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Buonasera a tutti. Eccoci qui per la nocciolina numero 13. La nocciolina di oggi sarà dedicata, come vi avevo preannunciato, a uno dei limiti previsti per la libertà di manifestazione del pensiero. In particolare, a l'unico limite esplicitamente previsto nella nostra Costituzione. E qual è? Eccolo qua: il limite esplicito, quello del buon costume.
Questa era la nostra piramide con il diritto e la libertà di manifestare liberamente il proprio pensiero. E qui abbiamo l'unico limite esplicito che è il buon costume. Altre noccioline saranno dedicate ai limiti impliciti. Limite esplicito, buon costume. Che vuol dire esplicito? La Costituzione chiaramente lo dice e lo scrive nell'articolo 21, che poi ormai a questo punto saprete a memoria, immagino. Articolo 21, che è molto lungo. Il primo comma è quello che abbiamo studiato in precedenza, in cui si dichiara il contenuto della libertà di manifestazione del pensiero. Tutti questi altri commi, come ci siamo detti, li guarderemo, li studieremo quando parleremo della stampa, perché tutti questi commi sono dedicati esclusivamente alla stampa, con, diciamo, una costruzione dell'articolo molto rivolta all'indietro, perché chiaramente si limita esclusivamente alla stampa, quando già, ad esempio, c'era già la radio, che era un mezzo di comunicazione assai importante. Comunque, a parte questo, poi l'ultimo comma viene dedicato di nuovo alla libertà di manifestazione del pensiero in generale. Si legge male dal video, ma ormai dovreste saperlo, che lo leggo io: "Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume".
Benissimo. A questo punto, però, quindi bisogna capire, ma che cos'è il buon costume? Perché ce lo siamo detti, mia nonna probabilmente aveva un concetto di buon, anzi, sicuramente aveva un concetto di buon costume ben diverso da quello che è il mio. E allora, allora, intanto dobbiamo capire, sono vietate le manifestazioni contro il buon costume e chi le vieta? Come si fa a vietarle? E qui viene il rilievo, l'altra piramide che c'eravamo fatto con le fonti del diritto. Sono vietate da atti che stanno qui, atti primari, ok? Quindi, essendo una libertà prevista nella Costituzione, servono una legge, un decreto legge, un decreto legislativo per prevedere questi divieti. E allora noi dove ce l'andiamo a trovare i limiti relativi al buon costume? Un esempio molto semplice da portare avanti è, ovviamente, il codice penale, perché nel nostro codice penale sono previsti dei divieti relativi ad alcuni atti ritenuti osceni. Avrete sicuramente sentito parlare della atti osceni in luogo pubblico, ok? Perché qua bisogna capire, poiché parliamo di atti vietati con sanzioni, il cittadino deve sapere cosa posso fare, cosa non posso fare.
Allora, vi dico subito che in realtà, nella nocciolina di oggi, così come in tante noccioline successive, io non vi saprò dare delle soluzioni precise, delle risposte precise, in cui pongo una linea e dico: questo si può fare, questo no. Purtroppo, i limiti alla libertà di manifestazione del pensiero sono uno di quegli ambiti in cui voi vedrete che non sempre la soluzione è così netta, così sicura e così, purtroppo, prevedibile come dovrebbe essere. Questo perché? Perché se da un lato la nostra Costituzione è stata scritta appunto negli anni '40, entrata in vigore nel '48, quindi ovviamente un momento storico molto diverso, la nozione di buon costume, intesa in sempre in termini così generici, è servita in quanto è risultata elastica, perché si è potuta adeguare nel tempo. Quindi questo è un bene, perché si è potuto adeguare il concetto di buon costume all'evoluzione sociale. Dall'altro, ovviamente, l'elasticità di una norma implica che il suo, la sua sfera non sia del tutto fissata, perché deve potersi ampliare, restringersi in base al tempo. E quindi, di contro, c'è una mancanza di determinatezza. E quindi il buon costume è un concetto in realtà indeterminato, che a priori, forse, come vedremo alla fine, ci sono sicuramente delle cose che non si possono fare, ci sono delle cose che sicuramente si possono fare, e poi c'è quel margine di incertezza in cui non sempre è prevedibile se si sarà sottoposti a sanzione oppure no. E questo, purtroppo, è una indeterminatezza del nostro sistema che non è limitata a questo ambito. Questo ve lo voglio dire, perché se alla fine vi resta qualche dubbio, sappiate è normale. Non mi darò soluzioni granitiche, cento per cento, semplice sì e no, crocetta sì, crocetta no, non funziona così, ok? Però cerchiamo comunque di darci delle coordinate utili.
Allora, buon costume, che cos'è? Abbiamo detto, andiamo a cercare il codice penale. Codice penale, c'è un articolo che vieta gli atti osceni in luogo pubblico e quindi "chiunque in luogo aperto al pubblico pubblicamente compie atti osceni è punito bla bla bla". Ok, non è che ci ha aiutato tanto, perché non siamo passati dal buon costume agli atti osceni, e che sono gli atti osceni? Siamo un po' puntati. Allora, in questo ambito, posto che il codice penale ha trovato a dare una definizione, perché l'articolo 529, quello che era successivo agli atti osceni, è proprio dedicato a definire il concetto di atti osceni e dice: "Agli effetti della legge penale si considerano osceni gli atti e gli oggetti che, secondo il comune sentimento, offendono il pudore". Quindi siamo sempre nell'ambito di concetti un po' indeterminati, però ci stiamo un po' avvicinando. Siamo arrivati a dire che, secondo il comune sentimento, offendono il pudore.
Allora, anche qui, noi in materia di limiti al buon costume abbiamo, ovviamente, una serie di sentenze della Corte Costituzionale che sono andate a definire se alcuni limiti alla manifestazione del pensiero fossero legittimi, perché effettivamente porti a tutelare il buon costume, oppure se invece quei limiti fossero ritenuti come illegittimi, perché in realtà non era una problematica relativa al buon costume. Cioè, la Corte Costituzionale, nelle sue sentenze in cui giudica la legittimità di alcune manifestazioni del pensiero e dei divieti previsti a livello legislativo, in sostanza, prova a dare una definizione di buon costume. Se negli anni '60 una famosa sentenza della Corte Costituzionale aveva definito il buon costume come "il comune senso del pudore e di pubblica decenza". Allora, voi capite che il comune senso del pudore, oltre a essere un concetto molto elastico, è anche abbastanza ampio, perché, ad esempio, negli anni '50 e '60 in Italia poteva essere considerato, negli anni '50, insomma, anche semplicemente una effusione amorosa, un bacio, poteva essere considerato un po' oltre il comune senso del pudore. E questo noi da dove lo vediamo? Lo vediamo perché, come si fa a capire quali sono le attività vietate? Un altro modo che si aggiunge a quello precedente, e che quindi cerchiamo di far convogliare in quella che sarà un tentativo di definizione di buon costume. Noi abbiamo detto che l'articolo 21 della nostra Costituzione vieta le manifestazioni contrarie al buon costume. E poi c'è l'ultima frase: "la legge". Quindi abbiamo detto, c'è una riserva di legge, per cui i limiti alla libertà di manifestazione del pensiero devono essere imposte esclusivamente con atto fonte primario, legge o atto avente forza di legge. Quindi, "la legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e reprimere le violazioni". Quindi, prevenire e reprimere. E prevenire, quindi, è la censura, cioè prima di distribuire un qualsiasi prodotto o di manifestare un pensiero in qualsiasi modo, bisogna vedere se effettivamente si può fare. In termini generali, invece, reprimere le violazioni, ovviamente, si va a infliggere sanzioni a chi ha già manifestato un pensiero o un'espressione contrarie al buon costume.
Ok, qual è la forma di censura che tuttora esiste nel nostro ordinamento? Quella è, dovreste conoscerla, ad esempio, quando andate al cinema. Prima di proiettare un film, sia al cinema che in televisione, bisogna ottenere l'autorizzazione dal Ministero per le Attività Culturali, che ha delle apposite commissioni che visionano le pellicole e che stabiliscono se queste possono essere viste da tutti, o se vanno ristrette ai maggiorenni, e quindi sopra i 18 anni, o se vanno invece autorizzate solo per i maggiori di anni 16, oppure se vanno proprio vietate per tutti coloro che siano, che siano più piccoli di 16 anni. Quindi, in questo caso, si sottopone una pellicola a una censura preventiva, un'autorizzazione da cui eventualmente bisogna eliminare alcune scene.
Allora, se voi pensate che questo è un sistema che va avanti da sempre, c'è sempre stato nel nostro ordinamento, e perché? E vi anticipo un po' la soluzione: in realtà, l'interesse primario che si vuole tutelare con il limite del buon costume è quello dei minori, perché i minori sono ovviamente una classe di persone a cui l'ordinamento tiene in modo particolare. Bisogna prevenire che i minori vengano a contatto con materiale osceno. E quindi, prima di mandare in onda in televisione, durante, che so, le quattro del pomeriggio, su un canale aperto a tutti, un film pornografico, è ovvio che non è esattamente la cosa migliore da fare. Perché? Perché noi dobbiamo bilanciare l'interesse dei minori con l'interesse dei maggiorenni che siano consenzienti a visionare magari materiale pornografico. E qui arriveremo alla nostra soluzione. Il fatto che il concetto di buon costume sia in evoluzione, voi lo potete vedere, perché se andate a cercarvi i film degli anni '50 e '60, voi saprete che determinate scene venivano costantemente eliminate, o magari a quel punto non venivano neanche inserite, perché si sapeva che sarebbero state censurate. Un bacio alla francese, per intenderci, non c'è, non lo trovate, semmai ci si tocca le labbra, ok? Dopo, con il mutare dei tempi, ovviamente, queste commissioni, in cui si stabilisce quali pellicole possono essere proiettati e quali parti eventualmente debbano essere limitati ai maggiori di età, si è andato ovviamente ampliando. Come potete facilmente vedere andando al cinema a vedere qualsiasi film, penso che praticamente scene di un determinato tenore, non solo di tipo sessuale, ma anche di violenza, ad esempio, siano abbastanza ricorrenti nei film, quindi vengono limitate solo scene particolarmente forti. Quindi, il concetto del buon costume è molto, molto elastico, indeterminato, è oggi molto più ristretto. Che significa ristretto? Se noi abbiamo la libertà di manifestazione del pensiero che è la libertà, e il buon costume suo limite, più il buon costume ha un concetto ampio, più la libertà si restringe. Più il buon costume viene limitato nella sua definizione, proprio delimitata a una determinata nozione, più la libertà di manifestazione del pensiero si espande, si produce. Si potrà dire sostanzialmente tutto ciò che si vuole. Quindi, oltre a essere così indeterminato, si è andato evolvendo. E questo non lo possiamo anche agevolmente vedere, se diciamo che tutto ciò che è buon costume oggi, volendo semplificare, volendo dare una soluzione alla domanda che ci siamo posti all'inizio, ovvero che cos'è il buon costume, allora possiamo dire che oggi il limite del buon costume riguarda principalmente, se non esclusivamente, ciò che è il pudore sessuale, riferito principalmente alla tutela dei soggetti minori, per cui sono vietate fondamentalmente, in linea generale, le manifestazioni del pensiero che possono andare a intaccare la sensibilità dei minori nel momento in cui riguardano la sfera del pudore sessuale.
Ok. E allora, lo dicevamo prima, come ci mettiamo con i film pornografici? Che ovviamente esistono, ma anche non solo i filmati, per esempio, ci sono, c'è moltissimo materiale pornografico, si è andata in giro per le edicole. Ecco, qui c'è un'altra parola che dobbiamo tenere presente, e cioè: "sono vietate le manifestazioni contrarie al buon costume". In questo senso, la Corte Costituzionale l'ha interpretata nel senso che serve la pubblicità della manifestazione contraria al buon costume, cioè è vietato ciò che va a ledere la sfera del pudore sessuale nel momento in cui lo si fa in pubblico, in un modo in cui io non sto selezionando chi mi vede, chi no, lo faccio in pubblico, dinanzi a un pubblico indeterminato, un luogo aperto al pubblico, senza poter avere il controllo di chi mi vede, chi non mi vede, di chi accede al mio materiale e di chi non piace. Ok? Questa distinzione è fondamentale, perché ovviamente consente da un lato di tutelare il sentimento dei minori e dunque di vietare tutte le espressioni oscene, gli atti osceni che possono arrivare ai minori, in cui c'è un canale, o comunque non sono previsti dei limiti per evitare che i minori vi possano accedere. D'altro canto, invece, è consentita una libera, libero scambio di materiale anche osceno tra adulti consenzienti. Cioè, se voi vi mandate un filmato sessuale con la vostra compagna, il vostro compagno, non è reato, lo potete fare, purché siate maggiorenni entrambi. Attenzione, ma questo, insomma, voi lo siete, perché siete iscritti all'università.
Ora, però, con le nuove tecnologie, c'è un concetto da tenere ben presente: sono vietati gli atti osceni fatti pubblicamente. Ok? Quindi, ci siamo detti, nelle chat private vi potete scambiare materiale di un certo tipo. Ma qui viene in atto un ulteriore limitazione fondamentale, che è quella della dignità della persona coinvolta, per cui si può scambiare il materiale solo nel momento in cui vi sia il consenso da parte di tutte le persone che compaiono nel filmato. E nel momento in cui una persona manda un filmato al proprio fidanzato o alla persona che gli piace, quel che volete che lo riceve, non può ri-mandarlo ad altri senza il consenso dell'interessata. Quindi, c'è una distinzione da tener presente: da un lato, il profilo della pubblicità, per cui gli atti osceni sono vietati se fatti in modo indiscriminato, in pubblico. Dall'altro, poi, chi riceve in modalità personale, e dunque sicuramente al di fuori dalla portata dei minori, del materiale, non può rimandarlo ad altri. L'unica cosa che vi volevo dire, l'ultima, è che il concetto, appunto, di buon costume è talmente elastico e segue ciò che sono le evoluzioni della società, che appunto, io vi ho letto gli articoli del codice penale che prevedono i divieti di atti osceni in luogo pubblico. La nostra società si è evoluta in senso, diciamo, abbastanza liberale, al punto che nel 2016, in realtà, questi articoli del codice penale che vi ho più attenzionato sono stati depenalizzati. Che significa? Significa che se si compiono questi atti osceni, non si va più, diciamo, in modo molto semplicistico, non si va più in galera, ma se ti beccano, devi pagare una multa. Quindi sono sanzioni amministrative, non sanzioni di tipo penale. Quindi, in questo modo, diciamo che il concetto di buon costume si è ampliato ancor di più, perché la violazione a questo divieto non ha più conseguenze di tipo penale, ma ha conseguenze esclusivamente pecuniarie, di tipo amministrativo.
Bene, spero di avervi dato qualche risposta e soprattutto di avervi lasciato con parecchi dubbi, perché purtroppo è così, non posso farci niente. Alla prossima nocciolina. [Musica]