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Che cosa fa di un uomo un uomo? Anzi, che cosa fa di un maschio un maschio? Una domanda tutt'altro che scontata, in tempi come questi. Ogni giorno al maschio viene addossata una nuova ancestrale colpa. Ogni giorno diviene ricordato che è privilegiato. Ogni giorno viene alla luce una nuova identità di genere o minoranza socio-culturale che dovrebbe imparare a non offendere.
Ma che ne è della sua identità? Che ne è del maschio? Bisogna salvarlo questo maschio, perché rischia l'estinzione. E pazienza se il WWF non se n'è accorto. Le donne in tutto il mondo sì, tanto che si lagnano continuamente: "I maschi non esistono più!". Che cosa è successo? Semplice: 40 anni di rivoluzione sessuale, pari opportunità, svilito dalle richieste di essere più sensibile, strapazzato dall'obbligo di garantire pari opportunità. Il maschio contemporaneo ha smarrito la sua identità tra pannolini e consigli di amministrazione. È un pugile suonato che barcolla sul ring, che verrà messo al tappeto da un pugno con le unghie laccate.
Salve, sono già Pizzini. Forse vi ricorderete di me per video come "Perché dovremmo abolire il carcere?". E donne? Ne abbiamo bisogno? Quello che dobbiamo chiederci stasera è: gli uomini soffrono? Povero maschio! Tutti quanti dicono: "Maschio privilegiato, maschio tossico, maschio dominante". Ma nessuno chiede mai: "Maschio, come stai?".
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Intendiamoci, non possiamo certo negare il privilegio maschile. Tutti quanti sappiamo che i maschi, notoriamente, hanno paghe più alte, più libertà sessuale, meno probabilità di venire brutalizzati dal nostro partner. Che era una cosa non si sa. Che negli ultimi anni tutto il nostro potere, il potere di maschi, come dire, è come se ci stesse lentamente sfuggendo tra le dita. Mettiamola così: tutto non spuntare fuori di nuovi generi che lottano, reclamano spazio, sensibilità e dichiarano una guerra alle gerarchie, categorie tradizionali in un'orgia di entusiasmo rivoluzionario.
Ma sembra che in tutto questo noi uomini siamo gli unici non essere invitati. Anzi, sembra proprio che non ci vogliano in questo casino socio-psico-sessuale. Che non sappiamo più che pesci pigliare. A quale modello di maschio dovremmo ispirarci per essere accettati? Al modello fluido ma sincero di Damiano dei Maneskin, mettendo a rischio la nostra già fragile eterosessualità? O chiedere al dio delle aragoste, Pina, più cercando di essere apprezzati o anche solo accettati? Oscilliamo sguaiatamente però un modello di mascolinità tradizionale e una più progressista. Insomma, è chiaro che comunque la cosa non ci fa bene.
Cosa vuoi che sia? Visto la ragazza [Musica] Lorenza, carezze l'annata. No, rispettare le donne. Rispetto alle donne. Rispettare le donne. Scendere dalla mia posizione di privilegio. Stiamo a risalire alla gerarchia. Scendere dalla posizione dei salire la gerarchia. Scendere e salire. E scendere e salire. La pasta riaccendere mentali re per scendere nel salire e scendere metà. Già una volta era più facile, vero?
Buongiorno, Occidente. È l'alba di un'altra splendida giornata qui a Go-go-li. Il PIL cresce a vista d'occhio, i consumatori consumano a spron battuto e la guerra è solo un lontano ricordo. Ah, ecco il nostro benemerito concittadino Jack. È formato, è rasato di fresco, profumato e pronto per un'altra gratificante giornata di stop e lavora. Guardate come bacia la sua splendida moglie Tina. Stesi, ma uguali, perché gli ha appena preparato una fumante tazza di caffè nero. L'unica cosa ne era da queste parti le manine d'oro, quella santa donna. E che moglie, con tutte le forme al posto giusto, sempre tenuta e fedele a suo marito. Ci siamo accordati per viene violentata. È bello essere un uomo. È bello essere un uomo nel passato. E le cose non potrebbero andare meglio di così.
Le cose cambiano. Una volta il nostro potere, il potere del patriarcato, era così forte da essere tutelato dalla legge. La legge sul divorzio arrivò soltanto nel 1970. L'adulterio venne considerato reato fino al 1969 e poneva soltanto l'adulterio femminile. Lo sconto di pena per aver ucciso la moglie adultera scomparve solo nel 1981, così come il matrimonio riparatore, ossia quella cosa che se commettere una violenza nei confronti di una donna, ma poi te la sposare, non era più considerata violenza.
Ma 50 anni di lotte femministe hanno cambiato le cose. Oggi la legge ha perso questo patriarcato istituito. Mettiamolo così, e siamo più o meno tutti quanti d'accordo nel dire che questo fosse un retaggio di un passato oscuro. E insieme alle leggi, anche le donne sono cambiate, distruggendo il ruolo di schiave che le era stato imposto e trasformandosi progressivamente in persone come le altre, lavorando, guidando, scopando anche. Insomma, spaccando questo ruolo di schiave e conquistandosi la loro libertà.
Intendiamoci, non è stato un percorso unitario. Voi saprete che ci sono state diverse ondate femministe e ancora diversi gruppi femministi che tutt'oggi litigano tra di loro, come per esempio il gruppo di Arcilesbica contro il gruppo di Non Una Di Meno. È fantastica come cosa, perché quelli di Arcilesbica hanno sempre torto. Ma comunque, le leggi sono cambiate, le donne sono cambiate. E noi uomini? Noi uomini siamo rimasti abbastanza gli stessi. Nel senso che la percezione del nostro ruolo, la nostra educazione sentimentale, la nostra idea di che cosa deve fare un maschio per essere un buon maschio, tutto quello è rimasto abbastanza lo stesso di 50 anni fa.
Sì, ma questo che cazzo vorrebbe dire adesso? E tutti sempre dire: "Maschio tossico, maschio privilegiato, maschio di qua e di là". E cazzo, ma si può sapere che cosa cazzo volete? Io, io non picchio le donne, non violento, non l'insulto, non fischio neanche per strada. Eppure, per qualche cazzo di motivo, è sempre colpa mia. Ma io che ho fatto? Ma lo volete sapere la verità? La verità è che tutte queste stronzate sul genere, l'inclusività, la fluidità e tutti i cazzi che ritrassero per la testa sono tutte, sono tutte scuse. Scuse perché voi volete fare il cazzo che vi pare. E poi, quando le cose però vi fanno male, venite da noi, ve la prendete con noi e ci date la colpa di tutto, perché qualcuno bisognerà pur dare la colpa, no? E poi, e poi, quando, quando alla fine trovate un bravo ragazzo, non lo riconoscete. Lo riconoscete e la cantate pure di merda. E allora, ha detto un mio io, io è che non è di me in tutto questo, è che vede della mia voglia di scopare, del del mio desiderio di essere felice, di essere amato, che anche solo un abbraccio. Questo è un problema.
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Abbiamo detto: la legge oggi ha perso questo ho cercato istituito. Allora perché esiste ancora oggi il femminismo? E perché esistono tutta quanta una serie di robe che ancora oggi non mettono proprio uomo e donna sullo stesso piano? Le solite cose, come per esempio la disparità salariale. Ancora oggi, a parità di lavoro, statisticamente una donna viene pagata meno di un uomo. Perché l'idea è che vale meno di un uomo? Oppure giudizi sociali: se per caso lei scopa tanto, allora non va bene. Se lui scopo tanto, allora va bene, perché lui conquista e lei sede. O anche il mansplaining, ossia questa cosa del genere, le donne e mettersi a spiegare le cose come se le conoscessimo meglio di loro, per esempio, che cos'è il femminismo. Oppure i femminicidi, che sono l'esempio più drammatico, più estremo, ma anche più chiaro di questo nostro retaggio della cultura della dominazione sulla donna. Qual è l'esempio tipico di un femminicidio? Lui che uccide lei perché lei vuole lasciarlo. Oppure il padre o il fratello che la uccidono perché ha fatto la cosa sbagliata, se ne vuole andare o va con il ragazzo, la ragazza sbagliata. Quindi, tutte queste cose, dal fischiare una ragazza per strada, a pagarla di meno, a zittirla, criticarla perché fa le stesse cose che facciamo noi, fino a ucciderla, fanno tutte quante parte della stessa cultura della dominazione patriarcale, per cui le donne non sono delle persone autodeterminate, indipendenti, ma qualcosa da tenere a bada, comunque da controllare, appunto, da dominare.
Ma attenzione, questa cosa la facciamo non perché è colpa nostra, nel senso, se facciamo noi, perché comprende comunque, non è perché una cosa che è dentro di noi e nella nostra indo, nel nostro DNA, ma perché ci hanno insegnato a fare così. Idee come la lingua, ci siamo cresciuti, è difficilissima da mettere in discussione. Intendiamoci, non è che ci hanno insegnato che è giusto commettere o femminicidio. E potremmo aver sentito alle medie che le ragazze oggi possono fare qualcos'altro oltre alla velina. Però, tutta quella cosa del tipo: "È però, se si ha visti da un certo modo, comunque vuole attenzioni, un po' se l'è cercata". O, cazzo, lo era ne sta abusando di questa storiella della toccata sul culo e secondo me se l'è fischierà dalle fa piacere, perché mi pare che tutte queste cagate ci sono eccome. Quindi, quando una femminista o anche solo una ragazza prova a spiegarci questa cosa, per noi è unico, perché abbiamo così interiorizzato questa, questa cultura della dominazione che non capiamo niente. È tipicamente quello che accade è questa cosa qui. Ma la capisci la portata di questa cosa? Ti rendi conto che ha a che fare con la cultura con cui venite educati, con il modo in cui date per scontata la vostra posizione, i vostri privilegi.
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E al di là della responsabilità personale, riguarda anche te. Non capiamo niente di quello che ci stanno dicendo, essenzialmente per tre motivi. Il primo è che il femminismo, nel corso dei decenni, ha fatto fatica a coinvolgere noi maschi nella lotta per cambiare le cose. Non ci ha fornito di un modello di maschio alternativo sul quale lavorare. E questo punto è così importante che alcune femministe hanno fatto una seria autocritica. Molto semplicemente, il femminismo, movimento che intende porre fine al sessismo, all'oppressione e allo sfruttamento sessisti. Mi piace questa definizione, perché non implica che gli uomini siano il nemico. Se la teoria femminista avesse offerto visioni più liberatore della mascolinità, sarebbe stato impossibile per chiunque respingere il movimento in quanto anti-maschile. È un grave fallimento del movimento femminista quello di non essere riuscita ad attrarre a sé un gran numero di donne e uomini, semplicemente perché la nostra teoria non ha adeguatamente affrontato il problema, non solo di ciò che i maschi potrebbero fare per essere antisessisti, ma anche di quale potrebbe essere una mascolinità alternativa. Visto la, la messa anche loro. Io, io non dubito che avrebbero avuto qualcosa di interessante da dire, solo che si presentano così, tutti incazzati e rancorose, aggressive, non curate. E naturale che ora poi non le ascolta. Ma scusa, eh? Beh, sì, il femminismo ha fatto fatica a coinvolgerci negli anni nella lotta, non ci ha fornito di un modello di maschio alternativo sul quale lavorare. E questo è il primo motivo. Il secondo motivo è che si tratterebbe comunque di una rivoluzione che ci porterebbe via molti privilegi, e a noi piacciono i privilegi. Ma il terzo motivo, che è quello più importante, è che a noi del femminismo non ce ne frega un cazzo. No, grazie.
Tipicamente, quando parliamo di femminismo, non c'è molto chiaro di che cosa stiamo parlando. Di solito si tratta di un mischione corrotto di pregiudizi, bene battute, frasi che abbiamo sentito al bar e discorsi non proprio sulla giusta strada da youtuber non proprio sulla giusta strada. Insomma, è difficile che qualcuno di noi abbia davvero letto qualcosa di femministe. Per esempio, se io vi dico femminista, cos'è che vi viene in mente? Un intellettuale dietro una scrivania che ci spiega le cose. Per me, per esempio, no, io mi immagino una signora con i capelli arancioni, tutta quanta arrabbiata perché il pavimento è grigio al posto che essere arcobaleno. Si sia, oppure l'edizione presente, l'eccezione, no, tipo che quando l'eccezione di quello che vorrebbero, nuovo, alto, bello, muscoloso, pieno di soldi, fa benissimo. Però ci sono io. Però c'è una cosa da dire: queste immagini della femminista stupida, arrogante, che si lamenta delle cose più idiote, è un'immagine che è stata costruita e sfruttata per decenni per una precisa agenda politica. E sarà sfruttata da politici, intellettuali, giornalisti, anche influencer, proprio per delegittimare tutte quante le lotte femministe. Aspetto, però, non c'è solo questo. Hai detto anche te prima, no? In quella storia, quella della mascolinità alternativa. Ecco, se voi vi foste impegnate un po' di più a darsi un'altra idea di maschio su cui lavorare, e adesso forse non saremmo così disperati. Scusate, ma ci stavamo liberando dal ruolo riserve che a voi faceva tanto comodo e non abbiamo avuto la lucidità di prepararmi tutto. Ma sai, pensavamo che la grande classe dominante di maschi alfa sarebbe riuscito a capire che il mondo stava cambiando e ad evolversi come le scimmie. E questa è una microaggressione. Mi dispiace, amico mio. Sai cosa potrebbe tirarsi un po' su? Un abbraccio.
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Ok, allora vediamo se ho capito bene. Il femminismo ha distrutto il patriarcato nella legge e le donne si sono auto ritenuto autodeterminate. E ma noi uomini, per quello che concerne il nostro ruolo, la nostra educazione sentimentale, la nostra cultura, siamo rimasti un po' indietro. Essenzialmente su, ma io sto male perché picchio le donne. Io non picchio le donne, non faccio neanche che colin. Te l'ho detto, possibile che questa è l'unica cosa che riusciamo a dire? Cioè, tutta questa roba, le violenze, la disparità salariale, il mansplaining, fischiare, tutte queste cose le facciamo. E l'unica cosa che riusciamo sempre a dire: "No, no, ma non sono stato io, dottore, glielo giuro". Cazzo, è ovviamente così. Ne inficia di una roba del tipo che balle. Scusate, adesso bo proveremo a fare qualcosa. E invece no, sempre cerchiamo di deresponsabilizzarci personalmente. Perché davvero, perché abbiamo così tanta coda di paglia? Perché mi sento, mi sento aggredito e inadeguato? Lo so che è così, e lo sai perché? Perché, perché sei povero, povero e inadeguato a che cosa? Ma la cosa migliore, amico mio, è che non è colpa tua. Cioè, più o meno. Vediamo un attimo, mettiamola così. Una volta il patriarcato potevamo permettercelo. Nel senso che all'interno della famiglia, l'uomo deteneva tutto quanto il potere economico e nessuno poteva farci niente. Tipo Amazon. In questo modo, l'uomo che portava il pane a casa aveva responsabilità più importanti, ma al tempo stesso aveva dei diritti di dominazione sugli altri. Ed è qui che questa logica patriarcale costringe noi maschi a dominare nostra moglie. La donna, dice la vulgata, deve essere conquistata, mantenuta, controllata, tenuta a bada. Come precisa per bene. Ma la donna deve stare riservata. Sì, perché quando dell'uomo scorso, la donna teleferiche fratello, non deve aver fatto unica quello che gli pare. Piace leggere, spiace, ma un po' più della libertà, l'ovulo della lady. Ma perché? Perché? Ma attenti, perché questa cosa del dominare non riguarda soltanto la sfera privata, quindi dominare nostra moglie o i nostri figli, ma riguarda ogni aspetto della nostra vita. Per cui, oggi come oggi, ancora possiamo fare un po' quello che ci pare rispetto invece alla nostra controparte femminile. Come prima, se noi per esempio scopiamo tanto, allora va bene. Se lo fa lei, invece, è una zoccola. Oppure altre cose più piccole, ma comunque importanti. Per esempio, se noi lottiamo e scoreggia, non fa ridere perché siamo noi. Ma se invece lo fanno loro, è un incubo.
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La cazzo di regolata, brutta stronza. Noi possiamo fare quello che vogliamo. Ma non è solo piacere, perché nel momento in cui violiamo questa regola della dominazione, nel senso che sono loro a dominare noi e ci facciamo vedere dai nostri compagni, li sono cazzi. Lei guida il posto duro, ma che sei [ __ ]? Lei guadagna più di te, ma che sei [ __ ]? Lei fa più kakà di te, ma che sei [ __ ]? Ma lei beve più di te, ma che sei [ __ ]? Questa cosa c'è ancora oggi. Nel senso che ancora oggi abbiamo questa logica del dover conquistare la nostra vita a colpi di cazzo. Non a caso si sposa perfettamente caro logica capitalista del "puoi ottenere quello che vuoi soltanto se te lo conquisterai con il tuo bel pezzo". E se per caso fallisci, beh, si vede che è colpa tua che non ti sei impegnato abbastanza perché sei un povero collo. Ma torniamo su binari. Una volta non solo l'idea del maschio che è maschio soltanto se conquista, foto e controlla, era culturalmente la norma, ma da un punto di vista pratico potevamo proprio permettercelo. Chi è che lavorava ai tempi dei nostri padri e dei nostri nonni? I nostri padri e i nostri nonni, tra l'altro, in Italia post bellica da ricostruire, quindi un paese di analfabeti che in pochi decenni si è trasformata in una potenza mondiale. Gli stipendi si sono alzati, la qualità della vita schizzava alle stelle, e poi elettrodomestici, confort, pubblicità, era il felice benessere occidentale della ricostruzione e del boom economico. Ma non so se ne siete resi conto, oggi le cose sono un po' cambiate. Il mondo del lavoro è cambiato, la globalizzazione, il neoliberismo che dovevano portare prosperità hanno portato anche delocalizzazione, crisi economiche, hanno distrutto il welfare e abbattuto i salari. E inoltre ci sta portando sull'orlo dell'estinzione di massa, polverizzando il potere d'acquisto e la salute mentale delle nuove generazioni. E tutto quello che era scontato per i nostri genitori: un lavoro stabile, una casa di proprietà, una macchina, i caposaldi per un padre padrone che porta il pane a casa, tutto questo si è sciolto come neve al sole. Quindi, anche se la cultura del maschio alfa ci permettesse di dominare gli altri, anche se le donne fossero ancora poco più che serve, non potremmo permettercelo. Cosa vogliamo dominare? Come possiamo essere padri padrone con 800 euro lordi al mese? Quindi, anche il capitalismo, certo fratello, anche il capitalismo, quello che doveva essere il nostro grande alleato, preso la sua mano invisibile, 58 le palle, ci ha trascinato in una valle di lacrime. Precariato e le donne, o anche le donne, sono entrate a pieno nel mondo lavorativo del capitale, nei suoi ingranaggi, e ci stanno da dio. Guardala, secoli di sottomissione, schiavitù domestica hanno insegnato alle donne tutte quelle qualità lavorative fondamentali per un'economia fondata sulla vendita e i suoi servizi: gentilezza, adattabilità agli imprevisti, gestione delle relazioni e soprattutto minori silenzio. Per questo motivo, secondo alcuni studiosi, la figura ideale del capitalismo è proprio la donna, soprattutto se giovane, di bell'aspetto. Sì, la dipinge come una cosa bella. Tu, innanzitutto, veniamo sfruttate tanto quanto voi, però ci pagate di meno. Ci molestate sul luogo di lavoro e quando è ora di chiedere la maternità, la grazie, tesoro. Stiamo parlando, capisci? Fratello, le donne sono entrate dentro gli ingranaggi di capitalismo, ma loro, a differenza nostra, hanno capito come mai questo meccanismo ci sta stritolando. La maggior parte degli uomini in questa nazione è inquieta rispetto alla natura della propria identità, anche se si aggrappano al patriarcato, stanno cominciando ad intuire che esso è parte del problema. La carenza di posti di lavoro, l'assenza di gratificazione del lavoro salariato e l'accresciuto potere di classe delle donne hanno reso difficile per uomini che non sono ricchi e potenti capire quale sia il loro posto. Il patriarcato capitalista e suprematista bianco non riesce a mantenere tutte le sue promesse. Molti uomini soffrono perché non si impegnano nelle critiche liberatorie che gli consentirebbero di comprendere che quelle stesse promesse erano fondate su dominio, ingiustizia, e che anche quando sono state mantenute, non mai condotto gli uomini alla gloria. Nel loro rifiutare la liberazione, rete harare quei modi di pensare da patriarcato capitalista e suprematista bianco che in primo luogo hanno ucciso le loro anime. Questi uomini sono perduti, come tanti ragazzini. Suprematismo, capitalismo, ma che c'entra questo adesso? Come cosa c'entra? Ma dai, ma sono le solite femministe che ci danno la colpa in tutto. Ma testo, fratello, ascolta, ti rendi conto di quello che sta succedendo? Ci hanno sempre insegnato che per essere maschi dobbiamo dominare. Doppia a notte nel mondo non è più questo. Le donne non vogliono più questo. Ma anche se lo volessero, voglio lo facessimo accettare, non potremmo comunque permettercelo, perché questo è un sistema economico che ci ha spezzato a metà. Siamo ancorati una dimensione del maschio antica con il resto del mondo dopo avanti per millenni. Sai chi saremo noi se fossimo in Guerre Stellari? Saremmo i calcoli di Chardarah, games, committee, incompresi, non particolarmente intelligenti e destinati a restare sott'acqua. Possiamo [ __ ] il mondo se non possiamo dominarla? Soltanto le sferzate, le umiliazioni in questo stesso sistema che ci vuole fatti a pezzi. La di poco cazzi tuoi, scopi panca, sei un povero sfigato. Vuoi piangere? Bene. Cosa significhi per dimostrare anche un minimo di sensibilità? Questo farebbe di euro procio. Esatto, non puoi soffrire, non puoi sentire. Molto meglio stritolare tutto ciò che hai, domande entro sotto strati e strati di mehmedi fa tutte spigolose di ironia per ingozzarsi di rogna fino a scoppiare. Fratello, detto che non vuoi, ma devi farlo. Devi prendertela con i comunisti, con le femministe, con chi cazzo vuoi più che poi salite a repentaglio tua già fragile sicurezza. Deve far soffrire qualcuno per vivere. Ma leggo il bambino, la gara col naturale Murphy, Pasqua. È colpa di tuo padre, coperto. Fratelli, non è colpa loro, è sempre colpa del mariarca. Il patriarcato mi costringe a fare così. Danneggia le donne, ma danneggia anche noi uomini. Questa, questa cultura, questa idea di maschio mi costringe a dominare quando nessuno ormai accetta più di essere nominato. E non avendo io neanche più gli strumenti per poterlo fare con la precarietà e tutto il resto, vado ma di un corto circuito e me la prendo con l'unica cosa che riesco a vedere chiaramente, cioè le donne che cambiano. Ma loro non c'entrano niente. Anzi. E se non posso dominare, senza il mondo comincia a rifiutare tutta questa logica, io tutto quello che dicevo sono sempre più soltanto le frustate, il senso di colpa per questo mio retaggio culturale. E se non posso neanche chiedere aiuto, perché chiedere aiuto non è molto etero. Ecco perché stiamo così male. Siamo, siamo poveri, fusi, inadeguati. Siamo così soli, soli in un sistema capitalista schiavizzante, alienante. E secondo te, in un sistema simile, un sistema dove l'uomo deve sobbarcarsi tutte quante le responsabilità di questo mondo senza poterselo permettere, dove un uomo fa fatica a trovare lavoro, trovare affetto, senso, anche soltanto un minimo di comprensione, dove l'uomo fa fatica addirittura a realizzarsi, secondo te è così un caso che la maggioranza dei suicidi riguarda gli uomini o che ci siano così tanti, o meglio, così pochi centri antiviolenza per uomini? Non ci diamo neanche il diritto di soffrire, di chiedere aiuto. E siamo stati noi a volerlo. Ci hanno insegnato volerlo. È diverso? Sì. Ma allora qual è la soluzione? Tutto questo casino, che cosa, che cosa possiamo fare per smettere di soffrire? Per accettare che anche noi siamo creature sensibili? Quale sarebbe questa benedetta idea di maschio alternativo al quale dovremmo aspirare? Questo, amico mio, non lo so.
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Il patriarcato, il capitalismo, è un sacco di roba. Io robot giganti, neanche sicuro di aver capito tutto il ragionamento. Ma che cosa possiamo fare? Beh, adesso non è che possiamo cambiare tutto quanto noi due da soli. Il generale è sempre bene partire da da noi stessi. Sì, ho capito di pochissimo. Ma questa benedetta idea di maschio alternativo a cui dovremmo ispirarci, ce la facciamo? Dove è il punto? È questo: un nuovo modello di maschio non è mai stato teorizzato. Appunto, le signorine non ce l'hanno dato. Ma d'altronde, non è così che funzionano le cose. Non è che le donne un certo punto si sono svegliate e sono dette: "D'accordo, la facciamo che tra 50 anni dobbiamo essere quella roba lì". Quindi, è un percorso, un percorso lungo che dobbiamo fare noi, senza che ci indicano la strada le ragazze. Lo faccio, capito? Per diventare alfa devo smettere di cercare di essere chat, senza però diventare vergine, quindi passare attraverso una fase sigma, prendendo spunto anche dalla micron, per approdare infine ad una mia dimensione alfa-omega. Cominciamo, cominciamo a partire dalle cose semplici. Tool, per esempio, cos'è che vuoi? Io vorrei scoprire. No, no, no, aspetta. Intendo che io ho fatto sesso molto tardi e quando l'ho fatto, non è stato, cioè, si è stato bello, ma nel porno sembrava meglio. Ecco, però, però vale averlo buttato, no? E quindi, quando l'ho fatto, io ero felice, non perché l'amavo, perché mi sono divertito, ma perché finalmente avevo qualcosa da raccontare, perché potevo andare dai miei amici e dirgli: "Ragazzi, sono uno di voi". Quindi, quella che poteva essere una bella esperienza si è trasformata in una checklist da spuntare. Esatto. Ma maniero profondamente sollevato, era finalmente un pensiero in meno, un peso che mi ero tolto. E la ragazza con cui ho fatto, non mi fregava niente, era una stronza qualunque. Anche, anche le molte, sempre la stessa storia, sempre soltanto doverglielo buttare. Ed è una cosa che a me, se vuoi sapere tutta, non piace neanche. Io, lo vuoi sapere la verità? Io ho tuttora preferisco farmi le seghe. Quindi, quando dico che voglio scopare, intendo che sì, voglio fare sesso con una persona, ma puoi trovare la persona con cui fare le cose con calma, una persona che mi metta a mio agio, che mi dia modo di esplorare, di sperimentare, di capire cosa mi piace, cosa non mi piace, senza avere sempre l'ansia di dover raccontare tutto ai miei amici o di dover sapere cosa ne pensa la società. Società, ecco, anche questa ansia da prestazione sociale, no? Il dover scopare, il dover scopare in un certo modo, anche quello è un retaggio della nostra cultura della dominazione. In questo modo, il sesso resta soltanto un rito che ha una sua partitura precisa, ma che magari non ci fa impazzire così tanto, magari ci mette addirittura ansia, quando in realtà potrebbe essere una cosa che ci può dare un sacco di belle e insoddisfazioni. Adesso mi stai dicendo che anche la penetrazione è un retaggio della cultura patriarcale? Ha una penetrazione non è un retaggio del patriarcato, ma l'ossessione per la penetrazione, l'ossessione per essere forte, l'ossessione di essere i cos'è che era, certo, insomma, tutta questa roba, essere fortissimi, fighissimi, l'ossessione di non dover mai chiedere aiuto, essere i padroni del proprio destino, e quella un po' sì, è proprio un retaggio della nostra cosa patriarcale. C'è altro? Sì. Io crescendo mi sono resa conto di una cosa. Quando vedo le coppie dei miei amici che si tengono per mano, si abbracciano, io, io sono invidioso. Perché? Perché io vorrei quella cosa lì, vorrei una persona vicina. Ma come faccio a tirarla vicino a me se non ho niente da offrire in cambio? Se non ho soldi, tre ro una carriera, se non ho un lavoro, se ancora dopo cinque anni faccio degli stage da 800 euro al mese, se ancora vivo in casa con i miei, come faccio a risultare attraente se no il minimo controllo, niente della mia vita? E questa cosa è il controllo. Siamo ossessionati dall'idea di aver perso il controllo. Il fatto che non possiamo più farlo da un punto di vista affettivo, sentimentale, non possiamo più controllare nessuno. Da un punto di vista lavorativo, e di nuovo, questo è un sistema economico che ci ha realizzati di fatto. Ma questo argomento affrontiamo un'altra volta. Il punto è: perché affossarci ancora questa idea che abbiamo perso il controllo, che dobbiamo riagguantarlo, quando il mondo è andato avanti? Perché non liberarci? Quindi mi stai dicendo che dovremmo smetterla di seguire quei life coach su internet che fanno video tipo "Come fare tantissimi soldi", "Come essere un vincente" o "Come masturbare correttamente una donna"? Estremamente specifico. Ma si resta il problema della mascolinità alternativa. Se non c'è, che facciamo? Bene, facendo come hanno fatto loro, cosa hanno fatto? Ci sono riunite, si sono chieste qual è il problema, cosa possiamo fare? Entro quali spazi? Hanno fatto critica e autocritica, tirando fuori, tra l'altro, una montagna di letteratura, flussi, ma, ma comunque hanno fatto dei passi da gigante. E guarda, le ore, ma litigano ancora. Certo, sono donne. Il punto, però, è un altro: che per cominciare questo grande percorso, renderci conto che possiamo vivere senza dominare, in nessun altro, per renderci conto che non abbiamo bisogno di dominare, di [ __ ] la vita per essere felici, che abbiamo anche noi il diritto a chiedere aiuto, il diritto alla tenerezza, il diritto all'amore, anche tra noi fratelli. Beh, basta veramente poco. Per esempio, chiederci: "Maschio, come stai?". A me sembra troppo poco. Poco. Se smettere di dare la colpa alle femministe per tutti quanti i cazzi che ci capitano, rimettere in discussione tutta la cultura con cui siamo cresciuti e prenderci le nostre responsabilità. Questo che sembra poco, ma dobbiamo solo chiacchierare. Che cosa dovremmo fare? Saltare il palazzo d'inverno? Andiamo con Carla? Perché non cominci tu? Come stai? Non me lo chiede mai nessuna. Questo era gay, comunque. Squadra, il nostro percorso è in salita e non possiamo scendere, perché in basso c'è soltanto il risentimento e il dolore. Sarà un percorso ostico, certo. Dovremo rimettere in discussione tutto quello con cui siamo stati cresciuti, prenderci la nostra responsabilità e conquistare il nostro diritto all'amore, anche tra fratelli. Ma sapete cosa? Noi possiamo farcela, perché, perché siamo maschi. E per iniziare, basta veramente poco, anche solo guardarci nelle palle degli occhi e chiederci: "Maschi, come stai?".
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