📱

Get Our Mobile App

Take your business learning on the go!

Download on the App StoreGet it on Google Play

La nascita dei Comuni

UnPoDiFilosofia7:21

Transcription

[Musica]

La nascita dei comuni. A partire dalla seconda metà dell'undicesimo secolo, le città più dinamiche dell'Europa occidentale sono protagoniste di una originale esperienza politica di autogoverno: nascono i comuni.

La nascita dei comuni è favorita da tre fattori: il primo fattore è l'indebolimento del potere imperiale; il secondo è la liberazione del governo cittadino dai controllori delegati dall'imperatore; il terzo è la rinascita economica, culturale e sociale delle città.

Dalla fine del decimo secolo, i vescovi svolgono le funzioni degli ufficiali imperiali, cioè amministrano la giustizia, riscuotono le tasse e coordinano la sicurezza. In questi compiti sono aiutati dai rappresentanti della piccola nobiltà, dalle milizie cittadine e dagli esponenti di spicco della nascente borghesia. Grazie all'esperienza di governo acquisita, questi collaboratori del vescovo organizzano libere associazioni private, cioè le coniugazioni o comunione. È un'originale forza politica che difende gli interessi comuni dei nuovi ceti urbani.

La prima fase di storia dei comuni va dalla fine dell'XI secolo alla fine del XII ed è definita età consolare. In questa fase, i consoli governano il comune. Erano un numero variabile da 2 a 24, per un periodo di tempo limitato da due mesi a un anno, e hanno poteri molto ampi: amministrano la giustizia, mantengono l'ordine pubblico, gestiscono le finanze, guidano le milizie, sono ambasciatori e diplomatici. I consoli sono nominati dalla *ringo*, cioè un'assemblea di tutti i cittadini che detiene il potere legislativo, e sono aiutati dal senato, cioè un consiglio più ristretto di aristocratici. In questa fase, dunque, si parla di comune aristocratico o oligarchico.

In Italia, i comuni si estendono, creando la fusione tra campagna e città, cioè il contado, un territorio sotto il diretto controllo comunale. Il comune si configura così come un vero e proprio stato territoriale.

Il potere imperiale è sempre più debole. Infatti, in Germania, dal 1.125, la morte senza eredi di Enrico V causa un vuoto di potere. I comuni ottengono le *regalie*, cioè i vantaggi del sovrano, e possono coniare moneta, stabilire, riscuotere le imposte, nominare i magistrati.

Nel 1152, eletto re di Germania Federico I, detto il Barbarossa. Federico è un buon compromesso: figlio del duca di Svevia Federico II e della sorella del duca di Baviera Giuditta, mette d'accordo la fazione ghibellina che sostiene i duchi di Svevia e i guelfi che sostiene i duchi di Baviera. Federico I vuole restaurare l'autorità imperiale, così scende in Italia e nel 1154 convoca la prima dieta di Roncaglia, cui invita i rappresentanti delle città, della chiesa e della nobiltà. Con la dieta di Roncaglia, l'imperatore si riprende le *regalie* concesse ai comuni e nel 1155 il papa Adriano IV a Roma lo corona imperatore. Federico I punta a dirigersi verso il Sud Italia, ma la popolazione romana insorge, costringendolo a rientrare frettolosamente in Germania.

Nel 1158, allora, Federico ritorna in Italia e convoca la seconda dieta di Roncaglia, in cui emana la Costituzione *regalibus*. La Costituzione afferma che le *regalie* sono dell'imperatore e che i comuni non possono associarsi in leghe. La Costituzione presenta una vera e propria dichiarazione di guerra ai comuni. Così, con l'appoggio di papa Alessandro III, Crema e Milano insorgono, ma Federico I le sconfigge e le rade al suolo.

Nel 1167, i comuni anti-imperiali si uniscono nella Lega Lombarda e contrastano Federico I. Nel 1176, nella battaglia di Legnano, la Lega sconfigge l'imperatore. Nel 1183, con la pace di Costanza, annulla la Costituzione dei *regalibus* e riconosce le *regalie* ai comuni.

Dalla fine dell'undicesimo secolo e l'inizio del XIII, l'organizzazione dei comuni cambia e inizia l'età podestarile. Il collegio dei consoli è sostituito da un podestà, cioè un magistrato forestiero, proveniente da un'altra città e quindi al di sopra delle parti, in carica per un tempo limitato da sei mesi ad un anno. È un vero tecnico del diritto, quindi un politico di professione. Il podestà è aiutato dal consiglio maggiore, composto da circa 100 membri delle famiglie più influenti, e dal consiglio minore, composto da 9 a 12 individui denominati saggi.

Nella seconda metà del XIII secolo, si accendono le tensioni sociali tra popolo grasso e popolo minuto. Il popolo minuto è composto da artigiani e bottegai. Il popolo grasso è composto da ricchi mercanti, imprenditori, professionisti, che sono organizzati in associazioni di settore, cioè le arti maggiori, che comprendono i professionisti che esportano, e le arti minori, che comprendono i professionisti locali. Il popolo grasso vuole essere parte attiva del governo e quindi si contrappone ai magnati, cioè i nobili che hanno il controllo sulla politica cittadina.

Alla fine del XIII secolo, si entra nella fase del comune di popolo. Il popolo impone la nomina di un proprio rappresentante che affianchi il podestà. Viene così scelto un capitano del popolo, forestiero, in carica per un tempo limitato da sei mesi a un anno, che fa gli interessi del popolo grasso e si occupa di riordinare l'amministrazione. Per approvare le leggi cittadine, il comune di popolo tuttavia non è un governo popolare o democratico in senso moderno, poiché esclude gran parte della popolazione.

[Musica]