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Di solito, all'interno della rubrica "Book Club Storico Filosofico", il cento per cento dei romanzi, dei fumetti, edito in certi casi, che raccontano delle storie che magari solo indirettamente si avvicinano alla storia e alla filosofia, sono opere perlopiù di narrativa interessanti da leggere, che poi ci permettono di fare alcune riflessioni.
Oggi, però, per la nuova puntata della nostra rubrica "Book Club Storico Filosofico", presento un libro che in realtà è un libro filosofico, anche se in un certo senso si può leggerlo quasi come un'opera di narrativa. Quasi, dico. Il libro in questione è "Il Simposio" di Platone. Oggi spiegherò di cosa parla, perché è interessante, perché lo consiglio anche a chi lo può leggere per diletto, non solo a scuola, magari anche per scuola, ma anche per propria passione personale. E andiamo a cominciare.
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Un po' di caffè, nel solito, una scelta tazza. Andiamo a cominciare. Che mi hanno regalato i miei studenti, è ormai la devo usare ogni volta per contratto. Ci sono Batman, Topolino, De André e Tolstoj. Io mi chiedo, non hanno Ferretti? Sono insegnante di storia e filosofia delle superiori, segno nel liceo scientifico di Rovigo, e da un anno abbondante tengo anche un canale su YouTube con praticamente un video al giorno. Di solito, spiegazioni storico-filosofiche, cioè, si segue più o meno il programma di storia di filosofia che si fa alle superiori. E se guardate anche nella descrizione di questo video, oppure nella pagina del canale, trovate le playlist con tutti i video caricati in ordine.
È, però, anche rubriche un po' particolari a volte, perché parlo anche di educazione civica, parlo di, ogni tanto, per questioni molto importanti di attualità, e parlo anche di libri. E questo sì, oggi, infatti, che affrontiamo, come vi dicevo nella premessa, una puntata della rubrica "Book Club Storico Filosofico". Una rubrica, appunto, in cui presento dei libri. Di solito, libri che, come mi diceva la premessa, normalmente sono libri di narrativa, sono romanzi perlopiù, o fumetti, o quanto di questo genere, che io assegno a volte ai miei studenti per portarli anche a pensare che la filosofia non è una disciplina così astrusa, che la storia non è una disciplina così lontana dalla nostra vita, ma che a volte queste due discipline, i temi che queste due discipline affrontano, si ritrovano anche nei libri, nei romanzi, nei fumetti, perfino. Oppure, una volta, c'è anche la rubrica "Video Club" nei film e nelle serie TV. Cioè, il fondo storico-filosofico plasmano il nostro mondo, anche il mondo di oggi, anche il mondo, diciamo, che sembra più lontano dalla scuola, quello dell'intrattenimento. In certi casi, soprattutto, c'è, diciamola così, un intrattenimento di un certo livello, una cultura piuttosto elevata, sono bei libri, bei fumetti, bei film, belle serie TV. Ecco, in quei casi, effettivamente, dei riflessi filosofici, storici, si possono ritrovare. Questo è quello che faccio di solito.
Oggi, però, come vi dicevo, parlo di un libro che è, sì, un libro che racconta una storia, in un certo punto di vista, c'è una trama, e poi vi spiegherò qual è la trama brevemente, ma è un libro di filosofia. L'autore, non a caso, è Platone, grande filosofo greco, che si studia ampiamente al terzo superiore, quando si inizia ad affrontare lo studio della filosofia. Ecco, Platone è il primo grosso ostacolo, diciamo, grosso proprio volumetricamente, potremmo dire, per il numero di pagine che i manuali solitamente dedicano a questo importante autore. "Il Simposio", questo libro di cui parla oggi, è probabilmente l'opera più accessibile di Platone, se togliamo, siete una parte, "L'Apologia di Socrate", che è ancora più facile. "L'Apologia di Socrate", però, non parla tanto di Platone quanto, appunto, di Socrate. "Il Simposio", invece, si presenta una delle dottrine di Platone, ed è probabilmente tra i libri di Platone quello che più spesso si dà da leggere, che spesso si sa, si può affrontare anche, voglio dire, alle superiori, senza particolari problemi, perché, nonostante sia stato scritto parecchi millenni fa, ormai è ancora comprensibile. Ci sono dei passaggi che sono un pochino più complicati, ma insomma, alle superiori, lo si può tranquillamente leggere.
Il tema, l'argomento di questo libro, il tema che affronteremo oggi, è l'amore. Se non vedete, collegate Platone, vi metto in descrizione di questo video anche la, la playlist su Platone, ma anche, in particolare, il video in cui spiegavo la teoria di Platone sull'amore, che si basava sul "Simposio", ma si basava anche sul "Fedro". I scritti, il "Simposio" è, in particolare, il dialogo che forse più di tutti affronta il tema dell'amore, perché proprio l'argomento centrale è Eros, Eros, il dio dell'amore. Chi è Eros? Cos'è l'amore? Questa è la domanda che Platone ci pone all'interno di questo libro. Su Platone, come autore, penso che non ci sia bisogno di spendere tantissime parole, perché se seguite questo, in questo canale, ne avete sentito parlare mille e mille volte. Io sempre dedico una breve parte del video "Book Live" a presentare l'autore, vi dico due cose, ma ripeto, c'è la playlist e in descrizione, andate a vedere. Platone è considerato uno dei due grandi maestri della filosofia classica, lui e Aristotele sono i due poli, in un certo senso, del pensiero antico. Allievo di Socrate, Platone fu allievo di Socrate, e a sua volta Platone fu un maestro di Aristotele. Ateniese, di famiglia probabilmente aristocratica, Platone elaborò tutto un grande sistema filosofico, inizialmente molto influenzato da Socrate, poi, man mano che passavano gli anni, sempre più originale. Un grande sistema filosofico, sostanzialmente, per attaccare, io direi così, per attaccare l'idea dominante nella tenera del periodo. L'idea dominante nella tenera in cui viveva Platone era l'idea, da un lato, democratica, dall'altro, sofistica, perché Platone, a vivere in un'Atene in cui il pensiero dei sofisti va per la maggiore. I sofisti erano quei filosofi che ritenevano che, diciamola così, non si fossero verità assolute, ma che tutte le verità sulla morale, sulla politica, sull'arte, eccetera, dipendessero dal punto di vista dell'individuo. Il relativismo, vuol dire questo. Vuol dire che non esistono verità assolute, verità, verità valide per tutti, ma esistono sulla verità relative al punto di vista, o all'epoca, o alla cultura del periodo. Platone la pensava radicalmente opposta. Secondo lui, esistono verità assolute, esistono verità eterne, e le presenterà tramite la dottrina delle idee. E di conseguenza, Platone elaborerà anche, soprattutto, un sistema politico, un'idea, un ideale di sistema politico, secondo cui non ci deve essere un regime democratico, perché se esiste una verità, c'è chi può raggiungere quella verità e chi non la può raggiungere. E allora, c'è chi è saggio e chi è ignorante, e dunque è meglio affidare il potere a chi è più saggio, a chi ha raggiunto una verità, a chi ha in mano la chiave per comprendere meglio le cose. Quindi, Platone elaborerà questo modello di stato in cui il potere, addirittura, viene affidato ai filosofi.
Questo, per dire brevemente, nel pensiero platonico. L'amore, come si lega a queste teorie? L'amore si lega, si lega in maniera molto chiara, perché l'amore viene visto da Platone, in parte, come anche la bellezza, come un modo per potersi portare verso la verità. L'amore è un tramite, l'amore è un mezzo per giungere alla verità. Noi viviamo in un mondo che, per certi versi, fasullo, per certi versi ingannevole, e dobbiamo camminare verso la verità. Il compito dell'uomo, ma in generale, anche il compito del filosofo, è compiere un cammino verso la verità. Questo cammino, per compierlo, bisogna faticare, bisogna compiere quella che Platone chiamava la seconda navigazione, cioè, bisogna tirar fuori i remi e remare a fatica. Ovviamente, bisogna sudarsela questa verità, ma la strada, o meglio, la spinta che ci può portare verso la verità, può essere anche l'amore. L'amore e la bellezza possono spingerci a elevarci, quindi a staccarci dal dalla finzione di questo mondo e avvicinarci alle idee, avvicinarci, appunto, a questa verità.
Nel "Simposio", questo tema emerge insieme a molti altri. Raccontiamo, però, anche qualcosa della trama. Anzi, rispetto al mio solito, oggi andrò un po' più in profondità con la trama di questo "Simposio". Rispetto agli altri video preparati per il "Book Club", perché il "Simposio" non è un romanzo vero e proprio. Nei romanzi veri e propri, è bene non fare spoiler, non raccontare tutta la trama, per lasciare la bellezza della scoperta. Qui, qualcosa di più, però, perché credo che ci siano sorprese o colpi nei particolari quando si legge il "Simposio". Dirò qualcosa di più, ma, ripeto, leggerlo è altra cosa, è ancora più interessante.
Si chiama "Simposio", questo libriccino, come vedete, non è neanche tanto corposo, insomma. Si chiama "Simposio", questo, allora, in italiano non c'è il testo originale a fronte, perché si chiama "Simposio"? Perché il simposio era un particolare tipo di cena, tipico del mondo greco, può, in parte, il mondo latino. Allora, lo trovate anche tradotto "convivio" o "convitto", è sempre la stessa roba. "Simposio" è la traduzione più comune del titolo. Come funzionava il symposium? Il simposio era un banchetto che si teneva, di solito, a causa di un intellettuale che ospitava alcuni altri amici o personaggi importanti della città, e mentre queste persone mangiavano, discutevano anche di un certo tema. Si decideva un argomento e si discuteva, si parlava di questo argomento. Di fatti, il la trama di questo libro è proprio questa: la trama di un banchetto. In realtà, all'inizio, c'è un breve passato, in cui due personaggi, diciamo, si incontrano. Si chiama Apollodoro, l'altro Glaucone. Si incontrano e Glaucone chiederà ad Apollodoro se è vera questa storia, di cui si parla in giro, di una cena avvenuta qualche tempo prima, a cui aveva partecipato anche Socrate. Apollodoro dice: "Sì, è vera, è successa in realtà tanti anni fa, ma vi racconto come andò, come andò, perché me l'hanno raccontato, ho chiesto a varie persone. Fu una cena molto importante". Ma visto che lo so, vi racconto cosa avvenne. E infatti, il racconto di questo Apollodoro, che racconta di questa cena. Organizzatore della cena era un certo Agatone. I personaggi sono tutti realmente esistiti, è il racconto di Platone si basa su personaggi reali. Agatone era davvero un personaggio realmente esistito, quindi, per la sacca che la cena si ci sia realmente stata. Questo Agatone aveva trionfato, in particolare, in situazione, diciamo, teatrali, alcune gare teatrali, ai decise di festeggiare ospitando una cena di questo tipo. Invitò vari personaggi, e una volta che furono lì, venne invitato anche Socrate, anche se Socrate arrivò in ritardo, perché si era perso, stava a chiacchierare con la gente, come spesso gli accade. Sostanzialmente, a questa cena, si doveva discutere di un argomento, e uno degli invitati propone, appunto, di parlare di Eros, di parlare dell'amore. E a quel punto, tutti gli invitati, a turno, parlarono, diedero la loro descrizione di Eros, diedero la loro visione dell'amore. Sono sei personaggi che, ognuno, descrive la sua visione. Quindi, è un dialogo, certo, per caso, sono una serie di monologhi, potremmo dire, perché mentre uno parla, gli altri ascoltano. Non c'è dibattimento, certo, quello successivo, l'oratore successivo, spesso riprende le cose dette dal dall'oratore precedente per confermarlo, nel criticarlo, pure modificarle, e quindi c'è comunque una sorta di botta e risposta, tipico dei dialoghi platonici.
A partire è Fedro, personaggio di Fedro, presente nel dialogo, che sostiene che Eros è il più antico di tutti gli dei, e più onorato, quello che più di tutti merita l'onore, perché Eros, quindi l'amore, è ciò che unisce, che rende forte. Addirittura, negli eserciti, serve amore tra i combattenti, perché gli eserciti più forti sono quelli tenuti insieme dall'amore. Quindi, Eros, c'è un elogio di questo dio, di questo Eros, molto anche perché diversi poeti, come non sarà l'unico, Fedro a fare questo elogio. E c'è anche una descrizione del rapporto tra amante e amato, nella tradizione greca consueta. Si riteneva che tra amante e amato, il migliore fosse l'amato, cioè chi riceveva l'amore, non di chi si innamora, l'amante, perché l'amante sembrava più calma, più tranquillo, più, più autosufficiente, potete morire, perché l'amante si fa agitare, si fa sconquassare dall'amore. L'amato è più pacifico, e per i greci, tradizionalmente, l'armonia sta nella pace, nel contenimento, eccetera, nell'equilibrio, e così via. E Fedro, però, rovescia un po' la questione, perché dice che, in realtà, tra amante e amato, superiore è l'amante, proprio perché l'amore è questo dio forte, superiore, che spinge a fare anche grandi cose, e quindi l'amante, secondo lui, dovrebbe essere rivalutato rispetto alla tradizione, rispetto a quello che si crede di solito. Questo è sinteticamente il discorso di Fedro.
Terminato Fedro, tocca Pausania. Pausania distingue due tipi di amore, dice: "Sì, è vero, quello che ha detto Fedro, per carità, ma io distinguerei due amori: un amore celeste, diciamolo così". Lui poi si riferisce ad Afrodite, ma insomma, non la complico troppo. Un amore celeste, è un amore che non si fa tanto incantare dalle cose materiali, dai corpi, ma si lega alle anime, si lega alla virtù, si lega ai valori più elevati. L'amore, invece, volgare, quello che, appunto, si fa invece catturare da dai corpi, dalla materia, è quello che si fa prendere, esempio, dal corpo di una donna, oppure era il corpo di un fanciullo imberbe, dice Pausania. Quindi, ci sono l'amore, buona cosa, ma in realtà, è buona cosa l'amore celeste, l'amore verso le grandi cose, verso le cose più pure. Mentre l'amore volgare viene svalutato, ovviamente, perché già chiamarlo volgare, evidente, chiaro che c'è una svalutazione di questo tipo di amore per i corpi, per la materia, per ciò che è già persi, anche animalesco. Quindi, l'amore per le donne, lega tanto buono. L'amore per i panzoni imberbi, mica tanto buono. Però, c'è una rivalutazione dell'amore, o filo. Poi, sapete, nel mondo greco, esisteva anche questa forma d'amore verso l'esponente dello stesso sesso, verso l'uomo, verso un altro uomo. Qui si svaluta l'amore per i fanciulli imberbi, cioè, i bambini, ma non si svaluta l'amore, lontano, più di tanto, quanto meno l'amore per l'altro uomo, se quest'uomo è maturo, se quest'uomo ci aiuta a camminare verso le alte vette, verso la filosofia. Quindi, non c'è processo.
Dopo questi primi due discorsi, arriva il discorso di Edisimaco, che era stato, tra l'altro, l'ospite che aveva proposto di discutere di amore, di squadre, dr. In realtà, stando all'ordine dei posti, toccherebbe a Aristofane parlare, ma Aristofane, a un certo punto, racconta, Platone nel "Simposio" viene preso dal singhiozzo. Ha mangiato forse troppo, a questo attacco di singhiozzo. Quindi, dice: "Parlerò poi, parlerò più tardi". Quindi, parla Edisimaco. E Edisimaco si riallaccia a quello che ha detto Pausania, per il vice: "Vero, sull'accordo con Pausania, quello distingue due tipi d'amore, l'amore celeste, l'amore volgare. È vero che ci siano due tipi di amore, ma quando parliamo dell'amore volgare, secondo Edisimaco, dobbiamo sottolineare che questo amore è volgare, spesso deriva dal disordine, deriva, in un certo senso, ora il caos, nel senso che chi si fa prendere da questo amore per i corpi, da questo amore per le cose materiali, spesso si fa trascinare dalle passioni, si fa sconquassare in maniera se regolata dalle passioni. Chi ambisce al corpo di una donna, ad esempio, non riesce a dominare, sin, non riesce a controllarsi, e presenta quasi di una furia, di un disordine, e per questo questo amore è volgare. Volgare perché l'uomo pare del controllo, rissa, in un certo senso. Volgare perché l'uomo non riesce più a contenersi e a camminare verso il bene, ma si fa davvero trascinare, vedo sconquassare da queste passioni, da queste spinte. Quindi, l'amore volgare è da condannare. L'amore celeste, invece, è superiore".
Quarto a intervenire è Aristofane, che finalmente riesce a parlare, perché il singhiozzo si è calmato. E Aristofane racconta una delle parti più interessanti di questo "Simposio", che spesso si citano, anche lo trovate anche nella playlist di Platone, perché l'ho raccontato anche quando ho spiegato Platone. Perché Aristofane racconta, mito, per parlare di Eros, decide di raccontare un mito, che è il mito degli androgeni. Cosa sono questi androgeni? Aristofane dice: "In origine, non c'erano solo uomo e donna, come li conosciamo. Non esisteva alcun terzo genere, che era quello degli androgeni: corpo di uomo e di donna uniti insieme, fusi, in un certo senso, quindi esseri un po' particolari, questi esseri, come gemelli siamesi, potremmo dire, maschi e femmine insieme. Però, ad un certo punto, subì l'ira di Zeus, che decise di dividerli. E da quel momento in poi, i due corpi sono stati divisi. Il problema era che l'uomo, diciamo, la mezza donna, così separati, non riuscivano più a vivere bene, non riuscivano più a darsi da fare, a lavorare, a produrre, perché si sentivano incompleti. E allora Zeus, provando pietà, un certo punto, per questi androgeni spezzati, decise di mandare sulla terra Eros ad attirare gli uni e gli altri, creando quindi un'attrazione tra le due metà separate. Pertanto, l'amore è mancanza, desiderio di completezza, desiderio di unione della metà mancante, è il tentativo di unificare ciò che è stato, che è stato separato, e quindi di ritrovare una unità perduta". Questo è il mito che viene raccontato da Aristofane, che è il quarto a parlare.
Quinto e penultimo a parlare è Agatone, il padrone di casa, che fa, soprattutto, un elogio poetico di Eros. Non dice granché di filosofico, ma esalta la figura di Eros.
Sesto e ultimo a parlare è Socrate, che ovviamente rappresenta anche il pensiero di Platone, perché, come ricorderete, nei dialoghi platonici, Socrate, personaggio, è il tramite attraverso cui Platone espone anche il suo punto di vista. Socrate fa subito un discorso molto diverso dagli altri. Dice: "Beh, prima di tutto, dice: 'Io non sono adeguato, non so parlare bene', si schermisce un po', fa un'ironia, come al solito. Poi parte, interamente, usa un po' la sua ironia, come come so, come al solito. Poi parte, se ormai avete sbagliato tutti, subito, Socrate, dice: 'Eh, va giù pesante', perché dice: 'O meglio, non tanto nei concetti, e con i concetti sono anche validi, ma avete tessuto un elogio di Eros esagerato. Eros, cioè l'amore, si è anche buono, fa cose buone, ma non è sempre così buono, non tutte le cose che fa Eros sono buone, non tutte le cose che fa sono giuste. Quindi, attenzione a questa esaltazione poetica e anche retorica di Eros. Bisogna dire la verità delle cose come stanno', afferma Socrate. Quindi, dire ciò che di buono c'è e ciò che di cattivo c'è nel discorso sull'amore. Posta questa premessa, se avrete, dice: 'Cosa pensa lui?'. Anzi, dice che il suo pensiero, in realtà, deriva da una sacerdotessa, si chiama Diotima, che lui ha conosciuto da giovane. Dice che l'aveva avvicinato alla riflessione su Eros. Quindi, 'In serata, lo show non a karina legno sacco, quello che vi dirò, deriva da questa sacerdotessa molto esperta, che mi ha informato sull'amore'. E cosa dice? Sapete, dice che Eros, in realtà, il dio dell'amore, non è come dicevano, ah, come hanno detto altri prima di lui, il dio più bello, il dio più giovane, eccetera, eccetera, eccetera. Anzi, Eros è brutto, è un dio brutto, perché secondo Socrate, c'è un nuovo mito di Eros. Eros è figlio di un dio e di una versione di un'umana, ed è figlio di Penia e Poros. Penia, mendicante, e Poros, il dio dell'acquisizione, dell'acquisto. Secondo questo mito, Penia avrebbe, in un certo senso, approfittato di Poros, se in un momento in cui Poros era ubriaco a una festa, temuta Afrodite, e si sarebbe fatta mettere incinta, aveva avuto un figlio che sarebbe stato, quindi, Eros. Quindi, Eros sarebbe, non di Roma, un semidio, perché figlio di un dio e di umano, e in quanto semidio, avrebbe le caratteristiche dei genitori, cioè la mendicanza e l'acquisto, la mancanza e il completamento di questa mancanza, potremmo anche dire. Infatti, Eros è brutto, è brutto, ma cerca la bellezza, gli manca la bellezza, ma la vuole, capite? Quindi, Eros diventa per Socrate il simbolo perfetto anche della filosofia, perché la filosofia, cosa show, praticamente, si scopre ignoranti, ma desiderare di raggiungere la sapienza, è sentire di mancare di qualcosa, e tentare di colmare, in un certo senso, questa lacuna. Eros è brutto, quindi manca della bellezza, e cerca di colmare questa bellezza, perché attratto dalla bellezza. Il filosofo si scopre ignorante, e sente questa mancanza, ed è ciò che lo porta a cercare di colmare la lacuna, e quindi diventare sapiente. L'amore, a questo, l'amore, sentire la mancanza di qualcosa, e tentare di sopperire a questa mancanza, tentare di colmare questa mancanza. Quindi, Eros, il petto, è il simbolo dell'amore, certo, un amore diverso da quello visto precedentemente, ma è anche simbolo la filosofia. Detto questo, passa, volete conferma, in parte, quello che è già stato detto, perché certo, c'è l'amore, l'amore, quindi, è tentare di avere qualcosa che non si sa, ma ci sono anche diversi livelli d'amore, perché c'è un amore più basso, più volgare, che si lega ai corpi, e c'era amore più alto, l'amore più alto, quello che la virtù, è sempre preferibile all'amore più basso, perché noi dobbiamo cercare la bellezza delle anime, non la bellezza dei corpi.
E a conferma, ne sto per finire questa lunga trama, a conferma di quello che ha detto Socrate, irrompe nella sala, qui stanno banchettando, Alcibiade, grande generale ateniese, protagonista anche lui di questo camper, che arriva dentro alla sala, e dopo un po' di trambusto iniziale, viene accolto dagli altri commensali. E Alcibiade racconta quanto, quanto è debitore rispetto a Socrate. A Cima, definanzia, in un elogio di Socrate, perché dice: "Guardate, Socrate, intanto, mi ha salvato in battaglia, mi è stato vicino in battaglia, mi ha aiutato in battaglia". Questo pare un episodio vero della vita di Socrate, anzi, vede, fu salvato, giovane, salvò, ovviamente, fu salvato in battaglia da Socrate. Poi, tra l'altro, quando gli strateghi dovettero dare, in un certo senso, dei premi, dovettero elogiare qualcuno in battaglia, Socrate decise, spinse perché fosse Alcibiade, dice, a ricevere gli onori, nonostante, in alta, al Cdr non meritasse, forse, questi onori, perché meritava di più Socrate, e quindi sarebbe stato molto modesto, capace di salvare il suo amico, e anzi, dice, degli passò addirittura, prova di grandi, grandezza interiore di Socrate. Ma ulteriormente, al Cima, al Cima, racconta questo fatto: Alcibiade, da giovane, ammirava molto Socrate, ne era addirittura innamorato, possiamo dire, e decise di provare a concedersi sessualmente a Socrate, essendo questa, attenzione, una pratica relativamente consueta nel mondo greco, nel senso che il maestro e l'allievo, era un rapporto di tipo, appunto, mesto discente, cioè intellettuale, ovviamente, quindi, mesto insegnava, l'allievo prendeva, ma spesso l'allievo si concedeva anche sessualmente al maestro, per il rapporto che si riteneva dovesse completarsi anche a livello fisico, in un certo senso. Questo accadeva, magari, non sempre, magari, non me ne era eccessivamente diffusa, ma accadeva, e non era ritenuto di per sé scandaloso, anche se a volte poteva essere attaccato come una pratica volgare, eccetera, ma non avete molto ripensa scandaloso. Oggi, per noi, sarebbe pedofilia, ovviamente, quando il ragazzino era, soprattutto, giovane. Ma nel mondo greco, questo non era ancora ritenuto il morale, anzi. Bene, racconta che lui si offrì in questo modo a Socrate, lui tenta di sedurre, potremmo dire, quasi con un linguaggio più moderno. Socrate, c'è alcuni quadri famosi che raccontano di, che mostrano al Cima, che si intrufola, in un certo senso, nel letto di Socrate, ma Socrate lo rifiutò. Socrate disse no a questa proposta di Alcibiade, non per spregio verso il Cima, e le cose che poteva essere ritenuta anche offensiva, da un certo punto di vista, nella mentalità del tempo, ma perché Socrate non ama la bellezza dei corpi, non si lascia incantare dalla bellezza dei corpi, guarda oltre i corpi, vede le anime, e quindi vuole amare le anime, vuole amare le idee, vuole amare le virtù, e pertanto, non vuole consumare fisicamente un rapporto che deve rimanere prettamente intellettuale. E Cima, si lancia in questo sperticato elogio di Socrate. Socrate, interessante, ancora una volta, il modesto, ma alla fine Cima resiste, e quindi, così finisce, sostanzialmente, almeno nei tratti più importanti, il "Simposio" di Platone.
Ma è bello studiarlo, è bello questo "Simposio". Si è bello, non è facilissimo, adro anche dirlo, no? Se non leggete in terza superiore, come spetterebbe in base al programma, può darsi che abbiate qualche piccola difficoltà, perché il linguaggio, insomma, per quanto sia anche relativamente moderno, è comunque linguaggio che non è quello dei romanzetti di oggi, neppure dei manuali un po' là, un po' semplificativi, hanno tirato linguaggio, a tratti, un pochino scudo, in qualche passaggio potreste avere alcune lievi difficoltà. Quindi, non è, voglio dire, il libro che si legge così, en passant, quando non altro a leggere tra una serie TV e l'altra, guardando la TV. Ha bisogno di un po' di attenzione. Come vedete, comunque, non è particolarmente voluminoso. Questa edizione, quella di Adelphi, conta un centinaio di pagine, ed essendo strutturato, poi, a dialogo, si legge in poche ore, davvero, è agevole. Certo, meglio leggerlo con una veloce guida. Oggi, con la trama che vi ho appena finito di spiegare, vi ho dato una guida, con lo show, moro, alle cose più importanti da notare. E trascapisce, non è così difficile, così astruso. Alle superiori, so che molto spesso, lo si dà da leggere anche all'università, ecco, sia un po' più maturi, si dovrebbe leggerlo davvero facilmente. È un libro interessante, ancora una volta, si parla d'amore, attenzione, che non se ne parla come in un romanzo d'amore, si parla di amore in senso filosofico, con una mentalità, comunque, greca, però, sulla base di quello che vi ho detto, ripeto, io, dopo, sceglierei, dopo, sceglierei a chiunque voglia approfondire la sua idea dell'amore, a cui, chiunque voglia mettersi in discussione. Anche il fatto che ci siano diversi personaggi che si misurano sullo stesso tema, gli permette, non c'è processo, di dialogare con loro, magari, anche con voi stessi, su quello che pensate.
Vi leggo, come al solito, in questa rubrica, le prime, la prima pagina, facciamo un paio di pagine, perché è effettivamente scritto, sono, vedete, si legge velocemente, per darvi un po' l'idea di come procede la narrazione, di come è scritto lo stile. Questa è la traduzione di Giorgio Colli, ma insomma, ne trovate tante versioni, sono, questa è una delle più prestigiose. L'inizio, come dicevo, vede Apollodoro che incontra Glaucone, che lo pone di tenere la sua storia di questa cena, e Apollodoro dice: "Sì, da sotto, che ti racconto, vi leggo Apollodoro, su ciò che volete sapere, credo di non essere impreparato. L'altro ieri, infatti, da casa mia, al Falero, stavo scendendo verso la città, stavo salendo verso la città, quando un conoscente, ravvisando mi dietro da lontano, mi chiamò e assieme, rivolgendosi a me con atteggiamento scherzoso, disse: 'O valere, ho detto Apollodoro, non vuoi attendermi?' Ed io mi fermai ad aspettarlo. Egli rispose, riprese: 'Sai, Apollodoro, che proprio ora stavo cercando? Ti voglio notizie dettagliate sull'incontro di Agatone, Socrate e Alcibiade, e degli altri che furono presenti in quell'occasione al banchetto. Vorrei sapere quali furono i loro discorsi d'amore'. Un tale mi ha raccontato la colla per averlo vita la Fenice, è figlio di Filippo, e mi disse che anche tu eri informato, ma non ha saputo dirmi nulla di preciso. Raccontami dunque tu, più di ogni altro, è giusto che sia tu a riferire i discorsi dell'amico. Ma prima di mi continuo, a quell'incontro, tu stesso, a ri presente, oppure no?' Ed io gli risposi: 'Sembra davvero che non ti abbia raccontato nulla di preciso, che ha raccontato, se tu credi che l'incontro su cui vuoi notizie sia stato recente, e anche io abbia potuto assistere, assistervi'. Lo credevo certo, dice l'altro, 'su quale base di silicone? Non sai che da molti anni Agatone non abita più qui, e che non sono passati ancora tre anni da quando vivo assieme a Socrate, e mi preoccupo ogni giorno di sapere ciò che egli dice o fa. Prima di allora, agiranno mia caso, è che avendo di fare qualcosa, Eros, più ero, più sventurato di chicchessia, non diversamente data adesso, che pensi di dover fare qualsiasi cosa, piuttosto che vivere da filosofo'. Qui, ovviamente, Apollodoro, si è un po' cambiato formato, male, l'incontro avvenuto parecchi anni fa, io allora ero un ragazzino scemo, scadenze, sta dicendo qualcosa del genere, quindi non frequentavo con a Socrate. Riprende il discorso, e quelli, cioè dell'auto ne a dire: 'Non prenderti gioco di me, e dimmi invece quando avvenne quell'incontro'. Ed io gli risposi: 'Eravamo ancora ragazzi, fu quando Agatone vinse con la sua prima tragedia, all'indomani del giorno in cui egli e coreuti offrirono il sacrificio per la vittoria'. Allora disse: 'A quanto pare, è passato molto tempo, davvero. Ma chi ti ha raccontato la cosa? Forse Socrate stesso?' 'No, per Zeus', risposi, 'ma proprio quello che lo ha raccontato la Fenice, fu un certo Aristodemo, del demo Cdata, neo C d'Atene, un piccolo uomo, sempre scalzo, aveva assistito alla riunione, poiché, a quanto mi risulta, era tre più innamorati di Socrate a quel tempo, non di meno. O poi interrogato Socrate stesso su taluni particolari che aveva udito da costui, e mi li confermò, così come egli li aveva raccontati'. 'E bene', disse quello, 'e a me, non vuoi fare il racconto? La strada che conduce alla città, è proprio adatta per chi cammina a parlare e ad ascoltare'. Qui, la quale sta convincendo Apollodoro a fare questo benedetto racconto, e le giro di poche righe, Apollodoro, poi, partirà con racconta, racconterà cosa accade, cosa accade, meglio ancora, a caso, è legato né, quando c'erano tutti questi importanti uomini, bene, a parlare dell'amore.
Perché lo consiglio per vari motivi, ma la faccio breve, perché è già lungo il video. Lo consiglio perché è uno scritto di Platone abbastanza accessibile, quindi mi permette di iniziare ad entrarvi nella filosofia di Platone, perché vi permette di vedere anche diversi modi di concepire l'amore, tipici del mondo greco, ci permette di relazionarmi con una mentalità che non è così simile alla nostra, ma è molto interessante, e vi permette, in fondo, di avvicinarvi anche proprio al pensiero di Platone, perché questa sua visione dell'amore porta verso la visione dell'idea, e verso tutto il sistema platonico. Ripeto, è un buon modo per provare, per avvicinarsi a Platone, e permettersi anche in discussione con questo stile dialogico, che è sempre molto intrigante.
Il libro, questa edizione, è quella delle vesti, si trova in varie edizioni dappertutto. Il libro si trova ristretto in molti edizioni, non solo in questa edizione Adelphi, spesso curati dai grandi personaggi, Giorgio Colli, calcolato, questa edizione è un grande studioso importante, ma ci sono, cioè versioni anche di Reale, e ce ne sono tante. Vi cito, vi metto anche in descrizioni, se volete, dei link sulla terra, quest'anno, questo sempre sui 10 euro, quando comprai questo, costava 8 euro, i tempi, ma verso, vedo che lo vendono 10 euro, sempre nella piccola biblioteca Einaudi, adult, comunque pochi euro, non costa tanto. Da tornare, neanche molto corposo, ripeto, Adelphi 16 euro, se la versione Feltrinelli sui 9,50, addirittura la versione Einaudi col testo a fronte sui 12 euro, la versione Bompiani, quella di Reale, 11 euro, la versione La Terza, 9 euro. Ce ne sono tante, c'è la versione Garzanti, la versione Demetra, non avere quante versioni, in scioperi, che se ne nasca Mondadori, insomma, cena di tutti i colori, si trova, si trovano libreria, online, nelle librerie fisiche, dappertutto, quindi vale la pena di provarlo. Ripeto, nell'indiscrezione, trovate anche il link per acquistarlo.
Se l'avete già letto e se volete dire la vostra, nei commenti sotto, potete lasciare un commento, e diversi è piaciuto, se non vi è piaciuto, quali difficoltà avete incontrato, e cosa vi ha appassionato. Per il momento, questo è tutto, anche perché il video è venuto molto più lungo di quanto avevo previsto. In descrizione, trovate gli argomenti, capitoli, che sono passati qui, mentre parlavo, con il minuto cliccabile, per far ripartire il video dal punto in cui desiderate. Trovate anche i link agli altri video che ho citato, e alle, alle playlist principali, per andare ad esplorare meglio il mio canale, vedere altri video che potrebbero esservi utili. Ci vediamo presto per nuovi video "Book Club Storico Filosofico", ma anche "Video Club", ma anche della filosofia, della storia, dell'educazione civica, eccetera. Ciao, alla prossima.
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