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La videocassetta del Mostro di Firenze inviata alla Procura - VALERIA VECCHIONE - Ricercatrice

MEGLIO DI IERI22:05

Transcription

Buon pomeriggio, ben trovati. Siamo in diretta con Valerio Vecchione, ricercatrice giudiziaria. Ciao Valeria, grazie per essere nuovamente con noi.

Grazie a voi. Grazie a te. Ciao a tutti.

Allora Valeria, nell'aprile del 1987, dopo un anno e mezzo dal delitto degli Scopeti, nel settembre del 1985, alla Procura di Firenze arriva una busta indirizzata al magistrato Silvio della Monica, contenente una videocassetta con servizi TV sul Mostro e una lettera scritta macchina di 30 righe, in cui vengono specificati gli errori contenuti in servizi. Come già successo nella busta dell'85, anche in questo caso vi è un errore nella scrittura dell'indirizzo. La destinataria è nuovamente il magistrato Silvio della Monica. Inoltre, l'autore della lettera si mostra a conoscenza di precisi riferimenti dell'ultimo duplice omicidio, di particolari che solo l'autore del delitto può conoscere, oltre a pochi fidati investigatori del procuratore. Però, questa lettera non è mai stata divulgata, e tanto meno il contenuto.

No, no, esattamente. Allora, l'introduzione che hai fatto è corretta. Va specificato questo, però, che ci sono dei dati certi e invece, diciamo, delle indiscrezioni. I dati certi sono appunto quelli che hai citato, sia che nell'aprile, nei primi giorni di aprile 1987, la della Monica ricevette una busta contenente, appunto, una videocassetta e una lettera dattiloscritta di 30 righe, e questo è un dato certo. L'indiscrezione, invece, è che, appunto, il contenuto potesse citare, diciamo, particolari che soltanto il Mostro di Firenze poteva poteva sapere. Quindi, delle correzioni rispetto alle trasmissioni registrate in questa videocassetta e rispetto anche, probabilmente, alle indagini. Quindi, queste furono indiscrezioni trapelate attraverso gli uffici del tribunale dell'epoca e poi prontamente riportate dai giornalisti dell'epoca, quindi Mario Spezi, Paolo Vagheggi, Del Gamba. Furono loro a riportare queste indiscrezioni, indiscrezioni che io reputo veritiere, nel senso che abbiamo già assistito a questo particolare, ossia che i giornalisti avessero all'epoca dei contatti, no, degli agganci con, non dico con gli inquirenti stessi, ma con qualcuno che collaborava con essi, quindi con qualcuno che lavorava in Procura. Tant'è che, appunto, in riferimento alla lettera inviata alla della Monica dell'85, contenente quell'embo di seno, fu proprio un giornalista a rendere pubblica questa notizia, perché la Procura l'aveva mantenuta in tal senso, fino a quando, appunto, un giornalista ebbe questa soffiata, diciamo, questa notizia che pubblicò attraverso l'ANSA. Quindi, lo scenario che il giornalista possa avere delle notizie anche riservate esiste, è vero.

Ok, quindi in questo caso, invece, dell'87, quando sulla stampa leggiamo determinati indiscrezioni, potevano essere, sì, effettivamente veritiere. Parallelamente, oltre a queste indiscrezioni, va detto che la Procura attuò, diciamo, delle misure di sicurezza, e anche questo è un dato di fatto. Queste non sono indiscrezioni, questi sono proprio fatti. Nel senso che, intanto, venne riattivata la SAM, la Squadra Antimostro. Poi ci fu un vertice tra tutti i sindaci delle delle Province, un vertice, peraltro, anche te lo riporto dalla stampa dell'epoca. Aspetta che lo vado a prendere. Vertice a cui parteciparono diversi personaggi. E quindi, proprio quando arrivò questa lettera, scattò, cito testuale da un articolo del 22 aprile '87 di Paolo Vagheggi: "Scattato l'allarme rosso". Mentre ieri si è riunito il comitato, intorno a un tavolo, vale, in una sala di Palazzo Medici Riccardi, oltre al prefetto, si sono ritrovati il questore, il comandante del gruppo Carabinieri, il comandante del nucleo di Polizia Tributaria del gruppo della Guardia di Finanza, il procuratore della Repubblica Raffaello Cantagalli, il procuratore aggiunto Pierluigi Vigna e il sostituto procuratore Paolo Canessa. Peraltro, quest'ultimo mandò prontamente la Scientifica di Roma questa videocassetta per eventualmente rintracciare o, diciamo, assumere tracce biologiche o quant'altro. Quindi, questi sono dati. Quindi, benché la Procura, in una conferenza stampa, smentisse la veridicità, quindi l'autenticità di questa lettera, parallelamente, dall'altra parte, attuò una serie di misure, tra cui anche il ritorno della campagna antimostro di prevenzione, quindi la cosiddetta "Occhio ragazzi". Quindi, ci sta, a parer mio, che da un lato, a livello investigativo, gli inquirenti si abbiano dovuto necessariamente non far trapelare il loro effettivo pensiero. Io personalmente penso anche a una strategia investigativa, come a dire: "Tu, Mostro, ci lanci questo guanto di sfida ennesimo, e noi facciamo altrettanto e comunichiamo attraverso una conferenza stampa che questa è la lettera di un millantatore, magari per vedere se avesse fatto un successivo passo". Ok? Quindi, io personalmente ritengo che questa, questa lettera ebbe sì un forte peso, viste appunto tutte le misure di sicurezza e l'allarme che scattò proprio in contemporanea.

Allora, nel giro di due giorni, come detto te, viene riattivata la SAM, la videocassetta viene spedita alla Scientifica di Roma, vengono chiamati, raccolti tutti i sindaci della provincia per affrontare la nuova emergenza, viene riattivata la campagna "Occhio ragazzi" sul territorio, viene prodotto uno spot televisivo da mandare sui canali pubblici locali. Abbiamo lo spot, lo guardiamo e poi lo commentiamo.

[Spot televisivo]

Occhio ragazzi, pericolo di aggressione. [Musica] Ballare di notte. Occhio ai posti isolati. Tra pochi giorni questo singolare spot pubblicitario verrà trasmesso sulle reti televisive nazionali. Un altro analogo, ma con un battito cardiaco come colonna sonora, sarà proiettato nelle discoteche e in altri punti di aggregazione giovanile. È un'iniziativa del Comune di Firenze, che ha individuato nella soluzione pubblicitaria e nel richiamo di una canzone famosa il punto di forza della campagna di sensibilizzazione contro il Mostro, l'inafferrabile assassino che in 19 anni ha ucciso otto giovani coppie. A ravvivare la tensione in questa città, ormai presa d'assalto da migliaia e migliaia di turisti, è stata una nuova mossa attribuita al Mostro: una lettera inviata a poche settimane fa al magistrato Silvia della Monica, che si occupa delle indagini, accompagnata da un nastro videoregistrato con gli spezzoni di trasmissione televisive dedicate all'ultimo omicidio, quello di San Casciano, dove furono uccisi due giovani turisti francesi. Sull'episodio, i magistrati fiorentini manifestano seri dubbi e avanzano smentite, ma intanto il prefetto ha invitato ad intensificare le misure di vigilanza nei comuni intorno a Firenze. Palazzo Vecchio, dal canto suo, ha subito risposto all'appello con il videoclip pubblicitario "Occhio ragazzi, pericolo d'aggressione". Ma qualcuno, ricordando il plico misterioso arrivato al magistrato, ha subito commentato con amara ironia: "Che lo spot vero è quello del maniaco".

Allora, questa era lo spot con cui viene riattivata la campagna "Occhio ai ragazzi". Sì, e come vedi, delle misure vennero attuate. Quindi, perché ancora oggi, diciamo, si dà importanza a questa, questa lettera? Perché molto probabilmente era del Mostro. Tieni presente che siamo nell'aprile dell'87. Il Mostro, nella sua scia omicidaria, omicidaria, colpiva con una cadenza annuale, no? Quindi, dal '74, poi '81, '82, '83, '84, '85. Nell'86 non accade nulla, tanto che, diciamo, la voce popolare era tentata di ipotizzare che fosse morto o arrestato, e quindi che fosse sparito dalla circolazione. E invece, nell'87, lui, come dire, "mi faccio vivo io, non sono morto". Oltretutto, sempre la stampa dell'epoca, e sempre le indiscrezioni trapelate, dicono che lui su questa lettera scrisse: "Io colpirò ancora". Questo anche mi fa pensare alle misure attuate da dalla Procura, dai Prefetti, dai Comuni. Un'azione del 1987. Infatti, un ospite del Mostro: "Sono vivo, o colpirò". Esattamente.

Esattamente. E teniamo presente anche un altro particolare che viene poco citato. La stampa dell'epoca, i maggiori giornalisti che avevano, appunto, contatti, no, con con la Procura, dicono fino anche che lui la firmò questa lettera. Come dire: "Sono, sono ancora qui, sono io". Firmò come "Mostro di Firenze". La firmò, ovviamente, con metodo della macchina da scrivere. Però credo che il messaggio fosse proprio questo: "Io non sono affatto sparito". Perché la stampa ipotizzava anche questa cosa, no? Nell'86, appunto, non essendoci stati omicidi, si ipotizzò che lui potesse essere morto, sparito. E siccome lui non è lettore della stampa, soprattutto di ciò che trattava il suo caso, io credo che quella lettera fosse proprio sua e mi volesse dire: "Ma io, ragazzi, colpirò ancora. Non qui, ma colpirò ancora. Non sono affatto sparito, né morto". Anche perché, lui ha colpito dall'81 all'85, praticamente tutti gli anni, tranne l'86, e poi si rifarebbe vivo con queste lettere nell'87, perché poi c'è un anno e mezzo in cui, da Scopeti alla prima lettera dell'87, dove non si sa niente.

Esattamente, esattamente. Quindi, a livello logico, ci sta che lui si fosse fatto vivo in questo modo, proprio perché lui era un temerario, era un soggetto che voleva sfidare la giustizia e gli inquirenti che gli davano la caccia. E quindi, nel momento in cui ha visto una sorta di tranquillità generale, ha voluto dire: "State poco tranquilli, perché io sono ancora qua e colpirò". Questa è la sfida, no, che ancora una volta, sempre a mio parere, vuole lanciare. E ripeto, le misure di sicurezza vennero attuate, quindi questo mi fa pensare che quella busta, quel contenuto, qualcosa di interessante, di importante potesse potesse avere. Non vedo altra ragione. Altrimenti, anche perché, tieni presente che arrivavano tante lettere e in concomitanza di questa, appunto, vennero attuati diversi, diverse situazioni di sicurezza. Quindi, tutto porta a pensare che fosse proprio del Mostro. E ancora una volta, la destinataria è il magistrato Silvio della Monica, che ormai non si occupava più del caso da da qualche anno.

Certo, ancora una volta. E lei, come nell'85, io ho sempre pensato che non fosse un atto intimidatorio verso della Monica, ma una, una sfida verso chi era stato più bravo. Lui si considerava molto bravo, in realtà aveva anche ragione, nel senso che non solo non fu individuato, a mio avviso, sebbene le sentenze vadano rispettate, ma non fu fermato. '81, '81, ancora '82, '83, '84, '85, non fu mai fermato. E si fermò lui, e ce lo dice, ce lo fa capire con quella busta che non aveva mai inviato, con quel contenuto che non aveva mai inviato. Quindi, lui ha fatto tutto il suo percorso, diciamo, non dico indisturbato, ma mai fermato. E quindi è alla della Monica che lui vuole giocare questa partita a scacchi, perché secondo me, nel suo immaginario, lei era molto brava e probabilmente quella che era arrivata molto vicino a capirci qualcosa. Ricordiamoci sempre che siamo nell'87, e non è come adesso che ora siamo nell'era tecnologica. In quegli anni lì, c'erano assi, videoregistratori, però fare quel collage lì con la musica in sottofondo non era poi così molto tanto semplice come adesso, no?

Allora, in quegli anni, tantissimi italiani avevano un videoregistratore in casa, io per prima. Però, per fare un collage, ce ne volevano due, o comunque una strumentazione tale da poter fare un lavoretto che all'epoca non era da tutti, per la spesa economica, ma anche per una certa, diciamo, consapevolezza tecnologica dell'epoca. Oltre al fatto che non mi risulta che durante le perquisizioni ai danni degli imputati e dei condannati furono mai trovati, appunto, strumentazioni di questo tipo.

Il 6 ottobre 1987, su Rai 3, durante la puntata di "Telefono Giallo" dedicata al Mostro di Firenze, in studio erano presenti, tra gli altri, anche il dottor Sandro Federico, capo della Squadra Mobile di Firenze, della SAM, Squadra Antimostro, e il dottor Pierluigi Vigna. Noi abbiamo un breve estratto dove si parla proprio di questa videocassetta. Lo trasmettiamo e poi commentiamo anche questo.

Bene, ottobre 1987. Voi due siete le uniche persone che sapete, e forse non potete dire, che cosa il Mostro pensa delle trasmissioni televisive. Nel senso che avete ricevuto una missiva con una cassetta registrata, di una cassetta televisiva, con dentro forse qualche commento. Non le sto chiedendo adesso di violare, però, vuol dire, lei, forse, darci un'intuizione, una suggestione in più rispetto a quello che dice Damiani, giustamente, "un uomo scimmia". Ma lui è là e ci guarda sicuramente. Io penso che la persona della quale noi stiamo parlando, teoricamente, vedendo, perché penso che egli abbia anche, per per il sentimento di onnipotenza che pensa di aver acquisito, abbia un interesse a tutto ciò che parla di lui. Per la domanda specifica che lei mi ha fatto, bisognerebbe dimostrare prima con sicurezza che questa cassetta proviene proprio da lui. Ecco, è un mixaggio di immagini tratte da una trasmissione con il sottofondo ripetitivo di una canzone. Però, al di là di questo, e al di là di un dattiloscritto che lo accompagnava, è una canzone, Anna, cantata da Baglioni, da Lucio Battisti.

Ecco, come vedi, Daniel, è lo stesso Vigna che ipotizza che non sia morto e che, anzi, dice esattamente quello che ti ho detto, peraltro, che secondo lui, quella trasmissione diretta la stava guardando anche il Mostro, che il Mostro aveva questa sorta di onnipotenza, questo credersi appunto invincibile, e che quindi seguisse fino anche quella trasmissione. Io credo, comunque, che parte del collage provenisse da una trasmissione che andò in onda il 16 settembre del 1985. La puoi trovare, puoi trovare una scheda approfondita su questa cosa sul blog molto-differente.com. Trasmissioni in cui, effettivamente, vennero ipotizzate diverse cose sul Mostro, sul suo profilo psicologico, addirittura si ipotizzarono, ipotizzò anche il suo mese di nascita, il suo segno zodiacale, una cosa del genere. Io credo che prese spunto anche da questa cosa, perché probabilmente venne colpito da diversi errori dettati in quella trasmissione. La trasmissione era uno speciale del Tg1, appunto, intitolata "Mostro di Firenze: Identikit di un assassino", e andò in onda il 16 settembre '85, quindi a ridosso dell'ultimo omicidio del Mostro di Firenze, nelle campagne fiorentine.

Quindi, secondo te, questa lettera dell'87, il contenuto della videocassetta, legato, non sono mai state rese note per una strategia?

Allora, è impensabile che gli inquirenti possano rendere pubblico tutto un disegno investigativo, un progetto investigativo. Questo è impensabile. Oltre al fatto che, ripeto, io non sono un'investigatrice, ma se lo fossi stata all'epoca, lei si stuzzicava, allettava il Mostro dicendo: "A tutti questa lettera non è sua". E qui avrei proprio stuzzicato la sua onnipotenza, il suo credersi invincibile, il suo voler sfidare. Quindi, ti sfido, per me non è quella. Lo dico a tutti, vediamo che cosa fai tu. Magari fai un ulteriore passo, che può essere quello falso. In realtà, questo non avvenne, perché il Mostro di Firenze era molto più furbo di quanto si potesse immaginare. Ma credo che Vigna, in company, lo avessero ben percepito che che fosse preparato, organizzato. Tra l'altro, anche in questo caso, come abbiamo detto prima, sembra che ci sia un errore nella scrittura dell'indirizzo. Questo è un altro indiscrezione che trapela attraverso la stampa, attraverso i giornalisti dell'epoca che trattavano, appunto, il caso del Mostro di Firenze, e che sì, anche in questo caso, sulla busta c'era un errore nell'indirizzo. Non sappiamo, però, a cosa si riferisca.

Allora, io ricordo che tu sei già stata ospite la scorsa settimana e abbiamo parlato della lettera dell'85, arrivata al magistrato Silvio della Monica. Abbiamo messo il link, perché se ve la foste persa, lo potete guardare, perché è molto interessante, ed è anche guardare l'intervista che abbiamo fatto precedentemente.

Allora Valeria, abbiamo detto tutto. Intanto, l'obiettivo di queste dirette è andare a trattare tematiche importanti. In questo caso, uno dei casi di cronaca di cui si parla ancora, nonostante siano passati oltre quasi 40 anni. Era l'ultimo delitto, quindi approfondire sempre con esperti in materia. Di questa videocassetta si è parlato poco. Ti ringrazio per aver accettato. Una mia considerazione: se questa è effettivamente del Mostro, cosa che penso in entrambi i casi, ossia in entrambi i casi di lettere del Mostro, lui non scrive mai a mano. Nel primo caso, la dà ai giornali, nel secondo, una macchina da scrivere. E questa cosa mi ha sempre colpito. Tu sai benissimo a quale inchiesta mi sono affacciata ormai da tempo, e anche questo combacerebbe col fatto che il Mostro, evidentemente, ci teneva a scrivere a mano. Per quale motivo? E quindi lancio questo interrogativo, ma tanto chi mi segue sa benissimo a cosa mi riferisco.

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A te. Grazie, a presto.

Grazie a tutti. Ciao, buon proseguimento a tutti.

Anche a te.