Transcription
Essenza perché è posseduta. È posseduta perché la passione di cui è preda e patire l'altro. Quando siete in preda alla passione, non siete più nel governo di voi. Quando siete in preda alla passione patite l'altro. E se l'altro vi ha portato via l'anima, vi ha portato via psiche, ecco qui l'onnipotenza femminile dove si scontra. Che siccome le donne sono veramente l'essenza dell'erotismo, il soggetto erotico per eccellenza, quando gli porti via l'anima gli hai portato via tutto. Diceva giustamente Gorgia nell'Elencomio a Elena, un giorno che in tribunale prese a difendere uno stupratore. I sofisti che erano bravi nel imbrogliare un po' i ragionamenti, ma erano bravi davvero, però facevano anche gli avvocati e c'era uno stupratore che veniva giudicato dal Decaster o di Casterio e lui dice: "Ma che ha fatto costui? Ha preso questa donna, ci ha fatto l'amore, gli ha restituito il corpo che aveva prima, non gli ha rubato niente. Non sono questi quelli da punire?" dice Gorgia, "da punire sono quelli che portano via l'anima, perché lì incomincia incomincia il viaggio disperato di psiche che gira di terra in terra.
Nel tentativo di ritrovare Eros. Perché quando io la mia anima la metto nella gerla di un altro e quell'altro se ne va, io sono depauperato, ma sono depauperato dalla parte essenziale e vitale della mia esistenza, perché la mia esistenza non vive perché io ragiono, vive perché io amo. C'è una c'era uno psicologo, che mi ricordo mai il nome, che fa un'etimologia che non è vera, non però è carina. Secondo cui "amors" amore, "amors" e alfa privativo, toglimento di morte. L'amore è toglimento di morte e fa questa etimologia che riproduce esattamente il pensiero di Freud. Si vive finché si ama, finché si ama e finché si è amati, naturalmente. Bene, l'amore è questa follia. Se non riusciamo a capire questo, restiamo alle soglie delle cose d'amore o nella banalità dell'amore.
Sotto questo profilo, questo è la ragione per cui, per esempio, la pornografia non è erotica. Non è erotica perché non non ha nessun contatto con la pazzia. Dunque, la pazzia, adesso vediamola un pochino da vicino. La pazzia è un costitutivo di noi stessi. Non dobbiamo pensare che la pazzia sia una prerogativa dei pazzi, di certi pazzi che di solito sono gli schizofrenici, i quali non avendo nessun nessuna censura, nessuna difesa, esprimono tutto quello che sentono e quindi tutte le passioni possibili immaginabili le esprimono. È interessante che in tutta la letteratura psichiatrica nessuno schizofrenico è morto di cancro, quasi che il cancro fosse ciò che tieni dentro nella tua vita. Eh, non non tiri fuori non tiri fuori niente, tutto. Vabbè, ma la pazzia, beh, la pazzia la conosciamo che e non vi ho già parlato di questo tema perché in qualche altra conferenza vi ho già spiegato che la pazzia ci abita nel profondo. È sufficiente che la ragione, la coscienza si addormenti. Di notte, incomincia il teatro della pazzia. I sogni sono il teatro della pazzia, no? Nei sogni vengono scardinati tutti i principi della razionalità, per esempio il principio di non contraddizione. Nel sogno sono io, ma non sono io. Tante volte sono maschio, insieme sono femmina. Tante volte sono spettatore, insieme attore del sogno. Saltano per aria i rapporti di temporalità e di causalità. Un sogno incomincia a New York che finisce nell'Impero Romano. Succede di tutto nel sogno. Ma perché succede di tutto nel sogno? E se gli analisti prima di interpretare i sogni incominciassero a capire che i sogni sono il luogo eminente della nostra follia, incominciassero a educare le persone ad avere un rapporto con la propria follia prima di interpretarla e riportarla nel regime della ragione, tenendo tenendo ben conto che tutto lo sforzo tutto lo sforzo psicanalitico non è altro che ridurre la follia, ridurre riportare tutta la follia alla ragione. Ma questo era un proposito esplicito di Freud. Io ammiro moltissimo Freud perché ha una coerenza perfetta, è un uomo di grandissima genialità e lo amo moltissimo. Però il suo intento era questo: portare l'irrazionale nell'ambito della ragione e lo dice lui stesso. Noi dobbiamo fare il lavoro che hanno fatto gli olandesi. Gli olandesi cosa hanno fatto? Hanno sottratto. Hanno sottratto al mare le acque per fare terra. Noi dobbiamo prosciugare l'inconscio e portarlo nel mondo della ragione, prosciugare la pazzia e portarlo nella nell'ordine della razionalità. Questo dice lui, dice lui, è stato il stato il grande lavoro della civiltà. Razionalizzare. Razionalizzare.
Ecco, la follia però ci abita, ci abita in una maniera assoluta. Ci riprendiamo ogni mattina dalla follia. Infatti la mattina siamo un po' incantati, non perché abbiamo sonno, ma perché dobbiamo ancora ricominciare a guadagnare il governo di noi. Infatti l'ora più rituale del giorno è appunto il mattino, no? Quando siamo compiamo dei gesti automatici abitudinari. Dopo di giorno siamo abbastanza disinvolti per quel tanto che ci è concesso da questa società che lungi dall'essere liquida è cementatissima. Ci inquadrati tutti. Ci ha inquadrato con la tecnica, ma questa è un'altra conferenza. Andiamo avanti con la nostra. Mh. Ecco, questa pazzia eh noi la dobbiamo coltivare in qualche maniera perché se non abbiamo un rapporto con la nostra pazzia noi non accediamo neppure nell'anticamera di amore. Non accediamo minimamente. Cioè noi non conosciamo la nostra pazzia se non nel sogno. Com'è fatta la mia pazzia? Guardate che ciascuno di noi è diverso dall'altro, non per le regole della ragione che sono uguali per tutti, ma per la pazzia che colora il nostro modo di parlare, di camminare, di comportarci, di mangiare, di bere, tutto. Noi siamo diversi uno dall'altro per la coloritura che la nostra pazzia dà all'uso comune del vivere. Per questo siamo diversi. Dopo c'è chi sbarella troppo e vabbè. Allora diventa matto, definitivamente non se ne parla più. Oppure lo si cura con i farmaci per riportarlo di nuovo alla ragione. Questa idolatria della ragione. Va bene.
Che succede a questo punto? Che come faccio a accedere alla mia pazzia? No, non c'è bisogno che provi >> 1 2 3. Va bene. Le donne risolvono sempre tutto. Io per accedere alla mia pazzia ho bisogno dell'altro. Ho bisogno dell'altro che me la rispecchia, che me la riveli, che me la faccia vedere, che mi scopra. E quando per fare l'amore ci si spoglia, se lo facciamo è perché siamo già stati spogliati, già visti, già denudati, già catturati nell'anima, in psiche. È già è già è già arrivata la lampada di psiche a far vedere il volto del nostro sotterraneo. Perché il pudore non è una faccenda di vesti sottovesti, mutande, cose di questo genere. Il pudore, che è ciò per cui io non faccio l'amore con tutti, ma come mai non lo faccio con tutti? Eh, tolto gli uomini naturalmente, come abbiamo già detto di loro abbastanza, quindi non non li aggraviamo ulteriormente. Non lo facciamo perché lo facciamo solamente con chi ci ha già catturato, ci ha già fotografato, ci ha già rispecchiato la nostra pazzia. Siamo affascinati da chi ce la fa vedere la nostra pazzia. E infatti il linguaggio, il linguaggio abituale che cosa dice quando due fanno l'amore? Cosa dice? Usa questo stesso linguaggio: "Mi fai impazzire", "Con te perdo la testa". Che significano queste cose? Siamo affascinati alla nostra pazzia, ma non la conosciamo. E quando qualcuno ce la rispecchia, automaticamente noi siamo affascinati di lui o di lei, perché ce l'ha fatta vedere. Siamo rimasti abbacinati da questo spettacolo e allora attraverso di lui o di lei io posso scendere nella mia pazzia accompagnato da lui o da lei perché la pazzia è molto più potente della ragione e non è mica detto che se io da solo vado nella mia pazzia poi posso riemergere. La storia del cristianesimo ci racconta dell'ascetismo, del misticismo, che sono tentativi solitari di entrare nella propria pazzia e poi dopo si esce in una visione mistica, ascettica, che sono belle parole per dire folle, cioè per dire che non non esci più da lì, vedi la Madonna, parli con Gesù. Santa Teresa di Avila che per me è una è una esempio stupendo, dice a Gesù: "Vieni Gesù a fornicare con me su un letto di spine, più erotico di così, con un po' di sadismo e perché no? Queste vieni a fornicare con me su un letto di spine". Cioè qui la religiosità la religiosità è erotismo. Non siamo non non ci si rivolge a non si è religiosi per via razionale. Come si fa a credere alle cose che dicono le religioni? Si è religiosi per via erotica. La religione è un luogo di contenimento dell'erotica. Ma questo fa parte di un'altra conferenza e non proseguo oltre.
Arriviamo a questo punto a una situazione per cui quando si fa l'amore si fa l'amore con colui o colei che ci ha svelato la pazzia e dopo ogni evento amoroso, dopo ogni storia d'amore, il nostro io, la nostra parte che governa noi stessi, la nostra razionalità, il nostro il concetto che abbiamo di noi non è più uguale. Perché Eros trasforma, le storie trasformano, ci mettono in una crisi, come nel caso nel nel senso che ho spiegato prima, ci mettono in uno stato di non possesso di noi e chiedono una rigenerazione. Non uscite mai da una storia che sia finita bene o che sia finita male come eravate prima, perché amore trasforma a questo potere, a questa potenza e siccome la vita vive di rigenerazioni, bisognerebbe essere continuamente trasformati.
Chiudiamo prendendo alcuni luoghi dell'amore. L'innamoramento. L'innamoramento è tutto quello che vi ho descritto fino adesso, perché la cultura greca si ferma sostanzialmente lì all'innamoramento. Innamoramento che ha le caratteristiche appunto del delirio. Quello che gli innamorati si dicono sono linguaggi deliranti. Invito tutti coloro che hanno finito una storia, ma voi non siete più adesso. Voi vi scrivete per email. Una volta ci si scriveva delle lettere e quando non c'erano queste cose tarificanti che sono gli email dove si perde tutto, no? Se uno magari se li conserva, se li avete gli archivi eccetera, se quando avete finito un amore andate a leggere cosa avete scritto all'inizio, ragazzi, era il delirio lo stato puro. L'innamoramento è delirio, perché se non deliri il delirio è pazzia, se non deliri non ti puoi innamorare, non è che ti puoi innamorare ragionando. Ci sono anche delle persone che si che si mettono insieme ad altri per ragionamento economico magari oppure per mille le ragioni per cui ci si mette insieme a un altro per uscire di casa, per avere qualcuno nel letto onde addormentarsi prima, per ragioni economiche 1000, ma quando si innamora sul serio bisogna delerare e il linguaggio dei dell'innamorato è un linguaggio delirante: "Senza di te mi casca il mondo". No, improbabile. Improbabile. Ecco. E però questa cosa, l'innamoramento è uno stato di trascinamento, è il momento più pericoloso nelle cose d'amore, perché l'anima mia non ce l'ho più io, ma ce l'ha quell'altro che amo. Me l'ha presa. Gorgia aveva ragione. Il massimo dei delitti, portar via l'anima.
Poi subentra l'amore. M è una cosa difficilissima l'amore. Eh i greci non avevano una grande consapevolezza di cosa fosse l'amore. Anche Socrate che tutti quanti stimiamo quando è in carcere i suoi discepoli, prima di essere di bere la cicuta, i suoi discepoli dicono: "Guarda che c'è qui Santippe con i suoi tuoi figli, ci allontanate quella donna e quei rumori". Sapete che roba? il grande Socrate. Bene, allora l'amore quando ami non sei più in preda all'altro, non si dice dopo subentra l'affettività, tutte queste storie qui. No, no, no, no, no. L'amore è una cosa molto raffinata. Non sei più in preda all'altro, quindi hai il governo di te, non sei più travolto dalla passione, non sei più in una condizione delirante dell'innamoramento. Quando parli d'amore nell'amore hai una sorta di inarrestabile curiosità, attenzione, una cosa difficilissima perché l'altro non è mai esaurito dalla tua comprensione. L'altro continua a essere un segreto per te. È qualcosa di secretato, qualcosa che tu continui a scavare, sei incuriosito di questo, di queste esclavage, ma non riesci mai a catturarlo. E l'amore è la capacità di essere affascinati dal segreto. Per cui nell'amore, anche quando siete innamorati, siate un po' prudenti, conservate il segreto della vostra identità, di quel che propriamente voi siete. Mettetevi lì aperti nella vostra anima, perché l'apertura totale dell'anima fa sì che dopo quando parlate, come aprite bocca, si sa già dove arrivate, mantenete una segretezza, anche perché nella vita si evolve e lo svolgimento della vita determina dell'acquisizione di esperienze tali che possono fornire delle segretezze ignote all'altro e l'altro vede dei cambiamenti, non li riesce a catturare, non le riesce a scoprire. Se avete un gusto per il segreto, allora siete entrati in una dimensione di amore che non è affettività, non è consolazione, non è servizio, non è "tanto tempo che siamo insieme", no, no, no, è il gusto della scoperta dell'altro, ma per questo bisogna che l'altro sia percepito fin dall'inizio come un altro. E qui torniamo a quello che abbiamo detto all'inizio. Se l'altro non è percepito come un altro, la sua segretezza non mi interessa. Anzi, meno è segreto e più io lo possiedo. Quindi l'amore è una cosa difficilissima. Sotto questo profilo.
Il matrimonio, no? Nel senso che il matrimonio è un'opera d'arte. Il matrimonio è un'opera d'arte, ma bisogna essere arrivati a imparare ad amare. Per cui la mia teoria, ma forse ve l'ho già detta, non è quella di rendere facili i divorzi, ma di rendere difficilissimi i matrimoni, perché matrimonio è un'opera d'arte, una sorta di è uno sguardo un po' simile a quello che Michelangelo, non so, aveva di col Mosè, continuava a scolpirlo, mai soddisfatto, mai soddisfatto. Alla fine, quando avrebbe raggiunto la perfezione, gli ha scaraventato addosso lo scalpello, gli ha chiesto perché non parli? C'è qualcosa ancora di segreto in quel marmo o siete capaci di questo? Evitate i matrimoni e non imbarcatevi nell'amore. Rimanete a quel livello elementare che sono le passioni. Lì sono buoni tutti. Non dovete far niente. Vi rapiscono. Vi rapiscono le passioni. Non dovete far niente con le passioni, con l'innamoramento non dovete far niente. Siete in preda di. Ma il salto mortale è passare dalla dall'innamoramento all'amore. È ancora più difficile un matrimonio che è una decisione eterna. Decisione eterna, almeno così come è concepita dalla nostra e è per giunta anche contro natura, perché per natura l'uomo tende a fecondare tutte le femmine, le femmine tendono ad andare con gli uomini più forti per garantire la prole e la natura è molto elementare e quindi tutti questi tradimenti non sono altro che seguire la legge di natura, la legge animale di natura, punto a capo.
Tradimento, e qui chiudiamo. Tradimento, eh, tradimento, no? Beh, non so, quando uno tradisce, adesso ormai siete in preda i vostri telefonini, correte di quei rischi che la metà bastano, le vostre email eccetera, quando siete scoperti incominciano quelle scuse ridicole, patetiche. No, non è vero. Prima si comincia con una negazione secca. No, no, tutte fantasie. Tu sei pazza, tu immagini quello che non esiste. Poi si incomincia con qualche piccola ammissione. Sì, però una storia è finita. Poi lei ti fa vedere, guarda questa questo messaggino l'hai mandato ieri, non è finito proprio niente. Ah, bene. Sì, allora ti confesso, è vero. Eh, ma anche qui il problema non è tanto del traditore. Il traditore è una persona sostanzialmente banale, insignificante, segue la legge di natura, per cui tutte le donne sono belle o tutti gli uomini interessanti sono piacevoli da contattare. Il problema se lo deve porre il tradito, se lo deve porre il tradito, perché il tradito si deve chiedere come mai è stato tradito. E come mai è stato tradito. E qui bisogna arrivare finalmente m alla a una delle configurazioni dell'amore. Quando io posso dire che questa donna non è di altri, solo se il mio amore è in grado di superare tutti i possibili amori che questa donna può incontrare? Il mio amore deve essere in grado di superare tutti i possibili amori che questa donna è in grado di incontrare. E se io non sono capace io tradito. Tradito è colui che ha perso la partita perché è arrivato un altro amore perché il suo amore perché il suo amore non è stato in grado di oltrepassare l'amore di tutti i possibili amori che la donna può aver incontrato. Perché l'amore ha la stessa struttura della verità. Cos'è la verità? Se io dico "Dio esiste", dico una verità, no, dico un atto di fede. Quando Dio esiste può diventare una verità. Dio esiste può diventare una verità quando è in grado di negare tutte le negazioni dell'esistenza di Dio. Tutte. Perché se ce n'è una sola che vince ha vinto lei e la mia tesi non funziona più. Se è capito sto passaggino. Se io dico "Dio esiste", "Dio esiste", è vero, è una è una verità solo se io sono in grado di negare tutte le possibili negazioni dell'esistenza di Dio. Perché se una sola resta in piedi ha vinto lei. Solo che le negazioni delle esistenze di Dio non sono solamente quelle storiche definite, ogni giorno può nascere una negazione dell'esistenza di Dio. La scienza ne ha ne ha prodotte diverse, la biologia molecolare altre ancora, l'astronomia altre ancora, per cui è una guerra infinita. L'amore è guerra. È una guerra in cui io vinco, se vinco tutti gli avversari, perché io posso avere anche essere in possesso anche di una centrale atomica, ma se le mie guardie dormono, il mio potenziale atomico può essere distrutto anche chi da chi arriva con i bastoni semplicemente. Allora, se noi ci mettiamo in mente che l'amore non è una cosa tranquilla, non è una quiete dell'anima, non è una sorta di prospettiva di garanzia per il futuro, non è neppure una passione, l'amore è una guerra, l'amore ha la stessa struttura della verità che deve vincere tutte le sue negazioni. E allora se io sono in grado di affascinarti al di là di tutti i tuoi possibili fascini e viceversa naturalmente, allora posso dire ti amo e sei davvero connessa all'amore con me, ma se non sono capace mi spiace, ma è colpa mia. E qui ci fermiamo.