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Quark - Il miracolo della vita (Rai Uno)

Bambini Mamme13:47

Transcription

Dall'amore di Barbara e di Manù nascerà un nuovo essere umano. Ora ci tufferemo nel cuore di questa Odissea di nove mesi, misteriosa e miracolosa: la nascita di un bambino.

All'inizio, come si sa, il seme viene deposto dall'uomo nel grembo della donna. Gli spermatozoi sono milioni, una marea, un torrente. Milioni di spermatozoi moriranno tutti, tutti tranne uno. Agitando i flagelli, gli spermatozoi avanzano per ore, millimetro dopo millimetro, ostacolo dopo ostacolo. La vagina, con la sua acidità micidiale; il passaggio ostacolato dal collo dell'utero; e l'utero stesso: un vero percorso da combattenti. I più fragili, i malformati e i ritardatari capitolano. Altri restano intrappolati o si smarriscono. [Musica] Potenti correnti frenano la navigazione dei flutti, fanno ondulare un tappeto di ciglia che ostacola il loro avanzamento. È pertanto l'incontenibile forza della vita che li spinge senza sosta in avanti.

Alla fine del lungo tunnel oscuro, come un astro misterioso, l'ovulo. Basta un solo spermatozoo, uno solo che si accosti all'ovulo, lo penetri e si fonda con lui, perché nasca una speranza di vita. Ognuno di questi milioni di spermatozoi porta dentro di sé il proprio segreto. È in questo momento che si gioca la lotteria dell'esistenza. Ormai non sono più di un centinaio a esplorare la superficie dell'ovulo. Soltanto alcuni riusciranno a intrufolarsi fino alla capsula, formidabile armatura protettrice. Ultime agitazioni, ultime frenesie. A un tratto, uno fra questi finisce per trovare la via. Ecco, è lui, il solo, l'unico. Appena trafitta la corazza, si indurisce e gli altri spermatozoi urtano contro una barriera invalicabile. Per loro il viaggio è ormai finito, pur così vicini alla… [Musica] Per il vincitore, il lungo viaggio [Musica] continua. Perde il suo flagello, ormai diventato inutile, e libera il suo tesoro: il patrimonio genetico di Manù si unisce a quello di Barbara. Da questa unione, cellula unica al mondo, sogno d'amore, frutto del desiderio, e già traccia di vita, un uovo. Da questo momento tutto è già scritto, o quasi.

A un tratto il processo si accelera. Una nuova vita si definisce, una nuova avventura comincia. L'uovo all'istante si divide in due, poi 4, 8, 16, 32 cellule identiche. Dopodiché intraprende un lento e lungo viaggio. Al terzo giorno della sua spedizione si immerge in un'enorme grotta che gli sarà presto familiare: l'utero. Al sesto giorno l'uovo esce dal suo guscio e si posa delicatamente sulla parete di questo accogliente rifugio. Si costruisce un nido dove, salvo imprevisti, si installa per nove mesi. Man mano che l'uovo sprofonda nella soffice parete dell'utero, si trasforma in modo radicale. Comincia ad elaborare dei collegamenti con il suo ambiente. È la futura placenta, base che permetterà scambi permanenti con il corpo di Barbara. Contemporaneamente, al centro si viene a formare un disco. L'uovo si trasforma e diventa embrione. Ha 14 giorni ed è più piccolo della testa di uno spillo.

Il giorno dopo l'embrione si è considerevolmente ispessito. Adesso riposa proprio al centro delle due sacche piene di liquido. Un'incredibile sequenza di trasformazioni lo sconvolge. Comincia la formazione del sistema nervoso. Sul dorso si inarca come una grondaia, poi come un orlo si richiude su tutta la sua lunghezza e diventa un tubo. Questo è il futuro midollo spinale e questi due cuscinetti giganti sono i futuri emisferi. [Musica] In questo tempo l'embrione si attorciglia su se stesso. Un cuore rudimentale prende lentamente forma. Si disegnano dei vasi, si abbozza il sistema circolatorio. Ora fermiamoci un istante su un fenomeno misterioso fra tanti altri: una storia di cuore, un cuore che batte. Queste piccole palline rosse sono le cellule del futuro cuore. Una dopo l'altra si animano e si mettono a pulsare all'unisono. Questo ritmo primario è il tam-tam della vita. La pompa del cuore, la macchina della vita, si è messa in moto. L'embrione ha solo 22 giorni e misura ormai 2 mm.

Inizia allora una nuova e spettacolare metamorfosi. Quattro settimane scandite da una moltitudine di trasformazioni modellano il nostro piccolo mammifero acquatico. Infatti, nella placenta, da dove trae nutrimento ed energia dalla mamma, l'embrione prende lentamente forma umana. La forma del viso comincia a delinearsi e si arricchisce presto di due piccoli rigonfiamenti scuri che diventeranno gli occhi, occhi ancora sprovvisti di palpebre. Ma già occhi. [Applauso] L'abbozzo di tutti gli organi prosegue. La cartilagine delle ossa, i muscoli e i tendini si sviluppano progressivamente. L'embrione adesso ha 34 giorni e misura 5 mm. La sua crescita accelera a tal punto che ogni giorno ingrandisce di 1 mm. Mentre le braccia e le gambe si formano, la sua coda si riassorbe poco a poco e presto lascerà posto al coccige. Gli orifizi della bocca e delle narici si scolpiscono, la nuca si affina. Il cervello prosegue parallelamente la sua folgorante evoluzione e già si prepara a diventare il capo orchestra di tutte le funzioni umane. Il piccolo uomo, a 44 giorni, misura 17 [Musica] [Risate] mm.

Là nella placenta, i nutrimenti passeranno dalla madre al bimbo attraverso un filtro di un'efficacia stupefacente. Questo filtro trattiene gli elementi troppo voluminosi, come la maggior parte dei batteri che potrebbero fargli male. Gli altri, più piccoli, passeranno la barriera: ossigeno, zuccheri, grassi, proteine, vitamine, minerali, ma anche attenzione: alcol e caffeina. Una volta nel sangue fetale sono incanalati fino al futuro bambino attraverso il cordone ombelicale. Femmina o maschio? Sul piano genetico la partita si gioca al momento della fecondazione, ma il sesso del bambino resterà a lungo segreto fino al terzo mese. È in quel momento della vita che si formano gli organi genitali che gli permetteranno un giorno di procreare a sua volta. Il germoglio genitale, se si allunga, sarà un pene e quindi un maschio, pieni di spermatozoi immaturi. I suoi testicoli scendono nella pelle delle borse. Se è una femmina, clitoride, vagina e labbra si formeranno progressivamente. Mentre una scorta di due milioni di ovuli immaturi… [Musica] Affluirono… di Manù era portatore del cromosoma sessuale femminile.

A sei mesi la formazione dello scheletro prosegue ancora. Alla sua nascita il puzzle dello scheletro contava fino a 300 pezzi. Alcune di queste ossa, più tardi, si sono fuse. Alla fine, nell'età adulta, ne avrà 206. I movimenti di Giulia sono sempre più precisi, ampi, armoniosi, e non si fa pregare per esercitare la comunicazione. Fra Giulia e Barbara si fa ogni giorno più ricca. Ora che le sue papille gustative sono formate, Giulia diventa sensibile al gusto del liquido amniotico e quindi a quello degli alimenti che la madre ingerisce, sviluppando così le sue future preferenze culinarie. Giulia, so che se mangio male anche tu mangi male, allora sto attenta, ma qualche sfizio me lo tolgo. Sono sicura che già adori il cioccolato. Se la bambina nascesse oggi potrebbe sopravvivere, ma sarebbe estremamente fragile perché i suoi polmoni non sono ancora pronti ad affrontare il mondo esterno. Adesso Barbara deve seguire alla lettera i consigli del suo medico. Lei deve custodire il più possibile sua figlia in grembo, nel rifugio del ventre materno. I piccoli polmoni di Giulia continueranno a svilupparsi. Ormai da molti mesi la piccola acrobata fa le piroette, ma queste piroette rischiano di essere le ultime perché comincia a sentirsi sempre più stretta. Si prepara a posizionare la testa in basso, come la maggior parte dei bimbi. Momento magico, un capovolgimento di situazione che ancora oggi rimane un mistero.

Barbara ha una fessura nella sacca delle acque che le provoca una leggera perdita di liquido amniotico. Viene ricoverata e deve obbligatoriamente stare distesa. Finora Barbara e Giulia hanno conosciuto armonia e serenità, adesso devono tenere duro, devono resistere il più a lungo possibile, resistere fino al termine. E saggia come te ha già la testa in basso e i piedi qui. La testa è in basso. Sì, sì, sì. È già pronta. Questo è il dorso e questo è il sederino e questi sono i piedi. Ecco il sederino. Una prima contrazione, ampia, lunga. Per Barbara e Giulia sta cominciando il travaglio, è l'inizio del parto. Ora le contrazioni diventano più intense, più lunghe. Dopo ognuna Giulia si avvicina sempre di più alla luce. [Musica] Comprime il collo dell'utero sotto pressione. L'utero si restringe e si dilata progressivamente. Poi la sacca delle acque si rompe. Ancora, ancora, ancora, ancora, ancora. Ci siamo. È perfetto. Rientra, fiat. Poi ricominciamo. E spinga! [Musica] Forte! Coraggio! Un'ultima volta! Spinga ancora! Spinga! Non spinga più! Barbara, ho preso la sua testolina, l'ho presa! Apra gli occhi! Oh mio Dio! Apra gli occhi! Si lasci andare! Prenda la sua bambina! Tenda le mani! Tenda le mani! Prenda la sua bambina! Coraggio! Avanti, su! Oh mio Dio! Oh mio Dio! Oh mio Dio! Ecco la vostra ranocchietta! Eccola qua! Oh mio Dio! Oh mio Dio! Faccia attenzione, signora, la faccia respirare! Allora bene, e adesso lei tagli il cordone. Lo tagli qua. D'accordo? Sì, d'accordo. Come sei bella! Benissimo! Ecco fatto! A posto! Ecco la vostra puce! Guardala, Manù! È stupenda! Visto? È tutto finito! Allora sta bene? È tutto passato? Sì.