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Neurologo svela ciò che i dottori hanno paura a dirti sulle NDE (Esperienze Pre-Morte)

Mediocracy1:16:57

Transcription

Chi non conosce il senso del limite deve temere il suo destino.

Quando si sono svegliato hanno testimoniato tutto quello che è successo. M loro era nel resto che le esperienze per morte storie perfettamente coerenti, chiare, limpide, perfettamente ricordate, ricordate anche a distanza di 25 anni.

La ragione può capire anche quello che appare razionale, razionalismo. Di per sé non dimostrano correttamente concretamente nulla, ma ci danno qualche possibile indizio. Noi siamo il nostro inconscio, non meno di quanto siamo la nostra coscienza. Quindi se tu rifiuti a priori quello che non appartiene al tuo modello di mondo, ti perdi delle cose fondamentali. Il problema è pensare che tutta la vita, tutto ciò che conta, tutta la realtà sia in quella cassetta con quattro monete.

>> Benvenuti a Mediocrasi. Quando la mediocrità parla è il momento di fare rumore. Oggi abbiamo un ospite che abbiamo fortemente voluto, dottor Enrico Facco. Grazie mille di essere qui, dottore. È un piacere.

Io mi sono laureato in medicina, purtroppo per mezzo secolo fa, poi sono diventato assistente universitario, poi ricercatore di ruolo, poi professore associato, poi ho avuto la cattedra di anestesia odontostomatologica e quindi sono uscito dopo 30 anni dalla rianimazione da tutta la parte quella più e lì ho scoperto tutto il problema dell'ansia e la paura del dentista, le fobie, l'ipnosi e tutto quello che e ho introdotto tutte le tecniche comportamentali in ambito odontoiatrico.

No, professor Facco è uno dei più sicuramente in Italia il più grande esperto, ma anche a livello mondiale uno dei più esperti che hanno studiato in maniera approfondita, ascoltato casi, studiato casi, messo insieme casi perché effettivamente le esperienze di premorte che si chiamano anche NDA.

>> Sì. Eh, esatto. M sono state studiate anche nei secoli, negli anni, abbiamo parlato prima di Bosch. Quindi ci sono.

>> Nella cultura occidentale partiamo dal mito di Er di Platone.

>> Esatto. Quindi, insomma, proprio nei secoli.

>> E la prima autobody experience della nostra cultura cristiana è la lettera, seconda lettera ai Corinzi di di San Paolo dove dice che è stato rapito al terzo cielo dove ha visto e udito cose ineffabili che non si possono ripetere. Non ci sono parole.

>> È esattamente è esattamente quello. Ci sono tantissimi pattern, ci sono alcuni pattern che si ripetono, cioè quindi sono eh situazioni costanti che in ogni caso comunque o si o sono complementari o sono addirittura identiche. Quindi durante queste esperienze ovviamente.

>> Questo fa riflettere molto e ciò la spinta. Allora, è cominciato la prima cosa leggendo il libro di Modi Junior che è uscito negli anni 70, che è stato il primo reporto di molti casi di esperienze di premorte che mi ha molto intrigato e poi dico è un libro ma è un ricercatore serio, magari c'ha messo un po' del suo per fare il bels seller, no? In realtà editato un bel seller la sua con sua sorpresa, non era niente di.

Poi nel 1980 ho avuto un incidente mentre tornavo, ero militare all'epoca, facevo il servizio militare. Tornando dal poligono di Fiesole si sono rotti i freni del camion, sono stati finit. Sì, siamo finiti contro un platano, un albero per fortuna, perché seò finiamo in una scarpata. Io non ero qua oggi, no? E lì non ho avuto un'esperienza di premorte perché è stata troppo parziale, troppo leggera, ma l'esperienza è stata che ho ortato la testa contro il cassone del camion e lì ho perso il contatto col mondo, buio pestos, non c'era più nessuna cosa, ma con una coscienza perfettamente lucida, nonostante fossi separato da qualsiasi percezione del mondo esterno. E la sensazione come di essere oggi diremmo, sul Freccia Rossa che ho preso stamattina per venire a Firenze nel tratto appennini in una galleria ad altissima velocità ed ero internamente lucidissimo e da anestesista che si occupava di comi dico oddio, sto perdendo coscienza, forse sto andando in coma perché.

>> Ma >> perché ero cosciente di tutto quello che era successo, della botta in testa e di tutto, ma con una perfetta consapevolezza e dico.

E non sentiva dolore.

>> No, niente, speravo solo spero di non andare in coma. No, non voglio andare in coma. No, no, no, spero di no, spero di come dire c a un certo punto ho avuto la netta sensazione come di uno che tira il freno di emergenza rallentare.

>> E questo tre no di rallentare, ma con una frenata proprio sentivo proprio la la sensazione fortissima della decelerazione. E come siamo arrivati al punto di fermarci, ho cominciato a sentire una decerazione in senso contrario e dico allora in coma non ci vado, non ci vado. Poi ho aperto gli occhi, ho aiutato i miei comilitoni, chi si era cascato per terra, chi si stava poco bene, eccetera, ma è una esperienza molto.

>> Sì, sì, sì, sì.

>> Piccola, no? Che non ha un punteggio sufficiente per considerarlo l'esperienza però è della stessa tonalità. È come dire, mi sono affacciato.

>> No? Senza fare le sped aperto la finestra e sono rimasto di qua.

Dopodiché la cosa me ne sono dimenticato perché lavorando e tutto il resto non mi occupavo sì di comi, ma sul piano della terapia intensiva. Finché nel 2001 uscito l'articolo di Van Lommel, il direttore del dipartimento un giorno mi telefona Facco. Sì, lei che gli interessano tanto le cose strane perché trago punture e queste cose. Trovato un articolo su queste cose qua, lo legga, mi dica cosa ne pensa e da lì ricominciato, le ho riscoperte con tutto il lavoro di Van che è stato splendido e da lì ho cominciato a riprenderle in mano e studiarle, poi ho cominciato a occuparmi di ipnosi di altre esperienze non ordinarie e quindi la cosa si è si è.

>> Ha preso la strada che ha preso si è propagata e eh parlando di esperienze di premorte eh appunto ce ne sono alcune più sicuramente più eh più simboliche che sono più.

>> Sì.

Allora, sono esperienze che hanno elementi particolari di ognuno dei pazienti. Ci sono alcune esperienze di chi è in arresto cardiacche che non hanno le caratteristiche delle delle esperienze per qualche ricordo qua e là, ma senza una.

>> Poi ci sono la parte delle esperienze che possiamo considerare universale, che sono quei temi principali del ehm esco dal corpo, entro in un tunnel conosenza una luce in fondo, quello dipinto da da Bosch benissimo del della dell'ascesa dell'Empiria. E dopo lì arrivi in un paesaggio di natura trascendente che non è la realtà ordinaria dove c'è una luce che non era paragonabile né alla luce naturale né a quella artificiale nostra dove puoi avere incontro con delle entità che è interessante che sono spesso non definite e a volte descritte come esseri di luce. Solo una piccola minoranza di di pazienti vedono figure del appartenenti alla religione eh di appartenenza, no? Poi un incontro con parenti o amici defunti con cui hai un colloquio anche con loro con una forma di comunicazione telepatica, non come la comunicazione orale. Qualche rara volta vengono comunicazioni con persone che il paziente non sa che sono morte.

>> Mh.

>> E questo è molto intrigante. Alcuni casi descritti sono pochi, ma.

>> Sì, sì, è venuto Leonardo Leone, un un amico, un grande motivatore, una persona straordinaria, un coach che appunto ci ha parlato del figlio di di Odorovski e che appunto ha avuto durante una visualizzazione gli è successo questa cosa e una signora gli ha portato un disegno che ha fatto del palco e c'era una persona che gli stava parlando e questa persona col cuore rotto e quella persona era morta. In quel momento. Quindi.

>> Sì.

>> Si è creata questa ci sono diverse testimoni che nas già sono eh portate nel alla fine dell'800 ci sono alcuni testi di testimonianze di pazienti sul letto di morte che hanno visioni.

>> E che a volte hanno informazioni che non potevano sapere. Questo è molto intrigante.

>> E non è da escludere a priori solo perché non corrisponde al nostro modello adottato, no? Ci lasciamo sopra, sospendiamo il giudizio, ma ci sono e m poi c'è tra gli altri elementi una revisione quasi istantanea della propria vita, ma non le tappe principali, la carriera, il matrimonio eccetera, no, anche cose banali di vita di tutti i giorni che però hanno una rilevanza nell'economia del della vita del paziente, dell'esistenza. E poi c'è in molti casi c'è qualcuno che sia o l'entità o il parente che ti dice "No, tu non puoi stare qua.

>> Devi tornare.

>> Devi tornare dove sei, la tua missione non è finita." E alcuni tornano indietro molto a malin cuorro perché stavano meglio prima. C'è anche qualcuno che si è arrabbiato con il minatore che l'aveva che l'aveva resuscitato perché stava meglio prima come.

>> Come.

>> Ritornare nella miseria. Però questi elementi sono molti di questi sono universali, li trovi in tutte le latitudini, in tutte le culture, in tutti i tempi, in tutto quanto. Ci sono un'infinità di queste esperienze descritte nelle popolazioni native americane e queste esperienze che sono molto concrete per chi le vive eccetera, hanno contribuito allo sviluppo della visione metafisica e della visione spirituale. In Africa un po' meno, perché in Africa l'idea di vedere queste cose sono connesse più con l'idea di morire, di andare incontro a entità maligne eccetera, perché ci sono anche in Africa, ma meno per ragioni culturali diversità, mentre anche in Oriente ci sono. Poi ci possono essere differenze minori che riguardano gli aspetti culturali, per esempio nei mapoce eh che vivono nelle isole vulcaniche, l'incontro coi parenti defunti viene rappresentato perlopiù come avvenire dentro del cratere di un vulcano, ma questo è il modo di narrare in funzione del proprio mondo culturale, perché noi narriamo.

>> Quello che viviamo, che sentiamo, devi dargli una configurazione comunicabile, quindi è una metafora. Anche la scienza fa metafore spesso della realtà, no?

>> Quindi si possono dire tante cose, cambia il contesto, ma.

>> Es è la metafora, è utile sul piano cognitivo, ma è una metafora, non è la cosa in sé. Oppure tra i buddisti inana una maggiore preoccupazione che uscendo dal corpo e guardando il mondo potessero vedere e attaccarsi ai loro futuri genitori reincarnandosi.

>> No? Perché l'obiettivo sarebbe quello di liberarsi del ciclo della vita, no? Quindi ci sono delle cose che sono molto, diciamo, appartenenti al alla al clima culturale del paziente, ma molti altri sono universali, completamente universali. E questo è interessante perché potremmo dire, usando i termini unghiani che sono archetipiche.

>> Certo.

>> Sì, sono degli archetipi.

>> Di quel fondo comune transpersonale che che è condiviso da tutta l'umanità.

Allora, noi qui a Mediocrasi siamo molto legati all'arte, siamo legati a quella che è siamo noi siamo custodi di questa meravigliosa collezione, quindi insomma in qualche modo cerchiamo di condividere perché all'interno dell'arte l'arte non è altro che un'istantanea di un momento particolare sia fisico, ma anche metafisico del periodo storico eccetera eccetera. Quindi si riesce a capire molto dall'arte, dagli artisti. Per esempio un artista straordinario che è l'artista oggi in questione che è Bosch, eh ovviamente citato anche nel libro come un grande esperto di vita oltre la morte, di eh di trascend di esperienze trascendentali, di quello che era il l'al di là, diciamo, no? Eh, oggi infatti abbiamo selezionato un dipinto molto particolare che è di che fa parte di un trittico e che grazie al nostro nuovo sponsor che è Materico, che ringraziamo tantissimo perché ha preso parte a questo progetto credendo nell'arte, oggi omaggeremo appunto il il nostro professor Facco. In ogni caso rappresenta un un avaro che appunto di fronte alla morte che lo viene che gli punta la freccia, quindi è pronta a portarlo via. Ha dei demoni, uno dentro lo scaffale, dentro il cassettone, eh il servo gli sta mettendo a posto dei soldi, gli sta mettendo dei soldi e un altro diavolo gli sta passando eh una sacca di soldi e un angelo cerca gli offre la redenzione puntandogli il crocifisso, facend vedere il crocifisso che traspare, fa passare una luce dalla finestra per e nonostante tutto lui si prende il suo sacco.

>> Sì,etto porterà.

>> È una grande felicità e sono.

>> È un grande piacere per.

>> Confuso da da un omaggio così.

>> Un grande piacere per il nostro sponsor che ci supporta. L'abbiamo scelto come Memento Mori per ricordare di essere sempre generoso come lo stato. Però mi ha detto che non lei non è generoso. A noi sembra che intellettualmente lei sta dando tantissimo.

>> Questo lo dite voi. Io per me.

>> Vabbè, ma è giusto. È così. Deve essere così. Se ti senti generoso non lo sei.

>> Eh beh, no, certo, c.

>> Tutte cose.

>> È molto probabile. Sicuro.

>> Come se ti senti sapiente vuol dire che non lo sei per niente. Certo.

>> Sono cose che lasciamo il giudizio degli altri. Io faccio quello che mi sembra giusto fare, che mi sembra.

>> Assolutamente questo tema mi appassiona tantissimo. Mi domandavo anche eh per quanto riguarda, non so, per esempio i buddistiche che loro non cioè loro credono nella reincarnazione, ma non credono nel concetto di anima. Cioè, questo è un.

>> Allora, sembra strano, sembra strano, ma il concetto di anima, se lei me lo sa definire bene.

>> La candido per il premio Nobel per le neuroscienze.

>> Eh,

>> E l'anima è stata rigettata al fisicalismo perché non c'è niente di fisico che corrisponde all'anima, no? Ma è molto assiomatico.

>> Ma provi a pensare cos'è la coscienza. Definire la coscienza è un problema non da poco per non parlare dell'inconscio.

>> No? Quindi le definizioni.

>> Le definizioni sono utili ma sono sempre parziali e non c'è una definizione utile. Definire cos'è la salute, cos'è la malattia, lei me lo sa dire.

>> Non c'è una definizione unica base al benessere, però non c'è un potrebbe non essere sono almeno nove definizioni diverse in letteratura e la conclusione di un articolo pubblicato sull'anset 2 anni fa e diceva che forse dobbiamo usare definizioni diverse a seconda del contesto.

>> Certo.

>> Come si fa anche con la coscienza. Se sei in rianimazione, la coscienza è quello che mi permette di essere consapevole di me stesso e dell'ambiente. Finisce lì. Se tu parli di altre cose, vai nel nel nella tradizione meditativa orientale, c'è una coscienza senza pensieri che è considerata perfino superiore alla coscienza ordinaria, perché noi abbiamo attaccato la la coscienza ai concetti. I concetti sono solo uno strumento che ha molti pregi e alcuni fondamentali difetti. È una coscienza che non usa concetti, non per questo non è coscienza, no? Anzi questa è la base, secondo Iveda dell'accesso poi all'illuminazione. È il quarto stato di coscienza Turiglia che non sei né sveglio né addormentato, non hai pensieri la mente completamente ferma e loro dicono che l'Atman individuale a quel punto può fluire nell'Atman universale in una visione non dualistica. Ma ci sono delle delle esperienze, cioè lei le è capitato di intervistare persone, di parlare con persone che hanno avuto queste esperienze stando molto a contatto, che è chiaro che sono poche, sono pochissime perché tanto le persone che se la.

>> Problema è è quello di di di poterle intervistare perché anche nelle routine del lavoro, quando ero in rianimazione come paziente si sveglia, se sta bene autonomo lo mandi via e poi non lo vedi più. Eh, certo.

>> Devi fare proprio prospetticamente vadano a cercare sistematicamente di di intervistare il paziente appena si è svegliato e nei vari studi fatti così l'incidenza dell' NDE va dal 5 al 18%, quindi non è così%.

>> Mica tanto, mica poco, no?

>> 18% altissimo.

>> E non è così frequente da pensare che sia un ipifenomeno di un danno cerebrale che c'hanno un po' tutti.

>> Sì, sì.

>> Dovuto alle sostanze chimiche, cioè reazioni.

>> Es non c'è nessuna relazione con le sostanze chimiche con nulla, non c'è nessuna interpretazione meccanicistica che spieghi cosa sono e ci sono le esperienze ND like, cioè simil premorte, che avvengono in condizioni di assoluta fisiologia, senza nessun danno cerebrale e sono altrettanto intense e hanno dei punti in comune con le esperienze mistiche.

>> Per cui sono l'espressione ordinarie della mente hanno.

>> Posso perché ma sono indotte, cioè in che senso.

>> Io ho adesso un caso che nel mio ultimo libro ho riportato in dettaglio.

>> Di uno scienziato materialista duro, convinto che si occupa di di biologia dei tumori, no? Quindi fa lavoro di laboratorio e che non ha mai pensato a queste cose, che ha avuto una nd like.

>> E mi ha scritto perché non sapeva come interpretar, se sto diventando matto o cosa mi succede, perché non ha gli strumenti per integrarla nella sua vita, no? E lui c'è un racconto bellissimo che ho descritto in dettaglio. Mentre era in vacanza era in Svizzera in albergo con la moglie, parla del più e del meno, si gira a letto in posizione proma, a un certo punto si vede sopra vicino al soffitto e vede la scena dall'alto. Dopo entra in questo scenario come quello delle esperienze di premorte, deve fare la sua esperienza. Incontra un'entità che gli dà anche dei consigli che dice "Mi sono serviti in questi anni, mi ha detto delle cose che sono significative, no? Avendo la moglie vicino leicato che tutta l'esperienza è durata non più di 3-4 minuti, ma per lui poteva essere un tempo anche.

>> Ma lui era come in in cioè com'era in sotto shock, era fermo.

>> Potremmo dire che per certi vsi per certi versi era come uno che è rilassato in ipnosi o in meditazione, non è che ci sia una.

>> No.

>> Non c'è bisogno di avere chissà che manifestazioni strane osservabili da fuori.

>> No.

>> Ma ehm.

>> E quindi non occorre neanche avere lesioni cerebrali, non c'è nessuna relazione tra farmaci, lesioni cerebrali e tipo di esperienza. Questo non è ancora stato dimostrato in nessuno lavoro, poi è difficile dimostrarlo, ma alcuni studi già lo lo smentiscono e alcune ipotesi sono non stanno.

>> Che cosa differenzia questo queste esperienze, questo NDE dal sogno? Lo statuto è completamente diverso.

>> Perfetto.

>> Il sogno è m sei spettatore passivo, no?

>> E sei non sempre, però sei comunque meno meno coinvolto nella.

>> E tante volte in molti sogni tu sei sempre che devi fare una cosa ripeti sempre non riesci a a realizzare qualche cosa che tu vuoi fare, no? Questo senso.

>> Esatto, ma nel sogno eh la struttura è bizzarra spesso e noi ricordiamo qualche frammento che che magari ha una sua coerenza, anche se buffo è strano, no? E altri sogni che sono totalmente incomprensibili. Questo perché l'inconscio ha una grandissima capacità di di elaborazione del delle.

>> Delle informazioni.

>> Allora, la coscienza, soprattutto la coscienza logica, lavora in modo seriale. Io parto da A e per passi successivi arrivo a Z. Il sogno, potremmo dire, l'inconscio, tutto l'inconscio, potremmo immaginarlo come un processore multiples che ha tanti canali in parallelo e fa tante operazioni tutte in parallelo. Quello che emerge la coscienza è una mistura di tutte queste cose che tu non riesci a capire. Il lavoro onirico di Freud, che è stato un lavoraccio che ha cercato di mettere a punto, era come decodificare il sogno per capire cosa volesse dire sul piano psicanalitico da tutta la congedia di cose apparentemente assurde. Invece queste sono storie perfettamente coerenti, chiare, limpide, perfettamente ricordate, ricordate anche a distanza dei 25 anni con quasi nulla come rielaborazione, paramnesie, come tanti altri ricordi che in parte si modificano nel tempo, no?

>> M chiedo, faccio questa domanda, ma anche penso le onde celebrali in quel momento se c'è stato modo di fare una misurazione, cioè sono eh di un tipo differente.

>> Allora, qui l'argomento è molto complesso perché ci sono delle cose nuove che stanno venendo fuori che però e sono tutte da vedere con una nuova tecnologia.

>> Nel senso che si sa convenzionalmente e quello che io ho verificato in molti pazienti, nel giro di 20 30 secondi l'EG diventa piatto, no?

>> Sì.

>> Poi se sei in assenza di perfusione cerebrale, poi in realtà ci possono essere e sono gli ultimi dati che stanno emergendo delle possibili scariche di attività rapida nella banda gamma che è quella che di solito si si associa all'attività di coscienza, no? Che durano un pochino, poi si estinguono anche queste. Ora il problema è dimostrare se queste sono correlegate a esperienze di premorte o no. È un'impresa molto ardua.

>> Certo.

>> Parallelamente col migliorare delle delle tecniche di rianimazione eh sono stati osservati pazienti, si parla del 051% non di più, che hanno qualche fenomeno di coscienza durante il massaggio cardiaco, no? Alcune sono risposte avversive perché il massaggio cardiaco è doloroso, è pesante, no? Quindi, però, avere una risposta avversiva non significa essere coscienti e consapevoli, altri qualcuno che apre anche gli occhi eccetera. E c'è una percentuale analoga di pazienti che hanno disturbi posttraumatici da stress dopo la rianimazione che potrebbe essere legato a questa fase di rianimazione per cui si sta pensando se il paziente quando fai massaggio cardiaco devi anche fare degli analgesici e sedarlo perché comincia a venir fuori qualcosa che fino a pochi anni fa non non si pensava possibile perché col massaggio cardiacco diciamo riesci a ottenere una circolazione che è circa il 20-25% di quella normale per cui non sufficiente a fare grandi cose come attiv attività mentale, però stanno emergendo queste cose. Allora, che questi buffet di attività gamma siano collegate a esperienze complesse come le esperienze per morte o no, non si sa. Se siano collegate a questi fenomeni di ripresa della coscienza con tutto quello che ne esita come possibile disturbo postraumatico da stress. Questo è molto verosimile. Il problema se poter fare degli studi in cui fai a tutti leggi e poi studi e poi se hanno avuto l'esperienza che ho avuto un'esperienza tale da verificare che sia successa in quel momento perché in gran parte dei casi non si sa quando le avute potresti averle avute poco prima o nelle fasi di risveglio, tranne quei casi che ce ne sono pochi in letteratura perché sono difficili da da da registrare che hanno fatto esperienze di premorte, sono usciti dal corpo, hanno visto dall'altro la scena della rianimazione del loro corpo. E quando si sono svegliato hanno testimoniato tutto quello che è successo mentre loro era nel arresto cardiaco e questa è un'altra cosa intrigante che richiede una spiegazione scientifica.

Assolutamente e soprattutto e magari avevano le CG piatto in.

>> Esatto. Allora, l'EG non riesci di solito in molti casi a a farlo perché fai un montaggio delle gie e registrarlo mentre fai il massaggio cardiaco quello che sta morendo non è che hai.

>> No.

>> E poi durante il massaggio cardiaco c'hai tutti gli artefatti di tutto il massaggio cardiaco, quindi vedi più artefatti che attività elettricione.

Allora, l'aspetto è per esempio un caso che è il più bello di questi, è ben documentato in maniera ineccepibile, pubblicato su Resuscitation del 2014 e non è non è da mh definire come una fantasia. È un fatto concreto, reale, che non si può.

>> Esatto.

>> Di questo paziente che va in arresto cardiaco improvvisamente, lo rianimano e il suo racconto è: "Io ero sul letto, a un certo punto non c'ero." Poi ho visto una donna dalalto del soffitto che mi chiamava, non la conoscevo, ma sentivo che potevo fidarmi, era eh ho visto dall'alto il mio corpo che lo stavano rianimando. Ho visto un uomo che mi faceva il massaggio cardiaco e che non vedevo la faccia, ma era tarchiato, calvo, lo vedevo da come era messo il berretto da sala operatoria. Poi a un certo punto ho sentito una voce metallica che diceva: "Shock the patient", shock the patient. Io non so cosa sia, non l'ho mai sentita, non so se sia vera, se sia una mia fantasia. Dopodiché ho seguito la donna, ha fatto la sua esperienza di premorte, eccetera. Rientra nel corpo, si vede, fanno il reporto, il racconto e siccome lui ha riconosciuto chi l'ha rianimato e non era un medico che lui conosceva, quindi c'è un dato obiettivo di percezione della realtà da una prospettiva che è diversa da quella del sei sul lettino con gli occhi chiusi.

>> E se anche li apri vedi sem mai la faccia non vedi non vedi la calvizia sopra eccetera. Quindi c'è questo aspetto che è intrigante che non è solo un'allucinazione, c'è da capire cosa sia possibile.

>> Sì, c'ho visto anche alcune esperienze che erano fuori.

>> Esatto. Esatto. E dall'altra parte il protocollo di rianimazione periode ha due minuti di massaggio cardiaco, poi un minuto in cui fai stop perché la macchina deve analizzare l'elettrocardiogramma, quindi un momento in cui per un minuto non hai nessuna attività di circolo perché non fai neanche il massaggio cardiaco. Questo rende più difficile pensare a grandi attività di elettriche alla fine del quale il defibrillatore automatico diceva testualmente shock the patient, no? Quindi hanno stimato che questo paziente ha avuto almeno almeno 3 minuti di consapevolezza piena, spesso descritta come superiore a quella normale, non uno stato, mi sembrava iperconsapevolezza.

>> In cui ha percepito l'ambiente, in cui ha percepito tutto mentre era in arresto cardiaco. Poi probabilmente bisogrebbe aggiungere il tempo necessario da quando è andato in arresto cardiaco a quando sono arrivati i soccorsi che per quanto rapidi un minimo di tempo ci vuole, no? E quindi 3 minuti è la stima, diciamo, certa, minima, reale di quello che è successo, fosse stato anche di più. E tutto questo è da tutto da chiarire, compreso, non second non ultimo, la fatto di avere una percezione corretta della realtà da una prospettiva che non è quella in cui sei.

>> Che non è solo un'allucinazione, un'alterazione della senso di percezione della mia posizione, perché da sotto non vedevi la la.

>> Cosa era calvo, berretto e tutto il resto. Ho visto anche c'è ci sono alcune esperienze di persone che hanno visto fuori sono usciti anche fuori dalla stanza e hanno visto informazioni, hanno riportato pazienti, ho avuto pazienti che però spesso sono racconti retrospettivi e queste cose o le fai in tempo reale oppure non riesci più a a poter documentare la veridicità di quello che hanno visto. Come una paziente che è uscita dal corpo quando le hanno per errore lesionato la horta, ha avuto un'emorragia massiva.

>> Mamma mia.

>> E lei la vedeva dall'alto, ma non gliene fregava assolutamente nulla, era serenissima, no? Dopo mi racconta che si sveglia in in reparto, arriva l'infermiera a fargli la flebo e le dice "Ma senta, ma cosa è successo in sala operatoria? La horta qua là questa è impallidita. Il medico che si è arrabbiato perché sai che qualcuno avesse fatto la spia di di questa cosa qua, dico lei non gliene fregava assolutamente nulla e non aveva nessuna intenzione di denunciare a nessuno. No, purtroppo non ho non ho non ho avuto l'opportunità di di avere le testimonianze precise e indubitabili della cosa.

>> E una volta.

>> E un altro mio paziente che ha avuto un'autobody experience inconsapevole. Allora, la storia è.

>> Rottura della orta addominale in ufficio, lo portano d'urgenza in ambulanza, in ospedale e lo operano. Il racconto suo ere ero in mio ufficio a un certo punto tutto buio in una situazione in cui non ho nessun punto di riferimento nel nulla, un po' come quella che ho avuto io.

>> Anche lui.

>> Sì, sì.

>> Però con un senso di pace, di benessere profondo. Poi a un certo punto mi sono trovato in un corridoio di un ospedale e ho visto due infermieri con una barella che correvano all'impazzata verso la sala dell'operatore, non si è resa conto che era suo corpo, ha visto la scena di lui che veniva portato in in sala operatoria. Dopodiché fanno l'intervento, si addormenta tutto quanto e quando arriva la moglie gli racconta che di andare a parlare col primario, quelli sapeva chi era, sapeva dov'era il suo studio che era il piano di sotto.

>> Gli ha dato tutte le informazioni per andare a raggiungere lo studio del primario. Purtroppo nel frattempo si era è passato del tempo, era separato dalla moglie, non ho avuto nessuna possibilità di andare a parlare con nessuno. Ma e il perché ha fatto una ha fatto un giro per l'ospedale durante la come faceva a saperlo.

>> Eh beh, questo puoi saperlo anche indipendentemente dal fatto di andare materialmente che non sai. Lui aveva questo ricordo qui, sapeva, ma non sapeva, non si ricordava come l'aveva saputa e c'è una testimonianza bella, ma sono tutte robe che non c'è motivo di pensare che siano false, ma non hanno e sono testimoniate, ma non c'è la testimonianza fatta con la staff medico in tempo reale, eccetera. Uno è un caso di di di riportato da Franciscobbe nella fine dell'8 di un di uno che prima di morire sul letto di morte, non in rianimazione perché non esisteva, a un certo punto ha una riviscenza di di coscienza e ha raccontato che ha visto i suoi i suoi tre fratelli, no, che erano morti. Poi ha visto anche il quarto che era vivo e stava in India.

>> No? Tutti quanti scaturiti da questa cosa. Una è uscita fuori dalla stanza terrorizzata da questa cosa apparentemente parapsicologica.

>> Chiamare l'altro fratello.

>> No, dopo.

>> Beh, siamo alla fine 800 voglia chiamare. Dopo un mese è arrivata una lettera che gli avvisava che era morto poco prima che lui avesse la visione.

>> Sì.

>> Incredibile, pazzesco.

>> È un altro caso analogo è riportato da Ballommel, quindi diciamo nel 2010.

>> Di di avere l'informazione di uno che era morto, che non sapevi che era morto.

>> Quindi averla in esclusiva proprio direttamente da.

>> Esatto. Tutte cose in cui io sono abituato a non sapere, a non pensare di sapere, quindi tutte queste cose le tengo lì, no? Senza accettare nulla a priori e senza scartare nulla a priori. Questo è il senso vero della della visione scettica, cioè del dubbio. Quindi se tu rifiuti a priori quello che non appartiene al tuo modello di mondo, ti perdi delle cose fondamentali.

>> Allora, prima di pagare.

>> E quindi ritengo che siano vere, aspetto ulteriori conferme rimanendo un po' nel nel limbo.

>> Sentico.

>> Sì, sì, nel limbo, no? Prima di magari andare a capire come si può rimanere più in contatto con questo con questo universo, cioè quale in che modo l'essere umano si è messo alla ricerca in tal senso. Volevo allora abbiamo parlato appunto dell'esperienza proprio lì sul letto d'ospedale eccetera eccetera, ma poi salivano e andavano, seguivano questo, c'anno tutti questo tunnel di luce eccetera eccetera, dopodiché andavano in questo giardino sempre in questi posti può essere ecco non ordinario dove e che succedeva. Cioè, quali sono le esperienze.

>> Quello che dicevo prima, gli elementi essenziali sono la comunicazione con entità non definite.

>> In un modo mentale.

>> E quello che è interessante è che chiocinto vede questa entità.

>> E chi ha una fede chiara in una confessione.

>> Vede delle entità, vede la Madonna.

>> Qualche volta vedono la No, ma perlop più vedono entità non definite, sono pochi quelli che vedono.

>> No? Anche perché forse con tutti quelli che vanno in resto cardiacco forse la Madonna avrebbe talmente tanto da fare che non potrebbe.

>> Fare non potrebbe essere.

>> Sarebbe un sovraccarico di lavoro.

>> E e poi parlano e qualcuno gli dice a un certo punto dice non è il tuo.

>> Possono avere qualche a volte informazione o consiglio per quello che riguarda il loro futuro. Qualche volta questo succede e come è successo in quell'esperienza ND like di quel collega di cui le dicevo prima e quindi sono estremamente intriganti e hanno elementi comuni con le esperienze mistiche, con tutte le espressioni non ordinarie della mente. Ecco, come possiamo noi miseri mortali restare il più in contatto possibile. Perché anche io, insomma, la la ricerca che ho fatto in qualche modo anche con l'ipnosi, la ricerca del trascendente, la ricerca comunque della spiritualità, la ricerca dell'anima, la ricerca anche tramite la meditazione, tramite il rilassamento, tramite anche state di coscienza. Io, insomma, non me ne vene vergogno. Ho ho fatto i miei esperimenti anche con le sostanze psicotrope in giovane età.

>> Certo.

>> Eh, quindi, insomma, anche lì è una ricerca che effettivamente ti porta soprattutto in situazioni estreme che la Juasca, l'LSD, queste cose qui.

>> Son toste, per dirla in termini molto.

>> Sì, soprattutto sì, la Juasca è pesantissima. L'LSD se non fatta in maniera veramente cioè è è sconvolgente veramente sconvolgente. In ogni caso, effettivamente c'erano delle volte in cui lasciavano qualcosa eh di più profondo.

>> Sì.

>> Ok.

>> Allora, se vediamo.

>> Come rimaniamo in contatto.

>> È parte di noi, della nostra mente, di quelle abissali profondità dell'inconscio di cui sappiamo ancora molto poco, no? E che si estendono molto oltre l'inconscio fluidiano.

>> M.

>> Che è un solo una piccola parte pragmaticamente definita per il trattamento delle nevrosi isteriche dell'epoca, ma l'inconso non è la libido, l'inconso fa tutto quello che fa la coscienza ordinaria. Abbiamo un pensiero inconso che è stato recentemente riportato in letteratura che lavora anche quando fai dormi nel sonno ondelente senza sogni, no? Con cui tu elabori le cose. Ed è per questo che a volte la mattina ti trovi con la soluzione a un problema che la sera non avevi, che non sapevi come risolvere, no? E c'è una schiera di filosofi e scienziati di cui hai riportato, cioè un libro bello della Barret, eh di scienziati e filosofi che hanno avuto la la soluzione al loro problema in sogno, sogn.

>> No? E il più caratteristico, il più divertente è quello di di Otto Lewii che ha dimostrato la la negli anni 30 che la trasmissione dal cuore dai dai nervi al cuore non è elettrica, ma è chimica, no? Ora ci sarebbe arrivato. Comunque il sogno è stato quello che ha anticipato perché gli ha fatto trovare. Allora lui fa una notte va a dormire, sogna l'esperimento con cui poi ha vinto il premio Nobel. Dice si sveglia un attimo adesso. Lo so, domattina, la mattina si sveglia, non si ricorda più.

>> No.

>> Allora arrabbiato, la sera prende un una blocco notes e una matita e se la mette sul comodino, no? La stessa notte, la seconda notte fa lo stesso sogno, si sveglia, scrive due appunti così, li mette la mattina dopo si svegliano quattro strafalcioni scritti incomprensibile e lì si imbufalisce con se stesso ancora di più. Persiste nel mantenere il questo metodo e la terza notte fa il sogno. A quel punto si sveglia completamente finché se lo ricorda, lo tira giù e con quel sogno ha vinto il premio Nobel. Ora è parte di fatto che noi viviamo e l'errore è quello di considerare la coscienza e l'inconscio come fosse altro da noi e limitandoci alla a quel piccolo sgorbio che è l'inconscio friidiano. L'inconscio fa quasi tutto, se non tutto quello che fa la coscienza con un'elaborazione con un sistema operativo diverso perché lavora in parallelo invece che in in serie.

>> Sì, esatto. E per questo ha molta più capacità di elaborazione della cosa. Ora, Otto Levi sarebbe arrivato lo stesso a fare la stessa cosa perché ci stava arrivando, ma il sogno che testimonia l'importanza dell'attività in corso è quello che gli ha dato la la in anteprima il risultato.

Allora, noi siamo il nostro inconscio, non meno di quanto siamo la nostra coscienza. E questo bisogna cominciare a pensarlo perché quando si parla di inconsciolo si parla solo quando si parla di psicanalisi e poche altri aspetti di psicoterapia. Per il resto, anche nella scienza della coscienza passiamo di coscienza perché questa la definiamo l'inconscio, non sappiamo come includerlo nella cosa, ma parlare di coscienza senza considerare che noi facciamo le stesse cose con l'inconscio è un pochino riduttivo e forse concettualmente sbagliato e c'è un continuum in cui l'inconscio con Jung arriva fino agli archetipi transpersonali che è un bel passo avanti. Non a caso Jung era studioso di filosofie orientali, no? Se andiamo nello zen, l'inconscio fluidiano viene considerato, dice Suzuki, parte della coscienza superficiale e c'ha ragione perché è quella parte della mente empirica rivolta al mondo esterno e che dialoga col mondo esterno. Oltre l'inconscio junghiano, che comunque è antropocentrico perché è parte del dell'essere umano, nel buddismo zensi arriva il concetto di Buddha datu o autonatura o natura del Buddha. Che è ancora più profonda oltre i concetti, oltre qualsiasi linguaggio umano e che è comune a tutti gli esseri senzienti. E qui abbiamo due tracce che mi piace come possibilità ipotetica. Uno è in Pitagora, che era un grande sapiente, un grande sciamano,.

>> In cui di cui Giamblico narra e anche altri narrano, che poi se fosse riuscito a addomesticare l'orsa da che era ferocissima. È che dopo che gli ha parlato e andato a mangiare, questa si è comportata come un agnellino. La stessa cosa succede con San Francesco e lupo nei fioretti di San Francesco. Allora, è fantasia, è solo mito, sono storie, sono eh va bene, non ha impatto, ma potremmo anche ipotizzare, la cosa non sta così male, che entrambi sono andati così in fondo nella loro consapevolezza da raggiungere quella che i buddisti chiamano Buddha dato. Allora, puoi diventare parlare anche con il lupo e anche con l'orsa. Entri in contatto con qualcosa che è completamente diverso dal dalla mente umana.

>> Sì, solitamente ci piace dire per semplificare, perché noi cerchiamo sempre di semplificare, ovviamente per dare lo spazio a tutti di poter riflettere. Ci piace dire che dobbiamo restare in qualche modo aggrappati al nostro io più profondo che è il nostro io divino, no?

Esatto.

>> Allora, più che io io direi il sé, perché poi il termine ego, io e sé sono stati usati interscambiabilmente sia in filosofia sia in psicologia e tenere tre termini per indicare la stessa cosa non ha senso. Allora, la mia ipotesi che ho anche pubblicato è che lì l'ego è la parte più primitiva, quella di Alberto Sordi.

>> Sì, è l'amigdala.

>> È l'amigdala. Neanche, perché non è solo l'amigdala.

>> C'ha anche l'amigdala, ma è proprio questa visione del io so io e nient'altro. Allora, poi c'è.

>> L'Oio che si struttura, e questo è in accordo anche con Freud nei primi anni di vita come principio di realtà. Allora, con l'io tu ti strutturi, riconosci anche la realtà dell'altro, con l'ego no.

>> Mh.

>> No? E quindi fai dell'altro solo quello che ti comoda. Sei in una situazione proprio primitiva.

>> Ecco.

>> Allora le l'o che ancora egocentrico, però può comprendere anche un atto di altruismo, ragiona e si rende conto della esistenza diritti dell'altro. L'ego manco se ne accorge. Il passo ulteriore, e questo è anche in linea con l'asse ego se di di Jung, è lo sviluppo della piena consapevolezza. Noi siamo come esseri umani creature incompiute e rimaniamo perlopiù incompiute. Ognuno si ferma dove dove riesce a arrivare, dove cosa, ma è un percorso infinito che dura tutta la vita.

>> Con cui puoi raggiungere livelli di conoscenza di te stesso e di integrazione e armonizzazione col tuo inconscio crescenti fino al massimo livello di Jung, che è l'individuazione o potremmo dire l'illuminazione secondo sia l'epopteia aristotelica sia le discipline orientali che è la sapienza. E la caratteristica di chi raggiunge la sapienza è di non essere più egocentro e egocentrato. È vedere il mondo dalla parte della prospettiva del mondo entrando in reale contatto con la realtà e non solo vedere le proiezioni del proprio io. Tanto è vero che in modo molto moderno nell'ancavatar sutra l'io viene definito come la mente che proietta. Tu proietti sulla realtà le tue idee, le tue istanze e vivi di queste proiezioni scambiandole per realtà come in sé.

Cerco sempre di far riflettere, ragazzi, gli dico che appunto bisogna cercare in questo universo infinito questo che noi non c'è dal nostro cervello, diciamo, la nostra parte più senziente, eh ci porta a non riuscire ad immaginare l'universo infinito, cioè la grandezza dell'infinito.

>> Sì, non scappa.

>> Per quanto la pess manca sempre un pezzo.

>> Esatto. Però noi stessi siamo fatti della stessa cosa.

>> Ammesso che sia infinito.

>> Ammesso che sia infinito. Quello che noi conosciamo in astrofisica è l'orizzonte cosmologico.

>> Quello che oltre l'orizzonte anche questo dobbiamo accettare anche questo e però ecco noi stessi siamo fatti della stessa essenza, cioè in qualche modo il nostro il sé interiore è fatto di un è infinito in qualche modo. Noi siamo Dio. È parte di quello che non è egocentrato, che emerge con.

La coscienza. La prima forma di coscienza, secondo me, è rappresentata molto bene nel peccato originale della Genesi.

Mh. Che non è un peccato, è il fatto che tu sei un minus rispetto alla sapienza, ma tu fai con quello che hai, quindi non è un peccato in sé, no? Tanto è vero che

Ma è inevitabile, tra l'altro

è inevitabile, cioè è parte dell'evoluzione e in questo la simbologia è molto bella perché il serpente il serpente è la sapienza, no? è un sim è un simbolo semitico della forza creatrice.

La forza creatrice,

quindi è pericolosissimo perché ha una grande potenza ed è il serpente che sta con la coda negli inferi, con la testa nei cieli, no? E che ha un'analogia col Kundalini nello yoga, no? Che anche il Kundalini è un serpente che è addormentato nelle spire, nel basso ventre che se si scatena male sono diventa leviatano che ti distrugge. No, dice Jung. E quando il serpente dice a Eva, "Se mangi il frutto aprirai gli occhi". E e dire aprire gli occhi dà molto bene l'idea della coscienza del poter rappresentare il mondo, no? Cosa che va benissimo anche al Padre Eterno, perché il Padre Eterno non è certamente un uno sprovveduto e questo è parte del progetto divino, se ammetti, no? Quindi non è che Padre Eterno si arrabbia e ti punce, non mangiare la mela perché l'ha messa lì apposta. Certo,

ma è parte dell'evoluzione l'errore, il peccato originale che cos'è? Che tu vedi l'albero del frutto del bene del male, lo cogli e ti rendi conto perché conosci discriminando e discrimini il bene dal male, ma la pianta è unica, non sono due piante diverse. E bene e male, come tutte le polarità del mondo che appare fenomenico sono fatte di opposti che sono complementari, non ed è sbagliato scinderli in principio opposto inconciliabili. Questo lo dice Eraclito, lo dice anche Parmenide.

Sì, questo

che la chiama la via degli esseri di Crano e a due teste che non hanno capito nulla perché tutto è luce notte che è una cosa sola. Senza l'uno non c'è l'altro. Esatto. Quindi noi abbiamo perso questa visione unitaria che è del taoismo, che è del di Parmenide, che è di Eraclito, che è di tutta la sapienza e ci stiamo affannando nel cercare di separare il bene dal male per poi trovare l'uno e l'altro ogni volta che hai scelto la parte dove stai.

No, no, è assolutamente. Ora il qui in questo che non è un podcast, io lo definisco un sequestro di persona. Allora, in questo podcast

vorrei un avvocato,

no, troppo tardi, doveva pensarci prima a Posteri. Allora, noi siamo dei grandi fan di di Gianbattista Vico e anche tantissimo di vabbè di Spinosa eccetera, ma Gianbattista Vico in qualche modo ci piace tanto il pensiero, no, appunto, dei tre uomini, l'uomo che sei, l'uomo che dovresti essere, l'uomo che vorresti essere, ma soprattutto i corsi e corsi storici perché in qualche modo riesce ad attualizzare in maniera molto semplice la storia, no? Perché con la nuova scienza, proprio con questo studio, diciamo, che per si va si va a raccontare in sintesi quella che è un po' anche il modo di pensare autoctono più profondo a livello a livello religioso, a livello di credo eh del di questi popoli e lui dice che ci sono corsi e ricorsi storici, cioè che l'era degli dei, l'era degli eroi e l'era dell'uomo. Ci piace pensare che noi siamo appena usciti da un'era degli eroi, no? Ci questi anni 80 ci hanno raccontato, no? Anche se vediamo l'arte è un po' l'istantanea del momento, immaginiamo Andy Warroll, no? Vediamo tutte queste icone, questa è proprio l'arte racconta un'era degli eroi, no? Vediamo Michael Jackson, Madonna, Superman che era un eroe senza macchia. Oramai Superman eh è è stato tossico, poi è coso, poi è eh ha cambiato sesso, insomma. Così.

Esatto, è tutto così, ormai è cambiato, no? Siamo passati i social un po' secondo noi hanno, volevo sapere che cosa pensava hanno cambiato questo periodo e siamo entrati in un altro in un'altra era dell'uomo, un illumin nuovi ovviamente l'Illuminismo dall'esterno sul libro di storia meraviglioso. Certo, tutti viverlo pesante perché la morte, il nichilismo del cioè di sotto tanti aspetti e come stiamo dicendo. Secondo lei, prof, sta accadendo questo e soprattutto poi dopo quale sarà la nuova era degli? Perché

ne parliamo nella prossima reincarnazione, ammesso che in un concesso che ci sia

No, no, però insomma non lo possiamo

Allora, secondo me il discorso dei corsi e ricorsi storici va rivisto in un modo un pochino diverso, almeno secondo la mia personale opinione,

perché la gente si affanna spesso a dire il tempo è lineare o il tempo è ciclico, no? come se fos non è né l'uno né l'altro, sono tutti e due insieme.

È una spirale perché possiamo rappresentarlo metaforicamente come un'onda luminosa, la quale viaggia rettilinea, ma con una polarità opposta di cicli. Allora, i cicli e gli opposti che sono complementari rappresentano la dinamica che permette il movimento all'interno e noi passiamo per fasi che possono avere degli aspetti simili, ma che non sono la stessa cosa, non è che si ripete la stessa cosa.

E allora noi passiamo per fasi di tonalità opposte, simili in epoche diverse e ma col mondo che va avanti, no? Quindi io vedo il tempo come una spirale, come lo intendiamo perlomeno conciliando le due visioni, che adesso siamo in una fase di profonda trasformazione. Sì, e come tutte le fasi di profonda trasformazione sono di grande crisi in cui emerge tutto, compreso l'ego dei grandi potenti del mondo, perché di fronte all'incertezza, no? E questo lo vediamo nella propaganda, nella politica, nella visione maga, nel in tutte tante cose, no? Sono problemi di una complessità enorme, no? In cui io francamente mi celo tranquillamente dietro il mio posizione di di Eraclito di di Democrito di non sapere nulla, no? Ma quando le cose sono molto complesse, già quelle semplici sono difficili da giudicare, si semplifica tutto e si cerca di trovare una direzione che ti sembra plausibile, che non è necessariamente quella giusta ed è quella razionale di testa con dei pregi in più, ma con qualche limite, o è quella di pancia, di quello che ti sembra plausibile e ti dimentichi le cose le cose precedenti, no? Per cui di ogni cosa dai

un'interpretazione,

un'interpretazione che è quella del momento che

per poterla interpretare bene dovresti fare un'analisi della storia, per esempio, per i casi di quello che sta succedendo adesso degli ultimi 60 anni,

vedendo tutti i pregi, tutti i difetti, tutti i limiti, tutti gli errori per cercare di trovare una quadra che ti permette dire qual è la cosa

che forse è più ragionevole, mentre invece sei sull'onda dell'emotività di una cosa del suo esatto posto, no? e internet, l'intelligenza artificiale che io amo chiamare come stupidità veloce più che intelligenza, perché non capisce le cose, le elabora statisticamente senza pattern.

Sì, va sì, ma analizza statisticamente l'informazione senza capirla. È diversa dall'intelligenza biologica. Perutamente

la cosa che adesso a me un po' preoccupa che si fa delle cose bellissime, ma se tu fai dei grandi database e metti dentro lavori, articoli, libri e cose fake, solo di

questi te li porti dentro, te li porti dentro nella

Allora,

non è che l'intelligenza artificiale fa, sei tu che puoi usarla come strumento consapevolmente e puoi fare una verifica e saperla usare bene. Come tutte le cose, tutte le cose del mondo comprese la droga, se le sai usare bene ti danno cose buone, se le usi male finisci finisci terribilmente male. Paradigma del coltello, no? Anche la visione del drogato di oggi in Occidente è un prodotto culturale del XXo secolo, non esiste nelle società sciamaniche, nelle società native americane, in tutto il resto. È un prodotto di una mentalità e di tutta una struttura economica e egocentrica eccetera che produce tutte le follie che ci sono e quindi la stessa cosa, la stessa molecola, come tutti i farmaci può essere utile se usata correttamente, può essere devastante se usata male. principio di Paracelso che diceva che la differenza tra il farmaco e veleno è solo la dose. E qui c'è tutto quello che devi fare come percorso per le sostanze psichedeliche, come percorso rituale per utilizzare la sostanza come strumento per qualcosa che stai cercando e non aprire il vaso di pandora della psiche e diventarne vittima. Quello non va da nessuna parte. E anche internet è straordinaria, come tutte le cose non sono né buone né cattive in sé. È l'uso che se ne che ne fai. Io ho i pazienti che vengono da me disperati perché hanno letto su internet senza sapere, senza capire tutte le i sintomi che hanno e quello che gli che gli aspetta di terribile di terribile poi c'hanno niente di grave, no?

Certo.

Per esempio, e le chat, anche queste sono un modo per stare in contatto, ma sono un modo che paradossalmente ti isola. hai un contatto virtuale, sei completamente isolato e veramente ti porti alla alla all'alienazione con questo. Quindi siamo isolati in un mondo iperconnesso in cui le chat tutta la maniera di fare selfie te lo metti sulla chat e tu tu vivi tutto quello che dici pensi e fai lo metti nella chat. È un po' come delegare al alla

all'automatismo

all'automatismo elettronico, no? la tua psiche senza elaborare nulla e tutta la tua vita interiore. Come diceva Tesla nella sua autobiografia, l'uomo moderno è così attratto dal mondo esterno che non sa più neanche quello che c'è dentro.

Eh,

ed è quello che puoi ritrovare con la meditazione, l'ipnosi e tutte le tecniche introspettive che non sono state capite fino a tempi recenti, al punto di inserire l'ipnosi e la meditazione tra gli stati alterati di coscienza alterati rispetto a che cosa? Anzi, sia la meditazione sia l'ipnosi consentono un empowerment del soggetto perché aumentano il controllo sui propri processi mentali, sulla propria mente e sul proprio corpo. E questo è talmente potente, chissà riesce a farlo bene che tu puoi fare in 10 minuti indurre l'ipnosi e portare il paziente a fare un intervento chirurgico senza sentir dolore, rimanendo perfettamente perfettamente consapevole, facendo lui il lavoro con cui blocca le aree di trasmissione del dolore nel cervello, che non è una robetta da poco.

Sì. No, no. Se queste sono le esperienze di premorte, diciamo, che cosa ci potrebbe essere dopo la Ovviamente non lo sappiamo, ma non sappiamo neanche cosa c'è nella vita. ormai dopo questo incontro l'abbiamo capito, quindi che possiamo ipotizzare cosa ci potrebbe almeno secondo lei cosa c'è dopo la morte. Se lo sapessi, io sapevo io sono più vecchio di lei. Se aspetta un po' magari poi in qualche maniera cerco diamo. Io lo sapevo che mi avrebbe risposto così profer

Allora, le esperienze per morte di per sé non dimostrano correttamente concretamente nulla, ma ci danno qualche possibile indizio, come tutto il mondo di tutto quello che troviamo nelle esperienze non ordinarie, comprese quelle indotte dalla meditazione e tutte le filosofie anche antiche che sono più sagge di quelle moderne.

La prima cosa di cui io posso essere sufficientemente certo è che non esiste che tu diventi nulla in senso assoluto.

Ok?

Questo è quello che diceva Parmenide, il suo senso originario dell'essere. È quello che dice anche Ippocrate, perché Parmenide, oltre che il grande filosofo dell'essere, era un grande sapiente, uno sciamano, sacerdote di Apollo Ulos, esperto di incubazione che è l'antenata dell'ipnosi moderna e è grande medico perché ha fondato la scuola medicaatica. Ippocrate è grosso modo un suo collega junior che nasce si stima intorno a 60-70 anni dopo come cosa

e nel de dieta Ippocrate dice nulla si crea e nulla si distrugge che è modernissimo, no? Ma tutto si forma per mescolanza e separazione che è lo in e lo yang. Perfetta coincidenza. Sì. Quindi l'uomo crede che tutto venga alla luce venendo dall'ade e poi creda che tutto scompaia tornando nell'ade perché crede più ai suoi occhi che la ragione perché non è possibile che ciò che è no diventi nulla e ciò che non è cominci ad essere. Con il paricino di Parmenide da parte di Platone abbiamo cominciato a dire che l'essere è quando non è più è nulla e questo è il nichilismo che ha percorso tutto la cultura occidentale cultura occidentale.

Ma questo per me è l'aver confuso il senso originario dell'essere con l'apparire fenomenico,

no? E noi possiamo solo vedere l'apparire fenomenico anche con la scienza più rigorosa. Vedi solo le informazioni che ti arrivano di quella componente dell'universo che è il suo apparire, le informazioni che che emana. L'essere rimane nascosto in profondità, no? Che è la matrice del fatto che sia

Certo. Quindi confonde, diciamo, per semplificare confonde il vivere con l'esistere. Esatto. E questo lo troviamo anche nella teologia, soprattutto se vediamo la teologia apofatica, come

diceva Giovanni Scotto e Riugena nel 9 secolo, che Dio non esiste, non nel senso materialista, non esiste perché l'esistere tutto ciò che appare ai sensi è delimitato nello spazio e nel tempo. Dio è, non è non esiste, è quello che noi possiamo percepire è la manifestazione dell'essere, non vedere l'essere in sé che rimane nascosto, che sia una figura antropomorfa, come descritta nella religione abramitica o che sia l'essere di Parmenide, che forse è anche meglio per certi versi.

Sì, infatti.

E quindi noi siamo una minuscola componente dell'essere perché senò non potremmo apparire. entriamo nel cerchio dell'apparire e così poi scompariamo. Dal punto di vista pragmatico, direi scientifico, empirico, la frase più corretta quando uno muore è quella ancora con cui è descritta la morte del Buddha che dice che dopo aver raggiunto non mi car l'ottavo yana livello meditativo eccetera è scomparso dalla vista degli uomini. Questa è l'unica cosa che puoi dire. Tutto il resto sono speculazioni e proiezioni della mente. Come dire che cos'è Dio? nella teologia apofatica è una proiezione della mente umana che proietta su Dio le le cose che che possiamo in qualche maniera concepire noi, no?

Sì, sì, sarebbe comunque.

Quindi Dio è oltre tutto.

Certo, è tutto oltre

ed è oltre tutto quello che noi possiamo immaginare anche come metafora e come concetti poter dire.

Certo. Beh, è bellissimo. Io direi.

E allora, quindi in qualche modo, e questo è l'eternalismo di Severino, non siamo immortali, ma siamo eterni, qualunque cosa sia. compreso il fatto che la stessa reincarnazione non sai come sia. E l'idea che la reincarnazione, come lei diceva prima, contrasta con l'idea di anima eh dipende cosa intendi per anima. Perché se l'anima è un qualche cosa che tu ontologizzi e gli dai un significato di individualità, non occorre questo per reincarnarsi. Basta solo quella vita che in te che non sai come definire e che può essere parte di una coscienza universale o semplicemente un principio vitale. Quella non muore perché è conservazione dell'energia in qualche maniera.

Sì, sì, in effetti c'è questa visione panteista meravigliosa. C

Esatto. Che poi più che panteista è monista nel senso più pieno, perché panteista non mi piace neanche quello.

Monista è troppo. Eh, e se qui prendiamo la fisica quantistica possiamo, se accettiamo l'idea di Bing Bang, no? e che l'universo nasce con il Big Bang. Tutte le particelle che nascono e che vengono buttate fuori dal Big Bang sono tutte entangled perché hanno interagito insieme. Quindi l'universo è tutto entangle. è una cosa unica, inscindibile, fatta di parti che non si possono separare se non arbitrariamente. Dopo con tutte le altre reazioni successive potrebbe essere un entanglement nidificato perché ci sono altre reazioni e altre cose che vengono. Ma questo sta in linea con il principio biblico che troviamo, non mi ricordo adesso qual era il testo biblico, che è lo stesso principio che poi riporta Cristo dell'am prossimo tuo come te stesso, no? che dice se tu fai danno a un altro, tu danneggi te stesso,

perché tu sei lo stesso Adam Cadmon, che è il genere umano inteso come cosa unica di cui tutti siamo parti e dovremmo estendere gli animali, ripianti a tutto il resto del creato in una visione che diventa più mistica nel senso concreto, bello del termine, ed è quella della sapienza per cui tu vivi nel mondo come parte del mondo, senza distinguere tra te stesso e il cosmo. e contemplando la natura nella sua totalità senza escludere nulla, che era il tentativo dei dei presocratici,

di cui tu sei parte

meraviglioso.

E allora se fai danni li fai a te stesso prima o poi. Abbiamo avuto uno sviluppo grandioso, siamo sulle soglie di una catastrofe ecologica. Fai le guerre, si ritorcono contro di te. È la follia della limitata mente dell'ego che proietta e che scambia la realtà per quello che che riesce a intravedere. In che direzione dovremmo andare noi che abbiamo consapevolezza

direzione nella direzione dello sviluppo del sé di riscoprire

il concetto di sapienza e camminare in quella direzione chi riesce più o meno a farlo. Pensi che la sapienza, io nell'ultimo libro che ho scritto in inglese ho messo il termine sageness che è la traduzione di sapienza in inglese. Ho dovuto definirlo e specificarlo perché non è scritto in tutti i vocabolari della lingua inglese. e ho trovato una statistica linguistica che diceva che il termine sageness è usato 0,2 volte per milioni di parole. Questa è l'alineazione più profonda. Abbiamo perso perfino il senso profond di cosa possa rappresentare la saggezza, già che meno della sapienza e poi la sapienza ed è l'unica strada che dobbiamo fare, però la strada è difficilissima e anche pericolosa.

Pericolosa perché? Perché non è per tutti e devi avere le le le spalle robuste, le cose. Esatto.

Questo lo trovi in tutte le tradizioni mistiche anche eh per esempio nel nella Cabalà ebraica si parla del fatto che tu quando fai meditazione devi saperti reggere senza mani né piedi. Che meraviglia! Bellissimo. E la fiaba di Simorg, il re degli uccelli di Atar, un mistico sufi del 10000. che ci sono tutti gli uccelli del mondo che vogliono raggiungere Simurk, che è il re degli uccelli e questa è la meta, no? Beh,

è un viaggio pericoloso e l'UPupa che è la guida scelta gli dice, "Guarda, sono le sette Vali e ognuna rappresenta un pericolo della mente in un tranello dove puoi cascare e morire e poi dicono che vale la pena e partono tutti, arrivano solo in 30 perché gli altri si perdono per strada."

Certon. Certo.

E quando sono ammessi alla corte di Simurg si rendono conto che Simurg sono due parole. Sì, vuol dire 30 e Morgcelli.

Bellissimo. Cozzigliamo assolutamente. Questa è la ragione per cui tutta l'uso degli psichedelici che oggi si cominciano finalmente a usare in in maniera propedeutica no propede in terapia dei disturbi psichiatrici stanno promettendo risultati molto importanti, ma sono state vietati, vietata anche la ricerca per 50 anni per un atteggiamento integralista, vedendo le erbe del male come fossero solo male. Il male nella mente umana, non nelle sostanze. È quello che rende pericoloso. E allora tutta la parte qui c'è una parte interessante che io adesso appena pubblicato un articolo dell'uso di queste sostanze in cui va benissimo l'ambiente scientifico controllato, ma è difficile che un neuroscienziato, un neurologo, neatbiano una conoscenza profonda di tutto il percorso studiato dalle dottrine mistiche, dalle filosofie orientali in 3000 anni e avevano identificato diversi diversi pericoli, no? che sono i pericoli che poi trovi anche in mitologia come eh Teseo deve andare a raccogliere il sigillo in fondo al mare per dimostrare che è figlio di Poseidone, ma devi andare fino in fondo al mare e uscire vivo col sigillo in mano. Poi ha bisogno del filo di Arianna per raggiungere il minotauro e ucciderlo. E senza il filo di Arianna ti perdi e rimani nel labirinto per l'eternità.

Bisogna nella testa. Allora, quindi è come tu fai le cose, come sei e fai un percorso che ti permetta il controllo della situazione, altrimenti corri il rischio di

non sei pronto.

Esatto.

Ed è quello per cui è stato, diciamo, identificato negli anni recenti il concetto di spiritual bypassalma.

Sì, sì. Perché con tutta la cultura, new age, prima ippi, eccetera, l'enfasi, le sostanze che eh benissimo, ma fanno anche danni e tu corri il rischio anche se fai non una bat trip, ma se fai un'esperienza anche bella, entusiasmante, mistica, tutta se non lavori bene corre il rischio di avvare, no, arrivare a una regressione narcisistica pensando di essere un illuminato, invece sei peggio di prima,

perché tutto il percorso che arriva fino in fondo, fino alla sapienza è un percorso di liberazione dei confini dell'ego, dei limiti dell'ego.

Per un occidentale di rinunciare all'ego e la suprema rinuncia sembra una cosa brutta, non lo è. Oppure possiamo usare un termine che può essere più consono dalla nostra mentalità, che è quello di Ibn Arabi, grande mistico sufi del 10000, che dice "Tu questa quella via raggiungi l'ego cosmico, non sei più tu, io

sei il cosmo,

ma tu sei parte del cosmo e vedi dalla prospettiva del cosmo e quello che dicevamo prima". Allora, questo è no,

meraviglioso.

E questa è la via aperta che noi abbiamo che dobbiamo intraprendere perché con tutta la storia del pensiero occidentale, con tutti i grandi prezi di un palazzo magnifico che abbiamo costruito, abbiamo messo dentro qualche mattone un po' difettoso, qualche mattone un po' taroccato e soprattutto non ce ne siamo accorti perché abbiamo sopravalutato alcuni aspettire

delle nostre capacità, del nostro modo di ragionare. A me piace sempre pensare, non mi ricordo quel racconto, quel libro che racconta la storia di questo viaggiatore nel tempo, eh, che dice che che è viaggiato, che è svenuto, è andato in coma e viaggiato nel tempo, non mi ricordo come si chiama, eh, però è meravigliosa. e lui racconta che ci va due volte. Dice che è una storia realmente accaduta e che eh magari glielo faccio sapere quando mi ricordo perché è veramente meraviglioso e viaggia nel tempo deve imparare la lingua nuovamente perché era e era questa persona

Sì, sì e si svegliava, no? Si svegliava, no? e ci ha messo del tempo perché comunque è stato lui dormiva, aveva questo disturbo che si addormentava e dormiva mesi e mesi.

E quindi in questi mesi è stato e praticamente nel futuro stato migliaia di anni avanti, l'uomo più importante del mondo era colui che aveva coltivato la rosa del blu più intenso che si fosse mai visto. E a me piace pensare a questo mi dicono che utopia hai. per certi versi anche una parafrasi della reincarnazione.

Certo.

Tu pensi quando sei bambino e nasci sei totalmente

st

forse tabula rasa,

ma devi imparare tutto da zero. Uno sforzo immane, no? Però c'è un altro elemento che si attacca alle esperienze di premorte ed è le riminiscenze di vite precedenti che non sono quelli in ipnosi che sono una balla colossale.

Balla colossale. Io lo dico sempre a tutti, sono tutte pittrici parigine, ma poi sono non stanno in piedi. No, no,

sono anche quelle in cui c'è un qualche cosa di vero sono perlopiù false. Mh mh.

Come una donna riportata da coso, come si chiama, lo studioso delle reminiscenze precedenti, psichiatra americano. Adesso c'ho un momento che ce sopra la punta della lingua. Sì. di una donna che ha fatto regressione di ipnosi e diceva che lei era stata lobottimizzata nella prima vita, no, nella vita precedente

che poteva essere una rappresentazione m metaforica del suo problema su cui puoi lavorare in modo metaforico, non perché è reale. E questa qua che era nata nel 1922 era nata prima che

la lobosomia fosse

introdotta che è stata negli anni 30, quindi no no no no no. Vabbè, a parte questo, invece, le reminiscenze di vite precedenti dei bambini in età prescolare sono straordinariamente intriganti perché ne hanno fino adesso descritti più di 3000 casi, ci sono diversi articoli su riviste scientifiche serie di psichiatria e la cosa intrigante è che di una percentuale consistente di questi casi sono riusciti a risalire l'identità di chi era morto.

Sì, sì, Bambini,

esatto.

Con dati oggettivi.

Ho visto anche il documentario su quel bambino di barra.

Sì. Mh.

Ecco, ce ne Io ho avuto tre quattro bambini che le hanno avute, ma i genitori, i parenti, non volevano perché avevano paura che questo turbasse la loro cresce

cresce la loro cosa, ma li avrei intervistati molto volentieri,

no? Quindi è un fenomeno che, come tutte le cose che sono fuori da quello che è il eh vengono scotomizzate, lasciate perdere, quindi di fronte a un effetto del genere Sì, sì, lasciamo perdere, non ha importanza, no? No, no,

quindi per per anni abbiamo pensato che le esperienze di premorte fossero casi sporadici rarissimi e magari interesse meramente psichiatrico in realtà. Ma il problema è sicuramente questo. Io ho avuto alcuni ospiti magari che stimavo anche molto che di fronte ciò che rapporto hai con la spiritualità dice no io ho paura. Cioè, ecco, secondo me,

noi siamo condizionati da i termini e dalla nostra storia. Mh.

Io ho recentemente fatto definizione mia di spiritualità e di religiosità. Per me la matrice profonda da cui nasce qualsiasi religione è la religiosità. E la religiosità cosa vuol dire? È interessante che secondo l'attanzio deriva da religare che vuol dire riunire. Allora, per Sant'Agostino vuol dire riunire l'anima umana con quella divina ci sta benissimo, è una buona cosa. Perfetto.

Da un livello un po' più psicologico, antropologico, vuol dire riunire quello che la coscienza ordinaria ha arbitrariamente separato, che è questo contatto con il mondo, che è quello poi che è il punto di arrivo della sapienza di cui parlavamo prima. Quindi religiosità è riunire e sentirsi parte del mondo di cui tu sei parte, lo rispetti profondamente, sei in sintonia perfetta con il creato, che è una condizione di ogni religioso vero, no? È interessante che il termine yoga deriva dal sanscrito yugir che vuol dire legare insieme

ed è la stessa cosa. E spiritualità per me è il percorso, chiamiamola, dell'anima. della mente, della psiche, oltre i confini limitati dell'ego con tutte le sue proiezioni e le sue visioni illusorie che nel in India sono sotto il velo di Maia, il velo dell'illusione che è un po' un analogo del peccato originale, per cui tu devi sollevare il velo e cercare di penetrare la realtà e rimane in fondo a capire la realtà della realtà. Io

e questo è una facoltà della mente, non è una materia di religione, nel senso di confessioni codificate.

E quello che noi facciamo oggi è confondere l'uno con l'altro perché non non sono incompatibili, ma non sono la stessa cosa. E la via di realizzazione è questa.

Io la l'ho chiamato tutto il tempo professore, ma secondo me è giusto il il suo termine chiamarla maestro, perché questo è cioè è veramente

scuola primaria. No, no, è chiamarla maestro di di anima, di vita, perché il professore si limita a un costrutto, diciamo, più culturale di oggi e un maestro invece è ciò che rappresenta, che hanno rappresentato veramente le grandi menti

eh per l'evoluzione. Io

ehm

questo mi succede di più quando dimentico i tranquillanti e sono più produttivo.

Meno male. Allora, di fronte a questa a questa opera appunto di Bosch rappresenta come una richiesta d'aiuto da parte nostra verso il professore questa bellissimo questo bellissimo dipinto che è la morte di un avaro. Noi chiediamo, preghiamo il maestro, il maestro Facco, lo preghiamo di continuare ad essere così generoso come lo è stato oggi, maestro, se lei pensa di non essere generoso, io ci faccio un esame di coscienza perché oggi è stato quello che è stato stato veramente generosissimo, ci ha dato tantissimo, non si rende neanche conto, si è aperto con questa veramente ci ha ci ha dato a livello intell intellettuale, qualcosa che non non ha un valore comparabile nel mondo fisico. Non ha un valor No, non mi sbaglio, non mi sbaglio. Oddio, magari per rimanere coerenti potrei sbagliarlo, ma questo è il mio punto di vista di fronte a quest'opera che il nostro sponsor materico ha omaggiato al al professor Facco, che possa comunque ricordarsi ogni volta che la guarderà che possa ricordarsi di essere sempre generoso come lo è stato. Noi lo ringraziamo tantissimo e non so c'è altro vuole aggiungere qualcos'altro professore? Vuole l'unica cosa forse visto che parlava del quadro è la morte quanto è triste

se sei avaro. Sì.

Se sei confinato negli attaccamenti.

Eh, non abbiamo parlato dell'aspetto Sì. della differenza. La morte è triste se sei attaccato. La tragedia della morte è l'attaccamento all'ego.

Mh.

Se tu ti liberi dell'ego, come dice Epicuro, come al saggio non dispiace di vivere, non teme di morire. E il problema è pensare che tutta la vita, tutto ciò che conta, tutta la realtà sia in quella cassetta con quattro monete e poche altre cose. E questo mette anche un sipario che ti fa fatica di vedere il resto che è molto oltre l'immagine.

Certo. Sì, esattamente.

No, quello è il simbolo di quello che è la No,

la luce. Sì, questo è Spero che, insomma, spero che le piaccia.

Grazie. altro che se mi piace superiore a ogni possibile immagine immaginazione aspettativa.

E a questo punto ringraziamo veramente dal più profondo del cuore il professore. Sicuramente magari faremo quando faremo un confronto con altri filosofi, noi se lei potrà avrà la disponibilità, la chiameremo perché ci farebbe veramente piacere ci farebbe piacere. Sono pronto a espormi al pubblico Ludibrio.

Ecco. No, no, tanto insomma abbiamo avuto anche Franco Cracolici che è stato illuminante, ma che è un amico da tantissimi anni, anche lui una fonte di grande ispirazione

e e la la ringraziamo per essere stati qui e signore e signori il professor Enrico Facco. Grazie. Grazie [Applauso] professore. Guardi, e ora magari non è si faccia abbracciare perché la grande si

faccia abbracciare perché mi ha dato tantissimo. Mi

fa molto piacere veramente tanto, tantissimo.

Almeno rimane un ricordo. Vedete? Questo è fatto su P su PVC.

Ah! Ah!

Ed è materico, vedi?

Sì, sì, sì. Profuma anche

bello. Bellissimo.

Lo lo incartiamo.