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Buongiorno, buon pomeriggio e buonasera. Oggi, video lezione dedicata al pre-romanticismo. Prima però, ricordatevi di lasciarmi un mi piace qui sotto, di iscrivervi al canale e di seguirmi anche su Instagram; mi trovate come diario di Charlotte. [Musica]
Dopo l'ondata razionalistica che caratterizza la prima metà del '700, il Secolo dell'Illuminismo, dell'età dei lumi, la cultura europea matura una sensibilità diversa. Gli intellettuali cercano una dimensione interiore e soggettiva, esaltando passione e sentimento. E abbiamo qui i tre romantici, coloro che si rifugiano nei luoghi incontaminati, che amano la natura selvaggia, che però ricercano anche atmosfere lugubri e sepolcrali.
Il precursore del romanticismo è considerato John Jacques Rousseau, perché nei suoi scritti lui proclama il primato del sentimento e il culto della natura. Nel suo *Discorso sull'origine e i fondamenti delle disuguaglianze tra gli uomini*, Rousseau sviluppa proprio la teoria del "buon selvaggio". Quindi, l'uomo che è buono, ma lo vediamo anche nell'*Emilio* di Rousseau: l'uomo è buono, ma viene corrotto dalla società. Quindi, se si allontana l'uomo dalla società, l'uomo in realtà conserva la sua bontà naturale.
Oltre al concetto del "buon selvaggio", un altro concetto significativo dei preromantici è il sublime, ciò che sta sotto, no, il *limen*, cioè sotto il confine, il limite. E questa estetica del Sublime risale alle prime opere ed estetiche del mondo greco. Mi fa pensare sicuramente alla *Nascita della tragedia* di Nietzsche, lo spirito d'Apollo e lo spirito di Dioniso, ma anche mi fa pensare al sublime poi Kantiano, quindi che recupererà, no, questa idea di pervasamento, di perdita di noi stessi davanti alla bellezza. Nel 1757, in ogni caso, l'inglese Edmund Burke scrive *L'indagine filosofica sull'origine delle nostre idee del Sublime e del Bello*. E secondo Burke, il sublime è tutto ciò che ispira idee di dolore e di pericolo, tutto ciò che è terribile o che riguarda oggetti terribili, o che agisce in modo analogo al terrore. Si contrappone al bello che produce armonia. Quindi, questo sublime che ci spaventa. Quasi come già vi avevo anticipato, anche Kant prende, no, l'idea del Sublime nella *Critica del Giudizio*, giudizio per l'appunto estetico, *Critica della ragion pura*, *Critica della ragion pratica*, *Critica della facoltà di giudizio* estetico. E qui Kant si sofferma sull'arte e ci definisce il sublime come un oggetto della natura la cui rappresentazione ci determina un senso di smarrimento, di fronte anche all'opera d'arte. E qual è l'autore, il pittore che ci fa pensare al sublime? Turner. Turner. Davanti alle sue atmosfere, ai suoi paesaggi, noi ci sentiamo completamente smarriti. [Musica]
Quali sono i caratteri, dunque, del preromanticismo? L'esaltazione del sentimento, delle passioni, dell'irrazionale, contro quella razionalità fredda, glaciale dell'Illuminismo; l'inquietudine, la malinconia, l'attrazione ambigua nei confronti della morte. Ora vedremo, quindi, questi paesaggi lugubri, spettrali; l'interesse per il primitivo e l'esotico; e l'amore per la natura. Per romanticismo, quindi, in Europa, in particolare in Gran Bretagna, in Germania e in Italia. In Gran Bretagna troviamo la poesia, quindi questo lugubre di cui ancora non abbiamo parlato, cioè la poesia sepolcrale, cimiteriale e la poesia ossianica. Per esempio, *I pensieri notturni* di Edward Young, cappellano di Giorgio II d'Inghilterra e autore di una celebre riflessione sulla morte: "Dolce sonno, tu, quieto balsamo, ristorami, indebolita natura". Una ode alla morte. A me mi abbandona simile anche egli al mondo corrotto, schiva gli sventurati, puntuale a portarsi in quei luoghi ove la fortuna è ridente, se infugge con rapido volo dal soggiorno dei sospiri e va a fermarsi sugli occhi che non son molli di lacrime. Quindi arriva questo sonno che è la morte, un sonno desiderato e agognato. Ancora troviamo, sempre in Inghilterra, le *Elegie scritte sui cimiteri*, in questo caso quella di Thomas Gray, che esalta proprio l'esistenza oscura degli uomini sepolti in un cimitero campestre: il vanto di un nome illustre, lo sfarzo del potere e tutta la bellezza, tutta la ricchezza che mai sia stata data, attende allo stesso modo l'inevitabile, cioè l'ora della morte. I sentieri della gloria non portano che alla tomba. Da una parte, quindi, poesia cimiteriale, sepolcrale, e da una parte i *Canti di Ossian*. Attenzione, i *Canti di Ossian* non sono scritti da Ossian, ma da James Macpherson. Siamo nel 1760, e questo autore fa credere di aver raccolto dei versi attribuiti a Ossian, un bardo leggendario. Ma chi sono questi bardi? Dei poeti, cantori dei Celti. I bardi accompagnavano con la crotta, che era uno strumento simile alla lira. Quindi possiamo dire che in Gran Bretagna abbiamo il gusto, no, per la poesia sepolcrale, cimiteriale e quella ossianica che riprende gli antichi bardi.
In Germania invece troviamo un movimento che ci fa immediatamente pensare al preromanticismo: ovvero lo *Sturm und Drang*, tempesta e impeto. Questo nome preso dal titolo di un dramma di Klinger. La corrente che si sviluppa in Germania tra la fine del Settecento, in particolare 1770-1785, e di cui abbiamo tra gli esponenti più importanti Schiller e Goethe. Goethe scriverà un noto inno, l'*Inno a Prometeo*, colui che rubò il fuoco per darlo agli dei, nel quale illustra proprio il dissidio, la sofferenza tra il poeta creatore e una divinità creatrice suprema. Prometeo è proprio una delle figure dello *Sturm und Drang*, perché incarna la forza e l'impeto delle passioni. Prometeo, una divinità antica, quanto al tempo stesso in grado di, faccio vedere, il futuro. Il titano predisse la vittoria degli dei olimpici sui Titani durante la Titanomachia, la grande guerra per il potere supremo. Quali sono però i principi dello *Sturm und Drang*? La vita interiore, l'esaltazione della natura, la consapevolezza di sé e la ribellione, la ribellione come quella di Prometeo che ruba il fuoco agli dei per darlo agli uomini. Troviamo qui, quindi, una contrapposizione tra genio e natura. Il genio è quello che percepisce la natura e riesce a viverla a pieno, una natura genitrice ma anche distruttiva. Dal suo impeto creatore il genio attinge le leggi del suo atto. *The Musical*, dove sono attività, energia, spirituale, azione, pensiero, sentimento, facoltà che non si insegnano e non si imparano. Qui è il genio, come vi dicevo. Quando pensiamo al preromanticismo, pensiamo in Germania allo *Sturm und Drang*, ma anche a Goethe, e c'è un romanzo che è proprio simbolo del preromanticismo, ovvero *I dolori del giovane Werther* di Goethe, che poi diciamo ispirerà anche il nostro Ugo Foscolo nelle sue *Ultime lettere di Jacopo Ortis*. Werther, infatti, vive con passione assoluta un amore impossibile fino al suicidio. Sempre in Germania, oltre a Goethe, abbiamo anche Schiller, e una delle sue opere anch'essa iconica del Romanticismo è il *Don Carlos*, che ruota attorno a un dramma vissuto tra Filippo II di Spagna e suo figlio Carlos, che si contendono Elisabetta di Valois, moglie del re. Quindi, come vedete, questi eroi romantici sono degli eroi tormentati, no, come il Werther, come il Don Carlos, è pieno di dissidi, di sentimenti, di irrazionalità, di voglia di esprimervi in una vita difficile, piena di ostacoli, che però può essere affrontata con le passioni. Infine, quando noi pensiamo all'eroe romantico, pensiamo anche a *I Masnadieri*, sempre di Schiller, nelle vicende di due fratelli, Karl e Franz, e in particolare a Karl, che incarna il prototipo dell'eroe romantico. Poi qua, "Questo flagido secolo, da eunuchi, non fa altro che a ruminare il passato, a sezionare gli eroi dell'antichità coi suoi glossari, a sconciarli con le sue tragedie. La forza dei suoi lombi è esaurita, e ora ci vuole il lievito di birra per aiutare l'uomo a propagarsi". Quindi, c'è bisogno, basta questi gusti neoclassici, deve tornare il primato del sentimento, perché questo secolo, questo Settecento, è un secolo flaccido, è un secolo da eunuchi, da uomini senza virilità. La legge, infatti, è anche, in particolare qui ci rivolgiamo all'Illuminismo, ha fatto scadere incesso di lumaca ciò che sarebbe stato volo d'aquila. La legalità, quindi questa razionalità esagerata, non ha mai prodotto un grande uomo, ma la libertà cova e fa schiudere i colossi e i grandi eventi. I vigliacchi si nascondono nella pancia di un tiranno, fa la corte ai capricci del suo stomaco e si lasciano sballottare dalle sue flatulenze. Però, a un certo punto, sia Goethe che Schiller, come vedete pieni di queste esaltazioni del sentimento, abbandoneranno lo *Sturm und Drang*, anche questo linguaggio eccessivo, sregolato, e si avvicineranno poi in una seconda fase della loro produzione a un modo espressivo più equilibrato, più armonico, più composto, che chiameremo il Classicismo di Weimar, perché classicismo legato al mondo classico, naturalmente, perché di Weimar, perché Goethe nel 1775 si sposta nel Ducato di Weimar e diventa collaboratore del duca Carlo Augusto di Sassonia. Anche Schiller, come vi dicevo, abbandonano, quindi, questa esaltazione tormentata del sentimento per avvicinarsi invece a quella che lui chiamerà la poesia sentimentale, nel senso che giustifica proprio la superiorità dei classici distinguendo tra poesia ingenua e sentimentale. Quindi, la poesia ingenua può essere quella dei preromantici, quella dello *Sturm und Drang*, invece nel procedere della sua formazione vuole praticare una poesia sentimentale, quindi che esprime nostalgia per l'armonia ormai perduta.
Concludiamo parlando del preromanticismo in Italia, che si diffonde grazie alle traduzioni principalmente, e tra i più importanti traduttori ricordiamo Melchiorre Cesarotti, che ha tradotto le poesie di Ossian. Per quanto riguarda però la poesia sepolcrale, abbiamo un nome importante da ricordare: Ippolito Pindemonte, che è il maggior rappresentante, che ha proprio ispirato i *Sepolcri* del nostro Ugo Foscolo. Due grandi artisti preromantici sono Ugo Foscolo e Vittorio Alfieri, di cui parleremo prossimamente. [Musica]