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Lezione 9 Art 21 e altri articoli della Costituzione

Angela Ferrari Zumbini24:31

Transcription

Buon pomeriggio a tutti. Eccoci pronti per la nocciolina di diritto numero 9. Dunque, ieri abbiamo parlato della libertà di manifestazione del pensiero, così come tutelata, descritta e garantita nell'articolo 21 della nostra Costituzione. Abbiamo visto, abbiamo cercato di fare un'analisi del testo un po' più approfondita rispetto a una mera lettura delle poche righe che ci interessano. E poi abbiamo anche visto che qualcosina, in realtà, manca in quell'articolo e che è stato necessario un'opera interpretativa per ampliare la portata della garanzia per tutti i cittadini.

Allora, oggi vogliamo vedere anche, posto non solo ciò che manca nell'articolo 21 e dunque nella libertà di manifestazione del pensiero così come prevista in quell'articolo, noi dobbiamo affiancare all'articolo 21 altri articoli della nostra Costituzione che si occupano di libertà molto vicine a quella prevista nell'articolo 21, addirittura proprio quasi identiche, ma in settori differenti. Visto, già dando qualche aiutino.

Allora, noi oggi vogliamo andare a vedere quali sono gli altri articoli della nostra Costituzione che vengono in rilievo quando andiamo comunque ad affrontare la nostra tematica della libertà di comunicazione, del diritto dei mezzi di comunicazione, del diritto dell'informazione e della comunicazione. Io abbiamo visto che tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. Benissimo, per cui siamo liberi tutti di parlare, di dire ciò che ci pare. Ma a parte questo, a noi interessa qualcosa? Pensate sempre: ma se fossi io, se devo pensare a me che sono in pieno nell'attività di comunicare con le persone, oltre di essere libero di comunicare, di esprimere il mio pensiero, che sia la mia opinione, che sia una notizia, un fatto, eccetera, ma c'è qualche altro interesse? Cioè, mi interessa qualcos'altro? Pensateci. Ad esempio, voi in che modo comunicate con i vostri amici? Vi telefonate, vi mandate un messaggino, vi scrivete una lettera? Non penso, al limite forse un'e-mail. Ok, facciamo che vi mandate un'e-mail. Rispetto a quelle mie, voi siete liberissimi di scriverla, ma non avete qualche altro interesse oltre al fatto di poterla scrivere, che, diciamo, per un ordinamento democratico è abbastanza banale, forse? Sì, pensateci bene. Perché magari quando scrivete delle cose ai vostri amici, al vostro fidanzato o a chiunque altro, c'è un altro aspetto che viene in rilievo, non vi pare? A questo punto, di solito la maggior parte comincia ad arrivarci. Ma certo, voi volete far sapere quelle cose solo a un determinato, a una determinata persona, a un destinatario. E qui viene in rilievo, allora, ho già fatto un tour molto tecnologico, assolutamente avveniristico, per vedere gli altri articoli della Costituzione che ci interessano. Questo bellissimo, inventato oggi in cinque minuti, mai venuto benissimo.

Quindi, vediamo come funziona. Dal primo articolo, articolo 15 della Costituzione. Lo leggiamo insieme: "La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili." Ok. Poi abbiamo a leggere gli altri. Quindi, rispetto alla corrispondenza, che è pur sempre un'attività di comunicazione, no? È ovvio. La corrispondenza e non solo libera, per cui si ribadisce la libertà della comunicazione, quindi voi siete liberi. La libertà, ma anche la segretezza. Cioè, se voi ricevete un'e-mail, se avete lasciato il computer casualmente acceso, a voi interessa che magari qualcun altro non vada lì a leggerlo, perché l'e-mail è indirizzata a voi. O al contrario, se voi spedite un'e-mail a un vostro amico o al vostro fidanzato, voi vorreste che non nessun altro la leggesse, molto probabilmente. Bene, è un vostro diritto. Non è solo una questione di buona educazione, di buone maniere, ma non avresti dovuto farlo, no, no, è un vostro diritto. Potete pretendere che tutto ciò che è indirizzato a voi, siate solo nel momento in cui siete maggiorenni, siete solo voi titolari a leggere ciò che è destinato a voi. E voi, soprattutto, potete pretendere che ciò che mandate a qualcuno sia letto solo esclusivamente dalla persona a cui voi avete indirizzato il messaggio, la lettera, l'e-mail o quant'altro.

Ora, la differenza tra l'articolo 15 e l'articolo 21, quindi libertà di corrispondenza da un lato, a cui accede anche la segretezza della corrispondenza, dall'altro lato abbiamo l'articolo 21, che invece riguarda la diffusione a un pubblico indeterminato delle proprie idee, quindi la manifestazione del pensiero nei confronti di un pubblico indeterminato. Nel momento in cui è stata scritta la Costituzione, questa distinzione tra le due era abbastanza semplice da fare, perché tutte le volte in cui si scriveva con un mezzo all'epoca abbastanza semplice, ovvero carta e penna, e quindi per posta, al limite una cartolina, poneva il problema, perché la cartolina, non essendo chiusa, era a ma il testo aperto e c'erano determinati problemi di cui oggi, però, non stiamo a parlare, perché non ci interessano più. Nessuno più manda cartoline, purtroppo, era una cosa bellissima, peraltro. Quindi, all'epoca era piuttosto semplice distinguere.

Oggi, come si fa? Perché ovviamente la manifestazione del pensiero, abbiamo detto, è garantita nella sua libertà, ma non nella sua segretezza. Perché se io sto manifestando il mio pensiero a un pubblico indeterminato, certamente non voglio tenerlo segreto, anzi, ho il desiderio che quante più persone mi ascoltino. Invece, quando io voglio richiamare la segretezza della corrispondenza, perché voglio che nessuno legga quello che scrivo io a qualcuno, ebbene, mi viene in rilievo l'articolo 15. Per oggi, con le nuove tecnologie, è tutto un po' più complicato. Bisogna riflettere un po' di più. Perché se io scrivo un post sulla mia bacheca Facebook, ovviamente sto esercitando il mio diritto di manifestare liberamente il mio pensiero, perché lo metto sulla bacheca Facebook e lo scrivo e tutti possono leggerlo. Ma se io avevo impostato la mia privacy in modo tale che solo gli amici potessero leggere i miei post, quindi non un pubblico indistinto, indeterminato, ma solo gli amici, e se una volta che io ho messo questa opzione privacy, se qualcuno commenta il mio post e quindi mette un commento sulla mia bacheca che, per ora, è rivolto a me, ok? Quindi un mio amico mette un commento rivolto a me, quella è una manifestazione del pensiero oppure una corrispondenza? Per cui il mio amico può sperare che io tenga segreto il post? Tendenzialmente, tutto ciò che viene messo su una bacheca e dunque su Facebook, su qualunque altro social network che prevede la pubblicità della bacheca, seppur con degli strumenti di restrizione delle visualizzazioni, tendenzialmente tutto pubblico. Diverso è se voi mandate un messaggino WhatsApp, oppure utilizzando la stessa piattaforma, diciamo, Facebook, se mandate un messaggio tramite Messenger a una persona. Allora lì potete pretendere che questa persona non vi smuova, non faccia vedere a terzi ciò che avete scritto a lei. E questa è una cosa fondamentale che vi dovete ricordare, perché io, per tutto ciò che riguarda i social network, i gruppi WhatsApp e quant'altro, ne riparleremo tanto nelle nostre lezioni, perché è qualcosa a cui io tengo particolarmente.

Ricordatevi sempre che uno, tutto ciò che voi postate oggi a 19 anni su Facebook, su TikTok, su qualsiasi altro social network, tutto ciò che voi postate anche sulle piattaforme che prevedono la cancellazione automatica del materiale dopo tot tempo, se qualcuno si salva questo contenuto, o ad esempio su Facebook, resta per sempre online. Tra vent'anni, quando voi sarete affermati nel mondo del lavoro, lo spero per voi, ci potrà sempre essere qualcuno che vi ritira fuori la foto che postate oggi mentre fate magari qualche bravata con i vostri amici. Pensateci sempre. Ciò che mettete su internet resta su internet e voi perdete il controllo, perché se anche poi voi lo eliminate, potrebbe esserci qualcuno che se l'è salvato sul computer e non è affatto cosa rara, perché purtroppo capita. Ok? Quindi, tutto ciò che è pubblico su internet è una manifestazione del pensiero. Voi avete diritto a esprimerla, ma non potete chiedere la segretezza di quello che avete scritto. Al contrario, tutto ciò che voi mandate a un destinatario determinato, voi potete chiedere, o meglio, potete, dovreste essere sicuri che quella persona non divulgherà il vostro messaggio. E a parti inverse vale esattamente la stessa cosa. Ciò che voi ricevete come destinatari di un messaggio, non potete ripubblicarlo da qualche altra parte, a meno che non abbiate il consenso di chi ve lo ha mandato, perché altrimenti state violando l'articolo 15 della Costituzione, nonché altri articoli del Codice Penale, per cui voi state divulgando materiale che non dovrebbe divulgare. Chiaro?

Questo ci serve per questa distinzione fra libertà di manifestazione del pensiero, articolo 21, e segretezza della corrispondenza, articolo 15, è tutt'altro che astratta, perché ha dei risvolti molto concreti e molto importanti nella vostra vita, soprattutto sui social network. Quindi, voi potete richiedere la segretezza della vostra corrispondenza, ma dovete anche garantirla agli altri, non divulgando a terzi messaggi che ricevete in quanto destinatario unico individuato. Poi, certo, ci sono delle problematiche. Ad esempio, tutti noi siamo inseriti in chat di WhatsApp con 200 persone. Quella è una comunicazione a destinatari determinati, però 200 destinatari cominciano a diventare un po' tantini e potrebbe essere libertà di manifestazione del pensiero, in cui quindi forse potrebbe non essere garantita la segretezza. Quando siete su chat con tantissimi destinatari, io vi consiglio sempre di fare grande attenzione a quello che scrivete, perché poi liberamente non potreste più avere il controllo di nulla.

L'articolo 21 e l'articolo 15, dedicati uno alla libertà di manifestazione del pensiero e l'altro alla segretezza e alla libertà, ovviamente, della corrispondenza, hanno però qualcosa in comune di particolarmente importante che vi voglio far vedere e su cui voglio richiamare la vostra attenzione. Allora, articolo 15, libertà e segretezza della corrispondenza. Dopo la parte che abbiamo già letto, se andate al secondo periodo, si legge: "la loro limitazione". Quindi, la corrispondenza e ogni altra forma di comunicazione può avvenire. Cioè, le libertà ci sono, però bisogna anche sempre prevedere, no, qualche limite alla libertà. Ce lo siamo già detto, ogni libertà a un certo punto incontra la libertà di un altro oppure un diritto della collettività prevalente. Qual è qui la loro limitazione? Quindi, limiti alla corrispondenza può avvenire soltanto, leggete bene, "per atto motivato dell'autorità giudiziaria". Ok.

Allora, può avvenire solamente per atto motivato dell'autorità giudiziaria. Che cosa significa? E ovviamente, poi mi ha saltato un pezzo dell'articolo 15, con le garanzie stabilite dalla legge. Non so perché la mia stampante si è rifiutato di stamparlo, ma vi assicuro che c'era. Quindi, la limitazione della libertà di corrispondenza può avvenire soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria e con le garanzie previste dalla legge. Cosa sono queste due cose? Sono due cose che si ritrovano anche nei limiti previsti alla libertà di manifestazione del pensiero, che non possiamo leggere, perché l'articolo 21, che avete letto, vero? Sì. Allora, l'articolo 21 è un po' lungo, l'ho stampato così, ma è impossibile da leggere perché è troppo lungo, diventerebbe pesante. Però possiamo vedere qua che si può procedere a sequestro, quindi limiti per atto motivato dell'autorità giudiziaria nei casi previsti dalla legge.

Quindi, abbiamo la stessa dicitura per quanto riguarda i limiti. Che volete dire? Che sia la libertà di manifestazione del pensiero, sia la corrispondenza, e quindi la libertà e la segretezza della corrispondenza, possono essere limitate. Però, però, servono due cose, due cose molto importanti. La prima, che questi casi in cui si prevedono i limiti siano stabiliti dalla legge. Questa è quella che viene denominata riserva di legge. Che vuol dire? Vuol dire che i casi in cui si può sequestrare la stampa, sequestrare la corrispondenza, fare intercettazioni, devono essere stabiliti dalla legge. Che accesso? Qui torna la nostra piramide. Noi ci siamo fatti la piramide delle fonti dell'ordinamento giuridico, dove abbiamo la Costituzione in alto, poi abbiamo le fonti primarie, dove c'è la legge, e sotto le fonti secondarie, che sono gli atti emanati fondamentalmente dal governo, che è quindi il potere esecutivo. Noi abbiamo detto che noi eleggiamo il Parlamento, il Parlamento che fa le leggi, sono i nostri rappresentanti.

Allora, cosa serve la riserva di legge? La riserva di legge serve ad assicurare che i limiti alle libertà delle persone siano stabiliti da chi? Dall'organo che le persone stesse eleggono, cioè dal Parlamento. Si dice: "i limiti alla libertà sono necessari perché bisogna tutelare altri interessi parimenti importanti, però io non voglio che sia un singolo, oppure semplicemente il governo, a stabilire questi limiti, no? Voglio che questi limiti siano previsti con legge, con un atto fonte primario, perché così il Parlamento deve intervenire e quindi si presuppone che il circuito democratico venga stabilito, conservato, perché le limitazioni sono previste da chi noi abbiamo eletto. Noi veniamo limitati nelle nostre libertà per i motivi stabiliti da chi noi abbiamo eletto, quindi tendenzialmente siamo d'accordo con ciò che viene fatto, perché dei limiti, comunque, vanno imposti." Quindi, la riserva di legge stabilisce che determinate materie molto delicate, come appunto la restrizione alla libertà, siano fatte con atti fonte primaria, di fonte primaria, in cui interviene il Parlamento, e non si possano restringere le libertà personali con atti fonte secondari, cioè gli atti del governo.

Ciò che sta succedendo in questi giorni, a un po' un po' diciamo, andrebbe discusso, però è un po' troppo complicato. Magari, se ne avete il desiderio, ci dedichiamo una nocciolina dedicata esclusivamente a quello, perché si stanno restringendo le nostre libertà in realtà con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, quindi in qualche modo è, però è un'emergenza sanitaria e dunque esula dal quadro costituzionale generale di cui stiamo parlando adesso.

Tornando agli altri articoli che ci interessano perché limitrofi rispetto all'articolo 21 e quindi alla libertà di manifestazione del pensiero, dopo l'articolo 15, dedicato alla libertà e alla segretezza della corrispondenza, ne troviamo un altro. Se io voglio, quale può essere un'altra cosa? Se io voglio esprimermi, ma su un argomento particolare, ad esempio la fede religiosa. La fede religiosa, in sostanza, quando io dico, quando io professo la mia fede religiosa, sto manifestando il mio pensiero, semplicemente. Un manifesto in un ambito particolare, che è quello della fede religiosa. Però, in questo caso, la Costituzione ha dedicato un articolo specifico alla fede religiosa, che è l'articolo 19. Quando poi imparerò come si mettono le cose per farle vedere meglio, saremo tutti più felici e contenti.

Articolo 19: "Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, e di farne propaganda e di esercitarne in maniera in matrimoni in un privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume." E può costume è un limite che non ritroviamo anche in generale nell'articolo 21, quello dedicato alla libertà di manifestazioni pensiero. Quindi, diciamo che la libertà religiosa si ritrova con lo stesso limite della libertà di manifestazione del pensiero, ovvero che non devono essere riti contrari al buon costume, così come sono vietate le manifestazioni del pensiero contrari al buon costume. Ed è un argomento che andremo a trattare in una nocciolina separata, quella del buon costume.

Invece, c'è un ultimo articolo a cui vogliamo dedicare attenzione, che riguarda la manifestazione del pensiero in un ambito particolare, che gode di una tutela in realtà ancora un po' più ampia, perché se si possono fare anche cose contrarie al buon costume, o perlomeno, detta meglio, il limite del buon costume non è esplicitamente previsto nella nostra Costituzione. Quale articolo? 33. "L'arte, la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento." L'arte, le forme artistiche. Si dice che le forme artistiche. Allora, il dato testuale è questo: l'articolo 33, dedicato all'espressione artistica delle persone, non prevede il limite del buon costume. Questo è un fatto. Dopo li, bisogna interpretare, perché si è detto: "Perché non c'è stato messo il limite del buon costume?" Ora, qualcuno dice: "Beh, perché l'arte non è mai oscena. Se una cosa è oscena, non è artistica, fa schifo." Usando una terminologia un po' così. Però non è proprio sempre così. Diciamo che si è vero, sicuramente l'arte, possiamo dire che se è oscena, non è arte. Ma non è proprio così, perché spesso l'arte utilizza anche delle forme forti per scuotere l'animo umano, che a volte hanno anche qualcosa che normalmente non è una cosa bellissima ed elegantissima.

Faccio un esempio: nel 1961, un artista, per altro italiano, perché noi abbiamo sempre del genio, fece delle feci sue e le mise all'interno di 90, mi pare, barattoli e le denominò, lo dico piano, però si chiama proprio così: "Merda d'artista". E già il titolo, "Merda d'artista". Ora, non è osceno, però diciamo che per quello che è il sentimento popolare, ecco, le feci non sono esattamente la cosa più bella a cui noi possiamo pensare. Ma è bene, questo artista ebbe un successo clamoroso, perché questi barattolini, che sono numerati, contenenti le sue feci, o comunque delle feci, non so se sono proprio sue, non ho controllato, sono vendute tuttora a cifre stratosferiche. L'ultima venduta nel 2016, mi pare, tipo 275.000 euro. E quindi, a detta di tutti, è un'opera d'arte. È opinabile, nel senso che non a tutti può piacere, non è opinabile il fatto, però, che viene venduta a queste cifre clamorose da case d'arte importanti, case d'asta importanti. Ogni ha sicuramente un'opera d'arte. Riguarda qualcosa che, insomma, non è bellissimo, eccetera, e quindi vi fa capire come i limiti del buon costume, nel nella materia dell'arte, si esplica in modo un po' diverso, perché ovviamente anche nelle manifestazioni artistiche ci sono dei limiti che non devono essere superati, perché determinate cose, quando ad esempio si fanno delle installazioni di body art in cui ci sono delle persone, se si va troppo poi succulento, ecco, a un certo punto si incontra un limite. Però, io faccio questo esempio perché vi fa capire come è un po' diverso rispetto a una manifestazione del pensiero più tradizionale, diciamo così.

Bene, anche oggi abbiamo concluso la nostra nocciolina di diritto relativa agli altri articoli della Costituzione che affrontano materie limitrofe o simili rispetto alla manifestazione del pensiero. E oggi vi chiedo cortesemente, nel concludere questa nocciolina, state a casa, non andate in giro, perché se voi, ragazzi di 19 anni, avete il desiderio di uscire, è comprensibilissimo, ma dobbiamo stare tutti a casa per far finire quanto prima questa epidemia, altrimenti diventa un po' difficile. State a casa e studiate, che è sempre una buona cosa da fare. Alla prossima.