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Perché ascoltare SCHUBERT?

Francesco Di Fortunato9:05

Transcription

Ehi, ciao! Io sono Francesco e oggi parliamo di Schubert.

[Musica]

Siamo nei primi 30 anni del 1800, dal periodo buio per l'Europa, il periodo della Restaurazione, in cui si spengono le ultime scintille della Rivoluzione Francese e dell'Illuminismo giacobino. Le monarchie europee si coalizzano per restaurare l'assolutismo, un periodo di repressione e di violenza. I diritti civili e le speranze rivoluzionarie sembrano naufragare.

In questo contesto visse uno dei geni della musica: Schubert. Schubert vivrà solo 31 anni, a cavallo tra due periodi eroici. Negli anni della più cupa oscurità, vive a Vienna, nell'epicentro della Restaurazione. Francesco II, imperatore per diritto divino, reintroduce i primi leggi nobiliari. La polizia ovunque, anche nelle scuole, per controllare la diffusione di qualsiasi idea rivoluzionaria, illuminista o liberale. Gli studenti sono in fermento, arresti di massa, censure, rivolte sedate nel sangue. I professori dissidenti vengono cacciati dalle università per insubordinazione politica. Il Kaiser disse in un famoso discorso: "Mi serve deve insegnare ciò che io ordino, e chi non lo fa, io l'ho caccerò".

Schubert è animato da ideali di libertà rivoluzionaria. Non si allinea con la limitatezza di una piccola borghesia viennese bigotta, reazionaria. Diventa un dissidente, un reietto che vive ai margini della società e per questo rimane un eterno escluso, un viandante straniero nella propria patria. "Sono arrivato da straniero e da straniero me ne andrò". Così comincia uno dei cicli liederistici di Schubert, "Il Viaggio". Perno della musica di Schubert si esprime il senso di impotenza di un'intera generazione di artisti ed intellettuali.

Schubert non riceverà mai nessun riconoscimento in vita. Sarà un emarginato, vivrà una vita poverissima, dissoluta, condividendo stanze anguste e vestiti con i suoi amici bohémien, fumando oppio e vagando ubriaco per i bassifondi di Vienna. "Un poeta oggi non può essere felice perché il suo tempo non vuole più nulla da lui", scrive in quegli anni Lenau.

Schubert era un genio musicale, cioè da bambino voleva scrivere qualcosa di grande. Ma, come confiderà il suo amico Schwan, "chi ne sarebbe capace dopo Beethoven?". Dove la musica di Mozart e Beethoven era stata la musica dell'Illuminismo e della Rivoluzione, la musica di Schubert è quella della disillusione, della sconfitta. La musica di Beethoven è lineare, tende a un fine, instaura un rapporto dialettico tra i temi. Alfred Brendel diceva che Beethoven compone come un architetto, Schubert come un sonnambulo. La musica di Schubert è digressiva, le melodie vagano senza meta, ad un carattere sognante, quasi improvvisato. La melodia si espande, si trasforma lentamente, in eterno.

[Musica] [Applauso]

La musica del Classicismo era lineare, teleologica. La musica di Schubert, dalla Hauer la definisce epica perché nell'epica abbondano le digressioni, gli episodi giustapposti, le interruzioni, le sottotrame. Adorno la definirà "puro puro", temi che non tendono a nulla. La melodia vaga come un viandante. La musica di Schubert è un incanto senza via d'uscita, è come perdersi in un sogno.

[Musica]

Questa sera, Schubert a Padova. T-shirt, la "Simonia Incompiuta", incompiuta. Allora, le "Schubertiadi", i salotti musicali organizzati da Schubert e dai suoi amici bohémien, erano controllati dalla polizia. Non c'è unico gene. Una sera verrà arrestato senza prove. È un periodo di estremo autoritarismo. Nel marzo del 19, uno studente rivoluzionario, Sand, viene arrestato. È capitato in Germania. La Santa Alleanza stringe il suo cappio intorno all'Europa. Epurazione di professori, si vietano le associazioni studentesche, controllo della stampa. Con la sua musica, Schubert coglie i sentimenti di quegli anni e di un'intera generazione. Una gioventù che non usava rendersi conto della sua impotenza politica e si rifugiava nel dolore esistenziale. Una generazione sconfitta e dimenticata.

Shopper compone come un sonnambulo perché la sua musica, come la sua vita, è come la vita della sua generazione: non va da nessuna parte.

In Schubert si affaccia una sensibilità completamente nuova. La dolcezza di Mozart diventa onirica, l'ardore di Beethoven diventa tormento. In Beethoven, i crescendo, a volte ritardati, culminano in un'esplosione di forza. Di Schubert, invece, i contrasti non siamo preparati in nessun modo, non sono inseriti in nessun piano architettonico complessivo. Sono episodi che forse non riesco a ltte e remo più. Sono come rapidi scatti umorali.

[Musica] Pensione. Guardatevi bene adesso. Deciso.

[Applauso] [Musica] [Applauso] [Musica]

Beh, dove lui vive a cavallo tra Classicismo e Romanticismo. Schubert è il primo compositore romantico. Nel libro di Per, "Il più liscio", un padre cavalca nel bosco. Il ritmo galoppante dalle persone ci racconta una corsa forsennata. Il padre, o figlio tra le braccia, in fin di vita. Il Re degli Elfi, che rappresenta la morte, compare al bambino. I loro zinghi e gli chiede di seguirlo, di andare a giocare con lui. Schubert, l'ingv s un dialogo straziante tra il padre, preso con note molto basse, il Re degli Elfi e il bambino.

[Musica]

Il padre arriva all'ospedale con il bambino tra le braccia, ma il bambino è morto. 5, 6, 7, 8. Schubert avrà pochissimi successi in vita. Vivrai margini di una società che con che lo comprenderà pieno solo dopo la sua morte. Suonerà soprattutto in salotti, presso piccoli mecenati borghesi. Sarà sostenuto da un piccolo gruppo di estimatori, i suoi amici. Terrà solo due grandi concerti pubblici: uno del '23, con il famoso tenore Bob, il suo grande amico, e nel '28, con il ricavato del concerto del '28, potrà comprarsi un pianoforte tutto suo, il primo della sua vita, e morirà all'anno dopo, a neanche 32 anni.

Nella sua breve vita, però, ha scritto più musica di quanto alcuni non facciano in tutta la propria vita. Scriveva anche sei Lieder al giorno. Ha scritto il primo abbozzo della famosa "Stand Jean" sul retro di un menù nella locanda sul Birsa. Azienda. Se fosse vissuto solo qualche anno in più, forse sarebbe diventato uno dei giganti della musica. Ma il suo destino è rimasto incompiuto, come la sua più grande sinfonia, l'Ottava, "Incompiuta". Con la sua musica, 5 st risposto a una domanda fondamentale che lui stesso si era posto: "Chi ne sarebbe capace dopo Beethoven?".

[Musica]