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infiammazione. Chiudiamo oggi il discorso sui recettori dell'infiammazione parlando dei recettori solubili.
I recettori solubili rappresentano la categoria più piccola tra tutti i pattern recognition receptors. Essi, come dice il nome stesso, vengono secreti sia da cellule specializzate che da cellule non prettamente immunitarie.
Senza dubbio, tra i più famosi ci sono i fattori del complemento. Proteine prodotte dal fegato che rappresentano una forma di risposta immunitaria molto primitiva. Sono una serie di fattori che si attivano a cascata e che sono capaci di opzionizzare, neutralizzare e permeabilizzare alcuni patogeni. Rappresentano una forma molto, molto, molto primitiva di immunoglobuline, se vogliamo.
Essi sono capaci di rispondere al frammento costante delle immunoglobuline, soprattutto IgM, alle proteine della fase acuta, soprattutto le pentraxine, e ad alcuni peptidi della parete batterica. Tra tutti i fattori del complemento, quello che è davvero capace di rispondere a questi stimoli, e lo vedete qui rappresentato, è C1.
Il punto d'inizio della cascata complementare. Per quanto riguarda il resto della cascata, nonché tutte le sue funzioni, li vedremo meglio in un video futuro.
Ora siamo qui per parlare dei recettori solubili. Altra sede di recettori solubili è rappresentata dalle collectine. Che non sono altro che recettori lectinici secreti. Tra questi abbiamo la lectina legante mannosio, che presenta un dominio ricco in cisteina, un lungo dominio collagene, poi un dominio C-terminale più corto e infine sei domini lectinici di tipo C.
Abbiamo poi la proteina A del surfattante. Che, nonostante il nome, c'entra ben poco con il tensioattivo polmonare. Si tratta infatti di una molecola molto simile alla lectina legante mannosio, che però presenta un collo collagene più lungo, che quindi fa flettere la molecola, prendendola leggermente incurvata.
Abbiamo poi la proteina D del surfattante, molto simile alla lectina legante mannosio, con la differenza che al posto di avere sei domini lectinici, ne ha solo quattro. Queste proteine si chiamano surfattant protein poiché vengono prodotte dal cluster genico per la produzione degli agenti surfattanti.
Nello specifico, i segnali a cui rispondono sono molteplici. SP-A e SP-D, per esempio, reagiscono legandosi a peptidi della parete batterica e bloccandone la crescita, talvolta permeabilizzando le membrane. MBL, invece, reagisce ai peptidi della parete batterica inducendo la fagocitosi e l'attivazione del complemento.
Tutte queste molecole sono capaci di legare anche lipopolisaccaride ed endotossina batterica, inducendo un effetto di riduzione della risposta immunitaria attraverso una regolazione della produzione di citochine. Questo effetto probabilmente vuole essere un fenomeno di controllo per evitare un'esplosione di mediatori infiammatori quando vengono rilasciati in circolo questi ligandi.
Allo stesso modo, SP-A e SP-D sono capaci di reagire ai detriti apoptotici, inducendone la clearance attraverso fagocitosi non immunitaria.
Ultimo gruppo dei recettori solubili è costituito dalle pentraxine. Molecole costituite da cinque domini globulari e che hanno bisogno di legare il calcio per espletare la loro azione. Tra queste, la più nota è senza dubbio la proteina C-reattiva. Ma nello stesso gruppo abbiamo anche la proteina amiloide sierica A, nota per il suo accumulo che si configura appunto come amiloidosi, e la PTX3, di più recente scoperta.
La proteina C-reattiva è capace di attivare il complemento reagendo con C1q. È capace di percepire la presenza extracellulare di istone-cromatatina e DNA, che sono appunto residui apoptotici. Ed è capace di legare la fosfocolina, un fosfolipide presente soprattutto nelle pareti batteriche.
La proteina amiloide sierica A è capace anch'essa di legare il C1q, che è capace di reagire alle molecole nucleari, ma non reagisce alla fosfocolina, bensì a lipopolisaccaride e alla fosfatidiletanolamina, altro fosfolipide prevalentemente batterico.
PTX3 è capace anch'esso di attivare il complemento e di reagire agli istone-cromatatina, ma la sua specificità è la reazione al galattomannano, una molecola presente sulla superficie di alcuni particolari ceppi batterici e micobatteri.
La proteina C-reattiva è la più famosa tra le pentraxine, poiché è anche una proteina di fase acuta. Viene prodotta dal fegato in grandi quantità in risposta a un'infiammazione acuta, e il suo livello nel sangue è fedelmente correlato alla risposta infiammatoria generalizzata.
Le pentraxine espletano il loro effetto legandosi al recettore del frammento costante delle immunoglobuline G, che abbiamo già visto in precedenza.
E con questo abbiamo concluso la parte dell'attivazione dell'infiammazione che riguarda i recettori. Nel prossimo video discuteremo invece la trasduzione dei recettori di cui abbiamo discusso finora.