Transcription
Allora, buongiorno a tutti. Oggi ci incontriamo, diciamo così, per l'ultima volta nell'ambito di questo ciclo di incontri che, ripetiamo, sono stati organizzati, diciamo, dalla Banca d'Italia con l'Università di Urbino. Ringraziamo i nostri relatori e oggi abbiamo Antonella Magliocco, la dottoressa Magliocco, capo del servizio tutela individuale dei clienti, che affronterà, diciamo così, l'ultimo tema che ci siamo lasciati per ultimo, come si dice, ma non ultimo. Anzi, diciamo, sembra essere un po' al centro della questione, insomma, che legano i risparmiatori al circuito dell'investimento, circuito bancario, che è quello, appunto, della tutela. E difatti, anche nel nostro titolo, monete, pagamenti, storia, digitalizzazione e tutela, diciamo, è l'ultimo importante obiettivo. Il titolo specifico, appunto, del del seminario, quello che vediamo qui nella slide, è "Oltre la tutela dei clienti: gli strumenti di tutela individuale nei servizi di pagamento".
Allora, noi ringraziamo, appunto, Antonella Magliocco per la disponibilità che ci ha dato e, naturalmente, come facciamo di prassi ogni volta, ringraziamo anche Maria Rita Evangelisti e Riccardo De Bonis, che hanno seguito tutto il processo, che sono stati i primi attori di questa organizzazione. Dunque, io lascerei la parola ad Antonella, che ci porta per le strade della tutela, così usciremo un po' più tutelate, diciamo così, speriamo. Parola a te. Grazie.
Grazie. Un buon pomeriggio a tutti. Io, ovviamente, al professor Travaglini, agli organizzatori, naturalmente, colleghi che mi hanno preceduta. Oggi parliamo, come diceva il professore, di tutela dei clienti. Entriamo nell'area della tutela con un focus, naturalmente, sui servizi di pagamento, che non è un po' anche questo fil rouge che unisce tutte le lezioni. Quello che volevo sottolineare è che, in realtà, in una banca centrale, riesce difficile comprendere l'oggetto specifico della tutela individuale, perché siamo abituati a parlare di norme, di norme di vigilanza. Nelle lezioni, nell'edizione del dottor Giannattasio, se ne è parlato di correttezza e di trasparenza, e quindi delle norme relative. Siamo abituati a parlare di controlli, di azioni di intervento, quello che noi chiamiamo, tornati in inglese, di public and enforcement. Siamo anche più, diciamo, riusciamo a percepire quello che intendiamo dell'educazione finanziaria. Ma le tutele individuali, una banca centrale, è di in qualche modo non immediata percezione. Ecco, invece, è uno dei quattro pilastri della tutela dei clienti, e lo vedremo poi applicato anche ai servizi negli strumenti di pagamento. Cosa facciamo, in definitiva? Cosa intendiamo conseguire? Sicuramente ci proponiamo di assicurare strumenti efficaci per facilitare i propri rapporti, come si diceva, tra intermediari, bene, e favorire la fiducia del mercato. In realtà, questa funzione di enforcement è una funzione che interviene nel momento in cui la fiducia, che di cui sappiamo, è un valore nell'ambito delle attività bancarie e finanziarie, la fiducia si sia in qualche modo incrinata. Ed eccolo che subentrano gli strumenti. Quindi, siamo sull'area della fiducia, la fiducia come valore, come capitale sociale su cui far appoggiare il nostro sistema bancario finanziario, e quindi i rapporti tra la clientela esigente, chiari e gli strumenti per conseguire la tutela individuale sono fondamentalmente due. Abbiamo due aree che esploreremo insieme in questi, in questo pomeriggio. In particolare, l'area dell'arbitro bancario finanziario, che noi chiamiamo con un acronimo, e che continuerò a chiamare con un acronimo, ABF, la forza di questa esposizione, e che sarà la mia prima parte di questa esposizione. E poi abbiamo gli esposti. Anche qui, il termine non è di immediata percezione. Noi teniamo per esposti tutta quell'area di segnalazioni che arrivano in Banca d'Italia, con i primi numeri sono molto interessanti, e che sono, naturalmente, dei dati preziosi che ci consentono di svolgere la nostra attività di tutela. Ed è questa la seconda parte del mio intervento.
Ora, andando sulla primaria, quella dell'arbitro, devo senz'altro dire che l'arbitro si inserisce nel sistema più generale di risoluzione stragiudiziale delle controversie. Anche qui c'è un acronimo condiviso, ADR, con Alternative Dispute Resolution, che di fatto è contiguo alla giustizia ordinaria, cioè quel presidio che si affianca alla giustizia ordinaria, e quindi tutto della terza è proprio la giustizia ordinaria. Sappiamo che sono stati svolti molti interessanti, interessanti ricerche, molto interessanti ricerche, spiroide, che ci cercano di provare il legame tra qualità della giustizia ordinaria e sviluppo dell'economia lungo diverse dimensioni. Si colloca, diciamo, l'ambito bancario finanziario. Certamente una buona giustizia determina, ovviamente, garantendo l'attuazione di quadrati, tutte le produzioni, 2000, determina sicuramente facilità le attività di scambio, incoraggia gli investimenti, attrarre investimenti dall'estero, sosteniamo la funzione anche su con riferimento all'attrattività della piazza finanziaria e favorisce la fiducia. Se poi questi effetti positivi si traducono sulle questi sistemi alternativi di risoluzione stragiudiziale, dobbiamo presumere che anche qualcuno buona, efficace sviluppo di questi sistemi possano conseguire gli stessi effetti positivi. Da qui l'importanza di questi sistemi, e non solo in Italia, ma in molti paesi, e in particolare in Europa, e quindi è sempre più crescente la rilevanza di questi, di questi arbitri, sia sul piano, con modalità diverse, ovviamente, possono essere facilitatori, conciliatori, poi vedremo quali sono le caratteristiche del nostro arbitro italiano, ma fondamentalmente sono dei sistemi che si affiancano alla giustizia e svolgono una funzione complementare, non sono sostitutivi, alternativi. C'è un legame sia sostanziale in una giustizia ordinaria, perché si deve presumere che chi è in qualche modo, chi dove ci sia una giustizia poco, poco efficiente, non si abbia nemmeno fiducia nel sistema di mediazione. Ovviamente, non c'è nessuno, nessuno l'impulso a percorrere strade di mediazione. E poi c'è un legame formale, in molti ordinamenti c'era il vincolo di passare prima che un arbitro, certo, in una soluzione stragiudiziale e poi andare al giudice ordinario. Quindi, a dire i giudici ordinari, questi passaggi sono importanti per capire perché mai, anche recentemente, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che in qualche modo ha occupato tutti, tutta la stampa negli ultimi, nelle ultime settimane, si è parlato anche in forma strutturale della giustizia, con riferimento alle perizie civili, che si è rom, in quel contesto, pensato rafforzamento degli anni, ma un rafforzamento, quindi, di questi strumenti di cui parliamo oggi.
Ora, abbiamo, ora un po' più nello specifico dell'arbitro. Che noi ci siamo, come Banca d'Italia, l'arbitro è un sistema indipendente dalla Banca d'Italia. Non era mai, è un sistema formato da sette collegi di, chiamiamo i giudici, la realtà non appartengono alla giurisdizione, quindi di cinque membri, stanno collegio, e che è partito nel lontano 2009, che oggi, dopo tanti anni, più di dieci anni, ha dimostrato di essere non solo un ufficio, ma di essere un ausilio insostituibile e fondamentale, a nostro avviso, per come strumento di tutela. Naturalmente, negli anni si è evoluto. Non entro nel dei singoli, diciamo, nelle singole parti positive, ma li potete vedere nella slide. Inizialmente era partito con solo tre collegi, e poi siamo arrivati al sette collegi al 2016, e poi, naturalmente, ci sono anche i introdotti dei sistemi che consentono di rafforzare uniformità negli orientamenti, attraverso quello che i turisti chiamano, con una sorta di fusione di non filati, e cioè di uniformità di orientamento nelle decisioni. Perché ancora non abbiamo detto decisamente, questo è un sistema che consente di arrivare a una decisione e di mettere in qualche modo di individuare chi ha torto, chi ha ragione, in una controversia. In Italia, l'arbitro è uno strumento. Queste sono le caratteristiche salienti. Tutti è sostanzialmente gratuito. Chi vuole ricorrere all'arbitro, il consumatore che può ricorrere all'arbitro, sono obbligati a fare, nel momento in cui vogliono andare a dire un giudice, sono tenuti a pagare soltanto una fee d'ingresso di euro, viene restituita nel caso di esito favorevole della decisione. È un sistema rapido. Vedremo da vicino i nostri tempi, che sono quasi una sorta di obiettivo, a nel senso, la riduzione dei tempi, che a noi un target, e stiamo lavorando gli ardori sempre di più, e sono sicuramente più corti e ridotti rispetto a quelli della giustizia ordinaria. E poi non c'è bisogno nemmeno di essere assistiti da un legale. Sì, ma la retina si può andare in autonomia, attraverso un semplice. Importante, stiamo sottolineando molto anche il mercato dell'Italia, recentemente, gli interventi del vice direttore generale, come la digitalizzazione sia favorendo anche gli strumenti di tutela. E senz'altro gli strumenti di tutela sono, sono favoriti grazie ai portali online.
Vediamo quanti Antonella, scusa, che vengo solo di social. Ritorno della tua sedia. Scusiamo che informi. Affermarla, scusa, ma davanti non mi muovo. Abbiamo un po' abitati. Esche sono molto interessanti per tutti noi. Nei primi dieci anni di vita del sistema ABF, i ricorsi presentati sono stati oltre 146.000, e oltre 22.000 nei primi nove mesi del 2008. Sono dati, quindi, un ingente numero di ricorsi, che ovviamente è un numero piccolo rispetto al numero di relazioni sussistenti tra i clienti e gli intermediari. Di questi, nello stesso periodo, sono state adottate, come dicevo, in questi dieci anni di vita, 132.000 decisioni, con tempi che vedremo da vicino, sono particolarmente ridotti. Ovviamente, nel tempo si sono anche consolidati gli orientamenti e, conseguentemente, l'arbitro sta svolgendo una funzione anche di pressione sugli intermediari sul mercato, in quanto anticipa il comportamento, inducendo alla correttezza maggiormente intermediari, in presenza di decisioni che vengano ripetutamente a sud dagli arbitri. Come dicevo, ho parlato dei tempi. Se vedete nella figura, i tempi sono a prendere la discendente. Siamo arrivati a più o meno a 100, a 100, a 100 giorni, e sono assolutamente aumento delle sospensioni, naturalmente feriali, alle sospensioni COVID, che ci sono state in questi ultimi, nell'ultimo periodo. E sono sicuramente tempi ridotti, vista in quelli alla giustizia ordinaria. Se consideri il numero dei ricorsi accordi e dei ricorsi cessati per accordo tra le parti, durante questo, l'esperienza dell'arbitrato, vediamo che sono più della, sono due terzi. Conseguentemente, c'è un effetto deflazionistico non indifferente nei confronti della giustizia ordinaria. Arrivato, mi dicevo, dell'effetto degli azionisti, ma c'è anche un effetto di anticipare, in qualche modo, indurre, e di svolgere un effetto di pressione nei confronti degli intermediari, per indurre a una maggiore correttezza.
Qualche flash sulle materie, concerto, che poi arrivare poi dagli strumenti di pagamento. Come potete vedere dagli istogrammi, ancora la parte del leone di risposta dai finanziamenti, in particolare da un certo tipo di finanziamenti, che quello della cessione del quinto. Per noi, a venti lavori, la cessione del quinto è una particolare forma di credito al consumo, che viene concesso con una sorta di garanzia, bruciare anche termini non tecnici, non me ne voglia di giuristi, dello stipendio o della pensione, nei limiti, appunto, del quinto, arriva di queste operazioni molto numerose, come potete immaginare, assistono, per intenderci, prodotti era l'acquisto di beni, quali le autovetture o beni mobili durevoli. Poi ci sono anche le decisioni, e quindi i ricorsi sugli strumenti di pagamento, che stanno anche di piano piano crescendo, con la diffusione, come potete immaginare, delle carte di credito, dei politici, naturalmente, dei bancomat, e di tutte le altre forme di servizi di pagamento. Quindi, sta assumendo una sorta di una certa significatività la quota dei ricorsi sugli strumenti di pagamento. Dall'alto, come dicevo, patologico. Noi, infatti, assistiamo, in particolare, questo momento, che un momento in cui la fiducia o si è incrinato o è crollata, e in particolare con riferimento a quell'area in grande sviluppo, come sapete, delle truffe, sulle truffe online. Poi vedremo più a fondo, perché interessano tutti come consumatori, e vedremo qualche esempio di come l'arbitro abbia deciso con riferimento a ricorsi riguardanti alcune tipologie di truffe. Quello che segnalavo, appunto, i trend di crescita, in particolare, lo abbiano dato di dati, sono riferiti ad ancora ai primi nove mesi del 2020, che sono i dati pubblicati. A breve verrà pubblicata la relazione dell'arbitro, relazione annuale, e potremmo parlare con dati più aggiornati. Ebbene, i bonifici sono i ricorsi sui due mitici sono in un motivo di aumento, come potete vedere, ed è chiara la correlazione con lo sviluppo del, diciamo, della digitalizzazione forzata e dotta dalla pandemia. Negli ultimi tre trimestri del 2020, rispetto, naturalmente, al 2019, ante COVID, i ricorsi sono prevalentemente sul disconoscimento di operazioni da parte di consumatori, e maggioranza, come accennato, con riferimento alle carte, sono relativi agli utilizzi fraudolenti. Qualche correlazione con la diffusione, diciamo, distribuzione territoriale e la diffusione delle carte. Possibile, di ricorsi sono sicuramente più al centro-nord. E questa distribuzione territoriale può essere influenzata dalla maggiore diffusione non strumenti di pagamento, anche se devo dire, queste indagini è stata effettuata nel 2018, e probabilmente oggi avrebbe più colori anche nel sud, per effetto, come dicevo, della digitalizzazione definita indotta dalla pandemia.
Non sa, siamo in una, sono in una, come esperienza di arbitro, l'arbitro bancario si muove nell'ambito di un sistema che vede già l'arbitro finanziario gestito dalla CONSOB, l'autorità sui servizi di investimento, e presto verrà avviato anche l'arbitro assicurativo. Quindi, in definitiva, tutti coloro i quali avranno problemi, i consumatori, diciamo, sottoscrittori di polizze assicurative, potranno rivolgersi, al pari di quanto oggi consumatori nell'area bancaria e finanziaria, anche un arbitro assicurativo. È chiaro, e rimane la stessa digitalizzazione, sta portando nuovi prodotti e, conseguentemente, sta rendendo sempre più importante l'interscambio tra autorità e, quindi, anche a livello di ADR, a livello di arbitri, per evitare sia ruoli di tutela, sia per evitare, diciamo, sovrapposizioni che determinano, a loro volta, oneri di compliance eccessivi, cioè eccessivo peso per i consumatori, che dovrebbero invece essere in qualche modo spronati, agevolati a ricorrere agevolmente, anche sul piano pratico e materiale, a esiti. E conseguentemente, esso tra posso fare una domanda, a mia curiosità, diciamo, non so se lo dici dopo, poi lo rimandi, ma la domanda è: chi nomina gli arbitri?
Allora, io la noia, una nomina composita. Vengono nominati dalla Banca d'Italia, su designazione sia delle associazioni dei consumatori, di o meglio del CNCC, che appunto questa commissione definisce tutte le associazioni, e che è presieduta e gestita anche dal Ministero dello Sviluppo Economico, e poi c'è filato arbitri degli intermediari, nonché il presidente, dice, il presidente designato dalla mappa di Bagna. È una designazione composita che corrisponde ai fatti, diciamo, in causa, dal lato consumatori, dal lato intermediari, e naturalmente dal lato bancario, targa, per per una sorta di, diciamo, di ulteriore tutela dell'indipendenza dell'arbitro. Questa è un po' la configurazione. Come diceva, ha sede, ha sede, diciamo, pressioni, canali Italia, ormai arbitri, o dicevo, dei sette collegi, sette collegi in sette capoluoghi di regione: Napoli, Palermo, Bari, Milano, Torino, Roma, ovviamente, e sono presso le nostre sedi, dislocate in bagno di fare. Per entrare ancora un pochino tecnico, presso le sedi della Banca d'Italia, ci sono delle strutture che noi chiamiamo segreterie tecniche, che raccolgono la documentazione che viene, diciamo, che arriva attraverso il portale, dei portali online, a cui accedono i consumatori, e le segreterie tecniche istruiscono la, diciamo, la pratica, la questione sottoposta, per poi iscriverla a un ordine del giorno delle riunioni dei collegi, che vengono poi precipitate dal presidente e svolte dal relatore incaricato nella singola gancia. Quindi, come vedete, c'è un sistema collegiale, in questo momento, che radio con esperti, e anche monocratico, ormai, ognuno sceglie, in questi particolari, in alcuni casi specifici, futuri orientamenti sono consolidati, il presidente può, in qualche modo, hanno cara se la decisione, e è una, questa novità delle ultime disposizioni del 2020. Quindi, come vedete, è un organo decisorio, è un organo che si avvale di una regolamentazione ad hoc, che in qualche modo si ispira, ma non del tutto, si ispira a quella che viene utilizzata nella giustizia ordinaria, per intenderci, nel Codice di Procedura Civile. Naturalmente, la composizione in questi collegi è una composizione di altri professionalità, sotto il profilo tecnico, che non sono solo legate alla professionalità giuridica, possono essere anche professionalità economiche. Anzi, noi, in qualche modo, cerchiamo di garantire, nella nei criteri, mica in questo, in queste designazioni, cerchiamo di favorire la multidisciplinarietà tra l'economia e la professionalità di limite, proprio qui, bene, da balkaria, per poter avere una visione, diciamo, globale delle problematiche che vengono sottoposte.
Non so se c'è un esame le altri chiarimenti. A me, scusami, intervengo ancora. Ti volevo fare un'ultima domanda, se il caso la rimandi. Cioè, diciamo, adesso tu ci spiegherà l'arbitrato. La domanda, però, che mi veniva, appunto, adesso devi chiamare anche alla giustizia civile, diciamo così, se le decisioni che vengono prese sono rispettate dagli intermediari, cioè sarà in cui farei la tamaro, anticipiamo, permetterebbero l'unire.
Allora, io vorrei ripetere, a beneficio dei partecipanti, il mio non è di dominio comune, che però, come dicevo, adire la giustizia ordinaria, occorre passare il primo step. L'arbitro è una condizione, quella che tecnicamente noi definiamo condizione di procedibilità. Quindi, non si può andare, presentare un ricorso o un atto di citazione al giudice civile, se non si era precedentemente proposto reclamo all'intermediario. L'intermediario ha 60 giorni, o 15 giorni di tempo nel caso in cui si tratti di strumenti di pagamento, e poi c'è la decisione dell'arbitro. Una volta che l'arbitro ha deciso, e la decisione dell'arbitro non è vincolante, e non è costituisce, anche qui, tecnicamente, un titolo esecutivo che consente di andare e pignorare, per intenderci, i beni del debitore, ma fondamentalmente, c'è soltanto una sanzione di tipo reputazionale. Gli intermediari, attraverso la pubblicazione sul sito della Banca d'Italia e sul sito della ABF, della eventuale inadempimento. Ora, per i corrisponderà la domanda di vestone, suoi fratellini, noi abbiamo dei casi di adempimento molto elevati. Fino al 2019, era quasi incerto per cento. Dal 2019, si sta assottigliando, ma per effetto ed è arrivato intorno al 98%, decenni, supera il 98%. Quindi, pressoché totale. Il tasto tedeschi, vedo, per effetto esclusivamente di alcune aree, che diciamo, scontano un'indeterminatezza sul piano normativo, e conseguentemente, c'è un profilo che noi definiamo di sistema, che deve essere risolto. E una volta risolto sul piano sistemico, o meglio ordinamentale, questi, diciamo, questi filoni in cui riscontriamo inadempienti, potranno essere andare, diciamo, scomparire. Qual è il punto? Sono china dei viventi, fondamentalmente connessi a due, a due materie, che non sono legate agli strumenti di pagamento, ma di cui vorrà fare 100 loro, è quella cessioni, come dicevo, 5, S, cessioni del quinto, e quindi stiamo parlando di operazioni di finanziamento, che risentono di un indeterminatezza, dovuta a una sentenza della Corte di Giustizia Europea, intervenuta nel 2019. Come spesso accade, quando ci sono sentenze che si innestano su un quadro normativo nazionale, occorre, naturalmente, che poi i giudici si pronuncino su queste, sull'applicabilità o meno, e sull'ambito debitamente di queste esistenze. E se non si pronuncino giudici che abbiano, che animino, diciamo, abbiamo, ma loro autorevolezza, anche sul piano medio nettamenti. L'altro filone, per i quali non riscontriamo inadempienti, è il filone dei, legato a una particolare tipologia di prodotti postali, di poli fruttiferi postali, ma fondamentalmente, anche questo, esempio di una, diciamo, di anomalia, di tipo correlata all'incertezza del quadro.
Non so se posso, vado avanti. Alla gara, dicevo, la stessa digitalizzazione, la consideriamo un po' meno, per spingere a una maggiore sinergia. Il passaggio che stavo cercando di sottolineare è: digitalizzazione, nuovi prodotti, intermediari crossborder, diciamo, operazioni online, perché in realtà, parlare di bocchini per l'attività online, diventa particolarmente difficile, soggetti, e quindi anche nell'area degli arbitri, c'è necessità di una maggiore integrazione, o quantomeno, di un maggiore interscambio, che naturalmente, noi siamo con tanta avanti, in collaborazione con gli altri arbitri, con l'arbitro finanziario, abbiamo sottoscritto un protocollo di difesa.
Arriviamo sempre a un altro aspetto che può interessare molto i partecipanti, e su cui soffre, però, è quello delle intelligenze artificiali. Abbiamo visto i dati, abbiamo parlato di 22.000 ricorsi nel 2019, abbiamo parlato di 50, semi 150.000 ricorsi in dieci anni. O dietro questi ricorsi, c'è un amore incredibile dei dati legati a documentazione attestino strutturati. E quello che noi stiamo cercando di portare, di razionalizzare tutta questa amore in forme di dati, attraverso un progetto che i termini tecnici chiamiamo AI-STEP, che altro non è che l'applicazione dell'intelligenza artificiale ai ricorsi ABF, per diminuire ulteriormente i tempi di risposta ai clienti, per favorire ulteriormente uniformità degli orientamenti, e per intercettare fenomeni rilevanti, in un'ottica, come spesso diciamo, predittiva, che possa in qualche modo dare indicazioni arricchendo, pensate, la nostra azione di tutela. Naturalmente, questo è un progetto in itinere, avremo occasione per parlarne più dettagliatamente in altri, in altri corsi, però mi faceva piacere segnalare, come il fronte della giustizia, e quindi anche il fronte degli arbitrati, per la grande mole di informazioni, in un'economia di dati, come ben sappiamo, possa essere una frontiera di attrazione. Noi ci proponiamo, attraverso gli algoritmi individuali, come dicevo, dei cosiddetti trending topic, cioè dei fenomeni che necessitano di una maggiore attenzione, anche in tutte quelle altre azioni che caratterizzano una tutela, che sono le azioni di intervento della vicinanza.
E ora cerchiamo, dopo tutta questa spiegazione della dell'arbitro, è già meno germana. John, viene. Sì, c'è una domanda sull'arbitrato bancario, sulla bolletta, sull'obbligatorietà di rivolgersi all'arbitrato. La domanda è la seguente: l'arbitrato bancario è obbligatorio e prioritariamente il ricorso della giustizia ordinaria, anche in materia di anatocismo bancario, usura? E l'obbligatorietà interviene sono in caso di soglia inferiore a determinati importi?
Hanno una mi fa piacere, perché queste sono domande tecniche, quindi va bene, nel senso che, allora, l'arbitrato sicuramente copre tutta l'area della contrattualistica bancaria, e quindi anche dell'anatocismo e dell'usura. Abbiamo importanti decisioni dell'arbitro sulla sua usura sopravvenuta, che non sarà un tema molto ricorrente, e che tuttora costituisce un tema ricorrente, cioè, tanto per intenderci, sulla variabilità dei tassi, e conseguentemente, in caso di tasso fisso, se non prendi discendente, come quello a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, possa legittimare una variazione nelle condizioni contrattuali, nei momenti bui, le condizioni pre costituite superino i pali, cioè il tasso di usura di riferimento. Ecco, su tutte queste materie, non che quella dell'anatocismo, c'è stato sicuramente un grande dibattito e delle anche in serie di arbitro. E quello che potrete chiedere, sano, io naturalmente, non ho apportato soltanto i casi, deve alcuni casi connessi agli strumenti di pagamento, ma noi tutti gli anni pubblichiamo la relazione dell'arbitro bancario, che ha su tutti questi aspetti una fondo, e quindi vino a chiunque fosse interessato a guardare, a leggere quelle che sono le specifiche decisioni dell'arbitro, che naturalmente si basano sulla questione sottoposta all'arbitro. Ecco, io accennavo e cosa al codice in questura civile, e in gergo tecnico, 12 anno il petitum, la causa petendi, cioè quando un oggetto specifico della controversia, quindi non possiamo ora entrare nella materia dell'anatocismo, è nella materia dell'usura, se non abbiamo ben chiaro il caso, come stiamo considerando, sarebbe arbitrario decidere su questi aspetti qui in diretta. Quello che vi posso dire è che sicuramente è una condizione di procedibilità, anche su queste materie, se si vuole adire i giudici. Naturalmente, l'arbitro non è l'unico organismo, ma è possibile anche ricorrere alla mediazione, in caso di servizi di contrattualistica bancaria, e quindi di contratti bancari, accanto all'arbitro, c'è la mediazione, c'è la possibilità che ricorre al media, al mediatore, all'organismo di mediazione, in via, naturalmente, obbligatoria, nel caso in cui si voglia poi ricorrere al giudice. Dico subito che rispetto all'arbitro, la mediazione ha una natura diversa, in quanto prima una natura decisoria, ma l'organismo di mediazione, oppure parti si rivelavano meglio, il consumatore gridò che l'organismo di mediazione svolge un'attività di facilitatore nel raggiungimento di un accordo, quindi alla natura più, come dice il termine, di e di azione, e quindi in transazione, anche se non è tecnicamente una transazione, ma una vera e propria mediazione. Mentre nella decisione dell'arbitro, abbiamo un collegio giudicante che esaminerà la questione, e sulla quale poi si decide.
Allora, se vogliamo avere proprio un po' l'idea di come l'arbitro si muove, e possiamo vedere nelle prossime slide, con un fenomeno è quello delle truffe online, sul quale non vi nascondo, abbiamo anche svolto altri iniziative, proprio per aumentare la conoscenza di questo fenomeno, che sta colpendo, sta interessando tutte le fasce dei consumatori, non sono i meno rigida e orienti, cioè meno digitalizzati, ma anche i consumatori più digitalizzati, che vengono colpiti ugualmente a queste truffe, proprio per la eccessiva fiducia che si spesso si riconosce agli strumenti digitali. Bene, è interessante ripercorrere con voi cosa faranno, siano state alcune risposte, quali sono state le risposte della cifra su alcuni casi concreti, sul fronte dell'utilizzo degli strumenti di pagamento. Io ho individuato, ho preso tre casi di truffe più ricorrenti, che sono oggi ormai di dominio comune. Uno comune, uno è il phishing. Si tratta dell'invio di SMS, in questo caso si parla di smishing, o di mail con un link all'apparente sito dell'intermediario. Vengono inseriti dei codici di accesso, e naturalmente si chiedono i codici di accesso per al consumatore bancario. Fa molto, molto diffusa, che ha colpito, come dicevo, molte fasce di popolazione, e che in qualche modo, oggi, attraverso la PSD2, cioè la direttiva che tutta la normativa che l'attuazione della direttiva, a oggi si appoggia su un sistema di autenticazione forte, e conseguentemente, questo sistema, l'unificazione troppe, dovrebbe in qualche modo ridurre, ridurre questi casi di truffa. Ciò nonostante, in uno stunt, l'utilizzo del one-time password OTP, comunemente definito OTP, ciò nonostante, nonostante i codici di accesso, questa truffa riesce a, diciamo, ad essere attuata, grazie a momenti, diciamo, di poco, di poca prudenza da parte dei consumatori. L'arbitro, in questi casi, ritiene che in qualche modo vi sia una sorta di responsabilità del cliente, proprio perché è stato a lungo diffusa la notizia di norma di non dare a terzi, attraverso link, che i propri codici di accesso o le proprie parole chiave, che ci consentono di effettuare operazioni online. Di fatto, il, in questi casi, si ritiene che la, diciamo, la bellezza del del cliente non sia, sia, diciamo, non sia tale da non poter ritenere responsabile il l'intermediario.
In altri casi, in casi di truffa più invece in, sì, diciamo, complicati, quali gli epici. Un altro tipo di truffa abbastanza diffusa, l'utilizzo della voce, con il camuffamento del numero, del numero della banca, che con invio anche di SMS, con stessi, con lo stesso numero della banca. Gli orientamenti dell'arbitro sono stati più a favore dei consumatori, nonostante che vi sia un sistema, anche in questi casi, di autenticazione forte, che presidia le operazioni oggetto di truffa. Generalmente, il vishing si basa su veramente su una pressione psicologica. Abbiamo constatato anche in alcuni episodi, anche attraverso i contatti con le associazioni. Il vishing è quella truffa che più cerca di utilizzare dei sistemi, appunto, di psicologici, di debolezza della da parte dei consumatori. In questi casi, in occasione del camuffamento, l'amico ha avuto dubbi nell'attribuire una sorta di responsabilità all'intermediario, in quanto, nonostante che siano stati attivati tutti i possibili presidi.
Un altro caso di cui si è ritenuto responsabile di ca miliardi, quello della truffa cosiddetta sito sport.ro, cioè che avviene quando, che avviene in caso di sostituzione della SIM da parte del cliente presso gli operatori telefonici. In questi casi, c'è un dirottamento da carta, il truffatore, dei messaggi e dei codici stessi dei one-time password OTP, provenienti dalla banca. E qui c'è l'idea di una sofisticazione massima da parte dei frustatori, tali da indurre a, in qualche modo, attribuire la responsabilità di intermediario, che dovrebbe, che deve dimostrare che il cliente, il consumatore, abbia avuto una situazione di dolo, o addirittura di colpa grave, che è un po' una capace diabolica, proprio per il sistema in cui viene consegnata la truffa. Vedete, quindi, in questi episodi, in questi casi, in queste, diciamo, tipologie di truffe, come garbin rossi si sia si sia mosso. Fondamentalmente, quello che è importante dire è che sempre ricard, diciamo, ricade, grazie, questo è il quadro, la cornice normativa imposta dalla direttiva PSD2. E sempre chiesto alla parte forte del rapporto contrattuale, cioè di sterminio, l'onere della prova del dolo e della colpa grave a carico del consumatore. In alcuni casi specifici, per irrogare quello che stanno finora detto, questo onere diventerebbe la prof della prova, diventerebbe una probatio diabolica, proprio per come è congegnata la truffa. E quindi, conseguentemente, l'arbitro ha ritenuto responsabile, non diciamo, non ha ritenuto responsabili il consumatore, facilmente ha ritenuto di accordare, che alcuni casi, risarcimento dei danni, è accaduto negli intermediari. In altri casi, quando si è potuto constatare che il consumatore avrebbe dovuto porre in essere tutti quei presidi necessari di cautela e di, diciamo, di prudenza necessaria, quando si utilizza una carta di credito, o si utilizza una carta di debito, in quei casi, l'arbitro, di fronte alla prova di mancato, non mancante, ma il funzionamento, funzionamento da parte degli intermediari, l'arbitro non ha riconosciuto la, diciamo, la il diritto al risarcimento, negativi da parte del consumatore.
Non è la scorsa, possono solo un chiarimento. Cioè, bisogna farmi capire, in sostanza, ci sono tre soggetti: cioè il truffato, il truffatore, l'intermediario che è in mezzo, diciamo così, che l'organo di tutela interviene a favore del truffato, piuttosto che dell'intermediario, se rileva che i presidi di sicurezza che erano stati posti sono stati, come di, erano sufficienti e sono state rispettate le procedure. Ora, questo accade, il truffato resta truffato. Ove questo non accade, la responsabilità passa all'intermediario, ho capito bene?
Sì, è così. Anche se mi permetto di dire che, trattandosi di questioni, diciamo, di decisioni su questioni fattuali, cioè dell'art, l'arbitro entra nella questione, e non c'è un automatismo così schematico, perché naturalmente, c'è una valutazione degli aspetti attuali, più generale. Forse vale la pena ricordare, in caso, per esempio, di disconoscimento di un'operazione, perché poi la truffa non porta, determina il disconoscimento di un'operazione di pagamento da parte del cliente. L'intermediario è tenuto a dimostrare l'altra indicazione dell'operazione stessa, cioè il fatto che si sono stati posti in essere quei presidi, di cui abbiamo parlato della strong consumer authentication, e cioè, in definitiva, sul piano pratico, di OTP e gli SMS che vengono inviati dagli intermediari, la corretta registrazione da parte dell'intermediario, la sua, la corretta contabilizzazione, e voi che bravi, registrato conseguenze di malfunzionamenti, che le procedure necessarie. In più, naturalmente, deve dimostrare, quando l'intermediario viaggio ha dimostrato questo, che noi ci si è fatto un d'oro, una colpa grave, da parte del cliente. Qui, l'ora della prova, come dicevamo, è rovesciato. Tutto questo, però, è legato a dei profili fattuali, che per chi si occupa di giudizi, è chiaro, cioè l'arbitro entra naturalmente nel merito, sulla base della con documentazione che viene, che viene prodotta, sia da dal consumatore, che è quello che presenta il ricorso, è la parte che presenta il ricorso, sia intermediario, che ha diritto a presentare, come sempre accade, in un contraddittorio, delle rally, delle controrepliche, delle controdeduzioni rispetto alla parte storia, diciamo così, e cioè il responsabile. Quindi, in definitiva, se qui mi piace ricordare un'altra dicembre decisioni, se per esempio, cosa succede, naturalmente, sono profili episodici, perché è importante ancorarlo su aspetti specifici. Cosa succede, ad esempio, se si sbaglia nell'inserire l'IBAN del beneficiario? Cosa succede, ad esempio, se li paga errato, tt dal conto di un soggetto diverso da quello che inserito per gli fanno di cdc? Questa è la, diciamo, nel terrore più ricorrente, è che in questi casi, attraverso una decisione, addirittura al collegio di coordinamento, che è quella sorta di collegio che, a fronte dei diversi orientamenti, poi individua malina un maggioritaria, non è censurabile gli intermediari, e gli addetti e nord il pagamento, c'è sull'IVA, ma se sa utilizza nomi, ma verrà dedicato ai clienti. Questo perché per casey non si richiede e intermediario possa entrare nell'esame della correttezza dell'IVA, per ogni operazione, c'è un profilo, anche come si può immaginare, di funzionalità del sistema. La stessa cosa è legata ai prestatori di servizi di pagamento, che si devono però ad operare per recuperare i fondi, sulla base degli uomini di scienza professionale. Qui c'è un articolo, che quella del Codice Civile, negativa 1176, che impone intermediari di secondo moma, di utilizzare tutti gli uomini di tutte le possibili strade, per appunto, arrivi era un obbligo di diligenza professionale, che noi berlino definiamo qualificata.
Io passerei, se non ci sono altre domande, a quell'altra, diciamo, gamba della tutela individuale, che riguarda anche qui, l'enorme mole di dati, che provengono all'attività di tutela, attraverso gli esposti. Esperti, uguale, abbiamo detto, segnalazione, naturalmente, anche in questi casi, siamo segnalazione da parte della clientela, alla Banca d'Italia, su un rapporto, che in qualche modo, presenta delle anomalie, nei confronti del, che nei confronti dell'intermediario. Qui, abbiamo la possibilità, da parte della clientela bancaria, di rivolgersi alla Banca d'Italia, attraverso i portali online. Non è obbligatorio, ma qui siamo favorendo l'utilizzo di questo portale, perché, come potete immaginare, sul piano, riduce i tempi di trattazione delle esportazioni, e quindi consente un utilizzo più efficiente dei dati, che permangono in Banca d'Italia. Il consumatore, e conseguentemente, abbia, diciamo, sì, abbia voglia segnalare una presunta anomalia, in un rapporto con l'intermediario, può presentare una segnalazione alla Banca d'Italia. È importante dire che la Banca d'Italia è competente a trattare gli esposti, che riguardano i prodotti e servizi bancari. Non si occupa, per intenderci, di servizi di investimento, che sono affidati a un'altra autorità, alla CONSOB, ma che non si occupa, naturalmente, di attività assicurativa, e quindi di contrattualistica assicurativa, che è affidato, come ben sapete, all'IVASS. Cosa fa la Banca d'Italia, quanto riceve un esposto? Beh, sicuramente interviene, con del raccoglie di informazioni, anche da parte dell'intermediario, cioè trasmette copia dell'esposto all'intermediario interessato. Immaginate il numero dei rapporti tra intermediari, lei, quindi potete immaginare il numero di segnalazioni, che arrivano. Agli intermediari, possono arrivare anche alla Banca d'Italia. Noi rispondiamo al cliente, ma nel corpetto, utilizziamo le informazioni, che arrivano i bancari canea, per individuare i possibili comportamenti scorretti, e non conformi alle norme di trasparenza, o norme che regolano i servizi di pagamento. E trasmettiamo gli sponsor, del caso, in cui non ci sia, non sia di nostra competenza, ad altre autorità, quali GAS, onshore, COVIP, l'AGCM, l'Autorità Garante della Privacy, quando ci vengano segnalati dei profili di violazione della normativa sulla privacy. È importante, però, segnalare, vorrei sottolinearlo, che la Banca d'Italia non interviene nel merito delle singole controversie. E quindi, nel momento in cui ci viene sottoposto un esposto, precisiamo sempre al richiedente, o meglio, al segnalante, che noi non siamo i giudici, non siamo nemmeno arabi, pronome banca d'Italia, in quanto abbiamo visto che l'arbitro è un organismo che in qualche modo è gestito, sotto il profilo amministrativo, dalla Banca d'Italia, ma non sul piano delle decisioni, in quanto l'orlandina, un organismo indipendente. Quindi, noi non possiamo intervenire, nostra decisione, nel merito dei rapporti contrattuali, e non possiamo rendere noti gli esiti delle eventuali azioni di vigilanza, che possono scaturire, non dal singolo esposto, mar, a una serie di esposti, che ci pervengono su alcune tematiche. E i più, non rispondiamo agli esposti, su questioni che fanno, che sono già all'attenzione dell'autorità giudiziaria. Considerate che spesso, ha prima risposta di truppe, alla categoria esposti, di arricchimento, gli inglesi, arrivano esposti di legati a, a tanti profili, legati anche all'attività, diciamo, dei singoli intermediari, e conseguentemente, noi non possiamo, naturalmente, trattare, laddove ci siano aspetti all'attenzione, sia della truffa finale, e dell'autorità giudiziaria.
Ci vediamo un po' americano. Scusa, lo show room, ma in Germania, ma anche una, una domanda sulla slide precedente, sul perché non si possono rendere noti esiti di azioni di vigilanza, non un'azione di vigilanza in corso, ma gli esiti, perché non possono essere resi noti?
Pesa la bellissima domanda, c'è una risposta, sia sul piano economico, e diciamo, con un profilo economico, c'è una risposta, sul piano. Allora, sul piano economico, certo, efficienza del sistema di vigilanza, nel senso che il rapporto con gli intermediari è un rapporto legato a uno scambio informativo, che necessariamente presuppone uno scambio tra il soggetto controllore, soggetto controllato. Entrare nel merito delle singole controversie, per la Banca d'Italia, è impensabile, ma soprattutto, quando vendola a sud, e all'azione vigilanza, non sono mai azioni di vigilanza, che vengono assunte con riferimento al singolo esposto. Ecco, questo è importante sottolinearlo. Quindi, sarebbe un'azione di vigilanza, che prende spunto dall'esposto, ma che non era legato alla singola questione nell'esposto. Quindi, c'è un profilo di, diciamo, funzionalità della vicinanza. Poi, c'è un aspetto legato proprio al segreto, un segreto istruttorio della Banca d'Italia. Il segreto, e qui entriamo nelle dei vincoli giuridici. Allora, noi possiamo entrare, diciamo, svelare i nostri atti, i nostri provvedimenti amministrativi, esclusivamente quando c'è una richiesta di accesso agli atti, che presuppone un interesse del del singolo richiedente. Ecco, quindi, siamo su due piani diversi, e conseguentemente, quello che però vorrei che fosse chiaro, è che non c'è un automatismo tra esposto, spiegazione, ginanza, questa azione di intervento. Cioè, noi non possiamo ricondurre l'intervento al al single e stage, e quindi l'azione originalità, è un'azione legata al comportamento che per mediano, che può essere oggetto di valutazione su un piano dei controlli di vigilanza, ma che non è legato alla singola compromessi. Capisco che in un'ottica, infatti, dati individuali, diciamo, di rapporto con trattori, per sembrare strano, ma la nostra azione, un'azione collettiva dei padri, che forza, non è legata alla singola questione. Grazie.
Adesso, si, diciamo, germano ha fatto, ora la prima domanda dianese istintiva, leggendo la slide. C'è un'altra, invece, un più forse una curiosità, ma per capire a charmet, nel caso precedente, la tutela è quella del truffato, e mi sembra di capire, il truffato, in quella, in quella prospettiva, non è l'intermediario. Nel caso dell'esposto, diciamo, l'esposto viene presentato solamente dal cliente, per esempio, di una banca, o può essere presentato anche da un intermediario, che ha, diciamo, difficoltà, adesso non so definire sul piano?
Allora, un cliente, o qua, anche con altri intermediari, cioè, diciamo, esistono diverse possibilità, né con il campo nero, al posto dei soggetti. Noi definiamo, che si, allora, precisiamo, e mentre all'arbitro ricorrono i consumatori, come dicevamo, è anche piccoli, anche i piccoli imprenditori, cioè, e quindi parti, parti nel sistema. Mancano le risposte, è una segnalazione di anomalia. Questa segnalazione di anomalia, non ha un quadro normativo, al pari di quella dell'abito, è soltanto un canale d'ascolto, che la Banca d'Italia, come anche altre vista, naturalmente di vigilanza, apre, con riferimento alla propria attività. Abbiamo esposti di natura privatistica, che quindi si concentrano sui rapporti tra intermediari e consumatori, che sono quelli di cui vi sto parlando oggi. Ma abbiamo anche esposti di grip, esposti, o meglio, segnalazioni, che mia moglie, così, di altra natura, che siano i cosiddetti esposti aziendali. Gli stessi aziendali, hanno una caratterizzazione, che sono esposti, che hanno balli informazioni sull'attività dell'intermediario, su un consiglio di amministrazione, magari, che non funziona, su una filiale, che chiude negli orari non consentiti, o meglio, che fa attività intermittente. Questo riguarda l'attività, l'operatività della, riguarda la festa, non riguarda il rapporto specifico tra cliente e intermediario. Quali sono i soggetti che possono presentare questo tipo di segnalazioni? Becchi, rilasciate, lasciamo a, a gli interlocutori. Noi non abbiamo segnalazioni di tutti i tipi, e in questo, sotto questo profilo, vale la pena ricordare, che abbiamo anche segnalazioni da parte delle associazioni dei consumatori, che sono, diciamo, segnalazioni di ordine, diciamo, collettivo, cumulativo, chiamiamo così. Abbiamo segnalazioni da, spesso, anche da dipendenti di banche, sono etero genita di interlocutori, che si rivolgono alla Banca d'Italia, quando, nella loro esperienza quotidiana, constatano delle anomalie. Naturalmente, questo accade in tutte le attività di controllo, e a tali da sempre, anche in banca. Rimane quello che, però, volevamo in questa serie, segnalare, che noi consideriamo questo corpus di segnalazioni, che delineano esposti tra intermediari e clienti, un corpus informativo molto importante, perché ci aiuta a individuare, anche come dicevo prima, in un'ottica predittiva, fenomeni ricorrenti. Quando avvengono tante segnalazioni, chiaramente c'è qualcosa che non va nel mercato, e nel rapporto con gli intermediari. È un processo osmotico, anche sul piano delle questioni regolamentari, e delle questioni normative, che poi vengono affrontate in altre sedi.
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Allora, io so se sono tanti anche questi metri ricorsi, erano nei primi mesi dell'anno, circa 22.000. Noi riceviamo circa 8.000 esposti all'anno, 8.000, 10.000, miglia sono stati da discorso 8.500 a settembre, e sono molto vari, e una massa eterogenea informativa, con molte informazioni utili. Nella slide, potete individuare la distribuzione per materie. Naturalmente, anche qui, la parte del leone, la storica, i finanziamenti. Naturalmente, anche qui, abbiamo più della maggioranza legata ai finanziamenti. Si può comprendere, negli ultimi tempi, di come potete immaginare, sono stati tanti esposti sulle misure di sostegno, finanziarie, a sostegno della clientela, per effetto della della pandemia, e per questo, abbiamo anche attivato nel desk, che ha avuto grande funzione, come canale di.
Ascolto. Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni proprio sulla possibilità di accedere sia alle moratorie, e cioè aiibi, alle cosiddette rinvio del pagamento delle rate del mutuo, delle rate o nelle rate di finanziamenti. Ebbene, Leicester ha fornito informazioni richieste, ha fornito risposte alle PS di informazioni, non chiede risposte alle altre segnalazioni. E tra 24 ore è stato per noi un servizio alla clientela che riteniamo molto utile, come esperienza che ha vissuto caratteri, diciamo, sperimentali, dai quali abbiamo tratto davvero gli elementi informativi e soprattutto possibili spunti per iniziative ulteriori in futuro, come strumenti, come per un rafforzamento degli strumenti di ascolto.
Anche nell'ambito delle segnalazioni, stiamo adottando l'intelligenza artificiale. Questo è un progetto che si chiama Ester e si muove sulla stessa, sulla falsa riga, o meglio, questo farà da battistrada per quell'altro di cui ho già parlato, applicato alla BF. È un progetto che applica alla cosiddetta, appunto, supervisor technology, cioè, in definitiva, l'intelligenza artificiale di cui tanto si parla, e quindi algoritmi, programmi sofisticati, che ci consentono di trarre dalla massa intera gene ha delle informazioni utili per l'azione di vigilanza, come di cino normativa di educazione finanziaria, in un'ottica 4 più predittiva.
L'idea, come vi accennavo, è quella di vedere la frequenza dei fenomeni, la attraverso l'accorpamento, diciamo, abilità di cluster di fenomeni ricorrenti, che possano poi aprire, diciamo, sollecitare una particolare attenzione anche da parte della vigilanza. Quello che è importante è che stiamo adottando questo, questo sistema attraverso, come dicevo, un utilizzo di tecniche di text mining and machine ora gunther, e soprattutto attraverso questa individuazione di in cluster, in cui dal becco anni possano emergere quelle informazioni da utilizzare nella vigilanza. E questo progetto ne ancora in fase di realizzazione. Speriamo di poterlo adottare in tempi brevi. E anni di questo ho piacere, a piacere in altre occasioni di entrare il dettaglio.
Ed è importante segnalare che naturalmente cambia l'ottica della nostra attività di tutela nella nella strada della multidisciplinarità, e questo tema sul quale mi piace spesso porre un'enfasi particolare. L'applicazione dell'intelligenza artificiale sia a sistemi con quello che abbiamo esaminato dell'album, sia a questa data warehouse che formato dai tutti gli esposti che a noi arriva, impone l'utilizzo di professionalità diverse. Da un lato tecnici esperti informatici, dall'altro economisti, dall'altro non giuristi, che possano in una visione integrata e soprattutto evolutiva, perché come sappiamo si definisce intelligenza artificiale quel sistema che si auto di niente, e quindi gli amici di un aggiornamento continuo anche sul piano metodologico. Ebbene, come dicevo, questa morte disciplinarità caratterizza il nostro approccio in questa fase storica della tutela della clientela.
E mi permetto di dire, ringraziare l'ascolto e di chiudere ha colto nel con un interrogativo che lascio aperto per le possibili domande, proprio come footing. Ebbene, averlo ruolo muovendo i primi passi di applicazioni della tecnologia a ambiti e sono validi tipicamente dominati da ai professionali quali quelle giuridiche o economiche. Certamente possiamo dire che abbiamo un futuro di massima integrazione delle conoscenze. Questo è il messaggio che lascia, è che lascia anche partecipanti, come anche usura di questa mia carrellata nel libro gli strumenti della tutela individuale. Io avrei concluso, credo il tempo che domani. Grazie.
Grazie mille Antonella per questo interessantissimo seminario. E io ho innanzitutto una riflessione anche a termine di questo corso di otto seminari, in cui abbiamo visto come l'innovazione tecnologica abbia portato da un lato all'evoluzione del sistema dei pagamenti, un'evoluzione importante in termini di efficienza, in termini anche di efficacia, di riduzione dei costi, di riduzione dei tempi, da un lato, in termini di nuovi strumenti di pagamento, di nuove attività e cripto attività, e poi e fino arrivare al progetto dell'euro digitale come nuova valuta digitale dell'area dell'euro. E dall'altro, la stessa innovazione diversamente aumentati rischi, i rischi a cui tutti i consumatori, tutti i risparmiatori, tutte le persone che effettuano pagamenti sono soggetti. E oggi abbiamo visto che avevamo già visti in parte anche quelli legati i sistemi di pagamento con commedia iride, e oggi ne abbiamo rivisti alcuni nei vari esempi che ci ha proposto. E quindi questa doppia faccia dell'innovazione, che però poi torna nell'innovazione dei sistemi di tutela, da un lato quello che ci ha mostrato dell'arbitro, e poi anche nel nella gestione dei dati, nell'esposto. Ecco, quindi, diciamo, è un po più una riflessione, più un commento questo primo è il mio intervento, che una riflessione sull'importanza rischio opportunità dell'innovazione e dei sistemi finanziari in generale, del sistema di pagamento in particolare, e della tutela stessa, e della necessità di queste discipline, di queste competenze interdisciplinari. Forse un minimo anche l'ingegnere dovrà avere delle competenze giuridiche, dovrà avere delle competenze economiche. Credo di sì, come credo anche il giurista necessiterà di un di un background minimo di background di competenze economiche, piuttosto che non informatiche, ma almeno conoscenza di quello che di quelli che sono le innovazioni del sistema. Questa era una riflessione. Non so, non so se vogliamo.
Sicuramente mi ritrovo in questo sintesi tra dischi e opportunità che caratterizza tutte, diciamo, i passi in avanti nella attività di controllo, l'attività di vigilanza. E in questi giorni il nostro dice il direttore generale ha riportato i rischi sono legati all'utilizzo dell'impianto artificiale della valutazione del rischio creditizio. Naturalmente, quando si affrontano queste tematiche, bisogna avere chiaro che sono strumenti e non finì. Per come spesso accade, e conseguentemente bisogna adottare tutte le camere immaginabili, tutte le possibili funzioni, io dico di ricoveri su questi utilizzi, uscendo un po' da una sorta di solennizzazione ad oltranza di queste tecnologie, che poi portano anche possono portare anche a delle derive incredibili attraverso magari utilizzi impropri di programmi. Sappiamo che uno dei temi dell'innovazione artificiale caro anche la commissione europea per ampliare il quadro è quello dell'etica della della tecnologia dell'intelligenza artificiale. Anche su questo fronte occorrerà esplorare quali sono i rischi e quali soprattutto sono i limiti che dobbiamo imporre a queste a questo nuovo strumentario. E sicuramente una fase la nostra, una fase ancora embrionale, che che se ne parli, se ne dica nell'intelligenza artificiale, che però come sempre accade ha dei ritmi di crescita esponenziale, che abbiamo visto in altri settori, la mia misto con la digitalizzazione dei servizi di pagamento, e lo vedremo probabilmente anche lettere scienze artificiali. Quindi, condivide il pieno da sintesi tra rischi e opportunità che costituiscono un po' le nostre parole chiave, se vogliamo sintetizzare l'attività della Banca d'Italia.
Grazie Antonella. Sente, diciamo, vedo che arrivano in verità poche nuove domande, perché un tema tecnico, naturalmente, che può trovare maggiore, diciamo, difficoltà. L'abbiamo visto anche negli incontri precedenti, quelle dove c'era una visione, diciamo, meno tecnica, consente agli studenti che sono normalmente informazione di avere un, diciamo, una maggiore facilità nell'intervenire dibattito. Diciamo, cerchiamo di farci interpreti in questo caso. E parlato di commissione europea, anche qui, naturalmente, immagine su questi temi ci siano dei canoni comuni che vengono sviluppati attraverso direttive, piuttosto che vicinanza comune. C'è questo questo elemento, ci può dare qualche.
Assolutamente sì. Non solo c'è una direttiva sull'arbitro bancario, giulia br su un sistema di ADR, perché poi punto, sia in Europa, c'è una tecnologia unitaria che quelle delle alterne di steve solutions. Ma mi fa piacere questa rispondere a questa domanda, perché quello che è importante segnalare che l'arbitro bancario finanziario partecipa a una rete europea di altri, chiamiamoli arbitri o mi ami gli hanno nomi diversi, che istituita proprio dalla commissione europea, ed è questa rete nominata, si chiama Fine, appunto, Fine sta col Financial, ha ovviamente per reti Fine, e noi partecipiamo e sono tanti anni che partecipiamo in questa rete, e mette a confronto le esperienze di tutti gli arbitri. E importante sottolineare che come prassi, attraverso l'arbitro, noi siamo secondi solo agli pesi, carnegie numero di ricorso. Gli inglesi sono partiti più avanti prima di noi dal 2000, è il boss ha una natura diversa, e appunto l'arbitro che un arbitro finanziaria inglese, avventura diversa, ma riceve più ricorsi da parte della micromeccanica iniziano, ma subito dopo è la mancata finanziario italiano che ha nella scala dei ricorsi. E questa c'è molta attenzione anche da parte della commissione europea in termini di trasparenza e di correttezza delle relazioni. Naturalmente, le modalità con le quali si vengano attivati in questi canali di scontro e questi strumenti di tutela sono diverse, non sono tutte uniformi sul piano dei, per esempio, degli esposti. Quelli ibridi finiano esposti, ci sono esperienze di diverso tipo. In alcuni casi esposti sono in innestano dei procedimenti amministrativi, neri in altri casi, come nel caso italiano, non sono procedimenti amministrativi, cioè non c'è la possibilità di ricorrere al TAR, per intenderci, nel caso in cui ci sia una mancata risposta da parte per della partita. In ogni caso, quello che è importante sottolineare è il trend crescente di attenzione da parte di tutti, di tutti i paesi europei, indotto a la commissione, è naturalmente questo in particolare con i servizi di strumenti di pagamento, dove addirittura che termini di risposta abbiamo visto dei reclami per di intermediari sono ridotti rispetto ai termini ordinari, quando non consumatori si rivolge al palabanca o alla finanziaria ha 60 giorni di tempo per ottenere risposta, o meglio, l'intermediario è obbligato a rispondere entro 60 giorni per disposizioni regolamentari. Viceversa, il capo dei servizi di pagamento, l'intermediario ha l'obbligo di rispondere i 15 giorni. Una volta che poi ha risposto all'intermediario, si può attivare l'abico. Questo lo dico perché questi termini sono tutti termini che dentro non di scontro in Europa, visione e delle normativa.
Scusami, ci sono, ma scusami, proprio terminare il ragionamento che stavo facendo, se ti senti. Volevo dire, quindi, diciamo, come dire, in Europa su questi temi, se capisco bene, insomma, e noi abbiamo linee guida complessive che immagino vengano anche oltre che della commissione, a mano, ma anche la. Scusa mi, sa che fra un po' abbiamo. Non sono stata chiara. Abbiamo una direttiva sugli anni OK, non abbiamo dire diversi gli esposti. Se poi farà ecco, quindi, voglio dire, su questo tema è possibile che delle soluzioni adottate all'interno di un paese della comunità possano differire o avere, diciamo, diversa attenzione in un altro. Ha scoperto le mani fisco crea problemi di dialogo a livello di istituzioni, cioè immagino una banca centrale che naturalmente, diciamo, interviene meno sui temi della vigilanza, che mi sembra sia più in qualche modo lasciata all'autonomia o comunque, diciamo, un margine maggiore autonomia dei singoli paesi. Come dire, richiede una moral suation rispetto a comportamenti comuni, e se sì prevalgono, c'è un movimento verso una gara su una convergenza, un confine comune, diciamo, e condiviso.
Allora, quando che sicuramente si in termini di prassi, con riferimento agli esposti, come dicevo, è lasciato un po' ai agli scambi sostanziali, e che sussistono tra le autorità di vigilanza. Noi abbiamo dei gruppi di lavoro di quali partecipiamo a livello di vicinanza, nei quali esponiamo i nostri risultati di alcune in queste materie. Quello che volevo dire è che quando però si toccano gli ordinamenti giurisdizionali, e riesce difficile un'armonizzazione massima dei sistemi, questo va detto, in quanto ovviamente le soluzioni ordinamentali possono essere diverse. Sussistono degli arbitri, come dicevo, conciliativi o chiamiamoli mediatori, poi sussistano gli arbitri collegiali, come nel caso nel caso nostro, e quello che è importante però è capire che ogni paese ha necessità di avere un punto di risoluzione stragiudiziale le controversie, ma non c'è un fluire armonizzazione massima tra, diciamo, cioè una sorta di coordinamento è importante anche settoriali, come facciamo parte, come dicevo, di questa rete Fine, nell'ambito della rete Fine degli arbitri, abbiamo una grande scambio di esperienze, di prassi, di capire noi spesso esponiamo i nostri risultati che otteniamo da sarli locali, e soprattutto acquistiamo informazioni a livello europeo. Se c'è una tendenza in atto a un avvicinamento degli ordinamenti, è difficile vederlo. Certamente c'è un prete crescente della rilevanza di questi ADR in termini di peso negli ordinamenti, questo lo posso senz'altro dire con certezza.
Io avevo una una domanda un po' più tecnica, in realtà, più in riferimento ai tempi e ai tempi dell'arbitrato. All'inizio c'è stata una slide in cui venivano mostrati come una riduzione considerevole dei tempi della durata dell'arbitrato da da 200 giorni a 120 cm sono al metro delle sospensioni, va detto scientifici, ha detto velati, però è un dato molto interessante, soprattutto penso anche in riferimento al dibattito attuale sulla giustizia italiana. Però ecco, che è successo? C'è stata un'innovazione che ha permesso questo? Cos'è successo? Come mai si sono.
Ringrazio la ringrazio della domanda. Rie naturalmente, noi l'arbitro che il soggetto a dei criteri di efficienza, anche di efficaci, e quindi di qualità, diciamo, negazione ai quali noi siamo molto sensibili, in quanto come dicevo, gestiamo di sistema dell'amico, anche se l'arbitro è a livelli decisionali del sistema indipendente, però sul piano degli stati gestiamo questo sistema. Bene, cosa ha portato? Molte sono state le iniziative che abbiamo adottato, che qualche modo hanno concorso alla riduzione i tempi. Ci sono state iniziative di tipo regolamentare legate all'per esempio, a parlarlo del potere presidenziale monocratico. Ultimamente abbiamo adottato il potere del presidente di non portare la decisione al collegio, come avviene intera giurisdizione civile, ma di decidere allorquando ci sia un orientamento consolidato direttamente la decisione, oppure dichiarare inammissibile direttamente il ricorso, deve entrare il tecnico. Alcuni ricorsi sono dichiarati inammissibili, in quanto non hanno le condizioni per essere per essere presentati. Uno di questi è il soggetto che il consumatore non abbia presentato prima il reclamo la barca. Pensiamo dei porti i tempi tecnici per arrivare alla risposta della barca. Questo è un comparto. Poi ci sono alcune alcune innovazioni tecnologiche, di cui in parte ho parlato. Non infrangono ancora il tecnico i ricorsi degli all'arbitro sono ricorsi che avvengono solo online. Questa è una cosa molto importante, perché la trattazione online dei ricorsi che questo è avvenuto relativamente liscia, che recentemente dal 93 dal 2019, questo ci comporta un restringimento dei tempi su toni. Considerate in tutte le in tutti i amministrazioni, diciamo, tutti in tutti i punti di ingresso, quando entra qualcosa va catalogata, classificata, naturalmente, c'è tutto passolina di codici da rispettare, tutto questo meccanismo che si attiva nel momento in cui si prefetta cartaceo, al pari di quello che è avvenuto nella giustizia civile attraverso il processo telematico, che sta per concludersi in cassazione, ma anche la cassazione, come sapete, sarà attivato il processo telematico. Ecco, tutta questa sicilianizzazione del processo, naturalmente, favorisce niente di cui abbiamo parlato, questo assolutamente, così come la riduzione in alcuni casi dei tempi, poi di repliche e controrepliche. Ci sono i tempi che possano definirsi interni, che con termine a tecnico in termini procedurali. Grazie.
Dunque, c'è una piccola, diciamo, riflessione di un partecipante al seminario, che mi sembra più una riflessione complessiva, però, diciamo, è utile riportarla. La simpatizzo, cioè in merito ai processi e l'intelligenza artificiale che ci hai dimostrato in precedenza, e che dovrebbero governare la riorganizzazione, diciamo, l'efficientamento dell'informazione, c'è un richiamo complessivo a un elemento etico, diciamo, delle relazioni interpersonali e inter, diciamo, bancarie, cioè del rapporto con le istituzioni, tra il, diciamo, il cliente, il sistema bancario, il sistema, diciamo, degli intermediari. Ma questo naturalmente un tema che è sempre presente, che va anche al di là del stesso, diciamo, che lo stesso apporto tecnologico. Comunque, insomma, volevo faceva piacere di portarla come considerazione. Volevo sapere se questa chi stava intervenendo Antonella, star internet, forse un altro? No, se non so se Riccardo, Maria, Iride, diciamo, hanno loro valutazioni, essendo stati loro poi, diciamo, così costruttori di questo, di questo ciclo seminariale.
Allora, dico una cosa, io al volo. Prima di tutto, grazie a tutte le studentesse e a tutti gli studenti che hanno seguito i seminari. Grazie all'Università di Urbino, che è stata così gentile nell'accogliere la nostra proposta. Mi sembra che i seminari sono andati bene. Germana, con la sua domanda, ha un po' riassunto lo scopo dei seminari. La storia della moneta e dei pagamenti è caratterizzata, secondo noi, da quattro parole fondamentali: storia, regole, digitalizzazione e tutela. Quando diciamo digitalizzazione, potevamo anche dire innovazioni. E la storia della moneta è una continua rincorsa tra innovazioni e regole. E le innovazioni, insieme con le regole, danno luogo alla necessità di tutela. Quindi, intorno al seicento avanti Cristo, gli uomini scoprono, inventano le monete metalliche coniate. Sono un grande strumento di progresso rispetto al baratto, uno straordinario strumento di progresso. Però tutti cominciano a dire: "Ma ci sarà veramente l'oro dentro queste monete metalliche? Ci sarà veramente l'argento?". E allora nascono le regole. Lo stato, il sovrano, era allora il re della città stato greca, che fa mettere la sua effige sulla moneta per segnalare che quella è una moneta buona. E ci sono delle tutele. Estremizzando un po', voi ricorderete che i falsari a Roma erano puniti con la pena di morte, perché chi falsi falsificava le monete metalliche sfidava il potere del re, sfidava il potere dell'imperatore, quando nascerà l'impero romano. Quindi era un delitto gravissimo. Oggi, per fortuna, siamo diventati più democratici. Ma questa interazione tra innovazione e, come dice a Germana, maggiori rischi e necessità di regole e tutele, c'è ancora oggi. Quindi, è nata Biconne, sono nate le stable coins, però c'è la reazione delle autorità, e quindi c'è un progetto europeo, regolamento europeo sulle cripto attività, e c'è l'introduzione di regole per le stable coins. E poi c'è l'euro digitale, come c'è la Germania, che è una risposta importante. Però è stato giusto chiudere con le ultime due lezioni sulla tutela, prima Bruno e oggi Antonella, perché la tutela è l'altra risposta ai cambiamenti e tecnologici che possono comportare maggiori rischi. Io mi sono divertito molto e ho imparato molto. Quindi, veramente, ancora grazie. Grazie.
Grazie, grazie Riccardo. Non so se Maria Iride voleva aggiungere qualcosa.
Quindi possono anch'io ringraziare veramente tutti quanti. Per me è stato molto interessante anche seguire tutto il corso, anche tutte le lezioni. Forse soltanto una battuta e poi io vi devo anche salutare, per cui saluto fatto con un po' di anticipo. Oggi avevamo detto, quando abbiamo parlato dei rischi, che rischio zero non esiste. Di fatto, oggi Antonella ci ha raccontato come le regole hanno cercato di allocare i rischi e come hanno cercato di trovare un equilibrio, diciamo, quando qualcosa di non autorizzato, qualcosa di non voluto succede nell'ambito dei pagamenti. E quindi abbiamo noi come utilizzatori la possibilità di rivolgersi all'arbitro per segnalare che è successo un fatto, e quindi l'arbitro giudica poi se è stata una colpa nostra, oppure se è stato un problema di sistema, un problema di sicurezza, problema dell'intermediario. Questo è un po', diciamo, anche per trovare il link, no, con la lezione sui rischi. Vi ringrazio tutti e vi saluto.
Grazie a tutti. Ragazzi, ma anche per gli occhi. Aggancia ringraziamenti e naturalmente ringrazio anch'io come ultima, diciamo, di questa roba. Dunque, io naturalmente adesso, diciamo, mi sento un po' più sicuro nel senso che io ho imparato tante cose. Adesso so che poi c'è oltre Riccardo, e magari adesso c'è Antonella che mi tutela, e diciamo, ogni volta che ho un dubbio tra un bonifico e una telefonata, ricorrerò direttamente, oltre agli organi che ci sono stati presentati, alle istituzioni, direttamente alla dottoressa Magliocco, così ci sentiremo più tranquille. Quindi hanno fatto raziale, le assicuro, è un mondo molto mario, variegato, molto interessante, molto interessante, perché è un modo basato sui dati, cioè su informazioni. Non so se ora sono riuscito a trasmettere l'importanza dell'informazione, quindi in un'economia di dati, non può che essere veramente una porta attraverso cui si conosce la realtà, in queste importante. Grazie.
Sì, direi, e dal punto di vista, diciamo così, di chi come noi opera nell'educazione, nell'educazione economica, naturalmente noi parliamo, insegnavo macroeconomia, politica monetaria, intermediari finanziari, e diciamo, questo questo incontro, questo ciclo di seminari, ci ha dato la possibilità di avere in precipitato, diciamo, tutta una serie di concetti che a volte possono sembrare essere solamente, diciamo, formule e o ostacoli da superare per per lo studente, al fine di raggiungere una votazione. Ma in verità, hanno importanza concreta. Anzi, io direi, dalle parole che tu, cioè, prima detto anche rispetto all'operato, diciamo, dell'Europa, della commissione, del sistema, appunto, banca centrale, esiste un tram e un ordito estremamente complesso, diciamo, della della regolamentazione, che è fondamentale per garantire la fiducia.
In te vorrei chiudere, se non ci sono altre osservazioni. Vedo che in linea il magnifico rettore dell'Università di Urbino, il professor Giorgio Calcagnini. Non so se ha qualche riflessione finale, essendo lui, peraltro, un docente, appunto, viene dall'economia monetaria, dai terminali.
Ma molte riflessioni avete già detto voi. Volevo solo ringraziare tutti, dagli organizzatori ai relatori, e anche gli studenti. Devo dire che penso che gli obiettivi, un po' del corso, come era stato pensato, sono stati raggiunti. Devo dire che la possibilità che prima non c'è un periodo diverso di temporale, avremmo cercato di farlo in presenza, sarebbe stato più probabilmente più più bello, più tradizionale, più vicino alle nostre formazioni, ma la possibilità di farlo online ha permesso di raggiungere un numero sicuramente più elevato di partecipanti. Ho sempre visto che insomma, il numero è stato superiore alle 100 unità, che anche in alcuni casi, soprattutto le prime lezioni, insomma, significativamente più alto. E il fatto che il numero si sia mantenuto costante, vuol dire che sicuramente gli argome argomenti trattati sono stati di interesse, sia degli studenti, ma anche di chi non è strettamente uno studente, ma chi ha voglia di continuare nel processo di apprendimento. E quindi questo, secondo me, è importante. È uno strumento che probabilmente rimarrà, e con una di quelle cose che abbiamo imparato in momenti difficili, e ne abbiamo scoperte le potenzialità. Tutti gli atenei, così come Urbino, si sono attrezzati in quest'ultimo anno con tecnologie all'avanguardia per fare lezione a distanza. E sicuramente, come ripete, ci saranno momenti di tipo tradizionale, in cui sicuramente chiederemo Riccardo di venirci a trovare, somma, magari di Iride, Antonella, se vorrà, ci farà molto piacere. Trovo un tè volte capiamo anche le difficoltà di distanza, rimane un problema, spesso che complica anche la trovare delle soluzioni temporali che vadano bene a tutti. Quindi questo permette di raggiungere un numero elevato di persone, permette di avere dei relatori che spesso non sarebbero in grado di venire in presenza a Urbino, insomma. E quindi, e secondo me, questa è una cosa molto importante. La possibilità, e molto di registrare queste questi vari seminari, che che rimarranno a disposizione della comunità, di chi vuole ha perso qualche lezione o meno, pensa per sé alcune, e quindi avrò quando avrò il tempo di guardarle, sicuramente sarà molto facile farlo. Quindi credo che questo sia importante. E soprattutto, ecco, per solo per chiudere, non scordiamoci appunto che il tema era quello dell'educazione finanziaria, della, e secondo me, quello che hanno messo in luce questi incontri, proprio questo, cioè l'importanza di conoscere come funzionano certi strumenti, nel caso specifico di pagamento. Credo che tuttora, penso che chi soprattutto chi sta in Banca d'Italia, informazioni più dettagliate, ma è capitato anche a me di fare piccoli calcoli sulle differenze, ad esempio, regionali in Italia, sulla formazione e sull'educazione finanziaria. Sono differenze che rimangono, e che spesso rappresentano anche degli ostacoli alla crescita, sia culturale che economica delle regioni, o se volete, una una crescita differenziale tra regioni con livelli di educazione finanziaria diversa. Questo tipo di strumenti permette di raggiungere sicuramente un numero più elevato di utenti, e può essere un contributo, no, come lo è stato la televisione negli anni 60, quando c'era il maestro che sono, mi ricordo come si chiamava, mi sfugge il nome, ma insomma, ha permesso molti italiani di imparare l'italiano e pa ra da scrivere. Ecco, qui noi in questo caso, con questi nuovi strumenti, diciamo, facciamo un passo ulteriore. Per me la conoscenza, e quindi svolgiamo anche il nostro ruolo dell'università di terza visione, di trasferimento non solo della conoscenza nelle aule, ma anche fuori delle aule, nella società. Quindi, e per questo, di nuovo, grazie alla Banca d'Italia, in primis, chi ha partecipato a questi incontri. Grazie.
Grazie. Grazie molte. Grazie al Rettore. Io, diciamo, non so, credo che siamo giunti alla fine di questi questi cibi. Le parole del Rettore hanno raccolto il senso primo e ultimo eredi di questi di questi cicli. E quindi io, diciamo, mi fermo. Ringrazio cominciato a Urbino, perché c'è la professoressa Germana Giombini, con cui abbiamo lavorato per organizzare. Poi passerò sicuramente la nostra relatrice di oggi, la dottoressa Antonella Magliocco, che ci ha portato appunto dentro il tema della tutela. E ha nuovamente ringrazio Maria ieri dei Vangelisti, che è il punto ci ha dovuto lasciare per un altro impegno, e il dottor Riccardo De Bonis, poi abbiamo allestito insieme questo lungo percorso di formazione, appunto, che va oltre le mura dell'università, e tramite appunto la didattica, la dub, come viene, diciamo, che chiamata, consente di aprire l'università, ma direi anche, a questo punto, la Banca d'Italia, diciamo così, a un punto di osservazione esterno per degli utenti, e possiamo dire, oltre degli studenti, anche proprio di chi opera nel mercato, anche nel risparmiatore. Ringraziarlo, scordiamoci di ringraziare Donatello Più soli. Noi abbiamo tutto il nostro staff tecnico, di cui è un anello three sellino rappresenta, diciamo così, il deus ex machina di tutto il processo. Dobbiamo ringraziare a questo punto. Io chiuderei, ahimé, list, come la mia, c'è un posto in prima di chiudere, c'è un commento, e penso che fra le nostre domande e risposte, questo che faccia piacere a tutti, di un nostro di un partecipante, e figlio Bagatin, che dice: "Ringrazio per l'opportunità che mi è stata offerta di partecipare alle interessanti lezioni. A 78 anni compiuti, sono tornato studente, memoria del biennio giornalismo 80-82, vissuto nella cornice di Urbino, città stupenda. Grande grazie." Allora ringraziamo anche i nostri studenti di lungo corso e salutiamo Banca d'Italia, Urbino, il nostro Rettore. Vederci a tutti. Grazie.
Grazie, grazie a tutti. Ciao, ciao.
Nato. Grazie.