Transcription
[Musica] Quali materie studiamo a scuola? La storia della letteratura, la storia, le scienze naturali, magari l'economia, il diritto e altre ancora.
Beh, prima dell'Illuminismo, avremmo studiato cose completamente diverse. Non oggetti, temi diversi, ma proprio materie diverse. Avremmo studiato le arti del trivio e del quadrivio. Il trivio, con gli umanisti, che la retorica, la grammatica, la dialettica. Il quadrivio, quelle diciamo scientifiche: l'aritmetica, la geometria, la musica, l'astronomia.
Tutto il sistema delle materie scolastiche è in qualche modo figlio, così come noi lo conosciamo e lo studiamo, della grande rivoluzione culturale che l'Illuminismo porta sulla scena europea alla metà del Settecento. Guardiamo i libri di studio. Noi abbiamo il manuale italiano, il manuale di storia, il manuale di matematica, il manuale di scienze o di biologia o di chimica. Anche questi libri, così come sono confezionati sotto i nostri occhi, sono i figli, i figli perfezionati però i figli della rivoluzione illuminista.
Prima dell'Illuminismo, la trasmissione del sapere avveniva in un modo molto meno sistematico, molto meno disciplinato, molto meno strutturato. Era spesso una trasmissione riservata a una piccola, piccolissima élite. Pochissime persone avevano accesso al sapere e non esistevano quindi strumenti complessivi, organici di trasmissione del sapere.
I manuali scolastici che abbiamo invece sotto gli occhi sono i figli di un'idea, diciamolo, di un'idea democratica della cultura, cioè dell'idea che si possa trasmettere l'insieme del sapere in un certo campo disciplinare anche a persone che nessuno fino a quel momento sostanzialmente di luna, e che tutto questo sapere possa essere, a livelli più elementari o più complessi, raccolto, radunato in un unico volume, sistematicamente organizzato.
Ma guardiamoci intorno, allargando lo sguardo dal campo diretto della nostra esperienza scolastica e di studio a quello della società che ci circonda. I giornali che si vendono a pochi soldi, i libri che escono continuamente anche su temi di attualità, le polemiche che i libri e giornali spesso rappresentano tra punti di vista diversi, non solo a livello politico, ma a livello culturale in tutti i campi.
Facciamo l'esempio di una polemica sull'onestà o la disonestà di un uomo politico, con quotidiani che prendono posizione in una certa direzione, altri che la prendono opposta, e inchieste e ricerche e articoli ed editoriali e libri che escono su questo, con interviste a persone importanti o con contributi anche di persone completamente ignote, ma che diventano famose, entrano nel circuito del dibattito perché hanno sostenuto una tesi interessante, originale, nuova, o semplicemente stupida e provocatoria.
Tutto questo esiste perché esiste un'opinione pubblica, perché esiste l'abitudine a confrontarsi sulle idee al cospetto di un grande pubblico che non solo partecipa leggendo, ma partecipa poi prendendo posizione. L'Illuminismo è il momento in cui nasce l'opinione pubblica moderna, nasce il confronto delle libere idee, più o meno libere, certo, davanti agli occhi dei lettori.