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Laboratorio salute: digiuno terapeutico e incremento della memoria - 31.03.2016

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Transcription

[Musica] [Musica] Buonasera e ben ritornati al nostro appuntamento settimanale con Laboratorio Salute. Chiedo subito scusa ai miei telespettatori perché, come potete ben sentire, la mia voce non è un granché. Sono leggermente raffreddata, però non voglio mai mancare a questo appuntamento che ormai è nel mio cuore e quindi ho deciso di essere qui con voi questa sera. Spero che la voce mi accompagni, che non mi abbandoni durante questa lunga maratona di due ore insieme ai miei ospiti.

È una puntata particolarmente bella e interessante, un argomento che, diciamo, che io nel mio cuore abbiamo già affrontato diverse volte e oggi lo faremo da un punto di vista medico e scientifico. Incomincio subito con il presentare i miei ospiti. Qui con noi abbiamo il dottore Mellelli Roia. Buonasera e benvenuto. La ringrazio per essere qui nel nostro studio perché le ha fatto comunque un bel viaggio, lei viene da Perugia e lo ricordiamo, siamo qui in Lombardia, in questa piccola cittadina che è Cremona. Quindi la ringraziamo per questa sua, per questo suo spostamento.

Adesso io la presento velocemente e poi facciamo quelle una battuta di presentazione. Lei è laureato medico chirurgo, laureato presso l'Università La Sapienza di Roma e membro dell'Accademia di Medicina Tradizionale Cinese di Pechino, esperto di iridologia, programmi computerizzati della Russia, di diagnostica energetica su base elettronica della Germania, agopuntura, idrocolonterapia, omotossicologia e oligoterapia, fitoterapia, digiunoterapia assistita con puntura e, ovviamente, anche di nutrizione. Allora, questo suo curriculum è lunghissimo. Noi l'abbiamo già anche conosciuta, l'abbiamo già anche intervistata. So che lei è impegnato in diverse conferenze in tutta Italia. Noi in particolare abbiamo conosciuta a Bifort, ci siamo anche intervistate, l'abbiamo anche intervistata e abbiamo conosciuto questo uno dei casi eclatanti che lei ci porta, diciamo, a conoscenza del pubblico.

Allora, ci racconti qualcosa di lei, dottoressa. Sappiamo che l'argomento che abbiamo scelto oggi è un po' il suo cavallo di battaglia, ovvero la digiunoterapia pilotata con l'agopuntura. Lei ha studiato, le ha aiutato 20.000 pazienti, di cui 1.500 gravi e nella maggior parte di questi, circa l'80-90%, ho avuto dei buonissimi risultati. Allora, avete capito quale sarà l'argomento. Però, come sempre, mi piace conoscere meglio i miei ospiti, quindi lascio un po' lei la parola.

Va bene. Sì, io da quello che che ha detto è chiaro che ne fa totalmente tante, che probabilmente non so tanto in profondità. Questo viene da pensarlo. In realtà, la scelta di interessarmi via via di sempre più discipline è legata ad una considerazione che spesso si arriva persuazione laddove singolarmente non siamo all'altezza di risolvere un problema. Ai miei pazienti dico sempre: se siamo in sei a spingere un'automobile, la macchina partirà. Se sono da solo, possa essere la persona più forte del mondo, ma avrà dei problemi. C'è un altro problema che è la multifattorialità delle patologie, per cui spesso avendo anche delle terapie multifattoriali riusciamo ad ottenere risultati altrimenti impensabili.

Io ho iniziato venendo la famiglia di parecchi medici, mio padre, mio fratello, sì, cugini, ma non volevo e non ho mai voluto andare contro la medicina ufficiale. Ho voluto allargarne le possibilità, cercando di introdurre quella che si chiama medicina alternativa integrata. Sono tutti i nomi che a me non piacciono tanto, è tutto medicina quello che aiuta l'essere umano, almeno questa è la mia, il mio punto di vista. Volevo portare qualcosa di più correttamente scientifico, cioè avere un terreno comune di dialogo con i colleghi, perché sono tutte cose che devono tornare a vantaggio dell'umanità e non altro. Chiaramente questo mi ha portato molto, molto lontano in Cina, sono più di vent'anni, anzi, ancora di più. Però devo dire che ogni volta che acquisivo delle nuove così possibilità e capacità, vedevo che si inserivano perfettamente nel mio schema. Anche perché, avendo scelto che fossero all'origine tutte innocue, il problema non sussiste. Cioè, se io devo sommare terapie chimiche dannose, già una per amor del cielo, no, lo devo fare con molta prudenza. Figuriamoci se poi nel black box, come chiamano gli americani, il corpo umano, no, inserisco delle molecole, ma non so esattamente cosa succederà, perché non so esattamente cosa c'è in una cellula, non so quanti sono e quali sono gli ormoni, ogni anno se ne scoprono di nuovi. Quindi ho cercato di fare un sistema che sia affiancasse alla medicina ufficiale più riccamente possibile e che in alcuni casi, e per fortuna adesso possiamo dirlo, poi addirittura ottenere dei risultati migliori. In altri no, come è naturale che sia. Sarebbe come che un chirurgo si mettesse a litigare con l'anestesista, non esiste. Ci vogliono tutte e due per un buon risultato, almeno questa è stato il mio ragionamento di base. E quindi, ecco, alla fine sono arrivato a questo, acerbo di terapie, ma ho scoperto che la più efficace, la più bella, la più naturale, anche perché così sbaglio meno io, per il digiuno, perché il digiuno l'ha inventato il Padre Eterno e va avanti da da milioni di anni. Qualsiasi animale quando sta male istintivamente si accuccia, quindi riposa e digiuna. Io dico sempre, sono tre le terapie più importanti: la prima riposo, la seconda il digiuno. A me piace l'agopuntura come terza strada e ho cercato di mettere, di metterle insieme.

Ecco, ma quello diciamo che siccome la sua base, poi l'ha detto lei, no, è quella medica scientifica, ha voluto poi anche avere proprio dei riscontri. Lei ha fatto anche, ha tenuto anche una casistica dei pazienti che lei ha accompagnato in questo percorso. Quindi anche da un punto di vista scientifico, lei analizza insieme ad altri scienziati che a livello diciamo mondiale vedono questa pratica come una vera pratica medica.

Sì, soprattutto è stata bella la collaborazione con il professor Maca dell'Università di Mosca, che ha avuto occasione di valutare diversi nostri pazienti con malattie autoimmuni. In particolare, appunto, noi seguiamo la sclerosi multipla dal '95 con un approccio con l'ISEM locale di Perugia e cerchiamo di così confrontare e confortare i nostri dati con quelli che sono le analisi di laboratorio più classiche. Non sempre e così facili, perché ci sono malattie che non hanno un inquadramento anche dal punto di vista scientifico così chiaro e netto, no. Però ne abbiamo sempre voluto portare più dati possibili a sostegno di quello che noi facciamo. Ovviamente, quando una persona, che ne so, dalla sedia a rotelle riprende a camminare, e questo è successo, non è che ci sia bisogno di una risonanza magnetica o di un esame del sangue. Cioè, è evidente il beneficio. In altri casi, prendiamo la tiroidite di Hashimoto, no, prendiamo una malattia autoimmune molto frequente. Beh, lì è chiaro che allora tu hai il conforto sia nell'analisi e gli esami di laboratorio, le ecografie per quanto riguarda la presenza di noduli tiroidei. Cioè, noi dobbiamo diciamo sottolineare, no, con esami scientifici ufficiali il lavoro che abbiamo fatto e i risultati che abbiamo ottenuto, altrimenti non saremmo facilmente, come si dice, attendibili, no? Cioè, non ci ascolterebbero. Invece la strada giusta è quella di dare dei dati certi.

Tra le altre cose, lei mi diceva che nel suo studio vengono da lei a curarsi anche pazienti medici, chirurghi, primari di ospedali.

Sì, ho questo onore, questa fortuna, proprio perché il mio modo di proporre è collaborativo e non di antitesi, no, con la medicina ufficiale, nella quale io sono nato, perché mio padre era un medico. Io a un anno sono rimasto senza. Anzi, vorrei dire una cosa a proposito, perché mi piacerebbe sapere qualcosa di lei. Non l'abbiamo detto, è partito subito velocemente l'aspetto medico, però piace anche conoscere, diciamo, la persona, proprio la qualcosa di lei, no, a livello personale. So che lei viaggia, me l'ha detto lei proprio prima di iniziare la trasmissione, viaggia sempre accompagnato dalla moglie. Infatti, qui con noi, su, la ringraziamo. La mia badante. Grazie. Dello studio. Io non saprei neanche accendere un computer, questo lavoro me lo fa tutto lei e mi aggiorna e si aggiorna, e soprattutto sull'alimentazione e problemi dell'inquinamento, no? Proprio una collaborazione fortissima.

Ma io adesso mi sto interessando di una associazione, diciamo, sanitaria, che si occupa degli orfani, si occupa degli orfani dei medici, dei farmacisti, da oltre un secolo. E devo dire che io stesso e mio fratello siamo, ci siamo laureati anche grazie a questo, per mio padre erano qui che io avevo un anno e esiste a Perugia un collegio, però fanno appunto, al quale tu puoi essere, nel quale tu puoi essere ospitato e condotto via via fino anche alla laurea. Ci sono anche i pensionati universitari in tutta Italia, ma quello diciamo per minori, il collegio centrale era a Perugia. Io sono stato immeritatamente nominato presidente degli ex assistiti e già nel '76 ci fu una battaglia per salvare l'ente che voleva essere, era stato messo tra gli enti inutili, un ente che non prende una lira dallo Stato, che c'è un attivo di più di 400 milioni, che ha assistito 400.000 orfani in un secolo ed è stato gestito bene, dal momento che esiste ancora questo patrimonio, non può essere considerato inutile. E quindi lo salvavamo all'epoca. Adesso noi ex assistiti ci siamo uniti perché l'ente è diventato fondazione. Adesso c'è in ballo una elezione e noi vorremmo che l'ente restasse quello che è stato per altro secolo, anzi, che facesse ancora di più. Quindi, come lì sta Caduceo, gli ex assistiti, ci stiamo presentando alle elezioni nazionali. O anzi, incontrato qui un primario anche a Cremona, a parte il Museo del Violino, che è una cosa troppo bella, e proprio per perorare la nostra causa, per dire a tutti i sanitari che non sanno tantissimi, che cosa sia questa Oasi, pensano che sia una specie di di gabella, di tassa da pagare, inutile. Pensate che costa 12 euro al mese. Io avevo un compagno in collegio che sono rimasti 11 orfani e sono stati tutti aiutati, tutti, dal primo all'ultimo. E il genitore non paga niente in più, cioè paga 150 euro, versa 12 euro al mese per aiutare questi ragazzi. Si occupa, esatto, degli orfani. Perché non portarla avanti? Facciamo questo appello, sensibilizziamo. Sappiamo che ci guardano molto spesso i medici, li voglio proprio loro, perché sappiano quanto, quanti sono le loro possibilità. Ci sono ville al mare, in montagna, dove possono, ovviamente, gli assistiti vanno gratuitamente, ma anche i figli di medici viventi possono essere ospiti dei vari pensionati universitari. Per esempio, uno fa una facoltà a Torino, c'è un pensionato dell'Oasi, dove possono accedere anche i figli di medici viventi per un prezzo veramente bassissimo, no? 12 euro al mese, di cui metà detraibili e i contribuenti obbligatori, cioè gli ospedalieri, viene trattenuto direttamente sullo stipendio. Gli altri invece, liberi professionisti, si iscrivono volontariamente e noi ci stiamo impegnando per salvare queste istituzioni. Noi vogliamo che questa istituzione rimanga così come è stata per un secolo, gestita bene.

Mi fa piacere che persone come lei, comunque, abbiano ancora lo spirito di solidarietà e anche di, diciamo, prospettiva per le future generazioni, cioè che ognuno non guardi solo nel proprio orticello, ma si guardi anche al benessere dei promotori del settore giovanile. Dovere morale, gratitudine perché ne è usufruito e quindi sarebbe veramente da ingrati. Dovere morale, perché una cosa che trovo talmente, anzi, tutte le categorie dovrebbero ingegnere, gli avvocati, pensate che bellezza. oltretutto si solleva lo Stato da delle spese, si creano posti di lavoro. La cosa bellissima della nostra libertà e soprattutto di crescita, assolutamente. Veterinari, farmacisti, a sostenere la Caduceo, gli ex assistiti, che fanno questo servizio.

Allora, su questo argomento, grazie per averci dato lo spunto. Grazie. Solo, interrompo proprio un secondino, perché poi mi piacerebbe approfondire nuovamente in questa parte l'argomento di questa trasmissione, la digiunoterapia assistita con l'agopuntura. Per esempio, l'altro ospite che qui con noi, anche lui, avete già visto dalle immagini, è un uomo, viene da Milano. La ringrazio, dottore Giovanni Troiano. Grazie, buonasera, benvenuto. La presento velocemente. Lei è docente del Master Eura, capo programma formativo sull'apprendimento rapido. E, a dire la verità, lei è ingegnere meccanico. A 26 anni, dico qualcosina di lei che ci siamo detti per telefono. Mamma americana, giusto? Papà italiano. Infatti, si vede questa fisionomia un po' mi sono multietnico. Assolutamente sì. Sì, sì, sì. Diciamo che io sono rimasta stupita perché segue un po' l'onda, l'onda che energetica che mi arrivano. Mi è arrivata una mail di questo, diciamo, di questo programma che si chiama Master Eura Eureka. Sono andata a vedere e sono rimasta incuriosita e così è arrivato l'invito. Ci siamo sentiti.

Allora, ci racconti qualcosa di lei.

Beh, innanzitutto, la cosa più importante da sapere è che Eureka, a proposito di idee, è una frase famosissima di Archimede, che un bel giorno, si narra, uscì per le strade urlando proprio Eureka, Eureka. E noi abbiamo preso quella, diciamo, frase, quell'aneddoto per lanciare un po' una provocazione. Ognuno di noi ha una mente che è uguale. Se noi andiamo ad analizzarla dal punto di vista scientifico, peccato che ogni persona esprime il proprio potenziale in modo diverso. E quindi, perché non andare a riscoprire quelle che sono le naturali funzioni del nostro apprendimento e poi svilupparle per eccellere? Questo è il nostro ruolo. E io, poi, mi sono avvicinato a questo corso anni fa. Ero studente, come tutti gli studenti, ero alla ricerca di un metodo per studiare in modo più semplice e avere anche più risultati, perché se vado a vedere quello che era il metodo che avevo appreso dalle scuole, sicuramente potevo essere soddisfatto, avevo dei buoni voti, però immancabilmente, quando dovevo preparare un esame, mi riducevo per l'acqua alla gola, quindi era più tante volte che superavo un esame con lo stress che lo superavo con la soddisfazione dell'aver imparato qualcosa. E poi aveva un grande problema, e che tutte le volte che davo degli esami, quello che poi avevo studiato tendevo a dimenticarlo. E quindi mi sono avvicinato proprio a un corso, a un metodo come il Master Eureka, perché la promessa era di aiutarmi a studiare in modo efficace. E quindi, da un gioco, da una, diciamo, provocazione per me, è nato un corso. Ho frequentato questo corso e poi da quel corso è diventato proprio un lavoro. Quindi si può dire che è stato proprio una fortuna. Ecco, devo dire Maurizio Possenti, infatti, lavora principalmente in Svizzera, no? Però diversi corsi vengono tenuti anche in Italia e lei ne tiene diversi a Milano. Di questi corsi sono diverse le tematiche che vengono affrontate durante questi corsi e vorrei dare qualche spunto, qualche chicca per far capire di che cosa si tratta, ovvero voi che cosa su che cosa vi diciamo, fatica con la voce, so che aumentate la memoria, insegnate a leggere molto più velocemente e comunque in maniera comprensibile, che in modo che ciò che viene letto rimanga poi nella mente, no? Perché sennò non ha senso, altrimenti. Poi io credo che molte persone amerebbero parlare più lingue e non ci riescono perché il metodo di apprendimento comunque risulta complicato e so che con voi è possibile imparare addirittura, non mi ricordo quante parole, 900, cavoli, in un mese. Quindi, ecco, questa è veramente mi fa sorridere questa, diciamo, presentazione, perché da come viene presentato questo metodo, sembra una bacchetta magica, sembra veramente una rivoluzione. In realtà, non è così, perché è molto più semplice di quello che può sembrare, perché le tecniche che noi insegniamo, diciamo, non le abbiamo inventate noi, ma esistono da anni. Addirittura, le prime sono state introdotte da Cicerone, che ideò un sistema per ricordare i passi di un discorso. Pensate che Cicerone riuscì a parlare fino a sei ore in Senato senza lo straccio di una punta. Poi, nel corso della storia, sono diversi i geni, Pico della Mirandola e altre persone che noi ricordiamo come talentuose, ma se poi si va a scoprire, loro utilizzavano delle tecniche. Quindi, ecco, quello che abbiamo scelto di fare di rendere questa, diciamo, conoscenza che nel tempo era riservata a pochi, accessibile a tutti. Pensa che al nostro corso noi abbiamo allievi dai 10 fino agli 80 anni, quindi si può proprio dire che è questione di apertura mentale. E su cosa abbiamo scelto di concentrare l'apprendimento? In realtà, su quattro aree. Innanzitutto, la memoria, che devi sapere che la nostra memoria, ahimè, non si può migliorare assolutamente. Quindi, questa è una buona notizia, perché magari molti telespettatori stanno pensando, e magari sarà perfetta la tua memoria, però magari possiamo rallentare, dopo lo chiederemo al medico, diciamo, il decadimento cognitivo. No, assolutamente. La cosa che si può fare, in realtà, è tenerla allenata, perché uno studio degli anni '50, che è stato realizzato da un neurologo canadese di nome Wilder Penfield, ha proprio dimostrato che la nostra capacità di immagazzinare delle informazioni è perfetta. La parte che non funziona è la parte del recupero, il richiamo dell'informazione. Alle volte abbiamo la parola sulla punta della lingua, sappiamo di saperla, ma non ci viene, oppure dimentichiamo le chiavi, non sappiamo dove le abbiamo lasciate. Sono tutti segnali di un mancato richiamo. Ecco perché queste tecniche sono efficaci, proprio perché migliorano il deposito. Se tu depositi qualcosa nella tua memoria in ordine, quando la vuoi richiamare, allora è più facile. E pensa che grazie a queste tecniche, le persone che vogliono imparare delle lingue, ad esempio, riescono a memorizzare, sfruttando un ricordo a lungo termine, qualsiasi tipo di informazione, un vocabolo, una regola grammaticale. E questa tecnica si può applicare anche a lingue come il cinese o l'arabo, che ultimamente stanno diventando molto, siamo appetibili, sono anche proprio bisogno a livello lavorativo. Assolutamente, quello che sta succedendo, avere dei buoni traduttori, possibili che non ce ne siano veramente pochissimi di traduttori dell'arabo, e quindi molte persone scelgono di imparare queste tecniche. Ovviamente, perché hanno obiettivi diversi, quindi chi vuole superare più esami, chi vuole aggiornarsi facilmente, o chi vuole imparare una lingua. Ma tutte le persone che imparano queste tecniche, lo fanno perché sentono che il loro ricordo non è duraturo.

Hai imparato qualche lingua con questo metodo?

Assolutamente. Ho imparato, a parte l'inglese, delle basi di cinese, che sicuramente mi tornano utili. E che la frase che vuol dire "ciao, come stai?". Assolutamente. Poi, la cosa bella dell'apprendere nuove informazioni è che sicuramente quello che tu hai imparato nel corso degli anni rimane il tuo metodo di studio. Noi semplicemente lo andiamo a potenziare. E anche l'aspetto della concentrazione. Se ci pensi, quante volte ci succede di leggere una pagina, poi arrivare in fondo e doverla rileggere? No, io cerco di, con la mente, di ricordarmi quello che ho appena letto, oppure vado a rileggermi la frase precedente, perché la mente intanto è partita, è andata altro, vediamo a distrarci molto. Quindi, una delle tecniche, ad esempio, molto utili è quella della speed reading, che è la tecnica di lettura rapida. Che normalmente viene un po' confusa con muovere l'occhio sul testo e leggerlo velocemente. Non è quello. Si tratta di una tecnica che allena l'occhio, può come una palestra. E se ci sono delle palestre per allenare i muscoli, è anche vero che ci sono delle palestre per allenare la mente, ma la gente questo non lo sa. E quindi, cosa proponiamo noi? Noi proponiamo a chi frequenta una, diciamo, un corso come questo, o vuole imparare un metodo come questo, dei semplici esercizi per l'occhio, che, pensa un po', ti permettono fino a dir aggiungere una velocità di tre volte rispetto a quella attuale, quindi aumentare tre volte la tua velocità. E se posso permettermi, si può andare oltre. Nel Guinness World Record, se chi a casa va poi a consultare, c'è uno spagnolo, si chiama Ramon Campayo Martinez, che lui ha sostenuto diverse prove e hanno certificato la sua velocità fino a 4.000 parole al minuto. E ti aggiungo un'altra cosa: durante la prova, lui alla fine della lettura ha dovuto leggere 400 pagine e ha dovuto rispondere a una domanda per ogni pagina, quindi aveva in totale 400 domande a cui rispondere. Se non fosse che c'era anche un limite di errori, lui poteva sbagliare solo 10 domande. Quindi, questo, che cosa vuol dire? Vuol dire che lui ha letto velocemente, si tratta di 5 secondi a pagina, che veramente poco, e poi ha compreso, 5 secondi a frase, e ha compreso, si può dire, quasi il 90% delle informazioni.

Genetica? Sì, c'è anche un po' di talento. Noi ovviamente non garantiamo quei risultati. Ecco, Ramon Campayo, assolutamente, lui è veramente conosciuto nel campo dell'apprendimento. Noi ai normali, diciamo, normali persone, proponiamo Mmm, qualche tecnica, un profumo. Queste tecniche, diciamo, che lui le ha allenate nel corso degli anni. Mi sono 10 anni ormai che si occupa di questo argomento, è diventato proprio un'attività principale. Ai nostri, diciamo, allievi, proponiamo dell'allenamento di un mese, quindi passano 10 minuti al giorno. È un tempo che hanno tutti. Lo puoi fare la sera a casa, lo puoi fare in una pausa sul lavoro e con questi esercizi riesci a raggiungere una velocità di 500 parole al minuto, che è un ottimo risultato. Eh sì, è un ottimo risultato. Però facevamo una battuta quando ci siamo sentiti, che purtroppo gli italiani leggono sempre di meno. La, diciamo, la conferma pratica più evidente è che tutte le case editrici sono davvero in crisi, sì, stanno stanno chiudendo. E questo non solo è un aspetto, diciamo, economico, ma soprattutto perché la lettura è la base della conoscenza.

Guarda, io posso dirti questo. Se è un allenamento per la mente, no? C'è un allenamento per la mente, però è molto, diciamo, dato per scontato. Nel senso che noi andiamo a scuola e impariamo a leggere, però nessuno ci ha mai insegnato qual è il vero valore dell'apprendere. Apprendere qualcosa non vuol dire prendere 28 a un esame o superare una verifica. Prendere qualcosa vuol dire aumentare la propria cultura, proprio conoscenza. Pensa che secondo l'Istat, andando online, si può proprio consultare questo caso, parametro. Dal 2010 al 2015, i dati sono praticamente tutti in crollo, in calo. Pensa che un italiano su due non ha neanche un libro in casa, secondo questo, diciamo, sondaggio. Ed è un peccato, perché in realtà le persone che leggono di più sono anche quelle che hanno un apprendimento più, diciamo, facile, proprio perché accediamo a delle aree della nostra mente che altrimenti rimangono, diciamo, chiuse. E un muscolo, dopo un po', si atrofizza. Quindi, se è vero, se è vero che non andando a correre, dopo un po' diventiamo un po' più goffi, anche non leggendo, dopo un po' diventiamo pigri. E quindi, anche se tu hai vent'anni e non leggi, si può dire che sei chiuso mentalmente. Sì, anche perché è una mancanza di vocaboli, non hai, diciamo, non sviluppi l'immaginazione, assolutamente, la creatività. Queste sono le qualità, tra l'altro, più importanti per apprendere. L'immaginazione e la creatività, e anche un uso della mente a 360 gradi. Mi spiego meglio, anche perché poi c'era un articolo che ho letto sul vostro sito, mi è stato il titolo che mi ha colpito, che cosa fa il tuo emisfero destro quando l'emisfero sinistro lavora, o viceversa? Niente. Non fa esattamente niente. Questo, la differenza di quello che succede nei geni o comunque nelle persone estrose, nei grandi artisti, che magari lei ha menzionato prima, che usano tutti e due gli emisferi.

No, assolutamente. Guarda, ci sono grandi personaggi nel passato, Leonardo da Vinci, Beethoven, Einstein, che loro, in realtà, avevano un approccio, si chiama "mente simultanea". Cosa vuol dire? A differenza della maggior parte di noi, che utilizza solo l'emisfero sinistro, che è l'emisfero logico e quello legato alle abitudini, questi geni avevano capito che dovevano utilizzare anche la creatività, che ha proprio sede nell'emisfero destro. E quindi, è sbagliato dire che un emisfero è più importante dell'altro. Tutti e due sono importanti. Usare entrambi i nostri emisferi nell'apprendimento ci aiuta, tra l'altro, a sentire meno la fatica. E utilizzando anche delle immagini, utilizzando anche la memoria associativa e creando dei collegamenti, è molto più semplice ricordare delle informazioni. Quindi, questo sicuramente è utile, piuttosto che ripetere e ripetere e ripetere e ripetere.

È vero, quello è anche noiosissimo della vita. Era una cosa che mi stremava quando dovevo studiare. Allora, adesso abbiamo la prima pausa pubblicitaria da rispettare. State con noi, abbiamo qualche minuto proprio di pubblicità. Io vi ringrazio, abbiamo fatto la prima parte di, diciamo, di presentazione con lei, ovviamente faremo anche qualche test per vedere a che livello siamo e ovviamente ci darà anche qualche consiglio sul quale riflettere per vedere come possiamo migliorare, ovviamente, prendendo spunto da questa plastica di massa Eureka. A tra poco, state con noi, grazie. [Musica]

Di nuovo in studio. Piccolissima pausa pubblicitaria. Continuiamo a parlare con il nostro ospite, il dottore Mellelli Roia. Adesso ci addentriamo proprio nel discorso che abbiamo scelto di affrontare con lei oggi, ovvero quello delle della digiunoterapia pilotata e coadiuvata comunque dall'agopuntura. Allora, prima di capire come tutta la metodologia che lei utilizza, mi piacerebbe far capire che cos'è la digiunoterapia medica che lei pratica, cioè non è quello che magari tutti i telespettatori possono pensare, quella che viene magari praticata all'interno delle spa, magari anche con l'ausilio di tisane, di decotti, e non è il digiuno dimagrante, insomma. So che a volte vengono fatti degli intrugli, si sta comunque malissimo chi lo fa in questo modo. Quindi mi piacerebbe capire la differenza, che cosa viene, quello che lei pratica medico e che cosa succede a livello scientifico nel nostro corpo.

Certo. Adesso siamo molto così, aiutati dalla ricerca ultimamente, non solo in America, e quindi possiamo dire più o meno con una certa sicurezza quello che succede nell'organismo durante il digiuno. Innanzitutto, va smentito il fatto che il digiuno possa essere una cosa pericolosa, rischiosa o dannosa. Chiaramente, parliamo di un digiuno fatto bene, cioè tutte le cose possono essere fatte bene o fatte male. Fatte male, non sappiamo cosa possa succedere. Ma durante il digiuno si attivano dei meccanismi biochimici adesso studiati che ci consentono, per esempio, di essere tranquilli perché non vengono mai toccate le fibre muscolari, che erano delle più grandi paure riguardo al digiuno, no? Cioè, la perdita di massa magra. Se noi confrontiamo, si riprende Tettamanti, quindi la Bibbia della biochimica medica italiana, nell'edizione 2014, spiega che già alla fine il primo giorno del digiuno, l'organismo comincia a produrre corpi chetonici a partire dai grassi. L'aumento dei corpi chetonici inibisce l'ossidazione degli aminoacidi ramificati. Cioè, in poche parole, non vengono toccati i muscoli. E questo discorso si mantiene per quello che può essere la riserva. Ma voi pensate che un individuo di 65 kg viene giudicato idoneo a fare un digiuno dagli 82 agli 87 giorni? Con individuo di 65 kg, io personalmente ho messo a digiuno gente di 30 kg per 24 giorni, ottenendo anche dei buoni risultati dal punto di vista neurologico, come miglioramento, appunto, delle delle capacità motorie in persone che invece ne erano d'accordo male. Una ragazza di una donna di 30 anni, sclerosi multipla, che è arrivata da lei in carrozzina, portata dalla mamma in braccio perché non stava nemmeno in carrozzina. Recentemente abbiamo avuto un paziente, durante questi 24 giorni, la ragazza che pesava 24-30 kg, 30 kg, ha perso solo un chilo, giusto, giusto. Ma è la capacità dell'organismo è eccezionale. Infatti, non è merito nostro, sicuramente. L'agopuntura, e dopo lo diremo, ci fa fare un salto di qualità importante nell'accelerare i benefici, perché andando proprio a togliere, se non del tutto, ma in gran parte i disturbi, praticamente consente all'organismo, diciamo così, di concentrarsi sull'autoterapia. Per digiuno abbiamo questi due fenomeni positivi: primo, l'eliminazione delle scorie tossiche, che sono ai giorni nostri la principale causa delle malattie degenerative, quindi tutte le malattie autoimmuni, le malattie oncologiche. Pensiamo che quando andai a Mosca nel '93, ci dissero scienziati dell'Unione Sovietica, quindi estremamente concreti, che addirittura loro ipotizzavano l'estinzione della razza umana se fossimo andati avanti così. E finora non è cambiato nulla. Entro 12 generazioni. Noi a Perugia vediamo gli occhi delle persone, perché noi facciamo un esame critologico con questo software russo e riusciamo a vedere più o meno da quanti anni, per esempio, le ragazze dell'Est, persone dell'Est stanno in Italia. Quindi si vede l'accumularsi della tossicità nei tessuti dell'occhio. Quindi noi siamo sottoposti tutti, tutti. L'idrocolonterapia, la regia ha mandato una un'immagine bellissima, ma è importante, perché solo l'intestino tenue sviluppa mille metri quadri, lì c'è l'80% del sistema immunitario, la vera battaglia per la sopravvivenza a livello intestinale. Purtroppo le tossine dell'intestino poi vanno in circolo. Noi le vediamo dall'irade, sia dalla colorazione che prende, sia dalla non trasparenza della pupilla, cioè questo pulviscolo disciolto, come la notte, se c'è la nebbia, che coi fari, i fari vengono riflessi dalle molecole d'acqua in sospensione, ed è quello che succede nell'occhio quando le persone si vanno intossicando. Adesso abbiamo occhi di bambini già intossicati. Abbiamo problemi, no, queste malattie che anticipano al loro esordio. Adesso il 50% della sclerosi multipla viene diagnosticata sotto i 16 anni, che è una cosa terribile. Tutte le malattie, no, stanno abbassando l'età di, addirittura ci sono, lei diceva, tantissimi bambini che hanno problemi oncologici, addirittura intorno ai 3 anni. Se noi studiamo l'epigenetica, veramente capiamo tantissime cose. Questa nuova visione che ci fa capire che io posso incidere sul mio DNA, non solo durante la gravidanza, i primi anni di vita, ma durante tutta la vita. I russi mettevano a digiuno e disintossicavano le coppie di giovani prima di fare dei bambini, constatando che poi i bambini nascevano più forti. Quindi è un'intuizione che ci viene proprio dall'osservazione che il mondo sta cambiando. Il digiuno è una delle armi per difendersi. Noi dobbiamo rimuovere queste scorie tossiche. Poi si attiva questo meccanismo di auto-riparazione, perché il corpo animale è una macchina che si auto-ripara.

E lei dice che, diciamo, il digiuno è la parte quella difensiva, no? E poi bisogna andare all'attacco della malattia.

Beh, sì, questo viene anche durante il digiuno, e soprattutto con l'agopuntura, perché l'agopuntura ottimizza, aumenta più o meno di 5-6 volte le capacità di risposta dell'organismo e la velocità di risposta, perché stare a digiuno per per molti mesi, come si c'è stato scritto un libro in America, poi questi digiuni vengono fatti con i succhi, con le spremute, perché chiaramente altrimenti non sarebbero facilmente gestibili, soprattutto per i disturbi che danno. Una popolazione che si chiama la popolazione di, popolazione presso il Tibet, che avevano una vita media studiata dagli antropologi inglesi intorno ai 130, anche 140 anni, vivevano e facevano tutti gli anni dei periodi di digiuno più o meno forzato, poveretti, perché avevano poche riserve nell'inverno, nelle valli, la neve chiudeva i valichi e loro avevano aspettare che si sciogliesse la neve per cominciare a mangiare le prime radici, le prime piante, e spesso passavano anche 10-30 giorni e avevano la vita lunghissima. Ma io ho avuto, avevano le donne avevano il ciclo mestruale fino a 80 anni. Noi abbiamo avuto diverse coppie che hanno potuto procreare, che prima era stata giudicata e sterili, o signore di 70 anni che hanno rivisto, mio parere, il ciclo mestruale, chiaramente a livello episodico. Il digiuno a livello episodico, naturalmente. Però per dire quanto il corpo possa ancora sfruttare queste riserve. Noi non possiamo ringiovanire, ma possiamo limitare l'invecchiamento, diciamo così.

Ma quindi, a livello scientifico, che cosa avviene? Lei ha parlato dei corpi chetonici, no? Allora, una persona si mette a digiuno e che cosa succede all'interno del suo organismo? Cioè, praticamente, noi non esattamente non mangiamo più, mangiamo solo acqua o anche no?

Noi facciamo delle tisane non caloriche, quindi non, per esempio, quella la frutta, ma come concessione. Cioè, l'ideale sarebbe l'acqua, però per qualcuno, insomma, una leggera aromatizzazione, appunto, la camomilla, piuttosto che la menta, piuttosto che aiuta a renderla gradevole. Bisogna bere molto, naturalmente, perché l'organismo bisogna anche di un buon volume in cui diluire le scorie, cioè nelle urine. Qualcuno dice che nel digiuno il rene si affatica con tutta quell'acqua. È una pazzia dal punto di vista fisiologico. Noi diamo almeno tre litri al giorno, ma più beviamo, meno il rene si affatica, perché avere il filtro al sangue, che noi beviamo, non beviamo il sangue, viene filtrato. Se il sangue è denso, che noi lo idratiamo poco, il lavoro renale si svolgerà con difficoltà e sarà poco efficace, anzi, può anche danneggiarsi. Se invece noi beviamo molto, è molto più facile che il rene elimini le scorie senza nessun tipo di problema. Quindi, un'altra cosa da precisare questa. Quindi, elimina tutte le scorie l'organismo. Tutto il fabbisogno energetico che gli serve, lo trae appunto dal grasso. Viene prodotto del glucosio, ma in quantità minore. E questa è la spiegazione perché nel digiuno le patologie oncologiche, diciamo così, migliorano, perché il tumore è una cellula, è composto da cellule che hanno una grossissima necessità di glucosio, ma nel digiuno il glucosio scende tantissimo, scende sotto il 50%, 40%. Perché le cellule sane riescono a utilizzare i corpi chetonici, il tumore no. Per cui il tumore va in crisi, cioè è come se gli tagliassimo l'erba sotto i piedi. Gli studi americani di Walter Longo lo dimostrano, no? Ma addirittura una cosa bellissima, cioè delle degli animali da esperimento messi a digiuno riescono a sopportare quattro dosi di chemioterapico, mentre gli stessi animali dello stesso gruppo, ma che mangiano, sono tutti morti. Quindi l'organismo a digiuno è molto più forte, la parte sana, ma il tumore è molto più debole. C'è un bellissimo filmato che si può anche acquistare su Amazon, che fa vedere proprio nella clinica oncologica di Los Angeles, che fanno fare il digiuno prima della chemio e con risultati molto, molto migliori. Quindi è un terreno che va indagato. Bisogna migliorare [Musica] oncologica. Naturalmente, il paziente, non facendo l'agopuntura, non viene ricoverato, ma gli viene proposto di fare questi giorni di digiuno precedentemente al trattamento chemioterapico. Quindi la chemio viene tollerata molto meglio e nello stesso tempo il tumore è più debole. Quindi è un'ottima pratica da studiare e da aggiungere anche nelle nostre pratiche quotidiane e il trattamento del tumore. Ma si sa che il nostro corpo è composto da circa 70-80% da, più del 70% da acqua, no? E una delle degli effetti che si hanno immediati è la perdita, appunto, delle zone con degli edemi, quindi con i ristagni di acqua. Per esempio, se scompare la cellulite.

Che cosa succede? Esatto. Cioè, può spiegare meglio che cosa succede alle cellule?

Le cellule vivono nell'acqua, no? Hanno bisogno di acqua. La cellula, diciamo così, è un'unità funzionale che nel digiuno, appunto, una volta che le abbiamo dato le energie sufficienti, ha la sua autonomia. Ma il discorso dell'acqua è importantissimo. I primi giorni vengono persi anche dei liquidi. Infatti, se fa la valutazione del peso, che per me è la cosa più banale nel digiuno, a meno che non si tratti di patologie gravissime, insomma, 180 kg, dove il cuore a rischio continuamente, e io perdo l'elicottero extracellulare. Ma durante il digiuno si recupera liquido a livello intracellulare, che è quello più sano. La differenza tra un bambino e un anziano non è dell'acqua totale, è nell'acqua come è distribuita. Il bambino ce l'ha intracellulare, infatti non ha rughe. L'anziano ce l'ha extracellulare. Allora, noi abbiamo delle giornate in cui il paziente apparentemente non perde peso, in realtà avviene questo scambio, no? Viene recuperata acqua a livello intracellulare e la cellulite sparisce, perché? Perché la cellulite non è un problema di circolazione, è un problema di tossicità. Le tossine infiammano le cellule adipose, alle quali si rigonfiano, comprimono il linfatico e a quel punto si crea la stasi linfatica. Ci sono ballerine e gente che fa un sacco di attività che è piena di cellulite. Quando nel digiuno noi andiamo a rimuovere le sostanze tossiche, la cellula si sfiamma, si riduce di volume, a parte una piccola perdita anche di grasso, naturalmente, e quindi la linfa ricomincia a circolare e quindi la cellulite visivamente sparisce. Ma sempre nella seconda settimana, i primi giorni è difficile valutare visivamente questo fenomeno. Nella seconda settimana si comincia a vedere proprio la cellulite che si riduce. Ma le rughe delle volte scompaiono proprio perché c'è questa reidratazione. Poi c'è un altro fenomeno: i corpi che, o meglio, i radicali liberi creati dai metalli pesanti, che dovremmo fare ore e ore di discussione su questo grave problema che abbiamo adesso dall'inquinamento globale. Comunque, radicali liberi, tra le altre cose, è partito i tumori, a parte gli infarti, cosa fanno? Distruggono le fibre elastiche. Quindi, quando io col digiuno tolgo i radicali liberi dall'organismo, ho una sopravvivenza delle fibre elastiche maggiore. Quindi, è un tessuto più idratato e più elastico. Si ha un aspetto visivo di ringiovanimento, la pelle più risulta più luminosa, più distesa, le rughe si appiattiscono. Assolutamente sì. Tranne ci sono dei momenti in cui io carico il mio sangue di tossine, perché magari c'è una bellissima relazione cronologica nel digiuno, no? Cioè, le cose più vecchie vengono fuori dopo un po' di tempo, le più immediate sono quelle più recenti, no? Perché come un armadio, in cui l'organismo non mi senti, ma cioè il connettivo accumulato le tossine. Man mano che le tiro fuori, io posso sentire in bocca al sapore di farmaci che da anni non prendo più. Quindi, queste tossine escono di recupero. Chiaro che nel momento in cui dovessi mettere in circolo, perché ha fatto la chemio, che ha fatto terapie pesanti, molte tossine, in quel momento non posso pretendere che l'aspetto sia ottimale, perché il fisico risente, dal punto di vista, però attenzione, dei sintomi, non certo del danno, perché togliere, togliere una tossina non può essere un male. Ricetti autointossichi, ma non è vero. Quelle tossine erano già in circolo. Noi nel digiuno chiamiamo la stessa situazione di, che ne so, di mangiare dei funghi avvelenati: nausea, vomito, mal di testa, debolezza, senso di svenimento. Poi ci ha accelerato, ma debole. La stessa cosa avviene nel digiuno, se non fosse controllato con l'agopuntura. Ma il significato è opposto. Nel primo caso, il veleno da fuori sta andando dentro. Nel secondo caso, da dentro sta andando fuori. Eh beh, io non ho dubbi sul fatto che questo processo sia la cosa migliore che posso fare per quell'organismo. Pazienza l'attimo di difficoltà, ma io mi sto rimettendo. Sarebbe come non fare l'appendicectomia, perché poverino, tagliamo l'addome, non ho, gli salviamo la vita con l'appendicectomia. Qui noi dobbiamo capire cosa succede all'organismo durante il digiuno e adesso stiamo capendo molto più di una volta. Una volta andavamo così empiricamente, distinto, ed era avevano solo logica, no? L'animale non ha studiato, eppure si accuccia e digiuna quando sta male. Adesso che abbiamo degli strumenti più sofisticati, più attenti, dobbiamo usarli, dobbiamo usarlo per rendere questa terapia assolutamente diffusa. C'era una legge del 1991, pronta dopo un congresso a Montecitorio con Veronesi, il congresso mondiale che si intitolava, pensate, "Digiuno come salvarsi la vita", e la legge doveva apportare il digiuno in tutti gli ospedali d'Italia. Purtroppo è stato insabbiato. Il ministro si chiamava De Lorenzo. Chi ha buona memoria sa, purtroppo, quali sono stati problemi legati, no, a questa interazione del mondo dell'economia che spesso schiaccia la nostra salute, no? Perché adesso non è tutto cattivo, ma quando andiamo contro la nostra salute e quella dei nostri figli, io chiedo di bisogna fermarsi e chiederci cosa stiamo facendo. Ecco, purtroppo non sempre è così.

Lei ha parlato degli effetti collaterali che molti di noi conoscono legati al digiuno: vomito, nausea, mal di testa e spossatezza, svenimenti. Ma tutte queste cose, cioè tutti questi sintomi, hanno un loro perché. Quindi, perché il nostro corpo sta, sono proprio il senso di queste tossine che stanno circolando?

Quindi, nel momento in cui sono smaltite, vengono smaltite dalle urine, principalmente, però anche da tutte le mucose. Infatti, la lingua diventa bianca, gialla, verde, a seconda delle sostanze che si eliminano. Dalla pelle, spesso si hanno delle grosse lesioni cutanee, soprattutto nelle malattie più gravi. E perché anche la pelle partecipa a questo lavoro di pulizia dell'organismo? Quindi, nel luogo, magari dove c'è un tumore, c'è anche un'eruzione? O non c'entra? Non c'è questa questa relazione, perché in realtà le tossine vanno in tutto il corpo e quindi lo smaltimento avviene a livello renale, a livello cutaneo, a livello intestinale, un po' dappertutto. Quindi, è un processo totale di purificazione che l'organismo fa. Le sostanze volatili si possono percepire anche dolore del paziente, no? E la sua sudorazione diventa più carica di odori. È una pulizia, una pulizia totale. Ed è la cosa più, più importante ai giorni nostri, dove i nostri nemici non sono più le carenze, no, la fame, come erano i secoli scorsi, almeno nel mondo occidentale. Adesso abbiamo l'eccesso, abbiamo l'inquinamento, perché ovviamente la cosa che più ci deve far paura. Quindi, nel momento in cui io elimino le sostanze inquinanti, non posso che fare un grande favore al mio organismo. Anzi.

Forse direi che tra un po' quelli che sopravvivranno saranno proprio quelli che riusciranno a bilanciare questa enorme carico. Noi abbiamo creato 80.000 molecole tossiche in un secolo, molecole nuove. La natura ne fa uno ogni 10.000 anni. Noi non riusciamo da soli a tener dietro a questo a questo cambiamento troppo rapido. Forse solo l'epigenetica, col fatto che noi possiamo cambiare il nostro DNA in corsa, ci ha dato spiraglioli di salvezza.

Che tratta molto spesso l'aspetto quello dell'inquinamento, no? Della tossicità che è la causa, secondo non solo lei, comunque diversi studi, di diverse patologie degenerative. Ma secondo me adesso è quello che sta distruggendo il pianeta, no? Abbiamo detto perché la tossicità arriva da tutte le parti, a tutti i livelli. No, siamo arrivati nelle falde intermedie, no? Le acque superficiali e medie ormai sono inquinate. Quando arriverà nelle persone, non so cosa potremmo fare. Non ci sono dei depuratori in grado di pulire l'oceano. Quindi bisogna veramente che noi entriamo seriamente in quest'ottica.

Ma d'altro canto, quando adesso l'umanità sta prendendo coscienza di questo, cioè l'inquinamento, per esempio, nel cibo. No, in Francia il Parkinson è una malattia professionale dei contadini, quindi vuol dire che i trattamenti nelle campagne stanno distruggendo tutto. Pensate che stanno arrivando le onde elettromagnetiche che causano dei danni cellulari pazzeschi. Sarà più difficile convincere la popolazione di questo pericolo perché non si vedono già le cose che si vedono, no? Aspettiamo a far capire elettromagnetiche. Potenziamento, saper usare un cellulare è una cosa che può fare la differenza. Già i neurochirurghi cominciano a dire da che parte uno tiene il cellulare, perché da quella parte c'è trovano il tumore nel cervello. Lo dobbiamo difendere i nostri figli, la nostra futura generazione ed essere aggiornati al tempo. Questo, soprattutto, è un lavoro che faccio da 30 anni è orientato in questa in questa direzione.

Ecco, io voglio essere un po' provocatrice, ma non voglio vendere tra virgolette miracoli, no? Che che vengono fatti con la digiunoterapia. Però so che con questa pratica e su una vasta casistica che lei ha portato avanti, studiato, catalogato in questi vent'anni, ci sono persone con la sclerosi multipla che è poi una delle, diciamo, delle sue discipline che maggiormente lei segue, che arrivano in carrozzina, che non camminano magari da tanti anni e che dopo 15-20 o più giorni di digiuno ricominciano anche a camminare. O c'è anche il caso eclatante di una persona affetta da un tumore al fegato, allo stomaco, che non ricordo, era programmata per lei questo intervento per asportazione, comunque, del tumore. Se è sottoposta 30 giorni di digiuno, nel momento del ricovero, dei tre esami, il tumore era scomparso.

Sì, succedono anche queste cose. Io ripeto, se parliamo di sclerosi multipla, è l'80-90% la percentuale di pazienti che hanno benefici. Per me il problema è quel 10-20% che non li ha ancora avuti, perché spesso si tratta di avere pazienza, di resistere a delle crisi, magari di difficoltà. Comunque, faccio un esempio di un signore di Varese che aveva la sclerosi da 40 anni, no? Datato del 1975. E alla seconda settimana di digiuno, alla fine, ebbe del singhiozzo, un sacco di di fastidi. E tutti avremmo capito se se si fosse ritirato, se avesse smesso, perché non riusciva nemmeno a idratarsi. Infatti, gli ho dovuto far fare delle flebo per mantenere i livelli di idratazione.

La cosa bellissima qual è stata? Che ha ripreso piano piano, invece si è normalizzato, avrebbe ripreso quindi a bere in autonomia. Il 26esimo giorno di digiuno entra nella stanza, gli stavo mettendo gli aghi, mi fa: "Non vedi niente?". Io lo guardo e la solita, la solita pettinatura, ma non vedi niente di nuovo? Dico: "No". "Se dov'è la sedia?". E mi sono girato in giro. Effettivamente era venuto a braccetto della moglie e mi ha detto una cosa che per noi medici è ancora più importante: "Sono stato in ascensore, a occhi chiusi, in equilibrio, in piedi". Cosa che da decenni non poteva più fare, perché uno dei problemi è proprio che la sclerosi multipla interrompe le trasmissioni sia propriocettive, cioè il corpo sa da come appoggia i piedi, la sua posizione e decide quali muscoli contrarre. Quindi bisogna che la trasmissione funzioni, ma anche la risposta del cervello funziona. Il fatto che lui stava in piedi a occhi chiusi sull'ascensore in movimento voleva dire che in quel momento tutto il sistema nervoso aveva acquistato le sue capacità. Queste sono le cose bellissime.

Poi ci sono l'astensione dal cibo aiuta, diciamo, la patologia a livello neurologico, perché stiamo parlando di questo, no? In questo caso è la riparazione della mielina. L'aggancio scientifico più più ovvio, perché ripeto, se una persona da un anno, due anni, tre anni non riusciva a svolgere un movimento, vuol dire che il messaggio a quel quel muscolo non arrivava. La facciamo un po' semplice, naturalmente. Quindi, perché? Perché lungo il decorso ci sono queste placche, questi buchi dove il messaggio che di natura elettrica si perde. Sarebbe come se avessimo dei fili scoperti, no? Si perde l'elettricità e magari non arriva abbastanza per far accendere la lampadina. Siccome il corpo, però, è continuamente è impegnato nell'autoriparazione, no? Si tratta semplicemente di spostare gli equilibri dalla perdente alla vincente, cioè le forze rigenerative sono superiori di quella aggressiva. Se noi togliiamo i metalli pesanti che sono i primi produttori di radicali liberi, ricordano studi americani che parlavano proprio da sclerosi multipla collegato coi metalli pesanti e quindi indeboliamo il nemico e rafforziamo l'amico, cioè le nostre capacità rigenerative, ma è chiaro che riusciamo a spostare più. Il digiuno va avanti, più il numero delle persone che hanno dei benefici aumenta.

Il problema, poi, sarà il dopo, il mantenimento. Anche lì abbiamo imparato negli anni che bisogna sapere anche gestire un dopo digiuno. Cattedrale, vorrei parlare di questo tra un pochino. Ma perché è necessario proprio il digiuno e non magari una dieta ipocalorica o le cosiddette diete che adesso stanno andando molto di moda in base ai gruppi sanguigni o cioè? Perché la digestione è così fondamentale per far sì che le cellule si riorganizzino, che il nostro sistema immunitario si riorganizzi? Perché dobbiamo dobbiamo pensare che per la digestione noi spendiamo un terzo dell'energia quotidiana. Se quel terzo non lo spendo più, il computer centrale, che è il cervello, che grazie a lui funzionerà meglio, andrà avanti. Mi devo iscrivere al corso. Cosa fa? Usa quell'energia per curarsi, perché ripeto, la battaglia è continua. Noi veniamo assaliti da virus, batteri, il caldo, il freddo, e il corpo reagisce. E quando vince, noi stiamo bene. Non ci accorgiamo mica di niente delle miliardi e miliardi di batteri distrutti in ogni 5 minuti. Quindi, nel digiuno, io risparmio una fonte importantissima di energia che il cervello utilizza per guarirsi. È abbastanza semplice, perché è una dieta non la fa, ma anche la dieta lo può fare, sicura, ma quanto ci mette?

Ai tempi della Cosmina. Parliamo di una dottoressa russa naturalizzata Svizzera che negli anni '30-'40 aveva già intuito, infatti accomunava la sclerosi multipla e tumore, no? Anche il metodo alimentare, chiaramente. Era russa, naturalizzata Svizzera, andata in Inghilterra e alcune delle sue indicazioni vanno bene per i popoli del nord Europa, perché anche quello che io non capisco, cioè l'alimentazione non può essere uguale per tutti. Phelps, il nuotatore professionista, non può alimentarsi come un bancario che che non fa esercizi. L'eschimese non può fare come il sahariano. Allora, quando noi facciamo un'alimentazione corretta e che anche questo dobbiamo capire che cambia nei secoli, perché un bicchiere di vino e una bistecca una volta erano una terapia, adesso ci fanno malissimo. Ma i motivi ci sono, perché il corpo è cambiato, l'ambiente è cambiato. Allora una dieta come quella della Cosmina che portava dei benefici, adesso è troppo blanda, perché l'inquinamento, abbiamo detto, abbiamo creato 80.000 molecole tossiche in un secolo. Ora, la Cosmina è vissuta 70 anni fa e il mondo non era lo stesso. Cioè, bisognerebbe fare anni e anni e anni di dieta. Il digiuno c'è la possibilità, relativamente pochi giorni, perché sono due, tre settimane per uno che mi ha dato la 40 anni, non è un periodo lungo, di cominciare a vedere risultati. Quando uno vede i risultati, è quello il momento in cui scatta la molla per voler andare avanti, perché non c'è nessun miglior collaborante che il risultato positivo. Allora uno fa anche il sacrificio. Il problema, faccio un sacrificio e non ha risultati. Se uno li vede, cambia tutto.

Ecco, mi spieghi meglio da un punto di vista medico questa domanda che io le faccio molto terra terra, no? Si dice che col digiuno il tumore, le cellule tumorali vengono mangiate, vengono digerite. Io questa è una cosa che non mi azzardo a dire, nel senso che bisognerebbe avere dei laboratori a disposizione. Però c'è un ragionamento che dal punto di vista medico sta in piedi. Allora, il tumore non è altro che lo sviluppo di gruppi di cellule che non obbediscono ai sistemi di autocontrollo dell'organismo. Normalmente noi produciamo cellule tutti i giorni, chi dice 10-15, fino a 150.000, non lo so, però comunque miliardi di cellule in replicazione, qualche errore ci sta e l'organismo era previsto. Ci sono linfociti, le cellule della difesa che vanno e distruggono le cellule tumorali anomale. Quando sfugge questo al nostro controllo, questo meccanismo nasce quello che poi chiamiamo il tumore maligno, cioè le cellule si replicano talmente velocemente che la difesa non ce la fa a controllarle. Se il digiuno, togliendo tra l'altro dei fattori favorevoli al tumore, cioè creando, per esempio, un ambiente sempre più ridotto e meno ossidato, togliendo, tagliando l'erba sotto i piedi alla ricerca del tumorale, le mette in difficoltà, gli toglie il glucosio, allora comincia a rallentare, comincia ad avere dei problemi. Il sistema immunitario aumenta la sua forza, perché abbiamo detto che la parte buona, invece, non risente di questo. Ecco che quindi si tratta semplicemente di portare la parte buona al di sopra di quella negativa e così che funziona il giochetto, diciamo. Sembra una banalità, ma se ci fossero degli strumenti migliori del digiuno, faremmo quelli. A me non piace costringere i pazienti, non alza il sacrificio.

Mi scusi, mi spieghi perché il nostro sistema immunitario va ad aggredire proprio quelle cellule e non magari le cellule quelle fondamentali della gente? Hanno dei sistemi di riconoscimento, no? Cioè, nel momento in cui il sistema immunitario si forma, quindi parliamo della nascita, c'è tutta una codificazione di accettazione delle cellule normali. Tutto quello che non c'è in quel momento verrà giudicato estraneo e quindi andrà aggredito e distrutto. Quindi una cellula tumorale è diversa dalle altre cellule, no? E così un batterio, e quindi il sistema immunitario è lì proprio per distruggere tutto quello che non va bene, che non è parte del corpo umano. L'unico caso in cui io non ho mai applicato, non applicherò mai digiuno, a meno che non avessi una clinica a disposizione, per esempio, una persona trapiantata, perché? Perché l'arto, l'organo trapiantato, l'organo è estraneo, in effetti, infatti gli si danno le terapie, no, per abbassarsi. Quindi cosa faccio? Il sistema immunitario è quello, dopo mi aggredirebbe l'organo, quindi lì è proprio una cosa in cui non mi azzarderei mai a fare un digiuno.

Gliel'hanno chiesto? No, non me l'hanno chiesto, ma cioè, mi chiedono qua, quando è che il digiuno non si può fare? Allora, io finora ho trattato patologie anche abbastanza particolari, non solo neurologiche, ma anche, insomma, autoimmuni gravi. Devo dire che una stessa distrofia muscolare, lo dico proprio in punta di piedi, perché so che è un discorso delicatissimo, però questo questo ragazzo ha dimezzato la CK, che è l'enzima tipico, da 840 a 420. Non so dire nulla, ma sicuramente tutte le patologie che finora abbiamo affrontato, anche se non nel 100%, per dipende dai tempi dei risultati, li hanno avuti. Ma è perché la macchina è intelligente, non è la bravura del medico, mi ha poi meno che meno, ma quando rilasciamo lavorare al corpo umano e sappiamo che lo usiamo a meno del 10%, si possono creare delle opportunità che secondo me non vanno perse.

Ecco, lei ha parlato degli effetti collaterali, no? Vomito, nausea, mal di testa. E sicuramente questi sintomi sono quelli che poi a volte possono far decidere chi si sottopone al digiuno di interrompere la pratica. Allora è per questo che lei ha cercato delle alternative che ha poi portato con, diciamo, a fissare il suo protocollo con il digiuno pilotato con l'agopuntura, ma non solo agopuntura, ma anche con la fitoterapia, con l'omeopatia. Allora mi spieghi meglio, cioè, che cosa succede perché pilotato il digiuno? Innanzitutto i sintomi, addirittura si possono anche aggravare, no? Le persone, le diceva che hanno magari la sclerosi multipla, sentono ancora più forti dolori, hanno una trovarsi, possono avere inizialmente un leggero aumento. Questo si chiama legge di guarigione di Hering, ed è questo scienziato tedesco, conosciutissimo ormai, siamo un secolo fa, che aveva codificato la vera guarigione in un processo che va a ritroso rispetto alla malattia, quindi la fase acuta, che in genere è l'esordio di una malattia, viene riattraversata per arrivare alla guarigione. Quindi l'aumento del sintomo è conosciuto in agopuntura, in omeopatia, nella digiunoterapia. Addirittura possiamo, no, prevedere quali saranno i sintomi in base alla storia del paziente. Man mano che i giorni passano, l'agopuntura, innanzitutto, dobbiamo ringraziare la geniale intuizione del dottor Simeone, che è un mio, tra l'altro, compagno di collegio a Perugia, che è stato lui che per primo ha avuto in mente di di mettere l'agopuntura al servizio del della gestione del digiuno. Quello che io ho fatto è stato poi negli anni questa riflessione, cioè non è che soltanto con l'agopuntura io riesco a tollerare meglio il digiuno e quindi abbasso o tolgo i sintomi. Non sono effetti collaterali, sono sintomi. Purtroppo sono quelli dei farmaci che erroneamente vengono limitati a quello che si vede, ma il termine collaterale è un termine di vendita, cioè io metto una molecola nel corpo umano, io questo lo vorrei dire ai colleghi, a parte che non so tutto quello che succede, ma so per certo che il dosaggio sono 200.000 molecole a cellula del corpo umano ed essendo molecole tossiche, io c'ho 200.000 danni per ogni cellula del mio corpo, altro che quello che si vede. L'effetto collaterale scritto è come dire, se un fumatore quando fuma non ha dolori, può fumare quanto vuole lui, il fumo non fa male, ma stiamo scherzando? Quindi, benedetto sia il farmaco, perché se non c'è cortisone, mi pizzica una peggio, muoio. Se non c'era l'antibiotico, morivano di parto, ma è come lo usiamo che è importante. E poi perché non abbinare quasi tutti antibiotico resistenti e sarà il vero, si parlerà di pandemia, no? Addirittura per il fatto che non riusciremo più, si potrà di nuovo morire di appendicite. Ma d'altro canto, non possiamo nemmeno rinunciare. Il problema è farne un uso saggio e non deve essere l'economia che comanda l'uso dei farmaci, deve essere la saggezza del medico e non sono tutti uguali i pazienti, per cui io il protocollo deve essere una linea guida, ma attenzione, c'è gente che ha il fegato a sinistra e la milza a destra, no? C'hai il situs inversus, quindi io non posso non tener conto dell'individualità del soggetto. Dopodiché, ma perché chiudere a terapie complementari? L'omotossicologia la usa la nazionale tedesca di atletica, noi abbiamo curato la campionessa del mondo di arti marziali per tradizioni con l'omotossicologia. L'agopuntura ha funzionato, non funziona sempre, non funziona su tutti benissimo, come qualsiasi altra cosa, ma più armi abbiamo, più riusciamo ad aiutare la gente. Con l'agopuntura lei riesce a bloccare, diciamo, far diminuire questi sintomi, quindi si avranno meno, ridurre notevolmente l'entità dei sintomi, tipo un caso eclatante, un ragazzo al ventesimo giorno di digiuno mi ha fatto 100 km in bicicletta, vuol dire che anche l'energia lui poteva esprimerla, perché la stanchezza del digiuno non è che manchi l'energia, è che le tossine in circolo, ricordiamo l'allineamento da funghi, mi danno spossatezza. Devo da un architetto, tra l'altro vicepresidente della bioarchitettura europea, che al trentacinquesimo giorno di digiuno partì alle 4 di mattina da Perugia, arrivò a Milano, lavorò dalle 9 alle 2, riprese la macchina e tornò a Perugia alle 7 di sera a fare l'agopuntura. Era il trentacinquesimo giorno di digiuno. Quindi puoi avere la persona estremamente un po' debilitata perché è piena di veleni e questo comporta un sacrificio, d'accordo, ma se no, se tu riesci a gestirla bene, le persone fanno anche attività sportiva blanda, c'è uno deve sentirsi, ma sicuramente tutti lavorano. Ha gestito bene, ci dà delle possibilità sicuramente molto, molto maggiori grazie all'agopuntura di quello che invece sarebbe un digiuno vissuto senza copertura. Quindi anche non sono molto psicologia serve per magari drenare meglio, no, tutte queste cose. Sì, oppure ci sono gli occhi, questo, ma come dicevamo, durante il digiuno è lecito fare alcune cose, appunto, come l'agopuntura, che non incidono nel ridurre l'efficacia del digiuno stesso. Cioè, se io faccio mangiare un frutto, lo faccio perché il paziente in quel momento non regge, allora dico, vabbè, ok, per qualche ora stiamo in stand by, dopodiché però riprendiamo. E se io do dei farmaci come quelli omotossicologici che non mi alterano il cammino, sono ben contento di farlo, no, durante il digiuno, perché non è che dobbiamo fare record. L'optimum è il risultato sulla salute.

Lei so che fa, lei è riuscito a raggiungere più di 40 giorni noi di digiuno? Io personalmente no. No, no, no, io sono pessimo esempio. Molto più brava mia moglie e i miei figli. Io ho fatto tantissimi digiuni, ma diciamo di breve periodo. Io ho seguito digiuni fino a 44 giorni. Allora mia moglie ha fatto 20 giorni, 18 per l'esattezza, 18 giorni. Anche i suoi figli, quindi mio figlio, ogni tanto, anzi, abbastanza più regolarmente, fanno dei giorni di digiuno. Sì, sì, ormai uno studia medicina, l'altro fa, l'altra fa lingue. È un po' una cosa di famiglia, il difetto di famiglia.

Parliamo un attimo del digiuno preventivo. È vero? Mmm, diciamo che anche in passato veniva fatta la pratica del digiuno anche per una questione, diciamo, religiosa, no? Il cosiddetto digiuno del venerdì. Potrebbe servire anche come pratica preventiva? Dovrebbe essere obbligatorio dalle scuole in su, visto quello che abbiamo detto prima, queste queste tossicità ambientale che ci sta veramente distruggendo tutti. Dovremmo fare il digiuno in maniera leggera. Non c'è bisogno a livello preventivo di fare 40 giorni. Quello può essere più un'esperienza spirituale, ma un giorno alla settimana è un'ottima regola che a fine anno ha fatto 50 giorni di digiuno, non mi è pesato granché e ho mantenuto il mio organismo pulito, perché sicuramente in un giorno non posso rimontare una malattia che dura da dieci anni, ma quello che è successo in una settimana lo spazio via, intesa in senso come tossicità. Poi una volta all'anno e faccio fare la pulizia intestinale, ma andava bene con la preparazione, perché non bisogna fare di colpo senza preparazione, perché non escono il residuo accumulati e incrostati. Ci vuole per una settimana preparare questo terreno ammorbidendo le feci, poi, beh, sali, erbe, noi diamo una preparazione che poi viene personalizzata secondo la risposta in base di sali, erbe, magnesio che rendano queste incrostazioni morbide. Tant'è vero che alla fine della settimana il paziente va, fa feci acquose, quasi niente. Pensa di essere pulito, fa il lavaggio e per non riescono feci. Devo dire che lo è. Certo, perché nelle sacche, più che nei diverticoli, nelle sacche funzionali, se si forma una noce consistente, anche se io di lato con l'acqua, l'apertura della sacca, da qui non esce la noce. Ma se io l'ho sciolta prima, quando si fa il reflusso, ecco che la noce va via, escono queste feci filamentose anche per un'ora. E siccome abbiamo detto prima che l'intestino è la sede dell'80% del sistema immunitario, beh, io devo tener conto che da lì arrivano la maggior parte dei veleni, devo tenerlo pulito. Quindi una volta all'anno faccio il lavaggio intestinale, una settimana, due di digiuno. I miei pazienti adesso fanno digiuni anche di una, due settimane senza più l'agopuntura. Cioè, una volta fatto il grosso del lavoro alle prime volte, io cerco di insegnare al paziente a rendersi autonoma, a prendersi cura di se stesso in prima persona. E quindi, a livello preventivo, igienistico, direi io, un giorno alla settimana, una settimana all'anno, sono delle ottime, anzi, io le raccomanderei, ripeto, a partire dalle scuole, a fare questa cultura del combattere l'inquinamento individualmente, prima che gli stati comincino a muoversi, perché se aspettiamo quello, devo chiedere, non troppo tardi.

Ecco, poi adesso abbiamo la pausa pubblicitaria da rispettare. Mi piacerebbe con lei affrontare un attimino anche una delle patologie che incomincia ad essere molto diffusa, la tiroidite, e in maniera particolare la tiroidite di Hashimoto. Abbiamo tantissime casistiche, posso dare un'ottima speranza in questo senso. Ora, molto bene, si arriva a togliere l'Eutirox e i pazienti stanno bene senza più terapia. Ecco, fondamentale, però, come lei ha ben detto, quindici, venti o più giorni di digiuno, aiutati per depurarsi nel miglior modo possibile, ma il proseguimento anche fondamentale, e questo si basa su una corretta alimentazione, stile di vita, di cui l'alimentazione fa parte del leone, ma in generale lo stile di vita. Quindi anche lei segue, mi diceva che anche sua moglie molto attenta alla nutrizione, al problema dell'inquinamento. Quindi, rispetto parlando, è Natale, piacciono molto queste persone. Coltiviamo con le nostre mani il terreno, facciamo i prodotti in casa, quello che è possibile. Lei attenta a chilometro zero, la ditta la controlla che non usi niente. Lubra è una regione abbastanza fortunata perché è piccola, è tutto vicino e quindi riusciamo a capire quali sono i produttori migliori. E i nostri figli, credo che abbiano mangiato cose non biologiche due, tre volte in vita loro. Hanno 22-23 anni. Andiamo al ristorante. Adesso cominciano ad esserci, una volta non c'erano, le portavamo il sacchetto di pasta al sugo nel barattolino dallo chef, però per i nostri figli è sempre stato così. E grazie a lei, grazie a mia madre, per i vostri figli. Non avevo capito, ma mi piacerebbe parlare. Adesso so che oggi magari non era pronta per questa intervista, ma io l'ho conosciuta e qui con noi e deve essere davvero una l'anima dello studio, una, diciamo, una compagna, perché poi bisogna essere davvero un team per portare avanti. Quindi avete capito che il digiuno funziona, ma se subito dopo avete raggiunto degli obiettivi e ricominciate con con la solita, diciamo, alimentazione a ruota libera, comunque sbagliate con uno stile di vita scorretto, ovviamente si rischia di tornare indietro, c'è la patologia si ripresenta. E forse bene, adesso abbiamo qualche minuto di pubblicità. State con noi perché faremo, staccheremo un attimo da la parte medica e faremo quella un pochino più leggera e parleremo subito dopo col nostro altro ospite, Giovanni Troiano. A tra poco.

Di nuovo in studio. Piccolissima pausa pubblicitaria. Allora, qui con noi nel nostro salotto ci ha raggiunto Carlotta, che gentilmente si presterà a fare assieme a noi dei piccoli test insieme al nostro ospite, Giovanni Troiano, docente delle maschere Eureka. Allora, incominciamo a introdurre bene il discorso. Che inizio abbiamo capito che come possiamo con questa tecnica migliorare il nostro apprendimento mentale, la nostra memoria, la nostra capacità di lettura? Esatto. E quindi adesso vediamo di analizzare, siamo nel pratico, come sono queste tecniche. Sì, innanzitutto, guarda, questa è la cosa più importante. Noi a scuola abbiamo molta più attenzione sulle materie, quindi impariamo delle nozioni, ma viene trascurato l'aspetto del come si impara. Ecco perché queste tecniche partono dalle basi, quindi vanno a riprendere le tue abitudini e le migliorano. Ad esempio, l'abitudine della lettura. Guarda, questa immagine che abbiamo preparato è il chiaro esempio di come non si legge, ovvero le persone leggono parola per parola, ma il modo più sbagliato. Non dobbiamo leggere così. Ci hanno insegnato a leggere parola per parola. Vediamo cosa succede in questo esempio. Carlotta, puoi provare a leggere le parole concentrandoti su ogni singola parola che sei più comoda? Ti puoi mettere anche più in posizione. Un forse ore del un vir Rita di mambridge. Ovviamente Carlotta, la prima volta che l'ha letto, perché abbiamo fatto un attimo una prova, non ha letto così. Io sì, perché si vede che sono a livello scolastico ancora elementare. Quella è un'abitudine che però ti porti indietro da quando vai a scuola e il motivo per cui molte persone dislessiche o disgrafiche, quando sono a scuola, vengono in realtà etichettate, perché? Perché in realtà per imparare una lingua come l'italiano devi fare un procedimento così. Ti soffermi su ogni singola parola, però tu cresci, poi la lingua l'hai già imparata, il modo di leggere rimane uguale a quello di prima. In realtà, la lettura veloce è un sistema evoluto perché sposta l'attenzione non su ogni singola parola, ma sull'intero senso della frase. Vediamo. Torta, adesso proverà a rileggere la frase concentrandosi sul significato del del testo. Prego. Allora, secondo un professore dell'università di Cambridge, non importa in che ordine appaiono le lettere in una parola. L'unica cosa importante è che la prima e l'ultima lettera siano nel posto giusto. Il risultato può sembrare molto confuso, ma nonostante tutto si può leggere senza molti problemi. Visto? È un semplice esempio di cosa vuol dire avere una lettura intuitiva e non una lettura passiva, che poi diventa anche noioso dopo un po' leggere. Guarda, c'è mia nonna che lei praticamente i libri dovrebbero essere scritti in questo modo. No, assolutamente no, non devono essere scritti in questo modo. Era solo un esempio per farti capire che se tu ti concentri sul senso, vai a capire più facilmente queste cose. Se ti concentri parola per parola, dopo un po' la tua testa ti distrae. Infatti, ti raccontavo proprio di mia nonna, che lei in realtà non è una grande lettrice, però un giorno mi disse: "Guarda, se è una cosa che mi piace, non ho problemi a leggerla. Sono la cosa che non mi piace, posso starci anche ore e ore su quella pagina e senza essere tutti". Come mia nonna, è un po' quello che succede tutti i giorni. Basta cambiare approccio alla lettura e l'interesse aumenta perché ti rendi conto che capisci quello che leggi. Questo è già una cosa molto importante. L'idea qui c'è il passaggio della mente, diciamo, quella che utilizziamo noi, a quella intuitiva. Sì, si chiama mente schematica, è un approccio attivo e non un approccio passivo, quindi la tua attenzione più coinvolta. È un po' comandare in auto, ti faccio un esempio. Se tu vai in auto a 30 all'ora, è la tua testa a tempo di distrarsi e magari vai anche a leggere il cellulare. Se non si può, non si dovrebbe fare, però succede. Se tu invece vai a 120 all'ora, la tua testa è unicamente focalizzata sulla guida, non può permettersi di distrarsi. Uguale succede nella lettura. Andando piano è più facile distrarsi, andando rapidamente è invece più facile rimanere concentrati. Velocemente? Io pensavo fosse l'opposto, quindi andando più velocemente le informazioni e i contenuti rimangono di immagazzinati nel nostro cervello, nella nostra memoria. Sì, assolutamente. Io però avevo una insegnante a scuola, me la ricordo ancora, che mi diceva: "Tutte le volte leggi piano, così capisci di più". Leggi piano. E peccato che è un problema di cultura. Se, ad esempio, noi ci informassimo di più, scopriremo che in Inghilterra, nella maggior parte delle università, dei college, ad esempio Cambridge, Oxford, queste tecniche vengono insegnate direttamente a scuola. Il consiglio che danno agli studenti è: "Leggete veloce, così siete più attenti". Solo questioni di cultura, che poi è l'ignoranza, è completamente opposta, proprio l'ignoranza che alle volte quando uno ha una mente chiusa e non si informa, in realtà non sa di tecniche che sono miracolose. Chissà che la nostra scuola, allora, si apra a queste nuove tecniche. Lo stanno facendo, ti dico. Beh, sì, pensa che noi negli ultimi 15 anni abbiamo comunque avuto modo di portare avanti dei progetti scuola. Nel 2012 abbiamo coinvolto più di mille istituti in Puglia, proprio un progetto che abbiamo portato avanti, perché è proprio questione di conoscenza. E anche alcune università, come il Politecnico, la Cattolica, ci hanno contattato, perché sai qual è il problema? Che se tu non modifichi il metodo di studio, porti avanti delle cattive abitudini, quindi leggere, ripetere, fare lo schemino, sottolineare, non funziona così l'apprendimento e bisogna proprio andare a modificare il tuo metodo. E se è vero che c'è un libretto di istruzioni per tutto, allora anche per il nostro apprendimento c'è un libretto di istruzioni. Quindi, se vai a capire l'ABC, diventa tutto più facile. Ecco, io devo dire che non so se lei lo lo conosce o magari se utilizza parte di queste tecniche. C'è stata un'estate che avevo comprato il Brain Train e mi sono divertita, cioè faceva tutti queste sorta di esercizi, no? Non so se si basano su e la memoria, cioè mi sono accorta che all'inizio facevo molti, molti errori, non mi ricordavo e poi mano mano che facevo questa sorta di esercizi, la memoria, cioè la mia capacità di memorizzare le parole era diventata maggiore, stava crescendo. Quindi ci sono degli esercizi che si possono fare per capire dei test a che punto siamo, se siamo quelli di decadimento cognitivo o comunque se siamo ancora guardabili, siamo nella media, oppure no. Dico questo, la Settimana Enigmistica, realtà, o diversi esercizi parallelamente vanno bene, sicuramente utili, però sono esercizi solamente di, diciamo, mantenimento. Il vero problema è che noi non sappiamo il nostro punto di partenza. Un po' come una dieta, la prima cosa che fai, se vuoi iniziare una dieta, ne parlavamo anche prima, è comunque salire sulla bilancia e capire qual è il tuo stato di salute. C'è un piccolo test che io ho preparato per telespettatori di Laboratorio Salute, che potranno fare in questo momento. È un test basato sul quanto ricordiamo quello che vediamo. Tra poco, sul diciamo, sullo schermo compariranno delle parole, sono facili, sono parole comuni e basterà leggerle una sotto l'altra. Sono 18 parole. 18 parole. Abbiamo scelto 18. Volendo farlo anche Carlotta in questo momento, che leggi tu? Sì. Trottola, pancia, lama, lava, buca, piumino, muffa, regina, cero, mamma, fiamma, nuca, palazzo, neve, frutta, pacco, doccia, bomba. Ok. Anche a casa, è probabile che qualcuno le abbia letto insieme a noi. Adesso bisogna fare la verifica, ovvero toglietele, togliamo le parole. Togliamo le parole. Allora, innanzitutto, vediamo se la memoria è perfetta. Vediamo se quello che ha detto Wilder Penfield è vero. Ti ricordi, ad esempio, se nell'elenco c'era la parola giurisprudenza? Non mi sembra. Non ti sembra, no? Ok. C'era la parola casa o palazzo? Palazzo. Ok, brava, brava. Abbiamo scritto la parola meccanica? No. La parola pinguino? No. La parola muffa? Vedete, è proprio lì. È probabile che anche a casa qualcuno tra di voi abbia risposto correttamente. Il deposito della memoria funziona per verificare quanta memoria abbiamo, qual è il punto di partenza. Dovremmo provare a riscriverle tutte in ordine. Diamo quante ce ne ricordiamo in ordine. Ti dà un piccolo aiutino. Prima parola è trottola. Trottola, pancia, lama, lava, buca. Qualcuno sta provando a fare come Carlotta, giustamente. Il vero problema è che noi le ricordiamo le parole, ma dovrebbero essere in ordine. Quindi ti do un parametro. Noi ogni settimana svolgiamo degli workshop che sono aperti al pubblico, in cui chi partecipa viene proprio per scoprire come migliorare. Abbiamo raccolto dei dati interessanti. Tieni conto che l'anno scorso hanno partecipato 10.000 persone a questi workshop. Tutti ricordano la prima, che trottola è difficile, però scrivere più di cinque parole in ordine. Sono trottola, pancia, lama, lava e buca. Quindi chi scrive meno di cinque parole, in realtà mi si deve preoccupare a casa, cioè non ha problemi di memoria, è nella media. Chi invece va oltre le cinque parole, vuol dire che è un buon punto di partenza, ma in ordine, in ordine, in ordine. La risposta, però, diciamo, la domanda si può migliorare? È sì, si può migliorare. Quindi, se io faccio fare, non abbiamo neanche concordato, se faccio scrivere 10 parole a Carlotta e lei le ascolta o le vede, lei se le ricorda in ordine? Potremmo fare una cosa. Carlotta, guarda, se vuoi, ti insegno, ad esempio, una piccola strategia di memoria che posso insegnare anche al pubblico a casa. E questa tecnica si basa su tre principi che noi usiamo tantissimo. Uno è la memoria visiva. Non so se lo sapete, ma la nostra memoria è visiva all'83%. Se vi dico la parola Roma, cos'è che viene in mente? La città. La città, Piazza di Spagna, il Colosseo. Sono delle immagini. Il secondo principio della memoria è l'associazione. Noi senza volerlo colleghiamo le informazioni. Pensate quante volte un profumo ci fa venire in mente delle persone, o magari ascolti una canzone che ti rievoca un ricordo. È un'associazione. Il terzo principio della memoria è la fantasia, quindi noi ricordiamo molto di più le cose che ci colpiscono e sono un po' fantasiose. Quindi a Carlotta, in un minuto, cercherò di farle memorizzare tutti i 18 le parole. Vediamo se dopo che è passato un minuto riuscirà a scriverle tutte in ordine dalla prima all'ultima. Proviamo. È molto più semplice di quello che sembra. Infatti, invito anche il pubblico a casa a seguire questo foglio, più che un foglio, una biro, a seguire la mia voce e immaginare quello che dico mentalmente. Si chiama esercizio di visualizzazione. Carlotta, prova a farlo insieme a me. Allora, immagina che sullo schermo compaia una trottola, una trottola che gira e sbatte contro una pancia, pancia un po' floscia. Accanto alla pancia c'è una lama, lama di un coltello, e vedi che la lama è tutta rossa perché è coperta da della lava, sia la lava di un vulcano. La lava, in realtà, immagina che va a finire in una buca, tipo una buca da golf, e la buca la copri con un piumino. Allora, fino ad ora, ti faccio fare un piccolo ripasso. Vediamo se ti ricordi le parole. La prima parola era una trottola che sbatte contro una floscia pancia. Brava. Vicino alla pancia c'è una affilata che è rossa perché è coperta dall'alba. Incredibile. E la lava finisce in una buca. Volendo potremmo proseguire. Ecco, a questo punto dovremmo continuare nell'esercitazione. Volendo, a caso, si può provare a costruire una piccola associazione di immagini usando la fantasia. E perché funziona? Perché in realtà questa strategia si basa sui tre principi che vi ho spiegato poco fa. Ecco, abbiamo anche delle slide, no, da commentare insieme. Vediamo se la regia ci può mandare in onda adesso. Che cosa significa? Cos'è, ad esempio, di primo impatto, non è ben chiaro che cos'è, però è una mappa mentale. E ti spiego la mappa mentale è una delle parole, è una tecnica che insegnavo in aula e permette di sintetizzare, ad esempio, informazioni. Quella che vedi è una mappa su una materia universitaria che è scienze delle costruzioni, sono 50 pagine riassunte su un foglio. Questa ragazza che stava studiando per preparare l'esame ha deciso di imparare il metodo delle mappe perché è una ragazza che scrive tantissimo. Ce l'hai, praticamente aveva più appunti di quelli che dava il professore, era talmente una scrivana e il suo problema era che non riusciva poi a ricordare quello che aveva seguito in aula. Allora è iniziato a disegnare e a scrivere delle parole chiave, quindi ha iniziato a ragionare molto di più con la sua testa. Sembra una metodo laborioso, ma ti dico, è praticamente facile e si può imparare a tutte le età. Qual è stata la cosa sorprendente? Che poi lei invece che avere 800 pagine per un esame, aveva 80 mappe e quindi 80, 100 mappe e le sono servite per ricordare tutti i contenuti dell'esame. Questi sono altri esempi. Una professionista, una signora che ha fatto una mappa, omeostasi, uno dei suoi hobby, oltre al lavoro, le piace informarsi. Poi abbiamo anche questa è una mappa di psicologia sul giudizio sociale. Come vedi, le materie a cui si può applicare la mappa sono tante. Quello che colpisce è l'uso dei colori. Se ci fai caso, anche disegni, cioè la mappa mentale è una tecnica molto utile perché ti fa ricordare sfruttando la memoria visiva, che per noi è importantissimo, mentre i riassunti, sì, una materia proprio di ingegneria, mentre i riassunti non hanno l'uso dei colori, dell'immagine. Guarda, questa è una mappa, la mia preferita, fatta solo di immagini. C'è una signora che, diciamo, ha voluto imparare le mappe mentali perché deve presentare dei discorsi. Lei presenta dei libri e il suo timore più grande è dimenticare le cose che deve dire. Capita diverse volte, no? Ti prepari, studi, ripeti la tua scaletta, ma poi dimentichi. Allora lei si è aiutata con delle immagini. Devi sapere che ogni immagine a lei richiama un discorso e questa mappa racchiude 50 minuti di riassunto, no? Magari imparare e insegnarlo a scuola, riassunto in questo modo, eh, sarebbe fantastico. Per fortuna le scuole ultimamente si stanno attrezzando, anche chi ha dei problemi di apprendimento. Quindi l'orologio in alto di 4 minuti significa che lei doveva esporre tutta sta roba in 4 minuti. Ma guarda, quello in realtà è solo un, diciamo, un richiamo, perché per quell'argomento che è l'introduzione, aveva 4 minuti. Pensa proprio un richiamo. Uno poi si fa prendere dalla voglia di parlare e sfiora con i tempi. Alle volte bla bla bla bla, ci sono diverse. Italiani non sappiamo cosa richiamano, perché le immagini sono personali. Bello, bellissimo. Alle volte le persone mi dicono: "Ma se io non so disegnare, riesco comunque a imparare le mappe mentali?". Sì, quindi basta un disegno semplice, come vedi, anche la matita, ci vuole una, non devi essere Giotto per imparare le mappe mentali. Ognuno disegna quello che è capace di disegnare, cioè. Andiamo avanti. Bene, a proposito, una delle cose che molto spesso ci chiedono è: "Ma quali sono i risultati poi finali?". Quello della mi piaceva molto la la mappa mentale di Leonardo da Vinci. Ecco, questa è una, diciamo, prima mappa mentale, non è proprio strutturata come le altre, ma negli appunti di Leonardo, quello che vedi è sempre immagini e parole, immagini e parole, immagini. Questo, guarda, uno studio, magari ho fatto degli appunti che aveva preso. E ti dirò di più, sai che le persone al giorno d'oggi vengono etichettate come geni perché inventano cose nuove? Infatti, Leonardo ha avuto abbastanza da fare nel tempo. E se tu utilizzi la mappa mentale, è molto più facile che riesci anche tu a creare dei nuovi contenuti. Quindi si chiama produrre appunti, non prendere appunti, che è una cosa diversa. Se tu produci degli appunti, stai automaticamente imparando quella materia, cioè, quindi non fare la schedina. A parte che è finita l'ora di lezione, hai tutta, spesso tutta la mano piena di inchiostro che alle volte hai passato subito, non il formicolio, ma questi c'è da scrivere tanto. Invece così era una di quelle così, guarda, ti dico, è molto più semplice, perché ascolti di più, prendi poche parole chiave e da quelle parole riesci a ricostruire interi discorsi. E con le immagini ti aiuti, che anche divertente. Però devo dire che anche erano gli stessi insegnanti che se non ti vedevano scrivere, ti richiamavano e ti dicevano: "Non stai prendendo appunti, scrivi". Quindi probabilmente come me, cioè ero così, perché tanto a fare così, io penso, non so se Carlotta è più giovane di me di una decina, se ti vedevano che non prendevi appunti, era già mezzo voto in meno, perché dicevano: "Quella lì non sta facendo niente". Ma guardate, questo è legato al giudizio, perché molte volte che in aula si dimentica del motivo per cui si studia. Il motivo per cui studiare non è prendere un bel voto, ma imparare i contenuti. E per fortuna, adesso nelle scuole vengono introdotti anche degli supporti elettronici, tablet, che non sono una distrazione, se usati bene. E quindi il motivo che sta alla base è aiutare uno studente. Grazie a una mappa mentale, aiuti tantissimo la scrittura, sia fondamentale, perché magari ce lo può anche confermare a livello neurologico, diverso scrivere e poi magari prendere proprio appunti in questo modo rispetto che guardare un tablet e vedere tutto scorrere, anche a livello visivo, no? Beh, questa è, io ti posso confermare una cosa che riesco a ricordarmi molto di più se ho, purtroppo, mi spiace, perché bisognerebbe imparare a consumare meno carta. Infatti, io in relazione dico sempre: "Non stampare, stampiamo solo il necessario". Però mi rendo conto che se no, in mano il cartaceo, studio, cioè leggere davanti allo schermo pagine e pagine, faccio veramente fatica. Io penso che non so il dottore, o se penso che sia un po' una comune di questa, ahimè, è.

Una, diciamo, questione di abitudine. Nel senso che se sei abituato a leggere su carta, il mio consiglio è: fai una mappa mentale su carta. Se sei abituato invece a leggere online e non vuoi consumare della carta, ci sono dei software per fare queste mappe mentali. Però, come parlavamo prima, ognuno di noi è diverso. Quindi, se è vero che esiste un modo diverso per curare un'altra persona, è altrettanto vero che ognuno di noi ha un suo modo di apprendere. E quindi, a chi è affezionato alla carta, non consiglio di andare online, ma consiglio di fare delle mappe mentali.

Guarda, questa è un altro esempio, se ti può interessare. È una mappa mentale che racchiude l'Italia e su ogni città sono rappresentati delle immagini che richiamano dei vini. Quindi, questa pesa, sono tutti i vini che trovi in Italia, quindi può essere sicuramente utile. Ed è una chiappa in alto a destra, la creatività è che è illimitata. Davvero divertente, è bello perché divertente. Sì, guarda altri esempi di mappe. Questa ragazza ha preparato l'esame per diventare, diciamo, assaggiatori di vini sommelier, e doveva studiare tutta la cultura d'Italia. Molto più facile, sai perché? Chi lavora di solito, se vuole imparare qualcosa la sera, non ha voglia di annoiarsi, vuoi divertirti.

Veniamo al test. Allora, una volta che si... cioè, ci sono tantissime tecniche diverse di apprendimento che ovviamente non possiamo stare qui a elencarle tutte. Una volta che si fa questo percorso, che si apprendono le basi, che dove si può arrivare? Ecco, dove si può arrivare. In realtà, si può arrivare sicuramente a dimezzare i tempi di studio di qualsiasi attività, quindi anche l'apprendimento delle lingue straniere. Assolutamente sì.

A proposito delle lingue, ovviamente, il modo migliore è parlare una lingua, perché nulla sostituisce la pratica, la conversazione. C'è però un problema che di solito chi non parla la lingua, dopo un po' di tempo, inizia a dimenticare dei vocaboli o delle espressioni di uso comune. Allora, c'è proprio questa tecnica, si chiama tecnica di 900 vocaboli, che ti aiuta a studiare 30 vocaboli al giorno in mezz'ora, proprio un tempo ombra breve, un tempo base. Se tu lo fai tutti i giorni, questo esercizio, 30 per 30 fanno 900 vocaboli. Che pensa, secondo la BBC, un canale di notizie, per conoscere una lingua, i madrelingua utilizzano dai 3 ai 5.000 vocaboli, ma per parlarla bene, basta conoscere almeno mille vocaboli. Quindi, tu in un mese, grazie a questo esercizio, riesci ad arrivare a un livello incredibile. Sai qual è la cosa più bella? Che ti ricordi il vocabolario. Però, ovviamente, bisognerà memorizzarli associandoli alle immagini, facendo poi tutto una tecnica specifica, sicuramente di memoria visiva, di associazione.

Abbiamo fatto, cioè, tanto per capire come dovevamo fare, lo spiega lei. Sì, dove si può arrivare, cioè, sì, faccio vedere una delle prove che di solito tra le ultime che fanno i nostri allievi, che è la memorizzazione senza logica. Mi spiego meglio, quando qualcosa la devi imparare, purtroppo, parola per parola. Pensavo una definizione, alle volte è lungo a prendere così. Voglio dimostrarti come, in realtà, con queste tecniche, diventa immediato. Adesso, su questa lavagna bianca, Carlotta dovrà scrivere dei numeri senza logica. Non ho detto, vuole chiudere gli, chiudere gli occhi e lei, spieghiamolo prima, lei si, alla fine, avrà, la controlleremo, cioè, le Chiederemo quali numeri ha pronunciato Carlotta. Esatto. Saranno quanti numeri? Beh, scriveremo 30 numeri. Quindi, adesso Carlotta, per semplificare, scriverà 15 coppie, quindi 98, 31, 26 numeri a due cifre. E poi, alla fine, quando ho terminato, io proverò a ripercorrere tutti i numeri che sono stati detti. Vediamo qual è il risultato. Li leggi ad alta voce e poi prendi in mano il pennarello rosso e se per caso sbaglia, cerchiamo, spero di non vedere niente di rosso, come la scuola, la matita rossa. Allora, 10, 50, 27, 31 e 19, 25, 77, 86, 77, 77, 86, 11 e 24, 33. Quindi, abbiamo dettato 11, 24 e 33. Sì, sì. 17, 85, 23 e 16. Molto bene. Ti chiedo se puoi ripercorrere le ultime tre cifre. Certo. 85, 23, 16. Molto bene. Allora, adesso io provo a ripercorrere tutte. Vediamo se riesco a richiamarle in ordine. Allora, la prima cifra che è stata dettata è il numero 1, 0, 5, 0. Poi c'è il numero 2, 7, 3, 1, 1, 9. Il numero dopo è il 2, 5, 7, 7, 8. Poi abbiamo il numero 6. C'è anche il numero 1, 1, 2, 4, 3, 3, 1, 7, 8, 5, 2, 3, 1, 6. Complimenti. [Risate] Diciamo che il codice a barre di quante cifre abbiamo detto? 30 cifre. No, il codice barre da 35. Sì, che poi, se andiamo a notare, l'utilità è praticamente nulla. Però, a scuola, brava. È proprio quello che voglio far capire a chi ci guarda da casa. Di solito, numeri così lunghi non ne abbiamo, a parte il codice IBAN, che comunque potrebbe essere comodo da ricordare. Però, l'utilità più grande di questo metodo, al di là dei numeri, è la rapidità con cui riesce a ricordare delle informazioni e la sicurezza del ricordo. Perché, guarda, alle volte anche quattro cifre delle password, e noi ce le dimentichiamo. Mio marito non sa neanche il mio numero di telefono, non per dire. Pensa a quanto può diventare utile per chi deve studiare, leggere di libri o aggiornarsi, risparmiare del tempo, perché è la cosa che manca a tutti noi. Noi vogliamo fare tante cose, però abbiamo poco tempo per farle. Essere sicuri che il tempo che dedichi a studiare, poi viene valorizzato, e la cosa che dà più autostima. Quindi, ecco, se volete mangiare anche voi a raggiungere questi risultati, provare.

Possibilità. Quindi, brevemente, quanto tempo si impara? Cioè, ci vogliono, non so, mesi e mesi? Oppure, beh, da risultato finale, uno si chiama quanto ci vorrà? In realtà, per imparare queste tecniche, noi abbiamo preferito la pratica. Quindi, la teoria, in realtà, ci sono tantissimi libri, anche il nostro manuale, sì, tecniche di memoria, sì, questo è un manuale, si trova in tutte le librerie d'Italia, tecniche di memoria e lettura veloce, che tra l'altro è arrivato al suo ottavo anno di pubblicazione, quindi la gente si sta incuriosendo sempre di più. Però, noi in aula non diamo della teoria, diamo della pratica. Pensa che in soli 50 ore si possono ottenere questi risultati. 50 ore, perché è proprio un laboratorio. Non so se il pubblico ha visto delle immagini, però si ritrova in aula dai 10 agli 80 anni. Le persone socializzano, si sentono più valorizzate, iniziano ad apprezzare l'apprendimento per quello che è, che è divertimento, entusiasmo. E poi, alla fine, il bello di questo metodo è che si personalizza.

Bello. Sto leggendo a casa, per ho aperto, c'è il capitolo 10, potere. Si dice, "the chiron", non saprei lingua. E poi c'è la spiegazione. Quando ti serve più potere per poter, poter una pianta, strappo un dente al Ghironda. Sì, sicuramente sì. E guarda, anche l'arabo, sicuramente si può imparare di tutto. Però, la cosa più importante è provare prima su di sé. Ma anche divertente. E abbiamo scelto di creare dei workshop. Questo può essere utile anche per chi è a casa. Bisogna veramente, diciamo, provare per poter toccare con mano un risultato. E a questi incontri, che sono gratuiti, a chi viene in aula, insegniamo proprio delle tecniche per vedere l'efficacia da subito. Questo, diciamo, aiuta a fidarsi un po' di più.

Bellissimo. Purtroppo, i minuti a disposizione sono volati. Adesso io la ringrazio perché ha dato dei bellissimi spunti. Io penso, mi sono tanti ragazzi giovani che magari stanno facendo l'università e hanno dei test da superare, e quindi gli diamo una mano a superarli con meno stress. Grazie ancora. Poi daremo tutti i riferimenti a fine trasmissione. Adesso abbiamo l'ultima cosa pubblicitaria, ma state con noi perché ancora nell'ultima parte parleremo col nostro ospite, dottore Milelli Roia, e parleremo, come già annunciato prima, di malattie autoimmuni, in particolare di tiroide, e nel caso particolare, una patologia che è sempre più diffusa, la tiroidite di Hashimoto. A tra poco.

Nuovo studio. Allora, continuiamo a parlare, come già abbiamo anticipato prima della pubblicità, con il dottore Milelli Roia, e con lui affrontiamo adesso la patologia autoimmune, una di quelle patologie che nel suo studio affronta in maniera sempre più spiccata, no, tra i suoi pazienti, ovvero le tiroiditi, e nel caso particolare, la tiroidite di Hashimoto. Sì. Come mai c'è questa incidenza esponenziale di questa patologia autoimmune? Soprattutto dopo Chernobyl, dopo gli incidenti nucleari, si è visto un netto salto in avanti delle patologie della tiroide, che è una ghiandola sensibilissima, è addirittura più sensibile al rumore del timpano, per dare un'idea di quanto questa ghiandola sia sensibile. E quindi, c'è questa, questo enorme numero di soggetti che ammalano da tiroidite di Hashimoto. Molto spesso non viene diagnosticata, perché sicuramente, diciamo, il sommerso è importante. Questa malattia è caratterizzata all'inizio di una fase di iperattività, quindi la tiroide diventa iperattiva, e quindi, se io per combinazione facessi un esame del sangue, troverai gli ormoni prodotti dalla tiroide più alti della norma, che si chiamano tre molecole di iodio o quattro dell'interno di queste molecole ormonali. Dopo una fase, quindi, di iperattività, la tiroide va incontro a una fase di regressione dell'attività, praticamente perde capacità di funzionamento. Naturalmente, dobbiamo escludere la mancanza dello iodio, perché se non sarebbe quello la diagnosi giusta. Quindi, lo iodio c'è, ma la ghiandola non riesce a lavorare bene, e quindi ha una fase di iperattività, succede una fase di ipoattività. Dopodiché, molte volte, la tiroide recupera. Quindi, noi abbiamo dei soggetti che, intercettati, diciamo, tra virgolette, troppo tardi, ma per loro fortuna, va bene così, hanno normalizzato i valori. Ma resta la traccia che c'è stata un movimento autoimmune. Da che cosa? Dagli autoanticorpi, così si chiamano questi anticorpi che, appunto, sono stati identificati nel sangue come aggressore della tiroide stessa. Nelle malattie autoimmuni, io, il sistema immunitario che erroneamente aggredisce una parte del corpo, anziché limitarsi, come dicevamo prima, a distruggere batteri, virus o cellule tumorali, aggredisce tessuti sani. Ma tipo la mielina nella scheda, così, in questo caso, la tiroide. Il digiuno, veramente, rappresenta un'arma molto importante nella normalizzazione della tiroide. Noi possiamo tranquillamente parlare di tantissimi pazienti che hanno riacquistato l'uso perfetto della tiroide e non sono più dovuti ricorrere al farmaco normalmente usato. Certamente. Ma se io la situazione la controllo anche con il farmaco, devo fare tutta questa fatica di fare il digiuno? Ma, diciamo che l'utilizzo del farmaco, anche se stanno migliorando tantissimo, è comunque un intervento dall'esterno che non viene fatto con la stessa delicatezza che fa la tiroide, cioè la natura. Siccome tutti gli ormoni hanno un'interazione tra di loro, io li traggono un castello di carte. Una somministrazione e si sta cercando di ovviare, diciamo, troppo accelerata, no? Una pastiglia al giorno, ma è il corpo familiare di operazioni al secondo per dosare gli ormoni, sia, allora, tutto di un colpo, e che mi copre le 24 ore, non è la stessa cosa. E poi, comunque, pensiamo anche il sistema sanitario nazionale. Se una persona ha recuperato l'autonomia nella gestione della tiroide, e tutto può andar bene. Anche nella malattia opposta, nd, ipertiroidismo, si possono fare dei bei risultati. Devo dire anche una cosa, non è solo il digiuno, è nel caso della tiroide, ma anche una sintesi di agopuntura, omotossicologia, che possono portarci agli stessi risultati. Lei l'ha detto prima che comunque è collegato all'inquinamento ambientale, soprattutto l'inquinamento, per esempio, che c'è stato a Cernobyl, quindi una radioattivo. Quindi, voi pensate a livello comunale, non entriamo in contatto con la radioattività. Invece, io non lo pensiamo. Invece, io sono rimasta allibita perché compro biologico di una nota marca italiana, che si può trovare in tutte le catene dei supermercati bio, e non, comunque, è biologica. E compravo sempre marmellata di more e mirtilli. È successo che praticamente, non sequestrato tutta la partita in Giappone perché superavano il dosaggio radioattivo. Alchemico. Ma come, compro biologico e ed è consentito dall'Unione Europea che ci sia una soglia di, adesso non so se ricordo bene, i 15 Bq? Sì, il problema, il problema della provenienza, no? Per noi dovremmo avere il chilometro zero, ma anche quella della dell'indagine, l'analisi sul prodotto che stiamo mangiando, che deve essere fatta costantemente, deve essere monitorato, perché basta che sotterraneamente una falda, no, subisca l'inquinamento di uno sversamento di una fabbrica a km, che piano piano, piano, ha camminato, e da quel giorno innaffio il mio orto con dell'acqua tossica, ma non lo sapevano, lo sa nessuno. Non si può fare colpa a nessuno, ma se facciamo i controlli, riusciremo in qualche modo a ovviare a questo problema. L'altro problema grosso è che si danno i dosaggi limite per ogni singola molecola e non si tiene conto della sommatoria. Ora, io non posso fumare 10 Marlboro al giorno, 10 Moratti, 10 questo, 10 quello, perché il limite di tolleranze dice, sì, ho capito, ma alla fine ho fumato 200 sigarette, per fare un esempio un po' banale. Quindi, anche nella radioattività, il livello di accumulo, perché se ogni giorno è 10, 10, 10, 10, per ogni molecola che che prendo, capisco smaltirle tutte, e nel mese che, ma finisco per accumulare delle scorie tossiche ogni giorno, alla fine il livello sostanzialmente alto che cominciano le malattie. Quindi, per questo che vengono dette patologie mesenchimali, cioè, se la molecola tossica entra nella cellula, crea dei danni, per esempio, i radicali liberi. E le malattie autoimmuni vengono chiamate adesso malattie mitocondriali, perché il mitocondrio è una parte della cellula deputata a produrre l'energia. E quindi, io già una sostanza tossica che finché resta fuori dalla cellula mi fa un danno relativo. Quando riesce a penetrare, perché accumulandoci, no, e va a togliere elettroni alla membrana, entra nella cellula e comincia a danneggiare gli organuli della cellula. Quindi, malattie autoimmuni sono a questo livello. Se la concentrazione delle tossine sale ancora, attacca la membrana nucleare ed entra nel nucleo, andando ad agire con il DNA, crea le patologie degenerative, oncologiche, che ai tumori. Quindi, pulire l'organismo a partire dal mesenchima, ma vuol dire prevenire la penetrazione delle malattie autoimmuni o la doppia penetrazione nel nucleo, e quindi anche le patologie oncologiche. Chiaramente, poi dipende dalla società. Anche se faccio il digiuno mentre esplode il reattore, non mi salva nessuno. Ma magari a 100 km di distanza, uno che ha uno stile di vita corretto, se la cava, e uno che non ce l'ha più. Quindi, bisogna sempre vedere qual è il livello di aggressione. Ma noi pensiamo, adesso c'è uno studio interessantissimo che ammessi così, si parla della miloide, cioè dell'Alzheimer nei cani e nei diciottenni. È una cosa drammatica. Shanghai, io sono molto frequentazione con la Cina, cioè le grandi città inquinate hanno dei livelli di inquinamento tali per cui questi fenomeni cominciano ad essere riscontrati negli animali o nei giovani. Questo causato, quindi, dalla radioattività in questo caso. Quindi, è difficile distinguere le varie forme di inquinamento, no? Quella radiante, quello chimico, perché in realtà, poi alla fine, l'organismo resiste fino a che può, e poi ci sono sostanze che ci possono aiutare. Lei ha parlato di sali, no, nella preparazione al lavaggio, al lavaggio intestinale. Adesso stanno studiando in America una schermatura, per esempio, per le onde elettromagnetiche, i campi elettromagnetici. Ma quello che ci salva è lo stile di vita, l'alimentazione, l'attività fisica, l'aria che respiriamo. Insomma, noi dobbiamo difendere l'ambiente. Col breve accenno, mi piacerebbe che lei affrontasse anche la menopausa, no? Molte donne ricorrono alla terapia sostitutiva ormonale, questa terapia che comunque è piuttosto, a mio avviso, rischiosa, perché a distanza di tempo può causare poi un cancro al seno. Purtroppo, purtroppo, si sa che c'è una relazione tra la quantitativa di estrogeni, quindi, per esempio, anche la bambina che ha le mestruazioni molto presto, statisticamente, ecco, non bisogna fare drammi, però è vero, statisticamente è più alta la percentuale di sviluppare un tumore al seno. Io sono convinto anche i bambini, secondo la sua conoscenza, che incominciano a svilupparsi all'età di 7-8 anni. Eh sì, soprattutto da quando è iniziata un po' l'abitudine di somministrare gli estrogeni, soprattutto in America, agli animali, perché trattenendo più liquidi, l'animale pesa di più e quindi un guadagno. Problema che gli estrogeni vengono poi assorbiti da chi mangia l'animale, e soprattutto se lo fanno nei primi anni, è chiaro che l'esposizione a queste molecole si allunga nel tempo e aumenta il rischio. Lo stesso discorso vale sia somministrare estrogeni dopo la menopausa, cioè quando l'organismo non dovrebbe avere. Poi, è chiaro, bisogna vedere caso per caso, perché se la menopausa viene comunque in un'età molto, molto giovane, è chiaro che la natura aveva previsto in teoria che l'organismo gli estrogeni comunque ci sarebbero stati. Diverso è se io finisco l'età più o meno normale e continuo, però, la somministrazione. Abbiamo detto prima, ogni persona è diversa dalle altre, però questo è un ragionamento che ha senso sui grandi numeri. Quindi, dovremmo cercare di limitarla come con terapie protettive innocue che aiutano ad avviare a quelli che possono essere disturbi metabolici anche del sistema nervoso, no, della donna che va in menopausa, senza però aumentare il rischio dall'altra parte. È sempre il discorso di sinergia, insomma. Non esiste il nero assoluto, il bianco assoluto, esistono in un'infinità di sfumature di grigio, e va valutato che cosa fare. Io mi batto perché tutto venga preso in considerazione, senza demonizzare nulla, ma nemmeno, mi scusi, ma per il problema della carenza di calcio nelle ossa. Io, a parte, basterebbe guardare Sky, che c'è sempre il calcio, è un problema, un po', secondo me, non è affrontato molto bene. E io faccio ai miei pazienti questa esemplificazione. Prendiamo il diabete e prendiamo la, l'osteoporosi. Qui abbiamo il pancreas, qui abbiamo la tiroide, qui abbiamo l'insulina, qui abbiamo la calcitonina, no, che vanno a regolare il glucosio e il calcio. Quando ho problemi con l'insulina, il glucosio si accumula nel sangue perché non riesce a entrare nella cellula. C'è anche la cellula che non è sensibile, ma insomma, semplifichiamo, no? Quindi sale la glicemia nel diabetico. Nella persona con l'osteoporosi, ovviamente, sale la calcemia, cioè il calcio non si fissa nell'osso e si libera in circolo, che sono due condizioni che l'organismo non gradisce, no? Soprattutto poi il calcio che darebbe o la tetania o il collasso, no? Ce n'è poco collasso, se c'è troppo, quindi si perde nelle urine. Nel nome di abete mellito deriva dal fatto che il sapore del miele, no, la Venere da dolci. E una volta i medici assaggiavano la Venere al paziente per capire se c'era il diabete. Comunque, il fenomeno è lo stesso. Si perde nel sangue il glucosio, si perde nel sangue il calcio per mantenere l'equilibrio. La prima domanda che non mi capisco, come mai non capisco come mai ha un diabetico gli dico non mangiare gli zuccheri, l'osteoporotico gli dico mangia un sacco di calcio. Ma scusa, la stessa cosa? O tutte e due non mangiano quell'alimento, o tutte e due le avesse consigliato di mangiarli? Perché è uno sì, però, no, delle volte veramente perdiamo un po' la logica in questi passaggi. Tra l'altro, c'è un problema che il calcio è consigliato quasi sempre, viene quello dei latticini. Ora, senza fare polemiche, ma il calcio del latticino non entra, perché nell'osteoporosi con l'ipercalcemia, il corpo si difende disattivando la vitamina D. Quindi, io posso dare tutto il calcio che voglio, ma non mi entra. Però, purtroppo, al latte contiene fattori acidificanti. Il fattore acidificati rimuovono calcio dall'osso per creare un sale tampone basico, e io rischio di peggiorare anziché di migliorare la situazione del mio paziente. I libri dei primi anni di medicina per capire come gestire queste situazioni. Quindi, riassumendo, con la mail in pausa, se una donna ha diversi sintomi fastidiosi come, non so, l'insonnia, le vampate di calore, la bonifica ormonale e la sindrome metabolica, con il digiuno cosa succede? Generale dell'organismo non è mirato. Noi parliamo del digiuno nella sclerosi, nella tiroidite, ma in realtà tutto il corpo va a digiuno. Non c'è cellula che non subisca questo reset. È bellissimo il digiuno perché c'è un sacco di effetti collaterali positivi, dico io, no? Perché tu migliori cose che manco avevi percepito, o terri, talmente abituato ad avere quel disturbo che non te le ricordavi nemmeno più. Te ne accorgi perché sparisce. Con un ambiente rumoroso, senza dovuto cessare il rumore, e c'è anche il successo, è successo che è cessata la noia. Alla digiuno fa questo e fa anche di più, perché ci sono alcune situazioni, anzi, sempre il nostro corpo, non è che manifesta appena c'è uno squilibrio con un sintomo o un'alterazione dei valori ematici o delle Rive. Io mi tengo una debolezza d'organo per anni senza accorgermene, no? Prendiamo la rete policistico, mi accorgo quando sono ormai alla fine. E invece, il digiuno aggiusta anche quelle cose che io non sapevo nemmeno di avere fuori equilibrio. Ecco perché è una cosa bellissima. Quindi, io vado a correggere quello che c'è da correggere, prevenire a 360 gradi, e soprattutto non posso fare danni. Se ho detto prima, viene gestito bene correttamente, un digiuno senza bere, per esempio, per me è una pazzia e deleterio, oppure digiuno sgranocchiando qualcosa, devo stare molto attento, perché se io attivo i meccanismi digestivi, quindi c'ho un consumo energetico, ma dopo non ho un ritorno in termini di alimentazione, che lo non va bene. Quindi, come tutte le cose, bisogna saperle fare. Ecco, l'altra domanda. Lei ha menzionato il diabete mellito, no? È vero che si hanno delle regressioni dal diabete di tipo 2, anche? Allora, diciamo che riusciamo a portare i pazienti a un livello di controllo della glicemia molto buono, in alcuni casi riusciamo anche proprio a ridurre drasticamente il ricorso ai farmaci classici. Però, lì è fondamentale anche il dopo, cioè la dieta corretta, uso moltissima i minerali, uso moltissimo l'agopuntura quando è possibile, perché insomma, bisogna avere residere in zona, perché non posso far venire gente da lontano. Però, sì, si possono tranquillamente migliorare. Ma questo lo sanno anche anche i colleghi che lavorano normalmente, no? Molti pazienti non seguono le indicazioni, no, alimentari giuste, non fanno movimento. Basterebbe insegnare alla gente a camminare parecchio. Ecco, quello che io vorrei che non recuperasse, ma noi colleghi, è proprio questo, cioè aiutare la gente anche nelle piccole cose, non necessariamente solo a prescrivere il farmaco che ti salva la vita, ma deve essere usato nel momento giusto, sotto controllo dal medico. Ecco, però, secondo lei, per avere un risultato concreto e immediato, a seconda poi dello stadio, in qualsiasi tipo di patologia, è comunque necessario far passare dal digiuno? No, no. In qualunque patologia, ci sono patologie dove noi non sappiamo cosa fare, dove il digiuno è la prima scelta, perché se la medicina ufficiale mi dice, io qui non so dove mettere le mani, ma il digiuno diventa la prima scelta. A me piace per il discorso preventivo dell'inquinamento, che tutto il mondo si sta inquinando, quindi comunque fa bene lo stesso. Poi, alcune patologie come la tiroide, possono essere trattate con e senza digiuno. Certo, senza digiuno ci vuole un anno e mezzo, con il digiuno magari dopo due, tre settimane sei già in grado, facendo bene il mantenimento, di andare avanti. Bisogna anche un acceleratore, no? Mi fa in poco tempo quello che altrimenti dovrà metterci di più. Allora, quanti soldi, quanto tempo, quanta passione uno ci mette, perché se uno deve aspettare un anno e mezzo per vedere il risultato, magari ne perdo per strada di pazienti. Se riesco a farglielo vedere dopo due settimane, è chiaro che c'è una partecipazione migliore. Quindi, bisogna sempre valutare tutte queste queste componenti. Io digiuno l'ho messa alla base di tutto quello che faccio, ma perché è l'unico modo per non sbagliare mai, perché io sbaglio come medico, come uomo, come scienza, no? Cioè, nei libri di mio padre, che c'era scritto che l'epifisi erano residui ancestrali, si poteva anche togliere. Poi abbiamo scoperto la melatonina, è diventata la ghiandola della vita. Allora, decidiamo, Gesù si toglie o si lascia? E questo senza criticare nessuno, la scienza che così. La scienza è l'arte del non sapere, no? Lo scienziato studia quello che non si sa, non va a studiare quello che già sappiamo. Quindi, avere una terapia a disposizione che delle volte va oltre le nostre conoscenze, per me è bellissimo. E poi non ha rischi, ripeto, gestito bene, non avresti combinato.

All'aspetto pratico, facciamo un esempio. Sono malata di magari una patologia autoimmune e voglio sottopormi al digiuno. Come devo fare? Cioè, ovviamente, io propongo quello che faccio nel mio studio. Penso che per capire come avviene proprio la prassi, cioè, la prima cosa bisogna fare la visita. Quindi, il paziente viene, porta tutte le sue documentazioni, spesso molto ricche, perché giustamente ci si rivolge a queste cose quando si è provato già la strada normale e purtroppo non ha funzionato. La visita per me consiste non solo prendere visione di ciò che è stato accertato, acclarato con i test normali, faccio un software ideologico russo, che appunto, perché è l'unico paese dove l'iridologia fatta all'università, era fatta all'università, quindi molto seriamente. Faccio delle valutazioni di medicina cinese, faccio compilare uno schema che mi dà un equilibrio, mi dà un'idea sull'equilibrio minerali, con vitaminico, sulla scuola francese, cioè, cerco di mettere insieme diverse, faceva anche la valutazione energetica con l'elettroagopuntura di Folk, quella tedesca, ma dopo, diciamo che grazie all'iridologia siamo riusciti a bypassare questa questa fase. E quindi, si imposta un piano terapeutico personalizzato, dove sicuramente il digiuno fa la parte quasi propria, no? Viene fatto quotidianamente. Molti vengono da tutta Italia, no, da lei, qualcuno che dall'estero. Quindi, come funziona? Si appoggiano, si appoggiano strutture che ci sono state suggerite da dai pazienti stessi, quindi dall'agriturismo al piccolo alberghetto, all'albergo di livello, dipende uno, insomma, in base alle proprie esigenze, le possibilità, perché va fatta l'agopuntura tutti i giorni, è centrata alla domenica, naturalmente, perché abbiamo visto che l'organismo, una volta lanciato, si inizia all'inizio settimana, è in grado di passare alla domenica senza dover fare l'agopuntura. Quindi, soggiorno nel posto, chiaramente gli autoctoni, quelli che vivono nella zona, per esempio, non lasciano l'attività lavorativa. Mediamente, cioè, 95% lavora normalmente, anche cuochi, cuochi, per dire, sono lavori pesanti fisicamente. Chi fa attività sportiva intensa, no, degli attrezzi, dipende dalla dal soggetto, cioè, ripeto, quel ragazzo mi ha fatto 100 km in bicicletta al ventesimo giorno, ma magari c'è il soggetto che è un po', i primi due, tre giorni sono abbastanza difficili, quindi uno va con calma, dopo, però, ecco, due ore a nuoto si possono fare anche attività fisiche importanti, ma uno si regola sempre sul proprio sentire del momento, no? Perché i giorni non sono mai uguali. Se io dieci anni fa, per esempio, lunedì giusto, e si fa la visita e si comincia già il digiuno con lo stesso giorno. Sì, se uno si è organizzato. Sì, molta gente, giustamente, ovviamente, dico che io viene, fa la visita, per perché ci si conosca, perché fare una cosa come il digiuno non è proprio semplice come prendere una pastiglia, anche se magari fa meno male. Allora, uno viene, io dico sempre che io visito il paziente, il paziente visita a noi, visita a me, e dobbiamo essere tutte e due d'accordo e trovare positivo l'incontro. A quel punto si traccia il piano, chiaramente, no? Qualcuno che viene da molto lontano, prende tutte le informazioni prima, e una volta che viene, per non fargli fare avanti e indietro con l'aereo, certamente, fa tutto di seguito. Allora, fa il lavaggio intestinale, inizia il digiuno. Digiuno viene programmato quando è possibile, anche prima. Appunto, io do dei limiti. Non può essere una cosa rigida, cioè, nel senso che io dico, faccio un mese, se dopo due settimane mi stufo, smetto. Ma c'è anche gente che non avrebbe mai pensato di poter prolungare il digiuno a lungo, e invece si è trovata a fare il 40, 42, 43 giorni di digiuno. Questo va lasciato, ogni giorno il soggetto decide se vuole andare avanti o no. Io, come medico, l'obbligo di assisterlo in entrambi i casi, sia se vuole continuare, sia se non vuole continuare, o qualora io dovessi giudicare la situazione non valida, per due volte interrotto il digiuno, per il paziente non beveva, io non mi sento onestamente di, cioè, non mi fanno paura i sintomi, anche quelli magari importanti, relativi a vecchie patologie, perché vuol dire che il corpo sta rimontando, cerca di aiutarlo. Al paziente ho avuto da poco una signora, la storia bellissima, e mi piace ricordarla, con una malattia neurologica, cioè, praticamente, lei si bloccano le gambe e le braccia, malattia lentissima, non c'è terapia, no? E questa, dopo 25 anni, strisciava i piedi, non era in grado di di sollevare la gamba per fare marciapiede. Siccome dà anche molta stanchezza, come tutte le malattie autoimmuni, questa in particolare, lei ha molto sofferto. A digiuno, al diciannovesimo giorno, ha deciso di smettere. Io avevo previsto, se tutto va bene, dico, facciamo 28 giorni. Era spaventata dall'idea che digiuno la stessa indebolendo, anziché curando e migliorando. E effettivamente, sentendosi debole, non è che poteva dire, no, non è vero, però la incoraggiava ad avere speranza, perché questa fase era prevista. Comunque, smettere digiuno al diciannovesimo giorno, ovviamente, non cerco di impedirglielo, la sostegno. Ci ha messo un mese e mezzo, però dopo mi fa una riprendersi, diciamo così. Però, adesso la signora cammina, è andata a visitare un paesino, una rocca, e a braccetto con il marito, è riuscito a salire e scendere, muoversi. E ogni giorno, e c'è l'altro giorno, sono stata in piedi senza il bastone e senza appoggiarmi alla parete, e ho sentito la sensazione dei piedi che appoggiavano, cosa che da anni non aveva più. Questi aneddoti che sono viste in genere della medicina ufficiale, come si, vabbè, ma questo è un caso. Sono d'accordo, ma vogliamo studiarlo? Cioè, visto che in alcuni casi non abbiamo alternative, io posso portare mille casi singoli, e so benissimo che non sono inquadrati dal punto di vista dello studio raddoppizzato. Le patologie stesse non sono inquadrate, perché ogni giorno c'è una patologia rara nuova, no? Ci sono cinque, sei patologie nuove, ma anche quelle che conoscevamo, ripeto, adesso ci viene richiesto questo studio randomizzato alla cieca. Bene, facciamolo. Eh, ma non si fa, non riusciamo a promuovere uno studio del genere. Invece, sarebbe bello, soprattutto alle sedi istituzionali, le università, agli ospedali, devono fare questo, no? Il piccolo medico di provincia, come me, che non sono nessuno, ma io non posso tirarmi indietro. Posso vedere la gente che sta meglio con queste metodiche, come faccio poi a tirarmi indietro? Ma la cosa più giusta sarebbe che, quindi, si è preso in mano la ristrutturazione competenti, come ha fatto un po' adesso a Los Angeles, sta facendo Walter Longo. Quindi, concludendo il discorso, perché ormai abbiamo i minuti a disposizione, che cosa possiamo dire ai telespettatori che magari hanno loro stessi una patologia importante, o magari uno dei loro familiari, e magari hanno le aspettative in quello che hanno sentito oggi? Che cosa possiamo dire? Innanzitutto, che, diciamo così, ci sono delle speranze in più rispetto a quello che fino a ieri o fino a oggi seguono il loro protocollo di farmaci. Possono fare interrotto terapia in atto, ho sempre sommato le mie, e quando i risultati erano evidenti, positivi, allora, a quel punto, se è possibile, sempre d'accordo con i colleghi, io quello che cerco di fare è collaborare con i vari reparti per avere un lavoro di equipe, perché qualsiasi collega è contento se sa che il paziente sta scalando un farmaco, che vuol dire che sta migliorando, no? Non, non credo che ci siano colleghi che sono contenti che il paziente stia male. Quindi, si si promuove un lavoro di osmosi, dove la nuova terapia, prima si somma alla vecchia, poi piano piano, davanti ai risultati positivi, si può scalare, se è possibile, ripeto, d'accordo con i colleghi, e si fanno i controlli. Quindi, anche chi è sottoposto a chemioterapia, sì, l'esempio di Los Angeles, bellissima, dove fanno fare il digiuno proprio ad ogni chemio, e migliora l'effetto terapeutico, perché, ripeto, l'organismo è più forte, perché le cellule riescano a usare i corpi chetonici e non il glucosio. Il tumore più debole, perché non riesce a fare questo passaggio. C'è, quindi, stanno a digiuno mentre fanno la chemio, prima 1, 2, 3 giorni prima, dipende quello che uno riesce, fino alla chemio praticata, dopo subito dopo la chemio, rimangono qualcosa, oppure si può fare un digiuno più prolungato, ma se possibile concordato con gli oncologi, una gara fine di un ciclo, si fa ciclo di chemio di 6, 8, dipende, no, come come decidono loro, ci mancherebbe. Dopodiché, però, in una fase di riposo, nell'intervallo, si può fare un digiuno che serve anche a rimuovere la tossicità che la chemio, comunque, un po' come la crea, nel momento in cui il tumore si riorganizzano, cercando appunto di indebolire il tumore e rafforzare la parte sana. Benissimo, davvero interessante. L'ultima battuta anche con lei, perché dobbiamo poi chiudere. Tanto tutti i riferimenti. Io penso di aver dato numerosi spunti e sicuramente ci riuscirò. Mi piacerebbe fare, non so se sono ancora pronta, per come preventivo, mi piacerebbe fare la cosiddetta settimana, dieci giorni. Mi raccomando, posso dare una piccola consiglio? Di giorno non significa dalla cena di venerdì alla cena di sabato. È necessario tutto il ritmo circadiano. Quindi, se io voglio fare il venerdì di digiuno, mangio il giovedì sera, poi da quando mi alzo il venerdì mattina, bevo tre litri di liquidi non calorici, quindi acqua, tisane, e rimangio il sabato mattina la colazione. Così ho fatto un giorno di digiuno, non so, 24 ore, sono 36 ore, ma è quello che all'organismo serve di più. Questo tutti è preventivo, magari fatto bene, una volta all'anno, con una buona preparazione. Quelli col caffè, così, adesso non ho una grande pratica, in linea di massima dovrebbero andar bene, ma hanno anche, però, il significato più più più più ridotto rispetto a un vero e proprio del collo. Comunque, tutto quello che fa bene, prima informarsi bene, sentire il parere di qualche esperto, perché e dopo tutto ciò che facciamo torna a nostro vantaggio. Bene, io sono però contentissima per la trasmissione che abbiamo fatto oggi. Credo di aver dato, assieme a voi, vi ringrazio delle indicazioni, degli spunti davvero ottimi su cui riflettere, sia a livello, diciamo, di salute, ma anche di di benessere mentale, di crescita, di memoria. Adesso, come sempre, do i riferimenti per i nostri telespettatori. Allora, per il dottor al telefono 07 55 009 032, il sito internet leroy.it, oppure potete mandargli una mail, mandargli roia@gmail.com. Una curiosità, i tempi per una visita sono molto lunghi o abbastanza? Perché, insomma, avendo da seguire anche i pazienti in terapia, non posso visitare tanta gente, quindi, in genere, sì, siamo un po', qualche mese, bisogna aspettare. Ecco, quindi, insomma, abbiate pazienza. E ecco, io l'ho detto perché sicuramente qualcuno proverà sicuramente a chiamarla, ma ci vuole un pochino. Io la ringrazio, ringrazio anche la moglie, che è stata qua con noi, la saluto. Magari la prossima volta la inviteremo qui con noi a parlare. So che non ama molto, si mette in evidenza, ma è molto esperta sull'alimentazione, tutto quello. Ecco, noi l'aspetto quello dell'alimentazione. Mentre per quanto riguarda l'altro nostro altro ospite, Giovanni Troiano, il numero verde 800 180 499, il telefono, vediamo ora, dica a memoria. No, io no, è lei. 8882410, naturalmente, non poteva in una letto, ho guardato bene agli occhi, e il sito internet apprendimento rapido.it, e la mail info@apprendimentorapido.it. Si trova tutto. Anche con lei ci sono questi corsi che vengono tenuti a Milano, anche in altre regioni d'Italia. Ma allora, in realtà, noi lavoriamo prevalentemente in Lombardia e in Canton Ticino, quindi per tutta l'Italia, l'unica sede di riferimento è Milano, anche se è possibile seguire dei corsi online. Quindi, in realtà, è molto comodo, e soprattutto per i telespettatori di Laboratorio Salute, che sono di Milano, invitiamo proprio a partecipare a degli workshop gratuiti. Già la prossima, le prossime settimane sono in programma, per provare e capire come migliorarsi. Tratto, ci sono proprio in questo momento dei, diciamo, delle delle conferenze, sono adatte a tutte le età, quindi siete i benvenuti. Bene, voglio ricordarvi anche il libro, tecniche di memoria, lettura veloce, libro molto divertente e soprattutto utile per imparare, un manuale, quindi ci si può anche divertire e destreggiare con dei test o degli esercizi. Non, non ho detto che anche il nostro dottore del libro, non me lo sono scritto e non ho ancora fatto il corso, quindi mi è, ovviamente, ovviamente, la fotografia, e anche questo, edito da tecniche nuove. Quindi, se uno dovesse prendersi il libro, però fare digiuno a casa? No, beh, tranne quello che abbiamo detto, appunto, di fare un giorno alla settimana lungo, prima aspetterei di farlo guidato, dopo si ci rendiamo autonomi. La cosa più bella del libro, credo sia il capitolo delle testimonianze, no, dove una quarantina di soggetti con malattie autoimmuni, essenzialmente, testimoniano il loro risultati, perché tutto quello che a me piace sottolinearlo è documentato, abbiamo le analisi, abbiamo i resoconti, abbiamo tutto, perché un collega serio, è la prima cosa che ti chiede, ma anche un malato, bisogna trattarlo seriamente, non bisogna illudere la gente. Non abbiamo il 100%, però è una cosa concreta, dobbiamo essere concretamente d'aiuto. Bene, io vi ringrazio della vostra disponibilità, ringrazio anche i telespettatori che come sempre ci segue con grande interesse, e io vi auguro una buona prossimamente di serata, e ci rivediamo la prossima settimana, perché il Laboratorio Salute torna, e saremo ancora di nuovo con voi. Grazie ancora e arrivederci. [Musica]