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Allora, oggi cominciamo ad occuparci di Nicola Pisano. Come vedete nel titolo della lezione, ha scritto "norme lasi e sensibilità gotica", perché questa sarà il carattere fondamentale che dovremmo vedere di questo artista. Il primo artista in Italia che riesce a mettere insieme quelle spinte che abbiamo visto provenire dal nord Europa, quindi la ricerca di naturalismo, anche di un certo minimo di realismo e l'espressività delle figure, con la tradizione classica che era molto forte in Italia, in maniera particolare nel meridione d'Italia e nella corte federiciana, per i motivi che abbiamo già detto.
La corte federiciana è importante perché evidentemente Nicola de Apulia proviene da questo contesto. Puglia non significa necessariamente Puglia, significa meridione d'Italia. Ed è dal meridione che Nicola porterà le sue conoscenze in Toscana, dove, come finirà, completerà la sua formazione e daranno il via a un linguaggio completamente nuovo.
Noi abbiamo poi informazione di Nicola prima della venuta in Toscana, ma sappiamo che nel 1245-50 Nicola arriva a Siena. E a Siena viene impiegato nella scultura di queste teste umane e protomi animalesche nelle mensole della della cupola del Duomo di Siena. Io ho trovato solo questa immagine da mostrarvi, ma già questa immagine ci dà una dimensione del tipo di scultura che è in grado di fare: una scultura di grande qualità, ma un classicismo ancora ingenuo. Questo dà l'impressione di essere un mascherone, una sorta di Sileno, dove l'attenzione particolare nel dettaglio decorativo, soprattutto nella barba, queste spirali nei capelli.
Dov'è che Nicola riuscirà a completare la sua formazione anche da un punto di vista di attenzione per il mondo classico? È il nuovo ideale per questa formazione non sarà a Siena, ma Pisa. Gli elementi, le strutture che vedete in questa slide, noi abbiamo già studiato il Battistero, il Duomo, il Campanile romanici. Sulla sinistra, però, vediamo un altro edificio che è il Camposanto Monumentale. E all'interno del Camposanto si conservava una ricchissima collezione di sarcofagi romani. Nicola, una volta giunto a Pisa, ha l'opportunità di studiare, di analizzare, di vedere, di meditare su queste su queste sculture romane e di completare in questo modo la sua formazione, maturare un linguaggio, un linguaggio completamente originale, linguaggio che si forma quindi su queste su questi esempi romani.
Il video ha messo due confronti di sarcofagi. Ci sono alcuni alcune aree che interessano in maniera particolare. Il primo luogo, la ripresa delle scene dell'affollamento delle scene. No, queste sono tutte scene molto complesse e molto articolate e molto affollate, scene molto affollate che però presentano una forte strutturazione euritmica, cioè le figure sono disposte secondo uno schema preciso, uno schema molto congelato. Vediamo le due figure centrali presentano una struttura che è un chiasmo, un chiasmo abbastanza abbastanza evidente.
Un'altra delle aree artistiche importanti che Nicola trae da questo tipo di scultura è la ricerca anatomica, la postura di queste figure e la loro presenza forte nello spazio. Queste sono figure che hanno una buona presenza nello spazio. E come ultimo elemento fondamentale, il tono misurato di queste sculture. Da quella che vedete sopra, ma anche qui la vedete sotto, sono due scene di caccia. Sotto una caccia al leone, sopra una caccia al cinghiale, animali considerati molto felici nell'antichità. Ma queste figure sono espresse come se stessero facendo una sorta di di balletto.
Per ricapitolare in maniera chiara, quello che vedete a sinistra è un particolare del sarcofago. Quelli che avete sopra sono i tre elementi fondamentali, al di là dell'affollamento. Io ve ne segnalati tre. Il primo è la corporeità, la vitalità delle figure, anche questa tendenza al movimento. Vedete che queste sono figure che hanno un corpo, che sono fatte appunto di carne e sangue, come si diceva nell'ultima nell'ultima lezione. Un'altra caratteristica fondamentale è la forte contrapposizione. Vedete in questo caso il chiasmo a proprio evidente nella contrapposizione di queste due figure. Ultimo elemento importante è proprio il tono misurato del racconto. C'è una scena di caccia, una scena dove, bensì, un episodio concitato, anche abbastanza violento, ma l'espressione di queste figure è un'espressione assolutamente composta, misurata.
Dov'è che Nicola Pisano riesce a mettere a frutto tutte queste conoscenze? Nella sua prima opera importante realizzata a Pisa, cioè nel pulpito del Battistero di Pisa. Questo è il Battistero. Il Battistero, abbiamo detto, è una struttura romanica, ma una decorazione degli elementi decorativi fortemente gotici, in particolare qui vedete questa serie di pinnacoli, queste cuspidi che coronano questo oggetto di archi a tutto sesto. La stessa cosa avviene all'interno. Ci sono degli elementi fortemente gotici. E l'elemento gotico, in questo caso, è proprio il pulpito, che rivoluziona completamente la tradizione dei pulpiti toscani.
Io vi ho messo in quest'immagine sulla destra il pulpito del Duomo di Barga, che è un pulpito tradizionale, quello che si faceva fino a quel momento. C'è un pulpito a base quadrangolare con dei pannelli decorati, appunto, una balaustra fatta di tre pannelli decorati, ovviamente. Credo sul retro serviva per salire, che era manca anche una struttura sorretta da colonnine da leoni stilofori, ma appoggiata alla parete, in questo caso appoggiata ai pilastri della zona presbiteriale. Nicola Pisano immagina una struttura completamente autonoma, che è una vera e propria struttura architettonica complessa. Il disegno non è più quadrangolare, ma sarà su base esagonale, quindi cinque pannelli decorativi, uno per l'ingresso. Una struttura che è sorretta, quindi, da una colonna centrale, da sei colonne angolari, tre delle quali sono leoni stilofori, appunto, che tengono fra i piedi le loro prede, a significare, a simboleggiare il trionfo della Chiesa sul maligno.
Una struttura complessa da un punto di vista decorativo. Vediamo questi archi lobati che sorreggono il livello, diciamo, dove il sacerdote andava a fare la predicazione, livello che è contornato da un perimetro, da una balaustra, appunto, divisa da pannelli in bassorilievo, che sono suddivisi fra loro da questi elementi in porfido rosso, quindi cornice in porfido rosso e questi gruppi di tre colonnine di ordine corinzio, appunto, che hanno un forte sapore classico. Quindi, quando si parla di classicità, si intende questo. In questo caso abbiamo degli elementi fortemente romanici, per esempio i leoni stilofori, una struttura che ha una serie di rimandi alla classicità, queste colonne con questi capitelli corinzi, la severità della strutturazione del disegno che è appunto sottolineato da queste bordature di colore diverso, di colore rosso. E poi ci sono una serie di elementi invece innovativi o vicini alla ricchezza decorativa, a partire da questi grandi archi rinnovati, fino alle figure rappresentate all'interno dei pannelli.
Ma queste figure sono figure che a loro volta recuperano moltissimo la tradizione. La scena in particolare che vi faccio vedere, la prima che è fondamentale, la Fortezza. La Fortezza, alla vostra sinistra, rappresenta una delle quattro virtù cardinali. È la Fortezza. E Nicola Pisano cosa fa per rappresentare la Fortezza? Va a cercare un modello classico, il modello classico della forza per eccellenza, che è quello di Ercole. Vedete la figura di Nicola Pisano è molto ben ponderata, presenta proprio la ponderazione classica, tipica. E c'è una ricerca anatomica molto sviluppata. Siamo ancora nell'ambito, diciamo, di una strutturazione di tipo medievale, vedete la dimensione dei piedi rispetto al resto del corpo, no? Però la ricerca anatomica è una ricerca molto molto sviluppata. E l'uso di questi elementi classici che noi avevamo già visto con Giotto e con altri, ma che erano solo delle citazioni. In questo caso non sono più semplici citazioni, insomma, citazioni ingenue. Cioè, sta veramente cercando dei modelli classici da riutilizzare nella sua scultura.
Elementi classici li troveremo anche nei cinque pannelli decorativi, dove si rappresenta la Natività, l'Adorazione dei Magi, la Presentazione al Tempio, la Crocifissione, Giudizio Universale, ma che mescoleranno appunto elementi classici, elementi di novità. Se noi guardiamo il primo pannello, questo è il pannello della Natività. Qual è l'elemento classico evidente? Intanto l'affollamento di questa scena, evidentemente ripreso dai sarcofagi che Nicola aveva studiato nel Camposanto. Poi abbiamo la composizione, è una composizione ritmata, non molto complessa. Al centro, ovviamente, c'è la scena principale, e quindi la Natività, ma ci sono anche altre altre scene rappresentate. In particolare, vedete l'Annunciazione in alto a sinistra, l'Annunciazione della nascita di Cristo ai pastori, l'Arcangelo che compare ai pastori e li manda a venerare, a criticare, trionfo a Gesù Cristo in basso, la lavanda del bambino.
Non possiamo parlare di una composizione paratattica, perché la composizione paratattica prevede che questi episodi siano messi tutti in linea, una scena, ma in una sequenza lineare come una frase suddivisa da "e" e "e" e "e", cioè una serie ritmata di elementi. In questo caso noi abbiamo vari elementi, varie varie episodi, ma stessa scena, ma composti in maniera radiale. Quello che è interessante, anche se non siamo in una paratassi, invece è la ricerca di un inquadramento naturalistico, che è tratto dal mondo antico, ma anche dalle spinte che vengono da nord. E in particolare, per esempio, questa scenografia che serve anche a dare profondità. Vedete questi gradini in profondità. Qualcuno ha capito, non le guarda la volontà di inserire elementi architettonici, è quella di porre degli elementi paesaggistici, in particolare quest'alberello, l'unico elemento paesaggistico naturale di questa di questa scena. Ricordiamoci che non si sta parlando di realismo, ma il solito, l'arte medievale, un'arte simbolica. Queste sono semplicemente elementi che ci aiutano a capire l'inquadramento, a capire dove dove ci troviamo.
Altro elemento fortissimo, queste l'Adorazione dei Pastori. Classica è l'euritmia, l'impostazione molto molto strutturata, molto forte le figure, ma centrale è la figura della Madonna, che evidentemente tratta da un modello romano. Io vi ho messo la Venere che noi abbiamo studiato all'inizio dell'anno nella Pace Sallustiana, perché l'abbiamo studiata insieme, ma in realtà esistono molti esempi di questa figura, di una figura così strutturata. E Nicola sicuramente ha trovato esempi di questo tipo nel Camposanto, nel Camposanto Pisano.
La conclusione del nostro ragionamento, quale? Nel complesso, la strutturazione della scultura di Nicola Pisano mostra un uso potente di un linguaggio plastico forte, molto corposo, composizioni ponderate, ferme, molto presenti nello spazio, sicure, maestose, molto strutturate, figure molto solenni sul modello appunto della scultura classica, delle figure che esercitano una sorta di balletto, sono ben composte nello spazio e molto ponderate. Quello che manca, e che è meno accentuato, è quella volontà nordica del meccanismo, questa questa finzione drammatica, questa volontà di rappresentare le emozioni, le sensazioni. Le figure del pulpito di Pisa, nelle scuole del pulpito di Pisa, non c'è concentrazione, non c'è in nessuna parte, diciamo, del pulpito di Pisa, nemmeno nei punti nei quali potremmo aspettare, ci potremmo aspettare una certa concitazione.
Vi ho messo immagini, in particolare che è quella del Giudizio Universale. Noi abbiamo il ricordo dei tanti Giudizi Universali che abbiamo visto nella fase romana e sappiamo che è il momento più traumatico che viene rappresentato. Lo abbiamo detto tante volte, si rappresenta il Giudizio Universale per terrorizzare i fedeli all'ingresso della chiesa. In questo caso, queste sono figure che sembrano figure di un Giudizio Universale francese, sembrano sì, ma è strano, recitando, visto sta giudicando, alle mani aperte, ma le figure hanno delle espressioni solenni, delle espressioni che non incutono terrore, non incutono timore, non danno il senso del del pathos, dell'emozione forte, come invece magari ci aspetteremmo in una scena dove si rappresenta da una parte gli eletti e da una parte i dannati e quindi i diavoli. Mentre invece questa posizione è assolutamente composta.
Quindi, in questo primo esempio di scultura di Nicola Pisano, alla scultura, appunto, di Pisa, troviamo queste caratteristiche. Il pulpito del Battistero è considerato giustamente il modello, l'esempio massimo della classicità in ambito medievale. Troveremo che Nicola aggiungerà questa forte espressione del pathos, comincerà ad aggiungerla nel lavoro successivo, lavoro che porta a termine in un'altra città, che è Siena, dove lui ritornerà tra il 1260 e il 1269, dove gli viene commissionato un altro pulpito. E per varie ragioni che vedremo, questo pulpito assumerà una serie di caratteristiche più gotiche, più spiccatamente in ordine nella sua verginità e nella sua soprattutto ricerca di pathos. Dipenderà dal fatto che il pulpito viene fatto, appunto, assieme ad una città che ha un gusto particolare, ma soprattutto perché intervengono all'interno di questo pulpito degli aiuti, in particolare il figlio di Nicola, Giovanni Pisano, e Arnolfo di Cambio. E vedremo nella prossima lezione come il pulpito del Duomo di Siena, caratteristiche che superano il pulpito del Battistero di Pisa, in qualche modo destrutturando, rendendola meno organico, come abbiamo visto anche per la facciata del Duomo di Siena, meno organico, ma sicuramente più affascinante, più mosso. Il patetico, lo vedremo la prossima volta.