Transcription
Benissimo. Ok. Dai, allora io passo in realtà direttamente la parola a Carlotta, perché, come di consueto, partiamo proprio dal mercato del del grano duro, così riprendiamo anche un po' dei messaggi che abbiamo condiviso durante i Durom Days.
Perfetto.
Aspetta che chiudo tutto.
Eccoci, scusate. Ehm, eccoci. Adesso dovreste dovreste sentirmi. Se c'è qualunque problema, ovviamente, interrompetemi. E allora vi condivido subito lo schermo e andiamo a fare, appunto, un un riassunto, un punto su sul mercato del frumento duro.
Allora, ehm, innanzitutto a livello italiano, in queste ultime sessioni, stiamo vedendo, abbiamo visto qualche puntata a ribasso. Adesso qui vediamo in particolare la KUN fino eh nord, ma che nell'ultima settimana si è si è fermata, mentre invece gli altri gli altri riferimenti hanno continuato a a vedere cali. È una tendenza un po' anomala se la confrontiamo invece con gli altri prezzi, gli altri prezzi europei e in parte anche internazionali.
Eh, questo perché, appunto, l'arrivo del nuovo raccolto, per quanto previsto a livello europeo in calo, è ormai prossimo. Eh, e mh ci sono riportati, appunto, di stoccaggi ancora molto molto pieni a livello nazionale e quindi, diciamo, questa congiuntura si si spiega a fronte, appunto, della necessità anche un po' di svuotare i magazzini con l'arrivo del nuovo, in vista dell'arrivo del nuovo raccolto, appunto.
Veniamo, lo ricordiamo brevemente, da una campagna che ha visto un un grande aumento della produzione a livello globale e quindi anche un un forte accumulo di scorte che si distanziano nettamente da quelli che erano i minimi raggiunti nella campagna 23-24, mentre invece per la campagna 26-27, che è ormai prossima, l'aspettativa è quella di una produzione sostanzialmente stabile grazie, appunto, a fronte di minori produzioni in alcune zone, principalmente Canada e Unione Europea e Stati Uniti, che sarebbero compensate invece da una maggiore produzione in altri ehm, in altri paesi.
Vediamo, appunto, per il Canada, calo produttivo sulla base di minori aree e di un ritorno delle rese verso la la media storica. Eh, anche per gli Stati Uniti l'aspettativa è quella di un caro delle superfici e di minori rese e stessa cosa per l'Unione Europea: minori superfici, rese che si distanziano dal dal record della campagna della campagna corrente e quindi, appunto, produzione inferiore.
Eh, ci sono però, appunto, altre zone del mondo dove invece la produzione è prevista in aumento. In primis la Turchia, grazie a rese favorevoli dopo invece la sicità della scorsa della scorsa campagna, che più che compenserebbero il calo delle aree e anche poi il Nord Africa, per citare per citare un altro esempio, dove la produzione è prevista tornare ben al di sopra dei ehm, bene al di sopra dei livelli degli ultimi anni, degli ultimi 4 anni, su sui livelli storicamente ente molto elevati.
Fino a qualche settimana fa la prospettiva era quella di una produzione che tornava verso la media storica. Addirittura qui, come potete vedere, proprio nei dati usciti in questi giorni, la prospettiva di una produzione ancora più ancora più elevata con un calo importante del fabbisogno di importazione e dopo, appunto, 3-4 anni dove si era mantenuto invece sui livelli molto elevati.
Quindi la prospettiva per la prossima campagna attualmente è di un sostanziale equilibrio tra domanda e offerta con livelli di prezzo che non ci aspettiamo si distanzino più di tanto dalla dai livelli attuali. Eh, per quanto il il fabbisogno di importazione più elevato a livello europeo, ci aspettiamo che porti a qualche aumento di prezzo. Eh, non solo, ma ci aspettiamo in generale un po' di sostegno da tutto il resto del comparto cerealicolo.
Infatti, se andiamo se andiamo ad osservare, vediamo come a livello italiano i prezzi del frumento duro e del frumento tenero di forza sono molto vicini e adesso ne parleremo anche con Anna Chiara, ma sui frumenti, anche sul frumento tenero, ci aspettiamo qualche tensione nel corso della prossima campagna che quindi potrà fare da pavimento anche al mercato del frumento duro. E anche se prendiamo ad esempio del Canada, vediamo come addirittura nell'ultimo periodo il frumento, il frumento primaverile sia a... scusate un secondo. Ok.
Ok, scusate, abbiamo avuto, stiamo avendo un attimo avvicendamento, ma nessun problema. Eh, dicevo, appunto, abbiamo un un aumento dei prezzi del frumento tenero primaverile che sono addirittura al di sopra dei prezzi del frumento duro. Anche questo è un un ulteriore elemento che ci fa dire che i prezzi del frumento duro hanno raggiunto ormai un pavimento.
E infatti, come potete vedere, a prescindere dal fatto che in questa in questa ultima fase non escludiamo che ci possa essere qualche ulteriore leggera puntata a ribasso anche con l'arrivo del nuovo raccolto che a livello italiano – ma lì poi sarà interessante anche sentire la vostra opinione – non presenta grandi criticità e quindi, ehm, sì, ci aspettiamo che appunto arrivi arrivi sul mercato mantenendosi su vicino ai livelli, ehm, insomma, con con rese ancora con rese ancora elevate. E per cui, per quanto non escludiamo qualche leggera puntata a ribasso sotto raccolta, poi ci aspettiamo che invece i prezzi tendano tendano ad aumentare.
Ehm, qui il più grande elemento di incertezza in questa fase è legato a la al ruolo che avrà la Turchia nella prossima campagna. Infatti, ehm, a fronte, appunto, come dicevo, della produzione che è prevista in aumento e delle scorte elevate, la Turchia avrebbe in sé il potenziale per tornare ad essere un esportatore netto e anche con – ripeto – noi continuiamo a mantenere una prospettiva di scorte elevate, per cui di esportazioni che a livello a livello di disponibilità di prodotto non avrebbero problemi a concretizzarsi.
Eh, il tema è che attualmente la i prezzi turchi rimangono non competitivi per le esportazioni. Ehm, come potete vedere, rimangono ancora molto elevati e questo è il principale ostacolo attualmente alle alle esportazioni turche. Ma se con l'arrivo del nuovo raccolto dovessimo assistere ad un calo della dei prezzi turchi o a una svalutazione della lira turca che riporti, appunto, questo differenziale al di sotto del in negativo – quindi riporti i prezzi turchi al di sotto di quelli italiani – come dicevo, dentro la Turchia c'è la disponibilità di prodotto per tornare ad essere un esportatore netto e questo, ovviamente, potrebbe essere un un fattore ribassista, ulteriormente ribassista, sui prezzi sui prezzi europei e sui prezzi italiani, per quanto, appunto, per il momento ci aspettiamo che possa essere maggiore l'effetto, appunto, pavimento del del resto del comparto cerealicolo, in particolare dei frumenti.
Vi chiedo se avete qualche domanda, qualche qualche osservazione, altrimenti io passerei al mercato del mais. Come sempre, volete intervenire, sapete che vi ascoltiamo sempre con piacere.
Ehm, mercato del mais che, a fronte della della congiuntura geopolitica in particolare, sta continua ad affrontare un momento di tensione con prezzi internazionali che si mantengono sui livelli più elevati rispetto rispetto ai primi mesi di campagna e anche con prezzi nazionali che si stanno mantenendo sui livelli elevati con, appunto, una tendenza inflattiva dallo scoppio del conflitto.
Attualmente, lo ricordiamo, nella campagna corrente il Mais gode di una produzione nel continente americano molto elevata, in primis negli Stati Uniti, grazie al forte record produttivo, ma anche in Sudamerica, sia per il Brasile che per l'Argentina, la produzione è prevista a livelli record o comunque su livelli molto elevati. Eh, ma attualmente il prodotto sudamericano sta ancora arrivando sul mercato. Siamo in fase di raccolta in Argentina e in Brasile, ma ancora solo per il mais di primo raccolto, ancora non per la maggior parte del della produzione che arriverà sul mercato nel corso dell'estate e questo, appunto, sta concentrando molto la domanda di prodotto sul sul prodotto statunitense, portando appunto a qualche tensione di prezzo.
In Unione Europea, invece, appunto, abbiamo avuto la quarta campagna consecutiva di produzione molto limitata con un fabbisogno di importazione elevato che però ha faticato a trovare riscontro dal tipico, dallo storico partner commerciale che è l'Ucraina e questo per via soprattutto di problemi logistici legati al conflitto con la Russia che hanno fortemente ritardato le esportazioni.
Per la prossima campagna l'aspettativa è quella di un calo produttivo, vediamo appunto, in primis negli Stati Uniti, a fronte di minori aree e di rese che ritornano verso più verso un trend storico. Rimarrebbe comunque, come potete vedere dal grafico, la seconda produzione più alta di sempre. Anche le esportazioni si manterrebbero sui livelli elevati e anche i consumi, anche in virtù di stocchi iniziali che, come potete vedere, sono a dei massimi pluriennali grazie, appunto, al forte accumulo della campagna corrente anche in Sud America.
Qui facciamo un passaggio perché sono uscite proprio di recente le prime stime della di USA e del Dipartimento dell'Agricoltura statunitense, ha previsto un raccolto record per il Brasile e molto elevato per l'Argentina. Qui parliamo però di campagna 26-27 che quindi riguarda areali che verranno seminati nel corso del prossimo inverno, per cui su cui c'è ancora molta incertezza, ma il quadro è comunque quello di un mercato del continente americano che rimane molto ben molto ben approvvigionato.
Lo stesso non si può dire, invece, se torniamo di nuovo da questo lato dell'Atlantico. Infatti, per l'Ucraina è previsto un calo delle superfici e rese che faticano a tornare ai livelli preconflitto e infatti la produzione è prevista a mantenersi su sui livelli inferiori, anche se comunque le esportazioni si manterrebbero elevate sui livelli comunque di questa campagna grazie a scorte iniziali di nuovo che si sono accumulate in questa in questa campagna a fronte, appunto, delle difficoltà all'esportazione che vi citavo poco fa. Quindi un quadro non particolarmente abbondante, anche se non fortemente critico, grazie appunto a queste a queste esportazioni, a queste scorte così più elevate rispetto agli anni passati.
Eh, per quanto riguarda l'Unione Europea, invece, di nuovo, qui ci sono la prospettiva è quella di una produzione che rimane sui livelli sui livelli bassi della scorsa campagna, leggermente più elevata secondo le le stime di USDA, anche secondo le stime della Commissione Europea, anche se riguardo queste queste stime rimane rimane qualche dubbio. Infatti vediamo come attualmente ci siano molte delle zone interessate alla coltivazione di mais, in particolare dell'Est Europa, dove si stanno concretizzando problemi, ritardi nelle semine, a manco idrico e o temperature particolarmente basse che rischiano di compromettere le prospettive di resa, per quanto per il momento la commissione le proietti ancora superiori rispetto rispetto allo scorso anno.
L'altro tema è quello delle delle superfici che attualmente la commissione stima solo in leggero calo rispetto alla scorsa campagna, però sia per la Romania che per la Francia vi sono forti dubbi circa effettivamente quanto quanto sia stato seminato, quanto verrà seminato. Infatti fonti locali per entrambi i paesi parlano di un calo delle superfici di gran lunga superiore rispetto a quello attualmente ipotizzato dalla Commissione Europea. Per cui sull'Unione Europea la certezza attualmente è quella che non si torna a livelli di produzione elevati e almeno, appunto, secondo i dati di produzione di rese, il timore è quello che la produzione possa essere ancora inferiore rispetto a rispetto a quanto attualmente si si stima e quindi, appunto, questo sarà nel corso nel corso dell'estate un fattore da tenere in forte considerazione.
Infatti, a fronte di una prospettiva di calo delle superfici, la produzione sarà completamente nelle mani delle rese, ma è un discorso che, appunto, abbiamo fatto già su tante per tante colture. A livello di previsione, come potete vedere, ci aspettiamo che nella prossima campagna i prezzi finanziari si mantengano su un livello superiore rispetto a quelli della campagna corrente, in virtù della minore approvvigionamento del calo produttivo statunitense e anche delle difficoltà di produzione europee che infatti manterrebbero uno spread tra il mercato statunitense, il mercato finanziario statunitense e il mercato finanziario europeo su livelli storicamente elevati.
Eh, per quanto riguarda invece il mais nazionale, ci aspettiamo che i prezzi si mantengano a livello medio leggermente superiori rispetto a questa campagna, ma come potete vedere il delta è di è inferiore e questo perché nella campagna corrente c'è stato uno spread molto elevato rispetto rispetto al mercato finanziario che ci aspettiamo nella prossima campagna possa in qualche modo rientrare andando in parte ad assorbire l'effetto della dell'aumento dei prezzi internazionali, dei prezzi finanziari e questo, appunto, non ci fa escludere una finestra di prezzi leggermente inferiori in fase di di arrivo del nuovo raccolto.
Ma vi stavo citando prima come ci sono attualmente molte criticità che si rischiano di palesare e ovviamente il calo che attualmente, leggero calo che prevediamo sotto sotto raccolta, è inevitabilmente ente soggetto all'entità, appunto, del del raccolto che si concretizzerà ehm, che si concretizzerà a settembre, su cui, come dicevo, ci sono ancora forti dubbi.
Eh, non solo, ma vi ricordo anche che il mais è una delle culture, come dicevo prima, che è soggetta a volatilità a causa del del conflitto nei paesi del Golfo tra Iran e Stati Uniti. Attualmente noi in AT continuiamo adottare quello che è lo scenario base del Fondo Monetario Internazionale che prevede una risoluzione del conflitto nel corso delle prossime settimane, dei prossimi mesi e di un rientro dei prezzi dei costi energetici nel corso del 2026. Eh, se questo non dovesse accadere, il di quelle ehm, di quelle colture che sia per effetti trasmissione dal comparto degli oli vegetali che per effetto sostituzione con per il maggiore incentivo alla produzione di etanolo eh che rischia appunto invece di avere una un'inflazione ancora ancora superiore. Però, appunto, su questo c'è ovviamente ancora poca poca chiarezza su quello che può essere il destino di il futuro di questo conflitto, ma è un ulteriore elemento che andrà per forza di cose monitorato attentamente.
E di nuovo vi chiedo se ci sono domande, altrimenti allora io interrompo la condivisione e passo passo la parola ad Anna Chiara.
Bene, grazie Carlotta. Non siate timidi, ovviamente, se c'è qualche se c'è qualche domanda, qualche intervento e, diversamente, procedo con la scaletta per passare al frumento tenero e vado sul... Ok, sembra di condividere correttamente.
Ehm, dunque, per quello che riguarda il frumento tenero, i dati che sono usciti rispetto alla i dati di USDA che sono usciti con i primi le prime previsioni per la campagna 26-27 sono state notevoli e di fatto prendono atto delle pessime condizioni del frumento statunitense, del frumento invernale in particolare, che ha sostenuto ormai da diverse settimane le quotazioni del frumento sul mercato finanziario con un frumento statunitense che sta seguendo già da tempo un trend decisamente rialzista anche in controtendenza rispetto invece a delle quotazioni sul mercato europeo che sono più stabili, un mercato nazionale decisamente più depresso, insomma, addirittura con una tendenza relativamente al ribasso, insomma, diciamo, tra lo stabile e lieve e lieve e lieve ribasso.
In effetti i dati ci mostrano delle condizioni del frumento invernale statunitense in continuo peggioramento e ancora questa questa settimana sui livelli più bassi da molti anni e in particolare, guardando alle previsioni di produzione, spicca un dato che è il più basso dal 1972. In particolare è l'Ard Winter, quindi il frumento invernale di maggiore qualità, di migliore qualità, ad essere quello più più colpito da condizioni di sicità particolarmente estese nell'area statunitense.
Ehm, il calo produttivo negli Stati Uniti però si va si va a insistere in una situazione di stock abbondanti a livello globale e in generale dei principali esportatori. Tanto che se guardiamo al bilancio previsto per la campagna 26-27, pur con una previsione di produzione che, come dicevamo, sarebbe la più bassa dal 1972 nel dato ufficiale di USDA, ha una previsione di rapporto stock finale utilizzi a quasi il 41%, quindi non particolarmente bassa. Nel 223 è stato al 30%, 358, insomma, i dati più bassi più recentemente sono stati questi. Quindi siamo comunque in un contesto in cui gli stock fanno da cuscinetto anche a dei cali produttivi previsti particolarmente rilevanti come quello statunitense.
Negli altri grandi produttori come l'Unione Europea, i cali che sono previsti dai USDA sono in linea con quelli che venivano anticipati. Ehm, beh, sì, vorrebbe... Ok, grazie, che venivano anticipati, quindi un -6% per l'Unione Europea in linea con le aspettative della Commissione, un leggero calo per la Russia, un po' per l'Ucraina, Argentina, Australia, Canada, tutti grandi produttori ed esportatori, appunto, in cui la produzione va a calare. Questo lo vediamo anche a livello globale e visto che il calo produttivo è particolarmente concentrato, appunto, nei grandi esportatori esportatori, cala il commercio internazionale.
Quindi nel complesso cosa stiamo vedendo e che cosa prevediamo? Un mercato che di fatto, soprattutto sul mercato europeo, sembra aver toccato un pochino il pavimento e sembra avviato verso un un recupero delle quotazioni. Lo vediamo bene sul mercato nazionale dove ai alla discesa dei prezzi degli ultimi mesi a cui ha contribuito il grande premio che era rimasto aperto rispetto a a Matif che invece era sceso era era sceso di più rispetto al mercato nazionale e da qui in avanti ci aspettiamo che i prezzi possano andare possano andare a salire.
Quindi, guardando proprio alla previsione, vedete che per la campagna 26-27 sul mercato nazionale ci aspettiamo un mercato che possa andare a riprendere qualcosina. Abbiamo una previsione di un 244-254 per tonnellate in media, quindi non escludiamo che sotto raccolta qualche cosina si possa anche perdere. Non ci aspettiamo un granché, per la verità, perché abbiamo un mais addirittura a premio in questo momento, addirittura rispetto ai strumenti di forza sul mercato nazionale. Ehm, per cui grandi margini di discesa non non ne vediamo, ma insomma che possa perdere €2-3 tonnellata ci può anche stare, ma da ma poi insomma da lì in avanti che si che si vada che si vada a salire.
Questa è questa è la previsione in un contesto di mercato, appunto, in cui gli stock fanno da cuscinetto, ma si va verso una una situazione di minore di minore abbondanza e un premio per i frumenti di forza, quindi ad alto contenuto proteico, che si era andato molto a restringere nel corso della scorsa campagna, dovrebbe aver disincentivato le semine nel corso del dello scorso corso autunno inverno e dovrebbe favorire una una un ampliamento del premio nel corso della prossima campagna, quindi con un potenziale rialzista per i frumenti di forza un po' più che proporzionale rispetto a un a un frumento di base in un contesto in cui anche sul mercato statunitense i frumenti primaverili – vi restringo un po' il il campo – stanno riprendendo quota. Stanno riprendendo quota. Li vedete? Sono questi in arancione, perché tra i nati proprio dall'Ard Red Winter, che è quello che qui vedete in viola, in così pessime condizioni a causa della della sicità, quindi con un frumento di base, diciamo, di invernale di di qualità in così cattive condizioni, anche i frumenti primaverili tendono a salire. Vedete che un mercato statunitense che sale così, chiaramente questo tenderà a portarsi su, a nostro avviso, tutto il mercato globale del frumento tenero nel corso della campagna.
Ditemi pure se avete qualche commento anche rispetto a questo mercato, altrimenti procedo per arrivare al comparto semieoli.
Insomma, questi sono mercati abbastanza complicati in questa fase, più che altro perché sono influenzati da tanti da tanti elementi, tante tendenze.
Abbiamo un mercato del seme di soia tanto influenzato, soprattutto negli Stati Uniti, dalle aspettative rispetto ai mercati dei biocarburanti. Sono usciti a fine marzo – e li avevamo citati – i dati sulle sulle sugli obiettivi di produzione di di biodiesel e i dati che sono stati pubblicati da USDA: c'era abbastanza attesa rispetto all'incremento dei consumi interni, vedete, di seme di soia vanno a sancire l'aumento atteso della domanda interna di seme di soia.
Eh, abbiamo fatto un'ipotesi – sapete che noi facciamo proiezioni anche rispetto al all'olio di soia – e abbiamo fatto un'ipotesi di un incremento della domanda interna anche maggiore, eh, perché ci aspettiamo, sulla base dei dati che sono usciti, che la che l'EPA, l'Environmental Protection Agency, ha pubblicato che la domanda di olio di soia per la produzione di biodiesel possa andare ad aumentare anche un po' più nettamente. E c'è grande incertezza comunque rispetto a questo perché, chiaramente, come sapete, la produzione di di biodiesel negli Stati Uniti può avvenire certamente a partire da olio di soia, ma non soltanto; può avvenire anche a partire da altri feedstock, da altre materie prime, alcune anche di importazione. Non c'è stata una penalizzazione, almeno per questi due anni 2026-2027, delle materie prime di importazione, quindi olio di colza, per esempio, importato dal dal Canada, quello può essere utilizzato e in questo momento il prezzo è abbastanza conveniente rispetto all'olio di soia statunitense.
Quindi, insomma, ci sono una serie di elementi su cui in questo momento è difficile fare fare previsioni. Si possono fare delle ipotesi. Diciamo che ipotizzando delle dei consumi interni seme di soia per la produzione di olio, trascinati ovviamente trainati dalla domanda per biodiesel un po' superiori, chiaramente questo andrà a limitare lo spazio per le esportazioni che sì vanno a salire, ma questo questo aumento delle esportazioni è legato chiaramente a una ripresa della domanda cinese.
E anche su questo c'è qualcosa da dire perché di recente c'è stato l'incontro tra il presidente Trump e Shigin Ping, la visita la visita in Cina, durante la quale sono stati ribaditi gli impegni cinesi rispetto all'acquisto di 25 milioni di tonnellate di soia nel corso del 2026 che significa, di fatto, diciamo, è un impegno perfettamente raggiungibile. Significa che la Cina si impegna, a partire dall'arrivo del prossimo raccolto statunitense, ad acquistare i volumi consueti di soia di nuovo raccolto statunitense.
Ehm, è ovviamente possibile che questo accada, ma tutto ciò è molto dipende molto da quali saranno i rapporti tra Cina e Stati Uniti in un contesto di grande fragilità, diciamo, delle relazioni internazionali. Quindi anche su questo è molto difficile fare previsioni. C'è questo impegno, ehm, è possibile che è possibile che accada. Evidentemente abbiamo anche noi dato un segnale di aumento delle esportazioni statunitensi e non è detto, insomma, staremo a vedere quale sarà effettivamente il livello di esportazione, però l'indicazione è che potrebbero tornare ad aumentare un po' in un contesto in cui in ogni caso USDA sta proiettando la produzione brasiliana in ulteriore aumento.
Quindi, in generale, vediamo un mercato del seme di soia tendenzialmente molto ben approvvigionato sia in Sudamerica che anche, appunto, a livello statunitense dove la produzione tenderebbe ad aumentare anche nella campagna di nuovo nella campagna 26-27 grazie a un aumento delle delle superfici seminate. Quindi non c'è veramente un tema rispetto all'offerta, c'è un tema rispetto a come si andrà a dividere la domanda tra domanda interna negli Stati Uniti e invece domanda internazionale, soprattutto cinese, rispetto alle diverse alle diverse origini.
In tutto questo, il mercato è facile, preda della della speculazione, intesa veramente come senza senza un giudizio di merito, ma come in balia, insomma, di operatori che vanno a investire sui mercati finanziari. Gli operatori sono molto sbilanciati su posizioni lunghe e questo sostiene le quotazioni. È chiaro però che un potenziale di domanda c'è, per cui abbiamo rivisto la la previsione di prezzo e a rialzo. Evidentemente ci aspettiamo che andando verso i prossimi raccolti dell'emisfero nord ci sia margine per vedere una discesa delle quotazioni. E tuttavia, insomma, la domanda tenderà tenderà a sostenere in generale il prezzo.
Sul mercato nazionale, dove il seme di soia era andato incontro a delle tensioni superiori, a nostro avviso, a quello che l'offerta in questo momento giustifica, c'è stata una piccola inversione di tendenza proprio proprio ieri sulle quotazioni sulle quotazioni di Bologna. Ci aspettiamo che un pochino di discesa ci possa essere, però poi che nel complesso, appunto, i prezzi tendano ad andare a salire anche in virtù di un'ipotesi che abbiamo rispetto a un cambio euro-dollaro con un po' di ritorno del dollaro, con un'ipotesi che abbiamo per i prossimi per i prossimi mesi, appunto, di un cambio che torna verso un 1:15.
Ehm, abbiamo degli Stati Uniti con un'inflazione importante e ci e riteniamo che la Fed abbia un po' le mani legate che, nonostante, appunto, i desideri della dell'amministrazione statunitense, anche con il cambio e della del governatore, insomma, della della Fed, ci sia poco spazio per vedere un un calo dei tassi di interesse. Quindi questo potrebbe andare questo movimento che ci attendiamo sul sul cambio euro-dollaro a ulteriore sostegno dei prezzi sul mercato sul mercato nazionale insieme anche a quella che dovrebbe essere effettivamente l'introduzione del delle UVR a fine a fine anno.
Quindi questa è la previsione con una previsione sul mercato nazionale per, quindi, con un po' di ribasso da qui ai prossimi raccolti per poi andare a a trovare sostegno nel corso della prossima campagna con una previsione a 438-448, quindi in un contesto di mercato globale molto ben approvvigionato, ma ma con che trova appunto sostegno in una domanda soprattutto interna statunitense trainata dal mondo dei biocarburanti.
Non so se c'è qualche commento o domanda rispetto a questo mercato.
Ok, procedo. Fare un passaggio sul seme di girasole con dei prezzi che sono un po' discontinui. E questo è il mercato francese che prendiamo come riferimento, ma vedete che l'ultima quotazione è di fine aprile ancora perché l'offerta è scarsa, quindi qui m, questa è la quotazione sullo spot, sul pronto e c'è veramente scarsità di offerta, quindi non per questo non ci sono rilevazioni. Vedete che negli ultimi anni ci sono diversi salti nella serie proprio a causa della, in questa fase di mercato, a causa di scarsità di scarsità di offerta.
Possiamo confrontare, però, possiamo vedere come stanno andando le quotazioni invece sulla sulle quotazioni del dell'Est Europa, quindi porto di costanza, Ucraina, con prezzi che tendenzialmente stanno si stanno muovendo al rialzo e si stanno muovendo al rialzo per lo stesso motivo per cui le quotazioni francesi sono interrotte, cioè ci stiamo avvicinando verso la fine di una campagna caratter carterizzata, lo sapete bene, da una scarsità di offerta e stock relativamente bassi.
Ehm, è vero che l'Unione Europea in realtà ha importato tanto e tanto tanto seme di girasole. È un dato, direi, abbastanza notevole e si vede bene da qui. Eh, sono importazioni che sono partite da marzo e che portano le importazioni cumulate di fatto vicino alla media triennale, ehm, che è stato comunque un dato particolarmente influenzato da dai dati dai dati, diciamo, della coda del del conflitto in Ucraina. Sono importazioni, diciamo, fuori scala dall'Argentina. Sono anche volumi che sono stati poi subito riesportati verso la Turchia, che quindi non hanno contribuito più di tanto all'offerta interna sul mercato sul mercato europeo. Da qui, eh, vedete, insomma, un mercato interno che comunque non ha più di tanto risentito, diciamo, di questo aumento dell'offerta in termini di prezzo.
Ora è chiaro che tutti guardano alla prossima alla prossima campagna. Le semine sono partite con grande ritardo in Ucraina, la linea verde, anche in ritardo rispetto al 2024 che già era stato – si vede poco la leggenda, ecco qua – in ritardo rispetto all'anno precedente. Nell'ultima settimana c'è stata una forte accelerazione delle semine. Di fatto ci siamo avvicinati a livello dello scorso anno. Ciò non toglie che lo scorso anno, ricorderete, c'è stato circa un mese di ritardo nella nella raccolta in Ucraina, quindi questo può far pensare che la, almeno per come sono messe adesso le cose, che l'Ucraina possa arrivare sul mercato con un po' di ritardo a causa, appunto, di una di una semina che procede in ritardo a causa di un inverno prolungato che ha reso possibile iniziare le semine, appunto, solo verso la fine di aprile. Piogge molto abbondanti e temperature molto rigide. Ora stanno appunto recuperando, ma è ma è un po' tardi, quindi la il prodotto sarà pronto un po' un po' un po' più tardi.
Attenzione anche al meteo durante l'estate, chiaramente, perché questa sarà un'estate caratterizzata avversimilmente dal nignno che in est Europa generalmente porta a temperature elevate e precipitazioni non abbondanti, quindi è un fattore di rischio ulteriore. Al momento possiamo solo parlare di previsioni metodi a lungo termine, quindi è un argomento un po' debole, mi rendo conto, però è un fattore di rischio sicuramente da tenere in conto su questo su questo mercato, considerato che veniamo da una situazione di scorte piuttosto piuttosto scarse e due anni, appunto, di mercato fragile in un contesto di mercati – abbiamo appena parlato del seme di soia – di mercati di in generale del comparto semieoli, che trovano sostegno in un appunto in un contesto, in un clima di domanda, di domanda sostenuta e di e di sostegno, mi ripeto, insomma, che viene dall'aumento dei prezzi del petrolio, dall'aumento degli utilizzi che vengono fatti in nel contesto dei mercati del della produzione di di biocarburanti, politiche energetiche che vanno a favorire la produzione di di biocarburanti.
Quindi, in generale, questi sono prodotti che trovano che trovano domanda che trovano domande e quindi mi aspetto che un po' di discesa dei prezzi sotto raccolta sia verosimile, quindi per per il girasole non abbiamo, come sapete, il riferimento il riferimento nazionale, ma sappiamo che poi il mercato nazionale si muove nei momenti in cui c'è la quotazione, in maniera abbastanza allineata, insomma, quantomeno come andamento alle altre alle altre quotazioni e ammettiamo che siamo su su prezzi evidentemente più alti rispetto a quelli di inizio campagna. Mi aspetto una discesa dei prezzi sotto raccolta.
Eh, ma attenzione perché questa discesa potrebbe essere forse un po' inferiore alle aspettative qualora, appunto, ci fossero dei problemi meteorologici per il terzo anno consecutivo e nel in esta. Tenete conto che USDA ha – vi ho fatto vedere i dati – ha rivisto, ha dato una proiezione di produzione molto abbondante a livello globale. Ha dato una proiezione di produzione molto abbondante a livello europeo, di fatto proiettando delle rese medie e questo è ciò che è assolutamente logico. Non tiene tanto conto del fatto che la Commissione Europea, che già da un paio di mesi pubblica dei delle proiezioni di bilancio per la campagna 26-27, ha già rivisto – vediamo se riesco, non sono sicura di riuscire a farlo. Spero di sì. Vediamo. Ha già rivisto al ribasso ehm, la pros le... Vediamo se si fa se si fa così, forse no. Ecco qua. Questa questo è il bilancio che la Commissione Europea, la proiezione di produzione che la Commissione Europea ha pubblicato a fine aprile, vedete, con una produzione prevista in aumento di solo l'1%. A fronte invece di per il seme di girasole, a fronte invece di un aumento delle aree del 5%, quindi con delle rese decisamente non abbondanti, ma soprattutto con una revisione rispetto al mese precedente in calo dell'8%. Ehm, il mese precedente la previsione di produzione era di un aumento del 14%. Questo perché in realtà è a fronte invece di aree sempre in aumento del 5%, quindi la prospettiva di resa è stata si è deteriorata fortemente nel corso di questo mese. È presto, può esserci una una ripresa. Stiamo a vedere, cioè ci approcciamo a fine mese nel corso della prossima riunione, potremo commentare la la prossima la prossima previsione della commissione, però vedete un quadro radicalmente diverso da quello che sta proponendo che sta proponendo USDA, quindi insomma al momento sarei abbastanza cauta rispetto a questo aumento produttivo proiettato da USDA, ecco, e quindi anche rispetto a questo enorme potenziale di discesa dei prezzi sarei decisamente decisamente cauta. Sono più dell'idea che ci sia potenziale per un calo più moderato.
Ok? Se avete qualche domanda, sono a disposizione. Anche Carlotta è disponibile se avete qualche commento su qualcuno dei mercati che abbiamo affrontato. Diversamente, direi che siamo stati nei tempi concordati.
Ottimo. Ehm, se non ci sono domande, segnalo solo che è uscita la circolare del di Agea sul Deminimis campagna 2026, quindi le domande che saranno dovranno essere presentate per avvalere sul sui fondi 2026. I termini per presentare le domande da parte dei beneficiari, che ricordo sono gli agricoltori, vanno dal 20 maggio al a metà settembre. Quindi c'è una periodo abbastanza ampio e la circolare è stata pubblicata da già il 19 maggio scorso.
Bene, direi grazie a tutti.
Federica, una cosa che ti volevo chiedere: per quanto riguarda, appunto, questo contributo sui contratti di filiera...
Sì. È confermato, son confermati €100 o...?
Sì, sono confermati €100 massimo. Come sempre, il lo stanziamento però non è più 10 milioni, ma è 7 milioni errotti. Io penso che comunque sia calibrato anche al calo delle superfici sotto contratto di filiera perché comunque c'è c'è stato evidentemente un calo di superfici. Ehm, e comunque sì, sì, confermo i €100 massimo all'ettaro.
No? Perché alcune organizzazioni qui parlano di 100 più 100.
No, no, Marcello, no, non ci sono, non esistono. Non solo non esistono, ma ti dirò di più che, vabbè, a parte che il Nord ha seminato meno grano duro e non arriveranno e non arriveranno grandi grandi domande di contributo, ma vista la riduzione del plafon, Federica, secondo me, andiamo verso un pagamento de €45-50 ao, eh, perché comunque Kai eh e anche il consorzio Eh, d'Ancola, cioè tutti i K della Col di Diretti stanno spingendo gli agricoltori a presentarsi verso i propri commercianti o comunque consorze gare di riferimento per la presentazione delle domande. Io tutto sto calo sinceramente al centro sud del parlo degli ettari oggetto di domanda di contributo non lo vedo. Il problema è che la torta se si rimpicciolisce la torta si rimpiccioliscono pure le fette, capito? Sì, son tutti calibrati.
Se partiamo da una media degli ultimi anni di pagamento di €65 circa, quando ci sono 10 milioni di euro, fai la proporzione, andiamo a 50.
A €50, tra l'altro, disperatamente disperatamente utili, no? Perché con un mercato in flessione, con l'aumento degli azodati, con l'aumento del gasolio agricolo, purtroppo quel Deminimis entrerà in bilancio culturale culturale delle delle aziende agricole, per quanto sia piccolo il contributo comunque aiuta a raggiungere il punto di pareggio o perlomeno a minimizzare la perdita e non mangiarsi la PAC per aver coltivato Eh, grano duro.
Io qui volevo solo aggiungere, eh, volevo solo aggiungere un commento riguardo i frumenti di i frumenti di forza. Allora, c'è c'è ovviamente nel nelle molte aree eh particolari dell'Emilia, del Ferrarese, c'è una correlazione fra fumenti di forza grano duro, evidentemente no, perché sono comunque colture sostitutive nelle aree ad alta fertilità dove si raggiungono anche tenori proteici molto elevati. Io ho sempre l'osservatorio sementiero, ovviamente, per cui so più o meno quali sono stati gli acquisti e di quali di quali specie varietà. Io credo che nelle zone bocate uno spostamento di 20-30.000 ari da grano duro a strumento di forza ci sia ci sia stato, eh, nonostante un un livello di prezzo dei frumenti di forza che non era quello del della campagna 24 eh 25, però considerando la maggiore resa che comunque hanno i frumenti di forza, considerando la maggiore rusticità anche della pianta che richiede comunque meno input a un risparmio di di 50 60-70 a ettaro, io credo che uno spostamento comunque ci sia stato.
Poi quanto varranno i frumenti di forza sul mercato non dipende dalla produzione nazionale. Ovviamente saranno poi Austria e e Germania sostanzialmente che, a seconda dell'andamento produttivo che che avranno – Certo, col nigno piove poco, produrranno di meno, la qualità sarà buona – mi viene da dire così, di getto proprio, eh, però magari il quantitativo sarà inferiore. Insomma, io credo che uno spostamento di 30.000 che la Etanura Padana ci sia stata e pertanto, trattandosi di aree molto produttive, io non credo, cioè che considerando anche la situazione non ottimale del Tirreno, no, in particolare di Lazio e Toscana, non credo che il grano duro raggiunga 4 milioni di tonnellate, più a 3750 38 per quanto per quanto mi riguarda, nonostante che le condizioni al sud siano ottimali, che anche nelle Marche i grani ruli siano molto belli in campo, insomma, qualcosa di meno secondo me ci sarà. Non avrà nessun impatto sul mercato, nessun impatto sui prezzi, eh, anche perché i riporti di grano duro dello scorso anno sono consistenti, voglio dire, c'è chi riporta anche un un 20%, voglio dire, della produzione dell'anno scorso, eh, perché comunque i pesi specifici erano molto elevati ed è un po' un'assicurazione sulla vita, perché se succedesse qualche disgrazia climatica tra adesso e l'attrebbiatura, come è successa purtroppo spesso negli scorsi anni, avere un riporto di grano duro pesante, seppur non particolarmente proteico, può fare la differenza poi nella prossima campagna di commercializzazione, evitando le penalizzazioni da dalla categoria fino al dono mercantile. E niente, queste erano le considerazioni che che posso fare. Ecco, tutto qui.
Scusate se posso, ritornando a quello che dicevi Herbert dei contratti di filiera, ma io vorrei capire eh quali sono i pastifici che li hanno fatti, perché risulta che Barilla li ha ridotti negli ultimi anni, li ha portati quasi al 50% di quello che avevamo 10-15 anni fa. E mi risulta anche che i contratti di filiera da parte dei pastificio andavano depositati entro il 3112.
No, allora i passificato non hanno depositato proprio niente, il Marcello, no? Anche perché ci sono state disdette importanti lo scorso anno, fra cui la famosa Tecn Cecco che di fatto, no, chiedeva cioè imponeva la risoluzione anticipata del contratto triennale eh in essere. Ehm, al momento, Marcello, l'unica garanzia che abbiamo è Barilla, che però aveva anticipato la riduzione del dei quantitativi delle superfici già nel per le semine del 2024, per cui non è che ci sono state sorprese. Il problema, Marcello, è Kai perché loro rilasciano contratti e dichiarazioni legate al Passificio Griggi che tu conosci perché non sei poi troppo lontano da da Morciano di Rimini, eh, nell'ordine diverse centinaia di di di migliaia di tonnellate. Io non per quello dicevo, secondo me va a finire a €50, capito? Il pagamento perché comunque il grosso del volume lo sta facendo lo sta facendo Kai, che io sappia altri passifici ad eccezione di De Mattei Sagroalimentare che comunque ha ridotto gli aari da 18.000 a 9500 ari circa. Per il resto siamo tutti quanti scoperti. Capito Marcello? C'abbiamo, cioè l'ultima ancora è stata Barilla. Di fatto...
Io ho capito e adesso, come si dice, a pensar male si fa peccato, dicono. Io vorrei vorrei vedere che vorrei capire e vorrei anche che questi contratti abbiano in concreto poi eh vadano a finire veramente il ciclo, cioè dal dal dall'agricoltore allo stoccatore, dallo stoccatore al pastificio, eh, perché mi sa tanto che invece tutto questo non sempre avviene come è avvenuto nei primi anni, eh, in particolare al Sud, per cui quelli non – perché io mi voglio mettere sul piedistallo – però quelli come noi che hanno fatto contratti realmente con gli agricoltori e non contratti fatti da stoccatori o da consorzi agrari così sulla carta, sono penalizzati perché e poi la la la torta viene divisa in un certo modo e qui siamo in 45. Se la mangiamo in 45 la fetta è in un modo, se la mangiamo in 10 o in 20 la fetta diminuisce e anche questo non mi sembra serio. Però io, eh, come dire, qui e aggiungo anche: noi domani abbiamo l'assemblea di bilancio, la nostra – non voglio fare la nostra cooperativa – tutto sommato chiude positivamente, però la situazione fra gli agricoltori è drammatica. Noi abbiamo – io l'ho accennato anche l'altra volta, mi pare – noi abbiamo degli agricoltori all'interno dove purtroppo le rese di grano sono da da dai 30 35 quintali, massimo 40, poi foraggi vanno male, che non sono in grado di di acquistare, cioè non sono in grado, vorrebbero il carburante che sappiamo gli aumenti che ci sono stati e e noi non siamo in grado di portarglielo perché non sono in grado di pagar hanno già sono già esposti con cifre importanti. Quindi qui è veramente una situazione, io definirei drammatica. Io è quasi 40 anni che faccio questo lavoro, un'annata così e e qui, mentre ascoltavo voi, ho mi sono soffermato nell'intervento che ha fatto ieri – non la voglio mettere sul piano politico perché qui – però la presidente del Consiglio ieri ha fatto alla Col di Diretti definendo la situazione dell'agricoltura in un modo che non rispecchia assolutamente la realtà. Questo lo sta facendo il ministro Lobrigi da tempo e nel completo nella completa assenza non dico di contestazioni, ma di qualcuno che controbatte in particolare coloro che rappresentano gli agricoltori. Non aggiungo altro perché altrimenti poi direi delle cose che meglio non dirle. Grazie comunque.
Bene e grazie a voi, grazie a tutti e ci riaggiorniamo per il prosieguo del servizio. Questo era l'ultimo era l'ultimo incontro e insomma chi non l'ha già fatto mi vi ricordo di mandare la scheda di adesione anche per il rinnovo e poi insomma con Arete vediamo di buttare giù il la proposta e la che insomma dovrebbe ricalcare quella quella attuale e il calendario delle dei prossimi incontri 2026-2027. Grazie a tutti. Grazie. Ciao a tutti.