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Makarenko: la pedagogia sociale e il collettivo

Alessandro Fanello8:20

Transcription

Buongiorno a tutti e benvenuti in questo nuovo video. Oggi, proseguendo la mia carrellata di pedagogisti del Novecento, tratterò l'argomento di Makarenko.

Makarenko nasce nel 1888 in Ucraina e diventa molto presto insegnante, cioè già dall'età di 17-18 anni comincia il suo percorso di insegnante. Nel 1920 fu incaricato dal governo bolscevico di dirigere una scuola per bambini sbandati, oppure orfani, e fonda così la sua colonia Gorky.

Makarenko si trova ad operare in un periodo storico molto particolare. Infatti, la Russia è appena uscita, è stremata dalla Prima Guerra Mondiale e come un governo del tutto provvisorio diretto da Lenin, è proprio quella che viene chiamata la formazione marxista dei bolscevichi che guida la Russia verso una rivoluzione proletaria. Infatti, tra i primi provvedimenti presi da Lenin, sicuro è proprio l'abolizione della proprietà fondiaria e la presa di possesso da parte dei contadini delle grandi terre, e anche il controllo operaio della produzione e la nazionalizzazione delle banche e delle grandi industrie. E questo è proprio il periodo storico in cui Makarenko si trova ad operare come maestro elementare, aderendo al marxismo.

E come dicevo prima, si occupa di educare questi ragazzi sbandati, questi ragazzi orfani di guerra. E in un secondo momento, intorno al 1927, fonda una comunità di lavoro infantile e anche delle case per i bambini di Kharkov. Dal 1932 in poi, comincia ad esporre quelle che sono le sue teorie pedagogiche, lasciandoci molti trattati e molti libri sull'argomento, sia per quanto riguarda l'educazione a scuola, sia per quanto riguarda l'educazione genitoriale a casa.

Le sue più famose vengono scritte dal 1933 e il 1939 e sono: "Poema pedagogico", "Metodica dell'organizzazione del processo educativo" e "Teologia della scolastica sovietica", che sono tutte e tre opere riguardanti appunto il suo pensiero pedagogico scolastico. Poi, "L'educazione dei figli" e "Il mestiere dei genitori", che sono invece l'indicazione che lui lascia proprio per l'educazione a casa, l'educazione genitoriale.

Makarenko è assolutamente convinto che non si possano stabilire dei provvedimenti o un sistema pedagogico giusto in senso assoluto, in quanto il momento storico nel quale viene a trovarsi e che vive è al collasso, una situazione civile e politica che deve veramente il suo territorio stremato. Quindi decide di delineare il suo piano pedagogico proprio sui problemi posti dalle attività pratiche. Si crea questo punto una scissione completa tra quelle che erano le pedagogie occidentali del tempo, che erano tutte mirate, diciamo, a valorizzare il singolo bambino, l'individualità del bambino stesso, incentrate, con punto, i centri di interesse sul bambino.

Makarenko, in opposizione a questo, delinea un piano di pedagogia sociale. Questa pedagogia sociale significa proprio che l'opera educativa deve essere coerente con i valori sociali. Non c'è più l'individuo, ma l'individuo al servizio della società, cioè l'individuo capace di mettere le proprie capacità, le proprie competenze a servizio della società. E quindi il fine è quello di operare non per un bene individuale, ma per il bene collettivo. Lui ritiene proprio che il cittadino sovietico non possa vivere in solitudine e ragionare per se stesso, ma essendo la Russia il paese della collettività, deve mettere comunque a servizio del suo paese, della sua nazione e quindi della collettività tutto quello che può, a discapito della sua individualità. Di conseguenza, anche l'opera educativa deve essere coerente a questo stile, a questo modo di pensare collettivo e deve quindi andarsi a sposare con i valori sociali, cercando di sradicare quindi quelli che sono ancora dei comportamenti individualistici o antisociali e promuovendo invece l'adesione al nuovo sistema.

In contrasto, quindi, con i pedagogisti occidentali che portavano avanti l'idea di un'educazione libera, Makarenko invece si fa fautore proprio di una pedagogia della disciplina, cioè di una pedagogia basata proprio su una disciplina ferrea. E questa disciplina ferrea ha una duplice funzione: sia quella di migliorare l'individuo, che quella di apportare benefici alla società, quindi di contribuire sia al benessere dell'individuo, che della sua vita all'interno della collettività.

L'elemento che caratterizza maggiormente la pedagogia di Makarenko è il concetto di collettivo. Collettivo, però, non è inteso come un'unione di persone che si vengono a trovare insieme a mo' di gruppo sociale perché magari hanno un legame di prossimità, quindi di vicinanza, oppure di fratellanza o di amicizia. Ma per Makarenko, il collettivo deve avere una struttura ben definita, deve essere accentrata, dell'essere gerarchica e deve essere disciplinata, e tutte le persone sono legati tra di loro sia da un punto di vista ideologico che operativo.

Per questo anche la scuola, per Makarenko, deve essere intesa come un collettivo pedagogico e quindi con una struttura accentrata, gerarchica e disciplinata, capace di orientare e tutto il processo educativo. E l'insegnante stesso si deve formare all'interno di queste scuole, magari in co stesso da mediocre insegnante, grazie ad un buon collettivo è diventato anche un buon insegnante.

La scuola come collettivo ha un direttore, sotto al direttore c'è il collettivo degli insegnanti e il collettivo dei ragazzi. È quello dei ragazzi, poi, a sua volta, è suddiviso in collettivi di base che hanno l'obiettivo da una forte di migliorare e di rafforzare l'identità del gruppo stesso e dall'altra invece di suddividere il lavoro in maniera equa. Quindi, qual è l'obiettivo di questi collettivi scolastici? Sicuramente non è quello di raggiungere uno scopo fine a se stesso o per il bene del gruppo, ma come per tutti i collettivi degli adulti, è quello di contribuire al bene dell'intera società sovietica, essendo quindi l'obiettivo un obiettivo più ampio di quello appunto del singolo collettivo.

L'assemblea diventa il momento più importante, il momento in cui ci si riunisce, il momento in cui si discute quali sono i provvedimenti da prendere, la suddivisione del lavoro, e cessa tutto in funzione appunto del bene della società sovietica.

Un altro concetto molto importante per Makarenko è quello del lavoro produttivo, in quanto il collettivo scolastico, come abbiamo detto, non deve contribuire solo al proprio bene e quindi a produrre beni per il collettivo, ma proprio per la società. Di conseguenza, i ragazzi non sono impegnati solo nello studio delle singole materie, ma anche nella costruzione di oggetti da vendere poi alla comunità. Perciò, il lavoro produttivo diventa lo strumento di vita del collettivo, in quanto questi oggetti permettono la vita del collettivo stesso, la vita economica del collettivo. Poi anche un fine educativo, in quanto impone ai ragazzi disciplina e obiettivi, contribuendo poi al progresso generale.

Come dicevo prima, un altro fattore molto importante nell'educazione dei giovani lo gioca la famiglia. Infatti, Makarenko dedica diverse opere proprio alla scrittura della relazione genitori e figli. La famiglia, infatti, secondo Makarenko, gioca un ruolo fondamentale e soprattutto nella prima fase educativa dei giovani. Perfetta autorevolezza e disciplina sono i tre punti cardine sui quali lui insiste tanto per impostare questa relazione positiva tra genitori e figli durante tutta la prima fase educativa.

Questo concetto della disciplina è molto cara a Makarenko e infatti lui dice che deve essere insegnato fin da piccoli a casa dai genitori e poi è un concetto che deve essere ripreso anche a scuola. Ed è poi il risultato della combinazione di tante influenze, sia ideologiche che culturali. Secondo Makarenko, tra queste influenze ideologiche e culturali, le più importanti sono l'istruzione obbligatoria, la lettura di giornali, l'educazione politica e il lavoro collettivo. E Makarenko aggiunge che soltanto attraverso l'azione comune di tutti questi fattori culturali e ideologici il ragazzo può crescere come un adulto consapevole e può crescere come il vero cittadino sovietico disciplinato.

Bene, con questo discorso sulla pedagogia sociale di Makarenko e quella struttura del collettivo, il mio argomento di oggi è finito. Io vi saluto e vi ringrazio per l'attenzione e ci vediamo al prossimo video.