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Moni Ovadia: "Ripudiamo l'idea scellerata di voler insegnare la guerra a scuola"

Osservatorio NOmilitarizzazione scuole&università13:43

Transcription

[musica] Buongiorno a tutte e tutti. E questa pillola di, anche questa pillola di oggi, rientra all'interno di un progetto che, come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e Docenti per Gaza, abbiamo organizzato all'interno della settimana di mobilitazione in difesa della libertà di insegnamento.

Perché è nata questa settimana? Perché a dicembre 500 scuole hanno aderito a un'iniziativa di Docenti per Gaza, invitando Francesca Banese a parlare di Palestina. Sette di queste scuole sono state sottoposte a ispezioni da parte del Ministero. Ispezioni che allo stato attuale non hanno portato a nulla, perché appunto, essendo in regola con le scuole, non si può fare nulla una volta che è rispettata la procedura degli ospiti per invitare gli ospiti.

Quindi abbiamo pensato di fare, realizzare delle piccole pillole con alcune persone esperte di diritto internazionale, di Palestina e di proporre all'interno delle scuole nella settimana che va dal 9 al 13 febbraio. E il titolo di questo progetto è "Crisi del diritto internazionale, catastrofe e opportunità". Io adesso passo la parola a Moni Vadia, che non ha bisogno di presentazioni, attore, regista, intellettuale, cittadino, come siamo a definire, e >> cittadino >> ebreo. E allora Moni, io ti passo la linea e mi oscuro e grazie per l'intervento.

Bene, dunque vorrei dire che la guerra è la cosa più terrificante che ci sia per gli esseri umani, la cosa più oscena. Mi viene un pensiero, voler rivolgerlo alla parte femminile dell'auditorio. In guerra lo stupro diventa normale, è routine. E oggi vanno in guerra anche le donne. Ehm, abbiamo donne soldato, abbiamo donne comandanti. Ora noi siamo in un paese che ha un articolo della Costituzione che recita "L'Italia ripudia la guerra", cioè proprio non ne vuole sapere. Ripudia la guerra per risolvere le controversie internazionali.

Ora eh, ci sono purtroppo varie terrificanti scenari di guerra e il fatto che ci siano è una sconfitta per l'umanità, una grandissima sconfitta che nel suo oramai lungo, lungo cammino, l'umanità non abbia saputo mettere al bando le guerre in qualsiasi forma. In particolare, c'è uno stato di guerra dove un esercito armato fino ai denti, armato da noi, armato da noi italiani anche, cioè l'esercito sionista sta perpetrando un genocidio che è stato a lungo nelle forme di inauditi massacri e oggi prosegue in modo strisciante. Quello che avviene in Palestina è un orrore. I palestinesi di Gaza sono sulla loro terra. Secondo le convenzioni internazionali, ogni tipo di risoluzione, quella è terra dei palestinesi.

Allora, questo produce la guerra. Basta guardare poche immagini che vengono da quel fronte di guerra per capire che orrore abbia prodotto, che orrore per cui non ci sono quasi neanche le parole per descriverlo. Bambini che muoiono di ipotermia, esseri umani che vivono nell'acqua fino alle ginocchia vivono, cioè la le loro giornate si svolgono così. Come può un essere sensato pensare alla guerra, ma peggio ancora pretendere di venirla a insegnare nelle scuole? Il momento dello studio, a parte che secondo me un essere umano dovrebbe studiare tutta vita, il momento dello studio è proprio quello che è per suo statuto contrario all'idea stessa di guerra, perché lo studio necessita di un tempo di pace per potere eh fruttificare. La guerra sospende tutto. La guerra devasta le vite anche di quelli che non ci vanno.

E noi abbiamo oggi dei governanti, a mio parere, completamente fuori di testa, che continuano a parlare di guerra e indicano come grande nemico la Russia. E il Presidente della Russia ripete instancabilmente che lui non ha intenzione di fare la guerra all'Europa. E la questione dell'Ucraina è un'altra questione. La questione dell'Ucraina è una questione che è sorta fra la NATO e la Federazione Russa, perché la NATO ha voluto espandersi fino ai confini della Federazione Russa. Da lì nasce eh il il conflitto in Ucraina, non nasce per la vocazione della Russia che vuole fare la guerra. Perché di questo, questa è la mia opinione, ovviamente, ma perché di questo io sono certo? Perché i russi hanno avuto in casa loro al tempo dell'Unione Sovietica, la Seconda Guerra Mondiale, che ha provocato a loro 27 milioni di morti. È una devastazione inenarrabile del loro paese. Inenarrabile. La guerra è qualcosa che per i russi è, non so, terrificante solo a sentirla pronunciare. Loro hanno, come tutti gli stati, problemi di sicurezza e se qualcuno la mette in predicato, allora quello annuncia possibili guerre. Ma insisto, oltretutto per quello che riguardano gli italiani, i russi sono il popolo che più ama l'Italia, popolo che esista al mondo che più ama l'Italia. E ed è veramente triste, triste che qualcuno si prepari a fare la guerra con la Russia. A parte che l'Occidente ha più volte invaso la Russia, a parte da Napoleone, solo per arrivare a tempi più o meno recenti. E poi la Crimea. E poi dopo la Prima Guerra Mondiale, quando ci fu il conflitto fra bianchi e rossi, cioè fra zaristi e sovietici, intervennero 13 paesi dell'Occidente ad attaccare la Russia che era uscita distrutta dalla Prima Guerra Mondiale, insomma, e poi ancora la Seconda Guerra Mondiale, ma non furono solo i tedeschi, i nazisti, ma ci furono loro alleati come i rumeni, gli ungheresi e naturalmente i fascisti che erano alleati dei nazisti.

Allora, ritorno al nostro merito. Voi avete un'età meravigliosa e lo studio è un grande privilegio. Forse quando si è studenti giovani, con tutte le energie disposte al divertimento, che è anche sacrosanto, non ci si rende conto di quanto alto, di quanto sia un bene prezioso il diritto allo studio. È il tempo dello studio, è il tempo in cui l'essere umano si forma per prepararsi alla vita. Ed è il momento in cui l'essere umano pian piano conquista la propria indipendenza.

Allora io sento le parole dei guerra fondai da salotto e ho una proposta. Per quelli che auspicano il conflitto o dicono che ci sarà, bene, mandino per primi in prima linea i loro figli, i loro nipoti, i loro collaterali. Facciamo vedere, non che mandino voi giovani con le vostre meravigliose vite che avete diritto di vivere in pace. E la pace è la più grande benedizione che esista per l'umanità. Non ce n'è una più grande perché la pace rende tutto possibile, la guerra rende tutto orribile. La pace è la casa della vita. La guerra è la casa della morte. Qui si tratta di vita o morte e noi noi scegliamo la vita. Anche tutti i grandi pensieri hanno sempre scelto la vita. Quelli che hanno scelto la morte, ovvero la guerra, hanno prodotto anche regimi tirannici, violenti, nemici dei loro cittadini.

Eh, io eh sono un vecchio signore di 80 anni. Ma eh mi sento molto vicino a voi perché io non ho avuto figli, eh mia moglie non se l'è sentita, le fa spavento questo mondo, ma voi siete stati creati dai vostri genitori, siete qui. Io sento alla mia età il dovere di essere padre e nonno. Non li ho avuti miei. Io considero tutti i giovani, i giovanissimi miei nipoti, bimbi e i giovani, quelli più grandi possono essere anche miei figli. E ciò a cui dedico i miei sforzi nella vita, oltre al mestiere che faccio di teatrante, capita anche di scrivere, io dedico a questo, a tutelare l'integrità, la dignità integra di tutti gli esseri umani che mi sono ugualmente cari, perché in questo mondo c'è un solo essere umano. Uno, non ci sono specie diverse. Noi apparteniamo tutti alla stessa umanità e c'è un solo modo autentico di vivere questa appartenenza. Non accettare guerre con i nostri simili, perché noi siamo proprio per eh ontesi e filogenesi, tutti appartenenti alla stessa specie, quindi tutti simili, tutti fratelli.

Le guerre devono essere bandite, bandite con grande vigore perché si acceda una nuova umanità che risolve le sue controversie con negoziazioni, con la diplomazia. E anche se le negoziazioni devono durare anni e anni e decenni, si facciano le negoziazioni, si attivi la diplomazia, ma non si mandi un solo essere evidente alla guerra perché magari eh non torni più o torni in una bara oppure ritorni menomato, senza gambe, senza braccia o peggio. Allora reputiamo questa idea scellerata di voler insegnare la guerra nelle scuole. Le scuole sono fatte per il sapere e per la vita. Grazie di avermi ascoltato.

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