Transcription
Ciao Streeter, ben ritrovati in questa nuova lezione della nostra academy, la numero 7.
Oggi riprendiamo il tema degli indicatori per andare a vedere in dettaglio qualche indicatore in più e, soprattutto, per cercare di capire come utilizzare questi indicatori all'interno della nostra asset allocation.
Come sempre, cercherò di darvi anche degli spunti pratici.
Allora, cominciamo con il suddividere gli indicatori in tre principali categorie:
ovvero i leading indicators, che sono quegli indicatori che anticipano eventuali svolte del ciclo economico.
Ricordatevi sempre quella famosa ruota: recessione, ripresa, crescita, rallentamento e di nuovo recessione.
È un circolo che si ripete continuamente, con durate mediamente nella storia di 7 anni.
I leading indicators, quindi, sono quegli indicatori anticipatori che hanno il compito, appunto, come dice la parola stessa, di darci qualche segnale di allarme o comunque di opportunità, a seconda della fase del ciclo in cui mi trovo.
Questo ci aiuta a capire che forse è arrivato il momento di andare a rivedere con un po' di anticipo, evitando in alcuni casi, non che ripeto, il timing sia assolutamente prevedibile, però consentendoci magari di attutire il colpo oppure di cogliere meglio le opportunità in caso di svolta nel ciclo economico.
Quindi, questi sono molto importanti, sono i più importanti all'interno dei vari indicatori.
Ci sono poi gli indicatori coincident, che essenzialmente ci daranno una conferma subito, nell'immediato, che ci troviamo in una fase precisa del ciclo economico.
Ad esempio, degli indicatori che, andando a vedere i numeri, ci diranno: "Sì, riguardo se prima avevo dei dubbi sul fatto che ci trovassimo in una recessione, con i coincident indicator, in questo caso, numericamente ti dicono subito che effettivamente c'è la conferma di questo tipo di situazione".
Poi ci sono i cosiddetti lagging indicators, ovvero gli indicatori ritardatari, che, se vogliamo, sono sempre di conferma.
Sono un po' come i coincident, però giungono, come dice la parola stessa, a scoppio ritardato.
Potremmo definirli come la prova del nove che, effettivamente, qualora ci fossero ancora dubbi, siamo in una fase ben precisa del ciclo economico.
Oggi cercheremo di concentrarci, in questa lezione, su quelli che sono i leading indicators.
Perché? Perché essenzialmente sono i più importanti.
Cioè, una volta che ne abbiamo capito che ci sono certe situazioni in cui siamo banalmente adesso in recessione, diciamo che i coincident e i lagging ci daranno una conferma, ma potrebbero, in alcuni casi, anche essere superflui.
Voglio dire, oggi è palese che siamo in recessione.
Però è importante capire invece i leading indicators.
Perché, come vedremo adesso nella pratica, probabilmente qualche settimana prima che venisse, ad esempio, pensiamo allo storno di mercato di fine marzo, probabilmente c'era già stato prima qualche segnale di leading.
Adesso andremo a vederlo.
Allora, cominciamo col vedere i principali indicatori leading indicators, quelli che anticipano l'inversione del ciclo economico.
Abbiamo la curva dei rendimenti.
Ve l'avevamo detto come si costruisce una curva dei rendimenti: prendo, ad esempio, i titoli di stato di un determinato paese su diverse scadenze, quindi tre mesi, sei mesi, un anno, cinque anni, dieci anni, 30 anni e così via.
Sulla scala temporale unisco i vari rendimenti e creo la curva.
Questa è la curva dei rendimenti.
Di conseguenza, cosa succede?
Succede che la curva dei rendimenti dovrebbe naturalmente avere, se vi ricordate, un andamento crescente.
Perché? Perché chiaramente i rendimenti di un'obbligazione americana a 30 anni dovrebbero essere più alti rispetto alla stessa obbligazione americana, ad esempio, a 3 mesi.
Perché? Perché c'è un rischio maggiore legato al fatto che devo tenere l'obbligazione per più tempo e quindi il rendimento dovrebbe essere maggiore.
Questo è quello che succede in condizioni normali.
Quando ciò non avviene, si assiste a un'inversione di questa curva.
Cioè, vuol dire che i rendimenti a tre mesi, ad esempio, rendono di più di quelli a 10 anni.
Questo indicatore che noi andremo a vedere adesso, ecco che scatta in qualche modo un segnale di allarme.
Ripeto, poi non è che dobbiamo precipitarci a vendere tutto, però deve essere un segnale che ci deve indurre a cercare altri indizi per capire se effettivamente potrebbe succedere qualcosa di pericoloso per i nostri portafogli, pericoloso oppure, dall'altro lato, di positivo.
Di conseguenza, l'inversione della curva dei rendimenti è un indicatore anticipatore molto importante.
C'è poi il tasso di disoccupazione.
Questo l'avevamo in parte già detto quando lo abbiamo analizzato.
Ovvero, quando il tasso di disoccupazione raggiunge, ad esempio, i minimi storici e poi inizia a salire, quello è un altro campanello di allarme.
Perché? Perché tendenzialmente, se poi i mercati stornano e si mettono male, ecco che quel tasso schizza alle stelle in maniera anche abbastanza veloce.
Quindi l'importante è sempre cogliere questi segnali prima, ovviamente, che poi succeda quello che succede sui mercati.
C'è poi un indicatore legato al mondo del credito.
Ad esempio, pensiamo all'indebitamento eccessivo che hanno le persone.
Quando, ad esempio, pensiamo al 2008, quando c'era stato, con l'abbassamento dei tassi di interesse, tanto credito a disposizione.
Quindi le persone praticamente si compravano cose che non potevano permettersi a credito.
O meglio, cercavano di far ricorso al credito, ad esempio, per comprare case o comunque per investire nel mercato immobiliare.
In questo caso, non c'era solo il tema del mercato immobiliare, c'era il tema dei prestiti studenteschi, c'era il tema delle carte di credito, c'era il tema dei prestiti per le auto.
Quindi tutta una serie di credito eccessivo.
E poi, chiaramente, quando cresce oltre certi livelli, inizia a essere preoccupante.
Perché immaginatevi una persona che ha sempre più debiti.
Se oggi quei debiti ti costano l'1%, nel corso del tempo tu li aumenti e, ad esempio, a un certo punto la banca centrale si sveglia e alza i tassi, tu ti trovi con molto più debito da pagare a un tasso di interesse magari più alto.
E allora lì rischi il default.
E quindi potete capire poi gli effetti che ci sono.
L'ultimo indicatore anticipatore importante è un indice, un rapporto di forza relativa, ovvero la forza di cui si chiama analisi intermarket.
Ad esempio, in questo caso confrontiamo l'indice azionario, quindi lo Standard & Poor's 500, con il CRB Index, che è l'indice che raggruppa le principali materie prime.
Questo è un indice sempre di natura di matrice americana che essenzialmente raggruppa metalli preziosi, materie energetiche e materie alimentari, in varie proporzioni.
Il rapporto tra l'indice azionario S&P 500 e l'indice CRB, quindi, questo rapporto si chiama forza relativa.
È un altro indicatore anticipatore che adesso andremo a vedere.
Allora, cominciamo col più semplice che avevamo già visto: il tasso di disoccupazione.
Lo avevamo detto.
Vedete l'andamento: a un certo punto, pensiamo ai giorni nostri, scende ai minimi storici del 3,5%.
Poi cosa succede?
A un certo punto, la relazione mensile ci dice che dal 3,5% questo indicatore sale al 4,4%, se non sbaglio, era successo questo proprio a febbraio.
Quindi ecco che si accende il primo campanello di allarme.
Poi sappiamo, marzo comanda.
Però ecco, l'importante era capire che non solo adesso a marzo 2020, ma anche nelle precedenti crisi è sempre successo questo tipo di andamento.
Vedete, in grigio trovate i periodi recessivi.
Si è sempre assistito a un andamento del tasso di disoccupazione che tocca i minimi di periodo e, a un certo punto, inizia a salire, prima gradualmente, per poi esplodere veramente nei momenti più difficili della crisi.
Solitamente corrisponde proprio a cali azionari.
Qui invece troviamo la curva dei rendimenti.
Vedete, in questo caso, è praticamente il rendimento dei titoli di stato americani a dieci anni meno i rendimenti dei titoli di stato nel cane a tre mesi.
Lo dicevamo prima, no?
Naturalmente, in condizioni normali, i rendimenti a 10 anni devono essere più alti di quelli a tre, quindi la differenza è chiaramente positiva.
Immaginate la linea dello zero: in condizioni normali ci troviamo sopra la linea dello zero.
Guardate poi cosa succede quando si inverte la curva.
Quindi, vedete, se siamo sotto la linea nera, vuol dire che i rendimenti a tre mesi sono più alti di quelli a 10 anni.
E guardate quando succede: succede sempre prima.
Solitamente c'è un ritardo, è chiaro, non c'è una data precisa, però si va dai 12 ai 18 mesi di anticipo.
Vedete che poi, come sempre succede, arrivano puntualmente, dopo determinati periodi, delle fasi recessive.
Vedete, l'ultimo era stato proprio nel 2007.
Quindi vedete che poi è arrivata la crisi del 2008.
Qui era stato anticipato un po' sul tema delle dot-com.
Pensate a quando si è invertita, ad esempio, a inizio 2000, a fine 2000 e 19 si era invertita e poi è arrivato a distanza di, quindi, 2000 e marzo 2020, distanza di quattro mesi.
Quindi, in questo caso, è stato anticipatore, ma poi il calo di mercato è arrivato molto prima rispetto ai classici 12-18 mesi.
Però tutto questo, chiaramente, ci dà dei segnali molto importanti di allarme che ci dicono: "Guarda, comincia a monitorare il tuo portafoglio e magari fai qualche piccola sistemazione tattica, perché la situazione non è proprio così chiara".
Questo è l'indice invece di forza relativa.
Quindi, essenzialmente, lo dicevamo prima, lo Standard & Poor's 500 rispetto all'indice CRB delle materie prime.
Vedete come, a un certo punto, prima dei grandi cali di mercato, questo rapporto tende a calare.
Vedete qui, anche prima della grande crisi finanziaria.
Vedete qui, marzo, inizio di marzo, proprio qualche giorno prima del 2020.
Quindi vedete come questa era la bolla, prima della bolla delle dot-com.
Vedete come proprio questo indice, quando ci sono dei cali, indica che essenzialmente si rafforza.
Perché questa è una frazione, no?
Quindi, al numeratore c'è lo Standard & Poor's, al denominatore c'è l'indice CRB delle materie prime.
In questa frazione, cosa vuol dire?
Quando questa curva sale, vuol dire che il numeratore tira più del denominatore.
Viceversa, quando scende, vuol dire che l'indice delle materie prime si sta rafforzando rispetto all'indice azionario.
Quindi ecco che si attiva il segnale di allarme.
L'ultimo indice, lo dicevamo, è il credito.
In particolare, questo è il credito più legato, diciamo, a dinamiche veloci che cambiano in maniera anche più repentina.
Quindi pensiamo, vedete qui, ai prestiti studenteschi, carte di credito e prestiti auto.
Quindi non c'è, in questo caso, il tema immobiliare.
E già questo potete vedere come siano arrivate, quando poi scoppiata la bolla, a delle condizioni di debito molto alte.
Pensate adesso dove siamo arrivati.
Quindi diciamo che il periodo in questo momento non è proprio così favorevole, ad esempio, per entrare in maniera pesante sul mercato azionario, perché c'è una situazione molto fragile.
Quindi anche questo è un indicatore assolutamente da considerare.
Questo per farvi vedere un po' i principali indicatori.
Quindi, riassumendo, abbiamo detto: curva dei rendimenti che si inverte, tasso di disoccupazione che arriva ai minimi e inizia a salire.
Quello è il segnale che ci fa accendere la lampadina.
Mercato del credito che comincia a salire, quindi un elevato indebitamento, e quindi rende più vulnerabili le situazioni finanziarie delle famiglie.
È indice di forza relativa S&P 500 rispetto al CRB, che è l'indice delle materie prime.
Giusto per farvi vedere un attimo, poi così completiamo, diciamo, l'analisi.
Poi mi metterò il file con tutti i principali indicatori, un elenco in Excel con un elenco dei principali indicatori anticipatori, coincidenti e ritardatari, così potrete averli sempre sotto mano.
Però ecco, volevo farvi vedere proprio come fare per calcolare questa cosa.
Basta che andate su TradingView, dovrebbe essere disponibile anche per il profilo base.
In questo caso io ho il profilo premium, vabbè, conta poco.
Quindi voi cosa fate?
Semplicemente, ad esempio, trovate lo Standard & Poor's.
Vedete, trovate lo Standard & Poor's 500, che ha il fondamento per calcolare, per trovare l'indice di forza relativa.
Basta che fate diviso, quindi la barra, mettete CRB, che è il nome, diciamo, tecnico dell'indice delle materie prime.
Vedete, CRB Index.
In questo caso lui vi trova già il rapporto.
Fate invio e lui calcola già l'indice.
Ok?
Quindi vedete, ad esempio, poi ovviamente mettete chiaramente l'intervallo che vi interessa.
Però vedete esattamente quello che è il rapporto di forza relativa.
Ok, questo è quello che vi ho messo poi nella slide, banalmente, che vi abbiamo fatto vedere.
Quindi, in questo caso, ecco, questo è anche come avere sempre a disposizione l'indice di forza relativa.
E chiaramente, invece, per quanto riguarda il tasso di disoccupazione e l'inversione della curva dei rendimenti, potete far riferimento sempre al sito FRED, che vi avevo messo come tutorial negli strumenti OTT.
Quindi trovate tutto già con TradingView e col sito del FRED.
Per quanto riguarda invece l'indebitamento delle famiglie, vedete qua, quindi quelle non housing, il balance, questo lo trovate sul sito della Federal Reserve di New York.
Quindi scrivete "The Fed NY" oppure scrivete "Federal Reserve New York".
Nella sezione dati trovate anche questa schermata, questo valore qua aggiornato, addirittura, turati propri dati in Excel.
Quindi, se poi non lo trovate, mi scrivete in privato via mail e ve lo mando io senza nessun tipo di problema.
Con questo concludiamo una tradizione delle accademie.
Ci rivediamo qui con la prossima lezione.