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Efficienza e benessere sotto lo stesso tetto: la Direttiva Case Green | Schneider Electric Italia

Schneider Electric Italia6:58

Transcription

[Musica] Salute e benessere, qualità dell'aria, accessibilità per le persone con disabilità, sicurezza antincendio e resilienza ai cambiamenti climatici sono tra i benefici accessori più importanti dell'applicazione del principio l'efficienza energetica al primo posto, definito nella direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici EPBD, Energy Performance Building Directive.

La direttiva IPBD ha un percorso che è cominciato nel 2002 e che prevede degli obblighi condivisi dagli Stati membri e recepiti a livello nazionale da decreti legislativi al fine di migliorare la prestazione energetica degli edifici del presente e del futuro, sia quelli di nuova costruzione che soprattutto quelli esistenti.

Questi obblighi riguardano le metodologie di calcolo della prestazione energetica degli edifici, i requisiti minimi degli impianti tecnologici di questi edifici che devono avere un livello di integrazione, automazione e controllo pari almeno alla classe B di efficienza energetica BX, così come è definito nel decreto interministeriale cosiddetto requisiti minimi del 26 giugno 2015.

Gli obblighi riguardano anche l'implementazione di certificazioni energetiche di edificio, non solo legate all'involucro, il popolare ape, ma anche agli impianti tecnologici. Certificazione è questa legata alla prossima introduzione dell'indicatore di prontezza all'intelligenza degli edifici detto Sri, Smart Ridness Indicator.

Infine, gli obblighi riguardano anche l'ispezione periodica degli impianti tecnologici più energivori nel terziario, che sono quelli di riscaldamento e condizionamento.

Questo scenario si è delineato perché gli edifici sono responsabili del consumo di circa il 45% di energia finale in Italia, come definito nello streping, il documento strategico per l'efficienza energetica del patrimonio nazionale italiano, pubblicato dal mese nel 2020. E il 2020 è un ranno importante perché rappresenta la baseline dei consumi energetici rispetto alla quale l'Italia si è impegnata a ridurne i consumi con dei passaggi intermedi dal 2030 al 2050.

Se entriamo nel merito di quali sono gli edifici che consumono più energie e quindi debbono essere interessati da interventi prioritari di riqualificazione, il sistema informativo degli attestati di prestazione energetica di Enea, il SIAPE, ci dice che il consumo di energia primaria non rinnovabile maggiore non è quella del settore residenziale, quindi delle nostre case, dove il consumo medio si attesta a circa 180 kWh al m² anno, ma è quello relativo il settore del terziario privato, ma soprattutto pubblico, quindi in edifici come uffici, scuole, ospedali, alberghi e strutture sportive. Qui il consumo medio è di circa 300 kWh al m qu anno, quasi il doppio, con punte di oltre 400 kWh m qu anno per alcune attività commerciali del settore retail food.

Per questo la direttiva EPD ha previsto e prevede un approccio graduale al miglioramento della prestazione energetica di questi edifici del terziario. Infatti, dal primo gennaio del 2025 è in vigore la sua terza edizione, la EPBD3, recepita dal decreto legislativo 48 del 10 giugno 2020, quindi con 5 anni di anticipo e con il tempo necessario per la sua comprensione, promozione e divulgazione da parte delle istituzioni e dei professionisti del settore.

Tra gli obblighi la direttiva indica come soluzione fondamentale per ridurre i consumi energetici e le relative emissioni di gas serra, l'implementazione di sistemi di automazione e controllo BX o BMS che regolano il funzionamento integrato di numerosi impianti tecnologici in un edificio, come il riscaldamento, il condizionamento, la ventilazione meccanica, la produzione di acqua calda sanitaria e l'illuminazione.

Quali edifici del terziario sono oggi obbligati a ridurre i propri consumi energetici adottando soluzioni di automazione e controllo BMS? Sono tutti gli edifici di nuova costruzione, tutti gli edifici che sono interessati da interventi di ristrutturazione importante di primo livello e questi sono obblighi già in vigore dal 2015 grazie al decreto requisiti minimi, ma anche tutti quegli edifici del terziario esistenti che pur non essendo interessati da alcun intervento di ristrutturazione hanno un'impiantistica con potenza termica nominale superiore a 290 kW che corrispondono a edifici con una superficie minima di circa 1000-1500 m² in funzione della loro destinazione d'uso.

E il futuro? Il futuro è già scritto nella prossima edizione, nella quarta edizione della direttiva europea, l'EPBD4, che è stata approvata dal Parlamento europeo nel 2024 e verrà recepita in Italia nel 2026 con un nuovo decreto legislativo.

Oltre agli obblighi già presenti nella direttiva vigente, la IPBD3, la nuova IPBD4 amplia gli obblighi ad altri ambiti come la mobilità elettrica, gli impianti fotovoltaici, il monitoraggio della qualità dell'aria interna agli edifici e l'adozione di sistemi di automazione e controllo BMS anche per edifici di taglia inferiore a quella attuale, in particolare per tutti quegli edifici che al 2030 avranno impiantistica con potenza nominale termica superiore a 70 kW.

Gli obblighi riguarderanno anche una parte documentale come la presenza di un certificato, un passaporto di ristrutturazione di edificio e la valorizzazione del parametro di prontezza all'intelligenza degli edifici sri smart ridness indicator che si integrerà all'attuale attestato di prestazione energetica APE.

Se nel lungo periodo, il 2050 la direttiva EPBD si è data l'obiettivo di raggiungere la neutralità climatica del patrimonio immobiliare, riducendo i consumi e le emissioni con un percorso di interventi di riqualificazione degli edifici. Nel breve periodo i benefici della direttiva sono evidenti: la riduzione dei costi energetici per cittadini, imprese e pubblica amministrazione, l'aumento del valore del patrimonio immobiliare grazie alla sua migliore classe di efficienza energetica, l'accesso ai numerosi incentivi e finanziamenti agevolati che non si esauriranno nel 2026 e la creazione di posti di lavoro qualificati e lo sviluppo di nuove competenze per il settore edilizio impiantistico.

[Applauso] [Musica]