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Il pittore francese Claude Monet è considerato il padre dell'Impressionismo. Il nome stesso di questa corrente artistica è legato ad una sua opera, "Impressione, sole nascente".
La passione per l'arte di Monet si manifesta nell'adolescenza. Da giovane, infatti, si dimostra bellissimo con le caricature che vende per poche monete. In questi anni incontra Eugene Boudin, artista già affermato, che gli insegna le basi per dipingere la natura e gli trasmetterà l'amore per la pittura en plein air.
A 16 anni Monet decide di partire per Parigi con tele, pennelli e un po' di soldi. Lì conosce Courbet, con cui nasce un'intensa amicizia. La prima esperienza parigina dura poco. A vent'anni viene chiamato alle armi per il servizio militare. Chiede di essere inviato in Algeria, ma dopo due anni si ammala di tifo ed è costretto a tornare in patria.
La famiglia, consapevole che quella di Monet per l'arte non è un'infatuazione passeggera, paga un sostituito che prenda il suo posto al fronte e lo sostiene nella sua nuova avventura a Parigi. Nel 1862 entra a far parte dell'Accademia di Charles Gleyre.
A Parigi, Monet si distingue, oltre che per le capacità artistiche, per l'eleganza, il carisma e il successo con le signore della città. Pare che un giorno abbia dichiarato: "Dormo solo con duchesse o domestiche, preferibilmente con le domestiche delle duchesse, qualsiasi via di mezzo mi spegne subito".
Ad una personalità così forte vanno strette le regole della pittura tradizionale, così insieme ad un gruppo di amici artisti lascia l'atelier per dipingere all'aria aperta. Ancora non lo sapevano, ma quei giovani stavano per dar vita all'Impressionismo.
La prima mostra viene allestita nello studio parigino del fotografo Nadar. È il 1874 e Monet ha solo 24 anni. La mostra è un fallimento, le opere degli impressionisti non vengono comprese e raramente sono acquistate. Monet, però, non si arrende e continua a dipingere.
Nel 1883 si trasferisce con la seconda moglie e i figli nel piccolo paese di Giverny per poter ritrarre la natura in completa libertà. È nel 1889 che alla sua arte viene dato lo spazio che merita, con una mostra personale alla galleria Petit di Parigi. Da questo momento verrà considerato uno dei grandi dell'arte francese.
A Giverny comincia a dipingere una delle sue famose serie che ritrae covoni di grano. Monet non è che non era del tutto nuovo alla serialità nei suoi dipinti; famose sono le serie delle cattedrali, dei pioppi, ma soprattutto quella delle ninfee. La scelta delle serie deriva dalla filosofia dell'osservazione che anima la pittura di Monet.
Le ninfee è il lavoro che più di tutti racchiude la costanza, lo studio e la tecnica di Monet. Comincia a lavorare a questo soggetto nel 1899 e vi dedicherà gli ultimi 27 anni della sua vita. Proverà a dipingere anche quando la cataratta lo renderà quasi cieco, concentrato a ritrarre quel piccolo angolo del suo giardino con l'ambizione di catturare l'essenza della natura.