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Ripassiamo Hegel 1: i pilastri del suo sistema filosofico.

Matteo Saudino - BarbaSophia5:50

Transcription

Cinque minuti in compagnia di gag è quasi impossibile, ma ce la faremo.

Ed hegel nasce nel 1770 a Stoccarda e muore nel 1831 a Berlino, probabilmente di colera. Hegel è il massimo esponente del leaderismo tedesco, nonché il massimo esponente dell'idealismo in generale. Sono tre i pilastri dell'idealismo hegeliano, vediamoli insieme.

Punto primo: la risoluzione del finito nell'infinito. Punto 2: la coincidenza tra ragione e realtà. Punto 3: la funzione giustificatrice della filosofia.

Partiamo dal punto primo. Cosa significa che il finito si risolve nell'infinito? Secondo hegel, la realtà non è un insieme di sostanze autonome, bensì la realtà è un unicum, è una totalità e una unità. E le singole parti, le singole finitudini, infinito altro non è che una manifestazione dell'infinito, di un soggetto assoluto, di un soggetto assoluto infinito che anche soggetto che autoproduce se stesso. E dunque l'infinito si autoproduce e produce il finito. Infinito altro non è che una manifestazione dell'infinito. Il finito, dunque, non esiste in sé per sé. Il finito è soltanto una manifestazione dell'infinito. Dunque, dove noi vediamo infinito, nell'età, c'è un rimando all'infinito, perché per hegel il finito è una manifestazione dell'infinito. E dunque il finito, le singole finitudini, sono una manifestazione dell'infinito. E dunque il sito coincide con l'infinito. Siamo in presenza di un monismo panteistico, cioè c'è un soggetto unico che è coincidente con tutta la realtà, con il tutto. Monismo panteistico: tutto è coincidente con un soggetto assoluto infinito che si autoproduce e producendo si produce tutte le realtà finite. Per ed è vero l'intero, non è vero la singola parte. Le singole parti, le singole finitudini sono una manifestazione di un orizzonte infinito, cioè di un soggetto sull'infinito che si produce, si autoproduce, che diviene. È un soggetto assoluto diveniente, in costante divenire.

Secondo punto. Secondo hegel, tutto ciò che è razionale è reale, tutto ciò che è reale è razionale. Cosa vuol dire? Vuol dire che per hegel la ragione non è astratta, ma è sempre una ragione concreta. Irrazionali si concretizza nel reale e irreale, di conseguenza, è una manifestazione del razionale. Non siamo in presenza di una razionalità astratta, non siamo un pregio della società che deve esserci che deve essere, ma di una razionalità che è sempre il reale, è sempre manifestazione della ragione, perché la ragione non rimane mai al di fuori della realtà, ma sempre si concretizza, sempre si manifesta nel reale. E dunque, in questo caso, siamo in presenza di un paologismo, cioè tutto è prodotto dal logos, dalla ragione. Il logos e coincide con tutto, il tutto coincide con il logos. Nella prima parte finito-infinito abbiamo chiaro il rimando a fitte, il padre dell'idealismo, al suo infinito. Dispone si contrappone, poi si ricompone. In questa invece seconda parte de di paologismo è chiaro il richiamo al grande panteista razionalista del seicento, ovvero barok le spinosa. Due grandi punti di riferimento dell'idealismo di hegel. Dunque, tutto ciò che è reale è razionale, vuol dire che la realtà è una manifestazione della della ragione, la quale infatti mai astratta, meyer in in sospensione, sempre nella concretezza, sempre nella manifestazione della realtà.

Terzo e ultimo punto. Terzo pilastro del legalismo: la filosofia è come la nottola di minerva, cioè come la civetta. Giunge al termine del giorno per contemplare durante la notte il giorno che è passato. E dunque si manifesta al crepuscolo per avere tutta possibilità di analizzare la giornata appena conclusasi. Così la filosofia giunge al termine della manifestazione della ragione-realtà per comprenderne, appunto, le strutture. La filosofia deve concettualizzare il reale, cioè comprendere la coincidenza con la ragione. La filosofia non guida la realtà, non deve cambiare la realtà. La filosofia deve comprendere che la realtà è una manifestazione della ragione. Ciò che è, è razionale. Questo il punto d'arrivo della filosofia hegeliana. Dunque, eredi la filosofia deve prendere atto della realtà e della struttura razionale della realtà. Dunque, la filosofia è al servizio della comprensione della realtà, è al servizio della comprensione della totalità, perché per hegel è vero l'intero. Tar che per hegel l'obiettivo è comprendere la razionalità del tutto e comprendere che tutti i singoli avvenimenti fanno parte di un razionalismo assoluto, di un soggetto infinito assoluto che si manifesta sempre nella realtà. Forse ce l'abbiamo fatta.