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Restaurazione e Congresso di Vienna

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Transcription

E già passato un po' da quando vi ho parlato della caduta di Napoleone. E però poi abbiamo fatto una sorta di pausa nel nostro procedere cronologicamente perché vi ho parlato dei cambiamenti dell'Ottocento, i cambiamenti nello stato, negli ideali, l'insorgere di varie ideologie, di sorgere anche di nuovi problemi, degli effetti anche della rivoluzione industriale. Ma adesso bisogna riprendere il corso normale della storia, almeno nella storia politica, perché vale la pena di vedere cosa accade in Europa subito dopo la caduta di Napoleone e, soprattutto, aprire la pagina della cosiddetta Restaurazione. Periodo storico importante, periodo storico che fu fonte di grandi problemi, subbugli, sommovimenti e che ci porterà poi ai cambiamenti nella seconda metà dell'Ottocento, un po' alla volta, e anche verso quell'importante percorso che riguarda l'Italia del cosiddetto Risorgimento. Andiamo a cominciare.

[Musica] [Applauso] [Musica]

Volevo bene, come sempre, Batman, Topolino. Io che mi chiamano Nano Ferretti, sono un insegnante di storia e filosofia delle superiori. Insegna in un liceo scientifico di Rovigo, in Veneto, e da dal marzo del 2020 uso questo canale per preparare le video spiegazioni di storia e filosofia che poi propongo a volte ai miei alunni quando siamo in didattica a distanza, ma in generale mi pare siano fruite sempre più spesso da studenti universitari, altri insegnanti, altri studenti, semplici curiosi che vogliono magari ripassare cose che hanno fatto trent'anni fa, scoprire per la prima volta. Quindi, benvenuti a tutti. Oggi parliamo di storia, parliamo di storia dell'Ottocento, in una cosa che normalmente a scuola si fa in quarta, cioè parliamo della Restaurazione. Prima di tutto, bisogna che capiamo cosa si intende con la Restaurazione, cosa significa questa parola.

Allora, Restaurazione. Con questo termine si identifica quella fase storica che prese avvio tra il 1814-1815, in particolare tramite il Congresso di Vienna, di cui oggi parleremo, in cui si tentò di davvero restaurare l'Europa, cioè riportarla a com'era 25 anni prima. Perché proprio 25 anni prima? Perché rispetto al 1814, 25 anni prima, fate l'associazione, viene il 1789, l'anno in cui era cominciata la Rivoluzione Francese. Cioè, le grandi potenze che si incontrarono a Vienna in questo congresso importante decisero di tentare di far in modo che la Rivoluzione Francese non fosse mai avvenuta, cancellare, tirare un colpo di spugna, cancellare tutto quello che era accaduto nell'età della Rivoluzione Francese e poi, soprattutto, nell'età napoleonica, e riportare indietro le lancette dell'orologio, riportando, restaurando l'antico. E questo vale sia per le famiglie regnanti, soprattutto a primo impatto, questo è evidente quando si va a vedere chi regna e dove regna. Perché se vi ricordate, nel loro essere francese prima, ma poi ancora di più Napoleone aveva cambiato faccia a tutte le monarchie europee, aveva cacciato i Borbone, aveva imposto sovrani da un tutti i parenti di Napoleone, per lo più in Italia, dappertutto, in Spagna, in Olanda, aveva costretto le altre potenze a scendere a ridimensionarsi. Insomma, bisognava rimettere a posto le cose e riportare sui troni le vecchie, le vecchie famiglie regnanti. Questo è un primo aspetto.

Forse, l'altro aspetto era anche quello di ripristinare i vecchi confini, perché l'Austria si era vista un po' complessa, la Prussia si era vista complessa, ma le potenze europee avevano perso territori quando Napoleone era avanzato per l'Europa, l'aveva soggetta, mezza Europa. Ora bisognava restituire le terre a chi di dovere e anzi, magari anche aumentarne i confini, visto che alla fine erano riuscite queste potenze a sconfiggere Napoleone. Ma poi, oltre che le famiglie regnanti, oltre che per quanto riguarda i confini, bisogna restaurare e soprattutto l'Ancien Régime. L'idea che emerge a Vienna quasi subito da parte dei grandi regnanti europei è quella di non solo rimettere a posto i tasselli delle famiglie e dei confini, ma anche proprio davvero cancellare tutti gli esiti della Rivoluzione, fare finta che non sia mai avvenuto, fare finta che gli ideali liberali, gli ideali borghesi, di cui la Rivoluzione si era fatta portatrice, non avessero mai trionfato. E quindi ritornare all'Europa del 1788, per capirci, l'Europa in cui dominavano ancora la distinzione di classe, in cui la nobiltà era ancora privilegiata a livello legale in tutti i paesi, in cui la borghesia sopportava il peso delle tasse e non avanzava grosse pretese. Questa è l'idea.

È un'idea che riesce, in realtà, lo vedremo, quasi subito, no? L'alterazione è un tentativo fallimentare, almeno nel medio-lungo periodo. Nel breve periodo, sì, qualcosa si ottiene, per carità. Le potenze riunite a Vienna riescono a rimettere in piedi i vecchi stati, le vecchie famiglie, anche ripristinare in alcune zone, di alcune situazioni, i vecchi diritti feudali e quindi l'Ancien Régime. Ma è un fuoco di paglia, è una vittoria di Pirro, potremmo dire. Dura poco, perché cancellare la storia non forse non è mai così facile, non è possibile, non è possibile riportare indietro così facilmente le lancette dell'orologio. La borghesia, certo, nel 1814-1815, forse è parzialmente sconfitta, ma si rifarà avanti. Ora che ha assaggiato i vantaggi di leggi che danno uguaglianza davanti alla giustizia, che danno libertà d'azione, libertà economica, libertà di parola, eccetera, ora che ha assaggiato queste cose, la borghesia non è più così tanto disposta a rinunciarvi. Certo, se glielo impongono, ci rinuncia, ma ci rinuncerà il meno possibile. Presto si farà avanti per riottenere quei diritti che sembra aver perduto. Infatti, certo, ripeto, questi primi anni sono anni di Restaurazione, ma poi inizieremo a vedere, a previsione, nei prossimi video, che già nel 1820, 1830, 1848, anni di grandi sommovimenti, di moti rivoluzionari.

Ecco, segno che questi tentativi sono velleitari, che questi tentativi di ripristinare il vecchio, ripristinare l'antico, sono destinati a un fallimento. L'unica situazione in cui qualcosa riesce, laddove almeno si capisce che non si può completamente cancellare quello che è avvenuto, e si cerca di trovare un compromesso tra un po' di Restaurazione e un po' di mantenimento del nuovo. Ma perlopiù questi tentativi finiranno per fallire.

Parliamo allora di questo Congresso di Vienna. Si riunì nel 1814-1815, appunto, nella capitale austriaca, e servì davvero a tracciare la mappa dell'Europa di lì in poi. Da lì in poi, dopo la caduta di Napoleone, le protagoniste principali furono le quattro potenze che avevano sconfitto Napoleone, cioè Austria, Gran Bretagna, Regno Unito, Russia e Prussia. Questi furono i quattro grandi che teoricamente avrebbero dovuto sedersi al tavolo e decidere tutto. La Francia e la Spagna erano invitate, sì, ma evitate in un certo senso di secondo rango, avrebbero dovuto più che altro partecipare solo ad alcuni colloqui e accettare lo status deciso dagli altri quattro. Poi vedremo che la Francia, in realtà, riuscirà a gestirsi abbastanza bene ed avere maggiore influenza di quella che si pensava potesse avere. Però sono inizialmente le quattro grandi, quattro grandi potenze, le vincitrici, ripeto, Austria, Regno Unito, Russia e Prussia.

Tra questi quattro, sicuramente un ruolo di grande importanza va assegnato all'Austria, padrona di casa, che ospitava questo congresso. Anche perché a guidare l'Austria, rappresentare l'Austria in queste conferenze, in questi colloqui, fu un ministro molto, molto abile, famoso anche proprio per questa sua abilità, Klemens von Metternich, ministro degli esteri e cancelliere. Quindi aveva varie cariche, qui agiva come ministro degli esteri, e lui riuscirà effettivamente a muovere le sue pedine in maniera piuttosto soddisfacente per l'Austria, che riuscirà, uscirà abbastanza rafforzata, come però ieri anche dire altre potenze, come la Prussia e come la Russia. Metternich non fu però l'unico protagonista, perché ogni paese, invece, il rappresentante immagine fu un altro ministro che emerse per abilità, per capacità, più o meno quasi alla pari di lei, per peso, è stato Talleyrand. Talleyrand era ministro degli esteri francese, quindi rappresentava la Francia, che teoricamente dall'essere la potenza che meno voce in capitolo avrebbe dovuto avere, perché era la sconfitta, era la Francia che aveva provocato questo gran guazzabuglio europeo, questo gran situazione di problematica tra la Rivoluzione e Napoleone, aveva devastato l'Europa. Ora la Francia, potenza sconfitta, non avrebbe avuto diritto a dire niente, forse. Ecco che allora riuscì invece, grazie ad abili manovre, a comunque garantito una certa integrità per la Francia, ad ottenere buoni risultati per la Francia, segno anche della sua capacità diplomatica. Tra l'altro, Talleyrand era davvero un personaggio per tutte le stagioni, perché era stato ministro già prima della Rivoluzione, poi ha avuto compiti importanti sia durante la Rivoluzione, sia durante l'epoca napoleonica, l'età napoleonica, era sembra di nuovo ministro con la Restaurazione. C'è davvero, ripeto, un uomo per tutte le stagioni, perché riusciva a districarsi laddove altri fallivano.

Pensate che nei 25 anni di Rivoluzione e Napoleone, tanti, molti avevano perso la testa, letteralmente, in Francia, e molti uomini politici avevano avuto momenti di gloria e momenti di caduta clamorosa. Talleyrand, forse l'unico che riuscì a assicurarsi una buona stella, qualsiasi fosse il regime al potere. È però, appunto, aveva sicuramente un certo talento diplomatico. Ad esempio, la prima cosa che Talleyrand riuscì a portare a casa, il primo grande risultato, fu l'applicazione del cosiddetto principio di legittimità. Questo principio, che pensate, forse principio cardine del Congresso di Vienna. In cosa consisteva? L'idea era quella che bisognasse ristabilire gli illegittimi sovrani ed i legittimi confini di ogni paese, cioè quello che dicevo prima, bisogna rimettere sui troni, in Francia, in Spagna, dell'Austria, delle vari stati italiani, eccetera, i legittimi sovrani, quelli che si erano cioè prima della Rivoluzione Francese, ma anche ristabilire i confini come stavano prima. E questo è un principio su cui molti erano d'accordo, ma Talleyrand riesce a farlo applicare anche alla Francia. Cioè, non possiamo dire che dobbiamo usare il principio di legittimità per l'Italia, per la Germania, per i Paesi Bassi, non per la Francia. Bisogna applicarlo anche per la Francia, il che voleva dire, certo, sul trono francese tornavano i Borbone, era quello, ma era abbastanza scontato. Ma soprattutto, e questo era quello che interessava a Talleyrand, che i confini della Francia devono rimanere intatti. Cioè, bisognava tornare ai confini della Francia pre-rivoluzionaria, o almeno, quindi, alla fine si stabilirà del 1791, prima che la Francia entrasse in guerra con mezza Europa. Bisogna ristabilire i confini della Francia a quelli classici. Cosa importante, unica, scontata, unica, tanto scontata, perché la Francia rischiava fortissimamente di essere, di diventare terreno di conquista per gli altri popoli. La Francia aveva occupato mezza Europa. Adesso, chiaramente, l'Europa avrebbe voluto riprendersi solo i territori persi, ma anche rubare alla Francia qualcosa di più, perché la Francia aveva uno stato così grande che ci ha scombussolato in questa maniera, prendiamo delle regioni. E poteva anche, non solo nel senso che l'Olanda, l'Italia, la Savoia e la Spagna pretendessero regioni francesi. Ecco, Talleyrand riesce a ottenere questo, che la Francia non è capottata, che la Francia rimanga nei confini che aveva nel 1791.

Ma come cambiare nei confini? Facciamo una panoramica e magari vi mostro anche a video qualche cartina. Allora, il dato, la parte che ho detto, i confini vengono ristabiliti. Questo fu importantissimo per Talleyrand. Ed altro, nella Francia si decise, proprio su spinta di questo ministro, di non umiliarla. Si sarebbe potuto umiliarla, perché in fondo la si riteneva colpevole di tutto quello che era venuto da 25 anni precedenti, ma si preferì non umiliarla, perché si pensava che se si fosse umiliata la Francia, si sarebbe potuto provocare il risentimento, nuove rivoluzioni. Non si voleva che la Francia subisse nuove rivoluzioni, bisognava che restasse un terreno, un territorio tranquillo, e quindi bisognava anche non colpirla troppo duramente. Quindi Francia ristabilita nei suoi confini, con la società mille regnanti Borbone, e sale al trono Luigi XVIII. L'avevo già citato, non hanno parlato della fine di Napoleone e dei Cento Giorni, l'indiscrezione trovate il link. Luigi XVIII, fratello, in quel Luigi XVI che era in carica quando era scoppiata la Rivoluzione e a cui poi era stato tagliata la testa. Luigi XVIII, poi vedremo come tenterà di gestire il potere. Però la Francia, ecco, da tutte le potenze europee, anche da quelle vincitrici, viene considerata forse il vero baluardo della Restaurazione. Bisogna che la Francia diventi un esempio positivo di quello che vogliamo fare in Europa: restaurare, ma tenere la pace, eccetera, e restare un po' più sicuri. Però si decise anche di mettere con la Francia degli stati un pochino più forti, in modo che potessero eventualmente frenare l'avanzata della Francia. Ad esempio, si ingrandì il Regno dei Paesi Bassi, cioè l'attuale Olanda, più o meno, perché le si fece inglobare il Belgio, l'attuale Belgio, divennero uno stato unico sotto la corona, sotto il Regno dei Paesi Bassi. Vedremo che non durerà per molto, però intanto, per il momento, è così. Quindi si ingrandisce.

L'Austria. L'Austria, grazie a Metternich, effettivamente ottiene dei buoni territori, una buona influenza. Intanto, fortissimamente, la sua influenza nel Nord Italia. Si crea nella zona dell'attuale, in Lombardia, il Regno Lombardo-Veneto, cosiddetto Regno Lombardo-Veneto, che viene inglobato nell'Impero Asburgico. Quindi la Lombardia sarà austriaca, va molto tempo. Ricorderete già da prima delle imprese di Napoleone che l'Austria era sotto, che la Lombardia era sotto gli austriaci. Il Veneto, prima di Napoleone, era una Repubblica indipendente. Questa Repubblica non rinasce, la Serenissima non rinasce. Ci fu un regno unitario tra Lombardia e Veneto, tutto sotto il controllo degli austriaci. Il territorio anche importante. E si controllano questo direttamente, poi indirettamente, però controllano anche altre zone dell'Italia, perché hanno una forte influenza sul Papato, sullo Stato della Chiesa, sulla Toscana, sul Ducato di Toscana, con i quali sono i Lorena, hanno comunque parenti con la famiglia degli Asburgo. E in più, si imparentano anche con i Borbone del Sud Italia. In Italia vengono ripristinati i Borbone nel Regno di Napoli, ma questo Regno di Napoli cambia nome e diventa Regno delle Due Sicilie, tra Sicilia e Regno di Napoli, ormai unitari completamente, e governato dai Borbone, ripeto, però imparentati con gli austriaci e quindi comunque sotto l'influenza austriaca. Quindi in Italia, in un modo o nell'altro, è molto legata agli austriaci, o solo indirettamente.

Hanno una forte influenza sulla zona tedesca, perché ricorderete che Napoleone aveva sciolto definitivamente il Sacro Romano Impero Germanico dopo 900 anni di storia e rotti. Ecco, si decide di non ricreare l'Impero, ormai l'Impero è morto e non ha più senso di crearlo. Si decide però di creare una Confederazione Germanica, cioè proprio una sorta di alleanza ancora molto tenue, molto vaga, un raggruppamento, diciamo, di stati tedeschi, guidato però sotto l'influenza austriaca. Di questo importante, tra l'altro, il numero degli stati ospitati, degli stati tedeschi, cala di numero. Erano tantissimi fino a poco tempo prima, perché era molto frastagliata la situazione. Ci riesce a riunire alcuni staterelli, quei piccoli stati, un pelino più grandi, e comunque l'influenza in questa zona è principalmente austriaca. Quindi gli austriaci si assicurano importanti territori. Anche i prussiani sono contenti, perché ottengono territori, soprattutto a Ovest, quindi si spostano sempre di più verso l'area tedesca. Infatti, gli austriaci vogliono l'egemonia sulla Confederazione Germanica, proprio per contrastare l'influenza dei prussiani. Comunque, la Prussia aumenta, acquisisce territori, soprattutto abbastanza ricchi, abbastanza importanti economicamente. E si ingrandisce anche la Russia. Anche lei pretendeva di aumentare i propri confini, ottiene una buona fetta della Polonia, e poi per il resto viene spartita, una volta che la Polonia, anche Varsavia, eccetera, città importanti, ottiene anche la Finlandia. Quindi la Russia più forte, la Prussia più forte, l'Austria più forte.

Il quarto grande che manca, la Gran Bretagna, il Regno Unito. Il Regno Unito ottiene grandi territori in risposta? No. Il Regno Unito non ha nessun interesse ad aumentare i propri territori in Europa. Non gliene frega niente. Il Regno Unito, negli anni, tra le sue colonie, ormai un po' in giro per il mondo, era queste colonie. Tra i grandi vantaggi, non ha bisogno di incrementare i territori nel vecchio continente. Vuole solo assicurarsi, questo starà molto attento, che nell'Europa continentale nessuna potenza acquisisca troppa forza. Cioè, al Regno Unito interessa, come tradizionalmente interessa, che nell'Europa continentale ci fosse un equilibrio tra le varie potenze, che nessuna prevalesse in maniera netta sulle altre, in modo da garantirsi una pace in qualche modo, e che questa Europa non andasse a rovinarsi. E poi i problemi, gli interessi del Regno Unito, per quanto pare, l'Italia rimane a dire una cosa veloce. Il Piemonte, il Regno di Sardegna, di Savoia, si ingrandisce anch'esso, perché i Savoia ottengono delle parti della Savoia, come regione, che erano vicine alla Francia. La Svizzera ottiene qualche piccolo problema, soprattutto ingloba, non un regno, la Liguria. Quindi adesso la Liguria era stata, c'era stata la Repubblica Ligure, ricorderete durante la Rivoluzione. Adesso la Liguria passò sotto il Regno in Seven Nation, Marine, Sardegna. Certo, non è gigantesco, il Piemonte, la nostra poco altro, più la Liguria, più la Sardegna, insomma, non è gigantesco, ma ha i suoi porti, le sue attività, insomma, ha una sua struttura che vedremo consentirà poi un certo progresso economico, non subito, ma tra qualche anno. Questa è più o meno la panoramica dell'Europa alla fine del Congresso di Vienna.

Ma al di là dei confini, dei territori, quello che interessava più di tutto alle potenze riunite a Vienna era garantire una pace duratura. Bisognava, certo, ripristinare tutto come era prima, ma anche evitare che l'instabilità ritornasse a emergere, che nuove guerre scoppiassero. Dopo 25 anni di guerre praticamente continue, tutti volevano un periodo di pace. Ed effettivamente, una pace internazionale ci andò a creare, come vedremo, per 40-40 anni e rotti, ci fu una globale pace tra le principali potenze europee, almeno a livello di guerre tra le potenze. Certo, questo non garantì però una pace assoluta, perché, come vedremo, quando è già anticipato, all'interno dei paesi scoppiarono rivolte, moti di tutti i tipi. Quindi non c'erano le guerre tra i paesi, ma c'erano quasi delle qualità interne ai paesi. Comunque, almeno dal punto di vista diplomatico, effettivamente, da questo punto di vista, fu un successo quello che si ottenne a Vienna, anche perché viene suggellato da alcune alleanze che dovevano proprio garantire questo concerto europeo, questa pace europea, questa anche, quasi parla di concerto europeo, intende il desiderio di dirimere le varie questioni diplomaticamente, non c'è più bisogno di farsi sempre la guerra, possiamo anche parlarne, possiamo anche decidere insieme, concertare insieme le strategie da seguire, le soluzioni da adottare. Questa era l'idea. Il concerto europeo vuol dire questo, vuol dire che si può l'accordo senza dover ricorrere sempre alle guerre. E certo, per potersi mettere d'accordo in maniera efficace, bene anche avere delle alleanze salde. Due alleanze nascono alla fine di questo Congresso di Vienna, in parallelo, potremmo dire, che avranno un certo peso negli anni successivi.

La prima alleanza viene chiamata Santa Alleanza. Nasce su iniziativa dello Zar di Russia, Alessandro I, ed è un forte connotato religioso. Tra l'altro, sentite, Santa Alleanza, si terrà richiamo il cristianesimo, certo, anche non proprio dodicesimo, alla Russia, perché unisce potenze che la Russia ortodossa, l'Austria cattolica, ma al cristianesimo, quantomeno, prende inizialmente altre potenze: Austria, Prussia e Russia, quindi tra potenze del centro-est Europa. E più tardi si aggiungerà anche la Francia, quindi la Francia, che all'inizio sembra dover rimanere esclusa da queste alleanze, alla fine riuscirà a entrare in questa Santa Alleanza, e questo per darsi anche un tono diplomatico, per avere un peso a livello diplomatico importante. Questa è la prima alleanza che incontreremo. Ancora la Gran Bretagna, il Regno Unito, non c'entra.

Seconda alleanza, invece, in cui entra la Gran Bretagna, si chiama Quadruplice Alleanza, formata dalle quattro potenze vincitrici: Austria, Prussia, Russia e Regno Unito. Questa nasce con un obiettivo ben preciso e, forse, unico: quello di tenere sotto controllo la Francia. La Francia, abbiamo ridisegnata, abbiamo messo sul trono i Borbone, certo, abbiamo creato le speranze, le potenze vincitrici, tutte le premesse per garantire una pace, ma, ma la Francia va tenuta d'occhio, perché non ci fidiamo neppure troppo di questa Francia. Allora si crea questa Quadruplice Alleanza, che avevano quell'obiettivo principale. Chiaramente la Francia non entra nella Quadruplice, perché non ha senso. La Quadruplice nasce per controllare proprio la Francia.

Terminato il Congresso di Vienna, in Europa iniziarono a cambiare tutti i confini, i regnanti, eccetera, ma soprattutto si diffuse la ventata di conservatorismo. Cioè, un po' in vari paesi europei, quasi tutti i paesi europei, non solo si cambiarono i confini, i regnanti, eccetera, ma si tentò davvero, a provare molte novità, di ritornare indietro, riportare al potere le forze più conservatrici che erano state dall'altro frustrate nei 20-25 anni precedenti. Ad esempio, facciamo una panoramica anche qui, partiamo dal Regno Unito. Effettivamente, dopo il Congresso di Vienna, per qualche anno, spettro al potere i Tories, cioè i conservatori, ma soprattutto, diciamo così, il ramo più conservatore dei conservatori, erano più di destra dei conservatori, quindi un'attrazione fortemente contraria anche alla tolleranza religiosa, fortemente anglicana. Infatti, ci fu qualche tensione con le minoranze religiose, ma soprattutto una fazione che tentò di avvantaggiare i proprietari terrieri e sfavorire invece l'industria, che pure in Inghilterra ormai era ben avviata, forte, e cercava di esportare. Come fece questa fazione al potere ad aiutare i proprietari terrieri? Back, tramite l'innalzamento dei dazi doganali. Mi sapete, dovreste sapere da molto tempo, i dazi doganali sono le tasse sulle merci in ingresso e in uscita dal paese. Perché questo danneggiava l'industria? E per gli industriali che esportavano, era in una fase in cui l'industria inglese era la più avanzata del mondo, forse anche l'unica, però siamo all'inizio dell'Ottocento e aveva bisogno di esportare prodotti finiti e di importare anche materie prime. Questi dazi doganali la penalizzano e invece proteggono le campagne inglesi, era la concorrenza degli altri paesi europei. Questo, quindi, fu malvisto dal ceto industriale, che pure stava rafforzando, e soprattutto fu malvisto anche nella popolazione, perché l'effetto di questo, un innalzamento dei dazi doganali, fu soprattutto quello dell'innalzamento anche del costo della vita, perché senza più la concorrenza internazionale, i proprietari terrieri inglesi finirono per alzare i prezzi dei loro prodotti, quindi senza più, appunto, difficoltà a vendere anche a prezzi più alti. E questo provocò un aumento generale dei prezzi, un aumento del costo della vita. Le classiche, i lumini che in Inghilterra erano ormai forti numericamente, cioè tanti proletari che facevano fatica davvero tanta fatica a campare, vedi, l'aumento dei prezzi portarono a subbugli, proteste anche di piazza, ma anche risposte molto dure da parte del governo. Insomma, si creò un clima un po' duro, abbastanza duro in questi anni.

Ma l'Inghilterra non fu l'unico paese ad avere difficoltà di questo tipo. Anche in altre parti d'Europa, come dicevo, non data fu quella anti-liberale e conservatrice. Ad esempio, in Spagna, il re, il re ripristinato Ferdinando VII, sarà proprio una dura repressione di ogni corrente liberale, di ogni intellettuale, di ogni azione liberale, in modo da cancellarli teoricamente dalla faccia della Spagna, anche se, come vedremo, questo risultato fu molto parziale. Un po' più tenue fu la situazione invece nel Nord Europa, nel senso che nei Paesi Bassi e scandinavi, in alcune regioni della Germania, si mantennero in piedi i parlamenti che si erano creati negli anni precedenti, però parlamenti piccoli, ristretti, eletti a suffragio molto, molto ristretto e con poteri piuttosto limitati.

Qualcosa del genere, tra l'altro, si può vedere anche in Francia, perché in Francia, come vi ho detto, si è al trono, tornò sul trono Luigi XVIII, fratello minore di Luigi XVI, e questo Luigi XVIII subito tentò di ingraziarsi il popolo concedendo una costituzione. Anzi, a dire il vero, non volle chiamarla costituzione, perché forse troppo impegnativo, ricordava troppo gli anni della Rivoluzione. Viene chiamata Carta, quindi, la Carta del 1814, con cui appunto questo Luigi XVIII cercò anche, certo, di ripristinare i vecchi valori e l'Ancien Régime in qualche misura, ma anche di concedere qualcosa alla popolazione, alla borghesia francese, in modo di dire: "Sì, io torno, ma non voglio cancellare tutto quello che è stato". Si cerca un compromesso, direi. Infatti, questa Carta è abbastanza interessante, perché ristabilisce, ridà, concede le libertà fondamentali: libertà di parola, la libertà d'opinione, la libertà di stampa sono ancora garantite, in qualcosa di importante. In più, mantiene in piedi il parlamento, anche se lo riforma in parlamento bicamerale, con due camere. Una chiamata Camera dei Pari, che è di nomina regia, quindi simile alla Camera dei Lord inglese, ma l'altra, la Camera dei Deputati, invece, elettiva. Quindi, insomma, rimane la possibilità da parte del popolo di dire la propria, partecipare all'azione politica tramite il potere legislativo. Attenzione, però, la legge elettorale che porta all'elezione della Camera dei Deputati prevede un suffragio molto ristretto, nel senso che hanno diritto al voto in Francia, con questa Carta, circa 100.000 persone, pochissime rispetto a quella a cui si è abituati con la Rivoluzione, dove si era arrivati poi anche al suffragio universale, ma anche al suffragio meno estremo, a qualche milione di votanti. Qui siamo a 100.000, pollici solo i più ricchi, in pratica, perché il suffragio è basato sul censo, il suffragio sulle tasse che si pagano, quindi solo l'alta borghesia, sostanzialmente, e le classi molto, molto agiate possono partecipare al voto. Però è stata quello che forse si temeva, è già qualcosa. C'è da dire, però, anche che questo parlamento aveva poteri piuttosto limitati. Quindi sono concessioni molto parziali che Luigi XVIII fa al popolo. C'è, però, anche da sottolineare che all'interno di questa Carta, grandi, poi, la divisione dei poteri, di queste questioni qui, sono mantenute alcuni elementi dell'età napoleonica. Ad esempio, ha mantenuto il Codice Napoleonico. Il Codice Napoleonico non viene abrogato, viene mantenuto in piedi. Era importante che anche nel Codice Napoleonico c'erano alcuni importanti diritti della borghesia, il divorzio, eccetera, la proprietà privata, e quindi viene mantenuta. Vengono mantenute le scuole, così come l'aveva delineate Napoleone, quindi in buona misura, like. E quindi, importante anche questo, viene mantenuta anche l'amministrazione pubblica, come era stata disegnata Napoleone, i prefetti e tutte questi apparati burocratici che avevano ben funzionato durante l'Impero Napoleonico, vengono mantenuti. E infine, forse la cosa più importante, per quello che poi accadrà dopo, si decide anche che le terre che erano state requisite, sia dalla Rivoluzione, alla Chiesa e ai nobili, non debbano essere restituite. Attenzione a questo punto chiave, perché lo ritroveremo. Ricorderete che durante la Rivoluzione Francese, la Rivoluzione aveva abolito i privilegi feudali, aveva abolito tante cose, ma poi a un certo punto aveva proprio requisito le terre. Cioè, le terre degli ordini soppressi, le terre di molti nobili, erano state prese dallo Stato e poi rivendute a aste. Quindi, sono stati molti che dalla fine del Settecento, inizio dell'Ottocento, avevano speso tanti soldi, dato soldi allo Stato per comprarci delle terre e poi se le erano fatte fruttare, eccetera. Ora, il rischio per questi proprietari terrieri, a cui aveva Napoleone, se cadeva tutto, che il nuovo regime, che voleva però richiamarsi al vecchio regime, imponesse di restituire le terre alla Chiesa e di restituire le terre ai nobili. Quindi questi che avevano comprato terre, fatte lavorare, fatte fruttare, avrebbero perso il loro investimento. Ecco, questi che temevano questo esito, vennero però calmati, perché Luigi XVIII disse: "No, le terre rimangono in mano vostra, chi l'ha comprato durante la Rivoluzione, se ne tiene". E questo servì a calmare, appunto, gli animi, a non far troppo preoccupare la borghesia, che effettivamente avrebbe reagito probabilmente molto male in una situazione diversa. Ma crea anche del malcontento, bisogna dirlo, sia degli ecclesiastici, sia tra i nobili, che invece speravano caldamente di riavere indietro le loro terre. Per loro fu un cospicuo danno economico. Però questa è la soluzione che alla fine Luigi XVIII trovò, e che per qualche anno sembra reggere.

Facciamo una veloce panoramica anche sull'Italia. Vi ho detto, si era portato il Regno di Sardegna, e col Regno di Sardegna si è politicamente e geograficamente rafforzato, ma è forse il più duro contro i regni liberali, contro quello che si era tenuto durante il periodo napoleonico, perché il sovrano che si chiama Vittorio Emanuele I. Intanto cancella tutte le leggi napoleoniche nate durante il dominio francese, via tutto. Affida la scuola alla Chiesa, ritorna ad affidare alla Chiesa, quindi quell'opera di legislazione che era iniziata dai francesi viene cancellata. E soprattutto, con più un'azione nella pubblica amministrazione, cioè tutti quelli che avevano manifestato simpatie per i francesi, simpatie filo-giacobine, eccetera, a casa e fuori dallo Stato. Quindi, giro di vite piuttosto duro. Ultima cosa importante, segno anche di questo ritorno un po' all'antico, ritornano anche a dare importanza alla Chiesa cattolica, vengono varate nuove forme di discriminazione verso gli ebrei e verso i valdesi, verso cioè le minoranze religiose. Per qualche anno, il Piemonte sarà forse lo stato più conservatore all'interno della scena italiana.

Diversa la situazione, invece, ad esempio, in Toscana, dove tornano i Granduchi. Ferdinando III tenta di ripristinare un po' quella tradizione del dispotismo illuminato, di cui abbiamo parlato spesso proprio in Toscana con Pietro Leopoldo, ad esempio, in descrizione trovate il link, siete curiosi, potete andare a rivedere. Perché anche questo Ferdinando III, effettivamente, vara alcune riforme, soprattutto in campo agricolo, promuove innovazioni, anche se il tipo di contratto dominante in Toscana rimane la mezzadria, però qualche innovazione c'è. E poi, soprattutto, garantisce una certa tolleranza dal punto di vista religioso, dal punto di vista delle idee. Firenze, in effetti, vive una fase di, diciamo, rigogliosa dal punto di vista culturale, perché a Firenze si è sicuri di poter esprimere, infatti, le proprie idee in maniera piuttosto libera.

Nel Regno del Sud, nel Regno delle Due Sicilie, che si è formato in questa maniera, diciamo, si tenta di mantenere, almeno qualcosa di quello che erano i progressi che si erano fatti durante l'età napoleonica. Ad esempio, si erano imposte nel corso degli anni le leggi anti-feudali nel Regno di Napoli, ma non ancora in Sicilia. Si tenta di estendere queste leggi anche in Sicilia, ci si riesce, però con grande difficoltà, perché i baroni siciliani fanno una forte opposizione a questi tentativi, ed effettivamente proprio questa grande opposizione, questo difficoltà, prenderà poi altri tentativi di riforma. I Borbone, forse, avrebbero voluto usare qualche riforma in più, ma si fermano lì, quando vedono che l'aria che tira non è buonissima.

Ultimo territorio di cui vale la pena parlare velocemente, la Lombardia. La Lombardia, vedete, insieme al Lombardo-Veneto, passa sotto l'Austria. La Lombardia è forse la zona più interessante in Italia in questo momento, perché ci sono grandi intellettuali, ci sono idee, le vedremo, sarà anche la zona più calda, per certi versi, durante i vari moti che scoppieranno in Italia. Però ci sono gli austriaci in Lombardia. Gli austriaci useranno un pugno di ferro, cioè amministreranno questo territorio con grande durezza, anche con eccessiva durezza. Ad esempio, grande censura della stampa, arriveranno a chiudere molte riviste, tra cui il famoso "Il Conciliatore", importante rivista milanese, e molte altre riviste, e grande attenzione a frenare ogni impulso liberale, ogni idea nuova che invece a Milano si sperava di far circolare. Ecco, questa è la situazione che regge l'Europa, torna il 1815-1816. Se siete in questi anni, qui vedremo che c'era una situazione molto instabile, nonostante si fosse tentato di creare, creare stabilità, in realtà questa stabilità, magari c'era tra stato e stato, ma non all'interno degli stati. E infatti, già nel prossimo video, che faremo di questa serie di video, che sono dedicati alla storia di quarta superiore, parleremo dei primi moti, quindi del 1820-1821, che già misero in luce che la situazione era destinata a non durare a lungo. E poi parleremo dell'indipendenza greca, parleremo delle varie cose, ma nei prossimi video. Per il momento, questo è tutto. In descrizione trovate, come al solito, l'elenco dei punti. Oggi, di fianco, c'è un numerino in blu, e ci cliccate, vi riparte il video esattamente da quel punto. Trovate i link agli altri video che ho citato, alle playlist di storia e filosofia, per vederli tutto l'elenco dei video che ho fatto finora, tantissimi in ordine, e per poterli consultare. Certo, manca ancora qualche pezzo, ma nel giro di un mesetto dovrei riuscire, forse, a completare il tutto. Bene, poi saranno abbastanza con. Ci vediamo presto per nuovi video di storia, filosofia, educazione civica, eccetera. Ciao, alla prossima.

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