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IL NUOVO MOSTRO DI FIRENZE- ENTRIAMO NEI DETTAGLI-- 12 FEBBRAIO 2026

LA NOTTE DEL MISTERO - THE NIGHT OF MYSTERY - 2:10:05

Transcription

Io non so perché, ma ho la sensazione che tu mi stia guardando. E allora ascolta, la gente qui ti chiama mostro maniaco, belva.

Ma in questi anni credo di aver imparato a conoscerti, forse anche a capirti. E so che tu sei soltanto il povero schiavo di un incubo di tanti anni fa che ti domina. Lo so che è passato, che hai insegnato il sospetto, la diffidenza, ma in questo momento non ti sto mentendo. E non ti mentirò, e anche dopo, se quando deciderai di liberarti di questo mostro che ti danneggia, tu sai dove e quando e dove trovarmi. Io ti aspetterò.

Buonasera, benvenuti. Questa è Florence International Radio. Siamo in diretta come tutti i giovedì alle 21:30 e da ben fra poco, l'8 maggio, sono 15 anni che con la notte del mistero siamo in onda. E stasera riparliamo delle mostre di Firenze, ma eh, entriamo un po' più nei dettagli. Abbiamo già in linea collegato con noi Matteo Cali.

Buonasera a tutti gli ascoltatori.

Ciao Matteo.

Buonasera a te.

È Cali o Cali?

Cali. Caliì.

Caliì. Calì. Perfetto. No, perché sai?

Bravissimo. No, no, l'hai pronunciato benissimo.

Perché sai, basta un accento, una, un qualcosa.

Ma figurati. Senti, allora, appunto, come ho anticipato, a parte ricordo a tutti che chi vuole dare una mano alla radio lo può fare con Super Chat, Sticker, ehm, Super Grazie, poi c'è gli IBAN, se qualche milionario ci vuol dare una mano per fare arrivare ai livelli di Canale 5. To bah, così, eh. Vogliamo bassi. Ehm, quindi Matteo, allora spiegaci un po' cosa sta succedendo e...

In questo Ah! Ah! Scusami, una piccola premessa. Eh, ehm, presentati perché l'altra volta sei arrivato in collegamento eh quando eravamo già sul caldo andante, diciamo così, della diretta e perciò non ti sei potuto, diciamo, presentare.

Eh, sì, io sono un giornalista, sono fiorentino, vivo da qualche anno a Roma, eh, che è eh per motivi di lavoro, eh, tuttavia continuo a seguire quotidianamente ciò che succede a Firenze e e quindi sono incappato, tra virgolette, in un caso fiorentino che ci ha fatto, diciamo così, incidentalmente tornare a parlare di mostro di Firenze che con l'omicidio di Clelia. Ehm, io mi occupo prevalentemente di cronaca nera. Eh, negli ultimi anni ho lavorato alle Iene, quest'anno sono allo stato delle cose su Rai 3 e sono un autore e quindi nel tempo libero, ecco, mi occupo di Firenze.

Perfetto. Ehm, ma il mostro di Firenze in definitiva, da quant'è, diciamo, che lo segui? Più o meno il caso?

Da quando sono bambino.

Ah, ecco, ho capito. Perciò tu anche tu sei uno dei belli che a parte va bene.

Io sono cresciuto.

Eh, mi ricordo ancora, ero bambino e il mio nonno mi faceva vedere, cioè mi faceva vedere, vedeva, come tutti i fiorentini immagino, le le udienze del mostro. Quindi io sono cresciuto guardandoli sul canale 10, su tutto quello che l'ha mandato in onda, ma ho visto praticamente tutta quella che è stata la vicenda. Poi per motivi anche professionali e è toccato riparlarne. Io non sono un mostrologo, eh, capito Dani? Nel senso, no, no, perché ci tengo a dirlo perché ci sono persone molto più preparate di me sull'argomento.

Io mi occupo di cronaca nera e quindi...

A me il nomignolo mostrologo non non mi è mai piaciuto e non mi piace nemmeno tutt'ora.

No, ma infatti, però insomma dalla da da diciamo la misura della persona esperta in questo senso. Eh, io non mi voglio definire un esperto, ecco, in della materia. Tuttavia la conosco in quanto eh l'ho seguita sia per passione che per lavoro e ne parlo più che volentieri. Ecco.

Certo. Senti, allora m io nella locandina ho sc ho scritto il nuovo mostro di Firenze. Il nuovo perché eh tu insieme a insieme a Loris l'avvoc eh l'avvocato Mattia eh Orfano.

Sì, sì.

Orfano e avete diciamo trovato questa pista. Da cosa è nato, cioè da da cosa è partito tutto questo?

E allora il caso di Clelia nasce nel momento in cui ci occupiamo della vicenda nel nell'ambito di una serie di colc case case fiorentini, appunto, tra cui quelli delle prostitute. Io me ne ormai qualche anno diciamo che eravamo su questa su questa storia. Poi mh diciamo la vicenda ha preso il sopravvento nel momento in cui ci sono stati degli sviluppi eh che poi abbiamo scritto nell'esposto, procurato, presentato in procura, che fino a un certo momento erano rimasti sostanzialmente fermi, per cui degli sviluppi su quello che può essere quello che noi riteniamo il principale sospettato dell'omicidio di Clelia. In questo senso questa figura come soggetto si incrocia in maniera possiamo dire casuale. Insomma, ci sono delle circostanze che vogliamo possiamo dire casuali, possiamo non dire casuali con la storia del mostro di Firenze. È inevitabile, Daniele, che se noi parliamo di un omicidio violento, cruento ai danni di una donna, soprattutto una prostituta, avvenuto nel 1983 a Firenze, se c'è qualcosa che incidentalmente incrocia la vicenda del mostro va verificata perché è un cioè da un punto di vista investigativo è necessario farlo e sicuramente nel caso di Clelia, ma penso Posso credere a ragiona, visto che stiamo acquisendo altro materiale anche su altre prostitute e non è stato fatto. Sicuramente su Clelia c'erano degli elementi. Il più lampante è assolutamente ehm il biglietto di col numero di telefono Marisa all'interno del portafoglio di Stefano Baldi nel diritto di Travallle a Calenzano che non è mai stato collegato. Questo è sicuramente, però questo va va detto, è difficile avere, cioè noi dobbiamo oggi ragioniamo con tutte le carte scoperte, quindi io non voglio perché sono stati in certe in certi frangenti gli investigatori veramente molto m molto molto molto incapaci, la perdonami il termine, però veramente ci sono stati dei delle delle circostanze anche nella vicenda del Monstri di Firenze e al di là c'è proprio una questione di capacità e lì hanno fatto degli errori, ma errori che sono stati dovuti ehm sia a appunto a forse all'incapacità, alla poca formazione degli investigatori dell'epoca, perché sicuramente questo è uno dei problemi, cioè oggi come oggi probabilmente un delitto seriale nel 2026 eh della potenza come di quello che è stato il quelli del del mostro di Firenze non esisterebbe.

Eh, no.

Perché per la tracciabilità di tutto. Quindi dobbiamo vivere nella nella visione complessiva in una visione di insieme dobbiamo pensare che gli investigatori non hanno messo insieme tutte le caselle di questo puzzle. Poi poi oggi è tra virgolette è più semplice vedere gli errori che sono stati fatti all'epoca. Certo è che nel caso di Clelia, nel delitto di Cllelia o quantomeno ehm anche in quello della Monciatti, abbiamo visto che ehm gli investigatori no tendono a non a diciamo a ragionare per quell'omicidio senza avere una visione più di insieme anche negli anni negli anni successivi. Per questo mi riferisco, ad esempio, al fatto chell'85 o comunque negli anni successivi fino al 2015, ora non mi ricordo la data esatta, ma che c'è stato 2017 forse, la perizia di Ricci che attribui che cambia l'attribuzione del sangue sul fazzoletto e da che era uno sconosciuto di gruppo sanguigno B è diventato della vittima. Ma eh fino a quel giorno quel gruppo sanguigno B è lo stesso gruppo sanguigno che si ritrova nel caso di Clele e quando due omicidi nella stessa città o comunque nella stessa provincia c'hanno una matrice comune che è il gruppo sanguigno, anche se siamo nell'85-87 in che anno si di quando poi verrà eh diciamo visto il gruppo sanguigno, verrà m analizzato il gruppo sanguigno di scopeti. dovevano collegarlo, dovevano fare questa questa analisi, così come eh non c'è una nella nell nell'indagine su Cleleia sono stati fatti degli errori madornali madornali. Eh, per cui considerando che c'erano alcuni investigatori che indagavano anche per il mostro di Firenze, penso non posso non posso credere che l'abbiano fatto anche nella vicenda del mostro e lo e e ne sono pienamente acconosc, cioè ne è pienamente consapevole che sono stati fatti gravi errori. Certo è, come ti dicevo per tornare al discorso di prima, che non c'era una visione di insieme al all'epoca per riuscire a capire che probabilmente eh si doveva il piano delle indagini andava allargato a quelli che loro erano di quelle che erano le loro convinzioni che poi abbiamo visto sono sempre state più o meno sbagliate. Clelia Cuscito, che è una prostituta che viene uccisa alle 10 di mattina...

Mh.

In un quartiere residenziale. Non c'è stato un indagato. Non c'è stato un indagato fino al 1998 con Giancarlo Lotti e io ti posso assicurare che quando indagano Giancarlo Lotti nel 98 lo fanno esclusivamente Canessa. Eh, nel senso bisogna essere obiettivi e oggettivi. E il dottor Canessa non ha in quel momento nemmeno per un minuto indagato su chi fosse l'assassino che lei l'a riuscito, ma gli serviva Lotti un'altra volta perché c'erano i compagni di merend.

Certo.

Cioè, ecco, ma te lo dico perché leggendo quelle carte capisci che non c'entrava niente niente Lotti con eh o meglio, sicuramente Canenza non ha approfondito quell'indagine eh sull'omicidio della Celia, ma si è soffermato sulla figura di Giancarlo Lotti. Su Lotti. Ecco, questa mh è una una giusto per renderti la misura >> della situazione, eh Giancarlo Lotti resta indagato per 10 anni, nonostante fosse morto. Cioè, Lotti muore nel 2002, tra l'altro muore in maniera sostanzialmente improvvisa da quanto emerge anche dal fascicolo. Eh, tra l'altro emerge anche che c'era stata una richiesta di aumento della paga mensile per Lotti e Lotti percepiva una una uno, diciamo, un compenso mensile in quanto laboratorio di giustizia e negli ultimi mesi di vita l'avvocato che lo seguiva, Stefano Bertini, mentre era in carcere ha fatto varie istanze per chiedere un aumento a a circa 1 milione di lire. Era l'ultima istanza a cui veniva chiesto l'aumento perché prendeva, se non sbaglio, 800.000 lire, però ecco, poi se vuoi controllo eh gli atti, ma ehm ecco per dirti su Lotti che ehm appunto muore e il resta indagato dopo la morte per anni e anni, cioè per anni e anni. Questo è un po' la misura di quanto ci fosse l'attenzione o meno su questo omicidio, sull'omicidio di Clelea, perché Lotti in quel momento è morto, quel fascicolo è in un cassetto, probabilmente durante un non lo so il trasloco del Palazzo di Giustizia, non te lo saprei dire durante cosa, si rendono conto di avere quel fascicolo e un anno dopo la richiesta >> mh >> un anno dopo la richiesta di Canistra d'Arch archiviazione viene archiviata.

Ecco, dicevo Matteo, ehm, io ho sempre detto che è improbabile che dall'81 all'85, ma e anche un po' dopo, perché è successo qualche altro caso, ci fossero due serial killer che eh agivano in contemporanea a Firenze e dintorni. Oltre la eh oltre la uscito ci sono state altre prostitute uccise più o meno nella stessa maniera.

Sì, allora eh sì, sì, sì, sì, assolutamente sì. Ci sono altre prostitute uccise. La verità è che non sono uccise proprio nella stessa maniera, nel senso che sì, vengono accoltellate, tipo la Monciatti viene accoltellata, però la Monciatti viene accoltellata nel momento in cui eh viene usato, scusa, sulla Monciatti viene usata una arma ehm che vedendo i due fascicoli adesso che confrontandoli, che stiamo in questi giorni studiando, abbiamo sicuramente la certezza che non fosse la stessa arma. Sulla Monciatti è stata usata un'arma più piccola rispetto alla all'omicidio di Claia Cusciso nonostante un coltello differente.

Sì, sì, sì. Una lama più piccola.

Una lama più piccola. La lama del dell'omicidio di Clia è un'arma, insomma, un coltello a lama robusto abbastanza grosso. Quello della Monciatti è più piccolo. Questo il il modus operandi dei due omicidi è un po' diverso perché Celia è vero che si prostituivano entrambi, è vero che vengono uccise entrambi di mattina, però Celia non si prostituiva nello nell'appartamento dove viveva, la Monciatti no. Tra le due c'era sostanzialmente una differenza, passami il termine,

Con tutto il rispetto per le vittime, per i loro familiari, però c'era una differenza sociale, diciamo.

Eh, la Cuscito aveva sicuramente un tenore di vita e una clientela eh...

Diversa, di diverso livello superiore.

Sì.

Mh.

Sì. Allora, noi ecco ne approfitto Daniele perché in queste settimane anche dopo la diretta che abbiamo fatto la scorsa volta, il giorno dopo, siamo stati contattati ehm sono stato contattato l'avvocato Alfan, è stato contattato da una persona ehm che chiaramente nel nel rispetto di tutte quelle che sono i nostri obblighi professionali della dientologia idea eh della ma della riservatezza delle fonti, appunto, è stato sentito dall'avvocato Alfano e ha raccontato alcuni particolari interessanti che non erano che noi cerca di cui noi cercavamo risposte e che fino a oggi non avevamo trovato negli atti, soprattutto ehm in particolare sui filmini perché siamo riusciti, cioè si sono fatti avanti spontaneamente alcuni clienti dell'epoca di Clelia e io invito chiunque avesse avuto modo di frequentare Clelia nel 1980, dal 1980 al 1983 di ehm diciamo farsi far se vuole ecco raccontarci qualcosa che può essere utile eh in assoluto anonimato, si faccia avanti perché che siamo qui molto volentieri ad ascoltare, visto che stiamo avendo, diciamo così, eh degli sviluppi, m non so quanto significativi, però ci sono. Ecco. Ehm, tra l'altro eh va detto che, appunto, per quanto riguarda queste prostitute loro nel 1983 con Clelia chiedono il fascicolo. Annucci chiede il fascicolo della Monciatti. Eh, chiedo il favore della Monciatti e per valutare le analogie del delitto fin da subito.

Mh.

Proprio la Mon proprio eh Nannucci dirà che sarà un omicidio molto difficile da risolvere. Vi dico però che con grande onestà Maurri, diciamo così, prova a m eccepire che potrebbe essere la stessa mano del mostro. Tra l'altro questa dichiarazione viene ripresa da Mario Spezzi in un successivo articolo ehm molto critico nei confronti della magistratura. in cui si sottolineava come i magistrati non avessero ascoltato le indicazioni dei eh del medico legale sulle prostitute, su alcuni delitti delle prostitute. Questo era un articolo molto interessante di Spezzi. Ehm, in questo senso ti dico brancolavano nel buio, cioè nel senso io ho parlato con gli investigatori che hanno fatto le indagini per l'omicidio di Cllelia.

Mh.

E io ti posso garantire che mh io, guarda, te lo dico, ma non perché siam bravi o perché io son più bravo di altri, assolutamente no, ma era veramente, cioè, persone che non avevano minimamente idea eh di cosa fosse l'omicidio, di cosa fossero i collegamenti con le altre prostitute. Veramente una una un'impreparazione incredibile, soprattutto perché avevano erano convinti, ma convinti e questo io ci credo perché tu se ti vai a vedere le prime indagini che loro fanno le fanno sì sui clienti, ma vista che ehm visto che è molto alto il tenore di vita ehm di Clelia e il suo patrimonio, provano a capire se nell'ambito familiare in particolare i fratelli vengono sospettati e vengono indagati. Da non vengono indagati, scusa, vengono fatte indagini per verificare certi giri di soldi e tutt'oggi erano convinti che il delitto di Clelea fosse da attribuire a uno dei fratelli. Ma io ho parlato, c'era anche Loris con me e eravamo in piazza Santa Maria Novella e e c'era questo poliziotto che continuava a ripetere che era convinto lui che l'assassino Cleela fosse nell'ambito familiare. Io ti ribadisco la frase di prima, non perché penso di avere più, ma anche un cieco si accorge leggendo quelle carte che non l'ha ammazzato il fratello Clele, ma che è stata uccisa da un'altra persona, ma certamente non dal fratello che viene visto da 30 persone quella mattina e quindi insomma m diciamo avrebbe agito precost con un omicidio troppo moderno nella sua modi, perché nell'83 pensare di farsi vedere da tutti per precostituirsi poi un alibi successivamente era un omicidio francamente un po' troppo moderno. E non era quello non era questo il caso, visto che Bruno, in questo caso, il fratello su cui si erano accentrate eh diciamo le attenzioni della polizia, ehm, cioè è la persona che ritrova il cadavere, è la persona che con l'altro fratello corre lì, provano a chiamare quattro cinque amiche, il telefono di Claire che è staccato perché, come sappiamo, era stato sbarbato dal muro. E quindi ecco brancolavano nel buio e hanno brancolato nel buio a lungo sia sulla Cuscito che immagino anche sulla Bonciatti, come penso per le altre, così come poi sappiamo è andata per il mostro. Ecco, nella vicenda di Celia c'è anche un'altra persona che rientra incidentalmente ehm con la vicenda del mostro di Firenze e e che incrocia. Forse Firenze è piccina e quindi sai, le conoscenze, ecco, le conoscenze son quelle.

Però m viene fuori, ecco, sostanzialmente che un ex fidanzato di Clelia era il fratello di una cartomante, di una sensitiva che nel 1980 che conoscerà Celia.

Mh.

Che conoscerà Celia a una cena al Villa La Massa, Ehm, quest'uomo verrà anche perquisito subito dopo l'omicidio perché si pensava che, cioè gli investigatori pensavano potesse essere un sospettato e invece non vedeva Clelea da qualche anno. Però, ecco, questa maga è la sorella di un ex fidanzato di Clay, la ritroviamo eh nell'ambito, diciamo, delle vicende del mostro, in particolare sull'omicidio di Scopeti per un episodio che avviene nella zona di Montemorello. E ehm, quindi ecco, sono tutti labirinti che però poi alla fine apri tante porticine e ogni tanto dietro questa porticina ci trovi un qualcosa che si collega al mostro. Sarà un caso? Sarà no? Certo è che la vicenda del mostri di Firenze ha segnato la storia criminale italiana, ma non solo la storia di forense, la la lo sviluppo della generativa forense, se c'è il DNA in Italia perché c'è stato il mostro di Firenze? Lo sviluppo dei profili criminali, al di là di quelli che poi hanno sviluppato per la vicenda del mostro, quindi tutti i i vari profil, ma anche l'utilizzo degli identi kit, eh, sappiamo l'utilizzo smodato. Ehm, ecco, ti posso dare un una ti posso dire una rivelazione?

Vai!

Tra tutti tra tutti gli identi kit che non sono usciti, cioè che non sono stati resi noti o comunque che non sono conosciuti tra i canonici del mono di Firenze, ce n'è uno che è identico, te lo posso dire, al nostro sospettato.

Addirittura.

Sì, identico.

Dell'epoca.

Dell'epoca ovviamente, perché ora...

Sì, sì.

Dell'epoca. Ora, ora il sospettato, suppongo, è ancora vivo, mi confermi, vero?

Sì, sì.

C'ha unottantina d'anni e qualcosa.

E quella è l'età.

Eh, ecco, una cosa e per il delitto dell'accusito è da escludere assolutamente eh la rapina perché viene...

Da escludere assolutamente la rapina m che però ci introduce un argomento, diciamo, che sul delitto uscito è un dettaglio da non tralasciare, nel senso che noi abbiamo a che fare secondo quello che è stato il nostro nostro la nostra analisi, la nostra indagine con un assassino che colpisce e dopo aver ucciso ha la freddezza di cercare e portare via quello che gli serve, ovvero noi abbiamo ricostruito sicuramente alcune pagine di un'agenda, ma forse anche eh una videocassetta. Ecco, che interesse aveva eh l'assassino per la videocassetta? Aveva partecipato alla realizzazione di di questa cassetta, forse?

Allora, questa può essere un'ipotesi, nel senso che eh tra le testimonianze successive che abbiamo raccolto, successive alla conferenza stampa, insomma, l'uscita di questa notizia eh dell'omicidio di Clelia, ehm, abbiamo raccolto la testimonianza una persona ci ha raccontato che un cliente, un ex cliente ovviamente di Clele che all'epoca aveva sui 20 anni, eh, che m ha raccontato appunto del di una a parte un te entravi in quella casa e c'era una in continuazione, siamo nel 1983, ehm, in camera da letto c'è un televisore, in salot ci sono due televisori in camera da letto, in salotto c'è un televisore, in cucina c'è un televisore, c'è un videor registratore in ogni stanza e in ogni stanza c'erano video porno in proiezione. Cioè, all'epoca si parla dell'83, sia le videocassette, sia i televisori e soprattutto i videoregistratori stavano...

Noi abbiamo ricostruito costavano lo stonfo.

Esatto. Uno de un un cliente di Cleleia era un noto negoziante di elettrodomedi elettrodomestici.

Sì, certo.

Era un noto negoziante della zona lì dove abitava Clelia, era uno dei suoi clienti, per cui si presume, o meglio, siamo riusciti da una persona lo dice, insomma e lei si riforniva da da eh da lui. Tra l'altro Loris ha fatto uno studio accurato su i modelli del che c'erano nell'appartamento. In particolare uno, credo quello nella camera dal letto fosse m il modello l'ultimo uscito della Sony, ma a livelli professionali, cioè stiamo parlando non di un cioè di un videor registratore costo te poi Daniale, cioè anche del settore, quindi...

No, ma infatti stavo pensando, ma nell'83 Sony era sul mercato, ma era ancora abbastanza debole. Professionali non c'era.

Allora, guarda, allora...

No, ti spiego ti spiego.

Sony faceva eh il settore broadcast, cioè quelli per la televisione, ce n'ho uno qui anche davanti a me e i V i primi VHS si se incominciò a farli, probabilmente erano dei primi eh stereo, perché fino a quel momento c'era tantissima roba mono. Lei aveva, se non sbaglio, m ora m ora ce l'ho su questo, per l'appunto, ce l'ho sul telefono da cui ti sto parlando, ma...

Es...

Se il buon Loris eh fosse in linea ci può fornire sicuramente il modello esatto eh del videoregistratore. Comunque, giusto per dirti che erano addirittura aveva anche ehm un televisore portatile.

Eh, vabbè, quelli c quelli c'era.

Ce n'era già tanti, eh.

C'era una cetta e c'era un impianto stereo all'ingresso, un eh Technics, se non sbaglio.

Vabbè.

Può darsi Technics.

Eh, sì. Tra l'altro erano i migliori dell'epoca, quindi se mai parere.

Sì, sì. Ecco, lei aveva questo Technics all'ingresso dove veniva eh dove spesso c'era questa musica da discoteca che lei poi la discoteca dell'epoca ovviamente eh che veniva diffusa, diciamo, in casa. Così ci raccontavano i clienti. Ci hanno raccontato i clienti. Eh, però ecco, ci hanno anche raccontato di una donna di una gentilezza incredibile, di una educazione supraffina, una donna amatissima da queste persone, cioè veramente ben voluta e questo ritorna con la prostituta gentile, eh, per cui poi alla fine indagano lotti, perché tutto nasce. Matteo, mi ricordavo bene nell'83 Sony ancora col VHS e ehm non era uscita, aveva lanciato il sistema Betamax che poi è diventato a livello professionale Betacam, però appunto...

Allora te mi vedi te mi stai vedendo adesso perché io sto toccando il cellulare giusto per dirti.

Ora non ti vedo. Ti sento ma non ti vedo.

Allora, dammi 2 secondi che ti trovo perché sto usando proprio il telefono. Perdonami, eh. 2 secondi che cerco di darti il modello che aveva all'epoca.

Eh, se mi seg il modello ti so dire se era VHS o meno, perché all'epoca c'era appunto VHS, eh Betamax e Video 2000 della Grundig.

Allora, aspetta, eh, ora ti dico subito. Allora, televisore era un Sony profil serie KX.

KX sono i Clinton, quelli che costavano.

Videoristratore era Sony SLC9 Betamax.

Vedi come t'ho detto io ora?

Eh, infatti.

Era un Betamax.

E che mi dici su Betamax?

Il Betamax era un formato concorrente del VHS. VHS lo lanciò sempre in quegli anni lì la JVC e poi e la Grundig 2000. Poi la GVC distribuì i gli schemi della produzione del VHS a tutti gratuitamente, mentre Sony e Grundig non lo fece. E quindi eh la sol...

Ma era un buon registratore, era un buon videoregistratore.

Erano ottimi. Poi da lì è nato il sistema professionale broadcasting, cioè il appunto Betamax. Mi sei cascato. Aspetta, eh, lo recuperiamo subito che oggi è una giornata tecnicamente un po' così.

Daniele.

Ah, ecco, mi è ricaduto un attimo.

Boh, infatti non so, però ti stavo sentendo. M'ero ero rimasto su questa questo sistema che era molto buono, insomma.

Allora, il Betamax, appunto, è il precursore del Betacam, che poi era il il miglior sistema di videor registrazione professionale, anzi broadcasting, perciò ancora più alto della Sony. E la Sony dal Betacam sviluppò, appunto dal Betamax sviluppò il Betacam, però era un oggetto che costava molto caro e non si trovava facilmente le cassette per quel formato lì. Eh, per il VHS.

Infatti.

Eh.

Risulterebbe che erano, insomma, abbastanza professionali. Può ti torna come...

No, allora il Betamax non era professionale, era sempre era sempre amatoriale, ma di fascia alta.

Ma chi lo poteva avere? Chi lo poteva avere? Chi poteva disporre? Cioè, come mai te come facevi, diciamo così, ad arrivare a un Betamax?

Pagare.

Eri una persona del settore, eh, te lo te lo te che eri, diciamo così, una un cliente, io venivo da te e te me lo proponevi come come commerciante, nel senso era un prodotto che poteva essere venduto bene o comunque era una roba di nicchia in quel momento.

Allora, no, no, erano appunto in quell'anno lì, nell'83, in particolare 848, i tre eh formati eh che erano in giro c'era erano appunto VHS GVC, video 2000 Grundig e Betamax Sony. Il problema qual era? Procurarsi le, cioè per registrare non c'era problemi, le trovavi vergini, era difficilissimo trovare le preregistrate.

Però il videor registratore lo trovavi dappertutto.

Eh.

Allora, noi dicevamo che interesse poteva avere, noi sapevamo che tra i clienti di Celia c'era sicuramente un noto commerciante della zona che vendeva questi apparecchi. Questo m emerge.

Perciò dici in zona Gavinana a Firenze.

Sì.

Che sai non mi ricordo, cioè fosse da quelle parti, non ho memoria, ma perché ero in altre cosa interessato, insomma, cioè lavora lavoravo in televisione, ero in casinato in TV.

È certo, è certo.

E quindi...

Però ecco eh questo era l'impianto, insomma, nel senso un impianto eh di un certo livello. Ecco, come ti dicevo, tutto era di un certo livello. C'era...

Pensiamo Pensiamo a Technics.

Technics era un top di gamma, eh.

Insieme a all'epoca insieme a Pioneer.

Esatto. E poi te considera che la cucina eh di casa era stata rifatta all'estate precedente ed era nuovissima da diciamo quasi da rivista da rivista di arredamento. Cioè siamo proprio a un livello altissimo di arredamento, seppur la casa non era una casa chissà eh di quale grandezza.

Eh, assolutamente. Tra l'altro mh eh per un errore, diciamo così, credo, di trascrizione risultava ancora non risultava ancora trascritta la vendita a lei della dell'appartamento.

Ah, ecco, mi fa mi fanno notare, sì. Il Ganzaroli che esiste ancora, ma però era bella riva, non era a Gavinana.

Cioè da dovevi attraversare l'Arno e andare di là.

Esatto. No, lei non usciva, praticamente lei usciva pochissimo, Clelea, cioè nel senso i primi tempi e è stata vista più o meno a tutto il quarto, a tutta la zona, era una donna conosciutissima nella zona perché il fratello faceva le commissioni per lei.

Eh.

Tutti i giorni, tutti i giorni andava al macellaio, andava a comprare le le Kim dal Migliorini al bar in via Palorszini, andava conosco che esiste ancora.

Mh.

Esatto. Eh.

Andava a comprare alla sartoria lì davanti, al negozio eh dalla parrucchiera, al negozio dei bagni, insomma era una persona che era conosciuta per nome dal negozio delle macchine e Buratti, quello che c'era sull lungarno Ferrucci, insomma era una persona molto conosciuta e comunque ben voluta e tranquillamente apprezzata com'era apprezzata Cleleia. Che seppur non si vedeva praticamente mai. Ehm, tutti la ricordano in maniera, anzi c'è un episodio in particolare per cui poi sembra che non si fosse più vista troppo ehm per strada per strada a passeggio. Eh, lei usciva solo la domenica ultimamente, arrivava il tempo di uscire che arrivava il taxi dal portone, saliva sul portone, andava via. Ehm, a volte usciva per una mezz'ora, eh, e le malelingue della via dicevano perché andava a versare soldi in banca, ma ehm c'è stato un episodio in cui Clelia rincorre in bestaglia seminuda in mezzo di strada, scende e chiede di un uomo.

Ah.

Che evidentemente non aveva pagato. Da quel giorno, siccome scese abbastanza arrabbiata e però si accorse che la gente la notò, da quel giorno Clelia, diciamo, diminuì sostanzialmente proprio le uscite perché eh tutti lo sapevano ma nessuno lo diceva, ecco. Cioè, nessuno è che il fratello andava a dire "Mia sorella è una prostituta, però tutti sapevano che faceva la vita".

Però lei precedentemente era un'infermiera, o mi sbaglio? Un'infermiera.

Ti confermo, eh, nella scorsa puntata in cui parlammo era a Villa Olivella.

A Villa Olivella.

Ed era nel laboratorio...

Di analisi.

Di un ortopedico.

Scaglietti, professor Scaglietti.

Ecco, ma perché...

Lavorava lì?

Ma sappiamo così a grandi linee.

Perché ha abbandonato la professione bene o male sicura con uno stipendio tranquillo per fare la prostituta che comunque vada che tu lo faccia in casa in strada ancora peggio. È comunque un lavoro pericoloso perché quello svalvolato ti può capitare. Ecco.

Esatto. Tra l'altro noi non abbiamo avuto occasione di parlarne, ma io ce l'ho qui nel fascicolo di Cllelia c'è un noi non le abbiamo eh diciamo così m citate, va bene? perché non sono nell'esposto che abbiamo fatto. Non abbiamo citato queste testimonianze perché, diciamo, abbiamo citato solo quelle che erano più dritte possibili, nel senso che eh che non avessero margine di interpretazione. Quindi erano tre le testimonianze su cui non c'era proprio margine di poter interpretare, ma ci sono tantissime altre testimonianze, come dici te, di svalvolati, cioè di altre prostitute che raccontano di perversi e a livelli estremi. Ecco, però per tornare a noi, alla alla domanda che facevi sull'ospedale su perché la sua l'infermiera fondamentalmente mh mh provano a dare una spiegazione ai fratelli, provano a dare una spiegazione e la danno in maniera molto molto abbastanza superficialotta, nel senso molto superficiale, oserei dire, o meglio Loro non a parte un'intervista che viene rilasciata a un giornalista che Riccardo Catola subito dopo il delitto per la nazione, 23 giorni dopo il delitto e poi loro non parleranno più, ehm, in cui spiegavano appunto che erano rimasti molto male del fatto che sui giornali sembrava che Plelea, che era la vittima, si dovesse scusare di qualcosa. Ehm, già all'epoca i giornali erano, diciamo così, cioè oggi se oggi noi ci quello che succede oggi sui social all'epoca quasi succedeva sui giornali, cioè nel senso si poteva leggere sugli articoli cose che oggi non le leggeresti nemmeno, cioè le puoi leggere solo sui social, eh, però ai tempi la stampa mh insomma Io ricordo alcune citazioni proprio giusto perché siamo in tema di di film porno di Pacciani su quella porno star che andò a casa sua a fare por...

Ecco, lì ci lì...

Sulla nazione, quindi insomma voglio dire giornali leggevano tutti c le dichiarazioni virgolettate di di Facciani erano l'era una puttanaccia.

Eh, sì.

Mh.

Allora, ma virgolettati pubblicati sul giornale, qui sto per dirti che, insomma, ecco, anche i giornali all'epoca non facevano sconti e i fratelli eh raccontarono in questa intervista a Catola sulla nazione pochi giorni dopo per tentare di riabilitare la sorella, cioè per per dare una un'immagine buona della di Clelia, eh, del fatto che la sorella comunque era una donna libera, indipendente e che non aveva più non vedeva nella vita da infermiera sicuramente una vita che poteva...

Scusami, scusami.

Mi son buiato tutto.

Sì.

Eh, perché mi è arrivato un messaggio.

E infatti è caduto. Ora vediamo un po' se richiama così.

Eccolo Matteo.

Eccomi. Ti dicevo quindi che volevo dipendente. Nel frattempo ti dico che stanno arrivando mar di chiam di di domande.

Bene, molto bene. Ehm, e quindi insomma ti dicevo Daniele, quindi una donna indipendente, questo è è vero, si vede, si capisce, si vince, era il suo la sua firma di vita. L'indipendenza, la libertà. Però è anche vero che ehm si nascondeva nei racconti, soprattutto nelle testimonianze di questi fratelli, il racconto di una donna di grande tristezza, una donna molto malinconica, una donna che ha vissuto probabilmente il disagio di non avere un amore che quell'estate aveva sostanzialmente trovato, perché tutte l'estate La famiglia di Clevia era originaria di Zara, della provincia di Pestic, che al tempo era in provincia di Zara.

Mh.

Perciò ex Jugoslavia. Se tutte le state andavano in Jugoslavia e quindi anche quelle l'estate andarono in Jugoslavia con tutta la famiglia perché il padre, il la madre di ehm di Clelia appunto era slava e ehm e quell'estate lì Clelia ebbe, diciamo, una relazione, secondo il racconto del dei fratelli, ebbe una relazione una relazione in cui lei aveva aveva confidato molto e che invece poi finì come tutte le gli amori estivi. Ecco, però il racconto, diciamo, l'aspetto di inquietudine da un punto di vista interiore m forse dovuta alla mancanza di un affetto, di un amore, c'era. Eh, e questo lo rivedevano i fratelli loro nell'intervista che ti dicevo, dice, raccontano che contestavano questa questa attività della sorella e che lei si arrabbiava molto quando provavano a dirgli qualcosa. In verità c'era una particolare, cioè in verità questo non emerge dalla vita vera, cioè emerge una un affetto e e un amore tra fratelli che non era viziato da niente. Anzi, Trovia aiutava i fratelli più piccoli, li aiutava economicamente, li aiutava anche da un punto di vista stavano per, cioè volevano comprare un'edicola che avrebbero gestito sicuramente uno dei due fratelli, ma cioè proprio due giorni prima dell'omicidio si informano per acquistare un'edicola circa 80 milioni. Eh, che anche perché all'epoca le edicole rendevano.

Sì, sì, sì, sì.

E rendevano tanto e questa eh poi insomma eh per farti capire nella nella scena del crimine ehm uno una delle cose che emerge più di tutti è questo è questa mega busta eh indice di un capo d'abbigliamento molto grande comprata da Beltrammi che se non sbaglio era uno dei negozi.

Più importanti d'abbigliamento a Firenze.

Eh, sì. Eh, sì. E Clelia interrogano anche una delle commesse di Beltrame e Celia ehm andava sarà andata un paio di volte, dopodiché andavano direttamente da da dal negozio a casa di Clely a portarli gli abiti.

Addirittura, c'è a domicilio.

Sì, sì. Ecco, mi chiedevano e...

Sì.

La moglie del sospettato ha dichiarato che sapeva che il marito andava dall'accuso per motivi di lavoro.

Sì.

Ah. E addirittura lui le portava le videoccassette di spezzoni di programmi televisivi. È particolare questa cosa?

Questo lo dichiara la moglie del sospettato. Sì. Ah, ma eh cioè ora portare...

In quello stesso quello stesso verbale a cui fa riferimento la persona che ti ha scritto.

Mh.

Mh. Ehm, si parla c'ha un link ci dà un link eh a un altro a un'altra appunto coincidenza che accade col mostro di Firenze, perché in quel verbale a cui si fa riferimento ora c'è eh una un un appunto su un'auto, cioè sull'auto che avrebbero avuto, cioè che avevano nell'83.

Cioè, c'era una targa.

C'era solo il modello, però era molto dettagliato, cioè modello e colore che per l'epoca non era poco.

Eh, no?

Ed era un Alfa Romeo Giulia Bianca.

Ah.

Questa stessa autovettura viene vista nel 1982 a Baccaiano e Montespertoli.

Eh.

Eh, poi se ora ti mando su WhatsApp il documento, eh, se vuoi.

Voglio volentieri.

Che che emerge.

Emerge questo fatto? Ehm, in un'inchiesta sui sardi.

Ma guarda caso.

Gira rigira poi.

Eh, però per tornare al discorso che facevamo prima sull'incapacità degli investigatori, allora torniamo a noi. Allora, perché ti dico? Allora, questo verbale ci dà lo spunto per raccontare un altro collegamento tra il nostro sospettato e la vicenda del mostro, ovvero la macchina, quest'Alfa Romeo Giulia Bianca che comunque nel dicembre 83 è del nostro potenziale sospettato e che è una stessa macchina che viene vista nell'82 a Baccaiano di Montespertoli.

Mh.

Di questa testimonianza nell'82 per tornare all'incapacità dei nostri investigatori.

Scusami, ma a Baccaiano questa macchina l'hanno vista parcheggiata o transitare? Lo sappiamo.

Parcheggiata la sera all'omicidio, se non sbaglio.

Parcheggiata.

Ah! Ah! Ecco. Oh, allora qualcuno ha visto la macchina parcheggiata, >> anche perché quella del Pacciani e e del Lotti nessuno l'ha vista. Ma questa qui in staffa Romeo Giulia Bianca viene vista. E che cosa succede? Izzo, sostituto procuratore Izzo. Attento alle date, eh, Daniele.

Sì, sì.

Io ti ho detto nel 1982 a Baccaiano di Montespettoli vedono questa macchina.

Ok.

Non non mi chiedere come mai, ma nel il 2 agosto dell'85, quindi un mese prima di...

Scopeti.

Dei francesi.

Sì.

Redigono un rapporto il nucleo di polizia giudiziaria dei Carabinieri per un'indagine a tappeto su quest'alfa Romeo Giulla Bianca vista nell'82.

Mh.

Mh.

E cercano tutte le macchine targate Firenze degli ultimi 3 anni immatricolate a Firenze. Questo è un po' un limite di questa ricerca, però cercano queste Alfa Romeo bianche e cercano possibili legami tra proprietari e le vittime dell'omicidio dell'82. Chiaramente non trovano nulla, ma per dirti questa ricerca la fanno nell'85.

Ok.

Riguarda una segnalazione sull'omicidio dell'82.

E la trasmette il sostenuto provatore Izzo a Rotella nell all'inizio a gennaio 86.

Ah, con molta calma.

Quindi dai, capito?

Eh, certo.

Quindi, ecco, giusto per però, ecco, quel verbale che ha che c'ha di cui ci ha fatto per cui ci ha che ci ha citato nella domanda questo ascoltatore riporta un'altra coincidenza appunto con il mostro, quindi un'ipotetica stessa macchina a distanza di un anno direi te. Non c'entra niente, c'entra qualcosa. È una coincidenza, certamente, però una macchina di cui non era stata fatta grande menzione, nessuna immagine, mi sembra, se non sbaglio, menzione nella nel negli articoli di stampa o diciamo nel nelle notizie note.

Ci fu un periodo che cercavano un'auto rossa.

E quella è durata un bel po' di tempo.

Esatto.

Però bianca mai. Mai. Io c'ho il documento eh firmato, trasmesso a Rotella, Procura della Repubblica. Eh, quindi insomma eh è è stata fatta questa ricerca.

Certo.

Così come quell'identiichetto che ti ho detto esiste ed è identico.

Ecco. Ma questo denti hitit perché non è mai stato reso noto a nessuno così?

No, guarda, io non è l'unico, eh.

No, certo, quello son sicuro, però...

Non è l'unico.

Bah, sai, sono scelte, sai, sugli denti kit. Allora, ti posso dire una cosa?

Ha voglia.

Secondo me sono molto suggestivi gli denti hit, eh, cioè e eh considera che noi del mostro di Firenze conosciuto c'abbiamo un fotofit.

Mh.

E il resto sono tutti disegni a mano.

Pertanto sul racconto e indicazione di di qualche testimone.

Bravo. E questo però per cosa cosa è importante per il fattore dell'identi? Che si facevi questo disegno che era francamente condizionato dalla dall'umore di chi disegnava, dalla comprensione dell'immagine di chi disegnava e rispetto alle parole di chi glielo diceva a ricordo di quello che gli diceva. Cioè, francamente gli denti kit, ehm, specie quelli disegnati, sono suggestivi, però, ecco, non hanno quella forza.

No?

E poi e poi son su eh son sul ricordo, cioè se son passati degli anni.

Ti cambia totalmente la persona che te ti ricordi.

Proprio per questo motivo all'epoca eh, come immagino, insomma, sia stato già detto più volte, veniva data una eh una descrizione molto dettagliata della fisionomia della persona. Cioè io nel sfascicolo di Clelia trovo delle descrizioni dettagliatissime ehm del sospettato.

Che quello assomiglia vagamente a Lotti, almeno quello che conosciamo noi come identikit.

Bravo. Ce n'è uno che assomiglia a Lotti e un altro. Sono due gli identikit.

Sono due.

E uno è identico a Lotti da ragazzo. Non so se si riconosce anche Lotti stesso, per cui eh insomma è molto simile a Lotti. C'è da dire però che la persona che fa quella testimonianza, eh, io non mi ricordo se l'ho detto anche l'altra volta, però è una è una era una parrucchiera di via Giampaini che con la sua dipendente quella mattina racconta.

Di aver visto due persone suonare intorno alle 10 il campanello di Cllelia. Questa è una testimonianza unica perché verso le 1000 più soggetti vedono suonare il campanello di Clevia, ma tutti vedono una persona. E tu, tra quelli che vedono suonare queste, tra quelli che vedono una persona suonare, una in particolare fa una descrizione talmente dettagliata e precisa. E spiega perché è così precisa questa descrizione, perché vede quest'uomo da un anno e mezzo, due, tre volte a settimana suonare il campanello a CL.

Ah, tant'è che poi fa il secondo identikit, non quello di Lotti, l'altro che viene riconosciuto dal fratello di Clé. Pure. Sì.

Ah, in tutto ciò noi sappiamo che una prostituta ci dice che Clelia si riforniva di videocassette porno da una persona che ha un nome ben preciso. Quel nome che di cui non possiamo fare, vabbè, ma che viene fatto lì da questa prostituta è lo stesso nome che dirà il fratello di Celia, pur non sapendo che gli porta le videocassette porno alla sorella, ma che l'ha visto in casa 7-8 volte in più occasioni, non in casa, a in camera da letto, 5-6 volte in cucina a parlare, cioè rapporti ultra confidenziali con Clelea, cosa che non avevano gli altri clienti. Sì.

Tanto è che una volta l'ha anche salutata baciandola in bocca. Ah, tant'è che lui una mattina, diciamo che non è, non è tanto da cliente, un bacio in bocca. Eh, bravo. Soprattutto a uno che fa la prostituta. Ecco, appunto. Va.

Allora, considerando il fratello, lo riconosce, gli dà un nome. Quel nome è lo stesso nome che fa in relazione a Cleleia un'altra prostituta e che dice: "Sì, lui è la persona che gli dà le videocassette porno e anzi Cleleia m'ha detto: 'Se c'ho bisogno, lo posso chiamare' e lui è questa persona di cui però non viene conosciuto il nome". La stessa persona che viene, appunto, come ti ho detto, descritta in maniera minuziosa dal dipendente del negozio dei banchi che poi farà l'identikit che appunto sarà riconosciuto dal fratello. E queste descrizioni, come ti dicevo, son minuziose.

Che anche la prostituta che descrive il sospettato, che cioè che dà questo il nome al sospettato, è dà una descrizione molto particolare, cioè qui si proprio si si danno, giusto per farti capire, viene descritto come una persona con un mento pronunciato e il naso gibboso. Ah, oggi se ti vai a descrivere una persona, non te lo non lo troverai mai un aggettivo del genere, sia perché si fa affidamento al fatto che ci sarà un c'è un documento d'identità, una foto sui social, un qualcosa che poi lo può può servire per comparazione con eventuali videocamere di sorveglianza o cose varie. E questo ci fa capire anche qual era la misura delle indagini dell'epoca e dove Celia era un fantasma per la questura, un fantasma.

Come se non fosse mai esistita. Anche perché all'epoca la maggior parte della prostituzione era per la strada, quelle eran conosciute, ma quelle in casa. Mh. Però Cleleia c'ha un però che molte volte la polizia era andata in viaggi chiamata da varie vicine, tra cui una che testimone anche. E però c'è questo però, ecco, c'è questo questo mistero del fatto che Cleria fossero almeno 5 anni che si prostituiva in quell'appartamento, almeno cinque, eh, sicuramente di più, ma siccome non c'ho contezza dell'anno esatto precedente dal '78, ti dico dal '78, però sicuramente di più, ma almeno dal '78 sicuramente Creitava in Union Proc stava lì, quindi almeno sicuramente dal '78 e ci e in tutti questi anni con la domenica pomeriggio 13-14 persone in COD in fila sotto casa aspettare e insomma, voglio dire, eh, come si dice a Firenze, cinema, eccetera. Attenzione, la tirava parecchio. Attenzione l'attirava, tant'è che proprio per questo motivo quella parrucchiere di cui ti parlavo prima che che ha fatto l'identità di Lotti, eh, è una donna che sicuramente parla in buona fede, eh, assolutamente, però confonde. Nel senso che questa signora fa una descrizione di tutta una quantità di clienti visti sotto casa di Clele che hanno colpito la sua attenzione. Cioè, lei racconta di tante volte, cioè di un periodo lungo, racconta che a volte ha visto dei nani andare come clienti, ha visto persone che scendere e disperarsi perché tipo zoppi, piuttosto che persone, hanno delle menomazioni che Cleleia rifiutava e quindi cioè hanno fatto dei racconti anche di costume, è uno spaccato vero, eh, dell'Italia. Non c'è più.

Certo, rimango sconvolto perché insomma, nani a Firenze, boh. Eh, però guarda questa qui, guarda, io nei verbali e ne avrò visti due. Lo sai come lo sai come lo sai cosa usa la parola "un nanino" nel verbale, ma poi racconta di persone, ma andavano anche donne, all'inizio andavano ragazzi in gruppi, eh, insomma. Ehm, cioè, come dire, non una persona non eh discreta in questo senso, seppur lei fosse una donna discreta, tutti nel palazzo e raccontavano: "Vai a qualsiasi ora del giorno e della notte". Eh, appunto. Cioè, voglio dire.

Quindi ti risulta difficile pensare la polizia non sapesse proprio niente. Senti, ma la casa era di priorità? Sì, sì. Eh, comprata da un'altra prostituta. Ma eh quell'altra che chi era? La la famosa Marisa, magari o no? No, Roberta. Roberta. Ah, Roberta. No, ecco. Allora, Marisa la stiamo cercando. Allora, io ti posso dire che Ester l'abbiamo individuata. Eh, perché eh nel nell'appartamento noi siamo dalle ricostruzioni venivano fatti due nomi. Uno è quello di Marisa che poi lo riscontriamo anche nel nel biglietto del portafoglio di Baldi e appunto questo nome Marisa. Ecco, aspetta, scusami, eh, però la la proprietà poi è diventata effettiva dello cuuscito. Sì, sì, la cucito l'ha comprata, poi non è stato trascritto in comune. Ah, c'è una pagina del fascicolo che parla di una mancata trascrizione in comune e e niente, questo è quello che c'è sulla casa. Allora, qui scrivono, aspetta, eh, che ha comprato da Maria C G, vero? Dice ah, non Roberta, quindi detta Roberta. Ah, eh, sì, il famoso nome da battaglia come Marisa poteva essere la stessa che uscito, insomma. Sì, giustissimo. Maria G detta Roberta. Ecco, bravissimo. Vedi? Eh, perché guarda che gli ascoltatori qui stanno attenti alle virgole e dicevo. No, no, giustissimo, però era quella quella quella signora era conosciuta col nome di Roberta perché ce lo dice lei, eh, ecco, lei a verbale testimonia, dice: "Se non sbaglio, sono conosciuta col nome di Roberto". Ma la casa poi è stata ereditata, suppongo, dai fratelli. E venduta. Ah, sì. Ah, sì. Cioè, ne sono in possesso, l'hanno subito. Ora se subito non te lo so dire, però sì, venduta. Ho capito. Perdon, non c'è male. Eh, voglio dire, il distributore, chiamiamolo così, di videocassette, ti faccio una domanda molto, ma molto specifica. Sì. Poi casomai se mi dici no, non spiego nulla, se mi dici sì ti spiego perché. E e è delle parti di Figli? No? No. Perfetto. Allora, eh, non serve, vado avanti io. [risate] Ok, vai avanti pure tu. Non è, non è di Figli. Ok.

Allora, eh. Allora, ti dicevo però m eh hai introdotto appunto un tema che è molto ricorrente, o meglio è una domanda molto ricorrente m all'interno del fascicolo di Cllelia che è quella dei clienti particolari. Questa è una domanda che viene fatta a tutte le prostitute che vengono sentite. M Ecco, io ti stavo dicendo prima, noi abbiamo individuato una la Ester che era una prostituta mulatta. Che lavorava era casa. Ecco, lavorava sempre da lei. Ok. Eh, sì, sì, sì. E che però è deceduta. Ah, m 15 anni fa. Figuriamo. Ehm, ti stavo dicendo, perdonami, delle altre prostitute che vengono sentite che parlano dei clienti particolari, perché secondo gli investigatori all'inizio uno degli uno dei diciamo delle piste da seguire a riguardo dei possibili sospettati è quella dei clienti m sadici o o comunque, diciamo, con atteggiamenti violenti o richieste molto da un punto di vista sessuale particolari e quindi in questo articolo ricorrono eh più testimonianze di persone eh particolari. Ce ne sono due che noi non abbiamo allegato all'esposto, come ti ho detto prima, perché non sono, cioè perché sono, come tutte le testimonianze, Daniele, sono testimonianze, tra virgolette, attaccabili tutte, però ecco, ci sono alcune che sono, diciamo così, interpretabili e altre che sono dritte e che non lasciano spazio interpretazione. Siccome queste, secondo me, erano comunque lasciavano spazio a interpretazioni eh differenti, non le abbiamo inserite a riguardo eh del nostro sospettato, questo te lo dico. Però certamente ci sono una serie di episodi, in particolare uno eh che viene proprio detto da Maria G, se il nostro amico ascoltatore ci sta sentendo, di un di eh persone di una persona molto elegante che si presentava sempre con una cravatta rossa e che però scattava in maniera violenta da un momento all'altro, eh, con morsi feroci, ehm atteggiamenti m assoluta violenza nei confronti della donna con custudio delle mani con una forza spropositata. Ecco, i racconti e non è l'unico di persone che per strada questa è una eh se non sbaglio è una prostituta che eh Sì, sì, è lei che si rivolge all'avvocato Filastò. Ah, una prostituta che si che si rivolge all'avvocato Filastò due giorni dopo l'omicidio di Clelia e va terrorizzata dall'avvocato Filastò. Racconta che è stata aggredita in maniera che non è stata aggredita, è stata gli è entrata in casa una persona che lei gli sembrava aver già avuto come cliente, vestito in maniera molto distinta con un suo sopraabito grigio, gli stessi abiti dell'uomo distinto [risate] che abbiamo riconosciuto dell'identikit. Eh, ci sono degli elementi ricorrenti soprattutto sull'eleganza. Ah, e su questo su questa cravatta, su questo sopra grigio sono molto ricorrenti, però ecco anche questa prostituta che parla di un uomo estremamente elegante con cravatta rossa, alto 1,85 m, sui 45 anni, quindi un identikit molto simile. Porca miseria. Al nostro al nostro sospettato. Parecchio, mi pare, ma parecchio. Molto, però io non lo metto nel sospettato in quanto la persona che lo ehm che diciamo che ne parla non riconosce denti e l'identikit era un identikit che, diciamo, andava riconosciuto per essere, diciamo, una testimonianza, come ti dicevo prima, no? Diciamo non interpretabile, ecco. Ah, beh, certo. Quindi, ecco, però c'è anche, appunto, come ti dicevo, questa alta prostituta che va dall'avvocato Filastò e che viene aggredita in casa poco giorni dopo dell'omicidio di Clele, da una persona che tira fuori una sorta di cacciavite, un coltello e che gli dice: "Ma che hai paura che sono il maniaco delle prostitute?". La donna scappa, lui la segue per strada fino a che a un certo punto lei non riesce a rifugiarsi in un negozio e questo va via. Il giorno dopo lo rincontra, due giorni dopo, il giorno dopo lo rincontra e lei ha la sensazione che quest'uomo la segua. Sono in centro, dà sempre una descrizione abbastanza eh simile di un identikit di quell'identikit che ti dicevo, però lei non è quel non riconosce quell'identikit e dispensa disponibile a farne un altro. Di quest'altro identikit della cliente di Fila Store sull'omicidio di Clelelia non c'è però traccia, quindi non ti so dire se m. Ma tu hai cioè voi perché intanto sei gruppo, hai l'identikit in questione di questo personaggio del vostro sospettato? Sì, sì, sì. Ah, ma non si può far vedere? Eh. No. Ahia! Eh, sarei stato molto curioso, ecco. No, guarda, io ti devo dire la verità, con tutta franchezza immagino che mh eh noi abbiamo fatto un esposto, cioè nel senso un'azione penale comunque alla Procura della Repubblica, per cui si pensa che un magistrato se ne debba occupare. Eh, per cui io mi aspetto vengano fatte delle verifiche, questo te lo dico, per cui io mi aspetto per l'omicidio di Clelia venga indagata a qualcuno. Lo stot lo perché anche qualora fosse solo per verificare, ma guarda Daniele, cioè siamo di fronte veramente a un questo è un delitto difficile da risolvere se va bisogna andare a cercare nel mondo della prostituzione anni '80 e che sicuramente aveva dei dei buchi neri che non sono mai stati colmati, ma siccome questo omicidio era un omicidio che era nella sfera privata della Cuscito. Certo. Cioè, andava stretto il cerchio in maniera un pochino più. Tra l'altro ora ti dico una cosa che io non so se però la persona che io noi riteniamo sospettata, ok? Mh. C'è un modulo della Procura di Firenze, un modulo della Procura di Firenze in dove c'è scritto eh appunto l'articolo l'indagine aperta per l'omicidio di Claudia Cuscito contro ignoti. Poi te leggi in fondo la cartellina prestampata con scritto imputato. Ah. E c'è scritto il nome. C'è scritto cognome, nome, data di nascita e luogo di nascita della persona che noi riteniamo sospettata ed è stato cancellato. Ah, malamente, a penna questo nome, cioè due righi sopra e via. Eh, sì, sì, sì, sì. Ora questo letto oggi, questo te lo dico perché bisogna, cioè potrebbe gridare nello scandalo, ok? Però letto oggi nel 2026 in una visione complessiva delle cose, io posso pensare certamente che questo era indagato o poi magari era amico di qualcuno per davvero e o c'era qualcuno coinvolto in questo giro di film mini porno che era meglio per tutti che nessuno che non venisse fuori niente e per cui non l'hanno indagato. Ok. E allora lì E allora lì si spiegherebbe. Eh Matteo, lì si spiegherebbe la scomparsa delle videocassette. Certo, ma anche dell'agenda. Anche dei fogli dell'agenda. Anche dei fogli strappati dall'agenda. Mh mh. Che sicuramente i fa strappare nell'agenda e c'è scritto un nome, sicuramente c'è scritto un qualcosa che riguarda una persona che non vuole essere compromessa. Ma perché su quell'agenda c'era solamente appuntamenti e nomi e basta? Appuntamenti, nomi, numeri di telefono, appunti. Poi ce n'era un'altra fatta di fogliolini a rubrica telefonica, eh, dove dentro c'erano i nomi appuntati regolarmente come se fosse tipo l'idraulico. C'era, per farti capire, il Saccardi che è il negozio di carni del macellaio all'angolo che c'è ancora, credo sia 70 anni c'è quel negozio. Sì, il primo c'erano il primo Saccardi era in via Torta Angolo, via Isola delle Stinche. Ecco, capito? Ecco, questo qui è Gianpaolzini che c'aveva questi numeri di telefono di utilità, ecco, una rubrica telefonica. L'altra era un'agenda, però di soli appuntamenti o c'era anche numeri telefonici? C'erano degli appunti e anche dei numeri. C'era sicuramente un maresciallo dei carabinieri di Incisa, per farti capire, che non c'entrava granché, eh. Non c'entrava granché. Era per una denuncia vecchia del fratello, niente di particolare, però per dire c'erano numeri di appunti, appunti, appunti anche soldi, cifre di soldi anche, cioè tipo l'tipo l'incasso, queste cose qui. Ma non più che l'incasso, fai conto, avevano fatto un investimento in fondi nazioni americane a Milano, quindi c'erano degli appunti relativi a questo, c'erano degli appunti relativi alle cassette di sicurezza, a dei soldi che aveva dato ai fratelli. Ehm, c'erano varie, diciamo così, varie appunti. Era una casa, no, per questo è molto, cioè questo è un aspetto un po' particolare che ti volevo dire. Era una casa che mancava di eh seppure una casa bellissima per l'epoca, moderna, modernissima, elegantissima, chiamala come ti pare. E ho visto qualche foto. Sì, eh, però mancavano gli aspetti personali in quella in quella casa. Quella casa c'era la foto di un tutti raccontano la foto di un bambino, infatti all'inizio si pensa a un figlio illegittimo, addirittura lo scrivono. Qualcuno ipotizza un figlio illegittimo, ma invece era la nipotina. Ah, però ecco, una casa dove ci sono tantissime statuette di c'erano tantissime statuette di Pierrot che piangeva. Ah, i tipo ce n'erano due all'ingresso, due in camera dal letto, però poi c'erano anche eh tanti eh soprammobili di un certo livello, nel senso c'ha un telefono di Hello Kitty sulla testata del letto dietro, eh, che va a comprare è un oggetto, insomma, come si dice, di modernariato adesso. Considerato. All'epoca Hello Kitty era rarissimo e lei ce l'aveva sulla testata del letto il telefono Hello Kitty che oggi lo trovi a 400 sui siti di collezionismo per dire eh, per dire, cioè che comunque insomma non è po cioè era una grande ricerca della del dettaglio, però la casa mancava diciamo di un un aspetto personale, sai? Era molto bella ma fredda. C'era questa camera dal letto con questi grandi fiori, eh, questi mazzo di fiori imponente, questa eh testata del letto con delle mensole, però ecco, era impersonale, non era una casa era impersonale, anche perché veniva lavata tutti i giorni dal dalla colf e soprattutto Clela lavorava tutto il cioè veniva utilizzata tutto il giorno quella casa un po' eh diciamo così eh non c'era una non veniva fuori la cioè seppur venendo fuori la personalità di Clelle non c'era niente di affettivo dentro quella casa che ti colpisse l'occhio. E questo è un aspetto un po' mh che mi ha fatto pensare, ecco, che non fosse. Matteo in chat scrivono che la moglie. Sì. E un collaboratore forniscono l'alibi a questa persona a quanto pare. Mi sbaglio? No, il collaboratore non viene mai sentito. Ah, la moglie sì, però è con te differente da quello che dice lui. Cioè, le due le due eh. Cioè, te lo sintetizzo in breve. La moglie se non La moglie Sì, stiamo parlando dello stesso verbale, chiaramente penso di sì, però la moglie racconta che il marito è stato in ufficio m sembra fino alle 13:00. Perché è uscito solo per prendere un caffè. Se te Villager o comunque la la persona che che c'è scritto il nostro ascoltatore che ti legge il verbale del del marito leggerà che lui racconta che è uscito è venuto il rappresentante, poi sono usciti intorno alle 11:00. Di questo rappresentante non c'è verbale, copia dei verbali né del negoziante da cui sarebbe andato. Quindi l'alibi non viene verificato, cioè ma non è che non c'è perché non non viene verificato. Ecco. Eh, ma soprattutto contrasta. Sì, contrasta e non se ne accorge nessuno. Eh, appunto. Vedi? Quindi piccolo errorino che si va a sommare a tutti gli altri errori che di cui è costellata la storia. Del mosco. Sì. No, ma è ma è pieno pieno piano piano. Ma poi altri indizi avete trovato qualcos'altro? Sì, suppongo. Cioè, non c'è solamente il problema, cioè il delitto Cuscito. E in che in che senso? Cioè m il delitto Cuscito vi ha portato su questa traccia qui, va bene, di questo personaggio. Sì, ma altri ehm sospetti per altri casi eccetera che sia sempre stato questo personaggio da ricollegare. Questo questo eh allora questo da un punto di vista proprio da un da dirti è collegabile a un altro delitto non non te lo so dire. Mh. Io ti posso dire che questa persona per motivi professionali viaggiava molto. Ha viaggiato molto. Mh. Che per m non so come dirti, per questioni eh professionali ha lavorato anche il Tribunale di Firenze. Ah, pure. Sì, prima delitto di Clare. E quindi faceva un'attività abbastanza importante. Una persona, insomma, che ha fatto varie cose nella vita, senza dubbio. Poi io eh vi posso dire sicuramente noi stiamo cercando e chiaramente abbiamo scavato molto a fondo nella sua vita. Mh. Molto molto. Ehm E e cos'è cos'è che è venuto fuori di di polpa, diciamo? Ma che sicuramente l'aspetto sessuale è un aspetto che viene utilizzato da una persona dalla stessa persona, ma che utilizza un altro nome. Quindi è come se ci fosse uno sdoppiamento di persona, non so come spiegarti. È come se te, Daniele Bronzi, tu avessi un alias e tu ti chiamassi Matteo Leì. Eh, e Daniele Bronzi fa le trasmissioni alla radio. Certo. Quando ti chiami Daniele Bronzi, ma quando poi ti chiami Matteo Calì, invece, eh, tu fai peggio cose. Ah, questo è uno sicuramente uno degli aspetti per cui noi riteniamo che il suo profilo da un punto di vista proprio criminologico sia assolutamente compatibile, se proprio dobbiamo essere dobbiamo allargarci. Daniele mh mh eh con con il mostro di Firenze. Su questo non c'è ombra di dubbio. Sulla compatibilità del profilo anagrafico, fisico, personale, profilo criminologico, profilo, insomma, ehm che ha sicuramente delle aderenze importanti con delle circostanze che hanno a che fare col sesso e questo non è un altro aspetto che non possiamo sottovalutare. Ecco, cioè il profilo è un profilo assolutamente calzante, infatti io mi meraviglio, questo te lo devo dire, ma cioè come mai non fosse cioè al di là del fatto che fosse buona, non buona, torniamo al discorso dei mostrologi, ok? che io non sono e quindi non però io faccio giornalista, quindi di base devo accetto quello che cioè no, accetto registro quello che accade e poi me ne faccio un'idea. M però di base registro quello che accade. Ok? Quindi cosa devo registrare? Perché c'era la lista della SAM con una miria degli sospettati, decine e decine di persone messe lì per svariati motivi e non c'era il nome del nostro sospettato. Questa è una cosa che secondo me rientra nella Cioè non è possibile, cioè non è possibile, nel senso se hanno fatto bene quella lista è impossibile che non ci fosse quest'uomo. Ecco. Volevo dire, visto che in Italia è da una vita comunque che non si può produrre e realizzare materiale pornografico, questa persona era lui che li produceva o aveva chi glieli eh procurava? Lo sappiamo. Ma eh ma secondo me, cioè sicuramente tutte entrambe. Faceva entrambi. Sì, sì. Eh, quindi produceva e distribuiva. Sì, sì. Perché questo giro non era Cioè, allora formalmente Cioè, allora formalmente lui faceva un altro lavoro. Ma era un prof era un professionista? Ma è un riparatore di elettrodomestici, poi era un professionista, prima era un professionista, poi è diventato un lavoratore, un riparatore degli elettrodomestici, poi ha cercato ha trovato un'altra strada. Beh, quindi il contatto, diciamo, una cosa potrebbe essere collegata al fatto del famoso negoziante di Gavinana che procurava videoregistratori alla Cuscito se non era se non era addirittura lui. No, non era lui, però magari riparando gli elettrodomestici e il negozio era degli elettrodomestici, probabilmente lavorava per questa azi per questo negozio anche. Possibile. Questa è un'ottima intuizione, Daniel. E allora si potrebbe magari ecco, visto la che uscito, a quello che ho capito, non è che andava lei a comprarseli, magari chiamava il rivenditore, diceva "Guarda, portami questo oggetto" e magari la prima volta che sono incontrati è accaduto così. Cioè, non è andato il negoziante, ma è andato chi lavorava per il negoziante. Molto probabile. Molto probabile si andava, come dici te. M ma molto. Ecco, però mh cioè vedo che voi siete molto convinti di di questa pista, ma ci sarà qualcos'altro che vi convince così a parte vabbè c'era sesso, eh, il rapporto con l'auscito, eccetera, ma sicuramente c'è qualcos'altro, perché così gira e rigira m boh, dal mio punto di vista, E poi mi posso sbagliare, mi sembra un po' debole, ecco. Cioè, vabbè, questo produceva film porno, li vendeva lo cuuscito, si vedeva con lo cuuscito, gli ha dato un bacio un po', eh. Però c'è il dato criminologico, cioè ho capito, però viene riconos debole può essere debole, tant'è che nessuno ha mai l'ha mai l'ha mai indagato nessuno fino a oggi, quindi ci sta tutto. Però ti dico che la persona vengono fatti due kit per l'omicidio Cuscito. Ok. E lì ci si ci siamo. Ecco una cosa importante. No, no, è importante che ti spiego questo passaggio che è fondamentale. Ok. Il secondo, un identikit chiamiamolo Lotti. Ok. Ok. L'altro lo chiamiamo m Identikit numero due. L'identikit numero due viene fornito dal dipendente del negozio di bagni che è attaccato all'ingresso di casa di Cleria. Descrive questa persona, la descrive sia fisicamente, tanto che fa questo identikit, sia da un punto di vista comportamentale, cioè racconta che quest'uomo da un anno e mezzo, due, tre volte a settimana va da Clele e lui lo vede sempre vestito distinto, sempre molto elegante. Questa persona viene vista suonare il campanello di Clele alle 10 del giorno dell'omicidio dall'uomo dei bagni. Questo identikit viene riconosciuto dal fratello di Clelia come la persona che aveva grande confidenza con la sorella, vista in casa, non un cliente come gli altri. Mm. La prostituta Maria G ci fornisce nome, cognome, soprannome e rapporto che c'è tra Clelea e la persona che viene riconosciuta nell'identikit dal fratello. Non è debole perché l'identikit parla dell'ultima persona entrata a casa di Clele. Il fratello parla di una grande conoscenza, la prostituta parla di grande conoscenza e rapporto che va al di là, che sono le cassette pornografiche. Ok. La persona in questione sul sul punto è come se non avesse mai conosciuto Cleleia, cioè risponde che ha un rapporto professionale, aveva visto Clele tre-quattro volte in un anno. Ah. Risponde che la sua attività non è quella di fare film porno, cioè di di consegnare film materiale pornografico, film erotici, insomma. Quindi una minimizzazione che in quel a quel momento nessuno ha verificato, ma che si va a vedere oggi è un m un contesto che è estremamente contraddittorio. Poi noi abbiamo fatto tutta una serie di indagini che smentiscono categoricamente tutta una serie di circostanze, sia che lui non vedesse Clelea, sia soprattutto che non facesse eh che non producesse video. Ma il fatto che viene visto come ultima persona entrare nel palazzo di Cloia coincidente con l'ora dell'omicidio ed è un identikit che viene riconosciuto al fratello della vittima e che viene addirittura qualificato col nome dal fratello che è lo stesso nome che ci dà la la Maria G. Beh, insomma, il riscontro è alto, eh. Ecco, all'epoca questo qui non è, cioè, sto sentito, ma però, per dire, non gli hanno prelevato le impronte digitali. No, no, assolutamente. È stato sentito per quanto riguarda il materiale pornogrosso, porno e basta. Sì, cioè nonostante canto è stato indagato per questa cosa per per la per la detenzione di materiale pornografico. Eh beh, certo. Vabbè. Oddio, a parte E tra l'altro Nannucci stral nell'ambito dell'omicidio di Cuscito, manda al pretore di Firenze la sua posizione per la per i porno, per i video porno. Mh. Però ecco, ehm te hai detto, no, a livello eh come si può dire, ma lui ha avuto altre accuse, ha passato adeguato con la giustizia. Sì, lui arriva al giorno di Per questo ti parlo della SAM, perché è una persona che arriva già censurata al giorno dell'omicidio di Cler per reati analoghi. Ah, cioè sempre video porno, ma solo per quelli però. Ma solo per quelli però. Eh, qui, quindi eh c'aveva la detenzione e poi era comunque provato che li produceva o se li procurava semplicemente, perché procurarseli, voglio dire, eh bastava andare da da un grande all'epoca si usava così questi grandi negozi di fotografia. Per assurdo, appena qualche anno prima, appunto, le videocassette non c'erano, c'era addirittura le pellicole. Ecco, quelle erano in vendita. No, no, non li vendeva lui. Cioè, magari v aveva un doppio mercato. Sì, sì. Eh, un doppio mercato, cioè producendo conto, sì, ma la sua attività, cioè nel senso è proprio è relativa a un periodo in cui era vietato come il contrabbando di sigarette, c'è il contrabbando di FPN. Ah, beh, certo. Sì, se non c'aveva se non c'aveva il negozio, ovviamente non è che aveva IVA e e ti faceva lo scontrino sulla cassetta. Ecco. Esatto, esatto, esatto. Eh, quindi diciamo che l'attività e era borderline, ecco. Mh. Senti, ma riscontri dalla procura è arrivato qualcosa? C'è qualche movimento? Mh, ma io so che è stato assegnato un pubblico ministero, però non so che cosa, cioè, non ti so dire nessun altro dettagli. Ma sono le due donne che si occupano del caso del mostro attualmente son. No, una delle due. Una delle due ha preso in considerato. Cioè, ma a voi vi ha ascoltato o semplicemente avete consegnato fascicolo? No, no, no, no. Consegnato fascicolo non a me non m'ha chiamato nessuno. E basta. Ecco, quindi. Te lo dico. M No, perché sarebbe interessante, perché se c'è movimento vuol dire che c'è interesse. Magari sentire di persona chi ha fatto la ricerca potrebbe essere uno spunto in più per andare avanti, ma eh questo, sai tutto è scritto, quindi sai le parole sono cioè è è molto colposa la relazione. Certo. Quindi c'è, diciamo, un po' tutto. Quindi laddove laddove dovrebbe essere sufficiente, ecco, secondo me. Eh. Mh senti eh sul fatto che è stato respinto la richiesta di riaprire il processo a Vanni, che ne pensi? Basta, sai? Eh, che ti devo dire? La verità è questa che mh lì contestano e qui siamo anche un po' in punta di diritto laddove non m qui contestano la l'aspetto di come è stato reso di come è stato effettuato questo esame mh sull'orario delle larve. Per io tra l'altro quella è stata una una vicenda che ha avuto per quella lazzo di tempo anche un discreto una discreta ribalta, se non sbaglio, anche Quarto Grado mi sembra trattò proprio con un servizio sulle larve e sull'orario della morte, però francamente non ma insomma, c'era da aspettarcelo che finiva così, eh. Sì, cioè francamente non mi sembra niente di di di particolare, cioè non cosa te ti aspettavi qualcosa da questa richiesta di revisione? Eh, francamente no, per no per un semplice motivo, perché eh sarebbe stato un pestarsi i piedi da soli, no? Ecco, ecco. No, ma infatti poi sappiamo bene che qui, insomma, voglio dire la magistratura fiorentina sulla vicenda del mostro meno meno vuole lavorare, meglio è. Ma al di là di questo, ehm mh francamente, seppur sicuramente saranno sarà stata basata su ovviamente su dei riscontri, la trovavo un po' l'esperimento un po' m empirico, ecco, non non mi pareva l'esperimento che è stato fatto sulle larve. Poi non l'ho approfondito a tal punto da dirti, però ecco, mi è sembrata una cosa fatta un po' eh in un tentativo così estremo, ma con la consapevolezza che non si andasse da nessuna parte. Qui il concetto è molto semplice, Daniele. Se non se non Aspetta che io attacco un attimo il caricabatterie. Se mi dai 20 secondi attacco il caricabatterie al al telefono e torno subito. Eh, me dai 30 secondi. 30 secondi proprio. Arrivo subito. Eh, appunto, comunque, come dicevo, ho sempre pensato anch'io che eh da quando c'è la revisione dei processi, mai un processo è stato eh preso in revisione e è anche abbastanza, diciamo, logico perché, appunto, cioè se fai la revisione di un processo dai torto è il lavoro che è stato fatto precedentemente da pubblici ministeri, per investigatori eccetera. E in Italia eh la vedo un po' difficile come operazione, ma comunque va bene, funziona così. Eh, ahimè. Allora no, allora io ti dico ti dico se posso. Certo. Io nella mia nella mia attività, insomma, il mio lavoro mi è capitato di occuparmi di un processo eh di una storia tragica, però di cui mi vanto insieme a un un giovane investigatore privato di Firenze, eh, di aver io contribuito a portare alla luce lui a fare le indagini. Devo dire, lui è Giacomo Morandi, eh, un bravissimo investigatore privato e questa è la vicenda dei mostri di Ponticelli, ovvero Ah ah sì, me ne ricordo. Abbiamo fatto anche diverse trasmissioni qui parlandone. Sì. Allora, io abbiamo fatto anche diverse trasmissioni qui parlandone. Sì. Allora, io mi sono occupato di questa vicenda alle Iene, eh, e ti dico che questi tre ragazzi, cioè ragazzi e questi tre signori, perché ora c'hanno più di 60 anni, eh, ehm Luigi e gli altri, ecco, loro sono liberi per tutta Italia, fondamentalmente sono persone innocenti, però la revisione del processo gli hanno dispinta volte, appunto. E torniamo, capito? Cioè, per esatto, cioè, torniamo sempre lì, capito? Sulle revisioni. Guarda, io sempre per con la trasmissione che da quella a cui lavoravo alle Iene, mi sono occupato di molti casi di questi. Io non ho lavorato direttamente, però insomma lo vivevo in casa i servizi quando c'è stata la revisione, la richiesta di revisione per erba. Ah, sì. Per la strage di Erba. Mh mh. Allora, io, guarda, te lo dico professionalmente, secondo me loro sono, cioè, te lo dico proprio, loro sono innocenti, non c'è una prova contro di loro, veramente incredibile. Ma al di là di questo non c'è nemmeno per la legge italiana, non c'è nemmeno uno strumento oggi per dimostrare che può essere fatta la revisione, quindi per portare un qualcosa che non è ancora entrato nel processo. Mh. Quindi, secondo me, per tornare al che non si vogliono pestarsi tra di loro, il problema principale è questa. È la dovrebbe essere la riforma della. Ah, scusa Matteo un attimo. Sì, c'è un qualcuno che evidentemente arriva con ritardo che ci chiede se la persona che viene sospettata di essere il mostro è viva. L'abbiamo già detto circa un'ora e passa fa. Sì. Allora, ora è viva. Diciamo che i miei colleghi giornalisti sono straordinari perché figuriamoci se si attacca la la casta giornalistica, ma insomma dire che è il mostro è un po' azzardato. Diciamo che ci sono tra il sospettato l'omicidio di Clele e le vicende del mostro di Firenze delle coincidenze casuali o non che potrebbero potrebbe valere la pena verificarle. Questo sì, perché partiamo da un profilo che è assolutamente, questo io continuo a ribadirlo, è assolutamente eh coincidente con quello con quello del mostro, col profilo del mostro di Firenze, di quello che può essere l'ipotetico mostro di Firenze. Questo in assoluto per motivi anagrafici, per motivi fisici, per motivi soprattutto di di profilo criminologico. E poi ci sono appunto queste coincidenze casuali che non possiamo non rimarcare che sono la macchina che in suo possesso che è la stessa macchina che viene cercata per l'omicidio dell'82, la sua macchina nell'83 è la stessa macchina che viene cercata per l'omicidio a tappeto. Eh, perché io poi prima non abbiamo parlato troppo, ma vengono tirate giù circa 150 macchine e si cercano i proprietari e i precedenti proprietari. Poi di queste 150 macchine, probabilmente loro non riescono, le trascrivono tutte a mano. Mh. Eh, e però la ricerca viene fatta su Firenze, cioè sulla targa Firenze dei 3 anni precedenti. Noi non sappiamo se questa ricerca è stata fatta nell'85 e riguarda le macchine a fino all'82, però con targa Firenze questo è un po', diciamo, m limitativo, ecco. Sì, anche perché eh fino a non mi ricordo quanti anni fa e c'era l'abitudine di comprare marcate eh di comprare auto targate al Sud. Perché laggiù c'era una minor denuncia degli incidenti e quindi l'assicurazione costava molto meno se la macchina era targata per farti esempio Napoli, Taranto, Caserta. Certo, come ora a Napoli fanno con le targhe polacche. Esatto. Il sistema era quello. Per pagare meno d'assicurazione, te compravi un'auto targata Caserta, Taranto, Palermo, quello che volevi te, pagavi la metà praticamente d'assicurazione. Infatti poi dopo hanno vietato questo giochetto qua. Cioè, se te circoli, per dire e per se c'hai un limite massimo di viaggiare con la targa di un'altra città e se sei residente a Firenze, ma c'hai. Ecco, vedi, io non lo sapevo questo. Eh. Ora c'è praticamente perché questo giochino veniva usato. Eh eh certo. Cosa hanno fatto? Te puoi anche comprare la macchina targata Palermo, Napoli, Roma, quello che vuoi, ma puoi tenerla targata con quella targa lì al massimo per 6 mesi. Se ti beccano una, due, tre volte dopo i 6 mesi sempre una vecchia targa, c'è se pesco della vettura. Pensa te. Io sono stato un anno a Roma non residente con la targa Finanza. Eh, non t'hanno mai beccato. [risate] Non t'hanno mai beccato. No, eh. Oddio, guarda, qui fanno controlli, eh, a differenza controlli su controlli, guarda, Roma sembra, ma c'è un posto di blocco ogni 100 metri. Eh, sì, ma sai, se non c'hanno i la famosa telecamerina sopra che anche mentre viaggi ti beccano, se se non incrociano i dati, ma te, cioè, sei residente a Roma ormai. Sì, ora sì, sì, ormai sì. Ah, ecco perché se comunque eri con la macchina targata F a Roma non non c'era problemi se eri residente a Firenze. La targa corrispondeva, ecco, purtroppo lasciò Firenze, però insomma sta bene in Roma, eh, però eh un'altra cosa. E vabbè. Eh, ci sono altri mostri qua. Sì. Eh, e insomma non c'è male. E la città è grande. Eh, non c'è male, non c'è male, non c'è male. No, no, quello non c'è male. No, infatti. Ehm, ecco, scusami Daniele, ti volevo cogliere l'occasione, volevo dire un'altra cosa che forse non abbiamo dai raccontato prima, ma eh per quanto riguardava i clienti strani delle prostitute ce n'era uno molto ricorrente ed era cioè che andava, ecco perché c'era da dire una cosa importante. Vengono sentite varie prostitute che raccontano di avere molti clienti in comune con Clele, addirittura una racconta di avere il 90% dei clienti in comune con Clele e in quello del della prostituzione era comunque un giro eh che o interrogano solo persone di una determinata area e quindi prostitute di un determinato quartiere, faccio per dire, ma non è questo il caso perché era più o meno di tutta la città. Ma ecco ci sono dei personaggi ricorrenti che in queste testimonianze ricorrono. In particolare c'è un uomo sui 30 anni che adorava farsi fare le punture e di cui parlano altre due prostitute. Ecco, no, ci sono anche delle curiosità da dire. Probabilmente è la stessa persona. Ehm, sicuramente io credo che nell'ambiente delle prostitute si sia indagato poco per cercare il mostro di fine. Ma quella è una classica, scusa, ero andata a bere perché mi ha preso un po' di tosse. Ecco, è sparito. Matteo, vediamo se lo riagganciamo. Matteo, sei sparito. Oh, vediamo. Ioi, proviamo a aggiornare il collegamento che non so se son cascato io o è cascato lui. Si fa un po' per uno, perciò basta aspettare qualche secondino. Matteo, ci sei? Matteo? Matteo, ci sei? Matteo? Eh, mi appare in collegamento. Boh, no, niente, mi è caduto. Vediamo se si ricollega, eh, che oggi tecnicamente è il giorno taccia. Vediamo se torna, senò, insomma, se già parlavo. Vediamo un po'. Non è collegato nemmen su WhatsApp, perciò Matteo, eccoci. Non ti sento più. Matteo, controlla il mic se l'hai disattivato. [risate] È sparito. Oddio, mi sa che ha qualche problema, eh. Abbiate pazienza. Cerchiamo di tornare subito in collegamento. Per il momento non lo vedo riapparire. Vediamo se ce la facciamo. Ora ci siamo, Daniele. Oh, ok, ora sì, perfetto. Son queste maledette cuffiette, eh. Sai, [risate] è bella la tecnologia, peccato c'abbia tutti sti problemi. Sì. No, guarda una cosa. Eccoci qua che non aveva attaccato bene la spina. Ah, ecco. E quindi ero scarico. E quindi stavamo dicendo di queste prostitute, se non sbaglio, sì. Del fatto che appunto c'erano altri clienti che avevano questi clienti comuni, in particolare questo trentenne che si faceva fare le punture. Le punture, sì, le punture. C'è da questo trentenne che ricorre in un paio di testimonianze di prostitute perché ti dicevo a queste donne che interrogano all'inizio chiedono eh appunto quali erano i clienti più particolari e tra questi clienti particolari c'è appunto questo trentenne che si faceva fare le punture e si vestiva da donna. Ah, e chiaramente.

non verrà mai attenzionato, però era una delle particolarità che emergono dal fascicolo di dell'omicidio di Clelea, così come quando interrogano Lotti. Eh, questa cosa è andrebbe fatta una puntata a parte, io ti do l'interrogatorio, lo mandi per un'ora.

>> Ma volentieri.

>> Sì. e si fa un'analisi parola per parola, di come veramente ehm bah, cioè te considera che Lotti è indagato e il pubblico ministero gli ha chiamato l'avvocato. Cioè si comincia l'interrogatorio con Canessa che gli dice "Senta Lotti, siccome l'ha sempre difesa Bertini, io l'ho già fatto venire qui, così almeno ce l'ha già l'avvocato." Non lo so, ditemeli. Ilocchi non sapeva nemmeno che doveva nominarlo lui un avvocato.

>> No, eh, certo. Ma questo ma per fa No, ma guarda, ma veramente emerge come veramente m una circonvenzione incapace.

>> Ma ricordiamoci che eh non mi ricordo se due o tre avvocati hanno poi lasciato l'incarico perché eh eh in pratica il Lotti parlava di più co poliziotti, quelli che lo sorvegliavano, che con l'avvocato e e quindi Quindi l'avvocato diceva "Ma che ci sta a fa' qua?" E e non mi ricordo se due o tre hanno dato le dimissioni.

>> Senti, l'avvo difendeva per ultimo che l'ha difeso. Io purtroppo c'ho avuto sempre per lavoro delle vicissitudini e credo che ora non faccio più l'avvocato perché eh il vato Bertini eh insomma ci furono dei problemi eh riguardo a un suo cliente, si si fece un servizio all'epoca, quindi non ho nemmeno avuto modo di contattarlo perché non ho proprio rapporti, ma ehm ecco quell'interrogatorio Cioè, fa capire tante cose, fa capire che in quel momento a canesta dell'omicidio di Clelia non gliene frega assolutamente nulla. Tant'è che viene fuori il nome di un'altra persona che andava a prostitute con il Lotti durante l'interrogatorio e Canesta salta sulla sedia perché non l'ha mai sentito. Ah. E quindi dice a quelle della giudiziaria, dice "Ma scusate, controllate immediatamente chi è quest'uomo subito? Com'è possibile che non ce l'abbiamo?" Cché vanno a controllare immediatamente chi è questo disgraziato. In effetti era un uomo che, se non sbaglio, abitava nella zona di Santo Spirito e che un paio di volte era andato prostituto Nillotti. E Canessa però in quell'occasione, appunto, è preso da quest'uomo che non era stato schedato, che andava a prostitute con Ivan e con Lotti, capito?

>> Mh.

>> E cioè giusto per renderti sempre sul sempre per tornare al punto che l'omicidio di Clelia è stato trattato un omicidio di Serie B che non gli è fregato nulla.

>> Eh.

>> Come spesso succede con le prostitute.

>> Non gliene Esatto.

>> Cioè, noi pensiamo qualche anno fa abbiamo avuto a Firenze una specie di mostre Firenze, l'idraulico che stava, se non mi sbaglio, rifredi.

>> Sì, vi sì, io c'ho parlato con lui. Io lui c'ho una lettera sua.

>> Cioè, lui è stato beccato perché quella ragazza è morta, ma quel lavoro lì l'aveva già fatto. Assolutamente aveva già fatto killer, il mostro di Ugnano, i viti. Ehm, ho avuto la possibilità di eh intervistarlo in carcere sotto forma di lettera perché le riprese non ci sono state non ci furono consentite. Lui mi scrisse una lunga lettera di pentimento. Ce l'ho ancora, ce l'ho a Firenze, per l'appunto, non ce l'ho più con me, lo faccio vedere. Eh,

>> E mi scrisse una lunga lettera di pentimento e ehm No, ma un'altra puntata, scusa Daniele, mi è venuto in mente una un flash.

>> Vai,

>> Quello ce l'ho invece e te lo posso dare e te lo posso molto volentieri far vedere. Ehm, è sul l'attentato a Betori.

>> Sì,

>> Non so se ti ricordi. Ecco, io per anni, cioè per anni, per molto tempo, sono stato con Elso Baschini, che è il suo sparatore che si è fatto 14 anni, 12 anni per tentare omicidio di Betori. E ehm ecco, anche quello è un personaggio veramente assurdo e e che racconta degli aneddoti pazzeschi della vita criminale fiorentina perché si è fatto 54 anni di detenzione.

>> Urca.

>> Sì, perché lui è stato un grande ladro, un grande rapinatore, eh, addirittura fece una rapina a Campo di Marte, una bomba a mano, eh, e addirittura prese in ostaggio il direttore del calcio delle Murate per tre giorni statta in cima alle Murate per una protesta detenuti, no? Volendo su Firenze ci sono oltre il mostro anche altre storie.

>> Sì, sì, sì,

>> Ma il Viti io andai il Viti uccise la provera Cristina Zanfir che anche lì una storiaccia incredibile perché la Cristina Zanfil non si sapeva che si prostituiva, non lo sapevano in Romania

>> Che lei qui.

>> Il problema è che il suo marito si prostituiva anche lui.

>> Ah.

>> E c'era una, cioè quella è veramente, la difficoltà fu far ritornare la salma in Romania, ma il Viti colpiva a casaccio. Lui era affetto, se non sbaglio, da eh una forma di micropenismo.

>> Ah!

>> Di micropallismo.

>> Sì.

>> Lui aveva questo, infatti compensava con il traliccio di legno.

>> Oh mamma mia!

>> E infatti la Cristina Zanfir muore così.

>> E infatti me lo ricordo bene.

>> Eh

>> Ehm assolutamente sì. Il mostro di Ognano. Tra l'altro credo sia per scontare sia già sia o fuori o quasi. Eh, però sul diritto delle prostitute a Firenze ci fu anche un altro delitto pazzesco, eh, io c'ho anche lì, l'ho seguito, eh, che fu il delitto di via Fiume.

>> Ah, sì.

>> Che Alessi che uccise era convinto di aver ammazzato tre prostitute >> e invece l'ultima si salvò lanciandosi dal palazzo, non so se viate >> eh metà 2000 intorno al 2016-217 questo omicidio >> e uccise due prostitute con 97 coltellate se non erro una delle due con 97 coltellate l'altra venne scannata nell'uscita, una terza che lui era convinto di aver ucciso, ma aveva solo ferito, si salvò lanciandosi dalla finestra e lui da via Fiume fece tipo m Santa Maria Novella e la stafazione tutto insanguinato e da lì partì e per un giorno e mezzo fece una fuga per tutta la Toscana e venne arrestato vicino a Siena. Alessi venne condannato a, se non sbaglio, 25 anni, eh, perché non gli riconobbero l'aggravante della crudeltà e quello fu un omicidio efferatissimo perché 97 coltellate, insomma,

>> Eh cioè [risate] e non gli hanno dato la crudeltà. Vabbè, bene.

>> Eh, però sì, anche quello è nell'ambito del delle un lì una prostituta, anche due prostitute uccise, se non sbaglio, di Santo Domingo. Mentre sempre per ora non so perché si aperto il filone della cronaca nera, c'è invece al contrario due prostituzioni al maschile. Tra l'altro un sono due col uno col case, l'altro non vorrei sbagliarmi e dirti di no, è stato risolto

>> Sempre a Firenze.

>> Sempre a Firenze. Uno uno è l'omicidio dei poponer alle cascine, un uomo di Siena, se non sbaglio, di Colle Valalezza o di Poggibonsi, un signore, si veniva da uomini, si, cioè lui andava con uomini

>> Mh

>> E ragazzini, i cosiddetti poponer, cioè ragazzini, ragazzi adolescenti rumeni omosessuali che si prostituivano alle cascine. venivano chiamati Poponer, che è il nome con cui vengono chiamati Romania. Eh,

>> E quest'uomo venne ucciso tremendamente alle cascine. Ehm e fu un omicidio che quando viene quando venne, diciamo così, si indagò il PM era Focardi, si cercò il DNA di queste si cercò tra questi prostituti uomini delle cascine rumeni si cercò il DNA per cercare di risalire all'assassino di Giannicoli, parrucchiere ucciso in viaccio a Montelufo, insieme alla madre

>> A 100 m da qua,

>> Ecco

>> Dalla mia sede.

>> Ecco, scannato con la madre alle 10 di sera dopo una cena probabilmente con un con un Dovresti aprire, Daniele, un filone su questi omicisti?

>> Abbiamo trattato già anche questo, eh?

>> Ecco.

>> No, lo so. [risate] Ha trattato tutto, però dico sono veramente affascinanti e per certi aspetti perché ci sono comunque anche in questo l'omicidio di Gianicoli venne collegato all'omicidio appunto del poponer delle cascine, giusto per dirti che Firenze comunque come ogni città chiaramente e però Firenze è una città piccola, cioè una città veramente piccola

>> E siamo 400.000 Eh, ma nemmeno ci si arriva probabilmente.

>> Ma allora l'avevamo superati, ma ora c'è tanti residenti sono andati via per gli affitti e sta roba qua, insomma. Quindi per dire, cioè essendo una città piccola, comunque mh ha il suo ha un bel bacino d'utenza di criminalità che ora è molto micro, ma che negli anni ha lasciato, insomma, dei segni abbastanza, insomma, importanti. L'ultimo omicidio, quello che c'è stato Sangodenso della donna uccisa dal compagno e dall'amante amica.

>> Ah, sì.

>> Eh, questo è un caso interessante, così come è stato interessante, tra virgolette, eh, m quello del delle dei coniugi tagliati e messi nelle valigie.

>> Ah, sì.

>> I pascio.

>> Gli albanesi.

>> Sì. Io lì, ma te lo te lo dire a te, tanto è giusto per parlare. Io sono abbastanza, ho subito molto quel processo ai tempi che ero a Firenze e ti posso garantire che c'è sicuramente ancora una persona, cioè hanno condannato una donna alta 1,50 di 48 kg per il duplice omicidio di due persone che dopo essere state ammazzate sono anche state tagliate, messe in due valigie e portate via e buttate in un campo dalla FIP lì. Esatto.

>> Tutto questo l'avrebbe fatto Ilona. Elona la la Elona Calescia, la la l'assassina condannata a 30 anni. No, l'ergassolo ha 30 anni, forse l'Eergasso l'ha preso lona e ehm e che però ti posso garantire, Daniele, ma non perché ma che da un punto di vista probatorio quando si dice la prova si forma in aula, spesso si sentono gli avvocati, giudici dire "La prova si forma in aula durante il processo." Io il processo l'ho seguito e insomma che una donna di 40 anni con i vicini di casa non hanno sentito niente niente abbia ammazzato due persone e le abbia tagliate e trasportate fuori e buttate in volo da un cavalcavia da sola. È una cosa che c'è sicuramente un assassino a giro. Forse in Albania, forse no, ma sicuramente c'è un assassino a giro.

>> Qualcuno a giro c'è. Certo. Vabbè,

>> Giusto per dirti, insomma, che la cronaca lascia Matteo, abbiam fatto oltre 2 ore. Io mi sono divertito un monto.

>> Anch'io. [risate] Poi dopo, anzi domattina perché son bell cotto e scaccotto perché c'ho una certa c'ho mi sono beccato anche la bronchite perché qui in sede c'è un umido, ci mancano solamente i ranocchi, poi s a posto.

>> Ecco.

>> Eh, e perciò mi son beccato anche la bronchitina. Eh nulla, domattina ti scrivo perché mi hai fatto vedere venire una mezza idea, se poi ti interessa e la si porta avanti.

>> Io son qui. Io son qui.

>> Grazie Matteo.

>> A te Daniele, buona serata. Grazie a tutti. Eh,

>> Grazie. Buonanotte. Buonanotte a chi ci ha visto su YouTube e buonanotte a chi ci ha ascoltato in radio che sono sempre tantissimi e da

>> Ciao, buonanotte.

>> E non so come fanno dalla Cina e dalla Russia, ma lo fanno anche da lì. Comunque va bene. Perciò ragazzi, buonanotte a tutti e grazie mille per l'ascolto e ci vediamo anche domani sera alle 9:30, d'accordo? Mi raccomando, a domani alle 9:30 su Florence International Radio, il canale YouTube La notte del Mistero. Ciao a tutti, grazie mille. Io non so perché, ma ho la sensazione [musica] che tu mi stia guardando. E allora ascolta, la gente [musica] qui ti chiama mostro maniaco belva. [musica] Ma in questi anni credo di aver imparato [musica] a conoscerti, forse anche a capirti. E [musica] so che tu sei soltanto il povero schiavo di un incubo di tanti anni fa che ti domina. [musica] Lo so che è passato, che hai insegnato il sospetto, la diffidenza, ma in questo momento non ti sto mentendo [musica] e non ti mentirò. E anche dopo se quando deciderai di liberarti di questo mostro [musica] che ti danneggia, tu sai dove, quando e dove trovarmi. [musica] Io ti aspetterò.

>> [musica]

>> Ma in questi anni credo [musica] di aver imparato a conoscerti, forse anche a capirti. [musica] E so che tu sei soltanto il povero schiavo di un incubo di tanti anni fa che ti [musica] domina. Lo so che è passato, ti ha insegnato il sospetto, la diffidenza, ma in questo momento [musica] non ti sto mentendo e non ti mentirò neanche dopo. Se quando [musica] deciderai di liberarti di questo mostro che ti finalezza. Tu sai [musica] come, quando e dove trovarmi. Io ti aspetterò. Tu sai [musica] come, quando e come travarmi. Io ti aspetterò.

>> [musica]