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Dopo aver capito bene di cosa si compone l'Agenda 2030 con i suoi 17 obiettivi, cerchiamo di capire come ce la caviamo rispetto agli altri paesi. Quindi, proviamo insieme ad avanzare un passettino. Siamo davvero messi male da mettersi le mani tra i capelli?
La figura che emerge dal Global Index dell'estrazione Boldi Velame Solutions Network che le Nazioni Unite è la seguente: nel 2019 eravamo trentesimi rispetto ai 160 paesi delle Nazioni Unite che hanno aderito e che hanno messo a disposizione i loro dati per il raggiungimento dell'Agenda 2030. Su alcuni gol siamo messi molto, molto male. Su altri gol siamo messi meno peggio di altri. Su alcuni gol siamo sul sentiero della sostenibilità. A titolo esemplificativo, il Goal 3, salute e benessere, ci vede messi meglio di alcune realtà internazionali. Siamo sostenibili, abbiamo raggiunto i target dell'Agenda 2030. Ovviamente, questo dipende dalla robustezza e dalla bontà del nostro sistema sanitario che è pubblico, dipende dall'accesso gratuito alle cure, dipende dalle condizioni di salute buone delle persone in età adulta. Ovviamente, questi gol sono da guardare, da studiare e da riaggiornare a seconda delle condizioni reali che stiamo vivendo. È ovviamente il Goal 3 richiederà degli approfondimenti, delle riflessioni anche molto, molto approfondite nel breve periodo. Ad ogni modo, sul Goal 3, rispetto ad altre realtà, siamo sul sentiero della sostenibilità.
Per altri gol siamo messi piuttosto male, come Goal in rosso: agosto le infrastrutture, il Goal consumo e la produzione responsabile, associazione per il clima, sulla vita sott'acqua. Questi gol ci vedono davvero lontani dalla piena sostenibilità. Ma le sviste n fa un passo in più, ci racconta anche il train nell'ultimo anno. Quindi, anche laddove non abbiamo una condizione ottima di partenza, possiamo mettere in campo sforzi e il trend è quasi sempre un buon trend. Fa vedere che comunque a livello nazionale stiamo mettendo in campo delle armi proprio per portare avanti e cercare di metterci su questo sentiero rispetto allo sviluppo sostenibile. Come vedete dalla parte inferiore dello schermo, le frecce indicano un trend positivo verso la sostenibilità, un trend stabile verso una condizione un po' di stallo su alcune situazioni, su alcuni gol. Quindi, questa è una figura che ci permette un confronto con le altre nazioni ed è già un buon punto di partenza per capire quali sono le politiche, gli interventi di cui davvero necessitiamo per diventare verdi in tutti i gol.
Ma è sufficiente compararsi con gli altri stati, dire che siamo trentesimi sui 160 rotte stati che hanno compilato il led di sn index? È sufficiente? No, non è sufficiente. Dobbiamo comunque andare avanti nelle nostre riflessioni secondo una logica di localizzazione. Localizzare vuol dire declinare nella nostra realtà l'Agenda 2030. Cosa vuol dire i gol X per l'Italia? Quali sono le necessità, le priorità che il nostro stato ha rispetto a quell'agenda ONU? Ed è proprio questo lo sforzo che la Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile ha portato avanti. Ha declinato a livello nazionale l'Agenda ONU, proponendo una visione comune, tipo nelle basi per un percorso strutturale di riforme in grado di affrontare le nostre questioni ambientali, economiche e sociali. Ovviamente, senza perdere di vista il fatto che noi siamo parte di un sistema più ampio, siamo parte dell'Unione Europea, sono parte di un sistema paese. La Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile, che possiamo anche dire essere la nostra Agenda 2030, si basa su quattro principi guida: integrazione, universalità, inclusione, trasformazione. Seguendo ovviamente le logiche dell'Agenda 2030, mettendo al centro il valore della persona, la promozione del benessere, in modo tale che tutti gli esseri umani possano realizzare il proprio potenziale. Ricordate, l'Agenda 2030 è una promessa per tutte le persone in tutto il mondo. E anche la Strategia Nazionale è una promessa, è un programma strategico in modo tale da raggiungere e da poter adempiere nostro dovere.
La Strategia Nazionale richiede uno sforzo coordinato. Strategia Nazionale significa cercare di capire come il nostro stato a livello di politiche possa mettere tutto lo stato stesso in un sentiero di sostenibilità. Malamente parlare di nazione nel nostro territorio che è veramente molto eterogeneo, caratterizzato da determinanti sociali, economiche, demografiche e molto particolare, non è sufficiente. Sono richiesti sforzi in più. E il suo stesso Ministero dell'Ambiente che da tutte le regioni, per esempio, di dotarsi di strategie regionali, perché ognuno sa quello che nel proprio territorio è necessario per raggiungere la sostenibilità. E vi è anche un indirizzo per raggiungere una strategia urbana di sviluppo sostenibile, quindi uno sviluppo locale, laddove le autorità locali, le comunità diventano responsabili di realizzare gli obiettivi di sostenibilità a livello micro, proprio perché loro sono quelle che riconoscono in un modo più dettagliato tutte le relazioni interdipendenza tra le aree e tutte le reali necessità del territorio. In economia si chiama analisi di materialità. Vado a capire nel microcosmo, quindi a livello locale, a livello urbano, quello di cui c'è bisogno. Si analizzano, si raccolgono tutte le informazioni. Sappiamo che l'obiettivo comune è quello di raggiungere la sostenibilità e cerchiamo di inserire leve proprio verso questo pieno raggiungimento dell'Agenda.
Non si può quindi prescindere da declinare la strategia internazionale molto olistica a livello nazionale e a livello locale. Ed è proprio per questo che gli obiettivi di sviluppo sostenibile devono essere riconnessi, riconsiderati, ricollegati, ripensati, tenendo presente proprio il concetto di materialità per le zone in cui si opera. Quindi, fame zero, cosa significa a livello internazionale? Cosa significa a livello europeo? Cosa significa a livello nazionale? Ma ha lo stesso significato in Lombardia e in Sicilia, allo stesso significato a Napoli e a Padova, allo stesso significato nella comunità dell'Appennino piuttosto che nella comunità montana. Questo significa declinare l'Agenda 2030, capire, ripensare le necessità locali in modo tale da attuare delle politiche, dei comportamenti, studiare e la popolazione, convertire le industrie, cercare insieme linee guida per poter raggiungere la piena sostenibilità.
Alcuni esempi: abbiamo sviluppato pochi mesi fa per gli strumenti che possono dare un'idea di quale sia il livello di sostenibilità locale. Questo è un esempio fatto su due gol: Goal 1 su povertà zero e il Goal 11 su comunità sostenibili, che fa una semplice cooper comparazione interregionale. Sostanzialmente, cosa facciamo? Prendiamo la media nazionale su quei gol e cerchiamo di capire le regioni sono più o meno performanti rispetto alla media nazionale. Quello che emerge non è tanto una classifica delle regioni, a nulla interessa sapere che una regione più performante di un'altra. Quello che interessa capire e far vedere con questi lavori, con queste ricerche, con queste analisi, è quanto sia vero il concetto di eterogeneità. Non possiamo parlare di povertà zero in Italia senza considerare le caratteristiche diverse sul territorio regionale. Ad esempio, non possiamo parlare di città sostenibile andando a guardare le azioni su tutto il territorio, trattando lo stesso modo tutte le realtà locali. Siamo molto, molto eterogenee. Questa eterogeneità va utilizzata ed è studiata.
La sostenibilità urbana: a che punto sono le città italiane rispetto al raggiungimento degli us decise? Stimolo in realtà romane sono al 52%, quasi il 53% della piena sostenibilità, quindi fatto 100 il pieno raggiungimento dei tutti i target declinati sul nostro territorio, sulla nostra realtà locali. Abbiamo delle aree in cui raggiungiamo tra il 50 e 79%, al in cui raggiungiamo talmente il 49%. Non abbiamo nessun comune capoluogo che con lo stato dell'arte, quindi al 2018, ha raggiunto una piena sostenibilità, quindi si trova su un sentiero di sostenibilità maggiore dell'ottanta per cento. Ma non abbiamo neanche nessuna alcuna città capoluogo che è una sostenibilità minore del 19%. Stiamo camminando, siamo sul sentiero, stiamo lavorando. Come abbiamo ottenuto queste informazioni? Per ogni singolo al comune capoluogo, abbiamo cercato di capire quali fossero i dati disponibili per capire lo stato di implementazione dell'Agenda 2030, intersecando l'agenda internazionale globale con le reali necessità del territorio. E poi abbiamo cercato di dare ai sindaci di quelle realtà un quadro suoni gol per far capire loro dove potessero premere la leva dell'acceleratore per raggiungere questa sostenibilità complessiva. Abbiamo fatto questo discorso città per città, gol per gol. E non è tanto interesse portarvi a livello micro a leggere la situazione alle condizioni, quanto farvi capire come sia importante fare questa operazione, perché non è vero che le città del nord Italia sono sempre più performanti della città del sud Italia. Avere una visione critica e analizzare in modo critico questa informazione significa proprio questo: andare a combattere contro l'opinione pubblica e critica, in modo critico, sottolineare tutta la nostra eterogeneità. Guardate le regioni, città, scusate, che sono più performanti in alcuni gol, sono molto meno performanti in altri, e non vi è distinzione nord, centro, sud.
A questo livello urbano, ovviamente, i sindaci, i cittadini possono trarre beneficio da queste informazioni e cercare con il loro comportamento di aumentare la sostenibilità, accelerare il raggiungimento del 100% della sostenibilità. Ma come cittadini, non siamo sindaci, non abbiamo in mano il portafoglio per investire in alcune politiche, non abbiamo e non possiamo dare noi indirizzi. Ma come cittadini, come possiamo fare invertire questa tendenza? Possiamo fare nel nostro piccolo alcuna azione molto importanti: aumentare il nostro essere critici per collegare i nostri comportamenti abituali a un comportamento più performante, sempre nell'ottica di raggiungere la sostenibilità. Innanzitutto, la mobilità. La mobilità che si ritrova nell'obiettivo 11 sul rendere le città e gli insediamenti umani sicuri, durature e sostenibili. Trasporto sostenibile: ragioniamo sulla mobilità verde, guidiamo meno, andiamo più in bicicletta, camminiamo laddove è possibile, quindi azioni ora per agevolare una mobilità sostenibile.
La questione plastica: un'altra questione che sta molto, molto a cuore, soprattutto per la sostenibilità ambientale. Obiettivo 4, rilevante per raggiungere una sostenibilità critica rispetto a questo tema: educazione di qualità equa per tutti, vuol dire anche informare i nostri pari, i nostri superiori, informare i nostri concittadini, i nostri vicini di casa. E dobbiamo porre attenzione a questa questione per arrivare a raggiungere un'azione per il clima e promuovere un'azione per il clima che possa agevolare il raggiungimento della sostenibilità. Quindi, azioni di tutti i tipi: la raccolta differenziata, il tenere la plastica ben separata dalle altre dagli altri rifiuti per poter essere riutilizzata, non abbandonare la plastica, non gettare a terra la plastica, il tenere sempre in considerazione il fatto che la plastica è tossica, quindi se ne la gestiamo nel mare, questa può avere importanti negative ripercussioni sul nostro ambiente. È anche la microplastica, cercare di scoraggiare l'utilizzo e consumo di microplastiche. Piccolo classiche che tranquillamente possiamo trovare nei nostri file e con il lavaggio in lavatrice, e il fatto che le nostre microclassiche entrano nei nostri canali, vanno a finire il mare e alla fine, come ci dimostrano alcune ricerche, ogni anno noi è come se mangiassimo un nostro bancomat. Ingeriamo così tanto microplastica che invece di andare a pagare la spesa, ci troviamo già bancomat ingerito nei nostri stomaci.
Obiettivo 14: l'obiettivo legato alla conservazione e al modo intelligente e sostenibile di utilizzare il nostro ceri. Quindi, collegare la nostra critica, il nostro critico un modo di utilizzare le microclassiche alla sfera più ambientale. Inserire nella nostra quotidianità la logica dello scarto e dello spreco, in modo tale da raggiungere le accelerare il raggiungimento dell'obiettivo 12 sulla produzione consumo responsabili, ricordando quello che Papa Francesco ci racconta sulla cultura dello scarto, come semplicemente avendo in mente che ne possiamo attuare delle azioni quotidiane per evitare di sprecare. Quindi, riutilizzare, ripensare, ridurre, riutilizzare, riciclare. Quindi, criticamente, in modo razionale, pensare a quello che facciamo, analizzando anche i veri bisogni, sempre in ottica di raggiungimento del Goal 12. Quindi, cercare sempre di utilizzare, di utilizzare quello che abbiamo, come ci suggerisce la piramide dei bisogni, prendere in prestito, di cercare in qualche modo di rifare, riutilizzare, reinventarci e solo alla fine comprare quello se davvero non ne possiamo fare a meno. Mi piace sempre ricordare questo sponsor, questa, questo, questa scritta: "All you need is less". Nel nostro essere critici, ricordiamoci che è davvero necessario tutto quello che compriamo? Ci serve davvero? Non ce l'abbiamo già? Non possiamo in qualche modo utilizzare in altri modi? Uno sguardo critico quello che compriamo per raggiungere l'obiettivo sulla fame, per raggiungere l'obiettivo sull'accesso e sistemi, sia per raccontare e cercare di ridurre il debito ecologico, come ci racconta Papa Francesco.
Siamo critici quando andiamo a comprare, leggiamo da dove proviene la materia prima, come ha fatta, come è composto il materiale che noi utilizziamo. Azioni per yards di gis e poi riconosciamo in tutto quello che facciamo la potenza della tecnologia. Il fatto che noi siamo connessi nonostante le emergenze, il fatto che noi possiamo utilizzare gli strumenti della digitalizzazione, lo sviluppo tecnologico, è qualcosa che deve esserci ben chiaro e dobbiamo capire la reale importanza di avere questi strumenti, sia per accelerare il Goal 1, quindi essere in grado nel breve tempo di porre fine alle forme di povertà, sia grazie all'avvento da un lato del educazione di qualità, degli strumenti di accesso all'istruzione, l'educazione, sia per ricordarci che la tecnologia aiuta la crescita economica. Che parlando di tecnologia si parla anche di infrastrutture, di innovazioni. Tutti questi strumenti, quindi, internet non è soltanto WhatsApp, non è Facebook o TikTok. Utilizzare internet, la potenza della tecnologia, è molto rilevante e bisogna investire e ragionare in modo critico sugli utilizzi che ne facciamo. Obiettivo 13: noi possiamo promuovere azioni grazie all'uso della tecnologia per combattere il cambiamento climatico. E questo è tutto quello che rientra anche nell'analisi dello smart ness, quindi l'esplosione, l'uso del digitale e delle tecnologie digitali per ricreare shaping, dare forma alle nostre città, alle nostre abitudini. Quindi, anche grazie alla potenza delle tecnologie, riuscire a raggiungere, a dare i messaggi quotidiani puntuali nel nostro piccolo verso un'Agenda 2030, verso una sostenibilità complessiva.
E poi tutta la questione della prevenzione. Salviamo noi stessi per salvare il pianeta. Quindi, l'obiettivo 3: assicurare la salute e il benessere per tutti. Obiettivo 1: vorrei fine ogni forma di povertà. Nell'ottica di che si diceva in precedenza sul come riusciamo a noi a rispondere ai nostri bisogni di salute, essendo hauer consapevoli di quello di cui necessitiamo. Avere un vero problema e non è soltanto un problema nostro, è un problema internazionale. Ed è il problema che Papa Francesco riconosce essere un problema culturale. Non disponiamo ancora della cultura necessaria per affrontare questa crisi: crisi ecologica, crisi economica, sociale, ambientale, perché ricordiamoci, il nostro pianeta e la nostra sfera sociale ed economica si degradano insieme. Abbiamo bisogno di costruire leadership che indichino strade, cerchino di rispondere alle necessità di tutti senza compromettere le generazioni future. Di questo abbiamo bisogno. Quindi, raccontare ai nostri genitori, raccontare ai nostri colleghi, non hanno seguito e che non sanno cosa l'Agenda 2030, semplicemente parlare, raccontare, accrescere la consapevolezza e essere critici rispetto alle nostre azioni ci può aiutare a essere davvero leader del cambiamento. E quindi, leader siamo noi con le nostre azioni. Questo va ricordato sempre. E quindi, io spero che questo intervento sia di stimolo non soltanto per capire in generale che cos'è la sostenibilità, per capire quanto noi come singoli, come individui, esattamente come voi avete detto nel sondaggio, sia rilevante e possa fare la differenza per poter non compromettere le nostre generazioni future e promette oggi fare la differenza.