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Mostro di Firenze_Della Monica's Connection

Dario Quaglia Investigates2:28:54

Transcription

Cring. Down in the deadon. SH. [Musica] Flows there. [Musica] Long. He's out to get you. Make K strong in heat. Passion. They can't help us. S but when the morning comes. They be gone. The SH down. The L souls whisper. He out. The rivers run where the lover used to rest in peace. De Florence. In Kill. [Musica] Buonasera a tutte. Buonasera a tutti. Benvenuti su Dario Qu. Investigate anche questa sera. Allora, in questa puntata rielaboreremo, riassumeremo le circostanze, insomma, intorno alla lettera, alla busta spedita Silvia della Monica. Insomma, parliamo della famosa busta con il lembo di seno di di Morio all'interno, di cui abbiamo parlato nelle scorse puntate. E però vedremo anche qualche cos'altro. Vedremo la situazione intorno a Scopeti nei giorni precedenti. Che tipo di vigilanza, di vigilanza c'era. Vedremo, insomma, per quanto possibile, eh, in quei giorni, eh, che cosa succedeva, insomma, per quanto riguarda l'attività informativa del SISDE. E e vedremo anche gli albori della SAM. Insomma, quindi è una puntata ricca di diapos. E cercate di fare attenzione, che mi serve anche il vostro aiuto per delle riflessioni, insomma, a riguardo. Quindi partiamo subito. Partiamo. Mettiamo tutto schermo. Partiamo dal 16 di settembre del 1983. Silvia della Monica è ancora sul sull'indagine che riguarda il Mostro di Firenze. Parliamo del dell'omicidio di Giogoli. Il 16 settembre dell'83 viene creata, c'è la creazione di un gruppo interforze tra Carabinieri, Squadra Mobile e Criminalpol. Possiamo vedere che Vigna e della Monica chiedono la costituzione di un gruppo interforza, questura, carabinieri, che indaghi sull'omicidio Meer Rusk. Siamo al 16 di settembre. Leggiamo il documento. Dice: "Questo ufficio segnala la necessità che venga costituito, a cura dell'Arma dei Carabinieri della Squadra Mobile, un nucleo di ufficiali di PG che in maniera continuativa segua e coordini le indagini relative al duplice omicidio commesso tra il 9 e il 10 di settembre in via di Giogoli e agli omicidi connessi. Appare opportuno altresì una continua collaborazione fra il personale dell'Arma e quello della Squadra Mobile. Attendo cortese sollecita risposta. Firmato Vigna e della Monica." Il 16 settembre, a stretto giro, rispondono sia i Carabinieri che la Squadra Mobile. I Carabinieri rispondono in questo modo: "In esito al foglio in riferimento, si precisa che questo gruppo aveva già provveduto a costituire per la specifica esigenza un apposito nucleo di ufficiali di PG, quindi all'insaputa evidentemente di Vigna e della Monica. Probabilmente lo sapeva Rotella, suppongo io, affidandone la direzione al Maggiore Annunziato Torrisi, comandante del dipendente Nucleo Operativo. I rapporti con la Squadra Mobile della locale Questura sono improntati ad una continua costruttiva collaborazione. Firmato il Tenente Comandante del Gruppo Corinto Zocchi." La Squadra Mobile risponde così: "In risposta alla lettera delle Signorie Vostre a margine indicate, aderendo alla richiesta in essa formulate, si segnalano i nominativi degli ufficiali di agenti di PG di questa Squadra Mobile e del locale Centro Criminalpol che si occuperanno delle indagini relative al duplice omicidio Mar Rusk ed altri connessi: Dottor Sandro Federico, Commissario Capo DPS Squadra Mobile; Angelo Rosmarino, Maresciallo di Seconda Classe PS Criminalpol; Francesco del 7, Maresciallo di Terza Classe di PS Squadra Mobile; Alessandro Venturini, Agente PS Squadra Mobile." Quindi, in questo primo nucleo, sembra che, insomma, i nomi connessi alla Squadra Mobile, quindi quello che sarà poi il contributo della Polizia nel nel gruppo, nel futuro Gruppo SAM, insomma, non notiamo ad esempio il nome di Lamperi. Notiamo Federico, Rosmarino, Federico, che poi dirigerà la SAM fino all'89, Rosmarino della Criminalpol, del 7 e Venturini. "Si assicura da parte di questa Squadra Mobile la più ampia disponibilità alla collaborazione con il personale dell'Arma dei Carabinieri nelle indagini suddette. Il Dirigente della Squadra Mobile Cimmino." Andiamo avanti. Ecco, nel 1984 c'è l'allontanamento, come sappiamo, di Silvia della Monica dalle indagini. Andiamo un po' a vedere che cosa sappiamo di questa circostanza. Conosciamo la lettera che Silvia de La Monica scrive il 17 settembre dell'85 al Procuratore Cantagalli, dove ricorda il perché e il per come e il quando si era allontanata l'anno prima dalle indagini del Mostro. Dice: "Le rappresento che mi sono occupata delle indagini fino ai primi del gennaio '84, epoca in cui chiesi al Procuratore della Repubblica, professor Renzo Filino Carabba, di essere rilevata e sostituita da altro collega, in quanto sia motivi di lavoro ero impegnata nell'istruttoria contro Tommaso Spadaro e altri, conseguente a sequestro di circa 80 kg di eroina avvenuto in Firenze, e dovevo aspettare erogatori in USA, sia motivi familiari, malattia e morte di mia madre mi impedivano di dedicarmi con sufficiente possibilità di tempo anche all'assistenza del del giudice istruttore, essendo stata formalizzata l'inchiesta." Quindi, in questa prima versione, sicuramente è più facile che questa sia una versione, come dire, più aderente alla realtà, perché è molto più vicina al momento che descrive la Delamonica. Dice che, insomma, tutti questi impegni lavorativi su altre inchieste, per quanto riguarda la droga, la mafia, insomma, e motivi familiari sono stati quelli che ai primi di gennaio dell'84 la spinsero ad allontanarsi dal caso. Nel 2009 ci dirà che l'inchiesta l'aveva lasciata dopo, dirà: "Adesso posso dirlo dopo tanti anni, perché allora dice era importante l'unità dell'ufficio investigativo." Comunque, ci dà un particolare in più. Ci dice che lascia l'inchiesta nel '4, primi di gennaio, dopo l'arresto di, anzi, ci dirà poi dopo l'arresto di Giovanni Mele e Piero Mucciarini, per disaccordi, in sostanza non se la sentiva, ci dirà nel 2009 di, insomma, far parte di un team di inquirenti di cui non non condivideva l'impianto investigativo, ovvero senza ritrovamento della pistola, secondo Silvia della Monica, non non era come dire accettabile tenere in galera Mele e Mucciarini, come era stato fatto per altri sospettati. E quindi, insomma, disse che uno dei motivi, forse il motivo principale, era quello, e poi gli erogatori USA e il fatto che fosse più in Sicilia che in Toscana. L'arresto di Giovanni Mele e Piero Mucciolini, però, non avviene ai primi di gennaio, e avviene il 26 gennaio dell'84. Andiamo a leggere brevemente questo articolo. Saranno un po' di cose da leggere, quindi dice: "Finito a Firenze l'incubo del Mostro. Arrestati due uomini autori dei 10 omicidi. Francesco Vinci innocente scarcerato." Ieri, sì, ricordiamo che in una prima fase Francesco Vinci viene scarcerato proprio dopo il delitto di Giogoli, ma verrà di nuovo messo in carcere, fino se ben ricordo, ad ottobre dell'84, e per altri motivi, m per altri reati, e quindi era in carcere anche per il delitto di Vicchio. Quindi Francesco Vinci era in carcere sia per il delitto di Giogoli che per il delitto di Vicchio. Dice: "È finito a Firenze l'incubo del Mostro che in 9 anni aveva ucciso 10 persone sulle colline del capoluogo toscano." Notiamo che qua dice "in 9 anni", dal settembre '74 al settembre '83. Non menziona S. Il Mostro in realtà non è uno, si tratta di due persone: il fratello, il cognato di Stefano Mele, sardo, finito in carcere 14 anni fa per aver ucciso la moglie e l'amante appartati in auto nella campagna presso Signa. Il delitto allora fu attribuito al solo Stefano Mele. Oggi si scopre che ebbe due complici: suo fratello Giovanni e un cognato. Qua lo chiama Pino Mucciarelli, anche se sappiamo si tratta di di Mucciarini, no, di Piero Mucciarini. Questi ultimi, intrapresa allora la lugubre carriera di assassini per una sorta di delitto d'onore compiuto dal clan familiare, l'avrebbero proseguita poi 6 anni dopo con cinque delitti a sfondo maniacale, tutti perpetrati in circostanze analoghe: coppie appartate in auto sulle colline, uccise con una pistola calibro 22. Op, io non so chi ha scritto sto articolo, veramente, aggiungendo poi quasi sempre un macabro rituale sul corpo esanime della donna. Sì, lo so, perché Leonardo Sturiale, ma nel senso, non so che che notizie abbia avuto, perché sono tutte informazioni un po' distorte, no, come vediamo. Eh, questa è infatti l'ipotesi accreditata con sufficiente sicurezza degli inquirenti, benché non siano stati forniti tutti i particolari. Annunciando l'esito dell'operazione condotta dai Carabinieri la scorsa notte, il giudice Mario Rotella ha parlato di prove inequivocabili. Ha spiccato per Giovanni Mele e Piero Mucciarini il mandato di cattura per il delitto del '68 a Signa, quello in cui fu uccisa Barbara Locci, che qua chiama Locchi, Mele e l'amante. E allora notificato cinque comunicazioni giudiziarie per i duplici omicidi compiuti '74-'83, disponendo anche la scarcerazione di Francesco Vinci, accusato finora dei cinque delitti in questione. L'anello di congiunzione tra il primo delitto e i successivi cinque: la rivoltella con cui sono stati compiuti, che però manca. Stefano Mele sostiene a suo tempo di averla gettata, ma evidentemente era rimasta in mano suo fratello e dal suo complice. Con quella stessa Beretta calibro 22, i due personaggi, oggi sessantenni, uccisero di nuovo. Sei anni dopo, nel settembre '74, era passato troppo tempo per collegare le due vicende. La connessione fu scoperta, purtroppo, solo dopo il quinto crimine dell'estate '82, grazie alle perizie balistiche. Stefano Mele, dal carcere, accusò il precedente amante di sua moglie, Francesco Vinci, che finì in carcere proclamando la propria innocenza. Oggi pare finalmente riconosciuta. Un anno dopo, nel settembre '83, un'altra coppia veniva uccisa, due giovani turisti tedeschi in camper. Ma si pensò ad un delitto su commissione per scagionare il Vinci, che restò quindi in carcere. È stato questo l'ultimo delitto di una serie di sei che è costata ben 12 vittime. Da è da sparso per anni la psicosi del Mostro tra la popolazione del Fiorentino, del terrore tra le coppie di giovani fidanzati, come Stefania Pettini e Pasquale Gentilcore, uccisi nel '74 a Borgo San Lorenzo, o Carmela De Nucci, Giovanni Foggi, trucidate a Scandicci 7 anni dopo, Susanna Cambi e Stefano Baldi, morti presso Calenzano, sempre nell'81, in ottobre. In questi tre casi, i mostri inferiscono sulla donna. Poi nel giugno '82 toccò ad Antonella Migliorini e Paolo Mainardi. Infine, due tedeschi, Uwe Rusk e Orsm, sorpresi nel sonno lo scorso settembre." Ecco, questo credo che sia l'articolo più sbagliato a livello di, insomma, di riferimenti, di nomi, di di come sono scritti, che abbiamo mai letto sul Mostro di Firenze. Comunque, era tanto per ricordare l'evento dell'arresto di Mele Mucciarini, che non avviene ai primi di gennaio, bensì alla fine di gennaio. Ad ogni modo, assumendo che ai primi di gennaio, quindi prima dell'arresto di Mele Mucciarini, no, della Monica nella intervista del 2009 ricorda che tornando in aereo, non non so più da quale inchiesta, e leggendo sul giornale dell'arresto di Mele Mucciarini, insomma, maturò questo questa decisione. In realtà, sembra che l'avesse maturata prima, ai primi di gennaio. Al 4 di febbraio del 1984, Rotella chiede un accertamento abbastanza curioso. Dice, in realtà lo chiede il primo, scusate, di febbraio dell'84. Il 4 di febbraio arriva l'esito, tre giorni dopo. Infatti abbiamo l'esito degli accertamenti chiesti da Rotella il primo febbraio '84 su investigatori in quota Questura che hanno indagato dal '68 all'82. E possiamo leggere di seguito: "Percorsa corrispondenza e risposta alla non si capisce la parola, comunque, della Signoria Vostra a margine indicata. La nota: Si comunica l'esito degli accertamenti richiesti. Le indagini pertinenti ai duplici omicidi specificati in oggetto sono state condotte dal personale di Questura presso citato. Omicidi del '68: Lo Gilo Bianco, Dottor Scola Vincenzo." Questo l'abbiamo già letto in passato. Questo accertamento devo fare una correzione, perché forse in passato devo aver detto che era un accertamento fatto dalla Monica, invece da Rotella, poco dopo l'allontanamento di della Monica. Quindi Dottor Scola Vincenzo, attualmente direttore dell'Istituto di Vigilanza Corpo Vigili Giurati di Firenze. Noi sappiamo appunto che era, insomma, il principale, il capo di Salvadori, testimone, no, che abbiamo già analizzato più volte. Maresciallo Martini Torello. Qua c'è scritto Tosello, ma è Martini Torello, deceduto alcuni anni fa. Maresciallo Raspanti Renato, che sarebbe interessante, insomma, capire se c'è qualche connessione con il nucleo dei Raspanti, insomma, che abbiamo già analizzato in precedenza, che riguarda Borgo San Lorenzo, attualmente in pensione. Dottor Gerunda Egidio, abitante a Roma, attualmente in pensione. Maresciallo Paladini Domenico, abitante a Firenze, attualmente in pensione. Quindi per il '68 omicidi del '74 Pettini Gentilcore se ne sono occupati Marescialli Martini, quindi Martini Torello, Raspanti e Paladini. Il Dottor Capasso Renato, attualmente Questore di Pisa. Omicidi dell'81 Foggi De Nuccio se ne occupò il Dottor Federico Sandro, Commissario Capo, detto alla Squadra Mobile. Il Dottor Manganelli Antonio, Commissario Capo, già addetto alla Squadra Mobile, attualmente in servizio alla Criminalpol di Roma, e poi diventerà Capo della Polizia. Maresciallo Russo Cristoforo, attualmente in servizio al Nucleo di Polizia del Tribunale di Firenze. Maresciallo del 7, Francesco, addetto alla Squadra Mobile. Per gli omicidi Bald Cambi e Mainardi Migliorini, sappiamo che il Bald Cambi inizialmente fu seguito da Prato, poi, insomma, si spostò l'inchiesta, ovviamente, una volta che, insomma, venne formalizzato il fatto che era chiaramente un omicidio della serie, parteciparono il Dottor Sandro Federico, il Maresciallo del, il Maresciallo Rosmarino Angelo, sempre quota Criminalpol in servizio presso la Criminalpol di Firenze." Questo è un accertamento che viene chiesto da Rotella dopo che la della Monica si allontana. È interessante anche vedere che è vero che la nota c'è scritto che del primo febbraio '84, però quel 467 bar 2 a me fa un po' pensare. Andiamo avanti. Poi vi leggo tutti, ragazzi, vado un po' spedito all'inizio, perché sennò tolgo un attimo il banner che è utile, ma vi impedisce di vedere, quindi preferisco che vediate. Allora, siamo nell'agosto dell'84. Creazione della SAM. Inizia azione informativa e tecnico-logistica di intesa col SISDE. Questo è un momento, dal mio punto di vista, molto importante. 5 agosto '84. Viene creata la SAM. 10 super investigatori per dare la caccia al Mostro. Da domani cinque poliziotti, cinque carabinieri che costituiranno, insomma, il primo nucleo della S. Si occuperanno a tempo pieno delle indagini sul Mostro. Sono il Commissario Federico, che la comanderà fino all'89, due ispettori, un sottufficiale e un agente di polizia. Il Maggiore Torrisi, i tre sottufficiali e un militare dell'Arma dei Carabinieri. Questa pattuglia speciale mista è stata istituita a seguito di una m esplicita e formale richiesta al Questore e al Comandante del Gruppo Carabinieri di Firenze, spiega il Procuratore della Repubblica aggiunto Dottor Carlo Bellitto, che vediamo qua nella foto all'estrema sinistra, che subito dopo essersi autodefinito come un tipo pessimista per natura, sostiene però di essere invece ottimista sul prosieguo delle indagini. "I delitti perfetti non esistono. Chi colpisce ripetizione lascia inevitabilmente delle tracce", afferma convinto il Dottor Bellitto. Se va con una macchina o con una motocicletta, può essere visto, può essere stato notato da qualcuno. Nel mondo dei guardoni, per esempio, c'è sicuramente qualcuno che, se non delle certezze, se non delle certezze, può avere dei sospetti. Ecco, bisogna che ci sia gente che abbia il tempo e i mezzi, come certamente li avrà la pattuglia speciale, per sentire tutti, per studiare ogni minimo particolare." Insomma, io dopo anche dopo che anche i sindaci dei 12 comuni, in in qualche modo colpiti dalla follia omicida del Mostro, hanno preso l'impegno formale di collaborare. Ecco, infatti, possiamo vedere qua sotto che dice: "Un momento del vertice che si è svolto ieri in Prefettura sulle misure preventive dopo il delitto di Vicchio. Da sinistra: il Procuratore Carlo Bellitto, il Prefetto Giovanni Mannoni, il Comandante del Gruppo Carabinieri Colonnello Corinto Zocchi, che abbiamo nominato prima." Ecco, questo è un esempio di uno dei tanti vertici precedenti a quello del 26, no, dove, insomma, le informazioni è facile circolassero, no, tra gli addetti ai lavori, ovviamente. Eh, eh, ma se Federico, Torrisi e gli altri otto uomini dovessero essere impegnati a tempo pieno per degli anni, non mi interessa. Bisogna riuscire. Non credo che ci vorranno degli anni. Il Procuratore della Repubblica Dottor Bellitto ha chiesto che si pubblicizzi al massimo il numero di telefono 476262, che farà capo alla Squadra Speciale e al quale tutti i cittadini che sapessero o credessero di sapere qualcosa che potrebbe essere utile ai fini dell'indagine, hanno il dovere di rivolgersi. Fra tante telefonate inutili potrebbe esserci quella buona, magari anche quella di chi ha già telefonato alla Nazione. Sarà garantita la massima discrezione, ma le informazioni verranno computerizzate. Ieri, intanto, presieduto dal Prefetto Giovanni Mannoni, si è tenuta a Palazzo Medici Riccardi la riunione del Comitato Provinciale dell'Ordine e Sicurezza Pubblica per esaminare le misure da adottare a seguito dell'assassinio dei due giovani di Vicchio. Per la prima volta, come ha sottolineato il Dottor Bellitto, erano presenti, insieme al Prefetto, al Questore, Comandanti del Gruppo Carabinieri e della Guardia di Finanza, cui si era opportunamente aggiunto anche il Capo dell'Ispettorato delle Guardie Forestali, il cui corpo certamente più esperienza di altri su come ci si può muovere in una boscaglia. Interessante vedere che, insomma, nelle indagini in qualche modo erano coinvolti anche la Finanza e i Forestali, no. I sindaci o i rappresentanti dei comuni. Sotto leggiamo, leggiamo il titolo. Adesso non stiamo a leggere tutto, il racconto sarà poi materia di un'altra puntata. Si parla della telefonata al numero del Bingo, dove una persona, insomma, vabbè, leggiamolo, facciamo prima a leggerlo. "Quella sera ero sul luogo del delitto. Qualcuno ha visto il Mostro subito dopo il suo orrendo misfatto. Questo qualcuno ho telefonato ieri l'altra mattina al nostro giornale, fornendo non il numero del nostro centr, formando non il numero del nostro centralino 27811, ma chissà perché quello del Bingo. Ad un'ora le 13:30, in, scusate, quello del Bingo ad un'ora alle 13:30, in cui generalmente nessuno risponde. Il numero del Bingo, infatti, risponde generalmente ai lettori che chiedono informazioni sul gioco dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00. Quindi questa persona chiama in un orario in cui, insomma, il centralino non non avrebbe dovuto rispondere, insomma. Ma una delle ragazze che solitamente rispondono a quel numero si trovava ancora lì e automaticamente ha risposto al telefono con il rituale: 'La Nazione, buongiorno'. Quando un uomo le ha dato un'informazione sul Mostro che l'ha lasciata di stucco? Purtroppo la frase precisa non possiamo riferirla, anche perché potrebbe pregiudicare il corso delle indagini. Chi investiga, infatti, l'ha presa in seria considerazione. Siamo dopo il delitto di Vicchio. Eh, questo spiega anche perché non abbiamo riferito di questa telefonata già ieri. La ragazza che lavora nell'ufficio del Bingo è stata anche interrogata dalla polizia. Era una voce calma e tranquilla, per niente titubante, anzi, sembrava un po' studiata, quasi come se fosse sotto dettatura, ha riferito la ragazza. L'unica cosa di cui sono certa è che era toscano. Purtroppo, non essendo toscana, io non saprei dire se parlava con un accento di una città oppure di un'altra. Avrà avuto tra i 27 e i 37 anni, anni, ha concluso la telefonata dicendo: 'Mi spiace che questa sia una telefonata anonima, ma io mi trovavo lì con una ragazza sposata'." Ecco, questo potrebbe, insomma, per quel poco che possiamo dedurne, far pensare che chi ha chiamato, avendo, insomma, una motivazione del genere per nascondere la propria identità, potesse essere in buona fede, no, nel senso, non manifestarsi proprio per evitare delle problematiche connesse al, insomma, magari al proprio matrimonio, a quello della ragazza, essendo, insomma, una ragazza sposata. La ragazza che lavora al Bingo si era scritta subito tutto, ma un po' sbalordita. Dopo centinaia di telefonate sul Bingo per quello strano messaggio, non ha fatto a tempo a fare nessuna domanda. La ragazza si è consigliata con il suo capoufficio ed è scesa subito al secondo piano dell'edificio del giornale per metterne al corrente la cronaca. Non poteva immaginare che l'informatore avesse ancora qualcosa da dire, che avrebbe ritelefonato proprio in quei 5, insomma. Invece è stato così. "Vorrei parlare con la signorina che mi ha risposto due minuti fa." "Torna subito", le ha risposto il capoufficio, che ha capito subito di chi si trattava. "Ma dica pure a me." "L'altro invece ha detto: no, allora lasci fare alla polizia." Si augura che la richiami. Quindi non sappiamo adesso. L'abbiamo letto perché faceva parte della stessa pagina, no, dell'articolo che interessava a noi. Però è interessante, sarebbe interessante sapere, ehm, insomma, se questa ragazza sia poi riuscita a dare una un riassunto, insomma, delle informazioni che, sebbene, insomma, non complete, da quanto si è capito, sono state definite sbalorditive, no, tanto da sbalordire, sbalordire questa ragazza, no, e date da una persona che sembra di capire, insomma, ovviamente, non aveva a che fare con gli omicidi, ma era semplicemente lì con un'altra, con una ragazza, quindi, insomma, era una coppia che si stava facendo delle effusioni, che quindi ha avuto, a quanto pare, insomma, un un incontro, insomma, col Mostro, ha assistito a qualche cosa. Sarebbe interessante capire se negli atti qualcuno ha dei riscontri. Io per il momento non ne ho trovati. Ad ogni modo, questo era un inciso. Quindi 10 super investigatori, il 5 agosto dell'84 viene creata la SAM, come abbiamo visto. Eh, mmm, in quei giorni di di agosto, vediamo che cosa succede. Allora, come leggiamo, leggiamo che Francesco Bruno, adesso non stiamo a leggere tutto, ma le informazioni che ci servono. Francesco Bruno viene, in questa nota del 2001, insomma, che Presidenza del Consiglio dei Ministri scrive, viene riassunto, vengono riassunte alcune informazioni, tra cui questa, che Bruno, come tra l'altro poi ci dirà lui a verbale, è in servizio presso il SISDE dall'80 all'87, e aggiungo io, dall'81 si interessava del Mostro. Viene poi fuori che sulla vicenda il SISDE ha ulteriormente rappresentato di aver svolto negli anni '84-'91, e quindi noi sappiamo '91 è quando Bacciani, insomma, entra nell'occhio del ciclone, azione informativa di intesa con la G, con l'autorità giudiziaria, fornendo anche un rilevante supporto tecnico-logistico con l'impiego di mezzi e personale utilizzato insieme ad appartenenti alla polizia giudiziaria per la costituzione di coppie esca per la cattura del Mostro. Quindi ricordiamoci bene, oltre l'azione informativa di intesa con la G, si parla di rilevante supporto tecnico-logistico con l'impiego di mezzi e personale. Ricordiamo bene questo, eh. Dall'84 al '91. Ecco, mmm, il primo riferimento, ovviamente, non vuol dire che sia l'unico, anzi, no, ma che di cui io sono, che io ho a disposizione, diciamo, il primo riferimento che ho a disposizione della documentazione intercorsa tra il SISDE e l'autorità giudiziaria inerente il Mostro è datato 8 agosto '84, e siamo lì. Quindi questa collaborazione col SISDE nasce in concomitanza con la SAM, e questo è un punto che secondo me va tenuto presente. In quei giorni abbiamo il 14 di agosto, eh, scusate che Ok, abbiamo il 14 di agosto, un documento, come vedete, questo numero di protocollo, datato appunto 14 agosto, dalla Direzione del SISDE al Centro SISDE di Firenze, come argomento: "Linee guida operative sulla vicenda del cosiddetto Mostro di Firenze". Quindi, insomma, questa collaborazione inizia ai primi di agosto e parte la Squadra Speciale, la SAM. Ecco qua, non staremo a leggere tutto. Io ho riassunto un po' quello che sono le attività del SISDE che Canessa è riuscito a recuperare con la sua richiesta nel 2001, inerenti l'84, ovviamente. Sappiamo tutti che, insomma, la documentazione sarà sicuramente di più, però quella che abbiamo è questa. I riferimenti sono questi, e diciamo, quello da evidenziare, insomma, è quello del 14 settembre dell'84, ovvero: "Fotocopia del profilo comportamentale e psicologico del Mostro". Ci dà un riferimento più o meno di quando questo profilo, quello redatto da Francesco Bruno, sia stato, insomma, scritto e ideato. Veniamo ora al 25 di luglio del 1985. Scusate, non vi ho mostrato. Ecco, andavo avanti col mio documento. Questi, insomma, sono i passaggi. Ho fatto un po' un collage da vari documenti per, insomma, metterli in ordine cronologico. Ci sono alcune informative, notizie acquisite su sospettati, piuttosto che, insomma. Veniamo ora al 25 di luglio del 1985. La Procura, ricordatevi quello che abbiamo letto prima, no, il SISDE, supporto tecnico operativo, eccetera, eccetera. 25 di luglio dell'85. La Procura, per mano del Dottor Carlo Bellitto, il Procuratore della Repubblica aggiunto, chiede ai sindaci, che la polizia, ai sindaci dei paesi, insomma, del del dintorni di Firenze, che la Polizia Municipale effettui il servizio di controllo antimostro in appoggio a Carabinieri e Polizia, ovvero rilevamento di targhe, orari di passaggi auto. Ma non è proprio solo un appoggio. Andiamo a vedere. "Procura Repubblica di Firenze al Signor Sindaco dei Comuni di Signa, La Strasigna, Scandicci, Montespertoli, Castel Fiorentino, Empoli, San Casciano, Impruneta, Greve in Chianti, Bagno a Ripoli, Pontassieve, Figline Valdarno, Reggello, Vicchio, Borgo San Lorenzo, Barberino di Mugello, Calenzano, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Bagnaia, Vinci, Montelupo, Tavarnelle, Barberino Val d'Elsa, Certaldo, San Godenzo di Comano, Fiesole, San Piero a Sieve, Firenzuola, Fucecchio, Gambassi, Incisa Valdarno, Poggio a Caiano, Rufina." Sono un bel numero di comuni, come vediamo, eh. Quindi una zona molto estesa. "Oggetto: Indagini circa gli omicidi di giovani coppie. Nell'ambito delle indagini sugli omicidi di giovani coppie ad opera del cosiddetto Mostro di Firenze, taluni verificatisi anche in codesto comune o in comuni limitrofi, eh, questa Procura ha disposto da tempo, ad opera della PG, capillare servizi di controllo, evitare ripetersi di analoghi crimini e comunque per tentare di identificarne l'autore. Ok." Quindi qua poi lo vedremo dopo, si era predisposto un piano antimostro, insomma, vedremo, no, poi che cosa voleva dire questo piano antimostro, insomma, da cosa riusciamo poi a a trarne dalla documentazione degli articoli di giornale. Comunque, c'era, ci si aspettava che il Mostro colpisse, quindi c'era un piano di prevenzione. "Ricordatevi: supporto tecnico operativo al fine di una più efficace prevenzione e repressione. Ritenendo utile completare l'opera di Polizia e Carabinieri con servizi di osservazione da effettuarsi nei comuni dell'area fiorentina, completare. Quindi questi servizi non erano di competenza, appunto, della Polizia, dei Carabinieri, quei servizi di cui stiamo parlando, nel nel periodo estivo, in cui statisticamente è risultato più frequente l'incidenza degli omicidi. Per non distogliere altri organi di PG dei servizi loro demandati, mi permetto di chiedere la collaborazione di codesta amministrazione comunale affinché tale servizio venga svolto a cura dei locali comandi di Polizia Municipale." Quindi, a fare i controlli delle targhe, dei passaggi delle auto, ci mettono vigili urbani a luglio dell'85. Per carità, eh, su una vastissima area, però ci mettono i vigili urbani per non distogliere Polizia e Carabinieri, insomma, da altri compiti. Noi sappiamo che, come abbiamo visto, i servizi, e perlomeno la SAM, avrebbero dovuto essere h24, insomma, sulle indagini, però qua si parla di controlli, obiettivamente, di target orari, su un'ampia platea di persone, a maglie larghe, diciamo. "Il servizio dovrebbe effettuarsi da prima possibile fino a tutto il mese di settembre, nei giorni festivi e prefestivi, dalle ore 19:00 fino alle ore 1:00 della notte, su una strada di transito opportunamente scelta dal comando di Polizia Municipale. L'operatore, anche in borghese, dovrebbe limitarsi ad annotare la targa dei veicoli, compresi motomezzi, con targa in transito con a bordo una sola persona, e l'orario di passaggio." Già è significativo, eh, questo, con in transito a bordo una sola persona. "Gli elenchi divisi per data, cioè è un po' limitativo, eh. Certo, si cercava di chiudere un po' le maglie, no, di questa rete, però, insomma, è un po' limitativo. Ehm, gli elenchi divisi per data dovrebbero essere conservati presso il Comune, a disposizione della G, che potrà richiederglieli per gli opportuni controlli e accertamenti. Non è necessario sottolineare l'importanza, la gravità e la drammaticità del caso, per cui viene richiesta la collaborazione di codesta amministrazione, anche se mi rendo conto del sacrificio che il servizio può comportare per il personale. Ringraziando anticipatamente, prego far pervenire una risposta circa la realizzabilità del servizio al sottoscritto o al collega Canessa. Firenze, 25 luglio '85. Procuratore Aggiunto Carlo Bellitto." Ora, prima di vedere, eventualmente, no, questi servizi e cosa hanno portato e in che cosa consistevano, riassumiamo velocemente quello che succede nei giorni precedenti al delitto e che abbiamo già detto, vero? La domanda è: la piazzola era sorvegliata informalmente? Il Morio Crab lì sono già morti in quel momento? Nei momenti, cioè nelle giornate del 7 e dell'8, andiamo a vedere cosa sappiamo. Sappiamo che il giorno 7, sabato, e il giorno 8, domenica, nessuno sa che c'è stato un omicidio, e questo è pacifico. Nessuno sa che ci sono dei cadaveri a Scopeti. È una conseguenza. La Monica non è più sul caso. Questo è un'altra verità. La busta della Monica non è ancora arrivata. Il giorno 7, però, dalle ore 10:30, non si capisce fino a bene a quando, comunque, insomma, ci sta diverso tempo. Abbiamo Edoardo Iacovacci, che all'epoca è un agente DIGOS, che, come abbiamo già detto le volte scorse, in diretta collaborazione con l'Ufficio Politico della Polizia, anzi, la DIGOS, come leggiamo da questo estratto di Quest'Ana, che avevo già mostrato la scorsa puntata, che ci dice: "Le DIGOS in estrema sintesi nacquero insieme a Lucig, come la riorganizzazione dell'odierno Dipartimento di Pubblico Sicurezza di Pubblica Sicurezza, come uffici periferici presso ogni Questura, Divisioni Investigazioni Generali e Operazioni Speciali, sostituendo i vecchi e superati Uffici Politici che dipendevano dall'Ufficio Affari Riservati." Ora, all'epoca esisteva ancora sia l'Ufficio Politico che la DIGOS, quindi, insomma, erano in strettissimo rapporto. Quindi abbiamo Edoardo Iacovacci, agente DIGOS, e riassumiamo un secondo quello che ci dice, che ci dirà poi solo nel '94, come sapete, a processo. Dice che era fuori servizio, dice che stava preparando, cioè prepara successivamente all'avvistamento che fa, che poi attribuirà, insomma, a Pacciani, no, successivamente dirà di aver visto una persona compatibile con Pacciani, ma non lo disse nell'85. Comunque, preparò una relazione, di cui poi in realtà copia solo lui, che non fu trovata negli archivi della polizia, e questo non mi stupisce, perché, insomma, se era fuori servizio, anche il perché abbia preparato questa relazione è un mistero ancora oggi, eh. Fornisce una spiegazione ridicola per la sua presenza sul luogo del delitto, dice che stava lì a fare un bisogno, a leggere i giornali, in attesa di muoversi per andare a trovare una persona della quale non gli viene chiesto e non dice il nome. Questo succede il sabato. La domenica, come sappiamo, abbiamo Sabrina Sabrina Carmignani, che tra le 17:30 e le 18, sulla piazzola con il suo fidanzato Galli, nota un rigonfiamento alla base della tenda e pensa che ci sia almeno una persona all'interno. Dirà poi a processo di aver sentito cattivo odore, come di un animale morto da giorni. Dirà anche che la tenda era sciupata, un po' giù e aperta, ma che nei giorni precedenti era normale e ben messa, perché lei c'era già passata di lì. Dirà anche che l'area intorno alla tenda era insolitamente sporca, e non si parla solo del pezzo di carta untuoso, no, di cui lei parla nella sua S dell'85, ma proprio di un'area molto sporca, insolitamente sporca intorno alla tenda. E nota un uomo in un'auto molto sbiadita che entra nella piazzola. Li vede, fa manovra e se ne va. Uno e un due ci parlano di situazione in cui sembra che questo, però lascio al vostro giudizio, sembra che ci sia un'attività di osservazione, non per forza correlata, ma sembra che ci sia una di Iacovacci, che fuori servizio, senza dare spiegazioni credibili, stila una relazione, in una situazione in cui le premesse sono che nessuno sa che c'è stato un delitto, nessuno sa che ci sono cadaveri, la della Monica non è sul caso e la busta non è ancora arrivata, da dare ai suoi superiori, di cui però non c'è traccia. Chi sono questi superiori? E anche la Carignani ci parla di un uomo che, tutto sommato, sì, insomma, è stato anche detto che poteva essere Lotti, visto da Chiappa e De Faveri, a loro dire, ma lo diranno solo nel '94, ma in realtà lei non lo riconosce Lotti, e poi non l'ha visto di fronte alla stradina, fermo con la macchina, quando è arrivata, come in realtà ci dicono Chiappa e De Faveri, di cui parliamo adesso. Ecco, sempre lo stesso giorno, dall'ora di pranzo alla sera, 19:30, 20:00, con una pausa nel pomeriggio, solo per Chiappa, che si reca a fare, a disporre il necrologio per il maestro Ferrara, maestro di direttore d'orchestra, maestro Ferrara, grandissimo maestro Ferrara, e e che poi ritorna, però sono stati sempre lì, no, insomma. Abbiamo Vittorio Chiappa e Marcella De Faveri, che sono amici intimi di Giovanni Palazzo Cecere, che è il marito di della Monica. Chiappa ci racconta che provano il teleobiettivo. Lui dice anche Rufo, che però è l'unico di quel gruppo insieme a Bresci sentito nell'85, e non par, non dice assolutamente nulla di quello che riferiranno poi Chiappa e De Faveri. Quindi Chiappa ci dice che durante la giornata dell'8 provano il teleobiettivo dall'unico punto in cui si vede tutta la piazzola, quindi da casa di Rufo, inquadrando proprio l'ingresso della piazzola. Nessun inquirente gli chiede se hanno fatto delle foto, e ovviamente, se provi un teleobiettivo, lo provi col corpo macchina e magari qualche foto la fai, no? O comunque te lo chiedo Rufo e Bresci. Rufo, il proprietario di casa, Bresci, l'aiutante, sentiti nell'85, non accendono nulla di ciò che poi racconteranno solo successivamente, chi R De Faveri, a processo, quando Rufo è già morto, testimoniano solo a processo Pacciani, come abbiamo detto, e nell'85 avrebbero, a loro dire, relazionato direttamente Cecere Palazzo in merito ai loro avvistamenti. È curiosa questa situazione, perché abbiamo tre situazioni che suggeriscono, ovviamente, non possiamo averne una certezza, ma suggeriscono un'attività di sorveglianza di un qualche tipo, apparentemente di tre soggetti non legati tra loro. Ma, come abbiamo già detto più volte, la DIGOS, di cui Iacovacci faceva parte, e che, insomma, era molto legata all'Ufficio Politico, e e noi sappiamo che nell'Ufficio Politico ci lavorava proprio Giovanni Palazzo Cecere, marito di della Monica. Quindi, per chi era quella relazione che non si è mai trovata? Come mai Marcella De Faveri, Vittorio Chiappa, in una situazione come quella che abbiamo detto, nessuno sa che c'è stato un omicidio, nessuno sa che ci sono cadaveri a Scopeti, della Monica non è più sul caso, la busta della Monica non è ancora arrivata, relazionano, sentono il bisogno di relazionare direttamente Cecere Palazzo, che è il marito della della persona protagonista dell'invio di una lettera che non è ancora arrivata e che non è più sul caso? Vediamo ancora da luglio '73 dal curriculum di Cecere Palazzo: "Lavora alla Questura di Firenze quale dirigente del COT". E vediamo che il COT, che cos'è? È l'Ufficio Prevenzione Generale del Soccorso Pubblico, no, sarebbe in realtà, sarebbe la Centrale Operativa Telecomunicazioni, che fa parte dell'Ufficio Generale Soccorso Pubblico. Comunque, eh, è la centrale operativa che inoltra le richieste di intervento ricevute dagli operatori telefonici all'equipaggio sul territorio. Quindi colui che manda le volanti sul territorio. Quindi tra il '73 e l'86, i suoi ruoli sono questi: al COT, quindi comanda l'invio delle volanti, e poi all'Ufficio Politico. È interessante, sarebbe interessante capire come mai quelle che, insomma, finché non c'è una spiegazione comprovata da qualcosa di concreto, insomma, è una coincidenza bella grossa, ovvero che la piazzola, insomma, veda in momenti come questi, precedenti alla scoperta dell'omicidio, all'invio della lettera, tre situazioni così particolari. Andiamo avanti. Rivediamo adesso, andando, insomma, cronologicamente, nel senso giusto, le informazioni agli atti riguardanti la busta inerenti la sola giornata del 10 settembre. Quindi adesso non staremo a rileggere tutto. Alle 9:45, alle 9:15, insomma, come avevamo detto, arriva la busta. Agostinelli Vincenzo, Costinelli, che abbiamo, di cui abbiamo sentito l'intervista la scorsa puntata, e che verrà riproposta singolarmente in un video a parte prossimamente. Apre la busta, autorizzato da della Monica. Ci chiedevamo direttamente o mediante chiatta voce o per telefono, perché, insomma, quando e come si ripresenta della Monica in Procura, visto che lei non c'era, non è ancora chiarissimo. In questa lettera non si parla del famoso cellofan che rivestiva il frammento di seno di Nadini. Eh, sempre al mattino, vediamo che la Lazio invia la lettera, invia la busta, eh, alla Scientifica e chiede accertamenti sul contenuto. È importante qua, perché dice: "Prego effettuare gli accertamenti di competenza sulla lettera e la sostanza contenuta nel foglio custodito all'interno della lettera stessa, indirizzata alla dottoressa Della Monica e qui pervenuta in data odierna." Quindi qua la lettera viene mandata in toto, sia la busta che il contenuto. Al mattino, anche qua non si parla di cellofan. Sempre al mattino, mentre, insomma, si trovava in un successivo sopralluogo supplementare, il Dottor De Fazio, il Professor De Fazio, ai giornalisti, proprio la mattina in cui arriva la lettera, dice che il Mostro non messaggia le forze dell'ordine. Stasera vedremo anche qualcosa in più. No, allora, informazione agli atti riguardanti la busta inerenti la sola giornata del 10. Sempre il 10, sappiamo dalla deposizione poi fatta a processo nel '94 dai professori Cagliesi, Cingolani, Sintomer, che si occuparono delle sul frammento, non delle indagini merceologiche sulla busta. Sappiamo questo: che la busta arriva il 10 settembre, quindi la giornata stessa, però alle ore 20:00, ovvero il frammento contenuto nella busta giunge a Medicina Legale per gli accertamenti istologici ed ematologici. Leggiamo il pezzettino in questione. È l'avvocato Santoni Franchetti, parte civile, che va a Cagliesi, Cingolani, dice: "Chiedo scusa, ma voi quando avete visto questo reperto? Quando l'avete potuto esaminare dopo il fatto, cioè dopo l'omicidio della Morò?" Evidentemente, anche questa domanda è interessante, eh, perché quando avrebbero dovuto averlo in mano. Cingolani dice: "Noi abbiamo scritto nella relazione che è arrivato questo frammento all'Istituto di Medicina Legale alle ore 20 del 10 settembre '85." Della Monica nel 2009, però, ci dice che al mattino, che la Lazio manda la busta alla Scientifica di Firenze, mentre lei si allontana, e quando lei torna al pomeriggio in Procura, c'è già l'allarme generale. E questo è curioso, perché, come abbiamo visto, il frammento non arriva a Medicina Legale prima delle 20 del giorno 10. Ma non solo, ma non solo. E lo vedremo fra un attimo. Sempre il giorno 10, abbiamo la relazione sui servizi antimostro effettuati a San Casciano e le attività SISDE, che, insomma, mi risultano comuni di San Casciano. Qua è il comune, l'ufficio della Polizia Municipale che scrive alla Procura: "Trasmissione elenchi dei servizi per indagini circa gli omicidi delle giovani coppie, ovvero gli accertamenti che erano stati richiesti." "Come richiesto a seguito dell'omicidio avvenuto in questo territorio comunale in località Scopeti, si trasmettono le fotocopie dei servizi effettuati da questo ufficio a seguito della circolare protocollo 501084 di codesta Procura, contenenti le targhe rilevate e gli orari di passaggio. Gli originali sono depositati presso questo ufficio a disposizione per ogni richiesta. Come disposizione, restiamo per ogni chiarimento in merito quanto rilevato e dai servizi svolti o quanto altro verrà ritenuto opportuno. San Casciano, 10 settembre '85. Comandante Giampiero Giampi." Quindi, elenco dei servizi effettuati dai vigili urbani di San Casciano nel periodo dal 3 agosto all'8 settembre '85, dalle ore 20:00 alle ore 1:00 di notte. I servizi svolti o parte del servizio sono stati sono stati numerati progressivamente. Lo stesso numero viene riportato nella planimetria allegata per indicarne la posizione. Noi possiamo vedere che i servizi sono cominciati dal 3 agosto e finiscono l'8 di settembre, no? Vediamo quando è stata monitorata l'area di via Scopeti. L'area di via Scopeti, quindi l'altezza della Baracchina di Sant'Andrea di Spedaletto. Queste sono le tre aree, comunque, lungo via Scopeti, era stata controllata il 10 e l'11 di agosto, in un orario che, insomma, va dalle, mi dice fino alle 20:40, fino alle 20:40, fino alle 23:30, fino all'1:00, insomma, solo due volte viene controllata nell'orario della tarda notte, diciamo, no? Però, ecco, i giorni in cui troviamo un controllo su via Scopeti sono il 10, l'11 di agosto, il 31 di agosto e basta. I giorni del 7 e dell'8, i controlli si svolgono su via Empolese e via Traggiaia. Manca un controllo sul giorno 6, come vediamo. I controlli erano stati richiesti nei giorni festivi e prefestivi, insomma. Manca un controllo sul giorno 6, perché non doveva essere fatto, perché il venerdì non è prefestivo. È un'informazione che comunque potrebbe essere utile, perché se qualcuno aveva a questi programmi, ecco, io la butto lì, no? Vediamo. Ah, tra l'altro, ricordiamo in tutto questo, come abbiamo visto, i servizi ci dicono che stavano dal 1984, c'è un'attività di azione informativa e tecnico-logistica con un rilevante supporto di mezzi e di personale. È interessante notare che in una situazione del genere, a presidiare le zone dei delitti, ci siano i vigili urbani, a cui viene appaltato il tutto. Abbiamo anche, purtroppo, una sola targa che adesso io ho coperto, rilevata in momenti che, però, insomma, si parla del 3, del 4 e del 12 di agosto. Il fatto anche solo che sia stata messa in questo elenco e ho messi gli altri accertamenti dei giorni, insomma, interessanti, mi fa un po' ridere, ecco. Per quanto riguarda il giorno del 10, la documentazione di cui possiamo avere traccia, e continuo a ripetere, ovviamente, non sarà l'unica, Per.

Quanto riguarda i movimenti del sisde, abbiamo un fax che, insomma, è quello del del rinvenimento del cadavere. Eh, viene mandato il 10, in realtà viene già mandato il 9. Io l'ho l'ho messo, non era, non era necessario, no, metterlo. E abbiamo l'esito dei primi accertamenti sui delitti del Mostro di Firenze in danno dei cittadini francesi. E poi c'è un atto mancante di cui non c'è traccia. È interessante perché un atto mancante, per sapere che è mancante, deve avere un riferimento, un numero di protocollo, qualcosa. Invece qua viene messo solo "atto mancante".

Andiamo al giorno 11 e torniamo sul frammento della busta. Ricordatevi, della Monica ci dice che la busta, scusate, che sì, la busta con il reperto viene mandata alla Scientifica da Cagliesi al mattino. Al pomeriggio, al suo ritorno, c'è già trambusto perché si conosce il contenuto. Abbiamo scoperto che, in realtà, questa busta col suo contenuto arriva in prima istanza alla Scientifica alle ore 20 del 10, quindi in piena serata. Ma quando la prende in mano Cagliesi, Cingolani, questa busta per analizzarne il reperto, lo vediamo sempre dalla deposizione del 94, dove Canessa fa un errore comprensibile perché, insomma, secondo da quello che posso immaginare, si riferisce agli accertamenti merceologici dicendo il 13 settembre. Eh, però, insomma, leggiamo il contenuto della busta. "È importante", dice Canessa, "fu analizzato dai periti, fu consegnato il 13 settembre, cioè il giorno successivo quando la busta pervenne". Quindi la busta pervenne il 10 e quindi il giorno successivo è ovviamente l'11. No, il quale, però, d'altro canto, invece, la busta, gli accertamenti merceologici, ma furono richiesti proprio tra il 12 e il 13. Quindi può esserci stata una confusione. Il quale, insieme ai colleghi, parliamo di Cingolani, fece degli accertamenti sul quali ha riferito per iscritto e che chiedo oggi si riferisca sommariamente. Cingolani dice: "Sì, fu fatto un accertamento di ordine istologico, cioè microscopico, per vedere di quale tessuto si trattasse e risultò essere di tessuto mammario". Tutti gli accertamenti di cui stiamo leggendo adesso non vengono fatti prima del giorno 11, in cui vengono presi in mano da Cagliesi, Cingolani e compagnia.

Bell, Canessa dice: "Cioè, innanzitutto umano". Questo era l'accertamento dell'appartenenza alla specie umana. Fu fatta con un'altra metodica, non una metodica, dice Cagliesi. La prima è che era mammario. Sì, era un tessuto mammario, era un tessuto contenente, cioè un frammento contenente un tessuto ghiandolare che fu identificato dal professor Bartolani. Bartolani, che della nostra terner, appunto, il più esperto in proposito, e del tessuto adiposo, come spesso si trova frammisto insieme a questi acini ghiandolari. Poi, a parte, fu fatta l'indagine ematologica relativa, invece, al fatto che si trattasse, appunto, di un tessuto di specie animale umana. E poi anche un'indagine che si spinse per accertare a quale gruppo sanguigno potesse appartenere al possessore del frammento. Quindi, per chiunque pensasse un accertamento preliminare sul gruppo sanguigno, no, furono fatti dalla Scientifica il giorno 11. Risultò essere appartenente al gruppo sanguigno A nel sistema AB0. E la stessa indagine in parallelo venne compiuta anche su un frammento prelevato dal cadavere della Moriot, perché vi venne subito il dubbio, ci venne subito il dubbio che si potesse trattare dello stesso, cioè della stessa provenienza. Poi, insomma, il professor Ricci nel 2015 farà un accertamento genetico dal quale risulterà che, insomma, il sangue, il corredo genetico del sangue presente nella tenda Scopeti corrisponde a quello del frammento, quindi identità con la Moriot.

La della Monica ci dice, però, come abbiamo riferito, lo ricordo per l'ennesima volta, che lei al pomeriggio del 10, insomma, quando torna, riscontra che in Procura tutti sanno, tutti, insomma, chi deve sapere sa già di questo accertamento. Eh, siamo, eh, nello stesso giorno per quanto riguarda l'attività del SISDE. Esiste un'attività, non è dato sapere nei confronti di chi, di osservazione, controllo e pedinamento, da cui viene prodotta una relazione. I sospettati sicuramente erano diversi. Però il giorno 11, il giorno dopo la ricezione della busta, viene fatta un'osservazione, controllo, pedinamento. E anche lo stesso giorno in cui il SISDE, il centro di Firenze, chiede una, chiede al alla Direzione Centrale dei fondi da utilizzare per, eh, scusate, dei fondi da utilizzare per fonti e informatori. E anche lo stesso giorno in cui Floriano Noelli scrive, invia in forma anonima ai Carabinieri di San Casciano una lettera che suggerisce di indagare su Pietro Pacciani, che è quella che vediamo sotto qua.

La Procura chiede, sempre l'11, chiede alla Squadra Mobile di inviare la busta, non il contenuto della busta, che la busta, quindi, alla Criminalpol per gli accertamenti merceologici e rilevamento delle impronte. Ordina di trattenere il reperto contenuto nel cellophane. Quindi vediamo che Vigna, Floria e Canessa scrivono alla Squadra Mobile, dicono: "Con riferimento precedente nota, si prega di voler far pervenire alla Criminalpol la busta da lettere con timbro San Piero a Sieve, 9 settembre 85, con l'indirizzo Dottoressa Della Monica Silvia, Procura della Repubblica, 50100 Firenze, redatto mediante dettagli di stampa, unitamente a foglio di carta bianca". E qua si cita per la prima volta il frammento di cellophane. "E frammento di cellophane". In essa contenuti, il reperto custodito nel cellophane viene trattenuto affinché la Criminalpol svolga ogni utile accertamento di polizia scientifica, con particolare riguardo all'individuazione delle impronte, all'individuazione merceologica della busta da lettere, del foglio bianco e del cellophane, all'individuazione del giornale dal quale sono state tratte le lettere e dei numeri usati per comporre l'indirizzo. Dovranno comunque essere celermente trasmessi a questo ufficio per indagini peritali connesse all'esistenza di eventuali tracce di saliva, che poi, come vedremo, verranno chieste, eh, insomma, la stessa Criminalpol. Eh, quindi si faranno fare comunque a loro la parte della lettera ove è applicato il francobollo o quella che normalmente si ometta per chiudere la busta. Quindi richiedono inizialmente anche, poi celermente, per la ricerca delle tracce di saliva, il francobollo. E anche qua è singolare, perché tu mandi la lettera per gli accertamenti merceologici alla Criminalpol e, insomma, si presume che a livello di polizia scientifica siano il top, e poi gli chiedi di di di ritrasmettere velocemente il francobollo perché gli accertamenti sulla saliva li vuoi fare tu. Ad ogni modo, questa cosa poi, insomma, verrà bypassata.

Vediamo come dicevo, c'è anche la lettera di Floriano Noelli. Insomma, che conosciamo tutti, Floriano Noelli, che poi si presenterà anche a processo nel 96, mentirà di nuovo palesemente, perché parlerà di feticci stesi in giardino a Pacciani. Tra l'altro, in un momento in cui, insomma, così ricostruiranno, insomma, i giudici, si parlerà di di di riferimento a febbraio 81, insomma, i feticci non erano ancora stati prodotti da nessun Mostro di Firenze.

Quindi il giorno 12, quindi il giorno seguente, la Questura invia la busta alla Scientifica della Criminalpol per gli accertamenti merceologici, rilevamento impronte, individuazione rivista. Quindi il giorno dopo questa richiesta della Procura alla Squadra Mobile della Questura, la Squadra Mobile, la Questura invia alla Criminalpol la busta. Non staremo a leggere tutti i risultati degli accertamenti, solo, insomma, documentazione che attesta questo. E dice: "La Questura di Firenze, con nota del 12/9/1985, avente per oggetto l'omicidio, insomma, Moriot, Bri, le faceva pervenire al Servizio Polizia Scientifica di questa Direzione Centrale di Polizia Criminale un plico contenente una busta da lettera indirizzata Dottoressa Della Monica Silvia, un foglio di carta bianca e un frammento di cellophane in essa contenuti, da sottoporre agli accertamenti tecnici richiesti dai magistrati inquirenti, consistenti in nella individuazione di impronte, nella individuazione merceologica della busta da lettera, del foglio bianco e del cellophane, nell'individuazione del giornale dal quale sono state tratte le lettere e dei numeri usati per comporre l'indirizzo". Con la stessa nota si chiedeva di restituire celermente la parte della busta ove applicato il francobollo e quella che suetta per chiudere la busta per le indagini peritali connesse all'esistenza di eventuali tracce di saliva. Successivamente, la Procura della Repubblica di Firenze, con nota del 13 settembre 1985, al duplice omicidio località Scopeti, incaricava questo Servizio di Polizia Scientifica di eseguire anche le analisi del francobollo e della linguetta adesiva della busta al fine di determinare tramite la saliva il gruppo sanguigno dell'autore della missiva. Quindi gli accertamenti, vedete che Canessa evidentemente si è sbagliato, faceva riferimento avendoli sottomano tutti e due agli accertamenti del riguardanti il merceologico. No, invece quelli, come conferma Cingolani, riguardanti sono del giorno 11.

E basta. Sempre il giorno 12, a livello di attività informativa del SISDE, abbiamo una trasmissione di un fotofit, che è uno dei tanti sospetti, nulla di particolare. E abbiamo riferimento, insomma, senza numero, sono due riferimenti, due documenti diversi, ma, insomma, documento del medesimo. Il 13 di settembre abbiamo qualche avvenimento. Abbiamo l'interpellanza parlamentare. Qua cominciate a fare attenzione, perché anche in vista di quello che succederà poi dopo la divulgazione dell'ANSA, insomma, interpellanza parlamentare di Elio Gabbuggiani al Ministro, ex sindaco comunista di Firenze. Ricordiamoci anche le fonti, insomma, Chiodi ci parlò di Sgherri, ci disse che la fonte, insomma, della notizia della ricezione della busta da parte della Monica era stato Sgherri, no? Quindi Giorgio Sgherri, grande giornalista, compianto, dell'Unità, e che comunque aveva degli appoggi anche molto forti in politica, eh, il Partito Comunista. No, interpellanza parlamentare di Elio Gabbuggiani al Ministro degli Interni Scalfaro e al Ministro della Giustizia. Vertice parlamentare di in Questura tra PM, SAM, Criminalpol, quindi il Comitato Ordine Pubblico. Si parlerà anche di Italia. In più, la Procura chiede alla Criminalpol di provvedere anche dall'analisi per determinare la presenza di saliva, gruppo sanguigno su busta e francobollo, come abbiamo anticipato prima. E vediamo qua nel documento, leggiamo qualche stralcio di questi articoli. Quindi sangue e tracce di. Ecco, questo è un dato che, insomma, a molti magari farà piacere sentire. Sangue, tracce di pelle del maniaco sarebbero state trovate sotto le unghie del giovane francese assassinato. Quindi gli esami sotto le unghie di Jean-Michel furono fatti per chi ha dei dubbi, come, insomma, c'è stato anche mostrato da Enrico Magnere. Ad ogni modo, andiamo alle leggere, diciamo, i passi interessanti, perché sennò siamo qua tutta la notte per leggere degli articoli di giornali che si ripetono anche un po'. Allora, intanto Jean-Michel, c'è scritto che faceva atletica, era un centometrista ed era iscritto ad una nota società sportiva, la SHOS. Quindi questo particolare che, insomma, può essere influente, ma so che è stato anche oggetto di dibattito, di dibattito. È vero, no, che era un centometrista? Insomma, questo particolare era stato confermato anche il nome della società, insomma, era la società SHOS. Quindi dice: "Questo particolare ci permette di dedurre", osserva Canessa, "che il maniaco non è solo dotato psichicamente, ma anche fisicamente". Intanto prende sempre più consistente la voce secondo cui nelle unghie del giovane francese sono state rinvenute tracce di sangue e pelle del mostro. Si sa che vengono eseguite tre piste. E questo sarà un leitmotiv degli articoli di questi giorni. Quindi si parla di tre piste mirate. Siamo al 13 di settembre. I risultati di queste indagini potremmo conoscerli nel giro di una decina di giorni. Siamo al 13, fate un paio di conti. Quali piste? Non si sa. Si sa se vengono fatti controlli a tappeto e storie di targhe. I magistrati dicono: "Questa volta non ci ha trovati impreparati. Tutte le testimonianze vengono vagliate attentamente e anche fra queste", ha precisato Canessa, "ce ne sono alcune di persone più che rispettabili e credibili". Chi sono queste persone? "I soliti guardoni", risponde il magistrato. "Qualcuno che è venuto fuori e che merita la nostra massima attenzione. Qualcuno che dice qualcosa di attendibilità". Indagini che merita di sprecare attività e uomini. Qua Canessa, secondo me, fa un po' il giocatore di poker, no? Lo vedremo anche dall'atteggiamento degli altri magistrati, ma probabilmente qua, questo poi, ovviamente, non lo possiamo sapere perché non possiamo averne una certezza, però qua è facile che parli. Parla di una decina di giorni. Il 26 viene fuori l'ANSA. Insomma, in qualche modo sembra che quello che aspetti e quello su cui confida siano gli accertamenti su quella busta, no? Comunque, lui riferisce questo all'epoca, no? Dice: "Da oltre un anno, infatti, è stato messo a punto un e è stata organizzata una squadra di uomini, una ventina, cioè la SAM, come abbiamo visto, che si occupano esclusivamente di questa catena di delitti". 16. "Il piano, una volta scattato l'allarme, è stato immediatamente attuato". Però lì non c'era la SAM, c'erano degli amici di Cecere e c'era uno della DIGOS. Nei giorni precedenti, ed è questo che è incredibile, e non c'era neanche i servizi, apparentemente. Un computer sta elaborando dati che riguardano persone, auto, movimenti e indizi. Polemiche fra politici e giudici sulla vicenda. Quindi noi sappiamo che il giorno 13, quando c'è questo vertice, no, precedente a quello del 26, giornata in cui uscirà l'ANSA, del Comitato di Ordine Pubblico, sono accese le polemiche fra i politici e e i giudici sulla vicenda. Il Presidente della Regione Bartolini e il capogruppo DC, la regione Pezzati, hanno espresso critiche sull'impostazione, all'andamento delle indagini. Il procuratore Cantagalli ha replicato: "Se qualcuno è più bravo di noi, si faccia avanti". Sono seguite anche ieri prese di posizione, interpellanze, tra cui quelle dell'ex sindaco Gabbuggiani. Oggi, la presenza del Prefetto Mannoni, del sindaco di Firenze Conti, si terrà un vertice fra amministratori pubblici e inquirenti. Hanno il fiato sul collo, c'è ovviamente maretta e e dissidi anche all'interno, insomma, di quel gruppo che dovrebbe occuparsi delle indagini su fronti diverse, no? E si sentono sotto pressione per le critiche che arrivano dalla politica.

Vediamo qua Maurizio Cimmino, il capo della Mobile Fiorentina nell'85, appena rientrato nella Questura di Palermo, sono state affidate le indagini per il mostro. Torna di corsa da Palermo, insomma, poi lo leggerò su quest'altro articolo. Leggiamo, siamo sempre articoli del del giorno 13. Di Spezi e Morandi: "Esiste un qualche elemento che trasforma le indagini di routine in un'inchiesta tendente a uno scopo specifico? Si entra in una stanza, si raccolgono fumose dichiarazioni lasciate all'interpretazione diversa. Si entra in un'altra stanza e si trovano conferme particolari che possono lasciare intravedere a distanza abbastanza ravvicinata una soluzione positiva del caso. Due metri dopo, nel corridoio, si incontrano altre conferme, ma dopo 10 metri si inciampa altrettanto sicure e smentite. Qualcosa succede, ma è impossibile e difficile dire che cosa". Quindi vediamo che Spezi non è l'unico, gli altri cronisti, no, che erano sul caso, insomma, entrano ed escono dal Palazzo di Giustizia, dalla Questura, dalla Procura a chiedere informazioni, parlano con la gente, sentono uno dice una roba, uno l'altra. Le informazioni girano in quei giorni. E dice: "Questa volta", dicono Canessa e Flori, "il nuovo omicidio non ci ha trovati impreparati". Quindi si parla perché non li ha trovati impreparati per il piano antimostro. Quindi un meccanismo che si è messo immediatamente in moto, una ventina di uomini, come abbiamo detto, la SAM sapeva cosa fare. Tra loro esisteva tempo una collaudata esperienza, esisteva da mesi un piano antimostro, era stato preparato al quarto piano della Questura con l'aiuto del computer, una serie di dati piuttosto grandi che era stata immagazzinata nel meccanismo elettronico. Abbiamo tre indagini mirate, ha detto uno degli inquirenti. Come sono stati raccolti elementi per proseguire queste piste? Non posso dirlo, a metà sono indizi testimoniali, a metà di tipo oggettivo. E ovviamente, qua penso che siamo tutti d'accordo che il riferimento sia alla lettera, alla busta, no, di cui aspettano gli accertamenti. Quanto tempo si potrà sapere se le piste sono buone o fasulle? Direi in una decina di giorni si dovrebbe sapere".

Cambia scenario un po' anche l'atmosfera in Questura. E qui è un passaggio molto importante. Ricordatevi quello che ci ha detto Agostinelli, ovvero in in Procura, a saperlo, da cosa ci dice lui, erano la Della Monica, Procuratore Cantagalli, Sostituto Chelazzi, Agostinelli stesso e Bianco. E ha fatto un appunto all'epoca in cui la notizia della busta è uscita, la busta era già finita alla Scientifica. E quindi ha suggerito che, che molto probabilmente, non è peregrina l'ipotesi, no, che sia uscita dalla Questura. Ma cosa si diceva in Questura in quei giorni, no? Quando si dice: "No, questo lo dico perché si parla sempre dell'invito di Della Monica a pubblicare quello che sarebbe un invito nella lettera del 17 di Della Monica a pubblicare la la notizia sulla busta". Non c'è nessun invito, quella è una constatazione della sua situazione. Dov'è che c'era il malcontento? Cambia scenario, dice, è anche un po' l'atmosfera in Questura, sede della Squadra Antimostro, dove si dice: "Ah sì, i magistrati hanno tre piste mirate? Beati loro. Noi ne abbiamo 10, 100, 1000, 10.000, tante troppe. Allora possiamo stare tranquilli tra 10 giorni ci faranno conoscere chi è il mostro? Sono curioso di conoscerlo. Ho paura, invece, che tra un anno ci ritroviamo tutti qui in campagna davanti ad altri due morti".

Sempre del giorno 13, in relazione, insomma, alle piste che venivano seguite in quei giorni, Canessa dice: "Qualcuno ci ha detto qualcosa, qualcuno che merita attenzione, impegno, spreco di uomini e mezzi. Le cose mirate sono due o tre, al di fuori del piano di prevenzione, quindi al di fuori di quel piano di controllo delle targhe, no, e via dicendo. Non chiedetemi di cosa si tratta". Anche qua, secondo me, il rimando è il discorso della busta. Noi, dice il il giudice Canessa, "stiamo lavorando sulla gente che viene a testimoniare, ma a differenza delle altre volte, non si tratta di mitomani, maghi, istrioni, testimoni che forniscono nome e cognome, persone attendibili". Non vi è dubbio, dicono gli investigatori, che il maniaco ha usato un contenitore o un sacchetto di plastica per trasportare il pub esto della ragazza. I cani poliziotto era stato fatto non usare il sangue delle vittime perché con il loro fiuto riuscissero a seguire l'invisibile traccia lasciata dai feticci presi dal folle assassino, ma dopo uno scarto improvviso verso la via Cassia, i cani si sono fermati.

Sulla vicenda del mostro sono intervenuti anche il Presidente della Regione Bartolini e qua di nuovo rimando, no, alla spada di Damocle della critica politica, no, sul corso delle indagini. Il capogruppo di Cip Pezzati per Bartolini, Pezzati: "L'andamento delle indagini per catturare il mostro non è soddisfacente". Le loro dichiarazioni non sono piaciute al Procuratore Cantagalli, il quale appunto ha detto: "Se qualcuno è più bravo, si faccia avanti". No, insomma, il sindaco Lando Conti, per chi si chiede chi ha richiesto il famoso summit a cui poi ha partecipato il Ministro dell'Interno Scalfaro, sindaco Lando Conti ha chiesto un vertice con il Ministro dell'Interno per rafforzare la collaborazione tra autorità e cittadini. Proprio quel vertice che si svolgerà il giorno 26, che è il momento in cui esce la notizia tramite l'ANSA, data da Giorgio Sgherri a Chiodi, un paio, almeno un paio di giorni prima. Infatti, tutta Firenze cerca il mostro e il sindaco invoca Scalfaro. Canessa dice qualcosa che merita attenzione. C'è Maurizio Cimmino, appena rientrato da Palermo, dove è stato impegnato lungo a causa di un brutto conflitto a fuoco in cui è rimasto ucciso Rapiratore, e le polemiche sull'andamento dell'inchiesta non si spengono. Il sindaco Lando Conti, qua rimanda il discorso della della richiesta, no, ha inviato un telegramma a Scalfaro, sollecitando la presenza del Ministro dell'Interno al vertice di oggi per garantire ai responsabili delle indagini, a tutta la cittadinanza, la piena solidarietà del governo nazionale. Elio Gabbuggiani, parlamentare comunista ed ex sindaco, ha invece presentato un'interrogazione ai Ministri dell'Interno e della Giustizia per sapere se non ritengano urgente ricorrere a un più ampio dispiego di strumenti tecnologici per l'accumulazione e la celere consultazione dei dati statistici per Italia relativi alle indagini, a maggiori mezzi di controllo.

Questa volta, insomma, continuano questo leitmotiv. "Questa volta non siamo stati presi alla sprovvista, avevamo già un piano pronto". Indicazioni fornite. "Era un testimone che nella notte di domenica ha notato un'auto in via degli Scopeti". E conclude questo una dichiarazione di Rotella. "Questo omicidio", Rotella dice, "è quasi una sfida". Eh, dice Rotella, titolare dell'inchiesta legata al primo omicidio del '68. "Un pazzo audace perché sapeva che c'erano posti di blocco, controlli in corso. Sono mesi che i giornali lo scrivono, non sarà facile individuarlo". Lui dice: "Sono mesi che i giornali lo scrivono". Scusate, non vi ho mostrato le pagine precedenti, insomma, eccole qua. Sono mesi che i giornali lo scrivono. E facendo riferimento, insomma, al fatto che, eh, se se uno era attento, insomma, poteva evitare, eh, certi accorgimenti presi da dagli inquirenti. È anche vero che, però, ricordo le forze dispiegate, almeno sulla carta, la cosa abbiamo potuto leggere, erano ingenti. E invece a Scopeti, in quei giorni, della gente deputata a a pattugliare o comunque ad indagare e a fare servizio di prevenzione del mostro, non c'era nessuno. Non c'erano neanche i vigili urbani, che manco fossero alla Delta Force, erano stati, insomma, incaricati, è vero, per dei controlli a maglie larghe, però non c'erano neanche loro. Questa è la pagina precedente. Questa è quella che leggeremo adesso, un attimo solo.

Eccoci qua. Siamo al 14 di settembre, quindi il giorno dopo il vertice. Ci sono delle notizie riguardo questo vertice e delle notizie sulla taglia. Ricordiamoci che, insomma, noi non sapremo mai con certezza se quei soldi chiesti dal giorno 11, come abbiamo visto, di settembre per per fonti e informatori, siano quelli che poi confluiscono nella taglia. Sappiamo, però, che quel giorno vengono chiesti dei soldi per degli informatori e per le fonti. E Floriano Noelli si scopre accusatore di Pacciani. Leggiamo questo articolo, intanto, perché dà degli spunti interessanti. Stefano Mele fu trovato in possesso di un biglietto. Qua è il discorso di Rotella, no? C'è Rotella, no, che viene intervistato e dice: "Stefano Mele fu trovato in possesso di un biglietto assai compromettente. Il fratello Giovanni gli scriveva di non cambiare versione sul racconto fatto sul delitto del '68 perché lui non venisse implicato insieme allo zio Piero". Piero Mucciarini. E questo è un dato di fatto, ragazzi. Chi ha commesso i delitti successivi era presente al delitto del '68 o in qualche modo si è procurato proprio quella pistola? Ricostruzione che è anche suffragata dal super dalla super perizia del professor Francesco De Fazio, che dice: "L'omicidio, l'omicidio bianco, può aver influenzato l'assassino ad innescare la catena di delitti attraverso due vie stimolo: la prima nell'aver assistito al delitto, la seconda, più complessa ma non meno efficace, nel possesso dell'arma da fuoco, nella conoscenza delle circostanze in cui fu usata". Quel vecchio duplice delitto, spiega il professor De Fazio, "si discosta nettamente dai successivi, sia per le dinamiche materiali che psicologiche. Vi è legato, invece, da circostanze situazionali: coppie in luoghi appartati e, soprattutto, dall'arma usata, la cui costante presenza assume significati psicologici che vanno ben al di là dei motivi di opportunità materiale". Qualcuno del clan Mele-Mucciarini, dunque, sa che fine ha fatto l'arma? In che mani è finita? E, ovviamente, come da...

E ricordo, dice anche Rotella, se Mele e Mucciarini sono in qualche modo parte, almeno, dell'omicidio del '68, come sembra dai loro comportamenti, il biglietto, insomma, le testimonianze palesemente indirizzate di Stefano Mele, indirizzate da da Giovanni Mele, da da Mucciarini, no, anche di Natalino, no, insomma, che puntano ad accusare Francesco Vinci e Salvatore Vinci. Quindi, se un qualche ruolo Giovanni Mele e Mucciarini ce l'hanno avuto nel delitto del '68, ovviamente non avrebbero mai accusato qualcuno che, come a loro dire, sarebbe avvenuto, aveva partecipato al delitto con loro. Mi spiego, non avrebbero mai accusato Salvatore Vinci e Francesco Vinci tramite Stefano Mele, se questi avessero davvero partecipato al delitto, perché avrebbero potuto scoprire in qualche modo il ruolo stesso di Giovanni Mele e, eventualmente, di Mucciarini in un momento in cui, ovvero il 1968, nessuno ha in mente di sospettare o di indagare Giovanni Mele e Mucciarini. Non so se è chiaro, eh. Questa, insomma, in questo articolo ci sono due o tre ragionamenti che, secondo me, vanno tenuti presenti, mantenuti presenti, tra cui quello che è la possibilità che l'assassino sia semplicemente stato presente all'omicidio e influenzato in qualche modo, riscoprendosi poi tale più avanti nel '74, quindi avendo poi la pistola in mano, eh, insomma, molto probabilmente trattenuta da quel delitto, eh, questa è diventata poi anche uno strumento di ricatto, no? Perché, ovviamente, se io partecipo all'omicidio del '68, mi tengo la pistola, poi comincio a uccidere, è anche facile per me buttare poi i sospetti in un momento in cui mi sento magari scoperto per degli errori o delle disavventure che sono capitate durante un tentativo di omicidio, su chi, e su quell'omicidio da cui la pistola proviene, no? E quindi sui sospettati di allora.

Continua: "E se la pistola fosse finita nelle mani di un guardone che a distanza di anni ha iniziato a uccidere? Ricordiamo il discorso Giovanni Mele, Roveta, guardoni, no? Iolanda Libra, Fabri". Non si può escludere, ma la tesi del giudice Rotella, del professor De Fazio, è molto più convincente. Per il giudice istruttore, come si diceva, non è cambiato nulla. L'inchiesta sono coinvolte quattro persone, tutte imputate: Spalletti, Francesco Vinci, Giovanni Mele e Piero Mucciarini. Le conclusioni del magistrato saranno note solo quando l'inchiesta sarà chiusa. Gli investigatori, poi, dice, lanciano una proposta: una taglia da un miliardo di lire sul mostro. La proposta è stata fatta ieri dal capo della polizia Porpora, quindi anche qua vediamo che chi propone in prima istanza la taglia è il capo della polizia Porpora, su sollecitazione degli inquirenti, al Ministro Scalfaro, degli Interni, al, scusate, al Ministro degli Interni Scalfaro. Il Ministro, però, avrebbe espresso parere contrario, e anche i magistrati che conducono le indagini avrebbero sollevato delle obiezioni sull'utilità della taglia. "Muoverebbe una miriade di mitomani, investigatori privati, bounty killer, che finirebbero certamente per intralciare le indagini". Quindi, chi è che vuole sta taglia? Se sono gli inquirenti, ma non sono i giudici e non è il Ministro, è la polizia. Chi indaga sul campo è la Mobile, colei che può avere a disposizione questi fondi, insomma, in qualche modo per pagare sti informatori. L'atmosfera ieri in Questura era un po' tesa, di nuovo nervosa. Il capo della Criminalpol Surace, però, non però minimizza: "Non mi sembra che sia il caso di parlare di nervosismo, c'è solo un po' di stanchezza per la mole di lavoro che stiamo svolgendo". Le critiche sull'andamento delle indagini hanno comunque provocato il blackout delle notizie, che tanto blackout, poi, abbiamo visto, non è stato, perché la notizia della busta poi è uscita.

E vediamo ancora l'altra filetto: "Vertice in Questura ieri mattina nel capoluogo toscano tra gli inquirenti che indagano sul maniaco di Firenze. Oltre ai due sostituti impegnati, quindi Floria, Canestra, nelle indagini, erano presenti i funzionari della Criminalpol, della Squadra Speciale Antimostro e Maurizio Cimmino, dirigente della Mobile. La riunione era finalizzata a tirare le somme di 5 giorni di indagini febbrili". Intanto, la vicenda nel mostro è finita in Parlamento. Elio Gabbuggiani, sindaco PCI di Firenze, ha rivoluto, ha rivolto, scusate, un'interpellanza ai Ministri dell'Interno e della Giustizia, in cui chiede un più ampio impiego di strumenti tecnologici e una maggior presenza delle forze dell'ordine. Quindi, hanno tutti un post-it sulla coda, ma i primi che ce l'hanno sono quelli sul campo, che sono a favore di una taglia e che sono in disaccordo con l'ottimismo, insomma, dimostrato dai magistrati, e che forse sono un po' stanchi di avere tutte le critiche addosso. Quindi, secondo me, questa cosa si concilia molto bene col suggerimento che ci dà Agostinelli in merito alla falla da cui è uscita la notizia comunicata Giorgio Sgherri. Sempre lo stesso giorno, abbiamo un appunto senza numero del capocentro di Firenze SISDE, inviato al direttore del servizio.

Leggiamo questo articolo molto interessante del 15 di settembre. Vigna sospetta che qualcuno sappia e non parli per ragione di vincoli familiari. Parla uno dei magistrati della caccia all'assassino. "Forse conosce in anticipo le nostre mosse". Pierluigi Vigna, Sostituto Procuratore Fiorentino, è uno dei tre giudici che conducono l'inchiesta sul maniaco. "Un lavoro difficile". Qua non starò a leggerlo tutto l'articolo, ve lo posterò, se volete. A noi interessano il riferimento che vi ho fatto e poi il riferimento alla taglia, no? Visto che Vigna sembra essere più in sintonia con quello che poi, quello che succederà, no, eh, in merito all'utilizzo di questi soldi. Andiamo a vedere, allora. Per quanto riguarda i sospetti, gli viene chiesto: "Secondo lei, qualcuno sa, conosce in anticipo le vostre mosse?". "Non escludo che qualcuno possa sapere, ma penso che debba trattarsi più che di persone tenute al segreto per ragione della loro professione o ministero, di persone legate al soggetto da stretti vincoli familiari. Ma in questo caso, penso che un'attenta riflessione dovrebbe indurre a far prevalere su questi vincoli la considerazione della vita altrui e della stessa sicurezza del soggetto". Ricordiamo che la Della Monica nel 2009, no, insomma, nella sua intervista, ci dice: "Vigna era convintissimo che della Monica facesse parte, senza poi, insomma, si presume, della vicenda in qualche modo, qualche titolo, non è più chiara in questo". E comincia a sorvegliare amici e persone con cui era venuta in contatto. Sulla taglia, Vigna dice: "Casomai la taglia potrebbe servire per pagare le informazioni, per compensare gli informatori, un metodo per sfoltire il numero delle testimonianze anonime. E viva la sincerità".

Siamo al 17, dove, appunto, la Della Monica scrive la lettera che abbiamo visto e letto più di una volta in queste puntate. Non sarò a rileggerla, dove, appunto, chiede più protezione al procuratore Galli, concludendo e dice: "Per le inchieste sulla mafia, sulla droga, le minacce ricevute, perché ho ricevuto questa lettera". Eh, però conclude dicendo: "Ritengo opportuno sottolineare che mi sembra probabile che l'autore dell'anonimo, soprattutto in assenza di pubblicazione del suo gesto, possa compiere un ulteriore passo e possa mettersi in contatto con me, sia telefonicamente che di persona". E come abbiamo visto dalle circostanze che ho appena descritto, da quello che ci dice Cantagalli, e scusate, Agostinelli, insomma, della sua conoscenza di Della Monica, della coerenza del fronte delle indagini che ci ricorda Della Monica stessa, no, in questa intervista, che il fronte delle indagini doveva essere l'ufficio indagini doveva essere unito, è ovviamente altamente improbabile che Della Monica chiedesse una pubblicazione della notizia della ricezione della lettera. Lei chiede protezione e si limita a dire: "Faccio presente che, soprattutto in assenza di pubblicazione del suo gesto". Ma lei prevede che possa avvenire comunque, possa compiere un ulteriore passo e mettersi in contatto con me, sia telefonicamente che di persona. Io, insomma, questa cosa a me ha sempre fatto pensare più che altro a un suggerimento, insomma, di approfittare, un modo per approfittare di un eventuale movimento incauto del mostro, appunto, no? Quindi, se non la pubblichiamo, questo si mette in contatto con me. Ok, ovviamente questa è la mia opinione e, insomma, le circostanze le abbiamo descritte. Giudicate voi.

Lo stesso giorno abbiamo, insomma, degli accertamenti, gli accertamenti su su Masi Enzo, l'abbiamo visto, il dottore che si accampa, il medico che si accampa dietro casa di Stefano Baldi, a cui si rivolge il maresciallo Amore, insomma, non vorrei ricordare quelle circostanze perché poi mi dilungo troppo. Se volete, ci ritorneremo, se vi fa piacere. Insomma, un momento un po' particolare in cui ci si chiede come mai Amore da Prato gli venga in mente di andare a indagare e a chiedere, insomma, sull'omicidio del mostro, che con cui non aveva più nulla a che fare e c'era passato per caso, e andare a parlare con Masi Enzo e poi andare da vigilanti e tutto il discorso che sapete. Ne nasce, ma tralasciamo un attimo. Comunque, ecco, abbiamo anche una relazione, un appunto senza numero per il direttore, e, insomma, alcuna documentazione inerente proprio il giorno del 17.

Il giorno 18, il giorno dopo, sappiamo benissimo che, come abbiamo già detto, l'utenza intestata a Cecere Palazzo, quindi, insomma, conseguenza, la Della Monica viene messa sotto controllo, proprio per, insomma, probabilmente uno dei provvedimenti conseguenti a questa richiesta di di protezione aggiuntiva, ma è anche, insomma, in qualche modo funzionale a quello che, a mio avviso, continua a rimanere un suggerimento più che una richiesta di pubblicazione, ovvero suggerimento di controllare l'eventualità, cioè l'eventualità, eh, di aspettarsi l'eventualità e di controllare intorno alla Della Monica stessa, eh, in attesa di una comunicazione da parte del mostro. Insomma, quindi l'attività principale che si predispone, se attivi, se aspetti una comunicazione da parte del mostro, è una telefonata. E così è stato fatto, infatti. Quindi è stata messa sotto controllo l'utenza il giorno 18, quindi, come abbiamo visto, eh, eh, mediante de, insomma, e risposta al decreto emesso in data 17 settembre, quindi nello stesso giorno in cui la Della Monica scrive, molto probabilmente vengono presi, insomma, tutti questi provvedimenti correlativi, prolunga, bla bla bla. "Abbiamo proceduto ad intercettazione telefonica sull'utenza di un oggetto indicata in uso alla Dottoressa Della Monica Silvia, Sostituto Procuratore della città di Firenze, allo scopo di individuare, qualora si fosse messo in contatto l'autore della missiva anonima contenente tessuto umano inviata alla predetta Dottoressa il 10 settembre 1985". Quindi questa è un po' la prima, cioè la seconda previsione della Monica. Come sappiamo, aveva già previsto che il mostro avrebbe fatto ritrovare il cadavere in ritardo e avrebbe cercato di prendersi gioco degli inquirenti con un messaggio contenente dei resti umani. Insomma, questa è la seconda previsione della di Della Monica, no, che poi si verrà, perché una chiamata, sebbene il mostro, ovviamente, non sia pervenuta. Quindi, esito negativo, se non che per il giorno 23, in cui arriva questa telefonata da parte del del sedicente Taddei. Come sappiamo, eh, abbiamo anche qua un paio di documentazioni inerenti quel giorno, ma di cui non conosciamo il contenuto. Questa forse non l'avete mai vista, la foto della lettera appena arrivata. Purtroppo è una fotocopia un po' della lettera, insomma, da una parte e dall'altra, prima degli accertamenti, e una fotocopia un po' scura, ma ecco.

Ecco il giorno 19. Sebbene, insomma, noi abbiamo letto che la Scientifica, per quanto riguarda la busta, quindi ad esclusione del frammento che era stato trattenuto dalla Scientifica di Firenze, scusate, da, dico male, da Cagliesi, Cingolani, e la busta, noi abbiamo letto che era pervenuta il 13, no, alla Criminalpol, alla Scientifica della Criminalpol. Qua leggiamo che i reperti, invece, sono pervenuti in data 19. Io voglio, insomma, pensare che sia significativo che in mano agli operatori che li hanno poi analizzati, siano pervenuti in data 19. Quindi leggiamo l'elenco. C'è bisogno di ripercorrerlo? C'è la busta priva di mittente. Si chiedono il rilevamento delle impronte, l'esame sulle ventrali, tracce di saliva, l'esame chimico merceologico, eccetera, eccetera. Il frammento di cellophane, un contenuto della busta. Eh, perché viene trattenuto da Cagliesi, Cingolani? Viene trattenuto il frammento di seno, ma il cellophane viene, insomma, mandato per gli accertamenti tecnologici. Eh, sì, merceologici, scusate. Anche qua, ecco, il giorno 19 abbiamo innumerevoli attività, insomma, non è dato sapere se informative o de dei rapporti, le attività tecnico-investigative di qualche tipo, comunque nell'archivio del dei servizi, tra cui una comunicazione al centro SISDE di Genova.

Il giorno dopo, perché poi qua iniziano a venire ritrovamenti di proiettili, pistole, insomma, avviene di tutto, no? Le cartucce. Ecco, il giorno dopo arriva la famosa lettera alla redazione della Nazione, una lettera anonima che recita il testo seguente, che conosciamo benissimo tutti, ed è stata il Mostro di Firenze. Ovviamente, nessuno sa se questa sia una cosa vera o meno, comunque noi la leggiamo. Sappiamo che comunque si inserisce in un contesto in cui arrivano messaggi, telefonate, lasciamo stare di chi può essere, insomma, invogliato dalla taglia a ricevere, quindi la ricompensa, e accusare qualcuno. Quindi anonimi di questo tipo, ma iniziano a succedere delle situazioni che che fanno pensare che sia il mostro che in qualche modo si mette in contatto, no, con gli inquirenti. Dice: "Sono molto vicino a voi, non mi prenderete se io non vorrò. Il numero finale è ancora lontano. 16 sono pochi. Non odio nessuno, ma ho bisogno di farlo se voglio vivere. Sangue e lacrime scorreranno fra poco. Non si può andare avanti così. Avete sbagliato tutto. Peggio per voi. Non commetterò più errori. La polizia sì. In Mel notte non finisce mai. O pianto per loro. Vi aspetto". E come vediamo, c'è almeno tre documenti differenti in relazione ai rapporti SISDE.

Arriviamo in dirittura d'arrivo. Il giorno 23 abbiamo la famosa telefonata del sedicente Gianfranco Taddei, che abbiamo già analizzato. Insomma, riassumiamo un attimo. Il numero di Giovanni Palazzo Cecere era sulla guida telefonica. Abbiamo un sospettato, Gianni Taddei, però molto giovane, nato nel '64, residente, cioè nato a Pelago, residente sempre a Pelago, presente nella lista dell'87, la lista dei segnalati del 1987. Facilmente non è il Gianni Taddei, sempre che Gianni Taddei fosse quello che ha chiamato, eh, la persona, insomma, che possiamo leggere di cui possiamo leggere la relazione sul verbale. Eh, io penso di aver capito e individuato chi sia, ma, come dicevo, l'altra volta, dal mio punto di vista, si tratta di una persona che è stata anche egli gabbata, da da colui che voleva far risultare una chiamata in qualche modo misteriosa o attribuibile al mostro o minacciosa alla Silvia Della Monica. Eh, appunto, avevo scritto: "Sebbene l'utenza ricevente sia intercettata, la conversazione dura ben 5 minuti, l'utenza chiamante non viene ritracciata perché proveniente da fuori Firenze". A me sembrava, continua a sembrar strano, insomma, pur non essendo un tecnico, ma avendo comunque una certa esperienza di anni in Procura, Agostinelli la scorsa volta ha detto: "Ma io ricordo che probabilmente con accertamenti poi supplementari da parte della Questura, se, come in questo caso, l'utenza ricevente era sotto intercettazione, poi forse", dice lui, "si poteva arrivare anche al numero". Mi ricordo che, però, in sala intercettazione appariva esclusivamente il prefisso, e quindi il fatto che venisse da Prato, da da Milano, da Torino, indicava la città, poi bisognava fare degli accertamenti ulteriori, dice lui, che però non sa se già nell'85 erano, insomma, fattibili o no. E anche lui, come effettivamente viene detto qua, parla del fatto che poi bisogna rivolgersi a un impiegato della SIP che faceva dei controlli su ordine della polizia di un certo tipo, che però in questo caso non sembra sia riuscito ad arrivare a nulla.

Arriviamo quindi alla tab finale, poi leggiamo i commenti, facciamo due chiacchiere. Il 26 settembre, insomma, come sappiamo, esce la famosa ANSA, che dà la notizia della ricezione della lettera in Procura, Silvia Della Monica, mandata a Silvia Della Monica, contenente frammento umano. Questa ANSA, insomma, è stata dettata dal giornalista Roberto Chiodi, che ebbe la notizia, come ci ha detto in esclusiva nelle scorse puntate, dal grande giornalista di giudiziaria fiorentino, che si occupò a lungo del caso, Giorgio Sgherri, e che, a suo dire, sebbene non ricordi perfettamente il momento in cui gli è stata, il giorno in cui gli è stata data, dice: "Plausibilmente, almeno un paio di giorni prima", no, della pubblicazione dell'ANSA, anche perché poi c'è il discorso del giornale, l'impaginazione, insomma. L'attività del SIS nei giorni precedenti la diffusione della notizia sulla busta, e, insomma, si parla di documentazione del 24 e del 25, ma non abbiamo riferimenti che ci dicano di che cosa si tratta. Sicuramente c'è del movimento il 24 e il 25, soprattutto un appunto per il direttore trasmesso il 25, alla vigilia della divulgazione. Un'ultima cosa che avevamo già detto è che l'appunto del giorno 27. [Musica] Parla anche di notizie, ovviamente, relative all'invio del plico da parte dell'omicida, Dottoressa Silvia Della Monica. Ovviamente, essendo sui giornali, ci sono delle documentazioni di riferimento che riassumono, insomma, la cosa, e la richiesta informale della Procura a mezzo della Sezione Anticrimine, quindi una richiesta informale a mezzo della Sezione Anticrimine dei Carabinieri per contribuire alle indagini con un tecnico del servizio. Quindi, molto probabilmente, sono state anche delle indagini, come leggiamo, informali, che avranno portato a informazioni di cui non siamo a conoscenza, suppongo.

Quindi, ricapitolando, intanto risalgo un attimino con R salgo un attimino con i commenti per darvi. Saluto. Oh, quanti siete. Spero stasera di aver fatto un po' il quadro generale di quello che abbiamo, perlomeno, poi le riflessioni che ne conseguono, insomma, sono vostre. Vi do degli spunti e i dati che abbiamo, e poi, insomma. Ciao Carlo, ciao Gianna, Nuk, Cristian, Brugio, Brugio 82, Micol, Maria, cara Giod, Olivia, Filippo Mazzucca. Saluti da Via di Faltignano. Saluti a te. Ciao Marianna, che dice: "Buonasera a tutti, soprattutto le orecchie di Dario. Mi raccomando, le due fai come Cenrento". Sì, stasera c'è il combattimento Tyson Jake Paul. Ciao Anuk. Dario, dovresti intervistare Calmo Lavorino, che dice: "E non è che abbiamo un gran rapporto noi ultimamente, c'è stata un po' di tensione, come sapete, l'avevo".

Intervistato Carmelo Rorino. In puntata sono sempre disponibilissimo a intervistarlo, eh, assolutamente. Ciao Giod Olivia, ciao Tiziana. Cristian chiede: Dario, il PM di turno, quando rivolse la famosa lettera al dottor Gabriele Chelazzi? Esattamente, era proprio lui? Sì, dice Venturini, era nella SAM. Sì, esattamente, anche Venturini, come sappiamo, era nella SAM. Addirittura, era nel nucleo precedente costituito intorno al delitto di Giogoli, no? Come abbiamo letto all'inizio. Cristian dice: la della Monica scoprì cose scomode, dice giusto? Cristian sottile: differenza, ufficialmente si allontanò, se non erro. Ma in effetti, la pressione, immagino, fosse altissima. Gianna dice: lei era molto vicina alla scoperta dell'assassino. Cristian guidi dice: JB, io dico, con un cubetto di ghiaccio, è l'unica cosa che mi viene in mente. Giusto? Pista vicinissima, dice Giod Olivia. Probabilmente comprese anche altri collegamenti non da meno. Io gli elementi che ho messo questa sera han tutti un significato. Cercate di analizzarli uno per uno e di capire che, se ce ne sono, insomma, legami, può avere con questo discorso della lettera, no? E del fatto che della Monica sembra, almeno, essere al centro, almeno per un certo periodo, al centro del dei pensieri del mostro, no? In qualche modo. Bravo Christian, aveva sgominato un grosso traffico di droga denominata Pizza Connection. Lei si trova messa in un angolo, consigliata di allontanarsi, forse con la scusa del pericolo che correva. Infatti, le fu messa la scorta di quattro persone. Allora, questa è un'ipotesi, però la scorta di quattro persone le fu messa, almeno da quello che sappiamo dalle fonti giornalistiche, le fu messa dal 10, cioè dal giorno in cui è arrivata la lettera. Però ci dice Agostinelli che lei, in virtù del suo ruolo sulle inchieste di cui abbiamo accennato, ovvero su Spadaro, sulla droga, sulla mafia, era già sotto tutela. Quindi anche questa richiesta di ulteriore ha stupito anche lui. Non so se avete notato la pausa che ha fatto quando ho detto che, insomma, anche conoscendola della Monica, quando gli ho detto che con questa lettera aveva chiesto più protezione, no? E probabilmente c'era un fine che noi non comprendiamo, che possiamo intuire in quella che poi, dal mio punto di vista, è è più che altro un suggerimento su come tentare di intercettare eventualmente il mostro, che lei si dice convinta si metterà in contatto. Tant'è vero che intercettano la sua, la sua utenza. Al posto di rendere pubblica la notizia, intercettano la sua utenza, come lei sembra, sembra non lo dice ovviamente, ma sembra in qualche modo suggerire. Quando D Vigna li disse: succederà presso qualcosa in riferimento al nostro al mostro, che avrebbe fatto qualcosa di eclatante. Così fu con la lettera. Non solo, lei ce lo dice nell'intervista. Addirittura, sembra che, insomma, in qualche modo ebbe una previsione dell'omicidio di Scopeti, ovvero che il mostro avrebbe, la prossima volta che avesse dovuto colpire, lo avrebbe fatto tentando di far scoprire il ritardo ai cadaveri agli investigatori. E in fase finale dell'intervista dice anche proprio mediante un messaggio che poteva anche contenere, no, dei resti. Insomma, quindi in qualche modo, cioè, io alle profezie non credo molto. Buonasera Enco biato. Intanto si propongono dei gruppi, insomma, di chat sulla tematica mostro. Se ne può parlare, ragazzi, si può fare. Primordi della SAM, esatto. I primordi della SAM, quindi protonucleo. Quello richiesto, in realtà, già creato, sembra a insaputa di Vigna e della Monica che lo richiedono.

[Musica]

Nell'83. Ciao Angelo, buonasera caro Angelo. E Gianna fa una riflessione un po' allegorica. Allora, secondo me, sì, qualcuno ha saputo che fosse il mostro. E sì, il diavolo era un angelo, ma si macchiò di superbia, presunzione. Tanto Fabio X sulla carel, che non ho tanto alimentato sull'intuito maschile e femminile che leggiamo in chat, ci dice: le donne nel superpotere. Gianna, una superdonna. Gianna è è una grande persona e fa anche dei grandi ragionamenti. Ecco, Cristian ci dice: era qualcuno che sapeva come venivano fatte le indagini. Giogoli, l'esempio lampante. Ciao Franco, buonasera. Quanto tempo? Come stai? Ciao. Probabilmente era più di uno a sapere. Ma di fatto, lo avevano reso intoccabile, pertanto pericoloso e spaventoso per molti. Certo, le cose che abbiamo letto stasera, anche il trafiletto, no, inerente al pensiero di Ligna, fanno molto pensare. Questo sì, ovviamente, non vuol dire che, insomma, la prima cosa a cui fanno pensare, se è quella giusta, ma sicuramente, dove possibile, andrebbero approfondite e approfondite su questa linea. Dal mio punto di vista, proprio per poter eliminare dall'equazione, nell'eventualità che, insomma, siano fuorvianti. Ciao Federica, ciao, benvenuta. Sì, sto leggendo i messaggi di prima, quindi sarei qua da un po'. Olivia dice: me lo chiedo sempre, vivo o morto, aveva famiglia o no? Perché solitamente questi individui soli, ma sembra tutto diverso con questo mostro. Sì, loro hanno sempre seguito, almeno fino alle fasi del, fino a quando poi hanno, dal mio punto di vista, hanno poi incastrato Pacciani e poi si è voluta nei compagni di merenda. Tutto un po'. Hanno sempre comunque, fino a quel momento, cercato prevalentemente una persona che viveva con un familiare, possibilmente di sesso femminile, che non fosse la moglie, quindi una persona non sposata, che viveva con una madre, una sorella maggiore, e quindi una serie di caratteristiche, no? Che, per carità, insomma, possono essere anche suggestive, magari anche statisticamente più che valide. Però questo è un caso molto particolare. Quindi io mi sento di dire che magari anche il profilo comportamentale potrebbe non essere così, così dire, così come dire, da manuale. Ecco, ecco, Cristian dice: per me era sposato e un insospettabile nel quotidiano. E sicuramente, ecco, la cosa che mi sento di condividere di più, no, tra, insomma, le informazioni che venivano tenute da conto in merito al profilo, proprio il fatto che era, dal mio punto di vista, sicuramente un insospettabile, ma un insospettabile forte, non solo per il ruolo eventualmente che poteva avere o il lavoro che faceva, probabilmente proprio per il tipo di persona che era agli occhi degli altri. Ecco, Gianna dice: infatti, poteva benissimo essere un soggetto che nel quotidiano periva i più, ma non a tutti, una persona normale, anzi, persino gentile ed educato, ma ad un attento osservatore non sarebbe sfuggito qualcosa. Ecco, qui mi sento anche di condividere, perché anche qualora si fosse trattato di una persona, parliamo ora, stiamo parlando di una persona, quindi della persona che praticava le cessioni, che sparava, insomma, del eventuale mostro unico o dell'eventuale testa principale di di di un di un di un gruppo, no, che colpiva, quindi parliamo di quello che è da considerare il mostro. Ecco, sì, sono d'accordo. Queste persone, questo è il mio punto di vista, un po' mutuato da dall'lettura che ho fatto, dalle considerazioni che, insomma, può fare la mia testa, e per quanto brave a mascherarsi, brave a mimetizzarsi un po' nella società delle persone normali, ad un'attenta osservazione tradiscono sempre qualcosa. Questo sì, è un mio pensiero che sento di condividere in quello che dice Gianni. Simone, che dice: Ciao Simone, dice: Cristian guidi, non c'è niente di anormale nell'usare due colle pezzetti di carta, solo con una colla arabica li poteva incollare, certo, non avrebbe usato il Vinavil Super Attack. Ecco, sì, queste sono riflessioni giuste. Io di rimando faccio una riflessione: del DNA è stato trovato, sebbene è vero sia stata usata della colla, no? Però del DNA è stato trovato intorno al francobollo. Io, per non saper né leggere né scrivere, l'avrei alzato quel francobollo per vedere se dove eventualmente, quando uno, insomma, lo lecca per appiccicarli, cioè nella parte centrale, è la parte dove, a livello di probabilità, nel caso uno l'abbia leccato o lo abbia toccato, è più facile che si trovi del materiale genetico, se lo trovi. Tanto più sul bordo del francobollo, quindi quello è un accertamento che, insomma, mi ha lasciato un po' perplesso, non si sia approfondito. Allora, al mostro, dice Cristian, interessava che arrivava prima la lettera della scoperta dei cadaveri. Sì, per poco non ci riusciva. E io non sono così sicuro che sappiamo proprio com'è andata la catena di quella lettera. Giorni, eh. Io so che qualcuno ha imbucato quella lettera in un lasso di tempo che va dal sabato mezzogiorno-13.00, ed è poi arrivata in procura, quindi passando da San Piero a Sieve, col timbro del 9, è arrivata poi in procura il 10, come testimonia sia Agostinelli che tutti gli altri, che è il timbro, no, di ricezione del 10. Ma se quella lettera, insomma, fosse pervenuta prima per altre vie e poi per evitare, insomma, vabbè, fatemi parlare troppo, va, che poi mi spingo troppo in là. Ad ogni modo, fate ragionare un po' il cervello. Vediamo cosa esce. Riesaminate quello che dice della Monica, quello che sappiamo che invece succede. Qua si parla di Jean-Michel. Sì, Gabriele Chelazzi, un grandissimo magistrato, vero. Fa un lavoro immenso, scoprì la mafia. Stato.

Allora, Gianna fa una domanda: mi dice: "Secondo te, Dario, ma rivolgo domanda anche alla chat, perché Vigna in un'intervista parla di '83, '84, '85, poi dichiara non '86". Sì, ricordo di questa intervista, ma non ricordo bene, insomma, frase in che contesto era riferita. Se me la potete, insomma, quotare, faccio mente locale. Intanto Gianna spinge i like. Grazie, Gianna. Likes, ragazzi. Cioè, non ricordo bene adesso il contesto, in merito a che cosa, quando è stato detto, insomma. Ricordo che disse questa frase. Forse me l'hai ricordata anche tu ultimamente, ma dovrei contestualizzare, francamente. Direi una roba che è. Donatella dice: "Ci sono ancora i reperti del materiale trovato sotto le unghie di Jean-Michel?" Io questo non te lo so dire, Donatella, francamente. Dipende, insomma, se non sbaglio, si parla di abbondante materiale, però non vorrei dire una cavolata. Quando si tratta di reperti, abbiamo visto, visto che, insomma, la custodia non è il il loro forte, c'è anche da dire che materiale del genere, sottoposto ad accertamenti, è facile che sia andato, insomma, distrutto. Però non, non ho una risposta a questo, francamente. Quello che posso dirvi e che posso mostrarvi è che, insomma, l'avevo dato in anteprima a chi di dovere. E un attimo solo, eh. Un attimo solo che proviamo. Per quanto riguarda Scopeti, quello che posso dirvi è che, insomma, a me risulta che neanche l'avvocato Manze e l'avvocato Adriani lo sapessero. Giusto per dare un contributo piccolissimo esterno a quello che può essere la ricerca della documentazione utile. È questo. Vedete qua, abbiamo una traccia su quante foto furono fatte sulla piazzola, è un'eventuale, insomma, indirizzo alternativo, diciamo così, dove eventualmente si possono ricercare delle copie di queste foto, se, insomma, alla Procura di Firenze o in tribunale non si dovessero ritrovare. Voi vedete, siamo nel 14 gennaio '86, e il dottor Castiglione, che è presente nell'indagini addirittura dal '68, il vice questore dirigente, scrive alla Procura e dice: "Relazione alla richiesta telefonica della signoria vostra, si rimettono un numero sei contenitori ove sono inseriti tutti negativi in bianco e nero e a colori impressiona in occasione del sopralluogo per il duplice omicidio di cui è l'oggetto". Quindi si parla solo del sopralluogo. Fate voi conti quanto sono le foto del rullino più piccolo, se non sbaglio erano 12, fino, insomma, mi pare 27. Comunque, non voglio entrare in un campo che non è il mio, ma questo vi dimostra quante foto sono state fatte sulla piazzola, di quelle, insomma, agli atti, in qualche modo, e delle eventuali foto di Jean-Michel, che sulla piazzola, ovviamente, sono state fatte e e che nessuno, insomma, di noi ha visto, ma cosa più importante, non appaiono nel fotografico. Quindi, avvocati, se questo può esservi utile, insomma, utilizzatelo e fate giustizia per tutti noi e soprattutto per soprattutto per le vittime. Mi viene un po' di sconforto, perché queste cose non le devo dire io, queste cose qua, cioè, dovrebbero essere il pane quotidiano quando segui, tra l'altro, solo un omicidio del mostro di Firenze. Il sapere per filo e per segno che cosa c'è e che cosa non c'è. Qua invece si dà retta ai Rossi del Mugello, ai vigilanti, al è lo spettacolo, è lo spettacolo, ragazzi, è lo spettacolo che a me non piace fare, soprattutto sulla pelle degli altri. Ovviamente, anche per l'omicidio di Giogoli, ad esempio, le foto sono molte di più. Ciao Willy, buonasera. Ciao. Non c'era la Vecchione stasera, no? Dove Gianna dice: "Conosco un tecnico telefonico che potrebbe dirmi se l'accertamento di fosse possibile all'epoca rintracciare oltre il numero anche la provenienza della telefonata". Mi informo. VB, grazie Gianna. Questo sarebbe interessante saperlo, ovviamente, anche perché mi verrebbe da dire, ovviamente, bisognerebbe avere una conoscenza di quello che avveniva dalla parte degli investigatori, i mezzi che avevano. Però, come abbiamo letto, alla fine dei conti, per accertamenti specifici bisognava rivolgersi proprio dei tecnici della SIP, quindi è facile che sapessero proprio se questo, questa cosa era possibile o meno, anche se non erano direttamente al lavoro, insomma, nella sala intercettazione. Anonimo Fò, anonimo Fio rentino. Ma certo che la Monica sapeva, sapeva, aveva capito. E per questo, capendo la portata, l'entità del caso, che come ha detto in una famosa intervista, non ne voglio sapere più niente. Alessandro dice: "Di fatti, per un pelo, la lettera non arrivò prima della scoperta dei delitti. La D. Monica aveva già scoperto tutto da Baccaiano, forse prima ancora da Travalle". Ah, forse quello diceva Gianna. Telefono '87. Si parlava di persone che di di Pacciani che era in carcere per violenza, ma attenzionato da SAM. Sì, non è ben chiaro, però quel passaggio lì, eh, di che del discorso della persona attenzionata. Sì, poteva essere Pacciani, ma ricordo che adesso dovrei rivederlo, ma non era molto chiaro. Comunque, andrò a rivederla sicuramente. La prossima puntata ne parliamo. Ricordatelo, ho presente, ma devo ricontestualizzare tutto, anche sulla base, insomma, delle ultime ricostruzioni che ho fatto. Eh, sì, dice Gianna, una frase detta da Vigna o a Telefono Giallo, o in un'intervista con Giovanni Minoli, in una puntata di Mixer. A me, ora che citi Minoli, mi pare che fosse proprio la trasmissione con Minoli, dove lui, insomma, fa quel riferimento. Comunque, ripeto, andrò a a controllarlo. Quindi, ragazzi, se adesso avete ancora qualche domanda inerente l'argomento della serata, fatela adesso o mai più. Sì, dice Ale, non si fece il nome di Pacciani, però ora credo, lui c'era un uomo in carcere. Sì, ricordo di aver pensato anch'io a Pacciani, poi, però, insomma, ricordo che c'era qualcosa che mi fece pensare, ma bisogna approfondirla un po' sta cosa e poi, come tante cose, insomma, l'ho messa un po' da parte. Ecco, Anuk dice: "Io credo che le indagini siano state depistate, pilotate ad arte da qualcuno". Sempre sul pezzo, il mostro stesso. Benissimo, ragazzi. Questa sera abbiamo dato un bel colpo di nuovo, di, insomma, il discorso della della busta inviata della Monica. Quindi tanta documentazione, tanti riferimenti. Prendete i dati sterilmente e fateli vostri, insomma, e che vi servono per le vostre riflessioni e deduzioni. Eh, insomma, spero almeno che vi possano essere utili. Quindi, per stasera, direi è tutto. Vi lascio come al solito con un paio di canzoni della colonna sonora del canale, che potete trovare solo qui su Dario Quaglia Investigates. Vi ricordo, per chi non avesse ancora fatto, di iscriversi, di attivare la la campanellina, cliccare sulla campanellina per essere sempre aggiornati sui contenuti, insomma, nuovi del canale. Per chi può e chi vuole sostenere il canale, c'è PayPal o gli abbonamenti, insomma, o il Superlike, come e se avete intenzione di farlo. Mh, penso che ci rivedremo di nuovo sempre il venerdì settimana prossima, eh, come come serata in cui andrà in onda la puntata. Quindi, a meno che di comunicazioni improvvise, sarà sempre il venerdì. Ero un po' indeciso, perché avevo una cosa da fare, ma penso che andrò il venerdì e presumibilmente andrò su un altro argomento, sempre inerente il mostro, giusto per non appesantire sempre troppo, insomma, con con uno stesso tema, insomma, troppe puntate. Quindi, vi auguro una buona serata, una buonanotte e vi abbraccio e ci vediamo venerdì prossimo.

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Heart of spring on couples thinking They Ain Nice. He's aous. Can't stand up to stop. Very with a on his Face. Pring his morals that love a meant to be but he can't see the beauty in Hearts R all the boogy manting our Dreams. The Love Will com our Soul and se. My in the moon under the stars of diving his spreading.

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Love in love. Dream but Love Will con.

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Dance in the moon under the stars of find spradow.

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The your l with Chill Go Moving. Do they know the ed of the with Under the disc unaware of his Presence. We For in The.

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Darkness with the for the my Hearts As I choose myir following every mo feeling so They to the air But I'm the ton Light Aware of his Presence. We in for a Bright In The Darkness the We Dancing with the Gu and cling for the up From The binging Dancing whis in tight Heart.

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As got a story to tell. The Monster flight out houes killed the City for Blood m That haun in the Dark Shadows. The Monster inocent SC in the Heart of a monster emed with Blood on his hands. He In The Shadows watching his pring Fear in the Hearts of F Who reason just pure wickedness a Twisted Mind with the of Darkness. The Monster of FL of vi.

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The Darkness haunting our Dream. The moon daning witham tang of Twi. The Monster of FL Breaking every. The Streets Silent h in the air. The moner the into a Love for l SH any butce more BL to be. In The end The Mon cring down.

[Musica]

In the CR.

[Musica]

In h. We world we Lose our.

[Musica]

Power br na.

[Musica]

I Us to be FL Streets not Fire SK.

[Applauso]

Des in this Smell SL TR in.

[Musica]

Hell from Direction.

[Applauso]

[Musica]

My my thek where te last I'm.

[Musica]

[Applauso]

[Musica]

[Applauso]

SM Now Fire.

[Musica]

[Applauso]

[Musica]

Soul TR in Hell.

[Musica]

[Musica]

My.

[Musica]

Etal shs My in the.

[Musica]

Where I'm my my. Yes inspiration jokes My.