Transcription
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Signore Gesù, noi invochiamo la tua presenza in mezzo a noi. Vieni, Signore Gesù, maestro, vieni a insegnarci. Donaci un raggio della tua luce, del tuo Spirito Santo, insieme a nostra madre redentrice del mondo intero, mediatrice di tutte le tue grazie. Lei madre di tutte le grazie, madre della grazia di ogni grazia che sei tu, Gesù benedetto, sorgente di ogni grazia e lei è madre, madre di tutte le tue grazie. madre tua.
Questo non lo comprendono tanti in mezzo a noi che si sono insinuati tra di noi e stanno confondendo tanti piccoli, rinnegando i tuoi dogmi, le tue verità sacrosante che tu hai insegnato, spingendoci a crescere in questo insegnamento per comprendere sempre più in profondità, ma costoro vogliono impedircelo, vogliono impedirci di insegnare liberamente il tuo insegnamento, la tua dottrina, la tua vera fede, la tua speranza certa, le ragioni della tua speranza certa, come diceva San Pietro ai suoi discepoli, figli, preparatevi a spiegare le ragioni della vostra speranza.
Quindi una speranza che noi dobbiamo spiegare con autorità, la tua autorità, Signore Gesù, la tua maestria, quindi fedeli al tuo unico e santo magistero, quello di sempre che tu hai donato a San Pietro e che con certezza, con sicurezza, con autorità lui ha insegnato e ha custodito fino alla fine consegnando questo insegnamento, questa dottrina, questa certezza, questo dogma del tuo amore, così proprio come tu ce lo hai donato, senza mutare, cambiare nulla. E questo loro non vogliono comprenderlo, tradendo, mistificando la tua parola, la tua dottrina, il tuo magistero.
Questa apostasia ormai dilagante nella Chiesa cattolica, ma che ci vede sempre noi manipolo a te fedele a difendere questa verità intera che tu ci hai donato contro tutti questi mistificatori delle mezze verità che negano, rinnegano questo primato di Pietro, questa certezza, questa interezza, questa integrità della vera e unica fede, della vera e unica Santa Chiesa cattolica che è apostolica, cioè annunciatrice di certezze, di dogmi che loro vogliono distruggere, vogliono distruggere ogni certezza di riferimento assoluto della tua verità. Vogliono distruggere la certezza di questa speranza che unica sa donare respiro della tua vera vita a questo mondo, questa terra, questi popoli che si sono perduti, smarriti e sono disorientati in questa oscurità e non c'è nessuno che porta loro la luce, questa luce intera di verità e di vita. Questo Spirito Santo di verità e di vita. Non ci sono più veri apostoli e quei pochi li stanno massacrando.
Ma eccoci che noi nella unica chiesa cattolica ancora siamo qui con te Gesù, Santissima Eucaristia che ti vede realmente presente in carne e sangue, in anima e divinità. Tu intero in mezzo a noi la verità intera che noi difendiamo da tutti questi mistificatori, questi rinnegatori, questi protestanti, questi apostati, complici dei protestanti per distruggere la tua Chiesa cattolica e anche gli altri che per difenderla però la abbandonano ignorando la tua vera dottrina, la tua vera unità, il tuo vero intento di rimanere in questo Spirito Santo, senza misure, integro nell'unica chiesa e che non esistono altre chiese parallele fedeli alla tradizione. Una sola è la Chiesa cattolica fedele alla tradizione, questa che stiamo ancora difendendo nel Santissimo Sacramento Eucaristico. Oltraggiati, profanati, massacrati giorno e notte ai piedi della tua santissima eucarestia, ma non demordiamo, non ci allontaniamo, non abbandoniamo la chiesa cattolica, non abbandoniamo i santi sacramenti, la loro validità intrinseca che nasce dal tuo sangue, dal tuo amore infinito.
Rimaniamo qui in mezzo a questi farisei e scribi ipocriti che fanno finta poi di litigare anche tra di loro e litigano realmente tra di loro, ma fingono di difendere la verità che hanno rinnegato tutti allontanandosi e abbandonando, rinnegando la santa unità della Chiesa cattolica, inventandosi tanti, troppi pretesti specii. E poi smascherandosi, offendendosi poi tra di loro gli uni contro gli altri, come stiamo vedendo in questi giorni. Tanti che sono fuori della questa unità della Chiesa cattolica e che tra di loro non si trovano come tutti i protestanti, tutte le sette protestanti che non si trovano d'accordo neppure tra di loro, in generando quindi nuovo disordine, nuovo scontento, nuovo disorientamento in tutti questi piccoli che si vedono frantumati anche all'interno dei loro gruppi stessi, perché prede di questo spirito maligno di divisione, di suicidio in nome di una verità che si fa sempre via, più lontana, più confusa, più oscura e che non comprendono più, specialmente gli ultimi più piccoli.
E noi osserviamo tutto questo sfacero dentro la Chiesa cattolica e fuori della Chiesa cattolica, difendendo anche quelli all'esterno, cercando di richiamarli all'unica vera unità in Cristo, nel suo Santissimo Sacramento Eucaristico, rimanendo fedeli qui ai piedi della croce della Santissima Eucaristia, non vogliono comprendere. Oggi, infatti, martedì 10 febbraio, è la festa di Santa Scolasta, Santa Scolastica Vergine, la sorellina di San Benedetto.
In sintesi noi leggiamo questa trascuratezza di questi superficiali e Gesù li rimprovera dicendo, trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini. E infatti nel Vangelo secondo Marco al capitolo 7 leggiamo che in quel tempo si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi venuti da Gerusalemme e in questa circostanza erano uniti contro Gesù maestro. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate, i farisei, infatti e tutti i Giudei, non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani e fino al gomito, anche attenendosi alla tradizione degli antichi e tornando dal mercato non mangiano senza aver fatto le abluzioni e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, stoviglie, di oggetti, di rame e di letti.
Quindi tutta una procedura che l'hanno fatta diventare spiritualità, precetti spirituali, religiosi, un fanatismo religioso, quando sono soltanto dei precetti accorgimenti igienici in popoli dove eh c'è il deserto, quindi non c'erano nemmeno eh attrezzi o artifizi, cioè per tenere fresco il cibo. E noi sappiamo che nel deserto eh una carne di maiale, per esempio, subito eh va in putrefazione se non se non viene tenuta al fresco e diventa letale, fatale, mortale. Quanti sono morti fermandosi per strada mangiando la porchetta che era variata perché il frigorifero interno del venditore non funzionava più e quindi lui la vendeva ancora per fare soldi, per ritornare nelle spese almeno e e molti sono morti per la porchetta. E popoli orientali, cioè Medio Oriente la carne di maiale è vietatissima, è diventata quasi un precetto spirituale che si fa peccato se tu mangi carne di maiale presso i musulmani, per esempio. Ma è nata per una esigenza igienica di sopravvivenza e e così facevano tutti costoro in questi popoli del deserto, ehm si lavavano perigene e diventando una tradizione, una tradizione religiosa addirittura, quindi dei precetti addirittura.
E quindi quei farisei e scribi lo interrogarono. Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure, cioè senza essersi prima lavati? Ed egli rispose loro: "Bene ha profetato Isaia di voi ipocriti, come sta scritto: "Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Vano mi rendono culto insegnando dottrine che sono precetti di uomini. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini."
Cioè per la tradizione degli uomini voi trascurate poi l'essenza, la sostanza, il comandamento di Dio, cioè la carità, l'amore che è Dio stesso. E diceva loro: "Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione." Mosè, infatti disse: "Onora tuo padre e tua madre e chi maledice il padre o la madre sia messo a morte". Allora era un peccato gravissimo. Voi invece dite, se uno dichiara il padre o la madre, ciò con cui dovrei aiutarti è corban, cioè offerta a Dio, come facevano quelli che si consacravano al tempio, eh vivevano solo per quello che era le necessità del servizio, del culto per il tempio. Quindi questo anche a costo di disinteressarsi totalmente delle necessità e della sorte dei genitori anziani.
Quindi tutto quello che potrei fare per voi è corban, cioè saio. Tutto quello che dovrei fare per voi, per la vostra necessità, per mio dovere di figlio. Voi ormai avete raggiunto una età di anziani che siete ormai e quindi avete bisogno di qualcuno che accudisce, vi accudisce e quindi presente a tutte le vostre necessità, no? Eh, ecco che vi siete inventati, no, in questo modo, come fa facevano in tanti ordini, in tante sette, no? che per il nome di Dio li li li li rapivano praticamente ai loro genitori, ai loro ai loro parenti, ai loro e perché ormai voi siete stati chiamati da Dio, ormai voi appartenete a Dio, ormai la vostra vita è consacrata, offerta a Dio. Quindi tutto quello che potevate fare ai vostri genitori, adesso voi nell'ordine, nella nostra setta, il nostro ordine, voi tutto fate per noi e quindi obbedite fino alla fine, pure la morte. Fino alla morte. Quindi i genitori stanno per morire. Sì, ma voi dovete rimanere qui perché io vi ordino che dovete rimanere qui. I vostri genitori possono anche morire. Tutto quello che dovreste fare per loro è offerta sacra a Dio. È corban ciò con cui dovrei aiutarti è corban, cioè offerta a Dio.
E quindi dice Gesù continua nel Vangelo, non gli consentite di fare più nulla per il padre o la madre. Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi, che la siete inventata voi e di cose simili ne fate molte. Quindi questo è il rimprovero di Gesù all'ipocrisia di questi falsi religiosi che si inventano questi precetti umani per i loro interessi personali. Per il loro utile. Quindi strumentalizzando queste persone che entrano in queste trappole che sono le loro sette e che devono consacrarsi all'obbedienza totale a questi piccoli tiranni che sono i questi superiori fatiscenti falsi. E abbiamo molti riferimenti concreti in mezzo a noi e in tanti video io ho anche rimproverato costoro, ma non sto a ritornare sempre sugli stessi argomenti, anche perché voglio comunicare ben altro, molto più grave, specialmente in questi momenti che stanno diventando sempre più cocenti in un vero e proprio proprio allarme che ogni vera sentinella deve lanciare, suonando forte la tromba a tutto il popolo che sia allerta, vigile, perché stiamo entrando in una grande tempesta. Il peggio deve ancora giungere, sappiatelo, eh, e non ve lo dimenticate questo. Ancora il peggio deve ancora arrivare, eh, l'occhio del ciclone, ancora si deve scatenare in tutta la sua violenza e prepotenza.
Trascurando quindi il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione di uomini e diceva loro: "Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio". Fate molte cose simili a questa, eh, anche voi in mezzo a noi, le vostre chiese parallele, tutti in guerra tra di voi, falsamente tradizionalisti e c'è tante cose giuste e buone che io condivido e vi difendo ancora su quelle, ma solo su quelle della vera tradizione della Santa Chiesa cattolica. Tante altre cose sono nascono dalla vostro dal vostro orgoglio, dalla vostra vanità personale, dalla vostra smania. Di sentirvi come dovete sentirvi. Se volete prendere la croce del maestro, come lui vi sta offrendo, dovete prendere la Santa Croce del Maestro, come ha fatto Sant'Atanasio vescovo, in silenzio, senza spargere ulteriore polvere negli occhi dei vostri fratelli, specialmente quelli più piccoli che non hanno le armi per difendersi.
Questo popolo mi onora con le labbra. Ma il suo cuore è lontano da me. Quindi il Signore ci invita a una preghiera che non che sia fatta non di sole parole e atteggiamenti, no, ma che viva la vera sostanza di questo Spirito Santo di verità e di vita e quindi la una preghiera vera. E poi siccome la preghiera di Dio è Dio stesso e Dio è luce e questa luce ben si vede. Quindi attenti che non vengano smascherate tutte le vostre vergognose nudità. Parlo a voi che state seminando zizzania in mezzo ai miei fratellini più piccoli. Attenti perché quando arriva la luce tutto si fa chiaro e tutto quello che avete fatto e detto viene alla luce e molte cose stiamo già vedendo eh di voi che litigate gli uni contro gli altri invece di rendere testimonianza alla vera carità e misericordia del buon Dio.
E quindi io mi collego per aiutarvi e soprattutto per nutrire poi tanti dei miei fratelli e sorelle che attengono attendono una parola molto più sostanziosa che le solite chiacchiere da salotto, questa sorellina nostra Wisa Piccarreta che ci viene in aiuto e ci viene in aiuto non con le sue forze ma con la parola di Gesù stesso maestro. Che infatti quel bene mi viene, quale gloria do al mio Dio col chiedere sempre che la sua volontà sia conosciuta e prenda il suo posto regio che dispetta nelle creature. Dice qui lei, Luisa, mi pare che non so chiedere altro. Mi sembra che Gesù stesso è stanco di sentirmi dire la stessa storia. Voglio il tuo fiat come vita per me e per tutti.
Questa notte, infatti, m nel mio sogno, eh c'era sempre Gesù che anche questa notte mi carezzava il viso dolcemente come un un papà al suo bambino piccolo e continuamente lui non faceva altro che rasserenarmi, cioè che tutto si sta svolgendo secondo la sua divina volontà e che io dovevo stare tranquillo, avere pazienza. Attendere con pazienza tutta la consumazione di questa operazione profonda, misteriosa, perché non chiara in tutti i suoi dettagli, ma non serve. Quindi Gesù vuole che io sia fiducioso, tranquillo, lasciar fare a lui. Quando lui ha ricevuto tutto quello che noi potevamo fare e tutto quello che continuiamo a fare, ma lui ci vuole tranquilli perché vuole farci capire che dobbiamo affidarci a lui, che ci pensa lui. Ed è una grande pace che scende nel cuore e nell'anima. Sapere che lui sta operando nella nostra vita, che sta realizzando tutto quello che è importante realizzare per procedere in questo piano, in questa opera, questo cammino.
Quindi noi non siamo soli, stiamo operando insieme, insieme al nostro maestro Gesù, insieme, lui che può eh contare su di noi e siamo sempre pronti, vigili e disponibili. E noi che possiamo contare su di lui, che lì dove sappiamo che noi non siamo povere nullità, ci pensa lui. Ed è questo il punto che deve essere sempre più chiaro, sempre più luminoso in mezzo a noi. Dobbiamo capirlo bene questo questo questa dinamica, questo procedere insieme insieme a Gesù che è Dio. L'uno non può nulla senza l'altro, quindi insieme e lo ripeto e lo lascerò ancora ulteriormente scritto per scritto proprio anche attraverso scritti di Luisa, dove Gesù espressamente chiarisce questo punto nodale insieme questa parola che è miracolo vivente, che è la soluzione ad ogni problema, insieme la nostra buona volontà, insieme alla volontà divina che vuole regnare in tutto il nostro essere, il nostro esserci.
Quindi Gesù soggiunge subito, mentre lei è come io questa notte che a un certo punto mi sono svegliato e ho cominciato come un mantra, come quando ero un ragazzo che non facevo altro tutta una notte, come già avevo letto, lo stesso San Francesco d'Assesi. Ma anch'io ho vissuto queste cose per giorni e giorni, notti intere, tutto il giorno che ripetevo come un mantra a Gesù: "Mio tutto, mio tutto, mio tutto" e insistentemente e e non mi stancavo mai e e che pensavo che forse io avevo stancato a Gesù, invece sentivo il Signore che invece voleva voleva e che non mi fermassi mai e anche stanotte Quando mi sono risvegliato ho cominciato proprio a dire fiat volont a ripeterlo incessantemente come un mantra Fiat volontà stua. Ed era diventata questa proposizione latina, nemmeno più lingua latina, era diventato come il farfugliare di un bambino piccolo che continua a parlare dicendo "Mamma, mamma, mamma" che ha bisogno della presenza della mamma, mamma. Mamma. E io continuavo dicendo fi a te volontà tua. Sempre mi veniva l'immagine di Gesù nell'orto del Getsemani che ripeteva questa frase: "Sia fatto come vuoi tu, non come voglio io". E io dicevo sempre in latino che non era più nemmeno latino, non era più nemmeno quello che dicevo, era proprio il cuore che che continuava come in un delirio a sospirare. Fiat volontà stua. Fiat, fiat volontà stua. Fiat volontà stua. Ed ero diventato come un motore in esausto, che non si fermava più ormai. E infatti non mi fermo più. Cioè, sia fatta la tua volontà, non la mia, la tua volontà. Sia fatta la tua volontà. Fiatte volontà tua. Fiatte volontà stua. Cioè, proprio qu mh quasi non ossessivo, no, proprio eh musicale, cioè una cosa che mi dava pace, che era come un balsamo alla mente, alla mia sfinitezza spirituale, cioè ho bisogno di un ristoro, ho bisogno di Dio.
Quindi io affidavo tutto, tutto me stesso, affinché Dio potesse essere tutto, tutto il mio esserci. Fi a te volontà tua. Quasi liberarmi da questa mia vita che è diventata come la mia stessa croce e quindi liberarmi di tutto, di me stesso. Liberami da me stesso, liberami di tutto e di me stesso. Liberami. Sia fatta la tua volontà. Fi a te volontà sua. E e sentite sentite quanto è lacerante, no, questa preghiera detta con questa insistenza. E tuttavia Gesù, come qui a Luisa, eh sentiva che doveva continuare e infatti mh eh mi pare che non so chiedere altro. Mi sembra che Gesù stesso è stanco di sentirmi dire la stessa storia. Voglio il tuo Fiat come vita per me e per tutti. È proprio la stessa preghiera.
Ma mentre pensavo ciò, il mio dolce Gesù ha soggiunto. Ecco, ascoltiamo Gesù. Figlia mia benedetta, tu devi sapere che quando la creatura prega incessantemente d'ottenere un bene, acquista la capacità di possedere quel bene e possedendolo avrà virtù di farlo possedere agli altri. Ecco il potere. Di poter possedere Dio stesso in noi che vuole essere il nostro tesoro, il nostro possesso. E perché lui diventi il nostro possesso, noi dobbiamo essere totalmente il suo possesso. E allora lui nel momento che sente che noi doniamo tutto fino all'essenza del nostro essere, fino all'ultimo respiro, come un rantolo insistente che dà tutto se stesso, allora Dio prende e ci dona tutto se stesso. E questo l'anima giunta a questi livelli se ne rende anche conto, lo sente, avviene qualcosa. Non posso dirvi altro, non posso aggiungere parole, lo sperimentete quando lo vivrete. L'anima se ne rende conto in una contezza che si rende conto che è dono, che è grazia, una contezza che viene non più da se stessa, ma da un dono, da una grazia, da una realtà che in questo momento la vita come un prodigio, miracolo, come quello delle nostre mamme che ci hanno dato la vita, questo miracolo si rinnova in un modo inaudito. Sconosciuto, ma al tempo stesso familiare, perché sgorga dalle profondità misteriose del nostro stesso essere che è dono di Dio e quindi un dono di Dio che si aggiunge a un dono di Dio, quindi un dono che profuma di quel familiare odore di Dio stesso, un dono che viene da Dio stesso, una contezza, una coscienza, una consapevolezza che è essa stessa grazia e che aumenta sempre di più nella sapienza del Padre, la sapienza di Dio, una trasparenza che diventa via sempre più trasparenza in questa luce che è Dio stesso. E non posso dirvi tante parole perché non servono a niente le parole e quello che è necessario è vivere. Vivere questo dono.
Quindi l'anima che dona tutto se stessa riceve da Dio tutto se stesso. Ed è come una nuova creazione che avviene nella nostra profondità interiore, più intima e segreta, talmente segreta che non la conoscevamo neppure noi, ma la riconosciamo nel momento che affiora come sorgente d'acqua viva e viene alla luce e la godiamo, la gustiamo, la viviamo e quindi andiamo oltre ogni parola che gli uomini possono usare. Questo quindi è la grazia. Questo dono intimo, questa intimità divina, dire tante parole senza poter dire niente, perché queste sono realtà che si possono solo vivere personalmente. E quindi dice, "Devi sapere che quando la creatura prega incessantemente d'ottenere un bene, acquista la capacità di possedere quel bene e possedendolo avrà virtù di farlo possedere gli altri." E questa è la mia speranza. E sia speranza certa, Signore, poter donare ciò che tu ci doni.
La preghiera è come lo sborare di una moneta per comprare il bene che si vuole. Quindi questa è la preghiera. La preghiera forma la stima, cioè il prezzo, l'apprezzamento, l'amore che ci vuole per poterlo possedere. Quindi per possedere questa grazia occorre una moneta e questa moneta è la preghiera del cuore. Dio ascolta il cuore e quando sente il che noi ci mettiamo il palpito più tero in questa voce che è la preghiera del nostro cuore, allora Dio ascolta e subito risponde. Ecco quel riconoscimento intimo divino che è l'anima di ogni grazia. La preghiera forma il vuoto nell'anima dove poter chiudere il bene voluto. Quindi è come che l'anima con la preghiera crea spazio interiore per far entrare Dio, non la mia volontà, la tua volontà. Quindi creiamo spazio affinché la volontà di Dio entri in noi, cioè Dio stesso con la sua grazia che è lui stesso nella graduale crescita nella sua sapienza.
Quindi la preghiera forma il vuoto nell'anima dove poter chiudere il bene voluto. Altrimenti se lo voglio dare, se io lo voglio dare, non saprei dove metterlo e poi non puoi darmi gloria maggiore che chiedermi che la mia volontà sia conosciuta e regni. Questa è la mia stessa preghiera, è il sospiro e il palpito del mio cuore, cioè stai pregando la mia stessa preghiera. Come possiamo non unirci? Ecco la potenza divina d'amore e non c'è forza che può impedire questo questo processo della grazia che si realizza. Si realizza inevitabilmente questa grazia celeste e sublime dove Dio vive in noi finalmente. Finalmente sei tu, papà. Oh, era ora, fa papà. Papà mio, era ora. Ma sentite, io ogni volta che ripeto queste cose sento brividi perché è lo Spirito Santo che gioisce e questo cavalcare i cieli, no? In questi cieli che sono dentro di noi già cavalcando i cieli insieme insieme a nostro padre.
Quindi lui ci sta chiamando a questa gioia che è tutta celeste in questo mondo di tenebre. Ma certo, dinanzi ai miei nemici tu prepari una mezza. Mangiare alla faccia dei nostri nemici, proprio davanti a loro che non vogliono mangiare questo cibo. E beh, avranno quello che vogliono. Noi invece vogliamo mangiarlo questo cievo e lo mangiamo ora in un mondo di tenebre alla faccia dei nostri nemici, proprio davanti a loro e devono stare zitti perché questo cibo è fuoco, è amore e devono stare in campana, devono stare molto attenti con queste anime perché qui c'è Dio stesso che interviene, eh Dio è un Dio geloso, geloso dei suoi piccolini.
Quindi la preghiera quindi forma il vuoto nell'anima dove poter chiudere il benevoluto, altrimenti se io lo voglio dare non saprei dove metterlo e poi non puoi darmi gloria maggiore che chiedermi che la mia volontà sia conosciuta e regni. Questa è la mia stessa preghiera, è il sospiro e il palpito del mio cuore. Sono le mie ansie ardenti e tu devi sapere che è tanto il mio amore di voler far conoscere la mia volontà che non potendo trattenerlo si riversa su di te. E ti faccio dire venga il tuo Fiat, la tua volontà sia conosciuta. Tutto stanotte sono stato a dire proprio Fiat volontà stua. Ve lo dico perché non mi importa più niente del mondo e di coloro che possono ehm dileggiare, cioè ma figuriamoci, poverini, lo dico perché avete fame e sede di Dio, molti in mezzo a voi e anche per due tre di voi non mi importa niente del mondo. Sappiate dunque dirlo senza vergognarvi davanti a Dio, anche chiusi nella vostra stanza, non vergognatevi davanti a Dio di dirlo liberamente. Liberatevi. Sia fatta la tua volontà, papà. Sia fatta la tua volontà, papà. Sia fatta la tua volontà, papà. Non fatto altro che ripetere questo tutta la vè. Basta così.
Sì che sono io che prego in te, non sei tu. Sono i miei sbocchi d'amore, i miei sfogli amorosi che sentono il bisogno di unificarmi con la creatura per non essere solo a pregare per un tanto bene. E per dare più valore a questa preghiera, metto in tuo potere le mie opere, la creazione tutta, la mia vita, le mie lacrime, le mie pene, affinché non sia una preghiera di sole parole, ma una preghiera valorata dalle mie opere, vita, pene e lacrime. Come risuona dolce al mio dito il tuo ritornello, la tua cantilena amorosa in cui fa ecco il mio. Venga il tuo f a te. La tua volontà sia conosciuta. Fia a te volontà tua. E se tu non facessi ciò, soffocheresti la mia preghiera in te e io ne resterei amareggiato e resterei solo a pregare. Ecco, noi ci lamentiamo che Dio ci lascia soli, no? Siamo noi che lo lasciamo solo a pregare da solo.
Ma devo dirti ancora, sai che sento il bisogno di rintracciare tutte le mie opere pene per chiedermi che la mia volontà sia conosciuta e regni? Chi l'ha conosciuta e l'ama in vista del gran bene, non può astenersi dal chiedere ripetutamente che tutti la conoscano e posseggano. Io desidero, lo dico perché lo dico, io lo so, non ho bisogno di dirlo, no? Perché lo dico? Perché qualcuno sappia quello che io vivo, ma no, ma figuriamoci tutto il contrario. Semmai io sono più portato invece a tenermi le cose, cioè che nessuno deve sapere niente. E allora perché lo dico? Perché sento la sede di Dio in me che vuole donare tutta questa acqua fresca e viva perché chi ascolta possa vivere a sua volta tutta questa grazia celeste, tutto questo questa inondazione celeste d'amore, fiumi. Mh. Questo amore così silenzioso perché è così poco compreso e poco amato. Poco compreso e poco amato. E dico poco per non dire niente, per nulla compreso e per nulla amato. E invece l'amore sia amato. Che l'amore sia amato da ogni cuore. Che Gesù sia amato da ogni cuore. Perciò pensa che io sono con te e prego insieme insieme con te quando senti che non puoi fare a meno di pregare per il trionfo della mia volontà.
Quindi, quando sentite questo bisogno di gridare, di pregare, fatelo. Non vergognatevi del mondo, perché sarà il mondo a vergognarsi di non aver gridato quando la luce ancora è alta. Questa gioia, questa gloria di luce, gloria fatta di luce per donare ai fratelli intorno a noi questo bagno di luce, tuffandoli nella luce affinché diventino questa luce per partecipazione. E voi altri invece? Bene ha parlato Isaia di voi ipocriti, come sta scritto: "Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me." Amen.
Vedi, continua Gesù, per fare che io versi nel tuo cuore le mie grazie è necessario che ti convinca che da te sola niente e sempre niente puoi. Questo dovete capirlo bene voi presuntuosi, palloni gonfiati, pseudoteologi da salotto, dovete capirlo bene che da voi soli niente e sempre niente potete. Sappi, dice Luisa Gesù, che io mi guardo assai bene dal comunicare grazie e doni a quelle anime che sono sempre intente ad attribuire a sé i buoni effetti che risultano dalle loro opere fatte nella mia grazia. E se ne guarda bene da fare queste grazie a questi superbi presuntuosi. Queste mi fanno queste anime mi fanno tanti furti dei doni e grazie dall'amorio loro donati che se li ritengono come acquistati da loro stesse per loro merito personale, cioè senza la grazia di Dio. Mentre noi sappiamo che senza merito non possiamo nulla. Ma il merito consiste proprio nel chiedere e affidarci alla grazia di Dio, riconoscendo che senza di Dio non possiamo nulla. E il nostro merito è proprio di riconoscere questo e di affidarci a lui. Di affidarci a lui, di chiedere a lui, di non illuderci che senza di lui noi possiamo realizzare qualcosa. Senza di Dio non possiamo realizzare niente. Quindi questo è per i presuntuosi.
Ecco, vedete bene l'equilibrio, no? Come dobbiamo mh eh procedere, no? Questo sottile equilibrio che dobbiamo meritare con la nostra buona volontà, ma non senza la grazia di Dio. Da noi, da noi soli non possiamo nulla e cadiamo in quella eresia chiamata volontarismo. Faccio da me, faccio io come gli atri, no, faccio da me, no, da te fai soltanto opere umane. È una volontà umana e che non sfocia niente, non realizzi niente. Sono quelli abbiamo fatto qui, signore, signore, abbiamo fatto questo. No, non vi conosco. Cioè, senza la grazia di Dio, senza l'amore che è Dio stesso, Dio non riconosce nessuna opera. Le opere del mondo Dio non le riconosce. Tutte le loro beneficenze pelose e da leccapiedi che altro non sono, da roffiani che altro non sono. Questi filantropi che fanno le opere buone per beneficenza. Tutta questa ipocrisia Dio non la riconosce. Opere umane che puzzano di una umanità eh separata da Dio. Dio riconosce le opere che nascono da lui e quindi per operare opere di Dio dobbiamo ricorrere a Dio, dobbiamo chiedere a Dio con la nostra buona volontà preghiamo e chiediamo a Dio la sua grazia. E allora le nostre opere nate da Dio, procedenti da Dio, di cui noi siamo i suoi strumenti vivi, i suoi testimoni viventi, operatori della sua pace, insieme insieme a lui, allora sì che le nostre opere acquisiscono quella potenza divina, la potenza divina d'amore, perché unita, uniti allo Spirito Santo.
Quindi queste mi fanno tanti furti invece signore e signore, no, che fanno tutto da soli, credendo che loro possono fare il bene. Sono solo scimmie che imitano Dio, ma non sono le opere di Dio. Questo dovete capire bene. Quindi l'equilibrio è la nostra buona volontà che si affida alla volontà di Dio insieme, non da soli. Queste mi fanno tanti furti dei doni e grazie dell'amorio donati che si li ritengono come acquistati da loro stesse. Per cui sempre devi dire i frutti che si producono nel mio giardino non sono da da attribuirsi a me, tapina, ma effetti dei doni del divino mio amore elargiti a profusione nel mio cuore.
Quindi dice Gesù a Luisa, "Abbi sempre in mente che io sono largo nel versare anche a torrenti le mie grazie a quelle anime che conoscono se stesse, purché niente usurpino per loro." Cioè, sono e questo l'ho fatto da me. No, niente da te, tutto insieme a Dio. Ma ogni cosa ritengono fatta ritengano fatta grazie alla mia grazia e facendo quella stima che si conviene e non solo mi siano grate, ma vivano ancora in continuo timore. Ecco il santo timore di Dio, in continuo timore che ogni grazia, dono e favore possono perdere se non mi corrispondono. Cioè, se non rimane unito alla grazia di Dio, cioè Dio stesso, noi possiamo perdere. Perdendo questa unione, separandoci da Dio, da questa unione, perdiamo le grazie della sorgente, come un ruscello che si disperde, che non accoglie più la sorgente, l'acqua della sorgente, quindi si disperde e sarà assorbito prima o poi completamente e sparirà completamente. Quindi si possono perdere se non mi corrispondono.
Nei cuori che puzzano di superbia io non posso entrarvi perché gonfie queste anime di loro stesse non hanno nel loro cuore un posticino dove collocarmi. Ecco quel vuoto che noi facciamo dicendo non la mia volontà. Ecco, no creiamo un vuoto, no? Dentro noi stessi, ma sia fatta la tua volontà. Quindi il rinnegamento del nostro volere per il volere divino crea quel vuoto, quello spazio, affinché Gesù possa entrare con la sua grazia. E più noi procuriamo a Dio questo vuoto, questa eh lui più sempre più liberamente, sempre più a suo agio entra in queste anime fino a trovare completamente tutto lo spazio che vuole, donando noi a lui tutto fino il nostro essere fino all'ultimo respiro. E con queste anime Dio compie quei prodigi eccezionali della grazia dove non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me. Ecco un San Paolo di Tarso che da persecutore diventa uno dei più ecelsi monti della santità di Dio, cioè uno degli insegnanti più ecelsi del Vangelo, l'apostolo delle genti. Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me. Ormai è diventato vita della sua vita, una cosa sola. Ecco il matrimonio spirituale, ecco la grazia delle grazie che San Giovanni della Croce ci ripete continuamente. L'anima si trasfigura e diviene fin da questa terra Dio stesso per partecipazione, cioè unito, sposo di Dio in questo sposalizio mistico dove si ripete quello che dice San Paolo. Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me. La vita vive in me. Dio stesso vive il mio tutto, mio tutto, sia fatta la tua, non la mia volontà. Fiat, volontà tua. E insistete, ripetetela questa preghiera con insistenza che non vi sente nessuno, perché sennò chi vi sopporta? Ma Dio vi sopporta, anzi Dio vuole, desidera sentirvi per fondervi in questo suo fuoco vivo d'amore, per trasformarvi in fiamme vive d'amore. Non non lo so che mi ripeto sempre, ma questo ripetere è è salutare perché ci trasforma in ciò che Dio desidera che noi diventiamo.
Cuori che puzzano di superbia invece e io non posso entrarvi perché gonfie queste anime di loro stesse non hanno nel loro cuore un posticino dove collocarmi e perché non fanno alcun conto delle mie grazie, le mie grazie e queste di cadute e incadute vanno in rovina. A me il Signore parla. Io no. Che t'ha detto? Ma chi ti parla a te, Signore? Ma se ne guarda bene. Perciò voglio che tu faccia spesso, molto spesso, anzi continuamente, atti di umiltà e che te ne stia come un bambino in fasce che non potendo da sé muovere un passo né una mano per operare, tutto si aspetta dalla madre. Così voglio che te ne stia vicino a me come un bambino, cioè a pregarmi sempre che ti aiuti e ti assista, confessandomi ancora il tuo nulla e aspettando tutto da me.
Se il Signore veramente ti parlasse, fratello mio, tutto quello che Gesù sta dicendo a Luisa lo riconosceresti bene. E allora umilmente lasceresti parlare il Signore invece di parlare tu. Se veramente il Signore ti parlasse, non lo dico per leggiare nessuno, eh, senza nessun riferimento a nessuno, ma fate attenzione a questi falsi profeti che dicono che il Signore parla loro, il Signore dice "No, no, eh, santo discernimento, perché quando il Signore parla, il Signore si fa capire, eh, e il Signore si fa riconoscere soprattutto da un cuore veramente umile si fa riconoscere dalla sua voce. Quindi le mie vere peore riconoscono la mia vera voce. Lo dico perché bisogna ripeterlo continuamente anche questo, perché come serpente si insinua e si mimetizza, no? No, no, continuamente, quindi atti di umiltà quando pensa di aver capito e che te ne sia come un bambino in fasce che non potendo da sé muovere un passo né una mano per operare, tutto si aspetta dalla madre.
Quindi, eh, affidiamoci alla nostra mamma, affidiamoci veramente al nostro maestro Gesù e a sua madre Maria Santissima e che vogliono che siamo proprio vicini a loro come bambini che pregano e che appunto Dio aiuti, assista e confessando continuamente a Dio il nostro nulla, la nostra nullità. Non posso nulla senza di te. Non posso niente senza di te, Gesù. E vorrei continuare perché sento che su questo punto c'è tanto da lavorare, tanto da dire, però eh piano piano, gradualmente, senza fretta. La fretta è una gran brutta cosa perché la vita è una cosa seria. Quindi che Gesù sia amato da ogni cuore.