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Disturbi di Personalità e Abuso Emotivo: “lo fa apposta o non se ne rende conto?”

Dottoressa Silvia Michelini18:38

Transcription

Salve a tutti, sono la dottoressa Silvia Michelini. Sono una psicologa e una criminologa clinica. Mi occupo in particolare di affettività, trauma e relazioni. Oggi vorrei parlare di un argomento a voi molto caro: quando ci troviamo davanti una persona che ha un disturbo di personalità molto grave, quindi patologico, in uno stato, diciamo, di gravità, ad un livello di gravità borderline o psicotico, eh, come dobbiamo comportarci?

Perché io faccio questa introduzione dal circa la fine del 2024 in poi, io parlerò di disturbi di personalità o di caratteropatie. Perché? Perché non possiamo, e questa premessa la farò ad ogni mio video da oggi fino ai prossimi anni, riferire tutti i disturbi di personalità al narcisismo patologico. Perché ogni volta che voi vi trovate davanti una persona disfunzionale, sembra narcisista, perché alla base di quasi tutti i disturbi di personalità troverete un funzionamento basico, primitivo, e quindi ascrivibile ad una forma narcisistica infantile, egoistica, magari non empatica, ossia una immaturità psichica che come base ha, diciamo, quella narcisistica.

Per cui, quando noi ci rapportiamo con questo tipo di personalità e ci facciamo la domanda se ci troviamo di fronte, eh, un una personalità patologica, in questo caso un narcisista o una narcisista patologica, questa persona lo fa apposta o non è consapevole? Quando fate questa domanda in terapia, io inizio ad accusare, eh, leggermente un leggero tic all'occhio, diciamo, il mio occhio inizia a traballare. Scherzi a parte, eh, perché accade questo? Perché è chiaro che non è importante se la persona lo fa apposta o meno. Questa dinamica è immutabile e quella persona non la vuole cambiare. Per cui non è corretto dire "lo fa apposta" o "non lo fa apposta", ma quanto io sono disposto a tollerare questo comportamento e se ci sono dei margini di cambiamento.

Quando ci troviamo di fronte a una patologia grave, quindi di fronte a un disturbo di personalità grave, dove i tratti del carattere sono molto rigidi, il funzionamento è molto rigido, le difese sono primitive, e quindi le risorse per poter svilupparsi, anche di fronte a una terapia, una relazione, un evento di vita che notoriamente è un evento in cui chiunque sarebbe felice, e chiunque maturerebbe, che man mano che si va avanti con gli eventi o con situazioni che in teoria dovrebbero, ehm, far sviluppare quella personalità, questa personalità non solo non sviluppa, rimane rigida, anzi, a volte può regredire e peggiorare, quasi come se incidesse, inasprisse, marcasse interiormente. Perché succede questo? E in più, queste persone sono consapevoli.

Quindi parliamo di gravi disturbi di personalità manipolatori, psicopatici, narcisisti patologici maligni, narcisisti patologici gravi, non dell'amico o del fidanzato narcisista che è un po' immaturo e ci ha lasciato. Avete notato? Questo è il primo punto su cui vi invito a riflettere. Avete notato come davanti agli altri queste persone inscenano la parte della persona moralmente integra, gentile, empatica con tutti, anche se magari 5 minuti prima con voi sono stati o state molto, molto, molto aggressive? Avete litigato, avete avuto una grossa discussione, anche 5 minuti prima, poi è quasi come se si cambiasse palcoscenico, si passa dal dramma privato alla commedia pubblica. Per cui è come se non fosse successo nulla.

Perché accade questo? Perché per questo tipo di personalità la maschera sociale è molto importante. Per cui per loro è molto più importante mantenere una facciata sociale più che una relazione sana. Di conseguenza, che cosa succede? Che vedendo questo, questa questa incoerenza tra il comportamento tra le quattro mura domestiche, che magari conoscete solo voi, e il comportamento nella società, le persone a cui voi cercherete magari di far capire, capire, o vi vedranno particolarmente arrabbiati o arrabbiate per un qualcosa che è successo, diranno: "Ma dall'altra parte vediamo una persona estremamente calma, gentile ed empatica, e di qua una persona molto arrabbiata". E quindi ecco qui che questa ambivalenza tra facciata sociale e comportamento intimo, nella relazione intima, ha proprio la funzione di far sembrare l'altro, il partner o l'interlocutore o l'altra persona, mentalmente inaffidabile.

Ma questo accade anche tra genitore e figlio. Il cosiddetto, per cui non è il gaslighting, non è che io voglio convincerti che quella cosa che tu hai visto non esiste, ma diciamo che è un parente del gaslighting che conosciamo meglio. In questo caso, sottolineiamo invece il comportamento proprio nel pratico. Quindi, oltre ad invalidare le tue idee o le tue capacità mentali, "ricordi male", "non l'ho detto", "non ho detto quella parola", "stai sei molto nervoso, molto nervosa, forse nel caso che vedi un medico e io mi sto spaventando di quello che tu dici, io credo che tu sia pazzo o pazza", "ricordi male, io non intendevo quello, sei tu che sei troppo sensibile". Questa è una forma di invalidazione che poi può arrivare al gaslighting, cioè al tentativo più subdolo di far dubitare la persona delle proprie capacità mentali.

Questa è proprio squisitamente la tecnica del gaslighting. Questa tecnica è conscia o non conscia? È chiaro che è conscia. Cioè, è come quando in un processo si dice: "Ma quella persona era capace o no di intendere o di volere?". Eh, ma quello è matto, ha un disturbo. Ok, ma è differente l'assetto di personalità, la struttura di personalità dal disturbo clinico, ossia, no, in quel momento in cui quella persona ha agito, era capace di intendere e di volere, ossia la sua cognizione funziona, ok? Non è in preda ad un delirio, ad esempio, psicotico.

E perché ce ne accorgiamo? Perché sistemano proprio tutto quanto bene a loro favore, anche se poi magari nel corso del tempo questi aggiustamenti della realtà cadono, la loro maschera si sgretola e la verità viene a galla. Ma inizialmente il loro tentativo è quello comunque di invalidare, eh, tutto ciò che potrebbe metterli in cattiva luce. Quindi c'è una forma di coscienza, no, ad un certo livello, ma non una coscienza morale. Perché la coscienza morale che intendete voi è la valutazione interna, eh, sulla base, eh, di una capacità di mentalizzazione, di insight, e quindi di valutazione di quello che sto facendo, di immedesimazione nell'altro, di una teoria della mente. No, chi ha un grave disturbo di personalità considera gli altri degli oggetti o comunque distaccati da sé, ed è sempre centrato sul proprio io.

Quindi questa moralità che fanno vedere all'esterno queste persone non è bontà, ma è una sorta di scena teatrale. Perciò cercare di spiccare come persone pie, buone e carine, e dall'altro lato invalidare, eh, invalidare il partner o l'altro interlocutore.

[Musica]

Ehm, quindi è importante che sottolineare che le persone, eh, conoscono una facciata del partner disfunzionale o della persona disfunzionale con cui avete a che fare, ma dietro esiste una crudeltà di cui solo voi siete a conoscenza. Questo vale anche per i genitori, eh, mamme e papà. All'esterno sono bravissimi papà, poi chiuse le quattro mura avviene la trasformazione, eh, la trasformazione di queste persone che quasi come se si togliessero la maschera e finalmente uscisse il demone, cioè proprio quella parte che voi visualizzate spesso, no, come un demone metaforicamente, perché è proprio dissonante rispetto all'immagine che voi vi siete costruiti e che spesso queste persone vi hanno aiutato a costruire inizialmente, proprio recitando molto bene.

I narcisisti patologici, così come tutte le personalità gravemente patologiche, sono scisse, e vuol dire che hanno proprio spesso proprio questa doppia vita. Io ribatto su questa cosa della scissione proprio perché la maschera è necessaria, eh, a portare gli altri in dissonanza e quindi mantenerli tutti in quell'ambiguità in cui non si può dire che quella persona sia o non sia, perché è solo un'impressione. Voi fate sempre attenzione a tutti i segnali corporei che avete quando state vicino ad una persona, o anche dopo che avete interagito con quella persona, e non perché siete molto ansiosi o ansiose, proprio perché avete la sensazione di stare vicino a qualcuno che vi dà l'idea di essere una bomba d'orologeria che sta lì buona se non viene toccata, ma non appena voi la sfiorate, potrebbe esplodere.

Di conseguenza, basta pure con questo parallelo dei gusci delle uova, utilizziamo un altro. Avete la sensazione di essere sospesi e un po' frizzati, un po' immobilizzati, e che dovete valutare un po' come vi muovete, altrimenti questa bomba esplode. Parliamo di queste esplosioni, di questi scatti d'ira, che non sono, diciamo, verso tutte le persone, sono proprio indirizzati a voi. Di conseguenza, uno dice: "Ma se questa persona dice che mi vuole bene, sono il suo migliore amico, sono suo figlio, quindi è una relazione importante, come mai si arrabbia proprio sempre solo con me?". La risposta che vi sentirete dire spesso è: "Ma perché con te ho più confidenza". Ah, che bello! Vorrei averne molta di meno.

Ma scherzi a parte, eh, queste persone hanno quelli che io chiamo, adesso vi farete altre risate perché questo è sempre un, ehm, un video che faccio di getto, non ho un testo, cioè parlo a ruota libera, ehm, si chiamano quelli che io li ho risoprannominati "sbrocchi selettivi", perché sono intenzionali, sono proprio una sorta di prediche, di pretesti che prendono per poi torturarvi su quello che non avete fatto, non fatto, eccetera. E attenzione, io so cosa state pensando, ma anche io la faccio questa cosa. Allora, anche io potrei essere una persona gravemente narcisista? No, se stai sempre con una personalità disfunzionale narcisista o con un disturbo di personalità grave, sicuramente attraverso l'abuso reattivo, quindi le reazioni alterate che avrai, inizierai a comportarti o a regredire anche tu a forme di comportamento molto immaturo.

Cosa cambia con l'altro? Cambia che la tua rabbia è spesso funzionale a chiarire la tua posizione o a spiegare all'altro perché ti sei arrabbiato, ma l'altro nel frattempo si sbellica interiormente, un po' con un senso sadico, no, indiretto, di andare a, eh, [Musica] eh, diciamo, a sollecitare nell'altro una reazione che gli fa capire di avere potere. Cioè, a queste persone interessa principalmente il potere, sentirsi al sicuro perché hanno potere di manipolazione sull'altro e pertanto lo utilizzano un po' come termometro interno, anzi esterno, perché se ne avessero uno interno non avrebbero bisogno di quello esterno. Un po' come un, se foste un oggetto transizionale, eh, un genitore putativo su cui proiettare tutti i propri sentimenti di disregolazione.

Avrete proprio anche la sensazione di vedere proprio un pattern logico. Avete davanti proprio quasi una spietata, una spietata calcolatrice, un egoista, un empatico, la mania maniaca o un maniaco del controllo, cioè quasi come se fosse stato tutto deciso dall'inizio e avete proprio questa sensazione di tradimento identitario. Io su questa cosa ribatto costantemente perché dice: "Vabbè, ti sei lasciato con la persona". No, non è la stessa cosa aver avuto a che fare con questo tipo di personalità.

Un'altra cosa a cui dovete stare attenti: a chi chiede scusa e poi sistematicamente rifà la stessa cosa. "Mi viene automatico, scusa, io sono fatto così, mi devi accettare se mi ami, mi devi accettare così come sono". No, perché chi ti ama, se ha una capacità di reciprocità, cerca di impegnarsi per venirti incontro rispetto a dinamiche che tu hai sottolineato ti facciano soffrire. Per cui attenzione, "lo fa apposta o non è consapevole?". Ne sono consapevoli, perché io immagino che dopo tantissime esperienze, un minimo di conoscenza su come funzioni, lo ricavi, ok? Ma non una conoscenza interiore, ossia una comprensione, un insight, una maturazione, però semplicemente una sommatoria di dati. No, se io ho 15 storie che mi sono andate male, avrò 15 delusioni. Non posso pensare che sono tutti pazzi. Tuttavia, queste persone pensano proprio questo.

Quindi esternalizzanti immaturità, nonché di patologia, cioè quando una persona non è capace di, eh, inserirsi in una valutazione, eh, di reciprocità riguardo a quelle che sono le dinamiche umane, ossia: "Io ti ho pestato il piede, però tu avevi messo il piede in quella posizione, ti chiedo scusa, però ti ho pestato il piede". Non ti dico: "Dato che era in quella posizione, sono problemi tuoi e io non l'ho proprio visto il piede, ok?". E la prossima volta ve lo rifà, nonostante voi gli diciate anche prima: "Attento, attenta al piede", e lui ve lo rischia, acciaccate e poi vi dice: "Io sono fatto così, ok?".

Quindi, chi travalica i confini e voi questi confini glieli avete spiegati, non dovete andare avanti nelle relazioni, quindi dovete tagliarle, eh, subito. Per "subito" non si intende il giorno stesso, questa sorta di nevrosi, no, di espulsione rapida o di evitamento dei rapporti sociali, perché potrebbe essere una personalità tossica, perché adesso c'è anche questa moda, ma, eh, sicuramente osservare quanto sia sistematica questa dinamica e a quel punto cercare di, eh, mettere dei confini. Se dopo che mettete dei confini, queste queste persone spariscono, non avete sbagliato a mettere il confine, significa che il confine era giusto, funzionava.

E voi invece vi arrabbiate sempre, eh, "adesso ho fatto così, eh, ma se faccio così lui poi non mi parla più, se faccio così lei poi non mi parla più". Estendete a figli, partner, fratelli, sorelle, mamme, e chi se ne frega, è la risposta giusta. E poi, se questa cosa continua, sono io a chiudere le conversazioni o a cercare di conversare o di parlare con te, tenendo conto che non c'è una simmetria in questa relazione, o un, tutte le relazioni non sono sempre tutte simmetriche, ma si cerca, quando si parla o si conversa, di raggiungere un minimo grado di simmetria per potersi trovare, diciamo, per potersi incontrare.

Mi raccomando, quindi, quando voi pensate: "Lo colpa, lo fa apposta o non è consapevole? Dottoressa, mi dica, ma lui se ne rende conto?". Io penso proprio di sì, no, che la dinamica sia questa. Il punto è che di tutta questa dinamica dà la colpa agli altri e quindi anche cercare di trascinarvi in discorsi chiarificatori non vi può portare altro che alla follia mentale e quindi poi all'equivalente: "Anche voi funzionate così". Mi raccomando, chi ha un pochino più di sale in zucca si allontani, perché potrebbe iniziare a funzionare male o ad ammalarsi sia fisicamente che psichicamente.

Quando io questo ve lo dico, voi non ci credete, continuate molto spesso a frequentare queste personalità che, vi ripeto, non è detto che siano necessariamente narcisisti patologici o narcisiste patologiche. Possiamo avere anche delle isteriche, degli istrionici, dei paranoidi, degli ossessivi, degli schizoidi. Vedrete sempre i tratti narcisistici perché, no, ci sono, la ferita narcisistica ha dei tratti in comune con altri disturbi. Per cui mi raccomando, io su questo sto ribattendo tantissimo fino a diventare, noiosa, perché altrimenti avrete l'impressione che il mondo sta diventando tutto narcisista. Ma c'è anche tanta, tanta, tanta paranoia, c'è tanto evitamento, c'è tanta scissione nella società e quindi sicuramente c'è anche un incentivare questi comportamenti, ma non tutti questi comportamenti funzionano ad un livello, eh, antisociale.

Anche se c'è in aumento nella società il tratto antisociale, ossia una diminuzione, una sì, una diminuzione sistematica di quelli che sono le funzioni empatiche, di appartenenza e di socialità, che vengono, sono state sostituite da un individualismo sfrenato. Questi sono discorsi sociali che avete sicuramente già sentito tanto, però purtroppo è proprio così. Per cui state molto attenti. Nello stesso tempo, è importante continuare a socializzare, continuare a credere nelle relazioni, partendo soprattutto dalle relazioni amicali, che è una zona di comfort in cui conoscersi. No, per quanto riguarda invece le relazioni genitori-figli è molto più complicato e dovrei fare un video, sicuramente un video specifico. Spero che questo sia stato un argomento di vostro interesse. Se avete altri argomenti potete suggerirli e vi abbraccio e grazie.