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QUIZ 11 settembre (vers. 2019)

luogocomune238:06

Transcription

19 terroristi islamici, armati di taglierini, dirottano quattro aerei americani. Ne mandano due a schiantarsi contro le Torri Gemelle e uno contro il Pentagono, mentre il quarto aereo viene schiantato intenzionalmente dai passeggeri nelle campagne di Shanksville, in Pennsylvania.

A causa degli impatti e degli incendi, le Torri Gemelle in seguito crollano per un cedimento strutturale, causando la morte di quasi tremila persone. Questa è, per grandi linee, la versione ufficiale dei fatti dell'11 settembre, che ci viene ripetuta ogni anno dai media mainstream e che ormai è entrata a far parte dei libri di storia. Ma, al di là del resoconto di facciata, quanto ne sapete voi veramente dell'undici settembre?

Attenzione: non sto parlando di teorie del complotto. Qua sto parlando semplicemente di fatti accertati, verificabili da chiunque, che in qualche modo sono scomparsi nel grande minestrone della narrativa ufficiale dell'undici settembre. Ora vi propongo un quiz con una serie di domande, così ciascuno di voi potrà scoprire quanto è veramente esperto di questo evento, che è semplicemente più importante di tutta la storia recente. Mettete un attimo in pausa il video e procuratevi un foglio e una matita, così vi potrete segnare quante risposte giuste azzeccate e quante no. Alla fine vi darò un punteggio. Anche se avete già fatto il test l'anno scorso, rifatelo: non solo potrete migliorare il vostro punteggio, ma ho anche aggiunto qualche nuova domanda. Vi dico subito che, per raggiungere il massimo punteggio, dovrete rispondere ad almeno venti domande su 23. Due avvisi: alla fine di ogni domanda ricordatevi di mettere il video in pausa in modo da avere il tempo per ragionare con calma sulle varie risposte; e due, tenete presente che, in certi casi, le domande possono avere risposte multiple, cioè la risposta valida può essere più di una. Allora, iniziamo. La prima domanda è facile: quanti grattacieli sono crollati integralmente a New York l'11 settembre? 1, 2, 3, più di 3? La risposta giusta è 3. Oltre alle Torri Gemelle, alcune ore dopo è crollato anche l'edificio 7, un grattacielo in acciaio di 47 piani che si trovava proprio dietro alla Torre Nord. Il motivo ufficiale del crollo è stato l'incendio che sarebbe divampato nell'edificio dopo che questo è stato colpito dai detriti della Torre Nord che cadeva lì vicino. Avremo quindi un evento sicuramente eccezionale, nel quale i terroristi sono addirittura riusciti a far crollare tre grattacieli con due aerei soltanto, e questo è solo uno dei tanti miracoli accaduti quel giorno a New York. Questo ci porta alla seconda domanda: a parte i crolli del World Trade Center di quel giorno, quanti grattacieli in acciaio sono interamente crollati a causa di un incendio nel corso della storia? Nessuno, uno solo, 5 circa, una ventina? La risposta è nessuno. A parte l'11 settembre, nessun grattacielo in acciaio è mai crollato a causa di un incendio nel corso della storia, in nessuna parte del mondo. I grattacieli in acciaio semplicemente non crollano a causa del fuoco: sono fatti apposta per quello. Ma quel giorno, evidentemente, le leggi della fisica sono state sospese, e il semplice fuocherello di alcuni incendi isolati, nemmeno tanto potenti fra l'altro, è stato sufficiente per far crollare in soli 6 secondi una struttura in acciaio di 47 piani. Domanda numero 3: che cosa ha preceduto il crollo dell'edificio 7? Un forte boato, un conto alla rovescia, un avviso pubblico della polizia, nulla di particolare, è caduto all'improvviso? La risposta giusta è: c'è stato sia un avviso pubblico della polizia sia un conto alla rovescia vero e proprio. Niente male per un edificio che decide di crollare di colpo da solo, no? Questo è l'avviso pubblico; praticamente nello stesso momento si sono registrate delle esplosioni vicino all'edificio 7, mentre i poliziotti che sgomberavano la zona annunciavano a tutti il crollo imminente. Bene, voi avete sentito bene: il poliziotto dice "The building is about to blow up", che in inglese vuol dire "l'edificio sta per saltare in aria", non vuol dire "sta per cadere". "Blow up", in inglese, significa esplodere, saltare in aria; non c'è altro modo per tradurre questa frase. E questa è la testimonianza del conto alla rovescia. Il soccorritore Kevin McKidd si trovava in prossimità dell'edificio 7 mentre aspettava ordini da un rappresentante della Croce Rossa. Il soccorritore parla di bombe, ma la versione ufficiale continua a dirci che l'edificio è crollato a causa del fuoco. Vedete voi cosa volete credere. Domanda numero 4: quante persone o organizzazioni diverse hanno rivendicato gli attentati dell'undici settembre? Nessuna, una sola, due, più di 2? La risposta è nessuna. Nessuno, nell'arco di 18 anni, ha mai rivendicato gli attentati dell'undici settembre. A noi hanno detto che è stato Bin Laden; ce l'hanno detto i telegiornali americani già dal pomeriggio stesso dell'undici settembre. Ma lo stesso Bin Laden non solo non li ha mai rivendicati, ma addirittura ha negato di essere stato lui. Guardate qua: 16 settembre 2001, cinque giorni dopo gli attentati, Bin Laden dall'Afghanistan dice: "Non sono stato io". Pensate che bello: chiunque sia stato ad organizzare gli attentati più importanti, più clamorosi, più devastanti della storia umana si è completamente dimenticato di rivendicarli. Chissà perché? Forse perché chi li ha fatti davvero non poteva, per ovvi motivi, rivendicarli lui stesso.

Domanda numero 5: la mattina dell'11 settembre, i quattro aerei dirottati hanno potuto scorazzare liberamente per i cieli degli Stati Uniti per oltre un'ora e mezza senza mai venire intercettati. La domanda è: quanti caccia c'erano quel mattino pronti a decollare per difendere l'intero settore nord-orientale degli Stati Uniti? Nessuno, quattro caccia, 40 caccia, 400 caccia? La risposta è quattro caccia. 4. Nonostante tutti gli avvisi ricevuti di un imminente attacco con aerei dirottati, cosa che avrebbe portato a decuplicare, casomai, il numero di caccia in stato di allerta proprio quel mattino, i vertici militari avevano deciso di organizzare così tante esercitazioni tutte insieme, mandando alla maggior parte dei caccia in Canada e in Alaska, che a difendere la nazione sotto minaccia erano rimasti solo quattro aerei in stato di allerta. La mattina dell'11 settembre erano rimasti soltanto quattro caccia in stato di allerta per difendere l'intero settore nord-orientale della nazione. Ma diciamolo pure: è chiaro che, con quattro aerei dirottati che vanno in giro, se tu hai solo quattro caccia a disposizione, arriverai in ritardo sulle loro operazioni; non fai in tempo a raggiungerli e quelli già hanno colpito il bersaglio.

Domanda numero 6: quando i vertici dei militari che comandavano le esercitazioni si sono resi conto che l'America stava venendo attaccata con aerei dirottati, quanto ci hanno messo ad interrompere le esercitazioni e richiamare in servizio tutti i caccia disponibili? Lo hanno fatto immediatamente, ci hanno messo circa 10 minuti, ci hanno messo più di un'ora? La risposta è: più di un'ora. Alle 9:03, quando la seconda torre è stata colpita, non solo i militari americani, ma tutto il mondo aveva capito che l'America era sotto attacco con aerei dirottati. Ma i generali in capo Eberhart e Myers hanno lasciato che le esercitazioni continuassero tranquillamente fino a quando non era tutto finito. Non hanno sentito il bisogno di richiamare subito i caccia. Chissà perché? Soltanto dopo che il volo Delta è atterrato alle 10:10 del mattino le esercitazioni sono state sospese, ma a quel punto anche il quarto degli aerei dirottati era ridotto a un cumulo di rottami. Questo ci porta alla prossima domanda: la mattina dell'11 settembre il massimo responsabile delle forze armate era appunto il generale Myers, e sotto il suo comando che si è registrato il più grandioso fallimento nella storia della difesa militare americana. La domanda è: dopo gli attentati dell'undici settembre, il generale Myers è stato processato, degradato ed espulso dall'esercito? È stato processato ma non ritenuto colpevole? È stato promosso? La risposta giusta è: c. Prima ancora di aprire una qualunque indagine su quello che era successo, il generale Myers è stato immediatamente promosso di grado. Richard Myers, nonostante la catastrofe difensiva avvenuta sotto la sua autorità, è stato promosso a capo permanente delle forze armate congiunte, la posizione militare di più alto livello negli Stati Uniti. Il 13 settembre si svolgevano le udienze per la conferma del generale Myers come se niente fosse successo, mentre la gente stava ancora venendo estratta viva dalle macerie di Ground Zero. Bisogna dire che gli americani hanno un modo molto curioso per punire i responsabili degli errori commessi nel difendere la propria nazione, non credete?

Domanda numero 8: Larry Silverstein era il proprietario delle Torri Gemelle, o meglio era il concessionario con un contratto di leasing di 99 anni. La mattina dell'11 settembre 2001 Silverstein aveva un importante appuntamento di lavoro proprio all'ultimo piano della Torre Nord, quella che è stata colpita dal primo aereo. Ma Silverstein miracolosamente si è salvato. La domanda è: come si è salvato Larry Silverstein? È rimasto intrappolato nelle macerie ma è stato estratto vivo dai soccorritori? Invece di andare all'appuntamento di lavoro quel mattino ha preferito andare dal dermatologo? È arrivato in ritardo all'appuntamento a causa del traffico e questo lo ha salvato? La risposta giusta è b. Quel mattino il businessman Larry Silverstein aveva un appuntamento di lavoro alle Torri Gemelle, ma la moglie lo ha fermato prima di uscire di casa e gli ha detto: "Ma amore, ti ho preso un appuntamento dal dermatologo, non puoi mancarlo". E lui ha detto: "Ah, beh, questo è molto più importante, cancello l'appuntamento di lavoro". E il bello è che lo ha raccontato lui stesso in televisione, come se fosse la cosa più normale del mondo. Temo che non ci sia altro da aggiungere.

Domanda numero 9: quanti sono stati fra poliziotti, pompieri e soccorritori ad aver testimoniato al New York Times di aver sentito delle esplosioni prima e durante i crolli delle Torri Gemelle? Nessuno, uno solo, circa una dozzina, più di cento? La risposta giusta è: più di cento. E attenzione: questi non sono testimoni qualunque, quelli si contano a parte. Qui parliamo di pompieri, di soccorritori, cioè di gente che dovrebbe saper distinguere un'esplosione da una porta che sbatte. Nell'agosto 2005 il New York Times ha pubblicato 12.000 pagine di testimonianze raccolte dalle voci di 503 pompieri e personale di emergenza che erano presenti al World Trade Center l'undici settembre. Oltre cento di queste testimonianze, cioè un quinto del totale, descrive esplosioni sentite prima o durante il crollo dei due edifici. A noi, però, i media mainstream continuano a raccontare che le torri sono crollate per un cedimento strutturale.

Domanda numero 10: nel 2019 un'organizzazione americana ha chiesto una riapertura dell'inchiesta sul crollo dei tre grattacieli del World Trade Center, in base alle prove inoppugnabili, dicono loro, sulla presenza di esplosivi nei tre edifici crollati. Quale organizzazione ha fatto questa richiesta? L'Associazione Avvocati per la Verità sull'11 settembre? L'Associazione Familiari delle Vittime? I Pompieri di New York? La Polizia di New York? La risposta è: i Pompieri di New York. Si tratta, nello specifico, dei pompieri della stazione di Franklin Square Munson che hanno perso due dei loro colleghi nel crollo delle Torri Gemelle. È stato lo stesso capo della sezione, il commissioner, a leggere pubblicamente la petizione. I pompieri di New York hanno perso circa 300 dei loro colleghi nei crolli delle Torri Gemelle. Cosa dite? Avranno finalmente diritto a un po' di giustizia, tutte queste persone e i loro familiari? Questo ci porta alla domanda 11: esistono dei video nei quali si sentono le esplosioni prima o durante i crolli stessi? No, nei video dell'11 settembre non si sente nessuna esplosione? Esiste un video soltanto, ma si sente male? Ne esistono due? Ne esistono più di 2? La risposta esatta è: ne esistono più di due. Ne esistono 56 in realtà, e con alcuni, in ogni caso, non è vero che le esplosioni non siano state registrate da nessuna telecamera. In questa inquadratura, ad esempio, si può sentire una serie di detonazioni pochi istanti prima che il crollo abbia inizio. Sulla sinistra, coperta dal fumo, c'è la Torre Sud che sta per crollare. Ci furono inoltre diverse esplosioni che avvennero dopo il crollo delle due torri, come questa registrata in un video della BBC. Questa ripresa è stata fatta tra le 10 e le 11 del mattino; l'esplosione veniva dalla direzione dell'edificio 7. Eppure noi continuiamo a raccontare che le torri sono cadute per un cedimento strutturale. Credete che le esplosioni erano dei mortaretti per una festa di Chinatown?

Domanda numero 12: quanti architetti e ingegneri nel mondo hanno pubblicamente contestato la versione ufficiale del crollo delle Torri Gemelle e dell'edificio 7? 3 mila, 300, circa una trentina? La risposta giusta è: 3.000. Sono più di tremila i membri dell'Associazione Architetti e Ingegneri per la Verità sull'11 settembre che sostengono che i tre grattacieli non possono essere crollati per un semplice cedimento strutturale, e che a farli crollare in quel modo sia stata invece una demolizione controllata. Questa gente, ovviamente, non ha niente da guadagnare nel sostenere questa tesi, anzi, ha tutto da perdere. Nel mondo dei professionisti, specialmente in America, si rischia di venire licenziati o emarginati se si sostiene una tesi del genere. Eppure loro lo fanno testardamente da ormai dieci anni, mostrando calcoli scientifici, progetti di costruzione e diagrammi, perché sono assolutamente convinti che sia stata una demolizione controllata. Eppure vengono sistematicamente ignorati dai media mainstream. Mandiamo quindi un bel pensierino di ringraziamento ai nostri giornalisti nazionali che evitano accuratamente di fare il loro dovere.

Domanda 13: parliamo adesso del tipo di aerei che avrebbero colpito le Torri Gemelle. Un normale aereo passeggeri, infatti, può volare a 800 chilometri all'ora quando si trova in quota a 10.000 metri, dove l'aria è rarefatta. Man mano che scende di quota, però, deve diminuire la sua velocità, altrimenti si disintegra in volo a causa del maggiore attrito con l'aria. Il problema è che l'aereo che ha colpito la seconda torre è stato cronometrato, grazie ai tracciati radar, ad oltre 800 chilometri all'ora, nonostante si trovasse appunto vicino al livello del mare. Questo, teoricamente, è impossibile. Per saperne di più, un ricercatore indipendente ha contattato al telefono la Boeing. La domanda qui è: che cosa ha risposto la rappresentante della Boeing quando le è stato chiesto se un 767 possa volare a 800 chilometri all'ora vicino al livello del mare? Si è messa a ridere? Ha detto che è possibile, ma ci vuole un pilota molto esperto per farlo? Ha detto che la cosa dipenda dalle condizioni meteorologiche? La risposta potete ascoltarla direttamente da voi… si è messa a ridere. Ha detto: "No, certo che sarebbe impossibile". Non c'è una sola possibilità. Eppure, nel giorno dei miracoli, ci raccontano che è successo anche questo. L'alternativa, ovviamente, è che quelli non fossero affatto dei normali aerei passeggeri, ma fossero invece degli aerei militari appositamente rinforzati, con motori potenziati proprio per poter raggiungere quelle velocità anche a livello del mare.

Domanda 14: parliamo delle scatole nere. Come sapete, ciascun aereo ha a bordo due scatole nere: una che registra le conversazioni dei piloti, l'altra che registra i dati di volo. Quindi, per i due aerei che hanno colpito le Torri Gemelle, c'erano in tutto quattro scatole nere da cercare fra le macerie. La domanda è: delle quattro scatole nere presenti sui due aerei che hanno colpito le Torri Gemelle, quante ne sono state ritrovate? Tutte e 4, 2, una, nessuna? La risposta è: nessuna. Ufficialmente, nessuna delle quattro scatole nere presenti a Ground Zero è mai stata ritrovata. Tenete presente due cose: uno, le scatole nere sono praticamente indistruttibili; sono progettate proprio per resistere agli impatti più violenti; due, tutti i detriti che sono stati portati via da Ground Zero sono stati passati al setaccio almeno tre volte da tre squadre diverse. Ricordiamo che c'erano dei resti umani da recuperare fra le macerie, per cui si poneva un'attenzione maniacale nel setacciare tutto quello che veniva portato via. Eppure ci hanno raccontato che nessuna delle scatole nere è mai stata trovata. Hanno trovato gioielli, orologi, banconote, documenti personali, trovavano persino dei pezzetti delle dita delle vittime fra le macerie, ma le scatole no, quelle non le hanno mai trovate. Chissà perché? Forse perché, se avessimo potuto analizzare quelle scatole nere, avremmo scoperto che gli aerei che hanno colpito le Torri Gemelle non erano affatto gli stessi aerei partiti dagli aeroporti un paio d'ore prima.

Domanda 15: parliamo dell'aereo che ha colpito il Pentagono, il famoso volo 77 dell'American Airlines. Il pilota che l'ha dirottato non si è abbattuto semplicemente sui tetti del Pentagono una volta arrivato in vista del bersaglio, ma ha preferito fare una lunga manovra circolare discendente che gli ha permesso di arrivare praticamente raso terra, andando a colpire la facciata dell'anello esterno dell'edificio. Questa manovra è stata definita estremamente difficile, se non impossibile, da parte di svariati professionisti con 30 anni di esperienza sulle spalle. La domanda è: il pilota che guidava l'aereo che ha colpito il Pentagono era un ex pilota di caccia siriano assoldato da Al Qaeda? Un uomo che non aveva mai pilotato un jet nella sua vita? Era stato il pilota personale di Osama Bin Laden? Era un istruttore civile titolare di una scuola di volo in Florida? La risposta è b. Hani Hanjour, l'uomo che avrebbe compiuto la manovra spettacolare al Pentagono, non solo non aveva mai pilotato un jet nella sua vita, ma pure con i semplici aerei monomotore, quelli da addestramento, non lo lasciavano volare da solo perché non si fidavano di lui: non era in grado di volare, hanno detto gli istruttori. Ma quel giorno si vede che al Hanjour è di colpo venuto il dono di volare; gli si sono fuse di colpo tutte le esperienze che non aveva mai avuto nella sua vita. Abbiamo un altro miracolo dell'undici settembre.

Domanda numero 16: a proposito dei quattro dirottatori, quanti di loro avevano pilotato almeno una volta un jet nella loro vita? Almeno 3, 1 soltanto, nessuno? La risposta è: nessuno. Non solo Hanjour, ma nessuno dei quattro presunti dirottatori aveva mai pilotato un jet nella sua vita. Eppure hanno fatto manovre, curve, picchiate da paura che hanno fatto pensare ai controllori di volo che si trattasse addirittura di aerei militari. Daniel O'Brien, uno dei controllori di volo dell'aeroporto di Washington, ha dichiarato: "La velocità, la manovrabilità, il modo in cui ha virato… ha fatto pensare a tutti noi della sala radar, e siamo tutti controllori con una certa esperienza, che si trattasse di un aereo militare. Non si guida un 757 in quel modo: è pericoloso". È pericoloso, ma se sei nella giornata giusta non serve nessun addestramento: chiudi gli occhi e di colpo, come se tu avessi 30 anni di esperienza di volo sulle spalle.

Domanda 17: sempre riguardo al Pentagono, vi faccio una domanda molto interessante: dopo che le Torri Gemelle erano state colpite e prima che il Pentagono venisse colpito, che cosa ha confidato un ufficiale dell'intelligence a un giornalista della NBC che si trovava con lui nel Pentagono in quel momento? "Qui almeno stiamo al sicuro, andiamocene a casa, è meglio non rischiare", "Stai lontano dall'anello esterno, fra poco tocca a noi"? La risposta è: "Stai lontano dall'anello esterno, perché fra poco tocca a noi". Jim Miklaszewski, giornalista della NBC che si trovava al Pentagono quel mattino… qualcuno mi deve spiegare una cosa: va bene immaginare che, dopo le Torri Gemelle, possano colpire anche il Pentagono, questo può passare nella testa di un militare. Ma, la peggio, ti immagini che arrivi un aereo, lo colpisca dall'alto, e quindi suggerisce al giornalista di andarsene a casa per evitare rischi, ma arrivare addirittura a prevedere che colpiranno l'anello esterno dell'edificio… come fai a saperlo? Almeno, l'aveva già detto qualcuno?

Domanda 18: torniamo un attimo sui dirottatori, perché sono dei personaggi veramente incredibili. Ma a me il più famoso di tutti è stato Atta, definito il "ring leader", il capo di tutti gli altri. Allora, la sera del 10 settembre, Atta era già a Boston, dove avrebbe dovuto prendere l'aereo per Los Angeles da dirottare il mattino dopo. Ma, invece di andare a dormire presto e presentarsi all'aeroporto di buon ora, che cosa ha fatto Atta? Ha affittato una macchina e, con il suo amico Al Omari, se n'è andato fino a Portland, nel Maine, a due ore di distanza. La mattina dell'undici, molto presto, ha preso un piccolo volo locale per tornare a Boston. Talmente stretta era la coincidenza con il volo per Los Angeles che la sua valigia non ha fatto in tempo a salire sull'aereo: Atta è riuscito a prendere l'aereo da dirottare, ma la valigia no. La valigia è poi stata ritrovata che girava tutta sola sui nastri dei bagagli, dai solerti agenti dell'FBI. La domanda è: cosa c'era nella valigia di Atta che è stata recuperata all'aeroporto di Boston? Una copia del Corano? I manuali d'istruzione del Boeing che avrebbe dirottato quel giorno? Il suo testamento? La risposta è: tutte e tre le cose. Oltre all'immancabile Corano, questo astuto dirottatore ha pensato bene di portarsi dietro anche il manuale d'istruzione dell'aereo. Metti che durante il volo ti viene qualche dubbio, fai sempre in tempo a dare un'occhiata al manuale per sapere come si vola. Non solo, ma questo genio ha pensato anche di mettere in valigia il testamento, che conteneva le istruzioni esatte per come voleva essere sepolto: "Voglio essere sepolto con i piedi verso la Mecca", diceva il testamento. Sui, ti ritrovano i piedi perché sei lì seduto nella cabina di pilotaggio, stai andando a schiantarsi contro un grattacielo in acciaio, è quindi che le speranze di trovare qualche pezzo riconoscibile siano poi tante. Però lui, per precauzione, il testamento l'ha messo in valigia. Naturalmente, per i meno stupidi è chiaro che questo miracoloso ritrovamento della valigia è servito proprio a indirizzare subito l'opinione pubblica verso la cosiddetta pista islamica.

Domanda 19: che riguarda sempre i dirottatori. Nei tre aeroporti da cui sono partiti gli aerei dirottati c'erano, come in tutti gli aeroporti del mondo, centinaia di telecamere di sicurezza che inquadravano le zone del check-in, i corridoi, i saloni, le sale d'aspetto, i bar, i ristoranti eccetera degli aeroporti. La domanda è: quante immagini in tutto abbiamo, datate e stampigliate, che ci mostrano la presenza dei 19 terroristi nei tre aeroporti quel giorno? Oltre un centinaio? Una sola? Nessuna? Circa trenta inquadrature diverse? La risposta è: nessuna. Non abbiamo una sola inquadratura datata e stampigliata che ci mostri uno solo dei 19 terroristi negli aeroporti quella mattina. L'unica cosa che ci hanno fatto vedere è una ripresa con tre di loro all'aeroporto di Washington, ma è una ripresa senza data ed è stata fatta con una telecamera normale e non con le telecamere di sicurezza. Quindi, per quel che ne sappiamo noi, quelle immagini possono essere state girate prima dell'11 settembre, magari durante una corsa a vuoto che hanno fatto fare ai terroristi con una scusa qualunque, e poi ci hanno mostrato questa immagine di Atta e Al Omari che passano i controlli di sicurezza. Questa sì è dell'11 settembre, ma l'aeroporto non è quello di Boston, è quello di Portland, nel Maine; lo si capisce dall'orario stampigliato sull'immagine: 5:45 del mattino. Quindi quello è il famoso volo di coincidenza per Boston, non è l'aereo per Los Angeles che è stato poi dirottato. Quindi, dei 19 terroristi negli aeroporti di partenza dell'11 settembre, non esiste una sola immagine che sia stata resa pubblica, non una. C'è qualcuno che è davvero disposto a credere a questa incredibile coincidenza?

Domanda numero 20: secondo la versione ufficiale, il quarto aereo, il volo 93, è caduto integro in un campo della Pennsylvania, a Shanksville; sarebbero stati i passeggeri a farlo cadere intenzionalmente per evitare che i dirottatori andassero a colpire qualche altro bersaglio nelle città americane. Il sindaco di Shanksville, Ronin Stutz, ha raccontato quello che hanno visto i suoi concittadini che sono accorsi per primi sul luogo dello schianto. La domanda: il sindaco Stutz ha detto che, quando sono arrivati sul posto, era pieno di cadaveri e di rottami dappertutto? Sono arrivati sul posto ma non c'era nessun aereo? Sono arrivati sul posto ma un fosso ha impedito di avvicinarsi alla buca? La risposta è b. Quando i primi abitanti del luogo sono arrivati sul posto hanno detto che non c'era nessun aereo. Non c'è un pezzo di fusoliera, non c'è un motore che si veda, non c'è un sedile, non c'è una valigia, non c'è un solo cadavere. E lì le fibbie ci dicono che l'aereo è tutto sepolto sotto la buca, sotto terra, a diversi metri di profondità. La buca si è richiusa da sola, come potete vedere, ma l'aereo è tutto lì sotto.

Domanda 21: secondo l'FBI, la scatola nera con il registratore delle voci è stata trovata a 18 metri di profondità? A 8 metri di profondità? A 80 cm di profondità? Non è stata mai trovata? La risposta è b: a 8 metri di profondità. Pensateci bene: otto metri è quasi una casa di tre piani. Ma la scatola nera è lì sotto, in una buca che si è richiusa su se stessa dopo aver inghiottito più del 90 per cento dell'aereo. Lo dice l'FBI, e noi ci vogliamo credere, perché noi all'FBI crediamo sempre. Resta ancora qualche pezzettino dell'aereo che si è sparpagliato un po' dovunque intorno. Da cui la domanda 22: a quale distanza dalla buca sono stati ritrovati i rottami più lontani dell'aereo? 140 metri, un chilometro, 4, 14 km? La risposta giusta è c: alcuni rottami dell'aereo sono stati trovati a 8 miglia di distanza, che sono circa 14 km. Attenzione: non sono pezzetti di carta trasportati dal vento, come ci raccontano i telegiornali, sono proprio rottami dell'aereo, con pezzi di fusoliera grossi come una valigetta. Però l'aereo non è stato abbattuto, no? È caduto per intero in una buca che si è subito richiusa su se stessa, e nessuno…

Lo ha potuto vedere, e poi i fessi saremmo noi che denunciamo il complotto, e non quei rimbambiti di giornalisti che credono ciecamente queste barzellette. Altronde, è vero come diceva Upton Sinclair, un famoso scrittore del Novecento: è molto difficile far capire ad una persona una certa cosa quando il suo stipendio dipende dal non capirla.

Ultima domanda, numero 23: secondo la versione ufficiale, la hostess del volo 93, Cece Lions, ha telefonato dall'aereo in volo al suo fidanzato e gli ha lasciato un messaggio in segreteria per informarlo che l'aereo era stato dirottato. Quali sono state le ultime parole di Cece Lions nel messaggio in segreteria? Non so dove ci stiano portando, ho paura, è tutto un inganno, spero tanto di rivederti, abbraccia i miei figli. La risposta giusta è B. Sentita la telefonata di Cece Lions al fidanzato, notiamo come anche qui non si sente il tipico rumore di fondo che normalmente è presente in un aereo in volo. Lei, alla fine, sembra pasticciare prima di riappendere e sussurra qualcosa nella cornetta, dopo una parola: Dubai. La voce sembra molto vicina al telefono; in sembra che lei dica “il frame”, che significa “è un inganno”. Ma se “frame” vuol dire “è un inganno”, è una messa in scena; lei sta chiaramente cercando di informare il fidanzato che è stata obbligata a fare quella telefonata, ma che le cose non stanno affatto così. Però, curiosamente, nei documentari istituzionali l'ultima frase di Cece Lions viene sempre tagliata, e la telefonata finisce con “I love you, goodbye”. Così la gente piange, si commuove ed evita di domandarsi che cosa sia successo veramente su quegli aerei dirottati.

Bene, e questo è finito. Adesso vi do il punteggio. Se avete totalizzato da 20 a 23 risposte giuste, siete decisamente esperti di 11 settembre; potete serenamente discuterne con chiunque e, volendo, potreste anche tenere delle conferenze sull'argomento. Ne sapete abbastanza da raccontare agli altri come sono andate veramente le cose quel giorno. Se avete totalizzato da 10 a 19 punti, siete mediamente esperti di 11 settembre; avete qualche conoscenza in più rispetto alla gente normale e potete anche fare delle discussioni in merito, anche se magari rischiate di trovare qualcuno che ne sa più di voi. Se invece avete totalizzato meno di dieci risposte giuste, allora purtroppo siete ignoranti in materia, o meglio, siete vittime della propaganda mainstream, quella appunto che ci racconta ogni anno la favoletta di 19 dirottatori armati di taglierini e dei grattacieli in acciaio che crollano a caso per il fuoco, e che nel frattempo evita accuratamente di approfondire tutti gli aspetti più oscuri e inquietanti di questa vicenda.

A questo punto decidete voi quanto importante sia veramente per ciascuno di noi conoscere a fondo i fatti dell'11 settembre, anche solo per evitare di venir presi in giro di nuovo nel caso dovesse tornare ad accadere qualcosa di simile in futuro. Bene, spero vi siate divertiti, e se il quiz vi è piaciuto, fatelo fare anche ai vostri amici. Siamo sempre in tempo a informare le persone meno preparate di noi, visto che i giornalisti sull'undici settembre si rifiutano palesemente di fare il loro dovere. Grazie.