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Le origini della Letteratura italiana 🧾

Diario di Charlotte•18:11

Transcription

Buongiorno, buon pomeriggio e buonasera. Oggi, prima lezione dedicata alla letteratura di terza, quindi iniziamo a parlare delle origini della letteratura. Prima, però, ora collegatevi, lasciate mi piace qui sotto, iscrivetevi al canale e seguitemi anche su Instagram. Vi trovate come @diario_di_charlotte.

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Vediamo ora il contesto storico al quale appartiene la letteratura delle origini. Sappiamo bene che quando parliamo di letteratura delle origini, parliamo di Medioevo. E qual è il periodo storico del Medioevo? Quel periodo che va dal 476 dopo Cristo, quindi con la deposizione di Romolo Augustolo e la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, fino al 1492 con la scoperta dell'America. Naturalmente, lo abbiamo già detto nella videolezione dedicata all'Alto Medioevo, che vi lascio qui, che questi sono dei limiti cronologici dati dagli studiosi, dagli storici, e che cambiano anche sulla base della prospettiva storica. Il Medioevo finisce, secondo gli studiosi tedeschi, nel 1517 con la Riforma Protestante. Quindi vedete che cambia il punto di vista, la prospettiva. Comunque, è importante avere un'idea cronologica di questo periodo lunghissimo, che si divide tra Alto e Basso Medioevo. Quindi, fino all'anno mille parliamo di Alto Medioevo, dall'anno mille in poi parliamo di Basso Medioevo.

Fondamentale per quanto riguarda il Medioevo è la personalità di Carlo Magno. Carlo Magno, colui che opererà una rinascita della civiltà, che sposterà la capitale del Sacro Romano Impero ad Aquisgrana, e che porterà proprio anche un rifiorire della cultura, una cultura sempre d'élite, ma pur sempre una cultura. Aquisgrana diventa un grande centro di cultura e Carlo Magno chiama a corte intellettuali da ogni angolo d'Europa. E a Carlo Magno dobbiamo anche una scrittura, la Carolina, la minuscola carolina, che è stata proprio voluta da Carlo Magno per semplificare la lettura e anche la copiatura dei testi.

Come dicevo, dal Basso Medioevo la situazione però cambia dal punto di vista storico-politico. Innanzitutto, dobbiamo dire che attualmente l'asse politico si va a spostare verso il centro e il nord dell'Europa. E dal 1100 in poi cambierà anche la geografia. Riprenderanno i traffici commerciali economici e ci saranno anche due elementi molto importanti come la cacciata dell'Islam dall'Italia e le Crociate. Un fenomeno importantissimo del Basso Medioevo, infatti, i cristiani nel 1099 occuperanno Gerusalemme. Questo per darvi un contesto storico.

Ma vediamo ora quali sono i sistemi su cui si poggia la società medievale. Il sistema feudale. Il sistema feudale, che è un sistema economico e sociale che si basa sul feudo. Abbiamo quindi dei vassalli che sono legati ai signori da un rapporto di dipendenza e di fedeltà e che quindi hanno dei feudi da amministrare. La società medievale, inoltre, è suddivisa tra gli oratores, i bellatores e i laboratores. Gli oratores sono coloro che pregano, quindi il clero. I bellatores sono invece i guerrieri che appunto si accingono al bellum, quindi alla guerra. E i laboratores sono i lavoratori.

Però, dal punto di vista della letteratura, dal punto di vista linguistico, si può già parlare di letteratura durante l'Alto Medioevo. Come vi ricorderete, la lingua ufficiale per gli scritti è il latino. Parallelamente al latino, i popoli parleranno anche delle lingue, soprattutto nell'espressione orale, delle lingue volgari. E in questo note proprio volgari perché vengono dal vulgus, quindi dal popolo. E il popolo si esprime con queste lingue solo oralmente. La scrittura era poco diffusa, inoltre si scriveva poco e senza criteri unitari e stabili.

È importante dire che le lingue nazionali sono dette lingue romanze, lingue romanze perché sono le lingue della Romania. Come nascono queste lingue nazionali? Innanzitutto, dobbiamo dire che c'è una differenza tra il latino parlato e il latino letterario durante l'Impero. Il latino, come dicevamo, veniva anche parlato naturalmente, però presentava delle varietà. E questa frammentazione linguistica porterà opera la nascita di varietà di latino volgare che saranno poi ulteriormente influenzate dalle invasioni barbariche, quinto secolo, di cui abbiamo parlato nelle scorse lezioni, che quindi porteranno, come dice il glottologo, grazie a Dio, Isaia Ascoli, che una lingua di superstrato. Infatti, le lingue possono essere di substrato o di superstrato, quindi una lingua che si sovrappone alla lingua che c'era già di base, o che sta sopra. Superstrato.

Un passo molto importante per la nascita delle lingue nazionali e anche per evidenziare la necessità di un bilinguismo è il Concilio di Tours dell'813. Perché Carlo Magno, nel Concilio di Tours, riconosce la necessità del bilinguismo e dice: "Ciascuno si studi di tradurre le stesse omelie in lingua rustica o in tedesco, affinché tutti possano capire meglio ciò che viene detto". Perché prima la padronanza del latino era solo dei dotti, mentre adesso si vuole arrivare ad una comprensione anche del volgo, quindi di tutti.

Ancora, il Giuramento di Strasburgo, dove abbiamo Ludovico il Germanico e Carlo il Calvo, figli di Ludovico il Pio, figlio di Carlo Magno. Loro cosa fanno in questo giuramento contro Lotario? Pronunciano in francese e in tedesco questo discorso di alleanza contro il fratello e dicono proprio: "Per l'amore di Dio, per la salvezza del popolo cristiano e nostra comune, da oggi in avanti, in quanto Dio sapere potere vi concede, così a questo mio fratello ordini". Lo pronunciano questo discorso in francese, ma anche in tedesco.

Vedete poi qui una cartina dove vediamo la distribuzione delle lingue in Europa. Quindi troviamo le lingue romanze, quelle che interessano a noi sono legate alla Romania. E quali sono queste lingue romanze? Sono l'italiano, il francese, il provenzale, il portoghese, lo spagnolo, il catalano e anche il rumeno. Lingue romanze, ricordatevi che sono sette. Non andremo poi a vedere ogni lingua, questo si fa più che altro all'università, tentando opportuno ricordare quali sono le lingue romanze.

Vediamo quali sono i primi documenti in volgare italiano. Sono le iscrizioni di Commodilla, l'indovinello veronese, i placiti capuani e l'iscrizione di San Clemente. Naturalmente, non vedremo ogni documento analizzandolo dal punto di vista linguistico, ma faremo una panoramica generale. L'analisi di ogni documento va fatta in classe o in video a parte.

Il primo documento che voglio citarvi è l'iscrizione di Commodilla a Roma. È un graffito che si trova in una catacomba. Siamo sotto il parco del Garbatella e siamo presso le catacombe di Commodilla. Il nome antico di questa catacomba, lo abbiamo detto, di Commodilla, chiedeva la matrona, ed è datato tra il sesto e il nono secolo, probabilmente il più antico di questi documenti. L'interpretazione di questa, di questo graffito sulla catacomba è da ricondurre alle orazioni segrete della messa. Il graffito recita: "Non dice il segretario, c'è". E questo "a boccia" è molto importante perché è un fenomeno dal punto di vista linguistico. Questo ve lo dico, di betacismo. In latino si diceva "ad vocem". Il betacismo, la trasformazione della "v" in "b", quindi "a boccia". In più, è anche un esempio di raddoppiamento fonosintattico, fenomeno linguistico tipico del parlato che noi utilizziamo sempre. Ci capita spesso di cadere in questo raddoppiamento, per esempio, con altri che dire "sì, oggi tutto a posto". Noi diciamo "oggi tutto a posto" e quindi leghiamo lo stesso marcatore. E in questo graffito, dove anziché dire "ad vocem", diciamo "a voce", con betacismo, quindi con questo cambiamento della lettera in "b", e con raddoppiamento fonosintattico.

Un altro documento importantissimo è un indovinello, l'indovinello veronese, che voglio che proviate a fare insieme a me. "Se pareva muoversi geva innanzi coalma tra talia vara vacanti bianchi e al governò riotteneva reggendo un aratro diana et sèmen seminaba e seminando un seme nero". Intanto vediamo già che questa è una forma intermedia tra latino e volgare e risale all'ottavo secolo. Intanto notiamo che abbiamo un passaggio nella forma intermedia tra latino e volgare. Per esempio, abbiamo "seminava", "araba", "teneva", a cui mancherebbe la "n" finale per "semina bat", "teneva", "a rabat". Oppure "al versorio", "albo" viene anche "albus", silente, no? Pensate da bianco, quindi latino, "nigro" latino, "seven" latino. Quindi notate che abbiamo il lessico latino che però sta man mano perdendo degli elementi. Dopo di che vediamo anche la traduzione di questo indovinello: "Lo scrivano spinge a sei vuoi arare i bianchi prati, tiene il bianco aratro e semina il nero seme". Questo indovinello cela la scrittura, quindi c'è uno scrivano che spinge i buoi, ara la carta, che un prato bianco, tiene l'aratro bianco, quindi una penna con la piuma bianca d'oca, e termina inutilità l'inchiostro per scrivere.

Gli altri due documenti che presentiamo, puri velocemente, naturalmente, in classe dedicherete molto più tempo, sono il placito capuano e poi l'iscrizione di San Clemente. Che è un po' birichina. Per quanto riguarda i placiti capuani, dobbiamo dire innanzitutto che cos'è un placito. Nel linguaggio giuridico, sarebbe letteralmente ciò che piace al giudice. Difatti, placiti sono delle sentenze. In questo caso sono quattro e sono datate tra il 960 e il 963. Sono volute da Arechi V, il giudice di Capua. Tra queste sentenze, a noi interessa una in particolare, quella del primo placito del marzo del 960, che è una formula che riguarda una lite giudiziaria tra il monastero di Montecassino e di Aquino. Ci sono tre testimoni che depongono a favore del monastero e fanno vedere su una carta i limiti di questo monastero: "Auto che le terre perché le fini che chi con te né trent'anni le possette parte sancti benedicti". Come vedete, abbiamo una forma anche qui intermedia tra la lingua latina e il volgare. Per esempio, c'è ancora la conservazione del "rest sancti", che poi in italiano diventerà "santo benedetto". So che quelle terre, entro quei confini di cui si parla, a possedute per trent'anni l'abbazia di Santo Benedetto.

Lui che va inscrizione, quella di San Clemente, un po' come in un fumetto, si vedono due servi che stanno portando via una colonna da una casa e il padrone di questi servi dice: "Sbrigati, sbrigati, fai in fretta!" e dice loro: "Fallite dereto colo palo". Che si trova su un affresco. Ci sono i servi del pagano, si segna che vogliono arrestare, porterei via San Clemente, però in realtà, anziché portare via San Clemente, trascinano una colonna. E questi personaggi dicono delle frasi con anche dei turpiloqui. I servi parlano in volgare, mentre il santo in latino. Comunque, sta sivini un primo in modo un po' sboccato perché dice: "Fili delle punte tra ethekwini tirate goes Mario". Che uno dei servi risponde: "Albert health rai". E Arber tellus risponde: "Fallite the right roncolo palo", che vuol dire "fatti sotto con il palo". È piuttosto evocativa e ha semplicemente risponde: "D'ulizia chordis best race sax tra rm rusties", quindi dice: "A causa della durezza nel vostro cuore meritate di trascinare sassi".

Questi sono i primi documenti in volgare per la letteratura italiana. Nascerà di fatto come letteratura religiosa per poi subire l'influenza della letteratura francese, che comincia nell'XI secolo e che sarà importantissima in Francia, dove avremo quattro fasi di evoluzione letterarie, che poi ci servirà rivedere quando parleremo anche della letteratura provenzale. Oltre ai poemetti agiografici, quindi vedete anche qui, la geografia riguarda le vite dei santi, il tema religioso. Ci sarà la narrazione epica fondamentale con il ciclo di Carlo Magno, quindi che racconterà le imprese della dinastia carolingia e dei paladini contro i saraceni, che erano gli arabi, li hanno chiamati saraceni. E abbiamo come massimo esempio la Chanson de Roland, di cui abbiamo parlato anche nel video dedicato a Carlo Magno, perché racconta la spedizione di Carlo Magno nel 778 contro i saraceni e i baschi. E il momento di maggiore tensione, siamo tutti di questa letteratura, di questo episodio, è la morte di Orlando, guerriero e martire cristiano. La spedizione di Carlo Magno fra contro i saraceni e i baschi.

Oltre all'aspetto della narrazione epica, abbiamo anche il romanzo cavalleresco, di cui in Francia l'autore più importante sarà Chrétien de Troyes, che è vissuto alla corte di Maria di Champagne e che ricorderemo sicuramente per il suo "Lancelot", no, il cavaliere alla corte, di solito è un testo che si legge sempre nelle antologie a scuola, oppure il "Perceval". Quindi anche qui vedremo insieme l'aspetto della letteratura cavalleresca, molto importante perché poi va influenzare tutta la letteratura delle origini.

Come dicevamo, generi letterari che poi si svilupperanno durante l'Alto Medioevo, in particolare riguardo alla letteratura italiana, sono la agiografia, quindi le vite dei santi, gli exempla, quindi esempi sempre religiosi, le opere teologiche, i bestiari e le cronache. Tutto questo in prosa. Mentre in poesia avremo la poesia liturgica, la poesia goliardica. E con questi ultimi concetti vi lascio. La prossima lezione sarà dedicata alla letteratura religiosa.

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