📱

Get Our Mobile App

Take your business learning on the go!

Download on the App StoreGet it on Google Play

Architettura romanica

educArt26:04

Transcription

[Musica] [Musica] architettura romanica. La chiesa romanica è solida e massiccia. L'interno è solitamente spoglio, senza decorazioni né affreschi. La sua penombra invita al raccoglimento e alla preghiera. Presenta in prevalenza forma allungata a tre o cinque navate, con pianta a croce latina e presbiterio rialzato sopra la cripta che conserva le reliquie del santo e termina con absidi semicircolari. Esternamente alla facciata a capanna o a spioventi.

Il battistero di San Giovanni a Firenze risale all'inizio dell'undicesimo secolo. Il battistero a pianta ottagonale. Le tre porte bronzee rappresentano scene della Bibbia e del Vangelo. La porta sud è stata realizzata da Andrea Pisano. La porta a nord è stata realizzata tra il 1400 e il 1424 da Lorenzo Ghiberti, che vinse il concorso a cui partecipò anche Filippo Brunelleschi. La porta principale, posta ad est, è il capolavoro di Lorenzo Ghiberti. Essa è in bronzo dorato ed è così bella da essere stata chiamata da Michelangelo "Porta del Paradiso".

In età romanica la chiesa non è soltanto il luogo in cui si svolgono i riti sacri, ma è il simbolo di un'intera comunità unita da un forte sentimento religioso. Prima che venissero realizzati i palazzi civili, gli abitanti della città o del borgo si riunivano nella chiesa anche per discutere di questioni politiche e per prendere importanti decisioni che riguardavano la vita comune.

La chiesa romanica presenta alcuni caratteri costanti, nonostante le numerose varianti nelle varie regioni d'Europa. La tipologia più frequente è quella della basilica a tre navate, divise da pilastri o colonne e unita in alto da archi a tutto sesto. Le sue forme sono semplici. Visto dall'esterno, l'edificio sembra composto da volumi puri accostati tra loro. Dall'esterno è facile riconoscere l'organizzazione degli spazi interni, grazie ad esempio al profilo della facciata o ai contrafforti. Per realizzare edifici più duraturi e possenti, vengono introdotte le volte a crociera e, dove possibile, la pietra sostituisce il mattone. I muri, gli architravi, i portali, i capitelli sono arricchiti da sculture.

Un prototipo della chiesa romanica in Italia è il Duomo di Modena. In questa città, nel 1099, venne posta la prima pietra per la costruzione della basilica di San Gimignano. Presto divenne un modello per le chiese di tutta l'area padana per la chiarezza della sua struttura e delle sue forme, e per la bellezza delle sue sculture. Conosciamo il nome dell'autore, Lanfranco, cui si affiancò per le parti scultoree Wiligelmo. Il progetto iniziale ha subito parziali modifiche nell'interno, poiché i lavori si sono protratti fino al 1230 circa.

La facciata è caratterizzata dall'equilibrio compositivo e l'altezza, infatti, è pari alla sua larghezza. Essa è suddivisa in tre parti da pilastri addossati al muro, i contrafforti corrispondenti alle navate, mentre circa a metà è percorsa da una galleria a trifore. I contrafforti sono semi-pilastri posti in facciata e si rinforzano la struttura portante ed evidenziano la divisione interna in navate. La facciata a salienti è divisa in tre parti perché segue la forma interna delle tre navate di altezza diversa. Al centro della facciata si apre un rosone, apertura circolare decorata a traforo. L'edificio ospita alcune tra le più importanti sculture di età romanica realizzate da Wiligelmo. Ha mantenuto la pianta a basilica di una precedente costruzione, riducendo però le navate da 5 a 3.

Il protiro è un portico di accesso. A Modena è sorretto da due leoni stilofori, cioè da colonne che poggiano su plinti a forma di leoni, e ci sono protiro anche sul fianco della chiesa. La facciata è ornata da quattro lastre scolpite a rilievo con storie della Genesi, opera di Wiligelmo. L'interno è spesso in penombra, poiché le finestre sono poche, poste in alto e non molto grandi. Il campanile Ghirlandina del XIV secolo è alto 86 metri.

La volta a crociera scarica il proprio peso sui pilastri. La parte in muratura tra i costoloni, la vela, non sopporta alcun peso. Il presbiterio è la zona sopraelevata in cui si svolge il rito e in cui sostano i sacerdoti o i monaci. I pilastri a fascio sono così chiamati perché raccolgono i costoloni delle volte. Il matroneo è la loggia rivolta verso la navata centrale, riservata alle donne. L'iconostasi è una transenna in legno o in pietra che separa il presbiterio dalla navata centrale. Il portale è strombato, in quanto è composto da una serie di archi di diametro decrescente. La cripta è la parte sottostante al presbiterio che ospita le reliquie o la tomba di un santo. La campata è lo spazio compreso tra quattro pilastri o due pilastri e il muro continuo, corrisponde all'ampiezza della volta a crociera. La successione delle campate compone la navata. Il triforio è tre aperture e una galleria che percorre esternamente la chiesa e corrisponde al matroneo posto all'interno. Le navate sono individuate da pilastri a fascio alternati a colonne.

Gli elementi che possiamo trovare in una chiesa romanica sono: il rosone, una grande finestra circolare a vetrata; i salienti, gli spioventi che seguono le falde del tetto; i matronei, logge riservate alle donne poste sulla navata centrale. Nel Duomo di Modena sono finiti privi di pavimento. Il pulpito o ambone, balcone sopraelevato, sosta circa a metà della navata centrale da cui parlava il predicatore. L'abside, la parte terminale della chiesa a forma semicircolare o poligonale. Il presbiterio, zona riservata al rito religioso e al clero, che presenta tre absidi ed è rialzato, lasciando posto alla cripta. La cripta, cappella sotterranea che sostiene idealmente il presbiterio e dove sono conservate le spoglie del santo a cui è dedicata la chiesa.

Pilastri a fascio sono detti anche polistili, più colonne. Pilastro con fusto multiplo circondato da un certo numero di colonnine addossate. Trifore, finestre con tre aperture divise da due colonnine. Contrafforti, pilastri addossati esternamente al muro come rinforzo. In facciata evidenziano la divisione tra la navata centrale e quelle laterali. Il protiro, piccolo corpo sporgente coperto da volta a botte, composto da colonne sostenute da leoni, detti per questo stilofori (portatori di colonne).

Le chiese romaniche, costruite tra l'XI e il XII secolo, presentano analoghe impostazioni strutturali, ma anche varietà nelle soluzioni stilistiche, nella scelta dei materiali e nei dettagli ornamentali. Troviamo volte a botte, volte a crociera, facciata a capanna, facciata salienti con tre navate, facciata salienti con cinque navate e una planimetria quasi costante.

Fondata nel IV secolo, la basilica di Sant'Ambrogio a Milano venne ricostruita tra il 1080 e i primi anni del XII secolo. Lo spazio antistante la chiesa è raccolto entro l'atrio di Ansperto, vescovo del IX secolo, fiancheggiato su tutti i lati da un porticato ampio quanto la larghezza delle navate laterali. Qui, in origine, stazionavano i pellegrini ed i fedeli non ancora battezzati, i catecumeni. In età comunale ospitava periodicamente il mercato o le riunioni civiche. La pianta è a tre navate. La navata centrale a quattro campate con volta a crociera costolonata. Il presbiterio è rialzato sulla cripta e termina con tre absidi semicircolari. Due campanili fiancheggiano la chiesa. La facciata a profilo a capanna e archetti rampanti. Nartece con profondo loggiato ad arcate digradanti. Il materiale prevalente è costituito da mattoni di laterizio. L'interno è a tre navate con pilastri a fascio collegati da ampie arcate a tutto sesto. È costruita usando materiali di colore diverso e con volumi semplici accostati in modo simmetrico. Dalla forma prismatica della chiesa, sopra la cupola emerge il tiburio ottagonale con copertura a spicchi triangolari. Caratteristico è il matroneo, luogo riservato alle donne, che sovrasta le navate laterali con arcate basse che alleggeriscono le pareti della navata centrale.

La basilica di Sant'Ambrogio fu realizzata negli ultimi anni dell'XI secolo su una precedente costruzione della fine del IV secolo, voluta da Ambrogio, vescovo di Milano. Essa rappresenta un modello per l'architettura romanica in Valle Padana. A facciata a capanna, cioè con due soli spioventi, nella quale si aprono due profondi loggiati sovrapposti, è anticipata da un ampio quadriportico. Lo spazio è interamente composto da moduli quadrati corrispondenti alla campata. La chiesa si caratterizza per il colore caldo dei mattoni di colore diverso alternati alla pietra chiara locale. Si tratta di materiali poveri, diffusi in Lombardia, e che si possono trovare in molti altri edifici della zona. Con i mattoni sono state realizzate le superfici murarie, con la pietra i pilastri delle arcate e gli archi. In questo modo, con grande semplicità e rigore, i costruttori hanno saputo mettere in evidenza le strutture portanti dell'edificio, i pilastri e gli archi, e al tempo stesso il suo ordinato ritmo compositivo. Nel quadriportico, come nelle navate interne, le volte sono sottolineate da costoloni di mattoni che spiccano sull'intonaco chiaro.

[Musica]

Nei secoli XII-XIII, Pisa, una delle repubbliche marinare d'Italia, svolge un importante ruolo commerciale e politico nel Mediterraneo. A dimostrazione del proprio prestigio, la città fece erigere un imponente complesso religioso monumentale che richiama alla memoria i grandi interventi imperiali. Roma in Piazza dei Miracoli, con il Duomo e il Battistero, il campanile, il Camposanto. Solo la chiesa tuttavia fu completata in età romanica.

[Musica]

Iniziata nel 1064 dall'architetto Buschetto, essa fu conclusa da Rainaldo, che l'ampliò verso la facciata. La pianta è a croce latina a cinque navate, con un ampio transetto a tre navate e absidi semicircolari. La facciata in marmo bianco e grigio a profili a salienti per le diverse altezze delle navate. La parte inferiore a 7 arcate con tre porte. Quattro gallerie di archetti alleggeriscono la facciata. L'interno a cinque navate è definito dalla regolare sequenza di colonne con archi a tutto sesto e alternanza di marmi bianchi e neri. Il soffitto a cassettoni di legno, eseguito nel XVII secolo. La facciata appare leggera e slanciata con le gallerie di archetti. I volumi sono complessi e articolati per la forma salienti della facciata. All'incrocio del transetto con la navata centrale si innalza la cupola a forma ellittica, di chiaro sapore orientale. Numerose sono le decorazioni interne ed esterne che richiamano forme geometriche di gusto arabo. Un esempio è la decorazione policroma a poligono stellato dell'abside laterale destra.

[Musica]

Riveste una particolare importanza, in quanto presenta influenze da parte di culture diverse con cui i Pisani vennero in contatto grazie ai loro interessi commerciali e bizantina. La cupola a pianta ellittica è conclusione a bulbo. La pianta è a croce latina a cinque navate. Sono islamiche le decorazioni a tarsie di marmo policromo inserite all'interno degli archi ciechi, cioè murati. L'edificio è solenne, rigoroso, con i volumi nitidi, un richiamo alla tradizione classica, come conferma anche la presenza di capitelli corinzi. Caratteristiche dell'architettura pisana sono le loggette di facciata che donano leggerezza alla costruzione e determinano un continuo mutamento di chiaroscuro.

[Musica] [Musica] continua [Musica] [Musica] dirò di no [Musica] [Musica] i loro [Musica] [Musica] [Musica] [Musica] il congo [Musica] [Musica] è lungo [Musica] lui no no [Musica] [Musica] [Musica]

La chiesa di San Michele in Foro deve il suo nome al fatto che è sorta nel luogo in cui, in età romana, si apriva il foro. L'attuale chiesa è stata realizzata a partire dal 1070 su un precedente edificio dell'VIII secolo. I lavori si sono protratti per molto tempo, tanto che la chiesa, di impianto romanico, documenta il passaggio verso lo stile gotico, soprattutto nelle finezze decorative. San Michele si caratterizza per il rivestimento bicromo, cioè a due colori: il marmo bianco e quello verde serpentino, estratto dalle cave vicino a Prato. Si tratta di una caratteristica ricorrente negli edifici medievali toscani, in cui la struttura portante viene nascosta da un manto di tarsie che riducono il senso del volume ed esaltano la luminosità e gli effetti di superficie. In facciata, il motivo a loggette sovrapposte è stato realizzato a partire dagli inizi del XII secolo, sul modello del Duomo di Pisa. La parte inferiore mantiene un'impostazione più strettamente romanica, con gli archi ciechi, cioè murati, che compongono un ritmo regolare sulla muratura continua. La tarsia è una figura ottenuta componendo frammenti di marmo di colore diverso, sagomati e accostati tra loro. Le tarsie bicrome si affiancano a bassorilievi che sottolineano gli andamenti degli archi, raffigurano motivi geometrici, naturalistici, fiori, piante e animali stilizzati.

La basilica di San Marco a Venezia, realizzata su un precedente edificio, fu eretta a partire dal 1063 e presenta una pianta a croce greca con quattro bracci di uguale lunghezza, divisi in tre navate. La facciata è articolata su due piani con cinque arcate con portali decorati. Il coronamento è gotico (XIV-XV secolo) con pinnacoli, edicole e statue. Sulla terrazza superiore ci sono le copie di quattro cavalli in bronzo, arrivati da Costantinopoli nel 1204. Sui lati ovest e nord la chiesa è circondata da un nartece, da cui si entra attraverso quattro portali. L'interno è rivestito di mosaici a fondo oro di influsso bizantino, che illustrano la storia di San Marco e di personaggi e storie della Bibbia. Il pavimento in mosaico marmoreo presenta eleganti motivi geometrici e figurativi. Il presbiterio, rialzato sulla cripta, è delimitato dal recinto marmoreo dell'iconostasi, secondo la tradizione paleocristiana e bizantina. Dietro l'altare c'è la preziosa Pala d'Oro, tipico esempio di oreficeria bizantino-veneziana (secolo X-XIV).

[Musica]

Sotto il presbiterio e le cappelle laterali c'è la cripta a tre navate absidate. Nella cripta, sotto l'altare maggiore, si trova l'antico sacello in cui era custodito il corpo dell'evangelista Marco. Poche sono le finestre e, per meglio illuminare l'interno, agli inizi del Quattrocento si aprirono due grandi fonti di luce: la vetrata dei cavalli in facciata ed un rosone nel transetto sud, verso il Palazzo Ducale. Al di sopra della pianta a croce poggiano le cinque cupole orientaleggianti. Le cupole in muratura esternamente sono ricoperte da rivestimenti lignei di maggiori dimensioni, a loro volta rivestiti da sottili lastre di piombo e sormontati da un cupolino su cui poggia una croce dorata.

La Puglia ha esercitato in tutto il Medioevo un ruolo di raccordo tra cultura latina e greco-bizantina, grazie ai suoi porti affacciate sull'Adriatico. Nella seconda metà dell'XI secolo, la conquista normanna ha introdotto forme architettoniche più severe. A questo periodo risalgono importanti chiese come la basilica di San Nicola a Bari, costruita vicino al mare per onorare le spoglie di San Nicola giunte nel 1087 dall'Asia Minore. Dà l'impressione di una fortezza, a pianta rettangolare e di solida pietra calcarea, più che di un luogo di culto. Fu consacrata nel 1197. La basilica di San Nicola presenta un corredo scultoreo di altissimo livello. Oltre ai numerosi capitelli, ricordiamo la cattedra episcopale della cattedra del 1098, ancora con influssi bizantini nella parte superiore, ma ricca di figure di grande realismo espressivo, due schiavi pellegrini nella parte inferiore.

La facciata principale è divisa in tre parti dalle arcate verticali ed è racchiusa tra due possenti torri. Il portale centrale è preceduto ed arricchito da un elegante protiro con leoni stilofori e decorato con bassorilievi ad arabeschi. Sui due portali laterali c'è un ampio arco cieco che comprende altri due archetti. Sopra gli archi ci sono alcune finestre che un tempo ospitavano statue. Più in alto, 5 bifore sotto il piccolo rosone centrale. Il cornicione è decorato con archetti ciechi. La facciata posteriore comprende nasconde le tre absidi interne ed è alleggerita solo da alcune finestre. I fianchi della chiesa presentano grandi arcate con contrafforti, sovrastate da un corridoio con aperture a sei finestre e svasato in corrispondenza con il matroneo interno. L'interno a tre navate vede la navata centrale interrotta da un triforio che ha la funzione di iconostasi. Il soffitto è a capriate e non esiste la cupola sopra il presbiterio. Imponenti archi a tutto sesto collegano le colonne. Nel Quattrocento, per consolidare le strutture danneggiate da un terremoto, furono costruiti tre grandi arconi che uniscono le prime tre coppie di colonne e rendono l'insieme ancora più massiccio. Sotto il presbiterio, nella cripta, è collocata la tomba del santo, un tempo rivestita d'argento.

[Musica]

Alla metà dell'XI secolo, i Normanni, provenienti dalle regioni dell'Europa settentrionale, conquistarono la Puglia e subito dopo la Sicilia. Questo popolo di viaggiatori seppe sempre adattarsi alle tradizioni dei luoghi conquistati, fondendo alla propria cultura con quella locale, così che la tradizione costruttiva normanna venne introdotta in Puglia. Essa si distingue per i volumi netti e possenti, slanciati verso l'alto, le forme chiuse, il transetto molto elevato. La cattedrale di Trani è un esempio di tale incontro di culture. La cattedrale di Trani è isolata di fronte al mare, con l'abside rivolta verso la costa, cioè a destra. Questo fa sì che i volumi emergano ancor di più nella loro purezza, esaltati dal blu del mare ed alla luce. La pianta è a croce latina a tre navate. Il transetto non sporge dal perimetro della chiesa ed è molto sviluppato in altezza. La chiesa poggia su una costruzione più bassa e ciò le donne maggiore slancio. All'interno, le colonne sono abbinate, cioè disposte a due a due.

[Musica]