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Le 11 domande che devi fare a ChatGPT ORA

EfficaceMente (con Andrea Giuliodori)14:26

Transcription

Il 99% delle persone sta usando ChatGPT nel modo sbagliato. In questo video ti svelerò le 11 domande che devi fare immediatamente a ChatGPT o alla tua intelligenza artificiale preferita per capire cos'è che ti sta davvero bloccando nella tua vita e quali decisioni devi prendere per dare finalmente una svolta. Te lo anticipo, le domande 5, 7 e 11 probabilmente saranno quelle che ti faranno più male, ma sono anche quelle di cui hai più bisogno. Partiamo.

Per più di 20 anni abbiamo usato Google per cercare informazioni, trovare ricette, in generale per orientarci in quel caos infinito di internet. E la stragrande maggioranza delle persone ora usa ChatGPT o gli altri LLM per fare più o meno la stessa cosa. C'è poi chi lo usa come una sorta di correttore automatico glorificato o come uno scriba digitale per creare email, testi e post per social che sono originali come le magliette di Armani alle bancarelle del mercato. Ora, va benissimo così, ci mancherebbe. E capiamo però qual è il reale potenziale di questi strumenti e per cosa sono stati davvero progettati. Beh, possiamo ottenere risposte molto più utili di un semplice riassunto, una ricetta o una mail riscritta meglio. E no, tranquillo, in questo video non ti parlerò dell'ennesima automazione agentica con scappellamento a destra. Alcune di queste applicazioni sono anche interessanti, ma oggi molti si stanno perdendo a complicare, automatizzare e ottimizzare cose che forse non dovrebbero nemmeno essere fatte.

Da ingegnere mi è stato insegnato a vedere la tecnologia per quello che è: uno strumento a servizio di un obiettivo, non come qualcosa di fine a se stesso. Se vogliamo imparare a usare ChatGPT meglio del 99% delle persone, deve esserci chiaro come funziona questo strumento e come possiamo usarlo per raggiungere i nostri obiettivi personali e professionali. Ed è esattamente quello che faremo nei prossimi minuti. Nello specifico, vedremo qual è la funzione più potente di ChatGPT di cui in pochi parlano e come possiamo sfruttare questa funzione per fare a ChatGPT 11 domande molto particolari che ti daranno una chiarezza su chi sei e come puoi raggiungere i tuoi obiettivi che non hai mai avuto. Ok?

Vediamo innanzitutto qual è la caratteristica principale di ChatGPT e i suoi cugini che rendono questa tecnologia in qualche modo unica. Beh, innanzitutto non è propriamente corretto parlare di intelligenza artificiale. ChatGPT, Gemini, Claude e compagnia bella sono degli LLM, Large Language Model, ovvero dei modelli linguistici di grandi dimensioni che sono stati allenati su una quantità mostruosa di testi, libri, articoli scientifici, blog, conversazioni digitali, codici di programmazione e chi più ne ha più ne metta. Questi LLM, nello specifico, sono molto bravi a fare una cosa: una sorta di calcolatrice stocastica. Sono in grado di prevedere, parola dopo parola, qual è la sequenza di testo statisticamente più probabile in risposta a quello che gli chiediamo. Non c'è nulla di realmente intelligente, non c'è una coscienza, non c'è un guizzo intuitivo. Poi gli facciamo una certa domanda e ChatGPT, sulla base di tutto quello che è stato prodotto online, non solo negli ultimi 30 anni, genera una risposta che, da un punto di vista statistico, è la più vicina alla risposta corretta.

E proprio perché funzionano così, gli LLM hanno dei seri limiti: non generano conoscenza realmente nuova, non hanno intuizioni nel senso umano del termine e a volte si inventano cose di sana pianta e te lo spacciano per vero con una sicurezza disarmante. In compenso, però, hanno un superpotere. Questi LLM hanno la capacità di trovare schemi ricorrenti dentro una mole gigantesca di dati e questo superpotere lo possiamo applicare al nostro servizio. Più conversiamo con ChatGPT, più domande gli facciamo, più dettagli gli condividiamo, più il suo motore statistico inizia a vedere pattern nel nostro modo di pensare, le nostre contraddizioni, i nostri pensieri limitanti, i nostri temi ricorrenti. Il bello è che alcuni di questi schemi possono sfuggire ai nostri amici, al nostro psicologo, al nostro medico, al nostro partner e, soprattutto, a noi stessi. Ed è proprio questa la funzione più potente e meno sfruttata di ChatGPT: trovare un ago in un pagliaio gigantesco, dove il pagliaio è l'insieme di tutte le nostre interazioni sommate al suo addestramento. L'ago sono quegli insight unici che può svelarci su di noi.

Le 11 domande che ti condividerò adesso e che puoi fare immediatamente a ChatGPT o al tuo LLM preferito, ti aiuteranno a trovare proprio questo ago nel tuo pagliaio mentale. Vediamole.

Domanda numero uno: Che cosa sai di me che io ancora non ho capito di me stesso? Questa domanda praticamente trasforma ChatGPT in una sorta di specchio. Non gli stiamo chiedendo una risposta generica, gli stiamo chiedendo di osservare i nostri schemi, le paure che tornano, le scuse che ripetiamo, le ambizioni che dichiariamo, ma che magari non stiamo davvero onorando. Spesso le risposte ai nostri dubbi o blocchi esistenziali sono proprio lì davanti ai nostri occhi, ma abbiamo bisogno che qualcuno ce le faccia vedere con un occhio oggettivo.

Domanda numero due: In quale area della mia vita sto cercando di dimostrare qualcosa e a chi? Da un po' di tempo sto riflettendo su questa cosa: sto rincorrendo certi obiettivi perché li voglio davvero raggiungere o perché voglio che gli altri vedano che li ho raggiunti? Ecco, se chiediamo a ChatGPT se ha notato nelle nostre conversazioni una tendenza a compiacere o ad impressionare gli altri, probabilmente avremo una risposta anche a questo quesito. Inutile cercare di essere più efficaci e rincorrere continuamente obiettivi se questi traguardi non sono davvero nostri.

Domanda numero tre: Quali tratti critico negli altri che in realtà condivido anch'io? Questa domanda è un po' fastidiosa, ma utilissima. Spesso ciò che giudichiamo con più durezza negli altri è ciò che disprezziamo anche di noi stessi, ma che non siamo disposti ad ammettere in nessun modo. Magari critichiamo chi cerca, ma anche noi desideriamo riconoscimento. Critichiamo chi è rigido, ma anche noi abbiamo un forte bisogno di controllo. Critichiamo chi procrastina, ma anche noi stiamo evitando qualcosa. Nel momento in cui smettiamo di proiettare esternamente la nostra frustrazione e capiamo quali sono i nostri tratti e comportamenti che possiamo migliorare, beh, intraprendiamo davvero il nostro percorso di crescita personale.

Domanda numero quattro: Quale critica faccio fatica ad accettare, ma che in fondo so essere vera? A nessuno piace essere criticato, anche perché spesso molte di queste critiche sono ingiuste, soprattutto online. Alcune, però, riflettono un fondo di verità. In questo caso, ChatGPT, nel suo distacco digitale, può farci vedere cose che non vorremmo mai ammettere.

Domanda numero 5: Quale paura sto giustificando, considerandola una mia preferenza? Quasi mai siamo disposti ad ammettere che qualcosa ci spaventa. Preferiamo piuttosto usare frasi come "Non fa per me", "Non è il momento giusto", "Io sono fatto o fatta così" oppure "No, non mi interessa". Questa quinta domanda per ChatGPT ci aiuta a smascherare queste false razionalizzazioni. Solo quando smettiamo di raccontarci che certe cose sono nostre preferenze o sono solo buon senso, saremo in grado di affrontare davvero le nostre paure.

Siamo arrivati alla domanda numero sei: Quale consiglio do agli altri, ma faccio fatica a seguire io per primo? Il modo più veloce per realizzare i nostri obiettivi è colmare il divario tra quello che sappiamo di dover fare e quello che facciamo veramente. Questa domanda ci sbatte in faccia le aree della nostra vita dove quel divario è più grande.

Domanda numero 7: Se dovessi scommettere su ciò che potrebbe farmi mollare, su cosa punteresti? Tutti noi abbiamo un punto di rottura. Ripensando a tutti i traguardi che non abbiamo raggiunto in passato, probabilmente hanno qualcosa in comune. Ad un certo punto, abbiamo mollato. Ognuno di noi, però, tende a mollare per motivi diversi. C'è chi molla per noia, chi per la troppa fatica, chi a causa del suo perfezionismo, chi per impazienza, chi per paura del giudizio degli altri e chi, infine, per mancanza di energia. Capire qual è il nostro punto di rottura è la chiave per anticipare questi inevitabili ostacoli e realizzare finalmente i nostri obiettivi più ambiziosi.

Domanda numero 8: In quale area della mia vita sto scegliendo il comfort al posto della crescita? Se mi chiedessero di scegliere un'unica citazione tra tutte quelle che ho incontrato nel mio percorso di crescita personale, beh, sceglierei questa: "Scelte facili, vita difficile. Scelte difficili, vita facile." Michael Easter ne parla nel suo bestseller, "Too Much Comfort". La vita moderna ci ha dato la possibilità di evitare qualsiasi forma di disagio: fame, fatica, noia, silenzio, freddo, caldo, incertezza. Il problema è che spesso sono proprio queste piccole dosi di scomodità a renderci più forti, più lucidi, più capaci. Scegliere il comfort è la scelta più semplice nell'immediato e ci dà un piacere istantaneo, ma nel lungo termine ci rende infelici e deboli. Capire in quale area stiamo scegliendo il comfort è il punto di partenza per la nostra rivoluzione personale.

Siamo arrivati alla domanda numero 9: Che cosa sto sbagliando, sottovalutando o evitando? Questa nona domanda va dritta al punto. In molte conversazioni con gli LLM, spesso si nascondono i nostri errori ricorrenti, le priorità che stiamo trascurando e le sfide che stiamo evitando. Magari stiamo sbagliando metodo, magari stiamo sottovalutando il sonno, il corpo, le relazioni, magari stiamo evitando una decisione, una conversazione o una responsabilità. Questa domanda ci riporta alla realtà. Meno autoinganni, meno teoria, meno pippe mentali. Solo la verità ci renderà liberi.

Domanda numero 10: Qual è la domanda che spero che tu non mi faccia? Questa è una delle domande più geniali che possiamo fare a ChatGPT perché aggira tutte le nostre difese. Non chiediamo direttamente quale sia il problema o il blocco principale nella nostra vita. Chiediamo cos'è che non vogliamo neanche vedere che ci sta fregando in questo momento. Ed è spesso in ciò che stiamo evitando deliberatamente che troviamo il vero nodo della nostra vita.

Siamo arrivati alla domanda numero 11: Di che cosa sarò più orgoglioso tra 10 anni? Molte domande che abbiamo visto finora sono incentrate su blocchi, problemi, autoinganni. Se vogliamo, però, trasformare la nostra vita, abbiamo bisogno anche di ispirazione, di ispirazione profonda e chiarezza. Capire qual è il progetto, l'obiettivo su cui dobbiamo concentrare davvero le nostre energie per trasformare la nostra vita e per arrivare tra 10 anni ad essere profondamente orgogliosi del nostro percorso, beh, può essere un punto di svolta fondamentale. Solo quando ragioniamo su una scala temporale molto più ampia, usciamo dalle urgenze, dalle problematiche del momento e ci concentriamo su quelle scelte, anche difficili, che però sono sane sul lungo termine.

Ok, prima di salutarci, un ultimo punto molto importante per utilizzare al meglio queste 11 domande per ChatGPT. Negli ultimi anni ci hanno rotto le scatole all'infinito sull'importanza di scrivere il prompt, prompt engineering e così via. In realtà, quello che abbiamo scoperto è che più avanzano questi LLM, meno è importante scrivere dei prompt super arzigogolati. Oggi i modelli migliori riescono a capire qual è il nostro vero intento e cos'è che vogliamo chiedere davvero, anche con domande scritte relativamente male. C'è, però, un altro elemento che influenza profondamente la qualità delle risposte che otterremo ed è il contesto. Più siamo in grado di creare un contesto codificato correttamente che rispecchi in maniera approfondita i nostri valori, i nostri obiettivi e le nostre preferenze, più otterremo risposte davvero rilevanti per la nostra vita. E questo vale, naturalmente, anche per le 11 domande uniche che ti ho appena condiviso.

Solo che costruire un contesto personale efficace è complesso. Non sappiamo da dove partire, non sappiamo che tipo di documento dovremmo creare, non sappiamo esattamente che cosa dovremmo scrivere all'interno di questo contesto. Io ho riflettuto a fondo su questa problematica finché non ho avuto una semplice realizzazione. Qui non sto parlando della strutturazione puramente tecnica del contesto, quindi file MD e così via. Eh, quello su cui ho riflettuto è che tutto il lavoro che ho fatto negli ultimi 20 anni nel mio percorso di crescita personale, di fatto, si sta dimostrando estremamente utile proprio oggi con l'avvento dell'intelligenza artificiale. Il contesto personale più potente che possiamo fornire a un LLM, infatti, non è altro che la nostra visione di vita, il nostro piano di vita. Per quanto mi riguarda, io da anni utilizzo un metodo per descrivere i miei valori, le mie preferenze, tutto quello che voglio realizzare in quelle che sono le 12 aree fondamentali della nostra esistenza e ho ribattezzato questo metodo Life Plan. Se può interessarti, spiegherò esattamente come funziona questo metodo e come puoi costruire il tuo Life Plan, magari utilizzandolo proprio come contesto da dare in pasto al tuo LLM preferito in una masterclass gratuita. Trovi tutte le informazioni per partecipare nella descrizione di questo video. Noi ci rivediamo alla prossima puntata.