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[Musica] [Musica] I primi ricordi che ho sono legati a questa stampa incorniciata sul mio [Musica] letto. La fissavo ogni sera prima di [Musica] addormentarmi. Mio padre era un fumettista underground. Era un rappresentante molto eclettico della cosiddetta controcultura. Ha lavorato nello studio di Andy Warhol, è stato intimo amico di Lou Reed, conosceva Robert Rauschenberg e tutti i grandi artisti della sua generazione. Sono cresciuto circondato da illustrazioni [Musica] bizzarre. Ero letteralmente affascinato da questo quadro: Il giardino delle Delizie terrestri di Geronimus Bosch, intorno al 1500. Se osservati attentamente, questi pannelli hanno una storia da raccontare. Sul primo sono raffigurati Adamo ed Eva nel Giardino dell'Eden. In lontananza si distinguono uccelli in volo, elefanti, giraffe ed elementi di iconografia religiosa. Il secondo pannello è ancora più eloquente. L'artista vuole rappresentare le tentazioni della vita mondana, l'intricato mescolarsi di figure simboliche, la dissolutezza e gli eccessi. E poi l'ultimo pannello, quello decisamente più inquietante, soprattutto agli occhi di un bambino. Bosch ritrae un paesaggio decadente, spoglio, spettrale, un paradiso che è stato inaridito e distrutto, introducendo nell'ambiente i residui di scarto delle attività umane.
Il clima cambierà. La combustione di carbone, petrolio e legna rilascia diossido di carbonio nell'atmosfera. L'effetto serra esiste davvero e sta alterando il clima del pianeta. Quindi, cosa accade alla temperatura? Aumenta. Il cambiamento climatico è un dato di fatto. Il 2012 è stato l'anno più caldo della storia. Il 2014, il 2015 sta battendo ogni record. È stata l'estate più calda. A causa del suo comportamento, quell'uomo è stato cacciato dal Giardino dell'Eden.
Salve, signor DiCaprio. È un vero piacere, un vero piacere conoscerla. L'aula è enorme. Aspetti, le mostro una cosa. Questo leggio può essere regolato? Sì. I relatori fare così. Visto che meraviglia! Qual è il messaggio più importante che dovremmo diffondere? I cambiamenti climatici stanno avvenendo rapidamente e di recente abbiamo assistito a fenomeni meteorologici particolarmente estremi. Di fronte alla smisurata vastità dell'universo, il pianeta Terra è come una minuscola imbarcazione. E se questa barca dovesse affondare, è chiaro che per l'intera umanità non ci sarebbe via di fuga. So che lei è da sempre molto impegnato e molto attento alle tematiche ambientaliste, ed è per questo che desidero affidarmi al suo carisma e alla sua grande volontà. Diamo benvenuto al nuovo Ambasciatore di Pace delle Nazioni Unite, signor [Applauso] Leonardo. Sono onorato di essere stato scelto come Ambasciatore di Pace contro i cambiamenti climatici, stando alle Nazioni Unite. La ce la metterò tutta per approfondire ogni aspetto di questo argomento, per capire la gravità del fenomeno, nonché le possibili soluzioni. Al momento, la situazione sembra sfuggirci di mano. Sono un attore, il mio lavoro è recitare. Interpreto personaggi di fantasia i cui drammi sono frutto della penna di uno sceneggiatore. Purtroppo, i cambiamenti climatici a volte sono percepiti allo stesso modo. Ogni giorno non facciamo che ricevere notizie allarmanti sull'ambiente e la situazione non fa che peggiorare anno dopo anno. Ma nessuno sembra voler affrontare la questione dei cambiamenti climatici. Se alle Nazioni Unite conoscessero il mio stato d'animo, il mio pessimismo in merito al futuro, probabilmente penserebbero di aver scelto la persona [Musica] sbagliata.
Migliaia di dimostranti sono scesi in piazza a New York, chiedendo interventi incisivi contro i cambiamenti climatici. Il Segretario Generale Ban Ki-moon ha definito DiCaprio una voce autorevole del movimento ambientalista. È come dire che il mostro di Milwaukee era un raffinato gourmet. Leonardo DiCaprio è ingenuamente caduto in questa gigantesca montatura del surriscaldamento globale. Chi può sensibilizzare i leader mondiali su un problema inesistente come i cambiamenti climatici, meglio di un attore hollywoodiano senza alcuna preparazione? [Musica] Semplifica. Ciao, come stai? Che mi racconti? Come stai? Tutto bene tu? Ciao, molto piacere. Ehi, ciao ragazzi! Ce l'hai fatta? Come stai? Sì, ti vedo davanti. È bello rivederti. Stai alla grande. Ho cominciato le riprese di un nuovo film. È ambientato agli inizi dell'Ottocento, ai primordi della rivoluzione industriale, nel selvaggio West degli Stati Uniti. Fanno da sfondo al racconto la devastazione della natura da parte dell'uomo, la distruzione di intere specie animali e delle comunità locali. Ma sono teschi di bisonte, o mi sbaglio? Alejandro, è assurdo. Questi sono cacciatori di pellicce. Stanno cercando di vendere i teschi. Stanno vendendo i teschi? Sì, ma come cavolo si fa? Sì, lo so. È macabro. È pazzesco. Non si rendevano conto dello sterminio? Non sapevano che le specie si sarebbero estinte? È assurdo. Dovresti inserirlo nel film. Sarebbe una vera bomba. Sarebbe un grande successo. Ah, speriamo. Andiamo alla barca. Non sono cresciuto in mezzo alla natura, ma in un quartiere piuttosto centrale di Los Angeles. E poi fai questo movimento. Il mio rifugio nei fine settimana era il Museo di Storia Naturale. E fin da piccolo ero letteralmente affascinato dalle specie ormai estinte, da tutti questi animali: dal Dodo al piccione migratore, che era il volatile più diffuso sulla terra, dalla tigre della Tasmania, nota anche come tilacino, all'ala in penne. Dal ricordo la mia angoscia nello scoprire che esploratori e pionieri avevano sterminato, senza rendersene conto, intere specie e in questo modo avevano compromesso irrimediabilmente l'ecosistema.
Ma oggi noi facciamo di peggio, con consapevolezza e su scala decisamente molto più [Musica] ampia. Per contrastare il cambiamento climatico, noi dobbiamo tenere a mente che gran parte della nostra economia si basa sui combustibili fossili, ovvero sul carbone, sul petrolio e sui gas naturali. Il petrolio è destinato soprattutto al settore trasporti. Il carbone e i gas naturali vengono impiegati per l'elettricità. Sin dall'inizio del XXI secolo, per sostenere la nostra dipendenza dai combustibili fossili, abbiamo iniziato a sfruttare nuove risorse che sono estremamente rischiose. Basti pensare alla rimozione delle vette montane per l'estrazione del carbone, al fracking per i gas naturali, alle piattaforme petrolifere di perforazione e, infine, alle sabbie bituminose, il metodo più invasivo per ricavare carburanti fossili. Intere foreste vengono distrutte, l'acqua dei torrenti e dei fiumi è avvelenata. L'impatto sulla natura e sulle comunità autoctone è letteralmente devastante. Pur di avere i serbatoi, dissipano immense quantità di energia. Adesso, in Canada, non esiste un carburante fossile pulito. Le cuffie sono a posto? Potete regolare il volume del microfono come volete. Ecco [Musica] qui. Chi ha tagliato queste piante in città? C'è una ditta di legname dove clienti acquistano legna e materiali per l'edilizia. Uno stabilimento per la lavorazione del legno. Un tempo questa zona era interamente ricoperta dalla foresta boreale. Tutto è iniziato in sordina, con piccoli interventi verso la metà degli anni '60, ma non con le modalità attuali. Oggi si producono circa 350.000 barili di greggio sintetico, e sto parlando solamente di questa struttura. Ci sono anche altre due imprese: c'è la Nexen, che ha aperto una nuova miniera di recente, e poi c'è la Shell. Quella che vedo è sabbia bituminosa? Sì, la colorazione scura è dovuta alla presenza di petrolio. E in pratica, il procedimento consiste nel prelevare la sabbia e, in un secondo momento, estrarne il petrolio. Si deve immettere vapore all'interno del terreno, che si surriscalda, facendo in modo che il petrolio fuoriesca. Tutto qui. Mi ricorda il regno di Mordor. Che cos'è Mordor? Il Signore degli Anelli. È un'operazione imponente, davvero pazzesca. Quella che vedi, ovviamente, è soltanto la miniera. Gli impianti di estrazione e di raffinazione, invece, sono situati altrove. Distano circa 70 chilometri l'uno dall'altro, ma sono collegati da lunghissime condutture. Più dati raccolgo su questo particolare argomento e sulle eventuali cause, più mi sembra di non saperne mai abbastanza. È davvero una tematica sconfinata. La prima volta che ho sentito il termine "surriscaldamento globale", così come veniva definito all'epoca, avevo poco più di 20 anni. Ebbi la fortuna di incontrare alla Casa Bianca l'allora vicepresidente Al Gore. Disegnò il pianeta su una lavagna, poi tratteggiò l'atmosfera circostante e mi disse che si trattava del problema più grave della nostra epoca. Non avevo la minima idea di cosa stesse [Musica] parlando. Aggiunse che tutti i mezzi di trasporto, navi, treni, aerei e macchine, le tecniche di produzione alimentare e di edilizia urbana, che ogni nostra attività comportava il rilascio di diossido di carbonio, principale causa del cambiamento climatico. Le calotte polari si scioglieranno, il livello del mare si innalzerà e le calamità naturali saranno sempre più frequenti: inondazioni, siccità, incendi. Sembrava la trama di un film di fantascienza. Purtroppo, è la dura realtà che oggi si palesa ai nostri [Musica] occhi.
Magnifico. Il mio obiettivo è capire quale sia la situazione e se il processo in corso sia reversibile. Si gode il paesaggio. Oggi è il 4 di luglio e siamo nel bel mezzo dell'Artico. In questo momento, i nostri piedi poggiano sull'oceano. Stiamo camminando sulle acque. Questa è la punta settentrionale di Baffin Island, una tra le centinaia di isole che compongono l'arcipelago Artico canadese. Siamo molto più a nord del Circolo Polare. Se mettessi la mano in queste acque, non resisterei più di 5 minuti. Tu sì, perché sei un vero duro. Vi dedicate alla caccia e alla pesca? Esattamente. Sì. E che tipo di prede catturate qui nel mio territorio? Catturo pesci, foche, narvali e orsi polari. Questa è pelliccia d'orso? Esatto. È fantastica. Grazie. Nel corso del tempo, lei ha notato una diminuzione nel livello del ghiaccio? Prima il ghiaccio era solido e blu, non celeste come questo, blu, duro, resistente. Adesso sembra un gelato. La consistenza è diversa, completamente. Non è più la stessa. Sì, il ghiaccio c'è ancora, ma si scioglie molto più in fretta, più rapidamente di prima. Nel 2040 sarà possibile la navigazione all'interno del Polo Nord e in estate l'Oceano Artico non sarà più una distesa di ghiaccio. L'impiego eccessivo di combustibili fossili ne provoca lo scioglimento. L'Artico funge da condizionatore d'aria per l'emisfero settentrionale. La sua scomparsa determinerebbe il cambiamento delle correnti, dei cicli climatici, con conseguenti inondazioni e siccità dagli sviluppi catastrofici. Si tratterebbe della trasformazione ambientale più drammatica mai avvenuta nella storia. Guardi [Musica] lì. Sì, li ho visti. In questa zona vive una popolazione di narvali pari a 10 o 12.000 esemplari e non si registra una diminuzione, come sta avvenendo in altre regioni. Wow, sono magnifici. Sì, in questo momento stanno aspettando che il ghiaccio si rompa per entrare e cacciare le platesse. È incredibile. Il suono che emettono è magico, somiglia alle fusa di un gatto. Non voglio vivere in un pianeta senza queste specie animali. Quando avevo 25 anni, mi chiesero di partecipare a una manifestazione ambientale a Washington per la Giornata della Terra. Le temperature aumentano, le barriere coralline scompaiono. Non si estingueva così tante specie animali da quando, 65 milioni di anni fa, un meteorite colpì la Terra. Ebbi anche l'opportunità di intervistare il Presidente degli Stati Uniti. A suo avviso, perché questo problema continua ad essere ignorato da tutti? Credo che sia perché la percezione dei cambiamenti climatici non è così immediata. Per il momento, sembra ancora un fenomeno soltanto teorico. All'epoca, il tema del surriscaldamento globale era molto sentito. Oggi, una variazione di 2 gradi nella temperatura non sembra più un'emergenza. Ricordo che tutti cercavano di concentrarsi sulle piccole azioni individuali. Siamo tutti impegnati a far sì che l'ambiente diventi una priorità per il popolo americano. Tutto si riduceva ad azioni marginali: alla sostituzione di una lampadina. All'epoca sembrava un gesto importante, quasi rivoluzionario. Ma è evidente che oggi la situazione è ben più allarmante e che sta evolvendo nel peggiore dei modi. Le recenti scoperte contraddicono i modelli climatici più ampiamente usati per le proiezioni future, il che mi fa pensare che tali proiezioni siano eccessivamente ottimistiche. Se la temperatura dovesse restare invariata rispetto all'ultimo decennio, la Groenlandia sarebbe destinata a sparire. Attenzione al crepaccio, signore. Attenzione. Mi raccomando, lì si scivola. Una violenza davvero inaudita. Le rapide vanno a una velocità incredibile. L'acqua derivante dallo scongelamento arriva al mare. Se non evapora, lo strato di ghiaccio si assottiglia e il livello del mare si innalzerà. Quella laggiù è la nostra stazione climatica. Questa è una stazione climatica? Immaginavo un immenso igloo pieno di scienziati intenti a fare ricerche. Questo sembra il sistema di filtraggio di una piscina. A che cosa è collegata? Non vedo una volta la conduttura scendeva in profondità per 9 metri. Adesso il ghiaccio non c'è più. Quindi, aspetti. Significa che prima era immersa? Era immersa completamente nel ghiaccio. Sì, esattamente. Quindi lo scioglimento è stato imponente? Sì. Ecco il risultato dopo 5 anni. Quindi questa è la misura esatta dell'assottigliamento dello strato di ghiaccio in Groenlandia meridionale negli ultimi 5 anni? Esatto. Parliamo di centinaia di chilometri cubi di ghiaccio che non sono più sulla terra ferma e che si sono riversati in mare.
Miami, New Orleans, Boston e Long Beach rischiano ingenti danni a causa dell'innalzamento del livello del mare. La Florida meridionale potrebbe essere interamente sommersa dal mare. Tra i luoghi maggiormente esposti all'innalzamento del livello del mare, specialmente negli Stati Uniti, c'è di sicuro la Florida. Infatti, la sua campagna mira a sensibilizzare la popolazione sul rischio che sta correndo. Noi non abbiamo più tempo di fare dibattiti sul clima. Chi ancora si ostina a non crederci dovrebbe venire qui e rendersi conto con i propri occhi della gravità del problema. Ci sono inondazioni in giornate assolate. Il sole splende nel cielo e all'improvviso l'acqua inizia a scorrere per le strade. L'innalzamento del livello del mare comporta la comparsa dell'acqua che risale dai tombini. Una città sommersa, in una città senza futuro. Che interventi state pianificando? Quali misure preventive state adottando? Abbiamo installato delle pompe. Venga a vederle. Sono queste qui. Sì. E quanto prima dobbiamo installarle in tutta la rete urbana? Questa strada era completamente allagata con l'alta marea. Bisognava percorrerla in canoa. Per questo l'abbiamo innalzata e la differenza è visibile. In quel punto si nota una leggera pendenza. Quindi, il vostro investimento consiste nell'innalzamento delle strade e nell'installazione di pompe elettriche? Sì, è un progetto da 400 milioni di dollari che si estende a tutta l'area urbana. Ovviamente, è finanziato per intero dai cittadini. Ho dovuto aumentare le tasse, anche se non è una mossa strategica per un politico. Ma si tratta di un progetto funzionale e molto utile. Utlissimo, che quantomeno vi farà guadagnare tempo. Certamente, direi almeno 40 o 50 anni, non di più. Soltanto? Sì. Quando mi chiedono, sindaco, cosa succederà fra 50 anni? Rispondo che dobbiamo pensare ad altre soluzioni. Purtroppo, il governatore e il consiglio negano che si tratti di un tema prioritario. In Florida, i politici non possono usare l'espressione "cambiamenti climatici". Una politica avviata nel 2011, dopo l'insediamento di Rick Scott. Nessuno vuole parlare di cambiamento climatico, specialmente il senatore della Florida, Marco Rubio, che si oppone apertamente e che non ha alcun interesse ad assistere il nostro stato. Spero che in questi tre anni ci avrebbe aiutato a reperire fondi federali per la messa in sicurezza delle nostre città. Non attribuisco la responsabilità dei drammatici cambiamenti del clima alle attività umane, come invece sostengono molti scienziati. Ma perché ci si oppone in questo modo alle verità scientifiche? Per ragioni politiche, per garantire gli interessi delle lobby e dei grandi industriali. Io dico sempre che l'oceano non è né repubblicano né democratico, ma che sa bene come innalzarsi.
Dai dati satellitari è emerso che negli ultimi 17 anni non c'è stato un riscaldamento degno di nota. Oggi dovrebbero esserci 21 gradi, invece fa freddissimo. Tutti a parlare di riscaldamento globale. Dov'è? Ne abbiamo bisogno. Qui si gela. L'ipotesi secondo cui l'uomo sia all'origine del riscaldamento globale è ampiamente condivisa dalla comunità scientifica, almeno quanto la teoria della gravità. Il 97% dei climatologi concorda sul cambiamento climatico e sulle sue cause: combustibili fossili e altre attività umane. Purtroppo, dobbiamo contrastare una massiccia disinformazione volta a confondere l'opinione pubblica. Dal '98 a oggi, i dati satellitari non evidenziano nessun riscaldamento. Anzi, di recente si è assistito a un sostanziale raffreddamento. Se davvero credete che il riscaldamento globale sia il peggiore di tutti i mali della nostra epoca, siete proprio degli idioti, punto e basta. Dunque, mi parli dei suoi studi. Qual è stato il suo percorso formativo? Alle superiori ero il classico secchione in matematica e scienze. Ho una laurea in fisica e 15 anni fa, insieme ai miei coautori, ho iniziato a studiare i cambiamenti climatici dal passato a oggi. Abbiamo pubblicato un grafico che indica un raffreddamento a lungo termine e poi un improvviso riscaldamento, molto repentino e senza precedenti. L'abbiamo definito "bastone da hockey" perché la curva ricorda esattamente quella forma. Purtroppo, dopo la pubblicazione di quello studio, la mia vita è cambiata radicalmente, totalmente. Perché? Che cosa è successo di preciso? Mi racconta. Sono stato diffamato dalle pagine del Wall Street Journal, da Fox News e considerato alla stregua di un truffatore. Scienziati tedeschi hanno definito il grafico "immondizia statistica ad opera di un ciarlatano". Sono stato attaccato dai membri del Congresso. Hanno lanciato degli spaghetti contro un muro e riprodotto la macchia sul grafico. Ho ricevuto anche numerose minacce di morte. L'FBI è venuta nel mio ufficio e ha condotto indagini accurate perché avevo ricevuto una busta contenente polvere bianca. Sono arrivati persino a minacciare la mia famiglia. Questa gente non vuole confrontarsi in un dibattito scientifico. Gli basta solo pubblicare odio e paura. Sono diffusi deliberatamente da coloro che hanno interessi nel settore dei combustibili fossili. Posso portare degli esempi, come i fratelli Koch, i più grandi finanziatori della macchina propagandistica per il negazionismo sui cambiamenti climatici. La verità è che molti climatologi credono che la scienza non sia del tutto affidabile. Il riscaldamento globale non esiste, la Terra si raffredda. È più facile credere in un Dio benevolo o in Gesù Bambino che nelle teorie che girano sul surriscaldamento globale. I siti internet, i notiziari, i grandi gruppi trovano persone con curriculum di tutto rispetto disposte a vendersi agli interessi dei combustibili fossili. Dottor Fred Singer, presidente del "Project for a Climate Policy". I palloni sonda non hanno evidenziato segni di surriscaldamento dell'atmosfera negli ultimi 25 anni. Nascono di continuo organizzazioni dai nomi altisonanti come "Americans for Prosperity" o "The Heartland Institute", gruppi finanziati dalle grandi corporazioni. "Americans for Prosperity" fa capo direttamente ai fratelli Koch. È un'organizzazione fondata da David e Charles Koch. Buongiorno, grazie dell'invito. Benvenuto. La ragione di questo investimento? Speriamo che la politica cambi. La Koch Industries è una delle compagnie petrolifere private più grandi al mondo ed è disposta davvero a tutto per proteggere il suo profitto. Quindi, se ho capito bene, rinuncereste all'industrializzazione, alla produttività che comporta, alle vite umane salvate nell'ultimo secolo, di non alzare la temperatura di mezzo grado? Fanno pressioni sul Congresso. Il 2014 è stato l'anno più caldo della storia. Signor Presidente, questo deputato, il più negazionista, è probabilmente James Inhofe. Il riscaldamento globale è la più grande truffa mai perpetrata ai danni degli americani. È il presidente della commissione Ambiente. Come si può condizionare il clima? L'essere umano non ha questo potere. Non stupisce che tra i senatori americani sia uno dei maggiori beneficiari del denaro proveniente dai combustibili fossili. Membri della Camera dei Rappresentanti e della Commissione Ambiente del Senato sono supportati finanziariamente anche dagli imprenditori del settore petrolifero. Non riusciamo a far approvare un progetto di legge al Senato perché le corporazioni finanziano i negazionisti che bloccano qualsiasi proposta in materia ambientale. Il pensiero che possano screditare scienziati che hanno dedicato la vita a studiare questo argomento mi fa letteralmente impazzire. A me fa venire voglia di iniziare. Se fossi uno scienziato, sarei letteralmente furioso per questo loro modo di fare. Queste persone hanno una sola funzione: devono poter confondere l'opinione pubblica. Ci vogliono far pensare solo al breve termine e ai profitti, e finiremo per lasciare un pianeta devastato ai nostri figli. Non c'è niente di più immorale.
L'essere umano continua a condizionare il clima con l'eccessivo inquinamento derivante dalla sua condotta. A causa delle fabbriche, delle automobili che ogni anno rilasciano oltre 6 miliardi di tonnellate di anidride carbonica, l'atmosfera si sta surriscaldando e questo è un male. È stato calcolato che anche un aumento minimo nella temperatura terrestre potrebbe far sciogliere le calotte polari. Si parla di cambiamenti climatici ormai da decenni, da almeno 50 anni. Ogni giorno vi invio un potenziale energetico migliaia di volte superiore a quello che ho usato in un anno. È vero che possiamo scaldarci solo grazie a questo pallone gonfiato? Sì, ma non credo che basti. Guardiamo il video. Immaginate come sarebbe il mondo oggi se all'epoca avessimo preso sul serio il problema dei cambiamenti climatici. Dovrebbero costruire generatori efficienti per una superficie di svariati chilometri quadrati per competere con il carbone e il petrolio che usiamo oggi. Da allora, la popolazione mondiale è aumentata e il numero è destinato a salire. Di recente, la Cina ha superato gli Stati Uniti nella classifica delle nazioni più inquinanti. Il problema si è ulteriormente aggravato. Ci siamo dall'altra parte della strada. Ho capito. Questa è una pista ciclabile. Negli ultimi 35 anni, la Cina è stata interessata da processi di industrializzazione e urbanizzazione e lo sviluppo è ancora in corso. È la fabbrica del mondo, sta producendo per tutti i paesi occidentali e gran parte dell'inquinamento industriale ha ripercussioni dirette sulla nostra esistenza. Solo in questa area intorno a Pechino e nella penisola di Shandong, il consumo complessivo di carbone è pari a quello di tutti gli Stati Uniti. Di una piccola regione. La gente è molto preoccupata perché adesso inizia a rendersi conto delle inevitabili conseguenze nocive sulla sua salute e su quella dei familiari. Una vera apocalisse. Le scuole sono chiuse, i livelli di tossicità sono alle stelle. I cinesi sono preoccupati per i cambiamenti climatici, soprattutto perché gli effetti sulla loro vita quotidiana sono già [Musica] evidenti. Vogliono avere un ruolo di primo piano nella risoluzione del problema. Le questioni ambientali sono al centro di queste imponenti manifestazioni di popolo. Quello che chiediamo è semplice: i dati relativi agli stabilimenti e a livello di emissioni devono essere resi trasparenti al pubblico. Le persone devono poterli consultare. Per questa ragione, ho ideato una banca dati con una mappa dei livelli di inquinamento. In questo grafico sono indicate le principali fabbriche cinesi. Sono quasi 9.000 quelle evidenziate in rosso. Non sono conformi alla normativa ambientale. Devono essere pubblicati e resi accessibili. Ogni ora, i cittadini possono verificarli dal loro cellulare e segnalare le eventuali irregolarità delle fabbriche inquinanti. È assolutamente geniale, perché così facendo non possono fare a meno di rispettare la normativa. E i media ci stanno aiutando molto. I media cinesi affrontano regolarmente il tema dei cambiamenti climatici quotidianamente. La pubblicazione dei dati ha conferito il potere alle persone e questo supporto popolare ha contribuito alla politica della crescita sostenibile. Il governo ha dovuto cambiare i suoi piani in materia di energie rinnovabili. C'è un enorme interesse per l'energia solare ed eolica. Sarà questo il prossimo passo? Le più grandi aziende di energia eolica e solare si trovano in Cina. Non sarà una transizione semplice, vista la nostra densità demografica, ma daremo la priorità al vento e al sole piuttosto che al carbone. Se può farlo la Cina, può riuscirci anche il resto del [Musica] mondo. La Cina fa ancora molto affidamento sui combustibili fossili, ma la transizione verso le energie rinnovabili è più rapida del previsto. I paesi meno sviluppati, in cui si registra una forte espansione demografica, riusciranno a seguire il suo esempio.
L'India è il terzo produttore mondiale di elettricità, ma deve affrontare gravi problemi energetici e continui blackout. Il governo indiano ha ribadito che le sue priorità sono lo sviluppo e l'eliminazione della povertà. Seguiamo con grande interesse il problema dei cambiamenti climatici, ma nel nostro paese un problema altrettanto grave è rappresentato dal fatto che solo una piccola parte della popolazione ha accesso all'energia. Dalle sue parole evince che a 300 milioni di persone questo diritto non è ancora garantito. Esatto. È l'equivalente dell'intera popolazione degli Stati Uniti. Nei villaggi dell'India, gli abitanti utilizzano il letame delle mucche per ricavarne le cosiddette "torte di sterco" o "plase" in indiano, poi le bruciano. Questa è l'unica fonte di energia per cucinare. Circa la famiglia per garantire a tutti questo diritto fondamentale, bisogna necessariamente abbassare i costi. L'India ha una vasta riserva di carbone, probabilmente la terza o quarta più grande del mondo. Il carbone è economico, questo è il punto. Innegabile. Non si può prescindere da tutto ciò. Avete creato voi il peggioramento della situazione. Oggi 700 milioni di famiglie cucinano usando la biomassa. 700 milioni di famiglie. Se dovessero passare al carbone, l'uso di combustibili fossili aumenterebbe a dismisura e il mondo intero sarebbe spacciato. Ora è facile venire a dire: "I paesi poveri dovrebbero passare al solare". Oppure: "Perché dovete commettere i nostri stessi errori?". È un ritornello ripetuto da tutti gli ingegneri americani. E ogni volta penso: se fosse davvero facile come dite voi, l'avreste già fatto. Ma non è così. Quindi predicate bene e razzolate male. Dovremmo agire invece di parlare. Assolutamente sì. Mi rammarica dirle certe cose. So che lei è americano e non è mia intenzione offenderla, ma i vostri consumi eccessivi finiranno per distruggere il pianeta. È su questo che dobbiamo confrontarci. Osservi i grafici. Da questa prospettiva, mediamente un americano consuma un quantitativo di elettricità 1,5 volte più grande di un francese, 2,2 di un giapponese, 10 di un cinese, 34 di un indiano, 61 di un nigeriano. Perché? Perché costruite edifici sempre più imponenti e consumate di più rispetto al passato? Sono convinta che la questione dello stile di vita e dei consumi debba essere posta al centro del dibattito sul clima. Certo, io, io sono completamente d'accordo con lei. Come darle torto? Ragione su tutta la linea. Ma penso che sia molto difficile chiedere al popolo americano di cambiare il proprio stile di vita. Anzi, mi spingo a dire che forse non accadrà mai e poi mai. Dipendiamo da queste fonti energetiche. Per risolvere la crisi climatica dovremmo investire più risorse nelle energie alternative. Solo così riusciremo a contenere i costi in modo significativo. È l'unico modo per risolvere questo problema. Ma vedo che scuote la testa. Non è d'accordo. Sì, gli indiani scuotono la testa per dire no. Certo. Chi investirà? Leo, siamo realisti. Chi investirà e sotto quali forme investirà? Noi investiamo più degli Stati Uniti nell'energia solare. La Cina sta investendo molte più risorse nelle energie alternative. Quali azioni concrete stanno intraprendendo gli USA? Dipendete dai combustibili fossili. Ma se riusciste a cambiare rotta, allora sì che avreste ottime argomentazioni. I nostri governi sarebbero costretti ad ammettere: se ci riescono gli Stati Uniti, malgrado tutte le difficoltà e gli ostacoli, allora possiamo farcela anche noi. Purtroppo, le cose non stanno andando in questa direzione. La gente come me non è in pericolo. Possediamo abbastanza risorse personali da sostenere gli effetti dei cambiamenti climatici. Ma le classi sociali più povere di nazioni come l'India, l'Africa o il Bangladesh sono già state travolte dai primi inesorabili segnali di questo vero e proprio stravolgimento del clima. A febbraio e a marzo, ossia subito prima del raccolto, la pioggia che mediamente cade in mesi scende in sole 5 ore. 5 ore? Quindi i raccolti sono andati distrutti. Sì, è ovvio. Si sono spaccati la schiena nei campi per poi rimanere a mani vuote. Come immaginerà, questa è la classica goccia che fa traboccare il vaso. I governi devono capire che i cambiamenti climatici sono un problema reale e urgente, non il frutto della nostra immaginazione. Gli Stati Uniti sono il paese con il più alto tasso di emissioni di gas serra al mondo e tutti noi abbiamo avuto dei vantaggi grazie ai combustibili fossili. Di questo ne sono consapevole. Forse posso fare per l'ambiente molto più di una persona comune. Quindi, a volte mi chiedo: qual è la strada giusta da seguire? Quali misure dovremmo adottare? Oltre un miliardo di persone vive senza elettricità. Anche loro desiderano avere accesso alla luce, al riscaldamento e allo stile di vita che già da un secolo abbiamo negli Stati Uniti. Per risolvere questo problema, abbiamo tutti la responsabilità di dare l'esempio e, soprattutto, di aiutare il mondo in via di sviluppo nella transizione, prima che sia troppo tardi. Sono eventi che non si erano mai verificati in passato. Non dobbiamo aspettare che intere isole vengano sommerse, perché i primi effetti sono già sotto gli occhi di tutti e le stiamo sperimentando in prima persona. Al momento, stiamo assistendo a gravi inondazioni. Molti dei bacini idrici che forniscono acqua potabile sono già stati compromessi. Avete parlato con gli esponenti della comunità scientifica? Vi hanno dato un orizzonte temporale? Dunque, secondo gli studi e le previsioni scientifiche, le nostre isole saranno presto sommerse. Dobbiamo solo chiederci come intervenire. Attualmente, stiamo favorendo l'emigrazione di intere comunità da alcune zone dell'isola verso altre, ma la strategia a lungo termine va discussa a livello internazionale, perché il trasferimento non è una via percorribile. Non siamo in grado di rispondere alle esigenze di tutta la popolazione. La nostra politica migratoria è fondata sulla dignità. Abbiamo acquistato porzioni di territorio nelle Fiji. Chi vuole trasferirsi deve poter scegliere. Io sono un nonno, ho 12 nipoti e alla mia morte vorrei essere certo che continueranno ad avere una casa. Pronta. Via. Le isole del Pacifico sono un paradiso a rischio. A Palau, il livello del mare si è alzato fino a raggiungere i campi e le nostre abitazioni. È incredibile. Fino a quanto tempo fa c'erano centri abitati su quest'isola? Se lo ricorda? 12 anni fa, questa parte d'isola era ancora abitata. Dopo 12 anni, questo è il risultato. E non è che la minima parte di un problema molto più grande. Le piccole nazioni insulari, che contribuiscono meno a questo cambiamento climatico, sono quelle che in realtà subiscono un maggiore impatto e quindi danni più gravi a causa del surriscaldamento globale. Quello che abbiamo causato al resto del mondo è un atto criminale. Non parlo solo del livello del mare. Un tempo, questi ecosistemi costieri presentavano un'incredibile abbondanza di pesce e li abbiamo distrutti completamente, spazzando via 500 milioni di anni di evoluzione. Per oltre un miliardo di persone, la pesca sulle barriere coralline rappresenta la sola e unica fonte di apporto proteico. Un miliardo di persone.
Eccoci arrivati su quella che un tempo era una Florida barriera corallina. Cosa manca? Come avrà notato, non ci sono pesci qui in giro. È una barriera che sta morendo. Io penso che in realtà sia già morta. Stiamo spingendo l'ecosistema al limite e questo compromette inevitabilmente la salute dei coralli e la loro capacità di crescere. La popolazione non ha più mezzi di sostentamento, muore letteralmente di fame. Si tratta di un problema diffuso? Sì, certo. Le barriere coralline, così come le conosciamo, sono destinate a scomparire. Gli oceani sono delle gigantesche e immense spugne che assorbono il diossido di carbonio, circa un terzo della quantità totale che viene emessa nell'atmosfera. Per questo motivo, hanno un compito fondamentale: stabilizzare il clima. Il problema è che l'oceano non riesce più ad assorbire l'immensa quantità di diossido di carbonio che quotidianamente l'uomo immette nell'ambiente. Non voglio dire che non ci sarà più vita negli oceani. Certo che continuerà ad esserci, ma forse non sarà più quella a cui noi siamo abituati oggi. Se tornassimo indietro di 3 miliardi di anni, ci ritroveremmo con un mucchio di [Musica] melma. Stiamo distruggendo gli ecosistemi che contribuiscono alla regolazione del clima. Le foreste pluviali assorbono il diossido di carbonio dall'atmosfera da secoli e secoli. Gli alberi hanno la funzione di accumulare questo gas nei tronchi, nelle foglie e nella materia organica. Finora, questa azione ha neutralizzato la pericolosità delle emissioni. Il problema sorge quando noi incendiamo le foreste, che si trasformano in bombe al carbonio, rilasciando immense quantità di emissioni. Non è l'atmosfera. La nebbia è molto fitta. È pazzesco. Sì, la visibilità non è [Musica] eccezionale. Non si vede niente. È spaventoso. È normale o dipende dall'incendio? Non è naturale, signor DiCaprio. Non ho mai visto niente del genere. Benvenuto a Sumatra, nel mondo. Sono rimaste tre grandi foreste pluviali tropicali: l'Amazzonia in Sud America, il bacino del Congo in Africa e la foresta pluviale nel Sudest asiatico, che si estende anche in Indonesia. In questo paese si verificano incendi dolosi allo scopo di creare piantagioni di palma da olio, da cui si ricava l'olio vegetale più economico al mondo. Viene impiegato in cucina, per la produzione di alimenti industriali, cosmetici e detergenti. Si tratta di un prodotto a buon mercato che frutta ingenti profitti alle multinazionali. Vede quelle coltivazioni laggiù? È un'unica e grande piantagione di palme da olio. Coltivazioni di palme da olio a perdita d'occhio. Sono ovunque. Hanno distrutto tutta la foresta. È incredibile. Questo è l'ultimo posto al mondo in cui si trovano elefanti, rinoceronti, oranghi e tigri in libertà. Che meraviglia. L'espansione dell'industria dell'olio di palma in Indonesia. Il nostro è uno dei paesi più corrotti al mondo. Le aziende ottengono in modo illecito le autorizzazioni per bruciare intere regioni. Gli incendi rilasciano grandi quantità di diossido di carbonio. Lo scorso anno, nel 2015, durante un incendio, è stata emessa una quantità di carbonio superiore a quella di tutti i paesi europei messi insieme. In gioco non c'è solo la sopravvivenza della popolazione, ma anche la salvaguardia di queste specie. Non riesco neanche a immaginare come potessero apparire un tempo queste foreste, quando erano popolate da migliaia di esemplari di rinoceronti, elefanti e oranghi. Sono gli animali a pagare le conseguenze della deforestazione causata dall'industria dell'olio di palma. Sono gli ultimi sopravvissuti in una foresta che va scomparendo. Caspita, che presa! Sì, sei forte. Voglio darti da mangiare. Non aver paura. Carota o frutta? Vuoi la frutta? Ti piace di più, giusto? Ecco qui. Non vuoi la carota? Non ti piace. Oh mio Dio, magnifici! Ah, che belli! È vero, sono costretti a vivere in gabbia, ma sono fortunati ad essere sopravvissuti. Che cosa è successo agli altri oranghi? Purtroppo, sono morti. Le grandi imprese continuano a distruggere le foreste per le piantagioni di palma da olio, perché la gente continua a comprarlo. Le persone devono capire che i loro acquisti, le decisioni che prendono ogni giorno, hanno conseguenze su luoghi anche lontani, come l'ecosistema dell'Orangutan. L'olio di palma è presente in quasi tutti i prodotti commerciali. Evitarlo sembra impossibile. Se questi prodotti hanno un effetto tanto devastante, perché i governi non impongono restrizioni alle grandi imprese disposte a distruggere il pianeta per i loro biechi profitti? Se davvero vogliamo agire, vogliamo fare qualcosa, anche senza fare appello alle autorità, a chi ha ruoli di potere, ai politici e ai governi, la cosa più semplice da fare è solo una: modificare la nostra alimentazione e farlo sin da subito. Lei è uno scienziato che studia gli effetti dell'agricoltura sul clima, ma è cresciuto in un allevamento di bestiame, giusto? Sono uno scienziato, ed è questo ciò che conta. Dunque, tra le cause primarie della deforestazione tropicale, l'allevamento di bestiame è quella più evidente ed è quella che meglio rappresenta l'impiego irrazionale delle risorse del pianeta. Negli Stati Uniti, il 47% della terra è destinato alla produzione alimentare e, in massima parte, alla coltivazione dei mangimi animali. I prodotti destinati all'uomo, come frutta e verdura, costituiscono solo una minima percentuale. Per di più, i bovini producono metano, e il metano è un potentissimo gas serra. Il meccanismo è semplice: i bovini mangiano fino alla completa sazietà e, durante la masticazione, rilasciano un'enorme quantità di metano che quindi finisce nell'atmosfera. Il quantitativo di diossido di carbonio è superiore, ma il metano ha sicuramente conseguenze più gravi. Ogni molecola di questo gas equivale a 23 molecole di CO2, e quasi tutto il metano presente nell'atmosfera è riconducibile all'allevamento di bestiame. Rispetto alle emissioni provenienti da altre fonti, qual è la percentuale esatta che deriva dal consumo di carne bovina? Circa il 10-11% delle emissioni totali degli Stati Uniti è attribuibile ai bovini. È sconvolgente. Ma non è difficile modificare le abitudini alimentari, anche non drasticamente. Ad esempio, si può pensare a un'alternativa alla carne rossa, come il pollo. Per allevare pollame è sufficiente il 20% della terra usata per i bovini e si produce il 10% di gas metano. Se paragonato alle coltivazioni di riso, patate e grano, il consumo di terra per i bovini è 50 volte tanto. Quindi, diminuire il consumo di carne rossa del 50% o del 25% è un traguardo. Sì, sarebbe significativo. E crede che sia una via percorribile, considerando che la carne rossa è parte integrante della nostra cultura? Non sto chiedendo di mangiare tofu tutti i giorni. Capisco che non sia fattibile, ma se si vuole consumare carne, se proprio non si può rinunciare al suo gusto, scegliendo quella bianca, si eliminerà l'80% delle emissioni di gas serra, a seconda della parte del mondo in cui si vive. Non mi sembra una grande rinuncia a scegliere una qualità di carne piuttosto che un'altra. M. Due passi in avanti così. Pronto? Perfetto. Così. Alcune scene del film "The Revenant", il cui protagonista lotta contro gli elementi di una natura selvaggia, sono state girate nella cintura di neve canadese. Ironia della sorte, le temperature record avevano sciolto tutta la neve sul set. Il problema è che la neve artificiale riflette in modo diverso. Sì, per terminare le riprese, abbiamo dovuto spostare l'intera troupe da un capo all'altro del mondo in cerca di neve. Siamo stati costretti a trasferire 200 persone. Siamo dovuti passare dall'estate canadese all'inverno di Ushuaia, a 15.000 chilometri dal luogo scelto inizialmente per le riprese, perché il ghiaccio si stava sciogliendo. È stato un inverno particolarmente caldo. Ci siamo spinti fino all'estremità meridionale del continente, ai confini con il sud, per riuscire a trovare la neve, perché in Canada si era sciolta. A parlare con mio figlio, gli dico: "Vedi, sono triste per la vostra generazione. Forse un giorno vedere la neve potrebbe non essere più così facile. Già solo a poche persone sarà concesso questo privilegio". Il [Musica] futuro mi sembra di vivere in un film di fantascienza. Mi guardo intorno e penso a quando avrò dei figli. Tutto quello che oggi diamo per scontato: il nostro pianeta, la sua biodiversità, la sua bellezza, in futuro potrebbe essere [Musica] diverso. Tutte le nostre fonti di illuminazione devono cambiare radicalmente. Dobbiamo usare altri modi per produrre l'energia e altre modalità di costruzione. Persino le automobili dovranno essere diverse. Questa è solo una città. Allargando l'inquadratura a tutto il pianeta di notte, ci renderemo conto che si vedono luci ovunque. Sarà un braccio di ferro contro i produttori di combustibili fossili, che non hanno intenzione di rinunciare ai profitti. Come possiamo cambiare le cose? Gli imprenditori dell'industria fossile sono i più influenti al mondo. Hanno più denaro e potere di chiunque altro. Quindi, l'unico modo per contrastarli è un fronte di opposizione popolare che parta dai cittadini. Ma da un punto di vista scientifico, sappiamo che ci saranno necessariamente dei problemi. Quindi, è giunto il momento di agire per limitare i danni. Accadono. Fantastico! Questo sì che è un robot. Qual è l'idea alla base della tua impresa? Ridurre il costo delle batterie per consentire a tutti di comprarle. Sì, sono fondamentali per il futuro dell'energia sostenibile. Il sole non fornisce energia tutti i giorni, bisogna immagazzinarla. Questo contribuirebbe alle esigenze delle Nazioni Unite. Il vantaggio del solare e delle batterie è questo: non è necessario costruire immense centrali elettriche. Anche in un villaggio sperduto, i pannelli solari caricano il set di batterie necessario a rifornire l'intera comunità, senza impiantare migliaia di chilometri di cavi dell'alta tensione. È simile a quanto è accaduto con i telefoni fissi e con i cellulari. Alcuni paesi industrializzati sono passati direttamente alla telefonia mobile. Abbiamo calcolato quanto impiegherebbe il mondo a compiere una transizione completa all'energia sostenibile. Che volume di produzione servirebbe? Basterebbero 100 Gigafactory. Soltanto 100? 100? Esatto. Solamente per gli Stati Uniti? No, per tutto il mondo. Tutto? Assolutamente. Energia per tutti, davvero. La Gigafactory, una volta ultimata, sarà l'impianto industriale più grande al mondo. Sarà disposta su più piani e si estenderà per circa 1.400.000 metri quadrati. La Tesla non può costruire 100 Gigafactory da sola. Dovremmo incentivare altre aziende più grandi di noi a fare la stessa cosa. Se le grandi industrie in Cina, Stati Uniti, Europa contribuissero insieme alle case automobilistiche, potremmo accelerare la transizione all'energia sostenibile. E se il governo elaborasse una normativa per favorirla, potremmo procedere ancora più speditamente. Il punto è che senza un'adeguata tassazione sul carbonio, non riusciremo mai a compiere questa transizione in tempi utili. Giusto? Sì. L'unico modo per riuscirci è la Carbon Tax. Lei sostiene che la tassazione diretta del carbonio sia la soluzione ideale. In cosa consiste? Con la Carbon Tax si stabilisce un'imposta su ogni attività che immette diossido di carbonio. Le tasse alzano il prezzo dei prodotti e ne scoraggiano i consumi. È un principio basilare dell'economia. Lei insegna economia ad Harvard e ha anche scritto un libro sull'economia contemporanea, giusto? Sì, insegno da anni e ho deciso di scrivere un manuale. Se non sbaglio, lei ha lavorato al fianco di vari politici repubblicani: John McCain, George W. Bush, all'epoca della sua presidenza, comitato consultivo economico. Perché la Carbon Tax non è già in vigore? I politici non seguono sempre i nostri consigli. L'idea di base è tassare le attività nocive che hanno ripercussioni negative sulla società. Se aumentiamo il prezzo delle sigarette con una tassa, la gente fumerà meno.
Cambiamenti climatici comportano una serie di costi per tutta la comunità. La Carbon Tax ci costringe a fare i conti con questa realtà. Far emergere un sentimento di responsabilità sociale è estremamente difficile perché le persone hanno i loro problemi e non vogliono pensare ai cambiamenti climatici ogni singola volta che compiono una scelta. Non possono sentirsi responsabili ogni volta che avviano il motore della loro auto.
Con la Carbon Tax indurranno vuole aumentare le tasse? Sì, ma non dobbiamo dimenticare che istituendo la Carbon Tax potremmo sicuramente tagliare altre imposte, ad esempio abbassando il costo del lavoro. Non ci sarebbe un vero e proprio aumento.
E crede che sia davvero un obiettivo realizzabile vista l'attuale situazione politica? Gran parte dei nostri rappresentanti si ostina a negare l'evidenza. In campagna elettorale il presidente Obama evitava di nominare la Carbon Tax per non perdere voti. Se vogliamo che il presidente cambi idea sulla Carbon Tax, dobbiamo convincere l'opinione pubblica a fare pressioni. Pensiamo ai matrimoni gay. All'inizio Obama si diceva contrario. "No, personalmente non sono d'accordo con le unioni gay." Quando ha cambiato idea? Quando sono cambiati i sondaggi. Le coppie dello stesso sesso devono avere il diritto di sposarsi. I politici che noi definiamo eletti, in realtà, sono al nostro servizio. Fanno esattamente ciò che vuole la gente. Se convinciamo il popolo, la politica sarà costretta ad agire. Ne sono sicuro.
Il presidente Obama e i rappresentanti di circa 200 paesi tentano di raggiungere un accordo per contrastare il surriscaldamento globale. A dicembre le nazioni si incontreranno alla conferenza ONU sul clima di Parigi e capiremo se la comunità internazionale è davvero pronta a raggiungere un ambizioso quanto a efficace accordo. Si tratta di un appuntamento storico.
"Eh, come sta?" "La ringrazio molto." "Permesso." "L'ultima volta che ci siamo abbracciati abbiamo fatto scalpore. Abbiamo rischiato grosso." "Ah sì, sì, mi ricordo. È vero, me ne ero dimenticato." "Accolga, è un piacere rivederla."
"Segretario, dunque, dopo decenni di trattative e di accordi disattesi, per quale ragione dovremmo aspettarci qualcosa di diverso oggi?" "Ricordo un video in cui George Bush Senior diceva di essere appena venuto a conoscenza del surriscaldamento globale." "Siamo arrivati molto fieri dei risultati raggiunti finora e pronti a porre la leadership americana anche nelle tematiche ambientali."
Sono stati organizzati numerosi vertici sul clima, ma abbiamo ottenuto pochissimi risultati concreti. Questa volta, però, le condizioni di partenza sono diverse. L'anno scorso il presidente ha rilasciato una dichiarazione a Pechino insieme al presidente Xi per annunciare ufficialmente la riduzione di emissioni nocive in vista di Parigi. Ed è chiaro: quando due delle maggiori potenze mondiali, nonché due dei principali produttori di energia, agiscono in questa direzione, si genera un entusiasmo senza precedenti.
In passato la situazione è cambiata velocemente e, purtroppo, oggi iniziamo a subire le conseguenze dei cambiamenti climatici. In questo momento stiamo già assistendo a migrazioni di massa per via delle condizioni del clima. Centinaia di migliaia di rifugiati hanno raggiunto la capitale. Stanno scoppiando contese per le risorse idriche che potrebbero sfociare. Temo che un'ideologia estremista potrebbe facilmente prendere piede tra le persone che non hanno mezzi di sostentamento, perché sono troppo vulnerabili. Forse può apparire esagerato, ma la dura verità è che lo stiamo già sperimentando. Il nostro obiettivo deve essere quello di lasciare il pianeta in condizioni migliori di come l'abbiamo trovato.
Gran parte delle mie giornate a pensare a come riusciremo ad assicurare un futuro florido all'umanità, visto che il pianeta sta raggiungendo il livello massimo di sopportazione. Ho il privilegio di presiedere il comitato di studiosi illustri di Sest position. Le loro conoscenze per prevedere i possibili esiti futuri. Durante il secolo in corso si è registrato un riscaldamento medio di 4 gradi e un simile incremento non si verificava da almeno 4 milioni di anni. Quindi, per noi, si tratta di una circostanza del tutto nuova.
"Ascolti, potrebbe illustrarmi brevemente che cosa accadrebbe in futuro se oggi non dovessimo prendere provvedimenti?" "Tutto. Negli ultimi 12.000 anni le temperature sono rimaste miracolosamente stabili. In media si sono registrate variazioni di un grado in più o in meno durante l'intero periodo." "Un pianeta perfetto con un'atmosfera perfetta?" "Sì, esatto. Quindi abbiamo pensato bene di aumentare la temperatura."
"A che punto siamo oggi?" "Abbiamo quasi raggiunto 1 grado Celsius. Anche una variazione di 0,85 sta determinando effetti più gravi del previsto. La perturbazione milioni di americani ne subiranno gli effetti. Si tratta di una situazione storica. Le barriere coralline iniziano a scomparire anche con un aumento inferiore ai 2 gradi." "Quindi già adesso si parla di un incremento pari a 1 grado?" "Esatto. È molto probabile. Se la temperatura salisse ancora di 3 o 4 gradi, il calore eccessivo renderebbe invivibili molte regioni del mondo. Nelle zone della fascia equatoriale non si potrebbe più coltivare né l'umanità."
E la prospettiva più spaventosa per gli scienziati è che a un certo punto la terra inizia un processo di variazione. Adesso è di un altro colore. "Sì, esatto. E gli effetti si notano immediatamente. Il gas metano intrappolato sotto il permafrost si disgrega e inizia a fuoriuscire, riscaldando ancora di più il pianeta e causando il rilascio di ulteriore metano." "Esatto. Significa che dobbiamo fare qualcosa subito." "Sì, è il solito discorso. A Parigi, a dicembre, si terrà il vertice sul clima. Se i leader mondiali troveranno un buon accordo, vi è una piccola possibilità di stabilizzare le condizioni del pianeta."
All'ultima conferenza sul clima non esisteva ancora una tecnologia avanzata per un'energia pulita, ma oggi la situazione è diversa. Possiamo dimostrarlo. Durante i weekend in Germania, il 30% dell'energia elettrica proviene dal solare e dall'eoliano. Le energie rinnovabili. La Danimarca, dal canto suo, ricava il 100% del suo fabbisogno elettrico dal vento. Il 100% totalmente rinnovabile. Inoltre, quando si investe nell'eolico e nel solare, l'energia continuerà ad essere gratuita per sempre.
In paesi come il mio, la Svezia, c'era un forte malcontento popolare. Nascevano gruppi di giovani e associazioni di cittadini. Il primo ministro, tre settimane fa, ha annunciato che la Svezia sarà la prima nazione al mondo a non usare più combustibili fossili. Ero molto felice perché è stato un processo partito dai cittadini. Sono convinto che il mondo sia ormai orientato verso un futuro sostenibile. Il mio timore è che stiamo procedendo a rilento.
"Signore e signori, oggi siete qui per scrivere la storia di un futuro tutto nuovo. Il destino del nostro pianeta è nelle vostre mani." Mi presento. Sono una ragazza piena di sogni e vengo dal minuscolo atollo di Majuro, situato nelle isole Marshall. Quando avevo solo 6 o 7 anni, mio nonno mi disse che presto il ghiaccio del Polo Nord e del Polo Sud si sarebbe sciolto, facendo innalzare il livello del mare e sommergendo le nostre isole. Raggiungete un accordo per noi. La nostra identità, la nostra cultura, i nostri antenati e la nostra esistenza sono legati a quelle terre.
La conferenza deve preparare il mondo ad affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici, quelle già in atto e quelle che si verificheranno in futuro e che sono inevitabili. La conferenza di Parigi segna un momento storico, il culmine di 25 anni di dibattiti sui cambiamenti climatici. 195 paesi si impegnano a fare il possibile per cambiare.
"Sicuramente l'accordo raggiunto è un grande passo in avanti, ma è davvero sufficiente?" L'obiettivo dell'accordo di Parigi è mantenere il riscaldamento globale sotto i 2 gradi Celsius, possibilmente entro 1,5. Non hanno fatto cenno alla Carbon Tax o ad altre possibili sanzioni. L'accordo non è vincolante in alcun modo. Fu che i paesi firmatari metteranno in pratica quanto promesso? È un'ipotesi plausibile. È un accordo irrealizzabile e il congresso ha già votato per respingerlo. Una riduzione di emissioni di CO2 pari al 26-28% è di fatto impossibile. Io presiedo il comitato che ha giurisdizione sull'agenzia per la tutela ambientale e posso dichiarare che..."
"Eccomi." "È un piacere." "Piacere mio." "Tutto bene?" "Benissimo, ottimo. Andiamo." "L'accordo di Parigi può essere considerato un evento storico, non solo perché era assolutamente necessario, ma perché per la prima volta impegna tutti i paesi a intraprendere azioni concrete per il raggiungimento degli obiettivi e dei traguardi e crea i presupposti per affrontare questo problema con la massima serietà necessaria." "Lei si reputa totalmente..." "Sì, abbastanza. Abbiamo gettato le basi. So che gli obiettivi fissati a Parigi non sono neanche lontanamente paragonabili a quello che gli scienziati ci chiedono di attuare per risolvere il problema, ma se nei prossimi 20 anni ci impegneremo ad impiegare le tecnologie esistenti per ridurre le emissioni di carbonio e a sfruttare al meglio le nuove tecnologie che nasceranno, sono convinto che potremo fissare obiettivi sempre più ambiziosi. Forse non fermeremo completamente il processo di surriscaldamento in corso, ma potremo arginare gli aspetti più catastrofici."
Non è un segreto che molti si siano opposti fortemente alle sue iniziative in materia di cambiamenti climatici e c'è qualcuno che rema contro. Quindi, se il prossimo presidente non dovesse credere nella teoria dei cambiamenti climatici, pensa che avrebbe la possibilità e il potere di smantellare tutto ciò per cui lei ha lavorato? Anche se un politico incentrata dei dati scientifici ufficiali, la verità ormai davanti agli occhi di tutti. Negarla sarebbe difficile e credo che l'opinione pubblica inizi a credere nella nella scienza, perché a questo punto è inevitabile.
"Devo dirle che ammiro il suo ottimismo. Ma a proposito di scienza, basta guardare quanto accade in Antartide. Secondo gli studiosi, intere sezioni di ghiaccio si stanno sciogliendo, innalzando il livello del mare da 4 a 6 metri." "Un'ipotesi davvero disastrosa." "Certo, lei è il leader del mondo libero, ha accesso a informazioni che a molti di noi sono negate. Cosa la spaventa di più quando pensa al futuro?" "Sì, gran parte della popolazione mondiale vive sulle coste oceaniche. Se decidesse di emigrare, allora le risorse inizierebbero a scarseggiare e si scatenerebbe una competizione tra diversi popoli. Per questa ragione il Pentagono sostiene che sia un problema di sicurezza nazionale, non solo un problema ambientale. È in gioco la sicurezza del paese."
È evidente che io provi anche tristezza nel sapere che le mie figlie potrebbero non vedere un ghiacciaio come è successo a me in Alaska. Questo è l'aspetto più puramente sentimentale. Sì, è chiaro che vorrei viaggiare con le mie figlie oppure con i miei nipoti e vorrei che amassero le cose che ho visto io alla loro età. Anche lasciando da parte i sentimentalismo e parlando in termini di pura razionalità, dobbiamo preoccuparci della sicurezza nazionale e dell'effettiva capacità del mondo, nelle condizioni attuali, di sopravvivere se si verificassero le ipotesi elaborate dalla scienza. Per questo credo che dovremmo agire immediatamente, lavorando costantemente, soprattutto continuando a sensibilizzare l'opinione pubblica. So che riusciremo senz'altro.
"La ringrazio, signor presidente." "Figurati. Grazie a te per quello che fa." "A te allora. Possiamo andare?" "Presidente." "Bene."
A mio avviso, la comunità scientifica non è stata in grado di comunicare in modo efficace all'opinione pubblica l'effettivo livello di pericolosità. Basterebbe anche solo misurare lo spessore dell'atmosfera terrestre. Al momento è come una pellicola sottilissima. Contiene l'ossigeno che respiriamo e il diossido di carbonio che produciamo con la combustione. E oggi è uno strato pericolosamente sottile e fragile.
Da un punto di vista teorico, conoscevo alla perfezione i meccanismi dell'atmosfera, dei mari e di tutti gli altri elementi. Studio. Avevo una visione puramente teorica, ma ero come una formica che tenta di capire com'è fatto un elefante arrampicandosi sul suo dorso. Quando sei in orbita, invece, hai una visuale di 1900 chilometri in ogni direzione. È un cambiamento di prospettiva notevole. Vedevo le città di notte con milioni di persone che lavoravano o erano impegnati in qualcosa. Poi l'isola dal sole, gli elementi della natura in azione, gli uragani, questi colossali vortici che si sviluppano sugli oceani. Ho visto il Rio delle Amazzoni scorrere sotto di me per 5 minuti. Sono rimasto estasiato nell'ammirare quell'immenso tappeto verde che si snodava fino al mare. Il sole che sorgeva sull'Amazzonia, la foresta che lentamente si svegliava e ripeteva il suo rituale quotidiano: inspirare ed espirare. Un'esperienza del genere ti fa innamorare, ti fa innamorare ancora di più di questo pianeta. Non avevo mai provato niente del genere vivendo in superficie. Mi preoccupo di più anche dei suoi abitanti. È come quando ti allontani dalla famiglia per poi tornare. Quindi, spero che vada tutto per il meglio.
A poco prima di Natale mi hanno diagnosticato un tumore al pancreas al quarto stadio. Ci sono delle metastasi, non è circoscritto. Quindi, con ogni probabilità, non vivrò ancora a lungo. Le chance di sopravvivenza sono minime. E questa circostanza mi ha portata a pensare a cosa è davvero importante e al contributo che posso offrire nel tempo che mi resta.
Questo è un modello di simulazione della Terra. Vede, una ventina di satelliti orbitano intorno al pianeta ogni giorno per l'osservazione delle nuvole e della temperatura marina. OCO misura il diossido di carbonio. Raccogliamo i dati e usiamo il modello per effettuare simulazioni climatiche. Questo è un esempio di un evento che potrebbe verificarsi. Questa è la temperatura dell'oceano misurata dallo spazio e questa è la temperatura della superficie terrestre. Questi invece sono i poli che si stanno sciogliendo. Capisco già. Questo è l'unico modo per verificare cosa sta realmente accadendo. Questa è la Corrente del Golfo, una sorta di mulinello nell'oceano. Sembra un'opera pittorica. "È vero." "Sì." "Subirebbe gli effetti peggiori la Corrente del Golfo?" "Esatto. Vede questa questa striscia? Il ghiaccio sciolto in Groenlandia andrebbe a fermare questa sorta di nastro trasportatore. La Corrente del Golfo rallenterebbe, bloccando il movimento di calore. L'Europa sarebbe investita da una glaciazione, poiché beneficia delle correnti calde che arrivano dai Tropici attraverso l'Atlantico settentrionale. Quindi l'Europa diventerebbe più fredda."
Allora è sbagliato pensare che i cambiamenti climatici comportino solo un aumento delle temperature? "Già. Questo è il satellite più sofisticato al mondo per lo studio delle precipitazioni. È fondamentale perché in seguito ai cambiamenti climatici le piogge si abbatteranno in zone diverse, si allontaneranno dall'Equatore dove già si registrano i primi segni di siccità. Ci saranno siccità ancora più gravi nei paesi caldi." "Esatto." "Secondo i rapporti redatti dal Dipartimento di Stato e da altri enti, la siccità è stata tra le cause primarie di conflitto in Siria, in Darfur, in Sudan e in tutti i paesi in cui scarseggiano acqua e cibo." "Tutta la fascia intorno al pianeta è destinata alla desertificazione?" "O solo questa regione?" "No, interesserà tutto il mondo. Ci aspettiamo che avvenga in India, ma anche negli Stati Uniti, specialmente in Oklahoma e nella regione delle Tempeste di sabbia diventeranno sempre più aride nei prossimi decenni." "Impressionante." "Già."
"E che mi dice della mia terra, della mia California?" "Oh, non avrà un destino migliore. È stata prevista una siccità persistente tra 50 anni, ma in verità stiamo stiamo già assistendo alla peggiore siccità da 900 anni a questa parte. Quindi, forse le previsioni erano ottimistiche e accadrà nell'arco di pochi decenni." "Non posso dire che mi abbia dato buone notizie."
No, ma tante persone continuano a essere confuse. La realtà è molto chiara: il ghiaccio si scioglie, la terra si riscalda, il livello del mare si alza. Sono dati di fatto. Anziché disperarci, dovremmo solo affrontare il problema in modo realistico per trovare una soluzione, perché le soluzioni esistono. Se smettessimo immediatamente di bruciare combustibili fossili, il pianeta subirebbe un surriscaldamento e poi un raffreddamento. "Quindi mi sta dicendo che se facessimo la cosa giusta?" "Sì, il pianeta rimarrebbe. Si riscalderebbe per poi raffreddarsi e a quel punto è possibile che lo spessore del ghiaccio artico aumenti con il processo di raffreddamento?" "Sì, esattamente." "Questo fenomeno?" "Assolutamente sì." "Fantastico. Già c'è ancora speranza."
Lei ha un atteggiamento molto positivo su ogni aspetto della vita, è ammirevole. Sì, in effetti mi definirei una persona piuttosto ottimista. Nutro una profonda fiducia nel genere umano, dico davvero. E sono profondamente convinto che quando la gente uscirà dallo stato di confusione e di incertezza e inizierà ad affrontare realisticamente il problema, avendo una corretta informazione sulle azioni migliori da intraprendere, saremo già a metà dell'opera. Quello che oggi sembra impossibile, in futuro invece diventerà possibile.
Penso spesso alla meravigliosa stampa che era appesa sul mio letto. La storia narrata dal dipinto, in realtà, inizia già sul retro della tavola, dove Bosch dipinse un'immagine della Terra vista dallo spazio nel terzo giorno della creazione, ritraendo il pianeta e l'atmosfera da quella prospettiva. È come se avesse voluto mostrarci la fragilità del nostro mondo. Questa nostra casa si sta rovinando e ciò...
Papa Francesco ha appena pubblicato un'enciclica sull'ambiente. È un appello a un intervento immediato contro il riscaldamento globale e una richiesta di giustizia per i poveri del mondo. La sua attuazione. La nostra casa sta cadendo letteralmente a pezzi. Dobbiamo mantenere la speranza e credere che ci sia una via d'uscita, un cambiamento di rotta che dobbiamo intraprendere prima che sia troppo tardi per salvare il pianeta. Purtroppo, i primi allarmanti segnali sono già una triste realtà.
"Ok, l'enciclica è un messaggio illuminante da parte del Papa." "Grazie per dedicarmi questa udienza." "Scritto da uno dei leader spirituali più importanti del pianeta." "Di..." "È un invito rivolto alla comunità internazionale affinché si affidi alla moderna scienza del cambiamento climatico. Mai nella storia un Papa aveva compiuto un simile gesto." "Trascorrere del tempo con il Pontefice mi ha segnato profondamente." "Questo è un libro di Hieronymus Bosch. Avevo una sua riproduzione appesa sul letto da bambino." "C'era una nota di inquietudine nella sua voce." "Mi ha detto che la conferenza di Parigi, a suo avviso, è stata un passo nella giusta direzione, ma che non è sufficiente. Crede che il nostro ruolo sia di parlare apertamente del problema ed è convinto che sia necessario prendere subito provvedimenti, ma soprattutto mi ha detto che continuerà a pregare per l'umanità."
"Visto cose sconvolgenti che mi hanno fatto capire che non viviamo più nell'incontaminato Giardino dell'Eden. Siamo già nel secondo pannello che Bosch definì l'umanità alla vigilia del diluvio. La prospettiva più agghiacciante è rappresentata dall'ultimo pannello, con le nere che si addensano nel cielo. Raffigura un pianeta che l'umanità ha ridotto in cenere." Riusciremo a cambiare rotta prima che sia troppo tardi? Se fosse un film, potremmo riscrivere il finale della sceneggiatura, immaginando una possibile via di fuga. Ma la vita reale funziona diversamente. Nessuno può prevedere con certezza che cosa accadrà. L'unica cosa che possiamo fare è controllare le nostre azioni future, cambiare stile di vita, moderare i consumi, partecipare alla vita pubblica e usare il voto per comunicare ai nostri politici che siamo a conoscenza della verità sui cambiamenti climatici.
L'ultimo relatore di questa giornata, premio migliore Ambasciatore di Pace delle Nazioni Unite, signor signor Leonardo DiCaprio. "La ringrazio, signor Segretario Generale, per l'onore che mi ha riservato e ringrazio gli illustri esperti di climatologia riuniti qui oggi." "Parigi." "Negli ultimi anni ho visto una città come Pechino soffocata dall'inquinamento, antiche foreste boreali in Canada completamente distrutte e foreste pluviali in Indonesia ridotte in cenere. In India ho visto raccolti sommersi da un'inondazione e in America il livello del mare innalzarsi fino a invadere le strade di Miami. In Groenlandia e in Artide, gli antichi ghiacciai stanno rapidamente scomparendo, ben prima rispetto alle previsioni scientifiche."
Tutto ciò che ho osservato e che ho imparato nel corso del mio viaggio non ha fatto che aumentare i miei timori. Penso alla vergogna che proveremo quando i nostri figli e i nostri nipoti capiranno che noi avevamo la possibilità di fermare questo esempio, ma che semplicemente non c'era la volontà politica di farlo. Sì, abbiamo raggiunto l'accordo di Parigi. Mai era accaduto nella storia dell'umanità che così tanti paesi si riunissero intorno a una stessa causa comune e questo ci fa ben sperare. Tuttavia, la scienza ci dimostra che non è sufficiente. Serve un cambiamento radicale e immediato. Bisogna far nascere una nuova coscienza collettiva. L'umanità deve conoscere una seconda evoluzione e il tempo a nostra disposizione non è molto. Tutti noi dobbiamo ricordarlo. Non dobbiamo adagiarci sugli allori. Tutto sarà inutile se i leader mondiali torneranno nei loro paesi senza mettere in pratica le promesse contenute in questo storico accordo. Dopo 21 anni di dibattiti e di conferenze, è il momento di mettere da parte le reticenze, le scuse, le infinite ricerche, i tentativi da parte delle industrie petrolifere di condizionare la scienza e le scelte politiche che incidono sul nostro futuro. Il pianeta conta su di noi. Le future generazioni potranno lodarci oppure denigrarci. Noi rappresentiamo l'ultima speranza della Terra. È nostro dovere proteggerla per noi e per tutte le forme di vita che amiamo.