Transcription
Labbra sfiori la lingua. Bisogna sprofondarsi ventre che stella gli occhi specchi di tro. Se ancora li guardo non torno più dietro. Mer no. Buonasera, benvenuti. Questa è Florence International Radio. Siamo in diretta con una puntata della Notte del Mistero. Stasera parliamo del profilo geografico del mostro di Firenze e abbiamo veramente un bel parterre de Rois che in pratica c'è il mitico Valerio Scrivo che finalmente è ritornato con noi questa sera. Simon Cerlantini, Enrico Folli e poi probabilmente stasera si aggiungerà qualche altro. Vi ricordo che se volete darci una mano ci sono gli sticker Super Chat, i super grazie, poi c'è l'iban, se volete mandarci qualche milionata di euro, magari che almeno facciamo una cosa molto più ampia e seria, ma comunque vabbè e tutto lì. Do la linea subito a Valerio, Simon Enrico. Buonasera ragazzi.
Buonasera.
Ti sei dimenticato di iscriversi e ad abbonarsi?
Hai ragione.
E e l'esa com'è?
A tutti.
Mi raccomando che l'età avanza e Daniele ha sempre più bisogno, quindi iscrivetevi perché più siamo più gli ricordiamo le cose a Daniele.
Esatto.
Giusto. Ecco.
Sì. Prego.
Ok. Comincia Simon.
Vabbè. Vabbè. Innanzitutto buonasera a tutti. Valerio, Enrico, dati anche gli impegni di tutti, insomma, eh siete purtroppo tra i componenti della radio che apprezzo maggiormente, ma insomma impegni di tempo, lavoro e privati non ci portano molto spesso a conversare tutti insieme. Quindi per quanto riguarda proprio me in particolare sono veramente felicissimo di di insomma di poter dialogare questa sera con voi. Ecco, poi tra l'altro trattiamo un tema che già altre volte abbiamo affrontato sulla nostra radio, sia eh la profilazione geografica eh e cercheremo stasera di analizzare soprattutto grazie al contributo di Valerio che comunque è universalmente conosciuto come uno degli studiosi che più ha approfondito questo tema proprio nella nel caso del mostro di Firenze. Prima di passare a questo tipo di discorsi, eh ci è sembrato giusto anche in maniera molto veloce eh anche per i cosiddetti non addetti ai lavori, tra i quali mi inserisco assolutamente anche io, eh cercare di dare una eh di fare inquadrare al nostro pubblico eh le linee generali dell'argomento che ovviamente stiamo trattando, perché comunque ricordiamoci sempre che non è per niente un argomento facile da trattare. Poi ovviamente Valerio Enrico, se volete ampliare qualcosa di insomma di questo che dirò all'inizio, prima di passare al mostro andate fatelo con tutta tranquillità perché sicuramente ne giocherà anche dell'informazione per il nostro pubblico. Comunque dicevamo, ehm stasera parliamo per per l'appunto della profilazione geografica e che è un aspetto molto importante della criminologia. Perché? Perché questo perché tramite l'analisi della posizione delle scene del crimine ehm e l'area in cui l'autore ignoto di un reato potrebbe avere la propria residenza, per l'appunto sono gli obiettivi primari di questo tipo di ricerca. Eh, andando un po' più nello specifico, parliamo di un'applicazione di principi geografici, criminologici e psicologici che consente di esaminare gli elementi spaziali, temporali ed ambientali degli eventi offensivi, nonché gli indizi geografici del comportamento umano lasciati dal Reo sulla scena geografica del crimine. Lo studio del quindi del comportamento spaziale che ha portato ogni criminale sulla scena del crimine è altresì un elemento molto molto importante della, per l'appunto della profilazione geografica. Ehm, in questa materia abbiamo differenti approcci teorici, ehm, ricerche empiriche, ma anche lo sviluppo di sistemi informatici che nel tempo hanno dimostrato che è possibile avanzare delle valide ipotesi predittive riguardo l'area in cui è localizzabile la base di un serialista. Vediamone proprio velocemente alcune. Ad esempio, la Crime Pattern Theory indica che gli autori di crimini entrano in contatto con i potenziali obiettivi attraverso le loro normali attività di routine strutturate attorno a determinati punti che vengono chiamati punti di ancoraggio e questi possono essere l'abitazione, il luogo di lavoro, un luogo di svago particolarmente frequentato o comunque un luogo in cui l'offender sviluppa la sua vita sociale nella maggior parte delle volte, insomma, in cui per l'appunto esce esce di casa. Ehm e soprattutto eh questa teoria suggerisce che un l'autore di un reato commetterà crimini lungo i percorsi che collegano il proprio punto di ancoraggio, quell insomma che vi ho descritto adesso, ma tendenzialmente eh è solitamente è l'abitazione con i luoghi ovviamente in cui svolge le attività di routin. Molto interessante è una un pensiero che ho trovato da parte di due studiosi, ossia di Felson e di Clark, risalente al 98, che ci dicono che crimini altamente insolidi possono eseguire schemi molto rutinari, quindi bisogna semplicemente riuscire a mettere ordine in questo caos che spesso ci ritroviamo di fronte. Ehm, parlando dei comportamenti eh dell'offender, eh seguendo un criterio razionale, ovviamente di eh guadagni attesi e di rischi, ehm, l'offender scansiona il suo spazio di di consapevolezza insieme agli obiettivi e recependo quegli indizi e quei segnali ambientali, geografici, spaziali, legali, ma anche simbolici, e questa è una cosa che poi tratterò io più avanti per quanto riguarda il mostro, eh che meglio si adattano al suo schema modello di ricerca eh di ricerca e di selezione delle proprie vittime e riconoscendo soprattutto l'attrattività, quindi anche la scusate desiderabilità dell'obiettivo stesso. Ehm, ovviamente assieme al momento del luogo più idoneo per l'attacco. Quindi già cominciamo a vedere da queste prime da questi primi accenni sulla profilazione geografica quanti, insomma quanti elementi vadano debbano essere considerati per poi poter giungere a una profilazione il più possibile vicina alla realtà. Ehm, quindi si potrebbe quasi dire che gli autori di questi crimini si muovono in questi ambienti attraverso una sorta di cartina geografica mentale, ehm, la quale fungendo da quadro spaziale geografico di riferimento, agisce sulla selezione, e questo è l'importante sulla selezione del luogo del crimine che in realtà molto probabilmente non potrebbe essere osservato e individuato se il re o l'offender non ne avesse in realtà una conoscenza pregressa. Il caso del mostro di Firenze molte volte abbiamo parlato della dell'importanza della conoscenza materiale dei luoghi sui quali si è mosso nelle scene del crimine. Ehm molto importante anche la teoria della scelta razionale che concerne l'aspetto decisionale relativo alla commissione di un reato. Diciamo che gli autori di crimini agiscono su distanze che compensano i costi, ovviamente il tempo, il percorso da affrentare, il costo materiale anche dell'azione e ovviamente i benefici, ossia quelli che prima abbiamo definito i guadagni attesi. Però, tuttavia, un avatore di reato disposto ad ottenere un importante guadagno dalla sua azione potrebbe percorrere considerevoli distanze. E qui getto l'amo nell'85 per quanto riguarda il famosissimo episodio di Delitta Scopeti, ma poi la la lettera viene imbucata a San Piero a Sieve che se non ricordo male sono circa 50 km di distanza. Quindi anche in questo caso questa distanza eh notevole potrebbe essere mh stata affrontata eh poi vedremo come, quando e perché, ehm proprio perché avrà considerato per lui un sarà l'avrà considerato un grande guadagno e sempre nell'ambito del profiling geografico investigativo, ehm con riferimento agli spostamenti di un criminale, quindi dal luogo luogo di abitazione alla scena del crimine o gli altri punti di ancoraggio che abbiamo descritto. Va assolutamente ricordato e menzionato il principio del minor sforzo di Zif che ci dice che gli autori di crimini effettuerebbero spostamenti per il tempo strettamente necessario a commettere un reato, riducendo in tal modo gli sforzi economici, fisici e soprattutto i rischi. Senza dubbio le le distanze percorse dal reo varii in funzione alla tipologia di crimine in quanto le soprattutto le opportunità e gli obiettivi da aggredire non sono eguamente distribuite. Infatti un conto è fare un'analisi geografica sul serial killer. Ovviamente un conto è farlo su un ladro d'appartamento, un conto è farlo sul ravatore di banche. Mi se mi concedete rente un brevissimo esempio. È ovvio che un rapinatore di appartamento eh che agisce in città intorno al suo punto di ancoraggio avrà molti più obiettivi a disposizione rispetto magari a un rabinatore di banche perché già per il semplice assunto che le banche sono molto di meno di delle abitazioni e soprattutto hanno una distribuzione molto varia e esistono, come sappiamo, zone che sono magari per un determinato motivo storico culturale ricche di di banche, invece altre zone che ne sono quasi completamente scoperte. Parliamo sempre di un contesto cittadino. Ehm, quindi dall'assunto secondo cui gli autori dei crimini iniziano i loro spostamenti criminosi da una base fissa e le persone sono condizionate dall'effetto di minor sforzo che abbiamo per l'appunto descritto adesso e dalle attività routinarie. è stato sviluppato da Gunter, da questo studioso tra il 1993 e il 1994, eh un modello geografico per analizzare il comportamento spaziale dell'autore ehm di un reato definito eh spesso ipotesi circolare, ossia un'area delimitata da una circonferenza il cui diametro è ottenuto dalla distanza delle scene del crimine più lontane. Lo studio effettuato, pensate, su 45 stupradori seriali londinesi, ha rilevato che di 39 che di perdonatemi che di questi 45 39, quindi oltre l'80% degli autori vivevano all'interno del cerchio e ben il 91%, quindi 41 aggressori ha localizzato gli obiettivi all'interno della regione circolare. Quindi da questo modello è nata una suddivisione di possiamo dire di tipologia spaziale. Da una parte abbiamo il Moroter, che non è Giorgio Moroder, il famoso artista e che sarebbe praticamente il criminale che è residente, cioè che utilizza la propria area di residenza come centro intorno al quale svilupperà l'attività predatoria. E poi c'è il commuter, eh che è il pendolare, ossia colui che commetterà il reato dopo essersi allontanato sufficientemente dal luogo di cui risiede. Quindi diverse ricerche empiriche hanno dimostrato che applicando l'ipotesi a porzioni differenti di crimini, la tipologia del Moroder e il pattern spaziale dominante. Ovviamente, vi ripeto, considerando la ampia gamma di crimini e delitti che vengono studiati tramite la profilazione geografica. M prima di passare il testimone ai miei abilissimi compagni di chiacchierata di questa sera, non va assolutamente dimenticata la COAL SAC, un'area circolare troppo vicina ai suoi punti di ancoraggio nella quale solitamente l'offender non miete vittime, così come bisogna sempre mettere in conto anche il principio del decadimento della distanza, ovvero secondo il quale si tende tende a non colpire in punti troppo distanti da quelli di ancoraggio che abbiamo precitato. Per concludere vi posso dire che la teoria circolare fornisce un suggerimento investigativo pratico, ma allo stesso tempo non è comunque priva di lievitazioni. Ad esempio, il problema del modello circolare si presenta principalmente quando avremo la necessità di esaminare una serie criminosa che è caratterizzata da distanze e da un'area di ricerca molto ampia che in realtà a parte due delitti non sembra essere proprio il caso del mostro di Firenze. E dopo questa introduzione se Valerio o Enrico vogliono aggiungere qualcosa, prego, sennò illustrateci sul mostro di Firenze.
Allora, non so se Enrico vuole dire qualcosa, sen no faccio io.
Vai, Valerio.
Allora, buonasera a tutti innanzitutto. E allora io sto facendo delle lezioni e devo dire che stanno riscuotendo un certo successo perché hanno fatto l'università della terza età qui a Bienina e anche a Buti non immaginavo tutta questa affluenza di persone e c'erano sicuro di tutte le generazioni. Tra l'altro, ehm, una signora poi è venuta a dirmi che qui a Buti, quindi siamo la provincia di Pisa, non la provincia di
Eh, Valerio, avvicina un attimino il microfono alla bocca, cioè troppo distante.
Ok, vai.
Ok.
Aspetta un attimo. È meglio ora?
Molto meglio.
Ok. Dicevo, dicevo questa signora di Buti che ora, insomma, sulla sessantina, diceva a noi, c'era un c'era un posto dove andavamo e ci organizzavamo con le macchine, non andavamo più da soli a come coppietta da ad appartarci perché, insomma, eravamo giovani, quindi volevamo stare insieme, ma eravamo in gruppo. E questa cosa che successe nella provincia di Firenze, a quanto pare succedeva anche qui. La gente se lo ricorda il mostro di Firenze per chi l'ha vissuto. Ehm, io ho fatto una lezione dal punto di vista mio, cioè il killer solitario mai entrato nell'Italia. Voglio fare anche qualcosa di sperimentale con con Ah, tra l'altro devo dire che anche chi l'ha vissuta, in realtà la storia poi non la conosce, quindi io quando narro la storia tante cose loro non le sanno. Penso di conoscere la storia, però quando le vai a raccontare addirittura non sanno che ci sono state otto coppie, non sanno che che che è durato 17 anni. Quindi, come ecco che servono queste lezioni a dare un quadro eh diciamo più chiaro a tutti.
Eh, ecco Valerio, scusami se ti interrompo,
ma e l'altro giorno siamo stati in al telefono pochi minuti, ma però te eh eh hai commentato la serie eh televisiva. Vorrei lo facessi anche qui e poi parti. Come e quando vuoi. Prego.
Però vado a fuori l'argomento se se analizzo.
Ah, sì, sì, certo, certo. Vabbè, ok, va bene. Comunque posso
Allora, perché allora perché mi riguarda la serie su Netflix da un punto di vista, che devo dire artistico può anche essere una bella serie. C'è una buona regia, ci sono dei dei buoni attori, una bella fotografia e i costumi sono, insomma, è fatta bene. Però secondo me non è una storia sul mostro di Firenze, però di Netflix, è una storia su, direi quasi su Barbara Locci, una geografia di Barbara Locci. secondo me era anche descritto in un modo poco realistico la voce, ma del vostri Firenze in realtà se ne parla poco e niente, dal mio punto di vista, ripeto, eh sembra quasi quasi una mi è sembrato quasi quasi una soppopera su sui sardi, però insomma ecco se io dovessi dire a qualcuno, guarda, guardi la sesi Netflix, capirai il mostro di Firenze, glielo glielo sconsiglierei da questo punto di vista. Guardi la la serie su Netflix. Mari ti piacerà, ti potrai incuriosire sul mostro di Firenze, ma non ti farai un'opinione sul mostro di Firenze, anzi farai un'opinione sbagliata. La cosa che mi è piaciuta di meno, proprio che mi è piaciuta veramente pochissimo, eh è stato quando Natalino piccolo dice al papà mi sono comportato bene, babbo
questa cosa proprio non l'ho sopportata. Questo proprio ha dato un fastidio tremendo perché si dà per scontato che Natalino sia stato, come dire, complice degli assassini della madre, come per dire "Babba, hai visto recitato proprio come hai voluto tu e dove non c'è nessuna carta, una cosa del genere, proprio da nessunissima parte, così come non credo io poi magari io purtroppo non ho la fortuna di avere le carte, c'hanno in tanti, ma io non riesco ad avere niente. A volte dico, "Forse ce l'avessimo le carte scoprire chi è il mostro di Firenze". Davvero? A volte dico, "Magari io lo beccherei sto mostro di Firenze nascosto fra le carte", perché secondo me è nascosto fra le carte. Ma non me le dà nessuno, le chiedo. Nessuno me le dà.
Se sei sei iscritto sul gruppo materiale cartaceo sul Moscolo di Firenze?
Cos'è? Un gruppo Facebook?
Sì, lì c'è un mar di roba. Ma tanta
e che non ci vado sul gruppo. Ma io non ho io vorrei proprio che qualcuno dice ma l'ho chiesto. Eh, anche chi ce dico anche se non la penso come te, ma non me la puoi dare, magari era io ti ringrazio anche.
Certo.
Tu pensa se magari io riesco a non dico a individuare un nome o un soggetto, ma almeno a cercare di capire cosa è successo. Io lo direi che mi haai dato tu il materiale. No, a me il materiale non me lo dà nessuno. Punto. E basta. Ma ma senti che roba. Ma non so perché.
Vabbè.
Vabbè. Eh, ma prima o poi l'avrò. Prima o poi, secondo me, l'avrò. Prima o poi qualcuno dirà, diamogel anche a questo qui,
anche a questo qui,
anche perché io sono proprio un teorico, sono un criminologo. Perché non lo devi dare a me? Valerio, bene bene o male qua eh ci sono dei cani eh che si occupano di questa storia e per assurdo in mano c in mano c'hanno poco nulla.
No, ma io non voglio dire questo, io non voglio criticare che io sono migliore degli altri. Io però ho proprio sono proprio un promotore di una teoria.
Certo.
E ma forse proprio perché sono il promotore di questa teoria non me la vogliono dare.
Chissà.
Non lo so. Comunque vabbè. Eh, set. Io credo che prima o poi qualcuno me la darà. Vabbè.
Allora, e quindi per quanto riguarda la serie di Netflix, eh tra l'altro eh qualche ragazzo che se la vedeva detto dottore io l'ho trovato anche noioso alla seconda puntata non sono riuscito ad andare avanti.
Ah.
Sì, perché ripeto non per me non parla del mostro di Firenze assolutamente. I delitti vengono visti sempre in una in una chiave. Per esempio, mi sembra che il 74 viene descritto da, se non ricordo male, da Giovanni Mele
mh
nel in Netflix.
Sì.
Che può anche avere un effetto scenografico, insomma, abbastanza diimpatto, però non c'è l'intage, secondo me non c'è niente lì da, ripeto, per me poi, insomma, però non è che lo sconsiglio, eh, anzi io lo consiglio, vedetevelo. Anzi, la prima domanda che faccio io quando faccio questa lezione, chi è che ha visto la serie su Netflix? E è la cosa che ho fatto io quando alla Roma,
ma non sono tanti, sai?
Eh no, guarda, alla Romola con era presente anche Simon
e la prima cosa che ho fatto quando siamo partiti con la diretta ho chiesto chi l'aveva vista ed erano in tantissimi
perché quelli sono mostrologi.
Ah, ecco. Ecco.
perché tu vai in un in un come dire
in un contesto
in un contesto che e la ficcente è seguita qui non sono mostrologi. è gente normale che magari si ricorda il mostro di Firenze l'anche vissuto, ma non è che l'abbia non si interessano più di tanto, però sono incuriositi perché è una vicenda che interessa. Io però questa sera, se siete d'accordo, volevo fare una sorta di ringrazio Simon per averci fatto questa descrizione sul profilo geografico criminologico, però io volevo fare il profilo geografico criminologico come se noi fossimo negli anni del mostro. Mh, non sappiamo niente perché gli studi ancora non ci sono, non sono stati pubblicati, quindi non abbiamo Kint, non abbiamo Carter, non abbiamo nessuno, non abbiamo proprio l'idea del profilo geografico criminologico e cerchiamo di capire come hanno ragionato o come come avremmo ragionato noi. Ora mi rendo conto che questo esperimento fatto fra noi forse fallisce perché noi siamo conosciamo la storia. Una cosa è farla tra persone che conoscono i fatti e che hanno una loro teoria, è una cosa esporla a persone che non conoscono i fatti e non hanno nessuna teoria. Quindi io volevo condividere eh delle cose, se è possibile, ci provo. Certo.
E diciamo facciamo un po' quello che è successo e cerchiamo di ragionarci sopra. Valerio, ricordo chiedere Daniele.
Sì, eccomi. Dimmi.
No, dimmi che mi stavi dicendo.
No, stavo dicendo che all'epoca eh qualcuno ipotizzò che il Mosco di Firenze stesse scrivendo un enorme m con i luoghi dei dei
Sì.
parte sulla nazione questo
e e qualcuno pensava o a alla parola mamma o addirittura Madonna.
Anche mostro.
O anche mostro. Certo, è vero anche questo, però all'epoca ipotizzava in quello, ecco.
Ma sai, comunque ora lo vediamo. Sì, se c'era questa. Io non credo che lui agisse perché voleva fare un disegno. Vado avanti. Allora, condivido il file se ci riesco, perché non lo so se lo riesco a fare.
Beh, prima ce l'hai fatta.
Eh, eh, sì, però prima era prima. Condividi. Ah, ti volevo dire, eh, Daniele.
Dimmi.
Tu che sei alla regia, quindi dimmi, ingrandisci? Si vede male? Si vede?
Sì, ora si. Allora, questo cartello si vede perfettamente.
Ah, ora guarda. Ok, vabbè, questo è
il titolo.
Vado veloce perché voi i fatti li conoscete. Comunque io la faccio iniziare da Vabbè, questa vado avanti, non c'entra niente. Queste sono le lezioni che faccio io. Eh.
M vedo.
Solo che questa lezione che devo fare sarà completamente diversa. E qua riprendo il libro e iniziamo dal 7 giugno del 1981.
Ok.
Quindi, ok, domenica mattina la storia la conosciamo, però ecco, ora questo come si vede, Daniele.
Questo va ingrandito un po'. Vai.
Ingrandiamolo.
Come hai fatto prima, ti ricordi bene?
Eccolo qua.
Bene.
Siamo qui. Quindi 7 giugno 19 nel punto giallo.
Sì, qui.
Ok.
Ok.
Sì. Anzi, facciamo così, faccio ancora meglio, eh? Eccolo qua. E cerchiamo di ragionare. Sappiamo com'è andata. Vittorio Sfone, che è un ispettore di, anzi, non so se era un ispettore, comunque un poliziotto, no, non credo fosse un ispettore. Questo poliziotto, eh, che quella domenica decide di andare col figlio un po', insomma, in campagna, il figlio dice babbo, vorrei raccogliere dei fiori per la mamma. Dice, "Va bene, andiamo lì". Ehm, mentre il figlio raccoglie i fiori, lui si accorge che c'è una macchina, però non vede nessuna persona in giro, quindi pensa che sia di un contadino che l'ha parcheggiata lì, però poi nota che è un poliziotto, ma anche se non fosse stato un poliziotto, forse qualcuno avrebbe notato che c'è un oggetto per terra. Quando si avvicina vedo che questo oggetto è una borsetta e da donna e con gli oggetti sparpagliati per terra, lui pensa che si tratti di una macchina rubata, vede che c'è qualcuno all'interno, cerca di richiamare attenzione, dice "Ehi ehi ehi", ma questo non risponde. Si avvicina, nota il finestrino frantumato, nota il sacco e a quel punto ha capito che c'è. È successo l'omicidio. Va per prendere la pistola. Sifone c'ha questo istinto di prendere la pistola, però è in borghese. A questo punto fa la cosa che deve fare, cioè Scusate, voglio vedere se sposto qui. Ecco qua. Scusate un attimo.
Ora ancora meglio. Si vede?
Ancora meglio. Aspetta, però lo non volendo Aspetta. Eccolo qua. È qui. Eh, siamo qui.
Ok. Allora, porta il figlio a Scanticci, non perché lui sta a Scanticci, qui siamo nel comune di Scanticci. Non lo porta neanche a casa lui il figlio, perché non ha il tempo di andare a casa. Lo lascio da un amico, gli dice di a mia moglie che non tornerò per pranzo. Io secondo me lui non è tornato neanche per cena. Anzi, mi è venuto in mente che la stessa frase "Non tornerò per pranzo", dite a mia moglie. La disse anche BTK. Quando lo arrestarono, disse ai poliziotti, "Potete dire a mia moglie che non tornerò per pranzo?"
Ah, sì, è vero. Questo umorismo nero lebbe bit.
M
Allora, ragioniamo fra di noi a questo punto, facciamo finta che noi siamo i puliziotti. Io se nella chat poi qualcuno vuole A proposito, possono sempre intervenire telefonicamente?
Sì.
Ah, se vuoi metto il telefono.
Eh.
Sì.
Ok.
055247 985, numero storico di Florence International Radio. Lo metto in sovimpressione.
Ripetilo così se qualcuno.
05524 77985.
Ok. Quando si Sifone ha visto solo l'uomo, non ha visto la donna, però c'era una borsetta da donna. Quando lui chiama i gli altri, arriva eh arriva la macchina della polizia e lui va con sono i primi ad arrivare, quando lui scende dalla macchina, voi ci siete stati nei luoghi del crimine, quindi sapete di cosa sto parlando quando è proprio sifone che scopre anche la ragazza, quindi oltre a scoprire il ragazzo scopre anche la ragazza perché come apre lo sportello del passeggero se la vede proprio di fronte. E nella nella scarpatella scarpatella sarà quando sarà 2 m questa scarpata mi pare 1,5 2 m non credo di più.
Vero?
Eh.
Sì, sì, sì, sì, confermo.
Ecco, noi abbiamo la foto della ragazza coperta da fogli di giornale. In realtà non l'hanno trovata così, però era vestita. La cosa che ha fatto impressione è che questa ragazza non presentava più il pupa, al porto del pupera macchia di di sangue e di grasso. Bene, a questo punto noi sappiamo già che siamo in presenza di qualcosa di maniacale, perché una cosa del genere non succede, anche se all'inizio le indagini cercano nell'enduraga, vi ricordate? Lui, lei era stata lei aveva lasciato il ragazzo e avevano accusato il ragazzo e il fratello del no accusato, insomma, l'avevano sospettati all'inizio che potesse essere stati il fratello e cioè il ragazzo di della l'ex ragazzo di Carmela De Luccio col fratello, però questi avevano un alibi. Allora io dico ragioniamo fra di noi. Questo è il primo omicidio del mostro. Se noi dovessimo indagare, dove indagheremo? Qui iniziamo a fare il profilo geografico. E questa è la domanda che io farò. Voi siete lì, siete poliziotti, dove andate a indagare? Io penso che indagheremmo, non so se siete d'accordo, nel comune di Scanticci. Non andrei oltre. Non ho motivi per andare oltre al momento. Siete d'accordo?
Direi sì. Eh, cioè la logica è quella. Eh.
Però loro fecero una cosa giusta, secondo me. Non pensarono solo a Scanticci, pensarono anche a Pontassieri. Perché pensarono al Pontassiere? Perché il ragazzo era di Puntassiere e ci poteva stare. Ci poteva stare. La ragazza era di Scanticci, ma lui era di Pontassiero. Dice "Andiamo a dare un'occhiata anche a Pontassiero" e ci poteva stare sempre che questo assassino conoscesse le vittime. Se conosceva le vittime avevano perfettamente ragione ad andare a vedere appunto assieme. hanno fatto bene e a cercare di capire se poteva venire da lì questo assassino. Che succede? Succede che se m si ricordano subito, immediatamente, che 7 anni prima c'era stato un altro delitto irrisolto e questo delitto irrisolto era avvenuto in un'altra zona. E ora vado avanti, esco un attimo da questa diapositiva. Aspettate che non so come si esce da qui.
Valerio, mentre cambi schermata, io intanto aggiungo che
il primo, il fidanzato precedente della Denuncio, tale Antonio Leone, fu giustamente anche posto sotto l'occhio degli inquirenti perché eh detta anche dei familiari si era macchiato nei confronti della Denuccio, comunque di un un qualcosa che è stato descritto come delle aggressioni in cui le avrebbe fatto anche male, quindi è stato un collegamento abbastanza ovvio e naturale per gli inquirenti che, come hai detto tu, se ci identifichiamo noi questa sera e loro penso che avremmo fatto riccamente anche noi.
Sì, sì, sì. Allora, qui voglio far vedere. Questo è il percorso che fa Sifone, vedete? No, non so se si vede. Sifone con il figlio, però quando vengono con la macchina della polizia fanno quest'altro percorso perché la ragazza è qui. Questa è la stella. La stella gialla sarebbe dov'è la macchina. Quindi vado avanti. Ecco, voi le conoscete queste tutte queste foto. Queste sono le foto. Qui ci sono già i marker. Vedete?
C'è la borsetta.
Povero Giovanni Foggi. Ecco, però riflettiamo un attimo su questo aspetto. Allora, si vede o devo ingrandire? Allora,
no, credo che si vede abbastanza.
Ok, qui c'è la ragazza, si vede ancora. Qui si vede un po', non so se si vede. Già è stata coperta con i fogli di giornale. Non c'è, come vedete, niente che isoli la scena.
No, nulla. Niente.
Non c'è, però almeno non ci sono persone.
Come spesso è successo. Eh.
Sì. Eh, era una cosa un po' strana, però insomma lì quella è la ritmo, qui c'è l'adenuccio. Sono 12 m. Riflettiamo su questi 12 m perché la ragazza è stata non è stata trascinata perché non ha segni di trascinamento. Ovviamente potremmo pensare anche che si tratta di due persone, qui lo potremmo pensare inizialmente proprio perché non ci sono segni di trascinamento. nell'81. Allora, il termine Siriel Killer stava nascendo proprio in quegli anni. Lo creò Wrestler dell FBI, il termine Serial Kitler, ma il questo termine inglese in realtà l'avevano già conato i tedeschi nel 1930. Esce un articolo di un ispettore, del capo della polizia di di Berlino, perché c'era un serial killer a Dusseldorf e lui scrive un articolo e lo chiama serial Murder, perché killer non c'è in tedesco questo termine, si dice morder, quindi assassino siriale nasce nel 1930. sono i tedeschi che cominciano, sono i primi che si interessano dei Siri Killer, perché in quegli anni la Germania ha appena perso la prima guerra mondiale, c'è un caos enorme, hanno subito un'umiliazione trema, devono pagare delle perché hanno perso la guerra delle cifre enormi. Qui si ammazzano fra di loro comunisti con nazisti, con fascisti, insomma è tutto un caos. In questo caso ci sono anche i ser killer, ce ne hanno tantissimi loro e ne hanno uno a Dusseldorf, l'altro, anzi ne hanno dueeldorf che agiscono contemporaneamente, però sono, devo dire, sono stati abbastanza abili a un certo punto da capire che erano due soggetti diversi. Si sono anche posti il problema se si trattasse di più di una persona, però hanno optato per un singolo individuo perché hanno detto se noi pensiamo che sono un gruppo di persone, anche se loro non lo insomma lo ipotizzavano, ma fino a un certo punto dice possiamo andare possiamo sbagliare le indagini, concentriamoci su un sincro soggetto. Poi questo soggetto venne catturato, Peter Curten. Peter Consider Killer molto particolare, molto particolare perché lui quando viene catturato ammetto tutti i diritti che ha commesso, ma ne ammette anche altri che erano rimasti risolti e che non aveva commessi nel 29, perché lui nel 29 esplode, ma li aveva commessi addirittura 10-15 anni prima. ne aveva commessi due ai danni di una bambina. Lui lui era uno che entrava nelle case, rubava, era entrato in una casa. Adesso sta bambina che dormiva e la sgozzò e poi insomma fece come fece BTK che poi si masturbò davanti al cadavere di questa bambina, anche se lui poi questa cosa la nega quando parlerà con con lo psichiatra del carcere. lui lo nega, però lo psichiatra dice "Ma c'era lo sperma", quindi s'è masturbato. Dicevo, eh qui potremmo pensare che ci sono due persone, forse sì, però devo dire che nel 1981 gli inquirenti non pensarono a due persone, a più individui, pensarono a uno solo e secondo me fecero bene. Non avevano nessuna esperienza questi poliziotti, questi inquirenti di Syrial Kitler e lo sappiamo perché alla fine No, ma non voglio anticipare, siamo il 6 giuglio 1981, quindi la cosa forse la potevano risolvere così al momento, senza aiuti. Vado avanti. E questo le povere vittime. Sanno già che si tratta di una beretta calibro 22. Questo lo sanno. In questo omicidio. L'assassino ha usato una cartuccia piombo nudo. Non ha usato quella a quindi queste cartucce, non queste qui. Questa è una palla ramata. Questo è un prototipo, eh, non sappiamo che tipo di pugnale abbia usato, però ha dato pugnalate post morte al ragazzo, ma non alla ragazza. Stranamente la denuncia non ha mai dato pugnalate post morte, non l'ha neanche spogliata. Maurre rimase veramente stupefatto dall'abilità, lo dice lui. Questo fa proprio una descrizione Maurri e quando diciamo il giudice gli dice dimmi come sono morte queste persone, l'epoca della morte, la causa della morte eccetera eccetera. Però fa una una postilla, lo dice proprio, dice vado oltre il mandato che mi è stato dato dal giudice e cerca di fare un profilo di questo soggetto e dice che deve essere abbastanza abile perché agito nell'oscurità più totale in un terreno accidentato, però si è creato il suo, come dire, campo operatorio, chiamiamolo così, ed è stato molto preciso. Lui rimane eh stupefatto alla precisione perché lui quando eh recide i pantaloni è abbastanza recide quello che gli serve, non va oltre, poi recide le mutantine e poi fa questa esportazione del pupe, quindi non fa uno scempio, ritaglia quello che gli serve. Poi De Fazio successivamente dirà che il fatto che lui ci perda tanto tempo, il fatto che lui cerca di essere il più preciso possibile dimostra che questi souvenir lui se li deve conservare. Quindi è come dire è come se se li dovesse incorniciare. Quindi gli servono quelle dimensioni, ha bisogno di quelle di di quel pezzo e basta. Ed è meticoloso. Quello secondo me è il momento in cui lui è vulnerabile. È vulnerabile perché non ha la pistola in mano, è concentrato su fare l'escissione e quindi si isola. Quello è il suo momento magico. Secondo me lo sa lui che è vulnerabile in quel momento, però non può farne a meno. Credo che in questo caso deve essere successo qualche cosa per cui lui ha avuto una certa fretta nel, cioè è andato via, non non andato pugnato posto morte, ma è scisso il cubo e se n'è andato. Non ha neanche tolto i pantaloni, non si non si è preso neanche la briga di togliere i pantaloni alla ragazza. Anzi, qui vorrevo un suggerimento di di Enrico, se lo vuole fare subito o se lo vuole fare dopo, perché si comporta in questo modo. Sappiamo che viene individuato Enzo Spalletti. Enzo Spalletti è un guardone, guida le ambulanze e lo arrestano accusandolo di essere sospettandolle, accusando di essere lui il mostro di Firenze perché avrebbe detto alla moglie che c'erano queste questa coppia uccisa con lei con la mutazione del con l'eccessione del pupe senza che ancora era uscita sui giornali niente. Le cose non credo siano andate veramente così, però secondo me in questo caso ci hanno visto giusto, ma no che sia Spalletti, hanno visto giusto che il soggetto che devono cercare è un guardone.
Valerio, perdonami se ti interrompo, una precisazione importante e lui alla moglie però racconta l'elemento dello spostamento del cadavere. Lui non nomina mai l'esc
eh può darsi. Allora, io questo non me lo ricordo sinceramente.
Guarda, su sulle informazioni di Spalletti con me vai tranquillo perché ho riassunto tutti i verbali esistenti disponibili sul web, quindi
su Spalletti andiamo tranquilli, non ti preoccupare. Comunque questa fu una caratteristica ben diversa da quella del Fabbri dove eh perché con la moglie parlò di spostamento con la moglie quella mattina a pranzo e con i suoceri nella gita immediatamente successiva nel pomeriggio. invece contro, cioè nella nella famosa telefonata del lunedì col Fosco Fabbri, lui invece cita proprio l'elemento non dello spostamento ma del trascinamento. Comunque tramite una ricerca ho scoperto che in realtà quando parla col Fabbri e lo e poi parla con gli inquirenti in quel momento non sta mentendo perché effettivamente sul giornale di lunedì c'era l'elemento del trascinamento e pensate si trovava non in prima pagina ma nelle pagine interne e soprattutto, cosa ancor più curiosa si trovava nell'articolo quello famoso, credo che fosse di Villorisi, quello che per primo il giorno dopo il delitto già anticipava la possibilità del collegamento con Rabatta. Scusa se ti ho interrotto, perché perché hai fatto bene par del 74 perché c'è il collegamento viene fatto subito prima dai giornali, come giustamente hai detto tu e arriviamo al 1974. La ingrantisco. Eh eh. Vediamo. Ah, solo che se incrantisco mi sparisce questo. Vediamo. No. Ok. Ecco qui, come dicevi tu giustamente, Simon, si fa questo collegamento con 1974 e lì siamo a 7 anni prima e siamo in un altro luogo, in un altro posto. Siamo nel Mugello, siamo a Rabatta. Rabatta che nel comune di Borgo San Lorenzo. Ehm, ecco, qui già si può cominciare a fare il profilo geografico criminologico perché qui abbiamo due aree e secondo me dovremmo decidere qual è l'area di provenienza, se è una delle due, noi dovremmo cominciare a pensare quale potrebbe essere. Se una delle due è c'è sempre prontassive ancora eh qui perché sia eh Foggi sia eh il Gentilcore sono tutte e due di Pontassieme e questo è un elemento che loro tengono in considerazione al momento e fanno bene, secondo me, a pensarlo perché sembra quasi che lui uccida le donne, però segue gli uomini, conosca i ragazzi più che le ragazze. Comunque sappiamo che non arrivano a niente di fatto. Che succede? Ehm, sul Rabatta, però eh devo dire questo. Allora, ecco qui. Questa è la parte. Qui viene il delitto, viene dov'è la stella gialla. Questa è la stradina. Si vede? Ingrantisco.
Forse è meglio che ingrandisci poco poco, Valerio, non tanto.
Ok, ecco qui.
Perfetto.
Allora, attenzione perché questa Ehi, aspettate. Eh, si vede la manina tanto, giusto?
Sì.
Allora, questa è la stradina. Ma questa stradina trae l'incanno perché ecco qui c'è Rabatta, vedete? Qui c'è Mattagnano. Mattagnano è nel comune di Vicchio, Rabatta è nel comune di Borgo San Lorenzo. Questa strada è una linea di confine fra Vicchio e Rabatta. Se la stella invece di trovarsi eh sulla sinistra si fosse trovato sulla destra, noi saremmo stati nel comune di Viglia. Questo è un errore di prospettiva perché noi diciamo che questo è un delitto che appartiene a Borgo San Lorenzo. In realtà secondo me questo è un delitto che appartiene a Vicchio. Perché dico che appartiene a Vicchio? Perché la ragazza è di Vicchio, quindi io la lo se devo pensare che nel caso proprio di Stefania Pettini che sappiamo che diciamo brevemente cosa è successo questo 14 settembre i due ragazzi si devono andare al Team Club che quella sera apre la sala da ballo che si trova appunto a Borgo San Lorenzo. Lui aveva comprato dei pantaloni la mattina e li aveva portati a a Stefania per farglieli vedere questi pantaloni. Tra l'altro la cugina Carla Bartoletti se lo ricorda benissimo questo particolare. Lui non era entrato a casa di di non era andato a prenderla a casa Stefania perché erano fidanzati ma non ufficiali. Siamo nel 74 e lui ancora non aveva avuto, come dire, eh ancora non ci andava a casa di Stefania, quindi si incontravano. Eh lei era a casa della cugina, aspettava proprio con con impazienza che arrivasse Pasquale. Pasquale nel frattempo aveva accompagnato la la sorella a al team club, era andata e le aveva detto "Guarda, fra un po' vengo, anzi entro mezzanotte fatti trovare, non farti cercare dappertutto, non fare come il tuo solito" sera raccomandato Pasquale alla sorella perché insomma di venirci a cercare in realtà purtroppo poi sarà la sorella che andrà a cercare lui quella notte. Quindi non salì neanche in casa della cugina perché eh insomma la mentalità dell'epoca era questa qui, finché non ufficializzavano come se non fossero realmente fidanzati. Ora, quindi, siamo nel comune di Borgo San Lorenzo, ma secondo me questo è nel comune di Picchio, perché dico è un errore di prospettiva. Questo lo vedremo più in là perché se noiamo a Borgo San Lorenzo innanzitutto è un'area molto più grande quella di Borgo San Lorenzo e e poi ampliamo l'area geografica di questo soggetto e forse sbagliamo, la riverberiamo troppo, la stiamo ingigando. Questo è un delitto particolare perché lei non viene ucciso a colpi di pistona, lei viene uccisa con, sappiamo con delle pugnorate perché lui esaurisce colpi di pistola. le esaurisce perché lei si difende, lei cerca di difendersi in tutti i modi e lui aggrisce il passeggero, spalanca lo sportello dato il passeggero. Lo stesso identico delitto era stato compiuto negli Stati Uniti. l'anno, una coppia venne aggrediti in un parcheggio, l'assassino aprì il lato del passano proprio come Stefania e e Pasquale nelle stesse identiche condizioni. Stavano facendo lavoro lei sul sedere del passeggero, questo che apre il sedeggero e comincia a sparare al ragazzo. Però nel caso americano la pistola si inceppò, non riuscì a uccidere il ragazzo e allora gli dede dei dei lo colpì col calcio della pistola, lo stordì, prese alla ragazza, la portò via, la trovarono tre giorni dopo uccisa, violentata e uccisa e questo diritto rimase eh un delitto irrisolto. Finché negli anni 2000 la genealogia forense non riuscì a beccare il colpevole. Pensate che questo qui era stato interrogato dalla polizia sottoposta alla macchina della verità. Perché? Perché era una non una luger, una un nome simile, non è Luger, Luther, mi pare, insomma, una pistola avevo un nome che sembra Luger, ma non è Luger. Allora, mi sfugge in questo momento. In tutto c'erano una ventina e c'aveva anche questo qui, però questo disse che gliel'avevano rubata la pistola, ma aveva comprato un caricatore. Il caricatore della pistola dell'assassino lo trovarono lì perché lui mentre dava i colpi in testa a questo povero ragazzo, si staccò il caricatore e lo trovarono. Poi andarono da questo soggetto che aveva comprato un caricatore, ma non aveva ancora una pistola. Lui disse che avevano rubato, quindi lo sottopose alla macchina della verità, come dire, superò il
Test e venne escluso dalle indagini. Un errore clamoroso. Un errore clamoroso.
Quando andranno a riaprire il caso, anni dopo avevano una sessantina di sospettati. Lui era al 21º posto, poi l'esame del DNA, la genealogia forense e lo lo mise al primo posto.
Quando andarono a casa sua a chiedergli il DNA e c'era la moglie lì e e lui non non potè dire di no, ormai c'aveva 70 anni e quindi diede il suo DNA. Anzi disse, "Ma io l'ho già dato nel quando ci fu il delitto il DNA." Dicono e la moglie stessa disse, "Ma guarda che nel anni '70 non c'era questa questa meta quindi non puoi averlo dato".
E gli chiesero i detective, che già sapevano che era lui, eh, però non avevano il DNA. Diciamo che i genealogisti avevano detto è costui, però sai, una cosa è dirlo e una cosa è provarlo. Don una donna con il DNA, quindi andarono a cercarlo e disse si ricordava. Dice, "Ma io non neanche me li ricordo questi due" e già agli investigatori sembrò falso che non si ricordasse perché perché in memoria di questa ragazza nella scuola c'era una una sorta di di stele e i suoi figli andavano a questa scuola. Quindi, come poteva non ricordarsi questa ragazza quando tutti i giorni si andava a prendere i figli a scuola, vedeva la questa questa rapide? Eh, e lui disse, "Ma io quel Mi ricordo che era a casa con mia moglie" e la moglie che si ricordava, ma aveva una memoria eccezionale sta donna, disse "Ma no, ma quella sera io ero a casa di ero andato a trovare mio padre in ospedale, me lo ricordo benissimo, tu eri rimasto solo a casa" ancora la moglie non sospettava niente.
Beh, per dirti, insomma, siamo nel 1974, o stesso identico delitto avviene negli Stati Uniti. Identico, no? Perché il mosso di Firenze non rapisce quello che deve far lo fa sul luogo del crimine. Sappiamo però che portò via la borsetta, fece 300 m, la portò qui più o meno. Ecco dov'è questa macchia di alberi, la vedete? Questi alberi qui. Se voi andate a vedere una foto aerea del 1976, questi alberi sono piccolissimi.
Mi ricordo che Vinceri mi fece una domanda una volta, c'era anche Enrico. Ti ricordi noi quando dovevamo andare a vedere eh dov'era venuto il delitto di di Pacciani? Non riuscimmo a trovarlo. Te lo ricordi?
Sì, sì, sì.
Ecco. Eh
sì, me lo ricordo, me lo ricordo molto bene. Sì.
io poi non so se tu ci
tu ci sei mandata poi da Tassin. Io non ci sono mai
Io io eh il quando noi andammo io c'ero già
arrivo a un certo punto e te ti dico che ci affacciamo a una villa c'era una donna che spreteva il sole dura mi pare.
Sì. No, vabbè. No, dai. Era era in costume. Era
era in costume, insomma. Sì, sì, sì, sì, sì, sì. Non era non era nuda, era in bikini.
No, no, era in bikini. Sì, comunque io c'ero già stato a Tassinaia, cioè prima della nostra sortita che non produsse alcun risultato, però, cioè io io ci ho visto il luogo dove dove ci sono le due croci, appunto, del inerenti al
Eh, mi ricordo che quando poi ti ricordi più o meno lasciamo le macchine, mi pare più o meno se non sbaglio. Proprio qui, proprio vicino.
No, andamo, andamo più su. Andammo, cioè
no, dicevo al ritorno.
Ah, al ritorno. Sì, allora al ritorno abbiamo lasciato le macchine e proprio ehm mangiammo al ristorante al Mataniano e poi dopo lasciamo le macchine lì e poi dopo scendemmo
e andammo sul sulla piazzola, ecco, diciamo così. Esatto. E mi ricordo che Vinettieri mi fece fece un'osservazione, eh, che poi ci pensai tu quando feci il ritorno a Pisa, ci pensai a questa doma, a questa osservazione che fece Vinatti, disse "Ma perché questo è fatto 300 m? Perché non l'ha lasciata lì? Non proprio sul luogo. Se proprio doveva prendere e vedere cosa c'era dentro e non voleva farlo sulla scena del Perché si è fatto 300 m? Perché non l'ha lasciato? Ecco, vedete la manina? Poteva lasciarla qui e invece l'ha lasciata qui. Io c'ho riflettuto un sacco di tempo su questa cosa. Poi mi ricordo che chiamai Sant'Andrea e dissi "Porca miseria, ha detto una cosa giusta di Nattieri." C'è una domanda che uno vede a volte una domanda che può sembrare eh così buttata lì, in realtà ti apre un mondo? Io ho pensato, sono andato a vedere la eh ehm la fotografia aerea del 1974 non c'è, ma nel '76 c'è. Questi alberi che si ricordi, dico, sono degli alberi enormi ora. Sì.
sì, vai a vedere sono degli alberelli. Allora, loro dicono, i carabinieri, che arrivò questa telefonata anonima alle 18:36 mi pare e Minanttieri mi fece un'altra osservazione giusta perché io stavo era notte, dice no, c'era l'ora legale ancora, quindi non era ancora proprio scuro, ma sta per fare scuro. e disse che fu precisissimo perché loro non ci venero molto a trovare questa borsetta e mi sono chiesto come faceva a essere così preciso l'individuo. Cosa aveva cosa aveva detto di così preciso? Ho pensato, ho indicato un albero, ho detto, guardate quell'albero, andate dritto nel nel campo di mais e trovate la borsetta. Oppure più che un albero forse c'era un segnale stradale, che so una doppia curva, ehm magari proprio il cioè sento un rumore sotto sotto qualcuno che batte la tastiera forse.
Sì, e sono
Ah, so io, perdon perdonatemi.
Sì. No, magari toglie il microfono eventualmente. Io ho pensato lui per dare questa questa esatta indicazione, vuol dire che lui il posto dove buttare la borsetta l'ha anche scelto, quindi non l'ha buttata a caso, magari si è trovato di fronte. Io ho pensato un segn un cartello stradale perché lui deve avere un'idea di dove sta buttando la borsetta perché questa borsetta deve essere ritrovata. Quindi lui secondo me l'ha già previsto, no che facesse la telefonata, ma che la borsetta doveva venire doveva essere cercata quel giorno. Ti ricordi quando noi siamo stati Enrico su questa stradina qui? Noi siamo stati qui, ti ricordi con i palloncini?
Sì, sì, assolutamente sì, che abbiamo fatto l'esperimento dei con con i palloncini. Esatto. Noi ci siamo andati qui, ora ingrantisco, eh, se me lo fa ingrandire. Eccolo qua. Noi siamo andati qui con E
Sì,
era Renata anche.
Sì.
E abbiamo cosa abbiamo fatto? Abbiamo preso dei palloncini lì dove è la lapide. Allora, c'è la lapide dove dove è avvenuto l'omicidio. Li abbiamo fatti salire in alto, poi siamo andati più o meno dove poteva essere la borsetta. Qui abbiamo, anche qui abbiamo eh fatto alzare dei palloncini e ci siamo messi abbiamo cercato di capire in questa strada dove dov'era il punto dove si vedevano tutte e due le scene, cioè i palloncini qui e i palloncini qui. Noi avevamo bisogno dei palloncini perché per avere un'idea di dove potesse essere sia la macchina, anche perché nel frattempo era cambiata la vegetazione, c'era c'era molta più vegetazione quando siamo andati noi, quando siamo andati 34 anni fa mi pare.
Sì, sì, sì.
Ecco,
sì. E abbiamo perché noi cercavamo il punto in cui l'assassino poteva vedere sia la macchina, perché all'epoca c'era la macchina qui mentre c'erano i carabinieri, sia dov'era la borsetta e abbiamo pensato che lui si era posizionato su questa strada qui. Ecco perché lui la borsetta la la butta dopo la stratina perché lui questa stratina deve uscire dal campo delle indagini, cioè se lui la lasciava per dire fra le due stradine potevano pensare che l'assassino poi abbia risalito la stradina questa blu. No, no, lui deve far pensare che questa stradina lui l'ha già oltrepassata e quindi la mia supposizione è che questa strada lui la fa la notte dell'omicidio lui la fa. Quindi quando lui va a borsare tutta la bossetta, poi lui ritorna su questa stradina e il giorno dopo quando osserva tutta la cela e vede i carabinieri che si muovono e vede che non vanno verso la borsetta, o meglio ci vanno quando ci si soffermano, perché loro si fanno un bel giro, ma non trovano la borsetta. non la trovano perché lui non volendo l'aveva nascosta bene. E io ho fatto un altro esperimento a settembre in un campo di mais, però ero nel nord in Lombardia. Mi è venuto in mente, mentre ero in strada mi è venuto in mente questa questa idea, dico, "Ah, io prendo una borsetta, la metto, era tipo tre filari, non oltre e poi voglio vedere se dalla strada si vede la borsetta. Non vedi niente. Ovviamente è molto sperimentare la cosa perché il veramente eh lussureggiante a settembre, quindi lui poi non c'è andato a piedi a buttare la bossetta e non l'ha buttata neanche eh diciamo in orizzontale così, no? lui l'ha lanciata a campanile perché eh eh c'è anche la foto, dov'è la borsetta? C'è un un un eh come dire una pianta di mais che che con l'impatto si è piegata, quindi loro sanno che l'han lanciata la borsetta. E la domanda mia era eh vuol dire che lui era a piedi? Allora, lui fa questa cosa a piedi. Lui si fa 300 m a piedi. Perché si fa 300 m? Forse perché qui c'è la macchina. Allora lui va a recuperare la macchina e mentre recupera la macchina butta la borsetta. Però che ci fa il giorno dopo? Lui ha commesso l'omicidio il 14, il 15 vengono scoperti i cadaveri. La telefonata la fa lui, secondo me la fa lui e qui si tradisce. che ci fa lui il 15 ancora lì e guarda tutto e osserva. Ma lasciando stare tutte queste considerazioni, arrivando a noi, ti ritorno un po' qui. Ecco, dicevo, ecco qui. Qui c'abbiamo due aree geografiche. Se noi dovessimo decidere, lui viene da Borgo San Lorenzo o viene da Scanticci, potremmo azzardare un'ipotesi? Secondo me a questo punto non potremmo ancora azzardare l'ipotesi. Tu che ne pensi, Simon?
Ma Valerio Caro, guarda, io scusi, tu devi medisimare che non sai niente, eh. Non sai che ci
Sì, sì, certo. Guarda Valerio, io su penso che su due piedi, però certo non so se questa mia idea è data dagli studi anche privati che ho fatto oggi, se l'avrei fatta all'epoca, questo lo devo specificare, però personalmente credo che la prima cosa che mi sarebbe venuto in mente, come abbiamo parlato prima di punti di ancoraggio, probabilmente avrei pensato uno il luogo di lavoro e l'altro l'abitazione. oppure abitazione e l'altro posto invece magari andava a trovare i parenti o qualcuno che lui aveva lì. Credo che queste sarebbero principalmente le cose che mi sarebbero frullate per testa. Attenzione su suello o su o su Scandicci. Eh, qui scusami, scusami Simon, scusami se ti interrompo un attimo perché voglio fare una precisazione.
Prego, prego.
Dal mio punto di vista io questo questi ragionamenti me li faccio tutt'ora perché per me il posto di silenzio è un perfetto sconosciuto.
Certo, concordo con te anche io. Assolutamente.
Ecco. E io lo vedo in questa prospettiva di perfetto sconosciuto. Per me non è Pacciari, non sono i sardi, quindi non sono influenzato, diciamo, da quelle che saranno le future di pagini. Quindi per me è ancora questi discorsi valgono ancora oggi queste domande, quindi te la rifaccio. Io concordo pienamente con te, ma guarda Valerio, in teoria pensaci se si fosse risposto con certezza anche solo a una o mezza delle domande che tutti noi privatamente ci facciamo, probabilmente ci sarebbe qualche idea un po' più concreta, ma su chi possa essere questo personaggio? Ma siccome queste risposte non sono state date, noi ancora oggi ci ardimentiamo nel nel provare a darle, però secondo me dall'altro lato facciamo anche bene, perché tu prima hai fatto un esempio bellissimo che secondo me una metodologia di ragionamento che dovrebbero utilizzare un po' tutti. Tu che cosa hai detto? parlando con Vinattieri, lui dice questa frase, allora a me viene in mente questo. È l'unico modo per potere poi ampliare i nostri pensieri, anche perché sennò rischiamo di fare l'errore della mostrologia di dei della primora che di cui ne vediamo le scorie ancora oggi che rimane troppo fissa, troppo ancorata unicamente ai propri pensieri. E quindi ti dicevo per quello che dicevo io invece era il fatto che proprio non so se all'epoca avrei avuto ecco ti ripeto, le le conoscenze criminalistiche che in realtà ho oggi, però penso che con lo Gig con usando un po' la logica e la deduzione, quindi come ti dicevo avrei avrei visto avrei ipotizzato, ecco, principalmente queste due cose, uno luogo di lavoro e l'altro luogo di o comunque passaggio durante il lavoro. Perché è stato importante anche, secondo me, l'introduzione che abbiamo fatto all'inizio, perché nello spiegare in generale che cosa può essere la profilazione geografica, abbiamo sottolineato anche il fatto che non deve essere per forza il luogo di lavoro, ma può essere anche il luogo di passaggio tra tornare da un da un punto di ancoraggio all'altro. Ecco. E tu successivamente non ragioniamo così perché ripeto, non siamo non sappiamo proprio cos'è la profilazione geografica che siamo nell'81. Eh, esatto. Quindi questo è una esattamente la premessa che ti facevo, però anche a prescindere da questi da questi ragionamenti più moderni, ecco, ti dico che avrei pensato queste due cose. Poi, se non mi sbaglio, tu successivamente mi hai chiesto quale avrei identificato come casa e quale avrei identificato come luogo di lavoro, giusto?
Allora, diciamo così, ehm siccome noi non sappiamo se colpirà ancora, non sappiamo ancora niente di questo soggetto. Sappiamo però che ha colpito in questi due posti, Borgo San Lorenzo e Scanticchi. Ora tutti i ragionamenti che ho fatto da Bosetta, lasciamoli perdere, non importa perché diciamo che sono ragionamenti fatti a posteriori. Lasciamo perdere. Noi dobbiamo solo decidere secondo quello che perché quando si fa un'indagine di questo genere ormai abbiamo capito che ci ci troviamo di fronte al serial killer, anche se non usiamo questo termine, si usava un altro termine all'epoca e maniaco omicida. Ecco questo maneco omicida, un pazzo omicida. Noi dobbiamo anche predre più o meno dove andrà a colpire la prossima volta. Quindi un'idea c'è dobbiamo cominciare a farcela. Secondo me, naturalmente, noi non sappiamo dove andrà a colpire, però noi possiamo immaginare in base solo a questi due nuovi, dove potrebbe non dico abitare perché non lo sappiamo, magari proviene da Prato per dito, proviene da Perugia, non lo sappiamo. Noi dobbiamo basarci su quello che abbiamo, cioè noi abbiamo un delitto qui e un delitto qua e quindi dobbiamo basarci solo su questi due punti. Possiamo, ripeto, possiamo già pensare di immaginare, possiamo fare una previsione di quale posto fra Scandicci e Borgo San Lorenzo potrebbe provenire questo soggetto? Se devo proprio decidere cosa deciderei? Borgo San Lorenzo o Scanticci e perché? Io io personalmente, insomma, dopo quello che ti ho detto, ti direi eh, Borgo San Lorenzo, anche se poi vabbè, tu hai illustrato benissimo che per 1 metro non è veicchio, eh
no, vabbè, quello lasciamo perdere, diciamo, perché
personalmente mi credo che mi sarei concentrato su Borgo San Lorenzo, ma per due motivazioni. perché è il primo, anche se viene scoperto dopo, però in realtà è un delitto compiuto prima e avrei pensato Borgo San Lorenzo, perché questo credo che sia a prescindere dagli studi moderni sulla scena del crimine, credo che fossero evidenti ehm come ad esempio il tralcio di vite, le le 96 coltellate, credo che siano tutti elementi che mostrano un maggiore accanimento verso il corpo della Bettini e ovviamente un maggiore accanimento può far pensare a una conoscenza indiretta. Quindi legherei il concetto di conoscenza indiretta a frequentazione dei luoghi e quindi come credo che la la vedrei più come che abitava nelle vicinanze piuttosto che ci passasse per lavoro o comunque fosse un luogo di passaggio. Certo è che poi esiste anche con la logica spicciola anche l'idea che in realtà potrebbe trovarsi in un punto di mezzo tra i due punti. Certo.
certo, certo. E invece tu, Enrico?
Sì. Eh,
ripeto, siamo nell'81, eh, non sappiamo niente di questo soggesso.
Sappiamo. Sì, allora, eh anche a me verrebbe più spontaneo indagare nel territorio e rimane comunque sempre da dire che questa è anche se noi cerchiamo di estraniarci dal tutto, estraniarci completamente è difficile. consideriamo che le tecniche investigative, insomma, erano quello che erano e pertanto mi alleno di più a quello che comunque dice a Pter, cioè sione che ci vogliono
eh sento un gran casino. Chi è
un casino? Sì, sì.
Ah, forse io non volendo, stavo stavo togliendo una macchia da letto.
Ah, ok, ok. Guarda Enrico, perdonaci se puoi tornare qualche frase indietro perché si è sentita male che era coperto dal fruco.
Dicevo che allora noi cerchiamo di estranarci da quello che noi sappiamo, ma estrenarci completamente è molto difficile, Valerio. Quindi l'influenza c'è posteriori. dico che comunque, cioè confermo che mi sarei concentrato sul sul territorio, eh, però eh è bene è bene sottolineare che anche lo stesso Camper dice che ehm per quanto riguarda eh gli episodi omicidari, cioè che possono sono, cioè noi non sapevamo nulla, però ecco, io prima di eh oltre a iniziare le indagini sul territorio, eh forse mi sarei potuto aspettare nel breve nel breve periodo eh un un ulteriore un interiore fatto micidiario e allora lì si si sarebbe potuto cominciare a ragionare eh sul serio, cioè due episodi micidari mh insomma è giusto indagare ovviamente calandomi appunto nelle panni dell'investigatore da loro eh concentrandomi sul territorio, però sicuramente anch'io avrei brancolato brancolato nel buio, cioè soprattutto dopo che ehm indagando nella nel nella cerchia dei conoscenti eh della vittima femminile e della vittima maschile non trovavo riscontri.
Diciamo che se noi fossimo dei tecnici e e dobbiamo io avrei ragionato in questo modo perché abbiamo il tempo. Eh, il prossimo delitto sarà fra 4 mesi.
Sì, sì. Quindi possiamo ragionare. Io avrei pensato, è più facile andare da Borgo a Scanticci o da Scanticci a Borgo? Cos'è più facile? mi sarei fatto questa domanda, cioè lui eh passano 7 anni a chi avrei pensato, come ha detto Simon, forse il primo ditto l'ha compiuto mai il proprio comune, forse era più agevolato e poi magari ha allontanato le indagini lontano verso Scanticci. Anch'io avrei fatto questo ragionamento all'inizio. Dico, forse Scandicci ci porta fuori fuori fuori zona, però è anche vero che quando lui colpisce a Scandicci nel 1974 non sappiamo se i poliziotti faranno bene il collegamento.
Eh, scusa Valerio,
lui non lo può sapere questo. Dimmi, dimmi.
Se non usiamo l'immagine per il momento, togli la condivisione, almeno ci vediamo tutti.
No, io preferisco tenere l'immagine perché ora
perché che ci vediamo noi che che serve.
E vabbè. Eh, alla gente alla gente piacciamo, dai.
No, perché ora andrò avanti, senò ogni volta mi creo che devo ricondividere, preferisco di no. Se
Ok, ok, dai.
Tanto la gente ci ascolta, penso più che altro. Sì, esatto.
Dicevo, io avete fatto questo ragionamento del 1981, ha detto qual è, cioè, che strada può aver fatto lui? Cos'è più facile per lui andare da Borgo a Scanticcio o da Scanticcio a? Sembra assurdo dire una cosa del genere. Sembra assurdo, però oppure diciamo aspettiamo un terzo dito, vediamo quello che succede e magari ci facciamo un'opinione. In questo momento l'opinione non ce la possiamo fare, però io avrei fatto il discorso di Simon all'inizio, ma siccome il primo diritto l'ha compiuto lì, magari penso che l'origine potrebbe essere lì, sia spaziale sia temporale. Forse l'origine è Porco San Lorenzo. Vediamo che succede. E che succede? Andiamo all'altro delitto. Questo
Valerio, nel frattempo, perdonami, finché mentre passi nell'altro delitto volevo aggiungere giusto due considerazioni. Ovviamente in questo tipo di ragionamento sia io che te saremmo partiti comunque dal fatto, penso che concorderai su questo, che nel '74 abitava là. Poi in realtà non è detto che eh 5 anni dopo avesse ancora abitato là. Questo credo che non va questo è assolutamente da sottolineare. E per quanto riguarda invece la differenza quella che ti facevo prima fra punto abitativo e punto di lavoro, credo che molto interessante possa essere anche il ragionamento dell'escissione. Che cosa intendo dire con questo? che ehm l'offender, il serial killer, il mostro di Firenze, che ancora non si chiama così, comunque il soggetto che ha compiuto questa azione rispetto a prima però ci ha dato un'indicazione in più. a prescindere dal lavoro che fa, come ci hai anche illustrato benissimo tu parlandoci della dell'analisi di Maurri, comunque è una persona che dimostra una certa abilità nell'uso dello strumento da taglio. Ora, una volta che io io parlo sempre, come hai detto tu, cercando di identificarmi nell'inquirente dell'epoca.
E io nel momento che sarei che avrei ottenuto questa informazione da Maurri, ossia questa precisione del taglio, ehm ovviamente, come è successo, ci sono stati anche medici chirurghi messi sotto sotto attenzione, però questo chiedo scusa, non so sicurissimo, però mi sembra di ricordare così. che comunque anche Maurri parla di una certa abilità, però che questa abilità non deve essere per forza connessa al suo lavoro di tutti i giorni, però in questo caso, se lo fosse, curioso notare è che la Dencio lavorava per una pelletteria e ovviamente chi si occupa della concia delle pelli e della lavorazione delle pelli e del taglio delle pelli potrebbe avere questa manualità che poi potremmo andare a riscontrare. Quindi, tornando al principio base, avrei anche potuto pensare e se fosse stato qualcuno che aveva a che fare con il commercio, il taglio delle pelli ambiente in cui lavorava la Denuccio e credo che questa domanda mi sarebbe storta spontanea. Scusa, volevo aggiungere solo questo.
Lo fece però questo ragionamento, eh.
Sì, sì, penso di sì. Sì, sì, sicuramente lo vedo. Allora, passano 4 mesi, lui lavorò settembre-ottobre. e abbiamo il terzo delitto. Allora, aspettate che mettiamo la penna. Penna, eccola qua. Com'è che non me la fa per faare? 15. Non capisco perché ora non Eccolo qua. Questo è il percorso che sta facendo. Eh, ora ingrantisco.
Ah, comunque, Valerio, perdonami, ma anche un'altra precisazione importante. Loro mentalmente già dall'inizio collegano il il delitto dell'81, cioè giugno 81 a quello del 74, però va detto che seguendo la filiera dei della documentazione, dell'attribuzione dell'incarico, della insomma dell'esame dei bossoli, in realtà come tempistica siamo più vicini a questo delitto che ci illustrerai adesso piuttosto che a quello dell'81. Cioè, poi si parla di pochissimi mesi di differenza, però era per specificare anche questo.
La certezza effettiva viene un po' più tardi.
Certo. E siamo al terzo diritto. Il terzo diritto è Calenzano che è molto più vicino a Scanticci di quanto possa essere vicino a Borco San Lorenzo. E a questo punto dobbiamo cominciare a pensare, ma allora questo soggetto da dove viene piete? da questa zona qui, quindi dalla zona eh viene da questa zona qui o viene da questa zona qui perché sono zone completamente diverse, non lo sappiamo. Ovviamente questo ci manderà in confusione. Mannaggia, non gli importa sta lente di ingrandimento. Ora va, ora non va. Eccolo qua. È un bel problema, no? Da dove viene questo soggetto? Hai detto una cosa giusta, però Simo, forse 7 anni fa abitava a Borgio San Lorenzo, ora forse si è spostato, forse ora, oppure eh, quindi magari nel 74 ha colpito lì perché forse abitava lì e ora ha cambiato zona, quindi agisce in un territorio eh che frequenta di più perché abita da queste parti. Potrebbe essere, potrebbe essere. Forse nell'81 avremmo ragionato bene in questo modo. Quindi dobbiamo aspettarci che il prossimo delitto dove avviene a questo punto avviene sempre nelle stesse zone, giusto? Se lui abita lì e continua a colpire lì, non ritorna nel Mugello, sta colpendo qui a distanza di 4 mesi poi. Eh, quindi è fresco fresco. Ehm, eh c'è c'è una grande attenzione a questo punto perché c'è il terrore, la gente, insomma, si spaventa, i ragazzi muoiono e le famiglie vogliono risposte. Già c'è una grande pressione. Poi la fine che fanno questi ragazzi, colpi di pistola, pugnalate, escissioni, pugnalate post morte, non va bene. Quindi noi diciamo poliziotti dobbiamo cercare di di trovare una soluzione, quindi dobbiamo cercare di prevedere le sue mosse. Non sapendo dove abita, non sapendo da dove viene, dobbiamo pensare noi, ma da dove può venire questo soggetto? Io credo che qui ancora non possiamo deciderlo, se siete d'accordo, perché da una parte sembra che Borgo San Lorenzo, come hai detto tu, è un luogo proprio isolato che non c'entra niente ora con questi due delitti. Dico bene?
Assolutamente, Valerio.
Scusì io confermo, come come dicevo prima, cioè i dati sono veramente pochi, cioè non
Sì. Più che indagare, indagare sui singoli casi e vedere di trovare eventuali collegamenti non si può fare.
Però come si è mosso? Allora, vediamo come si è mosso. Però lui dobbiamo pensare che c'è un'automobile. Come si è mosso lui? Che strada ha fatto? Da Scanticci a Calezzano? Come c'è andato? Porendo che sia di Scanticci, eh, può essere anche sia di di Calenzano. Comunque come come ha fatto questi percorsi questo questo soggetto? Cominciamo a porcela la domanda, giusta.
Un utente della chat ci suggerisce che nel nell'81 potesse abitare a Prato.
Ok. Prato. Prato, va bene, può darsi. Sì, è vicino al Prato, giusto? Potrebbe anche essere ti Prato, ma se è ti Prato mh perché non è non è andato a colpire a Tob, vedete qui, a Vaiano, a Montemurlo, a Quarrata, a Poggiaccaiano? Perché si è concentrato su questi due luoghi? Non so se mi sono spiegato perché non ha colpito qui e ha colpito qui. È giusta, è una giusta osservazione.
Io, Valerio, nella mia di ricostruzione in generale sul caso, poi magari ne parleremo meglio più tardi per non interromperci, ho ipotizzato eh che questi luoghi in realtà potrebbero avere anche un'importanza che noi non immaginiamo per lui. Potrebbero essere luoghi dove ha vissuto, potrebbe essere luoghi dove ha vissuto determinate esperienze o altri tipi di motivazione come spesso. Secondo me un errore che si fa in generale nella profilazione geografica e che si dimentica alcuni, non tutti ovviamente dimenticano di dare anche importanza ai luoghi, ma questo non deve valere per tutti i luoghi, però è per questo che è una storia un po' complicata. Certo. Eh, aspetta, com'era qui dalla diapositiva corrente. Ok, vediamo se lo se riesco. Allora, praticamente ora abbiamo eh così si sta muovendo così. Se lui fosse di Prato, giusto, lui si sarebbe mosso così e così e così, giusto? Se fosse di Prato. Ma perché non va in questa direzione? Perché va solo in questa direzione? Cosa lo attira? avrebbe potrebbe anche andare qui, qui e invece va solo in questa direzione, cioè da questo lato e basta. È una giusta osservazione, eh, non la sto scartando, sto solo cercando di capire se abita a Prato perché va lì. No, no, assolutamente. Però Valerio, se tu ci pensi, questa tua considerazione, perché ecco perché sottolineo sempre quanto è complicato questo caso, potrebbe valere in teoria anche per la zona mugellana se ancora ci abitasse nell'81. div la domanda diventerebbe perché si è mosso verso sud e non si è mosso magari verso l'autodromo del Mugello.
Certo, sono d'accordo, sono d'accordo. Ancora non comunque più delitti commette e meglio è per noi dal nostro punto di vista, no? Purtroppo devo dire eh sì, perché allora
siamo al quarto delitto, ora siamo a a giugno dell'82 e facciamo il percorso che ha fatto lui. Eh, aspettate qui. No, che non riesco a vedere. Eccolo qua. Quindi da qui si è spostato qui. Da qui si è spostato qui. Da qui è andato qui. Da qui si sta disegnando la famosa M.
Eh, infatti manca poco, eh, vede, manca manca un altro per fare la M. Ehm, positiva corrente. Ora siamo si sta sembra che si stia spostando un po' più a sud, giusto? Siamo a giugno e lui si è spostato qui a Monte Espertoli. Se fosse di Prato, come giustamente, ancora una volta si pone in questa direzione, ancora una volta in questa direzione e in questa no. Perché? Perché qui non ci va se di Prato? Perché che dite? No, no, io personalmente concordo con te, cioè non sapendo ovviamente dove abitasse se avesse avuto più abitazioni, perché purtroppo anche questo è un altro problema. Potrebbe aver avuto anche in uso più abitazioni, eh, però sostanzialmente come linea di pensiero sono assolutamente concorde con te. Ma poi secondo me è interessantissimo notare come con questo delitto dell'82 eh sull'ipotetico cerchio, sull'ipotetico di diametro massimo del suo raggio d'azione,
eh tocca il il punto più lontano insieme a da un ipotetico centro, sempre ovviamente da
E la cosa interessante secondo me è che Questo è l'ultimo delitto dove lui colpisce più lontano e poi piano piano si avvicina sempre di più. Simon, noi non sappiamo ancora niente, eh.
Sì, sì, certo. Assolutamente. No, no, parlavo anche l'82 ora. No, no, parlavo assolutamente, hai ragione. No, no, però parlavo anche eh in insomma in linea a ragionamenti, certo,
insomma di di elementi che conosciamo anche oggi. E interessante notare che all'aumentare del pericolo percepito lui diminuisce le distanze. Secondo me anche questo è un
può essere
è è interessante. Può essere un ragionamento interessante ovviamente, come hai detto tu con i da considerando Simon, Valerio e Enrico che parlano nel 2025 ovviamente non nell'81.
Certo, però facciamo l'iposi come il ragazzo che dice "Oh, ragazza, non so chi è che ha detto che poteva essere a Prato, facciamo portare facciamo partire delle frecce". No, tipo da Aspetta, portato che l'ultimo delito l'ha fatto qui ora. No, no, aspettate, ho sbagliato. Ecco, se lui fosse di Montespertoli, perché c c'è a Monteperto, quindi posso lui colpirebbe, ecco, diciamo, avrebbe questa direzione, giusto? Al contrario la dobbiamo vedere in fase temporale, però per me ha un senso vedere che si dirige sempre negli stessi posti. Se invece fosse di fosse di di Calenzano, aspettate, sabe che si sposti un po' a caso. Va prima qui, poi qui, poi qui. Non c'ha una direzione e basta. Anzi, addirittura se pensiamo a a Scanticci, lui andrebbe in tutte le direzioni, guarda. In tutte le direzioni praticamente.
M
ci sta, eh.
Sì, sì, da Scandicci. Assolutamente.
Però se fosse qui, scusate, faccio ogni volta devo devo prendere dimestichezza con questo programma. Se però è di borgo, la direzione è sempre la stessa. È come se qui ci fosse un occhio che guarda e guarda sempre nella stessa direzione. A me tornerebbe più così come disegno. Non so se mi sono spiegato. Cioè, lui è come se stesse qui e si sposta sempre. Ma perché? Ovviamente il discorso che abbiamo fatto per Prato vale anche per Borgo. Perché non va di qua? Perché non va di qua? Perché non va di qua? Perché solo qui? Perché prende questa direzione e basta? Questa è una domanda che io miero posto perché fa questa da solo in questa direzione, non va in questa e io avevo supposto perché qui c'è l'autostrada. Qui c'è l'autostrada. Questi qua c'è un casello autostradale, qui c'è un casello autostradale, qui non c'è un casello autostradale, qui si è allontanato troppo. E allora forse non vale il discorso d'autostrada perché noi dobbiamo pensare che quest'uomo eh t'ho per scontato al 100% che è un uomo. Eh per me, quindi su questo proprio non voglio sentire ragioni. dicevo, a me sembra che vada sempre vicino all'autostrada. Noi dobbiamo pensare che, come dicevi all'inizio, questo cerca di fare le cose nel migliore dei modi possibile per lui. Ho fatto il caso del della banda della Uno Bianca, perché li incastrano quelli della Uno Bianca, a meno che l'amicula non ha ragione e dice che è stato lei a denunciarli. Quindi tutta la storia eh che loro avrebbero individuato eh i sai perché sono appostati banca non è vero perché leva ha fatto i nomi dei savi in qualche modo. Lasciato stare quello che dice l'amicula che saluto. Fecio questo ragionamento però tutte le banche rapidate dai fratelli Savi, all'epoca non sanno che sono i fratelli Savi, sono vicino a svigoli autostradali. Loro sono dei rapinatori perché lo fanno vicino agli svinoli autostradali per avere una migliore via di fuga. Ma il bosso di Firenze ha ragionato come hanno ragionato i fratelli sai. Anche lui ha fatto la stessa cosa. Questo noi lo possiamo capire al prossimo delitto. Se lui davvero tiene in considerazione i caselli autostradali, dobbiamo pensare che il prossimo delitto lui lo farà presso un casello autostradale, giusto? se questa teoria è giusta
che poi tra l'altro Valerio la perdonami tra l'altro tu hai fatto il giustissimo esempio della Uno Bianca però se ci pensi bene sarebbe una modalità di comportamento che lo avvicinerebbe anche a molti serial killer americani. Quanti ne abbiamo avuti di serial killer dell'Inter Statale? Ah, bravo, bravo, bravo. Giusto, giusto. Aspettate, però ora sappiamo che c'è un altro delitto. A noi, ripeto, a noi interessa solo il profilo geografico. Sappiamo che nello '68 lui ha commesso un altro delitto, lo veniamo a sapere, non importa come, lo veniamo a sapere. Allora, e questo ora si ridisegna. Anzi, no, aspettate, ora dobbiamo fare il contrario. Non dobbiamo più partire dal '74, dobbiamo partire dal '68. Quindi è questa, va, poi va, poi va qui e poi va qui, giusto? Questo è quello temporale, non spaziale. Eh, lui si sposta da Signa a Borgo, da Borgo a Scanticci, da Scanticci a Calenzano, da Calenzano a Montespertoli. È chiaramente un itinerante questo si sposta. Qui sta un mezzo di locomo certo. E deve avere un mezzo di locomo e che può essere una moto, un motocar, quello che vogliamo. Però che hai fatto tu all'inizio, cioè che lui colpisce la prima volta nel territorio dove abitava, che poteva essere Borgo, non vale più perché nel '68, cioè non è più questo il primo diritto a questo il primo diritto ad essere la Strasignna. Abitava l'Astrasigna questo soggetto e perché dalla Strassigna va a finire a Borgo San Lorenzo? Questo è una domanda che mi faccio tutt'ora io. Eh, può essere che davvero nel '68 abitasse alla Strassigna, quindi e poi si è spostata a Borgo San Lorenzo nel Mugello e poi magari ritorna di nuovo in qualche magari è stato solo una parentesi, no? Eh, oppure lavora alla strassign. Siccome però lui i delitti li fa di notte, non li fa di giorno, se li fa di notte, secondo me, eh, non ha tanto a che fare col luogo di lavoro. Lui torna a casa, poi la notte ci va va dove gli pare. E qui dobbiamo fare, secondo me, questo '68 ci porta un po' in confusione da una parte, se siete d'accordo, però è anche vero che siamo qui, siamo concentrati praticamente qui. Ora, scusate, eh, ecco, ora i delitti stanno avvenendo qui, in questa zona qui. Questo non esiste. Se l'è dimenticato, se la sono dimenticate anche gli inquirenti. Non ci pensano più a Borgo San Lorenzo. Ora si concentrano su quest'area qui, giustamente a Borgo San Lorenzo non ci pensano più. Non ci pensano loro e non ci pensano neanche gli abitanti di Porto San Lorenzo del Mugello. Ormai tutti i diritti si stanno concentrando in questa zona qui, quindi a ovest di Firenze, non a est, al nordest. Però il discorso che abbiamo fatto, cioè consideriamo però che che la Strassigna è comunque vicino a un casello autostradale. Eh questi sono tutti vicino a un casello autostradale, tranne Montesperto. Montespertoli è l'unico lontano è Borgo San Lorenzo. Ovviamente se questo ragionamento del del casello autostradale è vero, il prossimo delitto, lasciamo stare il '68 che è troppo lontano, stiamo lasciamo perere il '74 che è troppo lontano. Ora lui sta colpendo praticamente a distanza di si può dire di ogni 5 mesi perché se fai una una media ha colpito giugno, ottobre e di nuovo giugno, quindi nell'arco di 12 mesi ha colpito tre volte. È come se se facesse un delitto ogni 4 mesi. Il prossimo dove lo andrà a fare? Questo è il ragionamento che ho fatto io quando mi sono immedesimato degli investigatori del insomma mentre mentre avvenivano gli omicidi. L'autostrada noi dobbiamo considerare e secondo me l'hanno fatto, questo era già credo che l'abbiano fatto nel nell nel negli anni 80, non hanno pensato "Ma questo ma che strada percorre? Che strade fa questo soggetto? Non so se hanno preso in considerazione l'autostrada, perché qui c'è l'autostrada. Questi diritti vertono tutti sull'autostrada. Allora, il prossimo delitto dove avverrà? Se il ragionamento è giusto, secondo me, dobbiamo pensare a un altro casello autostradale. Lui non si allontana dal casello autostradale. Sarà così il prossimo delitto del mostro. Io avevo fatto anche se noi facciamo una lasciamo stare Borgo, però diciamo che Borgo è stato una parentesi, non sappiamo perché è andato a colpire lì. Concentriamoci solo su questi delitti. La distanza qui da un casello autostradale è no 6 km 6-7 km da un casello autostradale. Lui non colpisce qui, non colpisce qui, è sempre in questo cerchio che in queste illissi. Se è vero, vediamo che succede nel se ci sarà un prossimo delitto e ci sarà un prossimo delitto e il prossimo delitto vado. Eh, non parlo della pista sarda, non parlo di niente perché a noi non interessa. A noi interessa solo, diciamo, il profilo geografico e basta. se siete d'accordo.
Eh sì, sì, assolutamente. Vabbè, a parte poi sono anche considerazioni che possiamo fare in maniera successiva. Al tuo ragionamento fino adesso volevo aggiungere che tu al primo delitto di cui abbiamo parlato nell'81 eh ci hai giustamente eh detto, sempre immedesimandoci negli inquirenti dell'boga, come potesse essere prossimo al territorio di Scandicci. Certo è che con questo con l'aggiunta di questo delitto si torna di nuovo in una zona molto vicina come comunque sottolineato giù.
Allora, andiamo eh andiamo a questo delitto. Ora siamo al eh sesto delitto, giusto? Ecco, lui ha fatto questo percorso qui, andato qui, poi è andato qui, poi è andato qui, poi è andato qui e poi è andato qui. Questo è quello che ha fatto dal punto di vista cronologico.
M
non è che è partito da Signa, se è di Signa ha fatto questo percorso, no? Se disegna ha fatto questo, poi è andato qui, poi è andato qui, cioè se disegna ha fatto così, se è disigna, eh, è andato prima qui, poi è andato qui, poi è andato qui, poi è andato qui e poi è andato qui. Se di Siglia, come vedete, è perché rimane ancorato al casella, ai caselli autostradali, perché non va a colpire di qua ha colpito le 74 qui ingrandisci un po' che non si capisce molto bene.
Se Sì, aspetta, se ingrantisco devo uscire qui. Se ingrantisco sparisco. Vabbè, lo faccio così. Aspetta, eh. È troppo ingrandito. Allora,
no, no, va bene.
Eh, molto bene.
Qui vediamo veramente che c'è una concentrazione di delitti enormi. Ti viene il dubbio che quest'uomo possa venire da uno di queste parti qui? Ti viene il dubbio perché tutto qui. I delitti avvengono veramente qui sono concentrati tutti qui su sei delitti. Cinque sono in quest'area qui, solo uno è proprio in una zona completamente fuori. Noi non sappiamo perché nel '74 è andata a colpire lì, però eh sembrerebbe proprio che provenga da questa zona qui. Però è anche vero che se noi abbiamo fatto il ragionamento dell'autostrada eh beh, lui non può stare in questi posti qui. Quindi non ha bisogno l'autostrada per andare dall'Astra Scanticci. Non è che l'autostrada gli serve a granché, anche gli serve. Oppure per andare da Signa a Calenzano ci arriva. Anzi, forse è molto più veloce passare da qui che passare dall'autostrada. Però può anche essere prende il casello autostradale, si fa un casello e poi ritorna. Può anche essere. Può anche essere. Ma qui che c'è andato a fare nel '74? Voi che ne pensate? Ah, tra l'altro, a proposito, ho dimenticato di dire che a a Galluzzo usciamo un attimo da qui a Galluzo. Ecco qui. Questa è la strada, giusto? Questa
È la villera sfacciata. Sì, qui è dove è venuto il delitto. Sì.
Questa strada divide il comune di Scandicci dal Comune di Firenze. Se i ragazzi fossero trovati non da questo lato, ma dall'altro lato, lo avrebbe colpito anche nel comune di Firenze. Un po' come è successo nel '74. Noi attribuiamo il delitto a Porco San Lorenzo, ma solo per una questione di metri. E qui per una questione di metri siamo nel territorio di Scanticci, sennò diciamo avrebbe, tra parentesi, sporcato anche proprio il Comune di Firenze, quindi il mostro di Firenze gli sarebbe stato proprio a pennello.
Aspetta che esco un attimo e ritorno, ritorno alla nostra. Ecco qui. Ripeto, è facile parlare perché noi purtroppo sappiamo come sono andati i fatti, però se ci mettiamo nei panni degli investigatori, gli investigatori secondo me concentreranno tutte le loro attenzioni qui su questo territorio. Perché questo territorio è è veramente denso di di omicidi e diciamo la pista sarda tutto sommato, che io poi secondo me anche errato chiamarla la pista sarda, io avrei chiamato la pista Mele perché tutta la pista sarda si basa solo su quello che dice Mele. Se Mele non dice la verità, non esiste nessuna pista sarda perché si basa solo ed esclusivamente su quello che dice Stefano Mele. Basta.
Se per vero che Stefano Mele dice la verità, bene, cioè che lui ha partecipato al delitto, che qualcuno e quindi lui conosce l'assassino, ma in realtà poi non sappiamo chi sia questo assassino perché la pista sarda storicamente non ha prodotto nessun risultato dal punto di vista investigativo, perché tutti quelli che sono stati eh sospettati non sono mai arrivati a un processo. Tant'è che poi si va sul Pacciani. Perché si va sul Pacciani? Perché la pista sarda tramonta, non porta nessun risultato.
E qui vi voglio ricordare un fatto, l'ho già detto altre volte, ma lo ripeto. Nel 1968 avviene questo delitto. Stefano Mele la mattina accompagnato dal dal cognato Mucciarini si presenta alla caserma dei Carabinieri con l'intenzione con l'intenzione di accusare Salvatore Vinci. Per questo motivo va dai carabinieri, cioè a parte che ci doveva andare perché era stato convocato, ma lui ha intenzione di accusare Salvatore Vinci. Se ho capito bene, quando lui torna a casa col figlio, quella sera, cioè la sera dopo, sì, la sera dopo il delitto, lui torna a casa col figlio, il figlio gli dice che quando lui entra in ospedale Salvatore Vinci era piazzato a casa loro. Io non so se questo l'ha fatto arrabbiare oppure l'ha fatto meditare, per cui vado ad accusare Salvatore Vinci. Salvatore Vinci ha un alibi. Lui dice che giocava a biliardo, se ve lo ricordate. Non vanno a verificare se l'hanno visto nella sala biliardi, però lui dice di essere stato con due persone, vanno da queste due persone che dicono effettivamente sì, Salvatore Vinci quella sera era con noi a giocare a biliardo, quindi esce dalle indagini e glielo dicono a Stefano Mele, dice "Tu hai accusato una persona che ha un alibi" e quindi ci stai dicendo il falso. Tant'è che lui a un certo punto gli chiede anche perdono a Salvatore Vinci quando lo ritrova e dice "Mi dispiace, ho accusato". Qua si inginocchia, piange e si scusa con Salvatore Vinci. Questo dimostra la pochezza di carattere di questo. Quindi a pista sarda in un profilo geografico ci starebbe anche che uno dei sardi sta facendo tutto questo bordello. Ripeto, io lo chiamo la pista Mele, non la chiamo la pista sarda.
Quella mattina quando va ai carabinieri e accusa Salvatore Vinci, lo fa in una maniera tale che risulta lui sospettato, per cui gli chiedono, diventa, come dire, da da testimone ad accusato. Gli dico, "Lo vuoi un avvocato?" Lui dice, "No, non lo voglio l'avvocato." Secondo me non è stata una decisione presa in autonomia da da Mele. Ecco, quando gli dicono "Vuoi un avvocato?" e lui rifiuta, secondo me gli hanno detto "Se hai bisogno dell'avvocato vuol dire che sei colpevole". Perché lo facevano questo, lo facevano anche negli Stati Uniti. Quando uno chiede di parlare con l'avvocato dice: "Allora vuol dire che sei colpevole". Vuol dire che hai qualcosa nascosto, se non lo chiameresti l'avvocato. Questo ragionamento l'hanno fatto anche a Stefano Mele.
Ma Stefano Mele fa veramente qualcosa di più. Io quando faccio queste lezioni gli dico, guardate, una persona ha confessato, che volete di più? Che non avete bisogno più di niente, no? Mi confessa, non solo vi confessa, mi porta addirittura sul luogo del delitto. Vi descrive come è avvenuto l'omicidio. Non è perfetto nella sua descrizione, però voi ci credete, no? Credete che perché uno si si deve accusare di un di un duplice delitto se non l'ha commesso? Può non essere stato preciso nel tragitto che fa per arrivare al delitto. Lo accompagnano con la macchina, mi sa fino al cimitero, poi da lì va da solo, quindi deve essere stato lui.
Attenzione, nel 1967, siamo nel sud della Carolina, una donna viene trovata morta in una strada che si chiama Gerusalem Road. Vanno dal marito il giorno dopo. Dicono, "Perché dov'è sua moglie?" "Mia moglie, abbiamo litigato ieri sera, mi ha portato a dice, siamo andati a bere." Questo avevano quattro figli, tre erano della moglie e lui e perché era già sposata la la donna, poi c'era messo con questo signore, aveva avuto un altro figlio. Lui racconta, dice, "Siamo andati a siamo usciti, siamo andati a bere, abbiamo litigato. Poi lei dice, accompagnami a comprare un panino alle 11:00 di sera, eh, ora io ve lo dico un po' all'italiano, un panino." M'hanno chiesto altre cose. Lui dice, "Io entro per comprare sto panino perché c'era un bar aperto, quando esco lei prende la macchina e se ne scappa. Io torno a casa a piedi," racconta lui, o con mezzi di fortuna. Dice, "Perché non è la luce di scomparsa?" Ma perché l'ha fatta altre volte, non è la prima volta, poi è arrivata da un'amica, ci sta e poi dopo un paio di giorni ritorna a casa. Dice, "Però in questo caso tua moglie è morta, è stata trovata in una stradina." E lui confessa il delitto, si chiama Roger Dedmond. Questo signore confessa il delitto, dice, "Però ci devi dare la dimostrazione che sei stato tu." E allora lui dice, "Vi porto sulla scena del che vi ci porto io." Lo mettono in macchina e mentre fanno questo percorso, c'è ecco lì lì ci sono dei pali della luce. Non ricordo benissimo. Andate lì, vanno dove sono questi pali della luce, dice, "Poi lì dovrebbe esserci un sentiero. Andate lì, dobbiamo andare lì e ci vanno." Dice, "Ecco, il delitto l'ho compiuto qui." Bene, come l'hai compiuto? Niente, l'ho fatta scendere, l'ho strangolata. Eh, e i vestiti? Perché la trovo nuda questa donna? Dice, "I vestiti di tua moglie dove sono?" "I vestiti li ho portati," gli dice, "in un posto." Ci vanno, non li trovano. Dice, "Ma sei sicuro di averli messi qui?" "No, forse li ho messi in un altro posto." Insomma, fanno un giro e non li trovano. Questi vestiti non riescono a trovarli.
Quando Stefano Mele viene portato sulla scena del crimine e gli dico "Dov'è la pistola?" che fa Stefano Mele? Stranamente proprio l'unico oggetto che non riesce a trovare è la pistola perché Stefano Mele non ha nessuna idea di dove sia perché la pistola ce l'ha l'assassino. Non se n'è liberato come ha detto lui, ce l'ha l'assassino. Ha sempre avuto l'assassino e con quella pistola continuerà a sparare. Ma perché dice di essersene liberato? Perché sta mentendo, Stefano Mele? Perché deve difendere qualcuno? Anche se in quel momento sta accusando se stesso.
Cosa è successo a questo signore nel '67 e questo succede nel '68? Cosa è successo a questo signore? Questo signore quando va al processo, il primo giorno del processo sbalordisce tutti perché dice "Non sono stato io, non sono stato io a uccidere mia moglie" e questo indigna la polizia. Dice "Come non sei stato tu? Abbiamo sottoposta alla macchina della verità. E se il risultato che dicevi la verità quando ci hai confessato il delitto. Ci hai confessato il delitto. Non t'abbiamo fatto nessun tipo di coercizione. Ci hai portato sulla scena del crimine e dici che non sei stato tu." L'avvocato però, al contrario dell'avvocato di Stefano Mele, perché Stefano Mele fa la stessa identica cosa, il primo giorno del processo, quando tocca a lui dice "Io non sono stato". Come non sei stato? Si fermano il processo, gli avvocati di difensore chiamano Stefano Mele, ci parlano, confabulano, poi quando rientra Stefano Mele dice "Sì, sono stato io".
Perché cos qual è la differenza fra l'avvocato di Roger Dedmond e l'avvocato di Stefano Mele? L'avvocato di Stefano Mele pensa che lui sia colpevole, quindi devi confessare. Noi abbiamo usato tutta la tua difesa sulle confessioni, così ci mandi all'aria tutto quello che abbiamo creato, t'abbandoniamo, sono cacchi tuoi. A questo punto tra la vedi tu. Noi ti possiamo magari ti daranno qualche anno di galera, ma c'è la semi-infermità mentale, quindi vedrai che te la caverai. Infatti se la cava. 14 anni gli danno a Stefano Mele per un duplice delitto. A questo signore invece gli danno 18 anni perché non gli credono, c'hanno la confessione, c'hanno la macchina della verità. Qui la macchina della verità non c'è in Italia, vi riporta sulla scena del crimine, che volete di più? Ma quest'uomo è fortunato rispetto a Stefano Mele, perché nel '68 iniziano una serie di omicidi in un paese lì vicino, Gafday si chiama questo paese e chi commette gli omicidi dice "Io ne aveva commessi due". Manda una lettera a un direttore di un giornale, dice "Dovete cercare in questi posti, in questo ponte, in questo bosco e a Gerusalem Road". Il direttore del giornale pensa che si riferisca a dei corpi di animali, dice "Porta, vai dallo sceriffo, non ci andare da solo." Poi va dallo sceriffo e mentre va se ne vanno via lo sceriffo con questo direttore di giornale, arriva una telefonata allo sceriffo, dice "Ma il direttore del giornale è venuto dallo sceriffo?" "Sì, sì, è venuto e sono usciti, vanno nel posto più vicino, c'è un ponte e trovano il cadavere di una ragazza. Vanno nel boschetto dove indicato sempre da questo telefonista, no? Trovano un altro cadavere. Gerusalem Road, però non è nel loro comune, è in un altro comune, chiama la polizia. Dice: "Per caso avete trovato un cadavere a Gerusalem Road? Vi risulta?" "No, non ci risulta. Però c'è stato un omicidio l'anno scorso a Gerusalem Road. Noi abbiamo l'omicida che il il marito ha confessato, ha superato la macchina della verità, ci ha portato sul posto, quindi quello." E pensano allora che questo serial killer, perché un serial killer, stia mentendo, cioè si stia attribuendo un delitto che non ha commesso. Lui deve aver seguito il processo, quindi sa tutto di questo delitto perché ha seguito il processo e se lo vuole attribuire. Ma questo assassino continua a telefonare, a dire "Non è stato questo signore, questo ragazzo lo chiama, sono stato io e non voglio che lui in galera per colpa mia". E per dare la prova che è stato lui, gli dice, "Io ho i vestiti della signora o i francobolli, perché la signora c'aveva dei francobolli, ce l'ho io." E mentre ancora lo stanno cercando, lui indica dove andare a cercare questi vestiti e li trovano.
Allora la polizia di che ha fatto che ha arrestato Roger Dedmond, "No, non riesce a credere". Dice, "Ma com'è possibile?" E lo scrivono sui giornali, dice, "Ma per noi sì, a questo punto dobbiamo dire che non è stato lui, però non capiamo perché, perché ci ha fatto la confessione, ha superato la verità, ci ha portato sulla scena del crimine, ci ha indicato lui la strada." È la stessa identica cosa che è successa a Stefano Mele. La stessa identica cosa. Solo che questo signore ha avuto la fortuna che è l'assassino che poi lo troveranno, lo beccheranno perché compie un un terzo delitto, un terzo delitto a distanza di pochi giorni, ormai è andato in escalation anche lui, eh, era un sadico sessuale. Poi quando lo catturano confessa tutto. Tant'è che quando arriva il processo, nonostante abbia commesso dei crimini tremendi, il giudice decise di fare una certa clemenza nei suoi confronti perché è stato collaborativo. È sempre stato collaborativo e in effetti non gli danno la pena di morte proprio perché è stato collaborativo. Poi è un detenuto modello, non dà fastidio a nessuno, però 3 anni dopo viene ucciso da un altro detenuto. Il motivo non si è mai saputo.
Ecco, la storia di Stefano Mele e la storia di Roger Dedmond sono identiche, sono la stessa identica storia. Sui giornali, se voi andate a leggere i giornali dell'epoca del del '68, quando questo signore che poi si crea un dibattito enorme, dice "Ma come com'è possibile che la polizia abbia abbia mandato in galera un innocente?" E questo dice "Ma che che vi dobbiamo dire? Questo ci indicava la strada." Lui dice "Non è vero, non ve la indicavo io, ve la indicavate voi." No, io io non vi ho indicato un bel niente. Avete scritto voi che ve l'ho indicato io, ma io non ve l'ho indicato, avete fatto tutto voi. Per me è la stessa identica cosa. Il delitto eh Barbara Rocc e il delitto di questa signora che si chiamava Dedmond è uguale, è la stessa identica storia. Avevano gli stessi 13 anni. Un anno prima avviene negli Stati Uniti questo questo delitto, l'anno dopo avviene in in Italia.
Dal momento in cui il mostro di Firenze, cioè un assassino seriale, comincia a uccidere, tu vai a prendere Stefano Mele e ti dice prima che Francesco Vinci, poi che solo che il fratello e è il cognato e questo continua a uccidere senza che gliene freghi niente della pista sarda. Non gliene importa assolutamente niente al mostro di Firenze che che stanno arrestando eh i sardi, proprio nulla. Lui continua a uccidere. In genere un assassino quando si sente il sale sulla coda smette o cambia stato, perché ha cambiato stato. Ha ucciso già sei ragazze, poi ne ha uccise altre due e alla Lake Sammish in un giorno ne ammazza due. Poi quando vede che la c'è troppa polizia, eppure non c'è il nome di Bundy nelle, cioè c'è, ma lui non lo sa, non sa che c'è anche lui che è arrivato il suo nome, è arrivato anche è arrivato anche il suo nome. Lui questo non lo sa perché l'ha denunciato la sua No, l'ha denunciato, l'ha segnalato la sua ragazza. L'ha denunciato perché al lago Sammish questo soggetto si presentava come Ted alle ragazze che che abbordava. Poi due è riuscite in qualche modo a portarle via, dopo pochi mesi trovano i resti lì vicino al lago. Tra l'altro aveva un Maggiolino. Ted Bundy aveva un Maggiolino. C'era un identikit, identificato, somigliava a Ted Bundy. Allora questa donna ha avuto dei dubbi e gli ha fatto il nome alla polizia, ma la polizia vivendo che Ted Bundy uno studente modello non aveva nessun precedente penale, l'hanno lasciato perdere. Si sposta, mi pare un'ora, non ricordo se eh in Idaho continuano dei delitti anche lì. La fidanzata di Bundy aveva un'amica che era dell'Idaho, dice "Ma guarda che Ted dove si trova? Si trova" e si stanno avendo gli stessi le stesse identiche cose che sono avvenute nello stato di Washington. Allora questa che fa? Chiama la polizia dell'Idaho, dice "Ma e fa il nome di Ted Bundy anche a loro" e quando viene fermato Ted Bundy col Maggiolino che viene fermato in un in un quartiere residenziale, lui andava a luci spente e lo fermano perché pensano che sia andato a rubare. Secondo me quella era quella l'intenzione di Bundy. In realtà il nome c'è già, è uno dei sospettati, va a finire poi la storia di Bundy è quella.
Questo per dire Ted Bundy non rimane lì a uccidere quando eppure lui non sa che sono già, diciamo, il suo nome è già stato fatto, però siccome qualcuno gli ha detto "Oh, ma sai che questo ti somiglia, questo te l'identikit" lui subito cambia, cambia stato, poi ne cambia altri. Sei stati si fa Ted Bundy. Io non mi spiego perché il mostro di Firenze, nel momento in cui inizia una pista sarda e lui è sardo, diciamo che Salvatore Vinci, perché non smette? Perché continua? Non ha nessun senso. Perché dovrebbe continuare a uccidere dal resto del fratello, il fratello in galera, tu che fai? Continui a uccidere? Che ne sai che non sei attenzionato? Che ne sai che la polizia non ti sorvegli? Come fai a essere sicuro di questo? Come fai a essere certo? E poi eh e in effetti questo crea la frattura poi fra la polizia e i carabinieri per questo motivo, perché i carabinieri insistono che sono sardi, ma quando verrà il prossimo delitto e ora ci andiamo sul prossimo delitto, a un certo punto basta, chiudiamo sta pista sarda. Francesco Vinci si fa la galera dopo il delitto dell'83, lui rimane ancora in galera perché pensano che lui sia sempre l'assassino della loggia sia il mostro di Firenze, ma qualcuno ha fatto il delitto per toglierlo dalla galera, ma siccome non è capace come lui ha ammazzato due uomini invece di ammazzare una coppietta. E quindi fa che Stefano Mele, però vanno da Stefano Mele dice "Ma scusa e tu hai detto che che Francesco Vinci l'assassino?" Ah, l'assassino. Francesco Vinci che l'assassino continua a uccidere. C'è qualcosa che non torna e sempre che fa? Ah, sì, in effetti sono stati mio cognato e mio fratello. Quello avrebbe accusato tutta Signa. Arrestano questi due. Io mi ricordo la locandina della Nazione, era all'università a Pisa, catturati i mostri e c'era la foto di Giovanni Mele e Mucciarini. Ma mentre questi sono in galera e eh Stefano Mele in galera, no Stefano Mele, scusate, Francesco Vinci in galera, ecco che avviene il settimo delitto del mostro e ci andiamo.
Valerio, mi senti? Ti sento. Benissimo. Forza. Prima di prima di passare al successivo delitto ci tenevo a fare veramente un paio di rapidissime considerazioni, ma principalmente ti devo dire non per simpatia o amicizia, ma per dare manforte al tuo discorso. Questo molto interessante il caso che ci hai presentato, insomma, l'analogia con quest'altro episodio delittuoso. Io invece quando avevo fatto la puntata su Harry Lucas e su Otti Stool, avevo fatto un paragone simile perché ben noto è nel caso di di Harry Lucas in particolare che quando fu arrestato a lui furono inizialmente attribuiti molti e molti più delitti, addirittura centinaia di delitti in più rispetto a quelli di cui lui effettivamente si era macchiato. In particolare mi è rimasta impressa la storia di Orange Socks. Orange Sox era una giovane, una una vittima non identificata. Ricordiamo che gli americani le vittime non identificate maschili le chiamano solitamente John Doe e le femminili Jane Doe. E non avendo non essendoci documenti, non essendoci, insomma, nessun nessuna possibilità di risalire all'identità della vittima, era passata alla storia con questo nome particolare, Orange Sox, perché fu ritrovata completamente nuda, sempre solamente con questi calzini arancioni indosso. Ehm, siccome il luogo ehm era pertinente ad altri delitti attribuiti a lui, eh, inizialmente lui fu accusato di questo caso, eh, di essere l'autore di questo caso e addirittura lui venne accompagnato in macchina. Eh, si disse, come hai detto tu, si disse che aveva portato lui gli inquirenti sul luogo del delitto. Si disse che lui aveva ehm aveva detto dei particolari che solamente l'assassino poteva conoscere. Beh, non troppo tempo dopo si è venuto a scoprire che purtroppo gli inquirenti facevano l'enorme errore, eh, spesso per rinfrescargli la memoria, perché lui inizialmente diceva mh sì, mi sembra che questo delitto l'abbia fatto io, però non mi ricordo questo, o quest'altro. E Lucas stesso a un certo punto ha dichiarato che a loro a lui proprio verbali alla mano erano gli inquirenti stessi a fornirgli i particolari delle scene del crimine che poi lui ovviamente quando arrivava là li ripeteva a pappagallo. E secondo me è un'eventualità che è molto possibile che sia accaduta con il Mele. Ci tenevo a ricordare nuovamente questo episodio che abbiamo trattato sulla radio. Tra le live passate il nostro pubblico potrà potrà ritrovare questa puntata. Tra l'altro me la parte che ha provato a cioè a rinnegare al processo. Ci sono anche altre indicazioni. Lo stesso Rotella ha dei dubbi che sia maestrato sulla scena del crimine.
Assolutamente. Ti posso anche riportare due frasi molto importanti della sentenza Rotella che ci possono far guardare in questa direzione. Una queste è proprio parole di Rotella, l'ho ritrovata. Ci dice, "Non esiste un verbale di sopralluogo ed è credibile, lo dice anche il rapporto, che sia stato in gran parte verbalizzato durante l'interrogatorio quello che il Mele ha detto in realtà sul luogo del sul luogo del reato." Quindi questo già è una frase molto importante che ci dice Rotella, perché insinua il dubbio che nel tra la verbalizzazione che che è avvenuta in commissariato e le effettive parole del Mele è passato del tempo nel quale queste dichiarazioni potevano essere assolutamente modificate. Sui sospetti che hai fatto benissimo a citare da lui tirato in mezzo. Un'altra frase mi ha sempre molto colpito di Rotella e ho concordato con lui, anzi, ovviamente parlando del Mele, anzi si è comportato come colui che non può fare a meno di dire chi fosse il suo complice, visto che le emergenze o testi ben più credibili lo dimostravano. E questo, in fondo, se ci pensate, è successo anche nell'82 quando, come hai detto tu giustamente, senza soffermarci su come effettivamente ci siano arrivati al collegamento col '68, però va detto che una traccia documentale ce l'abbiamo, sia quando eh il maresciallo Fiori eh rende testimonianza davanti, se non mi ricordo male, erano Canessa, vabbè, comunque c'era sicuramente Canessa, non mi ricordo l'altro magistrato. E è dove lui, per l'appunto, è il verbale in cui racconta del suo ricordo e e in quel verbale all'inizio lui dice che è Olinto dell'Amico a tirare fuori il fascicolo di di Francesco Vinci. Poi rileggendo il verbale si corregge e dice "No, eh, fummo io e Piattelli a portargli il fascicolo di non mi ricordo quale dei sospettati" e questo già è un elemento molto particolare che ci dovrebbe far riflettere, ma non andremo sicuramente ad approfondirlo adesso. Però ciò che volevo dire è che loro in quell'occasione da Stefano Mele ci arrivano già con il nome di Francesco Vinci. E tornando a questa frase che abbiamo appena letto di Rotella, anche qui sembra molto evidente eh come in realtà lui poi volesse semplicemente dar ragione a chi agli inquirenti o a chi gli proponeva nomi da fare. E certo è che però la cosa più assurda, eh, che mi ha sempre colpito molto della vicenda Mele non è un fatto in sé stesso, ma è una foto, la famosa foto della ricostruzione del delitto in macchina, dove c'è quella faccia sorridente di Mele che io non potrò mai dimenticare, perché in quel momento noi vediamo per certo, perché lo vediamo, un uomo che non è impaurito, non vediamo un uomo, anzi noi vediamo un uomo quasi quasi contento di essere al centro dell'attenzione e secondo me questo su le sue possibilità di influenza e le motivazioni che possano poi averlo spinto a ad accusarsi di un delitto che palesemente non ha mai commesso, secondo me sono è un'indicazione molto importante per per ragionarci sopra. Ecco, volevo volevo dire ah un'ultima cosa per rispondere anche a un paio di utenti in chat. Si è sempre parlato di questo famoso guanto di paraffina, però come ci ha illustrato benissimo il buon Giovanni, dico tra virgolette nei nei suoi video e ce l'ha spiegato molto bene che a parte il fatto che loro maneggiavano eh dei degli elementi chimici che potevano dare un falso risultato, ma in realtà il guanto di paraffina era noto per dare molti falsi positivi e tra l'altro fu sostituito dallo STUB, però comunque nel momento di introdurre lo STUB è stato specificato che non è una prova certa. Quindi attenzione quando diciamo Mele potrebbe aver maneggiato una pistola, perché non dico a te, dico in generale. E attenzione quando ci diamo questo guanto di paraffina perché vi ripeto dava talmente tanti esiti negativi che fu sostituito da da un altro da un altro modo di analisi, ecco, di queste particelle che vengono espulse durante lo sparo. Prego a voi.
Tra l'altro, a proposito di guanto di paraffina, Cutrona risultava ancora più positivo di di, però lui faceva lavorava, mi pare, aveva a che fare con i tabacchi, no? Certo. Per cui lo scartano per questo motivo qui. Ma Stefano Mele lo dice che quando gli fanno i cosi para, cioè lo dice prima, mi pare dopo non ricordo bene, che lui maneggiava delle sostanze quando era faceva il muratore, quindi anche lui poteva risultare positivo per le sostanze che usava. Lo dice da qualche parte era.
Eh, no, Valerio, scusami se ti interrompo, cioè no, Mele dice assolutamente nulla. Sono gli stessi carabinieri che specificano.
Ah, forse mi ricordo. Sono gli stessi carabinieri che lo specificano. Agli atti ed è leggibile quando fanno il e specificano che è intercorso uno un certo un certo lasso di tempo e che nel frattempo appunto eh la prova aveva un valore relativo perché appunto potevano essere stati in contatto con materiali tipo i fertilizzanti per cui l'esito è stato positivo. Eh, allora, cioè, forse, ecco, confuso. No, ecco, su di questo ne sono sicuro.
Sì, ricordo anche io. Ricordo anche io. Ricordo anche io. Sì, sì. Io mi ricordavo proprio che c'è una dichiarazione del Mele. Ma poi.
No, io dichiarazioni del Mele non le. No, anzi anzi il Mele quando i carabinieri gli dicono che lui era stato trovato positivo al guanto di paraffina e che pertanto era sintomo di aver impugnato le pistole di aver sparato. Il Mele dice "Vabbè, allora è come come dite voi" e quindi conferma così e accusa ovviamente Cutrona, cioè si basa letteralmente sul su quanto gli viene riportato dai carabinieri sull'esito del guanto di paraffina. Di questo ne sono ne sono assolutamente certo.
Tra l'altro quando eh c'è il famoso esperimento che non avevano fatto nel nel '68 fanno l'esperimento che lui va e li porta sulla scena del crimine, non fanno il percorso la scena del crimine a casa De Felice. Questo percorso il re non lo fanno.
Esatto. Lo fanno, ma mi pare o nell'85 o nell'86 dopo l'ultimo delitto. Sì. E in quel caso però c'è un avvocato difensore, è proprio Torrisi che lo dice questo. E l'avvocato difensore quando vede che danno dei suggerimenti dice "No, allora no, questo non lo potete fare", li blocca. E infatti Stefano Mele anche a riconoscere la casa di De Felice che è una casa che te la devi riconoscere per forza. È grande, al di là della strada c'ha un lampione proprio sul sul portone e non lo riconosce e quando poi glielo va a chiedere Torrisi dice "Ma tu perché non sei riuscito a trovare eh la strada?" Me dice "Ma io non ci sono mai stato". Dice a Torrisi, "Siete voi che vi siete fissati". Io non ci sono mai stato. Nega. Cioè in questo caso e poi c'è un'intercettazione che fanno che la pubblica un giornale, non ricordo se era Gente Oggi e dove Mele e Natalino, cioè Stefano Mele e Natalino parlano e Natalino gli chiede "Babba, ma sei stato tu?" E qui dice "No, non sono stato io." Allora perché hai confessato? Eh, ho confessato perché l'hanno voluto loro, mi picchiavano. Insomma, dici una cosa del genere. Certo, potrebbe mentire al figlio, potrebbe anche magari sta mentendo in quel momento.
Andiamo al settimo delitto, così ci abbiamo un po' verso la conclusione, se no facciamo troppo tardi. Che dite?
Sì, Valerio, come vuoi tu. Allora, abbiamo Mele, eh, non Mele, scusate, abbiamo Francesco Vinci in galera, ma c'abbiamo anche un Mele, Giovanni Mele in galera e c'abbiamo anche Mucciarini in galera. Accusati di essere i mostri. Ma a luglio dell'84 abbiamo il settimo delitto del mostro e vediamo il percorso. Allora, ecco.
Bene, siamo ritornati in Mugello e non siamo in un posto qualsiasi. Qui siamo a 8 km da dove da dove era avvenuto l'altro delitto. Eh, lo ingrandisco, eh, perché credo che si veda male, vero?
Sì, ingrandisci. Ce lo vedendo. Ecco qua. Però se ingrandisco, vabbè, non posso. Allora, qui '84, '74, scusate. Qui '84. Siamo a 8 km di distanza, a 10 anni di distanza e non siamo più in questa zona. Siamo ritornati qui. Io vi sono andato a vedere tutti i giornali dell'epoca. Ciao tutti i giornali. Aspettato la relazione, lo zio di Stefania Pettini disse questo gli era sembrato veramente strano, così vicino a quello della nipote come come spazio, dice "Poteva essere uno di questo è uno di qui, questo è uno di qui, è uno di noi," disse lo zio della della Pettini. In effetti rientra di nuovo quest'area, quindi tutto ciò che abbiamo detto qui, che lui poteva essere di Scandicci, di di Signa, di Calenzano, di Montespertoli, sembra che si azzeri. Come mai è ritornato di nuovo a uccidere in questa zona qui? Perché? Per quale motivo? Se il '74 poteva essere stato, come dire, una parentesi, ora non sembra più una parentesi perché ci ritorna e ritorna proprio a pochi chilometri, ripeto, pochissimi chilometri di distanza. Qui c'è una strada che li collega questi due delitti. Tra l'altro anche qui, come sapete, c'è una telefonata anonima. Come era avvenuta nel 1974, anche nel 1984 c'è una telefonata anonima. Questa telefonata anonima avviene. Dunque, i ragazzi vengono scoperti alle 3:30 di notte, alle 4:05 arriva la telefonata ai carabinieri. Tra l'altro io ho parlato con quelle persone che hanno trovato questi ragazzi. A distanza di anni ancora avevano Non so se c'eri anche tu, eh. Ce l'hai anche tu Enrico.
Quando parlamo. Quando parlamo con con le persone che.
Sì.
C'ai anche tu. Sì.
Ecco che ci. C'è riferito, cioè è riferito ovviamente a Vicchio, dici quando.
No, è riferito a Sì, a Vicchio. Sì, a Vicchio. Certo.
A Vicchio. Ah, sì, sì. Allora, ho capito bene. Sì, sì. Eravamo insieme che Samuel ci ci fece parlare con che andava anche sul posto.
Sì, sì. Lui ci disse che fece una telefonata da una cabina telefonica che non c'erano più. Disse che aveva chiamato i carabinieri di Vicchio e questi gli avevano detto che il il maresciallo lì eh dormiva e quindi se non siete sicuri è inutile che io non lo sveglio.
Sì.
E così ci raccontò lui. Quindi loro andavano Sì, sì, vero.
Sì, sì.
Vidono i cadaveri e andarono a rifare la telefonata. E a quel punto i carabinieri intervengono. I carabinieri arrivano quindi verso le. No, aspetta, arrivano alle 4:05 i carabinieri e alle 4:05 4:29 arriva questa strana telefonata che dice che c'è c'è stato un incidente senza feriti a Rabatta, cioè a Rabatta Saginale. Saginale è praticamente il luogo dove è avvenuto il delitto del 1974. Chi ha fatto questa telefonata e perché l'ha fatta? Chi è l'autore di questa telefonata? Se l'autore è sempre lo stesso, cioè sei l'assassino, perché questo non è un comunicatore, non è uno che comunica. Giusto Enrico?
Una volta ne abbiamo parlato di questo.
Sì, sì, assolutamente.
Quindi si faceva proprio il paragone con Zodiac. Zodiac un grande comunicatore. Mass Firenze non è un comunicatore, però.
Io io su questo mi permetto leggermente di dissentire, però ovviamente sono Certo. Ovviamente sono opinioni, quindi non.
No, no, no, no. Allora, pensa pensa Valerio che proprio oggi, ma se non era oggi era ieri, stavo ragionando anche io su questo fatto del della comunicazione. In realtà, ovviamente, va subito premesso che l'unica comunicazione certa certa che abbiamo del mostro di Firenze ovviamente è la busta della Monica, però esistono degli episodi che potrebbero essere alquanto dubbi. Ad esempio, senza citarli tutti, abbiamo la telefonata all'ospedale dopo il delitto del nell'immediatezza del delitto dell'82 e non parlo di quelle avvigilanti, ma soltanto di quella lì. Abbiamo questa possibile telefonata. Ehm, però c'è una differenza enorme così. Forse riferisce anche alla telefonata delitto dell'ottobre '82 a casa della Camp. Sì, del nell'80. Sì, ci fu anche quella telefonata, però per è una mia veramente questione personale, sono un po' più dubbioso su quella lì, però come abbiamo detto sono tanti gli argomenti, quindi cerco di non soffermarmi sullo specifico, ma cercare di inquadrare la situazione. Ciò che infatti volevo dire è che se diamo per buoni almeno alcune altre di queste comunicazioni, lui rimane comunque un comunicatore diverso da Zodiac per un semplice motivo, che Zodiac è palese la sua intenzione di comunicare anche col pubblico, tant'è vero che lui manda dei messaggi agli inquirenti, ma anche agli organi di stampa. Invece questo, anche se se volessimo considerare come faccio io, il mostro di Firenze è poco più comunicativo, per carità non lo considero comunicativissimo, però sarebbe da notare come in realtà lui non lui voglia lui comunichi con l'autorità e mai con il pubblico. E questa secondo me è una differenza molto importante con Zodiac.
Ma infatti, scusami Simò, perdonami. Infatti noi non abbiamo detto che non abbiamo detto che non è un comunicatore, abbiamo detto che non è un grandissimo comunicatore.
Per Grazie Val, grazie Enrico, perdonami, non avevo capito bene.
No, cioè che lui non sia assolutamente un comunicatore, cioè non è che lui sia mai caduto nell'assoluto silenzio. Ecco, abbiamo detto che diversamente da altri serial killer, lui probabilmente è un comunicatore di basso livello.
Assolutamente. Grazie Enrico per avermelo per avermelo specificato. Poi in realtà si collega quindi benissimo a quello che ti ho detto che comunque il fatto che Zodiac come altri serial killer ve lo ricordate? Oddio, non mi ricordo lui come si chiamava, però il serial killer dalla voce la che era quell'americano che dopo i delitti ogni volta telefonava all'autorità, insomma, con questa voce la. Eh, però, ecco, molto molto interessante è notare che comunque non il mostro di Firenze, qualsiasi sia il suo livello di comunicazione, cerca sempre un contatto con l'autorità e mai con il pubblico. Certo, ciò che dico qualcuno lo potrebbe avversare dicendo: "Eh, Simon, ma ci sono le tre lettere ai magistrati". Io personalmente le tre lettere ai magistrati non le ho mai considerate una sua comunicazione per un semplice motivo. Non è possibile che lui è così accurato nel non lasciare tracce sulla busta della della Monica. Addirittura usa due tipi di colla diverse e poi che fa? Nelle tre lettere ai magistrati? Per tre volte fa sempre lo stesso errore di leccare la il francobollo e lasciare il DNA, perché se non mi ricordo male il DNA DNA che si dice che ci sia su queste buste deriva da là. Quindi mi sembra molto improbabile che un, insomma, un serial killer che è stato molto attento fino a quel momento improvvisamente non faccia un errore di fila, ma ne faccia ben tre, perché il DNA è stato ritrovato su tutte e tre le buste. Questa è una cosa che, come si dice a Roma, in relazione alla busta della Monica, mi ha sempre puzzato e mi ha sempre fatto tendere a non a non associare quelle quelle lettere minatorie ai magistrati come effettive comunicazioni del mostro. Mio pensiero, ovviamente.
Certo. Eh, però considera che allora considera che m il DNA nell'85 non esisteva proprio eh per quanto riguarda il DNA entra nella nelle indagini criminologiche nel 1988, quindi 3 anni dopo. Sì, anche se poi in realtà nell'85, nel dicembre dell'85 a Milano ci fu un tentativo di introdurlo, ma la Corte non accettò.
Però l'idea venne agli inglesi del 1988. Sì, sì, assolutamente. Comunque sì, sì, certo, è assolutamente posto. Ecco, quindi secondo me non lo sapeva, come non lo sapevano i la polizia, non lo sapeva neanche il mostro di Firenze che si potesse trovare il anzi non so se c'era ancora questo DNA del mostro, magari del mostro da quelle a oggi a oggi si dice che su quelle lettere un DNA è stato trovato ed è presente su tutte e tre, almeno ad oggi so che si dice.
Questo piacerebbe benissimo essere del mostro, ma questo sì. Vabbè, poi questi ovviamente sono eh.
Sai perché lui non è un comunicatore, giustamente come hai detto tu, comunica solo con le forze dell'ordine, ma sai perché comunica solo con le forze dell' tra l'altro tra parentesi, i comunicatori, i grandi comunicatori e parliamo di Zodiac, di BTK, di Zodiac, sono loro che si mettono il nome. Jack lo Squartatore. Chiama Jack lo Squartatore perché è lui che si fa chiamare così. Se è lui che scrive la lettera. BTK. Lo chiamano BTK perché è lui che si fa chiamare così. È lui che si firma BTK. Zodiac lo chiamiamo Zodiac perché è lui che si firma Zodiac. Anche il figlio di Sem uguale.
Bravo, bravissimo. Anche sono loro che si mettono il soprannome.
Ora il mostro di Firenze ce l'aveva già il soprannome, quindi non se l'è messo lui, però hai ragione al 100%, però dice che lui comunica con le forze dell'ordine. Però la comunicazione del del mostro è una comunicazione funzionale, non è legata, lui non vuole diventare famoso come BTK che ci prendono proprio gusto. Tra l'altro questi ci sono anche quelli che comunicano con le vittime, con le famiglie delle vittime. Questo non lo fa il mostro di Firenze, a meno che non ci sia stato quel tentativo ehm nel diciamo nell'81 bis. Poi facciamo un punto, facciamoci un punto interrogativo. Hai ragione, quando comunica, comunica perché deve ottenere qualche cosa. Io credo che lui c'abbia, come tutti i serial killer, la mania del controllo.
Sì, lo penso anch'io.
Ecco, quando lui comunica nel '74 è come se lui dovesse tenere sotto controllo la situazione. Nell'84 fa la stessa cosa perché lui deve tenere sotto controllo la situazione.
Intendi con la telefonata.
Sì, se la telefonata è sua.
Ecco.
Certo.
Ma.
No, io a quell'episodio un un'interpretazione interessante che ho dato è che siccome nel i riferimenti al fumetto sono fin troppo evidenti, siccome alla fine del fumetto si scopre si scopre che in realtà il mostro non è morto, secondo me potrebbe anche aver usato questa finezza per dire "Lo vedete che non sono come nel fumetto, non sono morto, sono ancora qui."
Bravo. Certo, però se è stato lui, se è stato lui, eh, lui telefona.
In contemporanea proprio nel momento in cui iniziano le indagini. La stessa cosa nel '74 uguale. Eh, lui comunica in corso di indagini, cioè sono lì, sono sulla scena del crimine i gli inquirenti. La stessa cosa fa nell'84, ma lui come fa a saperlo che sono hanno già scoperto i Vuol dire che lui è lì.
Certo.
Se telefono con questa intenzione. Ma perché telefona? Perché lo fa nell'84? Sant'Andrea secondo me ha avuto una buona idea perché ne parliamo, lui dice "Può darsi che lui volesse solo spostare una macchina, cioè nel senso che gli una macchina dei carabinieri gli impediva di tornare a casa. Quindi lui fa questa telefonata, i carabinieri vanno, in effetti lui tende a precisare che non ci sono feriti. Perché dice che non ci sono feriti? Perché non vuole che arrivi un'ambulanza. Perché se arriva l'ambulanza prima che arrivano i carabinieri, poi l'ambulanza chiama i carabinieri, dice "Ma qui non c'è nessun incidente". Quindi che venite a fare? Quindi lui si premunisce che non ci deve arrivare, non ci devono arrivare i soccorsi, cioè andare i carabinieri, punto e basta. Se questo è vero, eh, se questo è vero.
No, no, conosco questi ragionamenti e li ho sempre reputati interessanti anche io. Non so quanto veritieri ovviamente, ma sicuramente molto interessanti e calzanti soprattutto con la situazione. Però se questo è vero, lui due volte di seguito avrebbe, come dire, si sarebbe si sarebbe tradito perché dimostra che lui è di quelle zone, cioè ritorniamo a Borgo San Lorenzo, come avevamo supposto all'inizio, poi l'abbiamo scartato perché ora ritorno come se fossimo negli anni '80 perché non ci non ci ha più colpito, ma nel momento in cui ci ritorna, beh, allora la mia attenzione si sposta di nuovo su queste zone. Devo di nuovo prendere in considerazione che forse lui non ha niente a che vedere Signa, Scandicci, Calenzano e Montesperto. Ma è qui che colpisce, cioè scusate, è qui che vive. Ora, per essere veloci arrivo all'ultimo delitto.
Così poi chiudiamo e se vogliamo fare delle altre considerazioni, giusto perché abbiamo fatto tutta la geografia, dobbiamo finire con l'ottavo diritto. Eccolo qua. Aspettate, eh. E faccio sempre il solito parte. No, scusate, perché non me lo fa ora? Allora, facciamo il percorso. Quindi da qui è andato prima qui, poi è andato qui, poi è andato qui, poi è andato qui, poi è andato qui, poi è andato qui e poi è ritornato qui. Ecco, questo è il percorso che ha fatto da un punto di vista eh cronologico il mostro di Firenze.
L'ultimo suo delitto avviene a San Casciano in Partipes, come sappiamo. E se vale, se vale la storia dell'autostrada, questi, come vedete, sono tutti attorno all'autostrada, tutti quanti. Infatti, io questo non lo, io non lo chiamerei il mostro di Firenze, io lo chiamerei il mostro della 1. Per me questo è il mostro della 1. Qui, qui non ne ha bisogno. Ma ha bisogno dei caselli perché qui è a casa sua, quindi non ha bisogno. Ma qui, ehm, sono tutti attorno, vedete? Attorno. Tra l'altro, avevo fatto anche proprio la media di tutti i caselli, compresi quelli del Mugello. Mi sembra che arrivi tipo 14 km, se non sbaglio. Se togli il Mugello, allora dico la distanza da un casello, eh, s'abbassa tipo a 8 km, se togli anche Baccaiano, perché qui, qui secondo me fa un errore. Si è allontanato troppo. Arrivi a 6 km di distanza e infatti lui poi dove va a colpire dopo Baccaiano? A parte Picchio, vicinissimo, attacca sono i San Casciano e Galluzzo, sono i posti più vicini al casello autostradale, 4 km, 4,5 l'altro. E qui finisce, diciamo, la la storia, almeno del profilo geografico del mostro di Firenze, perché non commette altri. No, per la verità, c'è un'altra cosa che fa che dovremmo inserirlo nel profilo geografico: è la lettera. Non è un delitto che commette, però spedisce la lettera da a San Piero a Sieve e siamo di nuovo nel Mugello, siamo di nuovo in questa zona qui. Quando, e questa è l'unica forma, anzi no, come dicevi tu, comunica ancora una volta con le forze dell'ordine perché non manda la lettera a un giornale, lui manda la lettera a Silvia della Monica, la manda alla procura di Firenze. Ci st...
"Perdonami Valerio, prima mi sono dimenticato di dire una cosa importante su questa relazione giornali, procura, che invece le tre lettere ai magistrati vanno anche ai giornali. Scusa, mi ero dimenticato di dire questo."
"Eh, l'ho tolta la la, come si chiama lì?"
"Sì, la condivisione."
"Ah, l'ho tolta, vero?"
"Sì, sì."
"Ecco. Sei contento?"
"No."
"Daniele."
"Valerio, però, però se la, se la puoi rimettere, mi faresti, mi faresti un piacere."
"Cosa ti devo mettere di preciso?"
"Quella l'ultima, l'ultima, l'ultima che in cui hai tracciato."
"Hai tracciato perché si, si vede una cosa che poi dopo a fine, quando avremmo finito appunto per."
"Però non so come, come andarci ora su quello io."
"Peccato."
"Eh, come, siccome ci vado. Aspetta. Eh, vediamo. Ora lo sto condividendo, giusto?"
"No, ora no."
"Ecco, aspettate, ora apro PowerPoint, forse. Eh, non me lo apre neanche. Ecco, aspettate, eh, vediamo, vediamo. Eccolo qua. Dove devo andare?"
"Enrico."
"Eh, sull'ultima, sull'ultima mappa che hai mandato, che comunque è relativa sicuramente, eh, è quella relativa a tutti, a tutti i duplici omicidi e ai punti che hai unito. Avi proprio fatto."
"Sì, perché era molto interessante per una, per una piccola curiosità, ecco, che avrei."
"Ecco."
"Eh, sì, però avevi proprio fatto, avevi proprio unito tutti."
"Ah, sì, lo faccio."
"Le, le due cerchiature e tutti i collegamenti. Avevi proprio unito, avevi unito proprio i."
"Sì, la faccio di nuovo."
"Con delle linee i, i duplici omicidi."
"Che, che era venuto fuori quasi un gatto."
"Sì, sì."
"Non è, non è un gatto. Dopo, dopo poi quando siamo alle, alle confuse."
"No, no, no, no, no. Vabbè, ti, ti dopo poi vi dico."
"Ecco qua."
"Perfetto."
"Eh, penso che se lo rincrantisco, se va."
"No, no, no."
"No, no, no."
"Ecco."
"Eccolo qua. Eh."
"Va bene."
"E manca San Piero Siere che è qui."
"Eh, ok."
"Questo però, eh, sono è unire in punti. Sì."
"Solo in modo cronologico, poi che."
"In ordine, in ordine cronologico. Allora, secondo alcuni, ma sai, qui siamo, per me si rientra nell'ambito delle suggestioni e della della psicologia, eh, diciamo così, di di uso comune. Ehm, se togliamo il '68, che comunque per me fa parte della della catena omicidiaria, però abbracciamo per un attimo chi parte dal '74. Per me."
"Mmm, non ci sta, però partiamo da questa. Ok. Se togliamo Signa."
"Possiamo intravedere una forma che ricorda la J e per alcuni è riconducibile alla J."
"Alla J di Iacula."
"È visibile anche già da così. Eh."
"Lo tolgo, vediamo. Tolgo '68."
"La gente si vede già, già da così, però se togli il '68 si vede forse meglio."
"Eh, aspetta, però non so come togliere. Gomma."
"No, ma va bene, Valerio, comunque si vede."
"Eccolo qua."
"Sì, sì, si vedeva."
"Sì, si vedeva già."
"Qui unisco i punti senza '68."
"7, '68. Sì."
"Sì, viene quella sorta di Jay fatta da dal territorio."
"Fuori una sorta di JC riconducibile appunto al al fumetto, al famosissimo fumetto Iacula, eh, per cui ci sarebbe un ricalcare. Ecco, vedi?"
"Io non la vedo sta J, però."
"Eh."
"Cioè, in che senso che questo, questa sarebbe la J?"
"Sì, sarebbe questa qui la J. Questa qui, ora vabbè, lo."
"Questa qui proprio se c'è quella che va fino a Baccaiano, poi allora quella che va fino a Baccaiano, poi dopo va al punto verde."
"Sì, sì, sì, ho capito, ho capito."
"Hai capito?"
"Sì, sì. Ma ti torno a dire, per me questa qui è proprio veramente un una suggestione o voler un trovare un qualche cosa, cioè è risaputo che la mente umana ha la predisposizione a trovare delle forme eh conosciute, quindi."
"Assolutamente."
"Come lo fa con le costellazioni, no? Come."
"Come con le costellazioni."
"Sì, esatto, esatto, esatto. Cioè, quindi questa è proprio per me è una suggestione, però ecco, lo volevo riportare perché per alcuni, ehm, insomma, per alcuni lo, cioè lo trovano un elemento, un elemento forte che per me non lo è assolutamente. Ecco. E altra piccola curiosità, Valerio, ho trovato la data del del secondo della ricostruzione del del secondo praticamente della seconda parte del percorso eh che gli inquirenti hanno fatto fare a."
"A Mele."
"A Stefano, a Stefano Mele ed è datato, è praticamente datato 19 giugno 1985, quindi stiamo, stiamo parlando. 17 giugno 1985, poco prima delitto."
"19 giugno 1985. Eh, sì, siamo due mesi prima delitto, di tre mesi prima delitto di."
"Sì, esatto."
"È stato fatto verso le ore 20:45 e poi dopo è successo quel che è successo. Ecco, questa proprio rimane un mistero del perché ci siano passare 17 anni nel ricostruire tutto il percorso, cioè ne hanno ricostruito solamente la prima parte, non la seconda."
"Eh, infatti, infatti. Certo, ma sicuramente questo tutto dovuto al fatto che, come tu hai scritto nel nel tuo libro, un caso semplice e semplice era tutto era già tutto scritto. Ecco."
"Non è allora semplice, magari no, perché comunque è un caso complicato quello del mostro di Firenze. Eh, dispiace però che sia sia finita così in qualche modo, nel senso che non credo che soddisfi nessuno, eh, queste sentenze. Io dico nessuno, né né i sardisti, né i merentari, né a noi proprio, no? Eh, perché anche i merendari tutto sommato rimangono col dubbio, no? Ma i delitti del '74-'81 te li hai commessi? Dovrebbe essere stato quantomeno Pacciani. Quantomeno dovrebbe essere stato Pacciani."
"Il '68 qualcuno pensa che sia stato Pacciano, qualcuno pensa invece che che ci sia stato un passaggio di pistola. Quando ci sono troppe teorie vuol dire che siamo, vuol dire che siamo veramente fuori, fuori, fuori, fuori. Troppe teorie, infatti, hanno diviso gli investigatori, sono divisi sulle teorie. Quando nell'84 in qualche modo si allontanano da Rotella, ormai c'è Rotella che fa il suo tipo di investigazioni e quindi Torrisi, i carabinieri e Signa, se Signa, Ligna che fa un altro tipo di investigazione. Comunque rimane del mostro di Firenze, almeno dal punto di vista della criminologia, è un punto di partenza, perché mai prima di allora avevano chiesto l'aiuto dei dei criminologi, non era mai successo. Quindi vuol dire che si sono, come dire, modernizzati. Eh, tra l'altro, uno dei motivi per cui secondo me il mostro di Firenze ha smesso di di uccidere è proprio perché sono subentrati i criminologi. Che significa? Significa che lui è un nemico che non conosce. Lui non sa come maneggiare questo, questo, questi criminologi. Non sa chi siano, non sa come ragionano. Quindi finché si tratta di carabinieri, di poliziotti, lui ci arriva perché un criminale ragiona sempre come un poliziotto, ma non ragiona come un criminologo, come uno psichiatra, come uno che ti descrive. Noi dovremmo andarci a rileggere tutte le interviste pubbliche che ha fatto De Fazio mentre lui uccideva, perché lui li leggeva, per cercare di capire se queste dichiarazioni che faceva che faceva De Fazio lo hanno spaventato a tal punto da da farlo desistere. Due cose lo hanno fatto desistere per me. Uno è questo, cioè lui non sa chi è il nemico a questo punto, e l'altra il controllo del territorio che non è più suo. Ormai il controllo del territorio è passato in mano alla polizia, agli inquirenti. Perché Simon, io penso che lui abbia spedito questa lettera perché ai magistrati, perché questa lettera porta due ritagli di giornale, uno con le foto dei dei tre Flerì, Vigna e Canessa, e c'è una cartuccia 7.65 in ognuna delle lettere, avvolto in un dito di guanto, giusto? E mi sembra ci sia scritto uno a testa di basta, credo. Mi pare che ci sia assolutamente."
"Sì."
"Però quello che lascia interdetto è il trafiletto che dice della Nazione che dice che un casellante o i casellanti avrebbero, eh, che ci sarebbe stata una sorta di avvistamento perché i casellanti hanno preso i numeri di targa. Che c'entra questo, questa notizia con i delitti? Cosa c'è? Perché non manda la notizia che sono stati uccisi due francesi in una tenda? Perché questo? Perché manda proprio questo pezzo di giornale con questa notizia?"
"Eh, ora non mi ricordo esattamente cosa, qual era il pezzo, lo vorrei trovare, però."
"Se non mi ricordo male, forse era il mostro ha commesso un errore, qualcosa."
"Esatto. Bravo, bravo. Sì, sì. Lui è un comunicatore."
"Posso togliere la condivisione oppure la devo lasciare?"
"No, no, per me la puoi togliere."
"Ok, come volete."
"Perché lui è un comunicatore funzionale, cioè lui ha bisogno di, quando lui comunica deve deve ottenere un risultato, un risultato che ti torna comodo. Questo intendo dire. In questo caso, lui quando legge questa notizia sulla Nazione, secondo me si preoccupa e vuole saperne di più. Ma come fa a sapere? Perché lui tutte le notizie che c'ha ce l'ha solo tramite i giornali. Noi dobbiamo andare a leggere i giornali di quegli anni come se fossimo il mostro di Firenze e ragionare come avrebbe ragionato lui, perché non ho altre fonti di informazione. Io non credo che facesse parte delle forze dell'ordine, quindi eh avesse accesso agli atti oppure eh alle perizie. Non, non ci credo. Vogliamo pure che facesse parte delle forze dell'ordine, ma non è che un, per dirti, un maresciallo dei carabinieri, ispettore della polizia sa, sa le carte, non sa assolutamente niente o sa poco. Sono i magistrati che lo sanno. Quindi lui deve stimolare la notizia. Se io ti mando tre lettere a tre magistrati e dico questa cosa qui, lui pensa che i magistrati ne parleranno e invece non ne hanno parlato e Samuele hanno commesso un errore perché lui ti sta comunicando. Quando BTK comincia a comunicare, l'FBI dice fatelo parlare il più possibile, fatelo parlare, fatelo comunicare ed è quello che fanno loro. Quindi se vi chiede, che so, pubblicatemi questo, questa cosa, voi pubblicatela, cioè assecondatelo il più possibile perché lui più comunica, più prima o poi si tradirà. E in effetti BTK si è tradito. Si è tradito perché poi vi ricordate chiede, posso mandare un floppy disk, non è che risalite a me, però dovete essere onesti. Potete risalire a me attraverso un floppy disk e qu ho detto no che non possiamo risalire a te. E invece grazie a FLIS, ma si si era già tradito precedentemente perché lui per andare a comunicare lascia, mi sembra in un parcheggio di di un centro commerciale un pacco. Il centro commerciale aveva una telecamera. Loro non riescono a vedere bene la persona perché è non è di grande qualità, però vedono la macchina. Loro sanno che BTK ha quel tipo di macchina. Quando Denis Reder viene, eh, da questo floppy disk, esce il suo nome, vanno a vedere che macchina c'ha, la stessa macchina di BTK, c'ha la stessa identica macchina, quindi si stava, cioè lui non lo sapeva ovviamente, ma si stava praticamente eh intrappolando da solo. Se nell'81 i tre magistrati avessero fatto una sorta di conferenza, avessero instaurato un una forma di comunicazione, io non mi ricordo ora se la lettera al mostro di Firenze e cioè scusate la lettera alla dell'amico uscì sui giornali, mi pare che uscì ma molto tempo dopo."
"Sì, qualche credo una settimana o 10 giorni dopo, qualcosa del genere."
"Mi pare addirittura di più. Non, non ricordo se la tennero o segreta per molto tempo. Bisognerebbe andare a vedere i giornali dell'epoca per vedere quando cominciano a parlare di questa lettera."
"Comunque, se non mi ricordo male, non si superano le due settimane poi perché se."
"Poco arriva, dici."
"Sì, se non mi ricordo male. Sì, perché se consideriamo che è l'otto, credo che loro la rendano pubblica intorno al 20, comunque nell'ultima decade di."
"Qualcosa del genere. Qualcosa del genere."
"Mi sembra, adesso non saprei andare contro. C'è un'altra cosa che non sappiamo del quante volte ha comunicato."
"Mmm, vero?"
"Eh, anche sulle sulle scene del, per me lui comincia a comunicare, ecco perché io non credo alla pista sarda, perché il '68 secondo me lui se l'era già attribuito. Se l'era attribuito ancora prima che si venisse a sapere che c'era questo delitto. Lui se lo attribuisce nell'ottobre '81. Di questo delitto lui fa delle cose che ricordano il '68. Primo, i documenti di di Baldi li troviamo nella nella borsetta della ragazza. I documenti di, nel '68 dico, di Lo Bianco, lui troviamo nella borsetta di lei, della Rocci. È strano, no? È strana questa cosa qui. Poi non solo, quando vanno ad aprire lo sportello i carabinieri, che cosa succede nel '68? Che succede?"
"Le scarpe."
"La scarpa di, di, che è dal lato del guidatore, perché loro. E dove troviamo l'unica scarpa di Baldi? Quando aprono lo sportello, che cosa vedono? La scarpa del Baldi."
"Lo stivale."
"Stivaletto."
"Lo stivaletto tipo cowboy."
"Sì."
"Lui estrae due cadaveri da lì, ma questo stivaletto rimane lì. Terza cosa, il maglioncino di di Baldi dove viene ritrovato? Sotto i glutei di Baldi. Lui l'ha estratto, ma lui non c'aveva mica il maglioncino dietro. Cioè, lui l'aveva, se l'era tolto il maglioncino, lui quindi toglie il cadavere, poi va a prendere il maglioncino e glielo mette praticamente sotto il sedere. Dov'è il maglioncino di Lo Bianco? Sotto il sedere di Lo Bianco. Quindi secondo me lui ti sta descrivendo il delitto del '68. Te lo sta, non so se lo descrive perché ti sta ricostruendo la sua fantasia o perché sta iniziando a comunicare quella forza dell'ordine e dire andate a vedervi '68. Cioè, come se ti avesse dato tutte le indicazioni di questo mondo."
"Ma guarda, Valerio, secondo me il tuo ragionamento è sicuramente curioso e pertinente. Ci stanno ovviamente alcune piccole, eh, insomma, insomma, alcune piccole cose da chiarire. Ad esempio, un utente in chat ci dice che Zanetti ha smentito che nella borsetta della Locci c'erano i documenti dello Bianco."
"Allora, allora."
"Sì, può darsi, però c'è una notizia prima che avvenga questi delitti, c'è una notizia che esce sulla Nazione dove lo dice la Nazione che è stato recuperato il delitto, scusate, la borsetta di di Barbaroccia. All'interno ci sono i, prima che avvenga questo delitto, c'è questa notizia che esce sulla Nazione che viene recuperata borsetta, all'interno trovo i documenti. Quindi io l'ho anche pensato che forse non è vero che lui ha messo questi documenti nella borsetta perché non l'ha fatto questo e Cochi lo dice. Paolo Cochi dice, probabilmente sono stati gli stessi inquirenti che hanno fatto il casino, cioè che hanno preso i documenti di Bianco e l'hanno messo nella borsetta della Rocci. Però lui ti sta dicendo che ha letto una notizia che si riferisce al '62, ha fatto la stessa identica cosa."
"No, ho capito, ho capito benissimo. Se vu dire assolutamente."
"Non, non è necessario che l'abbia fatto davvero lui nel stessa. Forse l'hanno fatto gli inquirenti, però quando lui commette il delitto dell'81, questo trafiletto, questa notizia è già apparsa sulla Nazione. Anzi, nel libro anche scritto il giorno in cui era apparso sulla Nazione. Ora non ce l'ho sottomano il libro. Quindi lui ti sta comunicando, cioè sono delle, come dire, e mi è venuto, ma ci sono, quindi se vai a studiare all'8 ci sono altri riferimenti al al '68 che ci sfuggono? Ha fatto altri riferimenti che noi non siamo riusciti a vedere. Per esempio, la telefonata che arriva a casa, a casa Campi, ha una, cioè è successo qualche cosa nel '68 per cui può aver fatto anche questo tipo di, magari questa telefonata è sempre legata a quel delitto oppure successivamente, quando lui compie questi delitti, perché noi vediamo solo i delitti da un punto di vista proprio capriccioso, no? Fa le amputazioni, le sezioni. Ma sta comunicando qualcos'altro? Altro esempio, l'84. Farina. Lui non ti sta comunicando che ha letto l'ass, l'assassino del Bisturi. Come si chiamava il fumetto?"
"L'assassino del Bisturi o il manico del Bisturi?"
"L'assassino, vero?"
"Sì, sì. L'assassino del Bisturi. Ecco, noi par e poi non solo nell'assassino del Bisturi il personaggio del del fumetto fa l'amputazione di tutti e due i seni, quando lui ancora non li ha fatti."
"Sì."
"Eh, mi viene in mente Bergovit. Bergovit, guarda, leggevo i giornali, come faceva secondo me il mostro. A un certo punto il giornalista si, si fa una domanda dice 'Ma perché il figlio insieme non ha fatto questa cosa?' Lui ci pensa e la fa. Quindi il suggerimento glielo dà proprio il giornalista. Le faccia questa cosa la dice, dice 'lui prende dei suggerimenti, dei delitti dalle dai media' e faceva l'esempio. Dice 'lui è scinto il seno perché è stato accusato di essere un mammone, qualcosa del genere'."
"Sì, era così. Sì."
"Ecco, la risposta qual è stata? L'amputazione del seno, perché secondo me lui ti voleva dire 'io non sono un mammone, è l'esatto contrario, io odio mia madre' e quindi ti scende il seno in segno di disprezzo. È anche vero che se lo porta dietro, però, quindi fa una sorta di souvenir. Eh, io non so se fa come Brudos. Brudos era un signor killer che era, eh, era partito per i piedi femminili quando uccideva. Dopo lui tagliava i i piedi delle donne e li congelava, però buttava anche i seni. Con i seni ci faceva dei, li cementificava in qualche modo, li cessava e poi ci faceva dei, come si chiama? Dei."
"Dei fermacarte."
"Bravo. Dei fermacarte. Ecco."
"Come, no, me lo ricordo benissimo."
"Ecco, non sappiamo ovviamente che cosa ci facesse con con i feticci il mostro. Non lo so. Non so neanche se se ce l'ha ancora. Non saprei dirlo. Se ha rubato delle altre piccole cose, non lo so. Per esempio, Ted Bundy mai, quando vanno a fare la perquisizione a casa di Ted Bundy, non trovano perché gli vogliono attribuire i delitti, non trovano niente delle sue vittime. Da questo punto di vista è anomalo, perché i souvenir, i serial killer in genere se li riportano e come Bundy no, non lo fa. Se non lo fa perché è furbo o se non lo fa perché non sente questo bisogno, io non saprei dirlo. O anche se che non sentissi il bisogno."
"No, Enrico, non è necessario che il serial killer si. Oddio, lui si portava le teste, se le portava a casa, però una volta utilizzate non è che le congelava e se le teneva come faceva, come si chiama quello di, eh, quello famoso. Mi sfugge."
"Oddio."
"Valerio."
"Eh."
"È andata via la voce. Dicevi è gay? Non so."
"No, no, no. Ed."
"No, forse Ed Gein si teneva le teste, mi sembra."
"No, no, quello che uccideva quell'omosessuale famoso."
"Jeffrey Dahmer."
"Jeffrey Dahmer. Ecco, Jeffrey Dahmer poi c'aveva proprio una casa tutta. È vero, è vero. Sì, è vero. Eh, Ted Bundy invece, che poi diceva una cosa, Ted Bundy, diceva che lui quando vedeva una ragazza si immaginava che ci ci camminava, che la che insomma l'abbordava, che facevano una conversazione, che potessero avere una piccola avventura, poi però poi aggiungere, ma dopo un po' non riuscivo a togliere l'idea di prendere la sua testa e la vedevo su una picca, la vedevo decapitata. È interessante però questo, questo, questa cosa che dice Ted Bundy perché ti sta dicendo che le sue fantasie non riesce a, è come se le sue fantasie vanno a inquinare quelli che sono i pensieri normali. Roy Martin, che questo serial killer che poi confesserà il delitto, quello che ho detto prima del famoso esperimento che fecero nel '67, Martin era descriveva, faceva le stesse cose che faceva Ed Baldi, nel senso che eh era un necrofilo, quindi tornava più volte sui dai cadaveri e praticamente ci faceva sesso. Bruciava e li teneva in vita per un po' e si divertiva a bruciare con i mozziconi di sigarette le povere vittime, quindi le torturava. La mamma un giorno glielo chiese quando lo catturarono, dice "Ma perché facevi queste cose?" E lui diceva "Ci sono due persone in me, una persona buona e una persona cattiva. E purtroppo quella cattiva io non riesco a dominarla, non mi riesce. Eh, però avevo un senso di colpa. Di Roy Martin, c'è stato un criminologo Colin Wilson che ha fatto un'osservazione secondo me molto pertinente. Diceva come i serial killer cambiano nel corso degli anni. Negli anni '50-'60 potevano anche smettere di uccidere, faceva l'esempio di di Robert De Salvo che a un certo punto smette. Robert De Salvo perché come se avesse raggiunto una consapevolezza, non ha più bisogno di uccidere, sentono i sensi di colpa perché De Salvo lo sentiva anche quelli degli anni '80 già non sentono più nessun senso di colpa, sono completamente diversi, vanno tutti in escalation, ehm diventano, come dire, ancora più freddi. Sono uguali come omicidi, cioè sono crudeli lo stesso, però non sanno, non hanno nessun senso di colpa."
"Beh, guarda Valerio, visto che l'ho inserito anche nel mio studio e mi fa molto piacere che lo hai citato, l'aspetto importante di Colin Wilson, come hai detto tu, che lui mostra questo questo cambiamento all'interno dei serial killer, cosa importante da dire è che lui innanzitutto lo attribuisce alla scala dei bisogni di Maslow, cioè lui ci dice che con il migliorare della società determin determinati delitti che potevano avere come basi basi più materiali, poi in realtà arrivano fino all'ultimo livello che in realtà è quello dell'autostima. Tanto è vero che lui i serial killer moderni, e io su questo ci inserisco assolutamente anche il mostro di Firenze, sono delitti legati all'autostima, cioè la motivazione principale per per per la quale poi vengono perpetuati e per la necessità di eh ehm come si dice, riempire quel vuoto che poi è stato determinato solitamente da quel trauma che purtroppo noi ad oggi non conosciamo del mostro di Firenze. Io personalmente l'ho provato a inquadrare nella tragedia dei Celestini e ad oggi sono molto contento di questo perché penso che la mia, insieme al mio collega di ricerche Luca, sia tra le pochissime piste che cerca di dare una motivazione anche psicologica e non si basa soltanto, ecco, magari su altri aspetti che vengono più comunemente eh sottolineati da altri ricercatori. Comunque ti ripeto, secondo me hai fatto benissimo a citarlo perché ecco, Colin Wilson identifica proprio questa mancanza di autostima come movente principale dei delitti. Ecco."
"Io direi che possiamo terminare. Che dite? Se non avete qualcosa, ragazzi, ho solo una curiosità. Simon."
"Dimmi."
"Vedo che dietro di te c'è, non so cos'è, un poster Romanitas. Che cos'è quel quel poster che c'è dietro?"
"Era, no, era un libro, era un libro che c'era in edicola tanti anni fa, che sono sincero, non ho letto, ma era, mi era piaciuta molto sta cosa delle croci come nell'antica Roma su una città, perché se non ho capito male."
"Se non ho capito male, è un romanzo su un futuro distopico nel quale è ritornato una sorta di impero romano, però mi piaceva l'immagine, quindi."
"Sì, sì. Sofia Dugan sarebbe la scrittrice, presumo."
"Sì, sì, assolutamente."
"Ok. Che dicevi?"
"E Valerio, ti dicevo, se siamo in chiusura, permettetemi veramente soltanto un minutino, un minutino, come vi accennavo in, insomma, in prelive. Ehm, finendo anche, ecco, questo discorso della pista che sto vagliando relativa ai Celestini, molto interessante in relazione alla profilazione geografica è l'attinenza che ho trovato con, che abbiamo trovato, eh, tra i luoghi dei delitti e questa tragica storia. Cercherò ovviamente di essere super sintetico, però molto interessante è notare che parto un po', vado un po' sparso, eh, perché tanto comunque il concetto si capisce. Eh, molto interessante notare che quando questo istituto fu chiuso ufficialmente nel '66, il processo per la morte di uno dei bambini, che poi era stato l'elemento che ha fatto chiudere l'questo orfanotrofio, era del 1968. Però che cosa è accaduto? Che questi Celestini quando sono stati, ehm, ovviamente quando c'è stata la chiusura dell'istituto, alcuni sono addirittura scomparsi e parliamo anche di persone che avevano già una ventina d'anni. Ehm, però la cosa molto interessante è che tutti gli altri sono stati ridistribuiti in vari orfanotrofi e soprattutto uno di questi in cui furono distribuiti fu la Madonnina del Grappa di Don Facibeni. Eh, se la lettera, se la casella postale dalla quale nella quale è stata effettivamente inserita la lettera è una di quelle che si pensa. Indovinate un po' che cosa c'è di fronte a quella cassetta postale a San Pietro a Sieve? La statua di Don Facibeni."
"Eh, quindi questo già lo ritengo un elemento geografico interessante. Però perché."
"Diventa ancor più interessante il Mugello legato ai Celestini? Perché, eh, dal da tutte le da tutti i documenti che abbiamo trovato, eh, i primi ospiti, perché è un orfanotrofio che comincia la sua attività alla fine degli anni '30, quindi avrà una storia di circa 30 anni, eh, fino agli inizi degli anni '60 venivano, non erano propriamente tutti orfani, c'erano anche bambini che venivano lasciati dai propri genitori o dalle proprie madri rimaste sole, o dai padri rimasti senza madre, o perché erano troppo poveri o perché non potevano accudirli. E indovinate circa il 90% di questi bambini in quel periodo da dove veniva? Dal Mugello. Dal Mugello e dalla Garfagnana. Quindi, mh, questo è un altro elemento geografico abbastanza interessante. Ovviamente, come abbiamo sempre detto col mio collega di ricerche, sono assolutamente ipotesi e indicazioni di indagine. Non, non la presenteremo mai come una verità assoluta, perché è giusto che sia così, in fondo. Certo. E altro elemento geografico molto interessante è sulla busta della De Monica, perché la busta della De Monica in realtà ha un altro elemento geografico, diciamo, nascosto. Credo che ormai sia pensiero comune che le lettere ritagliate dal giornale dovevano avere un significato per lui o per meglio dire, le parole da cui vengono ritagliate le lettere, almeno secondo le nostre ricerche, c'è un'enorme possibilità che avessero un'enorme un'enorme importanza per lui. Faccio soltanto un piccolo esempio. Tre lettere vengono fuori dalla parola trionfato. Poi abbiamo, se non mi ricordo male, donna, madre. Comunque non sono parole, non sembrano parole così prese a caso. Tra queste parole molto curioso, almeno per noi, è che una S è stata presa dalla parola Salerno, dalla città di Salerno. Tornando ai Celestini, nella seconda parte, quella successiva al reclutamento, permettetemi questa parola, eh, dei bambini poveri o orfani, il secondo, il secondo cluster da cui vengono presi questi bambini diventa il Sud Italia, perché ovviamente, in particolare nel Mugello e nelle zone, nelle altre poche zone limitrofe di Firenze da cui venivano loro presi, ormai avevano acquisito un un livello sociale migliore e quindi provenivano meno bambini da lì e quindi questi bambini venivano reclutati al sud e indovinate un po' dove di molti di questi bambini venivano reclutati vicino a Napoli e vicino a Salerno. Ora, ovviamente, sono sono tanti, sono tante coincidenze che vanno poi a confluire, eh, nella nostra ipotesi. Ovviamente questo l'ho, l'ho specificato prima. Altro elemento importante di questo istituto è il fatto che non era soltanto un orfanotrofio o comunque un posto dove, ma era un orfanotrofio di stampo mariano. Ehm, nelle loro menti avveniva, accadeva una un processo che è simile alla violenza psicologica che fu fatta nel Forteto, se ben ricordate bene, però è un collegamento che faccio solo per farvi ricordare. Per me il Forteto non c'entra nulla con questa storia. Eh, e succede che, eh, come nel Forteto, i preti, cioè anzi il prete che gestiva il l'orfanotrofio e i fratelli e sorelle, eh, che gestivano i bambini, ehm, praticamente che cosa facevano? Li convincevano, soprattutto quelli che avevano una famiglia, tendevano, ecco, a nella figura femminile tendevano a dare tutti gli elementi negativi alle loro madri e invece dare tutti i positivi alla Madonna. Perché questo, e qui chiudo, eh, ovviamente per non allungarci e non andare oltre. Eh, molto interessante poi sono i luoghi dove sono stati commessi i delitti, perché anche all'inizio della nostra live vi ho detto che secondo me, eh, ci poteva essere una un'importanza dei luoghi. Allora, si sa che la Toscana è piena di di luoghi religiosi, però guarda, o che hanno una connessione con la religione, però guarda caso proprio in nei territori, nelle piazzole, vicino alle piazzole dove sono stati compiuti i delitti, o quasi ogni volta a circa 200 metri c'era quasi sempre, eh, un tabernacolo dedicato alla Madonna. Quindi, che cosa ipotizziamo noi? Che perché questi luoghi erano così importanti per lui, perché queste coppie non solo facevano peccato, ma facevano peccato in luoghi a lui cari. Un altro elemento che tendo sempre a a sottolineare è che molto spesso ci si ci si dimentica il vero nome di Scopeti, e il vero nome di Scopeti sarebbe la piana di Salve Regina, e Salve Regina è una delle più importanti preghiere mariane che ci siano. E ultimo livello, ultimo, perché questi luoghi possono diventare importanti anche in senso religioso, ma in senso religioso collegato alla sua vita. Ricordiamoci che l'opera della Madonnina del Grappa, che vi ho che vi ho citato prima, parte anche dal dall'iniziativa, ehm, Oddio, erano Don Facibeni. Oddio, perdonatemi, c'è un piccolo lapsus. Ah, beh, perdonatemi, c'è un attimo, sto piccolo lapsus. Comunque l'altro prelato, l'altro prete, insomma, che fu molto importante nella per la costruzione di questo orfanotrofio, eh, aveva cominciato la sua opera. Eh, Don Milani, scusate, ora me lo sono ricordato, Don Milani ha avuto a che fare con ben quattro, eh, si è trovato nelle vicinanze di ben quattro dei luoghi, eh, che poi sono stati nei quali effettivamente sono stati compiuti questi delitti. Addirittura il primo è Montespertoli. Quindi, scusate se ho ho preso questi ultimi minuti, ma ci tenevo a a sottolineare che anche nella nostra ricerca c'è stata una particolare attenzione, per l'appunto, a questo profilo geografico. Poi per carità, io so benissimo che si può concordare o no, eh, che può che le coincidenze all'interno dei casi, soprattutto criminali, ma così come nelle nostre vite, sono possono esserci assolutamente, però noi consideriamo molto forte questa pista. Tra l'altro, il anche interessante è notare che anche il fumetto, eh, dell'assassino del Bisturi, in realtà fu ritrovato a Piazza Dalmazia e a Piazza Dalmazia non è una piazza grande, quindi non propriamente vicino, però comunque nelle sue vicinanze c'è per l'appunto l'opera, eh, della Madonnina del Grappa di Don Facibeni. Comunque, quindi, questo era per sottolineare, ecco, che anche nella nostra ricerca si parte da un da un contesto che può aver creato assolutamente questo trauma che poi lui si è portato appresso e soprattutto gli ha dato quella connotazione missionaria che noi reputiamo e gli abbia, soprattutto nel colpire le coppie e poi in particolar modo nel nello sfogarsi su vittima femminile. Bene, dette queste cose, prima di salutarci Valerio, un'ultima domanda dal pubblico. Ehm, ci chiedevano se hai qualche aggiornamento sul serial killer di Long Island, poi ci saluti."
"No, non ho aggiornamenti su questo. Ehm, m lui comunque, eh, l'ultimo aggiornamento che c'ho io, perché poi non mi sono più informato, ehm, c'era l'inizio del processo, lui ovviamente si è dichiarato innocente, so che ha divorziato dalla moglie, ma ha divorziato per un semplice fatto, eh, perché se lui viene ritrovato colpevole, la moglie perde tutto. Quindi è per questo motivo, ma lo fanno sempre quanti criminali hanno a che fare con la giustizia, criminali, insomma, quando qualcuno ha a che fare con la giustizia, fanno sempre così, si divorziano. So che, eh, un'associazione creata dalla figlia di un serial killer che per ora non mi ricordo bene il nome, quindi ha fatto una sorta di, come dire, di richiesta di denaro in favore del della moglie e dei figli di questo serial killer perché ora loro senza il supporto di questo perché era lui che lavorava. Ehm, quindi ha chiesto, come dire, come si chiama quando fai una raccolta che l'ha fatta anche Daniele Bronzi per per la radio."
"Crowdfunding."
"Esatto. Una sorta di."
"Ah, funding."
"Crowdfunding."
"A favore, a favore, insomma, del dei familiari perché lei è la figlia di serial killer. Quindi, però io ti volevo fare due domande, scusami."
"Certo, Valerio, prego."
"Non te l'ho fatta prima perché eravamo in, cioè eravamo in media res, come si dice, dov'è italiani a usare la prova del DNA? Sì, da quello che so io, lo ritrovai su un articolo di giornale che ti chiedo scusa, adesso non ho sottomano, ma ci fu un processo a Milano, però va detto che se non ricordo male, era del dicembre dell'85, nel quale gli avvocati cercarono di portare a processo la prova del DNA, ma non fu accettata dalla Corte, insomma, da."
"Questo io so che è il primo rimando nella giustizia italiana del."
"Però questo anticeb inglesi perché gli inglesi No, scusa, ho sbagliato. Io prima ho detto nell'8, in realtà è nell'87 che fanno questo DNA di massa per cercare, eh, però parliamo dell'87. Poi se ci avevano già provato gli italiani, questo mi giunge poco sinceramente."
"Ma guarda, sicuramente lo lo andrò a ricercare sulla mia documentazione e te lo mando."
"Sì, hai detto è stato trovato il il fumetto dell'assassino del Bisturi. Ma in che senso è stato trovato?"
"Non questo."
"Perché fu trovato in terra. Fu trovato in terra, se non mi ricordo male, circa due settimane dopo che l'omicidio, il duplice omicidio era stato connesso e tra l'altro una delle veramente."
"Duplice omicidio perché ora io questo."
"Dell'84."
"Eh."
"E tra l'altro, una delle cose più curiose e più assurde di questa storia è che fu trovato, per l'appunto, ti ripeto, in terra a Piazza Dalmazia da due, ehm, lavoratori dell'Enel che tra e tra l'altro uno dei due era un collega di del Faggi, della vittima dell'81."
"Scusami, ma Faggi, Mazzio dov'è? A Firenze dov'è?"
"Sì, sì. A Firenze."
"A Firenze, a circa, boh, 1 km dalla Madonnina del Grappa, che la Madonnina del Grappa, l'ingresso principale. Prima c'è la chiesa e poi c'è l'ingresso che in via Don Guido Facibeni. E questo stiamo parlando, però mi pare strano perché cioè c'è questa notizia che dici dell'84 perché loro perché il collega del Faggi del Faggi portò subito il fumetto alla alla polizia perché si rese immediatamente conto del."
"Certo."
"Delle somiglianze."
"Ah, no, io non sapevo questa questa cosa qui, signor."
"È un episodio molto curioso."
"Ma è la prima volta che lo sento."
"Io anch'io."
"No, no, è risaputo, eh."
"E invece l'ultima domanda volevo fare a Daniele io."
"Dimmi."
"Perché non te l'ho mai fatta, ma ci ho pensato ora. Ma tu, tu nel mostro uccideva, eri già sposato?"
"Sì."
"Quanto?"
"Io mi sono sposato nell'80. Ma sì. Ma."
"Il 4 luglio dell'83."
"Dell'83. E tu hai sempre abitato a Firenze?"
"Sì, sempre, son nato e sempre abitato qua."
"Eh, no, la mia domanda era non per sapere i fatti tuoi, ma prima di sposarti."
"Facevi come le coppiette del mostro di Firenze, cioè avevi paura. Questo ti la domanda era questa. Tu nell'83 ti sei sposato perché."
"Io, io ho avuto."
"Che ti ha posizionato un po' questa storia o non c'entrava niente, cioè, insomma."
"No, io ho avuto la la fortuna che, eh, eh, avevo, eh, sempre casa libera e e quindi usavo casa."
"Co."
"Non sei mai andato in campagna tu?"
"Sì, è voglia. Eh, succedeva, però però io non, diciamo, non mi accoppiavo in macchina. Io ho sempre cercato dei capanni di caccia, eh, che ce n'erano, ci sono ancora a Quintalvate qui in giro e accedevo in questi capanni di caccia comodissimi, oltretutto caldi e ben protetti."
"Però ben protetti in che senso? Ben protetti perché erano di legno massiccio."
"Eh, però quando il mostro uccideva, tu andavi in questi capanni, non avevi un po' paura comunque, sai?"
"Ma guarda, ehm, la prima volta che c'ho pensato effettivamente è stato quando m'hanno mandato a Scopeti a fare le riprese. Eh."
"Prima proprio. E e te pensa che, ehm, io lavoravo all'inizio a Telelibera Firenze, la città era a due passi e conoscevo tutti i giornalisti che si occupavano del caso. Perciò la Selvatici, giovanissimo ovviamente all'epoca, poi c'era Mugnaini, insomma, tutti i giornalisti dell'epoca li ho conosciuti in pieno, eh, come si può dire."
"Interattività del mostro."
"Sì, sì, sì, assolutamente sì. Però io non mi preoccupavo più di tanto perché appunto, eh, cercavo o questi posti qui oppure avevo spesso casa libera. Ma io ti dico, guarda, l'82 mi sposto a Pisa e io abitavo con la mia ragazza al centro di Pisa. Abitavamo praticamente, ti dico, se no 50 metri, fosse 100. Ma quando c'erano i delitti del mostro, io per andare da casa mia, da casa sua a casa mia ero nel, me faceva paura persino fare questo percorso nel centro di Pisa, perché questa ammazzava praticamente, io ero uno studente, c'avevo la stessa età delle vittime. Io me la ricordo questa prova che c'avevo."
"Ma io l'ho già raccontato. Poi il 23 marzo dell'85, 23 marzo abbiamo fatto la diretta con questo investigatore privato."
"Che fece nome e cognome di chi secondo lui era il mostro di Firenze. Da quel momento."
"Da quel momento abbiamo sempre avuto chiamate, eh, di minacce. Noi avevamo una ragazza che lavorava a Villa di Firenze, faceva anche il turno di notte e io l'ho spostata al mattino e pomeriggio. La notte la facevamo solamente noi maschietti. Dal 23 marzo dell'85 fino a tutt'oggi, a me ogni tanto qualche chiamata un po' così m'arriva e lo sai, te l'ho già raccontato."
"Sì. Il delitto più vicino a te qual è stato?"
"Il più vicino a me? In."
Che senso? Giogoli.
>> No, Scandicci.
>> Scandicci,
>> sì. Lì a
>> Ma quale? Mosciano o
>> Mosciano? Mosciano è il più vicino.
>> Sì,
>> sì. Da che tra l'altro da qui dalla sede dove siamo noi.
>> No, no, dove sei ore? Eh, quando abitavi a Firenze dico,
>> no, a Firenze il più vicino è sempre stato Mosciano.
>> Anche Anche Moscian sempre stato Mosciano.
No, facevo questa domanda per dire quando c'era un delitto poi tu
>> eri un ragazzo, no?
>> Sì.
>> Non ti è venuta la curiosità di di andare a vedere cosa c'era, cosa stava succedendo?
Mai la la prima la curios perché non ci pensavo proprio, insomma, io ero facevo televisione,
>> ero impegnatissimo in televisione, prima ancora ho fatto radio e e quindi non cioè a me preoccupavano le brigateche rosse di più perché a noi di Radio Libera Firenze ci dettero fuoco al furgone.
Ah, sì,
>> sì, al furgone regia a noi ce l'hanno carbonizzato perché noi facevamo informazione libera, come facciamo tutt'oggi.
>> Ho capito. Quindi la il primo, diciamo, il primo impatto l'hai avuto a scoperti tu.
Il primo impatto vissuto in prima persona è anche abbastanza impressionante è stato Scopeti perché mi mandaron lì a fare le riprese. Noi eravamo in subappalto per Rai e e Mediaset e quindi
>> e Finvest. Eh sì, all'epoca alla fine investe e quindi ehm quando arrivai lì con telecamera in spalla, batteria e tutto il resto, mi son trovato in mezzo a un a uno scenario pieno di sangue che mai avevo visto.
Ecco, è caduta un attimo, mi ricollego subito, eh. Chissà perché quando parlo di queste cose c'è sempre un'interruzione o una caduta. Mah vabbè.
>> Rieccoci, eh.
>> Ah, eccolo. Daniele si è raddoppiato addirittura.
No, io non so perché, ma quando parlo di queste cose qui ogni tanto c'è
>> una caduta di di linea. Vabbè, comunque vabbè e eh basta ricordarsi Valerio, ti ricorderai quando la la mia linea quando eravamo in Santa Reparata è andata a finire a Saginale.
>> Mistero addirittura.
>> Sì,
>> l'ultima cosa, Daniele.
>> Sì. Ehm eh non mi ricordo più di chi sta Ah, sì, questo materiale che fine ha fatto?
>> Aspetta, eh, un attimo.
>> Quale?
>> Quello che hai registrato nell'85.
Allora, è quello che te vedi tranquillamente in giro per le ormai anche sui canali YouTube le riprese a scopi son mie firmate però da un cameraman della Rai perché noi eravamo un subappalto.
>> Ma tu ce l'hai sempre gli originari di questi?
Allora, io avevo il cosiddetto rush, cioè il girato in casa che e io non accedo più a casa mia da, lo sai bene, da 3 anni ormai
>> e per e non so se la roba è ancora lì.
Ho capito. Va bene, chiudiamo tra l'altro ribadisco, avevo anche la copia di eh del video del fantomatico video del Moscenze
>> di Anna.
>> Di Anna. Beh, insomma, questo avrebbe anche un certo valore.
>> Eh, sì, se se riuscissi a recuperarlo e la prima cosa che faccio la metto sul canale, secondo me facciamo un miliardo di di visualizzazione in 5 minuti.
>> Non so se lo potresti mettere, probabilmente.
>> Certo che sì.
>> Sì.
>> Eh, non c'è mica diritti, cioè non c'è una un regista che ha firmato l'opera,
>> no? dal punto di vista del se lo puoi fare che la magistratura te lo fa fare questo.
>> Ma la magistratura può fare quello che vuole, io lo pubblico, se poi vuole vieno e lo sequestra.
>> Eh, va bene.
>> Gli gli darò l'ennesima copia e poi starà a vedere. Ma intanto
>> E tu come mai c'avevi questa copia? Perché arrivò a Video Firenze la cassetta anche.
>> Ah,
>> eh, certo. Ci arrivò anche a noi.
>> Quindi è mai stata trasmessa pubblico questa videocast?
>> Sì, da noi. Sì, a Video Firenze sì, venne trasmessa.
>> Ah, vabbè.
>> Durante una diretta sui mostri Firenze.
Ho capito. Va bene, chiudiamo qui, ragazzi.
>> Sì, sono sono. Ah, si è fatto l'1:1. Si è fatto presto stasera.
>> Valerio Enrico, mi mi dispiace che non c'è che alla fine non c'è stato Marco, senò un simpatico accidenti glielo mandavo anche a lui.
L'altra sera mi avete abbiamo riproposto la puntata sulla famiglia di Setagaia. Mi avete fatto fare le tre che bello.
>> Mi avete fatto fare le 3:00 di notte poi ad andare a spulciarmi tutte le cose.
>> Un bel caso quello. Eh
>> eh sì. Interessante. Già lo riguardavo, però quando avevo fatto il cambio di telefono avevo perso della cronologia e non mi ritrovavo più i la documentazione che avevo messo da parte. Invece ieri poi me la so mi sono ricordato il cioè ieri l'altra sera mi sono ricordato il caso, ho fatto le 3:00 di notte a rileggere, a rivedere tutto.
Va bene ragazzi, dai.
>> Buonanotte a tutti
>> ragazzi buonanotte. Grazie di tutto. È stata una splendida puntata veramente
>> interessante, ci hanno fatto anche i complimenti e quindi noi i complimenti ce li prendiamo.
>> Grazie Daniele, grazie Enrico, siete grazie Valerio, siete mitici. Grazie mille,
>> grazie a voi.
>> Grazie a tutti.
Valerio, spero torni più spesso eh in onda con noi, anche se è un po' incasinato, ma comunque
>> eh un po' per poco.
>> Appena appena, eh, vero?
>> Appena appena. Va bene, Valerio.
Ragazzi, buonanotte a tutti e con la notte del mistero. Giovedì e poi venerdì guardiamo un po' cosa facciamo, ma comunque noi siamo sempre qui finché resistiamo sia di salute sia economicamente. Economicamente diciamo le cose non vanno proprio bene, ma speriamo eh che Dio ci assista. Via. Vabbè,
>> che Dio ci assista. Vi dalla chat vi mandano bacini e cuoricini.
>> A chi? A chi? A chi? A chi? A chi? a Valerio anche, eh?
>> A Valerio, Valerio, vabbè, si sa, è il nostro è il nostro conquistador
>> e poi speriamo che eh visto ci hanno
>> nonistiamo senza Daniele, quindi
>> e vabbè, visto che ci hanno già chiesto di fare un'altra puntata probabilmente su Allarci, speriamo di avere anche Valerio in questa
>> e magari Valerio così ci conosciamo, magari Enrico, se ce la fai pure tu.
>> Come no? Così se abbiamo fatto 110 persone in sala con la gente in piedi tipo cinema vecchia maniera, stavolta ne facciamo 200 con Valerone.
>> Grazie
>> ragazzi, buonanotte. Grazie a tutti.
>> Buonanotte.
>> Buonanotte.
>> Buonanotte a tutti. Grazie. Un bacio, un abbraccio a chi ci ha ascoltato, a chi ha avuto la pazienza perché già l'1:15 e domani è sabato c'è da rilvorare almeno giornata, domani pomeriggio e domenica dormo, anzi domani non dormo tutto il giorno perché alle 6:00 c'è Fiorentina- Juventus, porca miseria e io sento essendo tifoso viola, starò lì a soffrire. Ciao ragazzi, buonte. Ciao grandi ragazzi.
>> Buonanotte. Notte.
Con labbra sfiori la lingua. Bisogna spontarsi vrea stellare dentro i tuoi gli occhi specchi dietro. Se ancora li guardo non torno più dietro. Mercederebili distanza nuvolle rossa nella mia stanza inganni searli di morte quando tu gridi apri tutta la