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ZANZARE fulminate: il segreto dell'Alta Tensione .. Misuriamola subito ! Feat @Kaoslaleggenda

Pier Aisa32:56

Transcription

Ci avviciniamo, è sufficiente per rompere il dielettrico dell'aria, si creerà l'arco. Il trasformatore MOT è pensato per far funzionare il magnetron e non per essere utilizzato così volante. Lo scopo del mio video è proprio quello di mettere in guardia rispetto ai pericoli che si possono correre entrando in contatto con queste tensioni pericolosissime.

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Ciao a tutti e benvenuti in laboratorio. Come sempre prima di iniziare un saluto e un ringraziamento a un nuovo sostenitore del programma Patreon. Ciao e grazie ad Antonio S. Grazie per il tuo contributo apprezzatissimo. [applauso]

Il titolo del video di oggi può sembrare un clickbait, ma in effetti è mia intenzione perché vorrei trasferire un messaggio molto molto importante. In pratica questo video di tipo divulgativo vuole mettere allerta sulla pericolosità di alcuni oggetti.

Il video era nato come una normale riparazione di un insect killer che tramite l'alta tensione folgora gli insetti. Ma poi durante lo svolgimento di questo video mi sono reso conto che l'alta tensione utilizzata da questi oggetti può essere considerata sicura entro certi termini perché magari ha una bassa corrente, ma inavvertitamente mettendoci le mani si potrebbero creare delle condizioni pericolose.

Nel video vedremo il funzionamento di una racchetta, misureremo le tensioni imposte da questa racchetta e apriremo un inset killer che utilizza un trasformatore a 2000 V. Se questo trasformatore si rompesse, potremmo avere la tentazione di sostituirlo con un trasformatore di ugual tensione, come ad esempio prelevato da un microonde. Ma questa cosa è sbagliatissima, perché un trasformatore da forno microonde è un oggetto estremamente pericoloso e quindi non maneggiatelo assolutamente se non siete persone esperte.

Nel video dunque vedremo come fare a misurare queste alte tensioni, quali sono le precauzioni da adottare, quali sono i principi di funzionamento dietro a questi oggetti. e misureremo correnti e tensioni in modalità un po' particolari, ad esempio sotto arco elettrico.

Il mio invito è più generale, tutte le volte che ci si avvicina all'elettronica o all'elettricità, fatelo solo se siete appunto esperti. Se non lo siete, fatevi accompagnare da qualcuno che invece conosce il contesto. Sono questioni con cui non si scherza perché, appunto, è a rischio la salute. Detto questo, vi auguro una buona visione. Ciao.

Oggi abbiamo sul banco questo stermina zanzare della Plenire che dopo anni di onorato servizio secondo me ha qualche piccolo problemino. Ho notato che l'accensione delle lampade a gas impiega un po' di tempo, ma soprattutto non mi sembra che sia attiva la parte alta tensione. Difatti non sento più quello simpatico scoppiettio quando una zanzara entra in zona HV.

Cogliamo l'occasione dunque per aprirlo, vedere com'è realizzato, fare qualche misura e cercare di ripararlo nel caso che ci siano appunto problemi. È un oggetto che si attacca alla tensione di rete, quindi massima attenzione. Come sempre fate queste cose solo se siete esperti o accompagnati da qualcuno di esperto perché con la tensione di rete a 230 V non si scherza.

L'ho collegato. Agiamo sull'interruttore. Beh, l'accensione c'è stata, ha avuto un po' di incertezza, ma ci siamo. Anche un rumore a 50 Hz, sappiamo che questo è dato dal ballast, ma poi il tutto è stabile. Il colore di questa luce è studiato proprio per attirare gli insetti. Notiamo qua una griglia per evitare, appunto, di poter entrare a contatto con l'area HV. E subito sotto, se vedete, ci sono questi quattro isolatori che sostengono una seconda griglia che dovrebbe essere alimentata dall'alta tensione, di modo che così appena un insetto entra in prossimità viene istantaneamente folgorato.

Una cosa che ho notato è che se lo appoggio così, sentite, è più rumoroso. Così invece scompare la vibrazione a 50 Hz. Cerchiamo di capire a cosa è dovuto, anche perché è un rumore fastidioso, così addirittura più intenso. Svitiamo le quattro viti di modo che potremmo liberare la parte superiore e avere accesso alla zona interna.

L'etichetta sul prodotto riporta queste informazioni. Modello E i12 insect killer, potenza 19 W, tensione d'alimentazione in ingresso 220-240 V ammessi a 50 Hz, ma credo che anche a 60 Hz non dovrebbe aver problemi a lavorare. Lampade attiniche 2x6 W. Qui sul lato indicazioni di sicurezza per uso interno esclusivamente, anche perché non ha nessun tipo di protezione IP, quindi se arrivasse un minimo d'acqua ci sarebbero problemi. Siamo anche avvertiti, non toccare la rete ad alta tensione.

Lo apriamo. Ho svitato il cavetto di terra che era collegato qui su questa parte. Ricordiamo che tutte le parti metalliche devono essere messe a terra per questioni di sicurezza. Difatti, una volta collegato poi all'impianto, se per caso ci fosse un guasto che portasse l'alta tensione, quindi 230 o addirittura anche l'HV in contatto col metallo, scatterebbe l'interruttore differenziale, proprio perché verrebbe identificata una corrente di perdita, cioè la corrente che entra dalla fase non sarebbe uguale a quella che esce dal neutro, avremo una dispersione che farebbe saltar tutto e così evitiamo che l'operatore entrando a contatto con le parti metalliche possa essere folgorato.

Di recente avevo già fatto una modifica qui perché il cavo della 230 a forza di flettere si era rovinato. Semplicemente ho reinserito un nuovo cavo. Ho utilizzato questo morsetto a vite per portare fase neutro e terra, anche se sappiamo che per sicurezza elettrica questi oggetti praticamente sono scomparsi dal mercato.

Osservando velocemente la parte superiore possiamo ricostruire lo schema a mente. In pratica dalla 230 V entriamo subito qui sull'interruttore di accensione e la 230 V distribuita su questi tre oggetti. Questo è il trasformatore alta tensione, quindi primario 230 V, secondario HV con due fili che vanno alla griglia elettrica proprio per creare l'alta tensione per sterminare gli insetti. Questi oggetti invece servono per l'alimentazione delle lampade a gas. Riconosciamo infatti uno starter e il ballast per limitare la corrente una volta che i tubi si sono accesi.

Nel video 935 avevo spiegato la teoria di funzionamento di queste lampade a scarica di gas. Lo ripetiamo velocemente, giusto per verificare poi che sia tutto operativo. Al momento dell'accensione gli starter che contengono un contatto bimetallico sensibile al calore chiudono il circuito a 230 V facendo circolare la corrente nei filamenti delle lampade, quindi preriscaldano e contemporaneamente questo induttore crea un campo magnetico abbastanza importante. Dopo un po' di tempo questi starter aprono il contatto e l'induttore a questo punto si trova il circuito interrotto e per forza di cose il collasso del campo magnetico crea un picco ad altissima tensione che è in grado di innescare la scarica dei tubi. I tubi dunque cominciano a condurre corrente, la loro resistività si abbassa di parecchio ed ecco che interviene l'induttore del ballast per limitare questa corrente. Infatti questo si trova proprio in serie sul circuito che accende le lampade.

Questa è l'etichetta del trasformatore. Riporta un primario a 230 V, un secondario a 2200 V, quindi un rapporto trasformazione 10. Attenzione perché questo oggetto è pericolosissimo perché ha alta tensione, ma soprattutto perché lavora a 50 Hz. Difatti sappiamo che l'alta tensione a questa frequenza bassa può essere letale, quindi mi raccomando attenzione a questo oggetto. Concettualmente assomiglia al trasformatore che abbiamo nei forni a microonde, ma è realizzato diversamente. Vediamo i due rocchetti come sono ben separati. Il filo qua sulla 230 è ovviamente più sottile perché la corrente assorbita è bassa. Abbiamo parlato di circa 20 W. Il filo in uscita sull'alta tensione non avrebbe bisogno di una sezione importante perché la corrente non è elevata, ma attenzione perché dobbiamo tenere l'isolamento. Mantenere 2000 V isolati richiede l'utilizzo di cavi ad alta tensione con alto isolamento. È completamente inglobato in resina e vedete che qua si scorge il rocchetto con i due fili che poi scendono giù su questa parte metallica. Anche qui vedete quanto può essere critico l'isolamento ed è per questo motivo che è molto importante mettere tutto a terra per quello che riguarda le parti metalliche e poi si vanno a collegare direttamente qua vicino agli isolatori superiori tramite questi bulloni. Quindi la 2200 V portata su queste due maglie della rete elettrica che è contenuta al suo interno.

Qui sotto l'etichetta noto una specie di bolla e questo non è per niente un buon segno. potrebbe essere che effettivamente l'avvolgimento di secondario, quello ad alta tensione, abbia dei problemi. L'unico modo per saperlo è misurare l'alta tensione. Misurare 2000 V richiede molta attenzione. Utilizzeremo un multimetro. Di solito il multimetro si ferma a tensioni ben più basse, 1000 V continui il tipico valore. Per fare questa misura, dunque, utilizzerò un multimetro economico, di modo che se qualcosa va storto, eh, non perderemo un granché. non conviene fare queste misure con strumenti presiati, come ad esempio i Flu. Avremmo però bisogno di una sonda alta tensione, cioè un oggetto che banalmente ci riduca eh la tensione in ingresso per poterla leggere con il fondoscala dello strumento.

Per fare le misure in alta tensione utilizzerò questo kit che distribuisco. È una sonda non isolata, quindi si compone in pratica di due circuiti stampati con resistori di potenza. 2 W di alto valore, quindi 1 moh ce ne sono 9 più un altro moh come partitore, quindi avremo una divisione della tensione. Attenzione perché non c'è isolamento. Dunque l'alta tensione verrà prelevata da questi terminali e queste due banane saranno collegate al multimetro. Qui sul frontale ho riportato il rapporto di partizione che avevo misurato, perché ovviamente questo dipende molto dalla tolleranza dei componenti. In questo caso specifico ho un rapporto di 1 a 21,6. Significa che la tensione letta sul multimetro andrà moltiplicata per 21. Attenzione perché questa misura dipende fortemente anche dall'impedenza di ingresso del nostro multimetro. Più è alta e meglio è. Esistono multimetri economici con impedenze non troppo elevate, anche fino a 10 KOm, che possono influenzare questo rapporto di partizione.

Per collegarci l'alta tensione, utilizzerò queste sonde comodissime, ci permettono di agganciare facilmente il terminale. La griglia è realizzata con l'alternanza di positivo e negativo, di modo che così l'insetto quando arriverà in prossimità delle due barre verrà sottoposto alla tensione alternata 2200 V. Tutto è pronto per la misura. Diamo tensione, lampade accese, leggiamo 11.5 V alternati. Perfetto. Difatti se moltiplichiamo per 21 superiamo i 2200 V. Quindi il secondario alta tensione sembra proprio essere operativo. Questo tipo di misura è effettuata a 50 Hz, quindi il livello di disturbo non è interessante. Il multimetro si trova in serie resistori di alto valore, per cui la corrente è limitata e chiaramente se dobbiamo effettuare delle misure in alta tensione, dove la frequenza invece è elevata, siccome non abbiamo nessun tipo di isolamento di barriera dato dalla sonda, il multimetro potrebbe essere disturbato da alte tensioni ad alta frequenza, ma per la 50 Hz nessun problema. La cosa fondamentale però è operare in sicurezza. Ricordiamo appunto la pericolosità di questa tensione.

Per tensioni molto elevate ho previsto anche un rapporto di partizione 10 V superiore, quindi circa 200 V. Si abilita con questo switch, difatti vedete che abbiamo 1.37. In pratica l'ultimo resistore del partitore resistivo, che è quello che si trova in parallelo a questo multimetro, viene commutato dal valore di 1 mohm al valore di 100 kohm. Quindi dividiamo ulteriormente per 10. Vediamo come è realizzata internamente la sonda. Rimuovo le quattro viti qui sotto dai tappini di gomma. Abbiamo due circuiti stampati montati con resistori da 1 mohm 2 W, tutti in serie. Qui sul nostro interruttore possiamo scegliere se l'ultimo resistore sia appunto 1 mohm con rapporto 1 a 20 o 100 kohm 1 a 200. Questi rapporti sono indicativi perché, come dicevamo, dipende molto dalla tolleranza di questi resistori di alto valore e anche dall'impedenza di ingresso del nostro multimetro. Però una volta caratterizzato il rapporto magari su tensioni più basse, poi lo battezziamo e ne teniamo conto. Con questa configurazione di due circuiti stampati potremmo leggere tensioni fino a 25.000 V. Infatti il limite è di dissipazione di potenza del singolo resistore da 2 W. Con V applicati ai terminali di questo partitore avremo una corrente di 1,25 mA. 25.000 / 20 mohm. La potenza sul singolo resistore R² sarà 1 mohm * 1,25 mA², cioè pari a 1,56 W. Quindi per brevi periodi potremmo leggere tensioni anche superiori a 25.000 V, confidando sulla capacità di dissipare di questo circuito e sul fatto che la misura normalmente viene fatta in maniera abbastanza rapida. La cosa importante è effettuare la misura con le connessioni già presenti e avere la possibilità di togliere la tensione per scollegare lo strumento per poter lavorare in massima sicurezza.

Un altro elemento che richiede attenzione è questo deviatore e di isolamento. Ricordiamoci che questo elemento si trova sull'ultimo resistore, quello più in basso del partitore e quindi in realtà vedrà solo un ventesimo della tensione applicata. Rimane comunque molto importante isolare bene le connessioni, essere sicuri che ci siano le distanze di isolamento adatte a sostenere un'alta tensione. Su ogni resistore è stata creata un'asola qui sotto proprio per aumentarle, di modo che non avremo materiale vetronite, ma potremo beneficiare del vuoto per aumentare leggermente l'isolamento sul circuito stampato. Dunque, si può utilizzare un singolo circuito stampato per avere un rapporto di partizioni 1 a 10 o 1 a 100 abilitando appunto la resistenza da 100k, oppure, come in questo caso, ne mettiamo due in serie per avere uno a 20 o uno a 200. Per chi fosse interessato all'acquisto, lascio il link in descrizione dove trovate anche il dataset. Il kit viene fornito con il contenitore eventualmente però per chi è interessato posso fornire anche solo il circuito stampato oppure circuito stampato e componenti senza contenitore.

Potrebbe avvenire la tentazione di sostituire il trasformatore dell'insect killer dello scazza zanzare con un trasformatore MOT da microonde, ma è una pessima idea, non fatelo assolutamente. Sono due oggetti completamente diversi. Entrambi forniscono 2000 V al secondario. Ma c'è una piccola differenza. Il trasformatore che abbiamo visto sull'insect killer fornirà una corrente di pochi microampere. L'insetto quando viene a contatto con l'alta tensione, sarà comunque folgorato da una corrente anche così bassa. L'uomo, se entra in contatto con quella corrente, invece non corre rischi perché è troppo bassa. Ma nel caso di un MOT la corrente disponibile al secondario è di mezzo amp. Infatti abbiamo 2000 V 1 kW di potenza e quindi teoricamente la corrente massima che può erogare questo trasformatore è di diverse decine centinaia di milliampere. Adesso faremo subito gli esperimenti per vedere effettivamente quanto vale questa corrente. Creeremo degli archi elettrici per renderci conto della pericolosità di questo oggetto.

Di solito nel circuito a microonde poi abbiamo anche questo condensatore. In questo caso la capacità è di 0,9 microfarad. tensione di lavoro 2100 V. Questo condensatore viene utilizzato sempre in abbinamento al trasformatore con un diodo per fare il raddoppio della tensione. Infatti con la cella diodo e condensatore moltiplichiamo per due, di modo che così al magnetron del microonde forniremo una tensione di oltre 4.000 V necessaria al suo funzionamento per la produzione delle microonde.

Ritengo questi oggetti molto utili e interessanti per fare anche sperimentazione, però mi raccomando, sempre massima attenzione. Come abbiamo detto prima, quando si lavora a 50 Hz non c'è margine di errore, basta entrare in contatto con quest'alta tensione e le conseguenze saranno di sicuro gravi.

Un altro elemento da non trascurare è il condensatore. Visto che ha una discreta capacità e si trova sottoposto a tensioni molto elevate, quando lo si rimuove dal microonde dobbiamo essere sicuri che sia scarico. Se veniamo a contatto con i suoi terminali, infatti, dà una bella botta di vita. Per verificarlo e eventualmente scaricarlo, utilizzo il mio kit Discharge Tool, al cui interno sono contenuti resistori di potenza e un relais che commuta fra questi proprio in base alla tensione che viene rilevata. Su questo display si vede la tensione residua e questo LED dà indicazione, appunto, della tensione. Quindi, normally quando un oggetto è carico, abbiamo un guizzo al verde che va piano piano a calare fino a spegnersi. così siamo sicuri di averlo scaricato. Su questo oggetto non penso che ci sia della carica, ma lo verifichiamo. Difatti tutto spento, perfetto.

Il motivo del ronzio, come si poteva facilmente intuire, è dovuto al fissaggio di questo ballast, che è un elemento che vibra a 50 Hz. Ci sono due viti e dadi, erano un po' lenti, ecco perché quando si trova in posizione orizzontale c'è più gioco e quindi la vibrazione si trasforma in ronzio fastidioso perché questo fa anche un po' da cassa di perché il contenitore fa anche un po' da cassa di risonanza. Ho stretto bene i dadi ed ora anche in posizione verticale è completamente silenzioso, quindi veramente una banalità. sottolineo quanto sia importante aprire gli oggetti, analizzare le cause, perché magari a una prima analisi approssimativa un ronzio del genere poteva far pensare a un oggetto difettoso o addirittura pericoloso e sono convinto che c'è qualcuno che butterebbe anche un oggetto fra virgolette sospetto. Ecco perché è importante sempre cercare di capire le cause.

Verrebbe voglia di autocostruire un insect killer. Infatti abbiamo visto che di base è sufficiente applicare un'alta tensione, come ad esempio una 2000 V 50 Hz, e attirare gli insetti con lampade attiniche, cioè in grado di emettere una radiazione ultravioletti con lunghezza d'onda fra 360 e 390 nan. Sappiamo che gli insetti ed in particolare le zanzare sono attirati dai raggi ultravioletti perché rientra nella loro gamma visibile. Quello che gli attira veramente è la CO2, l'anidride carbonica. Quindi la presenza di un essere umano con il respiro, con il sudore è di sicuro molto attraente per una zanzara. Inoltre sono attirate da il colore nero in particolare perché accumula più calore.

Questo componente nero che si trova in serie fra il trasformatore e il condensatore è il diodo HV, quello che raddrizza la tensione alternata proveniente dal secondario di questo trasformatore e la porta qui sul condensatore. La caduta in diretta di questo diodo può essere anche abbastanza elevata perché normalmente questi oggetti sono realizzati con la serie di più diodi proprio per poter sostenere la tensione inversa elevata nominale 2200 V. in realtà sono dimensionati per tensioni ben superiori, proprio per avere un buon margine.

Questi trasformatori MOT Micro Oen Transformer, quindi trasformatori per microonde, sono realizzati normalmente con il primario a 230 V che riconosciamo per i fili di bassa sezione e separato qua di lato e il secondario ad alta tensione con molte più spire e sezione più ridotta. Una particolarità del secondario è che un capo è posto direttamente in contatto con il nucleo del trasformatore e il polo caldo invece esce da quest'altra parte su questo morsetto. Ho scollegato il diodo dal terminale caldo. Effettueremo la misura alta tensione fra il polo caldo e direttamente la carcassa. Diamo tensione. 87 V * 21 circa 1800 V alternati a 50 Hz. Questi poi verranno tramite il moltiplicatore portati a una tensione continua abbastanza vicino ai 4000 V necessaria, appunto, per far funzionare il magnetron.

Per renderci conto della pericolosità di questo oggetto, adesso eh faremo scoccare un arco elettrico. Mi raccomando, non fatelo a casa, è una cosa veramente pericolosa, è letale. Entrare in contatto con l'alta tensione in questo caso provoca la morte. Se facciamo due conti, infatti, la corrente che può scorrere al secondario con 2000 V è eh di 500 mA potenzialmente. Poi, chiaramente, abbiamo una resistenza dell'avvolgimento, una resistenza di contatto, eccetera, ma una corrente del genere manda in fibrillazione il cuore. Quindi ora utilizzerò una pinza con i suoi terminali. Non ci fidiamo mai dell'isolamento dei terminali di una pinza e quindi indosserò un guanto alta tensione.

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Ho collegato questo conduttore al nucleo. Abbiamo il positivo qua con la pinza. Se lo avvicino scoccherà l'arco. L'arco tenderà a salire verso l'alto, proprio perché per il calore generato l'aria si scalda e quindi l'arco appunto sale. Ci avviciniamo, appena la resistenza dell'aria di dielettrico è sufficiente per rompere il dielettrico dell'aria, si creerà l'arco. Come abbiamo visto, l'arco elettrico è veramente violento. sente la vibrazione a 50 Hz, il trasformatore riesce a lavorare lo stesso perché è stato progettato per sopportare dei sovraccarichi. Chiaramente la corrente assorbita in ingresso è elevata. Quello che limita la corrente al secondario è la resistenza stessa dell'avvolgimento, poi sono presenti anche degli shant magnetici.

Effettuiamo ora una misura di corrente assorbita al primario. Per farlo scelgo una modalità il meno invasiva possibile e quindi una bella pinza in corrente che lavorerà bene a 50 Hz ci permetterà di leggere la corrente. Ho impostato la scala con 100 mV per amp. diamo tensione a vuoto la corrente assorbita è di 2.7 amp, appunto, 270 mV. Vediamo cosa accade sotto scarica. Eh, circa 15 amp, eh, 11 12 Beh, la corrente cambia a seconda della resistività che si crea, appunto, del canale di plasma. Comunque, diciamo, circa 15 amp come corrente massima.

Misuriamo ora la corrente al secondario, cioè effettivamente la corrente che attraversa l'arco elettrico. Allora, 1 amp 3 1 amp 4 che è sotto 2000 V, diciamo, a vuoto non sono male. Chiaramente la tensione cala, anche la corrente, ma vi rendete conto che 1 e3 a 50 Hz con questa tensione, ragazzi, è veramente pericoloso. Mi raccomando, non fatelo. Il trasformatore MOT è pensato per far funzionare il magnetron e non per essere utilizzato così volante. Lo scopo del mio video è proprio quello di mettere in guardia rispetto ai pericoli che si possono correre entrando in contatto con queste tensioni pericolosissime.

Ovviamente dopo le prove di arco elettrico, il nucleo ha raggiunto una temperatura veramente interessante. Ricordiamoci che uno dei capi dell'avvolgimento di secondario è collegato proprio al nucleo, quindi concorre alla chiusura del circuito. Il motivo per cui viene fissato un avvolgimento sul nucleo è un motivo economico. Difatti, se fosse completamente isolato rispetto al nucleo, tenere 2000 V rispetto al nucleo richiederebbe un trasformatore molto più grosso, molto più costoso e con tanti accorgimenti. Allora, si è deciso di mettere un capo direttamente in corto sul nucleo, così l'unico isolamento di cui ci si deve preoccupare è quello tra le spire, ma tra le spire e il nucleo non è un problema. Questo avvolgimento intermedio realizzato con questo conduttore serve per alimentare i filamenti del magnetron. È quindi un avvolgimento a bassa tensione.

Sono passati un paio di minuti dall'ultimo arco elettrico e vedete che la temperatura interna dell'avvolgimento ha raggiunto gli 80°. Il nucleo comunque anch'esso si porta a circa a 80°, quindi chiaramente questo tipo di funzionamento lo sollecita tantissimo. Questa alta temperatura viene conservata per un bel po' di tempo perché l'inerzia termica dell'oggetto non è piccola.

Un altro classico dell'estate è la racchetta a chiappa zanzare. Anche questa fornisce una tensione decisamente elevata. In questo caso sarà una tensione continua. Difatti questi oggetti utilizzano di solito un trasformatore ad alta frequenza e un moltiplicatore di Cockroft Walton diodo condensatore. La azioniamo. La tensione continua letta è di 126 V moltiplicato per 21 che è il rapporto di moltiplicazione della nostra sonda ci fornisce circa 2600 V continui. In questo caso il potenziale positivo è applicato sui lati esterni della racchetta, il potenziale negativo nella rete interna. L'oggetto racchetta, quindi lo possiamo definire mediamente pericoloso. Le distanze di isolamento sono molto ridotte. Se entrassimo in contatto con la griglia la corrente sarebbe molto piccola, quindi non rischiamo la vita, però sicuramente ci prendiamo una bella scossa.

L'aspetto un pochino più discutibile forse riguarda la ricarica. Vedete che qua abbiamo direttamente sul manico questa spina. Anche qua c'è da chiedersi rispetto alla 230 V se è un oggetto affidabile. Non abbiamo la connessione di terra e si presuppone quindi un alto livello di isolamento. Lascio però adesso la parola a Caos la leggenda che sono decisamente titolati per spiegarci una modifica che si può fare rispetto a questa racchetta. Difatti viene alimentata di solito con delle celle ricaricabili. In queste breve immagini Michele di Caos La Leggenda ci mostra una modifica che ha un fattore 6 sull'energia accumulabile dalla racchetta.

Altro oggetto da non sottovalutare per la sua pericolosità è questo condensatore. capite che se si carica a 2000 V con una capacità di 0,9 microfarad, anche se disconnesso e anche dopo molte ore, questo oggetto contiene veramente tanta energia e ancora una volta fare circolare corrente da questo oggetto alla mano può essere molto pericoloso. I condensatori sono ancora più pericolosi perché hanno energia immagazzinata e quindi un componente che sembra scollegato da tutto il circuito potrebbe apparirci sicuro. Quindi tutte le volte che vedete un condensatore, specialmente se così grande, ponetevi la domanda sarà carico? E nel caso non lo sia, scaricatelo in maniera opportuna, non con un corto circuito, ma ad esempio con un oggetto che contenga dei resistori al proprio interno per controllarne la corrente di scarica. Questo evita shock e soprattutto aumenta la vita del condensatore.

Bene, e con questo termina questa puntata ad alta tensione. Spero di avervi trasferito il senso di responsabilità che bisogna avere quando si maneggiano questi oggetti. Io vi ringrazio per avere visto il video. Se vi è piaciuto è stato utile un bel pollice in su con il guanto. Io vi saluto. Ciao e alla prossima. Sì.

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