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ECCO PERCHÉ NON RIESCI A SMETTERE DI FUMARE | #TELOSPIEGO

Te lo spiego8:40

Transcription

Iguana? Iguana... se anche tu, come l'iguana, vorresti capire perché non riesce a smettere di fumare, beh, allora... Te lo spiego.

Questa è una molecola di acetilcolina; questa, invece, è una molecola di nicotina. Ai nostri occhi non sembrano somigliarsi molto, ma per il nostro cervello sono molto, molto simili, ed è proprio questo uno dei motivi principali per cui smettere di fumare è così difficile.

Per capire come mai, è necessario innanzitutto sapere che cos'è la nicotina e come agisce questa sostanza sul nostro cervello. La nicotina, essenzialmente, è un veleno o, meglio, è una sostanza naturalmente prodotta dalla pianta del tabacco, particolarmente concentrata nelle sue foglie, dove viene accumulata dalla pianta come forma di protezione naturale dagli insetti erbivori. La nicotina, infatti, è un potente insetticida, tanto che forme di nicotina sintetica, i neonicotinoidi, vengono diffusamente utilizzati in agricoltura e sono, peraltro, tra le prime cause della moria mondiale di api da miele degli ultimi anni.

Pensate che studi sugli animali hanno dimostrato come la nicotina sia tossica quanto la stricnina e tre volte più letale dell'arsenico, entrambi veleni molto potenti. Ma la cosa più sorprendente riguardo questa sostanza è il fatto che sia così simile, per dimensioni e polarità, ad uno dei neurotrasmettitori più importanti del nostro organismo, ovvero l'acetilcolina.

Come abbiamo spiegato in passato nel nostro video sulla marijuana - di cui trovate il link in descrizione - un neurotrasmettitore è una sostanza chimica con il compito di fare da messaggero fra le varie terminazioni nervose. Specifici neurotrasmettitori trasportano specifici segnali al cervello, attivandone determinate aree e causando, in questo modo, specifiche reazioni nell'organismo umano.

L'acetilcolina è importante proprio perché è il neurotrasmettitore responsabile del rilascio nel cervello di oltre 200 sostanze chimiche, e la più importante fra queste è la dopamina. La dopamina è il neurotrasmettitore della motivazione primaria del cervello ed è la sostanza alla base di moltissime forme di dipendenza da droghe, nicotina compresa.

Vediamo perché. Il sistema limbico, ovvero la parte più primitiva del nostro cervello, è strutturato per farci attuare istintivamente tutti i comportamenti utili alla nostra sopravvivenza. È il sistema operativo di base del nostro cervello e governa gli istinti primari e fondamentali che servono a mantenerci in vita. Per spingerci a compiere queste azioni a prescindere dalla nostra volontà, il nostro cervello ha adottato un sistema efficacissimo, e cioè: ci premia quando compiamo azioni utili alla nostra sopravvivenza, e lo fa attraverso il rilascio di dopamina.

Quando viene rilasciata nel cervello umano, infatti, la dopamina provoca una piacevole sensazione di appagamento e gratificazione, una sensazione così piacevole da farci desiderare di provarla ancora e che ci spinge, volenti o meno, a ripetere le azioni che ne hanno causato il rilascio o a ricercarne le cause.

Il rilascio di dopamina è, per esempio, il motivo per cui ci piace mangiare, per cui ci piace giocare e desideriamo l'approvazione e la compagnia di altre persone. Allo stesso modo, la carenza di dopamina è il motivo per cui siamo nervosi quando abbiamo fame o proviamo ansia quando ci annoiamo, sensazioni che vengono annullate immediatamente quando mangiamo o quando portiamo a termine un compito.

Questo sistema di rilascio della dopamina è il modo che la natura e l'evoluzione hanno trovato per spingerci a fare tutte quelle cose che ci fanno bene, che ci mantengono in vita e che sono vantaggiose da un punto di vista evoluzionistico. Ma il nostro cervello non si limita solo a creare forti associazioni tra soddisfacimento del desiderio e comportamenti che favoriscono la sopravvivenza, come bere e mangiare o riprodursi. Il cervello, infatti, si preoccupa anche di fare in modo tale che queste associazioni vengano registrate il più nitidamente possibile nella nostra memoria, creando dei collegamenti diretti per il rilascio di dopamina anche nella corteccia prefrontale, dove risiede la nostra memoria cosciente. In questo modo, anche quando ricordiamo eventi importanti a livello motivazionale, il cervello può irrorare di dopamina la corteccia prefrontale, fissandoli nella nostra memoria, garantendo, in tal modo, che anche solo il loro ricordo possa influenzare il nostro comportamento futuro.

Si potrebbe paragonare questo sistema ad una riga di codice, una sorta di algoritmo interno che ci fa ripetere o ricercare tutte quelle cose che ci fanno stare bene, perché ci fanno bene e ci sono utili. Ma cosa succederebbe se qualcuno o qualcosa hackerasse questo sistema? Se, cioè, riuscisse ad usare il nostro codice interno per farci, invece, ripetere un'azione nociva, come assumere quotidianamente un veleno, danneggiandoci invece di aiutarci?

Beh, sarebbe una catastrofe! Probabilmente milioni di persone morirebbero e continuerebbero a farlo senza neanche rendersi conto del perché. Vi ricorda qualcosa? Ebbene sì, è esattamente quello che succede con il fumo di sigarette, e tutto questo succede per colpa della nicotina, che crea una dipendenza verso le sigarette e ci fa assumere oltre 4.000 sostanze chimiche, di cui un'ottantina cancerogene, tra cui il catrame, che è solo la causa di tumori, malattie cardiovascolari e altre patologie mortali.

Grazie alla sua somiglianza con l'acetilcolina, infatti, la nicotina riesce a sostituirsi ad essa quando entra nel nostro cervello, andando ad attivare i neuroni responsabili del rilascio di dopamina. Ecco perché pochi secondi dopo che assumiamo nicotina, per esempio facendo un tiro di sigaretta, proviamo subito una sensazione di benessere.

In questo modo, la nicotina ci spinge a fumare ancora, rilasciando altra dopamina nel nostro cervello che ci spinge a fumare ancora, creando così un circolo vizioso che si auto rafforza. La memoria del piacere provato fumando, infatti, si fissa nella nostra corteccia prefrontale, rendendo vivido e facilmente accessibile il ricordo della sensazione provata fumando e, quindi, a desiderare di ripeterla.

Ma non finisce qui. Il problema vero, infatti, è che le aree del cervello che rispondono alla dopamina e contribuiscono alla sensazione generale di benessere e piacere, quando vengono sovrastimolate, tendono a diventare meno sensibili. La conseguenza è che per tornare a provare la stessa intensità nella sensazione di piacere dobbiamo aumentare sempre di più la quantità di dopamina, a sua volta determinata da un aumento dell'assunzione di nicotina.

Si innesca così il circolo vizioso di cui parlavamo prima, che è il meccanismo biochimico alla base delle dipendenze, che porta a ricercare la sostanza psicoattiva con sempre maggiore frequenza e quantità e che ci fa stare male quando non possiamo assumerla. È così che nasce e si alimenta la dipendenza dalla nicotina e da tutte quelle droghe che sfruttano questa falla del sistema cerebrale, ed è per questo che anche solo l'idea di smettere ci può apparire così tremendamente difficile.

A livello biochimico, infatti, per il cervello di un fumatore abituale smettere di fumare equivale a lasciarsi morire di fame.

La buona notizia, però, è che, come tutte le dipendenze, sappiamo che è una menzogna e, sapendo come funziona, sappiamo anche che è possibile liberarsene. La dipendenza da nicotina, infatti, è piuttosto facile da superare. Pensate che dopo sole 72 ore da quando smettiamo di fumare, nel nostro corpo non c'è più traccia di nicotina, e tutto quello che rimane in noi è il condizionamento che la dipendenza ci ha imposto.

Quando si smette di fumare, i primi giorni possono essere difficili, ma ne varrà la pena. E per ogni giorno che passa senza assumere nicotina, non fumare diventerà sempre più semplice. Il nostro cervello smetterà di erogare grandi quantità di dopamina a comando della nicotina e, via via, torneremo ad una situazione di normalità.

Purtroppo, se si è stati fumatori, magari per molti anni, non si potrà mai annullare del tutto i condizionamenti che la nicotina ha causato nel nostro cervello. Ed anche dopo molti anni da quando si smette di fumare, può bastare il fumo di una sola sigaretta per riattivare in un attimo quel meccanismo di gratificazione e ricompensa, trasportandoci istantaneamente nell'incubo della dipendenza e annullando, in pochi secondi, tutti gli sforzi fatti e gli anni passati senza fumare. Ed è per questo che il metodo più efficace per smettere di fumare è di smettere per sempre di fumare, ovvero non fumare mai più nemmeno una sigaretta, ma non così per dire, proprio mai più, nemmeno una, se non vogliamo ricascarci. Mai più nemmeno un singolo tiro per rimanere per sempre liberi dalla schiavitù della nicotina.

Questo video è stato realizzato in collaborazione con la Fondazione Umberto Veronesi in occasione della Giornata Mondiale Senza Tabacco del 31 maggio e per il progetto "Lo Smoking Be Happy". Per maggiori informazioni, visitate il loro sito all'indirizzo www.fondazioneveronesi.it.

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