Transcription
Io non so perché, ma ho la sensazione che tu mi stia guardando. E allora ascolta, la gente qui ti chiama mostro, maniaco, belva. Ma in questi anni credo di aver imparato a conoscerti, forse anche a capirti. E so che tu sei soltanto il povero schiavo di un incubo di tanti anni fa che ti domina. Lo so che è bastato, ti ha insegnato il sospetto, la diffidenza, ma in questo momento non ti sto mentendo e non ti mentirò anche dopo. Se quando deciderai di liberarti di questo mostro che ti ti danneggia, tu sai come, quando e dove trovarmi. Io ti aspetterò.
Ma in questi anni credo di aver imparato a conoscerti, forse anche a capirti. E so che tu sei soltanto il povero schiavo di un incubo di tanti anni fa che ti domina. Lo so che è passato, ti ha insegnato il sospetto, la diffidenza, ma in questo momento non ti sto mentendo e non ti mentirò neanche dopo. Se quando deciderai di liberarti di questo mostro che ti finalezza. Tu sai come, quando e dove trovarmi. Io ti aspetterò. Tu sai come, quando e come travarni, io ti aspetterò.
Buonasera, benvenuti. Questa è Florence International Radio. Come sempre ci potete ascoltare in diretta dal sito a1. ehm azurahosting.com/public/florenceinterdationalradio.com. Lì siamo in in diretta, c'è tutta la programmazione 24 ore su 24 con dell'ottima musica e e tanto, insomma, e tutte le nostre trasmissioni, perché le nostre trasmissioni vanno in diretta, in contemporanea, sia in radio che sui canali YouTube. Questa sera siamo sul canale ovviamente La Notte del Mistero in diretta. In linea con me c'è già eh Simon. Eh, vi ricordo che se volete darci una mano potete abbonarvi a €99 al mese, che non è niente, oppure Sticker, Super Chat, ehm, super grazie. E poi c'è anche, se c'è qualche milionario, c'è l'IBAN che ci può dare una mano in maniera, diciamo, un attimino più concreta. Questa sera la trasmissione è molto particolare perché abbiamo aperto tutti i canali di questo mondo, la linea telefonica, la chat, eccetera. Fateci le domande, noi vi risponderemo. Intanto ciao Simon.
>> Ciao Daniele. Buonasera a te e buonasera a tutta la nostra mitica chat e a tutti i nostri unici ascoltatori e soprattutto voglio subito sottolineare una particolarità. Ehm, siamo veramente, credo, il canale, la radio più aperta di tutte. E innanzitutto volevo dire subito che questo tipo di format mi è venuta l'idea tramite un mio amico web che è Daniele Nicitra, che saluto veramente con tantissimo affetto. Ehm, secondo noi abbiamo parlato tanto del mostro di Firenze, eh, con anche grandi esperti, la nostra radio, insomma, caspita, è nota per questo, eh. E quindi volevamo fare una serata in cui le vostre domande, le vostre richieste, ovviamente nel nell'argomento di cui trattiamo, sono il perno centrale. Perché Daniele quanti esperti hai avuto su questa radio? Porca pupazza, io veramente mi ricordo quando ero felice ascoltatore. ancora oggi lo sono, eh, perché quando riproponi le dirette e anche di qualche anno fa è veramente interessantissimo notare anche come sono cambiate le opinioni, perché tramite il mezzo internet nel corso degli anni ci sono dei verbali che sono diventati pubblici e verbali che fino a 4-5 anni fa non c'erano e quindi la nostra visione anche complessiva sul caso è cambiata molto. Quindi quanti, ti ripeto, quanti esperti abbiamo avuto qui? Eh vabbè, decine e decine, però diciamo appunto si è ampliata la visione.
>> Che però poi se vediamo bene tanto salutiamo Rosqua, poi c'è la Gianna, >> amico Rosario, >> Gabriele, Paola, vi app, vi ringraziamo veramente perché, scusa se ti ho interrotto Daniele perché sono eh profili perdon canali, perdonatemi se vi chiamiamo così, ma siete siete delle persone ovviamente e quanti veramente sono molto attivi ogni sera anche sulle riproposizioni. Io faccio da metatore della chat e devo dire che veramente è un argomento che interessa molto, quindi è giusto anche che i nostri ascoltatori abbiano il loro spazio. Scusa.
>> Assolutamente sì, assolutamente sì. Poi e ricordiamoci che comunque eh ci sono 2000 opinioni, 2000 ipotesi sul mostro di Firenze eccetera e comunque eh la prima riflessione che c'è già in chat. Buonasera. Io penso ai Spalletti ed altri guardoni del mostro che è la cosa.
>> Non so se la Mister Rock non so se l'hai fatta apposta ma che fammi parlare a me de Spalletti veramente eh abbiamo fatto tre live da quasi 3 ore l'una sui verbali di Spalletti. Eh, quindi.
>> Vero.
>> Però appunto diciamolo, cioè, almeno dal mio punto di vista Spalletti sapeva e sa, perché visto è ancora vivo e se ha paura il mio dubbio è che eh il mostro, appunto, sia ancora fra di noi in qualche modo.
>> Ma guarda Daniele, questo in fondo un po' lo penso anche io perché eh abbiamo avuto ieri sera ospite il il mitico Matteo Calì, >> eh che ci ha presentato anche nelle due live precedenti che abbiamo fatto con lui tutto tutto il ragionamento, tutta l'indagine che hanno fatto attorno al al delitto della cuuscito. Ehm, e quindi abbiamo molta esperienza sul nostro bagaglio, però sul mostro di Firenze, almeno inteso quelli che sono i delitti dal 68 all'85, infatti almeno a con me presente stasera, eh, vi chiedo di questa cortesia di farci questo tipo di domande qui eh sulla serie delittuosa Anche perché poi sulla successiva veramente ne su ciò che è accaduto dopo l'interruzione dei delitti del mostro di Firenze penso che se n'è parlato fin troppo. Addirittura abbiamo abbiamo due processi, quindi.
>> Sì, ma lasciamo campo libero anche sulle sulle morti collaterali eccetera.
>> Certo.
>> E vedi, eh Gabri, aspetta, eh perché non ci vedo più un tubo io. Mo, mo mi prendi binocolo un attimo, leggo, eh. Sì, Gabriele Spalletti è stato intervistato anche dalle Iene, ma che noi l'abbiamo sentito, visto, eh, gli ha fatto delle domande anche il nostro amico Francis di persona eccetera, lui rimane lì, dice "Io non so nulla". Ma eh però i verbali dell'epoca, insomma, e a parte c'era il famoso giornale dove la notizia, giusto? Eh, correggimi se mi sbaglio, Simon, ma la notizia c'era tutta.
>> Ma guarda Daniele, vogliamo ecco e sicuramente facciamo i complimenti a Gabriele e che c No, a Mister Rock, perdonateci, >> eh, che ci ha subito fatto partire con un argomento scottante. Spalletti. Allora, cari miei, su Spalletti c'è un enorme problema. Ehm, questo problema riguardante Spalletti gira tutto intorno alla in realtà alla veramente poca conoscenza dei verbali noti, perché a inizio trasmissione abbiamo detto che eh nel corso del tempo sono diventati pubblici sempre più verbali e perché il caso Spalletti è veramente emblematico in tal senso se le dire. Mh, come ho già detto, abbiamo fatto tre puntate, ma non vi preoccupate, stasera vi faccio un riassunto enorme su questo. Allora, qual è la questione Spalletti? La questione Spalletti è che tutti dicono "Hav visto, ha visto, ha visto". Allora, se andiamo a leggere i verbali, in realtà i verbali ci dicono un'altra cosa, che se c'è qualcuno che può aver visto qualcosa è eh è il Fabbri. Ma non mi capite male, non è un un accusare come fanno molti canali e su questo io sono molto arrabbiato. A me non piace eh mettere allagna pubblica alla.
>> Ti interrompo un attimo. Avete sentito della donna uccisa?
>> Guarda, eh, Gianna, abbiamo dato la notizia ieri sera per primi e addirittura la soluzione del caso per primi ieri sera, perché Matteo Calichi, essendo giornalista >> è collegato con l'Anza e gli è arrivato subito il lancio di agenzia, si chiama così, dove dice che appunto hanno già preso eh l'assassino questo qui che ha decapitato questa donna tedesca di 44 anni che praticamente aveva una specie di di di rapporto saltuario con questo soggetto che qualche giorno prima aveva già salito una donna, però non so dove e gli avevan fatto il TSO. l'hanno mandato fuori, è tornato lì a questa cascina eh semiabbandonata e eh ha discusso con questa tedesca e come tutte le le discussioni normali gli ammzzo con la testa. Cioè, voglio dire, vabbè e i malati ci sono, eh.
>> Vabbè, ma io solitamente quando litigo con qualcuno gli taglio la testa.
>> Eh, certo che vuo fa'? È la prima cosa a ti.
>> Credo anche tu, Daniele.
>> Ma certo, ma figuriamoci. Io c'ho anche il macete qui, perché sai con la gente che che gira qua intorno, mai dire mai, eh.
>> Bell intanto, bellissima la battuta del nostro mitico Rosario che saluto con tanto affetto, che ci dice "Almeno questo Spalletti lo avrà visto".
>> Mah, dimmi te. Eh, allora per quanto riguarda questo caso, beh, permettimi una un po' di black humor, comunque per Firenze Sud i tedeschi pessima situazione, eh, tra l'83 del mostro di Firenze, poi, se non mi ricordo male, eh quand'era circa un mesetto fa c'è stato un altro episodio in cui è stata coinvolta una cittadina tedesca che purtroppo e scusate la battuta iniziale, purtroppo ha perso la vita. Eh, più questo. Quindi, insomma, per i tedeschi Firenze Sud meglio che la lasciano perdere. Eh.
>> Oddio, oddio, questo è successo a Firenze Nord, perci, anzi Scandicci è molto nord in confronto a Firenze.
>> Eh, beh, sì, però comunque nei dintorni di Firenze i tedeschi è meglio che non si accampino. Abbiamo questa impressione.
>> Sì, sì. Abbiamo questa leggera impressione.
>> Effettivamente.
>> Comunque vi dicevo e Daniele, vado subito in quarta, passo subito insomma più o meno con la prima domanda. Allora, eh mi ci trovate sul caso Spalletti. Allora, abbiamo un, come vi dicevo, su Spalletti abbiamo un enorme problema che sono tutte le considerazioni sul caso che sono arrivate fino ad oggi, ossia eh la famosa telefonata che eh lui sarebbe stato minacciato. Beh, i verbali invece dimostrano il contrario. dimostrano che questa è una probabilmente una bugia che lui ha detto anche al Filastò perché nell'ambiente carcerario era noto per volersi un po' fare il paonazzo, ecco, diciamo così. Ehm, lui non voleva sembrare una semplice che è finita inquisita, voleva sembrare un po' più importante, però non essere direttamente coinvolto. Su questo abbiamo, vi ripeto, vari verbali. Però eh dove nasce la questione Spalletti? La questione Spalletti nasce dalle famose frasi che lui disse sì alla moglie e non dimentichiamoci perché si parla spesso della moglie, ma non si parla anche dei genitori della moglie perché dopo eh il famoso pranzo in cui lui rivelò per l'appunto alla moglie del determinati particolari, ma non tutti i particolari sul delitto, eh, successivamente poche ore dopo fece la stessa cosa con i genitori di lei quando fecero la scampagnata domenicale e e lui già parlava di questa cosa. Però la cosa importante veramente da sottolineare è che lui non lo fa mai prima di pranzo e questo è un errore gigantesco che viene commesso sia tra alcuni mostrologi che tra alcuni appassionati. Allora, Spalletti si alza quella mattina e la moglie in nella SIT ci racconta che ehm fa alcuni lavori nell'orto e poi viene a casa, si cambia e questo è molto importante perché per quanto riguarda i lavori all'orto all'interno della sua macchina verranno trovate eh pantaloni, scarpe, sporchi di terra con alcune macchie che inizialmente sembravano sangue e poi in realtà si è scoperto che erano delle tracce di vernice perché, insomma, come molti uomini di un tempo erano soliti fare molte cose dentro casa, dentro e fuori casa e non voglio accusare i giovani d'oggi, però è un.
>> È un qualcosa che un po' si è perso.
>> Nel caso di Spalletti, diciamo più fuori casa che in casa, va.
>> Sì, assolutamente, assolutamente, assolutamente. E e vi dicevo, quindi lui una volta che ha compiuto questi lavoretti è tornato a casa, si è cambiato e poi è andato al famoso bar dove però in realtà in quel momento non c'era nessuno e la titolare e la la ragazza che lavorava con lei testimonia testimoniano che lui non disse assolutamente nulla, anzi eh fece colazione, fece alcune battute di cui lui era solito, ma niente più. Poi va via e abbiamo poi improvvisamente si sposta tutto al mezzogiorno, ossia quando lui torna improvvisamente a casa. Ed è solo in quel momento in è solo quello il momento in cui lui finalmente dice alla moglie eh che c'era stato questo duplice omicidio, che eh non che il cadavere era stato spostato e questo è un altro elemento molto importante, semplicemente che la donna era stata, in questo caso la Denuccio, era stata trovata in un punto diverso dal Foggi. oggi sappiamo che è stato ritrovato in macchina, invece lei nel ehm nel famoso stradino a pochi metri dalla macchina eh che il professor Bruno ci disse come era un punto nel quale il mostro di Firenze poteva tranquillamente controllare i dintorni.
>> Te e te lo confermo perché abbiamo fatto il sopralluogo con.
>> Assolutamente lo vole lo stavo per dire. Don Lorenzo e da m praticamente c'è questo scavallo, questo rialzo.
>> Che poi sono pochi metri in realtà non è tantissimo.
>> Però ho capito e là sotto.
>> È il giusto è il giusto per essere coperto, ma nel nel contempo guardare i dentori.
>> Lui lui vede, ma te non lo vedi.
>> Esatto. Ed è una cosa che farà molto spesso poi.
>> Eh, certo. E quindi abbiamo una sorta di protodelitto, anche se poi i protodelitti vengono considerati quelli del 64, del 78, ma insomma se ci farete le domande giuste avremo modo assolutamente di parlarne. Comunque vi dicevo, eh soltanto nel momento in cui lui rientra a casa, la moglie nota questa agitazione e secondo me le site della moglie sono molto molto importanti per un semplice motivo, perché lei viene interrogata in un momento nel quale lei non avrebbe avuto non ha assolutamente avuto il tempo materiale per organizzarsi, perché qualcuno potrebbe dire "Eh, vabbè, Simon, però sono marito e moglie Una volta arrivati gli inquirenti, i carabinieri, chi sia, loro si sono organizzati. No, no, lei è palese che nella prima siti renda conto della gravità della situazione in cui si è infilato suo marito. Tantoè vero che è molto in realtà molto onesta, ci parla del fatto che lui è rientrato dopo l'una di notte, però poi se andiamo a vedere tutti i verbali andiamo a scoprire che effettivamente quello potrebbe essere quasi sicuramente il suo orario di rientro. non ci parla di una sua agitazione mattutina, ma ci parla di una sua agitazione nel post pranzo. addirittura lei ebbe a dire che la sua agitazione le ricordava ehm quei momenti in cui lui tornava a casa, perché noi ehm perdonatemi, faccio un po' di un po' di storia. Eh Spalletti era un un autista del Oddio, aiutami Daniele, della No, della Croce d'oro.
>> Della ambulanza dell'ambulanza.
>> E sì, però erano in particolare Mannaggia i pescetti, no, la Croce d'Oro. Ehm, scusatemi che sono un po' stanco, ma non vi preoccupate rispondere.
>> Siamo due.
>> Eh.
>> Stanchi.
>> Poi ovviamente in chat aiutateci della Misericordia. Grande Gabriele, grazie.
>> Te l'avevo detto io.
>> Eh. Scusami Daniele, non ti avevo sentito. Scusami, non ti avevo sentito, però vedo che i nostri ascoltatori molto interessanti perché Misericordia è uscito fuori subito. Bravi, bravi ragazzi. Ehm, insomma, era questo autista della misericordia e la moglie ci dice che quando lui vedeva dei cadaveri, e questo secondo me è un altro punto fondamentale che ha portato a molte illazioni su Spalletti, quando vedeva i cadaveri si agitava in questo modo. Però, ragazzi miei, se lui non era agitato la mattina, però improvvisamente è agitato il all'ora di pranzo, vuol dire che da quando lui è uscito di casa a quando lui è rientrato per l'ora di pranzo, qualcosa è successo. E quel qualcosa che è successo è che lui ha parlato con qualcuno. Ora questo qualcuno chi è? Potrebbe essere un guardone. Mh, ci sono delle possibilità. Potrebbe essere un un carabiniere, un poliziotto che faceva il guardone con lui e gli ha passato questa informazione. Onestamente penso più probabile questa seconda ipotesi, sennò ce n'è anche una terza, ossia che la le non i dettagli, però comunque la voce del delitto si fosse ormai sparsa in tutto il territorio. Quindi attenzione, passiamo a un altro argomento molto importante sullo Spalletti. La sua direzione di ritorno dalla dalla famosa roveta in realtà è in direzione completamente opposta a quella dove troviamo il la scena del crimine. E chi è che passava per la scena del crimine? In realtà il Fabbri. Tantoè vero che anche Rodella nella famosa sentenza di proscioglimento eh per quanto riguarda le indagini sullo Spalletti disse eh però va detto che addirittura è stato il Fabri stesso a dirci che lui è passato di lì, però con una sorta di battuta e qui si intuisce un po' la personalità del Fabbri >> completamente opposta a quello dello Spalletti perché se lo Spalletti in realtà era un tipo goliard Ardico e questo ci viene anche confermato da tutta la sua storia perché come ho detto tempo fa e questo si è insomma si vince dai verbali, lo Spalletti non nasce come puro guardone inteso come eh voglia di guardare le coppiette per un'eccitazione sessuale, ma lui in realtà all'inizio, e questo ce lo conferma Fabri stesso, andava alla Roveta con un gruppo di suoi amici e loro non è che guardavano le coppie, loro improvvisamente intervenivano e gli facevano facevano tremare la macchina, li spaventavano, era un gioco per loro. Poi pian piano col tempo Spalletti si è discostato da da questo gioco e per lui è diventata una routine, un'abitudine durante la quale ha conosciuto poi pian piano tutti i guardoni della cosiddetta roveta alta e della cosiddetta roveta bassa. E come vi dicevo, il problema è che la questione principale che se noi andiamo a analizzare tutti i movimenti di quella serata dello Spalletti, lui mai va verso quella parte via dell'Arigo. Specifichiamo un altro particolare importante, la Taverna del Diavolo in realtà era dalla parte della Oddio, perdonatemi, ora mi confondo. la roveta, quella doveva essere la roveta bassa, credo, la roveta alta, comunque non faceva sicuramente parte dei suoi soliti giri, però lui stesso si è fregato. E qui perché diciamo spesso che le dichiarazioni dello Spalletti sono quasi in un certo senso accusatorie? Perché in uno dei primi interrogatori lui dice "Beh, effettivamente io e il Fabri quando non trovavamo coppiette nei dintorni della zona del della taverna del Diavolo, ogni tanto ci spostavamo anche verso la famosa pagodina, eh, meglio nota come discoteca Anastasia. Ehm, quindi.
>> La buona vecchia nostra club.
>> Sì, ogni tanto cercavamo delle coppie lì e a questo punto però eh giustamente gli inquil gli inquirenti gli chiedono "Ok, quella sera tu e il Fabri dichiarate che non c'era movimento alla roveta intorno al alla taverna del diavolo." Però se ci dici che quando non c'era movimento voi ogni tanto vi spostavate di là, cosa a noi inquirenti può farci pensare che quella sera voi non l'abbiate fatto? Effettivamente lo Spalletti rimane basito su questa affermazione de degli inquirenti. Ehm, e c'è effettivamente un piccolo buco nero, però questo buco nero si può risolvere con un semplice sillogismo, con un po' di logica, che il Fabri e lo Spalletti non si siano accordati sulle versioni da dare. Beh, ragazzi miei, questo è piuttosto evidente. Questo è piuttosto evidente da tutto da tutto ciò che loro hanno dichiarato successivamente. Quindi, ehm, concludo questa parte sullo Spalletti dicendo che è abbastanza evidente il fatto che lui in quella zona della Roveda quella sera non ci si non ci si sia spinto, altrimenti avrebbe concordato una versione da dare col Fabri. Invece, purtroppo per lui, molti elementi che lui ha fornito durante i vari interrogatori hanno portato a fare sì che poi lui fosse indagato e ancora oggi si dice lo Spalletti può può aver visto qualcosa. Eh, ragazzi, io dai miei studi vi dico che lo Spalletti non ha visto assolutamente niente. saputo da qualcuno. Questo qualcuno potrebbe essere un guardone che >> che ha visto >> orbitava orbitava tra polizia, carabinieri e quant'altro, anche perché abbiamo anche un episodio passato nel quale tale, se non ricordo male, Carlo Sereni ehm disturbato dal però anni prima, eh per carità, disturbato dallo Spalletti perché lo Spalletti era noto per non essere timido come gli altri. lui si avvicinava molto alle coppie e spesso veniva scoperto e rimaneva indifferente alle loro rimostranze. Quindi, e tale Sereni ci racconta del fatto che lui sentitosi, insomma, avendo scoperto lo Spalletti che lo spiava, si era arrabbiato, addirittura lo voleva andare a trovare al lavoro e in quel periodo lui lavorava alla vetreria, ancora non faceva parte della dell'equipe della misericordia e ehm addirittura alcuni ragazzi che si appartavano anche loro nelle zone della roveta gli dissero, "Ammazza, ma che non lo conosci lo Spalletti? Lo sai che è fatto così?" Ehm, e lui addirittura voleva andarlo a denunciare al comando dei carabinieri e per stessa ambizione dello Spalletti sappiamo che un carabiniere gli riferì questa circostanza, anche se poi effettivamente il Sereni non lo accusò più. Quindi, comunque, il fatto che un carabiniere venga a dire a un civile, chiamiamolo così, che eh un qualcuno era passato per denunciarlo, ma poi non era successo niente, secondo me è un episodio alquanto da attenzionare. Poi questo ci può riportare anche può riportarci anche al 74 quando fu dimmi Dani.
>> Ci chiedono se il mostro conosceva o no la coppia di Mosciano, visto che eran fidanzati. Vabbè, in procede di sposarsi, eccetera, ma ehm io sono sempre stato convinto che il mostro non conoscesse, o almeno di vista forse poteva conoscere se era della zona, ma non credo, perché come tutti i seral killer si creano una comfort zone, non colpiscono mai vicino a casa. Ci sono stati dei casi in cui i seral killer hanno colpito la prima volta vicino a casa, ma poi si sono sempre allontanati. Perciò eh perciò io penso che >> il mostro non conoscesse eh le coppie, ma eh conoscesse benissimo il territorio e su quello non ci piove. Quello non ci piove assolutamente. Quello sono.
>> Ma però Ma però all'epoca, cioè se facevi un lavoro tipo guardia giurata, sta roba qui, i posti li li giravi e poi li conoscevi. Io penso, ho sempre pensato che qualche guardone, forse non lo Spalletti, ma qualche guardone abbia visto qualcosa, ma però per paura. e non abbia mai parlato. Ma se sono ancora vivi e magari sono all'ascolto, sarebbe l'ora che magari ci chiamassero a dirci.
>> Ah, se qualcuno ha visto o sentito qualcosa chiamateci che siamo pronti. Eh.
>> Assolutamente sì.
>> Siamo pronti siamo pronti ad accogliervi. Eh, non siamo la broccura, quindi.
>> Eh no, no. Poi c'è Rose Crack che dice e nella storia del mostro si aggiunge sempre e non si esclude mai. Se andiamo se andiamo a Molto intelligente come commento. Bravo Rosario. Andiamo se andiamo a togliere chi o cosa rimane, dal mio punto di vista chi o cosa rimane i sardi.
>> Eh beh, giustamente tu hai questo tipo di pensiero. Eh no, ma perché se te togli, no, tutto eh quello che che è arrivato dopo che poi non ha portato in definitiva a nulla, poi si ricasca nel discorso, ma ci sono le sentenze. Con le sentenze si può andare anche in bagno perché tre perché tre duplici delitti non hanno colpevoli. E io allora continuo a chiedermi e a chiedervi se non sono stati compagni di merende per quei tre delitti dove non c'è un condannato, chi è stato?
>> Daniele, però andiamo andiamo per passi e questo ragionamento è molto giusto, però quello torno a parlare dei guardoni, eh, però facciamo facciamo un'attenta analisi. Quali sono i delitti in cui i guardoni vengono coinvolti? Allora, nel 68 sicuramente no.
>> Eh, chi alt chi lo dice? Beh, oddio, da quello che so io, da quello che mi sono informato, il cimitero e là ai dintorni non era una zona di guardone, tant'è vero che >> c ci andavano delle coppie e magari qualche ehm guardone ai primordi perché all'epoca ancora non c'era questa usanza, però qualcuno ci sta che abbia visto o che sia andato lì oppure no. Mh, cioè non è non si può dire, >> però no, quello che voglio dire io è che il punto esatto, insomma, in cui sono stati ritrovati la Loccia e Lo bianco non era zona di Guardoni e eh che poi ci possa essere stato qualcuno, ok, >> però non era zona di Guardoni, il 74 lo è. Il giugno il giugno 81 in realtà è molto particolare. Ne abbiamo.
>> Aspetta, facciamo un'analisi precisa perché i guardoni arrivano nei tardi anni 70 in tutta la sua sviluppo, chiamiamolo così. Prima ai guardoni, appunto, c'era raramente pochissimi perché il marito o comunque l'uomo di famiglia stava in casa. Poi dopo pian pianino >> parliamo anche di persone che facevano lavori umili, quindi andare di notte a fare il guardone, >> facevi il muratore tutto il giorno, non è che andavi a guardare le coppiette, ecco, capito? Però pian piano poi si è sviluppato questo fenomeno. Io te basta ti racconto, guarda, una delle cose poi ogni tanto mi tornano in mente. Io dall'82 fino al 90 stavo al Campo di Marte con la mia ex moglie e a volte non trovavi parcheggio, allora andavo a parcheggiare.
>> Daniele, perché scusa se ti interrompo io perché non sono del posto Campo di Marte.
>> Parliamo >> dove c'è lo stadio.
>> E quindi è zona Firenze vicino al all'Artemio Franchi, quindi.
>> Eh, lì davanti.
>> Ok. Ok. Per capire geograficamente.
>> Dove attualmente c'è il Palasport. Eh, lì c'è un parcheggio enorme perché ci fanno concerti ovviamente a Palasport e eh quando non trovavo posto andavo lì e la notte e visto che tornavo tardi da da dalla TV le 2:00 alle 3:00 di mattina io arrivavo lì a par lasciavo la macchina lì. Ma sai quante coppie c'erano e quanti guardoni in piena città a guardare le coppie che cosa stavan? Ma in vista piena, perché io quando arrivavo ovviamente c'avevo fari accesi, illuminavo eh il piazzale e vedevi queste coppie con la gente attaccata al finestrino a guardare. D'estate ancora meglio perché con finestrini aperti la testa ce l'av direttamente dentro le macchine.
>> Eh, ma anche questo, Daniele, tu mi tu mi metti troppi spunti de troppi spunti di riflessione però sul piatto, eh. E quante, anche se erano delitti estivi, quanti quanti finestrini erano aperti >> d'estate? Tutti più o meno.
>> Eh, però nei nostri delitti non >> attenzione attenzione. Ma perché erano in città, perciò relativamente al sicuro, capito? Cioè te sei, non ti dico in centro città, ma poco ci manca perché Campo di Marte è una delle zone più popolate di Firenze, oltre ad avere lo stadio, il parasport e questa piscina che è sempre piena zeppa. Qualcuno sta dicendo e le coppie sono state tutte pedinate, ma chi lo dice? Assolutamente no. Ma perché avete perché avete queste certezze?
>> Esatto. Bravo Daniele, hai usato la parola giusta. Come fate >> come fate ad avere le certezze? Ma chi ve l'ha detto? Zio Paperino, ma per davvero? Dai su. Eh.
>> No, che le In realtà io ho sempre pensato che in realtà su questo ci addentriamo in una zona grigia. Molto probabilmente alcune coppie possono essere state eseguite, altre assolutamente no e questo è fin troppo evidente.
>> Ma cioè il riferimento era la piazzola conosciuta perché ci andavan tanti.
>> Mh.
>> Tutto lì.
>> E qui Ma qui infatti Daniele ritorniamo all'argomento precedente, quello dei guardoni, quello che ti dicevo. Però quante scene del crimine effettivamente erano note ai guardoni? Proviamo a fare proviamo a fare insieme un calcolo. Allora, il 68, anche se ci potevano essere, però comunque non è una piazzola, no, dai guardoni o comunque non è un luogo no dei guardoni. 74 in parte sì, l'81 e il giugno 81. M dico mh perché in realtà quella parte della roveta e il Fabbri e lo Spalletti stesso ci dicono che loro spesso si appartavano vicino a dove si erano appartati da Foggia e dalla Dencio, proprio perché sapevano che non c'erano i guardoni e questo è un elemento che sul giugno dell'81 molti se lo ricord molti se lo scordano perché probabilmente non hanno letto i verbali. Poi nell'ottobre dell'81 c'era stato un guardone violento, ehm, che fu anche identificato, quindi possiamo dire che e questo poi ce lo confermò successivamente anche Palazzo che poi fu il giudice che seguì quelle indagini che effettivamente ehm via delle Croci, quel tratto di via delle Croci, Calenzano era un posto no dei Guartuni. Però se poi andiamo avanti improvvisamente e diciamo che questo concetto un po' crolla perché sicuramente la boschetta no. Eh eh Scopeti sicuramente sì. Suoli, su Giocoli ci sono ancora oggi molte discussioni. Baccaiano non ne parliamo proprio perché basta informarsi un pochettino per scoprire che in realtà la piazzola di Baccaiano non esisteva, >> che non era non era una piazzola, era c'era stato c'era stata una corsa ciclistica, se non ricordo male, avevano tagliato della vegetazione che poi aveva formato quella >> questo spiazzo ma piccolino.
>> Esatto. Quindi, se andiamo a vedere su questo, non tutte le piazzole erano frequentate da Guardoni, probabilmente le prime sì, tranne il 68 74 e i due dell'81 e l'83, vi ripeto, è particolare perché c'è questa famosa storia dei giornaletti trovati abbandonati dietro al muretto, quindi sembrava quasi che forse Giogoli poteva essere una piazzola per esibizionisti, ma in realtà nessuno è mai andato ad approfondire questo ehm questa particolarità, però insomma uno eh dei poliziotti perché del di Giocoli si occupò la polizia e non i carabinieri, dichiarò anche a processo che dietro al muretto trovarono una quantità di riviste porno tali da poter essere portate via con una ruspa. Quindi questo ci può far ipotizzare che chi si fermava lì eh sapeva che potevano esserci dei guardoni. Certo, stiamo parlando di una coppia tedesca, coppia intesa come due amici. Poi eh durante anche le indagini di Perugini si è scoperto che almeno uno dei due era omosessuale e addirittura aveva avuto anche una condanna per atti osceni. in luogo pubblico >> e in Germania perché l'omosessualità all'epoca in Germania era un reato.
>> Certo.
>> E però insomma anche se abbiamo questo dato non possiamo dire per certo che fosse una coppia omosessuale. Secondo me sì, però non ne abbiamo un dato certo, quindi lì andiamo su impressioni personali. Quindi poi se continuiamo ad andare avanti, vi ripeto, 84 la boschetta, no? E invece Scopeti, Scopeti invece sì, Scopeti era una zona nota ai guardoni, anche se poi effettivamente è una cosa molto curiosa, nonostante fosse una zona dei guardoni non abbiamo effettive effettivi interrogatori di guardoni, se non poi i nostri mitici compagni di merende, perché effettivamente il il Lotti, il Pug Forse alcune volte anche il Pacciani e il Vanni questa cosa la facevano, però io su Scopedi ho sempre pensato che in realtà Lotti abbia visto i cadaveri e non il e non il delitto compiersi.
>> Ma secondo me nemmeno quelli.
>> Eh.
>> Ma guarda, secondo me, ma lo sai io sono stato sempre colpito dalla famosa, permettetemi l'espressione, ma eh è scritta a verbale, pisciatina. Secondo me può essere che nella notte di sabato o di domenica lui e il Pucci si siano fermati a fare una pisciatina e abbiano scoperto i cadaveri. Questo potrebbe essere nelle confessioni Lotti lui non non descrive mai la scena. Dice era come fa non c'era >> e ero a 10 m di distanza. Ho visto Vanni entrare normale normale in tenda. Ora Vanni all'epoca era quasi 1,80 m. Mi entri in piedi >> attraverso il famoso daglio sulla >> No, ma poi mi entri in piedi in una tenda alta 1,20 m. Te che sei 1,80. Vabbè. Eh, lasci. Son barzellette, ecco.
>> No, no, assolutamente su questo sì. Quindi mh ciò che volevo comunque dire alla fine di questa nostra esposizione che attenzione al dire che c'erano i guardoni, non c'erano i guardoni perché in fondo non è una cosa sempre certa per tutte le scene del crimine. Poi vi ripeto, nel nel giugno dell'81 abbiamo visto come in realtà proprio quella zona della Roveta fosse una delle meno battute dai guardoni, proprio perché c'erano delle case vicino, ehm, non c'era possibilità di parcheggiare la macchina, non dimenticatevi mai che i guardoni, ecco, forse in maniera simile al mostro di Firenze e questo è un è un errore che secondo è molto comune. I guardoni sceglievano posti comodi per loro. Non è detto che il mostro di Firenze facesse la stessa identica cosa e sicuramente da ciò che ci viene fuori dalle testimonianze dell'epoca, ehm, la quella piazzola in cui sono stati uccisi il Foggia e l'Atenuccio non era una piazzola frequentata dai Guardoni, poteva essere una una piazzola frequentata in particolare dal Fabri, questo forse sì, però purtroppo è una certezza che non che non riesce ad emergere. E Calenzano abbiamo un delitto molto particolare, abbiamo un delitto d'inverno.
>> Simon, abbiamo una chiamata in diretta.
>> Eh.
>> Oh, che bello, sono sempre ben accetto.
>> Ciao Giuseppe, buonasera. Prego.
>> Ciao. Ciao, buonasera. No, ma lascia pure finire Simon nel frattempo, poi dopo.
>> No, Giuseppe, ti ringrazio innanzitutto ti ringrazio della chiamata, è un piacere sentirti e ovviamente invito tutti gli altri ascoltatori dopo che avremmo parlato con Giuseppe a esprimere la loro opinione, a farci delle domande. Comunque niente, su Calenzano volevo semplicemente dire non dimentichiamoci il periodo dell'anno, comunque siamo a ottobre, ehm c'era stata anche una giornata piovosa, onestamente un guardone che in una giornata piovosa va a insomma a a trovare il insomma a il suo desiderio a non credo che fosse proprio quella quella la giornata, quindi è molto difficile pensare che in quella sera a Calenzano ci fossero dei guardoni. Ecco, semplicemente questo. Prego Giuseppe Caro, esprimi il tuo pensiero e facci la domanda.
>> No, io volevo chiedere, insomma, anche a voi così che riguardo a quelle che comunemente chiamiamo verità processuali, io però non mi riferisco solo alle sentenze, al verdetto di colpevolezza. Credo che tutti noi abbiamo avuto l'occasione su YouTube di di ascoltare le deposizioni, gli interrogatori, insomma tanti aspetti, no, del processo e per cui lì sono sono emerse delle informazioni, senza starla a chiamare verità adesso, comunque delle informazioni reali, concrete che abbiamo interpretato, volenti o nonenti al di là della decisione. Adesso volevo fare un leggero appunto anche a quello che diceva Daniele sulla descrizione dell'otti dell'accesso alla tenda di Scopeti. Eh lì però c'è da dire che fu bravo Filastò perché condusse il test, il testimone dove lo voleva portare, cioè contraddirsi. Lotti forse, per come la leggo io, non intendeva che entrarono normale nella tenda, nel senso di entrar in piedi nella tenda, ma stavano andando.
>> No, no, lo confermò.
>> Eh.
>> Dicevano io.
>> Giuseppe lo confermò. Se te vai perché in giro eh su insufficienza di prove c'è le testimonianze del processo. Lui ha confermato proprio perché è stato chiesto perché Canessa insisteva. Ma normale come? Eh, normale, ma normale come in piedi.
>> Sì, sì, questo ce l'ha presente presente. Quella lì poi è la registrazione, insomma. Quindi è evidente, però per come la comprendo io c'è proprio così di a parte che Lotti c è furbo sempre nel parlare che fa finta, no, di essere però io quelli in piedi.
>> Allora questa è la tua opinione perché furbo e lotti proprio l'inter furbo furbo nei limiti delle sue capacità doti comunque ci gioca con questa cosa della comprensione anche suogoli, no? Quando dice davanti davanti normto a pensare che per davanti lui intendesse davanti agli occhi. C'è anche l'interpretazione che diede il pubblico ministero.
>> No, no, non va. No, no, no, qui non va proprio interpretato nulla perché perdonami, a Canessa gli conveniva interpretarla così. Attenzione perché Canessa Canessa gli ha chiesto più volte dov'erano ragazzi e lui insisteva dove c'era il volante di guida. A un certo punto, attenzione, a un certo punto Canessa >> gli fa a Lotti, ma lei è stanco? dice sì un pochino. Allora sospende l'udienza e quando rientra in udienza si ricorda perfettamente che i due ragazzi erano nel vano posteriore. Perciò lì non c'è convenienza o furbizia, lì c'è proprio il Lotti che non si ricordava la lezioncina e ha sparato queste bischerate.
>> Sì, sì. E dopo magari di viene.
>> Quando torna si ricordava perfettamente dov'erano.
>> Ma guarda eh Giuseppe, poi in realtà la questione lotti gira intorno al fatto che egli stesso dichiara in alcune telefonate intercettate eh che è stato palesemente imbeccato dai dagli inquirenti. Poi purtroppo è difficile stabilire perché comunque ci troviamo di fronte a un personaggio molto particolare, però non dimentichiamoci che in fondo il il Lotti non è dissimile dal mele, sia come comportamenti che come dichiarazioni, soltanto che dalle dichiarazioni del mele è nata la pista sarda che ancora oggi giustamente vagliamo e studiamo. Dalle dichiarazioni invece del del Lotti è nato poi il filone processuale del dei compagni di merende. però eh andare poi a trovare delle verità effettive all'interno dei suoi racconti è veramente molto molto difficile. E semplicemente però dalla dalla cosiddetta giustizia queste dichiarazioni sono state accettate, però va detto anche che sono state accettate con riservo e e questo è un altro elemento molto particolare della storia del Lotti, che Lotti abbia mentito su Giogoli lo dicono i magistrati stessi, eh, non è che lo diciamo noi. Ragazzi, ma poi ricordiamoci che un oligofrenico di quel genere nemmeno doveva esser sentito, né lui né i pucci. Li hanno portati per forza a deporre, capito? Sì. Eh, cioè hanno fatto una cosa totalmente contro la legge. Un oligofrenico proprio per la sua eh problematica mentale non può testimoniare perché ti può raccontare da qualsiasi ed è quello che è accaduto.
>> Sì, sì, sì, sì. Ma difatti c'è un aspetto che accomuna tanti tipi di testimonianze sia in questa in questo caso, in questo pinone di indagine, ma anche in altre ehm in altri fatti, in altre in altre storie proprio di cronaca. quello che diciamo si autoaccusa, no, che confessa, ammette l'omicidio un po' lo fa sempre con queste testimonianze eh molto confuse, spesso contraddittorie, insomma, questo avviene sia all'interno del processo ai compagni di merende o oppure in altri casi, ecco, quelli che si prendono la responsabilità su di loro, come fa lo stesso Mele, ma come possono aver fatto anche il signor Olindo oppure oppure nell'altro caso eh adesso non non ricordo esattamente quale, però quando c'è questa forma di confessione e si autoaccusano, non quadra mai, non non torna mai la la deposizione con quello che poi dovrebbero attestare le le prove e le e le evidenze tecniche delle industrie. Questo sì, sì, infatti. Guarda Giuseppe, perdonami se ti interrompo. questo eh su questo argomento specifico ti consiglio di andare a recuperare la puntata che la live che Daniele ha riproposto, che ho fatto su Lucas e Tulla, che sono stati due serial killer americani e a un certo punto questo Lucas sembrava essere il l'autore di 40-50 delitti, perché lui ogni volta ehm forniva particolari che in teoria poteva fa conoscere soltanto chi era stato sulla scena del crimine. Beh, cara, alla fine si è scoperto che quando lui aveva dei dubbi, eh gli gli investigatori americani gli facevano leggere proprio i verbali, quindi lui a un certo punto tutti gli elementi che poi andava a riferire come sicuri e in particolare ci fu il caso di questa vittima che venne era una Jane Do. John Do e Jane Do sono due termini americani che vengono usati per indicare le vittime senza nome, nome, cognome. E questa vittima venne chiamata Orange Socks perché fu ritrovata, ahimè, nuda semplicemente con questi cazzini arancioni e veramente Lucas sembrava sapere tutti gli elementi, però poi alla fine per sua stessa ammissione si scoprì che gli inquirenti gli mettevano davanti i verbali con tutti i particolari e secondo me questa è una cosa che assolutamente è successa anche con il Lotti. Ma io, guarda, non escludo non escluderei addirittura il mele a questo punto. Adesso con il mele magari no, però io sempre spesso sono capitato di dubitare sulla presenza di di Natalino nella scena del del crimine, la possibilità che fosse proprio stato un elemento condotto là da a casa del non ricordo il nome adesso dove fu portato. comunque da forse direttamente da casa che non fosse in macchina perché io non mi.
>> Beh, non avrebbe senso, eh. Lì che i sandali lì se uno scende, soprattutto in quelle condizioni, o ti prendono in braccio direttamente, altrimenti anche se te li sei scordati dopo 2 metri torni indietro, li prendi e non.
Ma ma infatti, eh, i sandalini di Natalino sono rimasti in macchina, eran lì. Appunto, appunto. È quello che sono stati rimessi, fatto che siano lì.
Certo. Sì, sì, sì. C'è le foto. È quello che mi fa introspettire proprio il fatto che sia rimasto lì. È come per dire, eh, perché c'era. E questa, altrimenti veramente, se se li fosse, l'unica cosa, se l'hanno presi in braccio direttamente, dai, allora.
Mh, guarda, ehm, allora io lo ripeto ogni tanto, ehm, anni fa si fece una trasmissione molto, molto interessante con Valerio, che aveva fatto una ricerca su eh casi simili. Ci sono bambini che a piedi scalzi hanno fatto chilometri nella neve perché c'era stato un incidente, erano terrorizzati e questi, dallo shock, manco il freddo sentivano. Hanno fatto anche 16 km, non due. 16.
Bellissima, bellissima, me la ricordo. Capito?
No, no. Ma guarda, la questione in realtà, hai detto una cosa molto pertinente alla nostra discussione di stasera. E non dimentichiamoci mai che nella famosa sentenza Rodella, il Rodella ci dice una cosa molto importante: che non esiste un verbale che è stato prodotto sul luogo. Tutto ciò che il Mele ha detto successivamente è stato trascritto in questura o comunque al comando dei carabinieri, non sul luogo. Quindi abbiamo un, insomma, addirittura c'è una nota interruzione perché a un certo punto il Mele racconta un un tipo di dinamica, viene interrotto e questo è verbale. E poi successivamente, improvvisamente, ecco, come ha detto Daniele, anche per il Lotti, hai fatto anche tu benissimo, come ho fatto io prima, a fare questo raffronto. Improvvisamente, dopo questa pausa, lui si ricorda del del della freccia accesa, si ricorda degli ottocoli. Ehm, e poi tutto questo, poi in realtà, viene verbalizzato solo successivamente, non viene verbalizzato in loco. Quindi tutto ciò che può essere successo in quei momenti, noi in realtà non lo sappiamo e ce lo dicono loro stessi. Non è che siamo noi a...
Ma non solo, ricordiamoci che Mele non sapeva nemmeno arrivare al luogo. Non sapeva tenere una pistola in mano. Cioè, questo... quando quando le hanno chiesto di riprodurre sul luogo come si era mosso, ha sbagliato tutto.
Sì, sì. Tutto ha sbagliato.
Sì, infatti ho chiamato per per questo motivo, per pronto, per per chiedere anche a voi, come come possiamo fare noi che ci interessiamo al caso, proprio da profani, da esterni, no? A decifrare, a codificare queste informazioni, non avendo chiaramente l'accesso agli atti, eccetera, quindi basandoci sull'ascolto delle delle registrazioni in aula, su tutte le varie trasmissioni, il pensiero, eh, quindi a volte emergono fatti, emergono note che noi comunque interpretiamo. Ad esempio, c'è un'altra testimonianza contro Pacciani, quel signore di di San Casciano che lo vide uscire il venerdì da una stradina con la Fiesta. È chiaro, come ha detto il dottor Scrivo la volta scorsa, riprendendosi al romanzo "Storia della colonna infame", che quando si diffonde una notizia e poi diventa automaticamente vera, anche se eh quelli che sostengono sia vera non non siano stati eh testimoni del fatto, ma solo perché acquisisce un senso di verità che come una palla di neve cresce e si diffonde, no? Eh, col passare del tempo e accumulando questa eh autenticazione, chiamiamola, di di verità. Questo volevo chiedere. Noi come ci dobbiamo attenere nei confronti di quello che emerge? È giusto interpretarlo così a senso, a sentimento, a pancia? E e niente, così. E poi ci direte voi, ci guiderete comunque, se come avete sempre fatto durante le dirette, durante gli approfondimenti, a capirne di più, ecco, ad approfondire.
Ma guarda, guarda, guarda, Giuseppe caro, io ti posso dire che però, e Daniele è testimone di questo, eh, proprio perché questa radio esiste da Daniele oltre 15 anni.
Oh, io intanto intanto metto su che se qualcuno può chiamare così. Va bene. Grazie mille. Grazie. Grazie a voi. Ciao. Grazie a te, Giuseppe. Ciao. Ciao. Ciao.
Eh, ti dicevo, questa radio esiste praticamente da oltre 15 anni e questi argomenti sono stati affrontati in vari modi. Però va detto che in particolare negli ultimi 5 anni sono usciti molti verbali che prima non c'erano, quindi su... Mi dispiace che abbia attaccato, era per dire a Giuseppe che se c'è la voglia di informarsi, ma ehm le i verbali si trovano. Poi è giusto...
Ma il problema è che spesso, se si leggono le carte, e probabilmente gli errori sono lì.
Sì, come no, assolutamente. Capito? Ora, aspetta, ci chiedevano sempre riguardo al Mele. Ah, aspetta, dov'è... Daniele? Perdonami, rispondi tu e torno subito, scusatemi. Arrivo subito.
Prego. Eh, ba. Dov'è? Dov'è? Dov'è? Dov'è? Dov'è? Non una domanda per secondo voi sarebbe possibile che in realtà non fosse mai stato nel luogo?
Ci sta, ci sta, ci sta. Proprio il fatto che lui non riusciva a a trovare il punto dove era accaduto il fatto durante, perché l'hanno portato lì a fare un sopralluogo. Non trovava né il posto, né tantomeno quando gli hanno chiesto di ricostruire eh l'atto, l'atto, cioè dello sparare, eccetera. Ha sbagliato tutte e due, sia eh il posto, cioè il luogo, che la dinamica dell'omicidio. Perciò ci sta anche che eh il Mele non ci fosse e su sul luogo dell'omicidio. Il problema è chissà chi c'era. Però il Mele poi ha portato dentro, appunto, Francesco Vinci, Salvatore Vinci, Mucciarini, e lui, probabilmente nella sua mente, che non era proprio una volpe, ha pensato di sviare il più possibile le indagini, pensando di prendere il meno possibile come condanna, e in qualche modo c'è riuscito, perché 14 anni per un duplice omicidio è veramente poco. All'epoca per un duplice omicidio e ti ti facevi l'ergastolo. Ancora c'era l'ergastolo. E invece no, invece il Mele si è preso relativamente poco di condanna, 14 anni in... Tra l'altro la condanna era in... Aiutami, Simon, che non mi viene la parola. Eh, oddio.
Daniele, perdonami, ho rimesso le cuffie adesso, non...
Cioè, era stato fatto con altri sconosciuti.
Ah, e vabbè, in correità.
In correità. E quindi quando poi si va a parlare e facciamo un salto in avanti nell'82 e a parlare. Ehm, allora, Gianna mi chiede: "Bronzi, anch'io stavo al Campo di Marte, vicino alla curva Fiesole. Io stavo esattamente dietro alla curva Fiesole, in via San Gervasio, perciò più stadio di lì se muore. E dove, tra l'altro, mi schiantai col, vabbè, con la macchina, col BMW, ehm, davanti all'Africa, al teatro, teatro bar. E comunque, ehm, ho per il filo che..."
No, Daniele, non ti preoccupare, lo recupero io. Se la domanda, la domanda principale era ehm, il Mele presente sulla scena del crimine o no? Allora, il problema del Mele, in realtà, è la cosiddetta mancanza di mezzi di trasporto, se non la bicicletta.
La bicicletta. Esatto.
Allora, però eh Allora, io qui propongo una visione assolutamente. Non dico che sia questa, eh, perché il '68 è maledetto, ragazzi. Dai, su, se ne parliamo ancora oggi. Allora, io dico, immaginate solo questa cosa: che non è esistito il Mostro di Firenze, non sono successi tutti i delitti successivi. Anche senza il Mostro di Firenze, il '68 era un delitto complicatissimo. Comunque era un delitto complicatissimo, no?
Allora, per per come l'hanno affrontata all'epoca, no, era semplicissimo. Il marito, coro che ha ammazzato. Punto. E infatti è finita lì, capito? Addirittura c'è Cabonnetto, che poi diventerà il magistrato che creerà il famoso pool antimafia con Falcone Borsellino, che all'epoca era a Firenze. Infatti, non tutti sanno che si è occupato di questo delitto. E quando affida la perizia balistica, Zuntini gli dice che, secondo lui, era un caso molto semplice. E già questo ci fa capire molto sul su come qual era l'impostazione di indagine. Però dicevamo, allora il Mele ha questo problema del della mancanza di mezzi. Aveva sicuramente a disposizione una bicicletta. Sicuramente la mattina successiva è stato ritrovato con del grasso sulle mani, che è anche tipico di chi eh, cioè, il grasso di bicicletta ha una bivalenza in questo caso. Potrebbe essere sia un modo per nascondere le tracce di sparo, però se noi diciamo che il Mele non sapeva impugnare una pistola, e dire che qualcuno gli abbia messo la pistola in mano per far sì che lui risultasse colpevole è una forzatura. Dall'altro canto, però, è anche una forzatura dire che lui magari ha preso la bicicletta e gli si è staccata la catena perché comunque era un poveraccio e quindi è possibile che gli sia, non avesse una bicicletta...
E per rimetterla si è ingrassato con le mani.
Esatto. Se noi ci pensiamo, cioè, se noi andiamo per logica, tutte queste entrambe le le possibilità sono abbastanza assurde. Quindi noi in realtà ci troviamo a ragionare sull'assurdo. Proviamo ad andare un po' più avanti. Io lo dirò sempre, sempre. L'elemento chiave del '68 non è il Mele, ma è quel... non mi fate usare espressioni particolari che non posso dire, è il Barranca. Ricordiamoci sempre che Giuseppe Barranca è il cognato dello Bianco, ma nel contempo è anche il compagno di lavoro del Mele, ed è lui che lo accompagna a casa. La il famoso giorno che Mele dice: "Io sono tornato a casa prima dal lavoro perché mi faceva male lo stomaco". Il Barranca, il cognato dello Bianco, lo conferma. E sembra assurda questa cosa. Ma come fa? Cioè, tuo cognato è stato ucciso e tu, in realtà, confermi una sorta di alibi o comunque una sorta di giustificazione del suo assassino? C'è qualcosa che non va. Il Barranca è la stessa identica persona che assiste alla famosa scommessa tra Francesco Vinci e ehm, lo Bianco, perché ricordiamo al nostro pubblico che questo viene confermato anche dalla sorella, dalla sorella del Barranca, quindi la moglie dello Bianco, che qualche giorno prima delitto ci fu questa scommessa in cui...
Quasi una sfida.
Eh.
Scusa, Daniele.
Quasi una sfida.
Bravissimo, bravissimo. Quasi una sfida in cui lo Bianco disse: "Guarda che io me la porto, cioè, ci faccio roba, me la porto a letto, me la porto a letto". E e il Barranca è testimone di questo. Quindi Barranca è cognato dello Bianco, conferma l'alibi, così, diciamo, questa storia del Mele. È presente e in più si appartata anche alla con la Locci, non nello stesso cimitero, vicino a un altro cimitero. E c'è la la famosa sit-in in cui lui racconta che la Locci gli lo mandò in bianco, scusate il gioco di parole, perché perché gli disse: "Guarda che io ho un po' paura ad appartarmi perché c'è qualcuno che mi minaccia". E in questo caso era Francesco Vinci. Questo è palese che fosse Francesco Vinci, che addirittura la seguiva col motorino, quando gli, addirittura c'è un episodio alle cascine che durante il processo Mele, il Francesco Vinci riporta nel quale dice: "Eh, io una sera che stavo lì, la Locci l'ho vista e c'era tale Francesco che la minacciava". Lui si chiama Francesco. Eh, eh, insomma, dai, non bisogna essere eh, fai un, bisogna essere Sherlock Holmes. Però c'abbiamo su Francesco Vinci c'abbiamo un problema enorme, ossia la Muscas. La Muscas è quella che nell'82 è lei che fa partire le indagini sulla pista sarda, perché gli inquirenti necessitano di una scusa per andare a prendere il Vinci, il Francesco Vinci. E qual è questa scusa? Il fatto che lui l'abbia picchiata e le abbia addirittura prodotto una sordità a un orecchio. Però poi da documenti medici successivi si scopre che in realtà questo difetto all'udito la Muscas ce l'aveva già da bambina. Quindi è palese che nell'82 quella è la scusa per andare a prendere Francesco Vinci, perché non lo potevano accusare già del di essere il Mostro di Firenze. Anche nell'82, scusate, non voglio divagare, ma questa storia è talmente piena di particolari. Gli inquirenti, ricordatevi sempre che quando nasce la pista sarda, non cercano il colpevole, ma cercano la pistola. Basta che vi andate a leggere i verbali e scoprite questa cosa. Loro nell'82 cercano la pistola. Torniamo al Mele. Allora, a questo punto, a questo punto, che cosa succede? Succede che Francesco Vinci è piuttosto difficile che sia presente sulla scena del crimine. E dice: "Simon, perché dici questo?" Dico questo perché il suo alibi è familiare. All'epoca è la Muscas che lo conferma, però improvvisamente nell'82 è lei che lo accusa.
Esatto. E si e si rimangia anche il...
Quello che aveva detto, cioè che non era con lui.
Eh, no, invece è questo, Daniele. Io li ho letti i verbali, non se lo rimangia. Lei si rimangia altre cose che ha detto, ma non quella. Non quella, non quella specifica. Ed è per questo che io sono convinto che il Vinci, Francesco Vinci, su quella scena del crimine non ci fosse, perché io veramente, ragazzi, io li ho letti i verbali dell'82 e lei è inviperita, lei è inviperita con lui, addirittura è talmente inviperita che lo porta poi, vabbè, sappiamo tutte le le cose, ma questa cosa del suo alibi lei non lo non lo cancella mai. Se lei veramente quel giorno l'avesse coperto, vi ripeto, andatevi a leggere quei verbali dell'82. Se lei, se lui veramente non fosse stato a casa quella sera, lei l'avrebbe detto. Almeno, poi questa è una mia opinione personale, per carità. Torniamo al Mele. Ehm, dicevamo, quindi, eh, il Mele presente o non presente. Torniamo alla figura del Barranca, perché abbiamo fatto questa, abbiamo ampliato questo discorso su Francesco Vinci, perché il Francesco Vinci viene tirato in mezzo anche dal Barranca su questa famosa scommessa. Allora, a questo punto noi dobbiamo assolutamente prendere in considerazione il fatto che mentre lo riaccompagna, mentre Barranca accompagnava a casa Stefano Mele, può assolutamente avergli detto: "Oh, occhio perché c'è stata sta scommessa". E secondo voi, Stefano Mele sapeva che la moglie era in pericolo? E quella sera lei esce col bambino? Ecco, ritorniamo alla presenza del bambino. Scusate, i discorsi sembrano ampi, ma poi torniamo sempre alla al centro della domanda, però per darvi una risposta giusta, seria e concreta, vanno analizzati tutte le tutte le sfaccettature. Quindi torniamo però a un mio personalissimo avviso. Il Mele, secondo me, quella sera aveva paura. Però anche io in questa visione mi ritrovo di fronte al problema. E quindi il Mele che ha fatto? Ha preso la bicicletta ed è andato su ed è andato sul luogo del delitto. È difficile da credere, però in fondo è possibile. Però ovviamente, ripeto, questo è assoluto.
Guarda, vista la strada che c'è da fare...
E certo, però torniamo, Daniele, al discorso di prima. Torniamo al grasso sulle mani. Quindi lui il grasso sulle mani ce l'avrebbe perché qualcuno gli ha detto che quella era la tecnica per nascondere le prove di sparo, di fronte al test. Anche questo è difficile. Quindi ritorniamo alla situazione di prima. Ci troviamo di fronte a due strade impossibili. Ora ritorniamo però al luogo del delitto. A questo punto, io l'unica cosa che posso pensare, ti ripeto, una mia opinione personale, che il Mostro di Firenze abbia colpito e che il Mele sia arrivato successivamente, o poco prima o poco dopo l'avvenuto delitto, sulla scena del crimine e poi abbia deciso di fare quello che ha fatto. Allora voi potreste chiedermi: "Simon, ma allora perché non se l'è portata a casa?" Perché lui sapeva che c'erano dei testimoni che l'avevano visto uscire. Se lui l'avesse portata a casa, sarebbe stato fin troppo ovvio che lui stava sulla scena del delitto. Però, vi ripeto, ragazzi, il '68...
È tremendo. È tremendo.
Ti ripeto, in bicicletta la strada è lunga, è molto faticosa perché c'è un bel... c'è un bel salitone, c'è una bella discesa. Infatti, ti ripeto, Daniele, io sono assolutamente cosciente del fatto del di questa cosa qui. Però se ci pensiamo bene, il Mele può essere sulla scena del crimine solo per questi due motivi: o ce l'hanno portato, o ci è arrivato lui da solo con la bicicletta. E tutte e due, e tutti e due non sono fattibili. E quindi io capisco perché nascono i dubbi delle persone. Mele c'era o no. Ragazzi miei, perdonatemi, non ve lo so dire, a un certo punto, a un certo punto non ve lo so dire, almeno io, sulle mie sulle mie idee, per carità. Poi c'è tutta la pista Salvatore Vinci, però quello è veramente un altro discorso.
E vabbè, però quella in teoria sarebbe anche la più logica, se guardi in fondo, in fondo, anche perché probabilmente Salvatore era convinto di essere il babbo di Natalino. E se se Natalino viene risparmiato... e può essere solamente per un problema di parentela.
Certo, assolutamente. Ma guarda, purtroppo il problema su Salvatore Vinci, e l'ho detto su altre, in altre live che abbiamo fatto insieme, purtroppo il problema grosso che invece abbiamo con Salvatore Vinci è una modalità tipica della malavita sarda, che è quella di coprirsi con un complice. Allora, che cosa fanno? Per cosa erano? Per cosa era nota la criminalità sarda dell'epoca? E questo eh, l'ho letto sul rapporto Torrisi, ehm, che ovviamente Torrisi ha la sua idea, quindi molte delle sue considerazioni dobbiamo prenderle come indirizzate verso Salvatore Vinci, e anche giustamente, per carità, eh. Infatti, tu lo sai, te l'ho detto sempre, che a parte l'idea che ho io, per me Salvatore Vinci è stato il primo che ho assolutamente visto come possibile colpevole, però sul '68. Vi ripeto, c'è anche in relazione a lui questa problematica: cioè, nella malavita sarda c'è una coppia di complici che si coprono. Quando viene compiuto un crimine, tu hai un tuo compare che praticamente ti ti copre su tutto, così come tu copri lui. Quindi ti dice: "Ok, io e lui eravamo insieme, io e lui quella sera non eravamo lì". E allora qui la domanda sorge spontanea. Se conosciamo bene la storia del '68, se Salvatore Vinci fosse stato il colpevole di quel delitto, a lui gli bastava Silvano Vargiu, perché Silvano Vargiu era suo operaio, suo dipendente, amante...
Suo amante e suo servo pastore.
Esatto. Però perché Salvatore Vinci inserisce la figura dell'Antenucci? In teoria, se lui voleva discolparsi da quel delitto, non aveva bisogno dell'Antenucci. Ricordiamo sempre al nostro pubblico che Antenucci era un altro lavoratore di Salvatore Vinci, e che lui tira in mezzo perché, secondo lui, quella sera c'è l'alibi che fornisce Salvatore Vinci, che quella sera lui, Vargiu e e Antenucci erano a giocare a biliardo. Poi questa cosa non è mai stata chiarita completamente, ma sembra che quella sera il biliardo fosse chiuso. Il club dove andava? C'è c'è anche quello di bello, capito?
E però non lo dice il Vargiu, lo dice Antenucci.
E allora la mia domanda è: perché Salvatore Vinci tira in mezzo uno che in realtà l'alibi glielo rovina? È lì la domanda mia che non riesco a capire. Oplà, mi mi è caduto il... buon... Vediamo un po'. Eh, vediamo un po' se è caduto con lui con la linea. Eh, un attimo, arriviamo. Eh, c'è stata questa caduta di linea che qui, ahimè, capita abbastanza spesso. Ci sei, Simon?
Eccomi, eccomi. Ho visto che erav... Ho visto che eravamo caduti. E insomma, torno alla conclusione del mio discorso dove mi dove è stato interrotto, cioè perché lui mette in mezzo Antenucci quando lui di Antenucci non ce n'aveva bisogno? La mia la risposta che mi sono dato io era perché lui sapeva che al nel momento in cui la Locci è uccisa, lui poteva essere indagato e lui poteva probabilmente cercare un altro ausilio, perché lui effettivamente magari quella serata non se la ricorda, e c'è anche questo da dire che è una è una buona possibilità. Quindi vi ripeto, la mia domanda è: se nella malavita sarda, no, se nella malavita sarda esiste questo connubio fra due ehm eh correi, perché lui tira in mezzo Antenucci? A lui gli bastava il Vargiu. Allora vengono i carabinieri, i poliziotti, dicono: "Che cosa hai fatto quella sera?" "Stavo con Vargiu". Loro vanno da Vargiu, che è suo servo pastore, suo amante, suo lavoratore e tutto quanto. E Vargiu diceva: "Sì, era con me". Finito. Salvatore Vinci scomparso, come effettivamente poi è successo. E allora perché tira in mezzo Antenucci? Io semmai un giorno Salvatore Vinci me lo trovassi davanti, gli farei questa domanda che ad oggi, secondo me, rimane, non abbiamo risposta a questa domanda fondamentale. Daniele, perdonami. Intanto ringrazio Marco e Massimiliano per la donazione che ci hanno fatto. Grazie. Che gli sono sempre molto graditi. E comunque, in tutto questo giro di do, ci sta anche una perquisizione al motorino di Francesco Vinci, perché avevan detto che Francesco aveva una pistola contenuta nel motorino. Sempre sempre il Mele lo dice, e il e suo fratello addirittura indica la posizione esatta, cioè che era quella mattonella da qualche parte in casa sua, che poi vanno anche a...
No, no, parlo del motorino.
No, dico, però il motorino è relativo alla pistola.
Sì, esatto. Cioè, nel motorino eh Mele disse che la pistola era lì, eh nel vano porta oggetti, che era una buchetta che all'epoca c'era e in questi motorini e che visto che la canna era abbastanza lunga, e qui ti fa pensare subito alla calibro 22 Long Rifle, aveva fatto un buco perché la canna scendesse sotto. Quando i carabinieri vanno a prendere il motorino, non prendono quello giusto, perché quello giusto era a riparare.
Sì, era dal meccanico.
Ma... e prendono un altro motorino leggermente differente e chiaramente la pistola non ce la trovano.
E cioè, però Daniele, su quel tipo di Beretta con la canna lunga, c'è anche un problema che la canna era smontabile. Perché devi fare un buco quando la vuoi smontare la canna? Perché se non ti intendi di armi, questo...
Eh, vabbè, lui che lui che era pappa e ciccia con il Sales, che gli teneva le armi. Mi sembra difficile che non lo sapesse.
Ma se non sai che quella pistola funziona così, perché c'era la canna corta o la canna lunga da montare, se non lo sai che si può smontare, fai il buco nel vano e la canna lunga va sotto.
Sì, sì, se non lo sai, assolutamente. Però a me personalmente sembra difficile che lui non lo sapesse.
Eh, sì. Poi sono... e quello è sempre il problema del '68, perché poi torniamo a...
Ricordiamoci che i Vinci eran pastori e non erano esperti di armi. Le armi gli servivano per certe cose, rapine, rubare le pecore, sta roba qui e basta. Cioè, non è che uno perché fa il pastore, poi debba sapere anche effettivamente com'è costruita un'arma. Eh, è difficile, insomma. Cioè, ricordiamoci, eh, non erano eh laureati, eh.
Va, te la butto lì.
No, no, quello no, quello assolutamente. Però in un, cioè, il problema, però il problema del Vinci, del Francesco Vinci, anche questo che comunque anche nell'82, ti ripeto, lui viene indicato come possibile occultatore di armi per la malavita sarda e che non le conoscesse. Poi, per carità, può essere, eh. Ma qui torniamo sempre al discorso di prima, Daniele mio, che il '68 è maledetto, perché tanto ogni volta arriviamo a un punto che per quanto noi possiamo fare tutte le considerazioni logiche che vogliamo, poi purtroppo ci troviamo di fronte all'opinione personale, perché non lo possiamo sapere.
Assolutamente non lo possiamo sapere.
No? Anche perché ci sono tante informazioni ma spezzettate.
Uh, è vero, è verissimo. Intanto grazie anche ad Arnaldo per la per la donazione.
Grazie mille. Cioè, sappiamo diverse cose de Vinci, del Barranca, e anche poi io a volte ci ripenso, ma perché non hanno mai guardato gli investigatori anche verso il versante siciliano?
Certo, perché come abbiamo detto prima, erano convinti che fosse il Mele.
Cioè, capito? Sì, però voglio, vai a a dare una sfronzata, a a un'occhiata. No, buttaccela, perché il lo Bianco e alla moglie disse e eh che stava per fare soldi.
Sì.
No, il che... anche questo sì, come no.
Ed era chiaro che e volesse far prostituire la la Locci. Su questo non ci piove. Ma te sei un siciliano? C'ha aveva già tre figli, se non mi sbaglio.
Sì, tre figli. Lo Bianco.
Oddio, mi sembra di sì. Mi sembra di sì. Aveva tre figli. Te vai a dire alla moglie una cosa del genere? La moglie che probabilmente tutta stupida non era, anzi, ha capito la la faccenda, l'antifona. La va a riferire ehm magari ai fratelli, al babbo. Eh, non è che i siciliani questa cosa la prendono proprio bene, eh.
No, no, assolutamente.
Capito? Anzi, forse peggio dei sardi.
No, no, assolutamente è vero, ma tanto è vero che anche nell'82 abbiamo una richiesta di indagini sui siciliani, perché Barranca era stato in Sicilia o qualcosa del genere. Poi, perdonatemi, non il particolare non me lo ricordo, però mi ricordo questa cosa che ci fu fu detto nell'82, tra le varie piste di indagine che suggerirono la Della Monica e il Vigna, nella insomma, nel famoso protocollo, c'era anche questo, di andare a vedere i siciliani.
Assolutamente sì, sì. Assolutamente.
Lì andava fatta una puntatina da quel punto di vista lì. Ma certo.
Anche se rimaniamo. Allora, partiamo da un presupposto. Bianco stava per togliere, fra virgolette, eh, non è offensivo, il giocattolino dalle mani dei Vinci. E sappiamo che i Vinci, tutti e tre i fratelli, sono andati a letto con la Locci, ovvero Giovanni, Salvatore e Francesco. Non per nulla dal DNA è venuto fuori, e c'è rimasto male anche Natalino, che il babbo vero biologico non è né Mele, né Salvatore, né Francesco, ma bensì Giovanni, cioè il più vecchio dei fratelli Vinci. Quindi, se partiamo dal presupposto che questi gli parte la valvola, cioè, e parlo dei fratelli Vinci, perché gli vien tolto il giocattolino sessuale, e forse anche loro avevano qualche idea sulla prostituzione. Anche lì c'è da vedere chi dei tre, perché a questo punto, se Giovanni Vinci è il babbo di Natalino, chi ce lo dice che lo stesso Giovanni non si sia implicato nel primo delitto?
E in fondo, da una parte sì, assolutamente. Non non dice assolutamente una cavolata. Intanto grazie anche a Gianna, grazie a tutti del dell'appoggio. Voglio dire, mh, è, è il '68 sarebbe grazie a chi chi...
Grazie anche a Serfa. Ragazzi, ragazzi, grazie ragazzi stasera. Grazie. Cioè, il '68 che visto con questi occhi di oggi è relativamente semplice, ma non lo è affatto, soprattutto col fatto, appunto, che Giovanni Vinci è il babbo di Natalino e diventa sempre più complesso. Cioè, a questo punto c'è da pensare che tutte e tre i Vinci abbiano agito. Io ho teorizzato qualche volta che il '68 non doveva andare a finire a quella maniera, doveva essere un modo per per spaventare lo Bianco. Cioè, andavan lì, facevano una finta rapina.
Si è detto anche questo.
Sì, assolutamente. Eh, una finta rapina. Lo Bianco si spaventava a morte, si levava dalle scatole. La Locci tornava nelle grinfie dei Vinci e non ci sarebbe stato il Mostro di Firenze, almeno a quell'epoca. E invece chi ha agito, chi ha ucciso, che secondo me è uno dei Vinci, lì poi gli è scattata la molla. Poi dice: "Ma perché è stato fermo 6 anni quasi 7?" Per paura. Perché te hai fatto un duplice omicidio, cioè non è che hai eh hai investito un piccione, eh. Cioè, te hai ammazzato due persone, magari ti è piaciuto in quell'istante, c'hai ripensato per anni e poi l'hai rifatto.
Certo, Daniele, però su una delle cose che personalmente però un po' mi hanno portato a allontanarmi dalla figura di Salvatore Vinci come Mostro di Firenze, però se includiamo il il delitto di Barbara Steri, eh, allora in teoria questo questo Mostro di Firenze o comunque questo Salvatore Vinci non avrebbe più avuto due periodi di cooling, ma ne avrebbe avuti tre.
Esatto. Eh, che caspita! Questo però è un po' effettivamente, dovrei ammettere che è un po' difficile da immaginare. Eh.
Eh, ma però... anche se non impossibile, eh, non impossibile, perché guarda, c'è dei serial killer sono stati fermi anche più tempo. Eh.
Eh, però lui in teoria avrebbe fatto tre pause. Avrebbe fatto la pausa tra il delitto Steri, '68, poi la pausa '68-'74, e poi '74. Cioè, sarebbe un unicum. E può essere, per carità, perché non si sa che la criminologia non è una scienza esatta, eh, quindi perché analizziamo delle persone, quindi ognuno di noi è fatto a modo suo e magari veramente Salvatore Vinci ha fatto così. Eh, però però a me risulta, a me personalmente risulta un po' difficile da credere. Però ti ripeto, considerando sempre che per me veramente il Vinci, Salvatore Vinci è una delle figure che mi ha sempre più affascinato di questa storia.
Io però eh dico anche questo, no? Cioè noi, io, te, moltissimi dei nostri ascoltatori eh ragioniamo tutti in maniera logica. Certo, è vero. Cioè da da fra virgolette persone normali.
Certo, è vero.
Quello che si si sviluppa in una mente del genere, anche perché poi non sarebbe mai arrivato alle escissioni. Noi non lo possiamo sapere come funziona quel meccanismo mentale lì. Cioè, noi ragioniamo di logica, ma perché si è fermato? Ma perché si è fermato? Ma perché? Eh, io ti dico per paura. Oppure ha avuto una relazione relativamente lunga con una donna, quando ricordiamoci, anzi, che quando il Vinci venne lasciato la prima volta, guarda caso, nel '74 andò a andò fuori di testa e guarda caso ci fu un omicidio. Poi si rimise, la moglie tornò da lui e andò via. Indovina un po' quando? Nell'81. Nell'81 riva via la moglie di Salvatore, questa volta...
Perché perché diceva che la costringeva ad andare...
A prostituirsi alle Cascine.
Sì, ma anche nei... Io mi ricordo anche ai benzinai. Anche. Ma comunque la moglie nell'81 lo lascia definitivamente e dall'81 si scatena l'inferno. Cioè, a me fa un po' pensare questa cosa.
No, no, assolutamente, può essere una linea di pensiero, come no. Ma ti ripeto, io ancora oggi ho molti dubbi su sul su Salvatore Vinci. Poi tu sai qual è la linea di pensiero che ho io, però veramente Salvatore Vinci ha molte caratteristiche che possono rientrare in eh in quello spettro lì.
Sì. Ci chiedono, ci ci chiedono: "Secondo voi perché per il delitto del '68 dovrebbe esserci un movente chiaro e per gli altri no?" Allora, il movente chiaro sarebbe quello della gelosia, ma la gelosia che si sviluppa nuovamente, già non tanto sana, poi va a diventare quello che è diventato. Cioè, nel '68 uccide, gli piace, gli è piaciuta la sensazione. Io mi ricordo di mh di qualche assassino che gli vien chiesto, dice: "Ma perché eh hai ucciso e poi continuato a uccidere?" Uno rispose con la frase più assurda di questo mondo: "Per noi normali, perché mi è piaciuto l'odore del sangue."
Come no? Come no?
Cioè, ragazzi...
Come era? E questa è una cosa di cui parla anche De Fazio nella nel famoso, insomma, nella sua famosa analisi. Ci fu un caso tedesco in cui un serial killer dichiarò che aveva visto un incidente stradale e l'odore, la vista e l'odore del sangue lo colpì molto.
Sì. Ah, qui ci scrivono: "Per Scrivo non c'è il movente, ma solo il mostro". Ma se prendiamo per buono il '68, la prima spinta emotiva è stata la gelosia o il senso di possesso. Dopodiché si è sviluppato il mostro.
Ah, tu lo sai, per me è perché secondo il Mostro di Firenze, avendo io la visione dell'orfano venuto da un contesto malato, religioso, secondo me nella Locci vedeva l'esatto contrapposto della della Madonna.
Poi...
Eh, beve la peccatrice.
La peccatrice. Assolutamente la super peccatrice.
Sì, ma ma come tutti gli altri, perché in tutti gli altri casi eh c'è un peccato di fondo, no? Cioè, la la coppia che si la coppia, la coppia che si accoppia, scusate il gioco di parole, e vuol dire che quella coppia non è regolare, cioè non son marito e moglie, perciò son fuori dal contesto anche religioso, perché il matrimonio comunque è un contesto, scusate, religioso. Perciò la coppia in auto sta peccando fuori dal matrimonio e quindi peccando, la punisco.
Ma Daniele, invece, io rispondo un attimo al nostro amico Massimiliano.
Vai, io va bene, perché con questa con questa bronchite poi mi secca la gola e incomincio a tossire e non va bene. Invece io invece rispondo al nostro amico Massimiliano che è un grandissimo esperto, tra l'altro, di per quanto riguarda le pubblicazioni ehm pornografiche che c'erano all'epoca. Ehm, gli rispondo su una frase che ci ha detto. Lui ci dice: "Nons, se assaggi la Nutella e ti piace, non aspetti 7 anni per rimangiarla". Questo da una parte è vero, però è anche vero che se consideriamo l'evoluzione di un serial killer, eh, spesso ad una determinata parafilia eh ci si arriva sperimentandone altre. Quindi c'è assolutamente la possibilità che tra il il '74, tra il '68-'74 e poi '81 ci sia stata assolutamente un'evoluzione sia nella psiche, ma poi forse anche familiare, del contesto familiare del di questo personaggio, che in fondo è quello che un po' hai detto tu. Però, eh, ragazzi, vi chiedo una cortesia, intanto noi continuiamo ad andare avanti, però, eh, insomma, abbiamo cominciato alle 9:30, siamo quasi alle 11:30, abbiamo parlato solo del '68, quindi ho come l'impressione che sia l'argomento...
E non è poco, eh, non è poco, perché quello so volate, se tu pensi che so qu, so veramente volate. Come l'impressione che il '68 sia veramente l'argomento che più interessa ai nostri ascoltatori. Però nel frattempo, anche per divagare un pochino, vi invito a fare anche altre domande su altri...
Poi se volete telefonare, il numero lo vedete. Comunque, lo dico per chi ci ascolta dalla radio, c'è 055 247985. Comunque, Massimiliano, sì, la Nutella e son d'accordo con te, ma ti ripeto, questo è un ragionamento da gente sana di mente, non da malato, in qualche modo, perché eh te mangi la Nutella, ma poi non vai mica a fare l'escissione alle mucche per avere il latte, eh, cioè, voglio dire, capito? Questa questa tua frase entrerà negli annali dello studio del Mostro di Firenze. Daniele, te lo dico.
Eh, eh, cavolo. Cioè, capito? E oppure abbatti un'intera piantagione di cacao e poi fai le escissioni alle mucche. Mescoli tutte e due le cose e ci fai la Nutella. Ma che stiamo a dire? Eh.
Eh, no, no, assolutamente no. Concordo, concordo pienamente su con te su questo aspetto. Eh, certo, che il problema è che poi ehm Allora, oddio, perdonami, mi sono un attimo perso...
Fra le mucche e il cacao.
Il nostro il nostro Rosario ci scriveva che "Per Scrivo non c'è il movente, ma solo il mostro". In realtà, proprio in questi giorni, sto rileggendo il suo bellissimo libro, perché mh il mio desiderio sarebbe riuscire a scrivere un libro come l'ha scritto lui, perché m e perché lo dico? Perché su No, su molte, su alcune cose non concordo con il nostro amico Valerio, ma le ha messe in una maniera tale che mi ha fatto riflettere. Quindi in realtà non è vero che secondo lui non c'è un movente. Lo rileggevo proprio alcune pagine oggi. Anche secondo lui l'aspetto moralistico religioso può essere importante. Oh, finalmente abbiamo una nuova domanda. Un po' per non parlare solo del '68. I Zoard ci chiede: "Se secondo noi il delitto di Lucca è del Mostro di Firenze oppure no?" Allora, qui ci ha fatto una bellissima domanda. Ehm...
Ne ha parlato, ne ha parlato anche Davide Cannella.
Eh, ma Cannella è convinto che fa parte della serie. Allora, in realtà la vittimologia è la stessa, quello sicuramente sì, però a quanto pare i proiettili e i bossoli repertati sulle scene del delitto eh non corrispondono a una Beretta calibro 22, eh?
No? Pistola totalmente differente. E oltretutto gli è stato rubato soldi, cosa che il Mostro non ha mai fatto.
Allora, però pensa che questa domanda, in maniera un po' casuale, ma fortuita, si collega esattamente al discorso che vi stavo facendo adesso, ossia del del libro di Valerio. Valerio è stato probabilmente il cosiddetto mostrologo che secondo me ha fatto analizzato il profilo geografico nella maniera migliore di tutti. Allora, cercherò di essere breve, anche perché sono discorsi complicati e magari non avendo determinate conoscenze, non tutti li possono capire. Allora, ehm, per quanto riguarda il profilo geografico, Valerio parte dal famoso eh cerchio di Gunter. Che cos'è il cerchio di Gunter? È un... Oh, abbiamo una telefonata.
Aspetta, sento chi è. Eh, un attimo, eh.
Intanto io continuo, poi interrompimi, Daniele. Nel cerchio di Gunter abbiamo un'analisi della distanza tra le scene del crimine e il e il la possibile base dell'assalitore, del del colpevole. Eh, tramite questo ragionamento, che non vi starò a spiegare nei dettagli, Valerio ha diviso la mappa di Firenze in determinate zone. Queste zone poi sono state divise in sotto zone ed effettivamente il innanzitutto sembra proprio che la base del Mostro di Firenze sia il Mugello, perché noi sostanzialmente in questo cerchio di Gunter, che poi diventa un semicerchio nell'analisi concreta, almeno del Mostro di Firenze, Simon...
Vai.
Ti interrompo anche perché non chiamano proprio da vicino vicino, eh.
Eh, vai. Eh, prego.
Ciao, buonasera. Buonasera a tutti. Sono Roberto, siamo da da Oltremanica, dall'Inghilterra. Ecco, allora, allora, allora, good evening.
Good evening to you as well. Yeah. Allora, io faccio veramente un intervento brevissimo e vorrei sottoporvi una domanda così, che che mi attanaglia da un po', sul delitto di Baccaiano.
Sì, di... Allora, io ti ringrazio Roberto, soprattutto per la domanda, così ci spostiamo dal '68. No, ma perché in realtà è collegata, è collegata al tema del '68. Allora, lì a Baccaiano, credo siamo tutti d'accordo sul fatto che il mostro rischi come non mai, rischi come non mai di essere catturato, di essere avvistato. Sì. E mi sono sempre chiesto perché vada su quella coppia, malgrado in zona ci fosse almeno con certezza un'altra coppia, se non più di una, appartata, meno esposta sulla pubblica via. E allora il mostro decide di andare sulla coppia a Mainard di Migliorini. Ho letto, ma chiedo, chiedo conferma da parte vostra, non so se si tratti di una fake news o non so di che, ma che la Migliorini fosse imparentata indirettamente con Francesco Vinci.
Sì.
Ci fosse una parentela, chiaramente non ravvicinata, non diretta, con Francesco Vinci. Francesco Vinci, nelle immediatezze di quel delitto, nasconde la propria auto tra le frasche.
Esatto.
Altro elemento, viene trovata una scatola vuota o usata di Norzetan, che era un farmaco utilizzato da Francesco Vinci. E allora la mia domanda è la seguente: o Francesco Vinci è l'autore materiale di quel delitto, cosa che io non credo, oppure qualcuno gli ha tirato un brutto scherzo in quell'occasione?
Qualcuno che lo conosceva bene.
Esatto. Tipo un tipo, un fratello.
Questa io non do risposte. Io io vi faccio la domanda. Roberta, aggiungo anche un altro elemento e poi lascio rispondere prima Daniele. E sia Francesco che Salvatore Vinci c'avevano il meccanico della macchina a Baccaiano.
Sapevi? Io io vorrei sentire anche Daniele. So che, diciamo, questo è un un tema a lui caro, dato che è un sardista convinto.
Allora, per me Baccaiano è un omicidio del Mostro di Firenze, ma di impulso, nel senso che lui aveva queste, chiamiamole vampate, no? Desiderio di uccidere e se ne andava in giro a, diciamo, a caccia. Ehm, probabilmente quella sera non è che fosse andata a caccia, era era semplicemente a giro. Ha visto questa coppietta e...
È casualmente una parente in diretta di Francesco Vinci.
Ma vedi, eh, ahimè, Firenze, la provincia, non è che sia eh lo Stato di New York. Qui son veramente cinque gatti. Io ripeto sempre, no? Perciò le parentele a volte ci sono. Io ehm so che c'è dei miei parenti che una volta facevano cornicai, sta roba qui, eh, stanno al Bargino, ma avevano eh la ditta in via Verdi e io ero in via Ghibellina e avevano la lì. Ah, tieni conto che eh via Ghibellina, mh...
Incrocia Via Verdi a Firenze, no? E in una stradina laterale c'era il laboratorio dove faceva le cornici. Io manco lo sapevo, l'ho saputo anni dopo per caso e sono andato a trovarli. Perciò, voglio dire, anche se hai delle parentele, non è detto che si sappiano queste parentele o che si conoscano o che ci siano dei collegamenti. Non è detto.
A Caiano, secondo me, lui ha avuto l'impulso di uccidere, ha visto la macchina parcheggiata, è arrivato dopo perché secondo me gli è toccato a parcheggiare lontano, è arrivato a giochi finiti, ma ormai era lì e voleva uccidere. Eh, perdonami Daniele. Allora, io capisco, ok, può essere una coincidenza quella della parentela, però la scatola di Norzetan è il fatto che Francesco Vinci, credo quella sera stessa decida di nascondere la propria macchina. Come spieghi questi due elementi?
Roberto, perdonami. Attenzione però, eh. Francesco Vinci, Francesco Vinci però attenzione faceva anche il la insomma la bustina di Nordsedam non viene repertata la sera stessa, viene repertata un paio di giorni dopo, perciò ci sta anche che qualche curioso l'abbia semplicemente persa. No, attenzione, io non intendo dire che Francesco Vinci, io ripeto, credo che sia stato un, come dire, una situazione organizzata per tirare dentro Francesco Vinci.
Eh, ma eh in quella in quel caso e non casualmente. Ma lui era in carcere però durante questo delitto, eh? Mi sa di sì. No, no, no, no. Nella fuori. Sì, sì. Lui viene incarcerato. No, oddio, perdonami, c'hai ragione, perd, perdonatemi. Una defiance, perdonatemi, perdonatemi. Ok. No, quindi non a caso dopo pochi giorni si apre la pista sarda con l'escamotage che tutti conosciamo.
Sì. Eh, ma la pista sarda, io questo l'ho spiegato, almeno la mia visione personale, non per quanto riguarda il collegamento con Francesco Vinci, nasce da quello che di cui parlavo prima. Loro non cercano il colpevole, loro cercano la pistola. Ehm, e soprattutto c'è l'enorme problema su Francesco Vinci è la testimonianza del Fiori, perché il Fiori a verbale ci viene a dire che lui e il Piattelli, che era il suo collega insomma dell'epoca hanno questo ricordo e e insomma nel nella deposizione che fanno che fa di fronte a Can Florì inizialmente dice che era lui che si era ricordato, no? Era l'Olinto dell'Amico che si era ricordato del eh di Francesco Vinci e poi successivamente dice lui, però in realtà sul verbale non c'è scritto né questo né quello. Lui, Francesco Fiori dice io sono io e Piattelli siamo andati all'ufficio e abbiamo chiesto di un eh di un sospettato del '68, però insomma e questo l'ho detto tante volte, voi immaginatevi la situazione, immaginatevi voi stessi protagonisti e voi che fate? Andate nell'ufficio e dite "Ah, datemi il eh il fascicolo di uno di quelli che sono stati sospettati nel '68" e e quelli ti dicono "Vabbè, ma che che delitto è il '68? Che fascicolo ti do?" E questa è un'altra riprova che ci fa capire quanto loro in quel momento cercassero la pistola, perché ricordiamoci sempre che durante il processo al De Mele effettivamente l'unico che sembrava possedere una pistola compatibile con il delitto e poi con i successivi delitti era proprio Francesco Vinci.
Francesco Vinci, esatto. Era proprio lui. È per questo che io ripeto all'infinito che loro non cercano il colpevole ma cercano la pistola. Tanto è vero che ancora oggi, secondo la procura, c'è stato un passaggio di mano della pistola, eh, o comunque quella sembra essere il il live motive che c'è dietro a tutta questa serie.
Roberto, guarda, io siccome se ci hai seguito nelle altre trasmissioni o in questa particolare di stasera, immagino, insomma, ripeto per l'ennesima volta che secondo me il serial killer è uno che ha orbitato nella tra i sardi, che poi sia egli stesso un sardo, questo non lo posso dire assolutamente. Secondo secondo me e i miei collaboratori di ricerca ha rubato la pistola al a Francesco Vinci con il relativo munizionamento. Ed è per questo che quando Vinci viene scagionato dice "È una persona che in passato ha sofferto" e non mi potete dire che intendesse il fratello perché che che il fratello abbia perché quando lui dice questa frase i sardisti spesso la interpretano con la sofferenza che lui ha avuto per Barbarina Steri. Ma onestamente a mio personalissimo avviso questa sofferenza lui non ce l'ha avuta. Quindi, secondo me, noi dovremmo guardare un altro personaggio.
Ma secondo me la sofferenza si può imputare anche al fatto eh di essere gay e non poterla ammettere. Eh. Certo, Daniele. Assolutamente, assolutamente. Anche questa che dici è assolutamente una visione sulla quale concordo. Ragazzi, all'epoca un sardo pastore è gay. Mh. E infatti secondo me lei è stata uccisa non per il fatto che lo tradisse con quest'altro Antonio, ma secondo me lei è stata uccisa perché durante la litigata glieli ha detto che aveva scoperto. E certo, perché era il fratello quell'altro. Eh, pensa un po'. Era il fratello. Eh.
E però tornando, insomma, al discorso, Roberto, che ti facevo prima, per me l'82 è un delitto in cui lui vuole colpire lo Stato. E abbiamo un po' divagato, come al solito, dalle nostre trasmissioni, ma purtroppo la carne al fuoco è così tanta. Tu inizialmente ci hai fatto una domanda molto importante, ci hai detto ehm ci hai chiesto perché ha colpito quella coppia quando ce n'erano altre appartate, se non ricordo male, le coppie che erano appartate prima, cioè le coppie che erano appartate la stessa sera, però venendo da eh Montespertoli, e perché dico Montespertoli? Ora lo capite meglio perché c'è c'è stata la mostra dei disegni di Spezzi al quale alla quale hanno partecipato sia Vigna che Fleurì. Ehm, se non ricordo male, poi chiedo scusa se il mio ricordo è sbagliato, eh, queste coppie seguendo la strada, partendo da Montesperto, li erano prima, loro sono stata in teoria l'ultima coppia che lui potrebbe aver potrebbe aver visto. E poi, tra l'altro loro erano rispetto agli altri proprio a bordo strada, perché io da quello che ricordo su delle foto della della strada ehm c'erano dei delle parti in cui la vegetazione si interrompeva, ma si interrompeva con una sorta proprio di spiazzo, non quel piccolo anfratto nel quale in realtà si erano bloccati, si erano fermati loro. Quindi secondo me lui passa con la macchina, va dritto e allora è l'ultima coppia che vede prima di parcheggiare la macchina e tu conta quant'è la pericolosità, come hai detto tu giustamente, del dell'affrontare questo delitto perché lui probabilmente ha parcheggiato la macchina più avanti e secondo insomma secondo molti esperti, onestamente anche secondo me, lui è comparso poi dalla vegetazione che si trovava proprio a ridosso della cosiddetta, chiamiamola così piazzola e e poi comunque ha cominciato l'assalto. Però qual è l'altro elemento importante che secondo me viene troppo troppo sottovalutato che secondo alcune fonti, tra cui lo Spezie stesso, a circa 300 metri eh in linea d'aria di distanza c'era un poligono di tiro che oggi non c'è più.
Sì, sì. E e che che non so Roberto attaccato. No, c'ho una chiamata sotto. Ah, ok. Mi sperò qualcun altro vuole chiamare. Roberto, mi sbrigherò a darti la risposta. A 300 metri dalla dal dal luogo del delitto, eh, alcune fonti ci dicono che Vigna era ospite del sindaco di Montespertoli in un poligono di tiro che oggi non c'è più. Quindi, secondo me, nel '68 lui compie questo delitto perché decidere decide di colpire in prossimità degli inquirenti che lo stanno indagando. Sono stato molto sintetico perché c'è un'altra telefonata sotto.
Ciao, grazie. Grazie. Grazie a te. Grazie a te, Roberto. Good night. Ciao. Good night. Bye, bye bye. Ciao. Thank you for calling. Ok, insomma, c'è un bel marma, eh, richiamate e quant'altro. Vabbè. E ora vabbè, sicuramente chi stava chiamando ha riattaccato perché ha sentito. Ti richiami assolutamente richiami. E comunque espand eccolo mi sa che. Ecco appunto. Basta chiederlo un attimo, eh, rispondo. Dunque, vi dicevo, secondo me lui colpisce perché lo Stato è presente lì vicino. E qui abbiamo una classica motivazione dei serial killer che è quella del della sfida, per l'appunto, agli inquirenti perché il Mostra di Firenze non comunica mai con i giornalisti, al limite se ha comunicato ha prima della lettera ha comunicato con le famiglie e abbiamo la telefonata alla madre della Gambi. Eh, abbiamo la pronti. Siamo pronti. Eh.
Prego. Pronto? Buonasera. Ciao, chi sei? Buonasera. Mi chiamo Gianluca. Sì. Sì. Par dalla Puglia, da Brindisi. Ciao, benvenuto. Vbè, allora ho letto i commenti sulla chat, volevo dire la mia sul delitto, stamo parlando molto di piente, però sul delitto quello di Lucca. Sì. Se potessi dire la mia, eh. Allora, innanzitutto non prendetemela male, ma io sono gli a calo, come si dice, sul di internet. Ok. Quindi è una storia che mi piace molto. Comunque sia, ognuno c'ha il suo mostro preferito, mi diceva il buon avvocato Pilastor. E quello per me è il mio mostro preferito e secondo me, anche per me ilto del mostro, già che ci sarebbero tutte le, diciamo così, le caratteristiche che lo renderebbero tale, a parte quello del furto dei soldi che in effetti è un qualcosa che è un po' ile perché. Ma è anomalo quello e anche la pistola. Eh, ecco per la pistola e ho letto un commento molto molto interessante e ho pensato che perché è un delitto che è fuori dall'area dalla zona solita, ma è capace che il mostro, siccome in qualche modo doveva dare un segnale, perché di lì a poco sarebbero stati incriminati, quindi mandati in arresto Mele Mucciarini, Giovanni Meleo Mucciarini. E quindi trovare un modo per dire "Guardate, per state sbagliando, cioè voi sta incriminando delle persone che non c'entrano niente". Cioè non a caso, poi esempio nell'85, perché poi secondo me il mostro non colpisce più, perché non c'è più nessuno da mettere in galera, perché ormai sono stati tutti scarcerati in un modo o nell'altro. Questo potrebbe essere un'ipotesi e comunque appunto se volendo seguire la teoria teoria cara ci sarebbe che a parte la pistola, eh, un sabato che il giorno era un sabato il giorno sarebbe stare domenica, poi cosa abbiamo abbiamo l'acqua e poi per quanto riguarda la Luna che secondo alcuni studi che sono stati fatti anche sul blog del mostro di Firenze. Sì. Eh, a quanto pare sarebbe presente in cielo, mentre in tutti gli altri delitti a parte dovessimo fare poi taccini nel delitto di Scandicci ci sarebbe, ma ci sarebbe la collina che non la farebbe vedere. Eh, ho pensato ma quel giorno c'era una tempesta pazzesca, il cielo doveva essere completamente coperto e quindi la luna non si poteva vedere. No, certo. Quindi. Sì, ma ma attenzione perché era la maggior parte delle volte la notte era di plenilunio, c'è il primo spicchio o o zero luna o il primo spicchio? Eh. Pochissimo spicchio. Sì, sono nell'84 all'1%. Eh, è il primo spicchio, cioè appena appena c'è questa virgola nel cielo, ma che non illumina. Ecco. Ah. Io, perdonatemi, ho avuto un piccolo calo di tensione dentro casa, quindi ho ho perso l'ultimo ho perso l'ultimo minuto. Chiedo scusa, non ho capito la la connessione tra il delitto di Lucca e l'idea zodiachista del nostro ascoltatore. Allora, no, allora, innanzitutto ho fatto giusto alcune cercato di trovare dei parallelismi tra la teoria Zoriacara e l' detto di Lucca. Ovviamente abbiamo delle delle abbiamo delle cose a favore per. Tipo. Per stato effettuato di sabato sera. Sì. Eh, poi son poi sì. E poi il problema quello il problema era quello della Luna che nei deliti di Zodiac, che sia Zodiac quello vero che sia zodiac diciamo così uguale mostro di Firenze non ci dovrebbe essere. Mh. Mh. La mia ipotesi è che siccome quel giorno faceva una tempesta pazzesca, il cielo doveva essere coperto, quindi la luna non si sarebbe potuta vedere, era coperta dalle nuvole. Certo, se c'era un temporale possibile. Il nostro Valerio su questa questione del 9 lunio ha detto una cosa intelligentissima, il fatto che non è detto che eh la Luna coprisse le sue azioni, ma. Ecco, ci è ricascato. Eh sì, sì, sta parlando a voto. Sì, stava intervedendo e ed è caduto. Vediamo se si ricollega. Eh, nel frattempo c'è un'altra chiamata sotto. Eccolo. Ci sei? Sì, eh, ci sono, Daniele, chiedo scusa, c'ho sta cosa del tema andata via la corrente, ma poi un attimo bloccato tutto. E ho visto. Sì. E vi dicevo, il nostro Valerio aveva fatto ha fatto l'intelligente considerazione che non è detto che lui utilizzasse questa copertura, questa notte più buia, solamente per essere più sicuro di non essere vista durante il delitto, ma che la sua macchina potesse essere occultata meglio. Molto interessante. Sì, perché il punto il punto è anche quello, cioè, cioè chi potrebbe essere un giorno di così maltempo che cioè un giorno detto io devo ammazzare qualcuno perché in qualche modo devo far capire che chi sta mandare indagini sta sbagliando, cioè non penso che ci sia uno spacciatore, un drogato perché si diceva che quella fosse zona piuttosto mal frequentata. Oh, guarda che bello, c'è una coppia, oggi l'ammazzo perché mi piace. No, secondo me è una persona. E caro, perdonami, puoi ricordarmi l'anno di Lucca? 21 gennaio '84. Eh, allora siamo fra virgolette siamo fuori tempi mostro e poi appunto c'è sta la rapina. No, però eh te lo chiedevo perché è un altro elemento importante è il fatto che eh vediamo un serial killer che ha una evoluzione e nell'84 il cosiddetto picherismo, sia l'assalto col coltello, già era evidente sulle vittime. Però posso posso posso dare anche la mia la mia ipotesi su questo proprio perché. Perché secondo me le la donna per poter subire che so eccissione o per poter essere soggetto sia mutilazione oppure picherismo, cioè una donna andava portata fuori dalla fuori dalla macchina per esempio la Migliorini non si è potuto fa niente perché c'è stato appunto Mainardi come estremo gesto d'amore secondo me è riuscito a a proteggere il corpo della sua fidanzata poi con tutto il quello che successo. Eh, ma più che attenzione Maccaiano più che altro perché era in mezzo di strada. Eh. Ah comunque il bello di avere ognuno la nostra opinione per me a Baccaiano non voleva proprio scidere. Per me a Baccaiano il suo intento era colpire una coppia accanto allo Stato. Sì, però scusate, sono anche un po' sono una un po' romantica, cioè il fidanzato vuole proteggere il corpo della fidanzata come estremo gesto d'amore. Eh. Ci sta anche. Eh. Sì. E quindi nell'84, siccome c'era tutto quel maltempo, non c'era proprio le condizioni, c'era visibilità anche per poter fare scissioni o quant'altro. Anzi, secondo me l'84, considerando che nell'82 non ha potuto fare scissioni, nell'83 erano due uomini, l'84 non ce la fa, in 84 tutta questa rabbia esplode, arriva la la Lontini e sappiamo che fino a fatto. Eh sì, fa un bel macello lì, quello più cattivo praticamente. Sì. Simon. Sì, sì, vi sento. Io vi stavo ascoltando. Stavo anche rispondendo un po' in chat perché parlavamo del fatto del picerismo. Sì, perdonatemi, mi è uscito fuori questo termine e il nostro Sì, lo sappiamo che picherismo non sono coltellate. Sì, sì, assolutamente. Lo sappiamo benissimo. non intendevo dire quello, eh, però il fatto che ehm già nell'84 lui ha utilizzato il coltello sia sulle vittime maschili che sulle vittime femminili, quindi non ritrovarlo nel delitto di Lucca già sembra una particolarità che va a divergere con quello che sembrerebbe essere una sorta, non voglio dire firma, eh, perché ricordiamoci sempre che la firma rispetto al al modus operandi sono è una necessità psicologica dell'assassino che va oltre il semplice portare a compimento il delitto e quindi non ritrovarlo in questo delitto mi sembra molto molto particolare insieme alla alla cosiddetta lontananza geografica. Ecco, io personalmente tendo ad escludere il delitto di Luca dal. Anch'io. Anche perché poi comunque ehm se parliamo anche del fatto della pistola è molto importante notare che a quanto pare lui ha una connessione molto importante con questa pistola. addirittura è stato ipotizzato che lui non potesse, forse addirittura avendola non avendola comprata e forse avendola rubata insieme al munizionamento. Una delle possibilità per le quali il mostro si sia interrotto nell'85 è che può anche aver finiti i proiettili a sua disposizione. Questo assolutamente è un è una motivazione da non prendere sotto gamba, anche perché in quel momento ormai le indagini se ci fosse stato un altro delitto io concordo nel dire che sarebbero arrivati più vicini a prenderlo.
Abbiamo un'altra chiamata in attesa. Eh. Ti salutiamo. Grazie mille. Grazie mille per il tuo intervento. Ciao. Grazie. Tac. Niente. Chi c'era riattaccato? Ah no, risquilla un attimo. Altra chiamata, alta corsa. Prego Massimiliano. Ciao sono Massimiliano Mucelli. Ciao. Ciao. Dicci quello della. Eh sì, sì, l'avevo capito. Oh, che Massimiliano, ti dico subito che piacere sentirti. Ah, grazie. E c'avevo un quiz sull'82. Sì, vai. Una cosa che non mi torna. Io ho sempre pensato, la Migliorini c'aveva paura di mostro. Sì, sì. Cioè, se il mostro l'è passato di lì e loro l'avevano già parcheggiata, almeno io la penso così, c'ha avuto il tempo d'andare più avanti parcheggiare in un posto che non potevamo vedere. No? Anche perché lì eh non c'è quando si torna a Lotti che dice eh che lui e Pacciani avevamo parcheggiato prima e dopo, ecco lì prima e dopo di quel rientro non c'è niente. Quindi il mostro deve essere andato molto più avanti e poi se l'è fatto a piedi per Infatti lui è arrivato a giochi finiti, come ho detto prima. Sì, sì, sì, sì. Se fatta a piedi praticamente dentro la boscaglia. Eh, praticamente sì, per essere visto. Io io personalmente penso che abbia seguito quel piccolo Rio, eh, che era per l'appunto a pochi metri di distanza dal. Il fiatolo c'è lì sotto. Sì. Sì, sì. È la cosa che non mi torna. C'aveva paura di mostro. E quanti ci sono stati in macchia? Il tempo del rapporto è veloce, eh, cioè ragazzi, non è che. I vetri erano ancora appannati. Questo lo descrive la testimonianza che. Esatto. Di uno dei ragazzi che è passato con la macchina. Sì, ma mi fa sempre pensare il fatto che lei c'aveva tanta paura e sono stati lì in mezzo di strada in quella maniera da una cosa che mi fa un po'. Ma semplice, ma semplice perché erano in qualche modo in vista e si sentiva probabilmente più lei che lui più sicuri. Cioè, invece di andare in un fratto buio, coperto, stai sulla strada, dice beh, st sulla strada, cioè qui eh non colpisce, insomma. Sì, sì, è una cosa che mi fa che mi ha sempre fatto pensare. Ora, sai, io sono abito vicino a Vicchio, a un tiro di schioppo e sento parlare le persone più grandi di me che mi dicono che c'era tantissima gente lì a Vicchio Borgo. Perché c'era la festa dell'unità giù a Baccaiano. Sì, sì, ma ti dico, io ho parlato con tanta gente e di di Vicchio, di Borgo e loro mi cioè questa persona mi dicevano che c'era tantissima gente a Vicchio nell'83, nell'84 e si imboscava tranquillamente. Certo. Eh, quello sì, per dipende dal coraggio di una persona. E la Migliorini aveva il terrore di questa storia qui, eh. Eh sì, è una cosa che m'ha sempre fatto pensare. Eh, per questo secondo me quando lui forse lui ha proposto di di imboscarsi e lei probabilmente ha detto "Ah, c'è quella piazzola, c'è piazzola, quella specie di parcheggio in vista piena perché chi passa ti vede e siamo più sicuri." Sì, sì, certo. Il mio dubbio era solo sul tempo perché per trovare parcheggio è un parcheggio che dove non si possono vedere fa tutto che pezzo a piedi dentro la boscaglia. Io non penso ci voglia 5 minuti, nemmeno 10 minuti. Lei c'aveva tanta paura e sono rimasti lì. Ora non so quanto ci saranno rimasti, però io non ci sarei rimasto, però. Ma guarda Massimiliano, forse in realtà è proprio quella piazzola che per magari per loro poteva sembrare più sicura delle altre, quel quell'anfratto, ecco, non chiamiamolo piazzola, eh, magari per tu hai ragionissima, eh, si sa assolutamente che la Migliorini era altamente impaurita da questa situazione, eppure quella quella sera hanno scelto così e forse per loro l'essere a ridosso della strada era una sorta di garanzia, una sorta di sicurezza che però poi purtroppo così non è stata. No. Posso pensare questo. Io vi ringrazio di nulla. Di tutto. Buonanotte. Ciao Massimiliano. Massimiliano, se se riesco sarà un piacere conoscerti al Book Festival. Non credo di riuscire a esserci. Se ci riesco, ti ti vengo a trovare subito, anche perché un paio di Anche perché un paio di fumetti me li devi far vedere dal vivo, eh. E se gli regalerò Certo. Ai bronzi, ai bronzi gli regali il il fumetto che gli hanno trovato a casa Salvatore Vinci, visto? Ce l'ho qua. Qual era? Qual era? Iacula. Ma guarda questi fumetti. Quando era ragazzino, in casa mia era pieno di questa roba qua. Sì, tre ce l'ho a casa io, ti piglia male. Ecco, poi c'ha pensato poi c'ha c'ha pensato la mia mamma a buttarmeli via, porca miseria, che ora c'hanno anche un valore. Vabbè, comunque. Io invece quando ero più piccolo a mio papà gli trovai cornavissute tra le tra le pubblicazioni. Quello quello quello mi manca. Quello mi manca. Ma ce Oh, ma c'n'era a palate. A palate. Sì, erano tantissimi. È vero, è vero. Mi son fatto la collezione d'attorità gialla. Mi c'è voluto una vita per finita. Eh, cavolo. E ci credo. Quella è rara. Eh. Infatti, infatti sei un grande, Massimilian. Comunque vi posso dire io che mi interesso, insomma, io mi sono interessato a questi fumetti per il mostro di Firenze perché. Mi posso dire, ma te l'ho già detto anche a te, Simon. e su Messenger che non credo affatto perché ho visto io, perché ho letto io che lui ci sia ispirato nell'84 e nell'85 leggendo Auità gialla, quel numero lì dico. Qu è veramente era veramente pieno di di riferimenti a Ma infatti Ma infatti Massimiliano, come abbiamo parlato in privato e come l'ho detto anche spesso nelle varie dirette, ricordiamoci sempre che in psicologia viene considerata una concausa, non una causa scatenante. Assolutamente. Ok. Grazie. Arrivederci. Ciao. Perché. Grazieano per aver chiamato. Un abbraccio grande. Abbiamo un'altra chiamata sotto. Stasera è un macello. Abbiamo scatenato il mondo. Beh, vai. Ciao. Ciao Massimiliano. Ciao Massimiliano. Allora, tanto questione di qualche attimo. Son son convinto che rispla fra qualche attimo. Sì. Comunque, a proposito di fumetti, non dimentichiamoci mai la famosa telefonata eh nell nella notte dell'84 in cui si parlava del fornaio Farini e palesemente le le indicazioni che erano contenute in quella in quella telefonata facevano assolutamente riferimento al al mostro del Bisturi che poi fu ritrovato in piazza Dalmazia, se non ricordo mai. circa una settimana, 10 giorni dopo. Poi, tra l'altro, vedi, parlavamo di coincidenze proprio da un collega dell'Enel del Foggi. Molto molto particolare anche dico che le Firenze non è New York. Quello. Vabbè, ma Daniele, guarda, io sulle coincidenze, questa anche una cosa che ripeterò sempre, insomma, la puntata su François Verovi, il serial killer poliziotto francese, ve l'ho fatta. Non dimenticate mai che in quell'occasione eh lui fu identificato poi 2-3 anni fa e i delitti sono degli anni '90 solo tramite il il DNA che poi è un elemento comune che di molti delitti anche seriali che vengono risolti al giorno d'oggi. Però all'epoca fu indagata una persona che viveva nello nel suo stesso quartiere, assomigliava all'identiit che era stato fatto di lui, aveva le sue stesse perversioni, aveva lo stesso modello di macchina e in più dello stesso colore. Eppure non era lui. Quindi, purtroppo, quando parliamo di coincidenze, io sempre, anche io l'ho detto con la ricerca che abbiamo fatto con il mio amico Luca Busoni, sappiamo che ciò che portiamo avanti sono tutta una serie enorme di coincidenze. Poi che siano quelle giuste, ovviamente per noi sì, poi questo va però va detto che può essere anche assolutamente per altre teorie e per altre viste. Eh, Daniele, mi sono interrotto perché non ho capito se è arrivata la telefonata. C'è c'è. Pronto? Pronto? Sì. Sì. Buonasera. Buonasera. Permettete le l'intrommissione. Prego. Sono semplicemente un appassionato di delle vicende, del mostro ormai da 30 anni, forse userei io. Eh. Come ti chiami, caro? Antonio. Antonio. Buonasera. Buonasera. Ehm qualche piccola riflessione e forse qualche suggerimento seguito tutte le vostre tesi anche negli ultimi anni i vari esperti i nostrologi. Ecco, a mio modesto avviso m Simon lei diceva giustamente che il '68 è maledetto. Ecco, mi trovo perfettamente d'accordo con lei con questa definizione. Puoi darmi anche da tu, eh, tranquillamente, non ti preoccupare. Ah, grazie Sim. Grazie a te. Allora, il '68 sì, è maledetto, sono d'accordo per una serie di ragioni e aggiungerei forse per risolvere un pochino così andare un pochino più a fondo sulla chiave della possibile riduzione della serie medicinaria, paradossalmente andrei anche a mettere un po' da parte la serie dell'81-'85 e il discorso del profilo psichiatrico dei killer rientra quello che il DSM4, chiamiamolo così tecnicamente, è all'interno di un disturbo narcisistico di cluster B si chiama antisociale. Ok. Ma questo Mi sentite? Scusate. Pronto? Sì, ti sentiamo, ti ascoltiamo in religioso silenzio, dire no, ci mancherebbe. E questo questo profilo però psichiatrico è in realtà un noto ormai da questo punto di vista, però una sorta di evoluzione, cioè costruito, se vogliamo, proprio dall'81 in su. Ora nel '68 invece siamo un po' all'embrogienesi, chiamiamola così, del profilo psichiatrico. Eh eh sempre se il '68 è stato veramente fatto dal nostro. Eh tutto questo per dirvi cosa? Che probabilmente l'identit del mostro va localizzata invece nel mezzo, cioè nel 1974. Assolutamente concordo con te. Attenzione, tutto su questo diritto per il semplice fatto che qui ancora non si è costruita la figura mitologica del mostro, perché lui se l'è andato proprio a costruire eh nel corso del degli ali, purtroppo. Nel '74 invece abbiamo l'esplosione, quella pura dal punto di vista cribiologico e psichiatrico che fa fede un po' a invece a disturbi, a pulsioni che riguardano un pochino più la tua tesi. E e allora lì probabilmente è un mostro un po' meno maturo, è un po' un mostro anche più facile da identificare dal punto di vista proprio come persona e oserei dire che forse se tutte le risorse andassero sul '74 e si iniziasse a incrociare un po' come aveva fatto anche un po' Emanuele Sant'Andrea o altri altri personaggi come lui andare a incrociare proprio fare un lavoro certosino e di conoscenze tra le vittime all'interno di quella cerca ristetta territoriale e incrociando i dati con il profilo biometrico, diciamo così, sospetto del tempo della criminologia e un'eventuale provenienza arcaica daos fantrofi che possono essere da Castellietti, che possono essere i celestini e compagnia bella. Eh beh, mi quante persone rimangono in realtà? Non tantissimo. Hai ragione. Eh. Concorco con questo tuo pensiero, anche perché, scusa se ti ho interrotto, ti ripeto che proprio ultimamente stavo rileggendo il libro di Valerio e ci sono del nostro scrivo e ci sono delle indicazioni molto precise su questo che stai dicendo. Eh, località come la Grazia, voglio dire, il fiume il fiume della Ronta. È stata trovata la P, insomma, voglio dire, è un è un triangolo, un quadrilatero abbastanza stretto. Non siamo a New York City e insomma m Non so, sicuramente non è un lavoro facile perché sono passati un po' di anni anche dal '74, però ecco eh forse se concentriamo gli sforzi su quel su quell'anno lì e su quel profilo proprio territoriale, un po' come diceva Valerio, come aveva fatto il lavoro Emanuele Sant'Andrea e insomma e anche con informazioni che hai dato te, secondo me, e lì se riesce ad arrivare una lista di persone che non so quanto sia così estesa anche con l'anagrafica, no? Tra un 40 e un 45, no? Diciamo una cosa del genere. Sì, sì. Eh, ecco, tutto qua. Ecco, questa era la mia considerazione. Ma allora, guarda, ti faccio una domanda, te la faccio io a te, visto che comunque ti ho sentito particolarmente ferrato su alcuni aspetti. Cosa pensi del fatto che si dica spesso che probabilmente se altre vittime non siamo certi con la Pettini quasi sicuramente c'è stata una conoscenza forse unilaterale. Io, onestamente, ho sempre pensato il fatto che la Bettini proveniva da una nota famiglia, permettetemi l'espressione comunista e proprio in quell'anno abbiamo il, se non ricordo male, il referendum pro aborto. Secondo te è possibile che questa conoscenza con la Pettini e forse questo odio non fosse soltanto una questione, permettetemi il termine, di misogenia, ma anche politica? Se eh considerando la mia visione eh questo personaggio potesse essere anche un cattolico fervente eh molto impegn magari impegnato in quegli anni anche lui eh in politica, potrebbe aver visto nella Pettini magari una donna che desiderava, una donna che andava completamente eh una ragazza, vabbè, non perdata la giovane età, ehm una giovane donna, ecco, forse è l'espressione migliore e magari lui ha visto in lei tutta quella serie di cose che per lui erano negative e andavano totalmente contrarie ai suoi principi. Magari su questo potremmo anche magari immag associarlo al famoso tralcio di vite inserito nel suo sesso, perché in fondo è da lì che escono i bambini e proprio in quell'anno abbiamo un insomma la legge pro o insomma il referendum pro o controorto. Quindi il mio pensiero è che può darsi che, come dici tu, fosse una persona che era nella sua non magari non strettissima cerchia di conoscenze, ma sapeva che lei era attiva proprio in quei campi della vita, eh, che per lui erano assolutamente un fondamento. Ecco, cosa ne pensi di questo? Beh, e Simon, dire che hai centrato il punto è poco, nel senso che che perfettamente d'accordo e mi permetterei di sottolineare forse il tuo aggettivo unilaterale. E sì, nel senso che in termini moderni potremmo definirlo una uno, voglio dire, uno stock, un follower, cioè una persona che non necessariamente si conoscevano, anzi anzi in modo anche proprio per il discorso lui rientra in un profilo psichiatrico poi evoluto nell'antisocialità, non è una persona che insomma aveva quest capacità di interlazionarsi, quindi è molto probabile che sia stata questa unità realtà all'interno, ripeto, di questa cerchia territoriale molto stretta, quindi ecco, sì, perfettamente d'accordo e poi al di là del il movente e tutto il resto, ecco, quello sicuramente già un livello superiore ed è complesso perché mi trovi d'accordo con me e con te, scusami, e però ecco, io partirei proprio da non so se una ricerca anagrafica, qualcosa inserendo tutti questi dati qua e anche a posteriori e anche passando tutti questi anni forse qualcosa si riesce a fare. Poi dopodiché oltre non si può fare ci deve pensare la procura. Chiaramente nel momento in cui. Perdonami su questo argomento cito due nostri due nostri ascoltatori collegati in chat. Tale Drukowski ci dice che è stato smentito dalla cugina Vieri Adriani che Stefania Pettini fosse attiva in politica. andrò a vedere andrò assolutamente a vedere questo dato e lo ringrazio per avercelo fornito. Invece la nostra amica Gianna Masoni, che salutiamo e le mandiamo un grande abbraccio, ci dice che era per il divorzia e per l'aborto era l'81. Sì, mi ricordo che uno era aborto e uno era divorzio. Non mi se mi sono confuso con gli anni vi chiedo scusa, però secondo me il fatto che comunque provenisse da una famiglia eh che aveva queste ecco queste idee politiche, poi per carità io nei miei trattati, nei miei scritti, oddio, ho usato sta parola, trattati sembro chissà chi, in realtà sono un signor nessuno come voi. Ehm, avevo analizzato anche il fatto che può darsi che lui nella Pettini, sempre in questa conoscenza, come hai sottolineato tu, unilaterale, vedesse il magari una seconda ape regina, perché se secondo me magari può aver punito la Locci per i suoi comportamenti, in fondo non dimentichiamoci, con tutto il rispetto per la vittima e insomma per la sua figura femminile, che comunque lei era una persona che alle fontanine di Rabatta non si è appartata soltanto con il gentilore, ma ci sono state anche altre testimonianze, quindi mh anche se posso essermi confuso su quest'altro aspetto, devo dire che c'è quest'altro che potrebbe essere assolutamente pertinente. Anche su questo cosa ne pensi? Sì, sì, non solo. Ma scusami se ora ti apro un'altra parentesi, eh, non per non mi ricordo sei in un'altra trasmissione con Sant'Andrea, non mi ricordo perché ne sono passate tante di trasmissioni negli ultimi anni. M lì si si andava giustamente ipotizzare che nelle nel la costruzione, la nascita del profilo psichiatrico del mostro c'era la volontà di mettersi per la prima volta in contatto con, diciamo così, con queste lettere anonime che poi dopo sappiamo essere, diciamo, codificate sotto altri aspetti. Però lì c'era stato un tentativo, probabilmente non si riesce a capire se quel tentativo a sua volta era stato mosso, probabilmente da già qualche piccola paura di qualche testimonianza di qualche persona lì vicino, cioè continua a rispostare l'attenzione su questo aspetto, cioè probabilmente se ovviamente il consegno di poi è facilissimo al tempo no, però se si fossero analizzato un po' meglio, ecco, le dichiarazioni le varie conoscenze anche incrociate in quello in quel in quel stretto di di territorio, forse così poteva arrivare a qualche sospetto, diciamo. Sì, ma probabilmente, guarda, su questo concordo anche io pienamente con te. Eh, va detto anche che questo argomento l'ha trattato anche su eh una live riguardante un serial killer brasiliano nella quale abbiamo parlato del fatto che se non si riconosce l'impronta del serial killer e l'indagine va sui cosiddetti canoni tradizionali e insomma a memoria criminalistica i i insomma le indagini tradizionali, i metodi delle indagini tradizionali, soprattutto la ricerca di un movente, anche perché noi una delle particolarità più grandi, ecco, per esempio, anche Daniele ce lo potrà confermare su anche lui che per esempio è un sardista incentrato sulla sulla figura di Salvatore Vinci, però anche in quella figura sempre il movente, cioè lo dobbiamo pensare noi perché questo movente così evidente non è e purtroppo questo è un grande problema delle tre indagini tradizion Quindi concordo assolutamente con quello che hai detto.
Bene, bene, vi ringrazio, vi ringrazio per la l'attenzione, vi auguro buon proseguimento con le vostre ricerche, vi continuo a seguir. Grazie mille. Grazie a te. Grazie a te, caro. Ovviamente lo sai quando vuoi fatti sentire, così come tutti gli altri siete sempre le le idee del dei nostri ascoltatori sono sempre ben accette perché ovviamente è importante, noi possiamo parlare tanto, possiamo ricercare, però tante volte anche da queste chiacchierate possono nascere assolutamente degli degli spunti di riflessione che vanno assolutamente trattati in una vicenda così complicata. Grazie mille per averci telefonato. A voi, a voi. Buona serata a tutti voi. Ciao molte. Ciao. Ciao. Buona serata. Buona serata a te. Insomma, eh Daniele, stasera di telefonate ce ne abbiamo avuta e meno male siamo contenti, vi ringraziamo perché questo era lo scopo anche di questa serata, far sì che foste anche voi un po' a parlare e a esprimere le vostre idee. Sì, anche perché bene ci siano eh altre spinte, no, collaborazioni, idee, perché comunque vada eh più ne sappiamo, meglio è. E visto che gli ascoltatori di di questa trasmissione, di questo canale, di questa radio, c'è c'è gente ne sa veramente tanto e eh ci fa piacere che vengano a esporsi, a raccontarci sia le impressioni sia a degli approfondimenti tipo questo qua di di tipo psicologico. Ecco. Certo. Beh, in fondo Daniele, se ci pensi anche la nostra felice collaborazione è nata così. Io l'ho sempre detto, mi sono appassionato alla radio, ho scritto molto in chat, ci siamo sentiti un paio di volte per telefono e poi è nata questa nostra, insomma, eh spero anche per il pubblico piacevole collaborazione. Sì, c'è collaborazione. Certo. Eh. Certo. Ah, poi e te quando ci siamo visti ci siamo trovati subito. È vero. Assolutamente. Dai Daniele, che dici? Vogliamo se ci fanno qualche altra domanda vogliamo rispondere? Vogliamo andare un po' avanti? Dite, diteci voi. Ma io sarei suicinando perché è già. Vai, diteci, diteci voi. Allora, vediamo, vediamo se trovo qualche domanda indietro che magari ci siamo perso o sennò assolutamente approfittatene e fatecene una nuova. Oh, intanto si è collegato un mio amico dalla un mio carissimo amico d'infanzia che fa il ricercatore geologo in Argentina e segue il caso e lo ringrazio tanto. Ciao. Ciao, ciao Lorenzo, è un piacere per. Allora, posso fare una domanda? Certo. Eh, ragazzi, sei qua apposta. Eccoci qui. C'è questa trasmissione, eh, il famoso tutti dentro, come l'ho intitolata. Ah, a proposito, ah, scusami Daniele, volevo dire al pubblico che, insomma, siccome l'abbiamo organizzata un po' in 4 e48, se vi piace questo tipo di format, lo riproporremo e ovviamente non lo riproporremo soltanto con te, perché comunque non non possiamo ovviamente sapere tutto della vicenda. Insomma, abbiamo un'ottima conoscenza, però sicuramente se vi è piaciuto questo format lo ripeteremo con Valerio, Marco. Certo. Insomma, assolutamente con chi vuole esserci? Intanto siamo qua, voglio dire, non è che. Certo. Vediamo un po'. Anzi, anzi questo è un po' l'orario goregliano, eh. Eh, è vero. Sì, è un po' l'ora di di Marco questa. Sì. Allora. Intanto intanto il nostro amico Rosario, grazie Mark anche tu per la donazione, eh, stasera ce ne sono state svariate. Vi ringraziamo veramente molto. Ricordatevi sempre che ovviamente tutto ciò non entra assolutamente in tasca a noi, ma è per pagare le bollette della radio e perché ricordiamoci sempre che Daniele ha un'attrezzatura che magna, come si dice a Roma. Magna, sì. Mortacci sua, eh. Capito? Eh, il format è straordinario. Grazie, grazie mille. Ehm, e qua il nostro amico Rosario ci dice: "Chissà perché scrisse la lettera alla della Monica". Beh, effettivamente posso dire che è una domanda che mi stavo proprio riponendo perché ovviamente tante delle domande sul mostro delle Firenze quante volte ce le richiediamo? Beh, io. Tra noi stessi, ecco, quando stiamo da soli e ti posso dire che io non sono poi così tantissimo convintissimo che lui con quella lettera voglia rispondere al famoso trucchetto dell'82, perché se poi andiamo a vedere bene i giornali dell'epoca, in fondo non è detto che questo famoso trucchetto della della Monica abbia funzionato così. abbia funzionato proprio in realtà. Qui ci voleva il nostro Dario perché Dario c'aveva delle idee abbastanza abbastanza concrete sulla cosa non mi ricordo ne abbiamo parlato una volta in privato. Arrivo. Eh sì, non so bene. Vai, vai. Ehm, quindi vi dicevo, molto interessante questo aspetto del perché posso averlo scritto eh proprio alla Monica. Beh, come ho detto in un'altra come ho detto in un'altra in un'altra live è ehm se noi vogliamo fare l'associazione tra l'inviare la lettera affinché i corpi vengano scoperti dopo che in realtà, che poi era questa poi l'idea della della Monica nell'85, lei disse che secondo lei poteva succedere che il mostro avrebbe compiuto un delitto del quale avrebbe informato prima gli inquirenti, prima che i corpi venissero trovati. Se questa possibilità fosse vera, vi invito a ragionare sul fatto che allora non era uno della procura per un semplice motivo, cioè sei uno della procura, fai tutto sto coso della lettera nei giorni che la della Monica non sta in procura. Beh, facciamoci una domanda e diamoci una risposta. Vabè, io sulla non c'ho più.
Fiato, porca miseria. Eh, sulla lettera della Monica, io ho sempre detto tante volte, ho raccontato tante volte che una mia ipotesi ce l'ho. Innanzitutto, è l'unica donna che si è occupata del caso del Mostro di Firenze. Poi, non era una lettera di sfida, era... Sì, anzi, lo era perché, come ho già raccontato diverse volte, secondo il mio punto di vista, lui voleva, voleva fare la chiusura, chiamiamola così, della sua, eh, opera omicidiaria col botto. E col botto quale sarebbe stato? Sarebbe stato che ti uccide una coppia in una tenda di francesi. Eh, se tutto andava secondo i suoi progetti, avrebbe preso il ragazzo e lo avrebbe rimesso in tenda e chiuso il tutto. E già lì diventa...
>> Sì, l'ho pensato sempre anche io questo.
E già lì diventa difficile trovarli. Gli manda, eh, il pezzo di seno di Nadin a della Monica, che si rende conto, secondo me, abbastanza velocemente che c'è una donna morta da qualche parte. Pensa subito al Mostro di Firenze, attiva polizia, carabinieri, eccetera. Se tutto fosse andato come voleva lui. Eh, ma c'è un problema. Non c'è né una denuncia di scomparsa a Firenze, in Toscana, non c'è niente di niente. A questo punto, le forze dell'ordine sarebbero andate nel panico e, e sarebbe stata una figuraccia di quelle esagerate. Scatenano una caccia a una, a una coppietta e, ovviamente, chi vanno a cercare? Una coppia in auto. Ma la coppia in auto non c'è. Eh, a questo punto, sai i giornali come si sarebbero mangiati vivi la procura, la polizia, i carabinieri? Quante ne avrebbero dette. Ma come? C'è un allarme di una coppia uccisa dal mostro e non si trova la coppia uccisa? Ma cioè, come fate? Cioè, ma, ma come state lavorando? Sarebbe stata una figura di quelle non cacine, di più, come si dice a Firenze, una figuraccia, eh, enorme. Non gli è andata a buon fine come l'aveva progettata perché Jean Michel scappa dalla tenda, lo uccide fuori, non ce la fa a riportarlo all'interno e lo lascia...
>> Che già ci fa capire che già questo ci fa capire che non erano più di uno. Se sei in due e lo prendi per le braccia, per le gambe, lo porti in tenda e lo lasci lì. Se sei da solo e magari hai preso anche una bella botta, perché secondo me quando Nadin, eh, sì, Nadin, scusate, Jean Michel è uscito una bella botta al Mostro di Firenze gliel'ha data e allora si spiegherebbe il famoso proiettile trovato a all'ospedale dopo qualche giorno a Ponte Nicchi.
>> A Ponte a Niccheri, perché Gian Michel è uscito, gli ha dato una bella legnata, come si dice a Firenze, gli ha fatto male. A quel punto non ce la fa più a portare il cadavere in tenda, lo lascia lì, lo copra alla bella e meglio con due tappi, eh, di due stagne di colore, se ne va il giorno dopo va al pronto soccorso. Lì andava fatta una bella ricerca. Cavolo, trovi un proiettile all'ospedale e non fai una ricerca di chi è stato ricoverato o di chi si è presentato al pronto soccorso. Lì il nome c'era di chi era entrato al pronto soccorso.
Daniele, premetto che sono d'accordissimo con te su questa tua linea di pensiero, però, eh, bisogna aggiungere anche un particolare che purtroppo, ad esempio, è stato fatale al Coghi nel per quanto riguarda la famosa pistola di Borgo. Ciò che voglio dire è che purtroppo magari questi indagini sono state fatte, ma noi non ne siamo a conoscenza. Mh.
>> Vabbè, comunque, purtroppo è un problema che può essere, però come linea di pensiero sono assolutamente d'accordo con te. Ah.
All'amico Cookident tante cose sono state fatali. Il biondo del Mugello, il mostro del Mugello, la pistola, la macchina da scrivere, chi più ne ha, chi più ne metta.
>> Eh sì. E siamo pronti anche a qualche sorpresa nuova, anche perché di recente addirittura ho scoperto che in realtà il famoso nome che è circolato a quanto pare non sarebbe il suo sospettato.
>> Appunto pure.
>> Bah, ripeto, per me, a me, a me dispiace, eh, cioè, da una parte non ti, non ti nego, ma non per lui, eh, per la ricerca mi dispiace perché effettivamente all'inizio, come l'aveva posta, era una pista molto, molto interessante. Però, purtroppo, a quanto pare è stata smentita da elementi abbastanza concreti, come sono lo sono stati il fatto di che alla fine la procura lo sa quella pistola dov'è andata, che fine ha fatto, il, insomma, il l'identikit non era quello. E non, per favore, non mi venite a dire che il l'identikit di Uras assomiglia a quello di di Bardazzi, perché, per favore. E anche perché io lo dico sempre, Bardazzi quando parla di quell'identikit parla sempre secondo, cioè, lui lo riesce a redigere o o a far disegnare in quel modo perché lui dice sempre che gli ricorda, non mi ricordo se era un suo amico, un avventore del bar. Beh, prendiamo questa persona e vediamo se nell'84 assomigliava all'identikit di Uras. Ma secondo me, eh, assolutamente no. Non credo che, eh, non credo assolutamente che fosse la stessa persona. Poi, che addirittura, ma comunque non abbiamo neanche la certezza che la coppia dell'84 fosse veramente, eh, Laarontini con lo Stefanacci. Eh, anche questo, comunque, va detto, eh.
>> Eh, hai capito?
Ce n'è un po' troppe di cose che non tornano, ecco, mettiamola così, va.
>> Però ti ripeto, per veramente per pura onestà intellettuale devo dire che ormai, insomma, sono passati 6 anni, quando, nel più o meno era il 2020, quando ha fatto uscire la prima volta il libro. All'inizio era molto, molto interessante. Poi, comunque, le...
Ma come lo era in realtà anche la pista Vigilanti, ragazzi? Caspita, il Vigilanti ce le aveva tutte, eh, eh, tutte le possibilità di essere un buon sospettato, però effettivamente, certo, certo, certo. Eh, cavolo, un po' di più.
>> Invece Daniele, il nostro Rosario, io ho già risposto prima e poi l', insomma, l'ho fatto anche nella nella diretta sui Celestini. Invece Rosario, ti rigiro la domanda a te. Secondo te, tu che interpretazione dai invece al famoso tralcio di vite inserito nel sesso della Bettini?
Allora, secondo me, è semplicemente uno spregio, uno spregio, eh, perché quest'uomo aveva o ha, non si sa, problemi di natura sessuale, capito? Eh, poi ricordiamoci che comunque la vigna è una pianta da cui cresce un frutto, perciò dà la vita, esattamente come la parte anatomica della donna. Gira.
>> Ah, ok. Quindi hai un pensiero simile al mio su questo?
>> Eh, sì. Eh, sì, sì.
>> Ok, ok, ok.
>> Capito.
>> Ok. E quindi erano, ricordiamoci che il mostro di Firenze, se fosse stato, fra virgolette, un maniaco sessuale, con quello che faceva prima, avrebbe stuprato e poi ucciso. E invece, eh, parliamoci chiaro, la vagina non l'ha mai toccata, mai.
Ma guarda, lo sai che pure su questo ne abbiamo parlato un po' di tempo fa? È interessantissimo il...
>> C'è il telefono.
Eh, aspetta un secondo.
>> Ah, vai, vai, vai. Intanto, molto brevemente, rispondo ad Arnaldo. Non so dirti di più, Arnaldo, perché sul fatto che il sospettato di Gogi non fosse lui, quello che tutti conosciamo, per il semplice fatto che ho sentito da persone informate sulla vicenda e vicino a lui che non è il suo sospettato. Poi sto dire...
Allora, aspetta, eh, abbiamo Francis al telefono e poi mi squilla anche il cellulare. Vai. Buon ciao.
>> Allora, lasciamo, lasciamo prendere a Daniele la telefonata, magari c'è qualcuno di noi vogliamo vederti, sei così bello, perché ci chiami?
No, amici, sono a cena fuori e vi sto salutando con grande affetto e mi sono qui con altri amici mostrologi, c'abbiamo Flamini, Tinti, Sequi, Ma tutti, tutti Samu, tutti amici della radio, quindi ne approfittiamo Loris che è Flamini e ne approfittiamo per salutarvi, ok? Buon lavoro, continuate, ne avremo mille da dire, ma adesso non vi confondiamo, c'è anche un'altra telefonata in attesa. Vi abbracciamo e vi salutiamo col nostro affetto e la nostra amicizia. Abbiate il buon possibilità. Ovviamente, prima che ci saluti per questo rapido, insomma, questa rapida dimostrazione di affetto della quale ti ringraziamo, ovviamente sul format che abbiamo proposto stasera siete assolutamente invitati anche tutti voi.
>> Ma molto volentieri. Mi ricordi la tematica?
No, domanda dal pubblico. Domanda da...
Allora, allora, noi veniamo, veniamo solo per fare un'affermazione, un'asserzione di affetto e di amicizia. Ecco, questa è la nostra domanda.
Senti, ma una domanda al pubblico? Una domanda dal pubblico già ce l'abbiamo per te, che ti sei mangiato stasera?
>> Ah, allora vi saluto dicendo. Allora, abbiamo un antipasto tagliere del lago di Montelleri a Vicchio e antipasto con tagliere. Poi ho preso un peposo che come ha preso la Rocky che è la donna di Samuele e poi per secondo un primo, cioè i tortelli al ragù. E con questo vi saluto e vi auguro un buon proseguimento. Vi stiamo seguendo ancora. Grande.
Dai, ascolta Simon, quando vieni a Firenze ti porto io i ristoranti epici. Ved, sei il mio ospite. Quando capiti da queste parti andiamo insieme a cena da qualche parte. Abbiate un buon proseguimento. Un abbraccione a tutti.
>> Grazie Francesco.
>> Grazie per il pensiero. Un abbracci. Ciao bello. Ciao.
>> Ciao a voi. Ciao.
Nel frattempo al cellulare era Loris Martinelli che ci salutava.
>> Ah, benissimo. Un saluto, un saluto assolutamente anche a Loris. Mh, ci tengo, se ci sente, ci tengo a dirgli che secondo me non troveranno il mostro di Firenze, ma l'assassino della Guccio. Sì.
>> Speriamo.
>> Scusate se sono salomonico, però secondo me lo trovano. Secondo me, se da quello che ho visto da tutte le abbiamo parlato anche non solo ieri, altre volte con Matteo e secondo me stanno facendo un enorme lavoro, però permettetemi di dire che secondo me, eh, troveranno l'assassino della Guccio, non il mostro di Firenze. Poi mica soffendono, eh. Siamo...
>> Eh, ma poi mai dire mai, eh. No, perché ma magari, eh, io lo dico sempre, a prescindere dalla mia opinione, ma magari uno che non la pensa come me ci dà, ci ci trova la prova che è il mostro di Firenze, così finalmente la smettiamo, ci dedichiamo altro, facciamo Florence International Cuisine, facciamo un canale di cucina, di musica, di UFO, di UFO. A proposito, Daniele, mannaggia i pescetti, io e te ci diciamo tante volte tante volte che dobbiamo fare sta cacchio di trasmissione e poi alla faccia alla fine non la facciamo mai. Dobbiamo assolutamente, si può organizzare anche perché c'ho contatti con qua il centro ufologico toscano, eh, li possiamo porti dentro.
>> Oh, assolutamente. A me piacerebbe moltissimo perché è un argomento che seguo fin dalla giovane età. Eh, e mi piace approfondirlo perché secondo me è una tematica molto interessante che poi comunque va a parlare della vita anche nell'universo, però, vabbè.
Assolutamente non divaghiamo. Nel frattempo, eh, salutiamo anche la nostra amica Marianna, eh, che è una persona che però che non si espone mai, ma dietro le quinte è fondamentale. Una...
>> Ed è un ed è un peccato, eh.
Una donna di una intelligenza straordinaria e che è anche dietro a molti mostrologi che spesso, secondo me, non la ringraziano quanto in realtà dovrebbero.
Esatto. E, e quindi, e siamo assolutamente non solo felici e orgogliosi, ma assolutamente orgogliosi che faccia parte della, eh, della nostra cricca. Possa usare questo di questa banda.
L'utente Matteo ci dice, sugli UFO si apre un mondo.
>> Dillo a me, dillo, dillo a a Simon, dillo a me. Eh, voglia te. Dai, guardami, stasera come tante altre sere parliamo del mostro di Firenze. A me sembra strano che qualcuno non se ne sia uscito fuori, che il mostro di Firenze non sia un alieno.
No, no, per carità, no. Com, anzi, comunque, parlando di UFO, a chi interessano queste cose, se vanno su quell'altro canale, cioè Fe Television, c'è tutta la serie, eh, c'è tutto Bluebook, no?
>> C'è le investigazioni dell'epoca, eh, degli americani sugli UFO. C'è poi ho visti.
>> Eh, poi c'è anche UFO Shadow.
Come no? Io le ho viste. Mo Ufosciato non mi ricordo a che puntata mi so fermato, ma, eh, perché non è un paio di settimane che non lo vedo, però assolutamente recuperate anche questi perché, Ma in realtà recuperateli perché sono anche, perdonatemi, a gratis, quindi ed è materiale che non si trova così facilmente. Anzi, addirittura c'è una serie tedesca in bianco e nero che si intitola Le avventure dell'astronave Orion. Come? Come? La conosco, come no. Spettacolare. Ed è stata fonte di ispirazione per molte delle cose che vediamo oggi.
>> E su F Television le serie sono complete, c'è tutto.
Allora, Daniele, perdonami. Torniamo al mostro di Firenze. Il nostro ascoltatore Jacopo Fattori poco fa ci fa questa domanda. La trappola, e te la leggo come ce l'ha scritta, eh. La trappola tesa al mostro nell'82 potrebbe essere legata alla presenza di Vigna e Fleury alla mostra di Spezie e quindi una risposta alla sfida del mostro. Eh, domanda complicata, caspita. Eh.
>> Bah, non lo so. Ehm, perché poi si va a finire che pare che questo, eh, disgraziato maledetto del mostro, eh, avesse troppe informazioni. Io non credo sia così. Ma, eh, allora su questo, Daniele mio, io ti posso dire che su tutti i casi internazionali di serial killer, perché spesso ci si riferisce un po' troppo solo all'America, ma insomma, penso che anche un po' con me abbiamo fatto il viaggio di di tutto il mondo, vi ho portato i serial killer brasiliani, russi, quindi un po' di cultura spero che ce la siamo fatta. Il, in realtà, essere a conoscenza di determinati dettagli delle indagini non è detto che tu sei uno interno. Per esempio, abbiamo avuto serial killer che portavano, lavoravano nelle mense dei poliziotti e li sentivano mangiare ogni, cioè, mentre mangiavano li sentivano parlare dei vari casi, compresi il loro. Abbiamo avuto serial killer, come ad esempio Showgross, che vi ho presentato praticamente ormai un anno fa, e anche lui addirittura era, andava al bar che frequentavano i poliziotti. Abbiamo Ed Gemper, che addirittura Ed Gemper era famoso per essere ben voluto dai poliziotti che non si sarebbero mai immaginati che fosse lui perché loro vedevano questo ragazzone interessato alle indagini. Poi potrebbe essere che aveva un parente e ovviamente non stiamo parlando della tesi fratello di Vigna, per carità, non me, non me fate sentire ste cose, me e qui...
>> Me sale il romano.
Me sale il romano. A proposito di non fatemi sentire delle cose, mi è preso, ho letto due nomi, mi ha preso Nictus, Biglino e Malanga, due [ __ ] di dimensioni galattiche. Fatemelo dire e ve lo dico così pari pari, per carità di Dio.
>> Ah, parliamo di cose serie.
Poi, e poi in realtà, mlino è un sottoprodotto di, oddio, come si chiamava quell'altro degli Annunaki.
>> Sì, ma è sempre quella banda lì che che sono collegati anche con il siciliano.
Zaccaria Sig. Zaccaria Sicide. Esatto. Poi ci mettiamo nel mezzo che con Biglino c'è anche, eh, quello che c'ha le stimmate. Siamo appostissimo.
>> Vabbè, cioè, vabbè, ma, eh, ormai, ma Daniele, perché noi ci ardimentiamo così tanto a parlare del mostro di Firenze? La terra è piatta e il mostro di Firenze è Zodiac che faceva parte di una setta. Basta. Perché, perché, e che veniva dagli Stati Uniti con la sita a Firenze.
>> Con la sita addirittura.
>> Certo, certo. Eh, per risparmiare, eh, perché aveva i biglietti ridotti essendo un militare, capito?
>> Giusto.
>> Perciò pagava poco.
>> Mannaggia, mannaggia i pescetti. Una piccola considerazione, ecco, visto che ne abbiamo parlato, il nostro ascoltatore ce n'ha parlato prima su, insomma, la pista Zodiac, molto, molto Adesso, ragazzi, torniamo un po' seri, molto, molto difficile che il mostro di Firenze, uno, che sia Zodiac, due, che sia Giò Bevilacqua. Secondo me, io in questo vedo veramente, e lo dico con tutto il rispetto della vecchione, se mi ascolta, la saluto, ho un enorme rispetto per la sua intelligenza, però in questo caso credo che sia stata un po' traviata dal dal mezzo mass mediatico. Questa è veramente una, a me sembra veramente un'indagine di Allora, io sono una persona che è molto interessata al crime e quindi non seguo soltanto quello italiano, avendo la fortuna di conoscere il francese, l'inglese, il croato, che è la mia madrelingua, vado anche, insomma, non vado solo sullo YouTube, sullo YouTube italiano. E vi posso dire che purtroppo questa forma di spetta, spettacolarizzazione è molto diffusa negli altri paesi. Noi addirittura abbiamo avuto l'intervista a Nico Clow, il vampiro di Parigi, che ti ricordi che ci aveva detto che avrebbe fatto il giro delle piazzole. Io poi e noi c'eravamo proposte e gli avevamo detto, "Guarda, se ti serve una mano, insomma, vabbè, io sto a Roma, però tu stai lì a Firenze, abbiamo altri mostrologi che orbitano, eh, nella, ecco, a proposito di spazio, orbitano intorno alla radio che possono dare una mano." No, è alla fine sono andato a scopri che praticamente era sì un programma, eh, un canale americano che faceva milioni di di visualizzazioni, però in pratica era un canale sul paranormale. Esatto, esatto, cioè è roba che ha fatto successo in America, cioè veramente con tutto il rispetto di tutti, però così no, così veramente arriviamo a una degradazione dell'informazione e a una spettacolarizzazione effettiva. Poi, per carità, che Fedez, e mi permetto di fare questo nome perché non lo sto insultando, che poi Fedez è una persona furba che conosce i mass media e li sfrutta, oh, a questo punto è intelligente lui e siamo stupidi noi. Che ti devo dire? Daniel,
>> Bravo, bravo, così.
Ok. Oh, allora l'altro canale è Florence International Radio TV, lo cerchi? Bello. Sì.
>> Molto bello, molto bello.
E tu hai detto prima di UFO Shadow, io invece sul nostro altro canale anche su Telelibera Firenze.
>> Sì, che allora l'ho unificati, eh.
>> Ah, ok.
>> E è tutto lì su Fer TV.
>> E lì, e lì vi consiglio di vedere, di rivedere, se l'avete già visto o se non l'avete visto, di vedere Il prigioniere, una serie che a me piace moltissimo. C'è c'è anche quella serie lì. Sì, giusto.
>> Moltissimo. Però visto che parliamo di complotti, complottismo, insomma, è una serie nella quale un agente segreto viene ha deciso di abbandonare il servizio segreto inglese e...
>> e e lo fanno sparire puff.
>> e lo fanno sparire su un'isola dove ci sono tutte persone come lui. Spettacolare, ragazzi.
>> che lui diventa un numero praticamente.
>> Spettacolo. Spettacolare, spettacolare. Anche il finale è assurdo, eh. Ve lo consiglio, ve lo consiglio assolutamente.
>> Eh, sì, Simon si chiude.
>> Daniele. Daniele penso di sì. Ecco, al limite, al primo che la scrive possiamo possiamo veramente l'ultima domanda, eh, se c'è uno se c'è un'ultima domanda rispondiamo a quella, se se non c'è siete soddisfatti. Innanzitutto, mentre eventualmente aspettiamo questa domanda, vi ringrazio per i per i complimenti che ci sono arrivati. Onestamente non me l'aspettavo perché Daniele, io e te siamo andati molto a ruota libera, eh, abbiamo espresso,
>> abbiamo espresso i nostri pensieri. Secondo me sarà ancora più bello quando ci saranno, eh, anche altri a darci una mano, perché comunque, come ho detto, per quanto possiamo essere interessati, io non mi definisco assolutamente un esperto del caso, eh, però ho studiato quello in particolare quella che è tutta la serie dal '68 all'85. Ecco, io arrivo all'86, il mio è il mio anno di nascita, dopo l'86 non mi chiedete più niente.
>> Va bene.
>> Ah, e Arnaldo, l'ultima domanda che ci fa, ecco, questa era una domanda sull'altezza di Salvatore Vigna e di Giocoli.
>> Ah, va bene.
>> Ecco.
>> lì, però...
>> cosa ci dice qui, qui, qui sei tu, eh. Qui non posso rispondere io.
Io rispondo velocemente. Andate a vedere il sopralluogo fatto da me e Mencalcini su questo canale e vi rendete conto che alzarsi di 40 cm non è impossibile,
>> eh.
Oh, assolutamente. Questo lo penso anche io.
>> capito? E quindi te vai su un rialzo che lì c'era e spari dall'alto.
Eh, sì, ne abbiamo, Ma guarda, io poi mi ricordo che ne avevo parlato con il nostro m, eh, col nostro amico Luca Holla, che approfitto per salutare, probabilmente, eh, probabilmente lo organizzerò una puntata, riorganizzeremo perché tanto su Giocoli pure ne abbiamo fatte un milione di puntate anche con lui che ci teneva a descrivere, a esprimere alcune opinioni in merito. Ricordavo, mi ricordo che ne abbiamo parlato anche io e lui e soprattutto lui mi ha trovato una foto che io mi ricordavo di aver visto, però non sapevo dove, sai com'è, quando ci informiamo a destra, a sinistra, insomma, purtroppo con i tanti video oltre ai nostri giustamente che esistono, non non mi ricordavo dove avevo visto questa foto e c'era proprio la foto di questo poliziotto che si vedeva palesemente che sembrava più in più alto degli altri perché stava sul rialzo. Io mi ricordo...
>> superava il furgone.
>> si vedeva la testa sbucare.
>> e delle foto.
>> me l'avevo, mi ricordo l'avevo trovato.
Senti Daniele, c'è il nostro Drugowski che non vuole chiamare perché stiamo qui dendo. Che facciamo con lui? Che gli diciamo?
>> Si chiude, si chiude perché io son veramente finito nelle barbe. Non ho più voce, anche perché c'ho le mie consigle. che ogni tanto s'affacciano e...
>> poi e te siamo due che fumiamo poco.
>> No, se si fumano quando per nulla, guarda.
Ma ragazzi,
>> allora Daniele, siamo ai saluti. Veramente ringrazio tutta la chat. ho visto, ma li ho visti veramente molto attivi anche nel parlare tra di loro e questa è veramente, secondo me, la cosa più bella di tutte perché è una condivisione che potete fare con noi e che fate tra di voi e mi e prima di salutarci fatemi soltanto una cortesia, studiatelo il caso perché Daniele addirittura non te l'ho raccontato, non so se l'hai visto sul cosiddetto gruppone, sul famoso gruppone, eh, qualche giorno fa mi è capitato di voler rispondere a una domanda e un soggetto anonimo addirittura mi ha chiesto chi è il Foggi e ho detto ragazzi...
>> ottimo, ottimo.
>> qui mancano le basi però.
>> ma fondamenta proprio, cioè va viaggi.
>> Quindi fate, io vi saluto veramente con questo ultimo pensiero, fatevi la vostra opinione perché è giusto, però studiate le carte su internet c'è tanto, c'è tantissimo c'è. E fidatevi di Simon, e ve lo conferma anche Daniele, quando vi leggete un po' tutto, allora diventa veramente ancora più interessante parlarne perché abbiamo tutti cognizione di causa di quello che di ciò di cui stiamo parlando. Poi è ovvio i dettagli è impossibile ricordarceli tutti, però magari la persona con cui stai parlando che ha studiato o ha analizzato il caso come l'hai studiato tu te la ricorda e improvvisamente ti ricordi anche tu. Quindi diventa una fruizione veramente totale. Daniele, grazie mille a te, alla nostra amica radio, a tutto il nostro pubblico, vi vogliamo bene e ci risentiamo e ci rivediamo.
>> Perfetto. Buonanotte a tutti. Grazie Simon, grazie mille. Sempre molto presente, utile e un nostro pilastro. Daniele, lo sai, per te è anche un piacere per te, perché sei una persona che merita tanto. C'hai un caratteraccio, eh, perché c'hai un caratteraccio. Però è bello, però è bello. C ci piaci così. Ci piaci così.
>> Ogni tanto m'arrabbio. Ma ma è normale. Poi la vecchiaia. Ma...
>> sì, ma sì, ma sì, non ti preoccupare, tu sei giovane dentro.
>> eh. Per caso son marcio fuori, ma insomma. Vabbè dai. Ciao Simon. Grandi ragazzi, buona serata a tutti e di nuovo grazie a tutti quanti per la partecipazione.
>> Grazie a tutti e buonanotte. Ciao Simon.
>> Ciao a tutti.
>> Ciao a tutti.
Io non so perché, ma ho la sensazione che tu mi stia guardando. E allora ascolta, la gente qui ti chiama mostro, maniaco, belva. Ah, ma in questi anni credo di aver imparato a conoscerti, forse anche a capirti. E so che tu sei soltanto il povero schiavo di un incubo di tanti anni fa che ti domina. Lo so che è bastato, che hai segnato il sospetto, la diffidenza, ma in questo momento non ti sto mentendo. E non ti mentirò e anche dopo. Se quando deciderai di liberarti di questo mostro che ti ti danneggia, tu sai dove e quando e dove trovarmi. Io ti aspetterò. M. Yeah.