prendeva cura del Battistero e che sponsorizzava gli arricchimenti, l'abbellimento del Battistero stesso. E praticamente viene indotto questo concorso al quale vince Ghiberti e viene realizzata la prima porta Ghibertiana, la prima porta Ghibertiana nella porta a nord, nella quale nel Battistero troviamo una replica, il cui restauro è stato finito un poco tempo fa e dovrebbe essere possibile vederla al Museo dell'Opera del Duomo. Riprendeva lo stesso, diciamo, stile della porno, stile, però la stessa distribuzione del le polillo, ba, e l'informale, polipo, la seppur, lillo, fase, e con le 28 formelle, 20 delle quali, in questo caso, parlavano della vita del Cristo, mentre quelle del Pisano, la vita di San Giovanni, e 8 formelle per i Padri della Chiesa ed Evangelisti. Talmente era bella anche questa porta che viene deciso di sostituire la porta del Pisano. Quindi la porta, la prima porta Ghibertiana, viene messa di fronte alla Cattedrale, e la porta del Pisano viene trasferita nel lato sud della Cattedrale, dove è rimasta fino all'attuale restauro.

E successivamente, nel 1424, viene terminata e collocata la porta cosiddetta a nord del Ghiberti, cui, ma nel 1425 viene affidata al Ghiberti la realizzazione di quest'ultima, grandissima, importante, imponente porta, e la porta del Paradiso, che al suo termine viene collocata nel, di fronte alla Cattedrale, quindi spostata la porta nord e in posizione nord. C'è stato questo gioco di cambiare la posizione delle porte. Un aspetto simpatico, per quante lo volevano la porta nord, è quello che l'Arte di Calimala e l'Opera di San Giovanni avevano scritto per contratto al Ghiberti che dovesse fornire tre formelle all'anno, poteva farsi aiutare da quanti aiutanti avesse voluto, e però per quanto riguarda i rilievi e le forme, verità e la vegetazione dovevano essere comunque fatte realizzate dal Ghiberti stesso, nonostante gli aiuti che già l'anno successivo si affrontano appunto 11 aiutanti. Il Ghiberti resta indietro e quindi non riesce a concludere queste tre formelle all'anno e pertanto, nel 1407, lì viene imposto di una presenza fissa obbligatoria in bottega per il realizzare questa porta.

Incarcerato prossimamente potremo fare questo, ecco, ma nel 1413 questo viene, viene richiesta di nuovo la libertà di poter anche effettuare altre lavorazioni e poi nel 1424 la porta è terminata e viene collocata. Perché ricordiamoci, c'è veramente speso la vita su queste forme.

E quanti anni ci ha messo per fare le porte?

Svariati anni. Quella del Paradiso, 27 anni. Quella del invece la porta nord inizia nel 1800, Santomato, e finisce nel 24, mi di un credente mente quattro anni. La vita dedicata all'opera del doti, una vita, poi tra soprattutto lui si è occupato anche della realizzazione dei fresi e delle cornici, quindi degli stipiti che abbiamo, e con l'aiuto del figlio Vittorio realizza il magnifico preso che c'è anche sulla porta del Pisano, per terminare tutta la decorazione bronzea esterna. Poi successivamente, bronzo, in realtà sono stati rielaborati, perché vengono tolte le sculture sopra le porte di fino, di Marino, ma realizzati i due gruppi scultorei bronzo e appunto dei Rustici, e quello del Danti. E invece quello marmoreo del Sansovino, che però sono visibili gli originali al museo. Qua abbiamo soltanto la copia del gruppo scultoreo del Sansovino e le due copie del gruppo dei Rustici, dei Rustici e Danti verranno probabilmente eseguite nei prossimi anni e collocate sul Battistero per rendere di nuovo omogeneo e comunque come era stato voluto e realizzato.

Ne siamo di fronte, architetto Agostini, siamo entrati in questo gioiello, lo definirei proprio un gioiello sotto tutti i punti di vista. E questa è la parte centrale del del Battistero. In realtà, adesso c'è un pavimento, ma in realtà qua cosa c'era?

In realtà, qua inizialmente sarà il fonte battesimale, il fonte battesimale grande, grande, maestosamente grande, proprio perché il battesimo veniva fatto per immersione. Quindi il riso è cambiato negli scavi di fine Ottocento, è stato visto che oltre a questo imponente fonte battesimale, c'era la presenza tra il fonte battesimale e la scarsella di un'altra vasca, perché per il rito ambrosiano, dopo il battesimo per immersione, doveva essere eseguita la lavanda dei piedi, quindi una vasca per la lavanda dei piedi. Questo sì, tra il tra l'ottagono e la scarsella. Successivamente, nel 1577, venne demolito questo enorme fonte, questo importante fonte battesimale per il battesimo del figlio del Granduca Francesco di. Da quel momento in poi, utilizzato il fonte trecentesco, che è quello che è stato utilizzato fino e viene ancora. Qua sono stati battezzati dei personaggi importantissimi di Firenze. Si vuol dire qualcuno?

Non, per esempio, noi abbiamo, è stato battezzato Dante. Dante, che tra le altre cose, bisogna anche pensare che con Firenze aveva anche un astio abbastanza importante perché era stato esiliato dalla Sassetta, però quest'astio era con Firenze, ma non con il Battistero, che infatti lo definisce il bel San Giovanni, mio bel San Giovanni, e che racconta anche un episodio della sua vita all'interno del Battistero, era quello di quando salvò un neonato, cascò nel fonte battesimale.

Poi mi vorrei soffermare su un altro argomento. Noi abbiamo visto la magnificenza esterna del restauro del Battistero e internamente, invece, ci sarebbe da restaurare anche qua. Internamente, viene state occupando di questo?

Figlio, stanno iniziando appunto questa presentazione, uno per il Duomo. Stiamo iniziando questa presentazione perché l'intento di restaurare all'interno del Battistero c'è. Ecco perché è necessario, sicuramente ha subito un grave danno il Battistero, che sa quello dell'alluvione del '66, nella quale, appunto, abbiamo riscontrato dei danni, anche per esempio nella porta del Pisano. Attualmente il restauro all'Opificio, dove l'alluvione, la forza della spinta dell'acqua ha rotto un'anta in due parti. Questo intervento di restauro ancora è in fase progettuale. Io spero che si riesca a partire tra uno o due anni, con speriamo anche esterno. Ecco, e tanta, immaginiamoci come deve essere stato, come lo sarà, speriamo, il Battistero con la lucentezza dei marmi, sia il marmo di Pisa, sia il marmo bianco, poi proprio per renderli la bicromia con la quale è caratterizzato dall'esterno, l'interno, lo sporco, mossa, nizza e non fa più vedere questa importante per rubinho.

Questo monumento, devo dire, ci riserva sempre sorprese bellissime, peraltro, e alcune anche curiose. Ma cosa ci fa un antipapa sepolto dentro un monumento così sacro come il Battistero fiorentino?

Ecco, l'antipapa, in realtà, appunto, siamo in quel periodo del grande scisma della Chiesa Cattolica, probabilmente uno dei periodi più bui della Chiesa Cattolica, nella quale erano presenti contemporaneamente tre papi: il Papa di Avignone, il Papa di Roma e il Papa di Pisa. Baldassarre Costa, il cardinale Baldassarre Costa è il secondo Papa Pisano. Siamo all'incirca nella prima metà del Quattrocento e per cercare di riunificare tutte questo gran caos, così, dei papi, nel 1400, fattori, si viene fatto il Concilio di Costanza, dove vennero deposti i tre papi, quello di Avignone, di Pisa, di Roma, e fu eletto un nuovo Papa, Martino V. Quindi lui, l'antipapa, si ritira a Firenze, dove muore. Per ottenere questo importante posizione nel Battistero, in realtà, lui aveva amicizie importanti, potremmo dire, perché era comunque molto legato alla famiglia Medici, soprattutto con Cosimo il Vecchio, e lascia nel proprio testamento molti lasciti, beni e ricchezze per cercare di ottenere appunto il posto all'interno del Battistero. Grazie agli esecutori testamentari, tra i quali, appunto, Cosimo il Vecchio, riesce a ottenere quindi questa posizione estremamente illustre, privilegiata, di avere il suo monumento all'interno del Battistero. Il monumento è stato realizzato da Donatello, sicuramente Donatello è stato aiutato anche da amico e l'orso, infatti la Madonna del Bambino e vediamo di euro è molto probabilmente di Michelozzo. L'aspetto anche se vogliamo caratteristico è anche questo grande baldacchino che amo la i tessuti del periodo in voga del periodo che copre appunto la salma del defunto. Quella è una parte in punto in bronzo, dove la parte del letto è in bronzo, non da raso, mentre la parte del del defunto è bronzo dorato.

Allora, architetto, qui un lavoro su questo zodiaco è bellissimo, però, come ci diceva, necessita di interventi di restauro.

Sì. Allora, noi abbiamo questo pavimento che è stato iniziato ad essere realizzato dal 1200. È un pavimento che è costituito da questi, possiamo dire, tappeti di ispirazione islamica, per questi motivi molto geometrici, rettangolari e quadrati, e da questo zodiaco importante. E necessita sia lo zodiaco e in generale tutta la pavimentazione, gli interventi di manutenzione e il restauro anche abbastanza continuativi nel tempo per cercare di rendere anche la leggibilità della scritta e delle figure stesse. La questione che comunque questi pavimenti sono stati realizzati con due tecniche differenti. Abbiamo la tecnica con l'intarsio, quindi veniva utilizzato una lastra di bianco di marmo bianco nella quale disegnato, poi grazie allo scalpello scolpite delle casse alle quali interni veniva posizionato la cromia di marmo o verde o di fori fido, mentre le altre, alcuni altri tappeti di geometria sono stati realizzati nella tecnica dell'opus, della sun, quindi con la realizzazione di pezzi geometrici accostati l'uno all'altro. Noi iniziamo ora anche a cercare di effettuare degli interventi su questi tappeti musivi e abbiamo anche l'esigenza di iniziare nei prossimi anni anche un intervento più mirato proprio sullo zodiaco, sempre di restauro.

Allora, intanto, architetto, la volevo ringraziare, parte la bellissima visita che ci sta facendo, ma per aver avuto accesso a questo matroneo, dove ci troviamo adesso, che circonda dal Battistero ed è un luogo normalmente non accessibile, e invece, insomma, ci ha permesso e ha permesso ai nostri telespettatori di passeggiata nella storia di accedere in questo luogo, dove vediamo proprio quasi tocchiamo con mano una delle bellezze stupefacenti del Battistero, cioè il mosaico. Il mosaico, quale nostre spalle, cosa rappresenta questo, questo mosaico?

Ecco, il mosaico, in realtà, è caratterizzato da varie scene illustrative di varie storie differenti. È un mosaico molto importante, perché dobbiamo anche considerare che per Firenze è il primo e importante esempio di opera musiva, perché eravamo, diciamo, più specializzati in altri tipi di tecniche più pittoriche. Ecco, è un mosaico che inizia nel 1225 e il 40, dura all'incirca 80 anni. Nella parte centrale del mosaico è possibile vedere il Cristo Redentore. E una scena caratteristica di questo mosaico è sicuramente l'Inferno, al centro, se appunto, diciamo, il diavolo come mangia le persone all'inferno, i dannati. E nella parte a destra troviamo il Giudizio. Ma non ci sono soltanto persone, cioè ci sono anche persone, diciamo, ricche, per figure di elevate e potenti, e anche una figura ecclesiastica, perché difatti possiamo notare la presenza di uno, probabilmente un monaco benedettino. Gli altri, altri tipi monastici, gli altri due tipologie monastici, i francescani e domenicani, sono invece collocati negli eletti. Queste raffigurazioni dovevano essere uno strumento di conoscenza per il popolo. E quindi, cosa meglio che far vedere qualcosa e quindi far imparare qualcosa? E quindi, cosa rappresentano?

Si dovevano essere, appunto, giustamente illustrative, proprio rappresentano. Partendo dal registro più basso, quello più vicino, diciamo, al tamburo, all'imposta della cupola, abbiamo la vita di San Giovanni, anche l'esito a cui è dedicato, appunto, il Battistero. Nel registro, invece, superiore, abbiamo la vita del Cristo. Nel terzo registro, sempre a partire dal basso, invece, abbiamo la vita di San Giuseppe. In questo caso, abbiamo una particolarità, perché la scansione che è appunto per ogni scena, cioè per ogni riquadro delimitato dalle colonne, viene raccontato una scena. In questo caso, nella vita di San Giuseppe, abbiamo una scena di San Giuseppe imprigionato, che in realtà racconta due episodi. Mentre nel registro superiore, abbiamo le storie dell'Antico Testamento. Cosa particolare, perché è l'unico episodio che è possibile vedere, appunto, qua, dove una una scena non è realizzata seguendo questo schema di divisione delle colonne, ma prende due parti su tre dello spicchio. Win di eco è la serra dell'Arca di Noè, della salita all'Arca di Noè, dove sappiamo rappresentati, abbiamo rappresentati gli animali che devono salire sull'Arca. Sulla sinistra, invece, familiari di Noè, all'interno dell'Arca. Poi salendo ancora, le fasi, salendo ancora le fasi, abbiamo invece le sere archi e dei Vangeli, che è il creatore. E infine, nella parte più vicina alla lanterna del Battistero, abbiamo elementi figurativi e animali e decorativi.

Certo, come lo possiamo definire queste, queste specie di cappelle all'interno dei corretti, all'interno del matroneo, sono tutte finemente decorate. Qua, proprio lei lo possiamo vedere, il primo piano, è veramente una cosa magnificente. Però non tutte sono decorate.

Sì, c'è una curiosità. Sì, perché praticamente, quando il cantiere della cupola stava per essere terminata, solo iniziò la decorazione anche delle parti, sempre, diciamo, del tamburo della cupola e della parte del matroneo esterna, e anche dei coretti all'interno del matroneo, tra cui qui sopra la porta del Paradiso, abbiamo tre coretti decorati. Mentre sopra la porta sud, diciamo, quindi la porta del Pisano, è decorato solamente il corretto centrale. Probabilmente è stata proprio voluta questa differenza di decorazione per dare più risalto alla porta principale, era la porta, appunto, del Paradiso, e che ancora, appunto, non c'era, diciamo, la porta principale. E poi successivamente, sarebbe stato, dovevamo, appunto, decorare anche il corretto sopra la porta nord, però in quel caso si può vedere come la decorazione pittorica è stata rimossa e quindi probabilmente c'era l'intento di iniziare questa tipo di lavorazione, ma non è stato realizzato e quindi rimane incompiuta questa simmetria decorativa dei coretti.

Siamo così arrivati alla fine di questa stupenda, ma lo sapevamo, insomma, visto l'argomento, puntata dedicata al Battistero. E io ringrazio veramente dal profondo del mio cuore l'architetto Beatrice Agostini per questo battesimo d'arte a tutto tondo, che in effetti, grazie alla sua competenza, alle informazioni puntuali, anche per quanto riguarda la fase del restauro, della quale lei, insomma, si è occupata, è stata appunto ed è direttrice dei lavori di restauro del Battistero. Ci ha fatto entrare, ci ha fatto anche toccare con mano, da una prospettiva particolare, gli interni di questa stupenda opera. E quindi, sicuramente, i nostri telespettatori di passeggiata nella storia oggi saranno sicuramente molto più vicini a questa stupenda opera d'arte di Firenze, del Battistero, rispetto a prima. Quindi, grazie davvero, a nome di tutti i nostri telespettatori, a nome mio, di Laura Bati, per quello che che ci ha trasferito del Battistero.

Grazie a voi.

Bene, non mi rimane altro, quindi, che ricordare ai nostri telespettatori i nostri riferimenti, quindi la pagina Facebook, la pagina YouTube, dove, digitando "passeggiata nella storia", possono andare a vedere le puntate degli anni precedenti, e il nostro sito www.passaggiatranellastoria.net. A questo punto, dall'architetto Agostini, da Laura Bati, da Claudio Vitali, un ringraziamento ai nostri telespettatori, un appuntamento ad una prossima puntata di passeggiata nella storia. Arrivederci a tutti.